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Deborah J

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  1. Domenica in campo, in estate la sfida si sposterà sul mercato e tra i nomi contesi ci sarà Lorenzo Lucca 21 anni in forza al Pisa. La Juve aveva già pensato a lui per l'under23 ma poi Cherubini aveva virato su Pecorino. Lo stesso Cherubini che ora è a Pisa dove gioca in prestito Beruatto, i rapporti sono ottimi tra le società e imbastire una trattativa non sarà difficile. Più difficile sarà battere la concorrenza di Inter in primis e poi anche del Milan che hanno messo gli occhi sul giocatore
  2. Paulo Dybala da oggi si allenerà in gruppo e quindi la Joya punta con decisione il rientro fra i convocati per la gara con l’Inter. L’argentino era già pronto a fare un lavoro completo nella giornata di ieri, ma il resto della squadra (di ritorno da San Pietroburgo solo nel pomeriggio e andata direttamente alla Continassa) ha svolto solo un lavoro di scarico, come sempre nel giorno dopo le gare. Paulo da stamattina sarà a disposizione per l’intera seduta e domenica sera a San Siro dovrebbe partire dalla panchina per poi giocare una parte di match se sarà necessario. Tra gli indisponili solo Adrien Rabiot, che deve aspettare un tampone negativo: Bernardeschi ancora il favorito per sostituirlo. Problemi di abbondanza in difesa, con Bonucci, Chiellini e De Ligt in corsa per i due posti da centrali e De Sciglio che, dopo le due positive prove, insidia Alex Sandro. Inter (3-5-2) Handanovic Skriniar De Vrij, Bastoni Darmian Barella Brozovic Calhanoglu Perisic Dzeko Lautaro ____________________________________ Juventus (4-4-2) Szczesny Danilo Bonucci Chiellini Alex Sandro Cuadrado Locatelli Bentancur Bernardeschi Chiesa Morata _______________________________________ PANCHINA Perin, De Ligt, Rugani, De Sciglio, Arthur, Ramsey, Arthur, Pellegrini, Kulusevski, Dybala, Kaio Jorge, Kean BALLOTTAGGI Alex Sandro-De Sciglio 60-40%, Chiellini-De Ligt 60-40%, Morata-Kean 70-30% SQUALIFICATI nessuno DIFFIDATI nessuno IDISPONIBILI Rabiot (da valutare) ARBITRO Mariani ASSISTENTI Meli-Peretti IV UOMO Ayroldi VAR Guida AVAR Passeri TV Dazn PREZZI 135-350 euro
  3. Infatti. Non dice nulla di offensivo. Anzi, loda pure Allegri per come gestisce i giocatori. Ormai si attacca chiunque (non è di proprio gradimento) per partito preso... poi, che si vince giocando male è un dato di fatto... i primi a dirlo sono proprio loro. Poi incitano gli altri a snobbare le opinioni di gente che il calcio l'ha vissuto sul campo e ha vinto Champions e scudetti... ma esigono si rispettino le loro di opinioni, che a volte non stanno ne in cielo ne in terra.
  4. Inizia a prepararti così @velas intanto che torna dalla "prospettiva", sarà bello e sistemato. P.s di solito il giovedì si inizia a parlare delle formazioni... ora ti sembra presto perché abbiamo giocato ieri sera.
  5. "La bravura di Allegri è quella di tenere tutti sulla corda e farli sentire importanti". A dirlo negli studi di 'Sky' è stato Fabio Capello, ex allenatore bianconero, al termine di Zenit-Juve 0-1, partita decisa da un gol realizzato nei minuti finali da Dejan Kulusevski. "I giocatori lo stanno seguendo. Soffrono perché stanno giocando male, e io stesso stasera mi sarei aspettato una Juve dominante, ma questa squadra continua a vincere e questo per la Juve è molto bello", ha detto.
  6. Mancano 3 giorni a Inter-Juventus. A Milano possibile giochi tutta un altra Juve rispetto a ieri sera, per quanto riguarda la difesa Allegri ha tenuto a riposo Danilo, Chiellini in parte a Cuadrado e inoltre ci saranno i rientri di Kaio Jorge e Dybala. Proprio sull'argentino è legata l'attesa principale, difficile che Allegri lo schiererà dall'inizio, l'idea è di averlo almeno in panchina. Juventus, Dybala verso la convocazione per l'Inter. Chiellini, Danilo e Cuadrado tornano dal 1' Il Corriere dello Sport si proietta alla sfida di domenica sera fra Inter e Juventus e parla delle probabili scelte di formazione di Massimiliano Allegri. La priorità è ritrovare Paulo Dybala fra i convocati, col giocatore che anche ieri si è allenato da solo alla Continassa. In campo, invece, ci saranno certamente Chiellini, Danilo e Cuadrado, tutti lasciati inizialmente a riposo in Russia.
  7. È il quarto 1-0 di fila. È il segno, soprattutto, che nulla sta accadendo per caso, anche se questo calcio speculativo corre sempre sul filo del rasoio: pure stavolta la Juve ha sfruttato una delle rare occasioni avute (se ne possono contare tre, se si largheggia), capitalizzando al massimo gli sbocchi minimi di una manovra asfittica, ma questo è il senso di marcia di questa squadra. Al momento, un senso unico. Ha segnato Kulusevski (testa, palo gol) a un soffio dalla fine: è il primo gol di un panchinaro juventino, ma è ancora più significativo che l’azione somigli a quella che ha deciso Juventus-Roma, con il cross a rientrare di De Sciglio e due bianconeri in area pronti all’incornata. È uno schema. Sono le pagliuzze che la Juve deve andare a stanare nel grigiore opaco del suo gioco. «Abbia non è mai riuscita a uscire dal tran tran di una partita scontata. Le hanno messo in mano il pallino e ha passato lunghi momenti a studiarlo, senza sapere bene dove metterlo. Prima del gol in extremis, ricordiamo due azioni pulite, entrambe nella ripresa: Morata per McKennie, che ha tirato sul portiere in uscita, e Arthur per Cuadrado, che dall’area piccola ha mandato fuori. Robetta. Alla base di questa stanca routine dal palleggio stagnante c’è stato un ritmo sempre troppo basso, monotono come in Champions non se ne vedono quasi più: qui il tema dominante è stata la circospezione, il reciproco timore. La conseguenza, la noia. Ma sono malumori passeggeri, al cospetto della lucentezza di un classifica splendente, già predisposta alla qualificazione: basterà un pareggio tra due settimane, quando lo Zenit renderà la visita. Allegri troverà in questo risultato il senso della continuità: i bianconeri sono l’unica formazione di Champions, oltre al Bayern, a non avere ancora subito reti. I tedeschi a dire vero ne hanno anche segnate dodici, ma ai fini della classifica non ci sono differenze. Certo, chi guarda il Bayern si diverte, ma non è una questione che tolga il sonno a nessuno, da queste parti, anche se Allegri (che è rientrato negli spogliatoi un attimo prima che lo Zenit battesse una punizione dal limite all’ultimo secondo) mica è contento così: «Voglio talmente bene ai miei giocatori che non li ho neanche salutati, altrimenti avrei dovuto arrabbiarmi. Il risultato è bello, la prestazione no. C’è molto d lavorare». Ma con la qualificazione in tasca si lavora meglio. La Repubblica
  8. Quattro cartellini gialli estratti dallo svizzero Scharer: tre giusti e uno esagerato. L’ultimo è quello mostrato a Ramsey: il gallese (49’ s.t.) corre spalla a spalla con Krugovoy che, solo sfiorato sulla mano, si lascia cadere alla ricerca della punizione. La sanzione è oltretutto eccessiva. Niente rigore al 21’ p.t. nel duello Morata-Lovren: il “9” va a terra, il centrale dello Zenit non pare commettere fallo. Il direttore di gara pecca di buonismo quando non dà il giallo a Karavaev al 6’ p.t. (gomitata alla gola di Morata) e lo ammonisce per l’entrata da “arancione” su Chiesa al 1’ s.t. Il gol di Kulusevski è regolare. Gazzetta dello Sport
  9. 6,5 Szczesny La domenica sera di Juve-Roma è stata un’altra cosa ma anche in Russia prima mette i guanti su Claudinho (e non era semplice), poi è attento sulla girata di Chistyakov. 6 Bonucci Qualche errore in impostazione e nella lettura della combinazione Claudinho-Malcom, però salva Juve e gara cancellando in scivolata l’occasione migliore dello Zenit. 6,5 De Ligt Terra e aria. Terra: soffre zero con Dzyuba e, come Bonucci, avvia il gioco. Aria: 7 duelli aerei con la naturalezza di chi è di casa in Champions. Dubbio: fuori lui domenica? 6 Alex Sandro Un’oretta con un paio di recuperi ma insomma, non da zar Alexsandro II: ordinario. Il peggio: con una scivolata nella trequarti rischia di mandare in porta Malcom e Claudinho. 5,5 McKennie Il solito dilemma degno di “Achille e la tartaruga”: bene perché arriva sui passaggi di Morata e De Sciglio o male perché spreca le due grandi chance? La seconda, forse 5,5 Locatelli Si piazza in mezzo e mette la Juve in amministrazione controllata: dà equilibrio, non accelerazioni. Allegri pensa che la settimana è lunga (c’è l’Inter…) e gli risparmia 30’. 5,5 Bernardeschi Nell’atlante della Juve, torna attaccante esterno. Esito, così così: quando punta, non incide. Quando palleggia, gli scappa uno scivolone da cui nasce un tiro di Claudinho. 5,5 Morata Altro che notti bianche: serata grigia. Non fa male allo Zenit e, quando salta Chistyakov, calcia troppo presto. Un’eccezione: gran palla verticale per McKennie. (Kean s.v.) 6 Chiesa Non è che giochi in attacco, per un tempo è l’attacco della Juve. Si muove per cercare palla, chiede l’uno-due a Morata, calcia. Dopo l’intervallo, cala non poco. 6 Cuadrado Dentro per Alex Sandro, con De Sciglio a sinistra. Parte forte – lancio per lui di Arthur – poi si normalizza. 6,5 Kulusevski Il gol, ma davvero solo quello. Nel resto della sua mezz’ora in campo, poche tracce - 17 palloni giocati - e ancora meno emozioni. Il tocco di testa, quello sì, è perfetto. 6,5 Arthur Fare il play non sarà il sogno della sua vita però… non male. Lancia Cuadrado, chiude Rakistskiy, trova Morata in verticale. Per 32 minuti, basta così. 7 De Sciglio I giorni del passaggio vincente: dopo Kean, Kulusevski. E se McKennie non avesse buttato nella spazzatura quel cross mancino... 5,5 Bentancur Troppa poca qualità per fare la differenza da mezzala: non è mai pericoloso e, alla lunga, sembra anche stanco. (Ramsey s.v.) 6,5 Allegri Utilitarismo al potere. Concede due tiri in porta, controlla il ritmo, mette un’altra qualificazione in ghiaccio. Com’era la frase sul circo? La Gazzetta dello Sport 6 SZCZESNY Incerto sul tiro iniziale di Claudinho, poi è sempre attento e sicuro. 7 DE SCIGLIO Si fa il regalo migliore nella notte del suo 29° compleanno: l’assist per il gol di Kulusevski è perfetto, bissando così quello per Kean contro la Roma. Attento e valido su entrambe le fasce: non giocava in Champions da quasi 2 anni e si toglie un’altra bella soddisfazione. 6,5 BONUCCI Capitano di una Juve che non prende gol da 367 minuti. Così festeggia nel modo migliore le 100 presenze in Europa. 6,5 DE LIGT La solita roccia invalicabile: annulla prima Dzyuba e poi Azmoun. 5,5 ALEX SANDRO Non attacca mai e con Barrios sono scintille (dal 13’ st CUADRADO 6: fa il suo). 6 MCKENNIE Nel primo tempo spicca solo per quel ciuffo dorato che fa tanto Pogba. Si riscatta nella ripresa, sfiorando per due volte il gol grazie ai suoi inserimenti micidiali. 6 LOCATELLI Alimenta il gran possesso palla bianconero, però le sue armi sono un po’ spuntate (dal 13’ st ARTHUR 6: subito ammonito per fermare Malcom, poi alterna buone idee a giocate sbagliate). 6 BENTANCUR Non si tira indietro nella trincea di centrocampo (dal 34’ st RAMSEY SV). 5,5 BERNARDESCHI Corre e rincorre sulla fascia destra, in questo tridente flessibile, ma pasticcia troppo e al 18’ lo Zenit poteva segnare grazie ad un suo errore (dal 13’ st KULUSEVSKI 7: la prima gioia in Champions è una piccola perla da attaccante navigato, visto come “spizza” la palla, ma è buona per sbloccarsi. Magari definitivamente). 6 MORATA Meglio come assistman, bellissima palla per McKennie ad inizio ripresa, che come centravanti. La prima da titolare dopo l’infortunio è una faticaccia, spesso vissuta in piena solitudine, però lui cerca di essere ovunque (dal 31’ st KEAN SV). 6 CHIESA Torna a fare l’esterno, a sinistra, ed è l’unico a provarci al tiro anche se non prende mai la porta. Paga gli straordinari La Stampa
  10. Voleva questa vittoria per ipotecare la qualificazione. Vorrei sapere tutte le sfumature di questo 1-0. Cosa c'è dietro e dentro? "C'è dentro il risultato che è ottimo perchè comunque dopo 3 partite abbiamo 9 punti, non abbiamo subito ancora gol e così abbiamo la possibilità tra 15 giorni di giocarci il passaggio del turno. Dall'altro non abbiamo fatto una bella prestazione, siamo stati un po' lenti, loro ci rallentavano parecchio il gioco, abbiamo sbagliato molto tecnicamente. Direi una buona prestazione che ci consente di alzare un po' l'attenzione per la partita di domenca". Kulusevski è stato netto, ha detto: abbiamo giocato male nel secondo tempo e al nostro allenatore non è piaciuto per niente. Qual è lo step successivo? Cosa vuole vedere? "Bisogna migliorare la fase di possesso, soprattutto quando la palla arriva vicino all'area di rigore. Bisogna fare delle scelte migliori. Bisogna capire che alla fine sull'1-0 non possiamo prendere una punizione da 20 metri. Bisogna occupare bene il campo. Diciamo che è una prestazione giusta con un risultato ottimo". Quando la palla arriva sulla fascia ho visto poco movimento degli altri giocatori accompagnando l'attacco. E' una cosa che vorrebbe vedere di più? "Assolutamente sì, bisogna giocare di più sul 2 contro 1 sugli esterni, l'abbiamo fatto in alcune situazioni. Direi però che bisognava fare meglio quando la palla arrivava tra le linee, dietro le spalle dei loro centrocampisti, gli spazi erano stretti, però lì abiamo fatto un po' di scelte sbagliate e sicuramente dobbiamo ancora migliorare". Credi che quella qualità lì davanti possa portarla solo Dybala? O la squadra può migliorare? E' una questione proprio di gestione della palla e di scelte. E' normale che Paulo in quelle situazioni è un giocatore abile tra le linee, però devono migliorare Kulusevski, Bernardeschi, lo stesso Chiesa deve essere più bravo ad andare tra le linee, giocare meglio più pulito tecnicamente. Sicuramente bisogna lavorarci per migliorare". Le regaliamo una matrioska. La pare più grande si chiama la madre che poi contiene tutte le altre. A lei non piace quando si dice che questa è la sua Juventus. Ma dentro quella matrioska che cosa possiamo trovare? "Non so cosa possiamo trovare, non mi piace dire che è la mia Juventus perchè non è la mia Juventus. Ho una rosa importante di giocatori, però bisogna migliorare molto. E oggi diciamo che le cose combaciano: abbiamo giocato male e abbiamo vinto, quindi questo può essere d'aiuto per la partita di domenica. Qui dentro speriamo ci siano due belle sorprese, anche tre. Alla fine dell'anno vediamo, anche un po' prima". Rappresenta anche la famiglia. Quindi ci sta che lei sia un po' il capo famiglia... "Voglio talmente bene ai miei giocatori che oggi non li ho nemmeno salutati perchè ero talmente arrabbiato, altrimenti gli avrei voluto dire delle cose che dopo una vittoria non andavano bene"
  11. Cosa hai provato per questo gol importantissimo? "Ho visto il pallone andare quasi sul palo, quindi avevo paura che non entrasse. Quando è entrato mi sono sentito molto, molto meglio, molto contento per la squadra, è il mio primo gol in Champions, è una vittoria molto importante, ma anche un gol importante per me, è il primo gol della stagione". Hai sentito il peso della responsabilità? Eri uno degli uomini più attesi... "No, sono entrato nella partita, ho provato a fare la differenza, non sono riuscito all'inizio, era molto difficile giocare. Però devi essere sempre pronto, devi sempre perchè la palla può arrivare in ogni momento e poi mi sono fatto trovare pronto al momento giusto". Cosa ha fatto arrabbiare di più Allegri? Cosa voleva da voi? *Dobbiamo far girare meglio la palla, perdiamo la palla troppo facilmente. Nel primo tempo, nel secondo tempo abbiamo giocato molto male, però è una forza grandissima vincere anche quando giochi male".
  12. L'amministratore delegato della Juventus, Maurizio Arrivabene, è intervenuto ai microfoni di Prime Video: Lei aveva detto: se sei bello vinci. Quanto è bella in questo momento la Juventus? "Diciamo che piano piano lo sta diventando, però non è una questione di bello, brutto, la questione è di quanto sei determinato. Nel momento in cui sei determinato per raggiungere degli obiettivi, nel momento in cui lo spirito di squadra è forte, puoi superare qualsiasi ostacolo". Lei era abituato a gestire un team. Quale differenze ha trovato con una squadra? "Me l'aspettavo questa domanda. Ci sono molte similitudini, ci sono due aspetti: un aspetto che riguarda la performance e l'aspetto economico. Dell'aspetto economico magari ne parliamo un'altra volta perchè è lungo, ma interessante. Per quanto riguarda la performance, la cosa che li accomuna è vincere, la cosa più importante nello sport è vincere. Per quanto riguarda la performance ci sono delle similitudini che non appaiono: in Formula 1 hai due piloti che io paragonerei ai bomber di una squadra di calcio. Dietro di loro c'è una squadra che lavora, dietro ai due piloti c'è una squadra di tecnici, non penso che Hamilton con una macchina diversa - per fare un esempio, senza che lui si offenda - sarebbe così vincente. Lo stesso vale per il calcio, il bomber eccelle per la sua classe, per la sua determinazione, per la sua tecnica, ma dietro ha bisogno di una squadra. Poi nel calcio la squadra ha una dimensione di 20-25 elementi, mentre di là hai 60-70 persone. Il motore di una squadra è l'essere umano, l'uomo, il motore di una Formula 1 è dato da un lavoro tecnico lungo, importante, che richiede più persone. Però l'emozione è la stessa".
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