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*Th3 Joker*

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  1. *Th3 Joker*

    Napoli-Juventus, storia di una finale persa... a gennaio

    Troppo buono, così mi lusinghi Comunque dipende dalle ferie, se giochiamo bene a ridosso delle ferie un'analisi ci esce sicuramente
  2. *Th3 Joker*

    Napoli-Juventus, storia di una finale persa... a gennaio

    Non abbiamo perso nè 3-0 nè tanto meno 4-0, ma (seppur ai rigori) abbiamo perso. E vi dico anche un'altra cosa: se pure l'avessimo vinta al 96simo, il contenuto di questo topic sarebbe rimasto uguale uguale, proprio perchè è l'analisi di una partita. Quindi se volete offrire un contributo a questo topic siete i benvenuti, del resto credo che carne sul fuoco ce ne sia abbastanza. Ma "Sembra che abbiamo perso X a Y" non porta da nessuna parte Ti ringrazio
  3. Non è un altro, nuovo capitolo dell'amatissima saga anni '80 "Ritorno al futuro", non ci sarà Michael Fox nelle vesti di Marty McFly a tenerci compagnia con le sue avventure a spasso nel tempo a bordo della sua DeLorean. È la storia di Napoli-Juventus finale della Coppa Italia 2019/2020, espressione massima della ripresa dell'attività calcistica a seguito dell'epidemia COVID-19, conclusasi con la vittoria dei partenopei ai rigori dopo lo 0-0 nei 90 minuti regolamentari. Ed è la storia di una partita "già" vista, espressione abusata nel gergo sportivo ma che mai come stavolta presenta punti di aderenza con quanto verificatosi le ultime due volte che Juventus e Napoli si sono fronteggiate. Mister Gattuso, infatti, giocando sui punti critici della Juventus individuati già in occasione della gara di ritorno di campionato disputata il 26 gennaio, ha rimesso in scena lo stesso copione tattico riuscendo a neutralizzare le ambizioni bianconere di portare a casa il primo trofeo stagionale. Fin dai primi minuti il leit motiv della gara è chiaro, con la squadra allenata da Maurizio Sarri che cerca di imporsi nella metà campo avversaria grazie alla sua fitta rete di passaggi. A questa presunta dimostrazione di forza, il Napoli ha risposto affidandosi alle certezze su cui ha costruito la vittoria del San Paolo per due reti ad una. In particolare, gli uomini di Gattuso accettano il giropalla bianconero disponendosi su due linee rispettivamente da 4 e 5 uomini, poco distanti tra loro ed estremamente compatte, tenuto conto dell'incapacità della Juventus di sfruttare adeguatamente l'ampiezza del campo. Ne deriva quindi un grande affollamento in zona centrale che impediva lo sviluppo pulito della manovra avversaria che quando sfogava sulla fascia sinistra veniva puntualmente neutralizzata dai raddoppi tempestivi portati da Di Lorenzo e Callejon in rapido scivolamento. Alex Sandro si sovrappone solo per ricevere, a quel punto lo scorrimento orizzontale e contestuale raddoppio dei giocatori del Napoli è solo una formalità Assetto fotocopia in Napoli-Juventus 26/01/20 https://i.imgur.com/qeRs74x.jpg[Curiosa inoltre la scelta adottata da Sarri relativamente alla prima impostazione: alla salida lavolpiana di Pjanic viene preferita la posizione di Cuadrado da insolito terzo centrale, che più che regalare un uomo in più in zona centrale (Pjanic) ha prodotto come unico risultato lo svuotamento della fascia destra e l'impossibilità di spezzare i raddoppi che il Napoli portava continuamente su Douglas Costa. Il brasiliano era infatti l'uomo su cui la Juve puntava principalmente per far saltare le linee partenopee, circostanza evidenziata dall'alto numero di palloni ricevuti. I continui raddoppi o triplicazioni portati da Mario Rui, Zielinski ed Insigne hanno però impedito al numero 11 bianconero di saltare l'uomo con regolarità, chiudendogli la luce del piede forte o costringendolo verso l'imbuto centrale. Le difficoltà della Juve in uno sviluppo credibile della manovra sono state accentuate anche dall'ottimo lavoro svolto da Mertens in copertura su Pjanic, che andava ad impedire la ricezione del bosniaco ed un ipotetico impulso al gioco bianconero. Lavoro che nella gara di gennaio era stato svolto con altrettanta perizia dal tandem Ruiz-Milik, in luogo dell'assenza dell'attaccante belga. Mertens taglia la linea di passaggio su Pjanic Napoli-Juventus 26/01/20, Ruiz e Milik impediscono la ricezione di Pjanic In un solo frame tutte le criticità bianconere: impossibilità di percussione centrale, scarsa ricerca dell'ampiezza e regista neutralizzato In questo quadro, la scarsa attitudine della Juventus ad occupare le zone laterali del campo unita alla lentezza nella circolazione della palla ha fatto sì che la difesa napoletana corresse pericoli solo sulle disattenzioni dei propri calciatori che in un paio di occasioni, a seguito di sbavature tecniche, hanno consegnato palla agli avanti bianconeri. A far da contraltare alle difficoltà juventine in fase di possesso ci sono le criticità riscontrate in fase di non possesso e legate ad un sistema di pressing poco efficace, sebbene l'atteggiamento prudente del Napoli ha fatto sì che le azioni prodotte fossero limitate nel numero, pur non mancando di efficacia. Anche in questo caso è difficile non notare elementi di contatto tra la prima impostazione inscenata a Roma e quella vista nel match giocato al San Paolo. Nel dettaglio, gli uomini di Gattuso iniziavano la manovra sul versante sinistro per poi spostarsi velocemente a destra su Di Lorenzo. Le difficoltà bianconere nella gestione dell'ampiezza del campo, infatti, facevano sì che Matuidi, uscendo in pressione sul terzino destro avversario, dovesse coprire ampie porzioni di campo, concedendo tempo all'esterno basso napoletano che poteva così gestire il pallone. L'uscita di Matuidi inoltre determinava una crisi strutturale del centrocampo bianconero di cui Ruiz, tramite inserimenti alle spalle del francese, approfittava per dare ossigeno alla manovra azzurra. Immagine A: Di Lorenzo ha tempo e spazio per ricevere e girarla sul successivo inserimento di Ruiz Immagine B: Ruiz riceve la giocata di Di Lorenzo, da lì si svilupperà la manovra del Napoli Napoli-Juventus 26/01/20 I giocatori bianconeri si sono contraddistinti per passività nel disturbare l'iniziativa avversaria, con Dybala poco presente e Bentancur in ritardo o talvolta rinunciatario nell'uscita alta. Concomitanze, queste, che hanno fatto sì che la manovra partenopea, seppur estremamente lineare e poco incline ad arzigogoli, riuscisse a prendere il largo, creando pericoli praticamente ogni qualvolta venisse superata la metà campo bianconera. L'atteggiamento passivo della Juve fa sì che il Napoli abbia due soluzioni in uscita, con Demme che può ricevere indisturbato Dybala e Cristiano attendono passivi la giocata di Maksimovic, Matuidi orientato per l'uscita su Di Lorenzo. Il difensore napoletano trova la traccia centrale per Ruiz a cui si apre la metà campo bianconera Se è vero che "il tempo ha in mano tutte le carte del mazzo", è anche vero che nelle due semifinali hanno mostrato difficoltà nuove (brillantezza fisica da ritrovare in seguito alla sosta forzata per lockdown) e vecchie (discrasie nel pressing, occupazione degli spazi, fluidità della manovra). Al tempo (e a Sarri...) l'arduo compito di dare risposte.
  4. Buonasera Garrison, le analisi tattiche su questo forum si sono sempre fatte, siano essere per le partite di Champions siano esse per la quarta di campionato in casa col Brescia. Se oggi, 23/12 provi insofferenza per un'analisi tattica di una Supercoppa (che sia una "coppetta" lo stai dicendo tu, di sicuro è un trofeo) nessuno ti vietava di oltrepassare il topic
  5. Siamo nell'anno domini 1915 quando Franz Kafka pubblica il suo Die Verwandlung, ovvero Le Metamorfosi, allegoria della difficoltà, a tratti incapacità, di adattarsi ad un'alterazione dello status quo che rende gravoso l'abituarsi a qualcosa di diverso. Metamorfosi, quella che non si è manifestata nella Juventus nel match rivincita contro la Lazio, a distanza di poco più di quindici giorni dalla debacle bianconera all'Olimpico. Stesso epilogo, stesso scarto, stesso risultato. E sì che la partita è stata comunque differente dalla trasferta in terra romana, soprattutto per un copione differente posto in essere dalla squadra bianconera. La sfida di campionato ci aveva raccontato di una Juve aggressiva, avida nell'ostacolare la prima impostazione laziale, diametralmente differente rispetto alla squadra compassata e che ha messo in scena ritmi blandi in quel di Riyadh. Ritmi blandi che hanno incanalato la partita verso binari estremamente favorevoli alla difesa posizionale della squadra allenata da Simone Inzaghi, abile a modellare la propria architrave tattica sulla base dei punti critici bianconeri già denudati in occasione della vittoria casalinga. La Juventus, schierata col tridente Cristiano-Dybala-Higuain, ha (come ormai consolidato) cercato di sviluppare la manovra per vie centrali, ricercando la pulizia di fraseggio garantito dall'asse Pjanic-Bentancur-Dybala, per cercare l'associatività del Pipa o la finalizzazione di Cristiano. Nessuna sorpresa per Inzaghi, che ancora una volta ha deciso di schierare i suoi operando una prepotente densità in zona centrale grazie a Correa che chiudeva luce su Pjanic e alle mezzali Alberto-Milinkovic che collassavano ai fianchi di Leiva. Più volte la Juve ha provato la percussione centrale, finendo però nell'imbuto biancoceleste, che ha fatto sì che la Lazio potesse riconquistare il pallone in seconda battuta se non in prima. I ritmi compassati di cui sopra hanno senz'altro favorito la difesa posizionale laziale, mai veramente colta di sorpresa né sovraccaricata su di un lato per sfruttarne le lacune sul lato opposto. Paradossalmente la manovra degli uomini guidati da Sarri ha avuto maggior respiro le poche volte che si è riusciti a trovare l'ampiezza con i terzini, spesso e volentieri anche loro calamitati verso l'interno del campo. Sandro e De Sciglio collassano verso il centro del campo, lasciando le corsie completamente vuote De Sciglio si spinge in avanti guadagnando lo spazio incustodito dalla Lazio Concreta conseguenza di un giropalla che non riusciva a sfogarsi in avanti, i giocatori ad aver toccato più palloni sono Bonucci (90), Sandro (97), Pjanic (95), più De Sciglio (64 tocchi in 54', quindi in linea con gli altri nella proiezione dei 90 minuti). Alla prima impostazione biancoceleste la Juventus si oppone alzando Pjanic su Leiva, Dybala su Acerbi e aprendo Cristiano-Higuain sui terzi difensori. Manovra di disturbo che, tuttavia, viene eseguita poco e male, dal momento che la passività dei tre davanti permette al portatore di palla di avere sempre soluzioni relativamente semplici, grazie anche agli esterni di centrocampo quasi mai realmente disturbati. Dybala e Higuain in ritardo sul primo pressing, Acerbi è libero di impostare scegliendo la soluzione migliore Lo sviluppo dell'azione ha sempre portato la Lazio a prediligere le corsie laterali, sfruttando tutta l'ampiezza del campo grazie alle sovrapposizioni costanti di Lulic e Lazzari, assorbite a fatica (o non assorbite affatto) dalla Juve, orfana del contributo difensivo di due terzi dell'attacco e delle mezzali che non riescono a trovare i giusti tempi per scivolare in raddoppio sull'esterno. Guadagnato il dominio delle corsie esterne, il leit motiv della formazione biancoceleste è stata la ricerca del lato debole, legittimata dall'inserimento di Milinkovic che occupava lo spazio alle spalle di Sandro andando a creare un importante mismatch col difensore brasiliano, situazione da cui arriverà peraltro il gol del momentaneo vantaggio laziale. La doppia sfida con la Lazio ha evidenziato con arroganza quelle che sono le criticità e le contraddizioni della squadra bianconera, ancora alla ricerca della giusta configurazione che si sposi al meglio con le attitudini degli uomini in campo. A Maurizio Sarri l'arduo compito di risolvere questa situazione kafkiana.
  6. Attualmente siamo 119226, puoi vedere il dato aggiornato in fondo alla home del forum
  7. Questa è la notifica che ti informa che nel frattempo si sono aggiunti altri post alla discussione, mi pare non si possa togliere. Comunque sparisce dopo qualche secondo
  8. Ma questa notifica ti compare solo se sei dentro il topic, non ti compare nella lista delle notifiche no?
  9. In quella finestra in cui hai impostato il pop-up, se scorri la pagina, dovresti trovare tutti i vari casi per i quali puoi attivare o (disattivare) la notifica. Controlla non ci sia qualche opzione disattivata
  10. La versione mobile è di fatto quella che stai visualizzando sullo smartphone, non c'è una versione più "minimale". Nel caso si preferisse un setup più elementare e ridotto c'è, appunto, la possibilità di accedere al forum tramite Tapatalk che ora è attivo
  11. Da browser mobile è già operativa, per Tapatalk bisognerà avere un attimo di pazienza
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