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  1. Il capitano ha risposto alle domande dei tifosi a Dimaro: “Speriamo di vincere lo scudetto”. Mertens: “Il secondo posto è comunque un trofeo” DIMARO (Trento) - "Sono giovane, mi trovo bene a Napoli e spero di rimanere qui a vita". Così Lorenzo Insigne rispondendo alle domande del pubblico in piazza a Dimaro, sede del ritiro del Napoli. L'attaccante azzurro, quindi, sulla corsa alla scudetto, ha aggiunto: “È il mio sogno. Speriamo di raggiungere il traguardo in questa stagione". Infine, alla domanda su Sarri allenatore della Juventus, ha ribadito: "L'ho già detto, per noi napoletani è un tradimento. Ma adesso pensiamo a batterlo". Mertens: “Fieri del secondo posto” "Io darei tutto per vincere lo scudetto con il Napoli - ha detto Mertens - e pur sapendo che per i tifosi il secondo posto non basta, per noi è comunque un trofeo, perché abbiamo fatto tutto il possibile e dobbiamo esserne fieri". Manolas: “Napoli scelta migliore” Il neoarrivato Manolas ha spiegato: "Non so se io e Koulibaly siamo i più forti centrali del campionato. Questo lo dirà il campo, noi daremo il massimo. Qui nel Napoli ho trovato un clima molto familiare, vedo una squadra molto organizzato e unita. Perché sono andato via dalla Roma? Non ve lo dirò, è una cosa mia personale. Ho parlato col direttore e col mister e mi hanno fatto sentire sicuro per la mia scelta. Non ho mai avuto dubbi, ho sempre voluto Napoli e sono sicuro che sarà la miglior decisione". Fonte: Tuttosport
  2. Buongiorno a tutti, Titolo un po’ provocatorio, ma volevo il parere del forum sull’argomento Ramsey. Prima di tutto : la società non compra in funzione del tecnico, discorso ormai chiaro da 9 anni. Però... Pero’ Aaron Ramsey e’ stato preso a gennaio quando Allegri era alla manovra e ha il profilo perfetto del tuttocampista / trequartista defilato sulla destra che avrebbe dato equilibrio a Ronaldo-Mandzukic l’anno scorso, cioè il posto maledetto che Dybala ha cercato di interpretare l’anno scorso. Sarebbe stato assolutamente perfetto nel ruolo, ne sono convinto. Adesso Allegri e’ andato, Sarri arrivato. - Sarri non ne ha parlato in conferenza. (Forse sbaglio io) - L’arrivo di Rabiot, sei mesi dopo, e’ stato molto mediatizzato. Aaron ha firmato mesi fa ma potevano benissimo fare un « Ramsey day » un po’ fittivo, per celebrarlo, incontrare i fans... - Sentiamo ancora spesso parlare di Pogba o Milinkovic Savic (forse delirio dei media), cioè un altro centrocampista titolare, quando Pjanic e’ stato confermato alla grande, che Rabiot ha un ingaggio da titolare, come Emre Can, e che Bentancur ha prolungato. La mia domande al forum : come vedete l’arrivo di Ramsey ? Il cambio di allenatore avrà un impatto ? Come lo vedete in campo con Sarri ? Grazie!
  3. Scelto l'allenatore, il calciomercato entra nel vivo. Ragionando sulla base dei rumors di mercato, sulle possibili idee di mister Sarri, o semplicemente sulle vostre convinzioni, su quale modulo principale vi orientereste? Su quali tra i giocatori più "chiacchierati" dell'attuale rosa (o quelli con situazioni contrattuali particolari, o tenendo conto del bilancio, ecc...) puntereste per la prossima stagione? Chi sacrifichereste a malincuore? (Per ogni giocatore è presente la doppia opzione). Motivate le vostre scelte, disegnate le vostre formazioni, inserendo anche i "vostri" possibili acquisti. A voi
  4. Maurizio Sarri ha scelto lo staff che lo accompagnerà nella sua avventura alla Juve. Il vice non sarà Gianfranco Zola, ma Giovanni Martusciello. Nella squadra del nuovo tecnico bianconero ci saranno anche Andrea Barzagli, che ha annunciato il ritiro alla fine della scorsa stagione e: Marco Ianni sarà secondo assistente dell’ex tecnico del Napoli. Davide Renzato farà parte dello staff con compiti mirati soprattutto al recupero degli infortuni e al lavoro in palestra dei calciatori Davide Losi è specializzato nel lavoro con i Gps Massimo Nenci, preparatore dei portieri, che ha iniziato nel Figline Gianni Picchioni, che come a Londra e a Napoli sarà uno degli scout Sportmediaset
  5. Ok, non servono sforzi di sincerità per ammettere che nessuno poteva immaginarsi (e in pochi, forse, desiderare) Maurizio Sarri sulla panchina della Juventus. Non ne servono nemmeno per ricordare che cinque anni fa avvenne la stessa cosa, salvo poi veder diventare Max Allegri uno degli allenatori più vincenti della nostra storia, al di là di come la si pensi sulla fine della sua esperienza in bianconero. Stavolta però è un po’ diverso. Allora fu una decisione, per quanto già valutata, improvvisa. Questa è stata più ponderata (poi se si sia trattato di prima o seconda scelta... chissà se lo sapremo mai). Un’analisi sul destinatario di tale decisione non può non scindere l’aspetto tecnico da quello, per così dire, "caratteriale". Per quanto riguarda il lato tecnico ognuno ha le proprie convinzioni. Per quanto mi riguarda ho più volte espresso la mia idea circa i vari fideismi tattici: non esiste UN solo modo di vincere, non esistono “ricette” e “regolette” prestabilite su quale sia la strada migliore per farlo. Ce lo insegna la storia del calcio. La strada migliore è sempre la (quanto più possibile) perfetta attuazione del proprio credo in base ai propri uomini (tenendo conto delle variabili che si possono incontrare lungo il cammino, che specie in alcune competizioni rivestono un'importanza fondamentale). Da questo punto di vista per Sarri c’è sempre stato il riconoscimento dei suoi pregi tecnico/tattici (personalmente nell'anno in cui iniziammo malissimo ed eravamo a -12 dal 1°posto dissi da subito che se non avessimo vinto noi lo scudetto lo avrebbe vinto il Napoli, che ancora non era pienamente "il Napoli di Sarri", in quel momento andava di moda la Fiorentina di Paulo Sousa ... poi arrivò il gol di Zaza e godo ancora oggi... ), dell'essersi conquistato tutto partendo da zero, dell'enorme mole di studio analitico quotidiano (e maniacale)... pregi comunque accompagnati, talvolta, da qualche difetto di troppo (ma nessuno è perfetto). Al di là degli sfottò, si sono sempre riconosciuti, per esempio, gli importantissimi risultati ottenuti col Napoli (ancor più, forse, dell’Europa League vinta col Chelsea), per quanto la filosofia per ottenerli avesse a tratti sofferto di poca "malleabilità" (soprattutto relativamente a cambi e varianti tattiche) e dell'eccessiva rigidità di certi princìpi. In questo momento, forse, viene da pensare che è proprio quella poca malleabilità che potrebbe portarci ai nastri di partenza della prossima stagione con alcuni margini di "rischio" maggiori rispetto al passato, anche a fronte dell'aumento di caratura degli avversari (specie sponda nerassurra dei navigli, citofonare "memoria corta"). O forse no, magari trattandosi di uno stato del momento (quale sarà la rosa finale? Vi si adatterà? Ecc....) bisognerà solo aspettare il tempo necessario affinchè certi meccanismi entrino a regime (ricordiamo che Guardiola al suo primo anno di Premier ottenne la qualificazione in Champions per il rotto della cuffia... cosa che non avverrà per noi naturalmente, ma per dire come anche allenatori che avremmo desiderato sulla nostra panchina non trasformano in oro tutto e subito, quindi servirà pazienza). A questa presa di coscienza sul fatto che si possa vincere in tanti modi sembra credere anche la società. Chi parla troppo spesso di "rivoluzione" associando alla tradizione dimentica come solo nel nuovo millennio abbiamo avuto sulla nostra panchina, con alterne vicende, Ancelotti, il Lippi-bis, il Delneri della "bellissima" Samp che andò in Champions l'anno prima, Zaccheroni, Conte (che Sacchi riempiva di elogi), e prima ancora il Lippi avanguardista e spettacolare che ispirò uno come Ferguson... per non finire nel tempo ad Heriberto Herrera che col suo "movimiento" anticipò gli stilemi del calcio totale (facendoci vincere un fantastico scudetto da outsider contro la, allora, più forte inter di Helenio, in quello che fu l'antenato del 5 maggio), o persino agli esperimenti di Amaral e altri ancora. Probabilmente, così come dopo Conte si è trattato di mollare un po' le briglie sfruttando i vantaggi dell'approccio di Allegri, adesso c'è da ritenderle. Magari se arrivassimo da 5 anni di Sarri avremmo scelto uno come Allegri, e così via. Ad ogni modo la frase che per quanto mi riguarda ha sempre accompagnato Sarri (anche quando abbiamo avuto modo di citarlo in radio) è sempre stata: “se parlasse per come allena ci guadagnerebbe lui per primo”. Già. Perchè poi, oltre all'aspetto tecnico, esiste quello caratteriale. Perché al di là di certe uscite INAMMISSIBILI che conosciamo tutti, per le quali si è scusato, e che non rivanghiamo, ma che è bene non si ripresentino più nemmeno per sbaglio, la somma di alibi e scusette tirate fuori in questi anni meriterebbe una seduta psicologica a parte. Chiunque nel calcio, prima o poi, si appiglia a qualche scusante. Ma tra "palloni invernali", "calendari", "orari" e "camere d'albergo" (per tacere delle menate sul "palazzo", da cui peraltro riceviamo puntualmente schiaffi, sebbene si tratti di schiaffi "incompetenti")... beh, i tifosi della Juve hanno "riso di rendita" in questi anni. Ecco, Mr. Sarri, quelle cose lì è bene che se le scordi! Noi non siamo questi nè ci teniamo ad esserlo. Nè scimmiottiamo costruzioni cerebrali come quelle di chi crea iniziative sul "sarrismo" (a mò di filosofia, mischiandola con riferimenti culturali multilaterali che potremmo adeguare, difatti, anche a noi con un semplice gioco dialettico) solo per non chiamarlo "antijuventinità" (tifo/odio), salvo poi chiudere le pagine internet, interrompere i documentari, rinnegare le canzoni, e chi più ne ha più ne metta, nel momento in cui, guarda caso, quelle costruzioni mentali (presunte filosofie) approdano dalle parti di Torino. Si accorgerà da solo di quanto certe sue uscite del passato fossero frutto di una malsana (talvolta ormai anche automatica, quindi a tratti inconsapevole) influenza di un ambiente che basa ancora la propria rivalità su Cavour e i Borbone (Cavour! I Borbone!). Alcuni tifosi ci tengono talmente tanto a tutti questi aspetti (soprattutto, GIUSTAMENTE, a quelli etici) che parlano spesso di "brand" da salvaguardare. In tal senso (e quindi senza tirare fuori paragoni col nostro passato) una squadra come il Chelsea e un campionato come la Premier (cioè un brand "al quadrato" di un'organizzazione molto attenta a certe cose), ci fanno prendere atto di come nell'anno appena trascorso non abbiano nè corso pericoli nè avuto timori di poterli correre. Anzi, date alcune premesse, si può dire anche che alcune ironie iniziali su come se la sarebbe potuta cavare con la lingua furono accantonate sin da subito, a dimostrazione della capacità di sapersi adattare al contesto. Sappiamo benissimo quanto conti l'ambiente in relazione agli atteggiamenti. Basti vedere l'Ancelotti della stagione appena conclusa, sempre a protestare col quarto uomo anche per il meteo, o a dichiarare, un po' "guappescamente" (quasi come se le frequentazioni col capo della guapperia lo avessero infettato), che se non avessero passato il girone di Champions sarebbero stati dei "coglioni" (comportamenti che difficilmente avrebbe avuto nelle sue esperienze precedenti). Poi infatti... non l'hanno passato! Ecco, siccome l'ambiente fa tanto, e alla Juve noi tifosi lo sappiamo bene, non abbiamo dubbi che sapremo farle indossare il vestito giusto. Non quello per scendere in campo, perchè ovviamente non è la tuta il problema, ma quello per saperci stare dentro e fuori, dal campo! È un genere di vestito che però va saputo portare, tanti allenatori che l'hanno preceduta, Mr. Sarri, lo hanno capito. Il minimo che possiamo aspettarci è che anche lei lo comprenda da subito, riservando certi sprazzi di follia a qualche trovata tattica che ha già dimostrato di saper valorizzare (Mertens goleador, Higuain da record, Hazard al miglior rendimento gol/assist dei suoi anni di Premier, Koulibaly salvato dal linciaggio dell'anno prima e fatto crescere esponenzialmente, ecc). Chi ha saputo comprendere certi valori è uscito migliorato dalla Juve, sia come professionista che come uomo. Noi auspichiamo questo, consapevoli che tali evoluzioni (reciproche, se si manifesteranno anche sul campo) possano costituire un'occasione da non lasciarsi sfuggire (per lei in primis, ma se si manifesteranno sul campo anche per noi, al di là di chi comprensibilmente nutre qualche dubbio in questo momento). E consapevoli anche del fatto che chi oggi è alla guida della Juve si è conquistato la nostra totale fiducia. Si è conquistato persino il diritto di poter sbagliare (!), sì, persino questo, perchè non è normale non sbagliare nulla per quasi un decennio (ma finora è andata bene e così speriamo continui), anche se sballottati da questo mondo dei social si tende ormai a processare tutto e tutti dimenticando quanto fatto, quanto ottenuto, quanto vinto, in una bulimia di reazioni compulsive che bisogna sforzarsi di governare individualmente, se se ne vuole uscire collettivamente, e rendere l'aria più respirabile. Per conto nostro teniamo fede ad un insegnamento che da sempre ci guida: "amare la Juve vuol dire amare la maglia, sostenendola contro tutto e tutti". Ora sta a lei Mr. Sarri: sappia indossarla a dovere. Sappia indossare quel patrimonio ultrasecolare che questi colori rappresentano, sin dagli albori, nella Storia del calcio. Noi siamo la Juve, è arrivato nella più importante squadra d'Italia, tra le più importanti al mondo. La alleni come merita! - Leevancleef - (perdonate la lunghezza, ma quando i punti da toccare sono tanti e "toccano" anche l'anima dei tifosi... talvolta si rende necessaria)
  6. In diretta sulle frequenze di Radio CRC, Christian Maggio, calciatore del Benevento ha parlato così del rapporto con Sarri e del campionato perso contro la Fiorentina dopo aver battuto la Juventus qualche giorno prima. Secondo il tecnico, uno Scudetto "perso in albergo": “Io penso che sono state chiacchiere fuori dal comune. La partita l’abbiamo vista e commentata, ma credo sia stata una giornata storta. Dire che l’abbiamo persa in albergo è stato esagerato. È stata montata un po’ troppo la cosa. È normale che quando vedi certi episodi lì per lì le commenti, ma è finita lì. Poi è chiaro che ogni giocatore la vive diversamente. È stato un mix di cose. La partita è iniziata male. È stata una giornata storta ed è andata così. Il Napoli ci crede quest'anno? Io sono convinto che il Napoli debba crederci sempre. La Juve ha un super squadrone, oltre a vincere Coppa Italia e Scudetto vuole la Champions. Ad ora sono otto punti, però, l’importante è essere sempre lì sotto. Sarri? Non so perché non me l’ha concessa quella giornata, non mi interessa. Io non ci ho più parlato. Dopo la partita mi sono goduto quel bel giro di campo. È un segno positivo. La cosa più importante per me è quello di essere ricordato dai tifosi con grande affetto. Ancora oggi mi fermano e me lo ricordano". tmw
  7. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  8. «Sono contento, perché ho lavorato tanto e non ho mai mollato»: è soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, Stephan Lichsteiner, dopo il rientro nella Lista UEFA presentata dalla Juventus per la seconda fase di Champions League. «Ad inizio stagione sapevo che il mister avrebbe dovuto fare una scelta» - ha spiegato il laterale svizzero ai microfoni di Sky e Mediaset - «ed era consapevole del fatto che io sarei stato capace di gestire la situazione alla grande, così come era avvenuto l'anno scorso. Con lui ho un ottimo rapporto e non c'è mai stato alcun problema, anche se ovviamente mi è mancato un po' giocare in Europa: è stata dura andare allo Stadio, sentire la musica della Champions, senza scendere in campo. Ora, però, sono pronto a rientrare e speriamo tutti che il cammino sia lungo come l'anno scorso, magari con un finale diverso...». A proposito di Champions, la sfida contro il Tottenham si avvicina: «In Champions ci sono tante squadre fortissime ma noi dobbiamo innanzitutto stare attenti al nostro prossimo avversario. L'altra sera, contro il Manchester United, ho visto una squadra molto forte, sia tecnicamente che fisicamente, che gioca bene il pallone e che fa buon pressing». In Italia, invece, c'è un campionato relativamente al quale l'obiettivo dichiarato non può che essere la vittoria, soprattutto per un esacampione come Stephan: «Il nostro obiettivo è il settimo Scudetto: sarebbe qualcosa di straordinario, ma bisogna ancora lavorare per raggiungerlo. Non mi interessano i record personali: l'importante è che la Juve vinca e porti a casa i titoli, proseguendo la strada vincente di questi sei anni. Volere vincere è soprattutto una questione di orgoglio e di voglia di far bene: sappiamo bene che alla Juve bisogna fare la storia, e per farla bisogna vincere». La classifica delinea un testa a testa tra il Napoli e i bianconeri: «Penso che il campionato sia ormai una corsa a due tra noi e loro, ma non bisogna mai sottovalutare le altre squadre. La cosa più importante è continuare a vincere per mettere loro pressione, poi vedremo se sarà lo scontro diretto ad essere decisivo. Giocare prima o dopo cambia poco: se scendi in campo prima, puoi mettere pressione all'avversario, ma se scendi in campo dopo conosci già il risultato dell'altro e puoi reagire di conseguenza... Non vedo grandi differenze». Una Juve che ha dimostrato di saper sopperire anche alle assenze: «La squadra ha grande qualità ed una rosa ampia con tanti giocatori forti anche in panchina. Quando si fa male qualcuno, c'è sempre un compagno pronto a sostituirlo ed offrire ottime prestazioni: questo è uno dei nostri punti di forza». Esattamente un anno fa, il rinnovo con la Juventus fino al 30 giugno 2018. Quale sarà il futuro di Stephan? «Non abbiamo ancora parlato del futuro: ora sono concentrato soltanto su questi mesi e su questo finale importante di stagione, sia in Italia che in Europa, poi vedremo cosa accadrà in seguito».
  9. Votate quello che preferite, i primi tre saranno proclamati vincitori e i nostri grafici creeranno una firma con il loro slogan per lo striscione Avete tempo sino alle 22:30 di giovedì 30 novembre Chi vuole può realizzare uno di questi striscioni ed inviarci la foto entro le ore 20:00 di domenica 3 dicembre all'indirizzo: [email protected] C'è la possibilità di finire nella rubrica TV "Striscia lo striscione"
  10. "Vi sono dei limiti oltre i quali l'idiozia dovrebbe essere controllata". - Heinrich Böll Oooops, they did it again Era un tranquillo sabato di giugno dalle temperature molto alte (brutto segnale…), quando il giornalismo sportivo italiano (naturalmente non tutto, ma una parte di esso) dava prova del suo straordinario stato di salute. Ricordate il Pistogate (o #PistoFake), quello straordinario esempio di sano giornalismo sportivo di cui ci diede prova Maurizio Pistocchi, che nel giro di poche ore riuscì a spacciare un meme falso di Ranieri per vero, e poi a bersi pure la nostra successiva trollata? Se non la ricordate la trovate QUI. Ecco, voi non ci crederete (o al contrario non farete affatto fatica a crederlo ), ma è successo di nuovo! Stavolta, per completare “la coppia” (di giornalisti... che avete capito!…), all’appello ha risposto “presente” Paolo Ziliani, la cui unica scusante è che aver spacciato per vero un meme preso a caso dal web (“a caso”… purchè antijuventino, of course) non rappresenta certo il punto più basso della sua carriera, avendo già subito una condanna per diffamazione per un suo libro su Calciopoli ed essendosi prestato ad associare “in allegria” la Juventus... ora ad Hitler, ora ai pedofili, ora agli imprenditori che esultavano per il terremoto. Volendo potremmo chiamarlo #PistoFake 2 la vendetta, ma saremmo ingiusti con Ziliani, che stavolta se lo merita tutto (anche perchè, forte del disagio calcistico antijuventino, ha ottenuto tantissimi RT): eccolo qui, lo #ZiliaFake, corredato da queste struggenti, sentite… commoventi parole dell'autore: “La cosa triste è che per sentire la verità, in Italia…” ( … scusate, mi commuovo) “bisogna aspettare che a parlare siano campioni e giornali stranieri” Chissà se i giornali stranieri stanno dando notizia dei rapporti Galliani-Infront, delle intercettazioni per “dare una botta ad Agnelli” e mettergli i bastoni tra le ruote, o della telefonata di Berlusconi al boss Graviano! Diciamo che di queste cose che non sono, poi, così fake, a chi prende o ha preso soldi per tanto tempo dalla casa madre interessa poco. In compenso agli stessi interessava rilanciare quotidianamente la bufala di “Agnelli ndranghetista”, anche dopo che il Procuratore Federale aveva collezionato figure ridicole in quantità industriale. Sì ma… che ce ne frega di Ziliani? Una beneamata mazza, vero. E fino a qui tutto normale. Il fatto è che la cosa è andata avanti, e siccome Ziliani, nonostante non applichi la prima regola del giornalista (ovvero la verifica delle fonti)… ha il tesserino da giornalista ed è regolarmente iscritto all’Ordine (Ordine che però rimprovera pubblicamente i propri iscritti solo quando c’è da difendere Varriale), è successo che qualche organo d’informazione gli abbia dato retta! Naturalmente non stiamo parlando di testate quali il New York Times o Le Monde, ma di tutto quel coacervo di sitarelli d’informazione che ruotano intorno al Napoli e alle cui perle siamo già abituati. E già qua dici… vabbè, l’uno vive in funzione della Juve per dare un senso alla sua esistenza, e lo conosciamo, gli altri… pure, certo che se nessuno di loro, proprio nessuno, si presta a verificare la fonte… allora ci si inizia a spiegare perché nelle classifiche sulla credibilità della stampa mondiale poi siamo così indietro! Ma mentre te lo ripeti, a quel punto il treno è ormai partito! E così, da un meme fake (tra l’altro vecchio) di qualche pagina facebook napoletana è partito un corto circuito che piano piano, di sito in sito, è arrivato a coinvolgere persino… udite udite… SportMediaset e Tuttosport (il pensiero va a chi, di capace, lavora lì e deve sopportare queste… “negligenze”). Ormai quella che senza troppi eufemismi potremmo tranquillamente definire una * era diventata una “notizia”. Quindi... eccola riportata sui social e sui relativi siti, per il trionfo della verità: Sportmediaset twitter: Sportmediaset sito: Tuttosport twitter: Tuttosport sito: Naturalmente sta ancora tutto lì eh, ancora adesso mentre scrivo. Persino in homepage: Anzi! Sportmediaset in home page ci fa anche un sondaggio! Come farsi perdere l’occasione di chiedere all’Italia antijuventina, nella settimana post finale di Champions , se è meglio il Napoli o la Juve? Chissà se Walter de Maggio, ammesso che non sia impegnato in una “conferenza a due” con De Laurentiis, ne sappia qualcosa… mah… Dai, vista la settimana in cui il sondaggio capita, e la percentuale di Italia antijuventina, un 40% non è nemmeno male! Naturalmente SportMediaset e Tuttosport sono solo i due esempi più conosciuti, a corredo ci sono tanti altri siti meno importanti che rilanciano in automatico le notizie altrui o le pubblicano sulla fiducia. Ad accrescere la colpa della negligenza va detto che, per onestà, quasi da subito sono arrivate agli account di quelle testate una marea di segnalazioni che indicavano come quella news fosse in realtà un fake, con inviti, di conseguenza, a prendere le dovute misure: cancellarlo per non far proliferare il falso. Niente! Chi vende bigiotteria per gioielleria non sta a guardare il capello. Altrimenti come fai ad ottenere centinaia e centinaia di commenti (da frustrati) sotto l’articolo? Come fai a sfruttare un po’ di click? Così, siccome l’altra volta m’ero divertito a creare il contro-meme di Ranieri per Pistocchi, non potevo mancare all’appello nemmeno per Ziliani! E quindi, utilizzando lo stesso criterio (e le sue stesse commoventi parole verso la stampa italiana)… sono in grado di darvi la “vera” intervista di Sergio Ramos a Marca! Sì, sono le parole vere. VERE! Come ho fatto ad averle? Facile, ho preso una foto di Sergio Ramos, ho pensato io a cosa fargli dire, ho aggiunto la dicitura "S.R. a Marca", e il gioco è fatto. Tanto… fake per fake vale tutto! (spero che ora sia chiaro anche per quelli che inizialmente avevano pensato fosse vera). Chiaramente questa cosa, oltre ad ottenere in poche ore un numero di condivisioni incredibile, ha generato confusione, soddisfazione, proteste, rivalse dei napoletani… di tutto! “Scusate ma sono le parole vere?” – “Uè, lote juventine, leggete qua, l’intervista vera sta su SportMediaset” – “Ah, mi sembrava strano che avesse detto quelle cose, grazie per aver riportato la vera intervista”. E naturalmente tanti l’hanno segnalata in giro, compreso allo stesso Ziliani. Il panico! Perché i tifosi, OVVIAMENTE, sebbene possano (e debbano) cercare di essere avvezzi a distinguere il vero dal falso, specie nell’era dei social, non hanno IL DOVERE di verificare le fonti, quantomeno non subito. Reagiscono da tifosi. Il problema è di chi li indottrina, specie se si tratta di testate che hanno un certo seguito (per quelle locali, che condizionano anche quelle nazionali più di quanto si immagini, bisognerebbe fare un discorso socio-culturale che rovinerebbe la poesia del momento ). Già, perché una news di mercato finta (lo sono praticamente la maggiorparte di quelle che si trovano in giro) è un conto, mentre attribuire dei virgolettati a qualcuno e farci i titoli, senza verificare, beh, è un altro, è “leggermente” diverso, ma forse qualcuno, quando quel giorno spiegavano questo concetto a lezione, era assente. Il colmo è che in serata, quando l’arcano si stava iniziando a svelare (anche se non sappiamo, al momento, se ce la ritroveremo oggi su qualche quotidiano… e quello sì che sarebbe il colmo)… sapete chi è che è dovuto arrivare addirittura a smentire la notizia, mentre sui siti “nazionali” citati, come detto, campeggia ancora in homepage? TuttoNapoli! Cioè… TuttoNapoli smentisce SportMediaset e Tuttosport che riprendevano i siti napoletani che riprendevano Ziliani che al mercato mio padre comprò. Ecco. Questo sabato di giugno ha reso bene l’idea del circolo vizioso che è diventato non solo il giornalismo sportivo italiano, ma soprattutto l’ambito d’informazione che ruota intorno alla Juve! Naturalmente è un andazzo che stra-conosciamo, e che noi perculiamo a nostra volta. Ma quando una coppia di… "iscritti all’albo" (operanti su testate nazionali di rilievo) ti fa un uno-due del genere, e in nome del proprio ruolo facilita la diffusione di certe vaccate… capisci che o cambia l’approccio di "un certo" giornalismo sportivo, o il calcio italiano rimarrà inquinato da questo modo di fare. Il tutto per l’antipatia (diciamo pure per l’odio) che si nutre verso una squadra, odio in nome del quale si arriva a calpestare la propria professionalità, la propria deontologia e, in alcuni casi, come quello del twittatore compulsivo, la propria dignità. Sempre ammesso che se ne sia avuta una. “Tu puoi sembrare un idiota e parlare come un idiota, ma non devi stupirti: sei realmente un idiota” - Groucho Marx - Leevancleef - ---- EDIT: Persino a 2 giorni di distanza Anna Billò su Sky Sport, nel post gara delle qualificazioni mondiali, cita le false parole di Sergio Ramos agli ospiti in studio! ... ma da professionista ha quantomeno il buon gusto di scusarsi SUBITO non appena le viene segnalato l'errore. EDIT 2: Il sito di Sportmediaset, due giorni dopo, finalmente rettifica, ammettendo che la notizia era un fake N.B.: Questo non è un topic "SU" Ziliani e basta, altrimenti dovremmo aprirne 20 al giorno per le boiate che spara, e difatti soprassediamo. Quindi prego volersi astenere da commenti sullo "spazio" concessogli. Questo è un topic su come un pennivendolo che non dovrebbe nemmeno essere definito giornalista, in pieno impeto antijuventino arrivi ad usare espedienti che mettono in in circolo delle fake news riprese addirittura da testate sportive "ufficiali". Si unisce al topic su Pistocchi linkato dopo poche righe per come, guardacaso, la "coppia" si approcci a certe cose. Ma se nel primo caso c'era il gusto della trollata di rimando, alla quale Pistocchi cascò, stavolta la funzione è diversa, ovvero quella di segnalare una bufala che era finita anche qui su VS in altri topic, e sulla quale persino molti juventini iniziavano a discutere. Oltre, naturalmente, a tutte le motivazioni già espresse nel post. Sembra banale doverlo puntualizzare, ma è sempre meglio farlo.
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