Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Cerca nel Forum

Mostra risultati per tag 'paratici'.

  • Cerca per Tags

    Tag separati da virgole.
  • Cerca Per Autore

Tipo di contenuto


Forum

  • Sport
    • Juventus forum
    • Calciomercato Juventus & Angolo del Guru
    • Biglietti Juventus, Allianz Stadium e J-Museum
    • Scommesse sportive
    • Calciopoli & questione ultrà
    • Ju-Vision
    • Ju&Me
    • Video Juventus, PuntoJ: la zona erogena del tifoso juventino
    • Altri Sport
    • Archivio discussioni Vecchiasignora.com
  • Divertimento
    • Fantacalcio 2018-2019
    • Il diario bianconero
    • Off topic
    • Mercatino & Collezionismo
  • Supporto
    • Assistenza tecnica
    • Cestino

Calendari

  • VS Community
  • Partite Juventus
  • Il romanzo bianconero

Trova risultati in...

Trova risultati che...


Data di creazione

  • Partenza

    End


Ultimo Aggiornamento

  • Partenza

    End


Filtra per numero di...

Iscritto

  • Partenza

    End


Gruppo


Twitter


Facebook


MSN


Yahoo


Skype


Sito web


Provenienza


Interessi

Trovato 19 risultati

  1. Alberto Gaucho

    VIDEO Paratici: "Ronaldo? Idea nata dopo la rovesciata"

    Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Alessandro Alciato di Sky Sport. Ecco le sue parole riportate da TuttoJuve.com: Quando è nata l'idea folle? "L'idea folle è nata dopo la prima partita qua, quando Cristiano ha ricevuto la standing ovation, dopo il gol in rovesciata. Durante la settimana ci siamo sentiti con il suo agente. Ha detto: 'Guarda, lui è rimasto colpito da tutta questa attenzione che ha ricevuto. E' rimasto colpito e vorrebbe venire a giocare alla Juve un giorno'. E io ho detto: va bene, sì, capisco, nei sogni di tanti, ci sono tanti sogni, ma pochi si avverano. Poi invece quando ci siamo rincontrati per Cancelo, mi ha spiegato bene la situazione che c'era, noi abbiamo recepito l'idea. Io ne ho parlato col presidente in primis, perchè giustamente bisognava far quadrare i numeri, che erano la parte più difficile dell'operazione. Lui ha preso tempo qualche ora, poi mi ha detto: 'Guarda, vai avanti, prova a vedere se veramente c'è questa opportunità'. L'opportunità era concreta, era un'occasione unica di portare un giocatore che è universalmente riconosciuto come il più forte giocatore del mondo, il più determinante, anche quello che ha vinto più titoli, quindi quando le trattative sono fatte tra due grandi, neanche club, ma quasi istituzioni come la Juve e il Real Madrid, e hai una terza parte che è la volontà del giocatore, e una grande professionalità da parte degli agenti del giocatore, è chiaro che poi diventa più facile fare business e fare i trasferimenti". Date una stella a quest'uomo!
  2. Esattamente 8 anni e un mese fa la Juventus di Andrea Agnelli entrava in una nuova era acquistando il suo primo giocatore. Era un numero 7: Simone Pepe. Oggi la Juve entra in una nuova era acquistando il più forte calciatore del mondo. E’ un numero 7: Cristiano Ronaldo. Da Pepinho7 a CR7, con in mezzo 7 scudetti consecutivi. CRISTIANO RONALDO È UN GIOCATORE DELLA JUVENTUS! E’ BIANCONERO. LO STADIUM È LA SUA NUOVA CASA. Sembra assurdo solo scriverlo, ancora incredibile pensarlo. Non so se i famosi ricci che vengono tirati fuori in queste occasioni abbiano mai goduto come stiamo godendo noi in questo momento. Di certo riuscirebbero a fare ragionamenti più lineari di quelli che vengono in mente a noi, e con una faccia meno da ebeti. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Beppe Marotta e Fabio Paratici sono riusciti in un’impresa che fino a due settimane fa suscitava sberleffi (per tenerci bassi) al solo ipotizzarla. Ebbene: GRAZIE! E’ il punto più alto di una dirigenza Top, che ha fatto fare alla Juve progressi percentuali enormi rispetto al tempo da cui opera. Ma sono riusciti in qualcosa di più. Dopo aver riportato la Juve al ruolo che le competeva in Italia ed essersi spinti moltissimo avanti in Europa, con l’acquisto di CR7 le restituiscono quell’appeal nel mondo intero che nell’era social l’aveva vista prima arrancare (per le ragioni che conosciamo tutti) e solo successivamente iniziare la risalita. Con Cristiano Ronaldo non serve la risalita: l’impatto è immediato! Cristiano Ronaldo è un “click”, una luce che si accende immediatamente, è la mossa decisiva necessaria a raggiungere i fatturati delle top 5 e allontanarsi da quella “terra di nessuno” (come la definì Agnelli) che la vede in coabitazione col Liverpool. Io ho molto rispetto di club come il Real e il Barça e di quanto hanno fatto negli ultimi 12 anni. Ma è sempre apparso lampante come dapprima con Messi e poi con CR7, che si sono spartiti Palloni d’Oro e Champions, il gap fosse incolmabile. Si potevano anche fare 10/11 di squadra al loro livello (ed era già difficilissimo), ma poi c’erano sempre quei due lì a marcare una differenza netta. Perdipiù quest’epoca è coincisa da una parte con un aumento generale degli introiti economici nel calcio (mentre noi, nei primi anni, accumulavamo debiti), e dall’altra con il boom dei nuovi mezzi di comunicazione, dei social, dei moderni device. Soldi & riconoscibilità: un binomio che ha prodotto un balzo enorme a livello mondiale a chi ha saputo sfruttarlo. Noi non potevamo. O meglio non abbiamo potuto, per molto tempo, a causa di motivi di forza maggiore. E proprio a quella “forza maggiore” oggi dedichiamo di cuore tutta la goduria possibile, sbattendogliela in faccia più o meno come fece Mandzukic esultante a Firenze (per chi se la ricorda…). Già, perché recuperare o accorciare di molto quel divario che sembrava incolmabile oggi è finalmente possibile. Perché? Perché non compriamo solo un giocatore. Degli aspetti tecnici di CR7 è quasi superfluo parlarne! In realtà lo faremo sicuramente nel corso dei mesi, ma è uno di quei fenomeni della storia del calcio per cui si sogna ad occhi aperti prima ancora di avventurarsi in disamine varie. Come è stato ampiamente detto compriamo un’azienda, ma non compriamo nemmeno “solo” un’azienda (perché di aziende ce ne sono tante), compriamo “la cosa” più seguita al mondo (più di squadre intere, cestisti NBA, divi di Hollywood o della musica, presidenti di nazioni, istituzioni… 6 volte in più dell’intera Juve, per fare un esempio). Non, dunque, “l’atleta”, “lo sportivo” o “la persona”, ma “la cosa” più seguita al mondo. Ed è inutile che spieghi i riflessi che questo avrà sulla Juve. Sono gli stessi di cui (in termini diversi) hanno goduto per anni lo stesso Real, il Barça con Messi, le inglesi con gli introiti derivanti dalla Premier, il Bayern con sponsor casalinghi munifici… insomma tutti avevano una “chiave”, tecnica o economica, per quel “qualcosa in più”. Noi da oggi abbiamo questa chiave. Possiamo aggregarci a quel treno. Per estremizzare il concetto… persino se non dovessimo vincere nulla nei prossimi anni (non sia mai) godremmo comunque di un ritorno pazzesco. Perché solo per le sponsorship legate ai social CR7 fa guadagnare ai marchi che appaiono nei suoi post una cifra 7 (toh!) volte superiore a quella di qualsiasi altro sportivo! Basti dare un’occhiata a questi dati: (fonte: Hookit) Ecco perché è stato un acquisto storico. E’ l’ultimo step, quello da cui da adesso in poi NON SI TORNA PIU’ INDIETRO! Se la Juve saprà sfruttare quest’occasione salirà a quel livello che ti deve far vedere le cose sotto un’altra ottica: poter puntare costantemente al top a livello internazionale, mirare al massimo, ambire alla cima. Persino quella rovesciata stratosferica dello Stadium ci appare oggi sotto un’altra veste, dato che proprio l’applauso a scena aperta che ne conseguì può essere stato importantissimo nella scelta di Cristiano, e quindi nel farci salire questo nuovo gradino. Io individuo tre momenti nel corso di questi 7 anni in cui aspettavo la Juve ad una sorta di “varco”, delle sorte di prove per capire se c’era per davvero la voglia di crescere. Il primo fu l’acquisto di Tevez. Prima di Tevez, nel nuovo ciclo, non avevamo avuto nomi così altisonanti in attacco, e anche allora sembrava un affare difficile da immaginare per tutta una serie di motivi. Completato alla grande (scatenò un entusiasmo incredibile, Carlitos all'uscita dell'aeroporto venne respinto dentro dalla folla di tifosi). Il secondo è stato l’acquisto di Higuain, e la CIFRA spesa per quell’affare. Prima di allora l’acquisto più costoso della Juve era stato Dybala (ma costò meno della metà) che già di suo rappresentò un primo jolly, visto che nei primi 4 anni di nuovo ciclo non si era speso mai, per un singolo acquisto, più di 20/22 milioni (lo stesso Napoli prese il Pipita spendendo una cifra più alta). Nessuno poteva credere che la Juve potesse arrivare a spendere 90 milioni sull’unghia. Lo fece. Il terzo ovviamente è Cristiano Ronaldo, pura utopia per chiunque, e su cui abbiamo già detto. La Juve in questi 7 anni non è mai andata indietro, ma sempre avanti. Si può discutere se da un anno all’altro un 11 nel suo complesso si faccia preferire o meno rispetto a quello precedente, ma la rosa è perennemente andata in crescita. Ecco perché Cristiano Ronaldo apre una nuova era. Perché DEVE rappresentare quell’approdo da cui non tornare più indietro, non bisogna più voltare le spalle. Di pari passo con la costruzione dei campioni bisognerà ambire all’acquisizione di fenomeni di caratura internazionale “già pronti”. Non potrà avvenire sempre, naturalmente, perché i fenomeni assoluti sono pochi. Ma si dovrà entrare in quel loop, forti di una rinnovata visibilità mondiale e dei nuovi introiti commerciali da saper sfruttare, da DOVER sfruttare! Altra cosa: sarebbe bene che TUTTO il mondo Juve facesse questo step. La Juve stessa lo fa già in TUTTI i suoi comparti avendo inaugurato il nuovo centro tecnico dopo lo stadio (alla luce dei fatti… Ah!... se fosse stato un po’ più capiente… visti anche i rincari…), il museo, il Jmedical, la nuova sede, la squadra femminile, eccetera... qualcosa di grandioso), ma non bisogna più perdersi in minuzie (tipo quella della comunicazione, molto attuale in questi giorni). Devono farlo anche "alcuni" tifosi, cercando di sostenere la propria squadra sempre, innamorandosi ogni giorno di questi colori, preferendo il sostegno continuo durante la partita al mutismo o ai fischi (tanto c’è sempre tempo dopo il 90°). C’è da impazzire di gioia, cacchio: tifiamo Juve! E poi dovremmo sperare, ma è una speranza vana, che questo step lo faccia quella gran parte dell’ambiente che circonda la Juve. Quell’ambiente che si avvarrà di opportuni ritorni da questo acquisto (ovviamente all’inizio non in termini tecnici, ma economici e di visibilità). Quell’ambiente che già godrà di 4 squadre italiane fisse in Champions ottenute sempre grazie al lavoro di Andrea Agnelli. Quell’ambiente che però ha nei confronti della Juve un atteggiamento stomachevole, nauseante, schiavo di logiche a tratti comiche a tratti penose, più vicine ad uno spettacolo del Mago di Arcella che a prodotti come la Premier o la Champions. Caro Cristiano, te li troverai davanti tutti! Basti pensare a quell’ampia coltre di pennivendolismo da cui nel corso dell’anno si dipanano fake news continue, a cui bisogna fare la fatica di rispondere ogni volta, sputtanandole puntualmente. Procuratori federali che cambiano le carte in tavola a seconda dei casi. Presidenti che sputano melma sul sistema calcio venendo condonati dai procuratori di prima. Sindaci o politici che si dimenticano della carica che ricoprono. Trasmissioni televisive che invece di entrare nei meriti tecnici e tattici, o analizzare strutturalmente i problemi del calcio, diffondono ignoranza a palate perdendosi dietro ad un cartellino giallo. I tifosi, non solo webeti, ma anche personaggi pubblici di spicco, che si abbeverano a queste fonti esprimendosi come bimbiminkia patentati. Ecco. Prima di parlare di benefici per il calcio italiano, fatevi un esame di coscienza riflettendo su chi questi benefici li porta e chi il calcio italiano lo denigra coi propri comportamenti. Noi il nostro lo facciamo da 7 anni e stiamo continuando a farlo, scrivendo la storia: voi quantomeno iniziate a fare un piccolo passo imparando a leggerla! Nel frattempo godiamo come dei ricci. Benvenuto alla Juve, Cristiano Ronaldo! - Leevancleef -
  3. Parola d'ordine: continuità. Per le prossime tre stagioni, a testimonianza di come per la Juventus il periodo storico sia dei più felici, Madama non proporrà cambiamenti in termini di area sportiva. Ovvero: Fabio Paratici (direttore sportivo), Federico Cherubini (direttore sportivo della Primavera), Stefano Braghin (Head of Academy & Women Football) e tutti gli altri protagonisti di un blocco vincente e lungimirante continueranno a operare rigorosamente a tinte bianconere. Il tutto ovviamente sotto la guida dell'amministratore delegato, Beppe Marotta, senza dimenticare l'importanza del vicepresidente, Pavel Nedved. Un gruppo di lavoro ben amalgamato e, soprattutto, chiamato a costruire i successi del domani. La gestione Andrea Agnelli ha portato la Signora a conquistare sinora quattordici trofei. Merito delle linee guida stilate dal 42enne presidente piemontese e, naturalmente, dei suoi collaboratori. Ecco perché, di questi tempi, lasciare la Juventus rappresenta una missione proibitiva. E, infatti, la Juventus non incapperà in brutte sorprese. Le offerte, specialmente in zona Paratici, non sono mancate. Dalla Ligue 1 alla Premier League, con qualche tentativo anche dalla Liga spagnola e dal mercato nostrano. Proposte importanti – anche dal punto di vista economico – che tuttavia non hanno trovato terreno fertile nei pensieri del manager emiliano. Discorso analogo per Cherubini, sempre più in ascesa, sondato nelle puntate precedenti da Sassuolo e Udinese. Anche in questo caso, però, la Juve ha chiuso la porta a tripla mandata, in quanto l'ex dirigente del Foligno raffigura un tassello primario per le dinamiche giovanili (e non solo). Altro giro, altra figura centrale: Braghin. Parlano per lui i risultati delle Juventus Women, fresche di scudetto al primo tentativo. Un progetto che – rapidamente – ha catturato l'attenzione degli appassionati e che, parallelamente, ha portato il globo zebrato a imporsi immediatamente. Goal.com
  4. Le direttrici seguite dall’ad bianconero e dal ds Paratici sono limpidissime: rinnovare il parco terzini per l’addio di Lichtsteiner e Asamoah (e magari con l’arrivo di un centrale in più qualora Rugani fosse intrigato dalle avance forestiere sul proprio conto), aspettare una risposta da Emre Can per il centrocampo (anche se il tedesco non sarà l’unico innesto nel reparto: occhi sempre aperti su Pellegrini), ringiovanire oppure puntare su un over 30 low cost per l’attacco nel caso Mandzukic saluti la compagnia. Nello specifico, entrando nel capitolo degli scontenti perché poco utilizzati: giusto per non smentirsi, anche ieri Mourinho ha tenuto Martial in panca e per il versatile attaccante dello United (entrato nell’ultima mezz’ora - al posto di Pogba - per assistere al tonfo casalingo dei Red Devils contro il West Bromwich) il futuro a Manchester è sempre più nebuloso. E Darmian? Manco a dirlo, neppure in panchina e il terzino scalpita pur di tornare prima possibile in Italia. L’ex Torino, pur essendo più che adatto a giostrare su entrambe le corsie, sarebbe in partenzal’alter ego di De Sciglio lungo il binario destro, mentre a sinistra il solo Spinazzola (fermo restando che Alex Sandro resta assolutamente in pole fra i giocatori cedibili) non può bastare. E allora ecco che la pista Filipe Luis, a maggio ragione dopo i recenti contatti diretti di Madrid, può riscaldarsi: certo, non è un calciatore di primo pelo, ma il 32enne terzino sinistro brasiliano in scadenza di contratto nel 2019 con l’Atletico Madrid rappresenta il classico profilo “alla Marotta”. Esperto di ordalie europee, non appena il perone fratturato gli darà tregua, il sudamericano tornerà presto sulla ribalta e i buoni uffici di Marotta e Paratici “rischiano” di fare la differenza. Capitolo Emre Can: quella al via oggi può essere la settimana determinante perché il nazionale tedesco in uscita gratis dal Liverpool comunichi la sua decisione facendo capire se nel suo caso prevarranno le ragioni del cuore oppure del portafogli. Fonte: Tuttosport
  5. Questa Juventus, sono loro: i dirigenti, l’unica costante nel trionfale ciclo di sette anni che ha visto alternarsi due allenatori in panchina e decine di giocatori nella rosa, ma non ha mai scalfito il gruppo formato da Andrea Agnelli e comandato da Beppe Marotta. Un gruppo affiatato e soprattutto solido, che ha reso la società un granitico punto di riferimento per la squadra. Perché la scelta dei giocatori e le relative operazioni di mercato rappresentano solo una parte del lavoro del gruppo dirigente e non è la sola cruciale per le vittorie a fine stagione. Puoi allestire la migliore rosa del mondo, ma se non la accompagni nel corso della stagione, è altissimo il rischio di vederla deragliare alle prime difficoltà o al primo problema di spogliatoio. La Juventus è diversa. L’allenatore, se ha la fiducia del management, ha sempre le spalle ben coperte dalla società (Allegri lo sa bene, dal caso Bonucci dello scorso anno alla gestione di Dybala e Higuain di quest’anno). I giocatori sanno di avere un blocco monolitico davanti a loro, per cui chi non accetta le regole della casa ha come unica alternativa quella di accomodarsi altrove. E nei momenti di sbando, c’è chi tiene la barra dritta e consente ai senatori dello spogliatoio di gestire le crisi (vedi l’inizio della seconda stagione di Allegri). Insomma, tra i segreto del successo della Juventus, la dirigenza e i suoi metodi hanno un peso notevole. Lo sanno anche altrove, visto che negli ultimi mesi, Beppe Marotta è stato corteggiatissimo per ricoprire ruoli in Federcalcio (prima e dopo il commissariamento), mentre il Paris Saint Germain, dove potrebbe approdare Antonio Conte, ha annusato la possibilità di prendersi anche Fabio Paratici, mago del mercato e grande conoscitore del settore talenti. I contratti sono stati discussi senza grossi problemi e in questo momento c’è accordo totale su qualsiasi punto. Fonte: Tuttosport
  6. https://vimeo.com/196901637 Dopo la sconfitta nella finale di Supercoppa contro il Milan, l'allenatore si lamenta con Marotta e Paratici dell'atteggiamento avuto dai suoi calciatori in campo Fonte: Sky Sport
  7. Uno dei migliori staff dirigenziali in circolazione, capace di sorprenderci anche di fronte a scelte a noi difficili da comprendere ma che si sono SEMPRE rivelate giuste e vincenti. Una grande squadra si costruisce anche e soprattutto dalle fondamenta, e Marotta e Paratici nel loro lavoro sono due fenomeni. Rinnovo doveroso e meritatissimo. Grazie ragazzi, ora insieme coltiviamo il sogno
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.