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  1. Quando si dice "il gesto tecnico". Dopo il "pezzo" fatto da Cristiano Ronaldo contro il Valencia, che è valso l'assist, ma praticamente l'80% del gol che ha decretato la vittoria bianconera, in tanti si stanno chiedendo: "ma come ha fatto?", senza realmente riuscire a capire nel dettaglio la giocata dell'extraterrestre di Madeira. Ecco, questo è un rallenty del numero di CR7 da un'angolazione che ci permette di capirne meglio la pregevole fattura. A volte già il solo vedere un doppio passo a palla ferma ad una certa velocità lascia di stucco. Lui è andato oltre! Fa una cosa assurda! Alza il pallone col destro (!), e mentre la palla è sospesa in movimento... le fa passare attorno la stessa gamba destra! E, nel farlo, riesce a mantenere un equilibrio tale da dare la giusta forza alla gamba sinistra per lo scatto in avanti! Il tutto ad una velocità pazzesca! Solidarietà a Gabriel Paulista
  2. Per ora ci sono un video, interpretato da tutti come uno spoiler, un silenzio assenso e tre candidati forti. Sembrerebbe l’incipit di un romanzo giallo, è sicuramente la polemica cornice di senso entro cui si sta sviluppando la vigilia dell’assegnazione del Pallone d’Oro 2018. L’edizione che, molto probabilmente, segnerà la fine del duopolio che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni di vita del premio: quello Messi-Ronaldo. L’edizione che, già da ora, sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori. Attraverso i suoi profili Facebook e Twitter, il canale tv del quotidiano sportivo francese L’equipe ha diffuso un breve filmato in vista della cerimonia di consegna del Pallone d’Oro, prevista per lunedì 3 dicembre. Nel video si susseguono molti dei protagonisti dell’ultimo anno solare calcistico, ma è abbastanza evidente la centralità assunta da tre giocatori in particolare: Mbappé, Varane e Modric. Lo si deduce dall’analisi dei frame: si parte con Cristiano Ronaldo con in mano il premio vinto un anno fa, poi si alternano i tre “sospettati” prima della scritta «pallone d’oro» e poi in sequenza molto più rapida Salah, Pogba, Messi, di nuovo Ronaldo, Neymar, Kante, Griezmann, ancora Mbappé, Hazard, e infine Modric e Varane (stavolta il croato compare prima del francese). Sedici secondi, su 29 totali, che sembrerebbero suggerire qualcosa. Il prossimo podio dovrebbe essere composto da Mbappé, Modric e Varane. Resterebbe solo da capire a chi spetterà il gradino più alto. Nessuna smentita è giunta finora da parte de L’equipe, che fa parte dello stesso gruppo editoriale di France Football, rivista che ha istituito il premio nel 1956 e ogni anno raccoglie il voto di 173 giornalisti da tutto il mondo: dal 2016, da quando, dopo le 6 edizioni (dal 2010 al 2015) co-organizzate con la Fifa, il premio per il miglior calciatore è tornato a essere assegnato solo dalla rivista francese. Uno scenario del genere vedrebbe l’esclusione dai primi tre di Ronaldo e Messi, evento che non si verifica addirittura dal 2006, quando vinse Fabio Cannavaro e il portoghese e l’argentino si classificarono rispettivamente 14° e 21°. L’anno seguente vide l’ultimo successo di un calciatore diverso: vinse Kakà ma secondo e terzo posto furono occupati dai futuri vincitori di cinque Palloni d’Oro a testa. Tre i criteri principali che ispirano la votazione: performance individuali e di squadra (palmares) durante l’anno solare; talento e fair play; carriera del giocatore. Due dei tre papabili sono campioni del mondo (Mbappé e Varane) e l’altro (Modric) è stato finalista. Modric e Varane hanno conquistato la Champions (la terza di fila) con il Real Madrid. Stupirebbe dunque l’assenza di Ronaldo dal terzetto, dal momento che il successo europeo dei blancos è giunto a fronte di 15 gol in 13 partite giocate dal portoghese .Questo a proposito del rendimento nel 2018, tralasciando le sezioni “talento” e “carriera” e i 45 gol stagionali di Messi. Ma farebbe rumore anche l’assenza di Griezmann, con Mondiale ed Europa League in bacheca. Nel 2010 e nel 2014, a trionfare furono Messi e Ronaldo nonostante le nazionali argentina e portoghese non tornarono con la Coppa da Sudafrica e Brasile Fonte: Il Corriere dello Sport
  3. Come riporta 'Tuttosport', è arrivato il momento di passare all'attacco per i legali dell'ex Real Madrid. Questi i punti principali sui quali si baserà la difesa di Cristiano Ronaldo. Prima di tutto, i legali del portoghese vogliono tracciare un profilo di Kathryn Mayorga nel giugno del 2009: una aspirante modella che svolgeva anche un'attività di ragazza immagine per alcuni locali di Las Vegas che usavano la sua bellezza e quella di altre sue colleghe per attirare clienti e intrattenerli nel locale. Il contesto, secondo la squadra difensiva di Ronaldo, è fondamentale. Poi c'è il comportamento curioso della Mayorga nel giorno successivo al presunto fatto: la Mayorga dopo qualche ora dalla presunta violenza va dalla polizia per sporgere denuncia, ma non fa il nome di Cristiano Ronaldo, poi però rivela tutto a un avvocato esperto di risarcimenti per incidenti automobilistici, che immediatamente prende contatti con l'entourage di CR7. Un comportamento incoerente, sempre secondo la difesa. goal.com In Portogallo Cristiano Ronaldo calciatore e professionista modello è difeso dalla maggioranza delle persone che rispetta l'indagine ed evita sensazionalismi. Il calciatore ha il diritto alla presunzione di innocenza, come sottolineato anche dal primo ministro Antonio Costa, riferendosi al presunto caso di stupro accaduto a Las Vegas nel 2009: "Quello che la gente deve capire una volta per tutte è che esiste è che esiste una cosa chiamata presunzione di innocenza. Non basta che uno sia accusato per renderlo colpevole. E se esiste qualcosa di cui si hanno le prove è che Cristiano Ronaldo è un professionista, uno sportivo e un calciatore straordinario. E' una persona che ha onorato il Portogallo e ha dato prestigio alla nostra nazione e di certo speriamo tutti che nulla possa mai sportcare questa immagine di Cristiano". Il Portogallo si sta facendo quadrato intorno alla sua stella e Ronaldo non può lamentare della mancanza di supporto: in suo favore si sono espressi i più grandi nomi politici e sportivi, dal presidente della Repubblica, Marcelo Nuno Duarte Rebelo de Sousa fino all'allenatore della Nazionale, da cui il calciatore della Juventus ha incassato il sostegno più importante. Per il suo capitano, il ct Fernando Santos ci ha addirittura messo la faccia: "Io appoggio sempre i miei giocatori, ma questo non è un caso di solidarietà, semplicemente credo a ciò che il giocatore ha detto pubblicamente, ovvero che considera lo stupro un crimine abominevole e si dichiara innocente da ogni accusa. Conosco molto bene Ronaldo, per questo gli credo". L'esclusione di Ronaldo dalla Nations League non ha niente a che vedere con questa faccenda, ma è una decisione che era già stata presa per concedergli più tempo per adattarsi al meglio alla nuova avventura torinese. Fonte: Tuttosport
  4. TORINO - Marcello Lippi di cose dell’altro mondo ne ha vissute tante - e per davvero - avendo collezionato trionfi in due continenti (Europa e Asia). Eppure anche lui, come milioni di persone, quando l’altra sera ha visto l’arbitro Brychsventolare il cartellino rosso in faccia a Cristiano Ronaldo non ha creduto ai propri occhi. Un’impressione rafforzata dai replay. «A caldo - racconta il ct Mondiale che ora allena la Cina - ho fatto una considerazione tra me e me. Mi sono detto: il Var esiste anche nel campionato cinese e ogni cinque minuti interrompono la partita per verificare un episodio». C’è in Cina, non in Champions League... «E’ incredibile. La Uefa è l’unica organizzazione importante che non utilizza il Var per una manifestazione come la Champions, che dopo il Mondiale è la più grande. E così possono succedere episodi come quello di Valencia. Siccome tutto il mondo ha visto e rivisto quanto successo, io lancio una provocazione alla Uefa». Quale? «Il rosso di Cristiano Ronaldo nelle ultime ore è stato esaminato da una sorta di “Var mondiale” e in ogni angolo del pianeta hanno concordato sul fatto che per una grattatina alla testa non si possa espellere un giocatore soltanto perché una persona (l’addizionale di porta, ndr) ha avuto un’allucinazione e per quattro volte ha risposto all’arbitro: “E’ da rosso, è da rosso, è da rosso, è da rosso”. No, non si può rischiare di compromettere una partita e soprattutto una competizione dal momento che con il rosso diretto le giornate di squalifica potrebbero pure essere due. Proprio perché non è concepibile e il “Var mondiale” lo ha giudicato un caso ridicolo, sarebbe bello che la Uefa facesse un discorso del tipo: “Signori, abbiamo sbagliato. Indietro non si può tornare perché Ronaldo è già stato espulso e la partita è finita. Però ci siamo resi conto che la squalifica sarebbe assurda, per cui nessun turno di stop per Ronaldo e inseriamo immediatamente il Var anche in Champions League». Possibilità che la prossima settimana, quando arriverà la sentenza Uefa, si verifichi un dietrofront che avrebbe del clamoroso? «Non lo so. Ma di sicuro la Uefa dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e fare una cosa che nessuno ha mai fatto prima». Ragionando a freddo: al di là dell’assurdità dell’espulsione, Cristiano Ronaldo non avrebbe potuto evitare del tutto il contatto con Murillo? «Parliamo di un campione che prima dell’altra sera non era mai stato espulso in Champions. E Cristiano Ronaldo ha disputato 154 partite in questa competizione. Penso che il portoghese possa essere criticato per non essersi presentato alla premiazione di Montecarlo, un episodio poco simpatico, ma contro il Valencia non ha fatto nulla. Giustamente il mondo considera Ronaldo un divo, ma prima di tutto è un ragazzo sempre rispettoso e molto disponibile con i compagni. E le lacrime del Mestalla lo confermano una volta di più». Prima Douglas Costa per lo sputo a Federico Di Francesco e poi Cristiano Ronaldo a Valencia: due espulsioni dirette in pochi giorni. C’è un legame tra i due episodi oppure è una casualità? «Douglas Costa ha sbagliato, punto: a certi livelli bisogna sapersi contenere. Il caso è chiuso: è stato punito e adesso deve restare in silenzio e pedalare. Ma non vedo alcun legame con l’espulsione di Cristiano Ronaldo: uno è stato protagonista di un gesto che non è giustificabile, mentre l’altro non ha fatto nulla». A parte il caso Ronaldo, è rimasto impressionato dalla Juventus del Mestalla? «La grande prova della Juve non mi ha sorpreso. Questa squadra è preparata per tutto e per qualsiasi evenienza. I bianconeri sono capaci di fare partite spettacolari, di speculare, di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, di vincere in goleada. E’ una Juventus forte». Tuttosport.com
  5. Notte di Champions League. Luci ed emozioni che s’accendono. Primi passi d’un cammino affascinante che si concluderà il primo giugno a Madrid. È la Coppa più ricca e prestigiosa, format nuovo e tradizioni antiche, con quattro italiane al via dopo nove edizioni e la Juventus tra le grandi favorite. I bianconeri debutteranno domani a Valencia, Inter e Napoli la precederanno stasera, eppure catturano le attenzioni maggiori, inevitabile dopo l’acquisto di Ronaldo.Il portoghese ha sollevato cinque volte la coppa - una con il Manchester United, quattro con il Real Madrid - e segnato 121 gol in 157 partite: lecito immaginare equilibri spostati, gerarchie inedite, distanze ridotte. «Pianificheremo, uno dopo l’altro, gli ultimi passi per diventare i numeri uno» promette il presidente Andrea Agnelli al Financial Times che analizza l’effetto CR7 sul piano commerciale, e la scalata passa anche dalla Champions, sogno che diventa obiettivo. Non sarà semplice perché le classiche rivali sono a loro volta fortissime e perché la Champions è perfida per struttura - dopo i gironi, vive di eliminazioni e così ogni episodio può lasciar tracce -, ma certo la Juve parte alla pari, orgogliosa d’una nuova dimensione, cosciente d’esser cresciuta in esperienza e qualità sulla base, solidissima, delle due finali disputate in quattro anni. La Juve nel palmarès due coppe le ha, ma l’ultima risale al 1996, epoca Lippi, e le sette finali perse trasformano la competizione in sortilegio. È per questo che Massimiliano Allegri s’affretta a chiarire che la squadra dovrà accostarsi «senza assilli né ossessioni». Tutto pronto, fra divertimento e vertigini, sarà per questo che Luciano Spalletti paragona la manifestazione a un Luna Park: la sua Inter taglierà il nastro, anticipando stasera a San Siro con il Tottenham, il Napoli poco più tardi scenderà in campo al Marakanà con la rinata Stella Rossa, domani Juve e Roma in Spagna, rispettivamente a Valencia e Madrid, chiuderanno un turno che offre Liverpool-Psg come partita più bella. Jurgen Klopp, finalista l’anno scorso, alla vigilia elogia Neymar, uno dei grandi simboli del club francese e della Champions: il brasiliano, come Messi, vuole riscattare un Mondiale triste, CR7, re di Champions, è pronto a raccogliere la sfida. Fonte: La Stampa
  6. Ronaldomania è poco per descrivere il fenomeno che ha visto scomparire dagli store bianconeri la scorta di magliette che dovevano bastare per un anno. In poco più di tre settimane, da quando c'è stato l'annuncio che Ronaldo era diventato un giocatore della Juve e la maglia bianconera numero 7 è diventata oggetto di culto. E' praticamente impossibile da trovare, a meno rinunciare alla "authentic home" (prezzo 140 euro, la versione più vicina a quella indossata dai giocatori) e di acquistare la "home" (prezzo 90 euro in un tessuto differente), della quale restano comunque pochi pezzi. L'effetto Ronaldo è un tornado, che ha spazzato via l'ordine che la Juventus aveva stabilito con il produttore Adidas affinchè le scorte bastassero per un anno, più o meno 55 mila magliette. Poca lungimiranza degli addetti bianconeri? No, perchè quando l'ordine è stato comunicato all'azienda tedesca,, esattamente un anno fa come da protocollo, i responsabili commerciali non potevano immaginare che CR7 avrebbe firmato per la Juventus.Quindi hanno aumentato il numero di magliette prevedendo la crescita della vendita,ma in linea con l'incremento degli anni passati. Insomma,erano erano abbastanza sicuri che non sarebbero bastate per far fronte all'assalto degli appassionati di Cristiano Ronaldo e dei tifosi della Juventus esaltati dall'acquisto, ma forse neppure loro si aspettavano un successo così clamoroso da bruciare in meno di un mese le scorte che dovevano durarne dodici. Con un calcolo così si può può approssimare che le maglie complessive possa aver sfiorato i 6,5 milioni e mezzo. E in proiezione si può calcolare che il ricavato lordo della sola vendita delle magliette potrebbe toccare una cifra tra i 55 e i 65 milioni di euro. Fonte: Tuttosport
  7. La nuova top­-ten è sempre più in bianconero: alle spalle del portoghese resiste il solo Higuain (il re spodestato) che con la buonuscita ha ottenuto uno stipendio da 9,5 milioni netti dal Milan. Seguono le altre star juventine: Dybala con 7 milioni, poi Pjanic che ha appena firmato il rinnovo a 6,5 insieme a Douglas Costa e Gigio Donnarumma (altro intruso milanista) con 6 milioni. Invece Bonucci per tornare a Torino si è quasi dimezzato lo stipendio: era a 10 con i bonus, è sceso a 5,5. Bisogna tornare indietro davvero di tanti anni per trovare spese così ingenti. Ma allora l’Inter di Moratti dovette vendere Ibrahimovic mentre il Milan di Berlusconi rinunciò a Kakà e via via a tutte le altre stelle. Era il tramonto del calcio dei mecenati. Stavolta la Juve si è concessa il lusso del penta Pallone d’Oro a ragion veduta. In questa corsa all’oro anche i tecnici hanno la loro parte (al netto percepiscono 35,9 milioni di euro, 71,8 a livello fiscale per le società). Così il più pagato (ovvio) è Max Allegri (7,5), seguito come un’ombra da Ancelotti (6,5), non tanto più dietro Spalletti (4,5). La nostra indagine mette nel conto le spese dei club anche per gli allenatori, fattore determinante per la concorrenza. Proprio De Laurentiis, infatti, ha razionalizzato le uscite per i calciatori, preferendo investire di più, in percentuale, sul successore di Sarri. È significativo che le spese per i cartellini dei calciatori vadano di pari passo con il record per i loro ingaggi. Se la Juve tocca quota 219, le milanesi sono in aumento: Milan a 140 e Inter a 116. Ma anche la Roma arriva a 100 e il Napoli a 94. Il trend verso l’alto è generalizzato. Attenzione alle trattative in corso per alcuni dei top player del campionato. La Juventus è al lavoro con Alex Sandro, Cuadrado e Rugani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Ciro Ferrara, tutti aspettano il gol di CR7, e lei? «No. Lo guardo nella sua interezza, in quello che dà alla squadra in ogni partita, a partire da i recuperi difensivi. Poi, certo, si vede che vorrebbe mettere subito il suo timbro sulla Juve, lasciare il segno. Ma succederà presto». Da tempo s’è aperta la riffa su quanti gol farà: che dice? «25, o 26, ma di certo meno di quelli che era abituato a fare in Spagna. Non penso vada oltre i 30». In Italia è un po’ diverso, e non lo dico solo per i difensori che ci sono, ma per come si gioca: c’è più tattica e nella maggior parte delle partite non ti capitano mai tantissime occasioni. Avrà qualche difficoltà in più. Però». Però? «Ragazzi, Ronaldo non si discute, è un fenomeno e un grande professionista. Per questo mi fa un po’ sorridere vedere questa specie di apprensione per il suo primo gol. Vogliamo iniziare a discutere uno così? Non scherziamo» Dybala non ha giocato la seconda e Allegri l’ha lasciato in bilico pure ora: motivo? «Penso che in questo momento sia anche una questione di assetto tattico: nel 4-3-3, credo che Dybala non possa fare l’esterno, e del resto anche la scorsa stagione qualche volta non fu messo titolare, in questo caso. Mentre nel 4-2- 3-1 si leva un centrocampista, mentre Pjanic mi sembra si trovi meglio a tre». Quindi che si fa? «Come è normale, Allegri sta studiando la sua squadra, i suoi giocatori, cercando di trovare una soluzione. In fondo, in questo, è sempre stato bravo, e l’ha dimostrato nelle ultime quattro stagioni. Piuttosto bene, direi». Fonte: Il Corriere di Torino
  10. Quanto in campo spunta la palla si cercano in continuazione. Dieci giorni di lavoro hanno già fatto nascere "Dybaldo", perfetta crasi tra Dybala e Ronaldo. I due si stimano, si piacciono. I neo-compagni ridono e scherzano E soprattutto Ronaldo regala parole al miele al compagno più giovane. CR7 e la Joya avranno però presto il giudice supremo al emettere il verdetto. il campo. Neo 9 anni trascorsi al Real Madrid, Ronaldo ha avuto un rapporto professionale con gran parte dei compagni. Il vero amico era il brasiliano Marcelo, non solo per ragioni di lingua. Cristiano non ha mai negato un consiglio a nessuno, ha costruito un rapporto cordiale con i giovani più forti, come Asensio, Isco e Vazquez. Ma il termine pupillo sarebbe eccessivo per tutti loro. Per cristiano sarà piuttosto naturale fare da punto di riferimento per molti alla Juve, ma chi potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla sua presenza è proprio Dybala. L'argentino ha davanti a se due strade. Intristirsi perchè non è più la stella indiscussa della Juve. Recriminare perchè è probabile che possa segnare qualche gol in meno e che debba cedere i rigori a CR7. Oppure, ed è questa la via che Paulo sembra aver scelto da subito, cucirsi addosso un ruolo alla Scottie Pippen per Michael Jordan in quei Chicago Bulls che hanno scritto la storia dell'Nba. Un secondo vicolino di immensa qualità in un'orchestra che vuole suonare a tutti anche in Europa. Non sono pochi i vantaggi che la convivenza con Ronaldo possono portare: sarà più difficile per gli avversari costruire gabbie a suon di stecche sulle gambe modello Crotone lo scorso aprile. La presenza del portoghese gli darà più soluzioni nel passaggio e gli libererà spazi per il ritmo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. L’ ultima volta che si sono incrociati in campo è stato un piacere solo per CR7. A Cardiff, 14 mesi fa, la Juventus perse 4­-1 con il Real in finale di Champions, Ronaldo fece due gol e lo sfortunato piede di Bonucci deviò il pallone dell’1­-0 per i blancos. Cris chiuse la serata con una meritata boccia di champagne e la Coppa tra le braccia, Leo sfilò mesto con la seconda medaglia dei secondi (che non conserva mai, perché le sconfitte si cancellano), senza sapere ancora che quella sarebbe stata la sua ultima partita con la Juventus. Bonucci ieri pomeriggio si è presentato alla Continassa per il primo allenamento. Lui Cristiano hanno parlato della prima serata mondana del portoghese: su consiglio del difensore, mercoledì il fenomeno ha cenato con Georgina al ristorante stellato la «Credenza» di San Maurizio Canavese. Dopo le chiacchiere, tutti agli ordini di Dolcetti, tornato apposta dall’America per allenare il gruppetto torinese (composto anche da Dybala, Douglas Costa, Cuadrado e Bentancur, cui si uniranno a giorni i finalisti Mandzukic e Matuidi). Ronaldo e Bonucci condividono la stessa filosofia: il campo prima di tutto, professionisti che non lasciano nulla al caso. Uno è arrivato a Torino osannato come se fosse il nuovo Messia, l’altro è rientrato con il peccato originale della parentesi milanista. Lui e Cr7 saranno la spina dorsale della nuova Juventus, sfacciatamente proiettata verso la Champions League. Leo difende e imposta dalle retrovie, Cristiano è abituato a trasformare in oro quasi ogni pallone che tocca. Ronaldo ha scelto la Juventus per arrivare sul tetto d’Europa con una squadra meno abituata del Real a stare a certe altitudini, Leonardo è tornato a casa per ragioni di cuore ma anche per coronare il sogno europeo. Ed è soprattutto per l’assalto all’Europa che la Juventus, dopo aver fatto il colpo CR7, ha assecondato il desiderio di Bonucci di tornare bianconero. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. Un lunedì da ricordare. E’ stato il giorno di Cristiano Ronaldo alla Juventus, il primo, quello dell’investitura ufficiale, della conferenza stampa, del saluto a compagni, allenatore, staff. Un lunedì all’ultimo Stadium, il CR7 Stadium che anche l’entourage e i famigliari del portoghese hanno già adottato. «Attimi da ricordare più avanti. Baci a tutti», scrive mamma Dolores. E al figlio: «Orgogliosa di stare al tuo fianco in questo momento importante della tua vita. Grazie». La sorella del campione, Elma: «Fiera di te, mio eroe. Ti accompagnerò fino alla fine del mondoLa strada è tracciata, non resta che percorrerla. Tra i più entusiasti per la scelta, Cristianinho il figlio maggiore del colpo del secolo che si mette in posa con la nuova maglietta e si diverte un sacco ad imitare il papà. Il fido Ricardo Regufe non sta nella pelle: «Un gran giorno. Tanti auguri per questa nuova avventura con la nuova famiglia, fratello mio. Che tu sia felice, sempre. Forza Juve #7legend #my7h». Capitan Chiellini che lo fa «correre» è ormai virale, come la maglietta posizionata nello spogliatoio, tra quella di Bentancur e quella di Dybala, ma l’incontro più informale e carico di significato è con John Elkann e i consiglieri di Exor, società che detiene la maggioranza delle quote del club. Presentazione con applausi, sorrisi lunghi così, e con i due presidenti-cugini visibilmente soddisfatti. Andrea Agnelli guida l’ex stella Real anche quando si affaccia nella casa che lo attende protagonista. C’è emozione nell’aria. Benvenuti al CR7 Stadium. Il presidente Agnelli spiega a Cristiano cosa deve aspettarsi dalla sua nuova casa: un sostegno senza precedenti. Fonte: Tuttosport
  13. Se solo le visite mediche hanno mobilitato quasi duemila tifosi, il rischio a Villar che il portoghese scateni il caos. Anche senza Ronaldo, infatti, la giornata che segna l’abbraccio della famiglia Agnelli alla squadra fin dagli Anni 30 diventa una pacifica invasione del piccolo centro da circa sei/settemila tifosi, solo la metà dei quali riescono a entrare nel minuscolo stadio dove la Juventus fa passerella e gioca l’amichevole. Partita che, ormai è un’abitudine, non riesce mai ad arrivare al novantesimo per l’invasione di campo che costringe i giocatorì a provare la massima velocità negli scatti per raggiungere gli spogliatoi. Tutto all’insegna dell’entusiasmo e dell’affetto, ma sempre al limite, considerato che c’è una sola strada che attraversa la valle e che le strutture non sono certo pensate per ospitare folle oceaniche. Ecco perché da più parte i tifosi iniziano a interrogarsi sulla possibilità di giocare la tradizionale partita in famiglia nella cornice dell’Allianz Stadium, che permetterebbe a 42mila tifosi di assistere alla prima di CR7 in bianconero. Naturalmente, siccome anche i tifosi hanno grande sensibilità per la tradizione, l’idea che è circolata sul Web è di rispettare il protocollo, con la visita nella Villa Agnelli in mattinata da parte della squadra che lì, un tempo, era passata in rivista da Umberto o Gianni Agnelli e oggi viene salutata dal presidente Andrea e da John Elkann. Poi in serata il trasferimento a Torino per la partita allo Stadium davanti a molti più tifosi e in una situazione meno delirante. Possibile? La Juventus per il momento non ha preso in considerazione questa ipotesi, ma è certamente consapevole che l’amichevole di Villar Perosa sarà un momento da gestire con grandissima attenzione, proprio per la presenza di Cristiano Ronaldo che ha il potere di moltiplicare la già enorme popolarità della squadra bianconera. Fonte: Tuttosport
  14. Alberto Gaucho

    VIDEO Paratici: "Ronaldo? Idea nata dopo la rovesciata"

    Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Alessandro Alciato di Sky Sport. Ecco le sue parole riportate da TuttoJuve.com: Quando è nata l'idea folle? "L'idea folle è nata dopo la prima partita qua, quando Cristiano ha ricevuto la standing ovation, dopo il gol in rovesciata. Durante la settimana ci siamo sentiti con il suo agente. Ha detto: 'Guarda, lui è rimasto colpito da tutta questa attenzione che ha ricevuto. E' rimasto colpito e vorrebbe venire a giocare alla Juve un giorno'. E io ho detto: va bene, sì, capisco, nei sogni di tanti, ci sono tanti sogni, ma pochi si avverano. Poi invece quando ci siamo rincontrati per Cancelo, mi ha spiegato bene la situazione che c'era, noi abbiamo recepito l'idea. Io ne ho parlato col presidente in primis, perchè giustamente bisognava far quadrare i numeri, che erano la parte più difficile dell'operazione. Lui ha preso tempo qualche ora, poi mi ha detto: 'Guarda, vai avanti, prova a vedere se veramente c'è questa opportunità'. L'opportunità era concreta, era un'occasione unica di portare un giocatore che è universalmente riconosciuto come il più forte giocatore del mondo, il più determinante, anche quello che ha vinto più titoli, quindi quando le trattative sono fatte tra due grandi, neanche club, ma quasi istituzioni come la Juve e il Real Madrid, e hai una terza parte che è la volontà del giocatore, e una grande professionalità da parte degli agenti del giocatore, è chiaro che poi diventa più facile fare business e fare i trasferimenti". Date una stella a quest'uomo!
  15. L’Inter non ha paura, piatto ricco, nasce l’armata del Ninja 1Nainggolan è l’uomo più atteso per il debutto di oggi contro il Lugano Il popolo nerazzurro è carico, nonostante l’arrivo alla Juventus di CR7 Con gli occhi di chi tra le mani sa di avere una macchina affidabile. Con le parole del capitano con le previsioni meteo in mano, e non c’è mare in tempesta fuori. Con la postura, la solita, che trasmette certezze, quando non ancora una piacevole arroganza. È Spalletti Luciano, non dubitate. È quello che si fa una domanda e si dà una risposta, senza rubare il mestiere a nessuno: «Perché non dovremmo far bene?». Lugano è la prima tappa di un Giro che Spalletti pensa di poter vivere in prima fila, e pazienza se la maglia rosa ha il 7 di Cristiano Ronaldo: «Una volta la Serie A era il meglio – ha spiegato il tecnico –, era una corsa ad essere la più forte delle forti. Ecco, penso che l’arrivo di Ronaldo a Torino possa ricreare questo meccanismo di gioco al rialzo. È uno slancio a cui bisogna agganciarsi. Se si lotta solo per il secondo posto? Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso. Io non so se saremo tra quelli che tirano il gruppo, ma sicuramente dovremo farci trovare nella scia delle più forti. Dobbiamo arrivare in fondo a tutte le competizioni. Non avremo periodi bui come lo scorso anno: la rosa è migliore». Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Leevancleef

    VIDEO Will Smith tifa CR7: "Lo adoro"

    L'artista americano, che si esibirà nella cerimonia di chiusura dei Mondiali, in conferenza stampa ha parlato del nuovo acquisto bianconero
  17. Esattamente 8 anni e un mese fa la Juventus di Andrea Agnelli entrava in una nuova era acquistando il suo primo giocatore. Era un numero 7: Simone Pepe. Oggi la Juve entra in una nuova era acquistando il più forte calciatore del mondo. E’ un numero 7: Cristiano Ronaldo. Da Pepinho7 a CR7, con in mezzo 7 scudetti consecutivi. CRISTIANO RONALDO È UN GIOCATORE DELLA JUVENTUS! E’ BIANCONERO. LO STADIUM È LA SUA NUOVA CASA. Sembra assurdo solo scriverlo, ancora incredibile pensarlo. Non so se i famosi ricci che vengono tirati fuori in queste occasioni abbiano mai goduto come stiamo godendo noi in questo momento. Di certo riuscirebbero a fare ragionamenti più lineari di quelli che vengono in mente a noi, e con una faccia meno da ebeti. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Beppe Marotta e Fabio Paratici sono riusciti in un’impresa che fino a due settimane fa suscitava sberleffi (per tenerci bassi) al solo ipotizzarla. Ebbene: GRAZIE! E’ il punto più alto di una dirigenza Top, che ha fatto fare alla Juve progressi percentuali enormi rispetto al tempo da cui opera. Ma sono riusciti in qualcosa di più. Dopo aver riportato la Juve al ruolo che le competeva in Italia ed essersi spinti moltissimo avanti in Europa, con l’acquisto di CR7 le restituiscono quell’appeal nel mondo intero che nell’era social l’aveva vista prima arrancare (per le ragioni che conosciamo tutti) e solo successivamente iniziare la risalita. Con Cristiano Ronaldo non serve la risalita: l’impatto è immediato! Cristiano Ronaldo è un “click”, una luce che si accende immediatamente, è la mossa decisiva necessaria a raggiungere i fatturati delle top 5 e allontanarsi da quella “terra di nessuno” (come la definì Agnelli) che la vede in coabitazione col Liverpool. Io ho molto rispetto di club come il Real e il Barça e di quanto hanno fatto negli ultimi 12 anni. Ma è sempre apparso lampante come dapprima con Messi e poi con CR7, che si sono spartiti Palloni d’Oro e Champions, il gap fosse incolmabile. Si potevano anche fare 10/11 di squadra al loro livello (ed era già difficilissimo), ma poi c’erano sempre quei due lì a marcare una differenza netta. Perdipiù quest’epoca è coincisa da una parte con un aumento generale degli introiti economici nel calcio (mentre noi, nei primi anni, accumulavamo debiti), e dall’altra con il boom dei nuovi mezzi di comunicazione, dei social, dei moderni device. Soldi & riconoscibilità: un binomio che ha prodotto un balzo enorme a livello mondiale a chi ha saputo sfruttarlo. Noi non potevamo. O meglio non abbiamo potuto, per molto tempo, a causa di motivi di forza maggiore. E proprio a quella “forza maggiore” oggi dedichiamo di cuore tutta la goduria possibile, sbattendogliela in faccia più o meno come fece Mandzukic esultante a Firenze (per chi se la ricorda…). Già, perché recuperare o accorciare di molto quel divario che sembrava incolmabile oggi è finalmente possibile. Perché? Perché non compriamo solo un giocatore. Degli aspetti tecnici di CR7 è quasi superfluo parlarne! In realtà lo faremo sicuramente nel corso dei mesi, ma è uno di quei fenomeni della storia del calcio per cui si sogna ad occhi aperti prima ancora di avventurarsi in disamine varie. Come è stato ampiamente detto compriamo un’azienda, ma non compriamo nemmeno “solo” un’azienda (perché di aziende ce ne sono tante), compriamo “la cosa” più seguita al mondo (più di squadre intere, cestisti NBA, divi di Hollywood o della musica, presidenti di nazioni, istituzioni… 6 volte in più dell’intera Juve, per fare un esempio). Non, dunque, “l’atleta”, “lo sportivo” o “la persona”, ma “la cosa” più seguita al mondo. Ed è inutile che spieghi i riflessi che questo avrà sulla Juve. Sono gli stessi di cui (in termini diversi) hanno goduto per anni lo stesso Real, il Barça con Messi, le inglesi con gli introiti derivanti dalla Premier, il Bayern con sponsor casalinghi munifici… insomma tutti avevano una “chiave”, tecnica o economica, per quel “qualcosa in più”. Noi da oggi abbiamo questa chiave. Possiamo aggregarci a quel treno. Per estremizzare il concetto… persino se non dovessimo vincere nulla nei prossimi anni (non sia mai) godremmo comunque di un ritorno pazzesco. Perché solo per le sponsorship legate ai social CR7 fa guadagnare ai marchi che appaiono nei suoi post una cifra 7 (toh!) volte superiore a quella di qualsiasi altro sportivo! Basti dare un’occhiata a questi dati: (fonte: Hookit) Ecco perché è stato un acquisto storico. E’ l’ultimo step, quello da cui da adesso in poi NON SI TORNA PIU’ INDIETRO! Se la Juve saprà sfruttare quest’occasione salirà a quel livello che ti deve far vedere le cose sotto un’altra ottica: poter puntare costantemente al top a livello internazionale, mirare al massimo, ambire alla cima. Persino quella rovesciata stratosferica dello Stadium ci appare oggi sotto un’altra veste, dato che proprio l’applauso a scena aperta che ne conseguì può essere stato importantissimo nella scelta di Cristiano, e quindi nel farci salire questo nuovo gradino. Io individuo tre momenti nel corso di questi 7 anni in cui aspettavo la Juve ad una sorta di “varco”, delle sorte di prove per capire se c’era per davvero la voglia di crescere. Il primo fu l’acquisto di Tevez. Prima di Tevez, nel nuovo ciclo, non avevamo avuto nomi così altisonanti in attacco, e anche allora sembrava un affare difficile da immaginare per tutta una serie di motivi. Completato alla grande (scatenò un entusiasmo incredibile, Carlitos all'uscita dell'aeroporto venne respinto dentro dalla folla di tifosi). Il secondo è stato l’acquisto di Higuain, e la CIFRA spesa per quell’affare. Prima di allora l’acquisto più costoso della Juve era stato Dybala (ma costò meno della metà) che già di suo rappresentò un primo jolly, visto che nei primi 4 anni di nuovo ciclo non si era speso mai, per un singolo acquisto, più di 20/22 milioni (lo stesso Napoli prese il Pipita spendendo una cifra più alta). Nessuno poteva credere che la Juve potesse arrivare a spendere 90 milioni sull’unghia. Lo fece. Il terzo ovviamente è Cristiano Ronaldo, pura utopia per chiunque, e su cui abbiamo già detto. La Juve in questi 7 anni non è mai andata indietro, ma sempre avanti. Si può discutere se da un anno all’altro un 11 nel suo complesso si faccia preferire o meno rispetto a quello precedente, ma la rosa è perennemente andata in crescita. Ecco perché Cristiano Ronaldo apre una nuova era. Perché DEVE rappresentare quell’approdo da cui non tornare più indietro, non bisogna più voltare le spalle. Di pari passo con la costruzione dei campioni bisognerà ambire all’acquisizione di fenomeni di caratura internazionale “già pronti”. Non potrà avvenire sempre, naturalmente, perché i fenomeni assoluti sono pochi. Ma si dovrà entrare in quel loop, forti di una rinnovata visibilità mondiale e dei nuovi introiti commerciali da saper sfruttare, da DOVER sfruttare! Altra cosa: sarebbe bene che TUTTO il mondo Juve facesse questo step. La Juve stessa lo fa già in TUTTI i suoi comparti avendo inaugurato il nuovo centro tecnico dopo lo stadio (alla luce dei fatti… Ah!... se fosse stato un po’ più capiente… visti anche i rincari…), il museo, il Jmedical, la nuova sede, la squadra femminile, eccetera... qualcosa di grandioso), ma non bisogna più perdersi in minuzie (tipo quella della comunicazione, molto attuale in questi giorni). Devono farlo anche "alcuni" tifosi, cercando di sostenere la propria squadra sempre, innamorandosi ogni giorno di questi colori, preferendo il sostegno continuo durante la partita al mutismo o ai fischi (tanto c’è sempre tempo dopo il 90°). C’è da impazzire di gioia, cacchio: tifiamo Juve! E poi dovremmo sperare, ma è una speranza vana, che questo step lo faccia quella gran parte dell’ambiente che circonda la Juve. Quell’ambiente che si avvarrà di opportuni ritorni da questo acquisto (ovviamente all’inizio non in termini tecnici, ma economici e di visibilità). Quell’ambiente che già godrà di 4 squadre italiane fisse in Champions ottenute sempre grazie al lavoro di Andrea Agnelli. Quell’ambiente che però ha nei confronti della Juve un atteggiamento stomachevole, nauseante, schiavo di logiche a tratti comiche a tratti penose, più vicine ad uno spettacolo del Mago di Arcella che a prodotti come la Premier o la Champions. Caro Cristiano, te li troverai davanti tutti! Basti pensare a quell’ampia coltre di pennivendolismo da cui nel corso dell’anno si dipanano fake news continue, a cui bisogna fare la fatica di rispondere ogni volta, sputtanandole puntualmente. Procuratori federali che cambiano le carte in tavola a seconda dei casi. Presidenti che sputano melma sul sistema calcio venendo condonati dai procuratori di prima. Sindaci o politici che si dimenticano della carica che ricoprono. Trasmissioni televisive che invece di entrare nei meriti tecnici e tattici, o analizzare strutturalmente i problemi del calcio, diffondono ignoranza a palate perdendosi dietro ad un cartellino giallo. I tifosi, non solo webeti, ma anche personaggi pubblici di spicco, che si abbeverano a queste fonti esprimendosi come bimbiminkia patentati. Ecco. Prima di parlare di benefici per il calcio italiano, fatevi un esame di coscienza riflettendo su chi questi benefici li porta e chi il calcio italiano lo denigra coi propri comportamenti. Noi il nostro lo facciamo da 7 anni e stiamo continuando a farlo, scrivendo la storia: voi quantomeno iniziate a fare un piccolo passo imparando a leggerla! Nel frattempo godiamo come dei ricci. Benvenuto alla Juve, Cristiano Ronaldo! - Leevancleef -
  18. DIDIER DROGBA ex stella del Chelsea, estratto intervista: Stupito del passaggio dal Real Madrid alla Juve? «Neanche un po’. La trovo una scelta perfetta, eccitante, talmente giusta che stavo per farla io». Stava per venire in Italia? «Un passo oltre: credevo già di esserci. Mancavano i dettagli poi tutto è evaporato e non state a chiedermi la squadra, inutile riaprire il capitolo. Comunque c’era più di un’offerta e mi interessavano molto quindi capisco perfettamente Ronaldo». Sarà un cambio brutale passare dalla Liga alla Serie A? «Molti dicono che sarebbe dovuto restare dove era e magari per qualsiasi altro campione di 33 anni avrebbe avuto un senso. Il Real è una squadra gigante, con ambizioni sempre da massimi livelli, ma lui è uno che si nutre di motivazioni e soprattutto a quell’età servono nuove sfide». Fonte: La Stampa
  19. Arriva il marziano, e nulla sarà più lo stesso. Forse. Le conseguenze di Cristiano Ronaldo sulla Serie A le scopriremo solo dal 19 agosto, quando la figura mitica si materializzerà sui campi italiani. Stadi più pieni, biglietti più cari, tv più attente, difensori più agguerriti. E una Juve più forte, che adesso potrebbe regalarsi pure Pogba: Jorginho al Chelsea costringerà il City - che lo aveva in mano - a tornare su Pjanic: la Juve lo valuta 100 milioni (c’è pure il Barça), soldi con cui andare a riprendersi il francese, che lo United vende. do in campo a Frosinone o Empoli fa effetto. Maurizio Stirpe, presidente dei ciociari ha una preoccupazione che da quando Ronaldo è diventato realtà deve somigliare a un incubo: «Spero solo non capiti Frosinone-Juventus alla prima, visto che abbiamo lo stadio squalificato e a porte chiuse». Pensate: l’alieno che debutta in Italia in uno stadio deserto. Un danno d’immagine per tutti ed economico per la società laziale: in fondo chi non pensa a quanto frutterà la partita contro Ronaldo? Fabrizio Corsi, proprietario dell’Empoli, lo confessa: «Quanto far pagare i biglietti di quella partita sarà un motivo di dibattito in città, anche perché da noi ci sono più tifosi della Juve che delle squadre toscane. Fortuna che stiamo rifacendo lo stadio: ma non sarà pronto per quando arriverà Ronaldo» Non sarà l’unico: almeno 6 stadi sono in deroga. San Paolo di Napoli e Atleti Azzurri d’Italia non hanno la licenza Uefa, quattro sono sotto il minimo della capienza di 20mila posti a sedere. Nell’ultima stagione, 11 squadre hanno segnato il record di spettatori stagionali nel match contro la Juventus: chissà con l’effetto Ronaldo. La Juventus, “ostaggio” di un impianto troppo piccolo, non potendo intervenire sul numero degli spettatori (lo Stadium fa già il 98% di riempimento), a Torino hanno scelto di aumentare i prezzi: anche fino al 50-60% in più rispetto al 2017/18. Ma Ronaldo farà davvero bene al sistema Italia? Dario Canovi, agente di lungo corso non ne è sicuro: «Con Ronaldo guadagna la Juventus, che compra un campione e avrà benefici commerciali da sponsor e vendite. La Serie A ne guadagna solo dal punto di vista tecnico, lo spettacolo per i tifosi migliorerà, non la competitività: il gap aumenterà ancora diventando incolmabile. Fonte: La Repubblica
  20. Freccia Serba

    Rivista Undici: "CR7 - Il trasferimento del secolo"

    Il trasferimento del secolo Cristiano Ronaldo alla Juventus lo è per l'importanza del giocatore e per le prospettive di crescita economica dei bianconeri. Di Francesco Paolo Giordano Pochi giorni fa, mentre le voci su un clamoroso matrimonio con la Juventus avevano già preso corpo, Variety riportava l’intenzione di Facebook di produrre una docu-serie su Cristiano Ronaldo. Tredici episodi, da lanciare su Facebook Watch, che frutterebbero al portoghese una somma di circa dieci milioni di euro: una produzione che, oltretutto, sarebbe la più costosa mai realizzata dal social network più famoso. Cosa desumere? Che parlare di Cristiano Ronaldo come calciatore è riduttivo; che mandare “in onda” una serie su CR7 equivale a mettere in scena, davanti a una platea globale, gesti-atti-parole di una star. Che cosa ha fatto, o meglio, farà la Juve nei prossimi mesi? Proporrà, ogni weekend, e molto di frequente anche durante la settimana, uno spettacolo unico al mondo: il diritto di “trasmettere” le prestazioni sportive – ma oggi è solo questo? In campo ormai si decriptano facilmente gestualità e atteggiamenti, come in una rappresentazione teatrale – dell’unico calciatore, insieme a Leo Messi, capace di vincere cinque Palloni d’Oro. Un cambio di maglia epocale Perché è il trasferimento del secolo? Perché riguarda un giocatore che nessuno mai avrebbe pensato “trattabile”. Come per Messi, che fatichiamo a immaginare lontano da Barcellona, Ronaldo aveva fatto intendere che non avrebbe indossato un’altra maglia dopo quella del Real Madrid: «Qui sono felice, ed è qui che voglio terminare la mia carriera», aveva detto lo scorso dicembre. Il rapporto fattosi sempre più difficoltoso con Pérez, con un rinnovo (tardivo) proposto inizialmente a cifre più basse da quanto preteso dal portoghese, ha inevitabilmente rovesciato la situazione, tanto che già a fine maggio – ovvero, a Champions League conquistata – sapevamo che Ronaldo aveva preso la decisione di lasciare Madrid. Guillem Balagué ha detto: «Desiderava un rapporto migliore con il suo presidente». Altrimenti, per quale motivo Andrea Agnelli avrebbe fatto partire una trentina di telefonate al suo nuovo numero 7 in fase di trattativa? Se per il trasferimento di giocatori come Neymar, Mbappé o Coutinho sono state spese cifre più alte – ma solo il passaggio del brasiliano al Psg, tra cartellino e ingaggio, vanta un dispendio economico maggiore di quello di Ronaldo – l’effetto sorpresa di queste operazioni di mercato è stato sensibilmente più basso: sono tutti giocatori mossi da un desiderio di crescita professionale – una squadra più grande, più forte, o la voglia di diventare il trascinatore supremo, come nel caso di Neymar. E poi si tratta di calciatori deluxe, ma non numeri uno. Ecco: Ronaldo è il numero uno del calcio mondiale che cambia squadra. Quando, per esempio, Maradona e Ronaldo il brasiliano arrivarono in Italia, si poteva parlare solamente di futuri, e non effettivi, numeri uno. Negli anni recenti, solo il passaggio di Zidane dalla Juventus al Real Madrid (sempre loro due) potrebbe avvicinarsi al trasferimento di CR7, ma era anche un’epoca in cui il primato tecnico e di leadership di Zidane non era così consolidato come quello del portoghese in coppia con Messi. Un asset, più che un calciatore Ancora Guillem Balagué svela: «Jorge Mendes ha offerto Ronaldo a Psg e Manchester United. Ma ha ricevuto solo dinieghi». Due delle tre squadre europee che, per disponibilità economica e contesto tecnico, avrebbero potuto “scippare” il portoghese al Madrid. L’altra è, ovviamente, la Juventus. Che, così, ha potuto cogliere un’occasione imperdibile: prendere Ronaldo senza il fastidio della concorrenza. Una situazione che ha agevolato anche il costo del cartellino – della famosa clausola di rescissione da un miliardo di euro, ovviamente, ci si è scordati in fretta. Ronaldo premeva per cambiare squadra, e sull’altro fronte c’era una sola possibilità: così la Juventus ha chiuso un super-affare «a prezzo di saldo», come ha scritto il direttore di As Alfredo Relaño. Ovviamente, oltre al costo del cartellino, gli esborsi maggiori riguardano l’ingaggio quadriennale (i 31 milioni di euro stagionali percepiti da Ronaldo corrispondono, al lordo, a circa 60 milioni di euro): in tutto, la Juventus metterà a bilancio una spesa che supera i 350 milioni di euro. Bisognerà cedere almeno due pezzi pregiati della rosa – Higuaín e Alex Sandro maggiori indiziati – e poi puntare tutto sulla crescita commerciale del brand Juventus nei prossimi anni. Sotto il profilo dei risultati sportivi, la Juventus non può crescere ulteriormente: vince da sette anni di fila in Italia ed è stabilmente tra le migliori squadre d’Europa. Eppure, il fatturato da 405,7 milioni di euro del 2016/17 (fonte Deloitte) è appena il decimo del continente. Perché? I bianconeri ricavano il 28 per cento (114 milioni) dalle voci commerciali, mentre i capifila della classifica sono decisamente più avanti: è addirittura la prima voce nel fatturato di United, Real Madrid, Barcellona e Bayern, con percentuali intorno al 40-50 per cento del fatturato totale. È qui che la Juve deve fare un enorme passo in avanti. Come hanno scritto Luca Bianchin e Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, «nella sua parabola evolutiva, la Juve si è trovata a un bivio, quella «terra di mezzo» evocata da Andrea Agnelli: dentro la top ten europea con un fatturato superiore ai 400 milioni di euro, ma lontano dall’élite di Manchester United, Real e Barcellona, che viaggiano sui 700. Ronaldo consentirebbe ai bianconeri di entrare in una dimensione nuova, davvero globale. Dal punto di vista commerciale il marchio Juventus avrebbe accesso a mercati inesplorati, che potrebbero consentire alla società di superare il mezzo miliardo di fatturato». E potrebbe salire il valore delle sponsorizzazioni: per esempio, ad oggi adidas versa 23 milioni di euro all’anno nelle casse della Juve, circa tre volte meno rispetto a quanto fa con il Real Madrid. Con il portoghese, l’accordo potrebbe ridiscutersi al rialzo. La competitività del campionato italiano a rischio? Poi, certo, c’è il campo, c’è l’ossessione della Champions League da inseguire. Portare dalla propria parte il calciatore che ha sancito la fine dei sogni nelle ultime due edizioni è indubbiamente un notevole punto di partenza, anche se non una garanzia: del resto, la Juventus è una seria candidata alla vittoria della Champions indipendentemente da questo o da quel giocatore. Con Ronaldo, il miglior marcatore nella storia della competizione, è in ogni caso arduo evitare di ritoccare i pronostici in chiave ottimistica. E poi c’è la Serie A: l’arrivo di Ronaldo punterà i riflettori mondiali sul nostro campionato, e anche un abituale appassionato del nostro campionato – ammettiamolo, dai – avrà maggior interesse nel seguire una partita che si preannuncia poco interessante o dal pronostico scontato. Ecco, tra le preoccupazioni di molti c’è un campionato scontato, quasi inutile da giocare. Ma il problema della competitività in Serie A non nasce certo con l’arrivo di Ronaldo: nasce anni addietro, con nessuna squadra in grado di resistere allo strapotere bianconero. Spetta alle avversarie alzare il livello qualitativo del campionato. Se la Juventus, invece, continuerà a monopolizzare i campionati a venire, non sarà per Ronaldo. Il portoghese, per quanto possa essere il più forte tra tutti i calciatori del campionato, non sarà il giocatore da cui dipendono i destini dei bianconeri. Se esce lui, entra Mandzukic; così come se esce Dybala, entra Douglas Costa, e così via. Quella della Juve è una forza che si poggia sulla squadra, e non sulle individualità, e il continuo labor limae per smussare le imperfezioni – come gli arrivi di Emre Can o Cancelo – lo sta a dimostrare. Pubblicato in data 12 luglio 2018 Di Francesco Paolo Giordano Fonte: rivistaundici.com
  21. La presenza di Ronaldo al posto di Higuain qualcosa comunque cambierà nel modo di giocare della Juventus. Il Pipita ha spesso svolto il ruolo di regista offensivo aggiunto, arretrando a smistare il gioco. Compito che rientra meno nelle caratteristiche del portoghese, più propenso semmai a svariare sulla fascia sinistra, e che dunque saranno altri (Pjanic e Dybala in primis) a svolgere. Peraltro è probabile che la Juventus cerchi maggiormente le fasce e i cross, visto che CR7 è un colpitore di testa eccellente, superiore al Pipita. Detto delle caratteristiche diverse tra i due e degli effetti che avranno sulla manovra bianconera, resta il fatto che il portoghese agirà prevalentemente da centravanti, con due attaccanti a supporto, più o meno larghi, e tre centrocampisti e quattro difensori alle spalle.CR7 vertice di un triangolo con Dybala e Douglas Costa, probabilmente il massimo in termini di tecnica e fantasia. La seconda prevede Mandzukic punta esterna a sinistra con Ronaldo centrale: soluzione simile a quella adottata dal Real con Benzema. Una terza versione vedrebbe invece Ronaldo in mezzo a due ali pure, ad esempio Cuadrado e Douglas Costa Visto l’arrivo di Emre Can ad arricchire un reparto che contava già su Pjanic, Khedira, Matuidi, Bentancur e Marchisio (la cessione di Sturaro è quasi certa), sembra probabile che Allegri abbia l’intenzione di utilizzare un centrocampo a tre. Non è però da escludere che il tecnico ricorra anche al 4-2-3-1 lanciato a gennaio due stagioni fa, il cosiddetto modulo “a cinque stelle” perché vedeva in campo contemporaneamente Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. Fonte: Tuttosport
  22. moggipresidente1

    La sostenibilità economica di Ronaldo: possibili strategie

    Propongo due improbabili strategie economiche per potersi permettere l'acquisto di Ronaldo. Quale delle due è più realistica? STRATEGIA 1 Bisogna suddividere il problema in due distinti fattori: 1) acquisto del cartellino dal Real, 2) ingaggio faraonico. Per il primo si puo' tranquillamente usare la carta Llorente-Tevez-Alves. Si guarda in faccia Florentino Perez e gli si fa capire che gli facciamo un favore a togliergli di mezzo uno stipendio pesante per un giocatore ormai anziano che non rientra piu nei piani socetari. Gli si offre in cambio l'opzione di aquisto di tre fra i piu promettenti giovani del vivaio: DelFavero (loro cercano un portiere), il gioiello DelSole e il portoghese Campos Da Costa (il futuro Ronaldo). Per il secondo, un ingaggio netto di 30 milioni l'anno che lordi fanno 60, la situazione e' piu complessa, ma va affrontata con l'ottimismo di chi ha tutte le carte in regola. Il primo passo e' andare a parlare con il ministro Tria e fare una considerazione serena: tutti sappiamo che Ronaldo di nome fa Cristiano. Davanti a questa evidenza non potra' che concedere l'esenzione fiscale dovuta agli istituti religiosi. E qui siamo a meta' dell'opera: lo stipendio netto non sarà tassato. Ma sono pur sempre 30 milioni l'anno. Il secondo passo e' tornare dal ministro Tria e fare una considerazione serena: tutti sappiamo che Ronaldo di nome fa Cristiano. Davanti a questa evidenza non potra' che concedere alla juventus di ricevere l'8 per mille o almeno il 5 per mille. Qui e' difficile fare stime su quanto si possa incassare, ma se Emergency sfiora i 15 milioni, altrettanto puo' fare la juve. Restano 15 milioni da coprire. E qui, forse la cosa e' passata un po' sottotraccia, entra in scivolata Mandragora. La sua cessione all'Udinese a 20 milioni ha generato una plusvalenza proprio di 15 milioni. Ecco, questa io la vedo come una conferma del fatto che si stanno muovendo i primi passi verso questa operazione clamorosa. STRATEGIA 2 Consideriamo che la Juve quest'anno chiuderà il bilancio con un rosso di circa 15 milioni pur avendo incassato circa 100 milioni di plusvalenze. L'impatto a bilancio di Ronaldo sarebbe attorno ai 90 milioni (60 di stipendio lordo e 30 di ammortamento). Si potrebbe avere un primo grosso intervento della proprietà tramite il Main Sponsor Jeep. Poniamo un +30 milioni l'anno. Questo potrebbe essere visto come un trampolino di lancio per FCA nel mercato asiatico dove Ronaldo è molto popolare. Ma onestamente ho dubbi che sia veramente una operazione conveniente per FCA. Poi bisognerebbe ridiscutere il contratto di sponsorizzazione con Adidas. Considerando che il merchandising è già nostro diciamo un +20 milioni l'anno. Non impossibile, ma lo farebbero volentieri per un giocatore Nike? Non so. Poi sicuramente il merchandising esploderebbe in tutto il mondo. Diciamo +20 milioni netti fra costi e ricavi. Infine si vende Higuain, che anche senza plusvalenza libera 30 milioni a bilancio. Così addirittura arriviamo a 100 milioni!!! A questo punto siamo a cavallo, perchè bisognerà solamente replicare i 100 milioni di plusvalenza dell'anno scorso. I WANT TO BELIVE, ma anche volendo molto, ci credo poco poco.
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