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  1. Riassumiamo! Marotta: - ha accettato il rinvio di Inter-Samp (quello sì eh? 😉); - non ha accettato quello di Juve-Inter che intasa ANCHE il calendario della Juve; - non ha accettato che si giocasse il giorno dopo a porte aperte, nonostante dapprima l'ordinanza in Piemonte terminasse sabato e, successivamente, due ore dopo la fine di Juve-Inter (all'estero tutelano El Classico per giocarlo a porte aperte). E allora aiutate voi Beppone a fare la proposta giusta, sia qui nel topic che sui social con l'hashtag #MarottaPropone Ti diamo una mano noi Beppe!
  2. Commenti (memorabili) web di questa settimana... 1) Come al solito...Che senso ha non giocare Juve Inter a porte chiuse e dopo 3 giorni giocare Juve Milan di coppa Italia? (JUVE MILAN NON SI GIOCHERA') 2) Juve come al solito decide. Juve Milan a porte aperte, senza tifosi dalla Lombardia (JUVE MILAN NON SI GIOCHERA') 3) Ecco, lo sapevo! Juve Inter rimandata al 13 maggio. Così noi dell'Inter giocheremo 9 partite il mese di Maggio. E' inutile. Il Sistema è in mano alla Juve 4) Marotta: "Non possiamo giocare con la Juve, se non recuperiamo prima la partita con la Sampdoria" 5) "La coppia Lautaro Martinez-Lukaku è più in forma. Meglio assortita. In sostanza, attualmente, più forte di Dybala-Ronaldo" 6) "La Juventus ha fatto rimandare la partita perché viene da un periodo negativo" 7) https://www.calciomercato.com/…/derby-d-italia-cinque-motiv… I cinque motivi per cui vincerà l'Inter. E per la Juve sarà tempo di processi. Poi dalla realtà descritta dai sofferenti antijuventini, la sentenza del campo. Inoppugnabile. 2-0. Porte chiuse. Porte aperte. "Alla tedesca". Non importa... Due paroline anche per il Milan. Forse eccessivamente stanco dopo aver fermato la Juve in Coppa Italia...Perde in casa con il Genoa. 0 punti...Preziosi
  3. Esattamente 8 anni e un mese fa la Juventus di Andrea Agnelli entrava in una nuova era acquistando il suo primo giocatore. Era un numero 7: Simone Pepe. Oggi la Juve entra in una nuova era acquistando il più forte calciatore del mondo. E’ un numero 7: Cristiano Ronaldo. Da Pepinho7 a CR7, con in mezzo 7 scudetti consecutivi. CRISTIANO RONALDO È UN GIOCATORE DELLA JUVENTUS! E’ BIANCONERO. LO STADIUM È LA SUA NUOVA CASA. Sembra assurdo solo scriverlo, ancora incredibile pensarlo. Non so se i famosi ricci che vengono tirati fuori in queste occasioni abbiano mai goduto come stiamo godendo noi in questo momento. Di certo riuscirebbero a fare ragionamenti più lineari di quelli che vengono in mente a noi, e con una faccia meno da ebeti. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Beppe Marotta e Fabio Paratici sono riusciti in un’impresa che fino a due settimane fa suscitava sberleffi (per tenerci bassi) al solo ipotizzarla. Ebbene: GRAZIE! E’ il punto più alto di una dirigenza Top, che ha fatto fare alla Juve progressi percentuali enormi rispetto al tempo da cui opera. Ma sono riusciti in qualcosa di più. Dopo aver riportato la Juve al ruolo che le competeva in Italia ed essersi spinti moltissimo avanti in Europa, con l’acquisto di CR7 le restituiscono quell’appeal nel mondo intero che nell’era social l’aveva vista prima arrancare (per le ragioni che conosciamo tutti) e solo successivamente iniziare la risalita. Con Cristiano Ronaldo non serve la risalita: l’impatto è immediato! Cristiano Ronaldo è un “click”, una luce che si accende immediatamente, è la mossa decisiva necessaria a raggiungere i fatturati delle top 5 e allontanarsi da quella “terra di nessuno” (come la definì Agnelli) che la vede in coabitazione col Liverpool. Io ho molto rispetto di club come il Real e il Barça e di quanto hanno fatto negli ultimi 12 anni. Ma è sempre apparso lampante come dapprima con Messi e poi con CR7, che si sono spartiti Palloni d’Oro e Champions, il gap fosse incolmabile. Si potevano anche fare 10/11 di squadra al loro livello (ed era già difficilissimo), ma poi c’erano sempre quei due lì a marcare una differenza netta. Perdipiù quest’epoca è coincisa da una parte con un aumento generale degli introiti economici nel calcio (mentre noi, nei primi anni, accumulavamo debiti), e dall’altra con il boom dei nuovi mezzi di comunicazione, dei social, dei moderni device. Soldi & riconoscibilità: un binomio che ha prodotto un balzo enorme a livello mondiale a chi ha saputo sfruttarlo. Noi non potevamo. O meglio non abbiamo potuto, per molto tempo, a causa di motivi di forza maggiore. E proprio a quella “forza maggiore” oggi dedichiamo di cuore tutta la goduria possibile, sbattendogliela in faccia più o meno come fece Mandzukic esultante a Firenze (per chi se la ricorda…). Già, perché recuperare o accorciare di molto quel divario che sembrava incolmabile oggi è finalmente possibile. Perché? Perché non compriamo solo un giocatore. Degli aspetti tecnici di CR7 è quasi superfluo parlarne! In realtà lo faremo sicuramente nel corso dei mesi, ma è uno di quei fenomeni della storia del calcio per cui si sogna ad occhi aperti prima ancora di avventurarsi in disamine varie. Come è stato ampiamente detto compriamo un’azienda, ma non compriamo nemmeno “solo” un’azienda (perché di aziende ce ne sono tante), compriamo “la cosa” più seguita al mondo (più di squadre intere, cestisti NBA, divi di Hollywood o della musica, presidenti di nazioni, istituzioni… 6 volte in più dell’intera Juve, per fare un esempio). Non, dunque, “l’atleta”, “lo sportivo” o “la persona”, ma “la cosa” più seguita al mondo. Ed è inutile che spieghi i riflessi che questo avrà sulla Juve. Sono gli stessi di cui (in termini diversi) hanno goduto per anni lo stesso Real, il Barça con Messi, le inglesi con gli introiti derivanti dalla Premier, il Bayern con sponsor casalinghi munifici… insomma tutti avevano una “chiave”, tecnica o economica, per quel “qualcosa in più”. Noi da oggi abbiamo questa chiave. Possiamo aggregarci a quel treno. Per estremizzare il concetto… persino se non dovessimo vincere nulla nei prossimi anni (non sia mai) godremmo comunque di un ritorno pazzesco. Perché solo per le sponsorship legate ai social CR7 fa guadagnare ai marchi che appaiono nei suoi post una cifra 7 (toh!) volte superiore a quella di qualsiasi altro sportivo! Basti dare un’occhiata a questi dati: (fonte: Hookit) Ecco perché è stato un acquisto storico. E’ l’ultimo step, quello da cui da adesso in poi NON SI TORNA PIU’ INDIETRO! Se la Juve saprà sfruttare quest’occasione salirà a quel livello che ti deve far vedere le cose sotto un’altra ottica: poter puntare costantemente al top a livello internazionale, mirare al massimo, ambire alla cima. Persino quella rovesciata stratosferica dello Stadium ci appare oggi sotto un’altra veste, dato che proprio l’applauso a scena aperta che ne conseguì può essere stato importantissimo nella scelta di Cristiano, e quindi nel farci salire questo nuovo gradino. Io individuo tre momenti nel corso di questi 7 anni in cui aspettavo la Juve ad una sorta di “varco”, delle sorte di prove per capire se c’era per davvero la voglia di crescere. Il primo fu l’acquisto di Tevez. Prima di Tevez, nel nuovo ciclo, non avevamo avuto nomi così altisonanti in attacco, e anche allora sembrava un affare difficile da immaginare per tutta una serie di motivi. Completato alla grande (scatenò un entusiasmo incredibile, Carlitos all'uscita dell'aeroporto venne respinto dentro dalla folla di tifosi). Il secondo è stato l’acquisto di Higuain, e la CIFRA spesa per quell’affare. Prima di allora l’acquisto più costoso della Juve era stato Dybala (ma costò meno della metà) che già di suo rappresentò un primo jolly, visto che nei primi 4 anni di nuovo ciclo non si era speso mai, per un singolo acquisto, più di 20/22 milioni (lo stesso Napoli prese il Pipita spendendo una cifra più alta). Nessuno poteva credere che la Juve potesse arrivare a spendere 90 milioni sull’unghia. Lo fece. Il terzo ovviamente è Cristiano Ronaldo, pura utopia per chiunque, e su cui abbiamo già detto. La Juve in questi 7 anni non è mai andata indietro, ma sempre avanti. Si può discutere se da un anno all’altro un 11 nel suo complesso si faccia preferire o meno rispetto a quello precedente, ma la rosa è perennemente andata in crescita. Ecco perché Cristiano Ronaldo apre una nuova era. Perché DEVE rappresentare quell’approdo da cui non tornare più indietro, non bisogna più voltare le spalle. Di pari passo con la costruzione dei campioni bisognerà ambire all’acquisizione di fenomeni di caratura internazionale “già pronti”. Non potrà avvenire sempre, naturalmente, perché i fenomeni assoluti sono pochi. Ma si dovrà entrare in quel loop, forti di una rinnovata visibilità mondiale e dei nuovi introiti commerciali da saper sfruttare, da DOVER sfruttare! Altra cosa: sarebbe bene che TUTTO il mondo Juve facesse questo step. La Juve stessa lo fa già in TUTTI i suoi comparti avendo inaugurato il nuovo centro tecnico dopo lo stadio (alla luce dei fatti… Ah!... se fosse stato un po’ più capiente… visti anche i rincari…), il museo, il Jmedical, la nuova sede, la squadra femminile, eccetera... qualcosa di grandioso), ma non bisogna più perdersi in minuzie (tipo quella della comunicazione, molto attuale in questi giorni). Devono farlo anche "alcuni" tifosi, cercando di sostenere la propria squadra sempre, innamorandosi ogni giorno di questi colori, preferendo il sostegno continuo durante la partita al mutismo o ai fischi (tanto c’è sempre tempo dopo il 90°). C’è da impazzire di gioia, cacchio: tifiamo Juve! E poi dovremmo sperare, ma è una speranza vana, che questo step lo faccia quella gran parte dell’ambiente che circonda la Juve. Quell’ambiente che si avvarrà di opportuni ritorni da questo acquisto (ovviamente all’inizio non in termini tecnici, ma economici e di visibilità). Quell’ambiente che già godrà di 4 squadre italiane fisse in Champions ottenute sempre grazie al lavoro di Andrea Agnelli. Quell’ambiente che però ha nei confronti della Juve un atteggiamento stomachevole, nauseante, schiavo di logiche a tratti comiche a tratti penose, più vicine ad uno spettacolo del Mago di Arcella che a prodotti come la Premier o la Champions. Caro Cristiano, te li troverai davanti tutti! Basti pensare a quell’ampia coltre di pennivendolismo da cui nel corso dell’anno si dipanano fake news continue, a cui bisogna fare la fatica di rispondere ogni volta, sputtanandole puntualmente. Procuratori federali che cambiano le carte in tavola a seconda dei casi. Presidenti che sputano melma sul sistema calcio venendo condonati dai procuratori di prima. Sindaci o politici che si dimenticano della carica che ricoprono. Trasmissioni televisive che invece di entrare nei meriti tecnici e tattici, o analizzare strutturalmente i problemi del calcio, diffondono ignoranza a palate perdendosi dietro ad un cartellino giallo. I tifosi, non solo webeti, ma anche personaggi pubblici di spicco, che si abbeverano a queste fonti esprimendosi come bimbiminkia patentati. Ecco. Prima di parlare di benefici per il calcio italiano, fatevi un esame di coscienza riflettendo su chi questi benefici li porta e chi il calcio italiano lo denigra coi propri comportamenti. Noi il nostro lo facciamo da 7 anni e stiamo continuando a farlo, scrivendo la storia: voi quantomeno iniziate a fare un piccolo passo imparando a leggerla! Nel frattempo godiamo come dei ricci. Benvenuto alla Juve, Cristiano Ronaldo! - Leevancleef -
  4. Per la prima volta dopo 8 anni e mezzo di Juventus, Beppe Marotta non è andato allo Stadium. Decisione sofferta, maturata nella giornata di ieri. Dal divano l’ex a.d. bianconero ha ascoltato – e apprezzato – prima le belle parole di Pavel Nedved («Difficile immaginare una Juve senza di lui. Voglio ringraziarlo pubblicamente perché con me è stato immenso, mi ha sempre aiutato, mi ha spiegato e rispiegato le cose quando non capivo») e poi l’omaggio della curva, nome e cognome ripetuti più volte e accompagnati da tanti applausi. Allegri e i giocatori gli hanno fatto sentire il loro affetto e il telefono è sempre intasato di messaggi. Ieri è stata la giornata del definitivo di stacco: Marotta aveva già saltato il canonico pranzo Uefa. Mentre la delegazione bianconera pranzava al «Cambio» con quelli dello Young Boys, lui ha scelto un ristorante poco distante che si chiama come uno dei suoi primi acquisti bianconeri, «Pepe». La parola giusta per descrivere il suo stato d’animo dopo la scelta di Andrea Agnelli di non confermarlo è addolorato, ma non certo rassegnato. Ripartirà appena possibile, da dove è presto per dirlo, ma è attratto da una nuova sfida. Ci vorrà qualche giorno per risolvere il contratto a tempo indeterminato da direttore generale, nel frattempo ha già cominciato a fare gli scatoloni. A Torino tornerà spesso perché è qui che vivono i suoi due figli, gemelli, ma si trasferirà presto a Milano. Nei giorni scorsi si è congedato da John Elkann, che nel 2010 lo portò a Torino. Otto anni e mezzo e 7 scudetti fa. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. Beppe Marotta, ad della Juve, ha parlato ai microfoni di JTV. Ecco le sue parole: LA FORZA - "Sono sempre dei momenti straordinari nella propria esistenza, rimane dentro qualcosa che difficilmente si può dimenticare. E' stata una nottata faticosa, con la trasferta e lo stress, il postpartita è stato pesante ma quel peso è coinciso con la bellezza di un momento positivo. Credo che nello sport la società venga prima di tutto, non ho mai visto vincere una competizione da una squadra che non avesse alle spalle una società forte. E la nostra è una società forte, ha alle spalle la forza di una famiglia e noi questi sentimenti li trasmettiamo a tutti i giocatori". FUTURO - "Ottavo scudetto? Per vincerlo dovevamo vincere il settimo, quindi già questo è importante. Nel calcio si avvicendano giocatori, allenatori e dirigenti, ma non bisogna passare da un sentimento rivoluzionario, ma da un sentimento di evoluzione. I cambiamenti sono fisiologici in un mondo che brucia tutto velocemente. CRITICHE - "Più ci attaccavano, più noi ci caricavamo. La Juve ha una grande caratteristica, a livello mondiale: è la forza di resistere a tutte queste critiche eccessive, per non dire insulti". CRESCITA - "Il primo anno è stato difficile, non avevo capito cosa significasse essere alla Juventus e con Andrea Agnelli ci siamo scambiati spesso questa valutazione. Prima di tutto c'è il senso di appartenenza, legato al fatto che la proprietà è la stessa da tantissimi anni. Attraverso la proprietà sono inculcate una cultura di lavoro e di grande rispetto e sacrificio, da cui derivano grandi obiettivi che devono essere raggiunti". IL RITORNO DELLA JUVE - "Nel primo anno abbiamo avuto anche rifiuti eccellenti, poi quando ci siamo riconsolidati e abbiamo riconquistato quel palcoscenico che è consono alla storia della società sono arrivati tanti consensi, tra cui quello di Pirlo. Questo è il significato chiaro di ciò che rappresentano il brand, i colori e la storia di questa società". EFFETTO STADIUM - "Allianz Stadium? Nel lessico calcistico si parla sempre di stadio come dodicesimo uomo e questa è la consacrazione. Sia perché il pubblico juventino è così caloroso, sia perché questo tipo di stadio ti dà un tipo di contatto diretto, fisico con i giocatori in campo. E i giocatori lo sentono". MOMENTI DELLO SCUDETTO - "La vittoria contro la Lazio, la sconfitta col Napoli - paradossalmente quella ci ha dato maggiore consapevolezza, perché ci siamo guardati dentro e abbiamo capito che volevamo vincere a tutti i costi - e soprattutto la vittoria contro l'Inter a San Siro, che è nata non per caso. La capacità di non mollare mai ci ha dato quella vittoria". CLEAN SHEET - "Sia Buffon che Szczesny sono due autentici campioni, di generazioni diverse. Le loro qualità si sono evidenziati anche grazie al resto della squadra, al centrocampo che ha saputo filtrare e alla difesa fra le migliori al mondo". L'ADDIO DI BUFFON - "Intanto dobbiamo goderci il passato e il presente di un campione. Un campione è tale quando, andando via, lascia qualcosa di incancellabile dal punto di vista professionale e umano. Leader di sé stesso e della squadra, sarà difficile per noi trovare un sostituto, soprattutto come rappresentante di valori positivi". I MERITI DI ALLEGRI - "Difficile andare a disquisire quanto è la percentuale da attribuire all'allenatore in un successo sportivo. Ma al di là di questo, Allegri ha dimostrato con i fatti di essere all'altezza della Juventus e ha portato dei risultati straordinari. Allegri è l'autista di questo gruppo. Accanto a lui c'è certamente una società che l'ha supportato in quelle che sono state le sue idee". SECONDE SQUADRE - "Come avete saputo alcune leghe hanno protestato. Per me incomprensibile. Penso che le seconde squadre siano importanti per la crescita dei talenti, ma per lo spettacolo in generale e per le nostra Nazionali. Significa che quel gruppo di giocatori che ancora non è pronto per la prima squadra possono crescere accanto ai campioni nelle nostre strutture. Quindi è uno strumento indispensabile. Mi sorprendono quindi le proteste di talune categorie che dovrebbero tutelare il movimento calcistico, che potrebbe portare bene alla Nazionale e ai nostri talenti". VAR - "E' motivo di grande soddisfazione per noi, la Juve è sempre stata tacciata di aver 'rubato' i risultati. Il fatto che sia arrivato un mezzo tecnico che pur non essendo perfetto aiuta l'arbitro a ridurre il numero di errori ha portato ad una Juve comunque vincente. Il VAR deve essere però perfezionato, io estenderei il protocollo". CHAMPIONS - "Non è che se non ti impegni in campionato ottieni risultati in Champions. Queste sono coincidenze. La differenza tra la Champions e il campionato è che la Champions è un torneo. Basta un episodio, un sorteggio sfortunato, un episodio arbitrale e sei eliminato. In campionato invece vince sempre la squadra più forte. Può esserci un errore, una serata no, ma alla fine le cose alla lunga vanno bene. In Champions invece può capitare che non arrivi con la squadra al massimo, o che l'arbitro veda un rigore che non c'è come ci è successo". JUVENTUS WOMEN - "Esperienza positiva. Non ci aspettavamo di arrivare a questi livelli e adesso che ci giochiamo lo spareggio c'è il nostro supporto e la nostra vicinanza perché le ragazze possano coronare questa stagione assolutamente positiva anche in termini di emozioni che hanno dato ai nostri tifosi. Sono meno polemiche perché sono più attente nel protestare, vivono lo sport come divertimento, ma noi stiamo facendole diventare professioniste. Le abbiamo affiancate alle strutture che lavorano con la prima squadra maschile, poi c'è stata questa flessione, ma proviamo a centrare questo sogno". MERCATO - "Ci sistemeremo. Nel calcio maschile sicuramente, in quello femminile delego a Braghin, che sta facendo un ottimo lavoro" Tuttojuve
  6. VIDEO Le ultime - Witsel: «Il miglior allenatore? È Allegri» Marotta: «Il dopo Buffon? La Juve ha sempre avuto il portiere della nazionale...»
  7. http://www.dailymotion.com/video/x32xbfw https://vine.co/v/ejqvEJpwaqt Le prime parole di Cuadrado da bianconero https://amp.twimg.com/v/feae3cfc-3f38-4f8b-a0cf-e13359824ff7
  8. http://www.dailymotion.com/video/x32aiy9_VS Arrivato a Torino adesso #AlexSandro, domani le visite con la @juventusfc: tra poco immagini a @SkySport Fonte: twitter Di Marzio Acquisto STREPITOSO! TOP PLAYER!!!
  9. Uno dei migliori staff dirigenziali in circolazione, capace di sorprenderci anche di fronte a scelte a noi difficili da comprendere ma che si sono SEMPRE rivelate giuste e vincenti. Una grande squadra si costruisce anche e soprattutto dalle fondamenta, e Marotta e Paratici nel loro lavoro sono due fenomeni. Rinnovo doveroso e meritatissimo. Grazie ragazzi, ora insieme coltiviamo il sogno
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