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  1. Sfumato il Manchester, che alla fine si è tenuto Pogba, restano ancora due squadre sulle tracce di Milinkovic Savic: Juventus e Real Madrid. Ieri ha parlato il presidente blanco Florentino Perez. Lo ha fatto alla presentazione di Thibaut Courtois, sbarrando il passo a chi vorrebbe strappargli altri fuoriclasse: «La storia del Bernabeu merita i più forti giocatori al mondo», ha sottolineato. Un riferimento a chi ha già in casa e, al tempo stesso, a chi potrebbe arrivare. Come Milinkovic Savic, per esempio, visto che a centrocampo si è aperto un buco con il trasferimento di Kovacic al Chelsea. Ma non c’è soltanto il serbo nei pensieri madridisti, visto che un altro giocatore che piace parecchio è Miralem Pjanic, Il bosniaco è sempre stato nei pensieri di molte big europee, ma con il Manchester City fuorigioco causa stop alle operazioni, sullo sfondo rimangono il Paris Saint Germain e in maniera minore il Barcellona .Per quanto riguarda Pjanic, la Juventus lo ha sempre detto: non si muove, a meno che non arrivi un’offerta a tripla cifra. Una somma che, se si concretizzasse, la società bianconera metterebbe a bilancio per andare all’assalto di Milinkovic Savic, chiudendo così il cerchio. Uno scenario in cui però bisognerà fare inesorabilmente i conti con Claudio Lotito, un osso sempre duro da affrontare. Una partita a scacchi su cui la Juventus si muoverà fino a venerdì 17, giorno in cui il mercato chiude in Italia. Ma una partita a scacchi che non può prescindere - ripetiamo - dall’eventuale cessione di Pjanic. E una Juventus con il bosniaco è comunque tutt’altro da disprezzare. Fonte: Tuttosport
  2. Una strategia che la società sta pianificando, anche per il 2019, per uno dei tre colpi di mercato di cui sono state poste le fondamenta. Nello specifico parliamo di Rabiot, giocatore che la Juve segue da molto tempo. Rabiot ha il contratto in scadenza, i bianconeri si stanno muovendo perchè la prossima settimana possa arrivare a Torino a costo zero. Una situazione che però potrebbe cambiare se arrivasse un'offerta monstre per Pjanic, oppure se fossero recepiti i sondaggi di altri club a Parigi (indiziato il Milan). A quel punto la Juventus potrebbe farsi sotto per avere subito Rabiot, valutato 50 milioni.Un 2019 che potrà andare incontro a un ulteriore ringiovamento, alla ricerca di elementi di qualità. Come Antonino La Gumina. Il centravanti è atteso al debutto in serie A con l'Empoli, che ha pagato 9 milioni per averlo. Il presidente Fabrizio Corsi: "Non c'è stata nessuna sinergia con la Juventus, ma siamo in sintonia. Diciamo che ha una sorta di prelazione in virtù dei nostri rapporti. Se La Gumina farà bene, la Juventus avrà la priorità". Una priorità che la società bianconera dovrebbe avere ottenuto anche per Federico Chiesa. Con il club viola i rapporti viaggiano sempre sul filo del rasoio, anche per via di una piazza che non ama il bianconero e che non aveva preso benissimo il trasferimento di Bernardeschi la passata stagione. Ma Fiorentina e Juventus hanno appena chiuso il trasferimento di Pjaca in Toscana e avranno parlato anche di Chiesa.Per l'azzurro non potrà mai esserci una dichiarazione come quella di Corsi per La Gumina, ma le basi sono sono state gettate. Fonte: Tuttosport
  3. A MILANO VERTICE A TRE: IN ATTESA DEL MILAN Così oggi a Milano, a Palazzo Parigi, ecco un vertice a tre: il ds della Juventus, Paratici; il procuratore di Bonucci, Lucci; e quello di Caldara, Riso. Già, Caldara: è il 24enne ex atalantino, il difensore del futuro anche in chiave azzurra, l'uomo al quale il Milan punta se mai la Juventus volesse riabbracciare Bonucci. E questo vertice a tre, senza la presenza di dirigenti rossoneri attesi nel tardo pomeriggio, è servito per capire le intenzioni bianconere e quelle del giocatore neo-bianconero. La Juventus non ha intenzione di rinunciare a Caldara, se mai decidesse di riprendere Bonucci. Lo ha ingaggiato due anni fa, lo ha lasciato due stagioni a Bergamo per formarsi e crescere e adesso lo cede al Milan? La risposta è no, da quel che trapela. Fra l'altro, facendo i conti anche con l'umore del tifo bianconero, poso disposto a riabbracciare Bonucci e per niente disposto a rinunciare a Caldara. SI PARLA ANCHE DI BENATIA, MA SONO SOLO VOCI Stando ad alcune fonti, la Juventus sarebbe disposta alla trattativa-Bonucci legando il suo ritorno alla disponibilità di cedere Benatia al Milan, fatta salva la volontà del giocatore. Ma in casa rossonera si dice che questa ipotesi non sia stata presa in considerazione. ORA IL VERTICE TRA PARATICI E LEONARDO Concluso il lungo colloquio coi procuratori di Bonucci e Caldara, il ds bianconero Paratici è stato raggiunto del nuovo direttore generale del Milan, Leonardo. Un passo in più verso la complessa trattativa che riguarda il futuro di Bonucci e per il Milan un manipolo di juventini che rientrano nei progetti del club rossonero. Sulla questione-Caldara non sono da aggiungere fatti nuovi, in questo momento si è fermi alla scelta juventina di non cedere il difensore. Per Bonucci al di là delle parole di Marotta si valutano tutte le opzioni, il rapporto fra Leo e il club bianconero non si sono guastati. Le valutazioni su Benatia sono da fare. E ultima, ma tutt'altro che ultima, è la questione-Higuain introno al quale si stanno soppesando i pro e i contro, soprattutto pensando alle parole di Leonardo che ieri ha spiegato come il Milan, in questo momento, non possa pensare a grandi colpi, sotto la stretta vigilanza dell'Uefa e del Fair Play. Ma è fuor di dubbio che il Pipita interessa, eccome. A quali condizioni? E' un discorso assai complesso... Sportmediaset.it Dopo l'incontro tra la Juventus e l'agente di Bonucci, anche Milan e Juventus si sono riaggiornate a Milano per portare avanti la trattativa Bonucci-Higuain-Caldara: le parti sono in una fase di dialogo, ma sembrano voler restare ferme sulle loro posizioni. La Juventus insiste per inserire Higuain nell'operazione, perché non convinta dello scambio Bonucci-Caldara. La trattativa ruota dunque non solo sull'asse Milano-Torino, ma anche su Londra: perché il Chelsea non intende affondare su Higuain senza cedere prima Morata, sul quale l'interesse del Milan è ancora vivo visti anche gli elevati costi tra cartellino e ingaggio che ci sarebbero qualora la scelta ricadesse sull'argentino. Lo stesso Higuain questa sera partirà regolarmente da Buenos Aires in direzione Europa: prima tappa Madrid, poi Torino: il Pipita infatti deve regolarmente rispondere alla convocazione della Juventus, anche perché un'offerta concreta non è arrivata né dal Milan, né dal Chelsea. Tornando ai rossoneri invece, c'è anche l'ipotesi Falcao: è un'alternativa a Morata e Higuain, ma il Monaco avrebbe detto no ad una prima richiesta da parte di Leonardo. Di Marzio Bonucci, vuole tornare aTorino, e restituire un posto da titolare a Higuain, buttato giù dal trono dall’ex compagno degli anni del Real, Cristiano Ronaldo. Perché questo succeda, la Juventus potrebbe accettare (anche se a malincuore) di sacrificare Mattia Caldara, il prescelto dal club rossonero per sostituire il numero 19, a meno che nello scambio non entrino altri giocatori (tipo Benatia o Pjaca, di cui si è già parlato). Marotta si è lasciato scappare un laconico «sarà lunga» mentre passava attraverso le forche caudine di microfoni e telecamere nel salotto di Sky, dove tutto era pronto per la presentazione dei nuovi calendari. Al di là delle dichiarazioni di facciata degli interpreti principali (l’a.d. della Juventus da una parte e Leonardo, d.t. rossonero fresco di nomina), che come da prassi invitano alla prudenza, si lavora a fari spenti perché tutte le palline vadano in buca. «Abbiamo già una rosa competitiva — ha detto Marotta — ci siamo incontrati con Leonardo, che si è fatto portavoce del desiderio di Bonucci di tornare alla Juventus, è vero, ma sono anche i bianconeri a desiderare un suo ritorno, che è strettamente correlato all’acquisto di Cristiano Ronaldo. Quando la Juventus ha capito che poteva regalarsi l’alieno, ha cominciato a preparare il terreno per riprendersi il pezzo mancante della BBC, che già a gennaio aveva manifestato il desiderio di tornare. Fonte: La Gazzetta dello Sport Se vuoi Bonucci, dammi Caldara. Più che un ritornello, trattasi di uno scioglilingua. La traduzione: il Milan ha memorizzato la volontà di Leo di tornare a casa Juve, per motivazioni tecniche e personali. Se potrà, lo accontenterà. «Ma deve convenire a tutti», la frase di Leonardo può essere decriptata. In questo modo: se libero Bonucci, ho bisogno di un partner per Romagnoli. Se mi dai cash (facciamo 35 milioni), poi dovrei investire quei soldi per acquistare un altro centrale, dove lo trovo? E in ogni caso la Juve non intende dare cash, preferirebbe uno scambio. Siccome farlo con Higuain almeno oggi sarebbe una sperequazione sulla valutazione dei cartellini, ecco che da giorni a Caldara schiano le orecchie. La Juve ha aperto, ma a patto di inserire la famosa recompra che consenta di avere il controllo del cartellino.E su questo argomento il dibattito resta aperto, apertissimo. «Deve convenire a tutti», ripete Leonardo. Marotta spegne, inevitabile. Alla presentazione del calendario l’amministratore delegato ha ribadito che «al momento siamo completi in difesa, ferma restando la grande stima reciproca tra noi e Bonucci». Al momento, appunto. La Juve ha fatto un ragionamento profondo: Caldara è il presente e il futuro, tra due anni potrebbe avere una valutazione da 50 milioni, le caratteristiche non soltanto tecniche ci sono tutte. Ma Bonucci viene considerato un affare, il grimaldello giusto per completare il mosaico. Bonucci si taglierebbe leggermente l’ingaggio, rispetto ai 7,5 milioni a stagione che gli garantisce oggi il Milan, ma questo discorso verrà affrontato al momento opportuno. I contatti tra Milan e Juve sono continui, quasi una no stop. Fonte: Il Corriere dello Sport Adesso che anche Leonardo, dt del Milan, ha confermato pubblicamente e in mondovisione quello che ormai era il segreto di Pulcinella, tornare indietro diventa complicato. «Bonucci ha espresso il desiderio di giocare nella Juventus. Se sarà possibile lo faremo, ma senza obblighi», ha spiegato il dirigente brasiliano. Vista la situazione che si è creata, sembra impossibile che Bonucci possa restare al Milan, anche soltanto per una questione ambientale, e di destinazioni alternative non se ne vedono all’orizzonte (la pista Psg si è raffreddata). Per il dt Leonardo il futuro del difensore è un problema almeno quanto lo è Gonzalo Higuain per la Juventus da quando a Torino è sbarcato Cristiano Ronaldo. I contatti tra i due club, dopo l’incontro di martedì, sono proseguiti anche ieri. Se si tratta a oltranza è perché a livello di principio Bonucci alla Juventus e Higuain al Milan sarebbe una soluzione vantaggiosa per tutti. Se la fumata bianca non è ancora arrivata - e non è scontato che arrivi, occhio al Chelsea - è perché tanto i bianconeri quanto i rossoneri sono convinti che la grana più grande sia quella dei rivali. Così la Juventus insiste per avere un conguaglio di 20-25 milioni allegato allo scambio di cartellini tra Bonucci e Higuain, mentre il Milan continua a voler inserire nell’affare anche Mattia Caldara, che Beppe Marotta e Fabio Paratici preferirebbero non cedere o comunque valutare di più - per una questione di età e prospettiva - del pari ruolo rossonero. Fonte: Tuttosport La trattativa va avanti, il nodo è Mattia Caldara che il Milan vorrebbe in cambio (ci sono sempre più spiragli), molto dipende dalle mosse del Chelsea pronto a presentare un’offerta per Daniele Rugani (in quel caso l’ex atalantino non potrebbe davvero muoversi, per la gioia dei tifosi che attraverso i social ne chiedono la conferma) e una per Gonzalo Higuain, altro nome sul tavolo delle trattative con il Milan. «Gonzalo è un giocatore importante - prosegue Marotta -, ma nel momento in cui è arrivato un campione come Ronaldo la concorrenza in attacco è elevata. Da qui il confronto, stiamo valutando con lui e con il fratello che lo rappresenta quale può essere il suo futuro. Da parte nostra c’è rispetto, è un grande giocatore». Curiosamente, se Higuain dovesse raggiungere Maurizio Sarri a Londra, il Milan punterebbe su Alvaro Morata, altro “nostalgico” bianconero: «Non sarei mai andato via dalla Juve e dall’Italia» confessò in un’intervista. Fonte: La Stampa
  4. Leonardo Bonucci di ritorno alla Juve? Beppe Marotta non smentisce. L’amministratore delegato della Juventus dopo la giornata di incontri a Palazzo Parigi, quartier generale bianconero, ha cenato in centro a Milano, in un noto ristorante in via Montenapoleone. Al termine della cena, è stato intercettato dai giornalisti presenti: “Quante possibilità ci sono che torni Bonucci? Domani saremo in lega e parleremo, faremo il punto. Ottimisti per il suo ritorno? Non dico niente”. fonte: calciomercato.com Secondo Sportitalia Marotta avrebbe detto su Bonucci "Vogliamo soddisfare la sua voglia di juve" e su Caldara "Vorremmo tenerlo" Tocca aspettare domani....
  5. Proprio perché un nuovo (e ricco) rilancio del Chelsea potrebbe portare all’uscita di Rugani, anche ieri i dirigenti juventini hanno ribadito l’incedibilità di Mattia Caldara. Il 24enne ex atalantino non ha ancora disputato una partita ufficiale in bianconero, eppure sulla scrivania di Marotta e Paratici continuano ad arrivare offerte: quella più concreta è del Borussia Dortmund, pronto a investire 35 milioni tra parte fissa (30) e bonus (5). I bianconeri hanno incontrato anche ieri l’agente del ragazzo Giuseppe Riso, a cui è stata confermata l’intenzione di puntare su Caldara. E se parte Rugani? La Juventus non vuole rimanere con quattro difensori centrali per due maglie e infatti sta cercando e, in qualche caso, trattando per rinforzare il reparto. Uno dei nomi che piacciono molto, ma costano altrettanto è l’olandese Matthijs De Ligt, diciottenne e promettente difensore dell’Ajax, capace di marcare ma anche di impostare con piedi molto raffinati. Piccolo particolare: costa 50 milioni, più o meno quello che la Juventus incasserebbe da Rugani e quindi sembra difficile. Tant’è che, per quanto De Ligt sia sempre da tenere in considerazione, la Juventus tiene le antenne dritte sull’Atletico Madrid dove sembra che almeno uno dei due centrali possa cambiare la maglia. Se all’inizio del mercato la Juventus sembrava molto vicina a Diego Godin (clausola da 20 milioni), negli ultimi giorni l’uruguaiano non è uscito dai radar bianconeri (anzi), semplicemente le quotazioni del compagno Stefan Savic vengono segnalate in rialzo Fonte: Tuttosport
  6. Prima che il Milan inviti formalmente la Juve al tavolo di trattativa per Higuain, andrà trovato l’accordo tra i rossoneri e l’attaccante. Che gradisce la destinazione milanese e non l’ha mai nascosto né smentito, ma ovviamente non intende rimetterci in modo massiccio dal punto di vista economico. I suoi 7,5 milioni netti di stipendio a stagione sono lontani dalla proposta che alcuni emissari del Milan hanno fatto pervenire all’entourage del giocatore: la differenza è nell’ordine dei 3 milioni all’anno, troppo grande per indurre Gonzalo a un «sì» in questa fase. Higuain ha ancora 3 anni di contratto con la Juve, se anche il Milan dovesse offrirgli un quadriennale i conti non tornerebbero. Per pareggiare l’esborso a livello d’ingaggio, pur spalmato in un periodo più lungo, l’offerta dovrebbe salire almeno di 1 milione a stagione. Ci si lavorerà, contando sulla volontà del Pipita di rimanere in Italia. Sistemata la questione stipendio, cosa tutt’altro che banale, il Milan dovrebbe poi andare all’assalto con la Juve, forte a quel punto dell’accordo col giocatore. Se è vero che il monte ingaggi non può superare il 60% dei ricavi (Uefa dixit) e se è altrettanto inoppugnabile che il bilancio rossonero beneficerebbe di un taglio di costi del personale, ci sono paletti da considerare anche dal punto di vista del cartellino. La Uefa non impedisce ai club con cui instaura il Settlement Agreement (potrebbe toccare presto al Milan) la possibilità di fare acquisti, ma può concordare delle regole per il rientro nel Fair play finanziario. Fonte: La Gazzetta dello Sport Leonardo ha parlato di Higuain con Marotta nella giornata di domenica. Il futuro dt del Milan sa che l’argentino è in vendita e che la Juve chiede 60 milioni per lasciarlo partire. I bianconeri stanno trattando con il Chelsea, ma i Blues in questo momento non sembrano caldissimi, sia perché hanno tre attaccanti in rosa (Morata, Giroud e Batshuayi), sia perché il direttore Marina Granovskaja non ama particolarmente spendere determinate cifre per giocatori over 30. Sarri lo vorrebbe, ma allo stesso Higuain non dispiacerebbe rimanere in Italia e il Milan è l’unico club che ora potrebbe accoglierlo. Certo, economicamente parlando la trattativa non è semplice: innanzitutto per la richiesta della Juventus che deve monetizzare dopo il colpo Cristiano Ronaldo per poi provare altri acquisti. I bianconeri stanno trattando la cessione di Rugani e valutano quella di Pjanic: se queste due uscite dovessero concretizzarsi, Leonardo potrebbe anche proporre un prestito oneroso con obbligo di riscatto, rimandando così l’investimento maggiore all’anno prossimo. Ma senza altre cessioni, la Juve vorrà una vendita a titolo definitivo e a quel punto il Milan dovrà aver prima incassato denaro da determinati addii. E poi bisognerà capire se il desiderio di Higuain di rimanere in Italia si sposerà con l’ingaggio che il Milan gli offrirà: a Torino guadagna 7.5 milioni, quale sarà il tetto che Elliott darà a Leonardo? 5 o più milioni? Fonte: Tuttosport
  7. Lavori in corso, in casa Juve, dopo la prima, redditizia, parte di mercato estivo. Il duo Marotta-Paratici è deciso più che mai a confezionare un team vincente e per farlo è disposto a cedere alcuni pezzi pregiati della rosa, anche se appena sbarcati a Torino. È il caso di Mattia Caldara (24 anni), che può essere sacrificato per monetizzare e liberare un posto in mezzo alla difesa in favore di Diego Godin (32). Il Borussia Dortmund ha già bussato alla porta dei bianconeri con un’offerta da 25 milioni per l’ex Atalanta, cinque in più della clausola dell’uruguagio ancora indeciso se rinnovare con i Colchoneros o salutare e guadagnare sei milioni l’anno all’ombra della Mole. In caso l’ex Villarreal optasse perla permanenza nella Capitale iberica, i bianconeri virerebbero su Matthijs de Ligt(18), forte centrale dell’Ajax, oggetto del desiderio di numerosi top club. Sul fronte cessioni si è invece prossimi ad un’intesa col Chelsea per i cartellini di Daniele Rugani (23) e Gonzalo Higuain. Mentre per Marko Pjaca (23) è forte il pressing della Sampdoria. Fonte: Libero
  8. Esattamente 8 anni e un mese fa la Juventus di Andrea Agnelli entrava in una nuova era acquistando il suo primo giocatore. Era un numero 7: Simone Pepe. Oggi la Juve entra in una nuova era acquistando il più forte calciatore del mondo. E’ un numero 7: Cristiano Ronaldo. Da Pepinho7 a CR7, con in mezzo 7 scudetti consecutivi. CRISTIANO RONALDO È UN GIOCATORE DELLA JUVENTUS! E’ BIANCONERO. LO STADIUM È LA SUA NUOVA CASA. Sembra assurdo solo scriverlo, ancora incredibile pensarlo. Non so se i famosi ricci che vengono tirati fuori in queste occasioni abbiano mai goduto come stiamo godendo noi in questo momento. Di certo riuscirebbero a fare ragionamenti più lineari di quelli che vengono in mente a noi, e con una faccia meno da ebeti. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Beppe Marotta e Fabio Paratici sono riusciti in un’impresa che fino a due settimane fa suscitava sberleffi (per tenerci bassi) al solo ipotizzarla. Ebbene: GRAZIE! E’ il punto più alto di una dirigenza Top, che ha fatto fare alla Juve progressi percentuali enormi rispetto al tempo da cui opera. Ma sono riusciti in qualcosa di più. Dopo aver riportato la Juve al ruolo che le competeva in Italia ed essersi spinti moltissimo avanti in Europa, con l’acquisto di CR7 le restituiscono quell’appeal nel mondo intero che nell’era social l’aveva vista prima arrancare (per le ragioni che conosciamo tutti) e solo successivamente iniziare la risalita. Con Cristiano Ronaldo non serve la risalita: l’impatto è immediato! Cristiano Ronaldo è un “click”, una luce che si accende immediatamente, è la mossa decisiva necessaria a raggiungere i fatturati delle top 5 e allontanarsi da quella “terra di nessuno” (come la definì Agnelli) che la vede in coabitazione col Liverpool. Io ho molto rispetto di club come il Real e il Barça e di quanto hanno fatto negli ultimi 12 anni. Ma è sempre apparso lampante come dapprima con Messi e poi con CR7, che si sono spartiti Palloni d’Oro e Champions, il gap fosse incolmabile. Si potevano anche fare 10/11 di squadra al loro livello (ed era già difficilissimo), ma poi c’erano sempre quei due lì a marcare una differenza netta. Perdipiù quest’epoca è coincisa da una parte con un aumento generale degli introiti economici nel calcio (mentre noi, nei primi anni, accumulavamo debiti), e dall’altra con il boom dei nuovi mezzi di comunicazione, dei social, dei moderni device. Soldi & riconoscibilità: un binomio che ha prodotto un balzo enorme a livello mondiale a chi ha saputo sfruttarlo. Noi non potevamo. O meglio non abbiamo potuto, per molto tempo, a causa di motivi di forza maggiore. E proprio a quella “forza maggiore” oggi dedichiamo di cuore tutta la goduria possibile, sbattendogliela in faccia più o meno come fece Mandzukic esultante a Firenze (per chi se la ricorda…). Già, perché recuperare o accorciare di molto quel divario che sembrava incolmabile oggi è finalmente possibile. Perché? Perché non compriamo solo un giocatore. Degli aspetti tecnici di CR7 è quasi superfluo parlarne! In realtà lo faremo sicuramente nel corso dei mesi, ma è uno di quei fenomeni della storia del calcio per cui si sogna ad occhi aperti prima ancora di avventurarsi in disamine varie. Come è stato ampiamente detto compriamo un’azienda, ma non compriamo nemmeno “solo” un’azienda (perché di aziende ce ne sono tante), compriamo “la cosa” più seguita al mondo (più di squadre intere, cestisti NBA, divi di Hollywood o della musica, presidenti di nazioni, istituzioni… 6 volte in più dell’intera Juve, per fare un esempio). Non, dunque, “l’atleta”, “lo sportivo” o “la persona”, ma “la cosa” più seguita al mondo. Ed è inutile che spieghi i riflessi che questo avrà sulla Juve. Sono gli stessi di cui (in termini diversi) hanno goduto per anni lo stesso Real, il Barça con Messi, le inglesi con gli introiti derivanti dalla Premier, il Bayern con sponsor casalinghi munifici… insomma tutti avevano una “chiave”, tecnica o economica, per quel “qualcosa in più”. Noi da oggi abbiamo questa chiave. Possiamo aggregarci a quel treno. Per estremizzare il concetto… persino se non dovessimo vincere nulla nei prossimi anni (non sia mai) godremmo comunque di un ritorno pazzesco. Perché solo per le sponsorship legate ai social CR7 fa guadagnare ai marchi che appaiono nei suoi post una cifra 7 (toh!) volte superiore a quella di qualsiasi altro sportivo! Basti dare un’occhiata a questi dati: (fonte: Hookit) Ecco perché è stato un acquisto storico. E’ l’ultimo step, quello da cui da adesso in poi NON SI TORNA PIU’ INDIETRO! Se la Juve saprà sfruttare quest’occasione salirà a quel livello che ti deve far vedere le cose sotto un’altra ottica: poter puntare costantemente al top a livello internazionale, mirare al massimo, ambire alla cima. Persino quella rovesciata stratosferica dello Stadium ci appare oggi sotto un’altra veste, dato che proprio l’applauso a scena aperta che ne conseguì può essere stato importantissimo nella scelta di Cristiano, e quindi nel farci salire questo nuovo gradino. Io individuo tre momenti nel corso di questi 7 anni in cui aspettavo la Juve ad una sorta di “varco”, delle sorte di prove per capire se c’era per davvero la voglia di crescere. Il primo fu l’acquisto di Tevez. Prima di Tevez, nel nuovo ciclo, non avevamo avuto nomi così altisonanti in attacco, e anche allora sembrava un affare difficile da immaginare per tutta una serie di motivi. Completato alla grande (scatenò un entusiasmo incredibile, Carlitos all'uscita dell'aeroporto venne respinto dentro dalla folla di tifosi). Il secondo è stato l’acquisto di Higuain, e la CIFRA spesa per quell’affare. Prima di allora l’acquisto più costoso della Juve era stato Dybala (ma costò meno della metà) che già di suo rappresentò un primo jolly, visto che nei primi 4 anni di nuovo ciclo non si era speso mai, per un singolo acquisto, più di 20/22 milioni (lo stesso Napoli prese il Pipita spendendo una cifra più alta). Nessuno poteva credere che la Juve potesse arrivare a spendere 90 milioni sull’unghia. Lo fece. Il terzo ovviamente è Cristiano Ronaldo, pura utopia per chiunque, e su cui abbiamo già detto. La Juve in questi 7 anni non è mai andata indietro, ma sempre avanti. Si può discutere se da un anno all’altro un 11 nel suo complesso si faccia preferire o meno rispetto a quello precedente, ma la rosa è perennemente andata in crescita. Ecco perché Cristiano Ronaldo apre una nuova era. Perché DEVE rappresentare quell’approdo da cui non tornare più indietro, non bisogna più voltare le spalle. Di pari passo con la costruzione dei campioni bisognerà ambire all’acquisizione di fenomeni di caratura internazionale “già pronti”. Non potrà avvenire sempre, naturalmente, perché i fenomeni assoluti sono pochi. Ma si dovrà entrare in quel loop, forti di una rinnovata visibilità mondiale e dei nuovi introiti commerciali da saper sfruttare, da DOVER sfruttare! Altra cosa: sarebbe bene che TUTTO il mondo Juve facesse questo step. La Juve stessa lo fa già in TUTTI i suoi comparti avendo inaugurato il nuovo centro tecnico dopo lo stadio (alla luce dei fatti… Ah!... se fosse stato un po’ più capiente… visti anche i rincari…), il museo, il Jmedical, la nuova sede, la squadra femminile, eccetera... qualcosa di grandioso), ma non bisogna più perdersi in minuzie (tipo quella della comunicazione, molto attuale in questi giorni). Devono farlo anche "alcuni" tifosi, cercando di sostenere la propria squadra sempre, innamorandosi ogni giorno di questi colori, preferendo il sostegno continuo durante la partita al mutismo o ai fischi (tanto c’è sempre tempo dopo il 90°). C’è da impazzire di gioia, cacchio: tifiamo Juve! E poi dovremmo sperare, ma è una speranza vana, che questo step lo faccia quella gran parte dell’ambiente che circonda la Juve. Quell’ambiente che si avvarrà di opportuni ritorni da questo acquisto (ovviamente all’inizio non in termini tecnici, ma economici e di visibilità). Quell’ambiente che già godrà di 4 squadre italiane fisse in Champions ottenute sempre grazie al lavoro di Andrea Agnelli. Quell’ambiente che però ha nei confronti della Juve un atteggiamento stomachevole, nauseante, schiavo di logiche a tratti comiche a tratti penose, più vicine ad uno spettacolo del Mago di Arcella che a prodotti come la Premier o la Champions. Caro Cristiano, te li troverai davanti tutti! Basti pensare a quell’ampia coltre di pennivendolismo da cui nel corso dell’anno si dipanano fake news continue, a cui bisogna fare la fatica di rispondere ogni volta, sputtanandole puntualmente. Procuratori federali che cambiano le carte in tavola a seconda dei casi. Presidenti che sputano melma sul sistema calcio venendo condonati dai procuratori di prima. Sindaci o politici che si dimenticano della carica che ricoprono. Trasmissioni televisive che invece di entrare nei meriti tecnici e tattici, o analizzare strutturalmente i problemi del calcio, diffondono ignoranza a palate perdendosi dietro ad un cartellino giallo. I tifosi, non solo webeti, ma anche personaggi pubblici di spicco, che si abbeverano a queste fonti esprimendosi come bimbiminkia patentati. Ecco. Prima di parlare di benefici per il calcio italiano, fatevi un esame di coscienza riflettendo su chi questi benefici li porta e chi il calcio italiano lo denigra coi propri comportamenti. Noi il nostro lo facciamo da 7 anni e stiamo continuando a farlo, scrivendo la storia: voi quantomeno iniziate a fare un piccolo passo imparando a leggerla! Nel frattempo godiamo come dei ricci. Benvenuto alla Juve, Cristiano Ronaldo! - Leevancleef -
  9. Il serbo è l'uomo per la Champions, che riporterebbe il centrocampo al massimo splendore raggiunto con Pogba. Per questo Marotta lavora sotto traccia e con pazienza per fare il colpaccio. Il recente acquisto di Emre Can, che con i suoi 80 kg distribuiti su 1,82 cm aggiunge fisicità a una mediana che nelle ultime tre stagioni ha perso due giocatori pesanti com Pogba e Vidal. Milinkovic con i suoi 1,91cm sarebbe la ciliegina su una torta già di altissima qualità. Il gigante serbo è alto come il francese e da quando è andato via lui la Juventus non ha più avuto al suo servizio a centrocampo un corazziere che superasse il metro e novanta. Il motivo per cui la Juve, nonostante la cifra folle sparata da Lotito (da una prima richiesta di 90 milioni più bonus sarebbe salito a 110 più il cartellino di Bentancur, di cui i bianconeri non intentono privarsi) e la difficoltà a trattare con il presidente della Lazio, -basti ricordare come è finita l'anno scorso con Keita- non ha rinunciato al favorito di Allegri è legato alla specialità del giocatore che porterebbe in dote i gol di Vidal e la classe di Pogba. E' il periodo della mediana stratosferica che la Juventus ha vissuto il suo momento d'oro quando aveva Vidal, Pogba, Pirlo e Marchisio. In particolare quando Allegri aveva trovato la formula giusta per far giocare insieme i magnifici quattro. La Juve oggi ha cambiato faccia e gioca con tre uomini in mezzo: Pjanic fa il regista, e Can, Khedira e Matuidi si contenderanno gli altri due posti da titolari. Già così è un centrocampo all'altezza migliore, con Milinkovic diventerebbe stratosferico. Per portarlo a Torino ci vorrà un'operazione lunga e complessa. Ma la Juve non si scoraggia. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. Ieri Lotito lo ha ribadito pubblicamente: «Se qualcuno vuole un giocatore della Lazio, e quel giocatore vuole andare via, le condizioni le decidiamo noi», pur non esponendo la cifra. Messaggio chiaro anche per lo stesso Milinkovic Savic e il suo entourage: qualora il serbo senta l’esigenza di misurarsi in Champions League, dovrà trovare un club disposto a pagare il suo cartellino 150 milioni. Quel club non sarà la Juventus, a prescindere dalla possibilità di inserire nell’operazione contropartite tecniche: Bentancur più 110 milioni, come ha fatto sapere la Lazio, oppure Pjaca, come potrebbe proporre la società bianconera che però sul croato vuole mantenere il diritto di riacquisto (condizione più facile da ottenere dalla Fiorentina, che a questo punto resta in pole position). E’ la valutazione complessiva di 150 milioni che i dirigenti bianconeri reputano eccessiva, che si tratti soli soldi o di soldi e un giocatore. Opinione che peraltro al momento sembra essere condivisa anche dalle altre grandi europee che si sono interessate al serbo: Milinkovic Savic è forte e giovane, ma non si è ancora confrontato al massimo livello internazionale, se non al Mondiale dove non ha brillato. 150 milioni sono tanti per tutti e impongono di valutare bene la situazione. Se alla fine anche le big straniere giudicassero eccessivo il costo di Milinkovic Savic, si arriverebbe a un bivio. In cui una strada è quella che porta al ribasso del prezzo: a 80-90 milioni la Juventus, che ne aveva già offerti 70, sarebbe pronta a fare una nuova proposta. Fonte: Tuttosport Ora bisogna fare cassa. Anche alla Juve? Sì, anche alla Juve. E' quanto asserisce Il Corriere dello Sport. Alla Juve è sempre stato così, con una differenza sostanziale: a Torino hanno vinto, sette scudetti di fila, per esempio. E non solo. Con Cancelo il mercato in entrata bianconero si prende una pausa. Quindi? Quindi, per dirne una, e dirla grossa, niente Milinkovic Savic che sarebbe l’operazione più importante per numeri, oltre che per il valore tecnico. I 150 milioni che Lotito vuole incassare sono un’enormità, il Real che dalla Spagna alimenta l’idea o il rischio di un’asta che i Campioni d’Italia non vogliono minimamente costruire con qualsiasi contendente. E allora è maturato un pensiero determinato, forte: Milinkovic non si fa, meno che mai a quei soldi che il presidente della Lazio vuole incassare. Ora il confine può essere labile: dal mai trattato a ma certe cifre, dentro c’è una verità che resta. La Juventus con Emre Can, Matuidi, Khedira che rinnova, Pjanic che rimane perché 100 milioni non li porta nessuno e questo Bentancur riscoperto al Mondiale in Russia e ambito dal Barcellona (e incedibile), la sua mediana ce l’ha. A cui aggiungere un pezzo se uno tra Marchisio e Sturaro partirà. Ma non follie fuori misura. Rabiot, che abbiamo già indicato come pista molto credibile, è il giocatore per cui la Juve potrebbe fare l’affondo: scadenza 2019, non rinnova ancora. Fonter: Il Corriere dello Sport
  11. Squadra che vince non si cambia. Lo sa anche Mino Raiola, che insieme alla Juve vince sempre, specialmente quando c’è da individuare la piazza giusta per aiutare i talenti della propria scuderia a consacrarsi. Un esempio per tutti: Paul Pogba. Allora Raiola ci riprova. Con la Juve nelle scorse settimane ha approfondito il discorso legato a Matthjis de Ligt ad esempio: il difensore centrale dell’Ajax è stato accompagnato anche in Continassa a visitare le nuove strutture bianconere, il profilo piace ma la trattativa non è ancor a decollata tra c osti e concorrenza. Ed in questi giorni Raiola ha riaperto i canali diretti dall’Olanda parlando con la dirigenza bianconera di Hirving Lozano, l’attaccante esterno del Psv Eindhoven gi à tra i grandi protagonisti del Mondiale grazie al gol con cui il suo Messico ha steso la Germania. A quasi 23 anni (li compirà il 30 luglio), il tempo per Lozano di lasciare l’Olanda è arrivato, Raiola è al lavoro mentre il Psv aspetta le offerte sparando una prima valutazione già superiore ai 30 milioni di euro, sfregandosi già le mani immaginando un’asta internazionale dopo le nuove magie mondiali del talento messicano, che in questa stagione aveva già totalizzato la bellezza di 17 gol e 11 assist nelle 29 presenze collezionate in Eredivisie. Il Psv è pronto a fare cassa, mentre Raiola prima di tutto valuta i suo canali privilegiati: a cominciare dalla Juve, appunto. E mentre dal Messico rimbalzano voci che parlano di contatti già avviati anche con la famiglia di Lozano, in questo momento i bianconeri valutano la situazione e prendono tempo, aspettando di capire come possano svilupparsi le altre manovre in uscita nel reparto offensivo. Contatti ci sono già stati anche con Real Madrid e Barcellona («C’è stato un contatto col Barça, al momento non è chiaro cosa succederà. Fonte: Il Corriere di Torino
  12. Allegri, ieri a Milano ha incontrato lo stato maggiore del club prima di partire per le vacanze in Sardegna ed è stata l'occasione di un ultimo briefing sullo stato dell'arte. Non un vertice ma una visita di cortesia visto che Max aveva un impegno pubblicitario a poca distanza. Il mercato della Juve è in fase di decollo e al tecnico sono state consegnate le ultime strategie: l'accelerazione per Cancelo e, soprattutto, il mirino ben puntato su Golovin. Su questi due assi si sviluppa la trama, con il gradimento dell'allenatore. Il terzino portoghese è considerato da Allegri un diamante da sgrezzare: crac offensivo "perfettibile" dietro. E il russo è la mezzala che servirebbe: non un regista, neanche un trequartista, ma un assalitore. Al momento non sono previsti appuntamenti con gli intermediari del Cska, ha pesato la partita di ieri, coincidenza che avrebbe potuto far lievitare il prezzo ma sembra vicina la sgasata per il talentino russo, considerato più un' opportunità che una necessità. Un investimento giovane per il futuro. La Juve offre 20 milioni, il Cska ne vuole 25, a vantaggio dei bianconeri c'è un accordo sulla parola con il giocatore. Occhio però al Chelsea , molto interessato al gioiello russo. A Torino vogliono mettere i sigilli su Sami Khedira, uno di quelli che ha rapito il cuore di Allegri. Il tedesco ha un contratto fino al 2019: la scadenza non tranquillizza i bianconeri, che stanno cercando un rinnovo strategico. Oltre all'importanza della mediana, Sami servirà fuori per aiutare l'atterraggio sul pianeta Juve del connazionale Emre Can. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Beppe Marotta, ad della Juve, ha parlato ai microfoni di JTV. Ecco le sue parole: LA FORZA - "Sono sempre dei momenti straordinari nella propria esistenza, rimane dentro qualcosa che difficilmente si può dimenticare. E' stata una nottata faticosa, con la trasferta e lo stress, il postpartita è stato pesante ma quel peso è coinciso con la bellezza di un momento positivo. Credo che nello sport la società venga prima di tutto, non ho mai visto vincere una competizione da una squadra che non avesse alle spalle una società forte. E la nostra è una società forte, ha alle spalle la forza di una famiglia e noi questi sentimenti li trasmettiamo a tutti i giocatori". FUTURO - "Ottavo scudetto? Per vincerlo dovevamo vincere il settimo, quindi già questo è importante. Nel calcio si avvicendano giocatori, allenatori e dirigenti, ma non bisogna passare da un sentimento rivoluzionario, ma da un sentimento di evoluzione. I cambiamenti sono fisiologici in un mondo che brucia tutto velocemente. CRITICHE - "Più ci attaccavano, più noi ci caricavamo. La Juve ha una grande caratteristica, a livello mondiale: è la forza di resistere a tutte queste critiche eccessive, per non dire insulti". CRESCITA - "Il primo anno è stato difficile, non avevo capito cosa significasse essere alla Juventus e con Andrea Agnelli ci siamo scambiati spesso questa valutazione. Prima di tutto c'è il senso di appartenenza, legato al fatto che la proprietà è la stessa da tantissimi anni. Attraverso la proprietà sono inculcate una cultura di lavoro e di grande rispetto e sacrificio, da cui derivano grandi obiettivi che devono essere raggiunti". IL RITORNO DELLA JUVE - "Nel primo anno abbiamo avuto anche rifiuti eccellenti, poi quando ci siamo riconsolidati e abbiamo riconquistato quel palcoscenico che è consono alla storia della società sono arrivati tanti consensi, tra cui quello di Pirlo. Questo è il significato chiaro di ciò che rappresentano il brand, i colori e la storia di questa società". EFFETTO STADIUM - "Allianz Stadium? Nel lessico calcistico si parla sempre di stadio come dodicesimo uomo e questa è la consacrazione. Sia perché il pubblico juventino è così caloroso, sia perché questo tipo di stadio ti dà un tipo di contatto diretto, fisico con i giocatori in campo. E i giocatori lo sentono". MOMENTI DELLO SCUDETTO - "La vittoria contro la Lazio, la sconfitta col Napoli - paradossalmente quella ci ha dato maggiore consapevolezza, perché ci siamo guardati dentro e abbiamo capito che volevamo vincere a tutti i costi - e soprattutto la vittoria contro l'Inter a San Siro, che è nata non per caso. La capacità di non mollare mai ci ha dato quella vittoria". CLEAN SHEET - "Sia Buffon che Szczesny sono due autentici campioni, di generazioni diverse. Le loro qualità si sono evidenziati anche grazie al resto della squadra, al centrocampo che ha saputo filtrare e alla difesa fra le migliori al mondo". L'ADDIO DI BUFFON - "Intanto dobbiamo goderci il passato e il presente di un campione. Un campione è tale quando, andando via, lascia qualcosa di incancellabile dal punto di vista professionale e umano. Leader di sé stesso e della squadra, sarà difficile per noi trovare un sostituto, soprattutto come rappresentante di valori positivi". I MERITI DI ALLEGRI - "Difficile andare a disquisire quanto è la percentuale da attribuire all'allenatore in un successo sportivo. Ma al di là di questo, Allegri ha dimostrato con i fatti di essere all'altezza della Juventus e ha portato dei risultati straordinari. Allegri è l'autista di questo gruppo. Accanto a lui c'è certamente una società che l'ha supportato in quelle che sono state le sue idee". SECONDE SQUADRE - "Come avete saputo alcune leghe hanno protestato. Per me incomprensibile. Penso che le seconde squadre siano importanti per la crescita dei talenti, ma per lo spettacolo in generale e per le nostra Nazionali. Significa che quel gruppo di giocatori che ancora non è pronto per la prima squadra possono crescere accanto ai campioni nelle nostre strutture. Quindi è uno strumento indispensabile. Mi sorprendono quindi le proteste di talune categorie che dovrebbero tutelare il movimento calcistico, che potrebbe portare bene alla Nazionale e ai nostri talenti". VAR - "E' motivo di grande soddisfazione per noi, la Juve è sempre stata tacciata di aver 'rubato' i risultati. Il fatto che sia arrivato un mezzo tecnico che pur non essendo perfetto aiuta l'arbitro a ridurre il numero di errori ha portato ad una Juve comunque vincente. Il VAR deve essere però perfezionato, io estenderei il protocollo". CHAMPIONS - "Non è che se non ti impegni in campionato ottieni risultati in Champions. Queste sono coincidenze. La differenza tra la Champions e il campionato è che la Champions è un torneo. Basta un episodio, un sorteggio sfortunato, un episodio arbitrale e sei eliminato. In campionato invece vince sempre la squadra più forte. Può esserci un errore, una serata no, ma alla fine le cose alla lunga vanno bene. In Champions invece può capitare che non arrivi con la squadra al massimo, o che l'arbitro veda un rigore che non c'è come ci è successo". JUVENTUS WOMEN - "Esperienza positiva. Non ci aspettavamo di arrivare a questi livelli e adesso che ci giochiamo lo spareggio c'è il nostro supporto e la nostra vicinanza perché le ragazze possano coronare questa stagione assolutamente positiva anche in termini di emozioni che hanno dato ai nostri tifosi. Sono meno polemiche perché sono più attente nel protestare, vivono lo sport come divertimento, ma noi stiamo facendole diventare professioniste. Le abbiamo affiancate alle strutture che lavorano con la prima squadra maschile, poi c'è stata questa flessione, ma proviamo a centrare questo sogno". MERCATO - "Ci sistemeremo. Nel calcio maschile sicuramente, in quello femminile delego a Braghin, che sta facendo un ottimo lavoro" Tuttojuve
  14. Beppe Marotta, ad della Juventus, ha parlato prima del match di Crotone: «Allegri ha detto che questa gara è più importante rispetto a quella col Napoli? Ha fatto una dichiarazione perfetta perché questa gara è ingannevole: abbiamo tutto da perdere e poco da guadagnare - ha detto ai microfoni di Premium Sport - Le difficoltà paradossalmente sono superiori rispetto alla prossima gara contro il Napoli. Una vittoria oggi garantirebbe quasi sicuramente lo scudetto? Questo no, assolutamente, perché poi mancherebbero altre 5 giornate. Ma con i 3 punti qui a Crotone affronteremmo il Napoli con un po’ più tranquillità. Ceferin ha detto che per la VAR in Champions è presto e che Collina non si tocca? La VAR non porta alla perfezione ma riduce gli errori e quindi ritengo che debba essere inserito quanto prima. Ci sono metodi arbitrali diversi in giro per l’Europa e anche in Champions: e questo è paradossale. Va eliminata questa cosa. Per quel che riguarda Collina, noi abbiamo parlato di una designazione criticabile perché per noi non era logica rispetto al rischio che la gara presentava perché si affrontavano due squadre dal ranking altissimo: per noi Oliver non aveva l’esperienza adatta a un match del genere». «Pogba o Morata potrebbero tornare? Non credo ai cavalli di ritorno ma ci sono anche le eccezioni. Loro sono due grandi professionisti che hanno lasciato un ottimo raggiunto ma la valutazioni di mercato che hanno raggiunto rappresentano un miraggio per noi. L’operazione Higuain è stata straordinaria ed è stata fatta dopo la cessione di Pogba. Irritati per la presenza dei tifosi del Napoli a Torino? L’irritazione nasce da una logica e saggia preoccupazione. Noi vorremmo il pubblico avversario in ogni gara ma la preoccupazione nasce da quello successo negli ultimi anni. Ma le istituzioni hanno garantito grande controllo e ci affidiamo a loro. Non vogliamo fare polemica. Fatta pe Darmian? No, non è fatta per niente». Tuttosport.com
  15. Le direttrici seguite dall’ad bianconero e dal ds Paratici sono limpidissime: rinnovare il parco terzini per l’addio di Lichtsteiner e Asamoah (e magari con l’arrivo di un centrale in più qualora Rugani fosse intrigato dalle avance forestiere sul proprio conto), aspettare una risposta da Emre Can per il centrocampo (anche se il tedesco non sarà l’unico innesto nel reparto: occhi sempre aperti su Pellegrini), ringiovanire oppure puntare su un over 30 low cost per l’attacco nel caso Mandzukic saluti la compagnia. Nello specifico, entrando nel capitolo degli scontenti perché poco utilizzati: giusto per non smentirsi, anche ieri Mourinho ha tenuto Martial in panca e per il versatile attaccante dello United (entrato nell’ultima mezz’ora - al posto di Pogba - per assistere al tonfo casalingo dei Red Devils contro il West Bromwich) il futuro a Manchester è sempre più nebuloso. E Darmian? Manco a dirlo, neppure in panchina e il terzino scalpita pur di tornare prima possibile in Italia. L’ex Torino, pur essendo più che adatto a giostrare su entrambe le corsie, sarebbe in partenzal’alter ego di De Sciglio lungo il binario destro, mentre a sinistra il solo Spinazzola (fermo restando che Alex Sandro resta assolutamente in pole fra i giocatori cedibili) non può bastare. E allora ecco che la pista Filipe Luis, a maggio ragione dopo i recenti contatti diretti di Madrid, può riscaldarsi: certo, non è un calciatore di primo pelo, ma il 32enne terzino sinistro brasiliano in scadenza di contratto nel 2019 con l’Atletico Madrid rappresenta il classico profilo “alla Marotta”. Esperto di ordalie europee, non appena il perone fratturato gli darà tregua, il sudamericano tornerà presto sulla ribalta e i buoni uffici di Marotta e Paratici “rischiano” di fare la differenza. Capitolo Emre Can: quella al via oggi può essere la settimana determinante perché il nazionale tedesco in uscita gratis dal Liverpool comunichi la sua decisione facendo capire se nel suo caso prevarranno le ragioni del cuore oppure del portafogli. Fonte: Tuttosport
  16. Asamoah ha già comprato casa a Milano? Quando un giocatore manifesta di andare via noi cerchiamo di accontentarlo: a me non risulta, ma se avesse deciso di trasferirsi rientra in questa logica. Adesso non c'è nulla di ufficiale, lui non ha ancora deciso, ma se decidesse di andare ne prenderemo atto e glielo lasceremo fare" Concetti chiari, come sempre. Beppe Marotta, prima del calcio d'inizio di Juventus-Milan, ha voluto ribadire un dogma della gestione del mercato bianconero. Il mirino dell'ad bianconero si è poi spostato su Bonucci, il grande ex del big-match dello Stadium: «Nel calcio possono andare in scena cose che bisogna saper accettare con serenità. I rapporti con lui rimangono ottimi»."La cena Dybala-Simeone? Mi fa sorridere che si parli di una cosa del genere, non mi sorprendo che in un ristorante di Madrid possa succedere che ci sia seduto da una parte il nostro attaccante e da un'altra l'allenatore della squadra locale: sono cosa che succedono anche a Milano, a Torino o a Roma. Fonte: Tuttosport
  17. E se arriva Martial chi gli fa posto? Il reparto d’attacco della Juventus è già piuttosto affollato, eppure i dirigenti si guardano in giro e potrebbero anche operare qualcosa. Perché? Il primo pensiero può essere il più temuto dai tifosi della Juventus: stanno vendendo Paulo Dybala. Ma in questo momento non ci sono segnali di alcuna trattativa per il numero dieci argentino che, in modo ufficiale e anche per i messaggi ufficiosi lasciati trapelare ai media, continua a progettare un futuro juventino. Oltretutto all’orizzonte non ci sono club particolarmente caldi sulle sue tracce e le notizie dell’assalto dell’Atletico Madrid per ora hanno i contorni della bufala. E quindi chi parte? Detto che in questo momento manca un’alternativa seria a Higuain e l’eventuale arrivo di un centravanti potrebbe non comportare necessariamente un’uscita (la rosa che a inizio anno sembrava fin troppo ricca in attacco, in questa fase della stagione sta dimostrando di essere appena “giusta”), attenzione alla linea di Marotta che per la prossima campagna acquisti ha intenzione di ringiovanire la rosa ovunque il mercato lo renda possibile. La Juventus di questa stagione è la più vecchia della gestione di Andrea Agnelli e una delle più vecchie della storia bianconera: la statistica è certamente condizionata dall’età di un paio di inossidabili senatori, ma resta forte la volontà di ringiovanire. Ecco quindi che un giocatore come Mario Mandzukic potrebbe anche essere assecondato qualora decidesse di ascoltare le sirene che arrivano dall’esterno e, in particolare, quelle assai remunerative della Cina. Mandzukic avrà 32 anni nella prossima stagione e per quanto sia alta la considerazione di Allegri, nella prossima stagione potrebbe non essere più un titolare inamovibile, soprattutto se Douglas Costa proseguisse il suo processo di crescita. Come nel caso di Dybala, va sottolineato come al momento non ci siano riscontri concreti e credibili di trattative per l’addio di SuperMario, se non gossip che arrivano da Oriente. Ma nei prossimi due mesi il mercato bianconero verrà delineato in modo sempre più chiaro e non ci sarebbe da sorprendersi se di fronte a un’offerte interessante (sia per la Juventus che per il croato) non venisse presa in considerazione la cessione. Tuttosport.com
  18. Questa Juventus, sono loro: i dirigenti, l’unica costante nel trionfale ciclo di sette anni che ha visto alternarsi due allenatori in panchina e decine di giocatori nella rosa, ma non ha mai scalfito il gruppo formato da Andrea Agnelli e comandato da Beppe Marotta. Un gruppo affiatato e soprattutto solido, che ha reso la società un granitico punto di riferimento per la squadra. Perché la scelta dei giocatori e le relative operazioni di mercato rappresentano solo una parte del lavoro del gruppo dirigente e non è la sola cruciale per le vittorie a fine stagione. Puoi allestire la migliore rosa del mondo, ma se non la accompagni nel corso della stagione, è altissimo il rischio di vederla deragliare alle prime difficoltà o al primo problema di spogliatoio. La Juventus è diversa. L’allenatore, se ha la fiducia del management, ha sempre le spalle ben coperte dalla società (Allegri lo sa bene, dal caso Bonucci dello scorso anno alla gestione di Dybala e Higuain di quest’anno). I giocatori sanno di avere un blocco monolitico davanti a loro, per cui chi non accetta le regole della casa ha come unica alternativa quella di accomodarsi altrove. E nei momenti di sbando, c’è chi tiene la barra dritta e consente ai senatori dello spogliatoio di gestire le crisi (vedi l’inizio della seconda stagione di Allegri). Insomma, tra i segreto del successo della Juventus, la dirigenza e i suoi metodi hanno un peso notevole. Lo sanno anche altrove, visto che negli ultimi mesi, Beppe Marotta è stato corteggiatissimo per ricoprire ruoli in Federcalcio (prima e dopo il commissariamento), mentre il Paris Saint Germain, dove potrebbe approdare Antonio Conte, ha annusato la possibilità di prendersi anche Fabio Paratici, mago del mercato e grande conoscitore del settore talenti. I contratti sono stati discussi senza grossi problemi e in questo momento c’è accordo totale su qualsiasi punto. Fonte: Tuttosport
  19. In attesa dei colpi a centrocampo, l’ad Beppe Marotta blinda a parole Claudio Marchisio: «Lo vedremo in maglia Juve anche l’anno prossimo. Non ci sono segnali da parte sua e da parte nostra di cambiamento». Emre Can sarebbe un importante tassello per la Juventus e si sta lavorando ad offrire un contratto di tutto rispetto al giocatore che potrebbe firmare un contratto quinquennale o un quadriennale con opzione di rinnovo per un anno e un salario da 5 milioni più bonus, somma che lo farebbe diventare il centrocampista più pagato della Juve. E quindi mentre la Juve sogna, a Liverpool si chiedono come finirà la storia di Can con la maglia dei Reds. Il giocatore è un titolare inamovibile della formazione di Klopp e nelle scorse settimane si era addirittura guadagnato la fascia di capitano. Ma nelle ultime ore il tecnico dei Reds ha parlato in conferenza stampa proprio sul futuro del giocatore. L’allenatore tedesco, incalzato dai giornalisti locali, ha provato a smorzare la situazione con una battuta: «Nel mio ufficio ad avvisarmi che va alla Juve non ci è ancora venuto». Ma l’allenatore dei Reds ha poi dovuto spiegare come stanno veramente le cose: «Tutto può succedere. Sinceramente al momento di sicuro non c’è nulla, ma appena succederà qualcosa vi faremo sapere». La Juventus intanto non vuole forzare la mano sul calciatore e sta cercando di rispettare anche i suoi impegni, non solo con il Liverpool ma anche con la nazionale tedesca. Fonte: Tuttosport
  20. Era l’estate 2016 quando il Real si riprese Alvaro Morata la punta spagnola sborsando 30 milioni rispetto ai 20 incassati nel 2014 e con la Juventus consapevole del fatto che al termine di quella stagione i blancos avrebbero esercitato il diritto di recompra. Oggi, al tramonto di una sessione di mercato fra le più povere di denaro, le idee le ha messe in campo il club bianconero, forte di rapporti consolidati con determinate società e di un appeal incomparabile a livello nazionale. E siccome il diritto di riacquisto non è contemplato nella normativa che regola i trasferimenti in Italia (però in futuro magari si potrà) le società “riparano” approfondendo i rapporti, cementando le amicizie e cedendo calciatori sui quali si mantengono in corsia di sorpasso in prospettiva. E controllandoli da una postazione privilegiata, senza l’uso di droni o altri artifizi. E’ cosi che la Juventus ha messo su un gruzzolo da oltre 20 milioni nelle operazioni chiuse a gennaio. Nessuna new entry in prima squadra, più uscite legate ad elementi comunque “pedinati” dai bianconeri perché sul loro cartellino pende una sorta di gentlemen’s agreement, diversamente esplicabile con una formuletta da due parole: effetto Morata. Nessuna carta scritta, dunque, giacché non ci si può accordare su un’eventuale recompra di un giocatore già venduto. Piuttosto una sorta di corsia preferenziale per il futuro (di durata biennale/triennale) in virtù della quale un determinato elemento potrebbe rincasare a Torino in caso di nuova intesa fra le parti. Fonte: Tuttosport Secondo le norme che regola- Buoni rapporti con il Perugia. E all’estero occhio all’Olanda no i trasferimenti tra club italiani, un’operazione come quella che portò Alvaro Morata alla Juventus nell’estate 2014 e poi ricondusse lo spagnolo a Madrid nel 2016 non è possibile. Ma non è detto che la regola non possa essere cambiata. In un mercato di casa nostra in cui da anni sono sparite le comproprietà (e chi vuole posticipare un investimento consistente si rifugia nel prestito con obbligo di riscatto anziché acquistare un calciatore a titolo definitivo) la novità potrebbe non essere così lontana nel tempo. E sarà Beppe Marotta, amministratore delegato del club più titolato d’Italia, ad avanzare la proposta a Roma in Federcalcio. Sarebbe una garanzia in più per i giovani nonché un invito a investire sui calciatori italiani. Peraltro la Juventus, da anni, s’è fatta promotrice del progetto seconde squadre e il fatto che i talenti bianconeri debbano spesso e volentieri crescere altrove, in luoghi lontani dal proprio habitat, non può andare a genio. «Le seconde squadre rappresentano una necessità - ha spiegato Marotta più volte - perché sono propedeutiche all’ingresso in prima squadra. Penso ai modelli come la Spagna, dove le seconde squadre ci sono. Fonte: Tuttosport
  21. Da calciomercato.com Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, ospite degli studi di Sky Sport, parla a ruota a libera: "Cassano alla Sampdoria? Il merito è stato del suo agente, che in quel momento lo rappresentava, Beppe Bozzo. C'erano le premesse per poter concretizzare questo trasferimento e noi come Sampdoria abbiamo colto l'opportunità. Devo dire che è stata un'opportunità dal punto di vista economico assolutamente straordinaria, dal punto di vista del rendimento e della gioia che ha poi generato questa operazione, direi notevole e straordinaria". SULLA JUVE E CASSANO - "Ho letto di recente una sua intervista in cui diceva che è stato vicino alla Juventus quattro volte, quindi questa sarebbe la quinta".SUL SUO FUTURO - "Io sono legato da un rapporto a tempo indeterminato, ma il contratto è una cosa complementare, quello che conta è ciò che si crea con la società e il Presidente. Si continuerà finchè lo vorrà Agnelli".SU DYBALA - "Dybala? Io e Fabio Paratici siamo stati tempestivi ad andare a Vergiate a chiudere l'operazione quando gli altri temporeggiavano. Il mio modo di agire in un'operazione prevede di non pensare al milione in più o in meno, ma vedere la qualità del giocatore e puntare su quello. Cambia poco tra 2 milioni in più o in meno. Il rapporto con Zamparini ha aiutato". SU SUAREZ DEL BARCELLONA - " Trattato quando era all'Ajax e al Liverpool? Sì, quando si svolge questa attività bisogna essere molto ambiziosi anche se si sa che certi obiettivi non possono essere raggiunti. Un tentativo va sempre fatto, perché in realtà noi abbiamo provato a fare questi colpi in passato, ma non sono andati a buon fine". SU RONALDO - "I sogni non costano niente, si possono alimentare. Diverso è comprarlo. Costa. Credo che sia suggestivo, è impossibile che la Juve possa arrivare a concludere un'operazione del genere, va ponderata, va studiata. Non si possono concretizzare queste cose. Tutti lo vorrebbero, poi bisogna confrontarsi con la realtà. E' impossibile". SU PARATICI - "Un ragazzo che ho scoperto io. E' legato alla Juve, a me, al presidente, a Nedved, è importante lo spirito con cui siamo arrivati fino a qui". SU EMRE CAN - "Se ci sentiamo al sicuro? No, assolutamente. E' un giocatore in svincolo, il regolamento ci consente di allacciare rapporti con entourage e giocatore, e lo stiamo facendo. Ma la concorrenza è tanta, può anche rinnovare. Noi faremo di tutto per prenderlo. Da eslcudere per il mese di gennaio. Mettergli fretta? Fa parte delle nostre strategie, bisogna rispettare la sua volontà. Noi utilizziamo i nostri comportamenti, rispettiamo i regolamenti, il Liverpool, ma nelle prossime settimane intensificheremo i rapporti". SU MARCHISIO - "Professionista serio. E' normale che tra i nostri obiettivi c'è quella di aggiungere competitività nella rosa. Sia Emre Can che Marchisio ci stanno bene". SU GUARIN-VUCINIC - "Vucinic aveva già raggiunto Milano, era formalmente definita. L'Inter ci ripensò, c'era Fassone come direttore generale nerazzurro. Venne Guarin nei nostri uffici". SU ALLEGRI - "Fu un momento difficile, eravamo già in ritiro, arrivò la rescissione consensuale e decidemmo di prendere Allegri perché aveva il profilo adatto per sedersi sulla panchina della Juventus. Chi lo ha scelto? Siamo una squadra e con un confronto quotidiano prendiamo le nostre decisioni. Non c'erano tante alternative libere, all'unanimità abbiamo scelto Allegri. Ha piena autonomia, ha dimostrato di essere uno dei migliori". SU MANDZUKIC - "Mario è un ragazzo particolare, Allegri è capace di creare una relazione positiva con tutti e lo ha fatto anche con lui". SU DYBALA - "Siamo arrivati prima degli altri per chiudere questa operazione, l'importante era portarlo a casa. Era una risorsa importante per noi, ha dato risposte importanti. E' un giovane, bisogna avere la pazienza di aspettarlo. Rende ordinario lo straordinario, quando fa l'ordinario risulta essere insufficiente, ma bisogna avere la capacità di attenderlo. Per il futuro ci potrà regalare ancora tante emozioni. Resterà? Senza dubbio. Noi vendiamo solo quando un giocatore ce lo chiede". SULLA FIGC - "Negli ultimi 30 anni si sono dimessi due presidenti federali perché non hanno centrato l'obiettivo. Bisogna far tornare al centro di tutto il pallone. Bisogna scegliere la competenza. Buffon può rappresentare questa nuova realtà per creare un dipartimento che verrebbe chiamato club Italia che avrebbe una sua autonomia rispetto alla Federazione. Buffon è un'icona del calcio, quando smetterà di giocare potrà ricoprire questo ruolo. La nostra posizione per la FIGC? Ci sono ancora 10 giorni, vedremo".SU ORSOLINI - "E' in prestito biennale all'Atalanta. Tocca a loro decidere se rinunciare e solo dopo questa decisione potremmo valutare l'ipotesi Bologna".
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