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Deborah J

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  1. La fine dell’era Andrea Agnelli è stata un fulmine a ciel sereno anche per tutti i giocatori della Juventus. Una notizia inaspettata arrivata direttamente sul cellulare, nella chat di squadra. Bonucci e compagni hanno scoperto la rivoluzione societaria attraverso la lettera di Agnelli, inoltrata dal club lunedì sera dopo il Cda. C’è chi è rimasto senza parole e chi, causa fuso orario, lunedì sera è andato a letto come nulla fosse e ieri mattina si è svegliato con la lettera di Agnelli nello smartphone accompagnata da altre centinaia di notifiche di amici, conoscenti. E soprattutto compagni, increduli e curiosi di capire se e quali altri cambiamenti ci sarebbero stati. Così, ieri, Cherubini e Allegri si sono messi al lavoro per rasserenare la squadra. Tra una riunione e l’altra ieri Cherubini ha incontrato anche il nuovo dg, Maurizio Scanavino.
  2. Alla Continassa, superato lo shock per il ribaltone inaspettato sono ripartiti con lo stesso spirito ma con la consapevolezza di essere ancora di più sotto esame. Tanto Allegri quanto Cherubini sanno bene che in queste situazioni si può programmare solo il presente. Elkann ha affidato ad Allegri e a Cherubini la gestione sportiva fino a giugno. Vista l'uscita di Nedved, si sta valutando se rafforzare lo staff dirigenziale con un'altra figura calcistica già presente in società: Marco Storari. Ammesso che l'ex portiere voglia rimanere dopo le dimissioni di Agnelli. Al di là dei contratti può succedere di tutto. Un gran finale rafforzerebbe la posizione di Allegri e quella di Cherubini. In caso contrario sarà rivoluzione anche nell'area sportiva. Antonio Conte o un allenatore emergente per la panchina (occhio a Dionisi del Sassuolo). Da Giuntoli a Carnevale per i quadri dirigenziali.
  3. Soulé sarà oggetto del summit tra Allegri e la dirigenza per fare il punto sul mercato. Non è detto che venga prestato a gennaio, visto che finora non ha giocato tanto (308 minuti per 10 presenze complessive stagionali tra Serie A, Champions e gli impegni con la Next Gen), perché Allegri lo apprezza tanto. Empoli, Spezia e Sampdoria, ad ogni modo, restano alla finestra.
  4. McKennie, Rabiot e Kean piacciono ancora tanto in Premier. L' eventuale partenza dei tre giocatori comporterebbe un certo risparmio dei rispettivi ingaggi. McKennie, che con la Juve ha un contratto fino al 2025, non guadagna tantissimo rispetto alla media - 2,5 milioni - ma di questi tempi se si può fare economia non ci si tira certo indietro; Rabiot, ne guadagna 7 netti più bonus e il suo è comunque un caso a parte, visto che andrà in scadenza a fine giugno 2023 e in questo momento in pochi credono a un rinnovo; lo stipendio di Kean si aggira sui 3 milioni netti. Nel conto, anche se non soprattutto, i risparmi messi da parte evitando di corrispondere ancora lo stipendio a Di Maria (6 milioni netti più bonus) e Paredes (7,5), ora come ora più fuori che dentro i piani della Juventus del prossimo futuro, e il disegno si completa: per una nuova Juve, meglio prima liberarsi di tracce giù o meno concrete di quella antica. Almeno uno va di sicuro. Da Londra arrivano novità: tramite intermediari si stanno infittendo i contatti tra il Tottenham e l’entourage di McKennie, il che non stupisce, semmai è la conferma dell’appeal che il texano esercita su Conte e Paratici. Lo stesso club corteggia sotto traccia Rabiot: in regime di svincolo, è evidente che il francese intrighi anche il Chelsea. Perché, appunto, il cartellino costerebbe zero, a meno che la signora Véronique e la Juventus non trovino un’intesa per un prolungamento propedeutico alla cessione. Quanto a Kean, se i bianconeri non riscattassero l’attaccante dall’Everton svenandosi terribilmente (costo dell’operazione: 28 milioni, dopo i 7 già sborsati, premi a parte), pare che Moise sia entrato nel mirino del Newcastle.
  5. Qual è il vero Alex Sandro? Quello disastroso della scorsa stagione, quello impacciato dell'avvio di questa annata, oppure l'Alex Sandro convincente nel centro-sinistra della difesa a tre della Juve dell'ultimo mese di campionato e titolare (come esterno) nel Brasile favorito per il Mondiale del Qatar? Sono domande che si stanno ponendo anche i tifosi bianconeri e, soprattutto, la dirigenza della Juventus, chiamata a decidere il destino del classe 1991 ex Porto, che ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2023. IL PRESENTE - Ad oggi, la soluzione più probabile è quella che porta alla conclusione dell'avventura di Alex Sandro a Torino, dopo otto stagioni di militanza con la maglia della Juve e un bilancio, al momento, di 289 partite, 15 gol, 5 scudetti, 4 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane. Insieme a Cuadrado, Alex Sandro è uno dei giocatori della vecchia guardia che sembrano giunti a fine ciclo alla Continassa, dove l'opera di rinnovamento e di ringiovanimento della rosa proseguirà anche nelle prossime sessioni di mercato. IL FUTURO - Da parte sua, Alex Sandro sarebbe anche disposto a rinnovare il contratto e a restare. La Juve per il momento non ha in previsione un rinnovo, per lo meno non alle cifre ormai fuori portata del contratto che va in scadenza (6 milioni a stagione più bonus). Sono le attuali prestazioni del giocatore a far venire qualche dubbio, ma se ne riparlerà al termine del mercato di gennaio.
  6. L'ex terzino di Roma e Milan, Cafù a Gazzetta: "Danilo è fortissimo. Contiamo molto su di lui. Non spinge come me, ma dà molto equilibrio. Peccato che si sia fatto male. Al suo posto credo che Tite metterà chi è più in forma. In Italia si impara tanto sulla tattica e sulla fase difensiva. Il Mondiale non si vince solo con l’attacco: se la difesa non funziona, puoi anche fare quattro o cinque gol, ma ne prenderai cinque o sei". tuttojuve
  7. Nell'acido non c'è da sciogliere nessuno. Questa frase è orribile. Sappiamo bene tutti cosa rappresenta e non andrebbe detta neanche per scherzo.
  8. Appuntamento fissato alle ore 11: Dusan Vlahovic e Filip Kostic si giocano un’ampia fetta del loro cammino nel Mondiale in Qatar. La Serbia sfida il Camerun all’Al Janoub Stadium di Wakrah in quello che può essere considerato già una sorta di spareggio per entrambe le squadre, uscite sconfitte, rispettivamente contro Brasile e Svizzera, nella prima giornata. Gli juventini Vlahovic e Kostic sono chiamati dunque a dare un segnale se non vogliono dire addio alla manifestazione quando ancora il sole sembra appena sorto. Vlahovic e l’utilizzo part time con il Brasile: col Camerun può partire dall’inizio. Non proprio un’apparizione indimenticabile per Dusan Vlahovic al suo esordio nella competizione più importante del mondo. Un sogno che diventa realtà con l’opportunità di potersi mettere alla prova contro i migliori giocatori del globo. Il rovescio della medaglia è una condizione fisica non ottimale (trascinatasi dall’infortunio rimediato ormai un mese fa a Lisbona con la maglia della Juventus) che ha portato il commissario tecnico Stojkovic a gestire il minutaggio del centravanti bianconero nella prima uscita dell’avventura in Qatar contro il Brasile. Poco meno di mezz’ora per Vlahovic che ha fatto estrema fatica a rendersi pericoloso e utile alla sua Serbia, controllato alla perfezione dalla retroguardia verdeoro. Quest’oggi il dentro o fuori con il Camerun che, salvo sorprese, lo vedrà partire dall’inizio per dare sin da subito un indirizzo al match. Kostic il grande dubbio: può stringere i denti. Ci proverà fino all’ultimo anche l’altro bianconero all’interno della rosa dei convocati della Serbia per il torneo iridato. Quel Filip Kostic che ha chiuso in crescendo il 2022 con la Juventus ma che, proprio all’ultima uscita con la Lazio, ha accusato un fastidio muscolare che gli ha impedito di far parte della prima sfida del Mondiale. Avrebbe voluto esserci anche contro i suoi compagni di club Danilo e Alex Sandro, ma il c.t. non ha voluto correre alcun tipo di rischio preservandolo per i due impegni, più alla portata della Serbia, contro Camerun (oggi) e Svizzera (venerdì). “Speriamo di poter contare su Kostic”, aveva raccontato post Brasile Stojkovic. "Missione" compiuta con l’esterno che, questa volta, strigherà i denti mettendosi a disposizione per partire dal primo minuto. Poi toccherà al c.t. scegliere, ma Kostic vuole esserci nel dentro o fuori di quest’oggi contro il Camerun.
  9. La Juve cerca un laterale di fascia destra che abbia anche una buona esperienza internazionale, che abbia capacità di giocare anche a sinistra e possibilità di trasferirsi in prestito o a costi molto contenuti. Cherubini ha individuato due profili graditi, tra gli altri. Il primo è Karsdorp, l'esterno è in rotta con la Roma, il punto di vista dei giallorossi per il momento rimane invariato: o arriva un'offerta congrua o rimane, cercando una via di pace con Mourinho. Intanto la Juve osserva da lontano eventuali sviluppi e nel frattempo sonda un’altra pista, che porta sempre in Serie A, ma all’Atalanta: si tratta di Maehle. Nel gioco di Gasperini, Maehle ha faticato più del previsto, tanto che un’eventuale partenza non sarebbe di certo vissuta come un dramma. All’Atalanta, però, non sono abituati a svendere, anche alla luce dell’investimento fatto. La Juve, dal canto suo, potrebbe proporre un prestito con diritto di riscatto, anche a una cifra elevata (15 milioni?), ma senza obbligo, ma difficilmente il club bianconero sarà disposto a mettere sul piatto soldi subito. Tra le opzioni della Juve c'è quella di riportare a casa in anticipo Cambiaso.
  10. La prossima settimana Allegri sarà a Torino per riunirsi con la dirigenza. Un vertice per programmare gli ultimi aspetti della ripresa post stop e fare il punto delle amichevoli. L'imminente summit, però, servirà anche a fare il punto di mercato. Cherubini attivo su più fronti nelle ultime settimane, si confronterà con Allegri sulle opzioni percorribili per rinforzare la fascia destra già a gennaio. Da Karsdorp a Holm dello Spezia. Senza dimenticare Odriozola, che può lasciare il Real Madrid anche in prestito e Meunier del Borussia Dortmund. In lista anche Correla del Valencia e Fresneda. Tra le varie opzioni resta sempre viva quella legata al rientro anticipato di Andrea Cambiaso. Il summit servirà anche per valutare alcuni giocatori: dall'eventuale cessione di McKennie, al possibile presto di Soulè.
  11. Il serbo ha deluso col Brasile. Per i bianconeri può diventare un vantaggio: meno concorrenza estera. Se l'effetto Mondiale peserà per Milinkovic, determinante sarà soprattutto la situazione contrattuale. L'accordo tra il serbo e la Lazio scade nel 2024. Non ancora in zona svincolo, ma al rientro dal Qatar sarà a un anno e mezzo dalla scadenza. E senza prolungamento, attualmente segnalato in salita, a giugno i biancocelesti avranno l'ultima occasione per monetizzare al massimo Sergej. Per tutti questi motivi i dirigenti della Juve restano vigili, in attesa delle mosse del giocatore e del suo agente. Antenne dritte e movimenti sotto traccia. Gli indizi sembrano portare in un'unica direzione: la Juventus, da tempo in prima fila per il centrocampista serbo, in estate proverà a tentare Lotito e Tare. I dirigenti bianconeri non possono e non vogliono avvicinarsi a quota 100 mlioni. Sono in molti in Europa a pensare che che la valutazione giusta possa essere intorno ai 60 a gennaio e ai 40 a giugno, ovviamente in assenza di rinnovo. Mondiale permettendo.
  12. È uomo da numeri veri, l’attaccante. Nelle ultime cinque e da titolare con la Seleçao, tre doppiette e mai una volta è rimasto a secco. Da quattro anni a questa parte, da quando debuttò nel 2018, ha segnato già 19 volte: nessuno come lui, nel periodo. Ecco perché, quando i giornalisti brasiliani nei giorni scorsi gli hanno chiesto come si sentisse, lui ha risposto sorridendo: «Bene, molto bene, annuso aria di gol». Un gol di rapina, l’altro in acrobazia: come a dire, si può essere 9 e 10 allo stesso tempo, si può usare la spada e il fioretto e portare a casa lo stesso straordinario risultato, per se stessi e il Brasile tutto. Richarlison è di Nova Venecia, città fondata da emigrati veneziani: da quelle parti si producono ed esportano graniti di tutti i colori. In realtà i suoi colori, da ragazzino, erano giusto quelli dei ghiaccioli che vendeva: era il suo lavoro, a 11 anni, nella favela. Già dai quattro, però, fantasticava altro. Quando ne aveva sette, la mamma lo iscrisse alla prima scuola calcio. Di quel giorno racconta ancora oggi: «Sentivo le farfalle nello stomaco, perché sognavo che un giorno avrei vestito la maglia del Brasile, e avrei voluto farlo in un Mondiale».
  13. È nato un gemellaggio in Qatar: ieri diversi tifosi del Brasile si sono piazzati sugli spalti con maglia e parrucca “verdeoro” di ordinanza, ma anche con la bandiera dell’Arabia Saudita in bella mostra, per omaggiare l’impresa degli asiatici contro i rivali di sempre dell’Argentina. Curiosità: molti brasiliani allo stadio, in realtà, erano qatarioti. Tifosi fake?
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