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  1. Fiorentina – Juventus 0-2, arbitro Guida (...) Riavvolgiamo il “nastro” e torniamo al minuto 18 del primo tempo. Su una azione insistita della Fiorentina sulla fascia destra, Simeone contrasta Alex Sandro. Quest’ultimo perde il possesso del pallone che arriva sul piede di Benassi il quale crossa verso il centro trovando l’opposizione di Chiellini. Iniziamo proprio dalla fine: il tocco di braccio di Chiellini è punibile? Questi due fermo immagine ci dicono pochino, sebbene già si intuisca quanto avvenuto.La terza immagine toglie ogni dubbio: Il braccio sinistro di Chiellini, inizialmente lungo il fianco, è piuttosto largo e, soprattutto, molto alto. Aumento del volume corporeo, posizione innaturale, pallone che finisce direttamente sul braccio e successivamente sul petto. Bravo, molto bravo Guida a fischiare immediatamente. E mi preme sottolineare un aspetto. Questo sarebbe un tocco di mano punibile anche se il pallone avesse colpito prima il petto e poi il braccio. Chiariamo questo punto del regolamento: non è automatica la depenalizzazione di un fallo di mano se il pallone colpisce prima un’altra parte del corpo. In questo caso, se il pallone fosse finito prima sul petto e poi sul braccio di Chiellini, l’arbitro avrebbe dovuto punire ugualmente il tocco perché la posizione risulta innaturale, un ostacolo irregolare. Questo piccolo inciso per evidenziare ancora una volta quanto sia complesso il giudizio in merito alla fattispecie generica dei tocchi/falli di mano. Dopo un lungo VAR check, Guida revoca il calcio di rigore per far riprendere il gioco con un calcio di punizione indiretto, conseguenza di un fuorigioco che, inizialmente, era sfuggito praticamente a chiunque: Fuorigioco che appare netto: (immagine Sky) Il problema, però, non è tanto la posizione di Benassi (chiaramente oltre il penultimo difendente) ma quanto accade precedentemente. Un altro passetto indietro, dunque. Simeone contrasta Alex Sandro, passando il pallone in avanti. Immediatamente dopo il giocatore della Juventus tocca il pallone con il piede sinistro. La domanda a cui dobbiamo rispondere è la seguente: questo tocco di Alex Sandro deve essere interpretato come “giocata” oppure come semplice “deviazione”? Chiariamo: è un episodio terribilmente complicato, in pochissimi secondi accade di tutto. Perché non abbiamo ancora evidenziato tutte le criticità di questa azione: Simeone commette fallo su Alex Sandro? Così come affermai, dopo il famoso episodio Khedira / Acquah nel derby di Coppa (qui un approfondimento della gara) che l’azione fosse irregolare per fallo negligente del centrocampista della Juventus, allo stesso modo ritengo irregolare il contrasto di Simeone ai danni di Alex Sandro: Dinamiche leggermente differenti ma stesso concetto di base: toccare il pallone non significa contrasto regolare. Khedira nel derby e Simeone ieri sera hanno strappato il possesso del pallone all’avversario commettendo infrazioni che potevano essere punite. Torniamo al fuorigioco. La decisione è corretta. Per comprendere pienamente questo concetto, dobbiamo rifarci alle interpretazioni ufficiali dell’AIA e della UEFA. L’AIA, nel corso delle stagioni, ha sempre prodotto un gran numero di slides esplicative, per chiarire volta per volta fattispecie complesse. In merito ai concetti di “giocata” e “deviazione”, dobbiamo far riferimento a questi schemi: Come potete notare, la “giocata” non dipende solo dalla volontà di toccare il pallone ma anche da altri presupposti. Quel che a noi interessa è un punto nella prima slide: c’è un chiaro movimento del calciatore verso il pallone? La risposta, a mio parere, è NO. Alex Sandro tocca sicuramente il pallone, non per un movimento cercato volontariamente ma come conseguenza del contrasto subito da Simeone. Ulteriori basi per valutare come corretta la scelta finale ci vengono fornite dalla “linee guida” UEFA: Da tali linee guida possiamo evidenziare che: – Alla voce “time” leggiamo che il tocco deve essere giudicato come deviazione (che non sana, dunque, una posizione di fuorigioco) nel caso in cui “(il giocatore) abbia avuto una reazione istintiva ed abbia giocato (il pallone) con scarsa qualità”; – Deve considerarsi come una “giocata deliberata” (volontaria) se il giocatore è in equilibrio e pronto ad intervenire sul pallone (aspetto che non ritroviamo in alcun modo nella fattispecie che stiamo approfondendo). Insomma, tutti gli elementi oggettivi portano a giudicare l’episodio come una semplice deviazione, priva dei connotati minimi per classificarla come una “giocata”, come tale utile a rimettere in gioco il calciatore in fuorigioco. Detto ciò, c’è un problema non da poco nella decisione assunta. La scelta è corretta ma la procedura è sbagliata. Perché? Come abbiamo già visto più volte, sono due le modalità di intervento del VAR: – “on field review” nel caso in cui si tratti di una valutazione dell’arbitro, al quale deve essere riservata la scelta finale; – non necessità di “on field review” nel caso in cui si tratti di semplice rilevazione di fuorigioco geografico. Sebbene la scelta finale sia stata per una posizione di fuorigioco (soluzione che condivido), in realtà Guida avrebbe dovuto effettuare una “on field review” poiché si tratta di una valutazione sulla qualità dell’intervento di Alex Sandro: i VAR non avevano il potere di giudicare ma solo di segnalare la necessità di rivedere l’azione, devolvendo al solo Guida la scelta finale. Al contrario, non chiamando l’arbitro al monitor, di fatto i VAR hanno avocato a sé il giudizio di merito sul tocco di Alex Sandro, assumendo una decisione che poteva prendere solo Guida. Piccolo inciso finale. Il regolamento è già complicato di suo, ritengo questo episodio uno dei più complessi che abbia mai visto. In casi come questo non importa quanto tempo si perda: che il gioco si fermi per 30 secondi o per 3 minuti e mezzo (come ieri sera) è aspetto marginale, la fretta porta spesso ad errori, come abbiamo visto tra la 21esima e la 22esima giornata. Bene così, le decisioni si assumono prendendo il tempo necessario e pazienza se il gioco rimane fermo: l’importante è arrivare alla decisione corretta. (...) lucamarelli.it EDIT: Per completezza, aggiungiamo a compendio della prima spiegazione un'ulteriore aggiunta di Luca Marelli nell'analisi degli episodi della domenica, durante la quale ritorna su Fiorentina-Juventus per smentire alcune bufale regolamentari Giornata con qualche spunto interessante e che risente ancora delle polemiche per la gara di Firenze, sulla quale mi soffermo brevemente, soprattutto per tagliare sul nascere le radici di un paio di colossali bufale regolamentari. Quali sono, dunque, queste assurdità, nate e cresciute sui social? Secondo talune fantasie, il tocco di Alex Sandro andrebbe ritenuto tale da sanare il fuorigioco di Benassi poiché: 1 – Alex Sandro ha toccato il pallone due volte; 2 – Il tocco deve essere considerato quale giocata poiché l’intenzione di Simeone non era quella di passare il pallone a Benassi ma di controllarlo e/o passarlo a qualcun altro. Sono onesto (come sempre): mi par quasi di essere offensivo nello spiegare il motivo per cui queste asserzioni siano totalmente campate per aria. Ma è altrettanto vero che queste tesi sono state sottoposte alla mia attenzione e, pertanto, mi sentirei poco rispettoso per chi legge se evitassi di rispondere. 1 – Che Alex Sandro tocchi il pallone una, due, sette, ventiquattro o centosessantaquattro volte non conta assolutamente nulla. Quel che conta, ai fini della decisione, è quel che ho evidenziato nell’approfondimento pubblicato sabato scorso e che trovate a questo link, in particolare sulla base del seguente schema: Secondo questo schema (che, ricordo, rappresenta la linea guida della UEFA) siamo di fronte ad una deviazione nel caso in cui il calciatore effettui un istintivo tentativo di giocare (per esempio cadendo), non abbia sufficiente tempo per giocare il pallone (per esempio perché il pallone viene calciato da dieci centimetri) oppure non si trovi in posizione di equilibrio (per esempio perché sbilanciato dall’avversario diretto). In nessun passaggio delle linee guida possiamo notare il benché minimo riferimento al numero dei tocchi e per un motivo ben preciso: non è un elemento di valutazione. 2 – Che Simeone, nel suo contrasto con Alex Sandro, non volesse indirizzare il pallone verso il giocatore in fuorigioco non ci interessa per niente, manca solo che l’arbitro sia tenuto a leggere nel pensiero di un calciatore. Se proprio vogliamo approfondire il tema, non ci resta che basarci sulla regola 11 (pagina 83), dedicata al fuorigioco e secondo la quale la posizione irregolare deve essere valutata secondo tali parametri: Ovviamente non viene minimamente citata l’intenzione del calciatore: quel che importa è la direzione del pallone, null’altro. Come sempre rispetto le opinioni di chiunque ma tendo a non essere particolarmente paziente nei confronti di chi tenta di impormi spiegazioni alternative inventando regolamenti e direttive. lucamarelli.it EDIT: ARRIVA LA CONFERMA ANCHE DA PARTE DELL'AIA: NON E' RIGORE. Estratto dal sito della gds:
  2. Dopo il casus belli di Juve-Milan, cioè il rigore concesso alla Juve al 94° e 20'' per fallo di mano di De Sciglio, al di là delle polemiche milaniste (più sul campo che davanti ai microfoni) la cosa che più mi ha sorpreso è stata vedere come difronte ad alcuni moviole che hanno reputato LEGITTIMO il rigore concesso alla Juve (Sky, Rai, e vari quotidiani), ce ne fossero state altre che lo hanno giudicato "inesistente" in modo abbastanza perentorio (sorvolo su chi è rimasto nel dubbio senza prendere posizione). Tra queste ci sono quelle di Graziano Cesari di Sportmediaset e Francesco Ceniti della Gazzetta dello Sport. Più che il giudizio in sè mi lasciava sorpreso proprio questa perentorietà. Ho pensato... «ma come, con questi cacchio di falli di mano in area ormai si vedono concedere cose assurde, si sentono commenti di ogni tipo,,, "è sufficiente aumentare lo spazio di pertinenza", "interrompe un cross" ... addirittura anche dopo alcuni tackle in cui il giocatore appoggia il braccio a terra!... e stavolta bisogna sentire la nenia dell'involontarietà? Ma non se li ricordano i precedenti stagionali in cui loro stessi hanno affermato il contrario? Il movimento aumenta lo spazio corporeo creando un ostacolo, e da regolamento è rigore. Andassero a vedere tutti quelli concessi alla Roma, andassero a vedere nella giornata di Udinese-Roma e Fiorentina-Juve cosa riuscirono a fischiare a loro e a negare a noi su due episodi IDENTICI, invece di rompere le palle...» Mentre riflettevo in modo così "pacato" ho capito anche che avrei fatto prima ad industriarmi da solo, quindi, partendo proprio da un servizio di Premium Sport, ecco una breve ma istruttiva casistica stagionale sui falli di mano in area, in cui gli stessi moviolisti che si sono pronunciati contrari al rigore in Juve-Milan in altri casi avevano affermato l'esatto opposto. In pratica... si smentiscono da soli! http://www.dailymotion.com/video/x5el36y
  3. Dalla puntata di Calcio Champagne di ieri sera (dopo la moviola si parla anche dei danni allo spogliatoio) https://youtu.be/rLRkOPUw5fA
  4. Dopo che persino Cristiano Ruiu (!) ha ammesso che il rigore ci stava tutto, ecco la moviola di Lorenzo Fontani, moviolista di Sky Sport, sugli episodi chiave di Juve-Milan e, soprattutto, sul rigore concesso al 94° e 20'' alla Juve. Rigore LEGITTIMO, ecco perchè... http://www.dailymotion.com/video/x5ejvbt Con tanti saluti a Varriale: che possa risolvere presto i suoi problemi.
  5. Come si puo vedere al 0:28, e netta la simulazione di Albiol prima del rigore della Juve. https://www.youtube.com/watch?v=CherSUAdwJs Ma questo la stampa Italiana non mostrera mai.
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