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  1. l Meazza è sicuro, ma continuano le vibrazioni e ora pure crepe Ceniti-Iaria GdS 9 maggio - 08:05 - MILANO San Siro trema. E, di recente, non l’ha fatto una volta sola. Dopo le vibrazioni del 7 aprile durante Inter-Atalanta, con un tam tam mediatico che ha portato i due club milanesi a una nota congiunta per confermare la sicurezza dello stadio, si sono verificate ancora oscillazioni in occasione di Inter-Juventus del 27 aprile. Lo hanno documentato gli stessi tifosi, con un filmato (video disponibile su gazzetta.it) e fotografie consegnati alla Gazzetta: non solo le vibrazioni nel terzo anello, con effetti evidenti sugli altri due livelli come lo sballottamento del carrello di un venditore ambulante, ma anche la caduta di calcinacci che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Da qui è partita la nostra inchiesta. Con una premessa doverosa: non abbiamo alcuna intenzione di alimentare psicosi e lanciare allarmi ingiustificati, anzi in base alla pluralità di fonti raggiunte riteniamo che San Siro sia ancora un impianto sicuro e non a rischio di crolli o cedimenti parziali. Ma ci sono evidenti problemi di utilizzo, sempre più percepiti da chi frequenta abitualmente il Meazza, che in qualche modo vanno. Chi vigila, e in che modo, sulla sicurezza di San Siro? Lo stadio è sottoposto a un monitoraggio costante ed è oggetto di studio da oltre dieci anni da parte del Politecnico di Milano, un’eccellenza italiana. OSCILLAZIONI In un comunicato Inter e Milan avevano già chiarito che il fenomeno di vibrazione "superiore ai normali parametri" riscontrato il 7 aprile ha spinto tutti i soggetti coinvolti ad accurate analisi e che la perizia affidata dal Comune all’ingegnere strutturista Gian Michele Calvi, considerato uno dei massimi esperti mondiali, ha stabilito come "il fenomeno non ha indotto diminuzioni dei coefficienti di sicurezza della struttura e pertanto non debbono essere presi specifici provvedimenti in merito". Abbiamo contattato Inter e Milan, che sono affittuarie e gestiscono la struttura in concessione, e il Comune di Milano, proprietario dello stadio, titolare in materia di sicurezza e obbligato a garantire la staticità dell’impianto in base alla convenzione di utilizzo. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma da ambienti a loro vicini emergono alcuni punti fermi: le riunioni, i sopralluoghi, le verifiche, così come il monitoraggio, si succedono senza soluzione di continuità perché, ovviamente, la sicurezza è la priorità massima; la situazione è sotto controllo, San Siro non è a rischio, non desta preoccupazione e non si sono resi necessari interventi particolari
  2. Juventus (3-5-2): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Rugani; Cancelo, Bernardeschi, Bentancur, Can, Spinazzola; Dybala, Mandzukic.
  3. CR7 REGOLARE CAN SU CONTI: UN’ENTRATA MOLTO DUBBIA, PERCHÉ BANTI NON LA RIVEDE? Al 33’ del primo tempo, frettoloso (e dubbio) lo sbandieramento su Cutrone lanciato in porta sulla sinistra, Alex Sandro al centro del campo sembra tenerlo in linea: il primo assistente Preti avrebbe dovuto aspettare la fine dell’azione per avere l’opzione Var. Al 44’, brutto intervento di Pjanic a gambe unite su Calhanoglu, solo giallo. Stessa cosa per Castillejo nel recupero, vittima Matuidi. Nella ripresa, al 9’ Ronaldo invoca un calcio di rigore per un fallo di mani di Zapata che smorza un suo cross, ma il braccio è quasi aderente al corpo. Al 16’, è buono il gol del vantaggio di Ronaldo, in linea con Rodriguez. Al 23’ invece viene (giustamente) annullato per fuorigioco il raddoppio di Dybala. Espulso al 27’ Kessie per un pestone a Emre Can: giallo trasformato in rosso da Guida alla Var. Pochi secondi prima, Banti non estrae il giallo per un intervento duro di Matuidi su Calabria. Al 41’, l’entrata in scivolata di Emre Can su Conti in area bianconera è molto sospetta: il tedesco sembra non toccare la palla e Banti lascia correre. Sarebbe stato opportuno almeno andare al monitor. La Gazzetta dello Sport Avrebbe meritato un congedo diverso, alla... Banti. Perché l’errore più grave (a parte Emre Can-Conti, decisivo sul risultato) è stato quello di non essere stato Luca Banti, il nostro arbitro più inglese: 28 falli (di solito ne fischia una quindicina), 7 ammoniti (un’enormità per lui, anche rapportati alla partita) e un espulso (al VAR). Chissà cosa dirà Rizzoli, visto in versione Lawrence d’Arabia con tanto di turbante (?) stile vacanza saudita. RIGORE Ci stava il rigore quasi allo scadere per un’entrata (precedente alla leggera tirata di maglia a parti invertite) di Emre Can su Conti: il giocatore bianconero è molto imprudente, non tocca mai il pallone, braccio destro sulle spalle dell’avversario. La colpa, Banti, la divida pure con il VAR Guida: il fatto che sia una valutazione dell’arbitro centrale, non lo esime dall’intervenire. Fra l’altro, poteva invitarlo a rivedere le immagini. Anche per una questione di... furbizia. NO RIGORE Tocco di Ronaldo, pallone sul braccio sinistro di Zapata: non è rigore (lo si faccia vedere per fissare i punti fermi), il braccio è parallelo al tronco, è in posizione congrua con l’azione. Corretto il rosso a Kessie: l’intervento è col piede a martello (anche se non affonda), pallone già molto lontano, qui Banti avrebbe dovuto vederlo da solo. Per fortuna che c’è il VAR. Corriere dello Sport
  4. Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.
  5. Mentre la stampa continua a parlare di Gonzalo Higuain come obiettivo principale dei Blues, permettendo a Sarri di ritrovare il suo bomber dei tempi felici al San Paolo. Due i problemi. Uno, ovviamente, è che Higuain è del Milan e un suo eventuale trasferimento necessiterebbe dell assenso sia dei rossoneri che della Juventus. L altro - e qui fonti vicine al Chelsea parlano chiaro - l’ingaggio del Pipita (nove milioni netti: sarebbe il quarto in Premier) e i costi di un’ipotetico trasferimento (sia a titolo definitivo che in prestito di sei mesi) sono eccessivi per i Blues. Già, perché Abramovic sarà pure un plurimiliardario ma il Financial Fair Play vale anche per il Chelsea. Il club ha fatto la Champions una sola volta negli ultimi tre anni, ha appena speso 64 milioni per Christian Pulisic (statunitense del Borussia Dortmund, lasciato in Bundesliga Fino a Fine stagione) e sta cercando di rinnovare con Eden Hazard, corteggiassimo dal Real Madrid. Senza contare che è prassi del club non offrire contratti pluriennali agli Over 30 0 (vedi il mancato arrivo Dzeko un anno fa). Sarri in polemica con il club, dunque, una specie di Conte, atto secondo? No. Primo perché Sarri è ben voluto dall' intero spogliatoio nonché dai piani alti della società. Secondo perché è alla prima stagione a Stamford Bridge, le possibilità (e i limiti) del club gli sono stati spiegati chiaramente. Lui non minaccia e non agisce tramite la stampa. Semplicemente, aspetta. Sperando di non essere deluso. Il corriere dello Sport 71 gol in campionato in tre stagioni, più altri 20 seminati nelle varie coppe non bastarono. Terzo posto (a -24 dalla Juve), quinto (sempre a -24) e secondo (a -9), nell’estate del loro scontento, quella dello “strappo” tra Higuain e il Napoli. La città insorse contro il traditore, Giuda si era venduto per meno, dissero. Core ‘ngrato 2.0, il Pipita finì nel presepe dei rivali di sempre per 100 milioni, cifra invero iperbolica. Ma è nel destino di questo argentino silenzioso non essere mai un capopopolo, mai un Massimo Decimo Meridio che urla «Al mio via scatenate l’inferno»; il Pipita - anche in campo - prende forma per sottrazione, lavora sull’essenziale - movimento, tiro, gol - gli capita raramente di riempire di sé le partite, quando è in tiro le sequestra. 24 gol il primo anno con la Juve, 16 il secondo, due scudetti per inerzia, rimandata la gloria della Champions, il suo tabù, il terreno viscido in cui è sempre scivolato: mai veramente decisivo, non con il Real, non con il Napoli, non con la Juve. Pipit-one, da leggere con o senza trattino. PRINCIPE DEL GOL. Ma quello di Napoli e Juventus - almeno - è stato un attaccante terrifficante e implacabile, media di 22,2 gol l’anno, nessuno meglio di lui in serie A; mica come questo Gonzalo Camomillo con la maglia rossonera solo sei volte a segno in 15 partite, in astinenza per due lunghissimi mesi, pizzicato dalle freccette al veleno di Leonardo. La scintilla a San Siro non si è mai accesa veramente. Molta brace sotto la cenere, in attesa della fiammata che ce lo consegni finalmente come uno dei centravanti più forti della sua epoca. Lo è? Lo fu? Lo sarà? A Madrid e Torino l’ombra di CR7 era troppo ingombrante, lasciò Napoli per vincere qualcosa, se ne va da Milano perché si sente sopportato, perché 36 milioni di riscatto il Milan non li sborserà mai e perché non vede futuro. A trentuno anni appena compiuti, zavorrato da oltre trecento gol sparsi in sedici anni di carriera, il campione che ha una conoscenza del calcio - per come si nuove in campo, per come “sente” l’azione - che altri suoi colleghi sognano, il centravanti che riassume l’arte antica del gol con la modernità. Fonte: Il Corriere dello Sport
  6. Al 34’ Benatia interviene su Bakayoko: per Mazzoleni merita l’ammonizione. Cinque minuti dopo, nell’area juventina lo stesso Benatia intercetta con il braccio sinistro un pallone toccato da Higuain. L’arbitro lascia correre, poi il Var Fabbri lo invita a rivedere l’episodio al monitor. Il tocco di Benatia è certamente incongruo, quanto basta per decretare il rigore (che Higuain sbaglia). È meno chiaro se sia intenzionale (Benatia muove il braccio verso il pallone oèil pallone che sbatte contro il braccio?) e se interrompa una promettente azione d’attacco o un semplice anticipo (Higuain avrebbe mantenuto il controllo della palla?). La nostra sensazione è che trattandosi comunque di una «promettente azione d’attacco» il braccio di Benatia avrebbe potuto meritare il giallo (quindi l’espulsione dello juventino). Al 34’ della ripresa, Chiellini trattiene Romagnoli in area e poi cade a terra: poteva starci il rigore, ma Mazzoleni fischia fallo in attacco. Infine, la cacciata di Higuain: fallo «imprudente» su Benatia, che può meritare l’ammonizione, poi perde la testa e Mazzoleni non vuole o non può far finta di non sentire: rosso diretto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. Szczesny 7 Vecchio discorso: rigore sbagliato dall’attaccante o parato dal portiere? Questo sembra uno dei casi in comproprietà. Higuain non colpisce né forte e né angolato, lui però si distende bene e si salva anche con l’aiuto del palo. Comunque, decisivo. Cancelo 7 Sono quelle serate in cui Cancelo si moltiplica per tre: terzino, centrocampista, ala. E regista, visto che tocca più palloni di tutti. Un tempo dominante: l’asse con Bentancur schianta il povero Rodriguez. Ripresa più soft, ma sempre decisivo con il tiro da cui nasce il 2-0. E adesso occhio perché, stesso stadio, ce lo ritroveremo di fronte in Italia-Portogallo Bentancur 6,5 Un anno di scuola Allegri l’ha trasformato da play interessante ma un po’ compassato a mezzala moderna, che taglia in orizzontale e verticale, anticipa e costruisce con piedi e visione da regista. Ha soltanto 21 anni e adesso gioca già come i colleghi veterani. Benatia 6 Sarà nervoso perché gioca poco: ma poi la solita, ennesima, entrata fallosa da dietro a centrocampo (primo giallo), quindi il mani in area a rischio secondo cartellino. Da sostituire. Invece si riprende con tre chiusure eccellenti, e decisive, che implicitamente aumentano il rimpianto per quello che potrebbe essere se ogni tanto riflettesse di più. Chiellini 6,5 La latitanza del Milan nell’area juventina gli concede una serata senza particolari tensioni. Un passaggio sbagliato a centrocampo che poteva innescare un contropiede, ma tanta gestione, superiorità fisica e tattica. Sta bene bene e si vede: qui e in Champions Alex Sandro 7 Il Milan ha due terzini, la Juve due attaccanti. Se Cancelo è distruttivo, per una notte non è da meno Alex Sandro: l’assist perfetto per Mandzukic vale come un gol, le discese insistite costringono il Milan a restare basso. Abate e Borini sono sempre out Pjanic 6 Se gli avessero fatto più pressing avrebbe sofferto. Invece l’hanno lasciato libero di tessere la manovra in partenza, anche se poi non s’è mai vista l’apertura spacca-partita. Allegri lo sostituisce e non è la prima volta. Ci sono stati momenti migliori. Matuidi 6,5 S’è messo alle spalle la follia di Champions, quando è andato su Pogba provocando punizione e rimonta dello United. È tornato concentrato e mobilissimo, sempre in verticale, sempre ad aggredire in anticipo Kessie e chi da sinistra provava a infilarsi. Instancabile Dybala 6 In modalità mezzala partecipa bene alla manovra. Come gli succede di recente, però, se ci sono due punte soffre il ruolo più arretrato. Quando è uscito per Douglas Costa poteva anche pensare al «raccomandato» Ronaldo, ma poi il campo ha dato ragione ad Allegri. Ronaldo 6,5 Non era stata la miglior partita e lo sa anche lui: un po’ fuori dalla manovra, un paio di palle perse, corsette poco convinte, quasi fosse arrivato il momento del turnover. Ma è CR7 e in un secondo può cambiare tutto: dà segni di vita, poi il 2-0 ammazza il Milan. Mandzukic 7 Non infiniti i palloni che tocca, ma pesanti come macigni. Come lui. Sul cross di Alex Sandro entra e schiaccia tutto e tutti, implacabile. E poi, anche se non lo vedi, lo senti. Soprattutto lo sente la difesa del Milan: pressing, movimento, possesso. Khedira 6 Sempre per il discorso del «toglietegli tutto ma non Khedira», Allegri avrà sofferto a lasciarlo in panchina per Bentancur. Ma giusto così. Com’è giusto concedergli l’ultimo quarto d’ora per gestire, anche perché Pjanic non era al massimo Douglas Costa s.v Allegri 6,5 Discorso inverso di quello di Gattuso: ha una squadra così superiore che parrebbe tutto facile. Ma poi lo United insinua dubbi. Sceglie bene Bentancur invece di Khedira, e toglie le residue speranze al Milan accentrando Dybala e Mandzukic, in fase di non possesso, su Kessie e Bakayoko: con le fasce già sue, per il Milan non c’è speranza La Gazzetta dello Sport La Stampa Il Corriere della Sera La Repubblica Libero Il Giornale
  8. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 11 novembre, Milan-Juventus. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alle 19:00 di giovedì 8 novembre. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  9. Atalanta Bologna Cagliari Chievo Empoli Fiorentina Genoa Inter Lazio Milan Napoli Parma Roma Sampdoria Sassuolo Spal Torino Udinese
  10. Buffon 7,5 (Il quesito che lui stesso si poneva valla vigilia: sono il più forte o infimo? Il più forte, non sbaglia nemmeno a prendere una mosca mentre il suo erede s’infila nel tunnel dell’orrore. Para Cutrone, Suso, Bonaventura, Calha, Locatelli e Borini) Cuadrado 6,5 Barzagli 6,5 Benatia 8 Asamoah 6,5 Khedira 6 Pjanic 7,5 Matuidi 6,5 Douglas Costa 7,5 Dybala 8 (Benatia fa 2gol, ok, ma è quando si accende lui che comincia la Juventus. Prende Donnarumma come un tirassegno: agita la tempesta) Mandzukic 6,5 Bernardeschi 6 Higuain s.v Marchisio s.v Allegri 8 La Gazzetta dello Sport Buffon 7,5 Cuadrado 7 Barzagli 6,5 Benatia 8 Asamoah 6 Khedira 6,5 Pjanic 7,5 Matuidi 6 Douglas Costa 7,5 Dybala 7,5 Mandzukic 7 Bernardeschi s.v Higuain s.v Marchisio s.v Allegri 8 Tuttosport La Stampa Il Corriere della Sera La Repubblica Il Giornale Libero
  11. Paulo Dybala che ritrova Gigio Donnarumma significa focalizzare due rigori in momenti diversi, in competizioni differenti ma dentro la stessa stagione. Il 23 dicembre 2016 Gigio neutralizza un rigore decisivo de La Joya e il Milan vince la Supercoppa italiana a Doha, Qatar. E Paulo scoppia in lacrime. Il 10 marzo 2017, Juve­Milan di campionato, il De Sciglio ovviamente rossonero la tocca di braccio, rigore al 90’+7, batte Paulo per la vendetta e vendetta è. Trasformazione che sa di scudetto. E Gigio esce in lacrime baciando lo stemma del Milan e sacramentando. Penalty, lacrime e due fatti così: unici a loro modo, duellanti cronici, impossibilitati a vivere di banalità.Dopo quel rigore Donnarumma raccontò che Paulo andò a salutarlo mezz’ora dopo la fine della gara («È stato intelligente ad aspettare perché al fischio finale, io ero fuori di me dalla rabbia e non so come avrei reagito a un suo approccio») e domani saranno ancora faccia a faccia perché Juve­-Milan non finisce mai. La prima volta che Dybala visse di gioia assoluta contro il Milan vestiva ancora alla palermitana: è il 2 novembre 2014, San Siro, Milan­Palermo finisce 0­2, apre un’autorete di Zapata e chiude lui, Dybala. Storia. Nella sua vita italiana, il Diez bianconero ha incontrato i rossoneri 11 volte, segnando 6 gol e fornendo 2 assist. Solo contro Udinese (7) e Lazio (10) ha segnato di più. L’ultima rete l’ha infilata il 31 marzo scorso, quello del momentaneo gol di Bonucci dell’1­1: la serata, però, l’aveva aperta lui, Paulo, mancinata da fuori area, rimbalzo che mette Donnar umma nelle condizioni di sbagliare. Nelle ultime 4 presenze contro i rossoneri, Dybala ha infilato 3 gol e appoggiato 3 assist. E il suo primo gol da bianconero al Milan? Il 21­11­ 2015, 1­0 a Torino: suo. C’è una curiosità da... numeri 10: l’ultimo bianconero capace di segnare una doppietta in finale di Coppa Italia fu Michel Platini (1982­-83): stimoli reali. Allegri ha trovato troppi benefici da lui e Douglas Costa dietro a Higuain per cambiare ancora. Unici dubbi?Un altro cambio di modulo (nell’ultima gara di marzo Max fece il 3­5­2) e Mandzukic, che torna a disposizione. Al momento Paulo sta disputando la sua miglior stagione in carriera dal punto di vista realizzativo: 26 reti totali, più 4 assist che lo mettono dentro a ben 32 gol stagionali della Juve. Come nessuno. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. E come potevano mancare i mitici video di Pagnone nostro!! 1-0 Dybala 2-1 Cuadrado 3-1 Khedira
  13. Campionato Primavera 1 2017/18 : 9ª giornata di ritorno JUVENTUS - MILAN Campo Ale & Ricky (JTC), Via Stupinigi 182 - Vinovo (TO) Sabato 31 Marzo 2018, ore 13.00 DIRETTA TV SPORTITALIA (disponibile anche lo STREAMING SUL SITO UFFICIALE) JUVENTUS: Loria, Vogliacco, Anzolin, Serrao, Fernandes, Delli Carri, Di Pardo (81' Nicolussi Caviglia), Muratore, Kulenovic (69' Montaperto), Jakupovic, Portanova (81' Morachioli) A disp.: Busti, Meneghini, Capellini, Freitas, Merio, Campos, Morrone, Galvagno, Lonoce All. Alessandro Dal Canto MILAN: Guarnone, Bellanova, Bellodi, Gabbia, Campeol, El Hilali, Torrasi (49' Brescianini), Pobega (92' Murati), Mastour (68' Forte), Tsadjout, Dias A disp.: Cavaliere, Negri, Sportelli, Sanchez, Bargiel, Sinani, Capanni, Finessi, Larsen All. Alessandro Lupi Ammoniti: 5' Serrao (J), 64' Kulenovic (J), 73' Campeol (M)
  14. Li-ciclaggio - Fox Vega Bonni a nulla - beralios Che ce frega de Bonucci noi c'abbiamo la Rosucci - Giannij Stinson Complimenti ai vincitori e a tutti i partecipanti Qui per vedere il sondaggio con i voti espressi:
  15. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di sabato prossimo 31 marzo, Juventus-Milan. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alle 18:00 di giovedì 29 marzo. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  16. Paolo Valeri è l’arbitro designato per Milan-Juventus, valida per l’undicesima giornata del Campionato di Serie A. Primo assistente Giallatini, secondo Dobosz. Particolare come l’interna terna appartenga alla sezione di Roma 2. Al Var il brindisino nonché probabilissimo prossimo internazionale Di Bello, coadiuvato da Gianluca Vuoto di Livorno. IV Ufficiale Banti. Partita che non presenta episodi particolarmente eclatanti, ma è l’intera gestione a non convincere. Il romano è sempre stato un arbitro tutt’uno con il regolamento, applicandolo in maniera rigida e senza far sconti, ed insieme a Rocchi è sempre stato il massimo interprete di questa filosofia arbitrale. Stasera ci siamo trovati davanti un Valeri gestore più che un Valeri arbitro. La gestione disciplinare è orientata alla clemenza ed al volemose bene, il tutto probabilmente figlio di direttive impartite dall’attuale responsabile CAN A, Rizzoli, che - come noto - ha sempre fatto della gestione e delle licenze regolamentari il suo credo. Sebbene possa sembrare comprensibile una soglia più alta del solito specie a livello disciplinare, non può parimenti essere passabile il non sanzionare situazioni ben codificate a livello regolamentare ed abitudinale. La fortuna di Valeri questa sera è stata la pressoché assenza di episodi controversi oltre ad una condotta mediamente corretta dei ventidue in campo. Il rischio, specie quando si va a snaturalizzare un proprio modus operandi riconosciuto e consolidato, è quello di perdere il controllo della gara da un momento all’altro, alla prima scintilla vera e propria.
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