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  1. Il campionato 2019-2020 sarà ricordato come un'anomalia per tanti motivi. In primis, naturalmente, per la pandemia mondiale del covid19. Anche la statistica rende questo campionato un caso, credo, unico. La Juventus lo vince subendo 43 gol (risultando la terza difesa meno battuta del campionato) e segnando 76 gol (quinto attacco del torneo). Credo che nella storia non sia mai capitato. Chiude il girone d'andata con 48 punti. E ne racimola solo 35 il girone di ritorno. Nel girone di ritorno, 39 i gol fatti. Ben 25 quelli subiti. Tenendo conto del solo campionato, solo in due frangenti la Juventus ha mantenuto inviolata la propria porta per almeno due partite consecutive. E' accaduto contro Torino e Milan nel girone d'andata (tra il 2 e il 10 novembre) e contro Inter (marzo), Bologna e Lecce (giugno). In solo 12 partite, la porta è rimasta inviolata. Nei 5 anni di Allegri (parlo del solo campionato) la porta è rimasta inviolata 97 volte su 190. Con una media di oltre 19 partite a stagione senza subir gol. Nel dettaglio dal 2014-2015 al 2018-2019 la Juve non ha subito gol per stagione rispettivamente 19, 22, 18, 22, 16. Per usare un termine caro ad Allegri, la Juventus quest'anno ha vinto di "corto muso" (con un solo gol di scarto) ben 14 volte su 26 (quasi 54% delle vittorie). Su 142 vittorie con Allegri, solo 57 con un solo gol di scarto (pari al 40%). 11 le vittorie di Sarri senza subire gol (42%). 90 su 142 (63%), le vittorie di Allegri senza subire gol. 29 volte su 142 vittorie (20%), Allegri ha vinto 1-0 (o 0-1). Sarri ha vinto solo 3 partite 1-0 (o 0-1) su 26 vittorie (11,50%). Avendo solo in 12 occasioni mantenuto la porta inviolata, avresti avuto bisogno di segnare 2 o più gol in 26 partite. Nel dettaglio per vincere 15 volte avresti avuto bisogno di 2 gol. 6 volte di 3. 4 volte di 4. e 1 volta di 5. Questi numeri dicono che probabilmente senza Cristiano Ronaldo, non avresti vinto questo campionato. L'assenza di Chiellini, ha indubbiamente pesato su questi numeri. Anche se non può essere il solo fattore. Chiellini il 14 agosto compie 36 anni, e viene da un gravissimo infortunio. Qualche riflessione, credo vada fatta. A voi A cura di: Fabio Franco
  2. Un piccolo dato statistico di cui si sta parlando molto, inevitabilmente, in queste ore, ma avendo preso come paragone di riferimento la stagione scorsa. Ecco. E' bene dire che i numeri della Juve fino a Natale dello scorso anno erano qualcosa di irreale, quasi extra-statistici per QUALUNQUE altra squadra passata e futura. Se noi prendessimo l'Ajax di Michels, la Juve di Lippi, il Grande Torino o il Manchester di Ferguson, probabilmente tutte o quasi avrebbero numeri peggiori o al massimo in linea (parliamo di "freddi" numeri eh). La scorsa stagione, a Natale, la media punti in A, per dire, era sopra il record dei 102 del 2013/14, avendo raccolto dopo 17 partite 16 vittorie e 1 pareggio! Avevamo, infatti, 49 punti, mentre nell'anno dei 102 pt 46! Ecco perchè un raffronto con lo stesso periodo dello scorso anno ne uscirà sempre perdente. Ma se oggi dopo 23 partite i gol TOTALI subiti sono 24, basta tornare appena a due anni fa per scoprire che allora erano 22, però con un assetto tattico più conservativo e con Chiellini titolare, che è "leggermente" un fattore, perchè è inutile ricordarne il rendimento, le toppe in situazioni che ormai sembravano perse, i veri e propri "gol" realizzati con dei salvataggi disperati, oltre che il semplice apporto dato con la sua presenza sia in termini difensivi che di personalità, ecc! Con tutto il rispetto per De Ligt (che considero un potenziale fenomeno e che sta facendo bene, le polemiche sui tocchi di mano sono stati per settimane un "non tema") e Demiral (che sgrezzandosi potrà diventare un top), ancora troppo giovani per poter vantare quel bagaglio di letture e di esperienza. Più nello specifico, prendendo in esame le 17 gare di campionato, le 6 del girone di Champions e la Supercoppa Italiana, i numeri erano i seguenti: Gol subiti --- A --- CL --- SI --- TOT 2017/18: -- 14 --- 5 --- 3 --- 22 2019/20: -- 17 --- 4 --- 3 --- 24 Anche i punti in campionato sono in linea (come peraltro con tutte le 9 stagioni di questo nuovo ciclo): quest'anno 42 (che tolta la scorsa "irreale" stagione e l'anno dei 102 punti è il terzo risultato in assoluto), all'epoca 41. E' il nostro avversario che per reggere questo ritmo ha dovuto stabilire il record della propria intera storia in fatto di partenze in Serie A. Chiaramente si parla di "fase difensiva" perchè il tema è ed è stato quello; se analizzassimo i gol fatti scopriremmo che risultano di meno se si considera il solo campionato, mentre sarebbero un po' più in linea considerando il dato complessivo con Champions e Supercoppa, visto che quest'anno ne abbiamo fatto quasi il doppio rispetto ad allora (12vs7) accorciando la "forchetta". Ovviamente tutto ciò al netto dei miglioramenti che dobbiamo fare, di un maggior equilibrio da trovare, del come, quando (e "se") centellinare un tridente che lo stesso Sarri aveva ammesso poterci permettere solo in alcune partite e contro alcuni avversari, e dal quale forse si è fatto prendere la mano sia a Genova (spremendo la squadra a fronte di una Lazio che avrebbe riposato due giorni in più), sia in Supercoppa (valutando erroneamente la condizione nell'ultimo allenamento, dopo che in conferenza aveva ammesso essergli sembrata non al massimo). Ma d'altronde noi in questi anni con le Supercoppe non è che abbiamo avuto sempre un rapporto idilliaco, anche contro avversari di molto inferiori (il Milan di Montella). Ora al lavoro per migliorare. E noi, possibilmente, a sostenere una squadra che per ragioni risapute fa fatica anche ad essere sostenuta allo stadio col tradizionale supporto, e che quest'anno fa una corsa contro un dirimpettaio che conosciamo bene. - Leevancleef - EDIT: Avevo già accennato al miglioramento da fare nei gol fatti, ma visto che molti hanno risposto toccando questo punto (che non era l'oggetto specifico del topic, rispondo autoquotando il dato dei gol realizzati nel quinquennio di Allegri, coi quali siamo perfettamente in media:
  3. La Juventus, lo dicono i numeri, quest'anno sembra avere parecchi problemi realizzativi. Dybala, Ronaldo, Higuain in tre hanno realizzato 13 gol, il solo Immobile ne ha fatti 16. La scelta sarriana di giocare con il trequartista (almeno fino a quando Douglas Costa non sarà al 100%, ma forse anche con Douglas Costa al 100%) di privilegiare palla a terra, e meno gioco sulle fasce (di fatto il trequartista comporta questo) ci porta a numeri impietosi. Lo scorso campionato, ben 14 gol di testa complessivi. Adesso dopo 12 partite, siamo a due soli gol... La scelta allegriana di Mario Mandzukic, da molti additato come uno dei mali del "brutto" gioco bianconero, si sta dimostrando molto più performante, rispetto alla scelta di "accentrare" il gioco sul trequartista. Aspettando il miglior Ramsey, Sarri sceglie di giocare con Bernardeschi trequartista...Alternando piuttosto Higuain e Dybala... Sempre i numeri dicono che mediamente completiamo un 50% di cross in meno rispetto alla scorsa stagione... La notizia di fondo, è che Sarri si sta dimostrando un maniaco dell'equilibrio tattico ai livelli di Allegri. Sarri, al momento, privilegia i fidi scudieri allegriani Matuidi e Khedira, piuttosto che insistere con Rabiot e/o Ramsey (forse per i problemi fisici di entrambi). Al momento, molto più performante la scelta di Mandzukic boa ad aprire gli spazi a Ronaldo che la soluzione con il trequartista. Parlo in termini di realizzazioni, e di varietà di gioco. Spero questa discussione non si trasformi nella solita bagarre Allegriani contro Sarriani. I numeri al momento sono inequivocabilmente chiari. Come è inequivocabilmente chiaro che la Juventus è la squadra europea con il maggior numero di vittorie con un solo gol di scarto (mi pare 9). Unica squadra europea imbattuta. Primi in campionato e primi in Champions... Tuttavia mi pare che anche con Allegri, i risultati non siano mai stati in discussione. Cosa ne pensate? A cura di: Fabio Franco
  4. Maurizio Sarri, in conferenza stampa, ha commentato così il pareggio contro il Sassuolo. Tuttojuve.com vi riporta le sue parole in diretta Oggi sembra che la Juve dopo il vantaggio di Bonucci abbia vissuto con eccessivo rischio. Siamo stati poco in vantaggio in realtà. Il primo tempo l'abbiamo fatto con problemi notevoli, con poca applicazione dal punto di vista tattico e questo comportava che su ogni palla persa eravamo lunghi, larghi e aperti. E non davamo mai la sensazione di riconquistare in pochi secondi una palla persa. Ed è un problema. La sensazione è che oltre alla poca applicazione ci fossero meno energire mentali e nervose. La squadra si è svegliata dopo il gol dello svantaggio, ha avuto una reazione forte, prendendo in mano la partita e creando sei-sette palle gol per andare a vincere. Abbiamo sbagliato anche gol apparentemente semplici. Se regali 50 minuti agli avversari, però, può succedere di non vincere. Con un minimo di attenzione in più, questa è una partita che se la porti al 60' in equilibrio la vinci. Abbiamo avuto questa colpa. Non è facile dopo la Champions, dopo una partita dura come quella di Bergamo, ritrovare le energie nervose, prima che fisiche. Non dovrebbe mai succedere, ma quando succede serve l'intelligenza per gestire meglio la partita. Questa è una partita che, con più attenzione tatticamente, la tieni in equilibrio e nel finale la vinci. Una squadra che tira così tanto e segna così poco e fa così fatica a difendere il vantaggio o concedere occasioni, è solo una questione di energia nervosa? Quando si parla di energia nervosa si parla anche di capacità di concentrazione con continuità. Quello rientra nelle energie mentali e nervose. Se in un'azione facciamo tre errori consecutivi vuol dire che qualcosa in quel momento ci sta mancando. C'è anche un problema di gioco in questa squadra? Il problema di gioco nella fase di impostazione ci è venuto fuori nel primo tempo perché noi, con le posizioni che abbiamo cominciato a prendere in campo, abbiamo evidenziato ogni palla persa. Non eravamo mai nelle condizioni di poter riaggredire, eravamo sempre aperti, ogni palla persa era un contropiede e questo dà una sensazione più evidente rispetto a un errore tecnico che recuperi subito. Poi la squadra nel secondo tempo ha tirato 20 volte in porta, ha creato 6-7 palle gol pulite. Nella fase di impostazione abbiamo commesso errori esaltati dagli errori tattici oltre che tecnici. Come ha visto Ronaldo? L'ha visto in crescita? Non sembra abbia dato grandi segnali di crescita. Io l'ho visto più vivo nei 30 minuti finali che nella prima fase della partita. Questo conferma che sta andando a posto dal punto di vista della resistenza e della tenuta e dobbiamo lavorare su brillantezza ed esplosività per tornare ai massimi livelli. Aveva evidenziato qualche campanello d'allarme in settimana sotto l'aspetto mentale? E' venuto a mancare qualche reparto? Davanti come parlavamo prima abbiamo fatto 27 tiri e due gol solamente. A centrocampo abbiamo perso palloni banali. Dietro abbiamo fatto tre cazzate nella stessa azione. Non mi sembra ci sia un reparto che possa essere immune da responsabilità. Abbiamo sbagliato 50 minuti a livello di squadra. Poi secondo me abbiamo fatto un bel tratto di partita perché in 40 minuti abbiamo costruito tantissimo, sprecando purtroppo tantissimo sotto porta e questo vuol dire che la reazione c'è stata. Però se ti dovessi trovare una grande differenza tra la partita vinta col Genoa e questa io non la saprei trovare, sono state partite simili. nell'altra siamo stati più attenti dal punto di vita tattico e difensivo, qui siamo andati sotto per una serie di errori ed è stato più difficile venirne a capo. Chiaro che il post Champions dobbiamo metterlo a posto e non è semplice perché questa è una squadra che vince da tanti anni e in campionato può avere meno motivazoini rispetto alla Champions e questo dobbiamo metterlo a posto. Molte volte in partite di questo livello avete avuto un approccio un po' molle. Inconsciamente la squadra non è un po' superficiale nell'affrontare certe partite di campionato? Se succede a livello inconscio può succedere. Però il livello inconscio alla fine corrisponde ai nostri fabbisogni. Se io sento di voler raggiungere un obiettivo fortemente a livlelo inconscio avrò motivazioni, in caso contrario meno. Avendo vinto tanto in Italia questa squadra può inconsciamente avere meno motiazioni in campionato e spendere più energie in coppa che poi paga ina campionato. Aspetto da mettere a posto, io la penso come il nostro presidente. Il campionato è la manifestazione più lunga e la squadra va giudicata lì e non dai tornei. Hai tolto Higuain perché diventava difficile portare via palla al Sassuolo? Principalmente è quello. Finché la nostra reazione è stata violenta e loro erano costretti a stare in area non c'era problematica. Quando hanno ritrovato lucidità e hanno ripreso a palleggiare si è visto che quella osluzione ci dava problematiche, quindi dovevamo riprendere la partita in mezzo al campo spostando Dybala più vicino alla porta. Ha detto qualcosa alla squadra? L'Inter ora sta vincendo, in caso di sorpasso cambia qualcosa? Speriamo nelle prossime 24 partite. Non mi sembrano poche, le occasioni dovrebbero esserci. Se ci dobbiamo preoccupare di un punto a questo punto della stagione è preoccupante la nostra mentalità. Se ti preoccupi di un punto in più o in meno a marzo ti serve uno psichiatra. Ci dobbiamo preoccupare per noi se non vinciamo, non per la classifica a sette mesi dalla fine. Dobbiamo valutare bene con i ragazzi gli aspetti di cui abbiamo parlato prima, se inconsciamente ci manca qualche motivazione. Se ho parlato alla squadra? Dopo una partita così il livello di nervosismo è elevato da parte di tutti, meglio sbollire e parlare a voce ferma. tuttojuve.com
  5. “L’orchestra è una società ideale. Non si suona meglio per distruggere quello che suona accanto. Si suona meglio affinchè quello accanto suoni meglio”. [Ezio Bosso]. Non esiste un solo modo di giocare a calcio, ma è importante che il modo scelto lo si applichi correttamente sul campo affinché risulti efficace. La nuova Juve di Sarri è arrivata alla seconda pausa delle nazionali da unica “grande” imbattuta in Europa, prima in classifica nel proprio girone di Champions League (dove ha già giocato, e bene, la partita sulla carta più difficile) e prima in classifica in campionato, avendo già incontrato Napoli e Inter e contando 4 trasferte su 7 partite. Basterebbe già questo per evidenziare l’ottimo inizio di stagione, ma consideriamolo casomai un merito ulteriore rispetto al lavoro che si sta portando avanti. Nell’anno in cui “Ancelotti raccoglierà i frutti di quanto seminato l’anno scorso”, infatti, eravamo realisticamente tutti consci dei rischi a cui andavamo incontro nella cosiddetta “fase di rodaggio”, perché cambiare totalmente abitudini tattiche non è una cosa che avviene schioccando le dita, nonostante, almeno personalmente, riconosca da sempre al nostro attuale allenatore il valore e le capacità tecniche che si porta dietro. Com’è ovvio che sia, in parte si sono manifestati alcune stonature, sarebbe stato strano il contrario. Ma in realtà sin dal primo tempo di Parma si sono visti, in nuce, gli elementi di cambiamento che ci avrebbero via via contraddistinto (baricentro avanzato, linea difensiva più alta di 20mt, lavoro sugli anticipi, pressing in avanti per la conseguente riconquista della palla, possesso e gestione sempre attivi, squadra corta, costruzione associativa, ecc): è stata sin da allora la Juve di Sarri, sebbene senza la continuità necessaria. Questa, per manifestarsi, ha bisogno di giocatori che interiorizzino i nuovi concetti, di “strumenti” che vengano accordati per bene. IL FATTORE PJANIC E difatti la Juve ha iniziato a risultare meno squilibrata e più costante nel momento in cui lo strumento cardine dell’orchestra sarriana, ovvero Miralem Pjanic, ne ha compreso pienamente lo spartito. Pjanic inizia stentando nelle primissime uscite, facendo storcere il naso a tanti. Si nasconde, non va a prendersi palla dai difensori, quindi non fa uscire la Juve in modo pulito e favorisce il pressing avversario, quando ha la palla sbaglia troppo, e così via. Già perché secondo i canoni sarriani l’uomo davanti alla difesa deve agire secondo compiti ben precisi. E’ chiamato poco ad interpretare la “Salida Lavolpiana” (ovvero la discesa in mezzo ai due centrali che si allargano e si alzano, formando una linea d’impostazione a 3 di cui lui sarebbe il vertice basso) e molto il ruolo di “vertice avanzato” del triangolo che si forma, appunto, insieme ai due difensori centrali. Questi infatti devono passarsi palla il meno possibile tra loro per non “chiamarsi” il pressing addosso. Devono invece far girare palla “in salita”, palla avanti – palla dietro, in accordo con, appunto, il “volante” della squadra, che deve sempre essere il loro primo referente. In realtà questo tipo di “balletto” è un po’ quello che va replicato in tutte le zone del campo come fase preparatoria per le verticalizzazioni. Pjanic inizialmente non lo faceva, o lo faceva con discontinuità; addirittura Matuidi (o Bentancur quando entrava) offrivano maggiormente il là ai difensori. Poi ha iniziato a farlo con maggiore predisposizione e grande frequenza, e la cosa è più o meno coincisa col secondo tempo di Brescia. Da quel momento in poi la Juve fa un salto in avanti importantissimo a livello di continuità e di qualità, va meno a strappi, e “governa” meglio le partite, ne prende possesso in modo più pieno. In tal senso i possibili miglioramenti futuri del “Pianista” non sono calcolabili, non si può “calcolare” la classe. Sarebbe però già bellissimo aver (ri)trovato un regista che garantisca queste prestazioni (i dati di Pjanic parlano da soli) con tale continuità. I BENEFICI DEL CAMBIO DI MODULO Analizzando il resto dell’orchestra possiamo notare come rispetto alle prime uscite sembrano, al momento, in via di risoluzione altri due aspetti necessari per una corretta sinfonia. Inizialmente, infatti, gli ovvi problemi di fluidità della manovra e di abitudine ai nuovi concetti (faceva sinceramente sorridere chi, per dare contro a tutti i costi al nuovo corso, bypassava allegramente queste naturali difficoltà nelle proprie analisi, criticando a momenti anche come la Juve saliva sul pullman), portavano ad una certa lunghezza della squadra sul campo. Questo ci rendeva (e speriamo di poter continuare a dirlo declinandolo col tempo passato) una squadra “bipolare”: dominante quando riusciva a rimanere corta (vedi il 1°t col Napoli), attaccabile quando i reparti si “scollegavano”. E allora il centrocampo faceva fatica a far “scorrere” il gioco e soprattutto la difesa era esposta agli attacchi avversari. La Juve in quel momento si affidava agli “assoli” di Douglas Costa per uscire dalle difficoltà.. Col passaggio al 4-3-1-2 le cose sono cambiate in positivo. Il modulo col trequartista è un modulo bellissimo per costruire e per fare un calcio di possesso (se hai un trequartista valido, e Ramsey è calciatore delizioso, sopraffino). Avere un uomo in più in grado di collegare centrocampo e attacco ha facilitato le cose a Sarri, che così sembrerebbe poter “risolvere” anche la questione Dybala, più in grado di riempire l’area invece che il centrocampo. Abbiamo cioè guadagnato un giocatore, un “violoncello” di assoluto livello, che persino nei modi e negli sguardi sembra essere ritornato quello di un paio d’anni fa. Con l’altro modulo, infatti, appariva lampante come Higuain potesse vestire i panni del titolare in modo più funzionale, mentre ora possono ruotare tutti. Il Pipita è quasi commovente per il modo in cui sta riuscendo a zittire chiunque: ha voluto rimanere nell’unica squadra che, forse, sente davvero come “famiglia”, e dalla quale lo scorso anno patì troppo il distacco. Ogni suo gol risuona come un colpo di “gran cassa”, e se la sua affinità con Dybala la conoscevamo, quella con Cristiano, il “primo violino” della squadra, appare evidente, dati i pregressi madrileni. I tre tenori a San Siro hanno sciorinato una prova ottima, ma in generale le ultime partite sono sembrate una “summa” di questo nuovo modo di “trovarsi” in campo. Addirittura Sarri non disdegna di provarli insieme… ma forse, per ora, è ancora presto. Su Cristiano ovviamente nemmeno mi dilungo, sarebbe bastato pochissimo per essere già a 2 gol in Champions e a 6 in campionato, non fosse stato per i millimetri del var che hanno annullato due esultanze già fatte e finite e per una traversa che ancora trema. Per contro, pare che alcuni problemi intestinali di tifosi presenti sia a San Siro che al Wanda Metropolitano abbiano trovato risoluzione… LA “LINEA” E L’EQUILIBRIO L’altro aspetto che sembra funzionare meglio è l’equilibrio difensivo, sia a livello di “linea” che di “fase”. Anche in tal caso… a Brescia, è successo un qualcosa che ha tradotto in realtà un pensiero che Sarri già aveva manifestato in estate. L’infortunio di Danilo, infatti, ha dato il via libera all’impiego di Cuadrado come terzino (il mister lo paventò sin da giugno). Cuadrado, che già fino ad allora stava facendo benissimo, da quel momento ha dato vita ad una serie di prestazioni eccellenti! Di colpo le incertezze che avevamo avuto con la “linea” (comprensibile, visto che Danilo è arrivato ad agosto inoltrato, quasi quando Sarri “usciva” per i suoi problemi di salute), sono diminuite drasticamente! Cuadrado, che quando era stato impiegato da Allegri in quel ruolo aveva anche fatto bene, ma sembrando sempre “adattato”, adesso ne sembra un interprete navigato! E’ coordinato col reparto, si muove nel modo giusto, assume posture corrette (cosa fondamentale per un terzino, e con Barzagli nello staff potrà solo migliorare), dimostra una buona gestione dello spazio e si sgancia con continuità e qualità in avanti. La conoscenza con Khedira, inoltre, facilità i “triangoli” sulla catena di destra e i movimenti in fase di copertura. Il colombiano da una parte, e un ritrovato Alex Sandro dall’altra (“rinato” sin dalla prima giornata, la Coppa America vinta da protagonista in estate gli ha ridato certezze), rappresentano i “fiati” (viste anche le loro sgroppate) che danno respiro e armonia alla manovra. E’ ovvio che torneranno (e devono tornare) utilissimi Danilo e De Sciglio quando si riprenderanno, ma in un ipotetico “11 tipo” al momento Cuadrado sembra il titolare della fascia destra. Come Alex Sandro, anche Matuidi e Khedira sono sembrati sin da subito a proprio agio con Mr. Sarri (contro il Bayer ad un certo punto hanno persino triangolato tra di loro in area), confermando il proprio valore universale di grandi giocatori (definizione ampia…) sebbene a giugno sembrava impossibile anche solo scommettere su uno dei due. Se il primo si è rivelato forse il migliore di questo inizio stagione (guardando alla totalità delle partite giocate), fondamentale sia nell’aggredire sul pressing alto, sia nel coprire la “libertà” di Ronaldo, Khedira ha colpito l’allenatore sin dal primo allenamento per il suo valore tattico. Nel “valore tattico” sono comprese diverse cose, talvolta, paradossalmente, “mascherate” dalle movenze del tedesco. Sapere come e dove posizionarsi in base ai movimenti della squadra, garantire equilibrio, rispettare le consegne sulle fasi di possesso (si avanza coi passaggi corti, che devono essere fatti in un certo modo), riuscire ad inserirsi in area, ecc, sono qualità fondamentali in un processo di costruzione come il nostro. Bisognerà capire se quelle di Sami rimarranno le caratteristiche “prescelte” anche in futuro, quando la squadra avrà talmente interiorizzato i concetti da poter provare a fare uno step in più, ma di certo Khedira ha confermato la sua fama di Professore. E’ come se l’allenatore avesse trovato in lui qualcuno che gli ha facilitato il compito “educativo” verso gli altri. DE LIGT VALVOLA DI SFOGO MEDIATICA Con una linea ordinata e un centrocampo più maturo, anche la coppia di difensori centrali è cresciuta. Se per Bonucci parliamo di uno dei migliori inizi di stagione della sua carriera, su De Ligt bisogna spazzare il campo da alcune esagerazioni della critica, spesso a firma di chi per lavoro deve dare adito a polemiche, di chi deve spaccare il capello in quattro, di chi guarda il dito invece della luna ("il tocco di mano sul rigore”, un “tunnel” casuale a centrocampo, ecc). No, non sto parlando di Ziliani, non sono compresi i tweet di gente che ha il cervello fuso, pur continuando a rovinarne tanti, ma di una critica più melliflua, più “rosea” ecco. A 19 anni, dopo altre precedenti partite ottime, il ragazzo è entrato in un San Siro infuocato e ha praticamente annullato Lukaku! Ma il mantra è che “ha fatto male” in virtù del tocco di mano e del tunnel casuale di cui sopra. Se vogliamo... anche Bonucci e Pjanic (cito loro per citare il top) hanno commesso un paio di sciocchezze in mezzo ad una partita importante, “passando” entrambi palla agli avversari in modo assurdo (che se concretizzate avrebbero fatto risultare quegli errori persino “comici”). Ma il giochino vale solo per De Ligt! Peraltro veniva da ottime partite in serie, ma sempre il mantra ci dice che "nelle ultime uscite sta facendo male". In realtà questo ragazzo ha sbagliato "davvero" solo quei 20 minuti col Napoli (dopo un'ottima ora di gioco) quando ha poi finito coi crampi. Ma siccome in mancanza di analisi serie bisogna cercare “il titolo”, nelle partite successive, specie quando la Juve non era convincente, si è andati avanti con la storia che "De Ligt non ingrana" ecc. De Ligt invece sta ingranando da parecchio, e la cosa sorprendente è il raffronto di quanto sta facendo lui a 19 anni con quello che facevano a 19 anni altri grandi interpreti del ruolo internazionali (dai nostri, che sappiamo essere scarsi, ai grandi maestri come Manolas e Skriniar). Altrove ci sono difensori che aprono le gambe meglio della bocca, lasciando passare di tutto, c'è la "coppia più forte d'Europa" che al momento è peggio del burro, ma il problema è De Ligt! E la stampa redige paginoni su quel Lukaku di cui sopra che fa una doppietta contro San Marino, definendolo “Guerriero” (ma se lo fermi, il Guerriero, sei un “problema”). Ci siamo abituati, funziona così! Non fosse che c’è chi ci casca… I SINGOLI E IL MODULO DA PRIVILEGIARE Insomma, la sensazione è quella di aver trovato al momento un undici base titolare in cui possano ruotare diversi giocatori. E qui va fatto un ulteriore plauso a Sarri, che al momento si sta dimostrando malleabile e lucido nelle scelte. Anche in quegli spezzoni di partite in cui si è trattato di dover gestire “alla vecchia maniera”, lo ha fatto senza problemi (d'altronde lui stesso confessò che era una caratteristiche che avrebbe voluto imparare dalla gestione precedente, consapevole dei risultati a cui portò). Tale aspetto può rivelarsi fondamentale per non diventare una squadra che funziona “se gioca solo in un modo”, “se va a mille”, ecc. Saper far fronte ai momenti di calo è un pregio, oltre che sinonimo di umiltà. Dando quindi per assodato che bisogna migliorare a livello di intesa generale, quali possono essere i margini per far migliorare il collettivo e gli stessi singoli da qui in avanti? Un primo aspetto riguarda il modulo. Posto che Douglas Costa aveva avuto un inizio di stagione clamoroso, quanto varrebbe la pena, adesso, ritornare al 4-3-3 (un 4-3-3 spurio, che si trasformava in 4-4-2)? Sicuramente Sarri, in virtù della sua duttilità, saprà alternare le combinazioni a seconda del momento, magari anche all’interno della stessa partita. Certo è che bisognerà confermare l’equilibrio attuale anche col brasiliano al posto di un trequartista (sarebbe bello provare un 4-2-3-1 con questi giocatori per vedere di cosa sarebbero capaci, ma diventa quasi impossibile sia per i troppi centrocampisti che resterebbero fuori, sia per un equilibrio ancora più difficile da trovare, a meno che non si riesca a giocare perennemente con la linea difensiva a centrocampo). L’altro aspetto riguarda specificatamente i singoli. Quello che viene più alla mente è il rendimento di Rabiot, al momento unico strumento davvero “scordato” in rosa. Lo stesso Emre Can, di cui Sarri ha parlato benissimo, ma che ha dovuto sbollire la delusione per il mancato inserimento in lista Champions, ha ben figurato in quei pochi sprazzi in cui è stato chiamato in causa. Anche Bernardeschi, dopo un inizio pessimo (lui che di solito inizia bene le stagioni) ha quantomeno ritrovato la sufficienza sia contro il Bayer (segna e “si costruisce” l’azione del gol con una bella giocata a centrocampo) che contro l’Inter (sacrificato a livello di “quantità” su Brozovic, ha svolto un lavoro tanto enorme quanto utile). Per non parlare di Bentancur, che Sarri elogia da quest’estate. D'altronde basta vedere l’azione del gol di Higuain a San Siro per capire come, dopo il lungo fraseggio a centrocampo, sia stato Don Rodrigo a dare il là alla verticalizzazione dell’azione, dando palla a Pjanic e andando a tagliare verso l’area, dove ha poi fatto l’assist finale per il Pipita. QUALI MARGINI? Quali, dunque, i margini? - Si riesce ad immaginare un Rabiot che, migliorandosi, interpreti il ruolo secondo le sue caratteristiche, ma riuscendo al contempo a “coprire” CR7 com’è capace di fare Matuidi? - E’ ipotizzabile, oltre al ruolo di mezzala, un Rabiot “vice-Pjanic”? - Un Ramsey impostato come mezzala nel 4-3-3? E magari anche nel 4-3-1-2 con Dybala, Cristiano e Higuain là davanti? - E’ plausibile pensare ad Emre Can o Bentancur via via sempre più presenti (da mezzali) nell’11 titolare? - Riusciremmo a rinunciare al contempo sia a Matuidi che a Khedira senza problemi? - E là davanti, avere tre bocche da fuoco come Higuain, Dybala e CR7 (il Real e il Barça vincenti di questi anni schieravano tridenti i cui singoli componenti avevano dai 20 gol a testa in su nelle gambe), sarà mai possibile? - Altro? Continuando ad accordare gli strumenti… a voi! - Leevancleef -
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