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  1. Per capire cosa fosse il Del Piero pre-infortunio del '98... Martedì è caduto un record che ha mantenuto suo per 21 anni, ovvero quello di giocatore più veloce a segnare 20 gol in Champions League. Alex ci mise 26 partite (quindi quasi un gol a partita, da seconda punta, e in un'era in cui si segnava meno rispetto alle edizioni recenti), raggiungendo la cifra in questione il 15 aprile 1998 contro il Monaco! In Tottenham-Olympiacos Harry Kane con la sua doppietta l'ha spodestato, riuscendoci dopo 24! Addirittura il primo dopo di loro è Benzema, che impiegò 34 match, seguito da Lewandowski con 36. Per rendere l'idea... per raggiungere lo stesso numero di gol in Champions (nonostante i loro debutti precoci) a Messi di partite ne sono servite 40, a Cristiano Ronaldo (che iniziò giocando da ala) 56. Tra l'altro prima di quest'ultimo Alex era stato l'ultimo juventino a realizzare una tripletta in Champions nei turni ad eliminazione diretta, ma questa è un'altra storia di cui abbiamo già parlato dopo un altro Juve-Atletico. Pinturicchio ha continuato a dipingere quadri straordinari, confermandosi come un grande a livello mondiale, specialmente considerando (per l'epoca) quel tipo di infortunio. Ma questo dato rende l'idea su quegli anni strepitosi. Cosa sei stato, Capitano!
  2. La Juventus, lo dicono i numeri, quest'anno sembra avere parecchi problemi realizzativi. Dybala, Ronaldo, Higuain in tre hanno realizzato 13 gol, il solo Immobile ne ha fatti 16. La scelta sarriana di giocare con il trequartista (almeno fino a quando Douglas Costa non sarà al 100%, ma forse anche con Douglas Costa al 100%) di privilegiare palla a terra, e meno gioco sulle fasce (di fatto il trequartista comporta questo) ci porta a numeri impietosi. Lo scorso campionato, ben 14 gol di testa complessivi. Adesso dopo 12 partite, siamo a due soli gol... La scelta allegriana di Mario Mandzukic, da molti additato come uno dei mali del "brutto" gioco bianconero, si sta dimostrando molto più performante, rispetto alla scelta di "accentrare" il gioco sul trequartista. Aspettando il miglior Ramsey, Sarri sceglie di giocare con Bernardeschi trequartista...Alternando piuttosto Higuain e Dybala... Sempre i numeri dicono che mediamente completiamo un 50% di cross in meno rispetto alla scorsa stagione... La notizia di fondo, è che Sarri si sta dimostrando un maniaco dell'equilibrio tattico ai livelli di Allegri. Sarri, al momento, privilegia i fidi scudieri allegriani Matuidi e Khedira, piuttosto che insistere con Rabiot e/o Ramsey (forse per i problemi fisici di entrambi). Al momento, molto più performante la scelta di Mandzukic boa ad aprire gli spazi a Ronaldo che la soluzione con il trequartista. Parlo in termini di realizzazioni, e di varietà di gioco. Spero questa discussione non si trasformi nella solita bagarre Allegriani contro Sarriani. I numeri al momento sono inequivocabilmente chiari. Come è inequivocabilmente chiaro che la Juventus è la squadra europea con il maggior numero di vittorie con un solo gol di scarto (mi pare 9). Unica squadra europea imbattuta. Primi in campionato e primi in Champions... Tuttavia mi pare che anche con Allegri, i risultati non siano mai stati in discussione. Cosa ne pensate? A cura di: Fabio Franco
  3. A voi. A cura di: Fabio Franco
  4. Esattamente 8 anni e un mese fa la Juventus di Andrea Agnelli entrava in una nuova era acquistando il suo primo giocatore. Era un numero 7: Simone Pepe. Oggi la Juve entra in una nuova era acquistando il più forte calciatore del mondo. E’ un numero 7: Cristiano Ronaldo. Da Pepinho7 a CR7, con in mezzo 7 scudetti consecutivi. CRISTIANO RONALDO È UN GIOCATORE DELLA JUVENTUS! E’ BIANCONERO. LO STADIUM È LA SUA NUOVA CASA. Sembra assurdo solo scriverlo, ancora incredibile pensarlo. Non so se i famosi ricci che vengono tirati fuori in queste occasioni abbiano mai goduto come stiamo godendo noi in questo momento. Di certo riuscirebbero a fare ragionamenti più lineari di quelli che vengono in mente a noi, e con una faccia meno da ebeti. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Beppe Marotta e Fabio Paratici sono riusciti in un’impresa che fino a due settimane fa suscitava sberleffi (per tenerci bassi) al solo ipotizzarla. Ebbene: GRAZIE! E’ il punto più alto di una dirigenza Top, che ha fatto fare alla Juve progressi percentuali enormi rispetto al tempo da cui opera. Ma sono riusciti in qualcosa di più. Dopo aver riportato la Juve al ruolo che le competeva in Italia ed essersi spinti moltissimo avanti in Europa, con l’acquisto di CR7 le restituiscono quell’appeal nel mondo intero che nell’era social l’aveva vista prima arrancare (per le ragioni che conosciamo tutti) e solo successivamente iniziare la risalita. Con Cristiano Ronaldo non serve la risalita: l’impatto è immediato! Cristiano Ronaldo è un “click”, una luce che si accende immediatamente, è la mossa decisiva necessaria a raggiungere i fatturati delle top 5 e allontanarsi da quella “terra di nessuno” (come la definì Agnelli) che la vede in coabitazione col Liverpool. Io ho molto rispetto di club come il Real e il Barça e di quanto hanno fatto negli ultimi 12 anni. Ma è sempre apparso lampante come dapprima con Messi e poi con CR7, che si sono spartiti Palloni d’Oro e Champions, il gap fosse incolmabile. Si potevano anche fare 10/11 di squadra al loro livello (ed era già difficilissimo), ma poi c’erano sempre quei due lì a marcare una differenza netta. Perdipiù quest’epoca è coincisa da una parte con un aumento generale degli introiti economici nel calcio (mentre noi, nei primi anni, accumulavamo debiti), e dall’altra con il boom dei nuovi mezzi di comunicazione, dei social, dei moderni device. Soldi & riconoscibilità: un binomio che ha prodotto un balzo enorme a livello mondiale a chi ha saputo sfruttarlo. Noi non potevamo. O meglio non abbiamo potuto, per molto tempo, a causa di motivi di forza maggiore. E proprio a quella “forza maggiore” oggi dedichiamo di cuore tutta la goduria possibile, sbattendogliela in faccia più o meno come fece Mandzukic esultante a Firenze (per chi se la ricorda…). Già, perché recuperare o accorciare di molto quel divario che sembrava incolmabile oggi è finalmente possibile. Perché? Perché non compriamo solo un giocatore. Degli aspetti tecnici di CR7 è quasi superfluo parlarne! In realtà lo faremo sicuramente nel corso dei mesi, ma è uno di quei fenomeni della storia del calcio per cui si sogna ad occhi aperti prima ancora di avventurarsi in disamine varie. Come è stato ampiamente detto compriamo un’azienda, ma non compriamo nemmeno “solo” un’azienda (perché di aziende ce ne sono tante), compriamo “la cosa” più seguita al mondo (più di squadre intere, cestisti NBA, divi di Hollywood o della musica, presidenti di nazioni, istituzioni… 6 volte in più dell’intera Juve, per fare un esempio). Non, dunque, “l’atleta”, “lo sportivo” o “la persona”, ma “la cosa” più seguita al mondo. Ed è inutile che spieghi i riflessi che questo avrà sulla Juve. Sono gli stessi di cui (in termini diversi) hanno goduto per anni lo stesso Real, il Barça con Messi, le inglesi con gli introiti derivanti dalla Premier, il Bayern con sponsor casalinghi munifici… insomma tutti avevano una “chiave”, tecnica o economica, per quel “qualcosa in più”. Noi da oggi abbiamo questa chiave. Possiamo aggregarci a quel treno. Per estremizzare il concetto… persino se non dovessimo vincere nulla nei prossimi anni (non sia mai) godremmo comunque di un ritorno pazzesco. Perché solo per le sponsorship legate ai social CR7 fa guadagnare ai marchi che appaiono nei suoi post una cifra 7 (toh!) volte superiore a quella di qualsiasi altro sportivo! Basti dare un’occhiata a questi dati: (fonte: Hookit) Ecco perché è stato un acquisto storico. E’ l’ultimo step, quello da cui da adesso in poi NON SI TORNA PIU’ INDIETRO! Se la Juve saprà sfruttare quest’occasione salirà a quel livello che ti deve far vedere le cose sotto un’altra ottica: poter puntare costantemente al top a livello internazionale, mirare al massimo, ambire alla cima. Persino quella rovesciata stratosferica dello Stadium ci appare oggi sotto un’altra veste, dato che proprio l’applauso a scena aperta che ne conseguì può essere stato importantissimo nella scelta di Cristiano, e quindi nel farci salire questo nuovo gradino. Io individuo tre momenti nel corso di questi 7 anni in cui aspettavo la Juve ad una sorta di “varco”, delle sorte di prove per capire se c’era per davvero la voglia di crescere. Il primo fu l’acquisto di Tevez. Prima di Tevez, nel nuovo ciclo, non avevamo avuto nomi così altisonanti in attacco, e anche allora sembrava un affare difficile da immaginare per tutta una serie di motivi. Completato alla grande (scatenò un entusiasmo incredibile, Carlitos all'uscita dell'aeroporto venne respinto dentro dalla folla di tifosi). Il secondo è stato l’acquisto di Higuain, e la CIFRA spesa per quell’affare. Prima di allora l’acquisto più costoso della Juve era stato Dybala (ma costò meno della metà) che già di suo rappresentò un primo jolly, visto che nei primi 4 anni di nuovo ciclo non si era speso mai, per un singolo acquisto, più di 20/22 milioni (lo stesso Napoli prese il Pipita spendendo una cifra più alta). Nessuno poteva credere che la Juve potesse arrivare a spendere 90 milioni sull’unghia. Lo fece. Il terzo ovviamente è Cristiano Ronaldo, pura utopia per chiunque, e su cui abbiamo già detto. La Juve in questi 7 anni non è mai andata indietro, ma sempre avanti. Si può discutere se da un anno all’altro un 11 nel suo complesso si faccia preferire o meno rispetto a quello precedente, ma la rosa è perennemente andata in crescita. Ecco perché Cristiano Ronaldo apre una nuova era. Perché DEVE rappresentare quell’approdo da cui non tornare più indietro, non bisogna più voltare le spalle. Di pari passo con la costruzione dei campioni bisognerà ambire all’acquisizione di fenomeni di caratura internazionale “già pronti”. Non potrà avvenire sempre, naturalmente, perché i fenomeni assoluti sono pochi. Ma si dovrà entrare in quel loop, forti di una rinnovata visibilità mondiale e dei nuovi introiti commerciali da saper sfruttare, da DOVER sfruttare! Altra cosa: sarebbe bene che TUTTO il mondo Juve facesse questo step. La Juve stessa lo fa già in TUTTI i suoi comparti avendo inaugurato il nuovo centro tecnico dopo lo stadio (alla luce dei fatti… Ah!... se fosse stato un po’ più capiente… visti anche i rincari…), il museo, il Jmedical, la nuova sede, la squadra femminile, eccetera... qualcosa di grandioso), ma non bisogna più perdersi in minuzie (tipo quella della comunicazione, molto attuale in questi giorni). Devono farlo anche "alcuni" tifosi, cercando di sostenere la propria squadra sempre, innamorandosi ogni giorno di questi colori, preferendo il sostegno continuo durante la partita al mutismo o ai fischi (tanto c’è sempre tempo dopo il 90°). C’è da impazzire di gioia, cacchio: tifiamo Juve! E poi dovremmo sperare, ma è una speranza vana, che questo step lo faccia quella gran parte dell’ambiente che circonda la Juve. Quell’ambiente che si avvarrà di opportuni ritorni da questo acquisto (ovviamente all’inizio non in termini tecnici, ma economici e di visibilità). Quell’ambiente che già godrà di 4 squadre italiane fisse in Champions ottenute sempre grazie al lavoro di Andrea Agnelli. Quell’ambiente che però ha nei confronti della Juve un atteggiamento stomachevole, nauseante, schiavo di logiche a tratti comiche a tratti penose, più vicine ad uno spettacolo del Mago di Arcella che a prodotti come la Premier o la Champions. Caro Cristiano, te li troverai davanti tutti! Basti pensare a quell’ampia coltre di pennivendolismo da cui nel corso dell’anno si dipanano fake news continue, a cui bisogna fare la fatica di rispondere ogni volta, sputtanandole puntualmente. Procuratori federali che cambiano le carte in tavola a seconda dei casi. Presidenti che sputano melma sul sistema calcio venendo condonati dai procuratori di prima. Sindaci o politici che si dimenticano della carica che ricoprono. Trasmissioni televisive che invece di entrare nei meriti tecnici e tattici, o analizzare strutturalmente i problemi del calcio, diffondono ignoranza a palate perdendosi dietro ad un cartellino giallo. I tifosi, non solo webeti, ma anche personaggi pubblici di spicco, che si abbeverano a queste fonti esprimendosi come bimbiminkia patentati. Ecco. Prima di parlare di benefici per il calcio italiano, fatevi un esame di coscienza riflettendo su chi questi benefici li porta e chi il calcio italiano lo denigra coi propri comportamenti. Noi il nostro lo facciamo da 7 anni e stiamo continuando a farlo, scrivendo la storia: voi quantomeno iniziate a fare un piccolo passo imparando a leggerla! Nel frattempo godiamo come dei ricci. Benvenuto alla Juve, Cristiano Ronaldo! - Leevancleef -
  5. Alcuni dati. Si è parlato spesso dei gol di Cristiano Ronaldo in questa Champions, così come del valore dell'Atletico. Se confrontiamo i dati di questa edizione con quelli del 2016/17, scopriamo che due anni fa CR7 di questi tempi stava viaggiando ad una media gol simile (se non identica, come vedremo) a quella attuale. Nelle prime 7 partite, ovvero le 6 del girone più l'andata degli ottavi di finale, realizzò 2 gol (non segnò nemmeno all'ottava, arrivando ai quarti di finale con due reti, una ogni 360 minuti, salvo poi farne 10 in cinque partite), sebbene nell'anno successivo alla Champions vinta da capocannoniere col Manchester United fece addirittura peggio, rimanendo a 0 realizzazioni nelle prime sette gare (in un paio di circostanze ne ha fatti tre, in altre ha debordato). In realtà il raffronto con la stagione attuale andrebbe fatto non sulla base di 7 partite, bensì di 5 (+ 29 minuti), ovvero quelle giocate, vista la sua espulsione assurda di Valencia con successiva squalifica. Ancor di più, se volessimo essere equi, dovremmo considerare che tra le 5 partite giocate in questa stagione manca la più "facile", ovvero quella in casa contro l'ultima classificata nel girone (Young Boys), che invece due anni fa giocò (lo Sporting), e in cui segnò uno dei due gol in questione. In tal modo, togliendo le due gare più "semplici", e considerando solo 5 partite del girone più l'andata degli ottavi, il ruolino è identico: 1 gol segnato. In rapporto all'andata degli ottavi, da segnalare una statistica rilevante, ovvero che l'Atletico Madrid in casa nell'era Simeone non ha MAI perso una partita in Europa nei turni ad eliminazione diretta. Di più: negli ultimi sei anni (cinque di turni ad eliminazione diretta in Champions e uno in Europa League), ha subito appena due gol! Due gol in 16 partite, e di mezzo ci sono state squadre di tutti i tipi, dal Barcellona (due volte, e due volte eliminato) al Real, dal Bayern (una volta anche nel girone, rimasto a bocca asciutta anche in quell'occasione) al Chelsea, dall'Arsenal alla Juventus. Tra tutte queste squadre solo il Real è stato capace (perdendo) di segnare un gol sul campo dei Colchoneros. Ecco comunque una tabella riassuntiva dei gol di Ronaldo in ogni edizione giocata in carriera dopo questo tot di gare, escludendo i primissimi anni per ovvi motivi, seguito da un raffronto tra le partite della stagione attuale e quella di due anni fa (non riporto quelle col Manchester United dell'anno successivo alla vittoria della Champions, dato che rimase a zero). Raffronto con due anni fa. 2016/17: 1) Real Madrid - Sporting 2-1 (gol dell'1-1 all'89°, al 94° segnerà il 2-1 Morata) 2) Borussia Dortmund - Real Madrid 2-2 (al 17° il gol dello 0-1) 3) Real Madrid - Legia 5-1 4) Legia - Real Madrid 3-3 5) Sporting - Real Madrid 1-2 6) Real Madrid - Borussia Dortmund 2-2 7) Real Madrid - Napoli 3-1 8) Napoli - Real Madrid 1-3 2018/19: 1) Valencia - Juventus 0-2 (29' giocati) 2) Juventus - Young Boys 3-0 (Assente) 3) Manchester United - Juventus 0-1 4) Juventus - Manchester United 1-2 (65°, gol dell'1-0) 5) Juventus - Valencia 1-0 6) Young Boys - Juventus 2-1 7) Atletico Madrid - Juventus 2-0
  6. Il tifoso della Juventus e il coro per Cristiano Ronaldo che fa il giro della Rete - Tuttosport Complimenti a lui per la fantasia, mi piacerebbe vederlo cantato allo Stadium..voi che ne pensate?
  7. Cristiano Ronaldo per 45 minuti ha guardato Atalanta­-Juventus dalla panchina e per una volta è stato un banale sostituto, come gli attaccanti di riserva che entrano nel secondo tempo per cambiare le partite: non gli succedeva dall’11 maggio 2013, da Espanyol-Real Madrid 1­1, trentacinque minuti più recupero al posto di Kakà. Un mese prima, contro il Levante, aveva segnato l’ultimo gol della carriera dalla panchina. Questa volta invece Cristiano ha cominciato a scaldarsi solo all’intervallo, correndo a pochi metri da Filippo Tortu, arrivato a Bergamo per vedere lui e la sua Juve. Poi è successo tutto in fretta. Cristiano ha capito di dover entrare, Perin gli ha passato la 7 e Allegri ha dato due indicazioni rapide. Dalla tv si legge il labiale e si intuisce un concetto semplice: giochi centravanti, con Dybala a destra e Mandzukic a sinistra. Un bambino a quel punto ha alzato un cartello: «Ronaldo você me dá a sua camisa por favor». «Ronaldo, dammi la tua maglia per favore». Per il momento più originale del Santo Stefano italiano di Cristiano Ronaldo, si resta qui, al cartello. Per la frase più significativa invece chiedere a Giorgio Chiellini: «Quest’anno ci sono state tre partite in cui siamo stati in difficoltà – ha detto –. Juve­-Napoli, Empoli­-Juve e Atalanta­-Juve. Non è un caso che, nel momento di difficoltà, per tre volte Cristiano abbia fatto Cristiano. Si può essere decisivi anche in 20 minuti». Ronaldo ci è riuscito con un gol e un potenziale assist.Da centravanti ha cercato più volte la profondità e sul calcio d’angolo del 2­2 si è mosso con l’istinto del centravanti: misteriosamente, c’era solo lui davanti a Berisha. Più tardi è scappato a destra e ha messo in mezzo un cross su cui Djimsiti in qualche modo ha anticipato Mandzukic. Non è stato il 3­2 solo per centimetri. PRIMO DI TESTA I numeri, succede, dicono bugie. Questa volta sembrano suggerire un impatto leggero di Cristiano: in 25 minuti, non più di 5 passaggi. Il calcio però è sport di emozioni, non di cifre, e dallo stadio si è percepito che il suo ingresso ha dato energia alla squadra. Poi ha negato legami tra la sua assenza e il rischio di sconfitta: «Sono discorsi un po’ da bar». Sono invece ragionamenti da analista quelli sul modo di marcare Cristiano, che ieri ha segnato il primo gol di testa in A: incredibile, considerate le abitudini del 7 bianco. Il pubblico dell’Atleti Azzurri ha visto tutto, ha reagito male – Bergamo voleva vincere, poche storie –, poi si è rassegnato e rasserenato. Molti sono usciti contenti. Il meglio, del resto, lo stadio lo aveva dato all’inizio con una scritta: «CR7 is for boys. CR77 is for men». «CR7 è per i ragazzi, CR77 è per gli uomini». Il 77, per storico soprannome, è Cristian Raimondi, ex terzino dell’Atalanta entrato nello staff di Gasp. Nella vita ha un solo gol in Serie A, però segnato di testa, da angolo, sotto la curva. Cristiano lo ha copiato. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Quando si dice "il gesto tecnico". Dopo il "pezzo" fatto da Cristiano Ronaldo contro il Valencia, che è valso l'assist, ma praticamente l'80% del gol che ha decretato la vittoria bianconera, in tanti si stanno chiedendo: "ma come ha fatto?", senza realmente riuscire a capire nel dettaglio la giocata dell'extraterrestre di Madeira. Ecco, questo è un rallenty del numero di CR7 da un'angolazione che ci permette di capirne meglio la pregevole fattura. A volte già il solo vedere un doppio passo a palla ferma ad una certa velocità lascia di stucco. Lui è andato oltre! Fa una cosa assurda! Alza il pallone col destro (!), e mentre la palla è sospesa in movimento... le fa passare attorno la stessa gamba destra! E, nel farlo, riesce a mantenere un equilibrio tale da dare la giusta forza alla gamba sinistra per lo scatto in avanti! Il tutto ad una velocità pazzesca! Solidarietà a Gabriel Paulista
  9. La nuova top­-ten è sempre più in bianconero: alle spalle del portoghese resiste il solo Higuain (il re spodestato) che con la buonuscita ha ottenuto uno stipendio da 9,5 milioni netti dal Milan. Seguono le altre star juventine: Dybala con 7 milioni, poi Pjanic che ha appena firmato il rinnovo a 6,5 insieme a Douglas Costa e Gigio Donnarumma (altro intruso milanista) con 6 milioni. Invece Bonucci per tornare a Torino si è quasi dimezzato lo stipendio: era a 10 con i bonus, è sceso a 5,5. Bisogna tornare indietro davvero di tanti anni per trovare spese così ingenti. Ma allora l’Inter di Moratti dovette vendere Ibrahimovic mentre il Milan di Berlusconi rinunciò a Kakà e via via a tutte le altre stelle. Era il tramonto del calcio dei mecenati. Stavolta la Juve si è concessa il lusso del penta Pallone d’Oro a ragion veduta. In questa corsa all’oro anche i tecnici hanno la loro parte (al netto percepiscono 35,9 milioni di euro, 71,8 a livello fiscale per le società). Così il più pagato (ovvio) è Max Allegri (7,5), seguito come un’ombra da Ancelotti (6,5), non tanto più dietro Spalletti (4,5). La nostra indagine mette nel conto le spese dei club anche per gli allenatori, fattore determinante per la concorrenza. Proprio De Laurentiis, infatti, ha razionalizzato le uscite per i calciatori, preferendo investire di più, in percentuale, sul successore di Sarri. È significativo che le spese per i cartellini dei calciatori vadano di pari passo con il record per i loro ingaggi. Se la Juve tocca quota 219, le milanesi sono in aumento: Milan a 140 e Inter a 116. Ma anche la Roma arriva a 100 e il Napoli a 94. Il trend verso l’alto è generalizzato. Attenzione alle trattative in corso per alcuni dei top player del campionato. La Juventus è al lavoro con Alex Sandro, Cuadrado e Rugani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Quanto in campo spunta la palla si cercano in continuazione. Dieci giorni di lavoro hanno già fatto nascere "Dybaldo", perfetta crasi tra Dybala e Ronaldo. I due si stimano, si piacciono. I neo-compagni ridono e scherzano E soprattutto Ronaldo regala parole al miele al compagno più giovane. CR7 e la Joya avranno però presto il giudice supremo al emettere il verdetto. il campo. Neo 9 anni trascorsi al Real Madrid, Ronaldo ha avuto un rapporto professionale con gran parte dei compagni. Il vero amico era il brasiliano Marcelo, non solo per ragioni di lingua. Cristiano non ha mai negato un consiglio a nessuno, ha costruito un rapporto cordiale con i giovani più forti, come Asensio, Isco e Vazquez. Ma il termine pupillo sarebbe eccessivo per tutti loro. Per cristiano sarà piuttosto naturale fare da punto di riferimento per molti alla Juve, ma chi potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla sua presenza è proprio Dybala. L'argentino ha davanti a se due strade. Intristirsi perchè non è più la stella indiscussa della Juve. Recriminare perchè è probabile che possa segnare qualche gol in meno e che debba cedere i rigori a CR7. Oppure, ed è questa la via che Paulo sembra aver scelto da subito, cucirsi addosso un ruolo alla Scottie Pippen per Michael Jordan in quei Chicago Bulls che hanno scritto la storia dell'Nba. Un secondo vicolino di immensa qualità in un'orchestra che vuole suonare a tutti anche in Europa. Non sono pochi i vantaggi che la convivenza con Ronaldo possono portare: sarà più difficile per gli avversari costruire gabbie a suon di stecche sulle gambe modello Crotone lo scorso aprile. La presenza del portoghese gli darà più soluzioni nel passaggio e gli libererà spazi per il ritmo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Alessandro Alciato di Sky Sport. Ecco le sue parole riportate da TuttoJuve.com: Quando è nata l'idea folle? "L'idea folle è nata dopo la prima partita qua, quando Cristiano ha ricevuto la standing ovation, dopo il gol in rovesciata. Durante la settimana ci siamo sentiti con il suo agente. Ha detto: 'Guarda, lui è rimasto colpito da tutta questa attenzione che ha ricevuto. E' rimasto colpito e vorrebbe venire a giocare alla Juve un giorno'. E io ho detto: va bene, sì, capisco, nei sogni di tanti, ci sono tanti sogni, ma pochi si avverano. Poi invece quando ci siamo rincontrati per Cancelo, mi ha spiegato bene la situazione che c'era, noi abbiamo recepito l'idea. Io ne ho parlato col presidente in primis, perchè giustamente bisognava far quadrare i numeri, che erano la parte più difficile dell'operazione. Lui ha preso tempo qualche ora, poi mi ha detto: 'Guarda, vai avanti, prova a vedere se veramente c'è questa opportunità'. L'opportunità era concreta, era un'occasione unica di portare un giocatore che è universalmente riconosciuto come il più forte giocatore del mondo, il più determinante, anche quello che ha vinto più titoli, quindi quando le trattative sono fatte tra due grandi, neanche club, ma quasi istituzioni come la Juve e il Real Madrid, e hai una terza parte che è la volontà del giocatore, e una grande professionalità da parte degli agenti del giocatore, è chiaro che poi diventa più facile fare business e fare i trasferimenti". Date una stella a quest'uomo!
  13. L'artista americano, che si esibirà nella cerimonia di chiusura dei Mondiali, in conferenza stampa ha parlato del nuovo acquisto bianconero
  14. DIDIER DROGBA ex stella del Chelsea, estratto intervista: Stupito del passaggio dal Real Madrid alla Juve? «Neanche un po’. La trovo una scelta perfetta, eccitante, talmente giusta che stavo per farla io». Stava per venire in Italia? «Un passo oltre: credevo già di esserci. Mancavano i dettagli poi tutto è evaporato e non state a chiedermi la squadra, inutile riaprire il capitolo. Comunque c’era più di un’offerta e mi interessavano molto quindi capisco perfettamente Ronaldo». Sarà un cambio brutale passare dalla Liga alla Serie A? «Molti dicono che sarebbe dovuto restare dove era e magari per qualsiasi altro campione di 33 anni avrebbe avuto un senso. Il Real è una squadra gigante, con ambizioni sempre da massimi livelli, ma lui è uno che si nutre di motivazioni e soprattutto a quell’età servono nuove sfide». Fonte: La Stampa
  15. Arriva il marziano, e nulla sarà più lo stesso. Forse. Le conseguenze di Cristiano Ronaldo sulla Serie A le scopriremo solo dal 19 agosto, quando la figura mitica si materializzerà sui campi italiani. Stadi più pieni, biglietti più cari, tv più attente, difensori più agguerriti. E una Juve più forte, che adesso potrebbe regalarsi pure Pogba: Jorginho al Chelsea costringerà il City - che lo aveva in mano - a tornare su Pjanic: la Juve lo valuta 100 milioni (c’è pure il Barça), soldi con cui andare a riprendersi il francese, che lo United vende. do in campo a Frosinone o Empoli fa effetto. Maurizio Stirpe, presidente dei ciociari ha una preoccupazione che da quando Ronaldo è diventato realtà deve somigliare a un incubo: «Spero solo non capiti Frosinone-Juventus alla prima, visto che abbiamo lo stadio squalificato e a porte chiuse». Pensate: l’alieno che debutta in Italia in uno stadio deserto. Un danno d’immagine per tutti ed economico per la società laziale: in fondo chi non pensa a quanto frutterà la partita contro Ronaldo? Fabrizio Corsi, proprietario dell’Empoli, lo confessa: «Quanto far pagare i biglietti di quella partita sarà un motivo di dibattito in città, anche perché da noi ci sono più tifosi della Juve che delle squadre toscane. Fortuna che stiamo rifacendo lo stadio: ma non sarà pronto per quando arriverà Ronaldo» Non sarà l’unico: almeno 6 stadi sono in deroga. San Paolo di Napoli e Atleti Azzurri d’Italia non hanno la licenza Uefa, quattro sono sotto il minimo della capienza di 20mila posti a sedere. Nell’ultima stagione, 11 squadre hanno segnato il record di spettatori stagionali nel match contro la Juventus: chissà con l’effetto Ronaldo. La Juventus, “ostaggio” di un impianto troppo piccolo, non potendo intervenire sul numero degli spettatori (lo Stadium fa già il 98% di riempimento), a Torino hanno scelto di aumentare i prezzi: anche fino al 50-60% in più rispetto al 2017/18. Ma Ronaldo farà davvero bene al sistema Italia? Dario Canovi, agente di lungo corso non ne è sicuro: «Con Ronaldo guadagna la Juventus, che compra un campione e avrà benefici commerciali da sponsor e vendite. La Serie A ne guadagna solo dal punto di vista tecnico, lo spettacolo per i tifosi migliorerà, non la competitività: il gap aumenterà ancora diventando incolmabile. Fonte: La Repubblica
  16. Il trasferimento del secolo Cristiano Ronaldo alla Juventus lo è per l'importanza del giocatore e per le prospettive di crescita economica dei bianconeri. Di Francesco Paolo Giordano Pochi giorni fa, mentre le voci su un clamoroso matrimonio con la Juventus avevano già preso corpo, Variety riportava l’intenzione di Facebook di produrre una docu-serie su Cristiano Ronaldo. Tredici episodi, da lanciare su Facebook Watch, che frutterebbero al portoghese una somma di circa dieci milioni di euro: una produzione che, oltretutto, sarebbe la più costosa mai realizzata dal social network più famoso. Cosa desumere? Che parlare di Cristiano Ronaldo come calciatore è riduttivo; che mandare “in onda” una serie su CR7 equivale a mettere in scena, davanti a una platea globale, gesti-atti-parole di una star. Che cosa ha fatto, o meglio, farà la Juve nei prossimi mesi? Proporrà, ogni weekend, e molto di frequente anche durante la settimana, uno spettacolo unico al mondo: il diritto di “trasmettere” le prestazioni sportive – ma oggi è solo questo? In campo ormai si decriptano facilmente gestualità e atteggiamenti, come in una rappresentazione teatrale – dell’unico calciatore, insieme a Leo Messi, capace di vincere cinque Palloni d’Oro. Un cambio di maglia epocale Perché è il trasferimento del secolo? Perché riguarda un giocatore che nessuno mai avrebbe pensato “trattabile”. Come per Messi, che fatichiamo a immaginare lontano da Barcellona, Ronaldo aveva fatto intendere che non avrebbe indossato un’altra maglia dopo quella del Real Madrid: «Qui sono felice, ed è qui che voglio terminare la mia carriera», aveva detto lo scorso dicembre. Il rapporto fattosi sempre più difficoltoso con Pérez, con un rinnovo (tardivo) proposto inizialmente a cifre più basse da quanto preteso dal portoghese, ha inevitabilmente rovesciato la situazione, tanto che già a fine maggio – ovvero, a Champions League conquistata – sapevamo che Ronaldo aveva preso la decisione di lasciare Madrid. Guillem Balagué ha detto: «Desiderava un rapporto migliore con il suo presidente». Altrimenti, per quale motivo Andrea Agnelli avrebbe fatto partire una trentina di telefonate al suo nuovo numero 7 in fase di trattativa? Se per il trasferimento di giocatori come Neymar, Mbappé o Coutinho sono state spese cifre più alte – ma solo il passaggio del brasiliano al Psg, tra cartellino e ingaggio, vanta un dispendio economico maggiore di quello di Ronaldo – l’effetto sorpresa di queste operazioni di mercato è stato sensibilmente più basso: sono tutti giocatori mossi da un desiderio di crescita professionale – una squadra più grande, più forte, o la voglia di diventare il trascinatore supremo, come nel caso di Neymar. E poi si tratta di calciatori deluxe, ma non numeri uno. Ecco: Ronaldo è il numero uno del calcio mondiale che cambia squadra. Quando, per esempio, Maradona e Ronaldo il brasiliano arrivarono in Italia, si poteva parlare solamente di futuri, e non effettivi, numeri uno. Negli anni recenti, solo il passaggio di Zidane dalla Juventus al Real Madrid (sempre loro due) potrebbe avvicinarsi al trasferimento di CR7, ma era anche un’epoca in cui il primato tecnico e di leadership di Zidane non era così consolidato come quello del portoghese in coppia con Messi. Un asset, più che un calciatore Ancora Guillem Balagué svela: «Jorge Mendes ha offerto Ronaldo a Psg e Manchester United. Ma ha ricevuto solo dinieghi». Due delle tre squadre europee che, per disponibilità economica e contesto tecnico, avrebbero potuto “scippare” il portoghese al Madrid. L’altra è, ovviamente, la Juventus. Che, così, ha potuto cogliere un’occasione imperdibile: prendere Ronaldo senza il fastidio della concorrenza. Una situazione che ha agevolato anche il costo del cartellino – della famosa clausola di rescissione da un miliardo di euro, ovviamente, ci si è scordati in fretta. Ronaldo premeva per cambiare squadra, e sull’altro fronte c’era una sola possibilità: così la Juventus ha chiuso un super-affare «a prezzo di saldo», come ha scritto il direttore di As Alfredo Relaño. Ovviamente, oltre al costo del cartellino, gli esborsi maggiori riguardano l’ingaggio quadriennale (i 31 milioni di euro stagionali percepiti da Ronaldo corrispondono, al lordo, a circa 60 milioni di euro): in tutto, la Juventus metterà a bilancio una spesa che supera i 350 milioni di euro. Bisognerà cedere almeno due pezzi pregiati della rosa – Higuaín e Alex Sandro maggiori indiziati – e poi puntare tutto sulla crescita commerciale del brand Juventus nei prossimi anni. Sotto il profilo dei risultati sportivi, la Juventus non può crescere ulteriormente: vince da sette anni di fila in Italia ed è stabilmente tra le migliori squadre d’Europa. Eppure, il fatturato da 405,7 milioni di euro del 2016/17 (fonte Deloitte) è appena il decimo del continente. Perché? I bianconeri ricavano il 28 per cento (114 milioni) dalle voci commerciali, mentre i capifila della classifica sono decisamente più avanti: è addirittura la prima voce nel fatturato di United, Real Madrid, Barcellona e Bayern, con percentuali intorno al 40-50 per cento del fatturato totale. È qui che la Juve deve fare un enorme passo in avanti. Come hanno scritto Luca Bianchin e Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, «nella sua parabola evolutiva, la Juve si è trovata a un bivio, quella «terra di mezzo» evocata da Andrea Agnelli: dentro la top ten europea con un fatturato superiore ai 400 milioni di euro, ma lontano dall’élite di Manchester United, Real e Barcellona, che viaggiano sui 700. Ronaldo consentirebbe ai bianconeri di entrare in una dimensione nuova, davvero globale. Dal punto di vista commerciale il marchio Juventus avrebbe accesso a mercati inesplorati, che potrebbero consentire alla società di superare il mezzo miliardo di fatturato». E potrebbe salire il valore delle sponsorizzazioni: per esempio, ad oggi adidas versa 23 milioni di euro all’anno nelle casse della Juve, circa tre volte meno rispetto a quanto fa con il Real Madrid. Con il portoghese, l’accordo potrebbe ridiscutersi al rialzo. La competitività del campionato italiano a rischio? Poi, certo, c’è il campo, c’è l’ossessione della Champions League da inseguire. Portare dalla propria parte il calciatore che ha sancito la fine dei sogni nelle ultime due edizioni è indubbiamente un notevole punto di partenza, anche se non una garanzia: del resto, la Juventus è una seria candidata alla vittoria della Champions indipendentemente da questo o da quel giocatore. Con Ronaldo, il miglior marcatore nella storia della competizione, è in ogni caso arduo evitare di ritoccare i pronostici in chiave ottimistica. E poi c’è la Serie A: l’arrivo di Ronaldo punterà i riflettori mondiali sul nostro campionato, e anche un abituale appassionato del nostro campionato – ammettiamolo, dai – avrà maggior interesse nel seguire una partita che si preannuncia poco interessante o dal pronostico scontato. Ecco, tra le preoccupazioni di molti c’è un campionato scontato, quasi inutile da giocare. Ma il problema della competitività in Serie A non nasce certo con l’arrivo di Ronaldo: nasce anni addietro, con nessuna squadra in grado di resistere allo strapotere bianconero. Spetta alle avversarie alzare il livello qualitativo del campionato. Se la Juventus, invece, continuerà a monopolizzare i campionati a venire, non sarà per Ronaldo. Il portoghese, per quanto possa essere il più forte tra tutti i calciatori del campionato, non sarà il giocatore da cui dipendono i destini dei bianconeri. Se esce lui, entra Mandzukic; così come se esce Dybala, entra Douglas Costa, e così via. Quella della Juve è una forza che si poggia sulla squadra, e non sulle individualità, e il continuo labor limae per smussare le imperfezioni – come gli arrivi di Emre Can o Cancelo – lo sta a dimostrare. Pubblicato in data 12 luglio 2018 Di Francesco Paolo Giordano Fonte: rivistaundici.com
  17. La presenza di Ronaldo al posto di Higuain qualcosa comunque cambierà nel modo di giocare della Juventus. Il Pipita ha spesso svolto il ruolo di regista offensivo aggiunto, arretrando a smistare il gioco. Compito che rientra meno nelle caratteristiche del portoghese, più propenso semmai a svariare sulla fascia sinistra, e che dunque saranno altri (Pjanic e Dybala in primis) a svolgere. Peraltro è probabile che la Juventus cerchi maggiormente le fasce e i cross, visto che CR7 è un colpitore di testa eccellente, superiore al Pipita. Detto delle caratteristiche diverse tra i due e degli effetti che avranno sulla manovra bianconera, resta il fatto che il portoghese agirà prevalentemente da centravanti, con due attaccanti a supporto, più o meno larghi, e tre centrocampisti e quattro difensori alle spalle.CR7 vertice di un triangolo con Dybala e Douglas Costa, probabilmente il massimo in termini di tecnica e fantasia. La seconda prevede Mandzukic punta esterna a sinistra con Ronaldo centrale: soluzione simile a quella adottata dal Real con Benzema. Una terza versione vedrebbe invece Ronaldo in mezzo a due ali pure, ad esempio Cuadrado e Douglas Costa Visto l’arrivo di Emre Can ad arricchire un reparto che contava già su Pjanic, Khedira, Matuidi, Bentancur e Marchisio (la cessione di Sturaro è quasi certa), sembra probabile che Allegri abbia l’intenzione di utilizzare un centrocampo a tre. Non è però da escludere che il tecnico ricorra anche al 4-2-3-1 lanciato a gennaio due stagioni fa, il cosiddetto modulo “a cinque stelle” perché vedeva in campo contemporaneamente Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. Fonte: Tuttosport
  18. Propongo due improbabili strategie economiche per potersi permettere l'acquisto di Ronaldo. Quale delle due è più realistica? STRATEGIA 1 Bisogna suddividere il problema in due distinti fattori: 1) acquisto del cartellino dal Real, 2) ingaggio faraonico. Per il primo si puo' tranquillamente usare la carta Llorente-Tevez-Alves. Si guarda in faccia Florentino Perez e gli si fa capire che gli facciamo un favore a togliergli di mezzo uno stipendio pesante per un giocatore ormai anziano che non rientra piu nei piani socetari. Gli si offre in cambio l'opzione di aquisto di tre fra i piu promettenti giovani del vivaio: DelFavero (loro cercano un portiere), il gioiello DelSole e il portoghese Campos Da Costa (il futuro Ronaldo). Per il secondo, un ingaggio netto di 30 milioni l'anno che lordi fanno 60, la situazione e' piu complessa, ma va affrontata con l'ottimismo di chi ha tutte le carte in regola. Il primo passo e' andare a parlare con il ministro Tria e fare una considerazione serena: tutti sappiamo che Ronaldo di nome fa Cristiano. Davanti a questa evidenza non potra' che concedere l'esenzione fiscale dovuta agli istituti religiosi. E qui siamo a meta' dell'opera: lo stipendio netto non sarà tassato. Ma sono pur sempre 30 milioni l'anno. Il secondo passo e' tornare dal ministro Tria e fare una considerazione serena: tutti sappiamo che Ronaldo di nome fa Cristiano. Davanti a questa evidenza non potra' che concedere alla juventus di ricevere l'8 per mille o almeno il 5 per mille. Qui e' difficile fare stime su quanto si possa incassare, ma se Emergency sfiora i 15 milioni, altrettanto puo' fare la juve. Restano 15 milioni da coprire. E qui, forse la cosa e' passata un po' sottotraccia, entra in scivolata Mandragora. La sua cessione all'Udinese a 20 milioni ha generato una plusvalenza proprio di 15 milioni. Ecco, questa io la vedo come una conferma del fatto che si stanno muovendo i primi passi verso questa operazione clamorosa. STRATEGIA 2 Consideriamo che la Juve quest'anno chiuderà il bilancio con un rosso di circa 15 milioni pur avendo incassato circa 100 milioni di plusvalenze. L'impatto a bilancio di Ronaldo sarebbe attorno ai 90 milioni (60 di stipendio lordo e 30 di ammortamento). Si potrebbe avere un primo grosso intervento della proprietà tramite il Main Sponsor Jeep. Poniamo un +30 milioni l'anno. Questo potrebbe essere visto come un trampolino di lancio per FCA nel mercato asiatico dove Ronaldo è molto popolare. Ma onestamente ho dubbi che sia veramente una operazione conveniente per FCA. Poi bisognerebbe ridiscutere il contratto di sponsorizzazione con Adidas. Considerando che il merchandising è già nostro diciamo un +20 milioni l'anno. Non impossibile, ma lo farebbero volentieri per un giocatore Nike? Non so. Poi sicuramente il merchandising esploderebbe in tutto il mondo. Diciamo +20 milioni netti fra costi e ricavi. Infine si vende Higuain, che anche senza plusvalenza libera 30 milioni a bilancio. Così addirittura arriviamo a 100 milioni!!! A questo punto siamo a cavallo, perchè bisognerà solamente replicare i 100 milioni di plusvalenza dell'anno scorso. I WANT TO BELIVE, ma anche volendo molto, ci credo poco poco.
  19. Potete scegliere il capitolo da riascoltare cliccando da desktop su questo link Novità con l'ultimo aggiornamento dell'applicazione "Spreaker podcast" potete vedere la suddivisione in capitoli anche dal vostro smartphone e scegliere così il momento della trasmissione che preferite ascoltare Novità con il nuovo aggiornamento potete scegliere il capitolo da ascoltare direttamente dal widget sottostante! ►►►CLICCA QUI PER ASCOLTARCI SU SPREAKER.COM ◄◄◄ "RadioVS, la radio ufficiale di VecchiaSignora.com. Vi racconteremo il mondo bianconero con competenza, passione e ospiti di prestigio, insieme ai vostri preziosi interventi. Uno stile senza tempo. La Juventus come non l'avete mai ascoltata" _____________________________________________ ASCOLTA #RADIOVS IN DIRETTA Tweet riguardo #RadioVS Cos'è RadioVS? E' la radio ufficiale di VecchiaSignora.com, la community dei tifosi della Juventus più grande e importante del mondo. Vi racconteremo tutte le ultime news bianconere con le nostre esclusive e gli ospiti prestigiosi del mondo bianconero. Una radio sulla Juventus, per tutti i tifosi della Juventus. Che cos'è un podcast? I podcast sono episodi di un programma radiofonico disponibili su internet sotto forma di registrazioni audio. Come ascoltarci? E' possibile ascoltarci in diretta su Spreaker.com, nella pagina dedicata al nostro show: https://www.spreaker.com/user/radiovs oppure utilizzando il "player" posizionato in questa discussione, nella discussione della puntata o in homepage del nostro sito, posizionato nella colonna a destra. Come ascoltare la registrazione della puntata? Se non vi sarà possibile ascoltare la diretta della puntata, non preoccupatevi. Al termine di ogni puntata, avrete immediatamente a disposizione la registrazione del podcast sul nostro profilo Spreaker.com, su iTunes e su Pocket Casts (applicazione tra le più utilizzate, a pagamento) così da poterlo ascoltare quando e come volete: in auto, sui mezzi pubblici, sul vostro smartphone, sul proprio computer. Come ascoltare la puntata da mobile? Il player presente nelle pagine del nostro sito ha una tecnologia perfettamente compatibile con i dispositivi mobile, potete quindi ascoltare la trasmissione con il browser del vostro dispositivo (anche in background). Inoltre, per smartphone e tablet, è possibile scaricare l'applicazione Spreaker Podcast Radio che permette l'ascolto della trasmissione in diretta o del podcast, una volta installata cercate VecchiaSignora.com e ascoltate con comodità la nostra radio. Ecco le versioni disponibili: I podcast della puntata sono inoltre disponibili su iTunes: È anche possibile aggiungere il link rss all'applicazione che utilizzate per i vostri podcast: LINK RSS Devo essere iscritto a Spreaker.com per ascoltarvi? La registrazione non è richiesta. Chiunque potrà ascoltare la trasmissione. Basta semplicemente collegarsi al sito o scaricare l'applicazione, nessuna registrazione. Come posso interagire con gli opinionisti e gli ospiti? Durante ogni puntata verrà aperta una nuova discussione nella sezione "Juventus Forum" dove tutti gli ascoltatori potranno commentare in diretta la puntata e porre quesiti e domande agli opinionisti e agli ospiti presenti alla trasmissione. Se siete iscritti a Twitter, interagite inviandoci i vostri messaggi usando l'hashtag #RadioVS, commentando la puntata e proponendo domande ai nostri opinionisti e ospiti. C'è anche la possibilità di fare un intervento telefonico, si può effettuare una chiamata tradizionale o usare Whatsapp per chiamate e messaggi. Il numero è sempre lo stesso: 391 753 99 66 I nostri profili ufficiali, seguici per rimanere aggiornato su RadioVS Facebook: https://goo.gl/QMDyzj Twitter: https://twitter.com/RadioVSOfficial Ascoltaci su Spreaker.com: https://www.spreaker.com/user/radiovs Ascoltaci su iTunes: https://goo.gl/TehP49
  20. Oggi come tutti i gobbi sono deluso e amareggiato, in testa rivedo quella maledetta (e meravigliosa) rovesciata in continuazione, ma a differenza di tanti altri non voglio focalizzarmi sui singoli, su Allegri, ecc. Quello di cui voglio parlare è un problema di mentalità, un limite che secondo me tra Cardiff e ieri sera si è palesato in modo clamoroso, ovvero quello di arrendersi troppo presto. In Italia siamo quelli del "fino alla fine", quelli che non si molla mai, che si lotta per 95 minuti, ecc. In Europa, dove gli avversari sono di un altro livello, la sensazione è che la resa arrivi troppo presto. A Cardiff sei sul 3-1 e mancano trenta minuti, non tre, trenta, ma di fatto smetti di giocare, hai alzato bandiera bianca a mezz'ora dal termine come se fosse impossibile in una partita fare 2 goal in 30 minuti! Ieri becchi il 2-0, hai ancora 25 minuti più 90 del Bernabeu, con un goal di fatto riapri tutto e te la vai a giocare lì. E invece no, la solita resa totale. Non riesco a capire se il problema sta nel carattere di alcuni elementi della rosa, nella mentalità dell'allenatore o nella poca abitudine a trovarsi in certe situazioni, perché bene o male in Italia di squadre che ti mettono sotto di 2 goal ormai non ne trovi. Cosa ne pensate?
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