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  1. Allegri per Pjanic ha un debole, ma come nel 2016 per Pogba il tecnico sarebbè il primo a comprendere l'eventuale sacrificio del bosniaco di fronte ad un'offerta irrinunciabile. Ad Allegri più che un giocatore preciso "basta" un centrocampista di livello internazionale. Del resto Pjanic stesso, arrivato arrivato all'epoca dell'addio di Pogba, era quanto di più diverso ci fosse dal Polpo. Il Bacellona non ha ancora presentato un'offerta ufficiale ai bianconeri, ma spifferi di una certa credibilità arrivati alla Continassa e una prima proposta potrebbe non tardare molto. A Pjanic interessati anche Chelsea, Real Madrid e PSG. Tra i nomi già in lista in caso di partenza dello bosniaco spuntano quelli di Thiago Alcantara, spagnolo in uscita dal Bayern, Kovacic del Real Madrid e Dembélé del Tottenham. Fonte: Tuttosport
  2. I primi della lista delle preferenze della Juventus in termini di big da inserire a centrocampo, continuano ad essere Milinkovic Savic e Paul Pogba. E’ per loro che la Juventus - verosimilmente, innanzitutto a fronte di una cessione eccellente - è disposta a fare follie da 60-70 (per il francese) financo 100 (per il serbo) milioni di euro. E sono confermatissime le indiscrezioni legate alla spasmodica voglia di Allegri di tenersi ben stretto Pjanic e Sami Khedira anche per la prossima stagione; e peraltro proprio ieri l’amministratore delegato bianconero ha sottolineato che «non ci sono offerte per Miralem». Però non devono assolutamente stupire le indiscrezioni - controllate, verificate, confermate - giunte dall’Inghilterra in merito a Mousa Sidi Yaya Dembélé: belga di origini maliane in forza al Tottenham, centrocampista abilissimo davanti alla difesa che - sia pure con caratteristiche diverse - potrebbe disimpegnarsi senza alcun problema laddove ora agisce Pjanic, nello scacchiere bianconero. E potrebbe disimpegnarsi ancor meglio insieme con Emre Can in quel 4-2-3-1 con cui Allegri ha disegnato la Juventus due stagioni fa. Il giocatore piace ed è sempre piaciuto, inoltre intriga parecchio il fatto che il suo contratto sia in scadenza a giugno nel 2019 e dunque la sua quotazione sia ritoccata al ribasso. Insieme con Rabiot (ci sono anche Arsenal e Chelsea), è nella lista dei “piani B riparatori” in caso di sviluppi inattesi sul fronte uscite. Dembélé è nel mirino dell’Inter e del Napoli. Fonte: Tuttosport
  3. C’è un altro giovane bianconero unito da un legame di quasi fratellanza con Dybala e Pogba che tornerebbe volentieri alla Juventus con l’intento di riformare un trio sbarazzino e spumeggiante, di talento: Alvaro Morata. Lo spagnolo in bianconero ha giocato dal 2014 al 2015: sempre agli ordini di Allegri e con Pogba, il secondo anno insieme con anche Dybala. I rapporti sono rimasti eccellenti e in comune, oltre all’amicizia, c’è la voglia di completare quell’opera interrotta con la Juve ad un passo dalla meta nella finale di Champions League del 2015 (per Pogba e Morata) e del 2017 (per Dybala). Morata è in partenza dal Chelsea, la Juventus ha già attivato intermediari e preparato un piano: 15 milioni di euro per il prestito oneroso più 45 per il riscatto. E’ chiaro, però, che prima di decidere se procedere o meno Marotta vuole capire come la Juvents sarà coinvolta dall’effetto domino dei grandi bomber: in caso di partenza di Higuain, il primo obiettivo sarebbe Icardi. In ballo poi, oltre a Morata, anche Anthony Martial. Più i colpi extralusso (forse troppo, extralusso) Sergio Agüero e Robert Lewandowski. Fonte: Tuttosport
  4. La Juventus si trova a piazzare il grande colpo di questo calciomercato. Un colpo che ha un identikit preciso: centrocampista, capace di ricoprire più ruoli, dotato di grandi doti fisiche e tecniche e con una spiccata propensione all’inserimento e al gol. Identikit che calza a pennello a due profili: Pogba e Milinkovic Savic. Per arrivare a uno di loro la Juve ha iniziato due partite: con il MU per il francese e con la Lazio per il serbo, ma con i Red Devils che sono il rivale più pericoloso anche nella trattativa per il ventitreenne biancoceleste. Il club inglese, infatti, tra i tanti che hanno espresso il loro interesse per il laziale è quello che si sta muovendo con più decisione. Ecco perché un affondo pesante dello United è il pericolo maggiore che la Juventus dovrà affrontare nella corsa al serbo: i dirigenti bianconeri possono presentare un’offerta in grado di soddisfare Lotito, ma non quanto potrebbe fare Mourinho. Per Pogba, il Manchester United è invece l’interlocutore diretto dei bianconeri: che hanno meno avversari, dopo che lo stesso giocatore ha escluso il trasferimento al PSG, ma più difficoltà sotto l’aspetto economico. Non tanto per il cartellino, che potrebbe anche costare meno di quello di Milinkovic dal momento che lo United ha ammortizzato circa 40 dei 110 milioni versati due anni fa proprio alla Juventus, quanto per l’ingaggio. Mentre non ci sarebbero problemi a triplicare abbondantemente quello da 1,5 milioni di Milinkovic, serviranno molta fantasia e la collaborazione di Mino Raiola per far fronte a quello da oltre 10 di Pogba. L’impossibilità di riprendere il “polpo Paul” e una sua permanenza a Manchester, però, potrebbero spingere il laziale verso la Juventus. Così come l’arrivo di Milinkovic ai Red Devils potrebbe invece agevolare l’uscita di Pogba. Alla fine, la doppia sfida potrebbe essere un vantaggio. Fonte: Tuttosport
  5. Pogba, non potrà muoversi per somme particolarmente di saldo: dopo due anni è a bilancio del Manchester United per 63 milioni, cifra sotto la quale gli inglesi farebbero minusvalenza. E pure il suo ingaggio - attualmente di 13 milioni di euro a stagione, ma può arrivare a quota 20 con i diritti di immagine - non potrà scendere sotto certe soglie minime. Giacché puntando su Pogba la Juventus andrebbe incontro a tutta una serie di vantaggi in termini di immagine, visibilità, ulteriore. sviluppo del brand, appeal sugli sponsor. Pogba, infatti, rappresenta un plus enorme sotto questi punti di vista. Partiamo dal brand, da quella “J” stilizzata appositamente studiata per catturare nuovi target e stuzzicare la sensibilità anche di non appassionati di calcio. In particolare, la Juve, punta all’America (Usa, dove non a caso va in tournée e organizza eventi coinvolgendo artisti, musicisti, dj) e Asia: la forza di Pogba come uomo immagine a stelle e strisce è legata all’esuberanza, all’età, allo stile da rapper. L’operazione Pogba, insomma, potrebbe essere un affare per il club oltre che specificatamente per Allegri. E le possibilità di riuscita non sono poi così remote, elementi giocano a favore della Juventus: gli ottimi rapporti fra le dirigenze e il fatto che lo Special One abbia messo giù la lista della spesa. Il dopo Pogba, fosse per lui, si chiamerebbe Sergej Milinkovic-Savic. Fonte: Tuttosport
  6. La Juventus progetta un grande centrocampo e non si fermerà al colpaccio Emre Can. Il tedesco, ingaggiato a parametro zero dal Liverpool, questa sera sarà impegnato nella finale di Champions League e la prossima settimana è atteso a Torino per le visite mediche. Emre Can è il primo tassello, non l’unico. Nel mercato le strategie possono cambiare anche in fretta, ma in questo momento l’orientamento dei campioni d’Italia è volto ad allestire un reparto di altissima qualità. Dipenderà dalle uscite (Marchisio sta riflettendo sul futuro, mentre Sturaro è corteggiato da Betis Siviglia e Villarreal) e anche dai vari incastri. Beppe Marotta e Fabio Paratici, ora come ora, stanno lavorando su più tavoli. Una telefonata di qua, un incontro di là. Accanto al sogno di riportare a Torino Paul Pogba, tutt’altro che certo di restare al Manchester United. la Juventus sta “battagliando” contemporaneamente su tre gioiellini: Bryan Cristante (Atalanta), Lorenzo Pellegrini (Roma) e Adrien Rabiot (Psg). Al massimo ne arriverà uno, però in questo momento i bianconeri si stanno portando avanti su tutti e tre. I prezzi sono simili: si va dai 30 milioni della clausola di Pellegrini ai 35 richiesti per Cristante, fino ai 40 per Rabiot che ha il contratto in scadenza nel 2019. Il 23enne atalantino è un pupillo di Massimiliano Allegri che lo aveva fatto esordire giovanissimo ai tempi del Milan. Il 21enne romanista e il 23enne francese sono invece “giovani-vecchi” pallini di Marotta e Paratici che, in passato, hanno provato a ingaggiarli a più riprese. Fonte: Tuttosport
  7. Raiola è stato loquace assai sui suoi assistiti, ieri a Napoli, dove è stato premiato come manager nell’evento Football Leader. Interrogato su Gigio Donnarumma e su Mario Balotelli, non si è tirato indietro. Arrivato al nodo Paul Pogba, però, l’agente non ha aperto bocca, limitandosi a spalancare le braccia. Perché, se Pogba-Juventus deve essere, allora è decisamente meglio viaggiare a fari spenti e lascia re ad altri il palcoscenico. Come allo stesso francese, per esempio, che una settimana fa aveva squarciato il velo sul suo rapporto con Mourinho al MU: «Giocatore e allenatore non devono essere per forza i migliori amici. Mi ha messo in panchina, io ho risposto dando il massimo sul campo. Comunque è stato importante per la mia crescita dal punto di vista della leadership. Sarò del Manchester United anche la prossima stagione? Il contratto dice così, ma non si può mai essere sicuri di nulla». E in queste parole sta provando a inserirsi la Juventus, per impostare un’operazione che, ancora un paio di mesi fa, sarebbe apparsa folle. Pogba ha un contratto fino al 2021 con un ingaggio di oltre 13 milioni di euro lordi, che possono salire a 20 con i diritti di immagine. Senza dimenticare che lo United, nel 2016, ha speso 105 milioni di euro per averlo dalla Juventus: 72 per il cartellino e 33 per le sontuose commissioni di Raiola. Cifre importanti anche per un club che sta bene come quello bianconero. E su questo si innesta la strategia della Juventus, che ha nell’agente il primo possibile alleato. E il fatto che Pogba, non ha mai dimenticato gli anni in bianconero. L’operazione è complicata, per l’impatto economico appena accennato, ma avrebbe risvolti mediatici e tecnici non indifferenti: mediatici, per la portata mondiale del giocatore, e tecnici, per quello che potrebbe dare alla Juve soprattutto nell’ottica dell’ennesimo attacco alla Champions League. Un ultimo aspetto da non sottovalutare è rappresentato dai buoni rapporti che intercorrono tra i due club. Quelli tra Juventus e Manchester United sono cordiali e corretti. In virtù di questo si può studiare per rendere Pogba qualcosa in più di una semplice ipotesi di lavoro. Fonte: Tuttosport
  8. Altro colloquio tra Morata e la Juventus, ancora a Milano. Un faccia a faccia molto più intimo e privato. Location diversa, ma stessi protagonisti: Fabio Paratici e l'attaccante del Chelsea. Dopo l'incontro di mercoledì a pranzo in via Monte Napoleone, dove il dirigente e il giocatore sono stati fotografatii insieme all'agente del ragazzo. Nella mattinata di ieri è andata in scena una seconda puntata. Un secondo contatto in meno di 24 ore che conferma la volontà della Juventus: provare a superare la concorrenza dell'Atletico Madrid, in pressing sul giocatore per il dopo Griezmann, e portare a Torino il trascinatore della Champions 2015. Mourinho piomba su Mandzukic, il croato, vista la conferma di Allegri ha rinunciato alle ricche offerte cinesi, ma fascino dello special One, di Old Trafford potrebbero fargli cambiare idea. Di fronte ad un offerta di 20-25 milioni a salire, super Mario otterrebbe il via libera per Manchester. A quel punto la Juventua avrebbe maggiore forza nella corsa a Morata. Il sacrificio del croato, visti i mille incroci Juve-United a partire da Darmian, potrebbe facilitare gli agganci bianconeri a Paul Pogba e Anthony Martial. Il ritorno del polpo almeno dal punto di vista tecnico, non precluterebbe quello di Morata e Martial. Quest'ultimo è considerato alternativo allo spagnolo. Fonte: Tuttosport
  9. Due stagioni dopo, con 93 partite e 15 gol in più nel curriculum, Pogba può nuovamente cambiare aria. Perché la seconda annata è stata ben più sconfortante della prima, perché le voci relative a una presunta volontà di raggiungere Parigi e il Paris Saint-Germain sono state smentite dal diretto interessato e perché Paul è il primo a sapere che pur essendo «contrattualmente legato al Manchester United, non si può mai essere sicuri di nulla. Con Mourinho ho avuto problemi, mi ha messo in panchina e io ho sempre dato il massimo quando ho giocato». A Torino bollano l’eventuale operazione come «fantamercato», in realtà negli uffici della Continassa non si pensa che l’affare sia impossibile. Servirebbe una bella mano da parte del giocatore, chiamato a ridursi considerevolmente lo stipendio fino ai livelli dei top attualmente nella rosa di Massimiliano Allegri. Se Gonzalo Higuain è il più pagato - 7,5 milioni più bonus - Paul dovrà attestarsi ad altezze simili: ingaggio, dunque, straspalmato. In questo senso sarà prezioso il lavoro di Mino Raiola ai fianchi della dirigenza dei Red Devils.Peraltro in questo momento i rapporti tra i vertici juventini e il procuratore sono molto caldi: a parte il francese, Raiola sta facendo da intermediario perché il 18enne difensore centrale Matthijs de Ligt lasci l’Ajax e si trasferisca a Torino. Altro elemento a favore di un Pogba bis all’ombra della Mole: la Juve che il transalpino lasciò due anni fa era già forte, però questa Juve è cresciuta ancor più dal punto di vista della consapevolezza europea.A Torino, sponda bianconera, Pogba sarebbe un titolare indiscusso, a differenza di Manchester dove Mou non ha mai legato con il transalpino. Fonte: Tuttosport
  10. E' solo una provocazione che voglio farvi: se per prendere Pogba fosse necessario sacrificare Dybala, voi sareste d'accordo? Spiegate il motivo della vostra scelta
  11. Mino Raiola è al lavoro. E in certi casi è l’unica cosa che conta, perché per portare o, meglio, riportare Paul Pogba alla Juventus ci vuole una magia di mercato che solo un prestigiatore come l’agente campano può inventarsi. Un trucco con il quale convincere il Manchester United a cedere il giocatore con una formula creativa, tipo un prestito biennale con riscatto al termine di questo periodo. E un altro trucco per riuscire a far rientrare l’attuale livello retributivo di Pogba (che dallo United prende, al netto degli sponsor, circa 9 milioni di euro a stagione) entro i limiti della Juventus che sono inferiori di paio di milioni. Sulla carta una missione impossibile, ma Raiola qualche volta è riuscito a emulare Tom Cruise, nonostante una leggera differenza nel look. Nei giorni scorsi è stato a Torino, in visita nella nuova sede bianconera della Continassa. Una chiacchierata generale sulle strategie di mercato del club con un passaggio dedicato proprio a Pogba e alla sua situazione con lo United. Perché se c’è qualcosa alla quale aggrapare le speranze di rivedere il francese con la maglia della Juventus, che lo ha consacrato nel grande calcio internazionale, sono le parole dello stesso Pogba a Canal Plus in un’intervista di qualche giorno fa. «Se sarò un giocatore del Manchester United nella prossima stagione? Contrattualmente la risposta è sì ma non si può mai essere sicuri di nulla. Diversa la situazione di Milinkovic Savic che ha un ingaggio di un milione e mezzo, che la Juventus potrebbe certamente triplicare. Il problema, semmai, sarebbe il prezzo del cartellino che sarà possibile oggetto di un’asta con base 80/90 milioni. Ma i bianconeri potrebbero anche pensare a un colpo alla Higuain (oltretutto il centrocampista è giovane ed è un investimento). A quel punto, però, si scontrerebbero contro il fatto che Claudio Lotito non ha esattamente un buon rapporto con Agnelli e Marotta e viceversa. Per combinare un’operazione del genere servirebbe un disgelo sullo stile USA-Corea del Nord. Di fronte a certe cifre, però, la temperatura sale. Fonte: Tuttosport
  12. Beppe Marotta, ad della Juventus, ha parlato prima del match di Crotone: «Allegri ha detto che questa gara è più importante rispetto a quella col Napoli? Ha fatto una dichiarazione perfetta perché questa gara è ingannevole: abbiamo tutto da perdere e poco da guadagnare - ha detto ai microfoni di Premium Sport - Le difficoltà paradossalmente sono superiori rispetto alla prossima gara contro il Napoli. Una vittoria oggi garantirebbe quasi sicuramente lo scudetto? Questo no, assolutamente, perché poi mancherebbero altre 5 giornate. Ma con i 3 punti qui a Crotone affronteremmo il Napoli con un po’ più tranquillità. Ceferin ha detto che per la VAR in Champions è presto e che Collina non si tocca? La VAR non porta alla perfezione ma riduce gli errori e quindi ritengo che debba essere inserito quanto prima. Ci sono metodi arbitrali diversi in giro per l’Europa e anche in Champions: e questo è paradossale. Va eliminata questa cosa. Per quel che riguarda Collina, noi abbiamo parlato di una designazione criticabile perché per noi non era logica rispetto al rischio che la gara presentava perché si affrontavano due squadre dal ranking altissimo: per noi Oliver non aveva l’esperienza adatta a un match del genere». «Pogba o Morata potrebbero tornare? Non credo ai cavalli di ritorno ma ci sono anche le eccezioni. Loro sono due grandi professionisti che hanno lasciato un ottimo raggiunto ma la valutazioni di mercato che hanno raggiunto rappresentano un miraggio per noi. L’operazione Higuain è stata straordinaria ed è stata fatta dopo la cessione di Pogba. Irritati per la presenza dei tifosi del Napoli a Torino? L’irritazione nasce da una logica e saggia preoccupazione. Noi vorremmo il pubblico avversario in ogni gara ma la preoccupazione nasce da quello successo negli ultimi anni. Ma le istituzioni hanno garantito grande controllo e ci affidiamo a loro. Non vogliamo fare polemica. Fatta pe Darmian? No, non è fatta per niente». Tuttosport.com
  13. Chi è andato via dalla Juventus per club, in apparenza, più vincenti, non ha trovato ciò che cercava. Certo, c’è addio e addio. Vidal ha dato tantissimo nei quattro anni bianconeri, 35 gol in campionato e 11 nelle coppe internazionali, confermandosi uno dei centrocampisti più prolifici. Al Bayern ha continuato a vincere la Bundesliga e le Coppe di Germania ma, dopo la finale di Berlino, sul tetto d’Europa non è più arrivato. Tevez, arrivato a Torino sul viale del tramonto e rigeneratosi a suon di reti, aveva voglia di tornare a casa, al suo Boca Junior che ha riportato al successo. Atto di fede? Niente affatto, sedotto dai soldi dello Shangai è volato in Cina, tranne poi accorgersi che quello non è calcio vero e riprendere un altro aereo per Buenos Aires. Malinconica fine carriera. A Pogba qualcosa della milionaria plusvalenza non ha funzionato. L’Europeo non l’ha lanciato nel gotha assoluto del pallone, nella prima stagione allo United non ha brillato, pur contribuendo con un suo gol alla vittoria in Europa League. Quest’anno ancora peggio, Mourinho lo ha messo in disparte e lui vuole andarsene. Manchester eliminato agli ottavi di Champions. Dani Alves ha più lingua che classe, ogni giorno se ne inventa una e non sempre ci sta dentro. Ha detto di aver scelto il Psg per vincere la Champions. Eliminato agli ottavi. Vincerà la Ligue per mancanza di competitor, poi chiuderà con i francesi. Tutti ricordano il famoso discorso del ristorante da 100 euro. Antonio Conte, il condottiero dei primi tre scudetti, dopo il clamoroso voltafaccia di Vinovo e dopo un biennio in Nazionale, ha scelto la Premier e i miliardi di Abramovic. Primo anno a razzo con una vittoria nel suo stile. Ma il tecnico di Lecce ha confermato ancora una volta tutti i suoi limiti, più di un torneo alla volta non lo regge. Nel 2018 il ruolino è disastroso, staccato in campionato ed eliminato agli ottavi di Champions. Almeno non ha fatto molti chilometri Leonardo Bonucci, autoproclamatosi capitano e leader di un Milan senza identità che però si sta riprendendo e proverà a giocarsi la Coppa Italia. Difficile approdi alla Champions e, intanto, eliminato agli ottavi di Europa League. Quelli che hanno voluto la Juve a tutti i costi – parlo ad esempio di Higuain, Pjanic e Bernardeschi - hanno fatto la scelta giusta. Avanti, fino alla fine. Luca Beatrice Fonte: Tuttosport
  14. Claudio Marchisio ha 32 anni, la stessa età che aveva Andrea Pirlo quando arrivò alla Juve dal Milan. Ma starebbe pensando di fare quello che «il Maestro» fece a 36: emigrare a New York, in Mls. Almeno questo è quanto ha in qualche modo detto il «Principino» mettendo un like — che su Twitter è un cuoricino — a un video postato proprio dai New York City Fc. Il primo commento ricevuto dal post ha forse consigliato a Marchisio di togliere la sua web-approvazione, aggiungendo sospetti ai sospetti: «Wow, guardate a chi piace il vostro tweet. Claudio Marchisio! Potrebbe essere un segnale di un’altra stella in arrivo dopo Pirlo». A meno che Marchisio non abbia perso per un attimo il controllo del suo pollice, smanettando sullo smartphone, l’indizio si somma alle voci che da un paio di mesi dicono di un suo sogno americano. E alla voce, questa dal vivo, di sua moglie Roberta Sinopoli che, in occasione dell’ultimo derby al Grande Torino, in mezzo a un nutrito gruppo di tifosi, rispose così a chi le chiedeva dove avrebbe giocato suo marito l’anno prossimo: «Magari negli States». E allora è davvero probabile che l’intolleranza di Claudio di vedersi scavalcato a centrocampo anche da Bentancur e Sturaro, potrebbe davvero spingerlo negli States, visto che in Italia non può immaginarsi con una maglia diversa da quella bianconera. Lo strappo definitivo potrebbe arrivare martedì 3 aprile, giorno di Juve-Real, quando Allegri dovrà battezzare la controfigura dello squalificato Pjanic. «I sostituti di Mire sono Bentancur e Marchisio», aveva detto dieci giorni fa Allegri, che non ha mai schierato il numero 8 tra i titolari in Champions: le uniche 7 apparizioni dal primo minuto tra campionato (4) e Coppa Italia (3). Da un sogno (americano), quella di rivedere Pogba a Torino. Secondo il Mirror il «Polpo» potrebbe essere oggetto di un «blitz da 200 milioni» di Real, Psg addirittura Juve, in uno scambio con lo United che potrebbe coinvolgere uno tra i vari Varane, Kroos, Marquinhos, Verratti e Alex Sandro. Il problema è lo stipendio da 15 milioni, che nei giorni scorsi aveva rivelato il desiderio di giocare con Neymar. Dove? A Parigi o, più probabilmente, a Madrid. Fonte: Il Corriere di Torino
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