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Deborah J

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    Juventina nel sangue
  • Compleanno 4 Luglio

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    Juventus
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  1. Per confermarsi squadra che può andare oltre l’immaginazione, la Juve è arrivata all’80’ sullo 0­0 col Frosinone, 10 gol subiti e 0 fatti in 4 partite. Chi se l’aspettava dopo la poderosa prova di forza di Valencia? La spiegazione sta proprio lì: l’escursione emotiva tra una torrida notte di Champions e una serata di Serie A che si annuncia senza trappole. Le motivazioni ne risentono. È umano. Ha risolto Cristiano Ronaldo, arrivato per altro, ma nei 31 milioni ci stanno anche pratiche di provincia. Ha raddoppiato Bernardeschi, il più in forma. Alla concorrenza scudetto, troppo inferiore, non resta che augurarsi che distrazioni del genere, a ridosso della Coppa, possano ripetersi. A partire dal Napoli che ha trascorso il pomeriggio al fianco delle Signora, dopo la vittoria sul Toro, ed è pronto a guardarla negli occhi. Se il turno infrasettimanale non cambierà le distanze, sabato il Napoli tornerà a Torino con un’ipotesi di aggancio al vertice. Quel giorno capiremo di che salute gode il campionato. La notizia è che il Napoli ci arriverà non come la squadra di Sarri in mano a un altro, ma come la squadra di Ancelotti. Dopo 5 giornate, il cambio di pelle sembra terminato. Ieri Carlo si è smarcato dal passato. In tre modi. Primo: tatticamente. La conferma del 4­4­2 ha dato compattezza a una squadra che, per abitudine al pressing, rischiava di allungarsi troppo. Secondo modo: col turnover. In una trasferta delicata ha rinunciato ad Allan e Zielinski, i migliori finora. Sarri non l’avrebbe mai fatto. Ma così Ancelotti ha trasmesso fiducia a tutto il gruppo, ha fatto sentire importanti anche i Rog e i Verdi che ricambieranno. Il turnover garantisce riposo e durata. Anche per questo il Napoli di Sarri arrivava in fondo con la lingua fuori. Insigne, nella nuova posizione che gli risparmia dispendiosi presidi di fascia, può spendere con più lucidità il suo talento. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. Allegri si conferma una volta di più il miglior «correttore automatico» in Italia. Pochi allenatori come lui sono bravi a correggersi in corso d’opera. E’ Partito con un centrocampo a nostro avviso sbagliato - Can e Bentancur insieme sembrano lenti a contatto -, ma con Bernardeschi e Cancelo ha vinto la partita. L’arrivo di Cristiano Ronaldo e l’esplosione di Bernardeschi hanno tolto qualcosa a Dybala. L’argentino, ieri libero di svariare nei territori prediletti, sulla trequarti, non sembra più così determinante. Forse la questione è psicologica, prima ancora che tattica. Come se CR7 ne oscurasse il talento, che resta incontrovertibile. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Il clou della partita nel finale della ripresa, anche per l’arbitro Giacomelli. Al 33’ sugli sviluppi di una punizione di Pjanic ci prova Emre Can, ma il suo tentativo sbatte su Molinaro. Il braccio del difensore del Frosinone è effettivamente largo, ma il pallone sembra toccare la spalla. Emre Can protesta, ma Giacomelli lascia correre e non si capisce se nel frattempo si sia consultato con la Var. Comunque decisione giusta. Al 36’ Ronaldo, servito da un tiro smorzato di Pjanic, segna la rete dell’1-0. L’assistente Mondin non alza la bandierina, l’arbitro congela la decisione in attesa di delucidazioni dalla Var room, presidiata dal collega Mariani. Le immagini, ormai infallibili sui fuorigioco, dimostrano che nel momento in cui il pallone parte dal piede di Pjanic, CR7 è tenuto in gioco da Salamon. Questione di millimetri, ma il gol è buono. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. La Juventus si è felicemente infilata in una prigione dorata, legata a una sorta di dittatura. Quella di Cristiano Ronaldo. Comanda lui, proprio come comanda la Juve, che a Frosinone infila la quinta — vittoria consecutiva—e resta salda davanti a tutti in Serie A. Ma quella di Cristiano somiglia a una dittatura. Il modulo gli viene cucito addosso da Allegri, e pazienza se Dybala è costretto a girovagare per il campo, cercando la posizione migliore. Ogni punizione dal limite è proprietà privata del portoghese, e pazienza se Pjanic da posizione centrale è spesso e volentieri una sentenza esecutiva. Quante squadre invidiano alla Juventus la possibilità di stare in questa prigione, di vivere problemi di questo tipo? Facilissimo: tante, forse tutte. Del resto, sarebbe assurdo acquisire il miglior giocatore del pianeta e pensare di usarlo come un altro, del quale lui è soltanto più bravo. Si dice che all’interno della Juventus qualcuno temesse le controindicazioni che avrebbe comportato l’inserimento di un pezzo grosso come CR7. Lui sbuffa via la tensione, prima di sciogliersi in un sorriso provocato da una battuta del suo vicino Dybala. La prima palla-gol nasce da uno spunto al 7’ di Ronaldo, il cui diagonale viene smorzato da Sportiello e respinto sulla linea da Capuano. Tutti con e per Ronaldo. A partire da Allegri, che rinuncia presto alla regia di Bentancur per affidarla all’assai più rodato Pjanic. La seconda occasione più importante è ancora griffata dal Pallone d’Oro, al 27’: altro diagonale, questo sul primo palo, altro intervento salvifico di Sportiello. Si tratta del 37° tiro scoccato in A da «mister 117 milioni», uno in più di tutto il Frosinone, più che mai piccolo Davide contro l’immenso Golia. La ripresa si apre con lo stesso leit-motive. La Juve gioca con e per il suo grande accentratore, alzando ulteriormente gli esterni. Il 4- 3-3 bianconero pende dalle parti di CR7, che si fa parare un colpo di tacco dopo aver sparato un comodo pallone in curva. È in questo momento che il portoghese cede (a Dybala) la prima punizione da quando è sbarcato a Torino. Una piccola eccezione. Ma comanda lui. Vedere, per credere, il gol pesantissimo con cui Ronaldo all’82’ consegna altri tre punti alla sua Signora, felicemente prigioniera e vincente. Poi, solo poi, Bernardeschi si concede il tiro del 2-0 senza porgerlo al dittatore. Fonte: Corriere di Torino
  5. Deborah J

    [Live] Frosinone - Juventus 0-2

    Inizia alle 20,30.
  6. Deborah J

    [Live] Frosinone - Juventus 0-2

    Dai dai dai ragazzi Fino alla fine forza Juventus
  7. Nella sua eleganza dialettica, Claudio Lotito non aveva potuto immaginare che il Frosinone, da lui indicato insieme con il Carpi come «squadre che non contano un c.. e che nessuno sa nemmeno dove siano e dunque chi mai potrà comprare i diritti tivù di queste squadre», sarebbe un giorno diventato protagonista in serie A. Lotito, dunque, non poteva pensare che oggi, anzi stasera, qualcuno avrebbe pagato euro seicentottanta, in numeri 680, ai bagarini davanti al Benito Stirpe di Frosinone per assistere all’arrivo della Juventus, anzi di Cristiano Ronaldo. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, è questo il valore ed è questo il significato, forse prosaico ma sicuramente polposo, della presenza di un fuoriclasse come CR7 nella nostra serie A. Ronaldo passa dalla lacrime di Valencia allo stupore della Ciociaria che si raccoglie nello stadio frusinate per assistere all’evento. Già tre anni orsono l’arrivo della Juventus provocò fervori e bagarini pronti a incassare trecento euro per un ingresso in tribuna autorità, oggi quello è il prezzo ufficiale, di vendita per lo stesso settore ma al mercato nero il prezzo è lievitato del centotrenta per cento, l’effetto Ronaldo si fa sentire e porta denari pesanti, stadio esaurito e tasche piene di chi ha fatto e, forse, farà ancora affaroni, nelle ultime ore prima del fischio d’inizio. Cristiano Ronaldo, dunque, è la vedette sul cartellone stasera, gli altri sono i campioni in carica ma la figurina del portoghese vale doppio, anzi triplo. Gli allibratori offrono le quote per una nuova espulsione, a 17 il rosso, a 4 il giallo dell’ammonizione, anche il respiro di CR7 fa business. Nella vita si può sempre sperare in un colpo di scena. Il Frosinone fu capace dell’impresa nel pareggio a Torino con il gol di Blanchard, stasera prova il bis. Fonte: Il Giornale
  8. Paulo può giocare dietro le punte oppure da attaccante con due esterni più offensivi, come è già accaduto due anni fa, perché lui non è un centravanti puro che sgomita dentro l’area, ma un giocatore tecnico che fa muovere bene la squadra. Quindi in quel caso bisogna sistemare le mezzali e gli esterni e qualcuno deve andare a coprire l’area per fare gol. Dybala nella Juve ha fatto un po’ di tutto: seconda punta, falso 9, rifinitore. Dybala nella Juve ha fatto un po’ di tutto: seconda punta, falso 9, rifinitore. Probabile lo rivedremo trequartista con CR7 e Mandzukic. Ruolo in cui, secondo il tecnico, può diventare decisivo: a Dybala piace e probabilmente è la collocazione ideale per duettare con Ronaldo. Paulo ha sempre segnato tanto ed è portato a cercare la porta, ma Allegri lo vede da sempre più suggeritore che attaccante da oltre 20 gol all’anno, e lui è consapevole che giocando lì può ampliare il suo bagaglio ed essere più utile. Alla Juve oltre alla qualità si è alzato anche il livello di competitività: Allegri decide chi va in campo in base agli allenamenti e Dybala sa di dover essere al 100% per meritarsi il posto fisso. Dybala tra una settimana allo Stadium vuole esserci e farà di tutto per convincere l’allenatore che ha ritrovato i superpoteri di Dybalik: «Tu sei come Superman – gli ha detto in questi giorni uno dei suoi tanti piccoli amici (Paulo è l’idolo dei bambini). Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Zero (minuti) al migliore. I dati dell’ultimo campionato dicono che Mattia Perin è il più forte portiere italiano che gioca in Serie A. Anzi, che siede in panchina, perché la sua prima uscita ufficiale con la maglia della Juventus è ancora rimandata. Scartabellando le statistiche della stagione scorsa, chiusa da Perin con il 75,15% di tiri parati (ben 128 interventi in 37 partite), si scopre infatti come soltanto tre portieri con più di 20 presenze avevano fatto meglio di lui: il brasiliano Alisson (79,26%) ora tra i pali del Liverpool, l’ex bianconero Gigi Buffon (75,86%) e l’interista Samir Handanovic (75,21%). Sul podio ci sarebbe anche Pierluigi Gollini (76,47%), ma le appena 7 partite disputate con l’Atalanta rendono la statistica meno attendibile per la valutazione finale. Perin, che ha chiuso lo scorso campionato con 12 clean sheet (secondo italiano dopo Sportiello, a quota 14), ha staccato di gran lunga i suoi principali competitor per la maglia azzurra: il titolare della Nazionale Gigio Donnarumma concluse infatti con il 68,42% di interventi riusciti, il suo vice Sirigu arrivò al 71,52%. Avanti di questo passo, a sentire le ultime dichiarazioni per niente rassicuranti del ct Roberto Mancini, l’ex capitano del Genoa rischia di essere sorpassato in chiave azzurra anche da Cragno, titolare al Cagliari: «Il fatto che Perin non giochi nel suo club è un problema. Ad oggi ci sono gerarchie consolidate». Un rischio che il portiere aveva intuito e deciso di correre sin da primo momento. Dal posto fisso al Genoa al precariato alla Juventus. Perin era consapevole di partire come secondo, ma lo spazio per lui rischia seriamente di essere ridotto a una manciatina di partite di campionatoealla Coppa Italia. L’ultimo suo post pubblicato su Instagram è stato commentato dal cantautore londinese Jack Savoretti, origini liguri e cuore genoano: «Sii forte, amico», è l’incoraggiamento al bianconero ancora a secco di minuti, con il baby Moise Kean, del terzo portiere Carlo Pinsoglio e degli infortunati Andrea Barzagli, Mattia De Sciglio e Leonardo Spinazzola. Fonte: Il Corriere di Torino
  10. Allegri è in bilico tra la difesa a tre (provata anche ieri) e il 4-3-1-2 (più probabile). In difesa riposo per Bonucci: ballottaggio Rugani-Benatia. A centrocampo può star fuori Matuidi (c’è Bentancur, con Emre Can al posto di Khedira). Cuadrado può fare il terzino con uno tra Cancelo e Alex Sandro a sinistra. LA FORMAZIONE: La Gazzetta dello Sport
  11. Per poco non segnava Vecino... questi non hanno fatto nulla fino ad ora, non vorrei che facessero un tiro un gol.
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