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  1. I super ricchi d’Europa, Barcellona in testa, stanno ronzando attorno a Miralem Pjanic. Alla Juventus un’offerta irrinunciabile da 80 milioni non è ancora arrivata, ma stando a quanto filtra da fonti spagnole l’affondo dei catalani non tarderà molto. I blaugrana, sfumato Griezmann, sono decisi ad acquistare il regista bosniaco. Quello del Barcellona è un progetto serio. Nel quartier generale bianconero della Continassa ne sono consapevoli e si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati in caso di assalto catalano. Dell’eventuale sostituzione di Pjanic i dirigenti campioni d’Italia hanno parlato anche con Allegri durante il vertice milanese di martedì. Le idee sono varie, ma tutte di qualità. Dovesse partire Pjanic, non è detto che la Juventus punti su un altro regista (in quel ruolo può giocare anche il neo acquisto Emre Can). Marotta e Paratici in questo periodo stanno lavorando su più tavoli. Un nome tenuto in grande considerazione è quello di Adrien Rabiot. Il 23enne del Psg è un “giovane/vecchio” pallino e ha il contratto in scadenza nel 2019. La Juventus ha affrontato il discorso con i colleghi parigini durante l’incontro milanese di mercoledì. Marotta e Paratici tengono le antenne dritte anche sul suo compagno di squadra Marco Verratti, che però è ritenuto incedibile da Al Khelaifi, e pure sul connazionale Paul Pogba. Il Polpo e Mateo Kovacic si trovano in situazioni analoghe: se lo United o il Real dovessero battere la Juventus nella corsa a Milinkovic Savic, sarebbero loro i primi indiziati a fare le valigie. Marotta e Paratici, in ottimi rapporti col Bayern, seguono anche Thiago Alcantara. Sullo spagnolo si sono informate pure Barcellona e Real Madrid. Fonte: Tuttosport
  2. Il Valencia insiste nel chiedere 40 milioni per il terzino elle ultime ore i vertici del club bianconero sono entrati nell’ordine di idee di chiudere l’operazione in tempi brevi. Se non proprio brevissimi. Il weekend ha portato un’importante accelerazione sul fronte spagnolo, in contemporanea con le difficoltà incontrate con il Manchester United per Matteo Darmian. Dopo l’ok di Mourinho al giocatore, la dirigenza ha alzato un muro di 25 milioni, una cifra ritenuta eccessiva a Torino. Da qui la scelta di Marotta: chiudere la pratica spagnola. Anche se a caro prezzo. Il Valencia ha fretta di far quadrare i propri conti entro fine mese, anche se da Bruxelles ha appena ricevuto buone notizie sul fronte UE: è stata concessa infatti la sospensiva per la multa di 23,4 milioni di euro comminata nel 2016 per presunti aiuti di Stato. Il sollievo valenciano fa gioire anche i bianconeri, che adesso possono strappare condizioni di pagamento più favorevoli per Cancelo. Si parla di un prestito da 10 milioni con obbligo di riscatto nelle stagioni successive per altri 30. Il dialogo tra i club prosegue serrato proprio su questi aspetti, ma ormai i protagonisti della trattativa intravvedono il semaforo verde. Anche perché il giocatore ha da tempo dato il suo assenso alle proposte di Marotta e Paratici.In attesa della presentazione di Emre Can, i campioni d’Italia hanno cambiato marcia nelle operazioni in entrata.
  3. Parola d'ordine: continuità. Per le prossime tre stagioni, a testimonianza di come per la Juventus il periodo storico sia dei più felici, Madama non proporrà cambiamenti in termini di area sportiva. Ovvero: Fabio Paratici (direttore sportivo), Federico Cherubini (direttore sportivo della Primavera), Stefano Braghin (Head of Academy & Women Football) e tutti gli altri protagonisti di un blocco vincente e lungimirante continueranno a operare rigorosamente a tinte bianconere. Il tutto ovviamente sotto la guida dell'amministratore delegato, Beppe Marotta, senza dimenticare l'importanza del vicepresidente, Pavel Nedved. Un gruppo di lavoro ben amalgamato e, soprattutto, chiamato a costruire i successi del domani. La gestione Andrea Agnelli ha portato la Signora a conquistare sinora quattordici trofei. Merito delle linee guida stilate dal 42enne presidente piemontese e, naturalmente, dei suoi collaboratori. Ecco perché, di questi tempi, lasciare la Juventus rappresenta una missione proibitiva. E, infatti, la Juventus non incapperà in brutte sorprese. Le offerte, specialmente in zona Paratici, non sono mancate. Dalla Ligue 1 alla Premier League, con qualche tentativo anche dalla Liga spagnola e dal mercato nostrano. Proposte importanti – anche dal punto di vista economico – che tuttavia non hanno trovato terreno fertile nei pensieri del manager emiliano. Discorso analogo per Cherubini, sempre più in ascesa, sondato nelle puntate precedenti da Sassuolo e Udinese. Anche in questo caso, però, la Juve ha chiuso la porta a tripla mandata, in quanto l'ex dirigente del Foligno raffigura un tassello primario per le dinamiche giovanili (e non solo). Altro giro, altra figura centrale: Braghin. Parlano per lui i risultati delle Juventus Women, fresche di scudetto al primo tentativo. Un progetto che – rapidamente – ha catturato l'attenzione degli appassionati e che, parallelamente, ha portato il globo zebrato a imporsi immediatamente. Goal.com
  4. Da mesi Marotta e Paratici lavorano su diversi obiettivi, oggi faranno il punto della situazione con Massimiliano Allegri. Per Emre Can, colpo a parametro zero, si aspetta solo la finale di Champions di sabato per l'ufficializzazione. Bene avviate sono anche le trattative per Mattia Perin. Allenatore e dirigenti si confronteranno su un'ampia lista di nomi: Perin, Darmian, Gimenez, Morata, Martial e altri. Al centro delle valutazioni ci sarà la difesa. La sensazione, a giudicare da alcuni spifferi di mercato è che il restyling del reparto non limiterà alle fasce e al cambio di Mattia Caldara e al cambio di Howedes, che non verrà riscattato. Per quel che riguarda Benatia, che ha molti estimatori la Juventus non vorrebbe venderlo a priori, ma di fronte a un'offerta importante farebbe come in passato con i vari Pogba, Bonucci e Vidal. Una proposta irrinunciabile non è ancora arrivata, ma il mercato si sa il preavviso non esiste, i dirigenti bianconeri si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati. Nell'eventualità la Juve si orienta su un profilo interazionale esperto. Un candidato è Diego Godin, 32 anni. Nel mirino dei bianconeri c'è anche Toby Alderweireld del Tottenham,29 anni. Fonte: Tuttosport
  5. Le direttrici seguite dall’ad bianconero e dal ds Paratici sono limpidissime: rinnovare il parco terzini per l’addio di Lichtsteiner e Asamoah (e magari con l’arrivo di un centrale in più qualora Rugani fosse intrigato dalle avance forestiere sul proprio conto), aspettare una risposta da Emre Can per il centrocampo (anche se il tedesco non sarà l’unico innesto nel reparto: occhi sempre aperti su Pellegrini), ringiovanire oppure puntare su un over 30 low cost per l’attacco nel caso Mandzukic saluti la compagnia. Nello specifico, entrando nel capitolo degli scontenti perché poco utilizzati: giusto per non smentirsi, anche ieri Mourinho ha tenuto Martial in panca e per il versatile attaccante dello United (entrato nell’ultima mezz’ora - al posto di Pogba - per assistere al tonfo casalingo dei Red Devils contro il West Bromwich) il futuro a Manchester è sempre più nebuloso. E Darmian? Manco a dirlo, neppure in panchina e il terzino scalpita pur di tornare prima possibile in Italia. L’ex Torino, pur essendo più che adatto a giostrare su entrambe le corsie, sarebbe in partenzal’alter ego di De Sciglio lungo il binario destro, mentre a sinistra il solo Spinazzola (fermo restando che Alex Sandro resta assolutamente in pole fra i giocatori cedibili) non può bastare. E allora ecco che la pista Filipe Luis, a maggio ragione dopo i recenti contatti diretti di Madrid, può riscaldarsi: certo, non è un calciatore di primo pelo, ma il 32enne terzino sinistro brasiliano in scadenza di contratto nel 2019 con l’Atletico Madrid rappresenta il classico profilo “alla Marotta”. Esperto di ordalie europee, non appena il perone fratturato gli darà tregua, il sudamericano tornerà presto sulla ribalta e i buoni uffici di Marotta e Paratici “rischiano” di fare la differenza. Capitolo Emre Can: quella al via oggi può essere la settimana determinante perché il nazionale tedesco in uscita gratis dal Liverpool comunichi la sua decisione facendo capire se nel suo caso prevarranno le ragioni del cuore oppure del portafogli. Fonte: Tuttosport
  6. Questa Juventus, sono loro: i dirigenti, l’unica costante nel trionfale ciclo di sette anni che ha visto alternarsi due allenatori in panchina e decine di giocatori nella rosa, ma non ha mai scalfito il gruppo formato da Andrea Agnelli e comandato da Beppe Marotta. Un gruppo affiatato e soprattutto solido, che ha reso la società un granitico punto di riferimento per la squadra. Perché la scelta dei giocatori e le relative operazioni di mercato rappresentano solo una parte del lavoro del gruppo dirigente e non è la sola cruciale per le vittorie a fine stagione. Puoi allestire la migliore rosa del mondo, ma se non la accompagni nel corso della stagione, è altissimo il rischio di vederla deragliare alle prime difficoltà o al primo problema di spogliatoio. La Juventus è diversa. L’allenatore, se ha la fiducia del management, ha sempre le spalle ben coperte dalla società (Allegri lo sa bene, dal caso Bonucci dello scorso anno alla gestione di Dybala e Higuain di quest’anno). I giocatori sanno di avere un blocco monolitico davanti a loro, per cui chi non accetta le regole della casa ha come unica alternativa quella di accomodarsi altrove. E nei momenti di sbando, c’è chi tiene la barra dritta e consente ai senatori dello spogliatoio di gestire le crisi (vedi l’inizio della seconda stagione di Allegri). Insomma, tra i segreto del successo della Juventus, la dirigenza e i suoi metodi hanno un peso notevole. Lo sanno anche altrove, visto che negli ultimi mesi, Beppe Marotta è stato corteggiatissimo per ricoprire ruoli in Federcalcio (prima e dopo il commissariamento), mentre il Paris Saint Germain, dove potrebbe approdare Antonio Conte, ha annusato la possibilità di prendersi anche Fabio Paratici, mago del mercato e grande conoscitore del settore talenti. I contratti sono stati discussi senza grossi problemi e in questo momento c’è accordo totale su qualsiasi punto. Fonte: Tuttosport
  7. https://vimeo.com/196901637 Dopo la sconfitta nella finale di Supercoppa contro il Milan, l'allenatore si lamenta con Marotta e Paratici dell'atteggiamento avuto dai suoi calciatori in campo Fonte: Sky Sport
  8. VIDEO Marotta pre Sassuolo: «Berardi è un discorso che rifaremo sicuramente. Paratici grande collaboratore, nessun problema con lui»
  9. Uno dei migliori staff dirigenziali in circolazione, capace di sorprenderci anche di fronte a scelte a noi difficili da comprendere ma che si sono SEMPRE rivelate giuste e vincenti. Una grande squadra si costruisce anche e soprattutto dalle fondamenta, e Marotta e Paratici nel loro lavoro sono due fenomeni. Rinnovo doveroso e meritatissimo. Grazie ragazzi, ora insieme coltiviamo il sogno
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