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  1. Le serate giuste sono quelle in cui l’istinto viaggia a una velocità superiore rispetto a quella del pallone. Paulo Dybala l’ha capito quando ha visto Cristiano Ronaldo accarezzargli un pallone dopo una manciata di minuti, e ha calciato con la leggerezza di chi sa già come andrà a finire. Ha tirato quasi da fermo, un sinistro all’incrocio che è stato l’antipasto di una partita griffata Dybaldo. Paulo ha segnato e festeggiato con la Siuu Mask, la nuova esultanza lanciata da CR7 contro il Sassuolo: ha fatto il saltello del Siuu ronaldiano mentre la mano destra mimava la Dybala Mask, il suo marchio di fabbrica. I due avevano deciso di scambiarsi le esultanze, Cristiano lo aveva fatto subito al Mapei Stadium, Paulo ha dovuto aspettare una settimana in più. Poi il diez si è goduto il sorbetto al tramonto di una prestazione deliziosa, ovvero il 3-0 di Ronaldo suggellato dalla Siuu Mask del portoghese e dall’abbraccio affettuoso tra i due. PRIMA VOLTA IN COPPIA Cristiano ha segnato la rete numero 21 con la Juventus (la diciannovesima in campionato) con un destro prepotente. Ha voluto giocare e ci teneva a segnare, così subito dopo Allegri gli ha regalato il lungo applauso dello Stadium, risparmiandogli la mezzoretta finale. Un assist e un gol anche in una serata senza abito di gala, ecco perché del bionico non si può fare a meno. Non era mai successo prima che il Dybaldo si esibisse in coppia: il Frosinone è la prima squadra cui hanno fatto centro entrambi. A pochgiorni dalla sfida del Wanda Metropolitano, primo round degli ottavi di Champions League contro il burbero Atletico del Cholo Simeone, sembra un segno del destino. Dybala era a digiuno da oltre due mesi (più di tre in campionato), l’ultima rete l’aveva segnata in Champions, competizione in cui è il miglior realizzatore (5 gol). Cristiano invece in Europa è stranamente fermoauno ma negli ottavi ha una tradizione decisamente favorevole. Paulo ha aggiunto al cammeo dell’1-0 una prestazione di classe e di sostanza. L’avversario non era irresistibile, però Cristiano, Mandzukic, Dybala e Khedira hanno convissuto senza difficoltà. Probabilmente Allegri adesso avrà qualche dubbio in più nello scegliere gli undici di Madrid. UNO SI SBLOCCA, L’ALTRO S’ABBUFFA «Dybala è un nostro patrimonio - aveva detto il vice presidente bianconero Pavel Nedved -. Col Sassuolo non era titolare ma quando è entrato ha fatto veramente bene». Paulo spera di poter dare il suo contributo anche mercoledì. Segnare gli serviva per sbloccarsi, poi ha giocato a tutto campo e con la testa sgombra. «Ha fatto un gran gol - l’ha lodato Allegri - sono contento perché ne aveva bisogno». Ronaldo non ha il problema dell’astinenza, è capocannoniere del campionato, però insegue il gol in ogni partita come se fosse un’ossessione. Dopo mesi di rodaggio, il Dybaldo ha dimostrato di poter essere una coppia vincente. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. Dybala ha segnato un gol più bello dell’altro… nel vero senso della parola. Il primo, per estetica, è superiore: lancio da un’altra provincia di Bonucci – stupendo, il primo assist per festeggiare la 50esima presenza in Champions – e sinistro al volo. Oltre all’esecuzione, conta la preparazione: guardare al replay come Paulo ha preparato quel tiro riconcilia col calcio. Il 2­0 invece è stato un tap­in dopo un tiro di Matuidi respinto da Von Ballmoos e il 3­0 un tocco a porta vuota su assist di Cuadrado. A quel puntoDybala ha esultato col «tre», poi ha unito pollice e indice, forse per mostrare ancora tre dita alte, forse come dedica alla sua «O» preferita, la fidanzata Oriana. In una serata speciale, Paulo ha rischiato difinire le dita: nel primo tempo ha calciato addosso al portiere, nel secondo ha colpito un palo col destro (!). Quei gol potevano essere cinque. I conti aggiornati fanno comunque paura: ha segnato 53 gol bianconeri in campionato e 9 in Champions. Il finale logistato tutto per lui. Von Bergen, che 40’ prima lo aveva travolto in area con la gentilezza di una ruspa, è andato ad abbracciarlo. Bonucci e Chiellini gli hanno fatto i complimenti su Instagram e Alex Sandro ha giudicato «grandissima» la sua partita. Allegri invece ne ha fatta una questione di posizione: «La prestazione di Dybala è stata importante – ha detto –. E’ stato bravo ad avviare l’azione e andare a chiuderla. Lui e Ronaldo hanno più gol nei piedi degli altri». Quando gli arbitri gli hanno consegnato il pallone, a fine partita, Paulo ha fatto quello che fanno i bambini: lo ha guardato e lo ha fatto rimbalzare. Una, due, tre volte. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Paulo Dybala si presenterà a Torino con una bella cera. Perché nella pancia del MetLife Stadium del New Jersey ha un ottimo umore. Oggettivamente, l’avventura negli Usa con la Selecciòn non dovrebbe avergli alzato troppo il morale, ma probabilmente gli ha trasmesso nuovi stimoli. Contro il Guatemala non ha giocato, perché si è aggregato al gruppo soltanto il giorno prima. 68 i gol di Dybala alla Juventus: 142 le presenze. Così invece in A: 100 presenze e 52 reti Dybala, come giudica la sua 14esima presenza in Nazionale, dopo l’ultima breve apparizione con la Croazia al Mondiale? «Sono venuto qui con tanta voglia di lavorare: con tecnici nuovi che trasmettono positività e lanciano bei messaggi. Siamo un gruppo molto bello, giovane e ambizioso. E per questo è un ambiente competitivo». Al punto che è andato in panchina anche contro la Colombia. Dica la verità, si aspettava di partire da titolare. No, lo sapevo prima: l’allenatore mi aveva parlato. Io sono arrivato tardi. Loro hanno lavorato bene durante tutta la settimana e il c.t. ha preso una decisione che io rispetto. È in campo che devo dimostrare di meritarmi il posto». «Sicuramente voglio tornare a giocare. Arriverò oggi e voglio farmi trovare pronto per domenica. E mercoledì c’è la Champions League contro il Valencia: è una competizione che mi dà tante motivazioni» «Ammetto, non ho iniziato come l’anno passato o anche nel 2016. Una cosa è certa: voglio arrivare a Torino per lavorare con profitto e recuperare il mio posto nella Juve». E con Ronaldo come va? «Benissimo. Dobbiamo solo continuare ad allenarci: abbiamo davanti tutta la stagione». Che cosa ha pensato quando ha saputo che sarebbe arrivato CR7? «Mi son detto che dopo avere la fortuna di giocare con Messi in Nazionale, ora ho la possibilità di essere assieme a Ronaldo nella Juve. Bellissimo» Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Raccontano che Paulo Dybala, già abbacchiato, abbia un cattivo pensiero, così condensabile: visto che andrò via con l’Argentina per dieci giorni, mentre Mandzukic e Ronaldo resteranno a Vinovo, se già sto in panchina adesso cosa succederà dopo? In effetti, l’empatia tattica è questione di talento (sul campo) e di sfinimento (in allenamento). E al momento, restano le telemetrie di queste prime tre giornate di campionato, e mai il numero 10 era stato così poco sul prato, da quando è alla Juve: 101 minuti giocati, contro i 217 della passata stagione, i 256 di quella 2016/17 e i 207 dell’esordio, quando pure al tecnico bianconero veniva imputato di non farlo giocare. Figurarsi ora. Dybala, come farebbe qualsiasi giocatore, non era felice delle scelte di Allegri, anche se non è la prima volta che si ritrova in panchina per due volte filate: era successo nel febbraio scorso, contro Toro e Atalanta, e un anno fa, a San Siro, casa Inter, e a Bologna. All’epoca, però, non c’era Cristiano Ronaldo. Che la Juve abbia i lavori in corso a settembre non è una novità, che Dybala sembri uno qualunque, un po’ sì. Il tecnico, dice, lo sta aspettando: «Paulo ha giocato dei buoni palloni — ha commentato Allegri dopo la sfida di Parma —e soprattutto è entrato con uno spirito giusto per migliorare la condizione». E qui c’è il primo piccolo mistero, se chi vede l’argentino in allenamento lo descrive in buono spolvero, come lui stesso si sente: ma, si sa, i giocatori si metterebbero sempre in campo. Però, le testimonianze non parlano certo di uno fuori condizione. L’impressione è che la questione sia tattica, come già s’era capito nella partita con la Lazio: di questi tempi, Allegri non deve fidarsi troppo del 4-2-3-1, che ha già visto sbandare paurosamente a Verona, casa Chievo, e allora, meglio non prendere troppi rischi. C’è pur sempre lo slogan della ditta: vincere è l’unica cosa che conta. E la Juve lo sta facendo, pur senza incantare. Ricordato il primo postulato di Allegri — «Ogni squadra deve avere equilibrio» — ne deriva il corollario: scordatevi Dybala insieme a Cristiano Ronaldo, almeno per il momento. Guai a rinunciare ai tre centrocampisti e a Mandzukic, uno che è un po’ attaccante e un po’ centrocampista, quando non terzino. Oltre al sapere fiutare il senso delle partite: con i cambi, anche. La storia juventina di Allegri è lì a dimostrarlo, visto che la Juve, ogni stagione, ha attaccato con un assetto e ha chiuso con un altro. Va da sé, non senza migliorare prestazione e risultati. Si passò dal 3-5-2, sempre pronto in garage, al 4-3-1-2 che arrivò alla finale di Berlino, o al 4-2- 3-1 che funzionò fino a quella di Cardiff. «La stagione è lunga», ricorda Allegri, e ripetono i giocatori. Per tradizione e convinzione, il tecnico addenta spesso le annate con cautela: prima l’umiltà, poi la qualità. Solo che, stavolta, il discorso s’è complicato, per ragioni tattiche, tecniche e monetarie. Dallo stipendio di CR7 alle valutazioni di Dybala. «Ogni anno sarà sempre più difficile», è l’altra massima dell’allenatore. L’obiettivo, per un mercato che ha gonfiato ancor di più le ambizioni, sarà farli giocare insieme. Difficile, chissà se impossibile. Fonte: Il Corriere di Torino
  5. A Parma tornerà titolare e centrerà il traguardo di presenze in A con la Juve: 100. L’ascensione di Dybala iniziò dopo la finale persa contro il Barcellona, anno di grazia 2015: salì per la prima volta sull’aereo del club nel triste ritorno da Berlino, poi in tre stagioni si è preso la Juve oltre al numero dei grandi, il 10. Adesso ecco una nuova sfida: comandare i cavalieri nella corte di Ronaldo. Può sembrare strano ma, per cancellare lo stop and go iniziale, Paulo cerca quasi più l’assist per il portoghese che la rete. La comunanza di spirito e di tecnica tra i due è ideale, la conoscenza reciproca in crescita, in più l’argentino è consapevole di dovere modificare certe abitudini in campo per esaltare il nuovo compagno. E pazienza se solo un anno fa i gol di Paulo grandinavano: cinque reti nelle prime due di campionato più una doppietta in Supercoppa italiana contro la Lazio. Raggiungendo la tripla cifra, la Joya potrà pure fare bilanci rotondi: in 99 partite di A in bianconero ha segnato 52 volte. Se poi si aggiungono assist e passaggi smarcanti, ha preso parte attiva a 73 gol in totale. Viaggia leggermente sotto ai livelli di efficienza di due grandi 10 del passato bianconero come Michel Platini, che nelle prime 100 gare di campionato aveva esultato 59 volte, e Roberto Baggio, riuscito ad arrampicarsi a quota 57 reti. Era un'altra era glaciale, ma Sivori ne aveva fatti perfino 74. Meglio, allora, guardare al giovane Del Piero che dovette fermarsi a 32 nello stesso numero di gare. Ma non c’è mai stata una Juve tanto famelica e spietata come quella in cui gioca Dybala: così è nel numero di vittorie che l’argentino stacca la nobile concorrenza. Delle prime sue 99, Paulo ne ha vinte 74 e il numero dieci che più gli si avvicina è Sivori, fermo a 66 successi in 100 partite.Il proposito per Parma adesso è quasi evangelico: senza egoismi, vuole mettere il cappello nella prima rete di Ronaldo, attesa come il giudizio di Dio. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  6. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, Paulo Dybala non può più permettersi passaggi a vuoto o pause. Già la scorsa stagione, quando la Joya non stava rendendo al meglio era scivolato in panchina e aveva vissuto un periodo di appannamento in coincidenza con problemi personali e con la virata di Allegri dal 4-2-3-1 al 4-3- 2-1. Nel corso dei suoi 9 anni al Real Cristiano si è trasformato da esterno destro capace di dribbling ubriacanti a centravanti spietato in area di rigore.Così il fuoriclasse di Funchal è diventato una macchina da gol e ha oscurato i compagni in fase realizzativa. Nella rosa della Juventus il giocatore che, come caratteristiche fisiche, più si avvicina a Benzema è Mandzukic. Può essere lui il partner ideale per CR7, colui che andrà a battagliare con i difensori avversari per liberare gli spazi al Pallone d’Oro. Tra l’altro Allegri è da tempo calcisticamente innamorato del croato che ha “sacrificato” spesso largo nel tridente o nel 4-2-3-1 pur di non rinunciarvi, salvo poi schierarlo centravanti titolare nella finale di Coppa Italia. Letto a posteriori è stato un segnale chiaro in chiave futura Se dunque l’ex Real avrà spesso al suo fianco Mandzukic, Dybala avrà una sola scelta: quella di adattarsi a fare... l’Isco nel 4-3-1-2 che Max potrebbe disegnare. Sulla carta per emulare lo spagnolo del Real gli mancano la dinamicità e la fisicità necessarie per svariare su tutto il fronto offensivo, ma sforzandosi può adattarsi. Fonte: Il Corriere dello Sport
  7. Dybala è pazzo di Joya per l’idea di duettare, triangolare, incantare al fianco di Cristiano Ronaldo. Del resto, nel suo parterre de roi, c’è soltanto il top del top. A partire da Michael Jordan, da lui citato più e più volte, fino a LeBron James, Roger Federer, Lionel Messi e lui, Cristiano Ronaldo da Funchal, isola di Madeira, ieri pomeriggio paparazzato in Grecia. La psicosi per CR7 si vede, si sente, si tocca in ogni angolo della città: Torino vibra in attesa della sua venuta. Ma più ancora dei tifosi juventini, a sentire le voci che gravitano dentro e intorno al mondo Juve, sono gli stessi calciatori bianconeri a non stare più nella pelle al pensiero di giocare con quel moltiplicatore di talento e di voglia di vincere altrui che è l’attaccante cinque volte Pallone d’Oro. Tra questi c’è anche se non soprattutto Paulo da Laguna Larga, che sta cominciando a fare i conti senza l’oste dell’attacco bianconero. Dybala, con quella nuova zazzera argentata, sta provando a immaginare la nuova livrea dell’attacco «edizione Cristiano Ronaldo» che disegnerà Allegri. Quella più probabile, prefisso 4-3-2-1, con Emre Can e Matuidi a scortare Pjanic a centrocampo, vedrebbe l’argentino agire con Douglas Costa tra le linee, alle spalle di CR7, la cui alternativa sarebbe Mandzukic, che Allegri ha detto di voler riportare all’antico mestiere di centravanti.Comunque vada, per Dybala, sarà un successo. Tornerà al centro del mondo Juve. Alla Juventus nessuno è incedibile, ma la regola vale un po’ meno per Paulo. Certo, se lui chiedesse di cambiare aria tutto sarebbe diverso. Ma dal suo clan dicono che il numero 10 sia pazzo di Joya, per l’idea di giocare al fianco di un totem come Cristiano. Il migliore partner possibile per dare l’assalto a quella dolce ossessione bianconera chiamata Champions League. Un trofeo che spesso e volentieri spiana anche la strada per il Pallone d’Oro. Fonte: Il Corriere di Torino
  8. Alla fine si contano i punti e quelli valgono: i numeri della classifica pesano più di montagne di parole. Dopo che i numeri, segnatamente il 92 dei punti, hanno decretato la grandezza della stagione juventina a dispetto di opinioni e accuse, altri numeri puntellano uno dei paletti posti da Giuseppe Marotta in vista del mercato che si sta aprendo: Dybala non si muove. Posizione che l’ad bianconero ha ribadito anche ieri. Un annuncio chiaro e netto, che spazza via i dubbi relativi al futuro del numero 10. I numeri, però, danno anche in questo caso ragione alla Juventus e alla decisione di togliere la Joya dal mercato. Numeri non così assoluti come quelli della classifica di Serie A, anche se sempre di classifiche si tratta: e non solo di quella dei marcatori, che vede Dybala al terzo posto con il suo record personale di 22 gol, preceduto solo da due centravanti puri come Immobile e Icardi. Sono anche classifiche più strutturate a certificare che nella stagione della Joya c’è stata tanta sostanza. L’Osservatorio sul calcio del Cies (Centro internazionale di studi sullo sport) ha stilato la classifica dei 100 migliori giocatori dei cinque maggiori campionati europei, basandosi su un indice di performance ricavato da un’enorme mole di dati. Dybala è terzo con un punteggio di 91,37, davanti a lui solo Messi con 92,12 e David Silva con 91,69. Numeri confermati anche da un altro punto di riferimento della statistica applicata al calcio come Whoscored.com. Sito che assegna ai giocatori un rating, anche qui frutto di una imponente serie di statistiche, in base al quale stila una classifica per ogni competizione. In Serie A comanda proprio Dybala, miglior giocatore del campionato con un rating di 7,76, davanti a Luis Alberto con 7,69 e al Papu Gomez con 7,66. Questa la top 10 Cies: Messi (Barcellona) 92,12; Silva (City) 91,69; Dybala (Juve) 91,37; Aguero (City) 90,48; Otamendi (City) 90,47; Salah (Liverpool) 90,45; Fernandinho (City) 90,45; De Bruyne (City) 90,14; Sterling (City)89,76; Lewandowski (Bayern) 89,61. Tuttosport.com
  9. In Calabria si è vista la copia meno brillante di Paulo Dybala, ma se la Juve contro il Crotone non è andata oltre il pareggio non è soltanto per l’argentino. Più che gli attacchi subiti sui social, a cui Paulo da ragazzo intelligente quale è darà il giusto peso, al numero 10 bianconero rosica da matti aver gettato due punti preziosissimi al vento. I giocatori sono i primi a “pesare” le proprie prestazioni al termine della partita e sicuramente Dybala era consapevole di non aver inciso quanto avrebbe voluto. Crotone è già nel dimenticatoio, da ieri tutti i pensieri sono rivolti al big match di domenica contro il Napoli. Dybala sa benissimo che mettere la firma sulla “finale scudetto” non solo farebbe dimenticare la gara dello Scida a tutti, ma molto probabilmente avvicinerebbe la Juventus al settimo scudetto consecutivo. Un traguardo al quale Paulo, numeri alla mano, finora ha dato un contributo importante. Non sarà stato sempre continuo, tra acciacchi e infortuni, ma grazie ai suoi 21 gol a inizio stagione ha mascherato i problemi di rodaggio dei bianconeri e a marzo ha fatto cambiare marcia ai campioni d’Italia. Un gol da tre punti all’ultimo secondo contro la Lazio, una doppietta nel 2-0 all’Udinese, la rete sblocca gara contro il Milan e la tripletta a disinnescare la trappola Benevento. Una magia contro il Napoli lo renderebbe l’uomo scudetto. Dybala lo sa benissimo e in questi giorni farà di tutto per arrivare al top alla sfida contro Mertens e compagni. Fonte: Tuttosport
  10. E tornato il vero Dybala, la “Joya”, il gioiello: prezioso e imprescindibile per una Juventus competitiva su tutti i fronti. Ora un tridente da bilanciare: Un divertimento a cui Allegri aveva iniziato a dedicarsi a fine anno, dopo che la Juventus contro Inter e Roma aveva mostrato grande solidità con il 4-3-3 e la Joya in panchina. Il 30 gennaio a Verona il tecnico schierò l’argentino attaccante di destra, abbandonando però l’esperimento già prima dell’intervallo, spostando Mandzukic a destra e allargando Matuidi a sinistra in un 4-4-2 con Dybala accanto a Higuain (posizione in cui l’argentino tornò a brillare, firmando una doppietta nel finale). Una retromarcia motivata dai pericoli creati dal Verona sulla fascia destra bianconera, dove la Joya non riusciva a coprire come un Cuadrado, un Douglas Costa o un Bernardeschi. «Faticavamo a raddoppiare bene da quella parte - spiegò Allegri - e Khedira doveva allargarsi troppo». Lavoro non nelle sue corde. Ecco perché, per inserire Dybala nel 4-3-3, il tecnico bianconero dovrebbe probabilmente scegliere una mezzala destra dal dinamismo fuori dal comune, in grado di sdoppiarsi tra la fascia e il centro. La scorsa stagione e di quel 4-2-3-1 che Allegri si inventò per far coesistere Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain, c’è anche un’altra soluzione per sfruttare al meglio il ritorno di Dybala. Quale? Quella che Allegri potrebbe sfoderare sorprendendo tutti come un anno fa: l’Allegrata può saltar fuori dal cilindro in ogni momento Fonte: Tuttosport
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