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Trovato 144 risultati

  1. Gava9496

    L'incerto Buffon cade col Bayern

    Sei giorni fa il debutto con la nuovissima maglia del Paris Saint-Germain, andando ko contro il Chambly, club di terza divisione, nella partita a porte chiuse a "Camp des Loges", subendo due gol e causando un rigore. Un debutto non perfetto per Gigi Buffon, leggenda del calcio mondiale, storico capitano della Juventus, nuovo portiere del PSG, che oggi è sceso in campo contro il Bayern Monaco nel debutto a porte aperte a livello internazionale. E anche oggi, sotto gli occhi di tutti, non ha brillato. L'INCERTO GIGI - Senza maglia della Juve non sembra lui, senza numero 1 ancora di più. Col 30 sulle spalle, risponde prima presente su Sandro Wagner, poi, sull1-0 per i parigini (rimaneggiati e senza gran parte dei titolari), si rende protagonista in negativo: uscita incerta su un calcio d'angolo tedesco e Javi Martinez che lo batte di testa. 1-1 (alla fine vincerà il Bayern per 3-1) e sostituzione al 66esimo, uscendo tra gli applausi del pubblico austriaco, che ha ammirato, nonostante tutto, il "grande vecchio". Calciomercato.com
  2. Il Psg, che da un paio d’anni si porta dietro il problema del portiere, ha a portata di mano la soluzione perfetta. Proprio con Gianluigi Buffon, che a Parigi considerano al top e pienamente integro dal punto di vista fisico: per i dirigenti parigini può giocare ancora un paio d’anni ai massimi livelli e trasmettere a un ambiente bizzoso una solida mentalità vincente. Magari per andare a conquistare insieme la Champions, cruccio sia del Psg che di Gigi. Buffon è lusingato e tentato dalla proposta e dall’interesse del club dell’emiro di Doha che ha messo il carico pesante: proposta di ingaggio da 7­8 milioni di euro, per due stagioni. E, in futuro, si intravede la possibilità che Gigi abbia un ruolo di prestigio come testimonial per il Mondiale 2022, in Qatar. Peril Psg si tratterebbe, inoltre, di un investimento più moderato rispetto ai 40 milioni per impostare l’acquisto di Donnarumma, evocato nei giorniscorsi. Manovra da escludere soprattutto se dovesse arrivare una stangata del fair­play finanziarioUefa. In questo momento il titolare al Parco dei Principi è Areola, terzo portiere della Francia di Deschamps: Buffon doserebbe le presenze e, pur diventando il nuovo numero 1, gli farebbe da chioccia. Da considerare, però, l’ostacolo della possibile lunga squalifica in Champions League di Buffon, dopo l’espulsione nella notte nera contro il Real Madrid. A mediare, tre giorni fa, è stato comunque il d.g. parigino Jean­Claude Blanc: è l’ex presidente della Juventus, legato da antica stima a Buffon. Gli ha proposto un ruolo di leadership in uno spogliatoio attraversato da molte tensioni. Buffon,richiesto anche dall’Arsenal che per ora è in una posizione più defilata, porterebbe benifici al complesso mondo Psg. Ne sono convinti a Parigi dove la personalità, l’eleganza e l’aurea dell’italiano sono considerati elementi preziosi, da farfruttare a livello planetario, sia in termini mediatici che di marketing.Certo, ci sarebbe la possibilità di incrociare la Juve in Champions, eventualità non semplice da gestire emotivamente. Fonte: La Gazzetta dello Sport Secondo fonti transalpine, a Buffon è stato già offerto un succoso biennale. Altrimenti non vanno trascurate le avance del Real Madrid dove Keylor Navas va verso una stagione da comprimario. Il problema è che Florentino Perez sta sondando anche prospetti più giovani di Buffon, con il 25enne brasiliano Alisson (Roma) e il portoghese De Gea (Manchester United, classe ’90) in prima fila. A proposito: anche i Red Devils si sono mossi tramite sondaggi. Se invece contassero le preferenze del giocatore e la quantità di club interessati, la Premier non avrebbe rivali. C’è il Liverpool che va a caccia del sostituto del tedesco Karius e con il belga Mignolet ben poco apprezzato. Controindicazione: i Reds braccano lo sloveno Oblak dell’Atletico Madrid, mentre Gigi intriga soprattutto Klopp. Il Chelsea aspetta offerte per il belga Courtois che va in scadenza nel 2019: il nome di Buffon circola anche a Stamford Bridge. A Guardiola, poi, lo juventino è sempre piaciuto: il problema è che nel Manchester City farebbe staffetta con il brasiliano Ederson, titolare fisso finora. E c’è pure chi immagina una convivenza Buffon-Neuer al Bayern. Fonte: Tuttosport
  3. Dopo i festeggiamenti, le coppe, il pullman, la gioia e la grande bellezza numero 7, da stasera la fascia passerà da Buffon a Giorgio Chiellini: il prescelto. L'inconazione potrà a partita finita, il passaggio di testimone da Gigi a Giorgio potrebbe essere lasciato alla sequenza scenica di tutto quello che accadrà nel pomeriggio di oggi, quello dell'addio di Buffon alla maglia della Juventus. Gigi qualcosa farà. Giorgione ha battagliato per quel simbolo per molti ma non per tutti. Giorgio incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano bianconero. La fascia torna quindi sul braccio di un giocatore di movimento. Di lotta e, ora, di governo. Prima di lui, nomi di grido: Del Piero, Conte e Vialli, Baggio, Tacconi, Cabrini, Scirea, Furino e risalendo fino a Boniperti passando per gli oriunti Sivori e Monti. Chiellini, del resto, anche quest'anno ha vestito in più occasioni l'abito di una parola giusta e in più la sa dire. Assieme a Gigi, che non ha mai lesinato frasi che accompagnassero la crescita del gruppo, frasi che hanno anche insegnato al guerriero di livorno come, e quando, ci si comporta nei momenti in cui la barca vacilla. [...] Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Vincere è difficile, ripetersi lo è di più. Farlo per sette volte di fila, come voi, è leggendario! Grazie Gigi! Grazie Giorgio! Grazie Claudio! Grazie Andrea! Grazie Stephan! Un grazie speciale a voi 5, magnifici protagonisti di 7 anni di imprese straordinarie!
  5. A invocare l'omaggio per il portiere, che subito dopo l'eliminazione non ha fatto mancare le critiche all'operato dell'arbitro, è stata la curva con un coro Tutti in piedi all'Allianz Stadium per capitan Buffon. Al capitano della Juventus, espulso per le proteste dopo il discusso rigore che ha eliminato la squadra dalla Champions League contro il Real Madrid, è stata tributata una vera e propria standing ovation dal pubblico bianconero, che ha anche accolto il suo primo intervento contro la Sampdoria con un lungo applauso. A invocare l'omaggio per il portiere, che subito dopo l'eliminazione non ha fatto mancare le critiche all'operato dell'arbitro, è stata la curva con un coro. Tuttosport.com
  6. Batik

    Bruce Grobbelaar, la Roma e... la Juventus

    Ragazzi, riporto questa intervista al mitico Bruce Grobbelaar che ci riguarda da molto vicino. Leggetela, ne vale la pena. ________________________________ La Roma ha pescato il Liverpool nel sorteggio delle semifinali in Champions League. Sarà la rivincita della finale del 1984, persa in finale ai rigori dai giallorossi all'Olimpico. Il protagonista fu Bruce Grobbelaar, che ipnotizzò Bruno Conti e Ciccio Graziani con la "danza dello spaghetto". L'ex portiere dei Reds ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica: "Anche stavolta vincerà il Liverpool e poi anche la finale. Sono passato alla storia come un clown? Ma sono ancora qui che rido. Non so come mi saltò in mente quel balletto, improvvisai. Mi sentivo le gambe come due spaghetti flosci, anche la rete sembrava uno spaghetto e così la mangiai. I fotografi erano impazziti, io strizzavo l'occhio e scuotevo la testa. Così Bruno Conti sbagliò, forse per colpa mia. Mi misi a ballare come negli anni Sessanta, le mani sulle ginocchia, sapete, quando poi si incrociano. Dovevo tenere i piedi sulla linea di porta, non avevo molta scelta e funzionò. Si capiva che erano nervosi. Ricordo che Conti saltellava e Graziani prese il pallone dicendo qualcosa all'arbitro, poi si fece il segno della croce prima di calciare. Io ormai ci avevo preso gusto e ridevo: tirò alto. Non ho fatto neanche una parata in quei rigori, ma ho fatto qualcosa di meglio e di più difficile: ho paralizzato la Roma. E comunque giocammo molto bene, eravamo la migliore squadra d'Europa. Voi ricordate solo il balletto, però quel Liverpool era formidabile: Souness, Kennedy, Ian Rush". "Un anno dopo, l'Heysel. Pensai di smettere col calcio, non lo feci solo per l'aiuto della mia famiglia. Ma la strage fu provocata dai fascisti di Londra, non dai nostri tifosi, sono sicuro di questo. Come sono sicuro che non si doveva giocare, ma che la Juve vinse meritatamente una gara vera e festeggiò come doveva". "Real Madrid-Juventus? Il portiere ha sempre ragione e Buffon più di tutti. Nessuno come lui, ma io amavo Zoff". "Roma-Barcellona? Non ho visto la partita d'andata, però che noia il Barcellona. Sono contento che qualcuno l'abbia eliminato: il calcio è velocità, corsa, cross e tiri, non palleggio infinito, anche se ormai gli spagnoli hanno un po' cambiato il loro modo di giocare. Il calcio è quello del mio vecchio Liverpool e anche del Liverpool di oggi. Uno spettacolo. Il calcio è una faccenda inglese, mica per niente l'hanno inventato loro". "Salah? Bisogna essere matti per vendere un giocatore del genere, oppure aver bisogno di molti soldi". "Mi piace ancora il calcio, soprattutto quello dei ragazzi. Fino a gennaio ho allenato i portieri dell'Ottawa Fury, in Canada, poi ho smesso. Ma il football rimane assai migliore di tutto quello che lo circonda, e di certa gente. Mi accusarono di partite truccate e i giudici mi hanno portato via tutto, ma alla fine nessuno ha saputo dimostrare la mia colpevolezza per il semplice fatto che ero innocente. Non sono ricco, ma va bene così. Ha fatto anche il concorrente di un reality per cuochi, non mi sono mai vergognato di niente in vita mia. Quando ero in guerra dicevo ai compagni che un giorno avrei giocato in Europa e loro mi rispondevano sì, sogna pure che magari stasera una granata ti stacca la testa. Ho combattuto la guerra civile in Rhodesia, come si chiamava allora, a 18 anni ho ucciso il mio primo nemico, ho rischiato la paralisi per colpa della poliomielite: quando vivi e superi tutto questo, o diventi matto oppure hai solo voglia di ridere. E poi parliamo di calcio, ragazzi. Una magnifica fesseria". cm.com
  7. mt_196

    Sicurezza del portiere

    In questo finale di stagione, sono l'unico che si sente più sicuro con Szceszny tra i pali? Sono l'unico a crede che due o tre interventi che ha fatto ieri bloccando un bel tiro da fuori e uno sul suo primo palo, per niente facili, avrebbero portato a due calci d'angolo con Buffon con conseguente pericolo? (come poi è successo contro il Milan in cui bastava uscire su quella palla vagante nell'area piccola in cui nessun attaccante del Milan ci è andato e Lichtsteiner si è trovato in difficoltà e ha dovuto concedere l'angolo). Sono l'unico a pensare che nella partita dell'impresa bisognerà portare i più reattivi e motivati, coloro che ci daranno almeno l'1% di possibilità di riuscire? EDIT: come richiesto ho messo anche il sondaggio
  8. Era un anno fa e le stelle erano accese, non come in questa notte di pioggia e vento freddo: PauloDybala si presentò al mondo, a Messi, con una doppietta memorabile. Due mancini affiliati nell’andata dei quarti di Champions contro il Barcellona di Leo,suo modello e ispirazione. Sembrava l’inizio dell’ascensione verso le altezze dei top mondiali e, invece, 365 giorni il mondo si è rovesciato: dopo, due non sono i gol ma i cartellini, gialli e sventolati sotto al muso di Paulo. Uno per simulazione, l’altro perscarpata nel costato di Carvajal. E se nell’aprile del 2017 questa gente si spellava le mani per lui, adesso tutto l’Allianz ha scelto di stare in piedi davanti a re Cristiano. Alla fine dei conti, è stato un inchino generale a cui ha partecipato anche Dybala: le vette di Ronaldo sono inarrivabili davvero. Ma Paulo non dovrà deprimersi per questa espulsione: ha tutto per salire ancora di livello e restano obbiettivi nel mirino. Dal settimo scudetto da regalare alla sua Signora al Mondiale da prendersi oltre lo scetticismo di Sampaoli. Ci aveva provato pure su punizione, dalla amata mattonella, la stessa in cui in campionato Paulo non sbaglia quasi mai. Il sinistro europeo è stato deviato dalla barriera, ha fatto un giro beffardo ed è uscito di niente: da questi dettagli, prima di innervosirsi inutilmente, Paulo aveva capito l’andazzo. E così da fuori ha poi visto il resto dalla grandinata, il 3-0 di Marcelo e l’addio del suo capitano al sogno più grande. Molto probabilmente Gigi Buffon chiuderà la carriera senza una Champions League, ingiustizia della vita e del calcio. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Può essere l’ultimo Juve-Milan del suo campionato, se dal campo o dalla panchina lo sapremo con certezza solo nei prossimi giorni. Come può essere stata, quella di Wembley, la sua ultima trasferta con la Nazionale. Gigi Buffon sta per chiudere e siccome con la maglia azzurra non è stata una stagione troppo gratificante, questi ultimi mesi, questa ultima Juve-Milan, possono significare molto per il capitano degli azzurri e dei bianconeri. L’incrocio di sabato sera è di quelli che chiudono storie di vent’anni e ne aprono altre che si annunciano promettenti. Storie diverse, da vivere senza maglietta e pantaloncini corti, ma con la disivisa del club. Si abbracceranno Gigi Buffon e Rino Gattuso, i cui destini, prima di incrociarsi all’Allianz Stadium, si legarono nell’ultima gloriosa notte del calcio italiano, quella di Berlino, nel 2006. Due campioni del mondo, gente di cui eravamo e siamo orgogliosi.Juve-Milan pesa tanto sul campionato, per lo scudetto e per la Champions. Se i campioni d’Italia battono anche i rossoneri volano verso il settimo, il Milan è l’ultimo grande ostacolo sulla strada dello scudetto. Gigi non vuole fermarsi ora, sa che per il suo grande finale servono vittorie di prestigio, la prossima col Milan, poi ci sarà il Real Madrid. E in fondo ci sarà ancora il Milan, nella finale di Coppa Italia. Non ha ancora vinto, ma vuole vincere. Tutto. E poi? Poi si fermerà per qualche giorno, riunirà la sua grande e larga famiglia, parlerà a se stesso, e solo dopo comunicherà la decisione. Visto a Manchester davanti al suo compagno Higuain, non c’è una ragione tecnica per mettersi da parte. Buffon è ancora il numero uno dei numeri uno, può dare ancora un bel po’ di sé. Ma da ora in poi vuole tenerlo per sé. Il Corriere dello Sport
  10. Il capitano si arrende solo nel finale, dopo aver tenuto in piedi gli azzurri. Non è ancora il tempo di Donnarumma e gli altri...Nella serata che doveva aprire le porte al rinnovamento, infatti, è toccato al capitano azzurro il ruolo di migliore in campo. Su Otamendi, Di Maria, Tagliafico, Higuain e Perotti è stato superlativo, anche se poi si è dovuto inchinare a due frecce argentine. A tradire, infatti, sono stati altri, anche se probabilmente non è questa la sera adatta a fare processi.Una cosa però è certa: abbiamo capito perché Gigi Di Biagio ha voluto tirare fuori dalla sua tristezza azzurra Buffon. Lasciamo stare la retorica, il fatto che un portiere del genere finisse con una eliminazione dolorosa e via masticando luoghi comuni. No, c’è stato bisogno di Buffon perché al momento il portiere della Juventus – «Non proprio una squadra di quinta fascia», come ha chiosato lo stesso Gigi alla vigilia – è ancora il numero uno in Italia. A 40 anni, infatti, il portiere ha dimostrato come l’anagrafe a volte può essere una convenzione utile per i documenti. Di Biagio ha avuto bisogno di Gigi perché aveva paura che, con altri estremi difensori, la nuova Italia si sarebbe squagliata. Giusto così? Non avremo mai la controprova, ma ci accontentiamo della prova: Buffon migliore in campo. D’altronde lo stesso capitano alla vigilia era stato chiaro: «Sono qui perché credo di poter essere ancora utile». Vero, e se l’Argentina ha creato breccia nel forte solo nel finale, è perché tanti dei suoi campioni sono stati ipnotizzati dal trovarsi di fronte il Portiere, quello con la «P» maiuscola; capace di compiere una gran parata su Higuain e poi, pochi secondi più tardi, abbracciarlo e andargli a sussurrare qualcosa all’orecchio sorridendo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Il progetto, molto presunto, di “scalare” le gerarchie societarie fino ad affiancare Pavel Nedved alla vicepresidenza o salire ancor più su resta lì. Questione di indiscrezioni su ciò che sarà di Gigi Buffon, mentre la stagione chiama il capitano juventino a restare sul pezzo, come sempre. E siccome l’annata vede la Juventus in corsa su tutto, i discorsi legati al futuro del portiere/leggenda sembrano farsi da parte. E’ un’apparenza, perché il tema è bello caldo. Buffon, in ultimo nel pre-Tottenham, sostiene che con il presidente Andrea Agnelli s’è già deciso cosa fare e comunque non sarebbe questo il momento più adatto per approfondire la questione. La realtà racconta che il numero 1 non può non pensare a cosa accadrà di qui a giugno. E soprattutto non è tramontata l’ipotesi secondo la quale a fine stagione le scarpette saranno appese al chiodo e i guanti custoditi in una teca speciale. Gigi non vuole mollare, nel mezzo di una stagione che può riservare parecchie soddisfazioni. Però la tentazione di mollare resiste e la convocazione in Nazionale per le amichevoli contro Argentina e Inghilterra entra nel dibattito. Già, le chiacchiere di chi non ha gradito la conferma di Buffon perché dare spazio al ricambio sarebbe l’opzione preferibile non hanno lasciato indifferente il capitano della Juve. E le maldicenze di coloro che, dimenticando le prodezze sciorinate dal carrarese in carriera, hanno condannato il modo in cui è stata piazzata la barriera anti Eriksen nell’andata degli ottavi di Champions? Tutto fa brodo perché il portiere faccia le sue accurate valutazioni. Fonte: Libero
  12. giacheto99

    Un altro anno per Buffon: favorevoli o contrari?

    Cosa ne pensate della possibilità che Buffon prolunghi la sua esperienza in Bianconero per un altro anno? Vi chiedo di valutare non solo in base al passato glorioso di Gigi, ma anche al bene della squadra che ha in Szczesny una valida alternativa.
  13. Dalla pancia del suggestivo Stadio di Wembley, Massimiliano Allegri e Gianluigi Buffon presentano la grande sfida di domani sera contro il Tottenham nella consueta conferenza stampa Uefa. Tuttojuve.com riporta integralmente le dichiarazioni del tecnico e del Capitano della Juventus: Volevo chiederle cosa significa per lei giocare a Wembley. Il Tottenham ha un pochino di vantaggio, ma con la vostra esperienza cosa pensate di poter fare domani? BUFFON: "Buonasera. Sì, sicuramente è una sfida molto accattivante, dovuta al fatto che si gioca in uno stadio e in un teatro storicamente incredibile e poi dovuta al fatto che noi dobbiamo cercare di conquistarci questa qualificazione che visto il risultato dell'andata, ma anche la forza dell'avversario, sembra un pochino in salita. Ma sai, delle volte le cose in discesa fregano più di quelle in salita". Qual è il tuo stato d'animo prima di questa partita. Si è detto che potrebbe essere l'ultima in Champions. Ci avevi pensato o è un pensiero che non ti sfiora? BUFFON: "No, devo dire la verità che no mi ha sfiorato il pensiero, anche perchè sono ottimista per natura. Mi auguro che almeno per quest'anno non sia l'ultima nè per me, nè per la Juve, che ce ne siano tante altre più importanti". Lei ha detto che sarà una partita forse in salita. Quale sarà secondo lei l'approccio del Tottenham? BUFFON: "Secondo me il Tottenham è una squadra che ha delle caratteristiche, un assetto e un modo di giocare collaudati, quindi farà la partita che è capace di fare, quindi con un calcio propositivo, un calcio d'attacco, un calcio fisico e tecnico, che ci metterà sicuramente in difficoltà, però è anche un calcio che concede ogni tanto agli avversari l'opportunità di poter avere delle occasioni favorevoli da rete. Quindi credo che si assisterà a una partita molto bella e molto equilibrata, nella quale il cinismo, chi sarà la squadra che risulterà più cinica, vincerà la gara e prenderà la qualificazione". Nel 2018 avete sempre vinto e mai preso gol, tranne che con il Tottenham. E' una coincidenza? O è il confronto internazionale che mette a nudo una differenza che ancora c'è? BUFFON: "No, penso che non sia una coincidenza, nel senso che la nostra compattezza e la nostra fase difensiva, a tutti i livelli, è e rimarrà sempre una delle migliori in assoluto, di questo ne sono certo e lo dicevo anche a inizio stagione nel momento in cui molti di noi e la squadra stessa veniva attaccata per i gol subiti. Però ci sono anche gli avversari, le qualità dell'avversario e le caratteristiche. Il Tottenham è una squadra veramente prettamente offensiva e ha proprio nei giocatori d'attacco le armi migliori. Poi quando puoi disporre di gente come Kane, Dele Alli, Eriksen e questa gente qua, insomma, ci sta il golletto ci scappi. Due magari è stato un po' troppo". Siccome tu sei sempre una persona molto sensibile e hai fatto una bellissima lettera, come si riparte e come si fa a mettere la testa sul campo dopo una tragedia come quella di Astori? BUFFON: "Beh, si riparte perchè lo impone la vita, perchè altrimenti ti lasci inevitabilmente consumare da tutte le tragedie che inevitabilmente nel corso di una vita ti sono vicine o ti labiscono. Credo che anche soprattutto per noi che siamo calciatori e abbiamo avuto l'onore di stare vicino e di conoscere una persona come Davide, visto e considerato che si faceva lo stesso lavoro, il modo migliore per ricordarlo e far sì che il suo essere sportivo possa sempre emergere e non venga mai dimenticato, è proprio quello di giocare, fare bene quello che sappiamo fare ed esaltare i valori migliori dello sport e del calcio, come in questo caso". Quel pessimismo di cui si parlava dopo la partita d'andata, tu l'hai avvertito? Come vanno le riflessioni sul futuro? BUFFON: "(sorride, ndr) Alla prima rispondo che è normale che la Juve sia circondata da pessimismo nel momento in cui si esce dal campo senza una vittoria, perchè alla fine ci siamo abituati e abbiamo abituato così bene tutti, che al primo mezzo stop, inevitabilmente qualcuno storce la bocca, senza considerare i meriti, la bravura degli avversari, delle squadre che vai a incontrari, che bene o male influenzano certi risultati. Però sappiamo anche che abbiamo le carte in regola per fare la gara giusta domani e devo dire che quando la Juve è un pochino aggredita, un pochino sofferente e perde un pochino di sangue, riesce a tirare fuori il meglio di sé. Secondariamente, per quanto riguarda le riflessioni, non ho riflessioni da fare, perchè ler riflessioni sono già state fatte, col presidente ci dobbiamo solo incontrare per definire. Penso che nell'incontro che ci sarà, più o meno le nostre idee combacino e corrispondano alla perfezione, ma questo non credo sia nè il palcoscenico, nè il momento giusto di parlare delle mie cose, ma delle cose della Juve". Se combaciano le tue idee e quelle del presidente, si possono aprire scenari di grande positività nei tifosi che possono così ipotizzare una tua permanenza alla Juventus? BUFFON: "No, che combacino, te lo dico già adesso, è sicuro. Però non è questo e anche secondo il presidente, il momento di parlarne, perchè siamo in un momento della stagione nel quale dover parlare di un singolo caso, anche se è il mio, mi sembrerebbe veramente fuori luogo, perchè ci siamo giocando tantissimo sia in Champions che in campionato e in più abbiamo anche la finale di Coppa Italia, non vorrei fare innervosire il mister (sorride, ndr)". All'andata ci sono stati episodi beffardi, il rigore sbagliato, una punizione strana per il 2-2. Queste situazioni a livello personali possono rappresentare delle motivazioni in più per archiviare ciò che è successo come semplici episodi di percorso che non hanno inciso sulla stagione? BUFFON: "Sai, sicuramente c'è una gara che si svolge, che deve essere svolta da squadra, da undici elementi che scendono in campo più gli altri che sono da supporto in panchina continentale. Poi nella gara della squadra c'è anche la gara dei singoli individui, che attraverso anche tante piccole situazioni che possono essere andate bene o meno bene, cercano di trovare gli stimoli migliori per poter performare o per dare il meglio di sé. Ma questo è un modo di approcciare il lavoro che almeno io ho sempre avuto e probabilmente è quello che mi ha portato fino a 40 anni ad essere qua, a giocare gare di questo livello. La non perfezione o il mezzo errore mi disturba talmente tanto che nella gara successiva voglio da me delle risposte, come è giusto che io dia, se ho la presunzione di pensare di essere ancora un portiere che può stare a questi livelli e fare la differenza". In questo momento magari Higuain e Dybala non sono al meglio fisicamente, ma quanto può aver pesato per Dybala quel gol segnato sul suo morale. Lo stesso per Higuain che era in dubbio e ritrova il campo... BUFFON: "Io non so se i casi singoli e in questo caso parlo del mio, può essere paragonabile agli altri, però che mi ricordi, le migliori prestazioni che ho fatto, sono state quando con la testa ho preparato la gara in un certo modo e sono stato in gara dall'inizio con la cattiveria giusta, l'entusiasmo giusto, la rabbia giusta, a prescindere da come stavo fisicamente. Perchè spesso e volentieri lo star troppo bene fisicamente ti induce ad un errore che è quello di una sottovalutazione dell'avversario, perchè stai talmente bene che ti senti invulnerabile. Lì è il momento in cui ti arriva la bacchettata sulle ditine. E visto che di bacchettate ne abbiamo prese, preferisco stare meglio di testa e preparare bene la partita, magari meno bene fisicamente, che non l'opposto". Pochettino ha paragonato Kane a Batistuta. Cosa hai imparato su di lui? Come spieghi il fatto che stia diventando uno dei migliori attaccanti al mondo? BUFFON: "Il paragone è pertinente. Come forza fisica, come strapotere fisico, come atletismo, come finalizzazione, ci sono molte analogie tra Harry e Gabriel. Kane sta vivendo da un anno e mezzo un periodo straordinario di forma fisica che, inevitabilmente, diventa psicologica. È' più facile che le cose vadano bene e che tu riesca a fare cose impensabili. Adesso è tra i 2-3 attaccanti più forti del mondo". _______ Un ricordo di Astori. ALLEGRI: "Su Davide sono state dette tante cose, tanti ricordi meravigliosi. Il pensiero va alla sua famiglia e a sua figlia che a due anni non avrà la fortuna di conoscere il padre, questa penso sia la cosa più dolorosa per la bambina. Noi dobbiamo andare avanti. Porterò Davide sempre con me, siamo cresciuti insieme ed è un dispiacere enorme". Higuain rientra oggi e Dybala non è a pieno ritmo. Puoi schierarle entrambi? ALLEGRI: "Giocano tutti e due, quindi.... Higuain ha fatto degli allenamenti differenziati, ha partecipato da due giorni con la squadra, quindi è a disposizione, pronto per giocare, così come Dybala. Dybala ha recuperato bene dalla partita con la Lazio, è un ragazzo di 24 anni. Poi domani è una partita talmente importante, talmente bella da giocare che anche se uno ha meno condizione fisica sicuramente fa la prestazione". Vedi delle analogie tra Tottenham e Napoli anche nella volontà di mantenere la filosofia di gioco al di là dei risultati. Ci sono anche delle analogie sulla Juve vista al San Paolo? ALLEGRI: "Non so come giocherà il Tottenham, visto il risultato dell'andata loro hanno più pressione perchè sono avvantaggiati, però per noi è una partita secca, è una finale, ci vorrà molta pazienza, molta tecnica, bisognerà giocare meglio tecnicamente rispetto all'andata. Se vediamo cosa abbiamo fatto all'andata, nonostante abbiamo sbagliato molto tecnicamente, abbiamo fatto diverse occasioni da gol concedendo poco a loro, credo che ci sia da vedere la partita di domani sera in modo positivo. Però bisogna far meglio tecnicamente perchè incontriamo una squadra tecnica che crea molto, che palleggia molto e quindi bisogna togliere loro un po' di palleggio". Arrivare a una partita del genere senza Cuadrado, Bernardeschi e Mandzukic non è il massimo della vita. Però nella partita più importante del campionato perse Mandzukic e recuperò all'ultimo momento Higuain e finì 1-0 per la Juventus. Non so se ci ha pensato. Vedremo anche Douglas Costa o è un cambio da tenere per la panchina? ALLEGRI: "Non ho pensato a questa cosa, una cosa da fare domani è cercare di non andare ai supplementari, quindi vincerla prima, perchè non abbiamo cambi in panchina e quindi bisognerà fare una partita diversa, diversa da quella d'andata, ma come gestualità tecnica. Domani bisogna fare una partita migliore con grande serenità e soprattutto capire che quando è il momento di difendere bisogna fare come la squadra ha sempre fatto, una buona difesa. Non bisogna pensare a quello che è successo all'andata, ma bisogna sapere che domani è una partita da vincere. Douglas Costa ci sono buone probabilità che giochi". Il Tottenham somiglia al Napoli come mentalità, stile e filosofia di gioco? ALLEGRI: "Non so, il Napoli ha un centravanti che è piccolino così e quelli ne hanno uno che è due metri, quindi già sono diversi". Parlo di mentalità. ALLEGRI: "Mentalità... dovresti chiedere a Sarri e Pochettino, non chiederlo a me perchè io non li alleno". Ha ragione Buffon quando dice che domani vincerà chi avrà più cinismo? E' un concetto giusto quello che ha espresso lui? ALLEGRI: "E' un concetto giusto perchè sono partite dove l'occasione che ti capita la devi trasformare in gol. Quando giochi queste partite di livello, devi stare comunque dentro la partita, nelle difficoltà della partita. E direi che sabato a Roma è stato un buon allenamento perchè abbiamo giocato una partita di grande difficoltà, fisica e abbiamo avuto poche occasioni, nell'ultima Paulo è stato molto bravi. Domani credo sarà una partita diversa, dove ci saranno più spazi, più possibilità di gioco, sia dall'una che dall'altra parte. Noi invece dobbiamo essere più bravi nella fase difensiva". Tu hai fatto una delle migliori partite in Champions quando hai perso a Monaco di Baviera, una partita italianissima e stupenda fino al minuto '89. Quella è la partita che pensi di poter replicare domani? ALLEGRI: "No, è impossibile. E' impossibile perchè ci sono giocatori con caratteristiche diverse, è molto semplice. Domani bisogna fare una partita un pochino più di palleggio, di avere più possesso palla e non sarà semplice. Quindi bisognerà cercare di dividere la partita in due, perchè abbiamo meno contropiedisti rispetto a quando abbiamo giocato a Monaco". Giocano Douglas Costa, Higuain e Dybala? ALLEGRI: "Dybala e Higuain sì, Douglas Costa ho detto può darsi. Può darsi che giochino tutti e tre insieme. Quei tre sono e quei tre facciamo giocare (ride, ndr). Magari tolgo un centrocampista....". Tuttojuve.com
  14. Gigi Buffon e il Papu Gomez, capitani di Juventus e Atalanta, amici prima ancora che avversari per 90 minuti, leader e icone che si rispettano reciprocamente. O forse c’è qualcosa di più perché il post dell’attaccante atalantino per i quaran’anni del portiere è stato una vera e propria celebrazione mista ad ammirazione del monumento Buffon. Con la foto insieme al figlio, entrambi con indosso la maglia ufficiale di SuperGigi, il Papu scriveva: «Un giorno racconterò a Bauti, mio figlio, chi è stato il più forte portiere della storia del calcio. Auguri Buffon». Ironia della sorte, l’argentino ha vissuto sulla propria pelle la grandezza del portiere bianconero, che gli ha parato qualche giorno dopo il rigore nella semifinale d’andata di Coppa Italia. Si ritroveranno di nuovo stasera, sfida di campionato in attesa del ritorno di Coppa Italia, mercoledì sera. E il Papu Gomez ci riproverà a superare la “montagna”: nella sua lunga militanza italiana soltanto in una occasione è riuscito a trafiggere Buffon. Era la primavera del 2011 e vestiva la maglia del Catania: in trasferta a Torino ha segnato di destro il gol del 2-2 finale. Per il resto SuperGigi è sempre riuscito ad “annullare” la pericolosità e i colpi di genio dell’avversario. E se Marotta quest’estate ha suggerito al Papu Gomez di prendere esempio da Buffon su come fare il capitano e supportare i compagni (si era nel clou della querelle per Spinazzola), il bianconero dovrebbe invece farsi consigliare dall’atalantino sulle fasce da esibire. Il Papu ne ha una collezione davvero originale, da Halloween a Papa Francesco, dalla festa della mamma a SpiderMan e Holly e Benji: sono ideate e disegnate dalla moglie Linda, un suggerimento per Ilaria D’Amico... Fonte: Tuttosport
  15. Ilaria D’Amico, presentatrice di «Sky Calcio Show» e compagna di Gigi Buffon, ha rilasciato un’intervista al settimanale «F», in edicola da oggi. Ecco alcuni stralci. Il dopo carriera: «Gigi è preparato, da tempo immagina questo momento. Sa benissimo che nulla gli darà più quell’adrenalina che gli ha regalato il suo mestiere. C’è però tutta un’altra vita di cui ha molta fame. Gli obiettivi sono fondamentali. Se oggi non gliene restassero, penso alla Champions, avrebbe già smesso di giocare». La D’Amico ha poi raccontato le ore successive alla mancata qualificazione al Mondiale, dopo lo 0-0 con la Svezia a Milano: «I minuti prima del fischio finale sono stati i peggiori. Guardavo Gigi e pensavo: “Questa sarà una mazzata...”. Il mutismo di quel viaggio di ritorno in macchina non lo dimenticherò mai. Gigi era un uomo dilaniato. Il giorno dopo l’ho portato a pranzo in una cascina fuori Milano. Noi che di carattere siamo chiacchieroni, abbiamo scambiato sì e no tre parole, poi abbiamo vagato nei campi dietro la Martesana. Io ho continuato a piangere senza che lui mi vedesse». La Gazzetta dello Sport
  16. Gianluigi Buffon. Una roba intima: una trentina di invitati, fra cui ovviamente la compagna Ilaria D’Amico, le sorelle di Gigi e una manciata degli amici più intimi, con i quali il portiere ha voluto stare insieme nel giorno in cui ha scollinato un compleanno di quelli importanti. Soprattutto se sei ancora un atleta professionista e ancora al top del mondo nel ruolo. Non capita a tutti, è un ristretto club di fenomeni che include Tom Brady nel football americano, Valentino Rossi nel Moto Gp, Manuel Ginobili nel basket o il giovane (ne appena... 37) Roger Federer nel tennis. Buffon ha ricevuto, a pieno titolo, la tessera domenica e quando ha brindato, al termine della cena e un paio di bicchieri di rosso, ha spiegato ai suoi commensali: «Io mi sento di giocare ancora una stagione, forse addirittura due. Vorrei proprio scendere ancora in campo nella prossima stagione». Applausi. Cin cin. Auguri. E poi tutti a nanna, perché se Buffon è arrivato a quarant’anni con la possibilità di esprimere un desiderio come quello spegnendo quattro enormi candeline blu, una per ogni decennio, è anche perché ha sempre condotto una vita da atleta concedendosi pochissime eccezioni. Insomma dopo la torta di Superman, la festa è finita, anche se nella nebbia milanese è rimasto sospeso il desiderio di Gigi, che già era emerso (anche se non in modo così esplicito) nella lunga settimana di festeggiamenti per i suoi quarant’anni. Settimana che, per inciso, è risultata un po’ stucchevole per il portiere, molto più tendente alla sobrietà rispetto all’esuberante gioventù. Meno male che alla fine della settimana dei quarant’anni c’è subito il campo e una sfida spinosa e importate come la semifinale di andata di Coppa Italia, con la quale la Juventus di Allegri vuole iniziare a conquistare la quarta finale di Coppa Italia consecutiva, nell’ottica cannibale che contraddistingue il modus vivendi bianconero. Anzi, proprio Allegri ieri ha bonariamente rimbrottato Buffon che, nella chiacchierata con l’agiografico Fazio, aveva espresso il sogno di rigiocare la finale di Cardiff. «Non stia a pensare a Cardiff, pensi a Kiev», sede della prossima finale di Champions League, che la Juventus sta puntando proprio dalla terrificante notte gallese. Sarà per questo che vuole concedersi un altro anno per provarci, continuando a giocare anche nella prossima stagione? In realtà il desiderio di continuare nasce dal sentirsi ancora bene sotto il profilo psicofisico. Fonte: Tuttosport
  17. Gigi Buffon, una dolce sorpresa in panchina: gli auguri dei piccoli fan Il portiere torna tra i convocati nel match con il Chievo alla vigilia del suo 40° compleanno. Alcuni bambini al Bentegodi gli hanno fatto trovare biglietti con i loro messaggi. «Tanti auguri campione! Sei il nostro idolo. Continua a giocare stupendoci con le tue parate». E disegnini che il portierone ha molto gradito. Foto Alciato
  18. L’Uefa ha redatto la statistica prendendo in considerazione soltanto i portieri che hanno mantenuto inviolata la porta per almeno 10 partite in tutte le competizioni. E il polacco vanta una media impressionante: con il 71,4 per cento di inviolabilità supera mostri sacri come Ter Stegen, portiere del Barcellona, o David de Gea, che difende la porta del Manchester United, Jan Oblak dell’Atletico Madrid e Thibaut Courtois del Chelsea, ma anche l’enfant prodige del calcio italiano Gigi Donnarumma, soltanto 14° con il 40%. Del resto, nelle nove partite consecutive - tra dicembre e gennaio - in cui ha difeso la porta bianconera Szczesny ha subito appena una rete, dall’ex Martin Caceres in Verona-Juventus alla vigilia di San Silvestro. E nelle cinque partite precedenti in cui ha preso il posto di Buffon, è stato superato 5 volte, per un totale di 6 reti subite in 14 presenze a dispetto delle 17 reti incassate dal capitano bianconero in 16 partite. Non solo. Szczesny continua a stupire e conquistare la fiducia di tutti, dalla dirigenza allo staff tecnico ai tifosi della Juventus. Dopo il successo per 1-0 contro il Genoa, il polacco è diventato il portiere che, nella storia del club bianconero, ha ottenuto 10 “clean sheet” (gare senza subire gol) nel minore numero di partite, 14 in tutte le competizioni della stagione. Insomma, è bastato poco a Szczesny per imporsi sul palcoscenico internazionale, ma adesso che torna Gigi Buffon il polacco rivede la panchina. Su questo punto Massimiliano Allegri è stato chiaro («Quando tornerà, il titolare è Buffon»). Una concorrenza che può fare bene a entrambi, anche se il polacco dimostra di avere una grande umiltà nonostante i numeri della sua stagione. «Non c’è nessuna vergogna nel fare il secondo di Buffon - ha detto in una recente intervista -. Ho fatto una scelta non per questa stagione, anche se sto giocando più di quel che pensassi, ma per i prossimi dieci anni. E’ una grande esperienza di vita allenarmi insieme con Gigi, ma io non sono ancora alla sua altezza, devo alzare il mio livello. I due portieri sono amici: in questo periodo proprio Buffon è stato il primo sostenitore di Szczesny, dandogli preziosi consigli e supportandolo nel periodo in cui è stato titolare. Il capitano ha pure speso parole importanti per il suo vice, di fatto indicandolo come suo erede alla Juventus quando lui deciderà di ritirarsi. Fonte: Tuttosport
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