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Deborah J

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  1. (...) Federico Cherubini recupera più libertà di movimento. In realtà il primo (forse unico) obiettivo del mercato bianconero è non solo comunitario, ma pure italiano: la saga Manuel Locatelli continua, per ora senza colpi di scena, anzi con parecchie puntate interlocutorie. Negli ultimi giorni non si segnalano nuovi contatti né tantomeno rilanci bianconeri: le dichiarazioni di Nedved al “Berlusconi” («La nostra offerta è già buona, noi vogliamo il giocatore e lui vuole noi»), da una parte indicano con chiarezza la linea bianconera, dall’altra hanno ulteriormente irrigidito il Sassuolo. Non c’è ancora stata una “distensione” o un riavvicinamento fra le parti, che restano distanti sia sull’entità del pagamento (5 subito più 20 di riscatto più 7 di bonus proposti dai bianconeri, 5 più 35 la richiesta di Carnevali) che sulla formula. La Juve vuole un prestito biennale, con riscatto condizionato nella seconda stagione per esigenze di bilancio (come per Chiesa): così potrebbe far pesare la spesa sull’esercizio 2022-23. Il Sassuolo è disposto a concedere una dilazione nel pagamento, ma vuole che il trasferimento diventi certo e definitivo già la prossima estate. Non è forse la questione centrale, ma nemmeno trascurabile, in questi tempi di spese contingentate: un compromesso sembra possibile, per trovarlo però bisogna ricominciare il dialogo. Demiral non porta cash immediato e non fa partire effetti dominio, bisogna trovare altre vie. La Gazzetta dello Sport
  2. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la Juventus oggi farà un allenamento aperto a tifosi e giornalisti: fra gli uomini di Allegri che si potranno osservare, in una occasione non così comune, non ci sarà Adrien Rabiot, che al termine della seduta di lunedì ha rimediato un infortunio. La sua stagione parte in salita, l’esito degli esami sostenuti ieri ha evidenziato una lesione di basso grado del muscolo retto femorale della coscia sinistra. Il francese verrà rivalutato fra dieci giorni, ma ne avrà almeno per tre settimane, perdendo la prima partita di campionato con l’Udinese e restando in dubbio per la successiva con l’Empoli: dopo la sosta il rientro a pieno regime.
  3. (...) Aaron Ramsey nel casting rossonero. Giocatore versatile, il gallese, che Allegri vorrebbe provare a riconvertire per farlo giocare davanti alla difesa. Ma la Juve ha bisogno di sfoltire la rosa e liberarsi di ingaggi pesanti, soprattutto se vuole tentare di riportare a casa Pjanic. Così si è fatta largo l’idea di una cessione in prestito del talento gallese al Milan. Ramsey è ai margini del progetto bianconero, ma a Milano potrebbe trovare nuovi spunti. Ha trent’anni, è ancora giovane e con la sua flessibilità si adatterebbe bene al progetto tattico di Pioli. Al Milan Aaron troverebbe vecchi amici: Olivier Giroud, con il quale ha vinto sei trofei. C’è anche un interessante lato economico in questo dialogo per Ramsey. Il centrocampista gallese in Italia ha maturato i diritti del decreto crescita: vale a dire nel 2019 e nel 2020 ha usufruito di uno sconto del 50 per cento sulle tasse. In tal modo i suoi 8 milioni netti di stipendio al club bianconero stanno pesando al lordo per 12 milioni. Se Ramsey lasciasse la Juve a titolo definitivo l’impatto economico sul club torinese sarebbe negativo, e lo sarebbe anche se si dovesse trasferire all’estero in prestito. Ecco perché la soluzione del prestito al Milan sarebbe da preferire per tutti gli attori della vicenda. Poniamo che i due club decidano di dividersi l’onere del pagamento della sua retribuzione: in tal caso la società di via Aldo Rossi spenderebbe sei milioni al lordo per accollarsi a metà dell’ingaggio. Sotto questo profilo si tratterebbe evidentemente di un acquisto assolutamente low cost. la Juve ha interesse a piazzare Ramsey in Italia, ma anche il Milan trarrebbe grande vantaggio dall’operazione: non potendo spendere molto per il necessario trequartista, Maldini e Massara devono aspettare, nelle pieghe di un mercato che è ancora lunghissimo e pieno di difficoltà per molti club. Ramsey è più giovane di Ibrahimovic e Giroud, però assicura comunque esperienza e indiscutibile qualità. E a differenza di Vlasic, Isco e soprattutto Ziyech, per il quale ci sarebbe da affrontare un’altra estenuante trattativa con il Chelsea, potrebbe essere un affare da concludere alla fine senza troppa difficoltà. La Gazzetta dello Sport
  4. (..) Cifre e passaggi. È stato proprio il concretizzarsi del passaggio dell’altro ex-juventino (di proprietà, non di maglia) al Tottenham a sbloccare la situazione Demiral: l’Atalanta ha riscattato Romero per 16 milioni e lo ha ceduto al Tottenham di Paratici (altri incroci...) per 50 più 5 di bonus, definiti “facili”. L’argentino va agli Spurs dove guadagnerà 3,8 milioni l’anno (contro gli 1,8 che prendeva a Bergamo), l’Atalanta riempie il “buco” con il turco, che garantisce un bagaglio simile di grinta e fisicità. Il club di Percassi si è accordato con la Juve per un prestito “oneroso”, più diritto di riscatto a 28 milioni di euro. L’operazione nel complesso non dovrebbe superare i 30 milioni, l’Atalanta ha un anno per valutare se il giocatore vale l’esborso (importante). La Juve non avrà un diritto di contro-riscatto, ma si è garantita una percentuale su un’eventuale cessione futura. Sin dai primi momenti del mercato non aveva mai chiuso alla cessione del turco, ma solo per una cifra importante, superiore ai 30 milioni: la congiuntura economica non ha aiutato a trovare compratori, forse spaventati anche dall’infortunio al legamento del ginocchio relativamente recente e dalle sole 24presenze da titolare negli ultimi due anni (fra tutte le competizioni). Del resto il problema di Demiral era proprio lo spazio: prima del crac del gennaio 2020 (subito dopo aver segnato il primo gol in bianconero alla Roma) aveva fatto vedere grandi qualità, a un certo punto convincendo Maurizio Sarri a preferirlo persino a De Ligt, dopo lo ha fatto a intermittenza, quando le assenze degli altri gli hanno lasciato spazio. (...) La cessione di Demiral lascia il club bianconero con il rientrante Rugani e l’ambizioso Dragusin alternative ai “tre tenori” come centrali puri, mentre anche Danilo e Alex Sandro rientrerebbero nei giochi in caso di difesa a tre (non la prima opzione di Allegri, comunque). Non ci saranno altre aggiunte dal mercato: il tecnico si “fida” di Rugani e nel processo di crescita del romeno classe 2002 dovrebbero essergli “garantite” una decina di partite. La Gazzetta dello Sport
  5. Sta bene ed è tornato ad allenarsi con la squadra.
  6. Dopo Daniele De Rossi, un altro campione del mondo nel Club Italia. È l’ex difensore bianconero Andrea Barzagli che sarà assistente tecnico delle nazionali giovanili maschili dall’Under 20 all’Under 15. Definendo i quadri tecnici per la stagione 2021-22, la Figc ha confermato sei dei sette allenatori delle squadre giovanili: l’unica novità è Massimiliano Favo che sostituisce sulla panchina dell’Under 15 Patrizia Panico, nuovo tecnico della Fiorentina Women. A guidare l’Under 21 nel prossimo biennio sarà sempre Paolo Nicolato che, insieme al coordinatore della nazionali giovanili, Maurizio Viscidi, ha prolungato al 2023 il contratto. Oltre a Mirco Gasparetto potrà contare come assistente su Daniele Gastaldello che prenderà il posto di Panico. Confermati anche Alberto Bollini (U. 20), Carmine Nunziata (U. 19), Daniele Franceschini (U. 18), Bernardo Corradi (U. 17) e Daniele Zoratto (U. 16). Altra novità è la creazione nel Club Italia dell’area di Football Analysis, nata dalla fusione di due aree (Scouting e Match Analysis) e formata da match analyst, osservatori e data analyst. La Gazzetta dello Sport
  7. Invece di avvicinarsi, Juve e Sassuolo si allontanano per Manuel Locatelli. E oggi il centrocampista lecchese si metterà agli ordini di Dionisi, ancora con la maglia neroverde. La delusione è palpabile, visto che il suo sogno era quello di rientrare dalle vacanze già con i colori bianconeri addosso. Un’aspirazione cresciuta nel tempo e comprovata dal deciso no nelle ultime settimane all’Arsenal ed alla presumibile corte del Liverpool. Un atteggiamento chiaramente legato al patto stretto con la Juve da almeno un anno. Certo, non gli ha fatto piacere sapere che negli ultimi giorni è nato un autentico braccio di ferro. Con una trattativa senza risultati. È già tornato a sudare sabato, al rientro a Milano. Sta seguendo una tabella di lavoro preparata dai tecnici del Sassuolo. La voglia di tornare in campo è tanta dopo l’entusiasmante esperienza dell’Europeo. Ma ormai Manuel in Emilia si sente di passaggio, nonostante l’a.d. Giovanni Carnevali sia stato chiaro sul suo futuro: «Se la Juve non fa un’offerta allettante, Locatelli noi ce lo teniamo più che volentieri». Una frase a cui Nedved ha risposto a tono: «L’offerta è più che congrua e giusta». Insomma, nessun rialzo è all’orizzonte per avvicinarsi ai 40 milioni richiesti dal Sassuolo. E anche i contatti indiretti intercorsi ieri non sono serviti a ricucire lo strappo diplomatico avvenuto nei giorni precedenti. Un nuovo faccia a faccia, magari ai livelli più alti, appare indispensabile per riportare il dialogo nella giusta direzione. L’impressione è che a quota 35 si possa trovare un punto d’incontro, calibrando con intelligenza il peso dei bonus. Ma prima di arrivare a questo punto è necessario che i protagonisti dell’affare ritrovino il feeling che ha caratterizzato l’ultimo decennio. Tanti affari in comune (da Zaza a Lirola, sino a Demiral) hanno portato benefici evidenti. E la Juve conta anche su questo aspetto per sbrogliare la matassa. A riguardo è molto probabile che oggi ci sia una telefonata distensiva tra Cherubini e Carnevali. La Gazzetta dello Sport
  8. Giornata importante per il futuro di Demiral. Con il Borussia Dortmund sullo sfondo (ma senza sortite ufficiali), ieri il d.s. bergamasco Giovanni Sartori ha chiesto ufficialmente il difensore turco ai vertici juventini. L’affondo dell’Atalanta è chiaramente legato agli sviluppi per la cessione dell’argentino Romero al Tottenham. Il club inglese nelle ultime ore ha semplificato gli step per i bonus da 5 milioni di euro legati ad una cessione per 50. Così i Percassi stanno per accontentare il nazionale sudamericano, impaziente di sbarcare in Premier League. Con la benedizione di Gian Piero Gasperini (che preferisce Demiral a Tomiyasu), ieri il manager atalantino ha trattato l’ingaggio del nazionale turco con la formula del prestito. Da un lato i bergamaschi intendono investire l’incasso per Romero sulla voce centrocampista, mentre la Juve preferisce cedere il suo giocatore con una soluzione temporanea, puntando sulla sua valorizzazione. Sartori e Cherubini sinora hanno ragionato su varie ipotesi, prospettando anche un diritto di riscatto con una eventuale percentuale sulla rivendita. Ma con quale valore? Saranno necessari nuovi incontri, anche perché occorre prima ascoltare il parere del giocatore. La pratica è ben avviata, ma la Juve non vuol privarsi di Demiral senza le dovute cautele. Forse è servita anche l’esperienza di Romero, lasciato ai bergamaschi per “soli” 16 milioni La Gazzetta dello Sport
  9. Juventus.com Non ci è voluto molto: Giorgio Chiellini è entrato in sede alle verso le 10 di questa mattina e ne è uscito un'ora dopo con un biennale in tasca. Altro che attriti fra il capitano e il club, Andrea Agnelli ha deciso, insieme a Nedved, Cherubini e Arrivabene di accontentare il neocampione d'Europa che si sente di poter giocare ancora per due stagioni. E così il nuovo accordo è fino al 30 giugno del 2023, dando quindi la possibilità a Chiellini di guardare con speranza al Mondiale in Qatar (novembre-dicembre 2022). Chiellini vuole inseguire il sogno di guidare la spedizione azzurra con la quale ha appena trionfato a Wembley all'assalto della Coppa del Mondo. Ma Giorgione ha grandi piani anche in chiave juventina: il contratto di due anni non è certo per svernare alla Continassa nel finale di carriera. Rivincere lo scudetto, dare l'assalto alla Champions e aiutare Allegri a riformare un gruppo vincente. Questi sono i suoi obbiettivi al momento della firma. Guadagnerà sostanzialmente le stesse cifra di prima, ovvero circa 3 milioni netti a stagione e dopo aver firmato, si è subito diretto al Training Center per rimettersi a disposizione di Allegri.
  10. La Juventus lavora per la prossima stagione agli ordini di mister Max Allegri e punta a tornare a vincere lo Scudetto. Di vittorie in bianconero se ne intende Andrea Barzagli che, ai microfoni di Tuttosport, ha rilasciato una lunga intervista sui profili più interessanti della Juventus. Ecco le parole delll'ex difensore centrale: Barzagli e il confronto con De Ligt «Abbiamo caratteristiche simili, è vero, ma De Ligt potenzialmente è più forte lui di me. Altrimenti alla sua età non avrebbe già fatto così tanto. Le critiche di Van Basten a De Ligt? A volte si entra troppo a gamba tesa su questi ragazzi: ma chi mai potrebbe essere al top a 21-22 anni? È l’esperienza che, stagione dopo stagione, ti aiuta a leggere meglio le situazioni». Barzagli su Cristiano Ronaldo «Di Cristiano si dice di tutto e di più, come ad esempio che gioca soltanto per i suoi record. Ma la verità, al di là dei quaranta gol a stagione che garantisce, è che lui nelle partite decisive c’è sempre. Questo non significa che Ronaldo possa o debba vincere da solo. Dietro a Cristiano devi costruirgli una squadra». Barzagli su Chiesa «Lo ammetto, per come lo avevo visto alla Fiorentina non mi sarei mai immaginato un impatto simile sulla Juventus e sull’Italia. Non gli puoi dare cento palloni a gara, però sai che da un momento all’altro ti può decidere la partita». Fantacalcio
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