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  1. Nuove dichiarazioni da parte di Cristiano Ronaldo. Il giocatore della Juventus, a margine del premio Marca Leyenda, consegnatogli per aver trionfato in Premier League, Liga e Serie A, ha parlato dell'annata bianconera, del futuro e ha svelato anche dei retroscena. La Champions? "E’ sempre l’anno della Juventus, così come del Real e del Barcellona ma solo una può farcela. La Juventus partirà per chiudere davanti a tutti, ma il risultato finale dipende da molti fattori: il momento, il gruppo, conta tanto anche la fortuna. Ci sono 6-7 squadre che possono arrivare fino in fondo, non vedo grosse novità rispetto alle annate precedenti. La Champions però per noi non è un’ossessione". La vincerete? "Ci proveremo. Sappiamo come sempre che è una competizione difficile, la Juventus c’è ma anche altre squadre sono attrezzate per vincere: il Real Madrid, il Barcellona e il Manchester City. Solo una può riuscirci però e io mi auguro che sia la Juventus". De Ligt alla Juve grazie a te? "Dopo la partita mi sono avvicinato a Matthijs e gli ho detto: “Visto che tutti parlano del tuo futuro, perché non vieni alla Juventus?”. Era solo una battuta, io non ho avuto alcun peso nel suo acquisto. Non fa parte del mio lavoro e non mi permetterei mai di influenzare un presidente o un allenatore. Io sono contento se arrivano giocatori forti ma alla Juve ci sono Paratici e Nedved che hanno ben più esperienza di me e sanno fare il proprio mestiere". Buffon? "Io lo ammiro molto, lo considero il miglior portiere del mondo insieme a Iker Casillas e sono molto contento di poter giocare con lui. L’ho sempre stimato da rivale, ora ancora di più che lo vedo allenarsi accanto a me. Quando ci siamo incontrati a Torino mi ha detto che era felice di poter giocare finalmente nella mia stessa squadra e io la penso esattamente come lui". Sarri ti ha liberato dalle incombenze? "E’ un modo di dire, perché se sei in un top club e vuoi ottenere grandi obiettivi devi sacrificarti e dare il massimo. Io l’ho fatto al Real così come nell’ultima stagione alla Juventus e anche in nazionale. Vado avanti, attacco, ho molta libertà ma se c’è da difendere vado a chiudere gli spazi. Solo così si può arrivare al traguardo". Fonte: Marca e 90min calcio news
  2. Notizia davvero clamorosa. Per come la vedo io,più che dal punto di vista tecnico,darebbe una grossa mano al nuovo staff a far conoscere più a fondo il mondo Juventus.
  3. Dopo i festeggiamenti, le coppe, il pullman, la gioia e la grande bellezza numero 7, da stasera la fascia passerà da Buffon a Giorgio Chiellini: il prescelto. L'inconazione potrà a partita finita, il passaggio di testimone da Gigi a Giorgio potrebbe essere lasciato alla sequenza scenica di tutto quello che accadrà nel pomeriggio di oggi, quello dell'addio di Buffon alla maglia della Juventus. Gigi qualcosa farà. Giorgione ha battagliato per quel simbolo per molti ma non per tutti. Giorgio incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano bianconero. La fascia torna quindi sul braccio di un giocatore di movimento. Di lotta e, ora, di governo. Prima di lui, nomi di grido: Del Piero, Conte e Vialli, Baggio, Tacconi, Cabrini, Scirea, Furino e risalendo fino a Boniperti passando per gli oriunti Sivori e Monti. Chiellini, del resto, anche quest'anno ha vestito in più occasioni l'abito di una parola giusta e in più la sa dire. Assieme a Gigi, che non ha mai lesinato frasi che accompagnassero la crescita del gruppo, frasi che hanno anche insegnato al guerriero di livorno come, e quando, ci si comporta nei momenti in cui la barca vacilla. [...] Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Vincere è difficile, ripetersi lo è di più. Farlo per sette volte di fila, come voi, è leggendario! Grazie Gigi! Grazie Giorgio! Grazie Claudio! Grazie Andrea! Grazie Stephan! Un grazie speciale a voi 5, magnifici protagonisti di 7 anni di imprese straordinarie!
  5. A invocare l'omaggio per il portiere, che subito dopo l'eliminazione non ha fatto mancare le critiche all'operato dell'arbitro, è stata la curva con un coro Tutti in piedi all'Allianz Stadium per capitan Buffon. Al capitano della Juventus, espulso per le proteste dopo il discusso rigore che ha eliminato la squadra dalla Champions League contro il Real Madrid, è stata tributata una vera e propria standing ovation dal pubblico bianconero, che ha anche accolto il suo primo intervento contro la Sampdoria con un lungo applauso. A invocare l'omaggio per il portiere, che subito dopo l'eliminazione non ha fatto mancare le critiche all'operato dell'arbitro, è stata la curva con un coro. Tuttosport.com
  6. Ragazzi, riporto questa intervista al mitico Bruce Grobbelaar che ci riguarda da molto vicino. Leggetela, ne vale la pena. ________________________________ La Roma ha pescato il Liverpool nel sorteggio delle semifinali in Champions League. Sarà la rivincita della finale del 1984, persa in finale ai rigori dai giallorossi all'Olimpico. Il protagonista fu Bruce Grobbelaar, che ipnotizzò Bruno Conti e Ciccio Graziani con la "danza dello spaghetto". L'ex portiere dei Reds ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica: "Anche stavolta vincerà il Liverpool e poi anche la finale. Sono passato alla storia come un clown? Ma sono ancora qui che rido. Non so come mi saltò in mente quel balletto, improvvisai. Mi sentivo le gambe come due spaghetti flosci, anche la rete sembrava uno spaghetto e così la mangiai. I fotografi erano impazziti, io strizzavo l'occhio e scuotevo la testa. Così Bruno Conti sbagliò, forse per colpa mia. Mi misi a ballare come negli anni Sessanta, le mani sulle ginocchia, sapete, quando poi si incrociano. Dovevo tenere i piedi sulla linea di porta, non avevo molta scelta e funzionò. Si capiva che erano nervosi. Ricordo che Conti saltellava e Graziani prese il pallone dicendo qualcosa all'arbitro, poi si fece il segno della croce prima di calciare. Io ormai ci avevo preso gusto e ridevo: tirò alto. Non ho fatto neanche una parata in quei rigori, ma ho fatto qualcosa di meglio e di più difficile: ho paralizzato la Roma. E comunque giocammo molto bene, eravamo la migliore squadra d'Europa. Voi ricordate solo il balletto, però quel Liverpool era formidabile: Souness, Kennedy, Ian Rush". "Un anno dopo, l'Heysel. Pensai di smettere col calcio, non lo feci solo per l'aiuto della mia famiglia. Ma la strage fu provocata dai fascisti di Londra, non dai nostri tifosi, sono sicuro di questo. Come sono sicuro che non si doveva giocare, ma che la Juve vinse meritatamente una gara vera e festeggiò come doveva". "Real Madrid-Juventus? Il portiere ha sempre ragione e Buffon più di tutti. Nessuno come lui, ma io amavo Zoff". "Roma-Barcellona? Non ho visto la partita d'andata, però che noia il Barcellona. Sono contento che qualcuno l'abbia eliminato: il calcio è velocità, corsa, cross e tiri, non palleggio infinito, anche se ormai gli spagnoli hanno un po' cambiato il loro modo di giocare. Il calcio è quello del mio vecchio Liverpool e anche del Liverpool di oggi. Uno spettacolo. Il calcio è una faccenda inglese, mica per niente l'hanno inventato loro". "Salah? Bisogna essere matti per vendere un giocatore del genere, oppure aver bisogno di molti soldi". "Mi piace ancora il calcio, soprattutto quello dei ragazzi. Fino a gennaio ho allenato i portieri dell'Ottawa Fury, in Canada, poi ho smesso. Ma il football rimane assai migliore di tutto quello che lo circonda, e di certa gente. Mi accusarono di partite truccate e i giudici mi hanno portato via tutto, ma alla fine nessuno ha saputo dimostrare la mia colpevolezza per il semplice fatto che ero innocente. Non sono ricco, ma va bene così. Ha fatto anche il concorrente di un reality per cuochi, non mi sono mai vergognato di niente in vita mia. Quando ero in guerra dicevo ai compagni che un giorno avrei giocato in Europa e loro mi rispondevano sì, sogna pure che magari stasera una granata ti stacca la testa. Ho combattuto la guerra civile in Rhodesia, come si chiamava allora, a 18 anni ho ucciso il mio primo nemico, ho rischiato la paralisi per colpa della poliomielite: quando vivi e superi tutto questo, o diventi matto oppure hai solo voglia di ridere. E poi parliamo di calcio, ragazzi. Una magnifica fesseria". cm.com
  7. Era un anno fa e le stelle erano accese, non come in questa notte di pioggia e vento freddo: PauloDybala si presentò al mondo, a Messi, con una doppietta memorabile. Due mancini affiliati nell’andata dei quarti di Champions contro il Barcellona di Leo,suo modello e ispirazione. Sembrava l’inizio dell’ascensione verso le altezze dei top mondiali e, invece, 365 giorni il mondo si è rovesciato: dopo, due non sono i gol ma i cartellini, gialli e sventolati sotto al muso di Paulo. Uno per simulazione, l’altro perscarpata nel costato di Carvajal. E se nell’aprile del 2017 questa gente si spellava le mani per lui, adesso tutto l’Allianz ha scelto di stare in piedi davanti a re Cristiano. Alla fine dei conti, è stato un inchino generale a cui ha partecipato anche Dybala: le vette di Ronaldo sono inarrivabili davvero. Ma Paulo non dovrà deprimersi per questa espulsione: ha tutto per salire ancora di livello e restano obbiettivi nel mirino. Dal settimo scudetto da regalare alla sua Signora al Mondiale da prendersi oltre lo scetticismo di Sampaoli. Ci aveva provato pure su punizione, dalla amata mattonella, la stessa in cui in campionato Paulo non sbaglia quasi mai. Il sinistro europeo è stato deviato dalla barriera, ha fatto un giro beffardo ed è uscito di niente: da questi dettagli, prima di innervosirsi inutilmente, Paulo aveva capito l’andazzo. E così da fuori ha poi visto il resto dalla grandinata, il 3-0 di Marcelo e l’addio del suo capitano al sogno più grande. Molto probabilmente Gigi Buffon chiuderà la carriera senza una Champions League, ingiustizia della vita e del calcio. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Dalla pancia del suggestivo Stadio di Wembley, Massimiliano Allegri e Gianluigi Buffon presentano la grande sfida di domani sera contro il Tottenham nella consueta conferenza stampa Uefa. Tuttojuve.com riporta integralmente le dichiarazioni del tecnico e del Capitano della Juventus: Volevo chiederle cosa significa per lei giocare a Wembley. Il Tottenham ha un pochino di vantaggio, ma con la vostra esperienza cosa pensate di poter fare domani? BUFFON: "Buonasera. Sì, sicuramente è una sfida molto accattivante, dovuta al fatto che si gioca in uno stadio e in un teatro storicamente incredibile e poi dovuta al fatto che noi dobbiamo cercare di conquistarci questa qualificazione che visto il risultato dell'andata, ma anche la forza dell'avversario, sembra un pochino in salita. Ma sai, delle volte le cose in discesa fregano più di quelle in salita". Qual è il tuo stato d'animo prima di questa partita. Si è detto che potrebbe essere l'ultima in Champions. Ci avevi pensato o è un pensiero che non ti sfiora? BUFFON: "No, devo dire la verità che no mi ha sfiorato il pensiero, anche perchè sono ottimista per natura. Mi auguro che almeno per quest'anno non sia l'ultima nè per me, nè per la Juve, che ce ne siano tante altre più importanti". Lei ha detto che sarà una partita forse in salita. Quale sarà secondo lei l'approccio del Tottenham? BUFFON: "Secondo me il Tottenham è una squadra che ha delle caratteristiche, un assetto e un modo di giocare collaudati, quindi farà la partita che è capace di fare, quindi con un calcio propositivo, un calcio d'attacco, un calcio fisico e tecnico, che ci metterà sicuramente in difficoltà, però è anche un calcio che concede ogni tanto agli avversari l'opportunità di poter avere delle occasioni favorevoli da rete. Quindi credo che si assisterà a una partita molto bella e molto equilibrata, nella quale il cinismo, chi sarà la squadra che risulterà più cinica, vincerà la gara e prenderà la qualificazione". Nel 2018 avete sempre vinto e mai preso gol, tranne che con il Tottenham. E' una coincidenza? O è il confronto internazionale che mette a nudo una differenza che ancora c'è? BUFFON: "No, penso che non sia una coincidenza, nel senso che la nostra compattezza e la nostra fase difensiva, a tutti i livelli, è e rimarrà sempre una delle migliori in assoluto, di questo ne sono certo e lo dicevo anche a inizio stagione nel momento in cui molti di noi e la squadra stessa veniva attaccata per i gol subiti. Però ci sono anche gli avversari, le qualità dell'avversario e le caratteristiche. Il Tottenham è una squadra veramente prettamente offensiva e ha proprio nei giocatori d'attacco le armi migliori. Poi quando puoi disporre di gente come Kane, Dele Alli, Eriksen e questa gente qua, insomma, ci sta il golletto ci scappi. Due magari è stato un po' troppo". Siccome tu sei sempre una persona molto sensibile e hai fatto una bellissima lettera, come si riparte e come si fa a mettere la testa sul campo dopo una tragedia come quella di Astori? BUFFON: "Beh, si riparte perchè lo impone la vita, perchè altrimenti ti lasci inevitabilmente consumare da tutte le tragedie che inevitabilmente nel corso di una vita ti sono vicine o ti labiscono. Credo che anche soprattutto per noi che siamo calciatori e abbiamo avuto l'onore di stare vicino e di conoscere una persona come Davide, visto e considerato che si faceva lo stesso lavoro, il modo migliore per ricordarlo e far sì che il suo essere sportivo possa sempre emergere e non venga mai dimenticato, è proprio quello di giocare, fare bene quello che sappiamo fare ed esaltare i valori migliori dello sport e del calcio, come in questo caso". Quel pessimismo di cui si parlava dopo la partita d'andata, tu l'hai avvertito? Come vanno le riflessioni sul futuro? BUFFON: "(sorride, ndr) Alla prima rispondo che è normale che la Juve sia circondata da pessimismo nel momento in cui si esce dal campo senza una vittoria, perchè alla fine ci siamo abituati e abbiamo abituato così bene tutti, che al primo mezzo stop, inevitabilmente qualcuno storce la bocca, senza considerare i meriti, la bravura degli avversari, delle squadre che vai a incontrari, che bene o male influenzano certi risultati. Però sappiamo anche che abbiamo le carte in regola per fare la gara giusta domani e devo dire che quando la Juve è un pochino aggredita, un pochino sofferente e perde un pochino di sangue, riesce a tirare fuori il meglio di sé. Secondariamente, per quanto riguarda le riflessioni, non ho riflessioni da fare, perchè ler riflessioni sono già state fatte, col presidente ci dobbiamo solo incontrare per definire. Penso che nell'incontro che ci sarà, più o meno le nostre idee combacino e corrispondano alla perfezione, ma questo non credo sia nè il palcoscenico, nè il momento giusto di parlare delle mie cose, ma delle cose della Juve". Se combaciano le tue idee e quelle del presidente, si possono aprire scenari di grande positività nei tifosi che possono così ipotizzare una tua permanenza alla Juventus? BUFFON: "No, che combacino, te lo dico già adesso, è sicuro. Però non è questo e anche secondo il presidente, il momento di parlarne, perchè siamo in un momento della stagione nel quale dover parlare di un singolo caso, anche se è il mio, mi sembrerebbe veramente fuori luogo, perchè ci siamo giocando tantissimo sia in Champions che in campionato e in più abbiamo anche la finale di Coppa Italia, non vorrei fare innervosire il mister (sorride, ndr)". All'andata ci sono stati episodi beffardi, il rigore sbagliato, una punizione strana per il 2-2. Queste situazioni a livello personali possono rappresentare delle motivazioni in più per archiviare ciò che è successo come semplici episodi di percorso che non hanno inciso sulla stagione? BUFFON: "Sai, sicuramente c'è una gara che si svolge, che deve essere svolta da squadra, da undici elementi che scendono in campo più gli altri che sono da supporto in panchina continentale. Poi nella gara della squadra c'è anche la gara dei singoli individui, che attraverso anche tante piccole situazioni che possono essere andate bene o meno bene, cercano di trovare gli stimoli migliori per poter performare o per dare il meglio di sé. Ma questo è un modo di approcciare il lavoro che almeno io ho sempre avuto e probabilmente è quello che mi ha portato fino a 40 anni ad essere qua, a giocare gare di questo livello. La non perfezione o il mezzo errore mi disturba talmente tanto che nella gara successiva voglio da me delle risposte, come è giusto che io dia, se ho la presunzione di pensare di essere ancora un portiere che può stare a questi livelli e fare la differenza". In questo momento magari Higuain e Dybala non sono al meglio fisicamente, ma quanto può aver pesato per Dybala quel gol segnato sul suo morale. Lo stesso per Higuain che era in dubbio e ritrova il campo... BUFFON: "Io non so se i casi singoli e in questo caso parlo del mio, può essere paragonabile agli altri, però che mi ricordi, le migliori prestazioni che ho fatto, sono state quando con la testa ho preparato la gara in un certo modo e sono stato in gara dall'inizio con la cattiveria giusta, l'entusiasmo giusto, la rabbia giusta, a prescindere da come stavo fisicamente. Perchè spesso e volentieri lo star troppo bene fisicamente ti induce ad un errore che è quello di una sottovalutazione dell'avversario, perchè stai talmente bene che ti senti invulnerabile. Lì è il momento in cui ti arriva la bacchettata sulle ditine. E visto che di bacchettate ne abbiamo prese, preferisco stare meglio di testa e preparare bene la partita, magari meno bene fisicamente, che non l'opposto". Pochettino ha paragonato Kane a Batistuta. Cosa hai imparato su di lui? Come spieghi il fatto che stia diventando uno dei migliori attaccanti al mondo? BUFFON: "Il paragone è pertinente. Come forza fisica, come strapotere fisico, come atletismo, come finalizzazione, ci sono molte analogie tra Harry e Gabriel. Kane sta vivendo da un anno e mezzo un periodo straordinario di forma fisica che, inevitabilmente, diventa psicologica. È' più facile che le cose vadano bene e che tu riesca a fare cose impensabili. Adesso è tra i 2-3 attaccanti più forti del mondo". _______ Un ricordo di Astori. ALLEGRI: "Su Davide sono state dette tante cose, tanti ricordi meravigliosi. Il pensiero va alla sua famiglia e a sua figlia che a due anni non avrà la fortuna di conoscere il padre, questa penso sia la cosa più dolorosa per la bambina. Noi dobbiamo andare avanti. Porterò Davide sempre con me, siamo cresciuti insieme ed è un dispiacere enorme". Higuain rientra oggi e Dybala non è a pieno ritmo. Puoi schierarle entrambi? ALLEGRI: "Giocano tutti e due, quindi.... Higuain ha fatto degli allenamenti differenziati, ha partecipato da due giorni con la squadra, quindi è a disposizione, pronto per giocare, così come Dybala. Dybala ha recuperato bene dalla partita con la Lazio, è un ragazzo di 24 anni. Poi domani è una partita talmente importante, talmente bella da giocare che anche se uno ha meno condizione fisica sicuramente fa la prestazione". Vedi delle analogie tra Tottenham e Napoli anche nella volontà di mantenere la filosofia di gioco al di là dei risultati. Ci sono anche delle analogie sulla Juve vista al San Paolo? ALLEGRI: "Non so come giocherà il Tottenham, visto il risultato dell'andata loro hanno più pressione perchè sono avvantaggiati, però per noi è una partita secca, è una finale, ci vorrà molta pazienza, molta tecnica, bisognerà giocare meglio tecnicamente rispetto all'andata. Se vediamo cosa abbiamo fatto all'andata, nonostante abbiamo sbagliato molto tecnicamente, abbiamo fatto diverse occasioni da gol concedendo poco a loro, credo che ci sia da vedere la partita di domani sera in modo positivo. Però bisogna far meglio tecnicamente perchè incontriamo una squadra tecnica che crea molto, che palleggia molto e quindi bisogna togliere loro un po' di palleggio". Arrivare a una partita del genere senza Cuadrado, Bernardeschi e Mandzukic non è il massimo della vita. Però nella partita più importante del campionato perse Mandzukic e recuperò all'ultimo momento Higuain e finì 1-0 per la Juventus. Non so se ci ha pensato. Vedremo anche Douglas Costa o è un cambio da tenere per la panchina? ALLEGRI: "Non ho pensato a questa cosa, una cosa da fare domani è cercare di non andare ai supplementari, quindi vincerla prima, perchè non abbiamo cambi in panchina e quindi bisognerà fare una partita diversa, diversa da quella d'andata, ma come gestualità tecnica. Domani bisogna fare una partita migliore con grande serenità e soprattutto capire che quando è il momento di difendere bisogna fare come la squadra ha sempre fatto, una buona difesa. Non bisogna pensare a quello che è successo all'andata, ma bisogna sapere che domani è una partita da vincere. Douglas Costa ci sono buone probabilità che giochi". Il Tottenham somiglia al Napoli come mentalità, stile e filosofia di gioco? ALLEGRI: "Non so, il Napoli ha un centravanti che è piccolino così e quelli ne hanno uno che è due metri, quindi già sono diversi". Parlo di mentalità. ALLEGRI: "Mentalità... dovresti chiedere a Sarri e Pochettino, non chiederlo a me perchè io non li alleno". Ha ragione Buffon quando dice che domani vincerà chi avrà più cinismo? E' un concetto giusto quello che ha espresso lui? ALLEGRI: "E' un concetto giusto perchè sono partite dove l'occasione che ti capita la devi trasformare in gol. Quando giochi queste partite di livello, devi stare comunque dentro la partita, nelle difficoltà della partita. E direi che sabato a Roma è stato un buon allenamento perchè abbiamo giocato una partita di grande difficoltà, fisica e abbiamo avuto poche occasioni, nell'ultima Paulo è stato molto bravi. Domani credo sarà una partita diversa, dove ci saranno più spazi, più possibilità di gioco, sia dall'una che dall'altra parte. Noi invece dobbiamo essere più bravi nella fase difensiva". Tu hai fatto una delle migliori partite in Champions quando hai perso a Monaco di Baviera, una partita italianissima e stupenda fino al minuto '89. Quella è la partita che pensi di poter replicare domani? ALLEGRI: "No, è impossibile. E' impossibile perchè ci sono giocatori con caratteristiche diverse, è molto semplice. Domani bisogna fare una partita un pochino più di palleggio, di avere più possesso palla e non sarà semplice. Quindi bisognerà cercare di dividere la partita in due, perchè abbiamo meno contropiedisti rispetto a quando abbiamo giocato a Monaco". Giocano Douglas Costa, Higuain e Dybala? ALLEGRI: "Dybala e Higuain sì, Douglas Costa ho detto può darsi. Può darsi che giochino tutti e tre insieme. Quei tre sono e quei tre facciamo giocare (ride, ndr). Magari tolgo un centrocampista....". Tuttojuve.com
  9. Gigi Buffon, una dolce sorpresa in panchina: gli auguri dei piccoli fan Il portiere torna tra i convocati nel match con il Chievo alla vigilia del suo 40° compleanno. Alcuni bambini al Bentegodi gli hanno fatto trovare biglietti con i loro messaggi. «Tanti auguri campione! Sei il nostro idolo. Continua a giocare stupendoci con le tue parate». E disegnini che il portierone ha molto gradito. Foto Alciato
  10. Juventus, Agnelli: «Vogliamo imporci a livello internazionale» Il presidente bianconero durante l'evento "Pergamena dello Sport 2017" a Torino: «I risultati sono conseguenza dei sacrifici dei ragazzi sul campo, del lavoro del tecnico e del suo staff e dell’intera società» TORINO - «La Juventus ambisce da sempre a imporsi livello nazionale e internazionale». Così il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, durante l'evento "Pergamena dello Sport 2017" presso il Teatro Carignano di Torino. «Nello sport - continua il numero uno del club bianconero - le sorprese non esistono. Nella vita, come nello sport, i risultati si ottengono con sacrificio, passione e abnegazione. Questo che stiamo vivendo per noi è un periodo particolarmente felice. Quello che emerge fa sembrare facile l’attività. I risultati sono conseguenza dei sacrifici dei ragazzi sul campo, del lavoro del tecnico e del suo staff e dell’intera società. Sappiamo di essere viziati per l’enorme disponibilità economica. Ma questo è anche un onere, dobbiamo essere da esempio. La lacrima di un calciatore è in mondovisione, la lacrima di un altro sportivo no. Abbiamo la responsabilità di mostrare il valore umano dello sport. La ricetta è sempre la stessa: lavorare e non mollare mai». PARLA BUFFON - All'evento era presente anche Gigi Buffon: «Consigli ai giovani? Non se ne possono dare. La ricetta precisa non c'è perché ognuno ha un'identità diversa. Una cosa che ho imparato ad apprezzare è che lo sport per me era puro diletto, poi crescendo è diventato una cosa seria. Sarà poco romantico ma è così. E come tutte le cose serie va affrontato al massimo per migliorare se stessi e nel mio caso anche il gruppo. L'unico consiglio che mi sento di dare è di affrontare le cose con serietà». Tuttosport
  11. Gigi al San Paolo: che parate! Napoli-Juventus è un big-match: la cornice ideale per esaltare Buffon Grandi attaccanti contro il portiere numero 1 al mondo. Uno dei temi della gara di venerdì sera ha già caratterizzato diverse sfide giocate a Napoli negli ultimi anni. https://twitter.com/juventusfc/status/935927988025208832
  12. Barcellona, Rakitic: "La Juve sa come giocare queste partite". Il centrocampista croato alla vigilia del match contro la squadra di Allegri: «Vogliamo arrivare fino in fondo.Buffon è unico, gli regalerei il Mondiale» TORINO - L'omaggio di Ivan Rakitic "è stato un bel regalo" per Gianluigi Buffon. Il capitano della Juventus fatica a smaltire la delusione per il sesto Mondiale sfumato. E sono in tanti a non capacitarsi della sua assenza a Russia 2018. Compreso il centrocampista croato del Barcellona che alla vigilia della sfida di Champions a Torino ha detto: «Non ho sicuramente niente da spiegare ad una leggenda del calcio come Gigi Buffon, quasi quasi mi verrebbe voglia di farlo andare al Mondiale al mio posto, mi dispiace molto che non possa avere questa ultima opportunità». https://twitter.com/gianluigibuffon/status/933060623700807680 SUPER GIGI A CENTROCAMPO? - Parole a cui il portiere ha voluto rispondere con uno scherzoso messaggio su Twitter: «Ciao Ivan Rakitic, come portiere potrei giocare ma giocare con la Croazia a centrocampo al tuo posto non sarebbe una grande idea: lo dico per il tuo bene. Scherzi a parte, le tue parole sono state un bel regalo. Grazie a te e a Jordi Alba: la mia maglia vi sta aspettando». Quasi immediata la replica di Rakitic: «La tua maglia sarà un regalo incredibile».
  13. VIDEO Le ultime - Witsel: «Il miglior allenatore? È Allegri» Marotta: «Il dopo Buffon? La Juve ha sempre avuto il portiere della nazionale...»
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