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Trovato 48 risultati

  1. Dodici mesi fa, di questi tempi, Paulo Dybala aveva segnato dieci reti nelle prime sei partite di campionato. E, in occasione della sfida di Champions contro il Barcellona, si erano sprecati i paragoni con Messi: la Joya non ne era uscito benissimo e al Nou Camp non aveva certo fatto faville. Tutt’altro. Però una cosa era certa: nessuno nemetteva in discussione l’utilizzo né c’erano dubbi sul fatto che avrebbe vissuto una stagione da protagonista. Oggi, al contrario, l’argentino naviga tra una prestazione anonima e una appena sufficiente, finora costretto ad accontentarsi delle solite parole di circostanza che Allegri gli deve riservare per forza di cose: nessun gol segnato finora, tre presenze da titolare in campionato (su cinque), 281’ giocati e quell’espressione un po’ così. Non certo di un attaccante al settimo cielo, ecco: per quanto agli albori della stagione pareva scontato che sarebbe stato lui il partner preferito di Ronaldo. Invece, la cronaca ha raccontato altro: Mandzukic gli si è fatto preferire avendo più corsa, muscoli e disponibilità al sacrificio, Bernardeschi è esploso sia come centrocampista aggiunto che come esterno d’attacco e lo stesso stile di gioco di CR7 non si è finora rivelato granché compatibile con quello dell’argentino. Il quale sta cercando pian piano di calarsi in un nuovo ruolo, dietro le due punte o in un ruolo di raccordo tra i reparti. Fonte: Il Giornale
  2. Pavel Christ Superstar

    [VIDEO] Il primo gol con la Juventus di alcuni grandi giocatori

    Splendido video di JHTV Productions, che ci racconta il primo goal di tantissimi campioni che hanno indossato la casacca bianconera, assolutamente da non perdere!
  3. L’anno scorso la prima panchina di Dybala per scelta tecnica era arrivata alla terza giornata, in casa contro il Chievo: Paulo entrò per Douglas Costa nella ripresa e segnò anche il gol del 3-0. Con la Lazio, la squadra a cui all’Olimpico nella scorsa stagione aveva segnato uno dei due gol scudetto, Dybala è rimasto 90’ in panchina. Dopo la vittoria con la Lazio, Allegri ha ribadito che i compagni devono ancora trovare il modo di servire al meglio Ronaldo sulla profondità. Nel primo tempo è stato cercato poco palla a terra e molto coi palloni alti, su cui Wallace ha avuto buon gioco nel limitarlo. Mandzukic è la perfetta spalla tattica per il portoghese, meno tecnica ma anche più fisica di quel Benzema che a Madrid era il «valletto» di Cristiano. I due si sono scambiati spesso la posizione, ma il dialogo palla a terra non può essere continuo. I tre punti abbastanza comodi hanno evidenziato che, nonostante l’ottimo primo tempo di Bernardeschi, bravo a giocare in verticale, sia mancato il gioco di raccordo tra i reparti che è il marchio di fabbrica del Dybala bianconero «Senza la sua qualità il gioco tra le linee perde efficacia». Tra Paulo e CR7 c’è un feeling naturale, evidenziato fin dai primissimi allenamenti alla Continassa e sbandierato sui social. I due parlano lo stesso linguaggio tecnico, anche se con loro due in campo e Mandzukic fuori l’area va riempita con gli inserimenti dei centrocampisti e c’è meno fisicità. A Parma, dove si potrebbe tornare al 4-2-3-1, Dybala si prepara a tornare dal 1’. A caccia di quel gol che gli darebbe morale e riaffermerebbe il suo ruolo nella Juve. Che, Ronaldo o meno, resta di primissimo piano. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Mezzala e centravanti, professore e lottatore, Sami e Mario. Non è solo quel broncio serioso, accennato nel tedesco e più pronunciato nel croato, ma è il modo in cui la coppia si mette sull’attenti davanti al generale: Khedira e Mandzukic sono due delle cose a cui Allegri non vuole rinunciare in questa vita. Pazienza se il mercato della Juve sforni sorprese sempre più grandi, i due finiscono quasi sempre per giocare perché contengono tutto ciò che il tecnico chiede a questo gioco. Applicazione, rabbia, intelligenza, più l’ingrediente principale con cui Max guarnisce la torta: tecnica. Insomma, parlano la stessa lingua e non è solo il tedesco, imparato da Mandzu facendo a botte sui campi della Bundeslga: sono diventati amici anche per comunanza di spirito e carattere. Discreti nel privato, più utili che belli in campo, simili anche perché irrinunciabili. Una connection che fa saltare ogni gerarchia scritta su carta a inizio stagione, sin da quando arrivarono insieme nella stessa sessione di mercato. Correva l’anno 2015, la prima Juve di Allegri veniva smontata dopo la finale di Champions contro il Barcellona e servì un po’ perché mediana e attacco cambiassero pelle grazie a loro, uno ex Real e l’altro ex Atletico. Entrambi hanno passato parte dalla stagione a riflettere perché le loro strade potevano davvero separarsi: era reale la possibilità di lasciare Torino. Alla fine, hanno scelto di proseguire secondo il copione scritto per loro da Allegri. Del resto, Max ha sempre usato lo scudo per difenderli: quando può, elogia l’acume del tedesco, «un professore» del centrocampo perché gestisce se stesso e l’ecosistema intorno; sparge miele appena può anche sulla duttilità del lottatore Mandzukic, centravanti totale perché un tempo si spolmonava sulla fascia mentre adesso può servire da apriscatola per Ronaldo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. PROBABILI FORMAZIONI: FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Hernandez; Pogba, Kanté; Mbappé, Griezmann, Matuidi; Giroud CROAZIA (4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic; Rakitic, Brozovic; Rebic, Modric, Perisic; Mandzukic
  6. Mario Mandzukic nel mirino del Milan. Lo scrive stamane il Corriere dello Sport. Rino Gattuso avrebbe imposto alla sua dirigenza un’altra inversione di rotta: vuole calciatori meno giovani (e immaturi...), più esperti, con carisma e che sappiano cosa vuol dire vincere. Come l'attaccante croato, appunto, che compirà 32 anni il prossimo 21 maggio. La Juventus - sostiene il quotidiano sportivo romano - sembra intenzionata a sacrificare Mandzukic per rifare posto a Morata, riconfermando Higuain e Dybala. Il gigante croato ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2020 e la sua attuale valutazione può oscillare fra i 20 e i 25 milioni di euro TuttoJuve
  7. Minor threat

    Perché esistono gli intoccabili

    La partita di ieri, come del resto gli ultimi mesi della scorsa stagione, ha dimostrato che le scelte degli allenatori non sono mai (o quasi mai) dettate da motivazioni personali. Qui dentro si legge che "Allegri ha paura a tenere fuori Mandzukic", "Khedira è un morto ma non lo leva mai", etc. etc. Poi vai a vedere le partite più importanti, e ti accorgi dei motivi per cui alcuni giocatori sono quasi intoccabili. Quando vedi Khedira che piazza 10-15 minuti decisivi in una partita fondamentale per il campionato mentre alcuni tifosi (tifosi?) lo fischiano. Quando vedi Mandzukic che piazza una doppietta al bernabeu, o che ci permette di giocare con 2 centrocampisti e Dybala nel suo ruolo (vedi scorso anno, in particolare partita col barca). E nel pre-partita qui era pieno di messaggi del tipo "con il paracarro titolare possiamo anche non scendere in campo". Chiunque abbia giocato a calcio, a qualsiasi livello, sa quale sia l'importanza di alcuni giocatori, anche se possono non essere i migliori della squadra dal punto di vista tecnico o fisico. E gli allenatori li fanno giocare sempre, anche in condizioni precarie, perché sanno che nelle gare fondamentali questi giocatori ci sono sempre. In tanti continueranno a non capirlo e diranno che servono giocatori di altro tipo, ma pazienza...
  8. Il soldato Khedira non si tira mai indietro, ma ogni tanto il fisico gli chiede il conto. Sami è uscito acciaccato col Tottenham esattamente come era accaduto col Sassuolo in campionato: affaticamento ai flessori, niente di serio, visto che ieri ha lavorato regolarmente con il resto della squadra, ma la spia resta comunque accesa. Il tedesco è reduce da un periodo molto intenso e forse avrebbe bisogno di un turno di riposo. Ma Allegri, che fa sempre fatica a privarsi del ragionatore del centrocampo, difficilmente lo farà domenica nel derby, quando dovrà già sostituire Matuidi. Però un aiuto in mezzo potrebbe essere utile anche a Khedira, che in Coppa si è mosso con andamento lento ma alla Juve dà una bella mano anche in fase realizzativa (6 gol): il tecnico potrebbe tornare a tre a centrocampo. La stanchezza ci può stare, considerando che Sami era alla settima consecutiva da titolareeper trovare la sua ultima gara tutta da panchinaro bisogna spingersi fino al 20 dicembre 2017 (Coppa Italia col Genoa). In campionato non salta un match dal 26 novembre (Crotone) e finora ha giocato poco meno del 2016- 17 (nonostante il mese e mezzo di stop per infortunio a fine estate, siamo a 25 presenze contro 28), quando chiuse con 46 gare. Allegri valuterà se è il caso di chiedergli gli straordinari, con la prospettiva di una settimana per recuperare prima del prossimo match. Ieri lavoro di gruppo anche per Mandzukic: il dolore all’anca dopo la botta presa con gli inglesi non è sparito, lui è un guerriero ma resta sotto osservazione. Ancora personalizzato per Stephan Lichtsteiner (risentimento alla coscia) e Andrea Barzagli (problema al polpaccio): per tutti e due resta difficile un impiego domenica. Ritorno in gruppo pure per Howedes. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Mario Mandzukic ha parlato ai microfoni di Paolo Aghemo di Sky Sport. Ecco l'intervista riportata da TuttoJuve.com: "A me piace questo ruolo, anche in questo modo comunque posso essere vicino alla rete. Il compito principale è fare attenzione alla fase difensiva. Allo stesso tempo è importante dare il proprio contributo in attacco. Anche se parlo poco, l'ho detto e lo ribadisco: Allegri è uno dei migliori in Europa, lo dimostra con il suo lavoro. I risultati parlano chiaro a suo favore, sono felice di poter lavorare con lui, perché è uno che sa ascoltare. Anche in questa stagione punteremo a vincere tutto, anche se sappiamo che sarà difficile arrivare fino in fondo. Noi però giochiamo per quello". Fonte:TuttoJuve
  10. BluBeard

    La posizione di Mario Mandzukic

    E' sotto gli occhi di tutti che (ormai) l'apporto dato da Mario sulla fascia sinistra sia notevolmente in fase calante rispetto allo scorso campionato. Molte volte non riesce ad avere quella azione fluidificante che deve avere un'ala, spezzando così il ritmo nelle ripartenze veloci. Allegri deve rendersi conto di questo e non può / non deve incaponirsi nel perseverare (imho) in questo errore, soprattutto quando si hanno valide alternative.
  11. BUFFON 5.5 BARZAGLI 4.5 BONUCCI 4.5 CHIELLINI 5 ALEX SANDRO 5.5 PJANIC 6,5 MARCHISIO 5 KHEDIRA 4,5 DANI ALVES 5 DYBALA 4 LEMINA S.V. MANDZUKIC 6 HIGUAIN 4,5 CUADRADO 5 ALL. ALLEGRI 4,5 Fonte: GdS BUFFON 5.5 BARZAGLI 5.5 BONUCCI 5.5 CHIELLINI 5 ALEX SANDRO 5.5 PJANIC 5 MARCHISIO 5,5 KHEDIRA 5 DANI ALVES 6 DYBALA 5 LEMINA S.V. MANDZUKIC 6 HIGUAIN 5 CUADRADO 4 ALL. ALLEGRI 5 Fonte: Tuttosport BUFFON 5 BARZAGLI 5 BONUCCI 5.5 CHIELLINI 5,5 ALEX SANDRO 6 PJANIC 6 MARCHISIO 5,5 KHEDIRA 5 DANI ALVES 5 DYBALA 4 LEMINA S.V. MANDZUKIC 6 HIGUAIN 5 CUADRADO 5 ALL. ALLEGRI 5 Fonte: CorSport Fonte: La Stampa Fonte: CorSera Fonte: La Repubblica Fonte: Libero Fonte: Il Giornale
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