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  1. Da mesi Marotta e Paratici lavorano su diversi obiettivi, oggi faranno il punto della situazione con Massimiliano Allegri. Per Emre Can, colpo a parametro zero, si aspetta solo la finale di Champions di sabato per l'ufficializzazione. Bene avviate sono anche le trattative per Mattia Perin. Allenatore e dirigenti si confronteranno su un'ampia lista di nomi: Perin, Darmian, Gimenez, Morata, Martial e altri. Al centro delle valutazioni ci sarà la difesa. La sensazione, a giudicare da alcuni spifferi di mercato è che il restyling del reparto non limiterà alle fasce e al cambio di Mattia Caldara e al cambio di Howedes, che non verrà riscattato. Per quel che riguarda Benatia, che ha molti estimatori la Juventus non vorrebbe venderlo a priori, ma di fronte a un'offerta importante farebbe come in passato con i vari Pogba, Bonucci e Vidal. Una proposta irrinunciabile non è ancora arrivata, ma il mercato si sa il preavviso non esiste, i dirigenti bianconeri si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati. Nell'eventualità la Juve si orienta su un profilo interazionale esperto. Un candidato è Diego Godin, 32 anni. Nel mirino dei bianconeri c'è anche Toby Alderweireld del Tottenham,29 anni. Fonte: Tuttosport
  2. In questi anni di vittorie, Allegri ha saputo trasformare il proprio spartito in varie parti, odia i «numerini», che però lui stesso gira a piacimento. Arrivò fra i fischi e le contestazioni, prese la creatura mollata da Conte e proseguì col 3-5-2 fino a intuire la svolta: Vidal trequartista in Champions contro l’Olympiacos. E lì proseguì col 10 dietro le punte. Nell’anno della Grande Rimonta dopo l’inizio da tregenda, a un certo punto torna alla BBC e a quel 3-5-2 (Juve-Palermo del novembre 2015) che poi glifa fare la cavalcata delle 24 vittorie su 25 partite. Fino a rivincere. Nel gennaio di un campionato fa, poi, ecco il Modulo «5 Stelle»:succede contro la Lazio allo Stadium, Pjanic e Khedira vicini, poi Cuadrado, Dybala e Mandzukic all’ala dietro a Higuain: se non gli si fosse rotto Pjaca, probabilmente a Cardiff non avrebbe visto una squadra sfibrata dall’usura. Quest’anno ha messo in piedi 6 moduli diversi, geometrie variabili: la sterzata vera arriva dopo il k.o. a casa-Samp, dentro Matuidi da titolare e centrocampo a tre che per mesi filtra una difesa non più fragile. Si va da Morata in una finale di Coppa Italia contro il Milan (entra e segna l’1-0) a Zaza contro il Napoli nel febbraio 2016; dagli ingressi di Dani Alves e Pjaca a Oporto fino a Cuadrado (Lione, entra ed è gol). Questa è la forza della panca lunga e temibile, ma anche l’intuizione nei cambi. Tipo Lichtsteiner e Asamoah con avanzamento di Alex Sandro a Londra. C’è anche la componente-fortuna: Juve-Samp,si infortuna Pjanic ed entra Costa che apparecchia tre assist. Colpi e colpacci.La versione del «cattivissimo Max» avviene in modo fragoroso a Lisbona: contro il Palermo aveva litigato con Bonucci, nella susseguente gara di Champions Leo finisce sullo sgabello e diventa icona della serata in cui poi la Juve vince 2-0. Quest’anno il Pipita si è fatto 3 panchine serie, e in una gara è subentrato segnando (all’Olympiacos), più due non convocazioni. Mandzukic? Panca iniziale in Juve-Real e Juve-Napoli. Dybala? Panca iniziale in Juve-Inter e in Inter-Juve: nella seconda, Paulo entra e mette due assist. E la Juve vince dall’87’ in poi. Avere i giocatori è un conto. Saperli usare, dosare e infiammare un altro. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Orgoglio e ambizioni. Dal record di punti al quarto doblete: fame sempre al Max. Nessuna festa prevista oggi in caso di scudetto: c’è il Milan nel mirino. L’obiettivo oltre al settimo titolo: nessuno ha mai vinto 4 Coppe Italia di fila. Lo scudetto, il settimo di fila, andrebbe festeggiato davvero perché la Juve sta per battere se stessa prima ancora degli altri: sarebbe una vittoria sulla paura che ha paralizzato le gambe nell’ultimo miglio, che ha reso umana e fragile una squadra che pareva disumana e indistruttibile. Si sa, nelle stanze di Madama si brinda il giusto: il successo in campionato, in fondo, è un sollievo per aver fatto il proprio dovere. Ma questo titolo varrebbe uno strappo al cerimoniale: le spiegazioni stanno nella vertigine raggiunta e nella fatica lunga mesi per arrampicarsi lassù. I bianconeri hanno sofferto come mai nell’era Allegri e la partita di ieri è la fotografia di una stagione sulle montagne russe. TRAGUARDI DA CENTRARE (E CENTRATI) 91 ● Il record di punti di Allegri in Serie A centrato con la Juve nelle ultime due stagioni: stavolta ha raggiunto la stessa quota a due turni dal termine 97 ● I punti che potrebbe ottenere la Juve con altri due successi: dietro al record dei 102 dello stesso club nel 2014, eguaglierebbe l’Inter 2006/07 22 ● I gol in campionato di Paulo Dybala: l’unico bianconero a fare meglio nelle ultime dieci stagioni in una singola Serie A è stato Higuain (24) nel 2016/17 15 ● Le vittorie dei bianconeri sulle 18 partite giocate all’Allianz in questa A (un pari e due k.o. gli altri risultati): nessuno ha fatto meglio in casa. Con altri due successi, il torneo di Allegri sarebbe il 2° nella storia della A. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Certo, sulla volata verso il settimo titolo consecutivo peserà enormemente il gol di Higuain a San Siro che ha regalato alla Juve la vittoria fondamentale sull’Inter. Ma c’è un altro fattore che continua a incidere nella corsa dei bianconeri: la fantasia di Allegri e la sua capacità di sperimentare con successo mosse a sorpresa. Proprio contro i nerazzurri, nel bivio decisivo della stagione, il tecnico bianconero ha vinto anche dal punto di vista del coraggio, lanciando dal primo minuto Cuadrado nel ruolo di terzino destro. Non un inedito totale per il colombiano, che nella fase a gironi di Champions, nell’assalto finale contro lo Sporting Lisbona, agì in quella posizione per una manciata di minuti: mossa dettata dalla necessità di spingere a tutto gas per cercare la vittoria. Ha fatto centro anche la strategia di Max, quindi, non nuovo a sorprendere con scelte che possono apparire azzardate ma che alla fine sono redditizie. E’ stato così quando ha cambiato il sistema di gioco della Juve. La prima volta è datata 4 novembre 2014: nella notte senza ritorno contro l’Olympiacos in Champions, Allegri abbandona le certezze del 3-5-2 contiano e lancia il ‘suo’ 4-3-1-2 (con Vidal trequartista dietro Morata-Tevez), che diventa il modulo che porta la Juve alla finale di Berlino. L’altra svolta tattica arriva il 22 gennaio 2017: anche in questo caso, il tecnico avverte la necessità di aria nuova e, contro la Lazio, vara il 4-2-3-1 iper-offensivo: Pjanic in regìa nella mediana a due, Cuadrado-Dybala-Mandzukic alle spalle di Higuain. E’ il momento chiave di una stagione in cui Max, contro il Milan, inventa Dani Alves ala, esterno destro offensivo nel nuovo sistema di gioco, al posto di Cuadrado: il brasiliano sarà decisivo in Champions League contro il Monaco e contro la Lazio in coppa Italia. Non è finita perchè anche quest’anno, Allegri cambia e dà sostanza alla squadra con il 4-3-3 con Pjanic regista puro, scortato da Khedira e Matuidi. Ma sperimenta anche Douglas Costa come finto centravanti nel derby, in piena emergenza dopo l’infortunio di Higuain, in un match iniziato con Alex Sandro nel tridente. La luce è sempre accesa, anche Max fa la differenza. Il Corriere dello Sport
  5. Vigilia di Inter-Juventus. Massimiliano Allegri presenta il determinante derby d'Italia, in programma domani sera in un San Siro tutto esaurito, nella conferenza stampa della vigilia al Media Center di Vinovo. Tuttojuve.com riporta integralmente e in tempo reale le parole del tecnico bianconero: Questo è il periodo più tribolato della sua gestione, tra tutto quello che è successo - presenza dei tifosi qua, sondaggi, situazioni di spogliatoio che sono state sbandierate ai quattro venti poi smentite da Buffon - se in questo calderone si sente nel periodo più tribolato della sua gestione. Tribolato... Quando sono arrivato era un po' peggio rispetto ad ora (ride, ndr). Per quanto riguarda i tifosi, direi che sono venuti per farsi sentire vicini e soprattutto per sostenerci in questo momento perché abbiamo questo finale di stagione dove è ancora tutto in ballo e quindi hanno voluto far sentire la loro vicinanza. Per quanto riguarda invece lo spogliatoio, dispiace sentire queste cose perché sono cose senza fondamento e soprattutto vanno a toccare la professionalità di tutti. Però non è né la prima né l'ultima volta. Sono già successe queste robe, queste notizie che vengono fuori, dobbiamo solo farcele scivolare addosso serenamente perché il nostro obiettivo è quello di giocare. Abbiamo cinque partite per arrivare in fondo, siamo ancora in ballo su due obiettivi e dobbiamo fare il possibile per creare i presupposti per portarla a casa come facciamo sempre e abbiamo sempre fatto. Poi come tutte le cose nella vita ci sono momenti in cui le cose ti vanno meno bene e in questo caso si parla di risultati sportivi. Ma questo non vuol dire che la squadra è passata da una squadra di fenomeni imbattibili come veniva scritto a una squadra di brocchi. L'equilibrio deve sempre regnare. Abbiamo da giocare una grandissima partita domani sera a San Siro contro l'Inter, il derby d'Italia in uno stadio meraviglioso dove di devi mostrare e devi giocare, contro una squadra che ha subito solo 23 gol e solo 2 nelle ultime 9 se non sbaglio. Bisogna quindi fare una grande partita e poi ce ne saranno altre tre. Io credo che il campionato non si deciderà tra domani e domenica ma sarà ancora lunga, perché nel calcio di cose al contrario ne abbiamo viste tante. Domenica avevi giustamente alzato un po' i toni e avevi detto "questa settimana mi diverto io". Volevo sapere, cosa intendevi, se ti sei divertito e se la settimana include anche domani sera e pensi di tornare a divertirti? Mi diverto perché le cose piatte non mi piacciono a me, non fan parte della mia vita. La monotonia è una roba brutta. E quindi questi momenti sono belli. Potevi aver vinto lo scudetto prima, invece no! Ora è bello, bisogna tirare fuori il coraggio, l'incoscienza e la spensieratezza. E comunque sono bei momenti da affrontare con entusiasmo e con voglia di volontà. Domani bisogna su tutti i palloni e pronti sui contrasti. Domenica col Napoli abbiamo fatto 8 falli e subiti 18. Questo è importante per il Napoli, un dato negativo per noi. Questo la dice tutta sull'andamento della partita. Domani è una partita in cui fare il metro in più, giocare per il compagno, fare una partita giusta, tosta, altrimenti non ne esci vivo da San Siro. Nessuno ha che siete diventati brocchi, tutt'altro. Quindi vorrei spiegassi tu cos'è successo nelle ultime settimane. Il perché di questo calo nei risultati, certamente, ma anche nel rendimento. Una partita decisiva come quella del Napoli giocate così.... Voi le partite decisive non le avete mai sbagliate. Volevo chiedere se c'è un calo mentale e se questa tua spensieratezza è condivisa dalla squadra che invece mi sembra un po' più pensierosa. Domani non bisogna essere assolutamente pensierosi, ma da qui alla fine. È semplice, più siamo pensierosi e peggio giochiamo. Domani sera alle 20.45 fischia l'arbitro e c'è da giocare una partita di calcio, né più né meno. La Juventus nell'ultimo periodo credo abbia fatto delle buone partite. A Crotone abbiamo fatto una brutta partita, dove abbiamo preso un tiro e abbiamo preso un gol e dispiace aver lasciato punti. Con il Napoli nello scontro diretto è successo di tutto, in una brutta partita dove abbiamo preso gol al 90'. Quest'anno abbiamo preso tanti gol al 90'. In quei momenti lì quando pensi che la partita sia finita è il momento in cui devi stare più attento. Comunque il campionato è da giocare. Leggo, e magari sarà anche giusto, che il Napoli è favorito e le vince tutte e quattro, noi a questo punto dobbiamo solo pensare a fare e fare il massimo possibile per raggiungere questo straordinario risultato che sarebbe il settimo scudetto. Non possiamo fare altro. Una cosa è certa, quello che non dobbiamo fare è aggrovigliarci nei pensieri, sulle robe. In questo momento c'è solo da andare in campo, la squadra ha lavorato bene tutta la settimana con concentrazione e con attenzione e credo che domani sera la Juventus farà un'ottima partita sotto tutti i punti di vista. Poi dopo se la palla picchia nel palo e va dentro o picchia nel palo e va fuori questo non lo so, perché non ho la sfera, però comunque sia la Juventus si giocherà le proprie carte, le proprie chance fino alla fine. Dybala si è aggrovigliato nei pensieri? Sta bene? Pensi di farlo giocare subito? Che situazione è? Situazione normale di un grande giocatore che ha un mese per dare un grosso contributo alla Juventus come tutti perché in questo momento qui non contano gli obiettivi personali ma contano quelli della squadra. Tutti dobbiamo metterci a disposizione perché è importante, le partite sono più lunghe, c'è meno ritmo come ho sempre detto. Paulo sta bene. Tutti si aspettavano forse qualcosa di più, ma è un giocatore importante con l'obiettivo del Mondiale. Per lui come per tutti sarà un mese bello da vivere, con entusiasmo. Però bisogna ripulirsi la testa da questa settimana dove giustamente, dopo la sconfitta con il Napoli, i primi due giorni ci può essere stata delusione, poi basta perché bisogna guardare avanti, indietro non si può andare. Quello che è stato fatto rimane scritto, noi bisogna essere bravi a cercare di scrivere un altro pezzo di storia. Se non hai detto che gioca è in ballottaggio? A parte Sturaro e De Sciglio sono tutti a disposizione, anche Bernardeschi sta bene con la gamba ed è a disposizioen anche lui. Domani è una partita che come sempre va giocata in 14. Entrando nello specifico, lei ha parlato delle ultime buone partite della Juventus. È inevitabile che la più bella sotto tutti i punti di vista sia stata quella di Madrid. Le chiedo se domani si può vedere una squadra con quelle caratteristiche, se quel tipo di squadra è adatta a giocare contro l'Inter. La partita di Madrid è stata una partita a sé dove la Juventus ha fatto un'ottima patita come ne ha fatte tante altre giocando con Higuain, Dybala, i due esterni offensivi, i due mediani... L'ultimo periodo quella è quella che è rimasta più nell'occhio perché vincere a Madrid 3-1 non è roba da poco e credo ci abbiamo vinto poche squadre. Domani però devo pensare anche a partita in corso che magari servono due più offensivi o due meno offensivi, poi abbiamo la partita col Bologna che sarà completamente diversa. In questo momento la cosa più importante è che tutti bisogna mettersi in discussione e fare qualcosa in più per arrivare a questi due obiettivi che sono il campionato e la Coppa Italia. Non abbiamo altro da fare, in questo momento chiacchierare troppo non serve a niente. C'è solo da stare zitti e in silenzio e lavorare. Nel calcio il vecchio detto chi vince è un bravo ragazzo e chi perde... vale sempre. Quindi quando si perde si deve stare zitti e lavorare con serenità senza perdere le certezze perché una squadra che viene da non so quanti risultati e quanti trofei vinti non puà perdere le certezze in tre giorni. Sono cose che capitano e bisogna saperle accettare perché un passo indietro te ne fa fare due avanti. Dopo la sconfitta con il Napoli c'è stata un'esplosione di negatività. Tifosi che vogliono cambiare i giocatori, altri l'allenatore, altri tutti e due. Pensi ci sia un po' di ingratitudine in questi atteggiamenti? Queste critiche, questa negatività possono essere una motivazione in più o qualcosa che non deve minimamente toccarvi nemmeno come motivazione? I tifosi hanno il diritto giustamente, hanno vissuto una settimana di delusione, però credo che i ragazzi e noi tutti stiamo facendo il massimo per raggiungere gli obiettivi. Poi ci sono gli avversari e bisogna accettare anche questo. Questo non vuol dire che la squadra è demoralizzata. La squadra è lì pronta per combattere perché bisogna combattere gli avversari per centrare gli obiettivi. Ripeto, a inizio campionato in sette vogliono vincere il campionato, poi ne vince una. Negli ultimi sei anni ha vinto la Juve, ma sono cose già fatte e ora bisogna pensare al futuro. I tifosi hanno amore per la Juventus e quindi possono esprimere giudizi, ma il calcio è così: un giorno sei il più bravo di tutti, un giorno il meno bravo di tutti. Come sta Mandzukic? Sta bene fisicamente, ma a livello di forma? Domani si può rivedere dall'inizio? Sta bene come stanno bene tutti. Domani è probabile che giochi. Prima parlando degli infortunati ha parlato di De Sciglio e Sturaro, quindo Chiellini è recuperato? O Chiellini non c'è? Ormai ha finito la stagione. In questo momento il favore potrebbe essere dalla parte del Napoli, ma dopo tutto quello che è successo questa può essere la scintilla per far ritrovare la solidità alla Juve vista fino a poche settimane fa? O il piano si è inclinato in maniera diversa e in questa settimana ha dovuto fare delle cose diverse? Non c'è da fare altro se non lavorare. Si gioca a calcio. Domani quando l'arbitro fischia non si può stare a raccontare 'se vincevamo là'.. Quello che è fatto è fatto, abbiamo quattro partite davanti, anzi ne abbiamo una, quella di domani. Poi ne avremo un'altra. Domani lo scudetto a livello matematico comunque non viene assegnato. Normale che il Napoli sia entusiasta, ma nel calcio in un minuto cambiano le stagioni. Siamo venuti via da Crotone e in casa col Napoli e abbiamo preso due bastonate, magari domani e la prossima sarà il contrario. L'importante è fare il massimo, poi vedremo quello che succede. Ha ricordato prima il suo arrivo e l'accoglienza, non fu il migliore dei benvenuti. In mezzo ha vinto tutto quello che c'era da vincere in Italia e ancora adesso è in linea di galleggiamento con anche due finali di Champions e due eliminazioni abbastanza rocambolesche. Eppure il rapporto con la piazza è quantomeno controverso. Lei crede che il calcio abbia solo poca memoria? Come se lo spiega? Come la vive? Io lavoro. Rispetto i tifosi, che mi hanno sempre rispettato. L'allenatore è responsabile di tutto, con società e giocatori nel bene, da solo nel male. Ma è normale, fa parte del gioco. Quando uno fa le cose bene e porta risultati... Quando le cose sembrano tutte facili c'è sempre qualcosa che ti va contro. E a noi c'è andato contro il Crotone perché ce lo siamo cercati, c'è andata contro con il Napoli perché siamo stati disattenti e abbiamo giocato una brutta partita.Bisogna solo pensare al domani, perché quello che conta è domani, poi conterà Bologna e poi la Coppa Italia. È un bel mese da vivere con entusiasmo, comunque vada. Se lo viviamo con entusiasmo e spensieratezza è molto probabile che vinceremo lo scudetto. Se tiriamo dentro la negatività invece... Nel calcio può succedere di tutto, tanti campionati si sono decisi all'ultima giornata, io quando è uscito il calendario ho detto che si sarebbe deciso tutto il 20 maggio. Siamo in linea,è questione di matematica. Bisogna lavorare, poi i tifosi verso di me sono stati sempre carini e rispettosi come io verso di loro. Poi quando non vanno bene una o due partite è normale che qualcuno possa brontolare, ma è giustissimo e va bene così.. Le chiedo rispetto all'ultima partita quando ha avuto dei dubbi nel sostituire Barzagli se ritiene possibile possa giocare l'inter partita magari dall'inizio vista l'assenza di Chiellini. Domani Barzagli potrebbe giocare dall'inizio. Così tolgo tutti i dubbi, che ho sentito parlare di quella sostituzione: Barzagli l'altro giorno non era in grado di fare 90 minuti perché aveva una mezza infiammazione al tendine e avrei rischiato di doverlo togliere dopo 25 minuti per mettere un altro dentro. Semplice. L'ipotesi positiva o negativa di una stagione che è ancora aperta possono darle più o meno stimoli in virtù di quello che capiterà al traguardo. Io la decisione l'ho presa un anno fa quando ho firmato con la Juventus. Ora bisogna pensare solo a quello che bisogna fare, bisogna metterci tutti quel qualcosa in più perché ora è più bello e più stimolante perché il Napoli sta facendo cose straordinarie e per noi deve essere uno stimolo in più avere il Napoli vicino e cercare di non farci superare.. Però domani abbiamo l'Inter, un'ottima squadra cui Spallettti ha dato grande organizzazione, è difficile farle gol e ha giocatori di valore. È il derby d'Italia e, a prescindere che per noi valga una parte di scudetto, è comunque una partita bella e complicata. Domani la difesa a tre può essere un'opzione percorribile? Assolutamente no. Che partita ti aspetti? L'andata fu una partita molto bloccata, l'Inter veniva da una serie di ottimi risultati. Ti aspetti una partita così bloccata da parte loro? Tutto sommato devono vincere. Domani sarà una partita diverse dall'andata. Per me fu forse una delle migliori partite della Juventus come intensità, loro non ebbero nemmeno un'occasione o ci andarono vicini. Domani sarà una partita diversa perché loro devono vincere per cercare di entrare in Champions e noi bisogna vincere per restare in vantaggio sul Napoli. Come vive la situazione in cui tutte le altre squadra 'gufano' contro la Juve? Ci saranno 80.000 tifosi a San Siro, c'è il grande entusiasmo della piazza napoletana. La Juve deve fare i conti con tutte le squadre, non solo col Napoli ma un po' con tutte. La Juve non deve fare i conti, la Juve deve solamente giocare a calcio. Che domani ci sarebbero state 80.000 persone lo sapevamo, come sempre quando c'è Inter-Juve o Milan-Juve. Sono due partite straordinarie e quindi vanno giocate con testa, con tecnica, con voglia, con sacrificio, con tutte quelle caratteristiche che servono per giocare le grandi partite. Velocissimo, può sciogliere il dubbio su chi giocherà da terzino? Lichtsteiner non ha fatto molto bene contro il Napoli, Howedes poi è stato spostato per forza maggiore... Ha deciso chi giocherà lì? Domani giochiamo a due, senza terzini. Tuttojuve.com
  6. Tifosi bianconeri scatenati, maggioranza vota contro la permanenza del tecnico vincitore di tre scudetti e tre Coppe Italia. Il sogno per la panchina è Klopp, ma le alternative più realistiche sono Simone Inzaghi e Pochettino. Per Massimiliano Allegri, come per chi potrebbe prenderne il posto in caso di possibile divorzio a fine stagione. È il 2020, tendenza 30 giugno, anno in cui giunge a scadenza il contratto del tecnico con la Juventus e degli eventuali papabili alla panchina bianconera. Cominciamo da Allegri. La frenata nelle ultime due giornate, come racconta il sondaggio su tuttosport.com, ha portato la maggioranza a chi ne chiede l’allontanamento. L’allenatore livornese partiva già da una solida base contraria, visto che sono sempre stati parecchi gli scontenti del suo operato, neppure convinti dall’accoppiata scudetto-Coppa Italia nelle ultime tre stagioni e da due finali di Champions League. Perse sì, ma contro Barcellona e Real Madrid. E oggi l’eliminazione nella stessa competizione europea ai quarti, il pareggio di Crotone e il ko interno col Napoli hanno aggiunto valori negativi, nonostante in campionato la Juventus sia ancora in testa e nonostante la quarta finale di Coppa Italia raggiunta. Se sarà ringiovanimento il tecnico non avrà problemi a restare, a patto che gli obiettivi da raggiungere siano chiari anche all’ambiente. Un eventuale divorzio da Allegri è anche una questione di carattere economico. L’allenatore ha un contratto fino al 2020, a 7 milioni e mezzo a stagione: cifre che suggeriscono cautela nelle decisioni. COSA DEVE FARE LA JUVENTUS CON ALLEGRI A FINE STAGIONE? ESONERARLO 53% CONFERMARLO 47% Fonte: Tuttosport
  7. Questa volta l'allegrata non s'è proprio vista. Poteva esserlo l'ingresso di Lichtsteiner per lo sventurato Chiellini? No no. E Cuadrado al posto del Dybala più spento della sua carriera juventina? Ma va', con tanto di sistemi di gioco cambiati e ricambiati: un mix caotico. Niente, l'ha meritata il Napoli e in questo senso il tecnico tricampione d'Italia ha ragione quando contempla il rischio di smarrire uno scudetto che pareva in dirittura fino al pre-Crotone. Com'è che sosteneva Allegri a Vinovo? «Se il 20 maggio saranno più bravi ad arrivare in fondo, faremo loro i complimenti. Ma al momento siamo davanti noi, ci vuole un attimino di calma». Ecco, dopo la sconfitta nello scontro diretto non è cambiato nulla quanto alle singole posizioni in classifica. Però può succedere che gli scudetti si vincano con la psicologia oltre che con la tecnica, magari strizzando i cervelli di chi si sta rilassando troppo in anticipo rispetto al gong della stagione. Di sicuro la sola gestione non basta più, il solo star lì ad aspettare che un guizzo di qualità ti faccia svoltare la serata senza mai provare ad osare non è più sufficiente. E sabato si va a San Siro, ad affrontare l'Inter impegnata nella lotta senza tregua per un posto in Champions League conteso alle romane, non (con il massimo rispetto) il Collesalvetti. Senza scudetto una rivoluzione tecnica sarà invevitabile. Fonte: Tuttosport
  8. Il contratto c’è, dallo scorso giugno, e la scadenza porta scritto 2020. Ci sarebbe di che stare tranquilli, eppure regolarmente tornano le indiscrezioni sul futuro di Allegri, alimentate in gran parte dal fronte inglese. L’ultima conduce all’Arsenal, dove si chiuderà dopo 22 anni l’era di Arsène Wenger. Il tecnico juventino rientra in un’ampia rosa di candidabili, capeggiata da Luis Enrique e rinforzata da nomi quali Carlo Ancelotti, Brendan Rogers, Julian Nagelsmann e l’ex bianconero Patrick Vieira, centrocampista dei Gunners dal 1996 al 2005. In precedenza, occorre ricordarlo, c’erano stati il sondaggio del Chelsea e, allo stesso modo, un abboccamento del Paris Saint Germain, dove il candidato unico appare oggi Thomas Tuchel. Mai per vie dirette, ma comunque interessate a raccogliere l’eventuale disponibilità di chi, in Italia, ha centrato nelle ultime tre stagioni la doppietta campionato-Coppa. Resta, però, la sostanza di un contratto in corso, corroborato anche da una parte economica di alto livello. Marotta continua a smentire eventuali separazioni. Dal canto suo il tecnico ha sempre ribadito di voler incontrare la società per vedere quale siano le decisioni per il futuro.Il tecnico non ha mai spinto per andare via e non ha mai adoperato eventuali abboccamenti altrui come un’arma nei confronti della società. Ha solo chiesto chiarezza sui programmi da mettere in atto, pronto a mettersi in gioco sia che arrivassero big (come Gonzalo Higuain) sia in caso di affrontare un cambio generazionale, come quello che si propone in bianconero nel giro di un paio di anni. Una sfida che Allegri è pronto a raccogliere e ad affrontare. Fonte: Tuttosport
  9. L’impiego di Sturaro, prima a sinistra e dopo otto minuti a destra, sul binario di Lichsteiner, è una retaggio di un calcio che fu e nel quale crede chi non ha idee fresche, innovative. Tenere in panchina i due “esterni” come Cuadrado e Bernardeschi, poi utilizzati, per schierare il fantasma di Marchisio e quell’indisponente lezioso di Dybala (ottantacinque minuti di nulla!) sono state la conferma di una lettura tattica datata e non attuale. Ancora: Benatia, sulla rovesciata decisiva chiude gli occhi e si ripara la faccia forse temendo che Simi sia un parente di Crozza. Rugani non si assume una responsabilità che è una, passaggio a chi gli sta più vicino, esitazioni, mi ricorda Legrottaglie ma a fine corsa. Ora, direte voi, una catastrofe. Beh, la Juventus sta facendo di tutto per andarle incontro. Allegri ha detto che avrebbe firmato per un +4 alla vigilia della sfida diretta con il Napoli. Ripensi e riguardi il percorso della sua squadra e ammetta di avere sbagliato non soltanto alcune scelte. La superprestazione di Madrid ha mascherato altre partite deludenti come quella di Crotone e comunque risolte dai colpi di qualche artista. La Juventus in testa mi ricorda il mondiale di ciclismo su strada, edizione 1972, Gap: Bitossi, Bitossi, Bitossi… BASSO!! Il Napoli si merita ampiamente questa rimonta e l’eventuale scudetto, lo merita per la caparbietà e la qualità del gioco. La Juventus ha ancora la possibilità non di smentire la critica ma se stessa. Soluzione unica: battere il Napoli. E sembra già un’impresa. Comunque, al posto dei dirigenti juventini, incomincerei le consultazioni esplorative per un nuovo governo. Fonte: Tuttosport
  10. "Alla Juventus vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta..." Questo motto che tanto ci piace..che porta tanti sacrifici e vittorie e ci differenzia dalle altre squadre italiane per mentalità e voglia di vincere sempre....io credo che per alcuni versi specie nella gestione delle partite...nel dover per forza portare a casa il risultato.......rischia di essere un arma a doppio taglio...in particolare per chi allena e chi fa scelte.. parliamoci chiaro....alla Juve se per un anno/due non vince nulla hai fallito...sei esonerato al 99%,9%.....e allora ecco che un allenatore che allena la Juve si trasforma nella massima espressione del "a calcio conta il risultato e non lo spettacolo..." Io sono convinto che un allenatore come Sarri...o qualsiasi allenatore che abbia idee di calcio molto belle ma che "lasciano" spazio anche a qualche rischio in nome di un calcio migliore.....alla Juve cambierebbero mentalità....è bello fare bel gioco a Napoli e poi non vincere...e bello fare il bel gioco a Roma e poi non vincere...... alla Juve siamo vittime e beneficiari di quel fantastico motto.... possiamo migliorare?....Allegri ha le sue colpe?....credo di sì....ma anche noi società...noi tifosi...i calciatori....per me è evidente che siano meldettisimamente schiavi e condannati da quel fantastico motto...
  11. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  12. La Juve vince, vola a +6 sul Napoli in campionato e lascia alle spalle la serata di Madrid: "Era importante questo successo e sono contento della grande reazione dei ragazzi - ha commentato Allegri dopo il 3-0 alla Sampdoria". Il discorso scudetto è ben avviato: "Il titolo non è assegnato, il Napoli sarà in corsa fino a quando la matematica lo permetterà". Sul futuro: "A fine stagione incontrerò la società e valuteremo il da farsi". Massimiliano Allegri ha commentato il 3-0 alla Sampdoria: “Douglas ingresso decisivo? Dobbiamo ringraziare Pjanic che si è fatto male perché magari in quel momento non avrei cambiato. Douglas e Higuain erano due giocatori che volevo mettere per cambiare la gara. Ho scelto il brasiliano per allargare la Samp. Allungo decisivo per lo Scudetto? Assolutamente no. Era importante vincere dopo Madrid e i ragazzi sono sati bravi perché non era facile dopo una gara dispendiosa come quella col Real. Dovevamo essere attenti e giocare una partita intelligente: abbiamo aspettato il momento giusto e siamo stati bravi". In gol anche il ritrovato Howedes: "Era un match difficile e lui stava bene. Ha avuto un’annata nefasta perchè è stato fuori a lungo. Ma credevo che questa fosse la gara giusta per lui. Howedes ha dimostrato di essere un giocatore importante, è stato il titolare della Germania Campione del Mondo. Sono contento per il suo gol, se lo meritava perché è un grande professionista e un ragazzo serio". Negli ultimi tempi la Juve ha allungato in classifica, dimostrandosi più abituata rispetto al Napoli a stare in alto: "Il Napoli sta facendo un grande campionato ed è ancora in corsa. Noi dobbiamo pensare a mercoledì, affronteremo una squadra che si sta giocando la salvezza e poi avremo lo scontro diretto: le prossime due sfide saranno quasi decisive per lo Scudetto ma bisogna avere pazienza". Infine sul futuro: "Forse sono state travisate le mie parole. Ho solo detto che come sempre mi incontrerò con la società per programmare il futuro: ho un contratto fino al 2020 e c’è totale sintonia con la società. Quando finisce il campionato vado in vacanza e non penso neanche al mercato. A quello ci pensa la società. Poi nel calcio bisogna fare un passo alla volta, magari non vinciamo niente e a qualcuno potrebbero nascere dei dubbi”. Sportmediaset.it
  13. Perché esistono gli intoccabili

    La partita di ieri, come del resto gli ultimi mesi della scorsa stagione, ha dimostrato che le scelte degli allenatori non sono mai (o quasi mai) dettate da motivazioni personali. Qui dentro si legge che "Allegri ha paura a tenere fuori Mandzukic", "Khedira è un morto ma non lo leva mai", etc. etc. Poi vai a vedere le partite più importanti, e ti accorgi dei motivi per cui alcuni giocatori sono quasi intoccabili. Quando vedi Khedira che piazza 10-15 minuti decisivi in una partita fondamentale per il campionato mentre alcuni tifosi (tifosi?) lo fischiano. Quando vedi Mandzukic che piazza una doppietta al bernabeu, o che ci permette di giocare con 2 centrocampisti e Dybala nel suo ruolo (vedi scorso anno, in particolare partita col barca). E nel pre-partita qui era pieno di messaggi del tipo "con il paracarro titolare possiamo anche non scendere in campo". Chiunque abbia giocato a calcio, a qualsiasi livello, sa quale sia l'importanza di alcuni giocatori, anche se possono non essere i migliori della squadra dal punto di vista tecnico o fisico. E gli allenatori li fanno giocare sempre, anche in condizioni precarie, perché sanno che nelle gare fondamentali questi giocatori ci sono sempre. In tanti continueranno a non capirlo e diranno che servono giocatori di altro tipo, ma pazienza...
  14. Ieri si è sparsa una voce: il tecnico avrebbe pronunciato a Vinovo frasi che sanno di addio. Vero o non vero? Nessuna conferma, anzi una secca smentita dalla società. Di certo, comunque, tutti si chiedono cosa potrà decidere Max alla fine di questa stagione nonostante un contratto fino al 2020 e le dichiarazioni rassicuranti sue e della società. Dall’Inghilterra arrivano sussurri di Chelsea, ma intanto lo stesso Allegri ha esposto ad Andrea Agnelli e Marotta un piano per garantire a lungo la competitività della Juve in Italia e in Europa senza però avere l’obbligo di vincere nella prossima stagione. La sconfitta con il Real ha un duplice significato: il primo, tecnico, riguarda la fine del cammino europeo, ma la Juve ha la possibilità di rendere comunque ottima l’annata conquistando il settimo scudetto consecutivo (obiettivo primario della società) e la quarta Coppa Italia di fila. C’è però un secondo significato, più profondo: la rovesciata di Ronaldo potrebbe aver chiuso lo splendido percorso di questo gruppo. E’ innegabile che, dopo due finali in tre anni, la Champions fosse qualcosa in più di un sogno e la sconfitta con il Real proietta la Juve verso un logico e ragionato rinnovamento, soprattutto in chiave europea. Dopo quattro anni, e magari quattro scudetti, il tecnico deve guardare dentro disé per verificare le motivazioni con le quali inizierebbe la prossima stagione. Sul mercato bisognerà individuare giocatori di qualità e forza fisica, elementi già competitivi e vicini al salto di qualità definitivo. Oltre al già noto Emre Can, il primo nome, forse irraggiungibile, è Milinkovic e poi c’è Pellegrini e piace molto Cristante. Allegri ha messo in preventivo un sacrificio eccellente in nome del bilancio Facile obiezione: perché la Juve dovrebbe mettere a rischio la leadership in Italia con un rinnovamento di questo tipo, i cui risultati non possono essere garantiti? In effetti non è detto che il piano di Allegri convinca il club, da sempre attratto innanzitutto dal primato nazionale. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. In Europa ci manca il "fino alla fine"

    Oggi come tutti i gobbi sono deluso e amareggiato, in testa rivedo quella maledetta (e meravigliosa) rovesciata in continuazione, ma a differenza di tanti altri non voglio focalizzarmi sui singoli, su Allegri, ecc. Quello di cui voglio parlare è un problema di mentalità, un limite che secondo me tra Cardiff e ieri sera si è palesato in modo clamoroso, ovvero quello di arrendersi troppo presto. In Italia siamo quelli del "fino alla fine", quelli che non si molla mai, che si lotta per 95 minuti, ecc. In Europa, dove gli avversari sono di un altro livello, la sensazione è che la resa arrivi troppo presto. A Cardiff sei sul 3-1 e mancano trenta minuti, non tre, trenta, ma di fatto smetti di giocare, hai alzato bandiera bianca a mezz'ora dal termine come se fosse impossibile in una partita fare 2 goal in 30 minuti! Ieri becchi il 2-0, hai ancora 25 minuti più 90 del Bernabeu, con un goal di fatto riapri tutto e te la vai a giocare lì. E invece no, la solita resa totale. Non riesco a capire se il problema sta nel carattere di alcuni elementi della rosa, nella mentalità dell'allenatore o nella poca abitudine a trovarsi in certe situazioni, perché bene o male in Italia di squadre che ti mettono sotto di 2 goal ormai non ne trovi. Cosa ne pensate?
  16. I quattro anni alla Juve stanno portando trofei a pioggia in una bacheca abituata a tenerne. E ci sono state anche due finali di Champions League a rendere europeo il vestito della Juve di Allegri rispetto a quella di Conte. Il bello potrebbe ancora venire, la stagione in corso vede i bianconeri in corsa su tutto e quindi a portata di triplete. «Il futuro? In questi tre anni mi sono divertito molto, il quarto, questo, lo giudicheremo alla fine - aveva detto Max prima del recupero di campionato con l’Atalanta - Quanto fatto resta nella storia della Juve, ora bisogna essere bravi a voler incrementarlo». Parole che qualcuno ha interpretato con spirito del tutto ottimista e qualcuno ha voluto invece leggere in una chiave più attendista. Di certo la Juve non fa ragionamenti futuri che non prevedano Allegri. È evidente che il finale di questa stagione potrebbe determinare le scelte future. E ovviamente un mercato internazionale di primissimo livello che ad Allegri guarda con attenzione e ammirazione: Psg, Chelsea, United e Real. Ognuno di questi club ha situazioni particolari per modulare in maniera diversa il livello di attenzione e pressione sul tecnico della Juve, che ha un contratto fino al 2020. Vogliamo pensare ad una Juve senza Allegri? Andrebbe riaperto un terzo ciclo: in Italia è stimatissimo, ma blindatissimo dalla Lazio, Simone Inzaghi. E in una delle piazze che guardano a Max c’è la soluzione ad effetto, che lenirebbe una ferita con un ritorno pieno di sentimento, ma da allenatore: Zinedine Zidane, il prossimo avversario di Champions, quello che un’altra ferita alla sua Juve la procurò nella finale della scorsa edizione, alzando lui la Coppa per le grandi orecchie. Questo è il quadro: la sensazione è che molto dipenda da Allegri e ruoti attorno a lui. Fonte: Il Corriere dello Sport