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Deborah J

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  1. E’ il centrocampo il reparto che più ha sofferto e che più necessità di una iniezione di qualità. Il punto fermo sarà Locatelli, insieme a Zakaria e McKennie; il resto è tutto da costruire. Rabiot e Arthur non hanno mai pienamente convinto, sarebbero sacrificabili ma i loro ingaggi elevati limitano le manovre dei potenziali acquirenti. I rinforzi? C’è un sogno che ricorre periodicamente e porta a Paul Pogba. Il francese si svincolerà dal Manchester United e non ha mai fatto mistero di essere ancora legato alla Juve. I nodi sono l’ingaggio fuori dai parametri juventini e la concorrenza del Psg, dove in uscita c’è Paredes, da tempo nei radar juventini. La linea verde porta a Frattesi del Sassuolo, che piace anche all’Inter. Ma pure uno tra Rovella, Fagioli e Miretti, che è già in casa, potrebbe avere una opportunità. Difesa Qui c’è da riempire il vuoto lasciato da Chiellini. Sfumati Rudiger e Bremer, vicino all’Inter, il primo innesto sarà Gatti, preso dal Frosinone già a gennaio, ma naturalmente non basta. Il mirino è puntato su Badiashile, talento del Monaco; in alternativa c’è Milenkovic della Fiorentina. In caso di intervento pure sulla fascia sinistra, al posto di Alex Sandro si valutano Emerson Palmieri (Lione), Udogie (Udinese) e Wijndal (Az Alkmaar).
  2. Conti alla mano la Juventus non potrebbe e non vorrebbe spendere quanto il Psg per riprendere Paul Pogba in scadenza con il Manchester United. C'é però un aspetto significativo nella vicenda : Paul in questi mesi ha mandato più di un messaggio a Torino facendo capire che tornerebbe volentieri dove si è sentito a casa, questo potrebbe essere il punto a favore dei bianconeri con il francese che potrebbe ridurre le pretese di ingaggio percepito fin oggi in Inghilterra (13 milioni a stagione) a fronte di tornare a essere centrale in un progetto in una società che sa che lo apprezza.
  3. Continuano le polemiche su Juventus-Inter e le decisioni arbitrali, tuttosport ha sentito ex arbitri e su una cosa sono tutti d'accordo: Brozovic doveva essere espulso. Come spiega Bonfrisco non regge la spiegazione che Valeri ha poi dato ad Allegri sul mancato 2°giallo visto che non può essere una giustificazione il fatto che Brozovic allontani il pallone non in protesta verso la punizione fischiata ma per la rabbia verso i proprio compagni che non avevano difeso bene, qualsiasi sia la giustificazione l'interista impedisce comunque alla Juventus di battere velocemente la punizione quindi reca un danno ed è da ammonizione (la seconda appunto).Sui rigori molti dubbi sul primo dove Lautaro alla fine cade toccando lui Bonucci e non viceversa, più netto il secondo che è come l'intervento su Vlahovic di De Vrij e in quest'ultima occasione l'arbitro ha sbagliato a non andare a rivedere.
  4. Nei prossimi giorni è previsto un meeting per definire le strategie per l’estate. Da qui si ripartirà. E del resto, ci sono situazioni che necessariamente si evolveranno presto. Il rinnovo di De Sciglio può arrivare poco prima o poco dopo la fine del campionato: un accordo di massima c’è, va trovata e formalizzata un’intesa. Molto più in bilico, ma comunque destinato a risolversi prima della fine del mese, il destino di Di Maria. La Juve ha ragionato sull’argentino, che indirizzerà il suo futuro nei prossimi 10-20 giorni. Lui deciderà se la Juve è la priorità per un ultimo anno lontano dall’Argentina, la Juve capirà se ha senso investire su di lui. La Juve e Bernardeschi si sono lasciati con l’idea che il club, a breve, formalizzerà la sua proposta per il rinnovo. Il punto è che ora le parti sono lontane. Fede non vuole scendere sotto i 3 milioni , cifra che la Juventus non sembra poter raggiungere, nel quadro dei risparmi di questi mesi. La svolta positiva non è da escludere ma nemmeno probabile: al momento, più semplice che Federico trovi un estimatore all’estero, dove è seguito da anni. Meno atteso ma comunque delicato il confronto con Fagioli, che ha un solo anno di contratto e tanta voglia di giocarsi le carte con Allegri. Anche qui, la Juventus è attesa a una decisione: possibile che Fagioli resti per il 2022-23. Le grandi variabili, possono diventare Raspadori e Zaniolo. La Juve valuta entrambi, non è un mistero, ma al momento non sembra pronta a spingere sul 22 della Roma. Convincere Nicolò non è certo un problema, la questione al momento è portare alla Roma un’offerta importante. Un’offerta che non comprenda calciatori, come invece è nell’idea di partenza della Juve.
  5. Allegri ha detto di essere contento di Kean. Il suo giudizio? "Non ero d'accordo: perchè non potrei chiedere a Kean gli stessi gol di Ronaldo. Ronaldo faceva 30-35 gol, va bene, non gliene chiedo 35, ma gliene chiederò 25, perchè credo che il potenziale di questo ragazzo sia grande, è sempre un 2000. E lui se lo facciamo giocare vicino alla porta sa fare gol. Magari sbaglia qualcosa tecnicamente ma i gol li sa fare. Io gli chiedo tanto". Quindi il prossimo anno si aspetta almeno 20 gol. "Il prossimo anno ci aspttiamo che i nostri attaccanti facciano più gol di quest'anno. Quest'anno siamo mancati un po' lì, potevamo essere un po' più bravi sotto porta". Come si fa a pensare a questa sera e non all'unico trofeo che potete vincere quest'anno? "Bella domanda. Tu devi fare il professionista sempre e comunque, quando il mister ti mette in campo tu porti una maglia molto bella e pesante, dove non si fanno scherzi. Devi fare sempre il tuo dovere, devi fare una bella partita. Ovviamente nessuno nasconde che si pensa a mercoledì". Dopo mercoledì ci saranno novità per De Sciglio e Bernardeschi? "Potrebbe essere, perchè si è lavorato su tutte le scadenze e si sta lavorando. Ci possono essere novità presto". Penso che la Serie A sia matura per i playoff? "E' arrivato il momento: bisogna portare la gente ad amare di nuovo il calcio. Dobbiamo attaccare l'età dei ventenni, dei miei figli. Vogliamo portarli allo stadio, serve migliorare il prodotto per loro". Nelle squadre italiane serve uno zoccolo duro di giocatori italiani? "Lo zoccolo duro deve essere italiano perché sono squadre italiane, del vostro paese. Avere italiani è doveroso, devono esserci dei pilastri: noi siamo a un buon punto. Con Under 23 e Under 19 siamo sulla buona strada, stiamo producendo giocatori validi e importanti".
  6. Ancora che si lincia Dybala? Meno male è rimasto poco tempo per sfogare le proprie frustrazioni su questo ragazzo... poi vediamo a chi si passa. Dybala è stato messo alla porta senza tanti complimenti e fa bene ad andare ovunque più gli aggrada... anche se andasse all'Inter. Se non hanno avuto loro rispetto per un giocatore che è stato per 7 anni alla Juve, non vedo il motivo per il quale lui da professionista, non debba andare dove meglio gli conviene. Se uno viene sfrattato da casa, può andare ad abitare dove ne trova una conveniente... non è che deve escludere quella del "nemico" dell'ex padrone di casa per il rispetto verso chi lo ha cacciato fuori senza farsi alcun tipo di problema.
  7. Miretti, oggi a Genova giocherà la seconda partita da titolare consecutiva: al centro della Juve, a18 anni. Allegri in questa stagione ha concesso minuti a cinque giovani: Fabio, Aké, Soulé, De Winter e DaGraca: solo tre sono partiti titolari, solo uno farà il bis, lui. Di più: negli ultimi 10 anni nessun diciottenne aveva mai messo insieme due presenze in bianconero di fila. Gli esami però continuano: oggi il secondo, poi nelle ultime giornate possibili supplementi, anche per capire cosa fare del giovane che ha De Bruyne e Nedved come idoli e Locatelli come ispirazione quotidiana. Il progetto era di fargli seguire la strada di Fagioli e Ranocchia, con un anno di esperienza in prestito in B, ma chissà che questo finale di annata non faccia cambiare i piani, convincendo staff tecnico e dirigenza a tenerlo alla Continassa.
  8. "Il suo è un prestito ma è come se fosse un affare fatto, è un giocatore del Tottenham al 100% in ogni aspetto, non ufficialmente ma è un giocatore del Tottenham al 100%". Così Antonio Conte su Kulusevski, che la Juve ha dato in prestito al Tottenham fino al giugno 2023. Da capire ora se i club possono accordarsi per un riscatto anticipato. La cifra stabilita, da accordo, è 35 milioni.
  9. Che finale è stato? E' successo di tutto. "Sì, abbiamo cercato di spingere tutti in avanti, mettendo pressione per cercare il gol del pari ed è arrivato. Dopo quello, con un po' di lucidità nell'ultimo passaggio, potevamo fare sicuramente il secondo gol vista la loro inferiorità numerica. Peccato perchè questa partita con tre punti portati a casa ci dava tanto". Qual è la tua situazione su quel rigore-non rigore? Chiedevi alla panchina se dovevi calciarlo tu o Vlahovic, stavate dando per scontato che fosse rigore. "A noi dal campo sembrava dentro, poi abbiamo la Var che ci permette di identificare il punto esatto, è stato valutato fuori area, poi è stata data la punizione e non è sorto nessun dubbio su chi dovesse tirare". Quest'anno fate fatica allo Stadium. C'è stato qualche problema di pressione? "No, quando giochi alla Juventus la pressione ce l'hai sempre, sia dentro che fuori dal campo. Ovvio che in alcune situazioni l'apporto del pubblico ci serve per tirare fuori qualcosa in più, a volte da soli non riusciamo, questo è quello che chiediamo ai nostri tifosi adesso che c'è lo stadio pieno al 100%. Detto questo noi abbiamo cercato di portare a casa una vittoria, non ci siamo riusciti, peccato!".
  10. Cuadrado ha collezionato la presenza stagionale numero 40 nella Juve, lo scorso sabato a Cagliari, e così è scattato automaticamente il rinnovo del contratto per un altro anno con la stessa cifra, vale a dire 5 milioni annui.. L’ipotesi di un accordo fino al 2024 con l’ingaggio “spalmato”, dunque, è saltata dopo mesi di trattative e la richiesta è stata quella di rispettare gli accordi sottoscritti nel novembre 2019. Ci sono state difficoltà nel trovare un compromesso tra le necessità dei dirigenti e le proposte dell’agente di Cuadrado, facendo così maturare il primo “no” di un calciatore al nuovo corso. Allegri stasera lo schiererà titolare anche se non è al 100% della condizione. Gli infortuni a centrocampo costringono il quasi 34enne a fare gli straordinari nel 4-2-3-1 che il tecnico livornese ha in mente con Danilo spostato in mezzo al campo. . Cuadrado dovrà innescare il tridente Dybala-Vlahovic-Morata e può tagliare il traguardo dei 3000 minuti giocati in stagione.
  11. Kean non ha convinto, non solo per i pochi gol segnati, ma anche sotto il profilo dell’impegno. I numeri raccontano di una stagione decisamente deludente, soprattutto se paragonati a quelli del 2021-22: media tiri a partita e percentuale realizzativa sono nettamente inferiori rispetto all’annata parigina e i 19 centri con cui chiuse la scorsa stagione sono un miraggio. Kean non ha giocato tantissimo ma non ha neanche sfruttato benissimo le occasioni che Allegri gli ha concesso. Spesso è entrato svagato, cosa che ha fatto arrabbiare parecchio il tecnico, che però pubblicamente lo ha sempre difeso. Il suo rendimento mette in discussione anche il suo futuro. Moise è arrivato dall’Everton, club proprietario del suo cartellino, con la formula del prestito biennale: la Juventus finora ha pagato 3 milioni e ne dovrà versare altri 4 per il 2022-23. Il riscatto è fissato a 28 milioni ma è subordinato al raggiungimento di determinati obiettivi. Un investimento complessivo da 35 milioni di euro, cifra elevata se commisurata al rendimento attuale. Kean avrà ancora 7 partite per cercare di dare sapore a una stagione insipida. La Juve intanto sta facendo le sue valutazioni. Una delle ipotesi possibili è rinegoziare l’accordo con l’Everton, cercando di spuntare condizioni economiche più favorevoli.
  12. Sono 31 i giocatori attualmente in prestito della Juventus, alcuni di loro (Demiral, Mandragora e Kulusevski) saranno riscatti dalla loro attuale società, per altri si provvederà alla cessione definitiva (come per Pjaca) o nuovo (Ranocchia e Dragusin). Nella lista però c'è anche chi a Torino potrebbe restare e dare parte della Juventus 2022/2023: a contendersi un posto in rosa a centrocampo saranno Fagioli e Rovella mentre sempre in quel settore chi non farà parte dei progetti bianconeri sarà sicuramente Ramsey. Il gallese ha poche possibilità di esser riscattato dai Glasgow e la strada è quella rescissione.
  13. E' tutto da scrivere il futuro di Rabiot. Il contratto del francese scadrà nel 2023 e non c’è in vista l’idea di un prolungamento, quindi a fine stagione sarà tempo di bilanci. Senza rinnovo, la prossima estate sarà l’ultima buona occasione per monetizzare la sua cessione, a meno di perderlo a zero tra un anno. Sarà decisivo il parere di Allegri per capire se Adrien farà ancora parte del progetto, o meno, ma poi un ruolo fondamentale verrà giocato anche dal mercato. E l’ingaggio da 7 milioni all’anno non aiuta a trovare acquirenti.
  14. È a centrocampo che si profilano le grandi manovre, visto che il grande colpo per l'attacco resta Vlahovic, in attesa di capire se poter trattenere Morata a prezzo di saldo. Come in passato è ripreso il lavoro di Kezman per valutare l'affondo della Juve per Milinkovic da anni ritenuto una prima scelta, ma Lotito con annessa maxi-valutazione rimane un ostacolo enorme. In città aleggia sempre il fantasma di Pogba, il suo ritorno sarebbe preso in considerazione solo alle proprie condizioni dal club, ragionamento simile per Jorginho. Intanto torna d'attualità pure Tielemans, a un anno dalla scadenza di contratto alla Continassa sperano che possa crollare il muro imposto dal Leicester la scorsa estate. In difesa si sta lavorando per il post-Chiellini. Prosegue la trattativa con Rüdiger, l'offerta della Juve c'è ed è ritenuta importante, ma la distanza rispetto alle richieste resiste così come la concorrenza. In atto ultimi tentativi di inserimento tra l'Inter e Bremer, senza troppa speranza. E poi si resta alla finestra con la consapevolezza che un centrale titolare serve. Mentre sugli esterni si lavora in prospettiva.
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