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Deborah J

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  1. Deborah J

    Centrocampo a posto oppure no?

    Se ne può parlare nel topic con l'articolo a riguardo
  2. Test: «Hai 10’ per convincere un uomo a seguirti a 1.600 km di distanza. Che gli dici?».Vieira, presidente del Benfica, si è sottoposto alla prova ieri ma ha un vantaggio: l’uomo è Perin e lui può dargli un contratto vicino, forse superiore, ai 2,5 milioni a stagione. Così è più facile. Vieira è volato a Torino e spera di tornare col contratto del suo nuovo portiere. Si è attivato Rui Costa, d.s. E l’allenatore Lage. Mattia ha preso atto e ha deciso: a meno di sorprese andrà a Lisbona. E nell’operazione può entrare Joao Ferreira, terzino destro di 18 anni, arriverebbe in prestito con obbligo di riscatto.La Juve incassa una cifra sui 15 milioni, che si aggiungono ai 29,5 per Spinazzola, ai 15 dal Bologna per Orsolini, ai 6 dal Sassuolo per Rogerio. Il tesoro? L’altro portoghese La Juve dovrebbe continuare con un obiettivo:fare cassa per alleggerire il peso dell’investimento De Ligt e facilitare la seconda parte del mercato.Quella che gira attorno a Icardi e Chiesa.Icardi piace da tempo, la Juve ora non vuole affondare ma in futuro… chissà. Non è un mistero che il 9v eda solo bianconero. Chiesa parlerà presto con Commisso e decideranno se Fede resterà viola. La Juve spera di trovare un accordo con Cancelo e Higuain. Da Cancelo dovrebbe ottenere di più: tramontata l’ipotesi «40 milioni più Danilo» col City, bisogna trovare una nuova soluzione, a Manchester o altrove. Higuain resta la chiave: venuto meno l’incasso per il 2° anno di prestito che pareva garantito dal Milan (o dal Chelsea), il rapporto cammina su un filo sottile.La Roma lo vuole ,la Juve spera di cederlo o prestarlo, Gonzalo vuole restare. Il fratello agente Nicolas dovrebbe essere in queste ore a Torino. Il resto è questione di chance, a meno che non arrivi un’offerta per uno come Bonucci, Rugani o Douglas Costa. I 7 centrocampisti in rosa sono troppi e i candidati alla partenza paiono Khedira e Matuidi. Più semplice incassare dal francese, ma in entrambi i casi la Juve perderebbe un giocatore di grandi qualità ma ingaggio pesante. Mandzukic potrebbe restare per giocarsi un posto. Al netto della decisione su Kean, contratto in scadenza nel 2020, le altre situazioni dipendono dai progetti. Luca Pellegrini lascerà la Juve – può tornare a Cagliari–,Pjaca aspetta la metà di agosto,quando potrà tornare ad allenarsi. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. L’ETERNA RIFLESSIONE. Icardi non scherza quando ai suoi amici più cari confessa che vorrebbe andare fino in fondo al contratto, scadenza 30 giugno 2021. E’ la frustrazione, meglio: la reazione di chi vede il mondo al contrario, si sente penalizzato e profondamente offeso, come se certe cose non fossero dipese dai comportamenti e dagli atteggiamenti di chi gli sta accanto. Icardi è troppo intelligente per non intuire che restare fermo per tutta la durata del contratto significherebbe arrivare alla non tenerissima età di 28 anni con almeno tre stagioni alle spalle da zero virgola zero. Come se non fosse bastata l’ultima ai margini, tra la storia della fascia e delle decisioni del club di rinunciare a lungo alle sue prestazioni. Tre stagioni - quella appena trascorsa e le prossime due - da zero in profitto significherebbero rinunciare a un futuro e decidere praticamente di salutare il calcio che conta. Quindi L’ATTESA DI JUVE E NAPOLI. Marotta e Ausilio sanno che Paratici è alla finestra come quel gattone che, consapevole di avere la preferenza del diretto interessato, aspetta le condizioni favorevoli per balzare sulla preda. Quando diciamo “preferenza del diretto interessato” ovviamente scardiniamo il concetto precedente, ovvero l’attuale predisposizione di Icardi di dire no a tutto e a tutti. Il tempo non soltanto lava le ferite, ma consente di ritrovare quelle motivazioni che oggi sembrano lontane diecimila chilometri. La Juve non ha fretta anche per questo, sa che siamo appena al 16 luglio, sta gestendo le altre situazioni in uscita, si prepara ad accogliere De Ligt, penserà agli esuberi cercando di capire quali saranno le decisioni di Higuain. La Juve non valuta Icardi 70 milioni, pensa soltanto che con il tempo l’Inter dovrà ridimensionare le richieste. E proprio su quest’aspetto l’Inter cerca di resistere, sapendo che le condizioni deve farle la società che cede, non quella che acquista. All’interno di questo fumettone, il Napoli - malgrado le ovvie smentite di DeLa - ci sta provando semplicemente per il dovere professionale di chi ha l’obbligo di non dover lasciare qualcosa di intentato. Il Napoli sa che, per mille motivi, tra l’azzurro e il bianconero Mauro andrebbe sul secondo colore. Ma siccome le dinamiche sono da chiarire e da stabilire, vale la pena di provarci tra incontri segreti e proposte di ingaggio vicine alla doppia cifra. Il Napoli è nel bel mezzo dell’intrigo James, ma Ancelotti non disdegnerebbe due attaccanti: ecco perché la frenesia resta alta per non avere scrupoli quando Icardi uscirà dalla fase di profonda riflessione. Fonte: Il Corriere dello Sport
  4. Maurizio Sarri e la Juve stanno usando la palla per conoscersi. La cara vecchia sfera è presente più di prima nel ritiro: non solo sudore e fatica alla Continassa, ma subito tecnica e tocco. Il perché è ormai noto: una nuova vocazione alla bellezza, la sfida estetica che ha portato il tecnico toscano sulla panchina dei vecchi rivali. Pareva la nemesi della Signora, ora Sarri ne è il profeta. E, con l’aiuto del mercato, sta dando forma a una Juve di grana finissima. Qualità alta per un bene altissimo: la vittoria, da raggiungere soprattutto grazie a Cristiano. Insomma, i piedi buoni crescono e sono al servizio del re: se in passato CR7 ha spesso dovuto risolvere da solo, quest’anno dovrebbe trovare maggiore assistenza, a partire da un centrocampo più tecnico. Un nuovo principe Pure il ragazzo timido presentato ieri allo Stadium ha invocato il «bel gioco» come missione. Nel dettaglio,Ramsey ha spiegato quanto amerebbe avvicinarsi più possibile al sovrano portoghese: «Mi piace fare gol, fornire assist, stare vicino all’area», ha detto ieri. Marchisio ha benedetto il passaggio di consegne: l’8 di principesca memoria cade su larghe spalle gallesi, Ramsey dovrà riprodurre gli inserimenti offensivi del miglior Principino. Sarri può usarlo come mezzala assaltatriceotrequartista: quando inizierà a stare nel gruppo, capirà a che ruolo è destinato. Nobiltà e lotta Sarri vuole avvicinarsi a Ronaldo per gradi, cercando nuove armonie già in difesa. De Ligt aggiungerà l’abitudine a giocare la palla fin dai primi metri, come da ortodossia del tecnico toscano: all’Ajax certe regole le ingoi da bambino, a colazione assieme ai cereali. In mediana, invece, si staglia ormai il profilo elegante di Adrien Rabiot, centrocampista che fa dell’estetica una religione: con le movenze mancine regalerà grazia alla nuova mediana di Sarri. Non a caso, il francese coi riccioli lo chiama no «Duca», mentre il gallese, meno voluttuoso, ha un soprannome bellico: «Rambo». Nobiltà e combattimento, muscoli e bellezza. Ma anche duttilità e abitudine ad attaccare: in mezzo si parte da qui. Stuzzicanti novità Il progetto di rendere Pjanic un regista totale. Il Bernardeschi da specializzare in un solo ruolo dopo due anni in cui l’azzurro ha dovuto cambiare vestito in base alla cerimonia. Le novità che il mercato potrebbe portare sulle fasce, unite all’esuberanza di Cuadrado come terzino destro, stanno regalando suggestioni sparse questi primi giorni di ritiro. Due idee, però, a Sarri stanno particolarmente a cuore: rimotivare il Paulo intristito, far ripartire le quattro ruote motrici di Douglas. Non a caso, Dybala e Costa sono due dei giocatori citati con Cristiano nella sua prima conferenza: quasi una dichiarazione di intenti. Si riparte da gente con doti tecnica superiori alla media: l’argentino potrebbe così essere avvicinato alla porta, il brasiliano somiglia al prototipo di ala sarriana. Evviva il re Pure Ronaldo osserva con curiosità questa architettura nascente. I suoi post di Instagram, che catturano frammenti di allenamento e vita di famiglia, sembrano quelli di sempre, ma qualcosa è cambiato anche per lui. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. In fondo è solo un gioco: «Relax» scrive Nicolò Zaniolo su Instagram, mentre si diverte con un amico alla playstation nella casa di La Spezia. Se non fosse un messaggio spontaneo, la comunicazione social di un ragazzo di vent’anni, verrebbe da pensare a una strategia: qualunque cosa accada di qui in poi, Zaniolo la vivrà in totale serenità. Perché preoccuparsi, in effetti, quando la tua giovane carriera è sospesa tra Roma, Juventus e Tottenham? Comunque vada, ci saranno discrete premesse per raggiungere la felicità INCASTRI. Di sicuro oggi non c’è assolutamente nulla. Ma nelle ultime ore, tra il gesto di Zaniolo di rientrare prima (giovedì prossimo) dalle vacanze e le parole distensive pronunciate ieri da Petrachi, un riavvicinamento formale con la Roma c’è stato. Resta nella testa del giocatore il dispiacere per il trattamento mediatico ricevuto, evidentemente, e per il contratto che ancora non c’è nonostante una vecchia promessa di Monchi (2 milioni netti per cinque anni). Però la situazione si è incartata su un dettaglio non banale: le offerte. Senza i soldi che servono per una conveniente separazione, Zaniolo e la Roma non possono salutarsi. Ieri Baldini ha incontrato il Tottenham a Londra per parlare anche di Alderweireld, sperando di chiudere uno scambio che contenesse anche il cartellino di Zaniolo. Ma non è andata come la Roma avrebbe desiderato. O meglio, i 23 milioni più Alderweireld sono stati considerati non suű cienti, perché basati su una valutazione incongrua del belga: 28 milioni, quelli della clausola. Dunque stop alla trattativa. AMMICCAMENTI. Per ora, eh, beninteso. Perché Zaniolo non è rimasto insensibile davanti alle lusinghe, tecniche ed economiche, che il Tottenham ha manifestato: un contratto di sei anni a cifre molto più alte di quelle di Roma e Juventus sono una ragione suű ciente per valutare. E magari accettare. Inoltre, Zaniolo ha capito che la Roma non lo ritiene indispensabile nel 4-2-3-1 di Fonseca: per trovare un posto in squadra dovrebbe probabilmente spostarsi sulla fascia, in una posizione poco adatta alle sue caratteristiche. E con la Juventus di Ronaldo che rimane sullo sfondo, pronta a farsi avanti sin dai famosi pizzini di Paratici, è difficile per lui non ritenere probabile l’addio. E’ bene tralasciare invece l’Arsenal in questo discorso perché la telefonata di Emery al procuratore Vigorelli è arrivata un po’ in ritardo rispetto alle altre. E comunque, se deve lasciare la Roma, Zaniolo preferisce giocare in Champions League. Fonte: Il Corriere dello Sport
  6. Matthijs de Ligt questa sera sarà a Torino perché il cambio di maglia è un fatto: basta Ajax, il giovane difensore più forte del mondo adesso è della Juventus. Il colpo, se non suona blasfemo, è la seconda puntata perfetta dopo Ronaldo 2018: MDL è uno dei principali giocatori emergenti d’Europa, un diciannovenne che gioca almeno alla pari con tutti e si sente pronto per diventare il monarca delle aree di rigore.Comincerà al fianco di Chiellini o Bonucci, qualche volta di Rugani o Demiral, compagni ma anche concorrenti in uno dei reparti più profondi del mondo. La miglior difesa… Le tappe delle prossime ore sono scritte: in serata le prime foto, domani mattina le visite mediche, giovedì la probabile presentazione prima della partenza della Juve per la tournée in Cina. Le cifre dell’operazione, quasi: De Ligt costerà circa 75 milioni e avrà un contratto pesante. Un contratto con una base fissa, inizialmente di 8 milioni poi destinata a salire, e bonus per arrivare a 12. Semplicemente, fuori scala per il campionato italiano. Semplicemente, un modo per marcare ancora una volta la differenza tra la Juve e le altre squadre del campionato italiano in un’estate piena di investimenti sui difensori. L’Inter ha puntato su Godin, il Napoli ha aggiunto Manolas a Koulibaly, la Juventus risponde con un semifinalista di Champions strappato al Barcellona – perso nei pensieri su Griezmann e Neymar – e al Psg, l’ultimo avversario rimasto in corsa. Una dimostrazione di forza che suona come una dichiarazione: la Juventus, oggi, è già per considerazione internazionale tra le prime cinque squadre al mondo. Juve giovane De Ligt è un colpo europeo, studiato per vincere in Europa. Un giocatore col corpo da cyborg, programmato per le grandi battaglie di Champions, con la personalità per comandare anche in uno spogliatoio complesso come quello juventino. Meglio di così, sulla carta, impossibile. Marc Overmars, che l’Italia ricorda per le corse sulla fascia ma vent’anni dopo orienta il mercato dell’Ajax, nella giornata di ieri aveva parlato di garanzie bancarie mancanti. Le banche però hanno fatto il loro dovere in serata – le garanzie dona come una dichiarazione: la Juventus, oggi, è già per considerazione internazionale tra le prime cinque squadre al mondo. Juve giovane De Ligt è un colpo europeo, studiato per vincere in Europa. Un giocatore col corpo da cyborg, programmato per le grandi battaglie di Champions, con la personalità per comandare anche in uno spogliatoio complesso come quello juventino. Meglio di così, sulla carta, impossibile. Marc Overmars, che l’Italia ricorda per le corse sulla fascia ma vent’anni dopo orienta il mercato dell’Ajax, nella giornata di ieri aveva parlato di garanzie bancarie mancanti. Le banche però hanno fatto il loro dovere in serata – le garanzie dovrebbero arrivare questa mattina - e Matthjis presto parlerà da juventino. Non come domenica sera quando, fermato in un supermercato, aveva evitato di commentare il suo futuro. Il futuro della Juve, invece, sembra assicurato da un mercato giovane, che ha portato anche Rabiot, Demiral, Pellegrini, per non parlare delle operazioni con Romero, preso e lasciato al Genoa, e Traore, giocatore del Sassuolo che la Juve controlla. Fonte: La Gazzetta dello Sport Un anno fa, la due giorni di Cristiano Ronaldo. Il 15 luglio il segretissimo arrivo in una Torino semi deserta, di domenica pomeriggio, nel bel mezzo della finale di Coppa del Mondo. Lunedì 16 luglio visite mediche e conferenza stampa di presentazione, evento di portata mondiale senza precedenti almeno per che riguarda la storia della Juve. Attesa spasmodica un anno fa, estenuante quella che si è respirata nella Torino bianconera per l'arrivo di Matthijs De Ligt. Ma l’attesa è finita: il difensore olandese dell'Ajax non è ancora atterrato all'aeroporto di Caselle e lo farà oggi, rimandando a domani le visite mediche. L’affare da 75 milioni (la cifra che incasserà l’Ajax) è cosa fatta. LE CIFRE. Non che la dichiarazione sulle garanzie bancarie possa aver fatto particolarmente piacere dalle parti della Continassa, ma l’uscita di Overmars è stata comunque superata dagli eventi. Con la Juve che trasformerà De Ligt nel CR7 della difesa bianconera: 75 milioni all'Ajax, oltre 10 milioni di commissione all'agenzia di Mino Raiola, 7,5 milioni netti a stagione per De Ligt con bonus accessibili che permetteranno al giocatore di toccare facilmente la quota da 12 milioni l'anno con tanto di clausola rescissoria variabile a partire da 150 milioni di euro. Ce n'è abbastanza per giustificare la complessità dei contratti redatti tra Torino e Amsterdam e un'attesa ormai finita. Fonte: Il Corriere dello Sport
  7. Mauro Icardi è sempre più lontano dall'Inter. Il che lo porta sempre più vicino alla Juve. Nonostante il club bianconero tenti in ogni modo di far trapelare un disinteresse almeno apparente, ci sono i campioni d'Italia ad occupare la prima fila in questo controverso spettacolo che sta andando in scena. La volontà della Juve è chiara, far capire come dietro la rottura tra Icardi e l'Inter non ci siano le manovre bianconere. Che poi ad approfittare di questa situazione ci possa essere la Juve sarà una conseguenza, non la causa LA STRATEGIA. La strategia della Juve è chiara: aspettare. Rispetto a quanto succede in casa Inter, i rapporti con Wanda Nara sono distesi, i contatti con gli intermediari continui. Ma la posizione della Juve per ora non può cambiare: Icardi piace, è sempre piaciuto, ma non c'è spazio né a bilancio né in organico. Per ora. Adesso la priorità di Paratici e Nedved è quella di dedicarsi al mercato in uscita. In attesa di capire quale ruolo possa avere Paulo Dybala con Maurizio Sarri ecco che si lavora per definire le partenze di almeno due tra Gonzalo Higuain, Moise Kean e Mario Mandzukic. Soltanto in seguito la Juve potrà uscire dalla fase di attesa, approfittando di una valutazione in caduta libera del cartellino di Icardi: qualche settimana fa sembrava dovessero servire ancora 60 milioni (almeno), ora si ragiona su una prima offerta da 35-40 milioni. CONDIZIONI. Anche grazie alla sponda che proprio Icardi sta fornendo alla Juve, rappresentata dalla volontà di non allontanarsi troppo da casa, ribadita anche da tutti quei «No, grazie» rifilati in ordine sparso ad Atletico Madrid, Roma e Napoli, solo per citare alcuni dei club che hanno bussato alla porta di Maurito e dell'Inter. Pure questo fa parte dello show che la Juve continua a godersi in prima fila, aspettando il momento di salire in scena. Alle proprie condizioni, che per ora continuano ad escludere ogni ipotesi di scambio, che si tratti di Dybala o meno. L'Inter e Icardi si fanno la guerra, la Juve osserva e aspetta il momento giusto. Fonte: Il Corriere dello Sport Sarà possibile battere altri colpi, certo, ma ora inizia l’era della prudenza, la fase 2 del mercato bianconero: dopo l’affarone De Ligt, da sommare ai parametri zero Ramsey e Rabiot,urge vendere per finanziare future operazioni. Federico Chiesa e Mauro Icardi, sempre loro: ecco i sogni, neanche troppo nascosti. L’inseguimento sarà lento, la guerra di posizione con Viola e Inter appena iniziata. Fede e Mauro Lo sfoltimento della rosa,unpo’ per far posto ai nuovi in lista e un po’ per reperire risorse, si concentrerà soprattutto tra mediana e attacco. Sami Khedira e Blaise Matuidi, fedelissimi dell’era allegriana, hanno posizioni meno solide di un tempo: il tedesco è richiesto tra Turchia ed Mls, occhio poi a un romantico ritorno parigino per il francese. Mattia Perin, invece, ha ormai scelto: andrà al Benfica in prestito con obbligo di riscatto per una cifra non lontana dai 15 milioni. A dover «uscire» però sono soprattutto Gonzalo Higuaine Mario Mandzukic, anche perché in attacco la Juve ha altre idee più «futuribili». Il mirino dei dirigenti punta a Federico Chiesa, esterno legato da una mezza promessa di amore con la Juve, considerato perfetto per Sarri. Il tecnico toscano ha già una batteria di esterni di gran pregio, ai quali aggiungere un Paulo Dybala da rivitalizzare e ricollocare tatticamente. Certo, se il centravantone croato e quello argentino si accasassero altrove, ci sarebbero spazio e denari per trasformare in realtà la suggestione Icardi. Serviranno tempo e pazienza: non è neanche detto che sia questa la sessione giusta. La Juve ha dimostrato di saper guardare oltre all’immediato: i primi pensieri su De Ligt, ad esempio, risalgono a un paio di anni fa. Non esiste la perfezione su questa Terra, ma la programmazione sì. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Ciao Cancelo. Ogni pedina mossa in questa fase deve tenere in considerazione le liste, delicata questione: al momento sono arruolati in 25 (non considerando Pjaca) e, in base alle regole e alle caratteristiche della rosa, i bianconeri «usabili» per la Champions sarebbero 22 più il solo Kean in lista B Uefa. Tradotto: per evitare di escludere qualcuno, bisogna venderne due, anzi tre, visto l’innesto di De Ligt. E per sommare eventuali campioni, il numero di cessioni dovrebbe pure crescere. Il primo con un biglietto di uscita è Joao Cancelo, ormai in parola col City: quando il club di Pep troverà una destinazione al brasiliano Danilo, potrà abbracciare il portoghese e versare 60 milioni a Torino. La Juve avrebbe la necessità di aggiungere un nuovo terzino destro, ma ha già seminato: Matteo Darmian, vecchio pallino in uscita dallo United, è allertato. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Il dopo Buffon poteva essere diviso tra Wojciech Szczesny e Mattia Perin. In realtà questa corsa a due si è trasformata ben presto in una gerarchia ben definita: titolare il polacco, ruolo da dodicesimo per l’ex capitano del Genoa. Perin ha provato a giocarsi le sue chances, ma è bastata una sola stagione per convincerlo ad andare altrove. Il fatto che il successore di Perin sia già stato individuato in Gianluigi Buffon, fa già parte di una storia clamorosa e romantica allo stesso tempo all’interno di un’altra sessione di calciomercato particolarmente intensa della Juventus. E intanto per Perin è già pronta la nuova avventura, che lo porterà in Portogallo a difendere la porta del Benfica. Già da qualche giorno era avvenuto il sorpasso sul Porto, club che aveva ormai accarezzato di poter sostituire una leggenda come Iker Casillas con un’altra leggenda come Buffon, l’offerta della Juve ha fatto saltare i piani e l’ipotesi Perin aveva così preso quota. Senza scaldare però troppo il cuore del portiere bianconero, che ha preso tempo in attesa di capire se ci fosse la possibilità di restare in Italia. Ma i vari sondaggi arrivati nelle scorse settimane, da quello della Roma a quello della Fiorentina passando per il Milan, non si sono mai trasformati in offerte concrete. Così è stato Manuel Rui Costa, ora direttore sportivo del Benfica, a riuscire a ottenere il sì di Perin: il tempo dell’attesa è finito, il portiere si è convintoatentare questa avventura all’estero, preferendo il progetto del Benfica a quello del Porto. Anche, o soprattutto, grazie proprio al forcing continuo di Rui Costa, in contatto con tinuo non soltanto con l’agente del giocatore Alessandro Lucci, ma pure con lo stesso Perin. Martedì, in un incontro che si è svolto alla Continassa tra Lucci e la dirigenza bianconera, è stato comunicata alla Juve la decisione di Perin di accettare il Benfica. Da quel momento è entrata nel vivo la trattativa tra i due club, andata avanti a piccoli passi ancora nel week-end. Fumata bianca vicina, accordo nell’aria. Ma non ancora trovata. Se la valutazione complessiva ha visto il Benfica alzare la propria offerta dai 10 milioni iniziali ai 15 richiesti dalla società bianconera, si ragiona ancora sulla formula dell’operazione. Alla fine Perin dovrebbe andare al Benfica in prestito con obbligo di riscatto in base a un determinato numero di presenze, sulla quantità delle partite necessarie per rendere definitivo il trasferimento si basa il braccio di ferro delle ultime ore: i portoghesi vogliono puntare su Perin e Perin vuole ripartire dal Benfica, ma il recente infortunio alla spalla (con conseguente intervento chirurgico) rappresenta una variabile delicata che il club portoghese pretende che non venga sottovalutata. Filtra in ogni caso solo ottimismo tra le parti, la porta del Benfica non aspetta altro che Perin. Fonte: Corriere di Torino
  10. Un anno fa, nasceva la Juve di Cristiano Ronaldo, arrivato a Torino alle 17.30 mentre il mondo si distraeva con la finale del Mondiale. Ci sono juventini che non hanno saputo fino a sera come fosse finita tra Francia e Croazia: troppo impegnati a seguire CR7. Nel 2006 nasceva Twitter e allora si può provare a dire in 140 caratteri che cosa può succedere oggi, lunedì 15 luglio 2019: «Matthijs De Ligt è quasi un giocatore della Juve. E’ atteso in Italia oggi, poi ci saranno visite (ipotesi, domani mattina), firma e annuncio». Diventerà il terzo difensore più pagato di sempre dopo Lucas Hernandez (80 milioni) e Virgil van Dijk (85 milioni), che è passato al Liverpool nel 2018enel 2019 ha cominciato gli allenamenti con il sollevamento coppe: Champions alzata nel 2019. Niente dubbi: arriva De Ligt progetta di fare lo stesso con la Juventus, che curiosa mente aprirà la stagione domenica contro il Tottenham, la squadra che a maggio ha chiuso quella dell’Ajax. Tra lui e una maglia metà bianca metà nera ci sono pochi passaggi, quelli necessari per definire al 100% l’accordo con l’Ajax. Sull’esito della trattativa però non ci sono più dubbi: il Psg si è rassegnato, il Barcellona ha detto chiaramente che il biondo non giocherà sulle Ramblas, l’Ajax lo ha messo per iscritto in un comunicato: «In attesa di un suo possibile trasferimento, Matthijs De Ligt non viaggia con il gruppo». In attesa di un suo possibile trasferimento, le spese per cartellini fatte dalla Juventus in questo mercato restano intorno ai 65 milioni: 18 per Demiral, 22 per Pellegrini, 26 per Romero. I soldi veri, però, sono quelli per MDL. Il secondo più pagato Matthijs arriverà alla Juventus per circa 70 milioni e avrà un contratto con una base fissa, consistenti bonus e forse una clausola. La base nel primo anno sarà intorno agli 8 milioni poi crescerà fino ad arrivare a 10. Una cifra importante, condizionata dai vantaggi del Decreto Crescita, che inevitabilmente condizionerà un po’ gli equilibri di spogliatoio: De Ligt guadagnerà più di tutti i compagni tranne Cristiano Ronaldo. Mino Raiola ne ha parlato con la Juve anche negli ultimi giorni: è arrivato a Milano e qui ha definito gli ultimi dettagli dell’accordo. Gli juventini a questo punto possono immaginare come si completa il loro sogno di mezza estate: le visite mediche, che se tutto andrà bene potrebbero essere domani mattina, la firma, l’annuncio, De Ligt vestito di bianconero. Questo è il finale ma questa storia inizia da lontano. La Juventus conosce De Ligt da anni e nel 2017 lo ha ospitato a Vinovo per mostrargli le strutture. Nel 2018, replay ai margini di Italia-Olanda, amichevole allo Stadium. In autunno la questione è diventata seria: la Juve ha deciso che il primo obiettivo sarebbe stato un difensore e MDL è diventato presto l’obiettivo #1. Ruben Dias del Benfica è stato per un po’ l’alternativa, poi i consensi sono calati: troppo caro, non del tutto convincente. Manolas non è mai entrato davvero in corsa - aspetti extra-calcistici... - e De Ligt si è imposto con la cavalcata Champions e il gol all’Allianz, come Ronaldo nel 2018. E allora, se paragone deve essere, che provocazione sia. Ronaldo per la Juve è stato un sogno diventato realtà ma De Ligt, se ne facciamo una questione di volontà, lo supera a destra. MDL è stato più voluto, più inseguito. Se tutto va come deve, la Juve lo raggiunge tra oggi e domani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Non c'è cosa più antipatica delle leggende metropolitane. Ah, dimenticavo che tu (e qualcun altro) vivete insieme a lui e sapete quello che mangia e beve. Sempre con queste battutacce verso chi ha vestito (e veste ancora fino ad oggi) la maglia della Juventus. Un grandissimo giocatore che ha segnato 55 gol quasi tutti determinanti e alcuni pesantissimi, viene puntualmente deriso e sbeffeggiato da alcuni leoni da tastiera in modo veramente indegno. Purtroppo la sensibilità non è una dote comune a tutti.
  12. Veramente non ho cercato nulla... ho messo quel video perchè l'aveva appena postato la Juventus su twitter. E comunque, ormai il tuo è il solito "discorso" su Dybala... per te non andava bene per il "gioco" di Allegri, non va bene per il gioco di Sarri... di conseguenza si deduce che dovrebbe cambiare mestiere, visto non va bene per il gioco di nessuno (secondo le tue teorie). Come ti ho già detto e ribadito più volte... tu vedi quello che vorresti fosse e non quello che è... con gli occhi dell'antipatia, di solito si distorce la realtà. Dybala è un giocatore straordinario che con il suo estro, il suo talento e la sua fantasia ha fatto innamorare di se gli amanti del bel calcio. Non esiste che un giocatore del genere possa essere messo in discussione come se fosse un giocatore di bassa lega (alcuni gli preferiscono Chiesa )... quando invece è il contrario. Poi pensala come vuoi, non è che il tuo pensiero cambia qualcosa sul suo futuro.
  13. Beh, nel calcio di Sarri mi sembra che Dybala vada più che bene, è stato lo stesso tecnico a dire si deve partire da lui (Ronaldo e Costa). Ora invece secondo te Paulo nel suo gioco non va bene. Chi avrà ragione tra te e lui? Ai posteri l'ardua sentenza. Ah, giusto per rinfrescare la memoria a chi parla di Dybala come se fosse una schiappa: guardare lo spettacolo, prego.
  14. Maurizio Sarri punta forte su Douglas Costa, ma sull’originale. Quello che due anni fa - stagione 2017-18 - con un finale di stagione pazzesco gli rovinò il sogno scudetto col Napoli a suon di sgasate, dribbling e assist (ben 10 da gennaio a maggio, 14 in totale). Il progetto è reale e concreto. A confermarlo sono le attenzioni che l’allenatore toscano e lo staff juventino stanno riservando all’ala brasiliana in questi giorni. Douglas Costa, niente tournée in Cina C’è un piano preciso per restituire al Comandante il miglior Douglas Costa. Piano avviato a inizio mese, con il rientro anticipato dell’ex Bayern dalle vacanze (è alla Continassa da più di una settimana), e proseguito in questi giorni con terapie e allenamenti personalizzati. Il brasiliano non ha ancora preso parte alle esercitazioni e alle partitelle con la squadra. E probabilmente non si aggregherà a capitan Chiellini e compagni prima di un paio di settimane. Sarri è il primo a non voler affrettare i tempi visti i tanti problemi avuti dall’esterno lo scorso anno. Ecco perché, come filtra dagli ambienti brasiliani, probabilmente Douglas Costa verrà esentato dalla tournée in Oriente. (...) Anche Ramsey resterà alla Continassa Strategia analoga per Aaron Ramsey, uno dei due colpacci a parametro zero del ds juventino Fabio Paratici. Il centrocampista gallese sta ancora smaltendo il brutto infortunio muscolare subito il 18 aprile in Europa League contro il Napoli. Ramsey ha iniziato le terapie con la Juventus già a maggio e si è ripresentato alla Continassa a fine giugno. Sta meglio, ma in “Casa Juve” si vuole evitare il rischio di eventuali ricadute. Proprio per questo anche Ramsey salterà la tournée in Oriente per allenarsi alla Continassa. Tuttosport.com
  15. Un anno fa Gonzalo Higuain prese al volo il treno Milan e ora va compresa la sua cautela. S’è pentito d’aver lasciato in fretta la Juve: così le dichiarazioni della Roma non lo hanno emozionato, almeno in apparenza. Sa bene che questo spostamento rappresenta per lui l’ultima grande occasione della carriera. Paratici ha confezionato per lui una soluzione economica conveniente: prolungamento sino al 2022 con un totale di 20 milioni netti nel triennio. In tal modo il suo ammortamento scenderebbe a 12 milioni a stagione, abbassando la quota del prestito per la società romanista. Il muro di Gonzalo Ma il Pipita e il suo portavoce (il fratello-agente Nicolas) prendono tempo. Magari Sarri fa il miracolo? Mah. In Argentina semmai puntano su una scelta esotica più avanti, magari a gennaio. Perciò lui non rinnovaefa muro. Un ostacolo non da poco per Paratici che, guarda caso, lo spinge verso la Roma per avere le mani libere nel restyling bianconero. Resta il pallino Icardi, ma occhio pure a Chiesa. Higuain lo ha compreso e stavolta vuole dettare lui le regole d’ingaggio. Dal suo canto la Roma deve sciogliere il nodo Dzeko con l’Inter prima di affondare i colpi con Gonzalo. Un conto alla rovescia pieno di insidie. Con gli immancabili intermediari pronti a suggerire una lucrosa esperienza in Cina, Sempre che il Tanque voglia vestire sino in fondo i panni del globe trotter. Alla Juve certo non lo ostacolerebbero. Fonte: La Gazzetta dello Sport
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