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  1. Pavel Christ Superstar

    [VIDEO] Il primo gol con la Juventus di alcuni grandi giocatori

    Splendido video di JHTV Productions, che ci racconta il primo goal di tantissimi campioni che hanno indossato la casacca bianconera, assolutamente da non perdere!
  2. La nuova top­-ten è sempre più in bianconero: alle spalle del portoghese resiste il solo Higuain (il re spodestato) che con la buonuscita ha ottenuto uno stipendio da 9,5 milioni netti dal Milan. Seguono le altre star juventine: Dybala con 7 milioni, poi Pjanic che ha appena firmato il rinnovo a 6,5 insieme a Douglas Costa e Gigio Donnarumma (altro intruso milanista) con 6 milioni. Invece Bonucci per tornare a Torino si è quasi dimezzato lo stipendio: era a 10 con i bonus, è sceso a 5,5. Bisogna tornare indietro davvero di tanti anni per trovare spese così ingenti. Ma allora l’Inter di Moratti dovette vendere Ibrahimovic mentre il Milan di Berlusconi rinunciò a Kakà e via via a tutte le altre stelle. Era il tramonto del calcio dei mecenati. Stavolta la Juve si è concessa il lusso del penta Pallone d’Oro a ragion veduta. In questa corsa all’oro anche i tecnici hanno la loro parte (al netto percepiscono 35,9 milioni di euro, 71,8 a livello fiscale per le società). Così il più pagato (ovvio) è Max Allegri (7,5), seguito come un’ombra da Ancelotti (6,5), non tanto più dietro Spalletti (4,5). La nostra indagine mette nel conto le spese dei club anche per gli allenatori, fattore determinante per la concorrenza. Proprio De Laurentiis, infatti, ha razionalizzato le uscite per i calciatori, preferendo investire di più, in percentuale, sul successore di Sarri. È significativo che le spese per i cartellini dei calciatori vadano di pari passo con il record per i loro ingaggi. Se la Juve tocca quota 219, le milanesi sono in aumento: Milan a 140 e Inter a 116. Ma anche la Roma arriva a 100 e il Napoli a 94. Il trend verso l’alto è generalizzato. Attenzione alle trattative in corso per alcuni dei top player del campionato. La Juventus è al lavoro con Alex Sandro, Cuadrado e Rugani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Giornata di trattative e di ipotesi che si allineano sul tavolo, senza trovare la combinazione risolutiva. E così dopo che l’amministratore delgato del Chelsea Marina Granovskaia ha detto a Fabio Paratici che è, sì, interessata a comprare un difensore, nella fattispecie Mattia Caldara, ma resta freddina su Gonzalo Higuain, perché senza la cessione di Morata non può farsi carico di un altro centravanti particolarmente ingombrante per il bilancio. Risultato: Higuain, a questo punto, si presenterà regolarmente alla Continassa lunedì pomeriggio per un incrocio decisamente curioso con Cristiano Ronaldo al suo primo giorno di allenamenti in bianconero e, tecnicamente, l’uomo che lo sta spingendo fuori della Juventus. Il nodo è proprio il Pipita, perché la sua destinazione finale condizionerà anche quella dei difensori che orbitano intorno alle sue trattative. Perché se il Chelsea lo dovesse acquistare, la Juventus chiuderebbe con i Blues anche la trattativa per la cessione di Caldara, per il quale Paratici ieri ha registrato un’interessante offerta da 40/45 milioni di euro. A quel punto il Milan sarebbe preso in contropiede, perché non potrebbe più prendere Caldara e si troverebbe in una posizione di debolezza nella trattativa Bonucci, con la Juventus che detterebbe legge e potrebbe prendere il centrale a condizioni più favorevoli. Se, viceversa, il Chelsea si sottraesse definitivamente all’ipotesi di prendere Higuain, il Milan tornerebbe sotto proponendo alla Juventus un’offerta circolata ieri pomeriggio: prestito biennale di Higuain a 15 milioni e scambio alla pari fra Caldara e Bonucci. Offerta che non vede la Juventus particolarmente entusiasta. Intanto vorrebbe ottenere dalla cessione di Higuain una cifra che permetta di non segnare minusvalenze, ma soprattutto calcola 20 milioni di differenza fra Caldara e Bonucci. Infine, a complicare il passaggio di Higuain al Milan sembra esserci anche il nodo dell’ingaggio, perché i rossoneri si sono visti rispondere picche dall’entourage del giocatore alla richiesta di una decurtazione. La volontà di Higuain potrebbe imprimere una svolta nell’affare e al momento non è stata ancora del tutto spiegata. Fonte: Tuttosport A Nizza la svolta della trattativa: adesso lo scambio diventa Gonzalo per Bonucci e 30 milioni (niente prestito) A Nizza e dintorni la giornata è stata “calda” e caratterizzata da importanti novità sul difensore bergamasco che il Milan vuole come contropartita nell’affare Bonucci e sul quale i Blues hanno chiesto informazioni in maniera decisa nel corso di un incontro tra Marina Granovskaia e il ds Paratici. La Lady di ferro del Chelsea ha giudicato eccessive le pretese di Marotta e Paratici per Rugani e ha deciso di non dare il via libera al bonifico da 55 milioni che avrebbe sbloccato l’affare. Se si tratta di una mossa tattica lo vedremo presto, ma l’affondo dei Blues è stato di quelli importanti visto che a Nizza è stato avvistato anche Giuseppe Riso, agente di Caldara. Una presenza che non è passata inosservata e che certo non può essere casuale. Oggi le parti si vedranno di nuovo perché Paratici resterà a Nizza. La trattativa non è chiusa, ma pare ben avviata. La Juventus è partita da una valutazione di 50 milioni, ma è disposta a limare qualcosa anche perché il Chelsea per Caldara ha iniziato con una proposta da 40 milioni, bonus compresi. La sensazione è che a metà strada, intorno a quota 45 milioni, possa arrivare la fumata bianca. Trovare un accordo sull’ingaggio del giocatore non è un problema. La notizia dell’interessamento del Chelsea per Caldara è stata riferita quasi in tempo reale a Leonardo che ha posto come condizione per il ritorno di Bonucci in bianconero l’approdo del centrale ex Atalanta a Milanello: la Granovskaia ha concentrato la sua attenzione su Caldara e non ha approfondito l’argomento Higuain. Non perché il Pipita non interessi a Sarri (tutt’altro…), ma perché la dirigenza londinese prima di mettersi in casa un altro centravanti deve cedere qualcuno. Sembra una specie di via libera ai rossoneri che però in questo momento non hanno le disponibilità economiche per affondare sull’argentino. Fonte: Il Corriere dello Sport L’ ultimo ostacolo da superare, come è successo spesso alla Juventus degli ultimi anni, è Maurizio Sarri. L’ex allenatore del Napoli, ha idea di rinnovare la sua difesa e alla dirigenza blues ha avanzato una richiesta particolareggiata: gradirebbe avere in rosa Caldara. Solo che l’ex atalantino è uno dei mattoni su cui Juventus e Milan stanno edificando un maxi affare: se esce lui, crolla tutto il muro. E l’intenzione, dopo aver tanto costruito nei giorni scorsi, è ovviamente quella di non farlo cadere. Allo stesso tempo però è legittimo ascoltare le richieste, specie se particolarmente consistenti: quella inglese per il difensore deve esserlo se ha fatto spostare Paratici da Torino fino a Nizza, l’incontro tra le due dirigenze metteva in palio il cartellino di Caldara. L'ex atalantino è la chiave che per i rossoneri può definitivamente aprire allo scambio con Bonucci. I due condividono ruolo e valutazione, che per entrambi si aggira sui quaranta milioni di euro. Oltre alle questioni economiche vanno inoltre tenute presenti quelle di cuore: Leo desidera tornare bianconero, Mattia accetterebbe volentieri un ruolo da protagonista rossonero. Nei colloqui di venerdì e dei giorni precedenti le parole spese andavano in questa direzione e difficilmente verrà invertita la rotta: il Chelsea può essere stata una deviazione credibile ma alla fine tutto dovrebbe svolgersi lungo la Milano-Torino. Gli ingaggi dei difensori viaggiano a velocità molto diverse ma anche in questo caso si troverà una soluzione buona pertutti: sarà Bonucci a diminuire le proprie pretese e ad allinearsi alla corrente bianconera. L’intesa tra Caldara e il Milan potrà essere facilmente raggiunta dando seguito agli incontri già avvenuti tra il d.t. rossonero Leonardo e l’agente Giuseppe Riso, pure lui presente in Costa Azzurra per valutare l’offerta in arrivo da Londra non chiama invece Higuain. Resta scorrevole la corsia per il Pipita a Milano. La Juventus vorrebbe che Gonzalo facesse compagnia nel tragitto a Caldara e anche Leonardo lo vorrebbe come compagno di viaggio nella nuova esperienza rossonera. Si lavora per far tornare i conti. Fonte: La Gazzetta dello Sport Quale futuro per il Pipita? Il più grande interrogativo del mercato riguarda proprio l’uomo che, nell’era ante Cristiano Ronaldo, per ultimo aveva sconvolto gli equilibri della serie A, passando dal Napoli alla Juve, due estati fa, per 90 milioni. Con Gonzalo, i bianconeri hanno continuato a dominare in Italia e sfiorato la consacrazione europea. In due stagioni, il bomber argentino ha lasciato il segno: 55 gol in 105 partite e la firma indelebile sul settimo scudetto consecutivo, con il colpo di testa del ribaltone sull’Inter. E bisogna riavvolgere il nastro proprio alla sera del 28 aprile scorso per trovare l’ultima istantanea con Higuain sorridente. La festa tricolore e la doppietta con la Coppa Italia, infatti, sono state presto annacquate. Poi il dissidio con Allegri, che lo ha lasciato in panchina proprio in occasione della finale di coppa con il Milan. Quindi l’avvento, incredibile e imprevedibile, di CR7, che di colpo lo ha tra sformato in un esubero per l’attacco bianconero. Così le voci che lo volevano nella lista dei sacrificabili nel caso fosse arrivata una grande offerta sono diventate reali, consistenti, evidenti. In sintesi, non c’è più spazio per il Pipita nella Juve. E qui inizia un’altra serie di problemi. L’interesse del Paris Saint Germain è sfumato in fretta, ancora prima che Cristiano prendesse la via di Torino. Adesso il duello è tra Milan e Chelsea. I rossoneri, al momento, sono largamente favoriti perché i Blues non sono, almeno per ora, intenzionati ad affondare il colpo. La conferma si è avuta ieri dall’incontro, avvenuto a Nizza, Paratici, e Marina Granovskaia, Al centro della discussione, infatti, ci sarebbe stato soltanto Caldara, altro oggetto del desiderio del neo direttore tecnico milanista Leonardo, che vorrebbe inserirlo nell’affare Bonucci. L’offerta dei Blues per il giovane difensore bianconero sarebbe di oltre 40 milioni, ammontare che potrebbe davvero far vacillare la Juve. Che non ritiene corretto uno scambio alla pari con Bonucci, come vorrebbe il Milan, e che, nel caso dicesse sì al Chelsea, potrebbe tenere Rugani. Caldara, quindi, non Higuain. Il Chelsea, almeno per ora, non sembra intenzionato a investire sul Pipita. Resta il Milan, quindi per Higuain, ma l’incastro non è semplice. Perché la Juve intende inserire Higuain nell’affare Bonucci-Caldara, La strada dovrebbe essere quella di un prestito oneroso a 15-18 milioni, più il diritto di riscatto. L’idea è del Milan, la Juve la sta valutando. Fonte: Il Corriere della Sera Più che una trattativa, sembra una partita a poker. Bluff, rinvii, depistaggi, rilanci e assi nella manica stanno animando la maxi operazione che coinvolge Juve, Milan e Chelsea dentro e intorno i destini di Higuain, Bonucci, Caldara e Rugani. Sono giorni sempre più intensi per dirigenti, giocatori e procuratori a caccia di un’intesa che possa fare tutti felici. E tanto ruota attorno a Gonzalo Higuain, l’oggetto del desiderio di Blues e rossoneri dopo che la Juve ha deciso di venderlo per fare spazio - in campo e nelle casse - a Cristiano Ronaldo. Ieri il Paratici, è sbarcato in Costa Azzurra per incontrare in gran segreto (e in un luogo riservato) Marina Granovskaia. Il club inglese era impegnato a Nizza per l’amichevole con l’Inter e l’appuntamento è servito per ragionare sui giocatori juventini finiti nel mirino del Chelsea. C’era anche Abramovich, ma il magnate russo avrebbe incontrato solo il nuovo allenatore Sarri. I londinesi puntano uno tra Rugani e Caldara, che il Milan vuole fortemente per cedere Bonucci ai campioni d’Italia, per rinforzare la propria difesa, mentre hanno frenato molto sull’ipotesi di ingaggiare Higuain. Per tre motivi: hanno ancora in organico Morata, non vogliono spendere 60 milioni per un giocatore di 30 anni e tutti gli sforzi economici ora vanno nella direzione di ingaggiare Milinkovic-Savic. Il Chelsea, infatti, avrebbe rotto gli indugi per il centrocampista serbo della Lazio, ma il quadro è in evoluzione e la Juve aspetta di capire che cosa accadrà. Non solo con il Chelsea, visto che i contatti proseguono senza sosta, ma anche con lo stesso Higuain. Il Pipita torna oggi dalle vacanze e domani inizierà ad allenarsi a Torino, insieme a CR7, Dybala, Douglas Costa, Cuadrado e Bentancur. Con il centravanti argentino viaggerà anche il fratello Nicolas, che gli fa da procuratore. C’è da trovare una via d’uscita con la Juve e ragionare sul futuro. Higuain vorrebbe andare in Premier, dopo aver giocato nella Liga e in Serie A, mentre non è molto convinto dell’ipotesi di finire al Milan in prestito (come da proposta rossonera). Per questo chiede una buonuscita alla Juve, mentre al nuovo club - qualunque esso sia - è pronto a chiedere uno stipendio da 8 milioni di euro netti a stagione, visto che con la Juve ha un accordo fino al 2021 con oltre 22 milioni da incassare. Cifre imponenti che fanno riflettere il Milan. Bonucci-Caldara, si tratta. Fonte: La Stampa Topic in aggiornamento...
  4. Prima che il Milan inviti formalmente la Juve al tavolo di trattativa per Higuain, andrà trovato l’accordo tra i rossoneri e l’attaccante. Che gradisce la destinazione milanese e non l’ha mai nascosto né smentito, ma ovviamente non intende rimetterci in modo massiccio dal punto di vista economico. I suoi 7,5 milioni netti di stipendio a stagione sono lontani dalla proposta che alcuni emissari del Milan hanno fatto pervenire all’entourage del giocatore: la differenza è nell’ordine dei 3 milioni all’anno, troppo grande per indurre Gonzalo a un «sì» in questa fase. Higuain ha ancora 3 anni di contratto con la Juve, se anche il Milan dovesse offrirgli un quadriennale i conti non tornerebbero. Per pareggiare l’esborso a livello d’ingaggio, pur spalmato in un periodo più lungo, l’offerta dovrebbe salire almeno di 1 milione a stagione. Ci si lavorerà, contando sulla volontà del Pipita di rimanere in Italia. Sistemata la questione stipendio, cosa tutt’altro che banale, il Milan dovrebbe poi andare all’assalto con la Juve, forte a quel punto dell’accordo col giocatore. Se è vero che il monte ingaggi non può superare il 60% dei ricavi (Uefa dixit) e se è altrettanto inoppugnabile che il bilancio rossonero beneficerebbe di un taglio di costi del personale, ci sono paletti da considerare anche dal punto di vista del cartellino. La Uefa non impedisce ai club con cui instaura il Settlement Agreement (potrebbe toccare presto al Milan) la possibilità di fare acquisti, ma può concordare delle regole per il rientro nel Fair play finanziario. Fonte: La Gazzetta dello Sport Leonardo ha parlato di Higuain con Marotta nella giornata di domenica. Il futuro dt del Milan sa che l’argentino è in vendita e che la Juve chiede 60 milioni per lasciarlo partire. I bianconeri stanno trattando con il Chelsea, ma i Blues in questo momento non sembrano caldissimi, sia perché hanno tre attaccanti in rosa (Morata, Giroud e Batshuayi), sia perché il direttore Marina Granovskaja non ama particolarmente spendere determinate cifre per giocatori over 30. Sarri lo vorrebbe, ma allo stesso Higuain non dispiacerebbe rimanere in Italia e il Milan è l’unico club che ora potrebbe accoglierlo. Certo, economicamente parlando la trattativa non è semplice: innanzitutto per la richiesta della Juventus che deve monetizzare dopo il colpo Cristiano Ronaldo per poi provare altri acquisti. I bianconeri stanno trattando la cessione di Rugani e valutano quella di Pjanic: se queste due uscite dovessero concretizzarsi, Leonardo potrebbe anche proporre un prestito oneroso con obbligo di riscatto, rimandando così l’investimento maggiore all’anno prossimo. Ma senza altre cessioni, la Juve vorrà una vendita a titolo definitivo e a quel punto il Milan dovrà aver prima incassato denaro da determinati addii. E poi bisognerà capire se il desiderio di Higuain di rimanere in Italia si sposerà con l’ingaggio che il Milan gli offrirà: a Torino guadagna 7.5 milioni, quale sarà il tetto che Elliott darà a Leonardo? 5 o più milioni? Fonte: Tuttosport
  5. La partenza di Rugani, destinazione Chelsea, è data di fatto già per scontata (meno scontata del suo prezzo, però: 35 milioni). L’ufficializzazione di Sarri alla guida del Chelsea rappresenta l’ultimo ostacolo. Come noto, pure Higuain seguirà l’ex tecnico partenopeo ma vien da sé che il suo sostituto sia già stato trovato. Considerando anche che Howedes è tornato alla base dopo il prestito, la Juventus non può permettersi di non sostituire Rugani. Peraltro pure il futuro di Benatia è in dubbio. Nella lista delle preferenze bianconere spiccano due centrali dell’Atletico Madrid: Godin e Stefan Savic, che peraltro la Juventus seguiva già nel 2015 (quando era ancora alla Fiorentina). Indiscrezioni dall’Inghilterra riportano in auge un altro vecchio pallino: Shkodran Mustafi, ora all’Arsenal. Effetto di azione-reazione e via uno-dentro l’altro anche in corsia sinistra: prende infatti quota di giorno in giorno anche l’eventualità della partenza di Alex Sandro. Il City s’è aggiunto nella mischia, in buona compagnia di Chelsea (ma non è che può comprarli proprio tutti alla Juve...), Psg e United: per Marotta sono in arrivo 35-40 milioni da reinvestire in Darmian o, soprattutto, in Juan Bernat. Restano poi caldi i nomi, per il centrocampio,di Golovin, o addirittura Kovacic e (se Lotito abbasserà il prezzo) Milinkovic Savic. Ma solo a fronte di altre partenze. Marchisio (meno centrale al progetto Juve che in passato, è tentato da opzioni esotiche) mentre Pjanic è nel mirino di Barcellona e City. Con gli ottanta milioni frutto dell’eventuale cessione del bosniaco, ci sarebbe un altro colpaccio in vista. Fonte: Tuttosport
  6. Sarri vuole tornare a lavorare con Higuain e il Chelsea avrebbe sondato il terreno per uno scambio che prevede il ritorno di Morata alla Juventus. L'avventura di Gonzalo Higuain alla Juventus potrebbe volgere al termine dopo sole due stagioni, seppure ricche di vittorie. Il Pipita infatti secondo 'La Gazzetta dello Sport' non è inserito nella lista degli incedibili, anzi. I bianconeri starebbero valutando con grande attenzione la proposta arrivata, ancora ufficiosamente, dal Chelsea che prevederebbe il trasferimento di Higuain a Londra in cambio del ritorno di Morata alla Juventus. D'altronde è risaputo come lo spagnolo, sposato con un'italiana e che proprio a Torino ha vissuto la stagione migliore della sua carriera, abbia nostalgia della nostra Serie A mentre Sarri avrebbe chiesto Higuain come primo regalo da nuovo tecnico del Chelsea. La sensazione insomma è che l'affare possa davvero soddisfare tutte le parti in causa, ecco perchè la fumata bianca sembra solo questione di tempo. Quello necessario alla rottura del Chelsea con Conte e alla nomina di Sarri, appunto. Morata dal canto suo, come detto, aspetta una chiamata per dire il suo sì alla Vecchia Signora anche perchè il Milan, fortemente interessato all'attaccante spagnolo da più di un anno, al momento ha altri problemi e comunque nel caso sembrerebbe puntare con più decisione su Immobile. Goal.com
  7. Chi più e chi meno, chi prima o dopo la campagna di Russia e chi entro o oltre il 30 giugno. La sostanza, seppure con forme differenti, è che sono tutti nodi da sciogliere. Per la Juve quello più grosso riguarda Higuain, non più incedibile ma neanche in saldo. Per una cifra intorno ai 60 milioni, più o meno quanto l’attuale valore a bilancio,nei radar di Atletico Madrid, Chelsea e Psg, può essere un’ipotesi concreta. Non solo per soldi, ma anche perché nei progetti di Allegri balena l’idea di una punta che attacchi maggiormente la profondità (Morata o Martial). Nel frattempo, prenotato Perin e stringendo per Darmian, la Juve non resterà insensibile a eventuali offerte vicine ai prezzi pattuiti per Benatia, Mandzukic e Alex Sandro, che continua a chiedere la luna per il rinnovo. Fonte: La Stampa
  8. Salve fratelli juventini, come ogni estate i giornali/media ci smontano la squadra ad ogni rassegna stampa mattutina. Volevo capire quali sono le sensazioni del tifoso bianconero in merito alle possibili partenze tra i big? Di istinto cosa vi viene da pensare? Vi chiedo un nome o più (o nessuno se pensate che tratterremo tutti) tra i big della nostra amata Signora: intendo tra quelli con una valutazione indicativa sopra i 50 mln di euro . PS: magari a posteriori rideremo di questo sondaggio oppure scopriremo di essere stati molto lungimiranti
  9. Il periodo è grigio nonostante il sole primaverile ma per fortuna ci sono gli affetti a fargli ritornare il sorriso. Gonzalo Higuain domenica ha visto la sua ex squadra sbancare a Torino e tutto ciò che è successo all’Allianz Stadium non è stato facile da digerire, anche perché lui si era abituato a essere decisivo contro gli azzurri (5 centri in 4 sfide). Il Pipita si è rifugiato in famiglia, dove tutto è pronto per accogliere la piccola Alma, la primogenita del Pipita e della fidanzata Lara. Alma significa anima e Higuain desidera più di ogni altra cosa regalarle lo scudetto. «Nasce a maggio, e speriamo col tricolore sotto il braccio», è lo slogan appena sussurrato all’interno del clan di Gonzalo. Il problema è che Higuain ultimamente ha smesso di segnare. Si è fermato quando aveva deciso di svelare il perché della nuova esultanza (con la mano alla fronte, come se fosse un saluto militare), ma la Juventus ha assoluto bisogno dei suoi gol per mettere in cassaforte il settimo titolo. Le statistiche dicono che da quando è in Italia ad aprile ha realizzato 10 reti in 18 partite (media di 1,8 a gara) e non ha mai chiuso il mese senza marcature. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  11. Higuain al ventiduesimo gol stagionale e con l’esultanza ormai dichiarata: quella con la mano alla fronte, il saluto marziale. Comandante Pipita. Gonzalo è in una forma che non puoi raccontare ma vedere sì. «Te gusta parlare eh...?», esce sorridendo e prendendo amichevolmente in giro Pjanic mentre parla in mixed zone. E Pjanic ha appena parlato di lui. Descrivendolo per tutto ciò che sta facendo: gol, assist e anche quell’avvitamento spaziale che ormai è diventato un marchio di fabbrica del centravanti che si mette spalle alla porta agevolando la squadra a salire. «Pipa – dice Pjanic – è importante anche nell’impostazione del gioco, non tanti attaccanti riescono a giocare così, tecnicamente ci sa fare ed è bravo per aprire il gioco, per dare soluzioni, gli assist li fa, “sente” il calcio. Contro l’Atalanta, per Higuain, è gioia pura: le ha segnato 8 gol in 10 partite di Serie A. E se questa è la punta dell’iceberg, il non visibile è un’applicazione maniacale per tutto ciò che è cura del proprio lavoro e dello stato di forma. Fra poco Gonzalo Higuain diventerà papà: si vede che gioca col sorriso addosso e quel movimento utile ad aprire il raggio offensivo per i compagni che arrivano è ormai diventato un «must». L’assist fatto a Dybala a Wembley è movimento in rapidità che colpisce chi non capisce; ieri sera, contro l’Atalanta, non ha messo in piedi lo stesso tipo di lavoro ma la stessa sveltezza di esecuzione sì.A Londra assist e gol, ieri pure: la crescita nazionale e internazionale pare arrivata. «Qualunque rivale di Champions – ha detto Higuain nei giorni scorsi –, sarà difficile da affrontare, ma lo saremo anche noi per le nostre avversarie. Questa squadra ha cuore, per questo non ci arrendiamo mai». Pipita ha passato anche panchine e critiche, ha sbagliato rigori, s’è rotto una mano e «sfregiato» una caviglia, gode a vedersi degno della Juventus («Sono felice di restituire alla Juve molto di quello che mi dà»). Alla centunesima gara interna dell’Era Allegri, Pipita segna il gol numero 110 in A. È attore e spettatore. È centravanti e regista. E ha spinto il Napoli a meno quattro. «La storia la scrive chi vuole sempre di più» ha scritto due giorni fa su Instagram. Comanda Pipita. La Gazzetta dello Sport
  12. Dybala-Higuain (31 gol in Serie A), la coppia tutta argentina della Juventus, rappresenta oggi in Europa uno dei pezzi forti del calcio di questa stagione. Altre grandi coppie stanno conquistando il continente, Salah-Firmino del Liverpool (37 gol), Kane-Son del Tottenham (36), Aguero-Sterling del Manchester City (36) in Premier League, Lewandowski-Wagner del Bayern Monaco (30) in Bundesliga. In Italia solo la Lazio ha una coppia con più gol (33), ma in quel caso si passa dalle 24 reti di Immobile alle 9 di Milinkovic-Savic: Ciro fa coppia da solo. Da tre partite, Higuain e Dybala stanno decidendo le sorti della Juventus. Tra le quali, quella contro la Lazio: 1-0 al 93' di Dybala col sedere per terra. E’ stato il gol più lungo dell’anno, visto che il suo effetto maligno si è protratto fino al San Paolo dove ha prodotto (o almeno ha contribuito a produrre) la sconfitta del Napoli contro la Roma, appena tre ore dopo. Per costituzione fisica e caratteristiche tecniche, viene facile paragonare Dybala-Higuain a una memorabile coppia-gol della Juventus, Sivori-Charles. La tecnica di Omar al servizio dello spettacolo e di quel gigante gallese che di testa batteva tutti. Sivori creava, Charles segnava. Nel ’57- 58 (10º scudetto bianconero) segnarono 50 gol, nel ’59-60 (11º scudetto) arrivarono a 51, nessun’altra coppia bianconera è salita così in alto e difficilmente ci riuscirà anche quella di oggi. A 49 erano arrivati qualche anno prima Hansen e Boniperti, in due diversi campionati, nel ’49-50 (8º scudetto della Juve) e nel ’51-52 (9º scudetto). Del Piero e Trezeguet hanno fatto la storia più recente. Come Sivori e Charles, come Dybala e Higuain, un trequartista-seconda punta piccolo (diciamo un non gigante) e un centravanti dal fisico imponente. Hanno segnato 41 gol nel 2007-08 (Juve al 3º posto) e appena uno in meno nel 2001-02 (scudetto bianconero), quando il francese chiuse la stagione con 34 gol realizzati in tutte le competizioni. Dybala e Higuain si sono ritrovati nel momento decisivo della stagione per stabilire la differenza fra la Juve e le altre. Fonte: Il Corriere dello Sport
  13. Finalmente un tango europeo in HD. L’uno-due spietato della coppia argentina può essere la scossa. Adesso la Juve fa paura a tutti... Gonzalo Higuain è a bordo campo e fa l’ultimo scatto della serata per abbracciare i compagni. Ci sono notti in cui basta un lampo per riportare la Juve dalla versione slow in alta definizione. Bastano i 4’ da marziani della coppia in HD, perché i campioni fanno la differenza quando serve. Higuain ha pagato il riposo forzato per la caviglia maltrattata da Sirigu nel derby: due settimane senza partite e allenamenti con i compagni tolgono brillantezza e anche un filo di lucidità. Non ha corso granché e non ha avuto molti palloni da sfruttare, però ha trovato la porta sull’assist di testa di Khedira e poco dopo ha aperto il campo a Dybala per il 2­1. Gol e assist in una serata senza paillettes, anche questo significa essere un campione. Gli rimproverano spesso di non essere decisivo in Champions e lui risponde con quel pragmatismo che tanto piace al suo allenatore. Lo fa nella serata più importante, quella che proietta la Juve tra le migliori otto d’Europa, e che le permette di continuare a correre verso la finale di Kiev. Il Pipita a Wembley ha eguagliato il record di reti in una singola stagione (5) e ha raggiunto Vialli a 53 centri con la Juve. Dybala a Wembley è tornato tra le divinità europee 330 giorni dopo la doppietta al Barça. Mai serate banali, sempre occasioni molto speciali. Anche questo significa essere un giocatore fuori dal comune. «Sono certo che si ripeterà dopo la Lazio», aveva detto Beppe Marotta nel pre partita . La profezia è diventata reale quando Paulo ha raccolto l’invito di Higuain, si è portato avanti il pallone e con il suo piede preferito si è preso gioco di Lloris. Lo spot della serata è l’immagine dei due a braccia alzate: quando la Juve è in modalità HD, può oscurare qualsiasi avversaria. Fonte: La Gazzetta dello Sport Il corriere della Sera
  14. Noi in testa, voi N'Koulou - pantarei Anche i vostri scudetti sono in bianconero - Anastasi65 Vi cancellerei pure dallo zodiaco - pantarei Complimenti ai vincitori e a tutti i partecipanti Qui per vedere il sondaggio con i voti espressi:
  15. I due gol segnati in questa Champions League sono stati pesanti, quelle reti infilate contro l’Olympiacos e a Lisbona contro lo Sporting hanno di fatto regalato più morale, certezze e chance a questa Juventus arrivata seconda nel Gruppo D dietro al Barcellona. Pochi ma buoni insomma, e in fondo è il Bignami di Champions del nuovo sistema-Higuain, nel senso «che sono pronto anche a segnare meno gol degli anni scorsi ma più pesanti» ha detto il Pipita dopo lo sblocco in campionato contro il Chievo il 27 gennaio scorso. Il primo sigillo, quello ai greci, Higuain lo mise dentro alla seconda giornata di Champions—quindi dopo la legnata del Camp Nou, 0-3 — e soprattutto alzandosi dalla sua seconda panchina di fila: gara che non si sblocca e la frantuma lui (assieme a Mandzukic) nove minuti dopo aver messo piede in campo. Resurrezione. Il secondo gol, al do Dragao, permise alla Juventus di mantenere lo Sporting a «meno-3» in classifica con lo scontro diretto a favore e a due giornate dalla fine del Girone. Reti toste, ciò che la Juve adesso gli chiede in un Ottavo elettrico, Kane davanti e la necessità di mostrare al popolo-Juve, al Tottenham e allo stesso rampantissimo Uragano che l’età ha un peso, l’esperienza conta e la Juve (possibilmente) di più. Il momento di Pipita fa pensare a un magic-moment: ha appena tagliato il traguardo dei 50 gol in maglia juventina in una stagione e un po’. Botti. Rispetto a Kane, Higuain ha una media un po' più bassa in Champions (0,27 a 1). È proprio e pure per questo che Pipita deve darsi un vestito europeo, «spaccare» la Champions: una edizione fa, Golzalo trascinò la Juve a Cardiff piazzando una doppietta squassante al Monaco. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Al tramonto della partita del Bentegodi, il Chievo era ben disposto nel concedere spazi alla Juve. Così Gonzalo Higuain ne ha approfittato per uscire dal cono d’ombra in cui si era infilato e tornare alla luce: il gol di testa ha interrotto un digiuno lungo come pochi altri in carriera. L’esultanza mancava in campionato da 706 minuti, dalla notte in cui aveva ammutolito il San Paolo. In mezzo,solo un altro colpo in Coppa Italia contro il Genoa e così, nel complesso, nelle ultime cinque gare era rimasto misteriosamente all’asciutto. E non è che in questo periodo il Pipita sia stato con le braccia conserte: la punta argentina ha corso, lottato e dato l’idea di essere utile alla causa a prescindere dal guizzo sotto porta. Eppure Gonzalo si nutre di gol e quella mancanza aveva provocato una certa apprensione pure a lui. Per questo il gol al Chievo è comunque importante e pazienza se sia arrivato quando la squadra di Maran aveva già abbandonato la nave. Prima, il Pipita era sembrato nervoso e poco incisivo: in 11 contro 11 aveva sofferto maledettamente la marcatura ermetica di Dainelli e, a parte un tiro nel primo tempo, tutti i tentativi di sgomitare vicino alla porta di Sorrentino avevano fallito. Neanche in 10 la situazione era migliorata, poi ecco quel cross tagliato di Douglas Costa. «È nelsangue di un attaccante fare gol, ma sono sempre sta to tranquillo – ha detto –. Forse nelle ultime partite facevo un lavoro diverso allontanandomi più dalla porta, ma mi adatto a quello che mi chiedono». Numeri e moduli fin qua avevano evidenziato questa nuova vita di Higuain, più altruista e meno egoista. O meglio, meno stoccatore. Come se la presenza alle sue spalle di due scudieri (e non tre) lo portasse a incidere meno sotto porta. Ieri subito dopo il gol è finito in panchina e non è stata una crudeltà secondo Allegri: «L’ho tolto solo perché era già ammonito e non mi sono neanche accorto se non mi ha dato la mano», ha ammesso. Fonte: La Gazzetta dello Sport
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