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  1. Ogni persona ha un suo posto nel mondo. Quello di Miralem Pjanic è tre passi fuori dall’area, con una barriera davanti e una porta all’orizzonte. Mire di fronte a un calcio di punizione si sente a casa e quello di domenica sera, a Napoli, è il simbolo della sua arte. Non è stata la punizione più precisa della sua vita, però per la Juventus resta una grande notizia. Quel gol su punizione è il primo da fermo in una stagione strana: per la Juve, 24 punizioni calciate, un solo gol. Questo. Nel campionato 2017- 18, per un paragone immediato, furono 6. SEDICI Cristiano Ronaldo in tutto questo ha un ruolo. CR7 ha un litigio aperto con i calci di punizione perché negli ultimi tre campionati ha segnato una sola volta da fermo, proprio all’Atletico. Ha aggiunto gol su punizione in Champions, in Coppa del Re, al Mondiale per club, ma la media è in calo rispetto a un passato da grande specialista. Soprattutto, qui è questione di status. Con Cristiano in campo, è naturale che i compagni si facciano da parte e lascino spazio alla sua rincorsa con i piedi puntati. In campionato, Cristiano ha calciato 16 punizioni, calamitando tentativi che senza di lui sarebbero toccati a Pjanic, a Dybala, a Bernardeschi. Forse la Juve avrebbe segnato qualche gol in più, ma ad Allegri importa poco: con 72 punti in 26 partite, i rimpianti non esistono. La questione centrale è il futuro. La questione centrale è l’Atletico Madrid. OBLAK PIÙ PICCOLO Un gol su punizione, in una partita complessa come Juventus-Atletico, varrebbe doppio. Di più: se arrivasse nei primi minuti, cambierebbe l’umore dello Stadium. Sarebbe una pillola miracolosa: farebbe tornare il sorriso a oltre 40mila persone, libererebbe la mente, farebbe sembrare Oblak un po’ più piccolo. Quel gol potrebbe segnarlo Cristiano Ronaldo, ma anche Bernardeschi, più probabilmente Pjanic o Dybala. Miralem è lo specialista più celebrato, l’uomo che – timidamente – si è spinto a dire che insomma, le punizioni da vicino le avrebbe calciate lui. Paulo però ha due vantaggi. Il primo: è mancino, quindi calcia dall’altro lato. Il secondo: ha un dato clamoroso dalla sua parte NUMERO 1 Dybala è il tiratore di punizioni più efficace d’Europa dal 2009 a oggi. Considerando gli specialisti dei cinque grandi campionati, si scopre che Paulo ha segnato 9 punizioni sulle 52 calciate, il 17%. Nessuno ha fatto meglio, nemmeno Pirlo (8%), nemmeno Messi (9%), nemmeno Pjanic che pure è in classifica (10%). Rieccoli, Paulo e Miralem. Non è detto che abbiano un’occasione martedì prossimo, ma una palla potrebbe bastare a entrambi per il classico mancino a giro sopra la barriera. C’è già il titolo, biblico: la parabola dei talenti. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. jurgen kohler

    Gli attaccanti della Juventus dal 2010 ad oggi

    Ogni giorno leggo interminabili chiacchiere sui nostri attaccanti, su dualismi insensati, su chi demonizza Dybala, chi non sopporta Mandzukic. Per fortuna ci siamo tolti dalle scatole gli haters di Higuain, ma il problema non si risolve, perché ogni volta questi soggetti cambiano obbiettivo, non si placano mai. Sono in questo meraviglioso forum da tanti anni e ho letto le stesse critiche fatte a campioni come Nedved, Camoranesi, Del Piero, Buffon, Trezeguet, Pirlo, Pogba, Chiellini, ecc. Sempre le solite discussioni sterili basate su un unico fatto: negare fermamente la realtà, lo storico del giocatore. Sono sempre stato dell'opinione che i fatti vengano prima delle parole e dei giudizi. Le critiche spesso sono portate da simpatie o antipatie personali, pregiudizi, non conoscenza della materia (in questo caso il calcio, lo sport popolare seguito da tutti ma compreso da pochi), da superficialità, invidia e quant'altro. Quindi dal mio punto di vista i giudizi sono tutti ben accetti se argomentati, però vanno modulati su fatti realmente accaduti, non possono ignorare la realtà. E la realtà è documentata dai numeri e dalle statistiche. Tralascio l'obiezione stupida che viene fatta in questi casi: "allora basta seguire il televideo". Obiezione che non merita mai una replica, perché i numeri sono generati dai fatti e se volutamente si ignorano (o si nascondono maldestramente) i fatti, i giudizi non sono mai da considerare. Il problema di molti è che hanno l'assurda pretesa di parlare e giudicare ignorando un fattore fondamentale che tutti dovremmo avere quando apriamo bocca o digitiamo su una tastiera: il DUBBIO. Dovremmo essere consapevoli che non possiamo conoscere tutto e sapere tutto e di conseguenza ogni cosa che diciamo o scriviamo dovrebbe ammettere la possibilità che sia una sciocchezza. Grandi sono gli uomini che ammettono i propri errori, quanto piccoli sono quelli che si ostinano ad aver ragione nonostante vengano smentiti dai fatti. Quindi a che serve codesto topic? A generare un po' di dubbi. Vediamo se avrà terreno fertile... Chi sono gli attaccanti con più presenze dal 2010 ad oggi? In grassetto i giocatori attualmente in rosa 163 Dybala 150 Mandzukic 105 Higuain 102 Quagliarella 96 Tevez 96 Vucinic 93 Morata 92 Llorente 92 Matri 83 Giovinco 25 Ronaldo 24 Zaza Chi sono gli attaccanti con più gol realizzati dal 2010 ad oggi? 75 Dybala 55 Higuain 50 Tevez 43 Mandzukic 31 Matri 30 Quagliarella 27 Llorente 27 Morata 26 Vucinic 16 Giovinco 15 Ronaldo 8 Zaza Chi ha la miglior media minuti-gol dal 2010 ad oggi? (un gol ogni tot minuti) 119 Zaza 136 Ronaldo 152 Higuain 152 Quagliarella 153 Dybala 154 Tevez 173 Morata 175 Matri 216 Llorente 230 Vucinic 248 Giovinco 265 Mandzukic Cosa si può dedurre da queste classifiche sugli attaccanti che hanno vestito la nostra maglia dal 2010 ad oggi? Dalla prima classifica possiamo dedurre che i principali attaccanti della Juventus, quelli che più hanno contribuito ai successi e ai trofei, sono Dybala, Mandzukic, Higuain, Quagliarella, Tevez e Vucinic. Chi non riconosce l'importanza di questi giocatori ai fini delle vittorie della squadra è meglio che si faccia venire qualche dubbio, perché stiamo parlando degli attaccanti che hanno trasformato una società allo sbando portandola a poco a poco nell'elite del calcio mondiale. Sottovalutare l'importanza di Quagliarella, Matri e Vucinic nel primo periodo è altrettanto grave che sottovalutare l'importanza di Tevez, Morata e Llorente nell'aver ridato una dimensione europea alla Juventus o sottovalutare l'importanza di Dybala, Mandzukic e Higuain nel combattere alla pari con tutti i club in qualsiasi partita. Dalla seconda classifica deduciamo che Dybala, Higuain e Tevez sono i principali goleador dell'era moderna della Juventus. Solo 20 attaccanti in tutta la storia della Juventus hanno raggiunto quota 50 gol e loro tre sono tra questi. Dalla terza classifica deduciamo che gli attaccanti potenzialmente più pericolosi sono stati Zaza, Ronaldo, Higuain, Quagliarella, Dybala e Tevez. Tutti abbondantemente al di sotto della media di un gol ogni due partite. Già immagino le sciocche risate di chi ironizzerà sul primo posto in classifica di Simone Zaza. Ma i fatti stanno lì a deridere chi scrive sciocche considerazioni su di lui! È innegabile che l'unica stagione giocata da Zaza alla Juventus sia stata una stagione estremamente positiva: il gol scudetto contro il Napoli, il gol contro il Siviglia a 8 minuti dal suo debutto in CL, la doppietta nel derby in coppa italia. Ovvio che chi subentra ha un qualche vantaggio nella media gol rispetto a chi gioca tutta la partita (e vale anche per Quagliarella), ma questo è solo l'ennesima dimostrazione della sensatezza del discorso di Allegri quando dice che chi subentra dalla panchina deve saper incidere sul risultato. Oltre a Zaza, si può notare la performance di Ronaldo (secondo alcuni segnare in Spagna era molto più semplice che in Italia), mentre Higuain e Dybala sono sullo stesso livelllo di incidenza. Ma è mai possibile che si possa criticare un calciatore come Dybala? È primo nelle presenze dal 2010 ad oggi! È primo nei gol fatti, unico giocatore che possa aspirare in tempi sensati a quota 100, quota toccata nella Juventus solamente da 13 calciatori: Del Piero, Boniperti, Bettega, Trezeguet, Sivori, Borel, Anastasi, Hansen, Baggio, Munerati, Charles, Platini, Gabetto. Ha una media gol inferiore di ben 30 minuti al gol ogni due partite... Così come non ha senso criticare Higuain per le due stagioni alla Juventus, o Mandzukic, Tevez e tutti gli altri. PS. Ho volontariamente escluso dalle classifiche il più grande di tutti, non mi sembra giusto delle 19 stagioni passate alla Juventus, fare una statistica solo delle ultime due. Fonte: juworld.net
  3. superfabietto

    Dybala e il dribbling: evoluzione

    Da sempre curioso di spulciare, catalogare, confrontare i numeri ho incrociato un pò di dati su Paulo Dybala. Le statistiche, di tiri, falli fatti/subiti, passaggi, sono più o meno in linea senza grossi scostamenti con gli anni (bianconeri) passati... Quello che balza all'occhio sono i dribbling. Per farvela breve, considerando i minuti giocati in stagione 1645, Dybala ha una media di dribbling tentati pari a 3,61 ogni novanta minuti. Riusciti 1,97. % Dribbling riusciti sul totale 55% circa. Considerando le stagioni precedenti (totale minuti 8855, partite effettive circa 98 ...minuti:90) i dribbling tentati erano 4,52 a partita...E i dribbling riusciti 2,99. Uno scarto percentuale tra dribbling riusciti stagioni scorse, e dribbling riusciti stagione in corso che supera il 50%... In pratica 1 dribbling riuscito in meno a partita. Per curiosità, e avere un termine di paragone, facendo lo stesso discorso per Douglas Costa, i dribbling riusciti sono con medie praticamente identiche nei due anni bianconeri. Oltre 5 dribbling riusciti a partita. A voi per commenti e interpretazioni.. A cura di: Fabio Franco
  4. Tutto a posto, la Juve vince il gruppo ed è testa di serie. Ma soltanto grazie al Manchester Utd che in contemporanea fa harakiri con il Valencia, perdendo e garantendo la classifica dei bianconeri. Non nel modo migliore. La qualificazione già conquistata non è un alibi: un’altra sconfitta per 1-2, un’altra distrazione dopo quella con il Manchester. Allora nel finale, qui nella parte centrale. Un po’ troppo in un gruppo per chi punta al successo finale. Non ci saremmo mai aspettati Dybala in panchina. Non dopo i tre gol dell’andata. Allegri ha stupito e sbagliato, come poi il finale ha dimostrato. Compreso il bellissimo gol che Ronaldo ha «tolto» al collega argentino. In vena creativa, finalmente Allegri si ricorda di avere Dybala e lo inserisce per De Sciglio, disegnando un inedito 3-2-3-2, con la coppia Can-Bentancur a rifornire i trequartisti Bernardeschi, Dybala e Costa. E naturalmente Ronaldo-Mandzukic davanti, per un assedio di quasi 25’, recupero compreso, nel quale si assiste a un’altra partita. Quella con Dybala che dà la scossa, centra da fuori il 2-1. con un gran tiro e infine, nelrecupero,trova la botta del 2-2 da raccontare ai nipoti. Solo che CR7 è sulla traiettoria e, oltre allo spazio che gli sta togliendo in questo inizio di stagione, gli nega un gol bellissimo e dai mille significati. In mezzo un palo e un rigore su Ronaldo. ALTRA STORIA A FEBBRAIO Tutto è bene quel che finisce bene, diceva un vecchio saggio, ma non è così che la Juve può aggredire la Champions. La follia finale con lo United. L’incapacità di controllare, di avere sempre la situazione in pugno, qui in Svizzera. A febbraio sarà un’altra storia, anche Ronaldo si scatena, e poi dipende dal sorteggio. Ma forse è arrivato il momento di restituire a Dybala il ruolo perso in questi mesi: non era facile entrare a freddo (letteralmente, era meno tanto) e dare la svolta. Come dice Allegri, almeno la Juve sa scegliersi le partite da brutta figura. Ma sarà sempre così? Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. C’è stato un momento candido innocente, puro, in cui Paulo e Mauro si sono voltati sul palco del Gran Galà del calcio e il loro sguardo si è incrociato. Hanno sorriso come tra amici, hanno scambiato qualche parolina nella loro lingua madre e, per un attimo, hanno pensato a tutt’altro e non alla prossima sfida di campionato. Che poi è La Partita. Nell’ultima occasione in cui le rispettive squadre si sono affrontate, i destini di Paulo e Mauro si sono incrociati. Il primo, Paulo Dybala, è entrato tra le fila dei bianconeri al 16° minuto del secondo tempo e ha cambiato le sorti del Derby d’Italia: sono infatti suoi i due assist decisivi per l’incredibile rimonta bianconera di San Siro da 1-2 a 3-2. Il secondo, Mauro Icardi, autore della rete del pari dopo il vantaggio iniziale di Douglas Costa e sostituito con Santon inspiegabilmente da Spalletti al 39° della ripresa con i suoi sopra 2-1, ha visto dalla panchina i compagni subire l’uno-due di Cuadrado e Higuain e, a un passo dal successo, capitolare di fronte all’armata bianconera. Poi quelle lacrime a fine match che lo hanno reso così umano. Una sconfitta, per i nerazzurri, che fu difficile da digerire e non solo per i presunti torti arbitrali. Tradotto: espulsione di Vecino e mancato rosso a Pjanic. Mentre in casa bianconera, quella vittoria fu la partita che ha dato il là al settimo scudetto dei bianconeri. In quellache, per entrambi, è stata una stagione da record: 22 le reti segnate in campionato dello juventino, addirittura 29 i gol più il titolo di capocannoniere assieme a Immobile per il capitano nerazzurro. Così simili, Paulo e Mauro: poiché entrambi argentini, poiché nati nel 1993 e poiché sempre protagonisti in campionato. Ma i due sono anche così diversi. Se Dybala è un ragazzo riservato e tranquillo, in sintonia con lo stile torinese, Icardi con i suoi infiniti tatuaggi e la sua passione per i social network fa sempre notizia, accompagnato dalla esuberante compagna Wanda Nara. C’è una cosa che, però, li accomuna da qui a venerdì. La voglia di regalarsi una notte speciale, dopodomani, all’Allianz Stadium, in un Derby d’Italia che può valere più dei tre punti da assegnare. Perché Icardi quando vede bianconero si accende (8 reti in 10 presenze), mentre Dybala, a sorpresa, non è ancora mai riuscito a bucare la rete in campionato contro i nerazzurri. «Sarebbe bello segnare, spero possa essere così e che la Juve vinca», il commento della Joya bianconera, che è oramai è un simbolo del club e vicecapitano della squadra dietro Giorgio Chiellini. «I gol più belli? Quelli contro la Juve rimarranno sempre impressi...», ci tiene a sottolineare Maurito, il capitano dell’Inter. E pensare che entrambi avrebbero potuto vestire la stessa maglia, quella bianconera, dopo che la stessa Juve in estate tentò di strappare ai rivali il suo bomber. «La Juve voleva Mauro», a rivelarlo fu la stessa Wanda, moglie di Icardi. Intanto, però, oltre che rivali, Paulo e Mauro si ritrovano ora compagni di squadra e partner d’attacco di una Nazionale argentina scottata da un altro flop mondiale e in cerca di riscatto. Due settimane fa Dybala e Icardi hanno trovato, per la prima volta, la via del gol con la maglia della Selección nel successo per 2-0 nell’amichevole contro il Messico. Era ora, finalmente. Insieme a segno nella stessa partita. Così simili, appunto. E anche così diversi. Fonte: Il Giornale
  6. I cambi di posizione sono l’atto di nascita di una Juve nuova. Totale. La tendenza è complessiva, ma trova nell’attacco un terreno di applicazione specifico: la Juve non gioca senza centravanti, ma usa più centravanti tutti insieme. Per questo, meglio non soffermarsi sul tabellino: dice giustamente che col Milan c’era Mario Mandzukic al centro con re Cristiano alla sinistra e Paulo Dybala dall’altro lato, ma è soltanto una fotografia, l’istantanea di un momento. Pian piano la struttura diventa più fluida, quasi liquida, senza mai cadere nell’anarchia. Esistono principi da rispettare, distanze da mantenere, ma è l’istinto di quei tre a far volare la Juve: una capacità darwiniana di adattarsi alle difese altrui. Così, capita spesso di vedere il «centravanti» Mario spostarsi come un pendolo sulla fascia: a volte basta un uno-due per liberare la mezzala assaltatrice (spesso Cancelo), a volte serve un cross se al suo posto in area ha piantato le tende Cristiano. Senza, però, perdere efficacia: non è un caso che il croato arrivi da destra sulla testata dell’1-0. Quando Mandzukic scala, è spesso Dybala a fingersi un nove. Proprio l’argentino diventa la calamita più preziosa nella collezione di Allegri: sembra un paradosso, ma in parte potrebbe essere stata l’impossibilità di mettergli dei lacci ad aver prodotto questo sofisticato meccanismo. Tanta libertà nel cercare la scintilla è diretta conseguenza delle caratteristiche della Joya, diverso sia dalle ali pure Douglas Costa e Cuadrado sia dal più spurio Berna. Dybala finisce quasi sempre per svuotare l’area, riempita dai due centurioni. È un centravanti arretrato, se è vero che la terza zolla più calpestata a San Siro è stata accanto a centrocampo, ma pure un rifinitore a supporto dei due compagni. Cristiano, invece, si sta riscoprendo «crossatore» seriale sulla fascia a lui cara, più la sinistra che la destra, ma in questo sistema dinamico diventa una lama di coltello che «taglia» verso il centro: Paulo esce, Mario è largo, Cris affonda. È sempre il solito adagio: Max il creativo vuole che si spezzino le catene, che i suoi si muovano costantemente per cercare falle nelle linee nemiche. In linea teorica, sembrerebbe proprio l’alieno quello che in partenza occupa meno le terre centrali d’attacco, ma quando è qualche compagno ad allargarsi chi altri trovi a centro area? Sul 2-0 al Milan il tap-in di CR7 è da cannibale dell’ultimo tocco: il portoghese è davvero «il miglior centravanti al mondo pur non giocando da centravanti» secondo copyright di Allegri. Alla fine, c’è quindi un ordine in questo disordine. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. Splendido video di JHTV Productions, che ci racconta il primo goal di tantissimi campioni che hanno indossato la casacca bianconera, assolutamente da non perdere!
  8. Una brutta botta, ma niente di più. Paulo Dybala non preoccupa: dovrebbe farcela per il debutto in Champions nonostante la contusione al piede sinistro rimediata domenica col Sassuolo. Ieri l’argentino ha fatto scarico e terapie ma stava già meglio e la Juventus conta di averlo a disposizione per domani, anche se non è detto che parta titolare (Allegri davanti ha grande abbondanza). In mattinata sono previsti esami per Mattia De Sciglio, che domenica si è fermato durante il riscaldamento per un problema a un flessore: al suo posto col Sassuolo ha giocato Cancelo. Se l’esito sarà soddisfacente, De Sciglio partirà con il resto della squadra per Valencia. Sicuramente out Barzagli (trauma distrattivo), che lavorerà per rientrare tra Bologna e Napoli. Fonte: La Gazzetta dello Sport Dubbio Dybala. L’argentino rischia di doversi sedere in panchina nel primo match di Champions, domani sera in casa del Valencia. I 90’ in campo contro il Sassuolo pesano, dopo lo scarso utilizzo degli ultimi tempi. Ma il numero 10 è anche alle prese con una contusione al piede sinistro figlia di un pestone. Fuori uso Barzagli, oggi accertamenti per De Sciglio, bloccato da un risentimento muscolare accusato nel prepartita. Tra i titolari si rivedranno Chiellini, Cuadrado, Pjanic e uno tra Bernardeschi e Douglas Costa, in un attacco completato dagli insostituibili Mandzukic e Ronaldo. Il Corriere di Torino
  9. La nuova top­-ten è sempre più in bianconero: alle spalle del portoghese resiste il solo Higuain (il re spodestato) che con la buonuscita ha ottenuto uno stipendio da 9,5 milioni netti dal Milan. Seguono le altre star juventine: Dybala con 7 milioni, poi Pjanic che ha appena firmato il rinnovo a 6,5 insieme a Douglas Costa e Gigio Donnarumma (altro intruso milanista) con 6 milioni. Invece Bonucci per tornare a Torino si è quasi dimezzato lo stipendio: era a 10 con i bonus, è sceso a 5,5. Bisogna tornare indietro davvero di tanti anni per trovare spese così ingenti. Ma allora l’Inter di Moratti dovette vendere Ibrahimovic mentre il Milan di Berlusconi rinunciò a Kakà e via via a tutte le altre stelle. Era il tramonto del calcio dei mecenati. Stavolta la Juve si è concessa il lusso del penta Pallone d’Oro a ragion veduta. In questa corsa all’oro anche i tecnici hanno la loro parte (al netto percepiscono 35,9 milioni di euro, 71,8 a livello fiscale per le società). Così il più pagato (ovvio) è Max Allegri (7,5), seguito come un’ombra da Ancelotti (6,5), non tanto più dietro Spalletti (4,5). La nostra indagine mette nel conto le spese dei club anche per gli allenatori, fattore determinante per la concorrenza. Proprio De Laurentiis, infatti, ha razionalizzato le uscite per i calciatori, preferendo investire di più, in percentuale, sul successore di Sarri. È significativo che le spese per i cartellini dei calciatori vadano di pari passo con il record per i loro ingaggi. Se la Juve tocca quota 219, le milanesi sono in aumento: Milan a 140 e Inter a 116. Ma anche la Roma arriva a 100 e il Napoli a 94. Il trend verso l’alto è generalizzato. Attenzione alle trattative in corso per alcuni dei top player del campionato. La Juventus è al lavoro con Alex Sandro, Cuadrado e Rugani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Ciro Ferrara, tutti aspettano il gol di CR7, e lei? «No. Lo guardo nella sua interezza, in quello che dà alla squadra in ogni partita, a partire da i recuperi difensivi. Poi, certo, si vede che vorrebbe mettere subito il suo timbro sulla Juve, lasciare il segno. Ma succederà presto». Da tempo s’è aperta la riffa su quanti gol farà: che dice? «25, o 26, ma di certo meno di quelli che era abituato a fare in Spagna. Non penso vada oltre i 30». In Italia è un po’ diverso, e non lo dico solo per i difensori che ci sono, ma per come si gioca: c’è più tattica e nella maggior parte delle partite non ti capitano mai tantissime occasioni. Avrà qualche difficoltà in più. Però». Però? «Ragazzi, Ronaldo non si discute, è un fenomeno e un grande professionista. Per questo mi fa un po’ sorridere vedere questa specie di apprensione per il suo primo gol. Vogliamo iniziare a discutere uno così? Non scherziamo» Dybala non ha giocato la seconda e Allegri l’ha lasciato in bilico pure ora: motivo? «Penso che in questo momento sia anche una questione di assetto tattico: nel 4-3-3, credo che Dybala non possa fare l’esterno, e del resto anche la scorsa stagione qualche volta non fu messo titolare, in questo caso. Mentre nel 4-2- 3-1 si leva un centrocampista, mentre Pjanic mi sembra si trovi meglio a tre». Quindi che si fa? «Come è normale, Allegri sta studiando la sua squadra, i suoi giocatori, cercando di trovare una soluzione. In fondo, in questo, è sempre stato bravo, e l’ha dimostrato nelle ultime quattro stagioni. Piuttosto bene, direi». Fonte: Il Corriere di Torino
  12. Con Ronaldo,e con Mandzukic necessaria spalla tattica, quello che rischia un po’ è Dybala. Se ne può fare a meno? Le vittorie cancellano tutto, però ieri è proprio mancato quello che faceva da collante tra i reparti come l’argentino. Allegri ha l’attacco più forte della storia recente della Serie A ma sblocca le partite con i centrocampisti: Khedira alla prima, Pjanic alla seconda. Il fisico forse è la spiegazione. «Quelli davanti hanno solo una partita e mezza nelle gambe – ha detto ieri Max –. Quando troveremo la condizione migliore potremo giocare con cinque giocatori offensivi». È un indizio: il 4­2­3­1 resta in agguato. «Magari sabato giocheremo con due centrocampisti», ha aggiunto. E magari sabato tornerà Dybala. O meglio: probabilmente tornerà Dybala. Paulo ieri non è nemmeno entrato e, conoscendolo, non deve averla presa bene. Allegri ha spiegato che nessuno ha la sua qualità tra le linee e che solo Bernardeschi come lui lega il centrocampo e l’attacco, ma la morale è chiara: il turnover sarà d’attualità fino a maggio. La Gazzetta dello Sport
  13. Quanto in campo spunta la palla si cercano in continuazione. Dieci giorni di lavoro hanno già fatto nascere "Dybaldo", perfetta crasi tra Dybala e Ronaldo. I due si stimano, si piacciono. I neo-compagni ridono e scherzano E soprattutto Ronaldo regala parole al miele al compagno più giovane. CR7 e la Joya avranno però presto il giudice supremo al emettere il verdetto. il campo. Neo 9 anni trascorsi al Real Madrid, Ronaldo ha avuto un rapporto professionale con gran parte dei compagni. Il vero amico era il brasiliano Marcelo, non solo per ragioni di lingua. Cristiano non ha mai negato un consiglio a nessuno, ha costruito un rapporto cordiale con i giovani più forti, come Asensio, Isco e Vazquez. Ma il termine pupillo sarebbe eccessivo per tutti loro. Per cristiano sarà piuttosto naturale fare da punto di riferimento per molti alla Juve, ma chi potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla sua presenza è proprio Dybala. L'argentino ha davanti a se due strade. Intristirsi perchè non è più la stella indiscussa della Juve. Recriminare perchè è probabile che possa segnare qualche gol in meno e che debba cedere i rigori a CR7. Oppure, ed è questa la via che Paulo sembra aver scelto da subito, cucirsi addosso un ruolo alla Scottie Pippen per Michael Jordan in quei Chicago Bulls che hanno scritto la storia dell'Nba. Un secondo vicolino di immensa qualità in un'orchestra che vuole suonare a tutti anche in Europa. Non sono pochi i vantaggi che la convivenza con Ronaldo possono portare: sarà più difficile per gli avversari costruire gabbie a suon di stecche sulle gambe modello Crotone lo scorso aprile. La presenza del portoghese gli darà più soluzioni nel passaggio e gli libererà spazi per il ritmo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  14. E' solo una provocazione che voglio farvi: se per prendere Pogba fosse necessario sacrificare Dybala, voi sareste d'accordo? Spiegate il motivo della vostra scelta
  15. Orgoglio e ambizioni. Dal record di punti al quarto doblete: fame sempre al Max. Nessuna festa prevista oggi in caso di scudetto: c’è il Milan nel mirino. L’obiettivo oltre al settimo titolo: nessuno ha mai vinto 4 Coppe Italia di fila. Lo scudetto, il settimo di fila, andrebbe festeggiato davvero perché la Juve sta per battere se stessa prima ancora degli altri: sarebbe una vittoria sulla paura che ha paralizzato le gambe nell’ultimo miglio, che ha reso umana e fragile una squadra che pareva disumana e indistruttibile. Si sa, nelle stanze di Madama si brinda il giusto: il successo in campionato, in fondo, è un sollievo per aver fatto il proprio dovere. Ma questo titolo varrebbe uno strappo al cerimoniale: le spiegazioni stanno nella vertigine raggiunta e nella fatica lunga mesi per arrampicarsi lassù. I bianconeri hanno sofferto come mai nell’era Allegri e la partita di ieri è la fotografia di una stagione sulle montagne russe. TRAGUARDI DA CENTRARE (E CENTRATI) 91 ● Il record di punti di Allegri in Serie A centrato con la Juve nelle ultime due stagioni: stavolta ha raggiunto la stessa quota a due turni dal termine 97 ● I punti che potrebbe ottenere la Juve con altri due successi: dietro al record dei 102 dello stesso club nel 2014, eguaglierebbe l’Inter 2006/07 22 ● I gol in campionato di Paulo Dybala: l’unico bianconero a fare meglio nelle ultime dieci stagioni in una singola Serie A è stato Higuain (24) nel 2016/17 15 ● Le vittorie dei bianconeri sulle 18 partite giocate all’Allianz in questa A (un pari e due k.o. gli altri risultati): nessuno ha fatto meglio in casa. Con altri due successi, il torneo di Allegri sarebbe il 2° nella storia della A. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. La Juve non ha tempo da perdere e - Champions o non Champions - c’è un campionato da provare a vincere. A dispetto d’un Napoli, si intende, che non sembra proprio avere alcuna intenzione di levare il fiato dal collo della Signora. Contro la Sampdoria, domenica alle 18 all’Allianz Stadium, manco a dirlo, non sono ammessi palsi falsi. Una sfida da giocare con attenzione alla psicologia, visto ciò che è accaduto ieri, ma anche con attenzione alla tecnica e all’intensità visto ciò che è accaduto nella sfida d’andata contro i blucerchiati, lo scorso novembre: netta sconfitta per 3-2, con i due gol bianconeri (di Higuain su rigore e Dybala) entrambi a tempo scaduto. Ebbene, pur al netto di qualche acciacco di ieri (da valutare De Sciglio, uscito in avvio di gara al Bernabeu), Massimiliano Allegri non è deciso a eccedere in stravolgimenti. Non è da escludere l’avvicendamento in porta Buffon-Szczesny, ok, più 2-3 cambi (magari uno per reparto) onde far rifiatare i più “provati”. Ma senza esagerare. Chi ci sarà sicuramente - e peraltro bello carico - è Paulo Dybala. Ieri squalificato, a causa dell’espulsione nella gara d’andata, ha sofferto parecchio nel dover restare spettatore mentre gli altri se la giocavano al Bernabeu. Può e deve recuperare il tempo perso griffando questo finale di stagione. La tripletta realizzata a Benevento (primo gol magistrale, poi freddezza e precisione per ben due volte dal dischetto) hanno dimostrato che la Joya è sul pezzo eccome, pronta a ergersi ancora a protagonista così come aveva già fatto ad inizio campionato e dopo un periodo di appannamento/infortunio coinciso invece con una flessione. Periodo, peraltro, tornato comunque utile per mettere a posto una serie di fonti di distrazione nutrito e variegato (dalle questioni sentimentali alla querelle sui diritti di immagine passando per le voci di mercato). Ora, invece, Dybala appare concentrato e sul pezzo. Fonte:Tuttosport
  17. Tre zampate del leone ferito, Dybala non si spezza: ha dentro di sé la forza per reagire e resuscitare. L’incubo di martedì sera allo Stadium si trasforma in un sabato pomeriggio di gloria a Benevento: certo, le due sfide possiedono appeal e coefficienti di difficoltà opposti, ma per la Joya è importante ritrovarsi e riassaporare il piacere di trascinare la Juventus alla vittoria firmando una tripletta, cosa accaduta quest’anno soltanto a inizio stagione nelle trasferte contro Genoa e Sassuolo. Senza Higuain in campo, schiera Dybala nell’insolito ruolo di centravanti con il compito di fare da raccordo tra i reparti, una sorta di regista avanzato che collega centracampo e attacco. Si tratta dell’ennesima trasformazione del numero 10 da quando ha lasciato Palermo: in Sicilia faceva la punta centrale, ma il tecnico livornese ha più volte ribadito che non può ricoprire lo stesso ruolo nella Juventus perché per esprimersi al meglio ha bisogno di avere davanti 40 metri. Così inizia come seconda punta, a fianco di Mandzukic o Morata, prima che alla Juventus approdi l’amico Higuain, e talvolta Allegri lo arretra al ruolo di trequartista nel 4-2-3-1. Non è più l’uomo più avanzato della squadra, l’attaccante che allunga e dilata le difese avversarie: adesso ha almeno un compagno davanti a sé, cuce il gioco e attacca gli spazi creati dai compagni, concentrandosi sulle ricezioni tra le linee e sugli inserimenti profondi. Con la tripletta del Vigorito Dybala ha superato il suo record di gol stagionali in serie A, 19 reti nella stagione 2015- 16, la prima in bianconero. Ora ha toccato quota 21 in campionato, che diventa 25 a livello stagionale, e si è laureato capocannoniere della Juventus superando Higuain, fermo a 22 gol. Non solo. Ha eguagliato anche una leggenda come Giampiero Boniperti, che prima di ieri era l’unico ad aver segnato in serie A tre triplette in trasferta in una sola stagione (1949-50). Fonte: Tuttosport
  18. Era un anno fa e le stelle erano accese, non come in questa notte di pioggia e vento freddo: PauloDybala si presentò al mondo, a Messi, con una doppietta memorabile. Due mancini affiliati nell’andata dei quarti di Champions contro il Barcellona di Leo,suo modello e ispirazione. Sembrava l’inizio dell’ascensione verso le altezze dei top mondiali e, invece, 365 giorni il mondo si è rovesciato: dopo, due non sono i gol ma i cartellini, gialli e sventolati sotto al muso di Paulo. Uno per simulazione, l’altro perscarpata nel costato di Carvajal. E se nell’aprile del 2017 questa gente si spellava le mani per lui, adesso tutto l’Allianz ha scelto di stare in piedi davanti a re Cristiano. Alla fine dei conti, è stato un inchino generale a cui ha partecipato anche Dybala: le vette di Ronaldo sono inarrivabili davvero. Ma Paulo non dovrà deprimersi per questa espulsione: ha tutto per salire ancora di livello e restano obbiettivi nel mirino. Dal settimo scudetto da regalare alla sua Signora al Mondiale da prendersi oltre lo scetticismo di Sampaoli. Ci aveva provato pure su punizione, dalla amata mattonella, la stessa in cui in campionato Paulo non sbaglia quasi mai. Il sinistro europeo è stato deviato dalla barriera, ha fatto un giro beffardo ed è uscito di niente: da questi dettagli, prima di innervosirsi inutilmente, Paulo aveva capito l’andazzo. E così da fuori ha poi visto il resto dalla grandinata, il 3-0 di Marcelo e l’addio del suo capitano al sogno più grande. Molto probabilmente Gigi Buffon chiuderà la carriera senza una Champions League, ingiustizia della vita e del calcio. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  19. Vuole fortemente partecipare alla sua prima Coppa del Mondo e per questo prepara una risposta alla sua maniera alle parole di Jorge Sampaoli. Quella che sembra una bocciatura, almeno al momento, della candidatura del numero 10 della Juve per un posto nella lista dei 23 per Russia 2018 ha generato la reazione della Joya. Che sicuramente avrebbe preferito sentire altra musica proveniente da Manchester - e magari anche direttamente e non attraverso una conferenza stampa - ma che non si è abbattuto. Le difficoltà fortificano si dice. Ebbene, questa sembra proprio essere la reazione del fantasista bianconero, che ora lavora alla replica. Non con le parole, con i fatti. Sul campo. Lì, sul prato verde, le gesta fanno più rumore e permettono di invertire tendenze, aprire scenari. Insomma, è chiaro: Dybala vuole rispondere con i gol, con le prestazioni, con le giocate, con la continuità di rendimento, con un finale di stagione da protagonista.. D'altra parte, protagonista lo è stato eccome nelle ultime settimane, con il fragoroso ritorno dall'infortunio: 4 gol consecutivi e tutti decisivi con Lazio, Tottenham e Udinese. Prodezze in serie che hanno lanciato la squadra di Allegri ai quarti di Champions League e di nuovo in testa al campionato. «O noi non siamo riusciti a trovargli il ruolo giusto, o lui non s'è adattato al nostro copione» è stata la sua uscita . Paulo crede intimamente di poter scrivere un nuovo copione da qui al giorno delle convocazioni per la Russia. Chi lo ha frequentato nelle ultime ore, chi gli sta accanto lo descrive tranquillo e sereno. Fortemente motivato a giocarsi tutte le carte a disposizione. «La porta non è chiusa» è, in sostanza, il suo pensiero. La Joya crede di meritarsi la chance mondiale e la ricetta per ottenerla è chiara: continuare a lavorare sodo, fare del proprio meglio, continuare ad essere decisivo. Secondo un sondaggio di Espn, il 77% degli appassionati lo vuole al Mondiale. E poi c'è l'endorsement di ieri del Kun Aguero che ha aperto eccome a -Dybala: «Paulo è un fenomeno, è il futuro dell'Argentina». Senza dimenticare che Leo Messi, «il proprietario di questa Nazionale» secondo lo stesso Sampaoli, in tempi non sospetti lo ha messo sotto la sua ala protettiva. La Joya, intanto si allena a Vinovo, anche ieri è uscito per ultimo dal centro sportivo, pronto a riprendere la scalata al Mondiale. Milan e Real Madrid sono dietro l'angolo, scudetto e Champions League: fare grande la Juve per far grande sé stesso. La missione è possibile
  20. La Juve si riposa: l’incidente di percorso del pareggio di sabato sera con la Spal non ha lasciato strascichi. Anche un risultato inatteso può essere essere accettato senza preoccupazioni, dopo la lunga cavalcata compiuta, con la qualificazione ai quarti di Champions League e la rimonta sul Napoli, arrivate dopo il raggiungimento della finale di Coppa Italia. I bianconeri arrivano in testa alla sosta e ora puntano a fare un pieno di energie, prima della ripresa che li vedrà impegnati in sequenza contro Milan e Real Madrid. E questo nonostante gli impegni delle Nazionali e i tanti bianconeri convocati che andranno in giro per il mondo’. Allegri ha concesso quattro giorni di pausa: la ripresa è fissata per giovedì a Vinovo. Il gruppo sarà gioco forza ridotto visto che in 14 sono stati convocati con le varie Nazionali. Il tecnico potrà così contare su Barzagli, Marchisio, Sturaro, Asamoah, Howedes, Pinsoglio e, soprattutto, Dybala. La Joya non fa parte dei convocati dell’Argentina, a differenza di Higuain, e potrà sfruttare questa pausa per rifinire la condizione dopo il grande sforzo delle ultime due settimane al ritorno dall’infortunio. Il suo è stato un rientro con il botto, con 4 gol consecutivi nelle ultime cinque partite. Allegri non ha rinunciato a lui neanche per un minuto contro Lazio, Tottenham, Udinese, Atalanta e Spal e ha ottenuto tantissimo. Ora anche Paulo deve ricaricarsi per la volata finale. Dovrà essere lui l’uomo in più, per le partite decisive di campionato e per la doppia sfida al Real Madrid. E saranno giorni importanti anche per Barzagli e Marchisio, i favoriti per sostituire gli squalificati Benatia e Pjanic nell’andata dei quarti contro il Real Madrid. Insomma, questa sosta serve alla Juve per ritrovare energie e ripartire verso il traguardo. Anzi, i traguardi, perché i fronti aperti sono ancora tre. Fonte: Il Corriere dello Sport
  21. Manca solo che si metta a segnare anche di testa, cosa che finora non gli è ancora mai riuscita, almeno in Italia. Intanto ieri Paulo Dybala ha firmato la quarta rete stagionale con il piede “sbagliato”, il destro, e fa già abbastanza paura così. Paura alle avversarie della Juventus, si intende, perché tifosi bianconeri, compagni di squadra, Allegri e dirigenti invece si godono la Joya ritrovata proprio nel momento in cui l’annata entra nel vivo. Ritrovata in tutto, non solo nei gol che è tornato a realizzare al ritmo impressionante di inizio stagionte. Ritrovata nella condizione fisica, come dimostrano le tre partite giocate dal primo all’ultimo minuto in poco più di una settimana, ritrovata nella condizione psicologica, come mostrano atteggiamento e parole da leader. Ossia da chi pensa prima ai compagni, come nel caso del calcio di rigore lasciato a Higuain, che a se stesso. Atteggiamento del resto comune nello spogliatoio bianconero, come lo stesso Pipita ha mostrato nel secondo tempo, quando dopo un controllo da manuale spalle alla porta, a Una doppietta che ha permesso al numero 10 di raggiungere la tripla cifra di gol in carriera, 101 per la precisione. La centesima rete l’aveva firmata con una punizione «pazzesca», per usare le parole di Albano Bizzarri che ha provato invano a fermarla, e l’aveva celebrata con una foto ad hoc sul suo profilo Instagram: lui che calcia, il numero 100 in sovraimpressione sull’immagine, seguito da tre puntini di sospensione. Puntini emblematici, che testimoniano quanto Dybala sia ormai calato nella mentalità bianconera che impone di trasformare ogni obiettivo raggiunto in una molla per scattare verso il successivo. Fonte: Tuttosport
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