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  1. Da mesi Marotta e Paratici lavorano su diversi obiettivi, oggi faranno il punto della situazione con Massimiliano Allegri. Per Emre Can, colpo a parametro zero, si aspetta solo la finale di Champions di sabato per l'ufficializzazione. Bene avviate sono anche le trattative per Mattia Perin. Allenatore e dirigenti si confronteranno su un'ampia lista di nomi: Perin, Darmian, Gimenez, Morata, Martial e altri. Al centro delle valutazioni ci sarà la difesa. La sensazione, a giudicare da alcuni spifferi di mercato è che il restyling del reparto non limiterà alle fasce e al cambio di Mattia Caldara e al cambio di Howedes, che non verrà riscattato. Per quel che riguarda Benatia, che ha molti estimatori la Juventus non vorrebbe venderlo a priori, ma di fronte a un'offerta importante farebbe come in passato con i vari Pogba, Bonucci e Vidal. Una proposta irrinunciabile non è ancora arrivata, ma il mercato si sa il preavviso non esiste, i dirigenti bianconeri si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati. Nell'eventualità la Juve si orienta su un profilo interazionale esperto. Un candidato è Diego Godin, 32 anni. Nel mirino dei bianconeri c'è anche Toby Alderweireld del Tottenham,29 anni. Fonte: Tuttosport
  2. Marotta e Paratici consapevoli dei movimenti di alcuni club (Marsiglia in primis) su Medhi Benatia e nel caso in cui l’interesse dovesse montare in un’offerta concreta (e irrinunciabile) nel quartier generale della Continassa non si vogliono far trovare impreparati. Si spiegano così gli spifferi che giungono da Madrid, sponda Atletico, riguardo il 32enne Diego Godin. La Juventus sta monitorando la situazione dell’esperto difensore uruguaiano, dotato anche di passaporto spagnolo. Godin è all’Atletico dal 2010 e con la squadra di Simeone, di cui è uno dei principali leader, ha vinto tutto tranne la Champions, sfiorata in due occasioni. Dopo il successo di mercoledì in Europa League l’ex Villarreal sta riflettendo sul proprio futuro. I casi sono due: o decide di chiudere la carriera a Madrid (ha ancora un anno di contratto più un’opzione per quello successivo) o si butta in una nuova avventura, a caccia di nuovi stimoli. Dovesse optare per la seconda ipotesi, stando a quanto filtra dall’Uruguay sono due le opzioni che tentano maggiormente Godin: provare a vincere la Champions League con la Juventus o avvicinarsi a casa accettando la corte del Boca Juniors. La separazione dall’Atletico è tutt’altro che certa, ma nel caso non sarebbe un braccio di ferro. Simeone sarebbe il primo a comprendere le ragioni di Godin e la diriegnza colchonera, trattandosi di un 32enne, non potrebbe chiedere la luna. La Juventus tiene sott’osservazione anche Toby Alderweireld, 29enne del Tottenham nel mirino anche del Manchester United, e il 18enne Matthijs De Ligt (Ajax) per il quale però è segnalato in pole position il Barcellona. Fonte: Tuttosport
  3. Beppe Marotta, ad della Juve, ha parlato ai microfoni di JTV. Ecco le sue parole: LA FORZA - "Sono sempre dei momenti straordinari nella propria esistenza, rimane dentro qualcosa che difficilmente si può dimenticare. E' stata una nottata faticosa, con la trasferta e lo stress, il postpartita è stato pesante ma quel peso è coinciso con la bellezza di un momento positivo. Credo che nello sport la società venga prima di tutto, non ho mai visto vincere una competizione da una squadra che non avesse alle spalle una società forte. E la nostra è una società forte, ha alle spalle la forza di una famiglia e noi questi sentimenti li trasmettiamo a tutti i giocatori". FUTURO - "Ottavo scudetto? Per vincerlo dovevamo vincere il settimo, quindi già questo è importante. Nel calcio si avvicendano giocatori, allenatori e dirigenti, ma non bisogna passare da un sentimento rivoluzionario, ma da un sentimento di evoluzione. I cambiamenti sono fisiologici in un mondo che brucia tutto velocemente. CRITICHE - "Più ci attaccavano, più noi ci caricavamo. La Juve ha una grande caratteristica, a livello mondiale: è la forza di resistere a tutte queste critiche eccessive, per non dire insulti". CRESCITA - "Il primo anno è stato difficile, non avevo capito cosa significasse essere alla Juventus e con Andrea Agnelli ci siamo scambiati spesso questa valutazione. Prima di tutto c'è il senso di appartenenza, legato al fatto che la proprietà è la stessa da tantissimi anni. Attraverso la proprietà sono inculcate una cultura di lavoro e di grande rispetto e sacrificio, da cui derivano grandi obiettivi che devono essere raggiunti". IL RITORNO DELLA JUVE - "Nel primo anno abbiamo avuto anche rifiuti eccellenti, poi quando ci siamo riconsolidati e abbiamo riconquistato quel palcoscenico che è consono alla storia della società sono arrivati tanti consensi, tra cui quello di Pirlo. Questo è il significato chiaro di ciò che rappresentano il brand, i colori e la storia di questa società". EFFETTO STADIUM - "Allianz Stadium? Nel lessico calcistico si parla sempre di stadio come dodicesimo uomo e questa è la consacrazione. Sia perché il pubblico juventino è così caloroso, sia perché questo tipo di stadio ti dà un tipo di contatto diretto, fisico con i giocatori in campo. E i giocatori lo sentono". MOMENTI DELLO SCUDETTO - "La vittoria contro la Lazio, la sconfitta col Napoli - paradossalmente quella ci ha dato maggiore consapevolezza, perché ci siamo guardati dentro e abbiamo capito che volevamo vincere a tutti i costi - e soprattutto la vittoria contro l'Inter a San Siro, che è nata non per caso. La capacità di non mollare mai ci ha dato quella vittoria". CLEAN SHEET - "Sia Buffon che Szczesny sono due autentici campioni, di generazioni diverse. Le loro qualità si sono evidenziati anche grazie al resto della squadra, al centrocampo che ha saputo filtrare e alla difesa fra le migliori al mondo". L'ADDIO DI BUFFON - "Intanto dobbiamo goderci il passato e il presente di un campione. Un campione è tale quando, andando via, lascia qualcosa di incancellabile dal punto di vista professionale e umano. Leader di sé stesso e della squadra, sarà difficile per noi trovare un sostituto, soprattutto come rappresentante di valori positivi". I MERITI DI ALLEGRI - "Difficile andare a disquisire quanto è la percentuale da attribuire all'allenatore in un successo sportivo. Ma al di là di questo, Allegri ha dimostrato con i fatti di essere all'altezza della Juventus e ha portato dei risultati straordinari. Allegri è l'autista di questo gruppo. Accanto a lui c'è certamente una società che l'ha supportato in quelle che sono state le sue idee". SECONDE SQUADRE - "Come avete saputo alcune leghe hanno protestato. Per me incomprensibile. Penso che le seconde squadre siano importanti per la crescita dei talenti, ma per lo spettacolo in generale e per le nostra Nazionali. Significa che quel gruppo di giocatori che ancora non è pronto per la prima squadra possono crescere accanto ai campioni nelle nostre strutture. Quindi è uno strumento indispensabile. Mi sorprendono quindi le proteste di talune categorie che dovrebbero tutelare il movimento calcistico, che potrebbe portare bene alla Nazionale e ai nostri talenti". VAR - "E' motivo di grande soddisfazione per noi, la Juve è sempre stata tacciata di aver 'rubato' i risultati. Il fatto che sia arrivato un mezzo tecnico che pur non essendo perfetto aiuta l'arbitro a ridurre il numero di errori ha portato ad una Juve comunque vincente. Il VAR deve essere però perfezionato, io estenderei il protocollo". CHAMPIONS - "Non è che se non ti impegni in campionato ottieni risultati in Champions. Queste sono coincidenze. La differenza tra la Champions e il campionato è che la Champions è un torneo. Basta un episodio, un sorteggio sfortunato, un episodio arbitrale e sei eliminato. In campionato invece vince sempre la squadra più forte. Può esserci un errore, una serata no, ma alla fine le cose alla lunga vanno bene. In Champions invece può capitare che non arrivi con la squadra al massimo, o che l'arbitro veda un rigore che non c'è come ci è successo". JUVENTUS WOMEN - "Esperienza positiva. Non ci aspettavamo di arrivare a questi livelli e adesso che ci giochiamo lo spareggio c'è il nostro supporto e la nostra vicinanza perché le ragazze possano coronare questa stagione assolutamente positiva anche in termini di emozioni che hanno dato ai nostri tifosi. Sono meno polemiche perché sono più attente nel protestare, vivono lo sport come divertimento, ma noi stiamo facendole diventare professioniste. Le abbiamo affiancate alle strutture che lavorano con la prima squadra maschile, poi c'è stata questa flessione, ma proviamo a centrare questo sogno". MERCATO - "Ci sistemeremo. Nel calcio maschile sicuramente, in quello femminile delego a Braghin, che sta facendo un ottimo lavoro" Tuttojuve
  4. Beppe Marotta, ad della Juventus, ha parlato prima del match di Crotone: «Allegri ha detto che questa gara è più importante rispetto a quella col Napoli? Ha fatto una dichiarazione perfetta perché questa gara è ingannevole: abbiamo tutto da perdere e poco da guadagnare - ha detto ai microfoni di Premium Sport - Le difficoltà paradossalmente sono superiori rispetto alla prossima gara contro il Napoli. Una vittoria oggi garantirebbe quasi sicuramente lo scudetto? Questo no, assolutamente, perché poi mancherebbero altre 5 giornate. Ma con i 3 punti qui a Crotone affronteremmo il Napoli con un po’ più tranquillità. Ceferin ha detto che per la VAR in Champions è presto e che Collina non si tocca? La VAR non porta alla perfezione ma riduce gli errori e quindi ritengo che debba essere inserito quanto prima. Ci sono metodi arbitrali diversi in giro per l’Europa e anche in Champions: e questo è paradossale. Va eliminata questa cosa. Per quel che riguarda Collina, noi abbiamo parlato di una designazione criticabile perché per noi non era logica rispetto al rischio che la gara presentava perché si affrontavano due squadre dal ranking altissimo: per noi Oliver non aveva l’esperienza adatta a un match del genere». «Pogba o Morata potrebbero tornare? Non credo ai cavalli di ritorno ma ci sono anche le eccezioni. Loro sono due grandi professionisti che hanno lasciato un ottimo raggiunto ma la valutazioni di mercato che hanno raggiunto rappresentano un miraggio per noi. L’operazione Higuain è stata straordinaria ed è stata fatta dopo la cessione di Pogba. Irritati per la presenza dei tifosi del Napoli a Torino? L’irritazione nasce da una logica e saggia preoccupazione. Noi vorremmo il pubblico avversario in ogni gara ma la preoccupazione nasce da quello successo negli ultimi anni. Ma le istituzioni hanno garantito grande controllo e ci affidiamo a loro. Non vogliamo fare polemica. Fatta pe Darmian? No, non è fatta per niente». Tuttosport.com
  5. Le direttrici seguite dall’ad bianconero e dal ds Paratici sono limpidissime: rinnovare il parco terzini per l’addio di Lichtsteiner e Asamoah (e magari con l’arrivo di un centrale in più qualora Rugani fosse intrigato dalle avance forestiere sul proprio conto), aspettare una risposta da Emre Can per il centrocampo (anche se il tedesco non sarà l’unico innesto nel reparto: occhi sempre aperti su Pellegrini), ringiovanire oppure puntare su un over 30 low cost per l’attacco nel caso Mandzukic saluti la compagnia. Nello specifico, entrando nel capitolo degli scontenti perché poco utilizzati: giusto per non smentirsi, anche ieri Mourinho ha tenuto Martial in panca e per il versatile attaccante dello United (entrato nell’ultima mezz’ora - al posto di Pogba - per assistere al tonfo casalingo dei Red Devils contro il West Bromwich) il futuro a Manchester è sempre più nebuloso. E Darmian? Manco a dirlo, neppure in panchina e il terzino scalpita pur di tornare prima possibile in Italia. L’ex Torino, pur essendo più che adatto a giostrare su entrambe le corsie, sarebbe in partenzal’alter ego di De Sciglio lungo il binario destro, mentre a sinistra il solo Spinazzola (fermo restando che Alex Sandro resta assolutamente in pole fra i giocatori cedibili) non può bastare. E allora ecco che la pista Filipe Luis, a maggio ragione dopo i recenti contatti diretti di Madrid, può riscaldarsi: certo, non è un calciatore di primo pelo, ma il 32enne terzino sinistro brasiliano in scadenza di contratto nel 2019 con l’Atletico Madrid rappresenta il classico profilo “alla Marotta”. Esperto di ordalie europee, non appena il perone fratturato gli darà tregua, il sudamericano tornerà presto sulla ribalta e i buoni uffici di Marotta e Paratici “rischiano” di fare la differenza. Capitolo Emre Can: quella al via oggi può essere la settimana determinante perché il nazionale tedesco in uscita gratis dal Liverpool comunichi la sua decisione facendo capire se nel suo caso prevarranno le ragioni del cuore oppure del portafogli. Fonte: Tuttosport
  6. Asamoah ha già comprato casa a Milano? Quando un giocatore manifesta di andare via noi cerchiamo di accontentarlo: a me non risulta, ma se avesse deciso di trasferirsi rientra in questa logica. Adesso non c'è nulla di ufficiale, lui non ha ancora deciso, ma se decidesse di andare ne prenderemo atto e glielo lasceremo fare" Concetti chiari, come sempre. Beppe Marotta, prima del calcio d'inizio di Juventus-Milan, ha voluto ribadire un dogma della gestione del mercato bianconero. Il mirino dell'ad bianconero si è poi spostato su Bonucci, il grande ex del big-match dello Stadium: «Nel calcio possono andare in scena cose che bisogna saper accettare con serenità. I rapporti con lui rimangono ottimi»."La cena Dybala-Simeone? Mi fa sorridere che si parli di una cosa del genere, non mi sorprendo che in un ristorante di Madrid possa succedere che ci sia seduto da una parte il nostro attaccante e da un'altra l'allenatore della squadra locale: sono cosa che succedono anche a Milano, a Torino o a Roma. Fonte: Tuttosport
  7. E se arriva Martial chi gli fa posto? Il reparto d’attacco della Juventus è già piuttosto affollato, eppure i dirigenti si guardano in giro e potrebbero anche operare qualcosa. Perché? Il primo pensiero può essere il più temuto dai tifosi della Juventus: stanno vendendo Paulo Dybala. Ma in questo momento non ci sono segnali di alcuna trattativa per il numero dieci argentino che, in modo ufficiale e anche per i messaggi ufficiosi lasciati trapelare ai media, continua a progettare un futuro juventino. Oltretutto all’orizzonte non ci sono club particolarmente caldi sulle sue tracce e le notizie dell’assalto dell’Atletico Madrid per ora hanno i contorni della bufala. E quindi chi parte? Detto che in questo momento manca un’alternativa seria a Higuain e l’eventuale arrivo di un centravanti potrebbe non comportare necessariamente un’uscita (la rosa che a inizio anno sembrava fin troppo ricca in attacco, in questa fase della stagione sta dimostrando di essere appena “giusta”), attenzione alla linea di Marotta che per la prossima campagna acquisti ha intenzione di ringiovanire la rosa ovunque il mercato lo renda possibile. La Juventus di questa stagione è la più vecchia della gestione di Andrea Agnelli e una delle più vecchie della storia bianconera: la statistica è certamente condizionata dall’età di un paio di inossidabili senatori, ma resta forte la volontà di ringiovanire. Ecco quindi che un giocatore come Mario Mandzukic potrebbe anche essere assecondato qualora decidesse di ascoltare le sirene che arrivano dall’esterno e, in particolare, quelle assai remunerative della Cina. Mandzukic avrà 32 anni nella prossima stagione e per quanto sia alta la considerazione di Allegri, nella prossima stagione potrebbe non essere più un titolare inamovibile, soprattutto se Douglas Costa proseguisse il suo processo di crescita. Come nel caso di Dybala, va sottolineato come al momento non ci siano riscontri concreti e credibili di trattative per l’addio di SuperMario, se non gossip che arrivano da Oriente. Ma nei prossimi due mesi il mercato bianconero verrà delineato in modo sempre più chiaro e non ci sarebbe da sorprendersi se di fronte a un’offerte interessante (sia per la Juventus che per il croato) non venisse presa in considerazione la cessione. Tuttosport.com
  8. Questa Juventus, sono loro: i dirigenti, l’unica costante nel trionfale ciclo di sette anni che ha visto alternarsi due allenatori in panchina e decine di giocatori nella rosa, ma non ha mai scalfito il gruppo formato da Andrea Agnelli e comandato da Beppe Marotta. Un gruppo affiatato e soprattutto solido, che ha reso la società un granitico punto di riferimento per la squadra. Perché la scelta dei giocatori e le relative operazioni di mercato rappresentano solo una parte del lavoro del gruppo dirigente e non è la sola cruciale per le vittorie a fine stagione. Puoi allestire la migliore rosa del mondo, ma se non la accompagni nel corso della stagione, è altissimo il rischio di vederla deragliare alle prime difficoltà o al primo problema di spogliatoio. La Juventus è diversa. L’allenatore, se ha la fiducia del management, ha sempre le spalle ben coperte dalla società (Allegri lo sa bene, dal caso Bonucci dello scorso anno alla gestione di Dybala e Higuain di quest’anno). I giocatori sanno di avere un blocco monolitico davanti a loro, per cui chi non accetta le regole della casa ha come unica alternativa quella di accomodarsi altrove. E nei momenti di sbando, c’è chi tiene la barra dritta e consente ai senatori dello spogliatoio di gestire le crisi (vedi l’inizio della seconda stagione di Allegri). Insomma, tra i segreto del successo della Juventus, la dirigenza e i suoi metodi hanno un peso notevole. Lo sanno anche altrove, visto che negli ultimi mesi, Beppe Marotta è stato corteggiatissimo per ricoprire ruoli in Federcalcio (prima e dopo il commissariamento), mentre il Paris Saint Germain, dove potrebbe approdare Antonio Conte, ha annusato la possibilità di prendersi anche Fabio Paratici, mago del mercato e grande conoscitore del settore talenti. I contratti sono stati discussi senza grossi problemi e in questo momento c’è accordo totale su qualsiasi punto. Fonte: Tuttosport
  9. In attesa dei colpi a centrocampo, l’ad Beppe Marotta blinda a parole Claudio Marchisio: «Lo vedremo in maglia Juve anche l’anno prossimo. Non ci sono segnali da parte sua e da parte nostra di cambiamento». Emre Can sarebbe un importante tassello per la Juventus e si sta lavorando ad offrire un contratto di tutto rispetto al giocatore che potrebbe firmare un contratto quinquennale o un quadriennale con opzione di rinnovo per un anno e un salario da 5 milioni più bonus, somma che lo farebbe diventare il centrocampista più pagato della Juve. E quindi mentre la Juve sogna, a Liverpool si chiedono come finirà la storia di Can con la maglia dei Reds. Il giocatore è un titolare inamovibile della formazione di Klopp e nelle scorse settimane si era addirittura guadagnato la fascia di capitano. Ma nelle ultime ore il tecnico dei Reds ha parlato in conferenza stampa proprio sul futuro del giocatore. L’allenatore tedesco, incalzato dai giornalisti locali, ha provato a smorzare la situazione con una battuta: «Nel mio ufficio ad avvisarmi che va alla Juve non ci è ancora venuto». Ma l’allenatore dei Reds ha poi dovuto spiegare come stanno veramente le cose: «Tutto può succedere. Sinceramente al momento di sicuro non c’è nulla, ma appena succederà qualcosa vi faremo sapere». La Juventus intanto non vuole forzare la mano sul calciatore e sta cercando di rispettare anche i suoi impegni, non solo con il Liverpool ma anche con la nazionale tedesca. Fonte: Tuttosport
  10. Era l’estate 2016 quando il Real si riprese Alvaro Morata la punta spagnola sborsando 30 milioni rispetto ai 20 incassati nel 2014 e con la Juventus consapevole del fatto che al termine di quella stagione i blancos avrebbero esercitato il diritto di recompra. Oggi, al tramonto di una sessione di mercato fra le più povere di denaro, le idee le ha messe in campo il club bianconero, forte di rapporti consolidati con determinate società e di un appeal incomparabile a livello nazionale. E siccome il diritto di riacquisto non è contemplato nella normativa che regola i trasferimenti in Italia (però in futuro magari si potrà) le società “riparano” approfondendo i rapporti, cementando le amicizie e cedendo calciatori sui quali si mantengono in corsia di sorpasso in prospettiva. E controllandoli da una postazione privilegiata, senza l’uso di droni o altri artifizi. E’ cosi che la Juventus ha messo su un gruzzolo da oltre 20 milioni nelle operazioni chiuse a gennaio. Nessuna new entry in prima squadra, più uscite legate ad elementi comunque “pedinati” dai bianconeri perché sul loro cartellino pende una sorta di gentlemen’s agreement, diversamente esplicabile con una formuletta da due parole: effetto Morata. Nessuna carta scritta, dunque, giacché non ci si può accordare su un’eventuale recompra di un giocatore già venduto. Piuttosto una sorta di corsia preferenziale per il futuro (di durata biennale/triennale) in virtù della quale un determinato elemento potrebbe rincasare a Torino in caso di nuova intesa fra le parti. Fonte: Tuttosport Secondo le norme che regola- Buoni rapporti con il Perugia. E all’estero occhio all’Olanda no i trasferimenti tra club italiani, un’operazione come quella che portò Alvaro Morata alla Juventus nell’estate 2014 e poi ricondusse lo spagnolo a Madrid nel 2016 non è possibile. Ma non è detto che la regola non possa essere cambiata. In un mercato di casa nostra in cui da anni sono sparite le comproprietà (e chi vuole posticipare un investimento consistente si rifugia nel prestito con obbligo di riscatto anziché acquistare un calciatore a titolo definitivo) la novità potrebbe non essere così lontana nel tempo. E sarà Beppe Marotta, amministratore delegato del club più titolato d’Italia, ad avanzare la proposta a Roma in Federcalcio. Sarebbe una garanzia in più per i giovani nonché un invito a investire sui calciatori italiani. Peraltro la Juventus, da anni, s’è fatta promotrice del progetto seconde squadre e il fatto che i talenti bianconeri debbano spesso e volentieri crescere altrove, in luoghi lontani dal proprio habitat, non può andare a genio. «Le seconde squadre rappresentano una necessità - ha spiegato Marotta più volte - perché sono propedeutiche all’ingresso in prima squadra. Penso ai modelli come la Spagna, dove le seconde squadre ci sono. Fonte: Tuttosport
  11. Da calciomercato.com Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, ospite degli studi di Sky Sport, parla a ruota a libera: "Cassano alla Sampdoria? Il merito è stato del suo agente, che in quel momento lo rappresentava, Beppe Bozzo. C'erano le premesse per poter concretizzare questo trasferimento e noi come Sampdoria abbiamo colto l'opportunità. Devo dire che è stata un'opportunità dal punto di vista economico assolutamente straordinaria, dal punto di vista del rendimento e della gioia che ha poi generato questa operazione, direi notevole e straordinaria". SULLA JUVE E CASSANO - "Ho letto di recente una sua intervista in cui diceva che è stato vicino alla Juventus quattro volte, quindi questa sarebbe la quinta".SUL SUO FUTURO - "Io sono legato da un rapporto a tempo indeterminato, ma il contratto è una cosa complementare, quello che conta è ciò che si crea con la società e il Presidente. Si continuerà finchè lo vorrà Agnelli".SU DYBALA - "Dybala? Io e Fabio Paratici siamo stati tempestivi ad andare a Vergiate a chiudere l'operazione quando gli altri temporeggiavano. Il mio modo di agire in un'operazione prevede di non pensare al milione in più o in meno, ma vedere la qualità del giocatore e puntare su quello. Cambia poco tra 2 milioni in più o in meno. Il rapporto con Zamparini ha aiutato". SU SUAREZ DEL BARCELLONA - " Trattato quando era all'Ajax e al Liverpool? Sì, quando si svolge questa attività bisogna essere molto ambiziosi anche se si sa che certi obiettivi non possono essere raggiunti. Un tentativo va sempre fatto, perché in realtà noi abbiamo provato a fare questi colpi in passato, ma non sono andati a buon fine". SU RONALDO - "I sogni non costano niente, si possono alimentare. Diverso è comprarlo. Costa. Credo che sia suggestivo, è impossibile che la Juve possa arrivare a concludere un'operazione del genere, va ponderata, va studiata. Non si possono concretizzare queste cose. Tutti lo vorrebbero, poi bisogna confrontarsi con la realtà. E' impossibile". SU PARATICI - "Un ragazzo che ho scoperto io. E' legato alla Juve, a me, al presidente, a Nedved, è importante lo spirito con cui siamo arrivati fino a qui". SU EMRE CAN - "Se ci sentiamo al sicuro? No, assolutamente. E' un giocatore in svincolo, il regolamento ci consente di allacciare rapporti con entourage e giocatore, e lo stiamo facendo. Ma la concorrenza è tanta, può anche rinnovare. Noi faremo di tutto per prenderlo. Da eslcudere per il mese di gennaio. Mettergli fretta? Fa parte delle nostre strategie, bisogna rispettare la sua volontà. Noi utilizziamo i nostri comportamenti, rispettiamo i regolamenti, il Liverpool, ma nelle prossime settimane intensificheremo i rapporti". SU MARCHISIO - "Professionista serio. E' normale che tra i nostri obiettivi c'è quella di aggiungere competitività nella rosa. Sia Emre Can che Marchisio ci stanno bene". SU GUARIN-VUCINIC - "Vucinic aveva già raggiunto Milano, era formalmente definita. L'Inter ci ripensò, c'era Fassone come direttore generale nerazzurro. Venne Guarin nei nostri uffici". SU ALLEGRI - "Fu un momento difficile, eravamo già in ritiro, arrivò la rescissione consensuale e decidemmo di prendere Allegri perché aveva il profilo adatto per sedersi sulla panchina della Juventus. Chi lo ha scelto? Siamo una squadra e con un confronto quotidiano prendiamo le nostre decisioni. Non c'erano tante alternative libere, all'unanimità abbiamo scelto Allegri. Ha piena autonomia, ha dimostrato di essere uno dei migliori". SU MANDZUKIC - "Mario è un ragazzo particolare, Allegri è capace di creare una relazione positiva con tutti e lo ha fatto anche con lui". SU DYBALA - "Siamo arrivati prima degli altri per chiudere questa operazione, l'importante era portarlo a casa. Era una risorsa importante per noi, ha dato risposte importanti. E' un giovane, bisogna avere la pazienza di aspettarlo. Rende ordinario lo straordinario, quando fa l'ordinario risulta essere insufficiente, ma bisogna avere la capacità di attenderlo. Per il futuro ci potrà regalare ancora tante emozioni. Resterà? Senza dubbio. Noi vendiamo solo quando un giocatore ce lo chiede". SULLA FIGC - "Negli ultimi 30 anni si sono dimessi due presidenti federali perché non hanno centrato l'obiettivo. Bisogna far tornare al centro di tutto il pallone. Bisogna scegliere la competenza. Buffon può rappresentare questa nuova realtà per creare un dipartimento che verrebbe chiamato club Italia che avrebbe una sua autonomia rispetto alla Federazione. Buffon è un'icona del calcio, quando smetterà di giocare potrà ricoprire questo ruolo. La nostra posizione per la FIGC? Ci sono ancora 10 giorni, vedremo".SU ORSOLINI - "E' in prestito biennale all'Atalanta. Tocca a loro decidere se rinunciare e solo dopo questa decisione potremmo valutare l'ipotesi Bologna".
  12. Visto che si avvicina la seconda parte di stagione, qualche riflessione sulle nostre potenzialità economiche credo sia d'obbligo.