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  1. Come da titolo, dal 2014 al 2017: 2014-2015: 13 gare, 7 vinte, 3 pari, 3 perse, 17 gol fatti e 10 gol subiti 2015-2016: 8 gare, 3 vinte, 3 pari e 2 perse, 10 gol fatti e 9 gol subiti 2016-2017: 13 gare, 9 vinte, 3 pari e 1 persa, 22 gol fatti e 7 gol subiti Totale: 34 gare, 19 vittorie (56%), 9 pareggi (26%), 6 perse (18%) 49 gol fatti (1,44 a partita) e 26 gol subiti (0,76 a partita) Dal 2017 al 2019: 2017-2018: 10 gare, 5 vinte, 3 pari, 2 perse, 14 gol fatti, e 12 gol subiti 2018-2019: 10 gare, 5 vinte, 1 pari, 4 perse, 14 gol fatti e 9 gol subiti Totale: 20 gare, 10 vinte (50%), 4 pareggi (20%), 6 perse (30%), 28 gol fatti (1,4 a partita) e 21 gol subiti (1,05 a partita) Insomma, che ne pensate? Personalmente salta all'occhio l'aumento in percentuale dei gol subiti, mentre i gol fatti mantengono più o meno una media molto simile, esclusi i "ben" 22 gol segnati nel 2016-2017 Altro dato "preoccupante" è che nelle ultime 2 campagne di Champions abbiamo rimediato le stesse sconfitte delle precedenti 3 messe insieme, quest'anno addirittura 4 a Confronto, ecco i dati delle 2 stagioni di Capello in Europa 2004-2005: 12 gare, 7 vinte, 3 pari e 2 perse, 15 gol fatti e 7 subiti 2005-2006: 10 gare, 6 vinte, 1 pari e 3 perse, 16 gol fatti e 11 subiti questi invece i numeri di Conte 2012-2013: 10 gare, 5 vinte, 3 pari e 2 perse, 17 gol fatti e 8 subiti 2013-2014: 6 + 8 gare, 1 + 5 vinte, 3 + 2 pari, 2 + 1 perse, 9 + 10 gol fatti e 9 + 4 gol subiti l'annata di Ranieri: 2008-2009: 10 gare, 4 vinte, 5 pari, 1 persa, 14 gol fatti e 7 subiti
  2. jurgen kohler

    Turn over e gestione della rosa

    Apro questo topic per monitorare lo stato di forma della rosa in vista di una stagione che si preannuncia lunghissima. L'obiettivo più importante si deciderà infatti il 1 giugno. Il primo dato di fatto è che Allegri ha a disposizione 20 titolari e sono tutti i giocatori che ha schierato fino a questo momento. Questi 20 titolari possono giocare qualsiasi big match a mio avviso. A questi giocatori si aggiungono inoltre Pinsoglio, De Sciglio, Kean e Spinazzola, ovvero giocatori su cui per un motivo o per l'altro non si può contare, almeno in questo momento, per uno scontro al vertice. Come ha dichiarato recentemente Marotta il pericolo più grande sono gli infortuni, perché non consentono di sfruttare la profondità della rosa. Infatti Douglas Costa poteva dare respiro giocando la champions e invece non è disponibile. La situazione attuale (28 settembre) vede addirittura Ronaldo come il giocatore più utilizzato dell'intera rosa, e questo è il motivo principale che mi spinge ad aprire questo topic: In rosso ci sono i giocatori che hanno superato il 70% del totale giocato dalla squadra, in verde i giocatori che stanno sotto al 50%. Credo che l'ideale per noi sarebbe avere la rosa meno colorata possibile. Il borsino può essere aggiornato dopo ogni partita. A voi...
  3. "Sciarpa del Genoa al collo domani? Farà caldo per mettersi la sciarpa domani...". Tre punti conquistati contro il Milan allo Stadium (è finita 2-1), dunque per lo Scudetto ne mancano altri tre, a meno che il Napoli domani non perda contro il Genoa. E Massimiliano Allegri lo sa bene: "Comunque era importante vincere oggi, Juventus-Milan è sempre una partita stimolante. Ora ci manca o una vittoria o un pareggio nel caso in cui il Napoli riuscisse a vincere domani. Ho avuto una bella risposta - ha spiegato ai microfoni di SkySport -. Nel primo tempo non abbiamo fatto bene, nel secondo meglio invece, con belle trame di gioco e più ordinati in campo. Ajax? Non ci pensiamo e non ci abbiamo pensato perché avevamo difronte il Milan. Alex Sandro giocava per la prijma volta come terzso centrale, Bernardeschi mezzala, De Sciglio più alto che sentiva la partita; le difficoltà potevano esserci. Poi abbiamo fatto un bel secondo tempo anche dal punto di vista fisico. Difficile tenere fuori Kean? E' bravo a fare gol, è un giovane che sta facendo bene e lasciamolo crescere bene. Oggi ha fatto anche una bella esultanza. Tutti insieme a gennaio abbiamo deciso di tenerlo. Oltre a Mandzukic è lui il centravanti. E poi il ragazzo ne aveva bisogno per crescere tecnicamente e migliorare. Poi allenarsi e giocare con i campioni penso sia meglio per migliorare a livello mentale. Dybala contrariato per il cambio? E' giusto che sia arrabbiato perché tutti ci tengono a giocare, lui veniva da un periodo in cui non giocava e si allenava meno per la botta al polpaccio. Il gol gli ha dato fiducia ma in una grande squadra è così, stanno tutti lì pronti a rubarti il posto. Io poi devo cercare di mettere in campo i giocatori migliori. Nel primo tempo era giusto prendere gol su quella ripartenza, c'è stato poco e niente però. Quando arrangi la squadra come ho fatto io ieri, sapevo che avrei avuto difficoltà. Pjanic è stato molto bravo nella caccia alla palla, i giocatori vanno messi nelle loro posizioni per dare il meglio. Matuidi ogni tanto lo lascio a riposo, ieri l'ho provato ma ho preferito lasciarlo fuori. Chi ha giocato ha fatto bene ma a gara in corso si possono sistemare le cose. CR7 avrebbe voluto giocare oggi? Lui si sente sempre pronto, ma io gli ho detto che era meglio non farsi trovare pronto. Mercoledì? Siamo fiduciosi, sta viaggiando molto bene". Fonte: GDM
  4. Juventus-Allegri, ora è ufficiale. Alle 15 la presentazione. Biennale: 2 milioni più bonus Gazzetta.it Come da titolo. Siete d'accordo con la decisione della Juventus? VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
  5. "Importante recuperare Douglas Costa che è l'unico che possiamo recuperare". "Troveremo un Atletico ancora più coperto all'Allianz Stadium" "Non è andato male niente nella preparazione, Pjanic aveva la febbre a 37, Bonucci è stato fuori 15 giorni per un problema alla caviglia, Chiellini problemi con il polpaccio, Khedira poverino ha avuto un problema al cuore, al 12 marzo arriveremo nelle migliori condizioni possibili" Formazione fatta da SKY per il ritorno contro l'Atletico Madrid (consigliata ad Allegri).
  6. Un punto ancora e poi lo scudetto d’inverno sarà aritmeticamente della Juve. Non poteva essere altrimenti con il ritmo che stanno tenendo i bianconeri. Contro la Roma, sabato sera a Torino, Allegri potrà prendersi il primo vero pezzo di scudetto. Sarebbe nulla più del giusto coronamento di un anno straordinario. Mancano un paio di settimane al brindisi di arrivo del 2019 e i conti parlano chiaro. La Juve ha già tutti dietro, nessuno riesce ad andare così forte, non solo in Italia. E il muro dei 100 punti è alla portata: ne servono 6 sui 9 ancora disponibili. Oggi, durante il sorteggio di Champions, la Juve e gli juventini dovrebbero dare uno sguardo a quanto accaduto nell’anno che si sta chiudendo. Sarebbe un buon modo per affrontare l’Europa a viso ancor più aperto, senza timori di questo o quell’avversario. Il perché è racchiuso nella classifica di punti ottenuti nei vari campionati. Il 2018, infatti, ribadisce: la Juve è avanti a tutti, nessuno corre quanto lei. Con 94 punti Allegri e i suoi hanno messo in fila Psg, Manchester City, Barcellona, Totttenham, Napoli, Liverpool, Real e Atletico. Ci fermiamo qui non a caso: dietro ci sono già Atletico Madrid e Liverpool, i due avversari più temibili dell’urna di oggi a Nyon . La partenza dell’attuale campionato è probabilmente l’esempio migliore, con 46 punti su 48 messi in tasca e una vittoria sfuggita solo perché quel pallone contro il Genoa era stato considerato fuori da Benatia mentre invece da lì arrivò il gol del pareggio. Per il resto, però, solo vittoLa vittoria sul Torino ha allungato le tante serie positive dei bianconeri rie. In casa e in trasferta. L’altro dato spaventoso riguarda proprio i viaggi della Juve: gli manca solo la partita sul campo dell’Atalanta, se ne esce indenne l’anno sarà immacolato anche per quel che riguarda le trasferte. Con la vittoria di sabato, nel derby che il calendario ha piazzato in casa del Torino, la Juve peraltro ha già eguagliato la sua migliore striscia di vittorie esterne: 8 di fila. Fonte: Il Corriere dello Sport
  7. Allegri e Ancelotti, il punto di inizio della loro storia in bianconero è stato simile. Gli sputi che hanno accolto Max sono già storia, poi cancellati un trionfo dietro l’altro. Quel coro umiliante rivolto ad Ancelotti («Un maiale non può allenare») è stato poi umiliato dalla storia, che ha visto l’attuale tecnico del Napoli diventare uno degli allenatori più vincenti di sempre anche se poi sulla panchina della Juve ha portato a casa solo una Coppa Intertoto e due secondi posti per un punto.«Quell’odio nei confronti di Ancelotti è rimasto uno dei più grandi misteri della mia carriera», racconta Alessandro Birindelli, tra i leader silenziosi di quella Juve che dominava a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. «Io sinceramente non ricordo nemmeno un atteggiamento fuori posto di Ancelotti da calciatore, sia ai tempi della Roma che del Milan. In questa circostanza bisogna ammettere che i tifosi della Juve furono semplicemente prevenuti, come d’altronde fecero anche con Allegri al momento del suo arrivo. La differenza fu nei risultati, questa Juve vinse subito mentre noi con Ancelotti perdemmo due scudetti per un punto». Ma il distacco dai tifosi non era solo legata al periodo senza successi tra i due cicli vincenti di Marcello Lippi: «In quella fase ricordo bene che vivevamo un momento in cui la famiglia Agnelli non poteva investire come prima nella Juve. C’erano altre priorità e dovevano gestire la crisi anche in Fiat, quindi tra una campagna acquisti meno importante e risultati che non arrivavano un po’ di malumore tra i tifosi era forse inevitabile». Niente però che potesse giustificare quell’accanimento nei confronti di Ancelotti: «Ripeto, per noi era inspiegabile. Parliamo di un grande allenatore, che successivamente ha dimostrato di essere anche vincente come nessun altro. Ma anche di una grande persona che era riuscita a conquistarci subito». Oggi è tempo di Juve-Napoli, di Allegri-Ancelotti. Una sfida nella sfida, Birindelli sorride: «Sarà una gran bella partita, non ho dubbi. Anche perché sia Allegri che Ancelotti sapranno stupire con qualche mossa a sorpresa, proprio in un’occasione dove le formazioni sembrano scritte sono sicuro che sapranno giocarsi qualcosa di particolare per spiazzare l’avversario» : «Non saranno questi tre punti a decidere lo scudetto, ma se mi viene chiesto un pronostico dico che stasera vincerà la Juve». Fonte: Il Corriere di Torino
  8. Raccontano che Paulo Dybala, già abbacchiato, abbia un cattivo pensiero, così condensabile: visto che andrò via con l’Argentina per dieci giorni, mentre Mandzukic e Ronaldo resteranno a Vinovo, se già sto in panchina adesso cosa succederà dopo? In effetti, l’empatia tattica è questione di talento (sul campo) e di sfinimento (in allenamento). E al momento, restano le telemetrie di queste prime tre giornate di campionato, e mai il numero 10 era stato così poco sul prato, da quando è alla Juve: 101 minuti giocati, contro i 217 della passata stagione, i 256 di quella 2016/17 e i 207 dell’esordio, quando pure al tecnico bianconero veniva imputato di non farlo giocare. Figurarsi ora. Dybala, come farebbe qualsiasi giocatore, non era felice delle scelte di Allegri, anche se non è la prima volta che si ritrova in panchina per due volte filate: era successo nel febbraio scorso, contro Toro e Atalanta, e un anno fa, a San Siro, casa Inter, e a Bologna. All’epoca, però, non c’era Cristiano Ronaldo. Che la Juve abbia i lavori in corso a settembre non è una novità, che Dybala sembri uno qualunque, un po’ sì. Il tecnico, dice, lo sta aspettando: «Paulo ha giocato dei buoni palloni — ha commentato Allegri dopo la sfida di Parma —e soprattutto è entrato con uno spirito giusto per migliorare la condizione». E qui c’è il primo piccolo mistero, se chi vede l’argentino in allenamento lo descrive in buono spolvero, come lui stesso si sente: ma, si sa, i giocatori si metterebbero sempre in campo. Però, le testimonianze non parlano certo di uno fuori condizione. L’impressione è che la questione sia tattica, come già s’era capito nella partita con la Lazio: di questi tempi, Allegri non deve fidarsi troppo del 4-2-3-1, che ha già visto sbandare paurosamente a Verona, casa Chievo, e allora, meglio non prendere troppi rischi. C’è pur sempre lo slogan della ditta: vincere è l’unica cosa che conta. E la Juve lo sta facendo, pur senza incantare. Ricordato il primo postulato di Allegri — «Ogni squadra deve avere equilibrio» — ne deriva il corollario: scordatevi Dybala insieme a Cristiano Ronaldo, almeno per il momento. Guai a rinunciare ai tre centrocampisti e a Mandzukic, uno che è un po’ attaccante e un po’ centrocampista, quando non terzino. Oltre al sapere fiutare il senso delle partite: con i cambi, anche. La storia juventina di Allegri è lì a dimostrarlo, visto che la Juve, ogni stagione, ha attaccato con un assetto e ha chiuso con un altro. Va da sé, non senza migliorare prestazione e risultati. Si passò dal 3-5-2, sempre pronto in garage, al 4-3-1-2 che arrivò alla finale di Berlino, o al 4-2- 3-1 che funzionò fino a quella di Cardiff. «La stagione è lunga», ricorda Allegri, e ripetono i giocatori. Per tradizione e convinzione, il tecnico addenta spesso le annate con cautela: prima l’umiltà, poi la qualità. Solo che, stavolta, il discorso s’è complicato, per ragioni tattiche, tecniche e monetarie. Dallo stipendio di CR7 alle valutazioni di Dybala. «Ogni anno sarà sempre più difficile», è l’altra massima dell’allenatore. L’obiettivo, per un mercato che ha gonfiato ancor di più le ambizioni, sarà farli giocare insieme. Difficile, chissà se impossibile. Fonte: Il Corriere di Torino
  9. Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato dopo la vittoria contro il Parma per 2-1, ai microfoni di Dazn: PARMA - "Parma è un campo difficile per la Juventus, nelle ultime cinque partite ha vinto soltanto una volta. Parma è una squadra che lotta per salvarsi, nel primo tempo abbiamo preso ripartenze importanti, nel secondo tempo è andata meglio". RONALDO - "Nel calcio italiano ci sono difficoltà diverse rispetto alla sua carriera. Ha fatto una buona partita. E' un momento in cui gli va un po' tutto male, la palla rimbalza male, il colpo di testa va di poco fuori. Dopo la sosta inizia la vera stagione". PRIMO TEMPO - "Quando abbiamo portato la squadra vicino all'area è andato tutto bene e non abbiamo subito ripartenze. Altrimenti li abbiamo subiti quando non abbiamo saputo tenerli lì. Sapevamo di poter trovare difficoltà sulle ali, in particolare con Gervinho". BERNARDESCHI - "Sta crescendo molto, soprattutto a livello di mentalità. Ha capito subito appena è arrivato alla Juventus che ogni pallone può essere decisivo. E' cresciuto fisicamente e tecnicamente, può essere importante anche per la Nazionale". MANDZUKIC - "Mario è un generoso, si è presentato nelle migliori condizioni e nemmeno me lo aspettavo così. Dybala ha fatto un ottimo quarto d'ora, è un giocatore importante, come tanti altri abbiamo in rosa per l'inizio della vera stagione, dal 15 settembre in poi". Fonte: Il Bianconero.com e DAZN Aggiornamento ALLEGRI A SKY:" RONALDO? RIDEVA, DEVE STARE TRANQUILLO. SU DYBALA...." Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria contro il Parma:PRIMO TEMPO - "Nel primo tempo abbiamo concesso troppo, sulla prima palla in uscita forzavamo la giocata e sbagliavamo. Loro ci ripartivano perché hanno giocatori tecnici davanti. Nel secondo tempo i ragazzi sono stati molto bravi, era importante chiudere nove punti dopo tre partite, adesso ci sarà la sosta e dopo comincerà la stagione".RONALDO - "Ronaldo stasera rideva dopo la partita perché ci sono dei momenti in cui la palla rimbalza male ed esce di un centimetro, dopo la sosta comincerà a segnare. Si è inserito bene, nonostante sia il numero uno al mondo anche lui è un ragazzo abituato sempre a fare gol e lo vuole a tutti i costi. Deve stare sereno". DYBALA - "Ho scelto questa formazione, quando è entrato ha fatto bene e non ha sbagliato un contrasto. Sta tornando in condizioni buone, stenta a trovare la condizione giusta. Dybala soffre in panchina come tutti gli altri, l’allenatore fa delle scelte. In panchina avevo una squadra che poteva giocare titolare al posto degli altri undici".DYBALA-RONALDO-MANDZUKIC - "Può essere, quando staremo tutti in condizione e gli automatismi saranno migliorati è uno sviluppo di gioco che potremo fare. Potremo giocare anche con i due mediani con Dybala a fare da raccordo tra il centrocampo e l’attacco". Fonte: Sky e il Bianconero.com
  10. Mezzala e centravanti, professore e lottatore, Sami e Mario. Non è solo quel broncio serioso, accennato nel tedesco e più pronunciato nel croato, ma è il modo in cui la coppia si mette sull’attenti davanti al generale: Khedira e Mandzukic sono due delle cose a cui Allegri non vuole rinunciare in questa vita. Pazienza se il mercato della Juve sforni sorprese sempre più grandi, i due finiscono quasi sempre per giocare perché contengono tutto ciò che il tecnico chiede a questo gioco. Applicazione, rabbia, intelligenza, più l’ingrediente principale con cui Max guarnisce la torta: tecnica. Insomma, parlano la stessa lingua e non è solo il tedesco, imparato da Mandzu facendo a botte sui campi della Bundeslga: sono diventati amici anche per comunanza di spirito e carattere. Discreti nel privato, più utili che belli in campo, simili anche perché irrinunciabili. Una connection che fa saltare ogni gerarchia scritta su carta a inizio stagione, sin da quando arrivarono insieme nella stessa sessione di mercato. Correva l’anno 2015, la prima Juve di Allegri veniva smontata dopo la finale di Champions contro il Barcellona e servì un po’ perché mediana e attacco cambiassero pelle grazie a loro, uno ex Real e l’altro ex Atletico. Entrambi hanno passato parte dalla stagione a riflettere perché le loro strade potevano davvero separarsi: era reale la possibilità di lasciare Torino. Alla fine, hanno scelto di proseguire secondo il copione scritto per loro da Allegri. Del resto, Max ha sempre usato lo scudo per difenderli: quando può, elogia l’acume del tedesco, «un professore» del centrocampo perché gestisce se stesso e l’ecosistema intorno; sparge miele appena può anche sulla duttilità del lottatore Mandzukic, centravanti totale perché un tempo si spolmonava sulla fascia mentre adesso può servire da apriscatola per Ronaldo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Con Ronaldo,e con Mandzukic necessaria spalla tattica, quello che rischia un po’ è Dybala. Se ne può fare a meno? Le vittorie cancellano tutto, però ieri è proprio mancato quello che faceva da collante tra i reparti come l’argentino. Allegri ha l’attacco più forte della storia recente della Serie A ma sblocca le partite con i centrocampisti: Khedira alla prima, Pjanic alla seconda. Il fisico forse è la spiegazione. «Quelli davanti hanno solo una partita e mezza nelle gambe – ha detto ieri Max –. Quando troveremo la condizione migliore potremo giocare con cinque giocatori offensivi». È un indizio: il 4­2­3­1 resta in agguato. «Magari sabato giocheremo con due centrocampisti», ha aggiunto. E magari sabato tornerà Dybala. O meglio: probabilmente tornerà Dybala. Paulo ieri non è nemmeno entrato e, conoscendolo, non deve averla presa bene. Allegri ha spiegato che nessuno ha la sua qualità tra le linee e che solo Bernardeschi come lui lega il centrocampo e l’attacco, ma la morale è chiara: il turnover sarà d’attualità fino a maggio. La Gazzetta dello Sport
  12. Giorgio Chiellini, capitano della Juventus, ha parlato al sito ufficiale del club dopo l'ultima partita della ICC: "Abbiamo fatto 15 giorni intensi, con tanti viaggi in stadi belli e diversi. Abbiamo fatto delle belle partite, messo minuti nelle gambe e fatto capire ai nuovi la mentalità che serve per giocare alla Juventus. Adesso avremo un paio di giorni liberi e poi ci troveremo con gli altri da mercoledì per iniziare a preparare davvero la stagione. Però credo che il bilancio sia positivo. La doppietta di Asensio? Potevamo finirla anche 1-0 a dir la verità, in un quarto d'ora abbiamo preso 3 gol, con il Real gli errori li paghi e mentalmente non abbiamo tenuto sempre. I viaggi, la stanchezza e le 4 partite in 10 giorni hanno influito. Devo fare i complimenti a tutti i ragazzi che erano qua, hanno fatto una tournée fantastica ed è merito loro se è andata così. I nuovi? Si stanno integrando bene, sicuramente meglio gli italiani perchè la lingua e la cultura aiutano. Cancelo ha ottime qualità, si sta integrando bene: deve capire alcune cose, ma ci sarà davvero utile, ha un passo interessante. Andrà disciplinato, ma ha qualità superiori alla media. Cristiano Ronaldo? L'entusiasmo positivo è ben accetto, ne avevamo bisogno, è una scossa di energia che ci frà alzare il nostro livello. Non dobbiamo però pensare di aver già vinto lo scudetto o di vincere la Champions". Fonte: Il Bianconero.com
  13. Quando la settimana scorsa ha iniziato a spargersi con forza la notizia del possibile rientro alla base torinese di Bonucci, più o meno tutti si sono posti le due medesime domande: d’accordo ma... come la mettiamo con Allegri? E come sarà possibile presentarsi al cospetto di uno stadio che l’ha massacrato di fischi e insulti non più tardi di quattro mesi fa? Per quanto riguarda la seconda domanda, pare che in un contesto in cui la gente bianconera sarà concentrata soprattutto su altre coordinate – CR7 –, gli eventuali problemi siano destinati a durare al massimo lo spazio delle prime partite. Per quanto riguarda invece il primo quesito sull’allenatore, qui i problemi starebbero proprio a zero. Bonucci e Allegri infatti avevano ricomposto il rapporto in tempi assolutamente non sospetti, e quindi non occorrerebbe alcun discorso chiarificatore. Il disgelo fra Max e Leo per la precisione risale allo scorso 23 ottobre a Londra, quando Bonucci era stato premiato dalla Fifa, che lo aveva inserito nel top 11 della stagione precedente. Ebbene, tra una foto e un brindisi, quando Bonucci aveva visto Allegri gli aveva detto: «Mister, questo premio è anche e soprattutto suo». Il tecnico aveva risposto sorridente: «Grazie, mi fa molto piacere». Un gesto che Max aveva apprezzato parecchio e dopo il quale i due si erano appartati per qualche minuto a parlare. Evidentemente per ulteriori chiarimenti. Il seguito si era avuto ad aprile a Roma in occasione dell’incontro fra arbitri, allenatori, dirigenti e calciatori: anche in quell’occasione uno scambio di battute all’insegna della distensione. Ecco perché Leo nuovamente agli ordini di Allegri non costituirebbe alcun motivo di attrito, anche perché il difensore, sebbene abbia sempre motivato in modo abbastanza chiaro i motivi del divorzio dalla Juve, ha poi riconosciuto privatamente di aver commesso degli errori nella gestione di tutta la vicenda. Non c’è base migliore per ricominciare. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  14. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, Paulo Dybala non può più permettersi passaggi a vuoto o pause. Già la scorsa stagione, quando la Joya non stava rendendo al meglio era scivolato in panchina e aveva vissuto un periodo di appannamento in coincidenza con problemi personali e con la virata di Allegri dal 4-2-3-1 al 4-3- 2-1. Nel corso dei suoi 9 anni al Real Cristiano si è trasformato da esterno destro capace di dribbling ubriacanti a centravanti spietato in area di rigore.Così il fuoriclasse di Funchal è diventato una macchina da gol e ha oscurato i compagni in fase realizzativa. Nella rosa della Juventus il giocatore che, come caratteristiche fisiche, più si avvicina a Benzema è Mandzukic. Può essere lui il partner ideale per CR7, colui che andrà a battagliare con i difensori avversari per liberare gli spazi al Pallone d’Oro. Tra l’altro Allegri è da tempo calcisticamente innamorato del croato che ha “sacrificato” spesso largo nel tridente o nel 4-2-3-1 pur di non rinunciarvi, salvo poi schierarlo centravanti titolare nella finale di Coppa Italia. Letto a posteriori è stato un segnale chiaro in chiave futura Se dunque l’ex Real avrà spesso al suo fianco Mandzukic, Dybala avrà una sola scelta: quella di adattarsi a fare... l’Isco nel 4-3-1-2 che Max potrebbe disegnare. Sulla carta per emulare lo spagnolo del Real gli mancano la dinamicità e la fisicità necessarie per svariare su tutto il fronto offensivo, ma sforzandosi può adattarsi. Fonte: Il Corriere dello Sport
  15. A cura di: Fabio Franco
  16. In questi anni di vittorie, Allegri ha saputo trasformare il proprio spartito in varie parti, odia i «numerini», che però lui stesso gira a piacimento. Arrivò fra i fischi e le contestazioni, prese la creatura mollata da Conte e proseguì col 3-5-2 fino a intuire la svolta: Vidal trequartista in Champions contro l’Olympiacos. E lì proseguì col 10 dietro le punte. Nell’anno della Grande Rimonta dopo l’inizio da tregenda, a un certo punto torna alla BBC e a quel 3-5-2 (Juve-Palermo del novembre 2015) che poi glifa fare la cavalcata delle 24 vittorie su 25 partite. Fino a rivincere. Nel gennaio di un campionato fa, poi, ecco il Modulo «5 Stelle»:succede contro la Lazio allo Stadium, Pjanic e Khedira vicini, poi Cuadrado, Dybala e Mandzukic all’ala dietro a Higuain: se non gli si fosse rotto Pjaca, probabilmente a Cardiff non avrebbe visto una squadra sfibrata dall’usura. Quest’anno ha messo in piedi 6 moduli diversi, geometrie variabili: la sterzata vera arriva dopo il k.o. a casa-Samp, dentro Matuidi da titolare e centrocampo a tre che per mesi filtra una difesa non più fragile. Si va da Morata in una finale di Coppa Italia contro il Milan (entra e segna l’1-0) a Zaza contro il Napoli nel febbraio 2016; dagli ingressi di Dani Alves e Pjaca a Oporto fino a Cuadrado (Lione, entra ed è gol). Questa è la forza della panca lunga e temibile, ma anche l’intuizione nei cambi. Tipo Lichtsteiner e Asamoah con avanzamento di Alex Sandro a Londra. C’è anche la componente-fortuna: Juve-Samp,si infortuna Pjanic ed entra Costa che apparecchia tre assist. Colpi e colpacci.La versione del «cattivissimo Max» avviene in modo fragoroso a Lisbona: contro il Palermo aveva litigato con Bonucci, nella susseguente gara di Champions Leo finisce sullo sgabello e diventa icona della serata in cui poi la Juve vince 2-0. Quest’anno il Pipita si è fatto 3 panchine serie, e in una gara è subentrato segnando (all’Olympiacos), più due non convocazioni. Mandzukic? Panca iniziale in Juve-Real e Juve-Napoli. Dybala? Panca iniziale in Juve-Inter e in Inter-Juve: nella seconda, Paulo entra e mette due assist. E la Juve vince dall’87’ in poi. Avere i giocatori è un conto. Saperli usare, dosare e infiammare un altro. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. "Alla Juventus vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta..." Questo motto che tanto ci piace..che porta tanti sacrifici e vittorie e ci differenzia dalle altre squadre italiane per mentalità e voglia di vincere sempre....io credo che per alcuni versi specie nella gestione delle partite...nel dover per forza portare a casa il risultato.......rischia di essere un arma a doppio taglio...in particolare per chi allena e chi fa scelte.. parliamoci chiaro....alla Juve se per un anno/due non vince nulla hai fallito...sei esonerato al 99%,9%.....e allora ecco che un allenatore che allena la Juve si trasforma nella massima espressione del "a calcio conta il risultato e non lo spettacolo..." Io sono convinto che un allenatore come Sarri...o qualsiasi allenatore che abbia idee di calcio molto belle ma che "lasciano" spazio anche a qualche rischio in nome di un calcio migliore.....alla Juve cambierebbero mentalità....è bello fare bel gioco a Napoli e poi non vincere...e bello fare il bel gioco a Roma e poi non vincere...... alla Juve siamo vittime e beneficiari di quel fantastico motto.... possiamo migliorare?....Allegri ha le sue colpe?....credo di sì....ma anche noi società...noi tifosi...i calciatori....per me è evidente che siano meldettisimamente schiavi e condannati da quel fantastico motto...
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