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  1. Higuain da una parte, Buffon dall’altra: se lo sono promessi reciprocamente, da amici e compagni, sempre più uniti. Il perché Juventus-Napoli per loro valga molto di più che per gli altri è abbastanza chiaro. Da una parte il portiere vuole evitare un sinistro filotto di fallimenti nella stagione dell’addio al calcio (dopo il Mondiale sfumato allo spareggio e la perfida beffa di Madrid), dall’altra il bomber ha messo in piedi un personalissimo e infuocato derby con la società Napoli per il quale non può “permettersi” di vederli trionfare, per di più davanti ai suoi occhi, subendo una sconfitta doppia rispetto ai compagni. No, loro due non possono proprio perderla la partita di domani sera. E se lo sono promessi in questi giorni, mentre sopra le loro teste sono volate critiche, cupi scenari di apocalissi sportivi e inviti a fare piazza pulita. Oltretutto fra Gigi e il Pipita, si è certamente cementato un rapporto ancora più solido rispetto al primo anno. Higuain è diventato un uomo squadra. Un bomber che dà un consistente aiuto al centrocampo e che non si immusonisce se per tre o quattro partite non la butta dentro, ma cerca sempre e soltanto la vittoria. Buffon ha capito che la sua pesantissima eredità di leader può finire in parte sulle robuste spalle del Pipita. Nella Juventus che dalla prossima stagione dovrà operare un ricambio a livello di leaderhip, uno come il “nuovo” Higuain è fondamentale. E lo sarà tantissimo anche domani sera. Questa è la sua partita da quando ha lasciato il Napoli per la Juventus non senza incandescenti polemiche: ha segnato cinque gol in cinque partite, beccandosi qualsiasi tipo di insulto del San Paolo e consacrando l’amore dei bianconeri per lui. Gigi punta anche su questo e la cosa lo rassicura. Fonte: Tuttosport
  2. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  3. Tutti sanno come Higuain sia sotto diffida, basta un cartellino giallo nei prossimi 90’ e tanti saluti al big-match di domenica sera contro il Napoli. Spesso, in situazioni del genere, gli allenatori preferiscono evitare incidenti di percorso, ma quello della Juventus non appartiene a tale categoria: «Diffida o non diffida, non me ne frega niente. Se Gonzalo sta bene, gioca. La partita da vincere è quella di Crotone, per stare a +6». E poi ancor meglio, se tra cinque giorni, si batterà il Napoli: partita sempre particolare per Higuain, l’ex più atteso. In questa stagione l’argentino è stato messo in ombra a livello realizzativo dal connazionale Dybala: 15 gol per il Pipita e 21 per la Joya. E non va a segno dal 14 marzo, nel 2-0 contro l’Atalanta. Da quel giorno, sette partite tra campionato, Champions e Nazionale senza segnare, Higuain si è però fatto sentire, per altri motivi. Per gli assist, per esempio: sei in questa stagione. Per la semplice presenza, poi. Prendete l’ultima trasferta, quella di Benevento. Una partita diventata improvvisamente complicata, dopo il 2-2 dei padroni di casa. Allegri, come sua abitudine, la decide con i cambi. Il primo è Douglas Costa, che fisserà il 4-2 juventino con uno splendido tiro a giro dal limite. Prima, però, c’era stato il rigore per la tripletta di Dybala, rigore provocato da Higuain, undici minuti dopo essere entrato in campo. Il passaggio dai titolari inamovibili di Maurizio Sarri al Napoli al saggio bilancino di Allegri alla Juventus è stato accettato senza discutere. In bianconero le occasioni per scendere in campo e lottare per un obiettivo sono sempre diversificate, il turnover aiuta parecchio. E restare in panchina per 90’ contro la Sampdoria non diventa un problema, tutt’altro, quando ci sono ancora uno scudetto da conquistare e una finale di Coppa Italia da affrontare. Impegni in cui Higuain dovrà essere decisivo, come richiesto da Allegri. Uno spot per la Juventus e uno spot per se stesso. Fonte: Tuttosport
  4. Allegri individua in Gonzalo Higuain l’uomo risolutivo per il finale di stagione: un Pipita in grande spolvero può trascinare la Juventus nella leggenda. «A Benevento è stato decisivo quando è entrato - ha sottolineato ieri Allegri -. Da qui alla fine deve essere l’uomo determinante per portarci a vincere lo scudetto». Più che un auspicio, un obbligo, consapevole dei numeri che il Pipita è in grado di sfoderare. Visto il buon stato di forma e dal momento che risulta indispensabile anche quando non segna, il Pipita è chiamato ad essere il grande protagonista, a cominciare da oggi contro la Sampdoria, che ha affrontato 8 volte da quando gioca in Italia, “bucandola” sei volte (dati Opta). Responsabilizzandolo, Allegri lo ha ulteriormente motivato. Se l’anno scorso, nelle ultime sette gare di campionato il Pipita ha segnato “appena” 3 reti (191 minuti la media gol) nelle stagioni precedenti, quando però indossava la casacca azzurra, il suo contributo è stato superiore. E visto che non va in gol dal 14 marzo, c’è da mettere in conto anche la fame del Pipita, che nel derby fraterno con Paulo Dybala per il titolo di capocannoniere bianconero adesso è distanziato di tre reti e vuole a tutti i costi recuperare. L’unico neo è quella diffida che pende sulla sua testa: tra Sampdoria e Crotone non deve incorrere nel cartellino giallo per evitare di saltare proprio la “sua” sfida, il confronto diretto col Napoli, che ha quasi sempre castigato. mostrato in campo.Premesso che la Juventus si è presa meritatamente il vantaggio e che il Napoli sta facendo una stagione pazzesca, per sperare la squadra di Maurizio Sarri non deve mollare la presa, obbligata a vincere anche il 22 aprile a Torino nello scontro diretto. Ma lo sforzo potrebbe non bastare perché lo scudetto, in questo momento, possono perderlo soltanto i bianconeri: ad Allegri servono 18 punti, vale a dire sei vittorie e una sconfitta, per arrivare primo. Fonte: Tuttosport
  5. Dalla grande serata del 28 ottobre scorso sono passati cinque mesi: quel giorno, Gonzalo Higuain incantò San Siro, decidendo con una doppietta la sfida di andata con il Milan, allora guidato da Montella. Adesso punta al replay, al ritorno da una sosta iniziata bene, con la prova positiva contro l’Italia, e finita nel peggiore dei modi. Il rovescio storico patito dalla Seleccion in casa della Spagna, un gol fallito incredibilmente davanti alla porta e tantissime critiche piovutegli addosso specie dall’Argentina.Higuain è il capocannoniere stagionale: 22 gol finora (15 in campionato, 5 in Champions League e uno in coppa Italia), uno in più di Dybala, segnalato in grandissima condizione dopo aver trascorso l’intera sosta a Vinovo, dimenticato dal ct argentino Sampaoli. Allegri punta forte sulla coppia argentina per il rush finale degli ultimi due mesi di stagione. «Più giocano insieme, Paulo e Gonzalo, più si conoscono, più l’intesa cresce». Toccherà a loro anche stasera, anche perché i dubbi sul modulo che Allegri aveva lasciato da risolvere prima dell’ultimo allenamento sono stati «risolti» dall’infortunio di Mandzukic, che non è stato convocato «a causa di una contusione alla gamba sinistra». Ora è allarme anche in ottica Real. Fonte: Il Corriere dello Sport
  6. Balotelli insieme a Messi, Higuain, Aguero e Di Maria. Se Mario fosse argentino, Jorge Sampaoli lo vorrebbe in squadra: il ct dell’Argentina, alla vigilia dell’amichevole con l’Italia, si lancia nell’elogio dell’attaccante del Nizza, escluso in questo giro di convocazioni da Luigi Di Biagio. Ma per una promozione, sorprendente, arriva una stroncatura e mezza: Paulo Dybala viene bocciato, per ora, dal c.t. dell’Albìceleste, mentre per Mauro Icardi c’è ancora qualche speranzella. Poi c’è il resto: l’elogio della maturità di Messi, le previsioni su un possibile mondiale da protagonista di Gonzalo Higuain e parole di rispetto nei confronti del calcio italiano, illustre assente alla rassegna russa. Sventurati sì, scarsi no. Su Balotelli: «Mi piacciono molto la sua passione e le sensazioni che trasmette in campo. Nelle mie squadre ci sarebbe sempre posto per un giocatore come Mario. «Icardi era il prescelto, ma col passare del tempo ho capito che c’era molta differenza fra il rendimento nell’Inter e quello con l’Argentina. Lo stiamo seguendo e le risposte sembrano confortanti. Non lo scarto in vista del Mondiale». Su Dybala: «Paulo è un giocatore dal quale ci aspettavamo molto, poi è passato del tempo e nella sua crescita ha mostrato qualche difficoltà ad integrarsi nella squadra. Non so è la sua anarchia che lo fa segnare molto nella Juve, o se c’è qualcosa che non ha funzionato da noi. Dobbiamo valutare se quelli che sono ora presenti sono migliori di lui, o se è lui che deve dare qualcosa di più. Insomma, o non siamo riusciti a trovargli il ruolo giusto o lui non si adattato al nostro copione». L’elogio del centravanti della Juve è invece un’investitura importante: «Gonzalo sta attraversando uno splendido momento di forma. E’ un calciatore di personalità e un leader. Potrebbe essere una delle star del Mondiale». paoli chiude la sua sventagliata sull’Italia mostrando rispetto nei confronti del nostro calcio: «La Nazionale non va in Russia, ma il vostro movimento resta di altissimo livello. Quest’amichevole potrebbe essere una semifinale o una finale mondiale. L’Italia ha pagato un gruppo eliminatorio durissimo e la formula dei playoff». Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. Higuain al ventiduesimo gol stagionale e con l’esultanza ormai dichiarata: quella con la mano alla fronte, il saluto marziale. Comandante Pipita. Gonzalo è in una forma che non puoi raccontare ma vedere sì. «Te gusta parlare eh...?», esce sorridendo e prendendo amichevolmente in giro Pjanic mentre parla in mixed zone. E Pjanic ha appena parlato di lui. Descrivendolo per tutto ciò che sta facendo: gol, assist e anche quell’avvitamento spaziale che ormai è diventato un marchio di fabbrica del centravanti che si mette spalle alla porta agevolando la squadra a salire. «Pipa – dice Pjanic – è importante anche nell’impostazione del gioco, non tanti attaccanti riescono a giocare così, tecnicamente ci sa fare ed è bravo per aprire il gioco, per dare soluzioni, gli assist li fa, “sente” il calcio. Contro l’Atalanta, per Higuain, è gioia pura: le ha segnato 8 gol in 10 partite di Serie A. E se questa è la punta dell’iceberg, il non visibile è un’applicazione maniacale per tutto ciò che è cura del proprio lavoro e dello stato di forma. Fra poco Gonzalo Higuain diventerà papà: si vede che gioca col sorriso addosso e quel movimento utile ad aprire il raggio offensivo per i compagni che arrivano è ormai diventato un «must». L’assist fatto a Dybala a Wembley è movimento in rapidità che colpisce chi non capisce; ieri sera, contro l’Atalanta, non ha messo in piedi lo stesso tipo di lavoro ma la stessa sveltezza di esecuzione sì.A Londra assist e gol, ieri pure: la crescita nazionale e internazionale pare arrivata. «Qualunque rivale di Champions – ha detto Higuain nei giorni scorsi –, sarà difficile da affrontare, ma lo saremo anche noi per le nostre avversarie. Questa squadra ha cuore, per questo non ci arrendiamo mai». Pipita ha passato anche panchine e critiche, ha sbagliato rigori, s’è rotto una mano e «sfregiato» una caviglia, gode a vedersi degno della Juventus («Sono felice di restituire alla Juve molto di quello che mi dà»). Alla centunesima gara interna dell’Era Allegri, Pipita segna il gol numero 110 in A. È attore e spettatore. È centravanti e regista. E ha spinto il Napoli a meno quattro. «La storia la scrive chi vuole sempre di più» ha scritto due giorni fa su Instagram. Comanda Pipita. La Gazzetta dello Sport
  8. Dybala-Higuain (31 gol in Serie A), la coppia tutta argentina della Juventus, rappresenta oggi in Europa uno dei pezzi forti del calcio di questa stagione. Altre grandi coppie stanno conquistando il continente, Salah-Firmino del Liverpool (37 gol), Kane-Son del Tottenham (36), Aguero-Sterling del Manchester City (36) in Premier League, Lewandowski-Wagner del Bayern Monaco (30) in Bundesliga. In Italia solo la Lazio ha una coppia con più gol (33), ma in quel caso si passa dalle 24 reti di Immobile alle 9 di Milinkovic-Savic: Ciro fa coppia da solo. Da tre partite, Higuain e Dybala stanno decidendo le sorti della Juventus. Tra le quali, quella contro la Lazio: 1-0 al 93' di Dybala col sedere per terra. E’ stato il gol più lungo dell’anno, visto che il suo effetto maligno si è protratto fino al San Paolo dove ha prodotto (o almeno ha contribuito a produrre) la sconfitta del Napoli contro la Roma, appena tre ore dopo. Per costituzione fisica e caratteristiche tecniche, viene facile paragonare Dybala-Higuain a una memorabile coppia-gol della Juventus, Sivori-Charles. La tecnica di Omar al servizio dello spettacolo e di quel gigante gallese che di testa batteva tutti. Sivori creava, Charles segnava. Nel ’57- 58 (10º scudetto bianconero) segnarono 50 gol, nel ’59-60 (11º scudetto) arrivarono a 51, nessun’altra coppia bianconera è salita così in alto e difficilmente ci riuscirà anche quella di oggi. A 49 erano arrivati qualche anno prima Hansen e Boniperti, in due diversi campionati, nel ’49-50 (8º scudetto della Juve) e nel ’51-52 (9º scudetto). Del Piero e Trezeguet hanno fatto la storia più recente. Come Sivori e Charles, come Dybala e Higuain, un trequartista-seconda punta piccolo (diciamo un non gigante) e un centravanti dal fisico imponente. Hanno segnato 41 gol nel 2007-08 (Juve al 3º posto) e appena uno in meno nel 2001-02 (scudetto bianconero), quando il francese chiuse la stagione con 34 gol realizzati in tutte le competizioni. Dybala e Higuain si sono ritrovati nel momento decisivo della stagione per stabilire la differenza fra la Juve e le altre. Fonte: Il Corriere dello Sport
  9. Finalmente un tango europeo in HD. L’uno-due spietato della coppia argentina può essere la scossa. Adesso la Juve fa paura a tutti... Gonzalo Higuain è a bordo campo e fa l’ultimo scatto della serata per abbracciare i compagni. Ci sono notti in cui basta un lampo per riportare la Juve dalla versione slow in alta definizione. Bastano i 4’ da marziani della coppia in HD, perché i campioni fanno la differenza quando serve. Higuain ha pagato il riposo forzato per la caviglia maltrattata da Sirigu nel derby: due settimane senza partite e allenamenti con i compagni tolgono brillantezza e anche un filo di lucidità. Non ha corso granché e non ha avuto molti palloni da sfruttare, però ha trovato la porta sull’assist di testa di Khedira e poco dopo ha aperto il campo a Dybala per il 2­1. Gol e assist in una serata senza paillettes, anche questo significa essere un campione. Gli rimproverano spesso di non essere decisivo in Champions e lui risponde con quel pragmatismo che tanto piace al suo allenatore. Lo fa nella serata più importante, quella che proietta la Juve tra le migliori otto d’Europa, e che le permette di continuare a correre verso la finale di Kiev. Il Pipita a Wembley ha eguagliato il record di reti in una singola stagione (5) e ha raggiunto Vialli a 53 centri con la Juve. Dybala a Wembley è tornato tra le divinità europee 330 giorni dopo la doppietta al Barça. Mai serate banali, sempre occasioni molto speciali. Anche questo significa essere un giocatore fuori dal comune. «Sono certo che si ripeterà dopo la Lazio», aveva detto Beppe Marotta nel pre partita . La profezia è diventata reale quando Paulo ha raccolto l’invito di Higuain, si è portato avanti il pallone e con il suo piede preferito si è preso gioco di Lloris. Lo spot della serata è l’immagine dei due a braccia alzate: quando la Juve è in modalità HD, può oscurare qualsiasi avversaria. Fonte: La Gazzetta dello Sport Il corriere della Sera
  10. Ieri Higuain ha finalmente svolto una parte consistente di lavoro con il gruppo: si sarebbero visti movimenti impensabili fino a qualche giorno prima, una scioltezza inattesa che consente un moderato ottimismo. Tradotto: il Pipita verrà monitorato con attenzione oggi e poi, con tutte le cautele del caso, si penserà a trovargli un posto in aereo per Londra. È possibile che si accomodi in panchina come arma tattica da scatenare all’occorrenza, lasciando il ruolo di falso nove a Dybala: in fondo, l’argentino ne ha segnati due all’andata, anche se l’errore dal dischetto rischia di pesare di più. Ecco la motivazione aggiuntiva: dopo il ritorno a sorpresa tra i convocati argentini, il Pipita vuole una rivincita a sorpresa in Europa. Ieri i bianconeri si sono visti a Vinovo in un clima funereo: la notizia del giorno ha commosso tutti, da Allegri che lo allenò ai compagni di Astori in Nazionale. La preparazione della sfida a Pochettino e Kane, è comunque iniziata: i reduci della vittoria all’Olimpico si sono limitati a un lavoro di recupero, mentre il resto della truppa ha alternato esercizi di atletica, tecnica e possesso. Senza scordare l’infermeria: come per la caviglia di Higuain, anche il trauma distrattivo alla coscia sinistra di De Sciglio è ormai rientrato e fa ben sperare per mercoledì. Occhio poi a Mandzukic: ha giocato con la Lazio nonostante un affaticamento al flessore sinistro ed è uscito malconcio. Anche lui verrà valutato bene, ma a Wembley è possibile che giochi dietro a Dybala, assieme a Douglas Costa. Qualche metro davanti alla solita diga Khedira-Pjanic-Matuidi. Fonte: La Gazzetta dello Sport Gonzalo Higuain, migliora e si allena oggi prova a forzare. Ottimismo per Londra ieri ha effettuato una parte dell'allenamento con il gruppo e si prepara per l’appuntamento che decide una stagione, con la Juventus che parte dal 2-2 allo Stadium nell’andata di questi ottavi di Champions. Avere Higuain della partita diventa quindi dirimente: se Paulo Dybala l’altra sera è tornato al gol, e in maniera decisiva, poter affiancarlo al connazionale darebbe a Massimiliano Allegri molte carte in più per poter centrare l’impresa. Ieri il primo segnale positivo da Vinovo, con le sensazioni tendenti al bello emerse nel lavoro, fatto per una parte con il resto del gruppo. Se ne attendono altre negli allenamenti in programma oggi e domani, prima di spiccare il volo in direzione Londra. Higuain proverà a forzare, a mettere sempre più intensità sul campo e regalarsi così una maglia da titolare a Wembley. Progressi anche per De Sciglio, potrebbe andare in panchina. Solo affaticamento per Mandzukic, mentre Benatia è ok. Fonte: Tuttosport
  11. La caviglia fa ancora male, probabilmente succederà anche per la trasferta di Roma contro la Lazio (la sua vittima preferita). Londra? Trasferta possibilissima e intanto il c.t. Sampaoli, anche un po’ a sorpresa, lo ha ripescato per le amichevoli dell’Argentina del 23 marzo (contro l’Italia) e del 27 (contro la Spagna). «Sono felicissimo di poter tornare con la nazionale» scrive lui, soprattutto ripensando alle esclusioni per gli spareggi mondiali. Il punto della caviglia sinistra in cui Pipita ha dolore è da tenere sotto osservazione: perché «ha ricevuto una botta veramente fastidiosa ­ dice l’ad Beppe Marotta ­. Il trauma è un trauma osseo, quindi comporta da parte dello staff medico una particolare attenzione. Quindi diciamo che esiste la giusta e logica prudenza nel rimetterlo in campo, non è nulla di grave. Però preferiamo che il trauma si possa risolvere nel migliore dei modi, quindi se serve aspettare, aspetteremo». In tutto questo, almeno, Pipita torna appunto a riveder l’Albiceleste: pareva che in questa sessione di amichevoli non dovesse essere convocato al pari di Dybala («Dybala, Gomez e Icardi sono giocatori che conosciamo molto bene: vogliamo vedere altri per paragonarli. Queste due partite non sono definitive per nessuno» dice il tecnico dell’Argentina Sampaoli) e magari Pipita dovrà guadagnarsi la Russia nelle due amichevoli nonostante le assicurazioni di Sampaoli stesso ricevuteaVinovo settimane fa. Intanto, solo oggi pomeriggio si saprà se la sua caviglia lo porterà a Roma: difficile. L’obiettivo, allora, resta Londra per il ritorno contro il Tottenham di mercoledì, match per il quale potrebbe tornare a disposizione anche De Sciglio. Intanto, per Roma, Dybala candidato per la titolarità. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. Il viavai dei giocatori della Juventus dall’infermeria sembra ormai una processione. Questa volta tocca a Bernardeschi e a Higuain: detta come va detta, il primo rischia un mese di stop e il secondo salterà certamente Juventus-Atalanta di domenica prossima (25 febbraio), proverà ad esserci per il replay di Coppa Italia (il 28) ma più probabilmente per Lazio-Juve del 3 marzo, partitona scalda-motori per il match che non dovrebbe mancare, Tottenham-Juve (7 marzo). L’allarme più pulsante, in sostanza, è quello di Bernardeschi: ennesima gara piena di buonissime cose, entra al posto di Higuain, si mette a destra e macina spunti, rientri e progressioni. Fino alla sterzata-assist per il gol di Alex Sandro, altra perla in un campionato che lo ha visto incidere in maniera profonda e continuativa. Come in ogni trauma di questa entità, il responso vero lo si ha solitamente 24 ore dopo, quindi oggi se tutto va bene o domani se l’eventuale rigonfiamento si ridurrà: il ginocchio deve stare a riposo per poi essere sottoposto ad esami strumentali che indicheranno la serietà del problema. La casistica racconta che si va dalle tre settimane a un mese fino a quanto... sono stati sollecitati i legamenti. Un quiz, la durata vera, ma certamente per il ritorno contro il Tottenham Fede non ci sarà. Higuain è stato anticipato da Sirigu ed è caduto appoggiando male la caviglia. Come detto, il «9» della Juve salterà sicuramente la gara di domenica. Poi si vedrà. Da domani, almeno, Allegri potrà contare nuovamente su Mandzukic e Matuidi. «Fede e Gonzalo faranno gli esami, però sono colpi e credo non sia niente di grave»: lo dice Max, e magari avrà ragione lui. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Noi in testa, voi N'Koulou - pantarei Anche i vostri scudetti sono in bianconero - Anastasi65 Vi cancellerei pure dallo zodiaco - pantarei Complimenti ai vincitori e a tutti i partecipanti Qui per vedere il sondaggio con i voti espressi:
  14. Mister 100 contro Mister 90. Milioni. Poi c’è chi ha la clausola (valida solo per l’estero) e chi l’aveva (nel Napoli), ma è certo che – dopo il passaggio dell’Uragano Kane – Torino vivrà il pranzo più intenso degli ultimi tempi. Andrea Belotti e Gonzalo Higuain contro Szczesny e Sirigu, momenti personali diversi ma che raccontano di due resurrezioni dopo momentacci insistiti (per il granata) e un periodo di secchezza delle fauci (del famelico Pipita) ormai dimenticato. Comandano loro, là davanti. Banale forse, ma sostanzialmente è così. Entrambi hanno avuto a che fare col divano. Belotti per i due infortuni al ginocchio destro che lo hanno fermato e limitato; Pipita perché ha preso di mira i criticonzi da sedia o da sofà dopo la sua gara – roboante nella doppietta, stordente negli altri due gol falliti – contro il Tottenham. Oggi sono uno di fronte all’altro e l’impressione è che non siano proprio tipi da relax. Hanno già battagliato Gallo e Pipita, e come no: per esempio in due derby in cui Andrea ha segnato due gol, inutili entrambi (viste le sconfitte), ma sempre davanti al proprio pubblico, nel quartiere granata del Grande Torino. E Gonzalo? Mica ha scherzato in questi derby: tre gol totali e uno pesantissimo, quello dello scorso anno, Juventus Stadium, 6 maggio, il Torino che conduce la gara, tutti con addosso l’idea che il fortino venga violato dopo una vita e invece arriva lui, subentrante al minuto 34ein gol al novantesimo per un 1­1 che lascia intatta l’incolumità dello stadio juventino. Ora Andrea Belotti cerca la rete numero 50 in serie A e Gonzalo Higuain ha appena raggiunto il tetto dei 20 gol stagionali: numeri tondi, considerando poi che in tutta la loro vita granata e juventina Belotti e Higuain hanno una percentuale realizzativa diversa: il simbolo del Torino attuale ha giocato da titolare 81 partite, segnato 43 gol e quindi la percentuale realizzativa tocca il 21%; il centravanti bianconero ha disputato 54 gare dal 1’, infilato 38 volte la rete e la sua percentuale da gol dice 24%. Non male anche le cifre dei falli subiti: 3,2 di media per Belotti e 1,1 per Higuain. Oggi Belotti ha una forma fisica ritrovata assieme allo slancio, quello di un tempo: gli infortuni sono nel cassetto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. I due gol segnati in questa Champions League sono stati pesanti, quelle reti infilate contro l’Olympiacos e a Lisbona contro lo Sporting hanno di fatto regalato più morale, certezze e chance a questa Juventus arrivata seconda nel Gruppo D dietro al Barcellona. Pochi ma buoni insomma, e in fondo è il Bignami di Champions del nuovo sistema-Higuain, nel senso «che sono pronto anche a segnare meno gol degli anni scorsi ma più pesanti» ha detto il Pipita dopo lo sblocco in campionato contro il Chievo il 27 gennaio scorso. Il primo sigillo, quello ai greci, Higuain lo mise dentro alla seconda giornata di Champions—quindi dopo la legnata del Camp Nou, 0-3 — e soprattutto alzandosi dalla sua seconda panchina di fila: gara che non si sblocca e la frantuma lui (assieme a Mandzukic) nove minuti dopo aver messo piede in campo. Resurrezione. Il secondo gol, al do Dragao, permise alla Juventus di mantenere lo Sporting a «meno-3» in classifica con lo scontro diretto a favore e a due giornate dalla fine del Girone. Reti toste, ciò che la Juve adesso gli chiede in un Ottavo elettrico, Kane davanti e la necessità di mostrare al popolo-Juve, al Tottenham e allo stesso rampantissimo Uragano che l’età ha un peso, l’esperienza conta e la Juve (possibilmente) di più. Il momento di Pipita fa pensare a un magic-moment: ha appena tagliato il traguardo dei 50 gol in maglia juventina in una stagione e un po’. Botti. Rispetto a Kane, Higuain ha una media un po' più bassa in Champions (0,27 a 1). È proprio e pure per questo che Pipita deve darsi un vestito europeo, «spaccare» la Champions: una edizione fa, Golzalo trascinò la Juve a Cardiff piazzando una doppietta squassante al Monaco. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. La partita di Gonzalo Higuain a Bergamo, in Coppa Italia, è stata una gigantografia. Un sunto in versione XL di tecnica, esercizio fisico, sacrificio, spietatezza, dialogo coi compagni, perfezione sfiorata. «Può anche fare meglio», dice Max Allegri con la faccia seria, e forse il fatto di incontrare il Sassuolo al quale Pipita ha segnato anche due doppiette, beh, è la soluzione della stimolante risposta del tecnico della Juventus. Pipita ha sviluppato il senso della squadra e della partecipazione, alla Juventus. Non che al Napoli non giocasse per gli altri ma qui si è visto meno col viso davanti alla porta rispetto agli anni al San Paolo. «Se mi chiedono di correre o di fare il regista offensivo lo faccio – disse Pipita dopo il gol vittoria al Chievo –: ma è chiaro che correre tanto e spendere energie non aiuta a segnare quando ti trovi davanti alla porta». E infatti, quando Allegri lo ha rimesso di fronte al senso del gol, Pipita ha ricominciato a segnare. Forma fisica e qualità, qualunque modulo Allegri cambi lui c’è. «Se oggi è ancor più imprescindibile di ieri? Higuain è sempre imprescindibile», dice Max, ed è un ribadire che la centralità dell’attacco è sua. Quello step in più fatto contro l’Atalanta ha ulteriormente allargato le competenze dell’argentino che cerca la convocazione a Russia 2018 dopo le rassicurazioni di Sampaoli, ospite a Vinovo qualche giorno fa. Sessantanove palloni giocati a Bergamo danno il senso dell’evoluzione del numero 9. Successe qualcosa di simile già a Udine, quando la Juventus vinse 6­2, ma in quel tabellino non comparve mai il suo nome. «La sua partita – disse allora Buffon – andrebbe fatta vedere per 24 ore al giorno a Vinovo». Quella frase colpì molto Higuain. Che adesso – a quota 14 gol stagionali – ha nel mirino Sassuolo, Fiorentina e ovviamente Tottenham: i 10 giorni del Pipita, per riuscire a sfondare finalmente fra i Campioni, iniziano alle ore 15. Ai neroverdi, Pipita ha infilato 5 gol con Napoli e Juve: due doppiette (la prima del 16 gennaio 2016, al San Paolo; l’altra del 10 settembre 2016 con i bianconeri), più un gol di un anno fa, 29 gennaio 2017, SassuoloJuve 0­2. Quest’anno, all’andata, è invece rimasto a secco. Rivincita. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. Al tramonto della partita del Bentegodi, il Chievo era ben disposto nel concedere spazi alla Juve. Così Gonzalo Higuain ne ha approfittato per uscire dal cono d’ombra in cui si era infilato e tornare alla luce: il gol di testa ha interrotto un digiuno lungo come pochi altri in carriera. L’esultanza mancava in campionato da 706 minuti, dalla notte in cui aveva ammutolito il San Paolo. In mezzo,solo un altro colpo in Coppa Italia contro il Genoa e così, nel complesso, nelle ultime cinque gare era rimasto misteriosamente all’asciutto. E non è che in questo periodo il Pipita sia stato con le braccia conserte: la punta argentina ha corso, lottato e dato l’idea di essere utile alla causa a prescindere dal guizzo sotto porta. Eppure Gonzalo si nutre di gol e quella mancanza aveva provocato una certa apprensione pure a lui. Per questo il gol al Chievo è comunque importante e pazienza se sia arrivato quando la squadra di Maran aveva già abbandonato la nave. Prima, il Pipita era sembrato nervoso e poco incisivo: in 11 contro 11 aveva sofferto maledettamente la marcatura ermetica di Dainelli e, a parte un tiro nel primo tempo, tutti i tentativi di sgomitare vicino alla porta di Sorrentino avevano fallito. Neanche in 10 la situazione era migliorata, poi ecco quel cross tagliato di Douglas Costa. «È nelsangue di un attaccante fare gol, ma sono sempre sta to tranquillo – ha detto –. Forse nelle ultime partite facevo un lavoro diverso allontanandomi più dalla porta, ma mi adatto a quello che mi chiedono». Numeri e moduli fin qua avevano evidenziato questa nuova vita di Higuain, più altruista e meno egoista. O meglio, meno stoccatore. Come se la presenza alle sue spalle di due scudieri (e non tre) lo portasse a incidere meno sotto porta. Ieri subito dopo il gol è finito in panchina e non è stata una crudeltà secondo Allegri: «L’ho tolto solo perché era già ammonito e non mi sono neanche accorto se non mi ha dato la mano», ha ammesso. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  18. Segni al Napoli e poi ti areni. Gonzalo Higuain ha esultato l’ultima volta in campionato al San Paolo (1° dicembre 2017), poi per cinque partite ha festeggiato solo le reti altrui.Dev’essere il prezzo da pagare per il gol dell’ex, visto che già l’anno scorso il Pipita scontò la rete agli azzurri con quattro turni di astinenza. La sosta lo ha rigenerato e ha aggiunto serenità a un periodo già molto felice nel privato (grazie all’amore rinato con la ex Lara); l’obiettivo è ritrovare anche il gol perduto, perché per quanto Higuain abbia subìto una mutazione genetica nell’ultima stagione, trasformandosi da bomber seriale ed egoista in attaccante con forte vocazione al sacrificio e al servizio della comunità, nessun centravanti sopravvive a lungo senza segnare. Anche per migliorare la media stagionale, visto che il Pipita non era mai stato così poco prolifico nei suoi anni europei. I dati statistici parlano di una rete ogni 177 minuti, ovvero una ogni due gare giocate. Ancora peggio del primo anno al Real Madrid (2007­08), quando dopo lo stesso numero di partite viaggiava alla media di una ogni 160 minuti. Al Napoli la stagione peggiore fu il 2014­-15 (una ogni 154 minuti), alla Juventus aveva abituato i tifosi a un gol ogni 101 minuti. L’annata top è stata il 2011­-12, quando in Spagna arrivò a gennaio con la media di uno ogni 59 minuti. Le cifre lo confermano: il Pipita versione 2017-­18 è sopra la media ruolo per palle recuperate (3.11 a partita), contrasti vinti (0,58), occasioni create (1,11), passaggi positivi (18,16) e sponde (3). Un esempio per tutti: così l’ha definito Gigi Buffon dopo la gara con l’Udinese (6 gol della Juve ma nessuno del Pipita) per spirito di sacrificio in un momento delicato. Fonte: La Gazzetta dello Sport