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  1. SABATO 19 OTTOBRE, ORE 22:30 CIRCA. Episodio in area di rigore juventina: De Ligt, nel tentativo di giocare il pallone, lo devia con il piede. La palla, per il tocco, gli finisce sul gomito, in posizione dinamica congrua. 10 SECONDI DOPO L'EPISODIO. Su sky sport sta andando una diretta "raccontata" della partita (che è trasmessa da Dazn), e sia Riccardo Trevisani che Stefano De Grandis chiariscono immediatamente che l'episodio non è MAI da rigore in base al regolamento. Si tratta di uno dei pochi casi in cui "è chiarissimo", quindi con un silent check l'episodio finisce lì. A sostegno di questa correttissima affermazione, arrivano sia il parere di Lorenzo Fontani, moviolista Sky, sia gli esempi di casistiche fatte da Rizzoli pochi giorni prima proprio su Sky Sport. 1 MINUTO DOPO L'EPISODIO. Su Dazn passano due replay, uno da posizione frontale e uno da posizione posteriore. Da quest'ultima non si percepisce chiaramente, per la prospettiva, il tocco col piede di De Ligt. Da quella anteriore è NETTISSIMO. Guidolin commenta dicendo che non è rigore. Pardo "non lo sa", e inizierà una tiritera che durerà tutta la serata su una regola chiarissima, dimostrando nei fatti, a differenza di Trevisani, di non conoscerla. 10 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Il vicedirettore di Raisport Enrico Varriale si affretta a parlare in un suo tweet di "possibile rigore" (e anche di "Bologna che meritava il pari", dopo 11 tiri a 2, ma vabbè... ), dimostrando, non da tifoso, che non ci interessa, ma da vicedirettore di Raisport, di non conoscere affatto il regolamento. Ricordiamo che lo stesso vicedirettore di Raisport quando tutto il mondo vide il tuffo di Mertens a Firenze lo derubricò ad episodio "dubbio" insieme al rigore concesso alla Fiorentina (discutibile filosoficamente, ma non a livello di regolamento), e tacendo sul rigore per i viola per il fallo su Ribery (con la Juve sarebbe diventato il primo argomento del tweet). 15 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Su Dazn parte un dibattito sull'episodio, da cui sparisce misteriosamente il replay frontale! Viene mandato SOLO quello posteriore. Al punto che lo stesso Camoranesi, giustamente, quando lo vede, afferma "sono in difficoltà nel giudicarlo in modo chiaro" (lo sarebbe chiunque con quel replay). Lo stesso vale per gli altri opinionisti. La cosa imbarazzante è che su un'altra rete hanno potuto giudicarlo in 5 secondi grazie proprio alla prima immagine di Dazn, che a Dazn si sono persi. 20 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Nessuna protesta del Bologna in merito all'episodio. Il viceallenatore De Leo difronte ai microfoni accenna giusto al minimo sindacale ("saremmo stati piû contenti comunque se fosse andato a rivederlo"), niente a che vedere, per dire, con il Gasperini post Lazio-Atalanta, che il giorno dopo non riceverà alcun titolone sparato a 9 colonne in prima pagina. 30 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Su Sky Sport 24 il servizio in coda alla partita chiarisce nuovamente alla perfezione quanto avvenuto (d'altronde la regola parla chiaro). Non citiamo nemmeno le derive social, i siti e le TV di quartiere, le varie "Aree Napoli" che chiedono a Sarri di ammettere che quello era rigore, o i pensatori pieni di "frustratiija" (chi conosce, sa ) la cui opera tende perlopiù alla distruzione neuronale delle menti deboli. Qui non parliamo di rimastini, ma delle principali fonti mediatiche nazionali. In quel momento chi ha ancora gli occhi al loro posto ha visto e giudicato in poco tempo il caso, e se non lo ha giudicato da sè sono intervenute precise spiegazioni del regolamento in meritosu cui potersi documentare. Praticamente tutti i moviolosti e gli ex arbitri sono concordi: non è rigore! 3 ORE DOPO L'EPISODIO (in realtà molti lo leggeranno solo la mattina). Il Corriere dello Sport esce con una prima pagina tra il comico e il ridicolo, titolando in modalità Braille "il giallo del braccio". Comico e ridicolo non solo per la non conoscenza del regolamento, ma perchè, se sceglie quella linea, eleva a tema un "non caso" tecendo su altri episodi della partita, tra i quali il primo in ordine di tempo è un rigore non dato alla Juve per fallo SU De ligt. Comico e ridicolo perchè Pedullà, nel pezzo, parla di braccio "larghissimo" di De Ligt. Comicità e ridicolaggine che si rifletterà anche sul sito online, dove Andrea Santoni dirà che non si capisce la ratio per la quale Irrati e il var hanno preso quella decisione. 24 ORE DOPO L'EPISODIO. A La Domenica Sportiva, dopo il servizio in cui Aurelio Capaldi parla, ancora, di "episodio che fa discutere", sempre tacendo su quelli evidenti, va in scena un chiarimento vecchio stampo, di quelli con cui fare ascolti. Non i 10 secondi della sera prima su Sky per dire "dai, di cosa stiamo parlando", ma una specie di dibattito sulla confusione del regolamento (strano che in 10 secondi, chi lo conosce, abbia dato 'interpretazione corretta). Alla fine, dopo aver chiarito che non è rigore, due interventi comici. Il primo è quello di Antonio Corbo, giornalista napoletano di casa sulle TV di quartiere di cui sopra, che non potendo dire che era rigore dice che Irrati ha sbagliato non andando a rivederlo al var, perchè queste cose alimentano un clima di sospetti ecc ecc. Irrati che in partita indica subito il tocco col piede ai giocatori del Bologna, e a cui il var conferma tutto con un silent check. Ma forse "silent check" è un concetto troppo spinto per Corbo, è di fatto una moviola in campo, ma effettivamente forse alimenta troppi sospetti. L'altro episodio comico avviene quando la presentatrice, la sempre illuminata Paola Ferrari, afferma alla fine di tutta la discussione: "ma siamo sicuri che De Ligt la tocchi con il piede? Perchè a me non sembra" (24 ORE DOPO!). Parte il replay da dietro, quello "sbagliato"... "Ecco, non la tocca, avevate detto che in quello di Conti del Milan non la toccava ed era rigore, ma anche qui..." (da ricordare che è milanista sfegatata). Nessuno che si prende la briga di correggerla tra l'altro. Vabbè, questa è comicità, giusto per fare colore. Anche se in tutta questa storia si fa fatica a distinguere il serio dal comico (e parliamo di alcuni tra i principali media nazionali). 26 ORE DOPO L'EPISODIO. Pardo, stavolta su Mediaset, è ancora a tratti nella parte di quello che non capisce la regola, ma almeno spiega che chiariranno alla moviola il perchè non sia rigore. E finalmente fa addirittura la sua comparsa il rigore non dato sullo 0-0 per fallo su De Ligt! Certo, il tutto in mezzo al solito guappo napoletano che interviene perennemente alla augello di cane (nell'attesa che il Napoli a fine ottobre sia primo), il tutto difronte al milanista Franco Ordine che si altera se qualcuno tocca (gli errori de)i giornalisti (che, quindi, dobbiamo presumere siano diventati "giudici ingiudicabili", intoccabili e piucheperfetti), ma ad ogni modo la 24 ore di deliri sembra chiusa lì. NO. 36 ORE DOPO L'EPISODIO. Lunedì mattina ecco la pietra tombale sul modo in cui si giudicano gli episodi arbitrali quando c'è la Juve di mezzo. Sul Corriere della Sera, il primo giornale italiano (!), Mario Sconcerti, uno dei più importanti giornalisti italiani (!), con un trascorso ultra decennale nella tv che due sere prima ci ha impiegato 10 secondi per chiudere il caso (ma adesso viene invitato da quelle napoletane per dire "Juve m*", letteralmente), dopo aver precisato che l'episodio di De Ligt "è passato sotto silenzio" (effettivamente il silenzio della CNN è stato vergognoso), scrive la perla che apre una nuova frontiera in materia: "è rigore NONOSTANTE il regolamento". Cioè non conta che ci sia il regolamento, è rigore e basta! In realtà è una frontiera aperta tanti anni fa, da decenni, e che in questa stagione aveva visto il suo pioniere nel sempre divertente Alessandro Catapano con la sua moviola sulla Gazzetta, il quale riuscì a scrivere come "sì, Bonucci nell'azione del gol bianconero in Brescia Juve fosse effettivamente in fuorigioco, ma lo teneva in gioco Sabelli". Non si sa cosa accadrà al "reattore" del giornalismo italiano nelle prossime ore, ma invitiamo tutti i fruitori a mettersi in salvo il prima possibile da questa nuvola tossica di incompetenza! Perchè è solo incompetenza, giusto? - Leevancleef - EDIT: 60 ORE DOPO. Ebbene sì... 60 ore dopo, il Corriere dello Sport, forse avendo capito di essere rimato all'angolo nell'aver sparato una serie di cappelle abnormi, prova a spiegare "perchè" non capisce la decisione. E per spiegarlo (in prima pagina tre giorni dopo eh... ricordiamo che per quanto successe con Mertens a Firenze bastò un trafiletto nel sottotitolo) cosa fa? Paragona l'episodio di De Ligt (che fa una giocata in scivolata con il braccio in posizione congrua e tocca il pallone gol gomito dopo che lo stesso gli era finito sul piede) con due episodi che non c'entrano assolutamente nulla: il rigore, comunque assurdo, di Brescia-Cagliari assegnato alle rondinelle, e quello assegnato alla Fiorentina per fallo di mano di Zielinski! Episodi in cui il giocatore che fa fallo di mano non prende mai la palla con un'altra parte del corpo, tra l'altro. Continuate a mettervi in salvo dalle radiazioni! Noi presto faremo partire una colletta per spedire una copia del regolamento alla redazione del Corriere dello Sport. Hai visto mai che Zazzaroni non lo metta sulla scrivania al posto dei dvd di Ballando con le stelle!...
  2. La finale di Supercoppa tra Juventus e Milan ha visto protagoniste le solite polemiche strumentali e fittizie, nuovamente costruite sul "sentimento" anti-juventino e con la volontà di creare alibi ad un società in evidente declino. Facciamo chiarezza innanzitutto sulla bontà dell'arbitraggio di Luca Banti, fischietto messo alla forca per episodi tutt'altro che poco chiari. Andiamo con ordine, e iniziamo dai falli in area: 1 - Banti non ritiene da calcio di rigore un tocco con il braccio di Zapata all'interno dell'area del Milan. Il cross di Ronaldo è, però, intercettato dal difensore colombiano in modo molto sospetto. Il braccio, infatti, è tutt'altro che aderente al corpo. Contravvenendo alle indicazioni di Rizzoli, Guida al VAR non "consiglia" a Banti una review... sbagliando. Con l'interpretazione fornita in tutto il campionato di Serie A 18/19 questo contatto era punibile con il calcio di rigore. Due errori, dunque. Mancata review e mancato rigore. Per un’ulteriore “chiarezza”, che è quella che ci preme, possiamo aggiungere che un episodio di cui si è parlato pochissimo, e che al contrario è molto importante, è stato giudicato come meritevole della massima sanzione, quindi del rigore, sia dall'ex designatore Paolo Casarin che dall’ex arbitro Luca Marelli, dal cui blog alleghiamo anche l’immagine abbastanza esplicativa su dove fosse il braccio di Zapata al momento del cross e dove al momento del tocco con la mano. 2 - Banti e la Rai non ravvedono (ma questa non è una novità, no?!) un contatto tra il giovane Paquetà e Cristiano Ronaldo all'interno dell'area di rigore del Milan. Latitano le immagini e le discussioni su questo episodio (forse perchè contro la Juventus?!) eppure il contatto e la negligenza del tocco sembrano piuttosto palesi. Episodio che lascia solo un dubbio. Fosse successo nell'area di rigore opposta...davvero non avremmo avuto neppure un replay? Davvero l'allenatore o il capitano avversario avrebbero glissato? Parliamo di un episodio lampante e di un secondo calcio di rigore negato... In questo caso, per esempio, Marelli non ha potuto esprimersi ulteriormente avendo solo un’immagine a disposizione. Noi cerchiamo di andare oltre e aggiungiamo ulteriori elementi di supporto. Un primo video rallentato e zoommato…  … ed un ulteriore video zoommato con vari reverse. Ingranditelo e guardatelo tutto, perché è abbastanza esplicativo di come Paquetà entri direttamente sia sulla gamba di appoggio di CR7 (la destra) che quella che sta caricando il tiro (la sinistra): QUINDI IN QUESTO MOMENTO SIAMO A DUE RIGORI NEGATI ALLA JUVE (O "MERITEVOLI" QUANTOMENO DI RECRIMINAZIONI) E NESSUNO AL MILAN. 3 - A pochi minuti dal termine, Conti reclama un calcio di rigore per il contatto con Emre Can. Su questo episodio vanno chiariti due aspetti. Il primo è che solo l'arbitro può decidere di iniziare una review, gli altri arbitri a supporto (arbitro VAR compreso) possono solo consigliargliela. Il secondo, ancora più importante, è che la review non avviene in caso di "possibile errore" e in questo episodio di certezze ce ne sono ben poche. Emre Can probabilmente tocca Conti, il quale però sta tentando una giocata volante e in particolare di colpire in acrobazia il pallone. Riesce a compiere la propria giocata regolarmente con il piede destro ed è forse proprio in quel momento che Emre Can lo tocca sul piede sinistro (già in aria). Considerata la dinamica appena descritta questo non sembra essere calcio di rigore. A questo si aggiunge che lo stesso Conti trattiene vistosamente la maglia di Can per mantenere l'equilibrio al fine di completare il colpo di tacco. Banti, poco distante, e anzi in posizione perfetta, attribuisce la medesima lettura all'episodio. Tutt'altro che oggettivo, tutt'altro che rivedibile al VAR. Già questo basterebbe per affievolire le tante voci che circolano riguardo un utilizzo del VAR pro Juventus. Da quest'altra gif a maggiore qualità sembra proprio che Can non tocchi il piede di Conti (cosa ingannevole dal primo replay invece). Facendo click sulla gif col tasto destro è anche possibile rallentare l'azione Va detto che in questo caso i pareri sono stati discordanti. Nel post-partita di RaiSport abbiamo visto come per tutti i presenti in studio non si trattasse di calcio di rigore; secondo Luca Marelli lo era, mentre per Paolo Casarin rimane "dubbio", e in tal senso si esprime su Corriere della Sera:"situazione dubbia sulla quale Banti si assume la piena responsabilità. Bastava un controllo al monitor, con probabile conferma della sua decisione, per chiudere meglio la gara". [Per inciso, siccome si è discusso molto anche dei voti a Banti, Casarin gli dà 5,5 per avere, in sintesi, maggiormente danneggiato la Juve, negandole un rigore per fallo di mano di Zapata, avendo bisogno del var per il rosso a Kessie, che in un primo momento era giallo, e per non essere andato a vedere il var sull'ultimo episodio su Conti, giudicandolo però "dubbio" e probabilmente confermato come "nullo" in caso di review]. ALTRI EPISODI 4 - Banti, richiamato da Guida e quindi al VAR, estrae il rosso nei confronti Kessié per un grave fallo di gioco. L'intervento del calciatore del Milan è assolutamente ingiustificabile. Vano ogni tentativo di assimilarlo al fallo imprudente di Matuidi ai danni di Calabria. Ci sono vari elementi che lo differenziano. La vigoria con il quale il gesto è compiuto, la gamba di Emre Can con il ginocchio completamente disteso e, non ultimo, l'altezza della gamba di Kessie. L'intervento è pericolosissimo e il calciatore tedesco può ritenersi fortunato per aver terminato la gara. Inevitabile la "on field review" e sacrosanta l'espulsione. Per completezza: nessuna moviola (a parte quelle di qualche noto personaggio a noi particolarmente affezionato) accomuna l’episodio di Kessie a quello di Matuidi, che era invece meritevole di giallo. Volendo essere pignoli avrebbe meritato prima il giallo anche Castillejo nel 1°t per questo fallo su Alex Sandro, ma verrà ammonito invece solo al quarto fallo, al 45°  5 - Un errore, di forma probabilmente più che di sostanza, grave di Banti avviene nel primo tempo ed è figlio di una chiamata frettolosa del proprio assistente. Frazione di gioco in cui l'assistente Preti confonde qualsiasi nuova istruzione finendo per fermare azioni da lasciar correre e viceversa... Ne è un esempio l'episodio che fa riferimento ad una chiamata di fuorigioco su Cutrone lanciato a rete. In realtà con l'attuale protocollo, e l'attuale applicazione, lasciare la bandierina giù è buona cosa. Specialmente se può scaturirne qualcosa di importante e non è così netta. Banti ha pertanto "sbagliato" a fischiare. E’ pur vero che non è insolito vedere gli assistenti alzare la bandierina quando l’azione è ancora lontana dalla porta, senza farla completare (anche perché non è detto che l’azione possa avere termine a breve, nel caso in cui un difendente recuperi sull’attaccante). Detto ciò possiamo vedere come l’elaborazione grafica fatta in base alle linee del campo ci dice che Cutrone, seppur di poco (e l’immagine della prospettiva è penalizzante), fosse in fuorigioco. (img web) EDIT: Al netto di tutto ciò, ci preme far notare come ancora una volta sia il trattamento mediatico a risultare stucchevole e insopportabile. Un arbitraggio sufficiente, o comunque, se sotto la soglia della sufficienza, perlopiù per episodi a svantaggio della Juventus, viene strumentalizzato per giustificare una pochezza tecnica e progettuale quanto meno imbarazzante. In aggiunta a ciò, sarebbe auspicabile che il primo quotidiano sportivo nazionale evitasse di affidare le proprie moviole ad un tifoso dichiarato di una delle due squadre in questione, perchè continuando così diventano molto più "comprensibili" anche a noi certi giudizi unilaterali sull'operato dell'arbitro... Ad ogni modo... La Juventus dal canto suo ha vinto con la gemma del proprio campione. Quel Ronaldo "vecchio e spento" , di 33 anni. Lui dalla sua ha già deciso la prima partita decisiva della stagione e si... cari anti-juventini... nonostante quel "quasi fuorigioco"... il gol è regolare: A cura di: - Robert Langdon - Leevancleef - Dale_Cooper
  3. Corretto l’intervento della Var sull’entrata di Vecino e ok il successivo cambio di cartellino (da giallo a rosso) deciso da Daniele Orsato. E’ questo il responso unanime di tutti i vertici arbitrali chiamati in causa non solo sulla valutazione del fallo, ma soprattutto sulla corretta applicazione del protocollo Ifab (ancora in fase di sperimentazione) per la tecnologia. Su quest’ultimo passaggio i dubbi potevano arrivare da un fatto: Orsato in diretta aveva visto l’entrata dura subita da Mandzukic, fischiando il fallo e soprattutto ammonendo l’interista. Era da considerare un «chiaro errore» aprendo la via alla revisione oppure no? Sabato sera a partita ancora in corso c’è stato un giro di telefonate che avevano come terminale Roberto Rosetti, responsabile del progetto Var per l’Italia e anche per la Fifa in vista del Mondiale in Russia. E gli eventuali dubbi sono stati spazzati. E allora spieghiamo quali sono le direttive in casi simili: preservare l’integrità fisica del calciatore è un imperativo categorico per gli arbitri. Non sono ammesse entrate con malizia che potenzialmente possono causare un grave danno all’avversario. Una discriminate importante è la posizione del pallone: più è distante (e quindi non c’è la possibilità di prenderlo), più il fallo diventa pericoloso e quindi da rosso. In più a livello di Fifa e Uefa c’è un’aggravante: la presenza del sangue e di una ferita. Dopo il giallo, Orsato ha un doppio binario per andare a rivedere l’episodio: chiama lui la Var perché ha un dubbio se il fallo sia da espulsione diretta, sospetto che può aumentare una volta che si accorge delle conseguenze riportate da Mandzukic; oppure c’è un confronto con il Var (Valeri nell’occasione) che gli spiega come il pallone non sia giocabile da Vecino e quindi l’entrata meritasse la review. Certo, Orsato dopo il passaggio al monitor poteva anche confermare la scelta fatta live (giallo) perché da protocollo spetta sempre all’arbitro in campo l’ultima parola. Forse c’era il margine per farlo, ma l’espulsione è considerata dai vertici arbitrali la decisione giusta, l’unica da fare in presenza di un’entrata brutta (tacchetti piantati tra tibia e caviglia), pericolosa e con palla non giocabile. Ma la Var poteva pure intervenire sul mancato se condo giallo a Pjanic? No, per due motivi. Detto che la scelta di non ammonirlo di nuovo è stata considerata una svista non giustificabile (e in generale la serata di Orsato nel complesso è stata sotto la sufficienza. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Fiorentina – Juventus 0-2, arbitro Guida (...) Riavvolgiamo il “nastro” e torniamo al minuto 18 del primo tempo. Su una azione insistita della Fiorentina sulla fascia destra, Simeone contrasta Alex Sandro. Quest’ultimo perde il possesso del pallone che arriva sul piede di Benassi il quale crossa verso il centro trovando l’opposizione di Chiellini. Iniziamo proprio dalla fine: il tocco di braccio di Chiellini è punibile? Questi due fermo immagine ci dicono pochino, sebbene già si intuisca quanto avvenuto.La terza immagine toglie ogni dubbio: Il braccio sinistro di Chiellini, inizialmente lungo il fianco, è piuttosto largo e, soprattutto, molto alto. Aumento del volume corporeo, posizione innaturale, pallone che finisce direttamente sul braccio e successivamente sul petto. Bravo, molto bravo Guida a fischiare immediatamente. E mi preme sottolineare un aspetto. Questo sarebbe un tocco di mano punibile anche se il pallone avesse colpito prima il petto e poi il braccio. Chiariamo questo punto del regolamento: non è automatica la depenalizzazione di un fallo di mano se il pallone colpisce prima un’altra parte del corpo. In questo caso, se il pallone fosse finito prima sul petto e poi sul braccio di Chiellini, l’arbitro avrebbe dovuto punire ugualmente il tocco perché la posizione risulta innaturale, un ostacolo irregolare. Questo piccolo inciso per evidenziare ancora una volta quanto sia complesso il giudizio in merito alla fattispecie generica dei tocchi/falli di mano. Dopo un lungo VAR check, Guida revoca il calcio di rigore per far riprendere il gioco con un calcio di punizione indiretto, conseguenza di un fuorigioco che, inizialmente, era sfuggito praticamente a chiunque: Fuorigioco che appare netto: (immagine Sky) Il problema, però, non è tanto la posizione di Benassi (chiaramente oltre il penultimo difendente) ma quanto accade precedentemente. Un altro passetto indietro, dunque. Simeone contrasta Alex Sandro, passando il pallone in avanti. Immediatamente dopo il giocatore della Juventus tocca il pallone con il piede sinistro. La domanda a cui dobbiamo rispondere è la seguente: questo tocco di Alex Sandro deve essere interpretato come “giocata” oppure come semplice “deviazione”? Chiariamo: è un episodio terribilmente complicato, in pochissimi secondi accade di tutto. Perché non abbiamo ancora evidenziato tutte le criticità di questa azione: Simeone commette fallo su Alex Sandro? Così come affermai, dopo il famoso episodio Khedira / Acquah nel derby di Coppa (qui un approfondimento della gara) che l’azione fosse irregolare per fallo negligente del centrocampista della Juventus, allo stesso modo ritengo irregolare il contrasto di Simeone ai danni di Alex Sandro: Dinamiche leggermente differenti ma stesso concetto di base: toccare il pallone non significa contrasto regolare. Khedira nel derby e Simeone ieri sera hanno strappato il possesso del pallone all’avversario commettendo infrazioni che potevano essere punite. Torniamo al fuorigioco. La decisione è corretta. Per comprendere pienamente questo concetto, dobbiamo rifarci alle interpretazioni ufficiali dell’AIA e della UEFA. L’AIA, nel corso delle stagioni, ha sempre prodotto un gran numero di slides esplicative, per chiarire volta per volta fattispecie complesse. In merito ai concetti di “giocata” e “deviazione”, dobbiamo far riferimento a questi schemi: Come potete notare, la “giocata” non dipende solo dalla volontà di toccare il pallone ma anche da altri presupposti. Quel che a noi interessa è un punto nella prima slide: c’è un chiaro movimento del calciatore verso il pallone? La risposta, a mio parere, è NO. Alex Sandro tocca sicuramente il pallone, non per un movimento cercato volontariamente ma come conseguenza del contrasto subito da Simeone. Ulteriori basi per valutare come corretta la scelta finale ci vengono fornite dalla “linee guida” UEFA: Da tali linee guida possiamo evidenziare che: – Alla voce “time” leggiamo che il tocco deve essere giudicato come deviazione (che non sana, dunque, una posizione di fuorigioco) nel caso in cui “(il giocatore) abbia avuto una reazione istintiva ed abbia giocato (il pallone) con scarsa qualità”; – Deve considerarsi come una “giocata deliberata” (volontaria) se il giocatore è in equilibrio e pronto ad intervenire sul pallone (aspetto che non ritroviamo in alcun modo nella fattispecie che stiamo approfondendo). Insomma, tutti gli elementi oggettivi portano a giudicare l’episodio come una semplice deviazione, priva dei connotati minimi per classificarla come una “giocata”, come tale utile a rimettere in gioco il calciatore in fuorigioco. Detto ciò, c’è un problema non da poco nella decisione assunta. La scelta è corretta ma la procedura è sbagliata. Perché? Come abbiamo già visto più volte, sono due le modalità di intervento del VAR: – “on field review” nel caso in cui si tratti di una valutazione dell’arbitro, al quale deve essere riservata la scelta finale; – non necessità di “on field review” nel caso in cui si tratti di semplice rilevazione di fuorigioco geografico. Sebbene la scelta finale sia stata per una posizione di fuorigioco (soluzione che condivido), in realtà Guida avrebbe dovuto effettuare una “on field review” poiché si tratta di una valutazione sulla qualità dell’intervento di Alex Sandro: i VAR non avevano il potere di giudicare ma solo di segnalare la necessità di rivedere l’azione, devolvendo al solo Guida la scelta finale. Al contrario, non chiamando l’arbitro al monitor, di fatto i VAR hanno avocato a sé il giudizio di merito sul tocco di Alex Sandro, assumendo una decisione che poteva prendere solo Guida. Piccolo inciso finale. Il regolamento è già complicato di suo, ritengo questo episodio uno dei più complessi che abbia mai visto. In casi come questo non importa quanto tempo si perda: che il gioco si fermi per 30 secondi o per 3 minuti e mezzo (come ieri sera) è aspetto marginale, la fretta porta spesso ad errori, come abbiamo visto tra la 21esima e la 22esima giornata. Bene così, le decisioni si assumono prendendo il tempo necessario e pazienza se il gioco rimane fermo: l’importante è arrivare alla decisione corretta. (...) lucamarelli.it EDIT: Per completezza, aggiungiamo a compendio della prima spiegazione un'ulteriore aggiunta di Luca Marelli nell'analisi degli episodi della domenica, durante la quale ritorna su Fiorentina-Juventus per smentire alcune bufale regolamentari Giornata con qualche spunto interessante e che risente ancora delle polemiche per la gara di Firenze, sulla quale mi soffermo brevemente, soprattutto per tagliare sul nascere le radici di un paio di colossali bufale regolamentari. Quali sono, dunque, queste assurdità, nate e cresciute sui social? Secondo talune fantasie, il tocco di Alex Sandro andrebbe ritenuto tale da sanare il fuorigioco di Benassi poiché: 1 – Alex Sandro ha toccato il pallone due volte; 2 – Il tocco deve essere considerato quale giocata poiché l’intenzione di Simeone non era quella di passare il pallone a Benassi ma di controllarlo e/o passarlo a qualcun altro. Sono onesto (come sempre): mi par quasi di essere offensivo nello spiegare il motivo per cui queste asserzioni siano totalmente campate per aria. Ma è altrettanto vero che queste tesi sono state sottoposte alla mia attenzione e, pertanto, mi sentirei poco rispettoso per chi legge se evitassi di rispondere. 1 – Che Alex Sandro tocchi il pallone una, due, sette, ventiquattro o centosessantaquattro volte non conta assolutamente nulla. Quel che conta, ai fini della decisione, è quel che ho evidenziato nell’approfondimento pubblicato sabato scorso e che trovate a questo link, in particolare sulla base del seguente schema: Secondo questo schema (che, ricordo, rappresenta la linea guida della UEFA) siamo di fronte ad una deviazione nel caso in cui il calciatore effettui un istintivo tentativo di giocare (per esempio cadendo), non abbia sufficiente tempo per giocare il pallone (per esempio perché il pallone viene calciato da dieci centimetri) oppure non si trovi in posizione di equilibrio (per esempio perché sbilanciato dall’avversario diretto). In nessun passaggio delle linee guida possiamo notare il benché minimo riferimento al numero dei tocchi e per un motivo ben preciso: non è un elemento di valutazione. 2 – Che Simeone, nel suo contrasto con Alex Sandro, non volesse indirizzare il pallone verso il giocatore in fuorigioco non ci interessa per niente, manca solo che l’arbitro sia tenuto a leggere nel pensiero di un calciatore. Se proprio vogliamo approfondire il tema, non ci resta che basarci sulla regola 11 (pagina 83), dedicata al fuorigioco e secondo la quale la posizione irregolare deve essere valutata secondo tali parametri: Ovviamente non viene minimamente citata l’intenzione del calciatore: quel che importa è la direzione del pallone, null’altro. Come sempre rispetto le opinioni di chiunque ma tendo a non essere particolarmente paziente nei confronti di chi tenta di impormi spiegazioni alternative inventando regolamenti e direttive. lucamarelli.it EDIT: ARRIVA LA CONFERMA ANCHE DA PARTE DELL'AIA: NON E' RIGORE. Estratto dal sito della gds:
  5. Un grazie a Guido Vaciago per non aver paura di dare spazio alla verità, visto che senza di lui la notizia non sarebbe stata ripresa da nessuno!
  6. Dopo il casus belli di Juve-Milan, cioè il rigore concesso alla Juve al 94° e 20'' per fallo di mano di De Sciglio, al di là delle polemiche milaniste (più sul campo che davanti ai microfoni) la cosa che più mi ha sorpreso è stata vedere come difronte ad alcuni moviole che hanno reputato LEGITTIMO il rigore concesso alla Juve (Sky, Rai, e vari quotidiani), ce ne fossero state altre che lo hanno giudicato "inesistente" in modo abbastanza perentorio (sorvolo su chi è rimasto nel dubbio senza prendere posizione). Tra queste ci sono quelle di Graziano Cesari di Sportmediaset e Francesco Ceniti della Gazzetta dello Sport. Più che il giudizio in sè mi lasciava sorpreso proprio questa perentorietà. Ho pensato... «ma come, con questi cacchio di falli di mano in area ormai si vedono concedere cose assurde, si sentono commenti di ogni tipo,,, "è sufficiente aumentare lo spazio di pertinenza", "interrompe un cross" ... addirittura anche dopo alcuni tackle in cui il giocatore appoggia il braccio a terra!... e stavolta bisogna sentire la nenia dell'involontarietà? Ma non se li ricordano i precedenti stagionali in cui loro stessi hanno affermato il contrario? Il movimento aumenta lo spazio corporeo creando un ostacolo, e da regolamento è rigore. Andassero a vedere tutti quelli concessi alla Roma, andassero a vedere nella giornata di Udinese-Roma e Fiorentina-Juve cosa riuscirono a fischiare a loro e a negare a noi su due episodi IDENTICI, invece di rompere le palle...» Mentre riflettevo in modo così "pacato" ho capito anche che avrei fatto prima ad industriarmi da solo, quindi, partendo proprio da un servizio di Premium Sport, ecco una breve ma istruttiva casistica stagionale sui falli di mano in area, in cui gli stessi moviolisti che si sono pronunciati contrari al rigore in Juve-Milan in altri casi avevano affermato l'esatto opposto. In pratica... si smentiscono da soli! http://www.dailymotion.com/video/x5el36y
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