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  1. Sarri vuole tornare a lavorare con Higuain e il Chelsea avrebbe sondato il terreno per uno scambio che prevede il ritorno di Morata alla Juventus. L'avventura di Gonzalo Higuain alla Juventus potrebbe volgere al termine dopo sole due stagioni, seppure ricche di vittorie. Il Pipita infatti secondo 'La Gazzetta dello Sport' non è inserito nella lista degli incedibili, anzi. I bianconeri starebbero valutando con grande attenzione la proposta arrivata, ancora ufficiosamente, dal Chelsea che prevederebbe il trasferimento di Higuain a Londra in cambio del ritorno di Morata alla Juventus. D'altronde è risaputo come lo spagnolo, sposato con un'italiana e che proprio a Torino ha vissuto la stagione migliore della sua carriera, abbia nostalgia della nostra Serie A mentre Sarri avrebbe chiesto Higuain come primo regalo da nuovo tecnico del Chelsea. La sensazione insomma è che l'affare possa davvero soddisfare tutte le parti in causa, ecco perchè la fumata bianca sembra solo questione di tempo. Quello necessario alla rottura del Chelsea con Conte e alla nomina di Sarri, appunto. Morata dal canto suo, come detto, aspetta una chiamata per dire il suo sì alla Vecchia Signora anche perchè il Milan, fortemente interessato all'attaccante spagnolo da più di un anno, al momento ha altri problemi e comunque nel caso sembrerebbe puntare con più decisione su Immobile. Goal.com
  2. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  3. «Sono contento, perché ho lavorato tanto e non ho mai mollato»: è soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, Stephan Lichsteiner, dopo il rientro nella Lista UEFA presentata dalla Juventus per la seconda fase di Champions League. «Ad inizio stagione sapevo che il mister avrebbe dovuto fare una scelta» - ha spiegato il laterale svizzero ai microfoni di Sky e Mediaset - «ed era consapevole del fatto che io sarei stato capace di gestire la situazione alla grande, così come era avvenuto l'anno scorso. Con lui ho un ottimo rapporto e non c'è mai stato alcun problema, anche se ovviamente mi è mancato un po' giocare in Europa: è stata dura andare allo Stadio, sentire la musica della Champions, senza scendere in campo. Ora, però, sono pronto a rientrare e speriamo tutti che il cammino sia lungo come l'anno scorso, magari con un finale diverso...». A proposito di Champions, la sfida contro il Tottenham si avvicina: «In Champions ci sono tante squadre fortissime ma noi dobbiamo innanzitutto stare attenti al nostro prossimo avversario. L'altra sera, contro il Manchester United, ho visto una squadra molto forte, sia tecnicamente che fisicamente, che gioca bene il pallone e che fa buon pressing». In Italia, invece, c'è un campionato relativamente al quale l'obiettivo dichiarato non può che essere la vittoria, soprattutto per un esacampione come Stephan: «Il nostro obiettivo è il settimo Scudetto: sarebbe qualcosa di straordinario, ma bisogna ancora lavorare per raggiungerlo. Non mi interessano i record personali: l'importante è che la Juve vinca e porti a casa i titoli, proseguendo la strada vincente di questi sei anni. Volere vincere è soprattutto una questione di orgoglio e di voglia di far bene: sappiamo bene che alla Juve bisogna fare la storia, e per farla bisogna vincere». La classifica delinea un testa a testa tra il Napoli e i bianconeri: «Penso che il campionato sia ormai una corsa a due tra noi e loro, ma non bisogna mai sottovalutare le altre squadre. La cosa più importante è continuare a vincere per mettere loro pressione, poi vedremo se sarà lo scontro diretto ad essere decisivo. Giocare prima o dopo cambia poco: se scendi in campo prima, puoi mettere pressione all'avversario, ma se scendi in campo dopo conosci già il risultato dell'altro e puoi reagire di conseguenza... Non vedo grandi differenze». Una Juve che ha dimostrato di saper sopperire anche alle assenze: «La squadra ha grande qualità ed una rosa ampia con tanti giocatori forti anche in panchina. Quando si fa male qualcuno, c'è sempre un compagno pronto a sostituirlo ed offrire ottime prestazioni: questo è uno dei nostri punti di forza». Esattamente un anno fa, il rinnovo con la Juventus fino al 30 giugno 2018. Quale sarà il futuro di Stephan? «Non abbiamo ancora parlato del futuro: ora sono concentrato soltanto su questi mesi e su questo finale importante di stagione, sia in Italia che in Europa, poi vedremo cosa accadrà in seguito».
  4. Provocazioni o stilettate: proviamo a decrittare pensieri e parole dell’allenatore del Napoli chissà se incupito dal fatto che la sua squadra vince ma quelli là, gli juventini, non mollano. «Giocare per otto volte dopo la Juve ci può mettere pressione. Magari in quattro circostanze le scelte erano obbligate per la Champions, però nelle altre occasioni si poteva fare diversamente. E’ assurdo. C’è buona fede, ma sulle capacità di chi prende queste decisioni in Lega mi viene il dubbio». Parole che non rappresentano una novità, dette da chi oltre un anno fa si ribellò contro l’effetto devastante della Coppa d’Africa «per cui perderemo Koulibaly e Ghoulam». Capito l’antifona? Le titubanze sarriane vengono smacchiate da un comunicato direttamente spedito da via Rosellini con posta prioritaria: «E’ del tutto alla pari finora la turnazione prima/dopo tra Juventus e Napoli, visto che proprio gli azzurri arrivano da 5 giornate consecutive in cui sono scesi in campo prima della Juventus». Allegri ha risposto da par suo. Noi ci permettiamo di aggiungere che sembra tutto un arrampicarsi sugli specchi, forse perché quest’anno ci sono tutte le condizioni per agguantare lo scudetto da parte di chi lo attende da ventott’anni. Però così facendo si fa presto a scatenare chi pensa che quelle dell’azzurro siano parole dettate dalla voglia di distrarre tutti dagli episodi bollenti, dal Var e robe consimili. E’ così complicato ammettere che alla fine della fiera errori pro e contro si compensano? Di più, è impossibile. Altri precedenti? Si fa presto. Alba dello scorso campionato, il Napoli gioca (e pareggia a Pescara). Sarri alla vigilia: «Spero che le condizioni del terreno non siano così disastrose come quelle di Coppa Italia: contro il Frosinone hanno giocato a beach soccer». E poi «il campo indegno e non all’altezza della categoria» di Udine dove gli azzurri passarono di misura a novembre. La Juve, per dire, vinse 6-2 soltanto un mese prima (non in primavera...) anche grazie ai suoi giocatori tecnici: quelli che - per bocca del dg friulano Franco Collavino a suo tempo - «non si sono mai lamentati del nostro campo». Capitolo soldi, bilanci, fatturati. A suo tempo l’ex bancario disse che «i numeri parlano chiaro, noi siamo quinti come fatturato. E mi sembra evidente che chi ha il fatturato più alto vinca». Fu del presidente Andrea Agnelli la replica più incisiva. Maggio 2017: «Il fatturato della Juventus è troppo alto? Sono critiche fini a se stesse. Rispetto a chi ci accusa, ricordiamoci cosa era la Juve nel 2010 e quale fatturato aveva». Sarri andò anche contro l’uso del pallone invernale («Ci fa sbagliare di più, mi ricorda il pallone di Europa League, quello che va per aria»). Non bastasse, ecco l’osservazione sulla tonalità delle maglie nell’ultimo incrocio diretto con i bianconeri il 1° dicembre: «Speravo di morire prima di vedere un Napoli-Juventus grigi contro gialli». Chiusura con una chicca: stagione 2015- 16, il tecnico a proposito della sosta natalizia disse che avrebbe voluto giocare «fino al 6 gennaio come in Inghilterra, io sono contro i 7 giorni di riposo». La Lega l’ha accontentato. Sarri sarà soddisfatto? Mah... Fonte: Tuttosport
  5. Come noto, l’attuale capolista Napoli e l’attuale inseguitrice Juventus (che però secondo alcuni resta pur sempre favorita e squadra da battere) ne stanno attuando due completamente diversi, fors’anche agli antipodi. Al punto che - addirittura - l’Italia dei calciofili si è spaccata tra il partito dei pro Maurizio Sarri (lo scienziato, con il suo bel gioco, gli schemi, i movimenti di squadra provati e riprovati, memorizzati al dettaglio) e il partito dei pro Massimiliano Allegri (l’artista pragmatico, che ai moduli fissi preferisce i guizzi d’ingegno e agli schemi millimetrici antepone l’attitudine alla “giusta giocata” e “lettura del momento” dei suoi calciatori). Banalizzando si potrebbe persino dire che l’uno preferisce i risultati - tanti quelli ottenuti sinora con la Juventus - all’estetica, ricordando una emblematica frase che ha pronunciato proprio il tecnico livornese: «Giocare bene è più facile che vincere». Ebbene, al di là delle filosofie, c’è un dato su tutti - anzi, meglio, ce ne sono due - che sintetizzano in maniera perfetta i due approcci calcistici di questo Napoli e di questa Juventus: vale a dire, il numero di dribbling e il numero di passaggi che i giocatori delle due squadre effettuano a partita. Numeri che dimostrano quanto la formazione di Sarri sia improntata al possesso palla (autentico marchio di fabbrica dell’azzurro) e alla costruzione di gioco previa fitte trame; mentre la formazione di Allegri punti maggiormente sulla giocata del singolo. Eccoli, i dati: numero di passaggi effettuati dal Napoli in queste prime 20 partite di campionato: 14.481; contro gli 11.599 dei bianconeri. All’inverso i rapporti in quanto a dribbling riusciti: la Juventus quasi doppia i rivali giacché vanta addirittura 258 uno contro uno vinti, a dispetto degli appena 172 dei rivali scudetto. Ancor più interessante notare che rispetto lo scorso campionato (le prime 20 partite della stagione 2016-17), le due squadre hanno ulteriormente incrementato le specifiche attitudini. I passaggi del Napoli sono cresciuti dell’8,5 per cento mentre i dribbling della Juventus addirittura del 35 per cento. Fonte: Tuttosport
  6. La vigilia di Napoli-Juventus è strana, Beppe. Gioca Mandzukic, anzi no...Mandzukic si infortuna; gioca Dybala falso nove, anzi no...gioca Higuain. Il contesto è particolare, è un contesto da Juve in difficoltà, che perde diversi uomini ma ne recupera uno a soli 4 giorni da un'operazione chirurgica. Un contesto da Juve (punto). A San Paolo c'è il Napoli di Sarri, che per cercare la fuga che potrebbe mettere a distanza di sicurezza la Vecchia Signora ha a disposizione il suo solito 11. Solito, appunto. Forse anche troppo. Perchè Allegri modella la sua squadra per neutralizzare i punti di forza degli uomini guidati dall'ex tecnico dell'Empoli, limitando (o addirittura azzerando, ove possibile) i rischi pur non precludendosi la possibilità di approfittare delle debolezze strutturali dell'avversario. Non inganni la presenza di Matuidi: nonostante la coesistenza del francese con Pjanic e Khedira, la Juventus ha operato un 442 che vedeva l'utilizzo dell'ex PSG nella posizione di esterno sinistro. Un tratto distintivo della partita dei bianconeri è stata l'ossessiva ricerca del fraseggio basso, talvolta anche quando le condizioni non lo permettevano: l'utilizzo del giropalla basso, nonostante i rischi, era il mezzo che, fondandosi sulla fiducia dei mezzi tecnici dei calciatori, permetteva di sfruttare la peculiarità che ha il Napoli nell'andare a pressare alto i portatori di palla. Nel tentativo di recuperare la sfera in posizione avanzata, gli uomini di Sarri si riversano in avanti lasciando ampi spazi alle proprie spalle. L'idea è quella di tagliare fuori le linee di pressing avversario attraverso una circolazione puntuale e precisa in modo da poter aggredire gli spazi alle spalle dei centrocampisti. Questa soluzione ha giovato allo stesso tempo della scelta di Sarri di mandare Callejon in pressione su Chiellini: il tentativo di mettere sotto pressione il difensore tecnicamente meno dotato ha però portato, nel gioco delle pedine, Asamoah ad essere sempre libero di ricevere. Per cui a parte un paio di situazioni in cui Callejon andando in uscita alta è riuscito a chiudere la luce del passaggio, Chiellini è spesso riuscito a servire il ghanese, che è in virtù di questa sua libertà è stato trovato agevolmente anche dagli altri compagni. Due delle tre nitide occasioni (gol compreso) prodotte dalla Juventus sono nate proprio da situazioni di questo tipo. https://vimeo.com/245536149 https://vimeo.com/245536654 Forzando l'uscita palla a terra dalla difesa, la Juve produce una palla gol colossale vanificata dal riflesso di Reina La fase di non possesso della Juventus si è modellata sulla base delle peculiarità del gioco Sarriano, che vede una costruzione targata "catena sinistra" e perfezionata dalla ricerca del fraseggio al limite dell'area per liberare l'inserimento di un attaccante o dalla ricerca dell'ormai famigerato taglio di Callejon sul secondo palo. Il lavoro di Dybala (costantemente a schermare Jorginho) e Higuain (in pressione su uno dei due centrali) hanno sporcato e rallentato la prima impostazione napoletana, costringendo la squadra di Sarri a dover iniziare la manovra dai piedi di Koulibaly e, soprattutto, Albiol che si è rivelato particolarmente impreciso. Per ciò che riguarda la componente più architettonica, la Juventus ha operato una fase di non possesso assai particolare: i quattro centrocampisti disposti in linea non occupano tutto il campo ma sono tra loro molto stretti a fare densità in zona centrale, impedendo a Mertens di ricevere palla tra le linee e di poter quindi scatenare la sua rapidità. Questo escamotage ha come diretta conseguenza l'aver "invitato" il Napoli ad avere sbocchi sulle fasce, dove però i bianconeri hanno già preparato adeguate contromisure. Come si diceva, la catena mancina è la vera "mente" del gioco dei partenopei, motivo per il quale la Juventus aumenta la concentrazione di uomini quando la palla transita in quella zona di campo, e lo fa mandando Khedira al raddoppio sul terzino e lasciando Insigne in consegna a De Sciglio. Ne deriva che, quando costruiscono da sinistra, gli azzurri difficilmente riescono a sfondare, per cui si trovano costretti a dover andare sulla fascia opposta, molto più spartana e meno adatta alla costruzione della manovra. https://vimeo.com/245536967 Nelle transizioni da lato forte a lato debole, il Napoli è talvolta riuscito a premiare la sovrapposizione di Mario Rui: in queste circostanze la Juventus, conscia di una superiorità fisica disarmante rispetto agli avversari, ha preferito tenere De Sciglio in controllo su Insigne (impedendo al terzino avversario di poter imbucare il folletto napoletano dentro l'area) e portare Rui al cross, in virtù del quale Chiellini e Benatia hanno avuto vita facile. https://vimeo.com/245537177 Riguardo la pericolosità dell'ala spagnola, infine, Asamoah è stato sempre attento ad assorbirne i movimenti neutralizzando di fatto uno dei due modi che ha l'avversario di arrivare in porta. Dopo il gol di Higuain, il forcing napoletano è perdurato per tutta la partita e la Juventus si è dedicata principalmente all'accuratezza della fase difensiva. Facendo leva sull'attitudine del Napoli a saper inscenare un solo spartito e sulle difficoltà degli uomini di Sarri di variare modo di giocare in base alle difficoltà proposte dalla partita, i bianconeri, con una partita sporca, corrotta e demoniaca, riescono a portare a casa tre punti che hanno sapore di sei. Ed il Napoli, adesso, è ad una sola lunghezza. Th3 Joker C.G.
  7. Votate quello che preferite, i primi tre saranno proclamati vincitori e i nostri grafici creeranno una firma con il loro slogan per lo striscione Avete tempo sino alle 22:30 di giovedì 30 novembre Chi vuole può realizzare uno di questi striscioni ed inviarci la foto entro le ore 20:00 di domenica 3 dicembre all'indirizzo: staff.vecchiasignora@gmail.com. C'è la possibilità di finire nella rubrica TV "Striscia lo striscione"
  8. "Vi sono dei limiti oltre i quali l'idiozia dovrebbe essere controllata". - Heinrich Böll Oooops, they did it again Era un tranquillo sabato di giugno dalle temperature molto alte (brutto segnale…), quando il giornalismo sportivo italiano (naturalmente non tutto, ma una parte di esso) dava prova del suo straordinario stato di salute. Ricordate il Pistogate (o #PistoFake), quello straordinario esempio di sano giornalismo sportivo di cui ci diede prova Maurizio Pistocchi, che nel giro di poche ore riuscì a spacciare un meme falso di Ranieri per vero, e poi a bersi pure la nostra successiva trollata? Se non la ricordate la trovate QUI. Ecco, voi non ci crederete (o al contrario non farete affatto fatica a crederlo ), ma è successo di nuovo! Stavolta, per completare “la coppia” (di giornalisti... che avete capito!…), all’appello ha risposto “presente” Paolo Ziliani, la cui unica scusante è che aver spacciato per vero un meme preso a caso dal web (“a caso”… purchè antijuventino, of course) non rappresenta certo il punto più basso della sua carriera, avendo già subito una condanna per diffamazione per un suo libro su Calciopoli ed essendosi prestato ad associare “in allegria” la Juventus... ora ad Hitler, ora ai pedofili, ora agli imprenditori che esultavano per il terremoto. Volendo potremmo chiamarlo #PistoFake 2 la vendetta, ma saremmo ingiusti con Ziliani, che stavolta se lo merita tutto (anche perchè, forte del disagio calcistico antijuventino, ha ottenuto tantissimi RT): eccolo qui, lo #ZiliaFake, corredato da queste struggenti, sentite… commoventi parole dell'autore: “La cosa triste è che per sentire la verità, in Italia…” ( … scusate, mi commuovo) “bisogna aspettare che a parlare siano campioni e giornali stranieri” Chissà se i giornali stranieri stanno dando notizia dei rapporti Galliani-Infront, delle intercettazioni per “dare una botta ad Agnelli” e mettergli i bastoni tra le ruote, o della telefonata di Berlusconi al boss Graviano! Diciamo che di queste cose che non sono, poi, così fake, a chi prende o ha preso soldi per tanto tempo dalla casa madre interessa poco. In compenso agli stessi interessava rilanciare quotidianamente la bufala di “Agnelli ndranghetista”, anche dopo che il Procuratore Federale aveva collezionato figure ridicole in quantità industriale. Sì ma… che ce ne frega di Ziliani? Una beneamata mazza, vero. E fino a qui tutto normale. Il fatto è che la cosa è andata avanti, e siccome Ziliani, nonostante non applichi la prima regola del giornalista (ovvero la verifica delle fonti)… ha il tesserino da giornalista ed è regolarmente iscritto all’Ordine (Ordine che però rimprovera pubblicamente i propri iscritti solo quando c’è da difendere Varriale), è successo che qualche organo d’informazione gli abbia dato retta! Naturalmente non stiamo parlando di testate quali il New York Times o Le Monde, ma di tutto quel coacervo di sitarelli d’informazione che ruotano intorno al Napoli e alle cui perle siamo già abituati. E già qua dici… vabbè, l’uno vive in funzione della Juve per dare un senso alla sua esistenza, e lo conosciamo, gli altri… pure, certo che se nessuno di loro, proprio nessuno, si presta a verificare la fonte… allora ci si inizia a spiegare perché nelle classifiche sulla credibilità della stampa mondiale poi siamo così indietro! Ma mentre te lo ripeti, a quel punto il treno è ormai partito! E così, da un meme fake (tra l’altro vecchio) di qualche pagina facebook napoletana è partito un corto circuito che piano piano, di sito in sito, è arrivato a coinvolgere persino… udite udite… SportMediaset e Tuttosport (il pensiero va a chi, di capace, lavora lì e deve sopportare queste… “negligenze”). Ormai quella che senza troppi eufemismi potremmo tranquillamente definire una * era diventata una “notizia”. Quindi... eccola riportata sui social e sui relativi siti, per il trionfo della verità: Sportmediaset twitter: Sportmediaset sito: Tuttosport twitter: Tuttosport sito: Naturalmente sta ancora tutto lì eh, ancora adesso mentre scrivo. Persino in homepage: Anzi! Sportmediaset in home page ci fa anche un sondaggio! Come farsi perdere l’occasione di chiedere all’Italia antijuventina, nella settimana post finale di Champions , se è meglio il Napoli o la Juve? Chissà se Walter de Maggio, ammesso che non sia impegnato in una “conferenza a due” con De Laurentiis, ne sappia qualcosa… mah… Dai, vista la settimana in cui il sondaggio capita, e la percentuale di Italia antijuventina, un 40% non è nemmeno male! Naturalmente SportMediaset e Tuttosport sono solo i due esempi più conosciuti, a corredo ci sono tanti altri siti meno importanti che rilanciano in automatico le notizie altrui o le pubblicano sulla fiducia. Ad accrescere la colpa della negligenza va detto che, per onestà, quasi da subito sono arrivate agli account di quelle testate una marea di segnalazioni che indicavano come quella news fosse in realtà un fake, con inviti, di conseguenza, a prendere le dovute misure: cancellarlo per non far proliferare il falso. Niente! Chi vende bigiotteria per gioielleria non sta a guardare il capello. Altrimenti come fai ad ottenere centinaia e centinaia di commenti (da frustrati) sotto l’articolo? Come fai a sfruttare un po’ di click? Così, siccome l’altra volta m’ero divertito a creare il contro-meme di Ranieri per Pistocchi, non potevo mancare all’appello nemmeno per Ziliani! E quindi, utilizzando lo stesso criterio (e le sue stesse commoventi parole verso la stampa italiana)… sono in grado di darvi la “vera” intervista di Sergio Ramos a Marca! Sì, sono le parole vere. VERE! Come ho fatto ad averle? Facile, ho preso una foto di Sergio Ramos, ho pensato io a cosa fargli dire, ho aggiunto la dicitura "S.R. a Marca", e il gioco è fatto. Tanto… fake per fake vale tutto! (spero che ora sia chiaro anche per quelli che inizialmente avevano pensato fosse vera). Chiaramente questa cosa, oltre ad ottenere in poche ore un numero di condivisioni incredibile, ha generato confusione, soddisfazione, proteste, rivalse dei napoletani… di tutto! “Scusate ma sono le parole vere?” – “Uè, lote juventine, leggete qua, l’intervista vera sta su SportMediaset” – “Ah, mi sembrava strano che avesse detto quelle cose, grazie per aver riportato la vera intervista”. E naturalmente tanti l’hanno segnalata in giro, compreso allo stesso Ziliani. Il panico! Perché i tifosi, OVVIAMENTE, sebbene possano (e debbano) cercare di essere avvezzi a distinguere il vero dal falso, specie nell’era dei social, non hanno IL DOVERE di verificare le fonti, quantomeno non subito. Reagiscono da tifosi. Il problema è di chi li indottrina, specie se si tratta di testate che hanno un certo seguito (per quelle locali, che condizionano anche quelle nazionali più di quanto si immagini, bisognerebbe fare un discorso socio-culturale che rovinerebbe la poesia del momento ). Già, perché una news di mercato finta (lo sono praticamente la maggiorparte di quelle che si trovano in giro) è un conto, mentre attribuire dei virgolettati a qualcuno e farci i titoli, senza verificare, beh, è un altro, è “leggermente” diverso, ma forse qualcuno, quando quel giorno spiegavano questo concetto a lezione, era assente. Il colmo è che in serata, quando l’arcano si stava iniziando a svelare (anche se non sappiamo, al momento, se ce la ritroveremo oggi su qualche quotidiano… e quello sì che sarebbe il colmo)… sapete chi è che è dovuto arrivare addirittura a smentire la notizia, mentre sui siti “nazionali” citati, come detto, campeggia ancora in homepage? TuttoNapoli! Cioè… TuttoNapoli smentisce SportMediaset e Tuttosport che riprendevano i siti napoletani che riprendevano Ziliani che al mercato mio padre comprò. Ecco. Questo sabato di giugno ha reso bene l’idea del circolo vizioso che è diventato non solo il giornalismo sportivo italiano, ma soprattutto l’ambito d’informazione che ruota intorno alla Juve! Naturalmente è un andazzo che stra-conosciamo, e che noi perculiamo a nostra volta. Ma quando una coppia di… "iscritti all’albo" (operanti su testate nazionali di rilievo) ti fa un uno-due del genere, e in nome del proprio ruolo facilita la diffusione di certe vaccate… capisci che o cambia l’approccio di "un certo" giornalismo sportivo, o il calcio italiano rimarrà inquinato da questo modo di fare. Il tutto per l’antipatia (diciamo pure per l’odio) che si nutre verso una squadra, odio in nome del quale si arriva a calpestare la propria professionalità, la propria deontologia e, in alcuni casi, come quello del twittatore compulsivo, la propria dignità. Sempre ammesso che se ne sia avuta una. “Tu puoi sembrare un idiota e parlare come un idiota, ma non devi stupirti: sei realmente un idiota” - Groucho Marx - Leevancleef - ---- EDIT: Persino a 2 giorni di distanza Anna Billò su Sky Sport, nel post gara delle qualificazioni mondiali, cita le false parole di Sergio Ramos agli ospiti in studio! ... ma da professionista ha quantomeno il buon gusto di scusarsi SUBITO non appena le viene segnalato l'errore. EDIT 2: Il sito di Sportmediaset, due giorni dopo, finalmente rettifica, ammettendo che la notizia era un fake N.B.: Questo non è un topic "SU" Ziliani e basta, altrimenti dovremmo aprirne 20 al giorno per le boiate che spara, e difatti soprassediamo. Quindi prego volersi astenere da commenti sullo "spazio" concessogli. Questo è un topic su come un pennivendolo che non dovrebbe nemmeno essere definito giornalista, in pieno impeto antijuventino arrivi ad usare espedienti che mettono in in circolo delle fake news riprese addirittura da testate sportive "ufficiali". Si unisce al topic su Pistocchi linkato dopo poche righe per come, guardacaso, la "coppia" si approcci a certe cose. Ma se nel primo caso c'era il gusto della trollata di rimando, alla quale Pistocchi cascò, stavolta la funzione è diversa, ovvero quella di segnalare una bufala che era finita anche qui su VS in altri topic, e sulla quale persino molti juventini iniziavano a discutere. Oltre, naturalmente, a tutte le motivazioni già espresse nel post. Sembra banale doverlo puntualizzare, ma è sempre meglio farlo.
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