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  1. Ebbene, ho rivisto un po' i dati e fatto di nuovo i calcoli E finalmente posso proporvi la classifica riveduta e aggiornata dei marcatori Juventini dal 1 Gennaio 2000 ad oggi, con il termine del ventennio ormai alle porte Edit Classifica Aggiornata al 3 Luglio
  2. Commenti (memorabili) web di questa settimana... 1) Come al solito...Che senso ha non giocare Juve Inter a porte chiuse e dopo 3 giorni giocare Juve Milan di coppa Italia? (JUVE MILAN NON SI GIOCHERA') 2) Juve come al solito decide. Juve Milan a porte aperte, senza tifosi dalla Lombardia (JUVE MILAN NON SI GIOCHERA') 3) Ecco, lo sapevo! Juve Inter rimandata al 13 maggio. Così noi dell'Inter giocheremo 9 partite il mese di Maggio. E' inutile. Il Sistema è in mano alla Juve 4) Marotta: "Non possiamo giocare con la Juve, se non recuperiamo prima la partita con la Sampdoria" 5) "La coppia Lautaro Martinez-Lukaku è più in forma. Meglio assortita. In sostanza, attualmente, più forte di Dybala-Ronaldo" 6) "La Juventus ha fatto rimandare la partita perché viene da un periodo negativo" 7) https://www.calciomercato.com/…/derby-d-italia-cinque-motiv… I cinque motivi per cui vincerà l'Inter. E per la Juve sarà tempo di processi. Poi dalla realtà descritta dai sofferenti antijuventini, la sentenza del campo. Inoppugnabile. 2-0. Porte chiuse. Porte aperte. "Alla tedesca". Non importa... Due paroline anche per il Milan. Forse eccessivamente stanco dopo aver fermato la Juve in Coppa Italia...Perde in casa con il Genoa. 0 punti...Preziosi
  3. Con i gol di stasera, i nostri 3 moschettieri raggiungono i 16, 11 e 8 gol in stagione 16 ovviamente per il Re, CR7 11 per Paulo Dybala e 8 per Gonzalo Higuain, nella sua versione più uomo squadra di sempre 35 gol in 3, con metà stagione ancora da giocarsi Cosa ne pensate?
  4. Con la rete di oggi Cristiano Ronaldo raggiunge 14 gol in Campionato, 16 totali con le 2 di Champions in 23 presenze Ho voluto, per curiosità, comparare le statistiche con quelle delle ultime stagioni del Portoghese, tra Real e Juventus in questo punto della stagione (Inizio/metà Gennaio) Nel 2019-2020 siamo a 23 presenze e 16 reti, dopo l'andata di Campionato, i gironi di Champions e la Supercoppa Nel 2018-2019 era a 25 presenze e 16 reti dopo l'andata di campionato, la supercoppa e i gironi di Champions Nel 2017-2018 era a 23 presenze e 16 reti al 13 Gennaio, dopo i gironi di Champions, Supercoppa di Spagna e Europea, Mondiali per Club e Andata di Liga Nel 2016-2017 era a 24 presenze e 18 gol a fine Gennaio, dopo i gironi di Champions, Supercoppe, Mondiali, Andata di Liga e Coppa del Re Nel 2015-2016 era a 25 presenze e 25 reti a Inizio Gennaio, dopo i gironi di Champions e il girone di andata della Liga Insomma, per chi dice che stiamo vedendo un Ronaldo "vecchio" o a "fine carriera" Esclusa la stagione 2015-2016, ultima iniziata "da Alieno", stiamo vedendo un Cristiano Ronaldo perfettamente in linea con le ultime 4-5 stagioni La differenza la farà, al solito, la Champions, dove nonostante l'eliminazione dello scorso anno, ci ha fatto capire di cosa può essere capace con 5 gol in 4 partite
  5. La Juventus, lo dicono i numeri, quest'anno sembra avere parecchi problemi realizzativi. Dybala, Ronaldo, Higuain in tre hanno realizzato 13 gol, il solo Immobile ne ha fatti 16. La scelta sarriana di giocare con il trequartista (almeno fino a quando Douglas Costa non sarà al 100%, ma forse anche con Douglas Costa al 100%) di privilegiare palla a terra, e meno gioco sulle fasce (di fatto il trequartista comporta questo) ci porta a numeri impietosi. Lo scorso campionato, ben 14 gol di testa complessivi. Adesso dopo 12 partite, siamo a due soli gol... La scelta allegriana di Mario Mandzukic, da molti additato come uno dei mali del "brutto" gioco bianconero, si sta dimostrando molto più performante, rispetto alla scelta di "accentrare" il gioco sul trequartista. Aspettando il miglior Ramsey, Sarri sceglie di giocare con Bernardeschi trequartista...Alternando piuttosto Higuain e Dybala... Sempre i numeri dicono che mediamente completiamo un 50% di cross in meno rispetto alla scorsa stagione... La notizia di fondo, è che Sarri si sta dimostrando un maniaco dell'equilibrio tattico ai livelli di Allegri. Sarri, al momento, privilegia i fidi scudieri allegriani Matuidi e Khedira, piuttosto che insistere con Rabiot e/o Ramsey (forse per i problemi fisici di entrambi). Al momento, molto più performante la scelta di Mandzukic boa ad aprire gli spazi a Ronaldo che la soluzione con il trequartista. Parlo in termini di realizzazioni, e di varietà di gioco. Spero questa discussione non si trasformi nella solita bagarre Allegriani contro Sarriani. I numeri al momento sono inequivocabilmente chiari. Come è inequivocabilmente chiaro che la Juventus è la squadra europea con il maggior numero di vittorie con un solo gol di scarto (mi pare 9). Unica squadra europea imbattuta. Primi in campionato e primi in Champions... Tuttavia mi pare che anche con Allegri, i risultati non siano mai stati in discussione. Cosa ne pensate? A cura di: Fabio Franco
  6. Per capire cosa fosse il Del Piero pre-infortunio del '98... Martedì è caduto un record che ha mantenuto suo per 21 anni, ovvero quello di giocatore più veloce a segnare 20 gol in Champions League. Alex ci mise 26 partite (quindi quasi un gol a partita, da seconda punta, e in un'era in cui si segnava meno rispetto alle edizioni recenti), raggiungendo la cifra in questione il 15 aprile 1998 contro il Monaco! In Tottenham-Olympiacos Harry Kane con la sua doppietta l'ha spodestato, riuscendoci dopo 24! Addirittura il primo dopo di loro è Benzema, che impiegò 34 match, seguito da Lewandowski con 36. Per rendere l'idea... per raggiungere lo stesso numero di gol in Champions (nonostante i loro debutti precoci) a Messi di partite ne sono servite 40, a Cristiano Ronaldo (che iniziò giocando da ala) 56. Tra l'altro prima di quest'ultimo Alex era stato l'ultimo juventino a realizzare una tripletta in Champions nei turni ad eliminazione diretta, ma questa è un'altra storia di cui abbiamo già parlato dopo un altro Juve-Atletico. Pinturicchio ha continuato a dipingere quadri straordinari, confermandosi come un grande a livello mondiale, specialmente considerando (per l'epoca) quel tipo di infortunio. Ma questo dato rende l'idea su quegli anni strepitosi. Cosa sei stato, Capitano!
  7. A voi. A cura di: Fabio Franco
  8. Esattamente 8 anni e un mese fa la Juventus di Andrea Agnelli entrava in una nuova era acquistando il suo primo giocatore. Era un numero 7: Simone Pepe. Oggi la Juve entra in una nuova era acquistando il più forte calciatore del mondo. E’ un numero 7: Cristiano Ronaldo. Da Pepinho7 a CR7, con in mezzo 7 scudetti consecutivi. CRISTIANO RONALDO È UN GIOCATORE DELLA JUVENTUS! E’ BIANCONERO. LO STADIUM È LA SUA NUOVA CASA. Sembra assurdo solo scriverlo, ancora incredibile pensarlo. Non so se i famosi ricci che vengono tirati fuori in queste occasioni abbiano mai goduto come stiamo godendo noi in questo momento. Di certo riuscirebbero a fare ragionamenti più lineari di quelli che vengono in mente a noi, e con una faccia meno da ebeti. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Beppe Marotta e Fabio Paratici sono riusciti in un’impresa che fino a due settimane fa suscitava sberleffi (per tenerci bassi) al solo ipotizzarla. Ebbene: GRAZIE! E’ il punto più alto di una dirigenza Top, che ha fatto fare alla Juve progressi percentuali enormi rispetto al tempo da cui opera. Ma sono riusciti in qualcosa di più. Dopo aver riportato la Juve al ruolo che le competeva in Italia ed essersi spinti moltissimo avanti in Europa, con l’acquisto di CR7 le restituiscono quell’appeal nel mondo intero che nell’era social l’aveva vista prima arrancare (per le ragioni che conosciamo tutti) e solo successivamente iniziare la risalita. Con Cristiano Ronaldo non serve la risalita: l’impatto è immediato! Cristiano Ronaldo è un “click”, una luce che si accende immediatamente, è la mossa decisiva necessaria a raggiungere i fatturati delle top 5 e allontanarsi da quella “terra di nessuno” (come la definì Agnelli) che la vede in coabitazione col Liverpool. Io ho molto rispetto di club come il Real e il Barça e di quanto hanno fatto negli ultimi 12 anni. Ma è sempre apparso lampante come dapprima con Messi e poi con CR7, che si sono spartiti Palloni d’Oro e Champions, il gap fosse incolmabile. Si potevano anche fare 10/11 di squadra al loro livello (ed era già difficilissimo), ma poi c’erano sempre quei due lì a marcare una differenza netta. Perdipiù quest’epoca è coincisa da una parte con un aumento generale degli introiti economici nel calcio (mentre noi, nei primi anni, accumulavamo debiti), e dall’altra con il boom dei nuovi mezzi di comunicazione, dei social, dei moderni device. Soldi & riconoscibilità: un binomio che ha prodotto un balzo enorme a livello mondiale a chi ha saputo sfruttarlo. Noi non potevamo. O meglio non abbiamo potuto, per molto tempo, a causa di motivi di forza maggiore. E proprio a quella “forza maggiore” oggi dedichiamo di cuore tutta la goduria possibile, sbattendogliela in faccia più o meno come fece Mandzukic esultante a Firenze (per chi se la ricorda…). Già, perché recuperare o accorciare di molto quel divario che sembrava incolmabile oggi è finalmente possibile. Perché? Perché non compriamo solo un giocatore. Degli aspetti tecnici di CR7 è quasi superfluo parlarne! In realtà lo faremo sicuramente nel corso dei mesi, ma è uno di quei fenomeni della storia del calcio per cui si sogna ad occhi aperti prima ancora di avventurarsi in disamine varie. Come è stato ampiamente detto compriamo un’azienda, ma non compriamo nemmeno “solo” un’azienda (perché di aziende ce ne sono tante), compriamo “la cosa” più seguita al mondo (più di squadre intere, cestisti NBA, divi di Hollywood o della musica, presidenti di nazioni, istituzioni… 6 volte in più dell’intera Juve, per fare un esempio). Non, dunque, “l’atleta”, “lo sportivo” o “la persona”, ma “la cosa” più seguita al mondo. Ed è inutile che spieghi i riflessi che questo avrà sulla Juve. Sono gli stessi di cui (in termini diversi) hanno goduto per anni lo stesso Real, il Barça con Messi, le inglesi con gli introiti derivanti dalla Premier, il Bayern con sponsor casalinghi munifici… insomma tutti avevano una “chiave”, tecnica o economica, per quel “qualcosa in più”. Noi da oggi abbiamo questa chiave. Possiamo aggregarci a quel treno. Per estremizzare il concetto… persino se non dovessimo vincere nulla nei prossimi anni (non sia mai) godremmo comunque di un ritorno pazzesco. Perché solo per le sponsorship legate ai social CR7 fa guadagnare ai marchi che appaiono nei suoi post una cifra 7 (toh!) volte superiore a quella di qualsiasi altro sportivo! Basti dare un’occhiata a questi dati: (fonte: Hookit) Ecco perché è stato un acquisto storico. E’ l’ultimo step, quello da cui da adesso in poi NON SI TORNA PIU’ INDIETRO! Se la Juve saprà sfruttare quest’occasione salirà a quel livello che ti deve far vedere le cose sotto un’altra ottica: poter puntare costantemente al top a livello internazionale, mirare al massimo, ambire alla cima. Persino quella rovesciata stratosferica dello Stadium ci appare oggi sotto un’altra veste, dato che proprio l’applauso a scena aperta che ne conseguì può essere stato importantissimo nella scelta di Cristiano, e quindi nel farci salire questo nuovo gradino. Io individuo tre momenti nel corso di questi 7 anni in cui aspettavo la Juve ad una sorta di “varco”, delle sorte di prove per capire se c’era per davvero la voglia di crescere. Il primo fu l’acquisto di Tevez. Prima di Tevez, nel nuovo ciclo, non avevamo avuto nomi così altisonanti in attacco, e anche allora sembrava un affare difficile da immaginare per tutta una serie di motivi. Completato alla grande (scatenò un entusiasmo incredibile, Carlitos all'uscita dell'aeroporto venne respinto dentro dalla folla di tifosi). Il secondo è stato l’acquisto di Higuain, e la CIFRA spesa per quell’affare. Prima di allora l’acquisto più costoso della Juve era stato Dybala (ma costò meno della metà) che già di suo rappresentò un primo jolly, visto che nei primi 4 anni di nuovo ciclo non si era speso mai, per un singolo acquisto, più di 20/22 milioni (lo stesso Napoli prese il Pipita spendendo una cifra più alta). Nessuno poteva credere che la Juve potesse arrivare a spendere 90 milioni sull’unghia. Lo fece. Il terzo ovviamente è Cristiano Ronaldo, pura utopia per chiunque, e su cui abbiamo già detto. La Juve in questi 7 anni non è mai andata indietro, ma sempre avanti. Si può discutere se da un anno all’altro un 11 nel suo complesso si faccia preferire o meno rispetto a quello precedente, ma la rosa è perennemente andata in crescita. Ecco perché Cristiano Ronaldo apre una nuova era. Perché DEVE rappresentare quell’approdo da cui non tornare più indietro, non bisogna più voltare le spalle. Di pari passo con la costruzione dei campioni bisognerà ambire all’acquisizione di fenomeni di caratura internazionale “già pronti”. Non potrà avvenire sempre, naturalmente, perché i fenomeni assoluti sono pochi. Ma si dovrà entrare in quel loop, forti di una rinnovata visibilità mondiale e dei nuovi introiti commerciali da saper sfruttare, da DOVER sfruttare! Altra cosa: sarebbe bene che TUTTO il mondo Juve facesse questo step. La Juve stessa lo fa già in TUTTI i suoi comparti avendo inaugurato il nuovo centro tecnico dopo lo stadio (alla luce dei fatti… Ah!... se fosse stato un po’ più capiente… visti anche i rincari…), il museo, il Jmedical, la nuova sede, la squadra femminile, eccetera... qualcosa di grandioso), ma non bisogna più perdersi in minuzie (tipo quella della comunicazione, molto attuale in questi giorni). Devono farlo anche "alcuni" tifosi, cercando di sostenere la propria squadra sempre, innamorandosi ogni giorno di questi colori, preferendo il sostegno continuo durante la partita al mutismo o ai fischi (tanto c’è sempre tempo dopo il 90°). C’è da impazzire di gioia, cacchio: tifiamo Juve! E poi dovremmo sperare, ma è una speranza vana, che questo step lo faccia quella gran parte dell’ambiente che circonda la Juve. Quell’ambiente che si avvarrà di opportuni ritorni da questo acquisto (ovviamente all’inizio non in termini tecnici, ma economici e di visibilità). Quell’ambiente che già godrà di 4 squadre italiane fisse in Champions ottenute sempre grazie al lavoro di Andrea Agnelli. Quell’ambiente che però ha nei confronti della Juve un atteggiamento stomachevole, nauseante, schiavo di logiche a tratti comiche a tratti penose, più vicine ad uno spettacolo del Mago di Arcella che a prodotti come la Premier o la Champions. Caro Cristiano, te li troverai davanti tutti! Basti pensare a quell’ampia coltre di pennivendolismo da cui nel corso dell’anno si dipanano fake news continue, a cui bisogna fare la fatica di rispondere ogni volta, sputtanandole puntualmente. Procuratori federali che cambiano le carte in tavola a seconda dei casi. Presidenti che sputano melma sul sistema calcio venendo condonati dai procuratori di prima. Sindaci o politici che si dimenticano della carica che ricoprono. Trasmissioni televisive che invece di entrare nei meriti tecnici e tattici, o analizzare strutturalmente i problemi del calcio, diffondono ignoranza a palate perdendosi dietro ad un cartellino giallo. I tifosi, non solo webeti, ma anche personaggi pubblici di spicco, che si abbeverano a queste fonti esprimendosi come bimbiminkia patentati. Ecco. Prima di parlare di benefici per il calcio italiano, fatevi un esame di coscienza riflettendo su chi questi benefici li porta e chi il calcio italiano lo denigra coi propri comportamenti. Noi il nostro lo facciamo da 7 anni e stiamo continuando a farlo, scrivendo la storia: voi quantomeno iniziate a fare un piccolo passo imparando a leggerla! Nel frattempo godiamo come dei ricci. Benvenuto alla Juve, Cristiano Ronaldo! - Leevancleef -
  9. Alcuni dati. Si è parlato spesso dei gol di Cristiano Ronaldo in questa Champions, così come del valore dell'Atletico. Se confrontiamo i dati di questa edizione con quelli del 2016/17, scopriamo che due anni fa CR7 di questi tempi stava viaggiando ad una media gol simile (se non identica, come vedremo) a quella attuale. Nelle prime 7 partite, ovvero le 6 del girone più l'andata degli ottavi di finale, realizzò 2 gol (non segnò nemmeno all'ottava, arrivando ai quarti di finale con due reti, una ogni 360 minuti, salvo poi farne 10 in cinque partite), sebbene nell'anno successivo alla Champions vinta da capocannoniere col Manchester United fece addirittura peggio, rimanendo a 0 realizzazioni nelle prime sette gare (in un paio di circostanze ne ha fatti tre, in altre ha debordato). In realtà il raffronto con la stagione attuale andrebbe fatto non sulla base di 7 partite, bensì di 5 (+ 29 minuti), ovvero quelle giocate, vista la sua espulsione assurda di Valencia con successiva squalifica. Ancor di più, se volessimo essere equi, dovremmo considerare che tra le 5 partite giocate in questa stagione manca la più "facile", ovvero quella in casa contro l'ultima classificata nel girone (Young Boys), che invece due anni fa giocò (lo Sporting), e in cui segnò uno dei due gol in questione. In tal modo, togliendo le due gare più "semplici", e considerando solo 5 partite del girone più l'andata degli ottavi, il ruolino è identico: 1 gol segnato. In rapporto all'andata degli ottavi, da segnalare una statistica rilevante, ovvero che l'Atletico Madrid in casa nell'era Simeone non ha MAI perso una partita in Europa nei turni ad eliminazione diretta. Di più: negli ultimi sei anni (cinque di turni ad eliminazione diretta in Champions e uno in Europa League), ha subito appena due gol! Due gol in 16 partite, e di mezzo ci sono state squadre di tutti i tipi, dal Barcellona (due volte, e due volte eliminato) al Real, dal Bayern (una volta anche nel girone, rimasto a bocca asciutta anche in quell'occasione) al Chelsea, dall'Arsenal alla Juventus. Tra tutte queste squadre solo il Real è stato capace (perdendo) di segnare un gol sul campo dei Colchoneros. Ecco comunque una tabella riassuntiva dei gol di Ronaldo in ogni edizione giocata in carriera dopo questo tot di gare, escludendo i primissimi anni per ovvi motivi, seguito da un raffronto tra le partite della stagione attuale e quella di due anni fa (non riporto quelle col Manchester United dell'anno successivo alla vittoria della Champions, dato che rimase a zero). Raffronto con due anni fa. 2016/17: 1) Real Madrid - Sporting 2-1 (gol dell'1-1 all'89°, al 94° segnerà il 2-1 Morata) 2) Borussia Dortmund - Real Madrid 2-2 (al 17° il gol dello 0-1) 3) Real Madrid - Legia 5-1 4) Legia - Real Madrid 3-3 5) Sporting - Real Madrid 1-2 6) Real Madrid - Borussia Dortmund 2-2 7) Real Madrid - Napoli 3-1 8) Napoli - Real Madrid 1-3 2018/19: 1) Valencia - Juventus 0-2 (29' giocati) 2) Juventus - Young Boys 3-0 (Assente) 3) Manchester United - Juventus 0-1 4) Juventus - Manchester United 1-2 (65°, gol dell'1-0) 5) Juventus - Valencia 1-0 6) Young Boys - Juventus 2-1 7) Atletico Madrid - Juventus 2-0
  10. Il tifoso della Juventus e il coro per Cristiano Ronaldo che fa il giro della Rete - Tuttosport Complimenti a lui per la fantasia, mi piacerebbe vederlo cantato allo Stadium..voi che ne pensate?
  11. Cristiano Ronaldo per 45 minuti ha guardato Atalanta­-Juventus dalla panchina e per una volta è stato un banale sostituto, come gli attaccanti di riserva che entrano nel secondo tempo per cambiare le partite: non gli succedeva dall’11 maggio 2013, da Espanyol-Real Madrid 1­1, trentacinque minuti più recupero al posto di Kakà. Un mese prima, contro il Levante, aveva segnato l’ultimo gol della carriera dalla panchina. Questa volta invece Cristiano ha cominciato a scaldarsi solo all’intervallo, correndo a pochi metri da Filippo Tortu, arrivato a Bergamo per vedere lui e la sua Juve. Poi è successo tutto in fretta. Cristiano ha capito di dover entrare, Perin gli ha passato la 7 e Allegri ha dato due indicazioni rapide. Dalla tv si legge il labiale e si intuisce un concetto semplice: giochi centravanti, con Dybala a destra e Mandzukic a sinistra. Un bambino a quel punto ha alzato un cartello: «Ronaldo você me dá a sua camisa por favor». «Ronaldo, dammi la tua maglia per favore». Per il momento più originale del Santo Stefano italiano di Cristiano Ronaldo, si resta qui, al cartello. Per la frase più significativa invece chiedere a Giorgio Chiellini: «Quest’anno ci sono state tre partite in cui siamo stati in difficoltà – ha detto –. Juve­-Napoli, Empoli­-Juve e Atalanta­-Juve. Non è un caso che, nel momento di difficoltà, per tre volte Cristiano abbia fatto Cristiano. Si può essere decisivi anche in 20 minuti». Ronaldo ci è riuscito con un gol e un potenziale assist.Da centravanti ha cercato più volte la profondità e sul calcio d’angolo del 2­2 si è mosso con l’istinto del centravanti: misteriosamente, c’era solo lui davanti a Berisha. Più tardi è scappato a destra e ha messo in mezzo un cross su cui Djimsiti in qualche modo ha anticipato Mandzukic. Non è stato il 3­2 solo per centimetri. PRIMO DI TESTA I numeri, succede, dicono bugie. Questa volta sembrano suggerire un impatto leggero di Cristiano: in 25 minuti, non più di 5 passaggi. Il calcio però è sport di emozioni, non di cifre, e dallo stadio si è percepito che il suo ingresso ha dato energia alla squadra. Poi ha negato legami tra la sua assenza e il rischio di sconfitta: «Sono discorsi un po’ da bar». Sono invece ragionamenti da analista quelli sul modo di marcare Cristiano, che ieri ha segnato il primo gol di testa in A: incredibile, considerate le abitudini del 7 bianco. Il pubblico dell’Atleti Azzurri ha visto tutto, ha reagito male – Bergamo voleva vincere, poche storie –, poi si è rassegnato e rasserenato. Molti sono usciti contenti. Il meglio, del resto, lo stadio lo aveva dato all’inizio con una scritta: «CR7 is for boys. CR77 is for men». «CR7 è per i ragazzi, CR77 è per gli uomini». Il 77, per storico soprannome, è Cristian Raimondi, ex terzino dell’Atalanta entrato nello staff di Gasp. Nella vita ha un solo gol in Serie A, però segnato di testa, da angolo, sotto la curva. Cristiano lo ha copiato. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. Quando si dice "il gesto tecnico". Dopo il "pezzo" fatto da Cristiano Ronaldo contro il Valencia, che è valso l'assist, ma praticamente l'80% del gol che ha decretato la vittoria bianconera, in tanti si stanno chiedendo: "ma come ha fatto?", senza realmente riuscire a capire nel dettaglio la giocata dell'extraterrestre di Madeira. Ecco, questo è un rallenty del numero di CR7 da un'angolazione che ci permette di capirne meglio la pregevole fattura. A volte già il solo vedere un doppio passo a palla ferma ad una certa velocità lascia di stucco. Lui è andato oltre! Fa una cosa assurda! Alza il pallone col destro (!), e mentre la palla è sospesa in movimento... le fa passare attorno la stessa gamba destra! E, nel farlo, riesce a mantenere un equilibrio tale da dare la giusta forza alla gamba sinistra per lo scatto in avanti! Il tutto ad una velocità pazzesca! Solidarietà a Gabriel Paulista
  13. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  14. Quanto in campo spunta la palla si cercano in continuazione. Dieci giorni di lavoro hanno già fatto nascere "Dybaldo", perfetta crasi tra Dybala e Ronaldo. I due si stimano, si piacciono. I neo-compagni ridono e scherzano E soprattutto Ronaldo regala parole al miele al compagno più giovane. CR7 e la Joya avranno però presto il giudice supremo al emettere il verdetto. il campo. Neo 9 anni trascorsi al Real Madrid, Ronaldo ha avuto un rapporto professionale con gran parte dei compagni. Il vero amico era il brasiliano Marcelo, non solo per ragioni di lingua. Cristiano non ha mai negato un consiglio a nessuno, ha costruito un rapporto cordiale con i giovani più forti, come Asensio, Isco e Vazquez. Ma il termine pupillo sarebbe eccessivo per tutti loro. Per cristiano sarà piuttosto naturale fare da punto di riferimento per molti alla Juve, ma chi potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla sua presenza è proprio Dybala. L'argentino ha davanti a se due strade. Intristirsi perchè non è più la stella indiscussa della Juve. Recriminare perchè è probabile che possa segnare qualche gol in meno e che debba cedere i rigori a CR7. Oppure, ed è questa la via che Paulo sembra aver scelto da subito, cucirsi addosso un ruolo alla Scottie Pippen per Michael Jordan in quei Chicago Bulls che hanno scritto la storia dell'Nba. Un secondo vicolino di immensa qualità in un'orchestra che vuole suonare a tutti anche in Europa. Non sono pochi i vantaggi che la convivenza con Ronaldo possono portare: sarà più difficile per gli avversari costruire gabbie a suon di stecche sulle gambe modello Crotone lo scorso aprile. La presenza del portoghese gli darà più soluzioni nel passaggio e gli libererà spazi per il ritmo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Alessandro Alciato di Sky Sport. Ecco le sue parole riportate da TuttoJuve.com: Quando è nata l'idea folle? "L'idea folle è nata dopo la prima partita qua, quando Cristiano ha ricevuto la standing ovation, dopo il gol in rovesciata. Durante la settimana ci siamo sentiti con il suo agente. Ha detto: 'Guarda, lui è rimasto colpito da tutta questa attenzione che ha ricevuto. E' rimasto colpito e vorrebbe venire a giocare alla Juve un giorno'. E io ho detto: va bene, sì, capisco, nei sogni di tanti, ci sono tanti sogni, ma pochi si avverano. Poi invece quando ci siamo rincontrati per Cancelo, mi ha spiegato bene la situazione che c'era, noi abbiamo recepito l'idea. Io ne ho parlato col presidente in primis, perchè giustamente bisognava far quadrare i numeri, che erano la parte più difficile dell'operazione. Lui ha preso tempo qualche ora, poi mi ha detto: 'Guarda, vai avanti, prova a vedere se veramente c'è questa opportunità'. L'opportunità era concreta, era un'occasione unica di portare un giocatore che è universalmente riconosciuto come il più forte giocatore del mondo, il più determinante, anche quello che ha vinto più titoli, quindi quando le trattative sono fatte tra due grandi, neanche club, ma quasi istituzioni come la Juve e il Real Madrid, e hai una terza parte che è la volontà del giocatore, e una grande professionalità da parte degli agenti del giocatore, è chiaro che poi diventa più facile fare business e fare i trasferimenti". Date una stella a quest'uomo!
  16. L'artista americano, che si esibirà nella cerimonia di chiusura dei Mondiali, in conferenza stampa ha parlato del nuovo acquisto bianconero
  17. Il trasferimento del secolo Cristiano Ronaldo alla Juventus lo è per l'importanza del giocatore e per le prospettive di crescita economica dei bianconeri. Di Francesco Paolo Giordano Pochi giorni fa, mentre le voci su un clamoroso matrimonio con la Juventus avevano già preso corpo, Variety riportava l’intenzione di Facebook di produrre una docu-serie su Cristiano Ronaldo. Tredici episodi, da lanciare su Facebook Watch, che frutterebbero al portoghese una somma di circa dieci milioni di euro: una produzione che, oltretutto, sarebbe la più costosa mai realizzata dal social network più famoso. Cosa desumere? Che parlare di Cristiano Ronaldo come calciatore è riduttivo; che mandare “in onda” una serie su CR7 equivale a mettere in scena, davanti a una platea globale, gesti-atti-parole di una star. Che cosa ha fatto, o meglio, farà la Juve nei prossimi mesi? Proporrà, ogni weekend, e molto di frequente anche durante la settimana, uno spettacolo unico al mondo: il diritto di “trasmettere” le prestazioni sportive – ma oggi è solo questo? In campo ormai si decriptano facilmente gestualità e atteggiamenti, come in una rappresentazione teatrale – dell’unico calciatore, insieme a Leo Messi, capace di vincere cinque Palloni d’Oro. Un cambio di maglia epocale Perché è il trasferimento del secolo? Perché riguarda un giocatore che nessuno mai avrebbe pensato “trattabile”. Come per Messi, che fatichiamo a immaginare lontano da Barcellona, Ronaldo aveva fatto intendere che non avrebbe indossato un’altra maglia dopo quella del Real Madrid: «Qui sono felice, ed è qui che voglio terminare la mia carriera», aveva detto lo scorso dicembre. Il rapporto fattosi sempre più difficoltoso con Pérez, con un rinnovo (tardivo) proposto inizialmente a cifre più basse da quanto preteso dal portoghese, ha inevitabilmente rovesciato la situazione, tanto che già a fine maggio – ovvero, a Champions League conquistata – sapevamo che Ronaldo aveva preso la decisione di lasciare Madrid. Guillem Balagué ha detto: «Desiderava un rapporto migliore con il suo presidente». Altrimenti, per quale motivo Andrea Agnelli avrebbe fatto partire una trentina di telefonate al suo nuovo numero 7 in fase di trattativa? Se per il trasferimento di giocatori come Neymar, Mbappé o Coutinho sono state spese cifre più alte – ma solo il passaggio del brasiliano al Psg, tra cartellino e ingaggio, vanta un dispendio economico maggiore di quello di Ronaldo – l’effetto sorpresa di queste operazioni di mercato è stato sensibilmente più basso: sono tutti giocatori mossi da un desiderio di crescita professionale – una squadra più grande, più forte, o la voglia di diventare il trascinatore supremo, come nel caso di Neymar. E poi si tratta di calciatori deluxe, ma non numeri uno. Ecco: Ronaldo è il numero uno del calcio mondiale che cambia squadra. Quando, per esempio, Maradona e Ronaldo il brasiliano arrivarono in Italia, si poteva parlare solamente di futuri, e non effettivi, numeri uno. Negli anni recenti, solo il passaggio di Zidane dalla Juventus al Real Madrid (sempre loro due) potrebbe avvicinarsi al trasferimento di CR7, ma era anche un’epoca in cui il primato tecnico e di leadership di Zidane non era così consolidato come quello del portoghese in coppia con Messi. Un asset, più che un calciatore Ancora Guillem Balagué svela: «Jorge Mendes ha offerto Ronaldo a Psg e Manchester United. Ma ha ricevuto solo dinieghi». Due delle tre squadre europee che, per disponibilità economica e contesto tecnico, avrebbero potuto “scippare” il portoghese al Madrid. L’altra è, ovviamente, la Juventus. Che, così, ha potuto cogliere un’occasione imperdibile: prendere Ronaldo senza il fastidio della concorrenza. Una situazione che ha agevolato anche il costo del cartellino – della famosa clausola di rescissione da un miliardo di euro, ovviamente, ci si è scordati in fretta. Ronaldo premeva per cambiare squadra, e sull’altro fronte c’era una sola possibilità: così la Juventus ha chiuso un super-affare «a prezzo di saldo», come ha scritto il direttore di As Alfredo Relaño. Ovviamente, oltre al costo del cartellino, gli esborsi maggiori riguardano l’ingaggio quadriennale (i 31 milioni di euro stagionali percepiti da Ronaldo corrispondono, al lordo, a circa 60 milioni di euro): in tutto, la Juventus metterà a bilancio una spesa che supera i 350 milioni di euro. Bisognerà cedere almeno due pezzi pregiati della rosa – Higuaín e Alex Sandro maggiori indiziati – e poi puntare tutto sulla crescita commerciale del brand Juventus nei prossimi anni. Sotto il profilo dei risultati sportivi, la Juventus non può crescere ulteriormente: vince da sette anni di fila in Italia ed è stabilmente tra le migliori squadre d’Europa. Eppure, il fatturato da 405,7 milioni di euro del 2016/17 (fonte Deloitte) è appena il decimo del continente. Perché? I bianconeri ricavano il 28 per cento (114 milioni) dalle voci commerciali, mentre i capifila della classifica sono decisamente più avanti: è addirittura la prima voce nel fatturato di United, Real Madrid, Barcellona e Bayern, con percentuali intorno al 40-50 per cento del fatturato totale. È qui che la Juve deve fare un enorme passo in avanti. Come hanno scritto Luca Bianchin e Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, «nella sua parabola evolutiva, la Juve si è trovata a un bivio, quella «terra di mezzo» evocata da Andrea Agnelli: dentro la top ten europea con un fatturato superiore ai 400 milioni di euro, ma lontano dall’élite di Manchester United, Real e Barcellona, che viaggiano sui 700. Ronaldo consentirebbe ai bianconeri di entrare in una dimensione nuova, davvero globale. Dal punto di vista commerciale il marchio Juventus avrebbe accesso a mercati inesplorati, che potrebbero consentire alla società di superare il mezzo miliardo di fatturato». E potrebbe salire il valore delle sponsorizzazioni: per esempio, ad oggi adidas versa 23 milioni di euro all’anno nelle casse della Juve, circa tre volte meno rispetto a quanto fa con il Real Madrid. Con il portoghese, l’accordo potrebbe ridiscutersi al rialzo. La competitività del campionato italiano a rischio? Poi, certo, c’è il campo, c’è l’ossessione della Champions League da inseguire. Portare dalla propria parte il calciatore che ha sancito la fine dei sogni nelle ultime due edizioni è indubbiamente un notevole punto di partenza, anche se non una garanzia: del resto, la Juventus è una seria candidata alla vittoria della Champions indipendentemente da questo o da quel giocatore. Con Ronaldo, il miglior marcatore nella storia della competizione, è in ogni caso arduo evitare di ritoccare i pronostici in chiave ottimistica. E poi c’è la Serie A: l’arrivo di Ronaldo punterà i riflettori mondiali sul nostro campionato, e anche un abituale appassionato del nostro campionato – ammettiamolo, dai – avrà maggior interesse nel seguire una partita che si preannuncia poco interessante o dal pronostico scontato. Ecco, tra le preoccupazioni di molti c’è un campionato scontato, quasi inutile da giocare. Ma il problema della competitività in Serie A non nasce certo con l’arrivo di Ronaldo: nasce anni addietro, con nessuna squadra in grado di resistere allo strapotere bianconero. Spetta alle avversarie alzare il livello qualitativo del campionato. Se la Juventus, invece, continuerà a monopolizzare i campionati a venire, non sarà per Ronaldo. Il portoghese, per quanto possa essere il più forte tra tutti i calciatori del campionato, non sarà il giocatore da cui dipendono i destini dei bianconeri. Se esce lui, entra Mandzukic; così come se esce Dybala, entra Douglas Costa, e così via. Quella della Juve è una forza che si poggia sulla squadra, e non sulle individualità, e il continuo labor limae per smussare le imperfezioni – come gli arrivi di Emre Can o Cancelo – lo sta a dimostrare. Pubblicato in data 12 luglio 2018 Di Francesco Paolo Giordano Fonte: rivistaundici.com
  18. La presenza di Ronaldo al posto di Higuain qualcosa comunque cambierà nel modo di giocare della Juventus. Il Pipita ha spesso svolto il ruolo di regista offensivo aggiunto, arretrando a smistare il gioco. Compito che rientra meno nelle caratteristiche del portoghese, più propenso semmai a svariare sulla fascia sinistra, e che dunque saranno altri (Pjanic e Dybala in primis) a svolgere. Peraltro è probabile che la Juventus cerchi maggiormente le fasce e i cross, visto che CR7 è un colpitore di testa eccellente, superiore al Pipita. Detto delle caratteristiche diverse tra i due e degli effetti che avranno sulla manovra bianconera, resta il fatto che il portoghese agirà prevalentemente da centravanti, con due attaccanti a supporto, più o meno larghi, e tre centrocampisti e quattro difensori alle spalle.CR7 vertice di un triangolo con Dybala e Douglas Costa, probabilmente il massimo in termini di tecnica e fantasia. La seconda prevede Mandzukic punta esterna a sinistra con Ronaldo centrale: soluzione simile a quella adottata dal Real con Benzema. Una terza versione vedrebbe invece Ronaldo in mezzo a due ali pure, ad esempio Cuadrado e Douglas Costa Visto l’arrivo di Emre Can ad arricchire un reparto che contava già su Pjanic, Khedira, Matuidi, Bentancur e Marchisio (la cessione di Sturaro è quasi certa), sembra probabile che Allegri abbia l’intenzione di utilizzare un centrocampo a tre. Non è però da escludere che il tecnico ricorra anche al 4-2-3-1 lanciato a gennaio due stagioni fa, il cosiddetto modulo “a cinque stelle” perché vedeva in campo contemporaneamente Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. Fonte: Tuttosport
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