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  1. Apro questo topic per monitorare lo stato di forma della rosa in vista di una stagione che si preannuncia lunghissima. L'obiettivo più importante si deciderà infatti il 1 giugno. Il primo dato di fatto è che Allegri ha a disposizione 20 titolari e sono tutti i giocatori che ha schierato fino a questo momento. Questi 20 titolari possono giocare qualsiasi big match a mio avviso. A questi giocatori si aggiungono inoltre Pinsoglio, De Sciglio, Kean e Spinazzola, ovvero giocatori su cui per un motivo o per l'altro non si può contare, almeno in questo momento, per uno scontro al vertice. Come ha dichiarato recentemente Marotta il pericolo più grande sono gli infortuni, perché non consentono di sfruttare la profondità della rosa. Infatti Douglas Costa poteva dare respiro giocando la champions e invece non è disponibile. La situazione attuale (28 settembre) vede addirittura Ronaldo come il giocatore più utilizzato dell'intera rosa, e questo è il motivo principale che mi spinge ad aprire questo topic: In rosso ci sono i giocatori che hanno superato il 70% del totale giocato dalla squadra, in verde i giocatori che stanno sotto al 50%. Credo che l'ideale per noi sarebbe avere la rosa meno colorata possibile. Il borsino può essere aggiornato dopo ogni partita. A voi...
  2. Esercizio per tifosi juventini (e non solo): chiudere gli occhi e ricordare il gol di Dybala a Manchester. C’è Ronaldo che crossa da destra, Cuadrado attacca il primo palo e un rimpallo tra lui e Smalling libera Dybala a sei metri dalla porta. Gol. Tutti ricordano il cross di Cristiano - un bel cross - e il movimento di Paulo che rallenta la corsa e calcia. Giusto, prima i gesti tecnici. In quell’azione però c’è qualcosa di strano. Che ci fa Ronaldo, formalmente l’esterno sinistro del 4-3-3, laggiù a destra? E perché Cuadrado, un’ala sotto il metro e 80 con l’accelerazione nel cuore, va a centro area a duello con un centrale di 1.93? Sembra tutto sbagliato. Davide Nicola, allenatore con la passione per lo studio del calcio, quella notte ha scritto su Twitter: «Senza troppi giri di parole la Juventus sta giocando il miglior calcio d’Europa. Qualcuno dissentirà, ma i bianconeri non giocano per ruoli, ma per posizioni». Suona complicato, ma spiega l’impressione di stranezza che qualcuno ha avuto durante la partita. Quella sera capitava di vedere Matuidi in posizione di centravanti, Bentancur vicino a Bonucci come un terzino, Cancelo dentro il campo come un centrocampista. Nicola a grandi linee intendeva questo: Allegri chiede alla Juve di occupare alcune zone di campo, senza preoccuparsi troppo di quali giocatori lo facciano. Esempio: se la Juve vuole attaccare con due giocatori larghi, non è detto che in ogni azione siano Ronaldo e Cuadrado, cioè gli esterni di ruolo. Quella posizione può essere occupata da Cancelo, Alex Sandro, Dybala, Bentancur... È il principio base del «calcio totale», mai passato di moda: un giocatore prende la posizione di un altro e a sua volta la sua zona di campo viene occupata da un compagno. Nelle partite della Juve in A si vede meno, ma a volte si nota. Tutto questo a Manchester si è visto particolarmente bene: mancava un «9» come Mandzukic e gli altri giocatori si sono divertiti a spostarsi per il campo per cercare un punto debole della difesa. Forse è uno dei segreti di questa Juve, ancora più che delle precedenti: Allegri lascia libertà ai giocatori, non chiede giocate e movimenti preordinati. I Questo ovviamente non significa che ognuno possa fare quello che vuole. Ci sono principi da rispettare. La Juve in Champions ha dato un’impressione di ordine, con distanze corrette tra i giocatori e tante soluzioni a disposizione di chi ha la palla: un appoggio laterale, una giocata in profondità, un cambio gioco. Così è più facile anche aggredire gli avversari per recuperare palla in caso di perdita del possesso. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Allegri e Ancelotti, il punto di inizio della loro storia in bianconero è stato simile. Gli sputi che hanno accolto Max sono già storia, poi cancellati un trionfo dietro l’altro. Quel coro umiliante rivolto ad Ancelotti («Un maiale non può allenare») è stato poi umiliato dalla storia, che ha visto l’attuale tecnico del Napoli diventare uno degli allenatori più vincenti di sempre anche se poi sulla panchina della Juve ha portato a casa solo una Coppa Intertoto e due secondi posti per un punto.«Quell’odio nei confronti di Ancelotti è rimasto uno dei più grandi misteri della mia carriera», racconta Alessandro Birindelli, tra i leader silenziosi di quella Juve che dominava a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. «Io sinceramente non ricordo nemmeno un atteggiamento fuori posto di Ancelotti da calciatore, sia ai tempi della Roma che del Milan. In questa circostanza bisogna ammettere che i tifosi della Juve furono semplicemente prevenuti, come d’altronde fecero anche con Allegri al momento del suo arrivo. La differenza fu nei risultati, questa Juve vinse subito mentre noi con Ancelotti perdemmo due scudetti per un punto». Ma il distacco dai tifosi non era solo legata al periodo senza successi tra i due cicli vincenti di Marcello Lippi: «In quella fase ricordo bene che vivevamo un momento in cui la famiglia Agnelli non poteva investire come prima nella Juve. C’erano altre priorità e dovevano gestire la crisi anche in Fiat, quindi tra una campagna acquisti meno importante e risultati che non arrivavano un po’ di malumore tra i tifosi era forse inevitabile». Niente però che potesse giustificare quell’accanimento nei confronti di Ancelotti: «Ripeto, per noi era inspiegabile. Parliamo di un grande allenatore, che successivamente ha dimostrato di essere anche vincente come nessun altro. Ma anche di una grande persona che era riuscita a conquistarci subito». Oggi è tempo di Juve-Napoli, di Allegri-Ancelotti. Una sfida nella sfida, Birindelli sorride: «Sarà una gran bella partita, non ho dubbi. Anche perché sia Allegri che Ancelotti sapranno stupire con qualche mossa a sorpresa, proprio in un’occasione dove le formazioni sembrano scritte sono sicuro che sapranno giocarsi qualcosa di particolare per spiazzare l’avversario» : «Non saranno questi tre punti a decidere lo scudetto, ma se mi viene chiesto un pronostico dico che stasera vincerà la Juve». Fonte: Il Corriere di Torino
  4. Raccontano che Paulo Dybala, già abbacchiato, abbia un cattivo pensiero, così condensabile: visto che andrò via con l’Argentina per dieci giorni, mentre Mandzukic e Ronaldo resteranno a Vinovo, se già sto in panchina adesso cosa succederà dopo? In effetti, l’empatia tattica è questione di talento (sul campo) e di sfinimento (in allenamento). E al momento, restano le telemetrie di queste prime tre giornate di campionato, e mai il numero 10 era stato così poco sul prato, da quando è alla Juve: 101 minuti giocati, contro i 217 della passata stagione, i 256 di quella 2016/17 e i 207 dell’esordio, quando pure al tecnico bianconero veniva imputato di non farlo giocare. Figurarsi ora. Dybala, come farebbe qualsiasi giocatore, non era felice delle scelte di Allegri, anche se non è la prima volta che si ritrova in panchina per due volte filate: era successo nel febbraio scorso, contro Toro e Atalanta, e un anno fa, a San Siro, casa Inter, e a Bologna. All’epoca, però, non c’era Cristiano Ronaldo. Che la Juve abbia i lavori in corso a settembre non è una novità, che Dybala sembri uno qualunque, un po’ sì. Il tecnico, dice, lo sta aspettando: «Paulo ha giocato dei buoni palloni — ha commentato Allegri dopo la sfida di Parma —e soprattutto è entrato con uno spirito giusto per migliorare la condizione». E qui c’è il primo piccolo mistero, se chi vede l’argentino in allenamento lo descrive in buono spolvero, come lui stesso si sente: ma, si sa, i giocatori si metterebbero sempre in campo. Però, le testimonianze non parlano certo di uno fuori condizione. L’impressione è che la questione sia tattica, come già s’era capito nella partita con la Lazio: di questi tempi, Allegri non deve fidarsi troppo del 4-2-3-1, che ha già visto sbandare paurosamente a Verona, casa Chievo, e allora, meglio non prendere troppi rischi. C’è pur sempre lo slogan della ditta: vincere è l’unica cosa che conta. E la Juve lo sta facendo, pur senza incantare. Ricordato il primo postulato di Allegri — «Ogni squadra deve avere equilibrio» — ne deriva il corollario: scordatevi Dybala insieme a Cristiano Ronaldo, almeno per il momento. Guai a rinunciare ai tre centrocampisti e a Mandzukic, uno che è un po’ attaccante e un po’ centrocampista, quando non terzino. Oltre al sapere fiutare il senso delle partite: con i cambi, anche. La storia juventina di Allegri è lì a dimostrarlo, visto che la Juve, ogni stagione, ha attaccato con un assetto e ha chiuso con un altro. Va da sé, non senza migliorare prestazione e risultati. Si passò dal 3-5-2, sempre pronto in garage, al 4-3-1-2 che arrivò alla finale di Berlino, o al 4-2- 3-1 che funzionò fino a quella di Cardiff. «La stagione è lunga», ricorda Allegri, e ripetono i giocatori. Per tradizione e convinzione, il tecnico addenta spesso le annate con cautela: prima l’umiltà, poi la qualità. Solo che, stavolta, il discorso s’è complicato, per ragioni tattiche, tecniche e monetarie. Dallo stipendio di CR7 alle valutazioni di Dybala. «Ogni anno sarà sempre più difficile», è l’altra massima dell’allenatore. L’obiettivo, per un mercato che ha gonfiato ancor di più le ambizioni, sarà farli giocare insieme. Difficile, chissà se impossibile. Fonte: Il Corriere di Torino
  5. Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato dopo la vittoria contro il Parma per 2-1, ai microfoni di Dazn: PARMA - "Parma è un campo difficile per la Juventus, nelle ultime cinque partite ha vinto soltanto una volta. Parma è una squadra che lotta per salvarsi, nel primo tempo abbiamo preso ripartenze importanti, nel secondo tempo è andata meglio". RONALDO - "Nel calcio italiano ci sono difficoltà diverse rispetto alla sua carriera. Ha fatto una buona partita. E' un momento in cui gli va un po' tutto male, la palla rimbalza male, il colpo di testa va di poco fuori. Dopo la sosta inizia la vera stagione". PRIMO TEMPO - "Quando abbiamo portato la squadra vicino all'area è andato tutto bene e non abbiamo subito ripartenze. Altrimenti li abbiamo subiti quando non abbiamo saputo tenerli lì. Sapevamo di poter trovare difficoltà sulle ali, in particolare con Gervinho". BERNARDESCHI - "Sta crescendo molto, soprattutto a livello di mentalità. Ha capito subito appena è arrivato alla Juventus che ogni pallone può essere decisivo. E' cresciuto fisicamente e tecnicamente, può essere importante anche per la Nazionale". MANDZUKIC - "Mario è un generoso, si è presentato nelle migliori condizioni e nemmeno me lo aspettavo così. Dybala ha fatto un ottimo quarto d'ora, è un giocatore importante, come tanti altri abbiamo in rosa per l'inizio della vera stagione, dal 15 settembre in poi". Fonte: Il Bianconero.com e DAZN Aggiornamento ALLEGRI A SKY:" RONALDO? RIDEVA, DEVE STARE TRANQUILLO. SU DYBALA...." Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria contro il Parma:PRIMO TEMPO - "Nel primo tempo abbiamo concesso troppo, sulla prima palla in uscita forzavamo la giocata e sbagliavamo. Loro ci ripartivano perché hanno giocatori tecnici davanti. Nel secondo tempo i ragazzi sono stati molto bravi, era importante chiudere nove punti dopo tre partite, adesso ci sarà la sosta e dopo comincerà la stagione".RONALDO - "Ronaldo stasera rideva dopo la partita perché ci sono dei momenti in cui la palla rimbalza male ed esce di un centimetro, dopo la sosta comincerà a segnare. Si è inserito bene, nonostante sia il numero uno al mondo anche lui è un ragazzo abituato sempre a fare gol e lo vuole a tutti i costi. Deve stare sereno". DYBALA - "Ho scelto questa formazione, quando è entrato ha fatto bene e non ha sbagliato un contrasto. Sta tornando in condizioni buone, stenta a trovare la condizione giusta. Dybala soffre in panchina come tutti gli altri, l’allenatore fa delle scelte. In panchina avevo una squadra che poteva giocare titolare al posto degli altri undici".DYBALA-RONALDO-MANDZUKIC - "Può essere, quando staremo tutti in condizione e gli automatismi saranno migliorati è uno sviluppo di gioco che potremo fare. Potremo giocare anche con i due mediani con Dybala a fare da raccordo tra il centrocampo e l’attacco". Fonte: Sky e il Bianconero.com
  6. Mezzala e centravanti, professore e lottatore, Sami e Mario. Non è solo quel broncio serioso, accennato nel tedesco e più pronunciato nel croato, ma è il modo in cui la coppia si mette sull’attenti davanti al generale: Khedira e Mandzukic sono due delle cose a cui Allegri non vuole rinunciare in questa vita. Pazienza se il mercato della Juve sforni sorprese sempre più grandi, i due finiscono quasi sempre per giocare perché contengono tutto ciò che il tecnico chiede a questo gioco. Applicazione, rabbia, intelligenza, più l’ingrediente principale con cui Max guarnisce la torta: tecnica. Insomma, parlano la stessa lingua e non è solo il tedesco, imparato da Mandzu facendo a botte sui campi della Bundeslga: sono diventati amici anche per comunanza di spirito e carattere. Discreti nel privato, più utili che belli in campo, simili anche perché irrinunciabili. Una connection che fa saltare ogni gerarchia scritta su carta a inizio stagione, sin da quando arrivarono insieme nella stessa sessione di mercato. Correva l’anno 2015, la prima Juve di Allegri veniva smontata dopo la finale di Champions contro il Barcellona e servì un po’ perché mediana e attacco cambiassero pelle grazie a loro, uno ex Real e l’altro ex Atletico. Entrambi hanno passato parte dalla stagione a riflettere perché le loro strade potevano davvero separarsi: era reale la possibilità di lasciare Torino. Alla fine, hanno scelto di proseguire secondo il copione scritto per loro da Allegri. Del resto, Max ha sempre usato lo scudo per difenderli: quando può, elogia l’acume del tedesco, «un professore» del centrocampo perché gestisce se stesso e l’ecosistema intorno; sparge miele appena può anche sulla duttilità del lottatore Mandzukic, centravanti totale perché un tempo si spolmonava sulla fascia mentre adesso può servire da apriscatola per Ronaldo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. Con Ronaldo,e con Mandzukic necessaria spalla tattica, quello che rischia un po’ è Dybala. Se ne può fare a meno? Le vittorie cancellano tutto, però ieri è proprio mancato quello che faceva da collante tra i reparti come l’argentino. Allegri ha l’attacco più forte della storia recente della Serie A ma sblocca le partite con i centrocampisti: Khedira alla prima, Pjanic alla seconda. Il fisico forse è la spiegazione. «Quelli davanti hanno solo una partita e mezza nelle gambe – ha detto ieri Max –. Quando troveremo la condizione migliore potremo giocare con cinque giocatori offensivi». È un indizio: il 4­2­3­1 resta in agguato. «Magari sabato giocheremo con due centrocampisti», ha aggiunto. E magari sabato tornerà Dybala. O meglio: probabilmente tornerà Dybala. Paulo ieri non è nemmeno entrato e, conoscendolo, non deve averla presa bene. Allegri ha spiegato che nessuno ha la sua qualità tra le linee e che solo Bernardeschi come lui lega il centrocampo e l’attacco, ma la morale è chiara: il turnover sarà d’attualità fino a maggio. La Gazzetta dello Sport
  8. Giorgio Chiellini, capitano della Juventus, ha parlato al sito ufficiale del club dopo l'ultima partita della ICC: "Abbiamo fatto 15 giorni intensi, con tanti viaggi in stadi belli e diversi. Abbiamo fatto delle belle partite, messo minuti nelle gambe e fatto capire ai nuovi la mentalità che serve per giocare alla Juventus. Adesso avremo un paio di giorni liberi e poi ci troveremo con gli altri da mercoledì per iniziare a preparare davvero la stagione. Però credo che il bilancio sia positivo. La doppietta di Asensio? Potevamo finirla anche 1-0 a dir la verità, in un quarto d'ora abbiamo preso 3 gol, con il Real gli errori li paghi e mentalmente non abbiamo tenuto sempre. I viaggi, la stanchezza e le 4 partite in 10 giorni hanno influito. Devo fare i complimenti a tutti i ragazzi che erano qua, hanno fatto una tournée fantastica ed è merito loro se è andata così. I nuovi? Si stanno integrando bene, sicuramente meglio gli italiani perchè la lingua e la cultura aiutano. Cancelo ha ottime qualità, si sta integrando bene: deve capire alcune cose, ma ci sarà davvero utile, ha un passo interessante. Andrà disciplinato, ma ha qualità superiori alla media. Cristiano Ronaldo? L'entusiasmo positivo è ben accetto, ne avevamo bisogno, è una scossa di energia che ci frà alzare il nostro livello. Non dobbiamo però pensare di aver già vinto lo scudetto o di vincere la Champions". Fonte: Il Bianconero.com
  9. Quando la settimana scorsa ha iniziato a spargersi con forza la notizia del possibile rientro alla base torinese di Bonucci, più o meno tutti si sono posti le due medesime domande: d’accordo ma... come la mettiamo con Allegri? E come sarà possibile presentarsi al cospetto di uno stadio che l’ha massacrato di fischi e insulti non più tardi di quattro mesi fa? Per quanto riguarda la seconda domanda, pare che in un contesto in cui la gente bianconera sarà concentrata soprattutto su altre coordinate – CR7 –, gli eventuali problemi siano destinati a durare al massimo lo spazio delle prime partite. Per quanto riguarda invece il primo quesito sull’allenatore, qui i problemi starebbero proprio a zero. Bonucci e Allegri infatti avevano ricomposto il rapporto in tempi assolutamente non sospetti, e quindi non occorrerebbe alcun discorso chiarificatore. Il disgelo fra Max e Leo per la precisione risale allo scorso 23 ottobre a Londra, quando Bonucci era stato premiato dalla Fifa, che lo aveva inserito nel top 11 della stagione precedente. Ebbene, tra una foto e un brindisi, quando Bonucci aveva visto Allegri gli aveva detto: «Mister, questo premio è anche e soprattutto suo». Il tecnico aveva risposto sorridente: «Grazie, mi fa molto piacere». Un gesto che Max aveva apprezzato parecchio e dopo il quale i due si erano appartati per qualche minuto a parlare. Evidentemente per ulteriori chiarimenti. Il seguito si era avuto ad aprile a Roma in occasione dell’incontro fra arbitri, allenatori, dirigenti e calciatori: anche in quell’occasione uno scambio di battute all’insegna della distensione. Ecco perché Leo nuovamente agli ordini di Allegri non costituirebbe alcun motivo di attrito, anche perché il difensore, sebbene abbia sempre motivato in modo abbastanza chiaro i motivi del divorzio dalla Juve, ha poi riconosciuto privatamente di aver commesso degli errori nella gestione di tutta la vicenda. Non c’è base migliore per ricominciare. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. Juventus-Allegri, ora è ufficiale. Alle 15 la presentazione. Biennale: 2 milioni più bonus Gazzetta.it Come da titolo. Siete d'accordo con la decisione della Juventus? VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
  11. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, Paulo Dybala non può più permettersi passaggi a vuoto o pause. Già la scorsa stagione, quando la Joya non stava rendendo al meglio era scivolato in panchina e aveva vissuto un periodo di appannamento in coincidenza con problemi personali e con la virata di Allegri dal 4-2-3-1 al 4-3- 2-1. Nel corso dei suoi 9 anni al Real Cristiano si è trasformato da esterno destro capace di dribbling ubriacanti a centravanti spietato in area di rigore.Così il fuoriclasse di Funchal è diventato una macchina da gol e ha oscurato i compagni in fase realizzativa. Nella rosa della Juventus il giocatore che, come caratteristiche fisiche, più si avvicina a Benzema è Mandzukic. Può essere lui il partner ideale per CR7, colui che andrà a battagliare con i difensori avversari per liberare gli spazi al Pallone d’Oro. Tra l’altro Allegri è da tempo calcisticamente innamorato del croato che ha “sacrificato” spesso largo nel tridente o nel 4-2-3-1 pur di non rinunciarvi, salvo poi schierarlo centravanti titolare nella finale di Coppa Italia. Letto a posteriori è stato un segnale chiaro in chiave futura Se dunque l’ex Real avrà spesso al suo fianco Mandzukic, Dybala avrà una sola scelta: quella di adattarsi a fare... l’Isco nel 4-3-1-2 che Max potrebbe disegnare. Sulla carta per emulare lo spagnolo del Real gli mancano la dinamicità e la fisicità necessarie per svariare su tutto il fronto offensivo, ma sforzandosi può adattarsi. Fonte: Il Corriere dello Sport
  12. superfabietto

    Post muto: i numeri della Juventus campionato 2017-2018

    A cura di: Fabio Franco
  13. In questi anni di vittorie, Allegri ha saputo trasformare il proprio spartito in varie parti, odia i «numerini», che però lui stesso gira a piacimento. Arrivò fra i fischi e le contestazioni, prese la creatura mollata da Conte e proseguì col 3-5-2 fino a intuire la svolta: Vidal trequartista in Champions contro l’Olympiacos. E lì proseguì col 10 dietro le punte. Nell’anno della Grande Rimonta dopo l’inizio da tregenda, a un certo punto torna alla BBC e a quel 3-5-2 (Juve-Palermo del novembre 2015) che poi glifa fare la cavalcata delle 24 vittorie su 25 partite. Fino a rivincere. Nel gennaio di un campionato fa, poi, ecco il Modulo «5 Stelle»:succede contro la Lazio allo Stadium, Pjanic e Khedira vicini, poi Cuadrado, Dybala e Mandzukic all’ala dietro a Higuain: se non gli si fosse rotto Pjaca, probabilmente a Cardiff non avrebbe visto una squadra sfibrata dall’usura. Quest’anno ha messo in piedi 6 moduli diversi, geometrie variabili: la sterzata vera arriva dopo il k.o. a casa-Samp, dentro Matuidi da titolare e centrocampo a tre che per mesi filtra una difesa non più fragile. Si va da Morata in una finale di Coppa Italia contro il Milan (entra e segna l’1-0) a Zaza contro il Napoli nel febbraio 2016; dagli ingressi di Dani Alves e Pjaca a Oporto fino a Cuadrado (Lione, entra ed è gol). Questa è la forza della panca lunga e temibile, ma anche l’intuizione nei cambi. Tipo Lichtsteiner e Asamoah con avanzamento di Alex Sandro a Londra. C’è anche la componente-fortuna: Juve-Samp,si infortuna Pjanic ed entra Costa che apparecchia tre assist. Colpi e colpacci.La versione del «cattivissimo Max» avviene in modo fragoroso a Lisbona: contro il Palermo aveva litigato con Bonucci, nella susseguente gara di Champions Leo finisce sullo sgabello e diventa icona della serata in cui poi la Juve vince 2-0. Quest’anno il Pipita si è fatto 3 panchine serie, e in una gara è subentrato segnando (all’Olympiacos), più due non convocazioni. Mandzukic? Panca iniziale in Juve-Real e Juve-Napoli. Dybala? Panca iniziale in Juve-Inter e in Inter-Juve: nella seconda, Paulo entra e mette due assist. E la Juve vince dall’87’ in poi. Avere i giocatori è un conto. Saperli usare, dosare e infiammare un altro. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  14. "Alla Juventus vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta..." Questo motto che tanto ci piace..che porta tanti sacrifici e vittorie e ci differenzia dalle altre squadre italiane per mentalità e voglia di vincere sempre....io credo che per alcuni versi specie nella gestione delle partite...nel dover per forza portare a casa il risultato.......rischia di essere un arma a doppio taglio...in particolare per chi allena e chi fa scelte.. parliamoci chiaro....alla Juve se per un anno/due non vince nulla hai fallito...sei esonerato al 99%,9%.....e allora ecco che un allenatore che allena la Juve si trasforma nella massima espressione del "a calcio conta il risultato e non lo spettacolo..." Io sono convinto che un allenatore come Sarri...o qualsiasi allenatore che abbia idee di calcio molto belle ma che "lasciano" spazio anche a qualche rischio in nome di un calcio migliore.....alla Juve cambierebbero mentalità....è bello fare bel gioco a Napoli e poi non vincere...e bello fare il bel gioco a Roma e poi non vincere...... alla Juve siamo vittime e beneficiari di quel fantastico motto.... possiamo migliorare?....Allegri ha le sue colpe?....credo di sì....ma anche noi società...noi tifosi...i calciatori....per me è evidente che siano meldettisimamente schiavi e condannati da quel fantastico motto...
  15. Orgoglio e ambizioni. Dal record di punti al quarto doblete: fame sempre al Max. Nessuna festa prevista oggi in caso di scudetto: c’è il Milan nel mirino. L’obiettivo oltre al settimo titolo: nessuno ha mai vinto 4 Coppe Italia di fila. Lo scudetto, il settimo di fila, andrebbe festeggiato davvero perché la Juve sta per battere se stessa prima ancora degli altri: sarebbe una vittoria sulla paura che ha paralizzato le gambe nell’ultimo miglio, che ha reso umana e fragile una squadra che pareva disumana e indistruttibile. Si sa, nelle stanze di Madama si brinda il giusto: il successo in campionato, in fondo, è un sollievo per aver fatto il proprio dovere. Ma questo titolo varrebbe uno strappo al cerimoniale: le spiegazioni stanno nella vertigine raggiunta e nella fatica lunga mesi per arrampicarsi lassù. I bianconeri hanno sofferto come mai nell’era Allegri e la partita di ieri è la fotografia di una stagione sulle montagne russe. TRAGUARDI DA CENTRARE (E CENTRATI) 91 ● Il record di punti di Allegri in Serie A centrato con la Juve nelle ultime due stagioni: stavolta ha raggiunto la stessa quota a due turni dal termine 97 ● I punti che potrebbe ottenere la Juve con altri due successi: dietro al record dei 102 dello stesso club nel 2014, eguaglierebbe l’Inter 2006/07 22 ● I gol in campionato di Paulo Dybala: l’unico bianconero a fare meglio nelle ultime dieci stagioni in una singola Serie A è stato Higuain (24) nel 2016/17 15 ● Le vittorie dei bianconeri sulle 18 partite giocate all’Allianz in questa A (un pari e due k.o. gli altri risultati): nessuno ha fatto meglio in casa. Con altri due successi, il torneo di Allegri sarebbe il 2° nella storia della A. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Certo, sulla volata verso il settimo titolo consecutivo peserà enormemente il gol di Higuain a San Siro che ha regalato alla Juve la vittoria fondamentale sull’Inter. Ma c’è un altro fattore che continua a incidere nella corsa dei bianconeri: la fantasia di Allegri e la sua capacità di sperimentare con successo mosse a sorpresa. Proprio contro i nerazzurri, nel bivio decisivo della stagione, il tecnico bianconero ha vinto anche dal punto di vista del coraggio, lanciando dal primo minuto Cuadrado nel ruolo di terzino destro. Non un inedito totale per il colombiano, che nella fase a gironi di Champions, nell’assalto finale contro lo Sporting Lisbona, agì in quella posizione per una manciata di minuti: mossa dettata dalla necessità di spingere a tutto gas per cercare la vittoria. Ha fatto centro anche la strategia di Max, quindi, non nuovo a sorprendere con scelte che possono apparire azzardate ma che alla fine sono redditizie. E’ stato così quando ha cambiato il sistema di gioco della Juve. La prima volta è datata 4 novembre 2014: nella notte senza ritorno contro l’Olympiacos in Champions, Allegri abbandona le certezze del 3-5-2 contiano e lancia il ‘suo’ 4-3-1-2 (con Vidal trequartista dietro Morata-Tevez), che diventa il modulo che porta la Juve alla finale di Berlino. L’altra svolta tattica arriva il 22 gennaio 2017: anche in questo caso, il tecnico avverte la necessità di aria nuova e, contro la Lazio, vara il 4-2-3-1 iper-offensivo: Pjanic in regìa nella mediana a due, Cuadrado-Dybala-Mandzukic alle spalle di Higuain. E’ il momento chiave di una stagione in cui Max, contro il Milan, inventa Dani Alves ala, esterno destro offensivo nel nuovo sistema di gioco, al posto di Cuadrado: il brasiliano sarà decisivo in Champions League contro il Monaco e contro la Lazio in coppa Italia. Non è finita perchè anche quest’anno, Allegri cambia e dà sostanza alla squadra con il 4-3-3 con Pjanic regista puro, scortato da Khedira e Matuidi. Ma sperimenta anche Douglas Costa come finto centravanti nel derby, in piena emergenza dopo l’infortunio di Higuain, in un match iniziato con Alex Sandro nel tridente. La luce è sempre accesa, anche Max fa la differenza. Il Corriere dello Sport
  17. Tifosi bianconeri scatenati, maggioranza vota contro la permanenza del tecnico vincitore di tre scudetti e tre Coppe Italia. Il sogno per la panchina è Klopp, ma le alternative più realistiche sono Simone Inzaghi e Pochettino. Per Massimiliano Allegri, come per chi potrebbe prenderne il posto in caso di possibile divorzio a fine stagione. È il 2020, tendenza 30 giugno, anno in cui giunge a scadenza il contratto del tecnico con la Juventus e degli eventuali papabili alla panchina bianconera. Cominciamo da Allegri. La frenata nelle ultime due giornate, come racconta il sondaggio su tuttosport.com, ha portato la maggioranza a chi ne chiede l’allontanamento. L’allenatore livornese partiva già da una solida base contraria, visto che sono sempre stati parecchi gli scontenti del suo operato, neppure convinti dall’accoppiata scudetto-Coppa Italia nelle ultime tre stagioni e da due finali di Champions League. Perse sì, ma contro Barcellona e Real Madrid. E oggi l’eliminazione nella stessa competizione europea ai quarti, il pareggio di Crotone e il ko interno col Napoli hanno aggiunto valori negativi, nonostante in campionato la Juventus sia ancora in testa e nonostante la quarta finale di Coppa Italia raggiunta. Se sarà ringiovanimento il tecnico non avrà problemi a restare, a patto che gli obiettivi da raggiungere siano chiari anche all’ambiente. Un eventuale divorzio da Allegri è anche una questione di carattere economico. L’allenatore ha un contratto fino al 2020, a 7 milioni e mezzo a stagione: cifre che suggeriscono cautela nelle decisioni. COSA DEVE FARE LA JUVENTUS CON ALLEGRI A FINE STAGIONE? ESONERARLO 53% CONFERMARLO 47% Fonte: Tuttosport
  18. Vigilia di Inter-Juventus. Massimiliano Allegri presenta il determinante derby d'Italia, in programma domani sera in un San Siro tutto esaurito, nella conferenza stampa della vigilia al Media Center di Vinovo. Tuttojuve.com riporta integralmente e in tempo reale le parole del tecnico bianconero: Questo è il periodo più tribolato della sua gestione, tra tutto quello che è successo - presenza dei tifosi qua, sondaggi, situazioni di spogliatoio che sono state sbandierate ai quattro venti poi smentite da Buffon - se in questo calderone si sente nel periodo più tribolato della sua gestione. Tribolato... Quando sono arrivato era un po' peggio rispetto ad ora (ride, ndr). Per quanto riguarda i tifosi, direi che sono venuti per farsi sentire vicini e soprattutto per sostenerci in questo momento perché abbiamo questo finale di stagione dove è ancora tutto in ballo e quindi hanno voluto far sentire la loro vicinanza. Per quanto riguarda invece lo spogliatoio, dispiace sentire queste cose perché sono cose senza fondamento e soprattutto vanno a toccare la professionalità di tutti. Però non è né la prima né l'ultima volta. Sono già successe queste robe, queste notizie che vengono fuori, dobbiamo solo farcele scivolare addosso serenamente perché il nostro obiettivo è quello di giocare. Abbiamo cinque partite per arrivare in fondo, siamo ancora in ballo su due obiettivi e dobbiamo fare il possibile per creare i presupposti per portarla a casa come facciamo sempre e abbiamo sempre fatto. Poi come tutte le cose nella vita ci sono momenti in cui le cose ti vanno meno bene e in questo caso si parla di risultati sportivi. Ma questo non vuol dire che la squadra è passata da una squadra di fenomeni imbattibili come veniva scritto a una squadra di brocchi. L'equilibrio deve sempre regnare. Abbiamo da giocare una grandissima partita domani sera a San Siro contro l'Inter, il derby d'Italia in uno stadio meraviglioso dove di devi mostrare e devi giocare, contro una squadra che ha subito solo 23 gol e solo 2 nelle ultime 9 se non sbaglio. Bisogna quindi fare una grande partita e poi ce ne saranno altre tre. Io credo che il campionato non si deciderà tra domani e domenica ma sarà ancora lunga, perché nel calcio di cose al contrario ne abbiamo viste tante. Domenica avevi giustamente alzato un po' i toni e avevi detto "questa settimana mi diverto io". Volevo sapere, cosa intendevi, se ti sei divertito e se la settimana include anche domani sera e pensi di tornare a divertirti? Mi diverto perché le cose piatte non mi piacciono a me, non fan parte della mia vita. La monotonia è una roba brutta. E quindi questi momenti sono belli. Potevi aver vinto lo scudetto prima, invece no! Ora è bello, bisogna tirare fuori il coraggio, l'incoscienza e la spensieratezza. E comunque sono bei momenti da affrontare con entusiasmo e con voglia di volontà. Domani bisogna su tutti i palloni e pronti sui contrasti. Domenica col Napoli abbiamo fatto 8 falli e subiti 18. Questo è importante per il Napoli, un dato negativo per noi. Questo la dice tutta sull'andamento della partita. Domani è una partita in cui fare il metro in più, giocare per il compagno, fare una partita giusta, tosta, altrimenti non ne esci vivo da San Siro. Nessuno ha che siete diventati brocchi, tutt'altro. Quindi vorrei spiegassi tu cos'è successo nelle ultime settimane. Il perché di questo calo nei risultati, certamente, ma anche nel rendimento. Una partita decisiva come quella del Napoli giocate così.... Voi le partite decisive non le avete mai sbagliate. Volevo chiedere se c'è un calo mentale e se questa tua spensieratezza è condivisa dalla squadra che invece mi sembra un po' più pensierosa. Domani non bisogna essere assolutamente pensierosi, ma da qui alla fine. È semplice, più siamo pensierosi e peggio giochiamo. Domani sera alle 20.45 fischia l'arbitro e c'è da giocare una partita di calcio, né più né meno. La Juventus nell'ultimo periodo credo abbia fatto delle buone partite. A Crotone abbiamo fatto una brutta partita, dove abbiamo preso un tiro e abbiamo preso un gol e dispiace aver lasciato punti. Con il Napoli nello scontro diretto è successo di tutto, in una brutta partita dove abbiamo preso gol al 90'. Quest'anno abbiamo preso tanti gol al 90'. In quei momenti lì quando pensi che la partita sia finita è il momento in cui devi stare più attento. Comunque il campionato è da giocare. Leggo, e magari sarà anche giusto, che il Napoli è favorito e le vince tutte e quattro, noi a questo punto dobbiamo solo pensare a fare e fare il massimo possibile per raggiungere questo straordinario risultato che sarebbe il settimo scudetto. Non possiamo fare altro. Una cosa è certa, quello che non dobbiamo fare è aggrovigliarci nei pensieri, sulle robe. In questo momento c'è solo da andare in campo, la squadra ha lavorato bene tutta la settimana con concentrazione e con attenzione e credo che domani sera la Juventus farà un'ottima partita sotto tutti i punti di vista. Poi dopo se la palla picchia nel palo e va dentro o picchia nel palo e va fuori questo non lo so, perché non ho la sfera, però comunque sia la Juventus si giocherà le proprie carte, le proprie chance fino alla fine. Dybala si è aggrovigliato nei pensieri? Sta bene? Pensi di farlo giocare subito? Che situazione è? Situazione normale di un grande giocatore che ha un mese per dare un grosso contributo alla Juventus come tutti perché in questo momento qui non contano gli obiettivi personali ma contano quelli della squadra. Tutti dobbiamo metterci a disposizione perché è importante, le partite sono più lunghe, c'è meno ritmo come ho sempre detto. Paulo sta bene. Tutti si aspettavano forse qualcosa di più, ma è un giocatore importante con l'obiettivo del Mondiale. Per lui come per tutti sarà un mese bello da vivere, con entusiasmo. Però bisogna ripulirsi la testa da questa settimana dove giustamente, dopo la sconfitta con il Napoli, i primi due giorni ci può essere stata delusione, poi basta perché bisogna guardare avanti, indietro non si può andare. Quello che è stato fatto rimane scritto, noi bisogna essere bravi a cercare di scrivere un altro pezzo di storia. Se non hai detto che gioca è in ballottaggio? A parte Sturaro e De Sciglio sono tutti a disposizione, anche Bernardeschi sta bene con la gamba ed è a disposizioen anche lui. Domani è una partita che come sempre va giocata in 14. Entrando nello specifico, lei ha parlato delle ultime buone partite della Juventus. È inevitabile che la più bella sotto tutti i punti di vista sia stata quella di Madrid. Le chiedo se domani si può vedere una squadra con quelle caratteristiche, se quel tipo di squadra è adatta a giocare contro l'Inter. La partita di Madrid è stata una partita a sé dove la Juventus ha fatto un'ottima patita come ne ha fatte tante altre giocando con Higuain, Dybala, i due esterni offensivi, i due mediani... L'ultimo periodo quella è quella che è rimasta più nell'occhio perché vincere a Madrid 3-1 non è roba da poco e credo ci abbiamo vinto poche squadre. Domani però devo pensare anche a partita in corso che magari servono due più offensivi o due meno offensivi, poi abbiamo la partita col Bologna che sarà completamente diversa. In questo momento la cosa più importante è che tutti bisogna mettersi in discussione e fare qualcosa in più per arrivare a questi due obiettivi che sono il campionato e la Coppa Italia. Non abbiamo altro da fare, in questo momento chiacchierare troppo non serve a niente. C'è solo da stare zitti e in silenzio e lavorare. Nel calcio il vecchio detto chi vince è un bravo ragazzo e chi perde... vale sempre. Quindi quando si perde si deve stare zitti e lavorare con serenità senza perdere le certezze perché una squadra che viene da non so quanti risultati e quanti trofei vinti non puà perdere le certezze in tre giorni. Sono cose che capitano e bisogna saperle accettare perché un passo indietro te ne fa fare due avanti. Dopo la sconfitta con il Napoli c'è stata un'esplosione di negatività. Tifosi che vogliono cambiare i giocatori, altri l'allenatore, altri tutti e due. Pensi ci sia un po' di ingratitudine in questi atteggiamenti? Queste critiche, questa negatività possono essere una motivazione in più o qualcosa che non deve minimamente toccarvi nemmeno come motivazione? I tifosi hanno il diritto giustamente, hanno vissuto una settimana di delusione, però credo che i ragazzi e noi tutti stiamo facendo il massimo per raggiungere gli obiettivi. Poi ci sono gli avversari e bisogna accettare anche questo. Questo non vuol dire che la squadra è demoralizzata. La squadra è lì pronta per combattere perché bisogna combattere gli avversari per centrare gli obiettivi. Ripeto, a inizio campionato in sette vogliono vincere il campionato, poi ne vince una. Negli ultimi sei anni ha vinto la Juve, ma sono cose già fatte e ora bisogna pensare al futuro. I tifosi hanno amore per la Juventus e quindi possono esprimere giudizi, ma il calcio è così: un giorno sei il più bravo di tutti, un giorno il meno bravo di tutti. Come sta Mandzukic? Sta bene fisicamente, ma a livello di forma? Domani si può rivedere dall'inizio? Sta bene come stanno bene tutti. Domani è probabile che giochi. Prima parlando degli infortunati ha parlato di De Sciglio e Sturaro, quindo Chiellini è recuperato? O Chiellini non c'è? Ormai ha finito la stagione. In questo momento il favore potrebbe essere dalla parte del Napoli, ma dopo tutto quello che è successo questa può essere la scintilla per far ritrovare la solidità alla Juve vista fino a poche settimane fa? O il piano si è inclinato in maniera diversa e in questa settimana ha dovuto fare delle cose diverse? Non c'è da fare altro se non lavorare. Si gioca a calcio. Domani quando l'arbitro fischia non si può stare a raccontare 'se vincevamo là'.. Quello che è fatto è fatto, abbiamo quattro partite davanti, anzi ne abbiamo una, quella di domani. Poi ne avremo un'altra. Domani lo scudetto a livello matematico comunque non viene assegnato. Normale che il Napoli sia entusiasta, ma nel calcio in un minuto cambiano le stagioni. Siamo venuti via da Crotone e in casa col Napoli e abbiamo preso due bastonate, magari domani e la prossima sarà il contrario. L'importante è fare il massimo, poi vedremo quello che succede. Ha ricordato prima il suo arrivo e l'accoglienza, non fu il migliore dei benvenuti. In mezzo ha vinto tutto quello che c'era da vincere in Italia e ancora adesso è in linea di galleggiamento con anche due finali di Champions e due eliminazioni abbastanza rocambolesche. Eppure il rapporto con la piazza è quantomeno controverso. Lei crede che il calcio abbia solo poca memoria? Come se lo spiega? Come la vive? Io lavoro. Rispetto i tifosi, che mi hanno sempre rispettato. L'allenatore è responsabile di tutto, con società e giocatori nel bene, da solo nel male. Ma è normale, fa parte del gioco. Quando uno fa le cose bene e porta risultati... Quando le cose sembrano tutte facili c'è sempre qualcosa che ti va contro. E a noi c'è andato contro il Crotone perché ce lo siamo cercati, c'è andata contro con il Napoli perché siamo stati disattenti e abbiamo giocato una brutta partita.Bisogna solo pensare al domani, perché quello che conta è domani, poi conterà Bologna e poi la Coppa Italia. È un bel mese da vivere con entusiasmo, comunque vada. Se lo viviamo con entusiasmo e spensieratezza è molto probabile che vinceremo lo scudetto. Se tiriamo dentro la negatività invece... Nel calcio può succedere di tutto, tanti campionati si sono decisi all'ultima giornata, io quando è uscito il calendario ho detto che si sarebbe deciso tutto il 20 maggio. Siamo in linea,è questione di matematica. Bisogna lavorare, poi i tifosi verso di me sono stati sempre carini e rispettosi come io verso di loro. Poi quando non vanno bene una o due partite è normale che qualcuno possa brontolare, ma è giustissimo e va bene così.. Le chiedo rispetto all'ultima partita quando ha avuto dei dubbi nel sostituire Barzagli se ritiene possibile possa giocare l'inter partita magari dall'inizio vista l'assenza di Chiellini. Domani Barzagli potrebbe giocare dall'inizio. Così tolgo tutti i dubbi, che ho sentito parlare di quella sostituzione: Barzagli l'altro giorno non era in grado di fare 90 minuti perché aveva una mezza infiammazione al tendine e avrei rischiato di doverlo togliere dopo 25 minuti per mettere un altro dentro. Semplice. L'ipotesi positiva o negativa di una stagione che è ancora aperta possono darle più o meno stimoli in virtù di quello che capiterà al traguardo. Io la decisione l'ho presa un anno fa quando ho firmato con la Juventus. Ora bisogna pensare solo a quello che bisogna fare, bisogna metterci tutti quel qualcosa in più perché ora è più bello e più stimolante perché il Napoli sta facendo cose straordinarie e per noi deve essere uno stimolo in più avere il Napoli vicino e cercare di non farci superare.. Però domani abbiamo l'Inter, un'ottima squadra cui Spallettti ha dato grande organizzazione, è difficile farle gol e ha giocatori di valore. È il derby d'Italia e, a prescindere che per noi valga una parte di scudetto, è comunque una partita bella e complicata. Domani la difesa a tre può essere un'opzione percorribile? Assolutamente no. Che partita ti aspetti? L'andata fu una partita molto bloccata, l'Inter veniva da una serie di ottimi risultati. Ti aspetti una partita così bloccata da parte loro? Tutto sommato devono vincere. Domani sarà una partita diverse dall'andata. Per me fu forse una delle migliori partite della Juventus come intensità, loro non ebbero nemmeno un'occasione o ci andarono vicini. Domani sarà una partita diversa perché loro devono vincere per cercare di entrare in Champions e noi bisogna vincere per restare in vantaggio sul Napoli. Come vive la situazione in cui tutte le altre squadra 'gufano' contro la Juve? Ci saranno 80.000 tifosi a San Siro, c'è il grande entusiasmo della piazza napoletana. La Juve deve fare i conti con tutte le squadre, non solo col Napoli ma un po' con tutte. La Juve non deve fare i conti, la Juve deve solamente giocare a calcio. Che domani ci sarebbero state 80.000 persone lo sapevamo, come sempre quando c'è Inter-Juve o Milan-Juve. Sono due partite straordinarie e quindi vanno giocate con testa, con tecnica, con voglia, con sacrificio, con tutte quelle caratteristiche che servono per giocare le grandi partite. Velocissimo, può sciogliere il dubbio su chi giocherà da terzino? Lichtsteiner non ha fatto molto bene contro il Napoli, Howedes poi è stato spostato per forza maggiore... Ha deciso chi giocherà lì? Domani giochiamo a due, senza terzini. Tuttojuve.com
  19. Questa volta l'allegrata non s'è proprio vista. Poteva esserlo l'ingresso di Lichtsteiner per lo sventurato Chiellini? No no. E Cuadrado al posto del Dybala più spento della sua carriera juventina? Ma va', con tanto di sistemi di gioco cambiati e ricambiati: un mix caotico. Niente, l'ha meritata il Napoli e in questo senso il tecnico tricampione d'Italia ha ragione quando contempla il rischio di smarrire uno scudetto che pareva in dirittura fino al pre-Crotone. Com'è che sosteneva Allegri a Vinovo? «Se il 20 maggio saranno più bravi ad arrivare in fondo, faremo loro i complimenti. Ma al momento siamo davanti noi, ci vuole un attimino di calma». Ecco, dopo la sconfitta nello scontro diretto non è cambiato nulla quanto alle singole posizioni in classifica. Però può succedere che gli scudetti si vincano con la psicologia oltre che con la tecnica, magari strizzando i cervelli di chi si sta rilassando troppo in anticipo rispetto al gong della stagione. Di sicuro la sola gestione non basta più, il solo star lì ad aspettare che un guizzo di qualità ti faccia svoltare la serata senza mai provare ad osare non è più sufficiente. E sabato si va a San Siro, ad affrontare l'Inter impegnata nella lotta senza tregua per un posto in Champions League conteso alle romane, non (con il massimo rispetto) il Collesalvetti. Senza scudetto una rivoluzione tecnica sarà invevitabile. Fonte: Tuttosport
  20. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
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