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  1. Pavel Christ Superstar

    [VIDEO] Il primo gol con la Juventus di alcuni grandi giocatori

    Splendido video di JHTV Productions, che ci racconta il primo goal di tantissimi campioni che hanno indossato la casacca bianconera, assolutamente da non perdere!
  2. Una brutta botta, ma niente di più. Paulo Dybala non preoccupa: dovrebbe farcela per il debutto in Champions nonostante la contusione al piede sinistro rimediata domenica col Sassuolo. Ieri l’argentino ha fatto scarico e terapie ma stava già meglio e la Juventus conta di averlo a disposizione per domani, anche se non è detto che parta titolare (Allegri davanti ha grande abbondanza). In mattinata sono previsti esami per Mattia De Sciglio, che domenica si è fermato durante il riscaldamento per un problema a un flessore: al suo posto col Sassuolo ha giocato Cancelo. Se l’esito sarà soddisfacente, De Sciglio partirà con il resto della squadra per Valencia. Sicuramente out Barzagli (trauma distrattivo), che lavorerà per rientrare tra Bologna e Napoli. Fonte: La Gazzetta dello Sport Dubbio Dybala. L’argentino rischia di doversi sedere in panchina nel primo match di Champions, domani sera in casa del Valencia. I 90’ in campo contro il Sassuolo pesano, dopo lo scarso utilizzo degli ultimi tempi. Ma il numero 10 è anche alle prese con una contusione al piede sinistro figlia di un pestone. Fuori uso Barzagli, oggi accertamenti per De Sciglio, bloccato da un risentimento muscolare accusato nel prepartita. Tra i titolari si rivedranno Chiellini, Cuadrado, Pjanic e uno tra Bernardeschi e Douglas Costa, in un attacco completato dagli insostituibili Mandzukic e Ronaldo. Il Corriere di Torino
  3. La nuova top­-ten è sempre più in bianconero: alle spalle del portoghese resiste il solo Higuain (il re spodestato) che con la buonuscita ha ottenuto uno stipendio da 9,5 milioni netti dal Milan. Seguono le altre star juventine: Dybala con 7 milioni, poi Pjanic che ha appena firmato il rinnovo a 6,5 insieme a Douglas Costa e Gigio Donnarumma (altro intruso milanista) con 6 milioni. Invece Bonucci per tornare a Torino si è quasi dimezzato lo stipendio: era a 10 con i bonus, è sceso a 5,5. Bisogna tornare indietro davvero di tanti anni per trovare spese così ingenti. Ma allora l’Inter di Moratti dovette vendere Ibrahimovic mentre il Milan di Berlusconi rinunciò a Kakà e via via a tutte le altre stelle. Era il tramonto del calcio dei mecenati. Stavolta la Juve si è concessa il lusso del penta Pallone d’Oro a ragion veduta. In questa corsa all’oro anche i tecnici hanno la loro parte (al netto percepiscono 35,9 milioni di euro, 71,8 a livello fiscale per le società). Così il più pagato (ovvio) è Max Allegri (7,5), seguito come un’ombra da Ancelotti (6,5), non tanto più dietro Spalletti (4,5). La nostra indagine mette nel conto le spese dei club anche per gli allenatori, fattore determinante per la concorrenza. Proprio De Laurentiis, infatti, ha razionalizzato le uscite per i calciatori, preferendo investire di più, in percentuale, sul successore di Sarri. È significativo che le spese per i cartellini dei calciatori vadano di pari passo con il record per i loro ingaggi. Se la Juve tocca quota 219, le milanesi sono in aumento: Milan a 140 e Inter a 116. Ma anche la Roma arriva a 100 e il Napoli a 94. Il trend verso l’alto è generalizzato. Attenzione alle trattative in corso per alcuni dei top player del campionato. La Juventus è al lavoro con Alex Sandro, Cuadrado e Rugani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. Ciro Ferrara, tutti aspettano il gol di CR7, e lei? «No. Lo guardo nella sua interezza, in quello che dà alla squadra in ogni partita, a partire da i recuperi difensivi. Poi, certo, si vede che vorrebbe mettere subito il suo timbro sulla Juve, lasciare il segno. Ma succederà presto». Da tempo s’è aperta la riffa su quanti gol farà: che dice? «25, o 26, ma di certo meno di quelli che era abituato a fare in Spagna. Non penso vada oltre i 30». In Italia è un po’ diverso, e non lo dico solo per i difensori che ci sono, ma per come si gioca: c’è più tattica e nella maggior parte delle partite non ti capitano mai tantissime occasioni. Avrà qualche difficoltà in più. Però». Però? «Ragazzi, Ronaldo non si discute, è un fenomeno e un grande professionista. Per questo mi fa un po’ sorridere vedere questa specie di apprensione per il suo primo gol. Vogliamo iniziare a discutere uno così? Non scherziamo» Dybala non ha giocato la seconda e Allegri l’ha lasciato in bilico pure ora: motivo? «Penso che in questo momento sia anche una questione di assetto tattico: nel 4-3-3, credo che Dybala non possa fare l’esterno, e del resto anche la scorsa stagione qualche volta non fu messo titolare, in questo caso. Mentre nel 4-2- 3-1 si leva un centrocampista, mentre Pjanic mi sembra si trovi meglio a tre». Quindi che si fa? «Come è normale, Allegri sta studiando la sua squadra, i suoi giocatori, cercando di trovare una soluzione. In fondo, in questo, è sempre stato bravo, e l’ha dimostrato nelle ultime quattro stagioni. Piuttosto bene, direi». Fonte: Il Corriere di Torino
  6. Con Ronaldo,e con Mandzukic necessaria spalla tattica, quello che rischia un po’ è Dybala. Se ne può fare a meno? Le vittorie cancellano tutto, però ieri è proprio mancato quello che faceva da collante tra i reparti come l’argentino. Allegri ha l’attacco più forte della storia recente della Serie A ma sblocca le partite con i centrocampisti: Khedira alla prima, Pjanic alla seconda. Il fisico forse è la spiegazione. «Quelli davanti hanno solo una partita e mezza nelle gambe – ha detto ieri Max –. Quando troveremo la condizione migliore potremo giocare con cinque giocatori offensivi». È un indizio: il 4­2­3­1 resta in agguato. «Magari sabato giocheremo con due centrocampisti», ha aggiunto. E magari sabato tornerà Dybala. O meglio: probabilmente tornerà Dybala. Paulo ieri non è nemmeno entrato e, conoscendolo, non deve averla presa bene. Allegri ha spiegato che nessuno ha la sua qualità tra le linee e che solo Bernardeschi come lui lega il centrocampo e l’attacco, ma la morale è chiara: il turnover sarà d’attualità fino a maggio. La Gazzetta dello Sport
  7. Quanto in campo spunta la palla si cercano in continuazione. Dieci giorni di lavoro hanno già fatto nascere "Dybaldo", perfetta crasi tra Dybala e Ronaldo. I due si stimano, si piacciono. I neo-compagni ridono e scherzano E soprattutto Ronaldo regala parole al miele al compagno più giovane. CR7 e la Joya avranno però presto il giudice supremo al emettere il verdetto. il campo. Neo 9 anni trascorsi al Real Madrid, Ronaldo ha avuto un rapporto professionale con gran parte dei compagni. Il vero amico era il brasiliano Marcelo, non solo per ragioni di lingua. Cristiano non ha mai negato un consiglio a nessuno, ha costruito un rapporto cordiale con i giovani più forti, come Asensio, Isco e Vazquez. Ma il termine pupillo sarebbe eccessivo per tutti loro. Per cristiano sarà piuttosto naturale fare da punto di riferimento per molti alla Juve, ma chi potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla sua presenza è proprio Dybala. L'argentino ha davanti a se due strade. Intristirsi perchè non è più la stella indiscussa della Juve. Recriminare perchè è probabile che possa segnare qualche gol in meno e che debba cedere i rigori a CR7. Oppure, ed è questa la via che Paulo sembra aver scelto da subito, cucirsi addosso un ruolo alla Scottie Pippen per Michael Jordan in quei Chicago Bulls che hanno scritto la storia dell'Nba. Un secondo vicolino di immensa qualità in un'orchestra che vuole suonare a tutti anche in Europa. Non sono pochi i vantaggi che la convivenza con Ronaldo possono portare: sarà più difficile per gli avversari costruire gabbie a suon di stecche sulle gambe modello Crotone lo scorso aprile. La presenza del portoghese gli darà più soluzioni nel passaggio e gli libererà spazi per il ritmo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Tra Mourinho e Pogba è sempre gelo. L'allenatore ieri non ha perso l'occasione per attaccare nuovamente il giocatore francese. «Non sono io a dover tirar fuori il meglio - la frecciata più tagliente - è lui a dover dare il massimo sempre». Davvero difficile capire perchè un tecnico d'esperienza, come il portoghese, continui a pungolare un giocatore in vacanza, reduce da un successo mondiale, destinato a diventare il più importante della sua squadra nella prossima stagione. Uno che in fondo quest'anno gli ha dato l'unica gioia stagionale (il derby vinto all'Etihad contro il City). «Pogba è stato grande al Mondiale ma si tratta anche della formula che permette ai giocatori come lui di dare il massimo: arrivano concentrati e in un mese danno tutto - ha esordito Mourinho parlando con i giornalisti durante la tournée dello United -. Durante una stagione, invece, hai squadre diverse con alti e bassi e da lui mi aspetto più continuità». Una dichiarazione, quella di Mourinho, che ha fatto andare su tutte le furie i tifosi del Manchester United che non gli hanno risparmiato critiche, ricordando anche il recente "divorzio" da Mkhitaryan, visto che le sue parole sono arrivate dopo un deludente 0-0 contro i San Josè Earthquakes. Ma pure una dichiarazione che rafforza le speranze dei loro colleghi bianconeri di rivedere il francese alla Juventus. Lui, da parte sua, lancia segnali dai social, come la foto postata su Instagram: indossa la maglia numero 21 dell’Argentina, quella scelta da Paulo Dybala in Russia e che la Joya gli ha regalato. Testimonianza del pressing incessante degli ex compagni sul centrocampista. Un’operazione che però si potrà fare soltanto a una condizione, dolorosa ma necessaria: ovvero, la cessione di Miralem Pjanic. Ma tutto è nelle mani del suo nuovo agente Ramadani: se si presenterà da Marotta con un’offerta di almeno 100 milioni, arriverà il via libera della Juventus alla cessione del bosniaco. Fonte: Tuttosport
  9. Salve fratelli juventini, come ogni estate i giornali/media ci smontano la squadra ad ogni rassegna stampa mattutina. Volevo capire quali sono le sensazioni del tifoso bianconero in merito alle possibili partenze tra i big? Di istinto cosa vi viene da pensare? Vi chiedo un nome o più (o nessuno se pensate che tratterremo tutti) tra i big della nostra amata Signora: intendo tra quelli con una valutazione indicativa sopra i 50 mln di euro . PS: magari a posteriori rideremo di questo sondaggio oppure scopriremo di essere stati molto lungimiranti
  10. Marotta ha confermato che il suo futuro non è in discussione. La Joya vuole restare ed essere al centro del progetto e crescere in Europa. In mezzo a tante incognite e voci di rivoluzione, Dybala resta uno dei punti fermi da cui ripartire. Non che manchino le pretendenti (Atletico Madrid in pole), ma per ora la Juventus e l’attaccante argentino sono intenzionate ad andare avanti insieme, anche per dare continuità al progetto avviato circa un anno e mezzo fa. Dybala in nazionale tornerà all’antico indossando la 21, il numero che aveva scelto appena arrivato alla Juventus (inevitabile, visto che la 10 è di Leo Messi). La diez bianconera gli è stata offerta l’estate scorsa ed è stato un altro passo per cementare il legame tra Madama e il suo gioiello di maggior pregio dopo il prolungamento del contratto (fino al 2022) e un ingaggio da top player (circa 7,5 milioni di euro, più o meno la stessa cifra di Gonzalo Higuain). Dybala non ha fatto neanche un giorno di vacanza: è partito per l’Argentina subito dopo la festa scudetto, al settimo cielo per essere nella lista definitiva di Sampaoli. Non c’è immagine arrivata dal ritiro della nazionale che non lo ritragga sorridente e disteso. Il tempo condiviso con Leo nella Seleccion sarà uno speciale corso d’aggiornamento per lo juventino, che potrà studiare da vicino l’idolo di quando era bambino e utilizzare ogni allenamento per migliorare. Dybala sa che il talento moltiplica le critiche, più sei forte più tutti si aspettano sempre il massimo da te. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. E' solo una provocazione che voglio farvi: se per prendere Pogba fosse necessario sacrificare Dybala, voi sareste d'accordo? Spiegate il motivo della vostra scelta
  12. Orgoglio e ambizioni. Dal record di punti al quarto doblete: fame sempre al Max. Nessuna festa prevista oggi in caso di scudetto: c’è il Milan nel mirino. L’obiettivo oltre al settimo titolo: nessuno ha mai vinto 4 Coppe Italia di fila. Lo scudetto, il settimo di fila, andrebbe festeggiato davvero perché la Juve sta per battere se stessa prima ancora degli altri: sarebbe una vittoria sulla paura che ha paralizzato le gambe nell’ultimo miglio, che ha reso umana e fragile una squadra che pareva disumana e indistruttibile. Si sa, nelle stanze di Madama si brinda il giusto: il successo in campionato, in fondo, è un sollievo per aver fatto il proprio dovere. Ma questo titolo varrebbe uno strappo al cerimoniale: le spiegazioni stanno nella vertigine raggiunta e nella fatica lunga mesi per arrampicarsi lassù. I bianconeri hanno sofferto come mai nell’era Allegri e la partita di ieri è la fotografia di una stagione sulle montagne russe. TRAGUARDI DA CENTRARE (E CENTRATI) 91 ● Il record di punti di Allegri in Serie A centrato con la Juve nelle ultime due stagioni: stavolta ha raggiunto la stessa quota a due turni dal termine 97 ● I punti che potrebbe ottenere la Juve con altri due successi: dietro al record dei 102 dello stesso club nel 2014, eguaglierebbe l’Inter 2006/07 22 ● I gol in campionato di Paulo Dybala: l’unico bianconero a fare meglio nelle ultime dieci stagioni in una singola Serie A è stato Higuain (24) nel 2016/17 15 ● Le vittorie dei bianconeri sulle 18 partite giocate all’Allianz in questa A (un pari e due k.o. gli altri risultati): nessuno ha fatto meglio in casa. Con altri due successi, il torneo di Allegri sarebbe il 2° nella storia della A. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Giù le mani da Paulo Dybala. La firma è di Maurizio Zamparini, il presidente che per primo ha creduto nella Joya ai tempi del Palermo, quando investì 12 milioni per un ragazzino che allora aveva 18 anni e giocava nell’Instituto de Cordoba. Un messaggio, Zamparini, lo ha inviato veramente al numero 10 juventino: «Quando gli sono piovute addosso le prime critiche, gli ho scritto: “Paulo, vattene in Spagna per favore”». Dybala è molto più che un ex giocatore per Zamparini: «Ho sempre detto che Paulo è il nuovo Messi e lo confermo anche adesso che lo criticano tutti. Come caratteristiche sono diversi, però se guardiamo al talento puro Dybala è quello che si avvicina di più al fuoriclasse del Barcellona. Il problema non sono i paragoni, bensì il calcio italiano. Paulo per compiere il salto di qualità deve andare a giocare in Inghilterra o in Spagna, in un calcio vero. In serie A si privilegia l’aspetto tattico al talento e i giocatori con le qualità di Paulo sono penalizzati». Zamparini, da buon “avvocato” della Joya, scende nei particolari: «Paulo, e non solo lui, a volte è più impegnato a seguire le consegne tattiche piuttosto che l’istinto. I giocatori come lui la trovano da soli la posizione in campo: devono essere lasciati liberi. Il calcio italiano, però, non lo consente perché il tatticismo è dominante. Il vero Dybala si vedrà quando andrà a giocare nel Barcellona o nel Real Madrid» Zamparini sembra avere le idee chiare anche sulla possibile quotazione. La Juventus tre stagioni fa, a ridosso della finale di Champions 2015 persa contro il Barcellona, investì 40 milioni di euro per accontentare il Palermo e bruciare la concorrenza italiana (Milan e Inter su tutte): «Adesso Paulo vale più del triplo. Con i prezzi che girano, la Juventus potrà vendere Dybala per 150 milioni». Fonte: Tuttosport
  14. La Juve non ha tempo da perdere e - Champions o non Champions - c’è un campionato da provare a vincere. A dispetto d’un Napoli, si intende, che non sembra proprio avere alcuna intenzione di levare il fiato dal collo della Signora. Contro la Sampdoria, domenica alle 18 all’Allianz Stadium, manco a dirlo, non sono ammessi palsi falsi. Una sfida da giocare con attenzione alla psicologia, visto ciò che è accaduto ieri, ma anche con attenzione alla tecnica e all’intensità visto ciò che è accaduto nella sfida d’andata contro i blucerchiati, lo scorso novembre: netta sconfitta per 3-2, con i due gol bianconeri (di Higuain su rigore e Dybala) entrambi a tempo scaduto. Ebbene, pur al netto di qualche acciacco di ieri (da valutare De Sciglio, uscito in avvio di gara al Bernabeu), Massimiliano Allegri non è deciso a eccedere in stravolgimenti. Non è da escludere l’avvicendamento in porta Buffon-Szczesny, ok, più 2-3 cambi (magari uno per reparto) onde far rifiatare i più “provati”. Ma senza esagerare. Chi ci sarà sicuramente - e peraltro bello carico - è Paulo Dybala. Ieri squalificato, a causa dell’espulsione nella gara d’andata, ha sofferto parecchio nel dover restare spettatore mentre gli altri se la giocavano al Bernabeu. Può e deve recuperare il tempo perso griffando questo finale di stagione. La tripletta realizzata a Benevento (primo gol magistrale, poi freddezza e precisione per ben due volte dal dischetto) hanno dimostrato che la Joya è sul pezzo eccome, pronta a ergersi ancora a protagonista così come aveva già fatto ad inizio campionato e dopo un periodo di appannamento/infortunio coinciso invece con una flessione. Periodo, peraltro, tornato comunque utile per mettere a posto una serie di fonti di distrazione nutrito e variegato (dalle questioni sentimentali alla querelle sui diritti di immagine passando per le voci di mercato). Ora, invece, Dybala appare concentrato e sul pezzo. Fonte:Tuttosport
  15. Tre zampate del leone ferito, Dybala non si spezza: ha dentro di sé la forza per reagire e resuscitare. L’incubo di martedì sera allo Stadium si trasforma in un sabato pomeriggio di gloria a Benevento: certo, le due sfide possiedono appeal e coefficienti di difficoltà opposti, ma per la Joya è importante ritrovarsi e riassaporare il piacere di trascinare la Juventus alla vittoria firmando una tripletta, cosa accaduta quest’anno soltanto a inizio stagione nelle trasferte contro Genoa e Sassuolo. Senza Higuain in campo, schiera Dybala nell’insolito ruolo di centravanti con il compito di fare da raccordo tra i reparti, una sorta di regista avanzato che collega centracampo e attacco. Si tratta dell’ennesima trasformazione del numero 10 da quando ha lasciato Palermo: in Sicilia faceva la punta centrale, ma il tecnico livornese ha più volte ribadito che non può ricoprire lo stesso ruolo nella Juventus perché per esprimersi al meglio ha bisogno di avere davanti 40 metri. Così inizia come seconda punta, a fianco di Mandzukic o Morata, prima che alla Juventus approdi l’amico Higuain, e talvolta Allegri lo arretra al ruolo di trequartista nel 4-2-3-1. Non è più l’uomo più avanzato della squadra, l’attaccante che allunga e dilata le difese avversarie: adesso ha almeno un compagno davanti a sé, cuce il gioco e attacca gli spazi creati dai compagni, concentrandosi sulle ricezioni tra le linee e sugli inserimenti profondi. Con la tripletta del Vigorito Dybala ha superato il suo record di gol stagionali in serie A, 19 reti nella stagione 2015- 16, la prima in bianconero. Ora ha toccato quota 21 in campionato, che diventa 25 a livello stagionale, e si è laureato capocannoniere della Juventus superando Higuain, fermo a 22 gol. Non solo. Ha eguagliato anche una leggenda come Giampiero Boniperti, che prima di ieri era l’unico ad aver segnato in serie A tre triplette in trasferta in una sola stagione (1949-50). Fonte: Tuttosport
  16. Era un anno fa e le stelle erano accese, non come in questa notte di pioggia e vento freddo: PauloDybala si presentò al mondo, a Messi, con una doppietta memorabile. Due mancini affiliati nell’andata dei quarti di Champions contro il Barcellona di Leo,suo modello e ispirazione. Sembrava l’inizio dell’ascensione verso le altezze dei top mondiali e, invece, 365 giorni il mondo si è rovesciato: dopo, due non sono i gol ma i cartellini, gialli e sventolati sotto al muso di Paulo. Uno per simulazione, l’altro perscarpata nel costato di Carvajal. E se nell’aprile del 2017 questa gente si spellava le mani per lui, adesso tutto l’Allianz ha scelto di stare in piedi davanti a re Cristiano. Alla fine dei conti, è stato un inchino generale a cui ha partecipato anche Dybala: le vette di Ronaldo sono inarrivabili davvero. Ma Paulo non dovrà deprimersi per questa espulsione: ha tutto per salire ancora di livello e restano obbiettivi nel mirino. Dal settimo scudetto da regalare alla sua Signora al Mondiale da prendersi oltre lo scetticismo di Sampaoli. Ci aveva provato pure su punizione, dalla amata mattonella, la stessa in cui in campionato Paulo non sbaglia quasi mai. Il sinistro europeo è stato deviato dalla barriera, ha fatto un giro beffardo ed è uscito di niente: da questi dettagli, prima di innervosirsi inutilmente, Paulo aveva capito l’andazzo. E così da fuori ha poi visto il resto dalla grandinata, il 3-0 di Marcelo e l’addio del suo capitano al sogno più grande. Molto probabilmente Gigi Buffon chiuderà la carriera senza una Champions League, ingiustizia della vita e del calcio. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. Vuole fortemente partecipare alla sua prima Coppa del Mondo e per questo prepara una risposta alla sua maniera alle parole di Jorge Sampaoli. Quella che sembra una bocciatura, almeno al momento, della candidatura del numero 10 della Juve per un posto nella lista dei 23 per Russia 2018 ha generato la reazione della Joya. Che sicuramente avrebbe preferito sentire altra musica proveniente da Manchester - e magari anche direttamente e non attraverso una conferenza stampa - ma che non si è abbattuto. Le difficoltà fortificano si dice. Ebbene, questa sembra proprio essere la reazione del fantasista bianconero, che ora lavora alla replica. Non con le parole, con i fatti. Sul campo. Lì, sul prato verde, le gesta fanno più rumore e permettono di invertire tendenze, aprire scenari. Insomma, è chiaro: Dybala vuole rispondere con i gol, con le prestazioni, con le giocate, con la continuità di rendimento, con un finale di stagione da protagonista.. D'altra parte, protagonista lo è stato eccome nelle ultime settimane, con il fragoroso ritorno dall'infortunio: 4 gol consecutivi e tutti decisivi con Lazio, Tottenham e Udinese. Prodezze in serie che hanno lanciato la squadra di Allegri ai quarti di Champions League e di nuovo in testa al campionato. «O noi non siamo riusciti a trovargli il ruolo giusto, o lui non s'è adattato al nostro copione» è stata la sua uscita . Paulo crede intimamente di poter scrivere un nuovo copione da qui al giorno delle convocazioni per la Russia. Chi lo ha frequentato nelle ultime ore, chi gli sta accanto lo descrive tranquillo e sereno. Fortemente motivato a giocarsi tutte le carte a disposizione. «La porta non è chiusa» è, in sostanza, il suo pensiero. La Joya crede di meritarsi la chance mondiale e la ricetta per ottenerla è chiara: continuare a lavorare sodo, fare del proprio meglio, continuare ad essere decisivo. Secondo un sondaggio di Espn, il 77% degli appassionati lo vuole al Mondiale. E poi c'è l'endorsement di ieri del Kun Aguero che ha aperto eccome a -Dybala: «Paulo è un fenomeno, è il futuro dell'Argentina». Senza dimenticare che Leo Messi, «il proprietario di questa Nazionale» secondo lo stesso Sampaoli, in tempi non sospetti lo ha messo sotto la sua ala protettiva. La Joya, intanto si allena a Vinovo, anche ieri è uscito per ultimo dal centro sportivo, pronto a riprendere la scalata al Mondiale. Milan e Real Madrid sono dietro l'angolo, scudetto e Champions League: fare grande la Juve per far grande sé stesso. La missione è possibile
  18. La pesantezza dell’assenza: forse anche Jorge Sampaoli l’avrà capito. Perché la Seleccion senza un vice-Messi (e con Messi out) è stata presa a pallate dalla Spagna e conseguentemente dalla stampa argentina; perché PauloDybala in Russia ha i numeri per andare, per esserci, per provarci. E l’inseguimento inizia subito con due crash-test. La Joya riattacca la spina fra Milan e Real Madrid, mentre proprio dalla capitale spagnola alcune voci sostengono che quell’incontro a cena con Diego Simeone di qualche giorno fa potrà svilupparsi in un futuro all’Atletico (al posto di Griezmann, per 100 milioni alla Juve più Savic). Solo voci: che la Juventus smentisce. Dybala pensa solo alla Juve e a due gare non qualunque. La Joya ritrova quel Milan che lo ha visto gioire e sacramentare, esultare e anche piangere. Rewind: è il 23 ottobre 2016, La Joya tenta un pallonetto a Donnarumma e il suo flessore della coscia destra sente una trafittura: sarà lesione fra il 1° e il 2° grado, sarà sosta coatta fino a quasi fine anno, quando rientrerà gradualmente toccando panchina e poi campo, come succederà a Doha. Si sta allenando bene e questa è la cosa migliore: credo che ci darà tanto in campo, ne abbiamo assolutamente bisogno per questi due mesi finali». Allegri lo ha caricato a pallettoni. Perché questi ultimi due mesi possono significare 7° scudetto. E Russia. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  19. La Juve si riposa: l’incidente di percorso del pareggio di sabato sera con la Spal non ha lasciato strascichi. Anche un risultato inatteso può essere essere accettato senza preoccupazioni, dopo la lunga cavalcata compiuta, con la qualificazione ai quarti di Champions League e la rimonta sul Napoli, arrivate dopo il raggiungimento della finale di Coppa Italia. I bianconeri arrivano in testa alla sosta e ora puntano a fare un pieno di energie, prima della ripresa che li vedrà impegnati in sequenza contro Milan e Real Madrid. E questo nonostante gli impegni delle Nazionali e i tanti bianconeri convocati che andranno in giro per il mondo’. Allegri ha concesso quattro giorni di pausa: la ripresa è fissata per giovedì a Vinovo. Il gruppo sarà gioco forza ridotto visto che in 14 sono stati convocati con le varie Nazionali. Il tecnico potrà così contare su Barzagli, Marchisio, Sturaro, Asamoah, Howedes, Pinsoglio e, soprattutto, Dybala. La Joya non fa parte dei convocati dell’Argentina, a differenza di Higuain, e potrà sfruttare questa pausa per rifinire la condizione dopo il grande sforzo delle ultime due settimane al ritorno dall’infortunio. Il suo è stato un rientro con il botto, con 4 gol consecutivi nelle ultime cinque partite. Allegri non ha rinunciato a lui neanche per un minuto contro Lazio, Tottenham, Udinese, Atalanta e Spal e ha ottenuto tantissimo. Ora anche Paulo deve ricaricarsi per la volata finale. Dovrà essere lui l’uomo in più, per le partite decisive di campionato e per la doppia sfida al Real Madrid. E saranno giorni importanti anche per Barzagli e Marchisio, i favoriti per sostituire gli squalificati Benatia e Pjanic nell’andata dei quarti contro il Real Madrid. Insomma, questa sosta serve alla Juve per ritrovare energie e ripartire verso il traguardo. Anzi, i traguardi, perché i fronti aperti sono ancora tre. Fonte: Il Corriere dello Sport
  20. Dybala-Higuain (31 gol in Serie A), la coppia tutta argentina della Juventus, rappresenta oggi in Europa uno dei pezzi forti del calcio di questa stagione. Altre grandi coppie stanno conquistando il continente, Salah-Firmino del Liverpool (37 gol), Kane-Son del Tottenham (36), Aguero-Sterling del Manchester City (36) in Premier League, Lewandowski-Wagner del Bayern Monaco (30) in Bundesliga. In Italia solo la Lazio ha una coppia con più gol (33), ma in quel caso si passa dalle 24 reti di Immobile alle 9 di Milinkovic-Savic: Ciro fa coppia da solo. Da tre partite, Higuain e Dybala stanno decidendo le sorti della Juventus. Tra le quali, quella contro la Lazio: 1-0 al 93' di Dybala col sedere per terra. E’ stato il gol più lungo dell’anno, visto che il suo effetto maligno si è protratto fino al San Paolo dove ha prodotto (o almeno ha contribuito a produrre) la sconfitta del Napoli contro la Roma, appena tre ore dopo. Per costituzione fisica e caratteristiche tecniche, viene facile paragonare Dybala-Higuain a una memorabile coppia-gol della Juventus, Sivori-Charles. La tecnica di Omar al servizio dello spettacolo e di quel gigante gallese che di testa batteva tutti. Sivori creava, Charles segnava. Nel ’57- 58 (10º scudetto bianconero) segnarono 50 gol, nel ’59-60 (11º scudetto) arrivarono a 51, nessun’altra coppia bianconera è salita così in alto e difficilmente ci riuscirà anche quella di oggi. A 49 erano arrivati qualche anno prima Hansen e Boniperti, in due diversi campionati, nel ’49-50 (8º scudetto della Juve) e nel ’51-52 (9º scudetto). Del Piero e Trezeguet hanno fatto la storia più recente. Come Sivori e Charles, come Dybala e Higuain, un trequartista-seconda punta piccolo (diciamo un non gigante) e un centravanti dal fisico imponente. Hanno segnato 41 gol nel 2007-08 (Juve al 3º posto) e appena uno in meno nel 2001-02 (scudetto bianconero), quando il francese chiuse la stagione con 34 gol realizzati in tutte le competizioni. Dybala e Higuain si sono ritrovati nel momento decisivo della stagione per stabilire la differenza fra la Juve e le altre. Fonte: Il Corriere dello Sport
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