Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Deborah J

Vs Supporto
  • Numero contenuti

    10.106
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni con più "mi piace"

    8

Tutti i contenuti di Deborah J

  1. Il Chelsea libera il posto in squadra per accogliere Gonzalo Higuain dal Milan. I Blues di Sarri hanno infatti trovato l’accordo con l’Atletico Madrid per il ritorno in Spagna di Alvaro Morata, 26 anni ed ex Juve. L’attaccante spagnolo, che dal 2010 al 2014 aveva vestito la maglia del Real Madrid, sta dunque per passare ai cugini. È stato Diego Simeone, l’allenatore dell’Atletico, a insistere e volere con insistenza Morata, un po’ come Maurizio Sarri ha fatto per riabbracciare il suo pupillo Higuain, dopo i due anni insieme al Napoli. Curiosamente Morata, negli ottavi di Champions League, affronterà da avversario, con la maglia dei Colchoneros, proprio la Juventus, nella quale giocò dal 2014 al 2016. La Stampa
  2. IL CONTATTO CHELSEA-JUVE. Ieri verso l’ora di pranzo la Granovskaia e Paratici hanno approfondito discorsi avviati da giorni. Quindi, siamo seri, la storia dell’ultratrentenne che il Chelsea non vorrebbe prendere è una barzelletta smontata dai fatti. Il Chelsea ha ribadito la volontà di voler subentrare nel prestito, garantendo il riscatto a determinate condizioni (presenze e gol del Pipita a Londra sponda Blues). Sul prestito per sei mesi la Juve continua a non sentirci, ma le parti si stanno ammorbidendo sempre più per mille motivi. Il primo e forse il più importante: la Juve sa che un Gonzalo scontento in rossonero, rispetto a un Gonzalo stramotivato con Sarri, farebbe decollare a dismisura il rendimento. Con chi ha segnato 36 gol il Pipita, chi c’era in panchina a Napoli? Alla Juve conviene che la seconda parte della stagione sia ricca di soddisfazioni per l’argentino, si sta ragionando e smussando gli angoli nel migliore dei modi. Un prestito per 18 mesi, valutato, comporterebbe problemi di ammortamento, ma la cosa più importante è che siamo entrati nel vialone che porta agli accordi. I dialoghi tra Juve e Chelsea possono contenere altri affari (Emerson Palmieri, può essere un discorso nell'immediato, al quel punto Spinazzola sarebbe libero di andare in prestito a Bologna), oppure per la prossima estate. Il Chelsea per ora ha bloccato Zappacosta (alla Lazio chiede una formula che non sia prestito con diritto), apprezza Rogerio oggi a Sassuolo, ma i giochi sulle fasce hanno ovviamente una minore priorità rispetto alla vicenda per il centrocampista da regalare a Sarri, con Paredes sempre in bella evidenza.Morata aspetta: vuole l’Atletico Madrid, assolutamente ricambiato, ma prima occorre trovare la quadratura Juve-Chelsea-Milan-Genoa. Corriere dello Sport
  3. Marchisio spegne 33 candeline: quanto amore dal popolo della Juventus! Messaggi di affetto e auguri sui social da parte degli ex compagni e dei tifosi bianconeri per il Principino. AUGURI CLAUDIO!!!!
  4. Il numero dieci sulle spalle, un peso che non è ancora insostenibile ma di questo passo Paulo Dybala dovrà fare i conti con sé stesso. In ballo c'è pure un futuro da protagonista vero nella Juve. Ruolo nuovo, difficoltà assortite: il girone di ritorno spalanca all'argentino la possibilità di tenere la barra dritta. E convolare al gol con più facilità, cominciando da lunedì sera contro il Chievo. Il vero Dybala lo abbiamo visto solamente in Champions, mettiamola così. Non è poco, perché all'Old Trasford la Juve ha saputo scolpire tutte le proprie ambizioni europee. Soppesare i soli due gol dell'argentino nel girone di andata in confronto ai 14 dello scorso anno a questo punto, sarebbe impietoso. Piuttosto, una bella cartina di tornasole sarà la seconda parte di stagione. Non che due anni fa, del resto, il Dybala che per la prima volta indossava il numero dieci della Juve – fresca eredità di Pogba – fosse molto diverso da questo, numeri alla mano. Soltanto quattro gol al giro di boa e appuntamento con la Joya migliore slittato più in là. Fino a farsi trascinatore di quella squadra in marcia verso la finale di Champions League a Cardiff. La doppietta da urlo contro il Barcellona nei quarti, passaggio del turno messo in tasca con una serata monstre per merito di Dybala l'imprendibile. Un diesel in marcia verso l'obiettivo migliore, diluendo le energie. Un primo assaggio, oltre che a Manchester, si è avuto nel girone di Champions coi quattro gol segnati allo Young Boys tra andata e ritorno. Paulo con la Supercoppa Italiana ha appena sollevato il suo ottavo trofeo da quando gioca nella Juventus, una spinta in più esattamente come quella che arriva dalla nazionale argentina. Lì ci sono tutti i presupposti per svoltare, con riflessi su una Juve che ha sempre bisogno di Dybala. La Joya ha infilato tre partite consecutive da titolare con la Seleccion, impreziosite da due assist prima di segnare al Messico in novembre. Tutto fa brodo, anche trattandosi di amichevoli. Ma c'è di mezzo un ideale passaggio di consegne, nella squadra rimasta devota fino all'ultimo Mondiale a un totem come Leo Messi. Poi la Coppa America all'orizzonte, la prossima estate. Con Dybala che può arrivarci caricato a pallettoni. Dipende da lui, sempre atteso al varco. Fonte: Il Corriere dello Sport
  5. «Lo scudetto non basta più, ora serve altro per la Juve». Edgar Davids invita i bianconeri a continuare ad alzare l’asticella, proprio come amava fare l’olandese in campo.Edgar Davids invita i bianconeri a continuare ad alzare l’asticella, proprio come amava fare l’olandese in campo. Sorriso solare, occhiali scuri e le inseparabili treccine, l’ex centrocampista di Milan e Juve ieri era a Firenze, in occasione di Pitti Bimbo, dove tra gli altri stand c’è quello del suo marchio Monta Junior, specializzato in abbigliamento per bambini. 1 Davids, dopo aver vinto la Supercoppa sarà una Juve pigliatutto quest’anno? «Credo che in questa stagione sia in grado di vincere la Champions, anche se è una competizione molto particolare: la bellezza di questa coppa è che la possono conquistare in tanti. Con Cristiano Ronaldo ci sono certamente molte possibilità in più. In campionato, la squadra di Allegri sta facendo qualcosa di incredibile. In Italia non è mai successo che un club vincesse così tanti scudetti di fila». 2 C’è un giocatore che le assomiglia? «Il calcio è cambiato e non vado a ricercare chi possa essere simile a me. Mi piace molto Matuidi, col quale ho anche avuto modo di parlare. Dopo il Mondiale mi sembra già cresciuto. Credo che possa ancora progredire, ho molta fiducia in lui». 3 Che pensa del talento olandese De Ligt seguito anche dalla Juve? «È un giovane molto bravo, ha talento, ma quando esci dal tuo Paese per giocare nelle big qualcosa può anche cambiare. Mi aspetto comunque che continui così». La Stampa
  6. Allegri in Arabia Saudita ha conquistato la sua personale Decima e in testa ha la vittoria numero 11 (campionato) e soprattutto 12, la Champions League. Che sarebbe la numero enne per Cristiano Ronaldo, la prima per lui, la terza per la Juventus. Un gomitolo di numeri per definire una cosa sola: Massimiliano Allegri non sarà l’allenatore più scienziato o più spumeggiante, parlando di gioco, ma ha un curriculum impressionante. E forse non è soltanto merito dei campioni che ha potuto allenare, ma anche del suo modo di farlo. Lo hanno paragonato a tanti: Capello per la lucidità nei cambi, Lippi per la gestione dello spogliatoio, Ancelotti per il modo di allentare la pressione quando serve e mettere in grado direndere al massimo le prime donne. In realtà Allegri è Allegri, uno che si è evoluto passo dopo passo e che si ritrova con 12 trofei in casa. Dieci da allenatore della Juventus: quattro scudetti, due Supercoppe italiane, quattro coppe Italia. Ha battuto tanti record di efficienza, ha messo in fila numeri irraggiungibili anche per i top della panchina, ha fatto maturare giocatori che potrebbero diventare importanti per il futuro del calcio italiano e fatto rendere al massimo i senatori.Gli manca l’Europa, obiettivo che sostiene di perseguire senza stress.Il tecnico della Juventus è arrivato a quota 10 e forse è il momento di mettere ordine. Al primo posto il primo scudetto, scolpito nella memoria come il primo campionato vinto, ed era al Milan. Roma 2011, neppure dieci anni e sembrano secoli. Allegri aveva più capelli, Galliani era ancora in sella, Barbara Berlusconi faceva la sua prima apparizione da dirigente. Coincidenze: l’altro scudetto particolarmente significativo nella carriera di Allegri è quello vinto all’Olimpico l’anno scorso. La Juventus ormai ha fatto l’abitudine ai titoli nazionali e anche lui, ma quel titolo somiglia un po’ al primo vinto in bianconero per il cammino spigoloso, perché Allegri non era stato accolto bene. Storia ormai nota, come sono noti i rischi di sconfitta corsi nell’annata magica di Sarri. Il dominio continua, mancano le coppe europee, finora ce ne sono tante italiane. Anche in questo caso, è facile scegliere che cosa mettere ai primi posti nel libro che racconta la sua carriera: la prima coppa Italia, quella del Double che è diventato un’abitudine. FUTURO «La ragione dell’insuccesso sta nel crearsi delle abitudini», ammoniva un grande saggista inglese, esperto d’arte almeno quanto Allegri è esperto di pittori del calcio. Eppure il suo futuro pare non dipendere dai risultati. Potrebbe vincere la Champions e andarsene, perderla e restare, vincerla e provare a creare un ciclo eccezionale come quello del Real Madrid. Perché il signor Grandi Numeri resta un uomo estroso. A Torino sta bene, nel futuro potrebbero esserci soltanto destinazioni first class come Real Madrid (in Spagna si parla già di meeting di mercato con Florentino Perez) o Manchester United. Qui non è più questione di numeri, ma di sensazioni. Perché l’uomo, in fondo, è rimasto quello che faceva arrabbiare Cellino ai tempi del Cagliari e poi lo incantava. Un imprevedibile. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. CR7 REGOLARE CAN SU CONTI: UN’ENTRATA MOLTO DUBBIA, PERCHÉ BANTI NON LA RIVEDE? Al 33’ del primo tempo, frettoloso (e dubbio) lo sbandieramento su Cutrone lanciato in porta sulla sinistra, Alex Sandro al centro del campo sembra tenerlo in linea: il primo assistente Preti avrebbe dovuto aspettare la fine dell’azione per avere l’opzione Var. Al 44’, brutto intervento di Pjanic a gambe unite su Calhanoglu, solo giallo. Stessa cosa per Castillejo nel recupero, vittima Matuidi. Nella ripresa, al 9’ Ronaldo invoca un calcio di rigore per un fallo di mani di Zapata che smorza un suo cross, ma il braccio è quasi aderente al corpo. Al 16’, è buono il gol del vantaggio di Ronaldo, in linea con Rodriguez. Al 23’ invece viene (giustamente) annullato per fuorigioco il raddoppio di Dybala. Espulso al 27’ Kessie per un pestone a Emre Can: giallo trasformato in rosso da Guida alla Var. Pochi secondi prima, Banti non estrae il giallo per un intervento duro di Matuidi su Calabria. Al 41’, l’entrata in scivolata di Emre Can su Conti in area bianconera è molto sospetta: il tedesco sembra non toccare la palla e Banti lascia correre. Sarebbe stato opportuno almeno andare al monitor. La Gazzetta dello Sport Avrebbe meritato un congedo diverso, alla... Banti. Perché l’errore più grave (a parte Emre Can-Conti, decisivo sul risultato) è stato quello di non essere stato Luca Banti, il nostro arbitro più inglese: 28 falli (di solito ne fischia una quindicina), 7 ammoniti (un’enormità per lui, anche rapportati alla partita) e un espulso (al VAR). Chissà cosa dirà Rizzoli, visto in versione Lawrence d’Arabia con tanto di turbante (?) stile vacanza saudita. RIGORE Ci stava il rigore quasi allo scadere per un’entrata (precedente alla leggera tirata di maglia a parti invertite) di Emre Can su Conti: il giocatore bianconero è molto imprudente, non tocca mai il pallone, braccio destro sulle spalle dell’avversario. La colpa, Banti, la divida pure con il VAR Guida: il fatto che sia una valutazione dell’arbitro centrale, non lo esime dall’intervenire. Fra l’altro, poteva invitarlo a rivedere le immagini. Anche per una questione di... furbizia. NO RIGORE Tocco di Ronaldo, pallone sul braccio sinistro di Zapata: non è rigore (lo si faccia vedere per fissare i punti fermi), il braccio è parallelo al tronco, è in posizione congrua con l’azione. Corretto il rosso a Kessie: l’intervento è col piede a martello (anche se non affonda), pallone già molto lontano, qui Banti avrebbe dovuto vederlo da solo. Per fortuna che c’è il VAR. Corriere dello Sport
  8. La situazione di Leonardo Spinazzola è decisamente aperta. Il terzino è felice di restare alla Juventus, che però potrebbe (vorrebbe?) cederlo nel caso in cui arrivasse una buona offerta. Sarebbe una plusvalenza, ma resta un’operazione complicata: la Juve dovrebbe trovare un sostituto e non è così semplice che si concretizzino le idee Emerson Palmieri, in panchina ma non così scontento al Chelsea, e Darmian. La Gazzetta dello Sport Molto del mercato invernale della Juve passa sempre da Londra. C’è Aaron Ramsey in ballo, prima di tutto: accordo già raggiunto col giocatore per giugno, si lavora ai fianchi dell’Arsenal per anticipare il colpo di sei mesi. Poi c’è il nodo Gonzalo Higuain: il Pipita passerà dalla Juve al Chelsea via Milan, operazione in prestito di sei mesi con opzione per un altro anno e conseguente diritto di riscatto entro il 30 giugno 2020. Con il Chelsea poi si parla anche di Emerson Palmieri: il tentativo è concreto, la Juve vorrebbe ottenere un prestito mai Blues prendono tempo. Dall’arrivo di Emerson Palmieri (o di Matteo Darmian) sembra dipendere la permanenza di Leonardo Spinazzola, richiesto dal Bologna e bloccato dalla Juve. Fonte: Corriere di Torino
  9. TORINO - L’occasione di Bernardeschi, che non vede la titolarità in campionato da ottobre, si sta avvicinando. La prima parte di stagione è scivolata via un po' così, in modo incolore e a basso minutaggio. Ma un girone fa, Berna si rendeva giustiziere del Chievo quando tutti gli occhi erano puntati sul debutto di Cristiano Ronaldo: parte in causa nell'azione del pareggio, diagonale per il sorpasso in pieno recupero. L'avvio di campionato stava aprendo a Bernardeshi prospettive interessanti. Svanite in tutta fretta, ma c'è ancora del tempo per rimettersi in pari. Col Bologna, Berna ha scaldato il motore. Gol a freddo in Coppa Italia, apripista di un passaggio del Berna, amuleto Chievo per ripartire SOTTO ESAME. L’OMBRA DI RAMSEY turno sette giorni fa e un modo come un altro per mandare il giusto segnale ad Allegri. E al mercato della Juve, compreso l'arrivo di Ramsey – che se fosse immediato, ridisegnerebbe le gerarchie bianconere – ormai di dominio pubblico e che certamente non mette la strada in discesa a Federico Bernardeschi. Quasi quaranta milioni alla Fiorentina spesi per lui, un anno e mezzo fa, con la prova di maturità ancora rimandata. Nel senso che Berna procede a sprazzi. «Devo dare continuità al mio lavoro, dopo due piccoli infortuni: chiaro che sono sempre in discussione», spiegava Bernardeschi la settimana scorsa. «La Juve mi ha dato molto e devo essere pronto a sfidare me stesso anche a livello mentale». ». Il Chievo non è solo il ricordo della prima di campionato in cui luccicava Bernardeschi, eroe quasi per caso. Federico ha nei veronesi la squadra contro la quale ha segnato il suo primo gol in serie A: maggio del 2015, ai tempi della Fiorentina. Anche quella volta gol e assist nella stessa partita, anche allora problemi fisici da smaltire del tutto. Berna non è il tipo che rimane indietro, né tantomeno che perde il treno giusto. Fonte: Il Corriere dello Sport
  10. Volete Pogba? Dateci Douglas Costa. La Juventus continua a pensare al ritorno del centrocampista francese e così il Manchester United chiede di arrivare ad uno scambio con il forte attaccante brasiliano che viene considerato dalla dirigenza bianconera un’arma importante per arrivare alla conquista della Champions League. La Juve ci pensa, ma in questo momento la società vede più contro che pro in questo tipo di operazione e l’obiettivo primario sarebbe prendere sì Pogba ma non rinunciare ad un giocatore che può decidere le partite con un suo colpo di genio. Per questi motivi, molto probabilmente la proposta degli inglesi non verrà accolta. A scriverlo è il quotidiano Tuttosport.
  11. Oltre ad essere un grandissimo giocatore, è anche umile: "Da Alex Sandro posso imparare molto, è uno dei terzini più forti". Grande Cancelo, un acquisto davvero fantastico.
  12. E' talmente "terra terra" che guardate un po' tra chi si trova... strano non abbiano chiamato un fuoriclasse al suo posto.
  13. Ronaldo è un fenomeno, i fuoriclasse sono giocatori come Zidane e altri. Non vedo perchè vi dà fastidio se Il Corriere dello Sport (e tanti altri giornali e addetti ai lavori) dicono Dybala sia un fuoriclasse. Una volta tanto che anche gli antijuntini dicono una cosa buona di un giocatore della Juventus, per poco non organizzate una rivoluzione "Uniti con forcone per giustiziare chi ha osato dire una cosa del genere su Dybala". Tutto questo ha dell'assurdo.
  14. Nei pensieri del Genoa non frulla soltanto Krzysztof Piatek, sempre più sedotto dal Diavolo. Il Grifone ha altro nella testa, in entrata e uscita, e ne sta parlando insistentemente con la Juve: il telefono è caldo da giorni ormai, ma si è appena passati alla fase due, l’incontro vis a vis. A Milano, nella zona bar dell’hotel Bulgari, si sono appena confrontati allo stesso tavolo il presidente rossoblù Enrico Preziosi e il capo dell’area sport bianconera Fabio Paratici, accompagnato da Federico Cherubini. Tema del giorno, gli affari che bollono in pentola tra i due club. In primis, si è definito il ritorno di Stefano Sturaro a casa base, nella società che l’ha lanciato: “Sì, arriverà”, ha confermato Preziosi all’uscita. Sull’autostrada per Torino, invece, la Juve vorrebbe presto o tardi spalancare le braccia a Cristian Romero: si smussano gli angoli perché il difensore argentino arrivi a titolo definitivo. L’idea bianconera è di concludere un’operazione alla Caldara: prenderlo subito (il club di Preziosi chiede 20-25 milioni) per lasciarlo però per 6 o 18 mesi. “Hanno chiesto informazioni, ma se ne riparla a giugno”, ha subito nicchiato il presidente rossoblù. OCCHIO A ZURKOWSKI — A Genoa si intendono di talenti polacchi, quei 19 gol del Pistolero in Serie A sono lì ad evidenziarlo. Per questo le due alleate brigano per fare arrivare in Italia Szymon Zurkowski, professione centrocampista, classe ‘97 del Gornik Zabrze. Sì, proprio la squadra che era andato a visionare Gaetano Scirea in quel viaggio maledetto, il suo ultimo, nel settembre 1989. In questo caso, la trattativa di mercato è una classica opera di sinergia: Zurkowski arriverebbe a Marassi in maglia Grifone, ma con la longa manus della Signora. NO SU KEAN — Tra amici ci si può dire di no. E no ha detto Fabio Paratici alle insistenze di Preziosi su un giocatore: il Genoa vorrebbe sostituire Piatek con Moise Kean, autentico pallino di Cesare Prandelli, convinto che l’azzurrino sia destinato a brillare di luce abbagliante. La Signora esclude l’eventualità e si è decisa a trattenerlo: servirà da qui a fine anno, soprattutto vista l’assenza di Mandzukic per due settimane. E poi sempre meglio tenerlo a bottega con Cristiano. Il Genoa ha fatto pure richiesta per Marko Pjaca, ma è difficile che il croato si muova da Firenze in direzione Genova. Sarà invece riscattato Luca Zanimacchia, esterno offensivo classe ‘98 tra i più positivi nella Juve Under 23: il nuovo responsabile Filippo Fusco rivelerà, infatti, il cartellino di proprietà del Genoa. Gazzetta
  15. Verso il primo impegno di campionato del 2019 sarà disponibile anche Douglas Costa, uscito dolorante dalla partita col Milan: il brasiliano era regolarmente in gruppo, ma contro il Chievo potrebbe partire dalla panchina. Terapie per Bentancur e Pjanic, il quale peraltro è squalificato lunedì. La gestione dei giocatori in infermeria – oltre a Cuadrado e Mandzukic sono fuori anche Benatia e Barzagli – è fondamentale: Allegri nel ruotare gli uomini – probabile riposo per Chiellini e Cancelo nel posticipo – pensa anche alle complicate trasferte con Lazio e Atalanta (Coppa Italia in gara secca) in divenire. La Gazzetta dello Sport Corriere dello Sport
  16. Lo chiede da anni, ma l’antico desiderio di Massimiliano Allegri ora può veramente realizzarsi. La Juve vuole prendere Isco, sempre più lontano dai progetti del Real Madrid e quasi un fuori rosa nella squadra di Solari, piazzando così un altro colpo da urlo. Un tentativo per questo gennaio è complesso, anche perché i bianconeri provano ad anticipare lo sbarco del nuovo rinforzo Aaron Ramsey, ma per l’estate i ragionamenti sono già in corso. Nulla è impossibile e l’arrivo di Ronaldo l’ha ampiamente dimostrato, ma le possibilità di Paratici sono in grande crescita grazie alla frattura sempre più profonda tra il centrocampista spagnolo e il tecnico argentino che ha preso il posto dell’esonerato Lopetegui. Isco vuole andare via dopo essere diventato un panchinaro fisso dei Blancos ed esser stato umiliato nell’ultima sfida (inutile) di Coppa del Re: titolare contro il Leganes, in un Real già qualificato e pieno di seconde linee, è stato sostituito dopo 68 minuti per fare posto al giovane sconosciuto C. Gonzalez. Uscendo dal campo ha ignorato con forza il suo allenatore e ora Isco riflette sul futuro: la società sostiene Scolari in questa «guerra fredda», figlia di una rivoluzione che colpisce anche Marcelo e può avere effetti su Modric, mentre lui è pronto a battagliare per cambiare aria e rendere così innocua la clausola da 700 milioni che Perez aveva fissato tempo fa per il suo cartellino. Ramsey subito, no dell’Arsenal Anche CR7 aveva una clausola da record, ovvero da un miliardo, ma era riuscito a strappare un via libera da 100 milioni che la Juve ha esercitato con il colpo del secolo. Isco non avrà l’appeal e il palmarès di Ronaldo, ma è uno dei centrocampisti offensivi più forti al mondo e in questa Juve che cambia continuamente pelle può rappresentare il gioiello assoluto. Per questo motivo le riflessioni sono continue in un reparto dove Emre Can e Bentancur sono il futuro, mentre Pjanic sta diventando uno dei registi più completi e Matuidi è la garanzia assoluta. L’arrivo dello svincolato d’oro Ramsey, che la Juve prova ad anticipare a gennaio con un’offerta da 10 milioni all’Arsenal (ipotesi respinta dagli inglesi), spinge Khedira verso l’uscita. Le grandi manovre a centrocampo, però, sono appena iniziate. E sfumato Pogba, la Juve guarda anche in prospettiva per strappare l’azzurro Sandro Tonali alla concorrenza di Inter, Napoli, Roma e Milan: con il Brescia ci sono già stati contatti per questo talentuoso 18enne, anche se Cellino chiede 30 milioni. La caccia è aperta e i bianconeri partono dalla pole Fonte: La Stampa
  17. Che strano vedere che giornali detti "antijuventini" parlano bene di un giocatore della Juventus, e tifosi della stessa vanno cercando di tutto per contraddire quello che di buono dicono.
  18. Si, certo... i giornali ne parlano bene perchè devono vendere, mezzo mondo lo esalta perchè non capisce nulla, come Lippi, Maradona, Messi, Del Piero e tanti altri che non sanno cosa sia il calcio, la Juve gli dà 7 milioni all'anno perchè è una pippa... e i tifosi lo difendono perchè sono bimbi fan.
  19. Infatti, pure l'articolo di stamattina del Corriere dello Sport lo definisce "fuoriclasse". Sono tutti incompetenti. Non lo è solo per quelli a cui non piace.
  20. Infatti, Ronaldo ha chiaramente fatto capire con queste parole ai giornalisti: "Si parla spesso del possibile arrivo a Torino di altri giocatori del Real come Marcelo e Isco. Vedo che scrivete di James, di Bale, di Asensio, ma sono onesto, la Juventus non ha bisogno di altri giocatori. Marcelo è forte, noi apriamo le porte ai buoni giocatori e Marcelo è uno di loro” Vedi, solo su Marcelo ha fatto riferimento positivo.
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.