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  1. Magari non è spettacolare come Mbappé, ma a volte se Mbappé segna è merito di Matuidi. Come domenica, quando il francesino ha sbloccato la partita con l’Olanda con l’assist del bianconero. Una bella festa iniziata anche con il suo assist, nonostante il ruolo atipico. Estratto intervista della GdS a Matuidi. «L’assist in fondo fa parte del mio mestiere. Magari ala sinistra non è il mio posto ideale, ma so adattarmi. Sono pronto a dare tutto perla squadra. Se poi arriva anche il gol grazie al mio contributo, è ancora più piacevole» Anche Allegri le chiede di giocare diversamente? «Alla Juventus le posizioni rimangono più o meno le stesse, ma abbiamo il dovere di migliorarci sempre. Allegri di certo non è cambiato e sappiamo che con lui dobbiamo lavorare semSoprattutto in Champions dove la Juve fai conti con Pogba. «Il nostro è un gruppo difficile. Non solo per il Manchester United, ma anche per il Valencia. Però saranno belle partite. Siamo pronti. Abbiamo lavorato duro in allenamento proprio per giocarci tutte le nostre carte sia in campionato che in Champions. Abbiamo una squadra molto forte, con molti giocatori che potranno esprimersi durante la stagione. Con Paul comunque ci abbiamo scherzato su, ci siamo dati appuntamento in campo». Che cosa porta Ronaldo alla Juve? «Ronaldo ha qualcosa di diverso. Stiamo parlando di uno che ha vinto cinque Palloni d’oro. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. Conferme dall'Inghilterra: prosegue il malumore del centrocampista francese che a gennaio vorrebbe giocare insieme a Cristiano Ronaldo TORINO – “Voglio lasciare il Manchester United”. L’indiscrezione lanciata dal Sunday Express riguarda Paul Pogba: il centrocampista francese è ormai da tempo ai ferri corti con i Red Devils e con il suo allenatore, José Mourinho. La rottura sembra essere definitiva e per il tabloid britannico l’ipotesi più concreta, come anticipato da Tuttosport nei giorni scorsi, è il ritorno in bianconero già nella finestra di gennaio per giocare accanto a Cristiano Ronaldo. Le nuove regole Uefa consentono ai calciatori di scendere in campo in Champions con due maglie differenti nel corso dello stesso anno. Ecco perché la trattativa appare più che fattibile. In Inghilterra vanno già oltre e pensano già al possibile successore di Pogba: in cima alla lista dei desideri dei dirigenti del Manchester United ci sarebbe Milinkovic-Savic della Lazio, anche lui seguito dalla Juventus. Tuttosport.com
  3. Pogba e Mourinho sono sempre più distanti. L'ultimo strappo dopo all'invito-richiesta dell'allenatore a rientrare un po' prima dalle ferie post Mondiale il francesce ha risposto con una grande festa a Los Angeles con amici e parenti, per poi traferirsi nella Polinesia francese e da lì a postare video e fotografie estremamente vacanziere. Non sono solo le migliaia di chilometri a dividere il tecnico e il suo centrocampista, perchè nei corridoi del mercato si mormora da tempo che l'attrito tra i due è vicino ai livelli di guardia. Così dopo l'ennesimo strappo di un'estate in cui Pogba ha apertamente ammesso che giocherebbe volentieri altrove e ha messaggiato i suoi ex compagni juventini auspicando un suo ritorno, i dirigenti bianconeri continuano a stare in agguato. Al ritorno di Pogba ci hanno lavorato già prima dell'operazione Cristiano Ronaldo, perchè allegri aveva esplicitamente chiesto un centrocampista con le sue caratteristiche. Raiola ha tessuto silenziosamente la sua tela, ma in questo momento manca la condizione necessaria per l'assalto bianconero: la cessione di Pjanic, indispensabile per finanziare l'operazione Pogba e dare e per fare spazio al francese nell'affollato centrocampo di Allegri. Pjanic da parte sua ha cambiato procuratore scegliendo Ramadani che da tre settimane lavora per lui, parlando con i principali club europei con il silenzio assenso di Marotta, che tuttavia, ha posto un paletto: 100 milionid i offerta per prendere in considerazione l'affare. Ma restano due settimane di trattative; il mercato internazionale sembra essersi scaldato solo negli ultimi giorni, la Juventus è pronta: da una parte rimbalzano voci su Milinkovic, senza riscontro concreto ma decisamente insistenti, dall'altra c'è il ritorno di Pogba, difficile da mettere insieme, ma forte dalla volontà del giocatore. Fonte: Tuttosport
  4. Tra Mourinho e Pogba è sempre gelo. L'allenatore ieri non ha perso l'occasione per attaccare nuovamente il giocatore francese. «Non sono io a dover tirar fuori il meglio - la frecciata più tagliente - è lui a dover dare il massimo sempre». Davvero difficile capire perchè un tecnico d'esperienza, come il portoghese, continui a pungolare un giocatore in vacanza, reduce da un successo mondiale, destinato a diventare il più importante della sua squadra nella prossima stagione. Uno che in fondo quest'anno gli ha dato l'unica gioia stagionale (il derby vinto all'Etihad contro il City). «Pogba è stato grande al Mondiale ma si tratta anche della formula che permette ai giocatori come lui di dare il massimo: arrivano concentrati e in un mese danno tutto - ha esordito Mourinho parlando con i giornalisti durante la tournée dello United -. Durante una stagione, invece, hai squadre diverse con alti e bassi e da lui mi aspetto più continuità». Una dichiarazione, quella di Mourinho, che ha fatto andare su tutte le furie i tifosi del Manchester United che non gli hanno risparmiato critiche, ricordando anche il recente "divorzio" da Mkhitaryan, visto che le sue parole sono arrivate dopo un deludente 0-0 contro i San Josè Earthquakes. Ma pure una dichiarazione che rafforza le speranze dei loro colleghi bianconeri di rivedere il francese alla Juventus. Lui, da parte sua, lancia segnali dai social, come la foto postata su Instagram: indossa la maglia numero 21 dell’Argentina, quella scelta da Paulo Dybala in Russia e che la Joya gli ha regalato. Testimonianza del pressing incessante degli ex compagni sul centrocampista. Un’operazione che però si potrà fare soltanto a una condizione, dolorosa ma necessaria: ovvero, la cessione di Miralem Pjanic. Ma tutto è nelle mani del suo nuovo agente Ramadani: se si presenterà da Marotta con un’offerta di almeno 100 milioni, arriverà il via libera della Juventus alla cessione del bosniaco. Fonte: Tuttosport
  5. Arriva il marziano, e nulla sarà più lo stesso. Forse. Le conseguenze di Cristiano Ronaldo sulla Serie A le scopriremo solo dal 19 agosto, quando la figura mitica si materializzerà sui campi italiani. Stadi più pieni, biglietti più cari, tv più attente, difensori più agguerriti. E una Juve più forte, che adesso potrebbe regalarsi pure Pogba: Jorginho al Chelsea costringerà il City - che lo aveva in mano - a tornare su Pjanic: la Juve lo valuta 100 milioni (c’è pure il Barça), soldi con cui andare a riprendersi il francese, che lo United vende. do in campo a Frosinone o Empoli fa effetto. Maurizio Stirpe, presidente dei ciociari ha una preoccupazione che da quando Ronaldo è diventato realtà deve somigliare a un incubo: «Spero solo non capiti Frosinone-Juventus alla prima, visto che abbiamo lo stadio squalificato e a porte chiuse». Pensate: l’alieno che debutta in Italia in uno stadio deserto. Un danno d’immagine per tutti ed economico per la società laziale: in fondo chi non pensa a quanto frutterà la partita contro Ronaldo? Fabrizio Corsi, proprietario dell’Empoli, lo confessa: «Quanto far pagare i biglietti di quella partita sarà un motivo di dibattito in città, anche perché da noi ci sono più tifosi della Juve che delle squadre toscane. Fortuna che stiamo rifacendo lo stadio: ma non sarà pronto per quando arriverà Ronaldo» Non sarà l’unico: almeno 6 stadi sono in deroga. San Paolo di Napoli e Atleti Azzurri d’Italia non hanno la licenza Uefa, quattro sono sotto il minimo della capienza di 20mila posti a sedere. Nell’ultima stagione, 11 squadre hanno segnato il record di spettatori stagionali nel match contro la Juventus: chissà con l’effetto Ronaldo. La Juventus, “ostaggio” di un impianto troppo piccolo, non potendo intervenire sul numero degli spettatori (lo Stadium fa già il 98% di riempimento), a Torino hanno scelto di aumentare i prezzi: anche fino al 50-60% in più rispetto al 2017/18. Ma Ronaldo farà davvero bene al sistema Italia? Dario Canovi, agente di lungo corso non ne è sicuro: «Con Ronaldo guadagna la Juventus, che compra un campione e avrà benefici commerciali da sponsor e vendite. La Serie A ne guadagna solo dal punto di vista tecnico, lo spettacolo per i tifosi migliorerà, non la competitività: il gap aumenterà ancora diventando incolmabile. Fonte: La Repubblica
  6. Pogba, non potrà muoversi per somme particolarmente di saldo: dopo due anni è a bilancio del Manchester United per 63 milioni, cifra sotto la quale gli inglesi farebbero minusvalenza. E pure il suo ingaggio - attualmente di 13 milioni di euro a stagione, ma può arrivare a quota 20 con i diritti di immagine - non potrà scendere sotto certe soglie minime. Giacché puntando su Pogba la Juventus andrebbe incontro a tutta una serie di vantaggi in termini di immagine, visibilità, ulteriore. sviluppo del brand, appeal sugli sponsor. Pogba, infatti, rappresenta un plus enorme sotto questi punti di vista. Partiamo dal brand, da quella “J” stilizzata appositamente studiata per catturare nuovi target e stuzzicare la sensibilità anche di non appassionati di calcio. In particolare, la Juve, punta all’America (Usa, dove non a caso va in tournée e organizza eventi coinvolgendo artisti, musicisti, dj) e Asia: la forza di Pogba come uomo immagine a stelle e strisce è legata all’esuberanza, all’età, allo stile da rapper. L’operazione Pogba, insomma, potrebbe essere un affare per il club oltre che specificatamente per Allegri. E le possibilità di riuscita non sono poi così remote, elementi giocano a favore della Juventus: gli ottimi rapporti fra le dirigenze e il fatto che lo Special One abbia messo giù la lista della spesa. Il dopo Pogba, fosse per lui, si chiamerebbe Sergej Milinkovic-Savic. Fonte: Tuttosport
  7. Raiola è stato loquace assai sui suoi assistiti, ieri a Napoli, dove è stato premiato come manager nell’evento Football Leader. Interrogato su Gigio Donnarumma e su Mario Balotelli, non si è tirato indietro. Arrivato al nodo Paul Pogba, però, l’agente non ha aperto bocca, limitandosi a spalancare le braccia. Perché, se Pogba-Juventus deve essere, allora è decisamente meglio viaggiare a fari spenti e lascia re ad altri il palcoscenico. Come allo stesso francese, per esempio, che una settimana fa aveva squarciato il velo sul suo rapporto con Mourinho al MU: «Giocatore e allenatore non devono essere per forza i migliori amici. Mi ha messo in panchina, io ho risposto dando il massimo sul campo. Comunque è stato importante per la mia crescita dal punto di vista della leadership. Sarò del Manchester United anche la prossima stagione? Il contratto dice così, ma non si può mai essere sicuri di nulla». E in queste parole sta provando a inserirsi la Juventus, per impostare un’operazione che, ancora un paio di mesi fa, sarebbe apparsa folle. Pogba ha un contratto fino al 2021 con un ingaggio di oltre 13 milioni di euro lordi, che possono salire a 20 con i diritti di immagine. Senza dimenticare che lo United, nel 2016, ha speso 105 milioni di euro per averlo dalla Juventus: 72 per il cartellino e 33 per le sontuose commissioni di Raiola. Cifre importanti anche per un club che sta bene come quello bianconero. E su questo si innesta la strategia della Juventus, che ha nell’agente il primo possibile alleato. E il fatto che Pogba, non ha mai dimenticato gli anni in bianconero. L’operazione è complicata, per l’impatto economico appena accennato, ma avrebbe risvolti mediatici e tecnici non indifferenti: mediatici, per la portata mondiale del giocatore, e tecnici, per quello che potrebbe dare alla Juve soprattutto nell’ottica dell’ennesimo attacco alla Champions League. Un ultimo aspetto da non sottovalutare è rappresentato dai buoni rapporti che intercorrono tra i due club. Quelli tra Juventus e Manchester United sono cordiali e corretti. In virtù di questo si può studiare per rendere Pogba qualcosa in più di una semplice ipotesi di lavoro. Fonte: Tuttosport
  8. E' solo una provocazione che voglio farvi: se per prendere Pogba fosse necessario sacrificare Dybala, voi sareste d'accordo? Spiegate il motivo della vostra scelta
  9. Beppe Marotta, ad della Juventus, ha parlato prima del match di Crotone: «Allegri ha detto che questa gara è più importante rispetto a quella col Napoli? Ha fatto una dichiarazione perfetta perché questa gara è ingannevole: abbiamo tutto da perdere e poco da guadagnare - ha detto ai microfoni di Premium Sport - Le difficoltà paradossalmente sono superiori rispetto alla prossima gara contro il Napoli. Una vittoria oggi garantirebbe quasi sicuramente lo scudetto? Questo no, assolutamente, perché poi mancherebbero altre 5 giornate. Ma con i 3 punti qui a Crotone affronteremmo il Napoli con un po’ più tranquillità. Ceferin ha detto che per la VAR in Champions è presto e che Collina non si tocca? La VAR non porta alla perfezione ma riduce gli errori e quindi ritengo che debba essere inserito quanto prima. Ci sono metodi arbitrali diversi in giro per l’Europa e anche in Champions: e questo è paradossale. Va eliminata questa cosa. Per quel che riguarda Collina, noi abbiamo parlato di una designazione criticabile perché per noi non era logica rispetto al rischio che la gara presentava perché si affrontavano due squadre dal ranking altissimo: per noi Oliver non aveva l’esperienza adatta a un match del genere». «Pogba o Morata potrebbero tornare? Non credo ai cavalli di ritorno ma ci sono anche le eccezioni. Loro sono due grandi professionisti che hanno lasciato un ottimo raggiunto ma la valutazioni di mercato che hanno raggiunto rappresentano un miraggio per noi. L’operazione Higuain è stata straordinaria ed è stata fatta dopo la cessione di Pogba. Irritati per la presenza dei tifosi del Napoli a Torino? L’irritazione nasce da una logica e saggia preoccupazione. Noi vorremmo il pubblico avversario in ogni gara ma la preoccupazione nasce da quello successo negli ultimi anni. Ma le istituzioni hanno garantito grande controllo e ci affidiamo a loro. Non vogliamo fare polemica. Fatta pe Darmian? No, non è fatta per niente». Tuttosport.com
  10. Chi è andato via dalla Juventus per club, in apparenza, più vincenti, non ha trovato ciò che cercava. Certo, c’è addio e addio. Vidal ha dato tantissimo nei quattro anni bianconeri, 35 gol in campionato e 11 nelle coppe internazionali, confermandosi uno dei centrocampisti più prolifici. Al Bayern ha continuato a vincere la Bundesliga e le Coppe di Germania ma, dopo la finale di Berlino, sul tetto d’Europa non è più arrivato. Tevez, arrivato a Torino sul viale del tramonto e rigeneratosi a suon di reti, aveva voglia di tornare a casa, al suo Boca Junior che ha riportato al successo. Atto di fede? Niente affatto, sedotto dai soldi dello Shangai è volato in Cina, tranne poi accorgersi che quello non è calcio vero e riprendere un altro aereo per Buenos Aires. Malinconica fine carriera. A Pogba qualcosa della milionaria plusvalenza non ha funzionato. L’Europeo non l’ha lanciato nel gotha assoluto del pallone, nella prima stagione allo United non ha brillato, pur contribuendo con un suo gol alla vittoria in Europa League. Quest’anno ancora peggio, Mourinho lo ha messo in disparte e lui vuole andarsene. Manchester eliminato agli ottavi di Champions. Dani Alves ha più lingua che classe, ogni giorno se ne inventa una e non sempre ci sta dentro. Ha detto di aver scelto il Psg per vincere la Champions. Eliminato agli ottavi. Vincerà la Ligue per mancanza di competitor, poi chiuderà con i francesi. Tutti ricordano il famoso discorso del ristorante da 100 euro. Antonio Conte, il condottiero dei primi tre scudetti, dopo il clamoroso voltafaccia di Vinovo e dopo un biennio in Nazionale, ha scelto la Premier e i miliardi di Abramovic. Primo anno a razzo con una vittoria nel suo stile. Ma il tecnico di Lecce ha confermato ancora una volta tutti i suoi limiti, più di un torneo alla volta non lo regge. Nel 2018 il ruolino è disastroso, staccato in campionato ed eliminato agli ottavi di Champions. Almeno non ha fatto molti chilometri Leonardo Bonucci, autoproclamatosi capitano e leader di un Milan senza identità che però si sta riprendendo e proverà a giocarsi la Coppa Italia. Difficile approdi alla Champions e, intanto, eliminato agli ottavi di Europa League. Quelli che hanno voluto la Juve a tutti i costi – parlo ad esempio di Higuain, Pjanic e Bernardeschi - hanno fatto la scelta giusta. Avanti, fino alla fine. Luca Beatrice Fonte: Tuttosport
  11. Claudio Marchisio ha 32 anni, la stessa età che aveva Andrea Pirlo quando arrivò alla Juve dal Milan. Ma starebbe pensando di fare quello che «il Maestro» fece a 36: emigrare a New York, in Mls. Almeno questo è quanto ha in qualche modo detto il «Principino» mettendo un like — che su Twitter è un cuoricino — a un video postato proprio dai New York City Fc. Il primo commento ricevuto dal post ha forse consigliato a Marchisio di togliere la sua web-approvazione, aggiungendo sospetti ai sospetti: «Wow, guardate a chi piace il vostro tweet. Claudio Marchisio! Potrebbe essere un segnale di un’altra stella in arrivo dopo Pirlo». A meno che Marchisio non abbia perso per un attimo il controllo del suo pollice, smanettando sullo smartphone, l’indizio si somma alle voci che da un paio di mesi dicono di un suo sogno americano. E alla voce, questa dal vivo, di sua moglie Roberta Sinopoli che, in occasione dell’ultimo derby al Grande Torino, in mezzo a un nutrito gruppo di tifosi, rispose così a chi le chiedeva dove avrebbe giocato suo marito l’anno prossimo: «Magari negli States». E allora è davvero probabile che l’intolleranza di Claudio di vedersi scavalcato a centrocampo anche da Bentancur e Sturaro, potrebbe davvero spingerlo negli States, visto che in Italia non può immaginarsi con una maglia diversa da quella bianconera. Lo strappo definitivo potrebbe arrivare martedì 3 aprile, giorno di Juve-Real, quando Allegri dovrà battezzare la controfigura dello squalificato Pjanic. «I sostituti di Mire sono Bentancur e Marchisio», aveva detto dieci giorni fa Allegri, che non ha mai schierato il numero 8 tra i titolari in Champions: le uniche 7 apparizioni dal primo minuto tra campionato (4) e Coppa Italia (3). Da un sogno (americano), quella di rivedere Pogba a Torino. Secondo il Mirror il «Polpo» potrebbe essere oggetto di un «blitz da 200 milioni» di Real, Psg addirittura Juve, in uno scambio con lo United che potrebbe coinvolgere uno tra i vari Varane, Kroos, Marquinhos, Verratti e Alex Sandro. Il problema è lo stipendio da 15 milioni, che nei giorni scorsi aveva rivelato il desiderio di giocare con Neymar. Dove? A Parigi o, più probabilmente, a Madrid. Fonte: Il Corriere di Torino
  12. VIDEO Marotta pre Empoli: «Buoni rapporti con Morata, ma non ci sono possibilità. Le operazioni Higuain e Pogba non sono legate»
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