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  1. Ogni giorno leggo interminabili chiacchiere sui nostri attaccanti, su dualismi insensati, su chi demonizza Dybala, chi non sopporta Mandzukic. Per fortuna ci siamo tolti dalle scatole gli haters di Higuain, ma il problema non si risolve, perché ogni volta questi soggetti cambiano obbiettivo, non si placano mai. Sono in questo meraviglioso forum da tanti anni e ho letto le stesse critiche fatte a campioni come Nedved, Camoranesi, Del Piero, Buffon, Trezeguet, Pirlo, Pogba, Chiellini, ecc. Sempre le solite discussioni sterili basate su un unico fatto: negare fermamente la realtà, lo storico del giocatore. Sono sempre stato dell'opinione che i fatti vengano prima delle parole e dei giudizi. Le critiche spesso sono portate da simpatie o antipatie personali, pregiudizi, non conoscenza della materia (in questo caso il calcio, lo sport popolare seguito da tutti ma compreso da pochi), da superficialità, invidia e quant'altro. Quindi dal mio punto di vista i giudizi sono tutti ben accetti se argomentati, però vanno modulati su fatti realmente accaduti, non possono ignorare la realtà. E la realtà è documentata dai numeri e dalle statistiche. Tralascio l'obiezione stupida che viene fatta in questi casi: "allora basta seguire il televideo". Obiezione che non merita mai una replica, perché i numeri sono generati dai fatti e se volutamente si ignorano (o si nascondono maldestramente) i fatti, i giudizi non sono mai da considerare. Il problema di molti è che hanno l'assurda pretesa di parlare e giudicare ignorando un fattore fondamentale che tutti dovremmo avere quando apriamo bocca o digitiamo su una tastiera: il DUBBIO. Dovremmo essere consapevoli che non possiamo conoscere tutto e sapere tutto e di conseguenza ogni cosa che diciamo o scriviamo dovrebbe ammettere la possibilità che sia una sciocchezza. Grandi sono gli uomini che ammettono i propri errori, quanto piccoli sono quelli che si ostinano ad aver ragione nonostante vengano smentiti dai fatti. Quindi a che serve codesto topic? A generare un po' di dubbi. Vediamo se avrà terreno fertile... Chi sono gli attaccanti con più presenze dal 2010 ad oggi? In grassetto i giocatori attualmente in rosa 163 Dybala 150 Mandzukic 105 Higuain 102 Quagliarella 96 Tevez 96 Vucinic 93 Morata 92 Llorente 92 Matri 83 Giovinco 25 Ronaldo 24 Zaza Chi sono gli attaccanti con più gol realizzati dal 2010 ad oggi? 75 Dybala 55 Higuain 50 Tevez 43 Mandzukic 31 Matri 30 Quagliarella 27 Llorente 27 Morata 26 Vucinic 16 Giovinco 15 Ronaldo 8 Zaza Chi ha la miglior media minuti-gol dal 2010 ad oggi? (un gol ogni tot minuti) 119 Zaza 136 Ronaldo 152 Higuain 152 Quagliarella 153 Dybala 154 Tevez 173 Morata 175 Matri 216 Llorente 230 Vucinic 248 Giovinco 265 Mandzukic Cosa si può dedurre da queste classifiche sugli attaccanti che hanno vestito la nostra maglia dal 2010 ad oggi? Dalla prima classifica possiamo dedurre che i principali attaccanti della Juventus, quelli che più hanno contribuito ai successi e ai trofei, sono Dybala, Mandzukic, Higuain, Quagliarella, Tevez e Vucinic. Chi non riconosce l'importanza di questi giocatori ai fini delle vittorie della squadra è meglio che si faccia venire qualche dubbio, perché stiamo parlando degli attaccanti che hanno trasformato una società allo sbando portandola a poco a poco nell'elite del calcio mondiale. Sottovalutare l'importanza di Quagliarella, Matri e Vucinic nel primo periodo è altrettanto grave che sottovalutare l'importanza di Tevez, Morata e Llorente nell'aver ridato una dimensione europea alla Juventus o sottovalutare l'importanza di Dybala, Mandzukic e Higuain nel combattere alla pari con tutti i club in qualsiasi partita. Dalla seconda classifica deduciamo che Dybala, Higuain e Tevez sono i principali goleador dell'era moderna della Juventus. Solo 20 attaccanti in tutta la storia della Juventus hanno raggiunto quota 50 gol e loro tre sono tra questi. Dalla terza classifica deduciamo che gli attaccanti potenzialmente più pericolosi sono stati Zaza, Ronaldo, Higuain, Quagliarella, Dybala e Tevez. Tutti abbondantemente al di sotto della media di un gol ogni due partite. Già immagino le sciocche risate di chi ironizzerà sul primo posto in classifica di Simone Zaza. Ma i fatti stanno lì a deridere chi scrive sciocche considerazioni su di lui! È innegabile che l'unica stagione giocata da Zaza alla Juventus sia stata una stagione estremamente positiva: il gol scudetto contro il Napoli, il gol contro il Siviglia a 8 minuti dal suo debutto in CL, la doppietta nel derby in coppa italia. Ovvio che chi subentra ha un qualche vantaggio nella media gol rispetto a chi gioca tutta la partita (e vale anche per Quagliarella), ma questo è solo l'ennesima dimostrazione della sensatezza del discorso di Allegri quando dice che chi subentra dalla panchina deve saper incidere sul risultato. Oltre a Zaza, si può notare la performance di Ronaldo (secondo alcuni segnare in Spagna era molto più semplice che in Italia), mentre Higuain e Dybala sono sullo stesso livelllo di incidenza. Ma è mai possibile che si possa criticare un calciatore come Dybala? È primo nelle presenze dal 2010 ad oggi! È primo nei gol fatti, unico giocatore che possa aspirare in tempi sensati a quota 100, quota toccata nella Juventus solamente da 13 calciatori: Del Piero, Boniperti, Bettega, Trezeguet, Sivori, Borel, Anastasi, Hansen, Baggio, Munerati, Charles, Platini, Gabetto. Ha una media gol inferiore di ben 30 minuti al gol ogni due partite... Così come non ha senso criticare Higuain per le due stagioni alla Juventus, o Mandzukic, Tevez e tutti gli altri. PS. Ho volontariamente escluso dalle classifiche il più grande di tutti, non mi sembra giusto delle 19 stagioni passate alla Juventus, fare una statistica solo delle ultime due. Fonte: juworld.net
  2. I cambi di posizione sono l’atto di nascita di una Juve nuova. Totale. La tendenza è complessiva, ma trova nell’attacco un terreno di applicazione specifico: la Juve non gioca senza centravanti, ma usa più centravanti tutti insieme. Per questo, meglio non soffermarsi sul tabellino: dice giustamente che col Milan c’era Mario Mandzukic al centro con re Cristiano alla sinistra e Paulo Dybala dall’altro lato, ma è soltanto una fotografia, l’istantanea di un momento. Pian piano la struttura diventa più fluida, quasi liquida, senza mai cadere nell’anarchia. Esistono principi da rispettare, distanze da mantenere, ma è l’istinto di quei tre a far volare la Juve: una capacità darwiniana di adattarsi alle difese altrui. Così, capita spesso di vedere il «centravanti» Mario spostarsi come un pendolo sulla fascia: a volte basta un uno-due per liberare la mezzala assaltatrice (spesso Cancelo), a volte serve un cross se al suo posto in area ha piantato le tende Cristiano. Senza, però, perdere efficacia: non è un caso che il croato arrivi da destra sulla testata dell’1-0. Quando Mandzukic scala, è spesso Dybala a fingersi un nove. Proprio l’argentino diventa la calamita più preziosa nella collezione di Allegri: sembra un paradosso, ma in parte potrebbe essere stata l’impossibilità di mettergli dei lacci ad aver prodotto questo sofisticato meccanismo. Tanta libertà nel cercare la scintilla è diretta conseguenza delle caratteristiche della Joya, diverso sia dalle ali pure Douglas Costa e Cuadrado sia dal più spurio Berna. Dybala finisce quasi sempre per svuotare l’area, riempita dai due centurioni. È un centravanti arretrato, se è vero che la terza zolla più calpestata a San Siro è stata accanto a centrocampo, ma pure un rifinitore a supporto dei due compagni. Cristiano, invece, si sta riscoprendo «crossatore» seriale sulla fascia a lui cara, più la sinistra che la destra, ma in questo sistema dinamico diventa una lama di coltello che «taglia» verso il centro: Paulo esce, Mario è largo, Cris affonda. È sempre il solito adagio: Max il creativo vuole che si spezzino le catene, che i suoi si muovano costantemente per cercare falle nelle linee nemiche. In linea teorica, sembrerebbe proprio l’alieno quello che in partenza occupa meno le terre centrali d’attacco, ma quando è qualche compagno ad allargarsi chi altri trovi a centro area? Sul 2-0 al Milan il tap-in di CR7 è da cannibale dell’ultimo tocco: il portoghese è davvero «il miglior centravanti al mondo pur non giocando da centravanti» secondo copyright di Allegri. Alla fine, c’è quindi un ordine in questo disordine. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Splendido video di JHTV Productions, che ci racconta il primo goal di tantissimi campioni che hanno indossato la casacca bianconera, assolutamente da non perdere!
  4. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. Mezzala e centravanti, professore e lottatore, Sami e Mario. Non è solo quel broncio serioso, accennato nel tedesco e più pronunciato nel croato, ma è il modo in cui la coppia si mette sull’attenti davanti al generale: Khedira e Mandzukic sono due delle cose a cui Allegri non vuole rinunciare in questa vita. Pazienza se il mercato della Juve sforni sorprese sempre più grandi, i due finiscono quasi sempre per giocare perché contengono tutto ciò che il tecnico chiede a questo gioco. Applicazione, rabbia, intelligenza, più l’ingrediente principale con cui Max guarnisce la torta: tecnica. Insomma, parlano la stessa lingua e non è solo il tedesco, imparato da Mandzu facendo a botte sui campi della Bundeslga: sono diventati amici anche per comunanza di spirito e carattere. Discreti nel privato, più utili che belli in campo, simili anche perché irrinunciabili. Una connection che fa saltare ogni gerarchia scritta su carta a inizio stagione, sin da quando arrivarono insieme nella stessa sessione di mercato. Correva l’anno 2015, la prima Juve di Allegri veniva smontata dopo la finale di Champions contro il Barcellona e servì un po’ perché mediana e attacco cambiassero pelle grazie a loro, uno ex Real e l’altro ex Atletico. Entrambi hanno passato parte dalla stagione a riflettere perché le loro strade potevano davvero separarsi: era reale la possibilità di lasciare Torino. Alla fine, hanno scelto di proseguire secondo il copione scritto per loro da Allegri. Del resto, Max ha sempre usato lo scudo per difenderli: quando può, elogia l’acume del tedesco, «un professore» del centrocampo perché gestisce se stesso e l’ecosistema intorno; sparge miele appena può anche sulla duttilità del lottatore Mandzukic, centravanti totale perché un tempo si spolmonava sulla fascia mentre adesso può servire da apriscatola per Ronaldo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  6. PROBABILI FORMAZIONI: FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Hernandez; Pogba, Kanté; Mbappé, Griezmann, Matuidi; Giroud CROAZIA (4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic; Rakitic, Brozovic; Rebic, Modric, Perisic; Mandzukic
  7. Mario Mandzukic ha parlato ai microfoni di Paolo Aghemo di Sky Sport. Ecco l'intervista riportata da TuttoJuve.com: "A me piace questo ruolo, anche in questo modo comunque posso essere vicino alla rete. Il compito principale è fare attenzione alla fase difensiva. Allo stesso tempo è importante dare il proprio contributo in attacco. Anche se parlo poco, l'ho detto e lo ribadisco: Allegri è uno dei migliori in Europa, lo dimostra con il suo lavoro. I risultati parlano chiaro a suo favore, sono felice di poter lavorare con lui, perché è uno che sa ascoltare. Anche in questa stagione punteremo a vincere tutto, anche se sappiamo che sarà difficile arrivare fino in fondo. Noi però giochiamo per quello". Fonte:TuttoJuve
  8. E' sotto gli occhi di tutti che (ormai) l'apporto dato da Mario sulla fascia sinistra sia notevolmente in fase calante rispetto allo scorso campionato. Molte volte non riesce ad avere quella azione fluidificante che deve avere un'ala, spezzando così il ritmo nelle ripartenze veloci. Allegri deve rendersi conto di questo e non può / non deve incaponirsi nel perseverare (imho) in questo errore, soprattutto quando si hanno valide alternative.
  9. In molti avete chiesto come abbia giocato Dybala, ho pensato quindi di aggiungere questi 2 video: DYBALA HIGUAIN HIGHLIGHTS DELLE PARTITE
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