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  1. La Juve non ha tempo da perdere e - Champions o non Champions - c’è un campionato da provare a vincere. A dispetto d’un Napoli, si intende, che non sembra proprio avere alcuna intenzione di levare il fiato dal collo della Signora. Contro la Sampdoria, domenica alle 18 all’Allianz Stadium, manco a dirlo, non sono ammessi palsi falsi. Una sfida da giocare con attenzione alla psicologia, visto ciò che è accaduto ieri, ma anche con attenzione alla tecnica e all’intensità visto ciò che è accaduto nella sfida d’andata contro i blucerchiati, lo scorso novembre: netta sconfitta per 3-2, con i due gol bianconeri (di Higuain su rigore e Dybala) entrambi a tempo scaduto. Ebbene, pur al netto di qualche acciacco di ieri (da valutare De Sciglio, uscito in avvio di gara al Bernabeu), Massimiliano Allegri non è deciso a eccedere in stravolgimenti. Non è da escludere l’avvicendamento in porta Buffon-Szczesny, ok, più 2-3 cambi (magari uno per reparto) onde far rifiatare i più “provati”. Ma senza esagerare. Chi ci sarà sicuramente - e peraltro bello carico - è Paulo Dybala. Ieri squalificato, a causa dell’espulsione nella gara d’andata, ha sofferto parecchio nel dover restare spettatore mentre gli altri se la giocavano al Bernabeu. Può e deve recuperare il tempo perso griffando questo finale di stagione. La tripletta realizzata a Benevento (primo gol magistrale, poi freddezza e precisione per ben due volte dal dischetto) hanno dimostrato che la Joya è sul pezzo eccome, pronta a ergersi ancora a protagonista così come aveva già fatto ad inizio campionato e dopo un periodo di appannamento/infortunio coinciso invece con una flessione. Periodo, peraltro, tornato comunque utile per mettere a posto una serie di fonti di distrazione nutrito e variegato (dalle questioni sentimentali alla querelle sui diritti di immagine passando per le voci di mercato). Ora, invece, Dybala appare concentrato e sul pezzo. Fonte:Tuttosport
  2. Tre zampate del leone ferito, Dybala non si spezza: ha dentro di sé la forza per reagire e resuscitare. L’incubo di martedì sera allo Stadium si trasforma in un sabato pomeriggio di gloria a Benevento: certo, le due sfide possiedono appeal e coefficienti di difficoltà opposti, ma per la Joya è importante ritrovarsi e riassaporare il piacere di trascinare la Juventus alla vittoria firmando una tripletta, cosa accaduta quest’anno soltanto a inizio stagione nelle trasferte contro Genoa e Sassuolo. Senza Higuain in campo, schiera Dybala nell’insolito ruolo di centravanti con il compito di fare da raccordo tra i reparti, una sorta di regista avanzato che collega centracampo e attacco. Si tratta dell’ennesima trasformazione del numero 10 da quando ha lasciato Palermo: in Sicilia faceva la punta centrale, ma il tecnico livornese ha più volte ribadito che non può ricoprire lo stesso ruolo nella Juventus perché per esprimersi al meglio ha bisogno di avere davanti 40 metri. Così inizia come seconda punta, a fianco di Mandzukic o Morata, prima che alla Juventus approdi l’amico Higuain, e talvolta Allegri lo arretra al ruolo di trequartista nel 4-2-3-1. Non è più l’uomo più avanzato della squadra, l’attaccante che allunga e dilata le difese avversarie: adesso ha almeno un compagno davanti a sé, cuce il gioco e attacca gli spazi creati dai compagni, concentrandosi sulle ricezioni tra le linee e sugli inserimenti profondi. Con la tripletta del Vigorito Dybala ha superato il suo record di gol stagionali in serie A, 19 reti nella stagione 2015- 16, la prima in bianconero. Ora ha toccato quota 21 in campionato, che diventa 25 a livello stagionale, e si è laureato capocannoniere della Juventus superando Higuain, fermo a 22 gol. Non solo. Ha eguagliato anche una leggenda come Giampiero Boniperti, che prima di ieri era l’unico ad aver segnato in serie A tre triplette in trasferta in una sola stagione (1949-50). Fonte: Tuttosport
  3. Era un anno fa e le stelle erano accese, non come in questa notte di pioggia e vento freddo: PauloDybala si presentò al mondo, a Messi, con una doppietta memorabile. Due mancini affiliati nell’andata dei quarti di Champions contro il Barcellona di Leo,suo modello e ispirazione. Sembrava l’inizio dell’ascensione verso le altezze dei top mondiali e, invece, 365 giorni il mondo si è rovesciato: dopo, due non sono i gol ma i cartellini, gialli e sventolati sotto al muso di Paulo. Uno per simulazione, l’altro perscarpata nel costato di Carvajal. E se nell’aprile del 2017 questa gente si spellava le mani per lui, adesso tutto l’Allianz ha scelto di stare in piedi davanti a re Cristiano. Alla fine dei conti, è stato un inchino generale a cui ha partecipato anche Dybala: le vette di Ronaldo sono inarrivabili davvero. Ma Paulo non dovrà deprimersi per questa espulsione: ha tutto per salire ancora di livello e restano obbiettivi nel mirino. Dal settimo scudetto da regalare alla sua Signora al Mondiale da prendersi oltre lo scetticismo di Sampaoli. Ci aveva provato pure su punizione, dalla amata mattonella, la stessa in cui in campionato Paulo non sbaglia quasi mai. Il sinistro europeo è stato deviato dalla barriera, ha fatto un giro beffardo ed è uscito di niente: da questi dettagli, prima di innervosirsi inutilmente, Paulo aveva capito l’andazzo. E così da fuori ha poi visto il resto dalla grandinata, il 3-0 di Marcelo e l’addio del suo capitano al sogno più grande. Molto probabilmente Gigi Buffon chiuderà la carriera senza una Champions League, ingiustizia della vita e del calcio. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. La pesantezza dell’assenza: forse anche Jorge Sampaoli l’avrà capito. Perché la Seleccion senza un vice-Messi (e con Messi out) è stata presa a pallate dalla Spagna e conseguentemente dalla stampa argentina; perché PauloDybala in Russia ha i numeri per andare, per esserci, per provarci. E l’inseguimento inizia subito con due crash-test. La Joya riattacca la spina fra Milan e Real Madrid, mentre proprio dalla capitale spagnola alcune voci sostengono che quell’incontro a cena con Diego Simeone di qualche giorno fa potrà svilupparsi in un futuro all’Atletico (al posto di Griezmann, per 100 milioni alla Juve più Savic). Solo voci: che la Juventus smentisce. Dybala pensa solo alla Juve e a due gare non qualunque. La Joya ritrova quel Milan che lo ha visto gioire e sacramentare, esultare e anche piangere. Rewind: è il 23 ottobre 2016, La Joya tenta un pallonetto a Donnarumma e il suo flessore della coscia destra sente una trafittura: sarà lesione fra il 1° e il 2° grado, sarà sosta coatta fino a quasi fine anno, quando rientrerà gradualmente toccando panchina e poi campo, come succederà a Doha. Si sta allenando bene e questa è la cosa migliore: credo che ci darà tanto in campo, ne abbiamo assolutamente bisogno per questi due mesi finali». Allegri lo ha caricato a pallettoni. Perché questi ultimi due mesi possono significare 7° scudetto. E Russia. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. Vuole fortemente partecipare alla sua prima Coppa del Mondo e per questo prepara una risposta alla sua maniera alle parole di Jorge Sampaoli. Quella che sembra una bocciatura, almeno al momento, della candidatura del numero 10 della Juve per un posto nella lista dei 23 per Russia 2018 ha generato la reazione della Joya. Che sicuramente avrebbe preferito sentire altra musica proveniente da Manchester - e magari anche direttamente e non attraverso una conferenza stampa - ma che non si è abbattuto. Le difficoltà fortificano si dice. Ebbene, questa sembra proprio essere la reazione del fantasista bianconero, che ora lavora alla replica. Non con le parole, con i fatti. Sul campo. Lì, sul prato verde, le gesta fanno più rumore e permettono di invertire tendenze, aprire scenari. Insomma, è chiaro: Dybala vuole rispondere con i gol, con le prestazioni, con le giocate, con la continuità di rendimento, con un finale di stagione da protagonista.. D'altra parte, protagonista lo è stato eccome nelle ultime settimane, con il fragoroso ritorno dall'infortunio: 4 gol consecutivi e tutti decisivi con Lazio, Tottenham e Udinese. Prodezze in serie che hanno lanciato la squadra di Allegri ai quarti di Champions League e di nuovo in testa al campionato. «O noi non siamo riusciti a trovargli il ruolo giusto, o lui non s'è adattato al nostro copione» è stata la sua uscita . Paulo crede intimamente di poter scrivere un nuovo copione da qui al giorno delle convocazioni per la Russia. Chi lo ha frequentato nelle ultime ore, chi gli sta accanto lo descrive tranquillo e sereno. Fortemente motivato a giocarsi tutte le carte a disposizione. «La porta non è chiusa» è, in sostanza, il suo pensiero. La Joya crede di meritarsi la chance mondiale e la ricetta per ottenerla è chiara: continuare a lavorare sodo, fare del proprio meglio, continuare ad essere decisivo. Secondo un sondaggio di Espn, il 77% degli appassionati lo vuole al Mondiale. E poi c'è l'endorsement di ieri del Kun Aguero che ha aperto eccome a -Dybala: «Paulo è un fenomeno, è il futuro dell'Argentina». Senza dimenticare che Leo Messi, «il proprietario di questa Nazionale» secondo lo stesso Sampaoli, in tempi non sospetti lo ha messo sotto la sua ala protettiva. La Joya, intanto si allena a Vinovo, anche ieri è uscito per ultimo dal centro sportivo, pronto a riprendere la scalata al Mondiale. Milan e Real Madrid sono dietro l'angolo, scudetto e Champions League: fare grande la Juve per far grande sé stesso. La missione è possibile
  6. La Juve si riposa: l’incidente di percorso del pareggio di sabato sera con la Spal non ha lasciato strascichi. Anche un risultato inatteso può essere essere accettato senza preoccupazioni, dopo la lunga cavalcata compiuta, con la qualificazione ai quarti di Champions League e la rimonta sul Napoli, arrivate dopo il raggiungimento della finale di Coppa Italia. I bianconeri arrivano in testa alla sosta e ora puntano a fare un pieno di energie, prima della ripresa che li vedrà impegnati in sequenza contro Milan e Real Madrid. E questo nonostante gli impegni delle Nazionali e i tanti bianconeri convocati che andranno in giro per il mondo’. Allegri ha concesso quattro giorni di pausa: la ripresa è fissata per giovedì a Vinovo. Il gruppo sarà gioco forza ridotto visto che in 14 sono stati convocati con le varie Nazionali. Il tecnico potrà così contare su Barzagli, Marchisio, Sturaro, Asamoah, Howedes, Pinsoglio e, soprattutto, Dybala. La Joya non fa parte dei convocati dell’Argentina, a differenza di Higuain, e potrà sfruttare questa pausa per rifinire la condizione dopo il grande sforzo delle ultime due settimane al ritorno dall’infortunio. Il suo è stato un rientro con il botto, con 4 gol consecutivi nelle ultime cinque partite. Allegri non ha rinunciato a lui neanche per un minuto contro Lazio, Tottenham, Udinese, Atalanta e Spal e ha ottenuto tantissimo. Ora anche Paulo deve ricaricarsi per la volata finale. Dovrà essere lui l’uomo in più, per le partite decisive di campionato e per la doppia sfida al Real Madrid. E saranno giorni importanti anche per Barzagli e Marchisio, i favoriti per sostituire gli squalificati Benatia e Pjanic nell’andata dei quarti contro il Real Madrid. Insomma, questa sosta serve alla Juve per ritrovare energie e ripartire verso il traguardo. Anzi, i traguardi, perché i fronti aperti sono ancora tre. Fonte: Il Corriere dello Sport
  7. Dybala-Higuain (31 gol in Serie A), la coppia tutta argentina della Juventus, rappresenta oggi in Europa uno dei pezzi forti del calcio di questa stagione. Altre grandi coppie stanno conquistando il continente, Salah-Firmino del Liverpool (37 gol), Kane-Son del Tottenham (36), Aguero-Sterling del Manchester City (36) in Premier League, Lewandowski-Wagner del Bayern Monaco (30) in Bundesliga. In Italia solo la Lazio ha una coppia con più gol (33), ma in quel caso si passa dalle 24 reti di Immobile alle 9 di Milinkovic-Savic: Ciro fa coppia da solo. Da tre partite, Higuain e Dybala stanno decidendo le sorti della Juventus. Tra le quali, quella contro la Lazio: 1-0 al 93' di Dybala col sedere per terra. E’ stato il gol più lungo dell’anno, visto che il suo effetto maligno si è protratto fino al San Paolo dove ha prodotto (o almeno ha contribuito a produrre) la sconfitta del Napoli contro la Roma, appena tre ore dopo. Per costituzione fisica e caratteristiche tecniche, viene facile paragonare Dybala-Higuain a una memorabile coppia-gol della Juventus, Sivori-Charles. La tecnica di Omar al servizio dello spettacolo e di quel gigante gallese che di testa batteva tutti. Sivori creava, Charles segnava. Nel ’57- 58 (10º scudetto bianconero) segnarono 50 gol, nel ’59-60 (11º scudetto) arrivarono a 51, nessun’altra coppia bianconera è salita così in alto e difficilmente ci riuscirà anche quella di oggi. A 49 erano arrivati qualche anno prima Hansen e Boniperti, in due diversi campionati, nel ’49-50 (8º scudetto della Juve) e nel ’51-52 (9º scudetto). Del Piero e Trezeguet hanno fatto la storia più recente. Come Sivori e Charles, come Dybala e Higuain, un trequartista-seconda punta piccolo (diciamo un non gigante) e un centravanti dal fisico imponente. Hanno segnato 41 gol nel 2007-08 (Juve al 3º posto) e appena uno in meno nel 2001-02 (scudetto bianconero), quando il francese chiuse la stagione con 34 gol realizzati in tutte le competizioni. Dybala e Higuain si sono ritrovati nel momento decisivo della stagione per stabilire la differenza fra la Juve e le altre. Fonte: Il Corriere dello Sport
  8. Manca solo che si metta a segnare anche di testa, cosa che finora non gli è ancora mai riuscita, almeno in Italia. Intanto ieri Paulo Dybala ha firmato la quarta rete stagionale con il piede “sbagliato”, il destro, e fa già abbastanza paura così. Paura alle avversarie della Juventus, si intende, perché tifosi bianconeri, compagni di squadra, Allegri e dirigenti invece si godono la Joya ritrovata proprio nel momento in cui l’annata entra nel vivo. Ritrovata in tutto, non solo nei gol che è tornato a realizzare al ritmo impressionante di inizio stagionte. Ritrovata nella condizione fisica, come dimostrano le tre partite giocate dal primo all’ultimo minuto in poco più di una settimana, ritrovata nella condizione psicologica, come mostrano atteggiamento e parole da leader. Ossia da chi pensa prima ai compagni, come nel caso del calcio di rigore lasciato a Higuain, che a se stesso. Atteggiamento del resto comune nello spogliatoio bianconero, come lo stesso Pipita ha mostrato nel secondo tempo, quando dopo un controllo da manuale spalle alla porta, a Una doppietta che ha permesso al numero 10 di raggiungere la tripla cifra di gol in carriera, 101 per la precisione. La centesima rete l’aveva firmata con una punizione «pazzesca», per usare le parole di Albano Bizzarri che ha provato invano a fermarla, e l’aveva celebrata con una foto ad hoc sul suo profilo Instagram: lui che calcia, il numero 100 in sovraimpressione sull’immagine, seguito da tre puntini di sospensione. Puntini emblematici, che testimoniano quanto Dybala sia ormai calato nella mentalità bianconera che impone di trasformare ogni obiettivo raggiunto in una molla per scattare verso il successivo. Fonte: Tuttosport
  9. Finalmente un tango europeo in HD. L’uno-due spietato della coppia argentina può essere la scossa. Adesso la Juve fa paura a tutti... Gonzalo Higuain è a bordo campo e fa l’ultimo scatto della serata per abbracciare i compagni. Ci sono notti in cui basta un lampo per riportare la Juve dalla versione slow in alta definizione. Bastano i 4’ da marziani della coppia in HD, perché i campioni fanno la differenza quando serve. Higuain ha pagato il riposo forzato per la caviglia maltrattata da Sirigu nel derby: due settimane senza partite e allenamenti con i compagni tolgono brillantezza e anche un filo di lucidità. Non ha corso granché e non ha avuto molti palloni da sfruttare, però ha trovato la porta sull’assist di testa di Khedira e poco dopo ha aperto il campo a Dybala per il 2­1. Gol e assist in una serata senza paillettes, anche questo significa essere un campione. Gli rimproverano spesso di non essere decisivo in Champions e lui risponde con quel pragmatismo che tanto piace al suo allenatore. Lo fa nella serata più importante, quella che proietta la Juve tra le migliori otto d’Europa, e che le permette di continuare a correre verso la finale di Kiev. Il Pipita a Wembley ha eguagliato il record di reti in una singola stagione (5) e ha raggiunto Vialli a 53 centri con la Juve. Dybala a Wembley è tornato tra le divinità europee 330 giorni dopo la doppietta al Barça. Mai serate banali, sempre occasioni molto speciali. Anche questo significa essere un giocatore fuori dal comune. «Sono certo che si ripeterà dopo la Lazio», aveva detto Beppe Marotta nel pre partita . La profezia è diventata reale quando Paulo ha raccolto l’invito di Higuain, si è portato avanti il pallone e con il suo piede preferito si è preso gioco di Lloris. Lo spot della serata è l’immagine dei due a braccia alzate: quando la Juve è in modalità HD, può oscurare qualsiasi avversaria. Fonte: La Gazzetta dello Sport Il corriere della Sera
  10. Come fanno i campioni? Ah già, escono fuori quando meno te lo aspetti. E può accadere anche quando la gente sta andando via sicura dello zero a zero, con qualcuno che già sta strappando le scommesse in cui aveva messo il segno 2. No, non finisce così. Alle nove e mezza di sera, quasi due ore dopo il colpo magico di Dybala, i cori dei 5.000 tifosi juventini dominano il Foro Italico di Roma. Ha deciso l’argentino, due minuti dopo il novantesimo: tunnel a Luiz Felipe, corsa spalla a spalla con Parolo e sinistro da terra a incrociare, sotto la traversa dalla parte più lontana. Può essere uno di quei colpi che valgono uno scudetto: «Ma tutti i gol sono importanti per lo scudetto - dice ridendo Dybala, a torso nudo dopo la festa con i tifosi - questo forse è importante perché mancava pochissimo. Sono felice». Rieccolo, dunque. Nel momento in cui Higuain non è al top, in cui Cuadrado e Bernardeschi sono fermi ai box, in cui serve quel qualcosa in più. Dopo una mezz’ora di campo vero tra derby e Atalanta in Coppa riecco il genio argentino. Dybala, proprio lui. Il più discusso, come capita sempre ai più forti. Anche ieri sera: «Non si è mai visto...» avevano già sentenziato. Eppure si vedeva che stava bene, perché la corsa era tornata fluida come prima dell’infortunio. E anche l’ad Marotta prima della partita l’aveva rilanciato così: «E’ un ragazzo giovane che è passato da una squadra di provincia alla Juve dove c’è grande ambizione. E’ normale passare un periodo di contrazione ma lui è molto intelligente, ha superato l’infortunio e ci darà una forte contributo». Fortissimo. Chiedere alla Lazio per maggiori informazioni. Fonte: Il Corriere dello Sport
  11. Intervistato nel dopo partita di Sky, l'attaccante della Juventus Paulo Dybala ha analizzato l'1-0 ottenuto sul campo della Lazio. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com. Un girone fa allo scadere quel rigore, oggi questo gol. Quanto pesa? "Molto per la fiducia per aiutare i compagni nei prossimi mesi. E' stata una gara molto dura contro una squadra che gioca bene". Che partita è stata? "Non bella e poco tecnica, finiva 0-0 c'era poco da dire". Come stai? "Non sapevo di giocare 90 minuti, era la prima da titolare e c'è la Champions. Il mister mi ha chiesto come stavo e sto bene". Basterà questa Juve per Londra? "Non credo. Dovremo essere più aggressivi. Nel primo tempo siamo mancati, poi loro sono calati e qualcosa in più è uscito". tuttojuve.com
  12. Non è ancora ufficiale, ma Paulo Dybala salterà il test pre Mondiale del 23 marzo con gli azzurri in Inghilterra e poi la Spagna (27 marzo). E così Higuain, non convocato per la gara di stasera (sentiva ancora male alla caviglia). Però non c’è alcun allarme in previsione della campagna estiva di Russia: la convocazione pare scontata per entrambi, che erano stati avvertiti in anticipo da Sampaoli. E di persona: il c.t. durante il tour europeo a gennaio ha fatto tappa a Torino ed è stato allo Stadium e a Vinovo, per fare una chiacchierata con i due attaccanti A Dybala (che in quel periodo era infortunato) e al Pipita, Sampaoli ha spiegato che non li avrebbe chiamati perle gare di marzo, ma li ha anche rassicurati per l’estate. Paulo è rientrato nel derby, dopo oltre 40 giorni di stop, ha giocato mezzora e oggi partirà di nuovo dalla panchina, perché Allegri vuole gestirlo con gradualità e attenzione, per evitare ricadute e averlo al top per il Tottenham (tra una settimana), vista anche l’emergenza in attacco (Cuadrado e Bernardeschi out). «Devo valutare – ha detto di lui il tecnico –, di sicuro oggi sarà della partita e poi quella di sabato con la Lazio gli darà altri minuti. Sta molto meglio, abbiamo bisogno della sua tecnica». La sosta arriverà dopo un periodo impegnativo perla Juventus e servirà a Paulo per rimettersi a posto fisicamente. Per questo anche il giocatore e il club (che ha apprezzato la decisione di Sampaoli) preferiscono che resti a Vinovo a lavorare. Difficile che Dybala non vada in Russia, visto che è il vice Messi. Discorso simile per Higuain, che all’epoca del confronto con Sampaoli non era infortunato: il c.t. lo ha rassicurato, spiegandogli che in queste amichevoli non ha bisogno di provare giocatori che conosce già bene Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Estratto intervista di Tuttosport all'ex juvenino Mauro: "Se al top, Dybala è il giocatore più determinante nella Juventus assieme a Higuain. E poi il desiderio di tornare a essere decisivo sarà fondamentale. Dybala in campo lo piazzerei Il più vicino possibile alla porta. Anche se l’argentino potrebbe recitare tutti i ruoli dalla metà campo in avanti. Ma se non giocasse così lontano, sarebbe ancor più risolutivo. Molti ritengono che il 4-3- 3 non sia il sistema di gioco più adatto alla Joya? Soltanto in Italia si discute di questo. Sono cose che mi fanno ridere. Allegri, con l’innesto di Matuidi, ha blindato il centrocampo, assicurando maggiore copertura alla difesa e lasciando campo libero alla fantasia di ali e punte. Come Dybala. Non vedo problemi nell’inserimento dell’argentino. E’ lui a tener palla più degli altri, degli avversari: perciò sono gli avversari che devono preoccuparsi di lui, non il contrario. Qualcuno sostiene che Mandzukic abbia più feeling con Dybala rispetto a Higuain? Questione di caratteristiche tecnico tattiche, non certo legate al fatto che il croato e l’argentino giochino insieme da più tempo. Mandzukic gioca più defilato, lavora bene in copertura e da quella posizione non sarà mai un problema per nessuno. Neppure per Higuain: direi che nel 4-3- 3 possono tranquillamente giocare insieme quei tre lì. Higuain toglie spazio a Dybala e lo costringe a giocare lontano dall’area? Sarebbe come dire che Suarez faccia lo stesso con Leo Messi o viceversa. Nella Juve non esiste un problema di questo tipo. Ne sono convinto: nel 4-3-3 Higuain, Dybala e Mandzukic possono giocare insieme". (...) Fonte: Tuttosport
  14. All'Allianz Stadium si è svolta una serata di gala, dedicata a Hublot, che di concerto con la Juventus ha annunciato il rinnovo della partnership fino al 2021 (sancita da Giorgio Ricci e da Ricardo Guadalupe, Ceo di Hublot). È stata l'occasione per presentare il nuovo orologio: Juventus Limited Edition, appositamente disegnato per il club campione d'Italia. Ma a tenere le redini della serata ci hanno pensato due top player, quelli che dovranno fare la differenza nella corsa che dovrà consentire alla Juventus di diventare campione d'Italia per la settima volta consecutiva. Paulo Dybala e Miralem Pjanic, felici e sorridenti, reduci dalla doppia seduta agli ordini di Massimiliano Allegri a Vinovo. Accompagnati da David Trezeguet, uno che di trofei (e di scudetti soprattutto) se ne intende. Ci pensa subito la Joya a infiammare la platea: «Con il nuovo orologio, ogni volta che faccio la Dybala Mask, posso guardare l'ora». Tra i sorrisi della platea la parola passa a Pjanic, che fa la sua parte quando parla della maglia bianconera che indossa: «Per noi è un piacere giocare nella Juventus: abbiamo la fortuna di competere ogni anno per vincere, già questo è motivo d'orgoglio. Ora speriamo di portare altri trofei nella nostra casa». Già, l'Allianz Stadium. La tana di una Juventus che attende la prova della verità contro il Napoli del 22 aprile. Pjanic non dimentica: «Stiamo uscendo da un periodo complicato, con tante trasferte insidiose. Siamo pronti e pensiamo allo scudetto affrontando una tappa per volta».L'evento si è concluso con tanti sorrisi: Dybala e Pjanic in prima linea per autografi e selfie, Trezeguet amabilmente coinvolto in una serata che ha mostrato il volto rilassato di una Juventus che non ha nervi scoperti. Il tempo, tema centrale della serata, non dovrà però essere sprecato. E Dybala, su questo aspetto, ha le idee chiarissime: «Nel poco tempo libero che abbiamo dobbiamo recuperare le tante energie che spendiamo». Fonte: Tuttosport
  15. Migliorano gradualmente e costantemente, comunque, le condizioni di Federico Bernardeschi. L’ex viola è alle prese con una distorsione a un ginocchio, la cui entità è tuttavia lieve. Dopo gli esercizi mirati di giovedì, ieri il giocatore ha avuto modo di svolgere parte della seduta di allenamenti regolarmente insieme con la squadra, dopo aver iniziato svolgendo lavoro differenziato. Allegri non è tuttavia disposto a correre rischi, medita infatti di lasciare Bernardeschi in panchina domani pomeriggio contro il Sassuolo onde evitare complicanze e peggioramenti. Al limite si può ipotizzare un ingresso a partita in corso, se Bernardeschi se la sentisse. Più delicata invece la situazione di Douglas Costa, alle prese con un fastidio a un polpaccio: nel mirino, al limite, può mettere la Fiorentina venerdì prossimo. Per Dybala, invece, l’obiettivo è Juventus-Tottenham del 13 febbraio. Fonte: Tuttosport
  16. Nella prossima settimana oltre che dal campo (martedì c’è la semifinale di Coppa Italia a Bergamo contro l’Atalanta) si attendono importanti risposte anche dai medici. Gli esami a cui si sottoporrà Paulo Dybala e la visita in Germania per Juan Cuadrado faranno capire i tempi di recupero per entrambi, soprattutto per il colombiano a rischio di intervento. A metà settimana scatta l’ora ics per la Joya, fermo dal 6 gennaio a causa di una lesione ai flessori della coscia destra rimediata a Cagliari. La risonanza magnetica servirà per valutare a che punto è la cicatrizzazione del muscolo lesionato: nel caso di esito positivo, allora non è assurdo pensare che l’attaccante argentino possa puntare al match di Champions Laegue contro il Tottenham allo Stadium, il 13 febbraio, o almeno al derby del 18. Ovviamente saranno usate tutte le cautele del caso, però mancherebbero due settimane alla sfida degli ottavi, il tempo utile per forzare gradualmente fino al recupero completo. Domani, invece, incrocerà le dita Cuadrado che, dopo le terapie a Barcellona a metà mese, volerà in Germania per sottoporsi a un’ulteriore visita specialistica per valutare in che modo debellare la pubalgia che ormai lo tormenta da più di un mese. Il colombiano saprà se continuare con le terapie oppure si rende necessario un intervento chirurgico: la seconda ipotesi evidenzierebbe un caso grave o cronicizzato della patologia. Anche se venisse usata una tecnica mininvasiva, Cuadrado rischierebbe di stare fuori due mesi e tornare non prima di aprile. Due note liete: il ritorno di Buffon e di Marchisio martedì nella semifinale di Coppa Italia a Bergamo contro l’Atalanta. Fonte: Tuttosport
  17. Era già successo nel luglio 2016, nel dicembre dello stesso anno e forse anche dopo, ovviamente mantenendo tutto silenziato, riservato. Qualche blitz, alla Messi e per tenersi aggiornato. Certamente Paulo Dybala è tornato a far visita al celebre professor Giuliano Poser, colui che ha cambiato la vita e la tavola e quindi le usanze alimentari alla stessa Pulce, il punto di riferimento argentino che per primo ha consigliato al numero 10 juventino di rivolgersi al guru veneto dell’alimentazione. La Joya, fermo per infortunio dalla gara giocata contro il Cagliari il 6 gennaio 2018, ieri pomeriggio si è recato ancora una volta a Sacile, in provincia di Pordenone, dal professore specializzato in medicina dello sport, guru riconosciuto che cura anche con particolare attenzione l’aspetto non trascurabile dell’alimentazione. Un anno fa, restando nell’ambito della (ormai ex) Juve, anche Leonardo Bonucci era andato a far visita a Poser. Evidentemente – oltre al lavoro di terapie e campo grazie ai quali cercherà il miracolo di rientrare il 13 febbraio contro il Tottenham – Paulo Dybala ha voluto aggiornarsi ancora una volta e più approfonditamente sulla sfera dell’alimentazione per un recupero fisico perfetto: il kappaò muscolare che lo ha tolto dal campo al minuto 5 della ripresa alla Sardegna Arena prevede un decorso che dovrà essere ancor più di prima affiancato a un giusto regime alimentare. Pare che con Dybala ci fosse anche Giorgio Chiellini ma resta il fatto che il numero 10 della Juventus non vuole lasciare nulla di «inevaso» per poter tornare il prima possibile a dare una mano ai suoi compagni.Esperto di nutrizione e kinesiologia applicata, Giuliano Poser ha bilanciato la dieta di Messi e di tanti altri sportivi, da Baggio a Thiago Motta, da Di Maria e Aguero a tantissimi altri, calciatori e non. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  18. Certo. La Juve a tratti fa gran calcio, ma se segna, spesso si ferma. La Juve ha una dirigenza illuminata e mi piacerebbe che smettesse di ripetere: la sola cosa che conta è vincere. Allegri è uno dei più grandi allenatori italiani di tutti i tempi. È bravissimo a innalzare al massimo la qualità dei suoi. Eroe è chi fa quello che può fare, dice Romaine Rolland. Max sa ottenere una squadra di eroi e per questo vince. Ma io vorrei che, oltre alla qualità, innalzasse anche i valori, cercasse cioè di divertire ed emozionare. Non sarebbe più solo vincitore, ma degno vincitore. Altrimenti non lascia idee da ricordare, solo vittorie. Anche Dybala ha avuto problemi con Max? Dybala mi è sempre piaciuto. Lo consigliai a Real e Milan e gli chiesi se avrebbe voluto giocare per l’Italia quando lavoravo a Coverciano. Deve giocare mezzapunta. Un ricordo dell’Avvocato? Prima di un Juve-Milan voleva salutare la squadra in spogliatoio. Berlusconi mi chiese se fossi d’accordo. Risposi: “Ha grande carisma. Non vorrei che i giocatori ne fossero influenzati”. Feci uscire in campo la squadra un quarto d’ora prima del suo arrivo. In spogliatoio trovò solo me e Berlusconi. Disse: “Il Milan è forte. Speravo che voi due poteste rovinarlo...”. Quando collaboravo con la Stampa, mi leggeva e spesso chiamava all’alba».Sarri ha portato il Napoli già nel futuro. Non ha top player eppure esprime un gran calcio di qualità e valori. La conferma sono i tanti giocatori che sono migliorati: Koulibaly, Ghoulam, Mertens, Insigne. Lo scudetto sarebbe il giusto premio alla bellezza e alla generosità. Ma il Napoli non ha le risorse della Juve che può sottrarre i 36 gol di Higuain e inserire alternative come Cuadrado. Comunque vada, Sarri ha già vinto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  19. Forte di piedi da raffinato artista del pallone, ma anche di un cinismo da compassato bomber d’area di rigore: se gli viene concessa una possibilità, il numero 33 di casa bianconera di certo non se la lascia sfuggire. E questo, in estrema sintesi, è l’affresco dei suoi primi mesi alla corte di Massimiliano Allegri, che come da intoccabile tradizione con gli ultimi arrivati in classe finora ne ha centellinato l’utilizzo in campo. Raccogliendo però, per converso, forse anche di più di quanto fosse lecito attendersi dai primi passi torinesi dell’ex talentino della Fiorentina. Uno estremamente cinico, appunto. Se è vero che in quattro partite da titolare in campionato ha raggranellato la bellezza di tre reti ed un assist. Se è vero che ha già saputo timbrare il suo nome a referto anche in Champions League, in una partita come quella di Atene contro l’Olympiacos nella quale gli sono stati concessi soltanto sei minuti. Ma il cinismo di cui sopra non ha stringentemente a che fare con il gol, quanto con la prestazione che puntualmente Bernardeschi è in grado di sfornare quando viene chiamato in causa. Nell’intero arco di una partita come nel battito di ciglia di un fugace finale di match. Per questo motivo, completato il rodaggio nella prima parte di stagione (come in passato era toccato anche a Dybala e Morata), l’umile cortigiano si sente adesso pronto a puntare verso le stanze regali.Federico, d’altronde, schiavo dell’inevitabile ruolo di vice-Dybala in quel 4-2-3-1 che si è poi trasformato strada facendo in un fronte offensivo a tre tenori, nel quale il talento di Carrara può con molta più disinvoltura giocarsi le proprie, pesanti, fiches. Ora ammucchiate sul tavolo di Allegri in vista di una ripresa che porterà in dote alla squadra la bellezza di 12 partite in 48 giorni, tour de force che dalle parti di Vinovo ci si augura possa essere dolcemente prolungato dal passaggio del turno in Europa. Un calendario incalzante in nome del quale il tecnico bianconero dovrà attingere all’intera rosa a disposizione, per dosare le energie e soprattutto per preparare l’assetto da battaglia con cui addentrarsi nella primavera inoltrata. Federico il cacciatore è pronto, e ha già indossato l’elmetto. Fonte: Tuttisport