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  1. Gara corretta, che rischia di accendersi solo a metà del secondo tempo, ma rientra subito nei binari. Al 4’ Chiellini contrasta regolarmente Icardi nel cuore dell’area. Al 6’ giusto giallo a Pjanic per l’entrata su Joao Mario. Al 16’ Matuidi in ritardo su Gagliardini, poteva starci l’ammonizione. Al 23’ manata di Cristiano Ronaldo a Skriniar: intervento involontario ma il difensore è costretto a medicarsi il naso sanguinante. Nella ripresa, in tre minuti, dal 9’ al 12’, vengono ammoniti Bentancur per un’entrata pericolosa su Gagliardini, Perisic per un fallo su Dybala, Brozovic per un intervento ancora sul numero dieci argentino. Gialli che Irrati spende per stemperare una tensione crescente. Nel recupero l’arbitro di Pistoia macchia un po’ la sua prestazione risparmiando il giallo a Mandzukic che stende Skriniar e allo slovacco che un minuto dopo dà un colpetto col gomito al croato. La Gazzetta dello Sport Contrasti ferrei, braccia al cielo e urla su ogni palla contesa. Irrati in fin dei conti non ha torto a resistere inizialmente alla tentazione di estrarre il giallo su tutto ciò che si muove. Lo fa subito per un fallo tattico di Pjanic su Joao Mario, e va bene. Risparmia invece Brozovic su Dybala, Icardi che schiaffeggia Pjanic con il piede, Cristiano che schiaffeggia Skriniar con la mano e Bentancur che falcia Icardi. Ecco, in quest’ultimo caso probabilmente la prudenza lo consiglia male. Se ne rende conto e improvvisamente cambia marcia. Anche perché i giocatori nel secondo tempo mollano il rastrello e prendono la vanga. In due minuti finiscono sulla lavagna Bentancur (a proposito: era diffidato, salterà il derby), Perisic e Brozovic, tutti senza potersi lamentare di alcunché. Il gioco si fa duro, la Juventus comincia a giocare e Cancelo è in posizione valida quando schizza sul lancio di Matuidi a ricevere il pallone che poi deporrà in area per Mandzukic. Due punizioni dal limite dell’area, una pericolosa per la posizione, calciata per l’Inter da Perisic e deviata in barriera da Matuidi (che l’aveva causata impedendo a Borja Valero di provare il destro); l’altra pericolosa giusto perché la tira Cristiano, e in questo caso il portoghese bastona la barriera. C’erano entrambe. Irrati è paziente, puntuale, chiaro nelle indicazioni. Un buon padre di famiglia. Lo aiuta il destino che sposta tutti gli eventuali episodi controversi nelle zone anonime del campo. Soprattutto si aiuta da solo, mantenendo la calma dei competenti. Il Corriere dello Sport
  2. Orsato non tradisce, fa una signora partita e ripaga la fiducia di Nicola Rizzoli, che ha individuato una sfida storicamente insidiosa (bravo, scelta coraggiosa) per il grande ritorno dell’arbitro di Schio con i bianconeri. Unica sbavatura: la mancata ammonizione di Ronaldo al 16’ per il fallo tattico su Simeone (il giallo al portoghese arriverà solo dopo il 3-0 e per un motivo assai opinabile). Giuste tutte le altre letture degli episodi più controversi (sono stati tantissimi). Al 25’ fa bene a non concedere il rigore alla Juventus per il mani di Biraghi sul cross di De Sciglio: la palla tocca prima la schiena, poi il braccio del terzino viola in scivolata. Come prevedono il protocollo e le recenti indicazioni di Rizzoli, Orsato consulta il Var Massa. Al 28’ Ronaldo a contatto con Pezzella: il difensore allarga il braccio per ostacolare il portoghese, che però si lascia cadere a terra troppo platealmente. Orsato legge bene e non concede il rigore né punisce la simulazione. Al 44’ Dybala chiuso nella morsa Edimilson-Milenkovic: giusto punire il primo fallo (dello svizzero), appena fuori dall’area di rigore. Arrivano punizione e ammonizione. Orsato è concentrato: al 46’ Gerson in contropiede si allunga il pallone e si lascia cadere, ma non inganna il direttore di gara che fa proseguire. Nella ripresa, al 19’ Milenkovic butta giù Cancelo al limite dell’area: basta il giallo. Al 24’ raddoppio bianconero: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, girata di Chiellini su cui prova ad avventarsi Ronaldo, senza toccare il pallone. Orsato convalida, Massa conferma la regolarità della posizione del portoghese. Al 33’ il direttore di gara concede un rigore alla Juventus per un mani di Edimilson sul cross di Mandzukic: il pallone sfiora prima il ginocchio del centrocampista viola, ma il braccio è troppo largo. Penalty da concedere secondo le prossime imminenti indicazioni dell’Ifab: dovremo farci l’abitudine. Ronaldo segna e spara il pallone in cielo: Orsato lo ammonisce, forse più perché non lo ha fatto un’ora e mezzo prima. La Gazzetta dello Sport Coraggioso, Rizzoli, nel riproporre Orsato con la Juventus proprio a Firenze, dopo il famigerato Inter-Juve dell’anno scorso. Il disagio da parte dell’arbitro era evidente. Un errore grave (Milenkovic era da rosso, nessuno se n’è accorto?), un dubbio (sul rigore) e un cartellino non fatto a Ronaldo, Orsato è rimasto in linea di galleggiamento. DA ROSSO Sullo 0-1, Milenkovic entra su Cancelo al limite dell’area viola: senza quel fallo, l’esterno della Juve sarebbe stato davanti a Lafont in completa solitudine, Milenkovic doveva essere espulso per aver interrotto una chiara occasione da gol.REBUS Il 3-0 per la Juve arriva su rigore, concesso da Orsato per un braccio di Edimilson sul cross di Mandzukic: i dubbi nascono dalla distanza fra i due (abbastanza vicini) e la congruità del gesto (il viola allarga la gamba destra e accompagna il gesto con l’identico movimento del braccio). Non c’è alcun tocco sul ginocchio (rotazione del pallone sempre uguale), il braccio è vicino alla soglia limite (4.40, se pensate alle lancette dell’orologio). RETE OK Ok il gol di Chiellini: è in gioco (c’è Milenkovic) sul colpo di testa di Cuadrado, poi Ronaldo (che va sul tiro/cross dunque interferisce con azione e avversari) è dietro la linea del pallone sul tocco del difensore. NO RIGORE Non è rigore la carambola sedere-schiena-braccio (che è quello d’appoggio, dunque è in terra da prima) di Biraghi sul cross di De Sciglio. Fonte: Corriere dello Sport
  3. BENE COLLUM SU PJANIC E BONUCCI NIENTE RIGORI Partita veloce e anche spigolosa. L’arbitro scozzese Collum riesce bene a tenerla, distribuendo parecchi cartellini gialli, tutti motivati a partire da quello a Bentancur. Nel primo tempo ci sono stati due episodi in area Valencia. Nel primo, Pjanic cade in area dopo un contrasto con Kondogbia. In effetti c’è un contatto, ma non così chiaro per un rigore e poi l’ex interista era anche in anticipo sul pallone. Nel secondo, Bonucci va giù dopo un corpo a corpo con Coquelin. C’è una leggerissima spinta del francese, non così «pressante» da motivare un calcio di rigore. Anche qui fa bene Collum a non intervenire. Nel secondo tempo, chiaro il fallo di mano, anzi braccio, con cui Dhiakaby segna. Gol senza alcun dubbio da annullare e giallo al difensore del Valencia. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. AUTOGOL FELIPE: CORRETTO FAR RIPETERE LA RIMESSA Al 9’ Gomis rimette corto dal fondo per Felipe, che tocca il pallone proprio mentre varca la linea dell’area di rigore. Sugli sviluppi dell’azione la Juventus recupera palla e segna la rete del vantaggio grazie ad un cross di Douglas Costa che Felipe mette nella propria porta, ma a quel punto l’arbitro La Penna ha già interrotto il gioco. Cosa ha sanzionato? Il direttore di gara ha ritenuto irregolare la rimessa del portiere della Spal, probabilmente perché il pallone non era completamente uscito dall’area quando lo ha intercettato Felipe (mentre non è chiaro se Mandzukic fosse dentro o fuori dall’area al momento del rinvio). Comunque, come prevede il regolamento, si riprende con una nuova rimessa dal fondo. Al 24’ Cuadrado simula al limite dell’area, manca il giallo. Al 29’ 1-0 juventino: regolare la partenza di Cristiano Ronaldo sul cross dalla destra. La Gazzetta dello Sport Ancora una buona partita per Federico La Penna: non difficilissima, ma è stato accettato da tutti, ha sempre tenuto alta la concentrazione, ha usato anche il brutto muso quando serviva (giallo a Bentancur). Corretto fermare il gioco sull’autogol di Gomis, il gol di Ronaldo è buono. IN AREA Veniamo al caso da scuola: Gomis rimette il pallone in gioco dal fondo e qui accadono due cose, con la prima che diventa - temporalmente - determinante sulla seconda: a) Mandzukic è all’interno dell’area e diventa punibile quando corre verso Felipe; b) Felipe tocca il pallone quando lo stesso ancora pizzica per un pelo la linea (ci vorrebbe la GLT), dunque non è ancora uscito completamente. Corretto fermare tutto (magari farlo prima...). Dal prossimo anno tutto questo cambierà, la regola verrà modificata, il pallone si potrà toccare (e lo potrà fare anche l’attaccante) quando è dentro l’area. Corriere dello Sport
  5. Al 34’ Benatia interviene su Bakayoko: per Mazzoleni merita l’ammonizione. Cinque minuti dopo, nell’area juventina lo stesso Benatia intercetta con il braccio sinistro un pallone toccato da Higuain. L’arbitro lascia correre, poi il Var Fabbri lo invita a rivedere l’episodio al monitor. Il tocco di Benatia è certamente incongruo, quanto basta per decretare il rigore (che Higuain sbaglia). È meno chiaro se sia intenzionale (Benatia muove il braccio verso il pallone oèil pallone che sbatte contro il braccio?) e se interrompa una promettente azione d’attacco o un semplice anticipo (Higuain avrebbe mantenuto il controllo della palla?). La nostra sensazione è che trattandosi comunque di una «promettente azione d’attacco» il braccio di Benatia avrebbe potuto meritare il giallo (quindi l’espulsione dello juventino). Al 34’ della ripresa, Chiellini trattiene Romagnoli in area e poi cade a terra: poteva starci il rigore, ma Mazzoleni fischia fallo in attacco. Infine, la cacciata di Higuain: fallo «imprudente» su Benatia, che può meritare l’ammonizione, poi perde la testa e Mazzoleni non vuole o non può far finta di non sentire: rosso diretto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  6. GOL REGOLARI E ALLA JUVE MANCA PURE UN RIGORE Al 5’ Dybala scatta in posizione regolare e raccoglie il lancio di Bonucci per l’1-0 della Juventus. Al 24’ ammonito Bertone per un intervento a gamba tesa su Mandzukic: giusto. Al 34’ Von Ballmoss respinge un tiro di Matuidi sui piedi di Dybala tenuto in gioco da Von Bergen: 2-0. Al 4’ della ripresa ancora Von Bergen che stavolta stende Dybala: l’arbitro Karasev non interviene ma è rigore clamoroso. Regolare anche il 3-0 bianconero: sul passaggio a Cuadrado Dybala non è in fuorigioco attivo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. Almeno tre episodi da chiarire, anche se nessuno eclatante. Non incidono sull’andamento della gara, ma lasciano qualche perplessità. Al 3’ lancio di Bonucci, Matuidi controlla, entra in area di rigore e viene sbilanciato da Calabresi: l’arbitro lascia proseguire, il Var non interviene non trattandosi di un episodio «chiaro ed evidente». Ma l’intervento del difensore del Bologna sembra effettivamente al limite. Al 3’ del secondo tempo, c’è un mani di Dzemaili nell’area del Bologna: il tocco è piuttosto evidente, ma Mariani lo considera del tutto fortuito, perciò non interviene. Ed evidentemente il Var Guida dalla cabina di regia è dello stesso avviso. A dieci minuti dal novantesimo,a risultato ormai acquisito, anche l’intervento di Benatia su Okwonkwo nell’area di rigore della Juventus sembra piuttosto ruvido: una spintarella del difensore marocchino c’è, l’arbitro non fischia, qualche dubbio resta. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Il clou della partita nel finale della ripresa, anche per l’arbitro Giacomelli. Al 33’ sugli sviluppi di una punizione di Pjanic ci prova Emre Can, ma il suo tentativo sbatte su Molinaro. Il braccio del difensore del Frosinone è effettivamente largo, ma il pallone sembra toccare la spalla. Emre Can protesta, ma Giacomelli lascia correre e non si capisce se nel frattempo si sia consultato con la Var. Comunque decisione giusta. Al 36’ Ronaldo, servito da un tiro smorzato di Pjanic, segna la rete dell’1-0. L’assistente Mondin non alza la bandierina, l’arbitro congela la decisione in attesa di delucidazioni dalla Var room, presidiata dal collega Mariani. Le immagini, ormai infallibili sui fuorigioco, dimostrano che nel momento in cui il pallone parte dal piede di Pjanic, CR7 è tenuto in gioco da Salamon. Questione di millimetri, ma il gol è buono. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Pronti via e la Juventus è in vantaggio: regolare il contrasto tra Mandzukic e Iacoponi, che pasticcia. Dall'altra parte Gagliolo interviene con l'anca su Pjanic: timide proteste, Doveri assicura di aver visto. Al 9' puliti e tempestivi gli interventi di Alex Sandro e Cuadrado per anticipare Di Gaudio nell'area piccola. Al 13' Pjanic con il piede a martello su Di Gaudio, giusta l'ammonizione. Al 40' bravo l'arbitro a cogliere la simulazione di Bernardeschi, con relativa ammonizione. Nella ripresa, da segnalare il brutto intervento nel finale di Cuadrado su Ceravolo: meritava il rosso. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. Partita senza episodi da Var. Al 13’ Chiellini aggancia il piede di Immobile, l’arbitro Irrati non se ne accorge: sarebbe stata punizione da buona posizione. Al 19’, al termine del primo assalto della Juventus, Ronaldo pizzica con le dita della mano sinistra il pallone lanciato dal tiro-cross di Bernardeschi: a norma di regolamento ci starebbe il giallo, ma impossibile vederlo a velocità normale. Al 30’, sul tiro da fuori di Pjanic che porta in vantaggio la Juve, Ronaldo è oltre la linea e proprio sulla traiettoria del pallone, ma non sembra coprire la visuale al portiere Strakosha. Alla fine del primo tempo Alex Sandro blocca una discesa di Marusic, sotto gli occhi dell’assistente Peretti, che non segnala: Irrati interviene comunque. Nella ripresa, al 22’ fischia un fallo molto dubbio a Milinkovic, che protesta. Giallo severo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Più ombre che luci nella direzione di Fabrizio Pasqua, che comunque arbitra con la giusta personalità una partita che si complica con l'andare dei minuti. I bianconeri lamentano due interventi da rigore della difesa del Chievo nel primo tempo al 9' Cacciatore sgambetta da dietro Cancelo che viene sbilanciato e caccia a lato da un'ottima posizione. Ma il contatto non è considerato evidente, perciò basta un "silent check" perchè il Var Mazzoleni suggerisce a Pasqua di non tornare sui suoi passi. Decisione che lascia perpessi. Al 36', poco prima che il Chievo pareggi, ancora Cacciatore cintura Cuadrado in area di rigore. Pasqua lascia proseguire senza tentennamenti, ritendendo il contatto veniale. Decisione più comprensibile della precedente, anche se resta qualche dubbio. Nel primo tempo manca anche un giallo a Dybala che colpisce intenzionalmente con il braccio. Nella ripresa, da cartellino arancione l'entrata di Radovanovic su Ronaldo: Pasqua lo ammonisce. Al 9' Giaccherini anticipa Cancelo che lo atterra: rigore solare. Al 17' Bernardeschi e Hetemaj si beccano, lo juventino appoggia la mano sul mento del finlandese, che esagera nel totolarsi a terra. Pasqua si limita a redarguirli. Al 42', l'episodio più controverso dellla partita; Mandzukic segna il gol del 3-2 (la palla oltrepassa nettamente la linea), ma nello sviluppo di un'azione viziata da un precedente tocco con il braccio di Ronaldo, Pasqua decide saggiamente di rivedere le immagini e fischiare la punizione al Chievo. Poi il 3-2 di Bernardeschi: quello buono. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. Fonte: calciomercato.com Non si può certo dire che sia la Bibbia nè che sia una testata favorevole alla Juve, ma in ogni caso questa classifica non viene mai citata da nessuno. Chissà perchè. Notare come il Napoli, insieme al Chievo, sia l'unica squadra a non avere subito errori contro.
  13. Orsato disastroso, prestazione assolutamente non all’altezza di un match di così alto profilo. Condiziona la partita con il rosso a Vecino, sbagliato, e con il secondo giallo non mostrato per due volte a Pjanic. Partiamo dai cartellini. Al 15’ pt Vecino insegue un pallone sul quale si fionda anche Mandzukic che lo anticipa in tackle: il contatto c’è, i tacchetti lasciano segni profondi, ma nella dinamica dell’azione Vecino non fa in tempo a tirare via il piede. C’è imprudenza ma non una vigoria sproporzionata: Orsato dà il giallo, poi va al video e mostra il rosso, sconfessandosi. Non utilizza lo stesso metro nell’ammonire Barzagli (45’ pt) che entra tardi sul piede di Icardi. Dopo l’errore su Vecino continua a infilarne altri. Grazia due volte Pjanic dal secondo giallo: al 28’ pt non fischia il pestone a Rafinha, al 12’ st non lo sanziona dopo un’entrata dura su Rafinha (giallo però a D’Ambrosio per proteste). Mancano altri gialli: al 35’ pt non viene proprio fischiata l’entrata di Alex Sandro ruvida e con gomito alto su Cancelo (proiettato verso l’area); al 38’ pt stessa sorte per l’evidente ostruzione di Cuadrado su Perisic; al 47’ st non viene fischiata. a spallata di Skriniar a Higuain, una entrata che andava certamente punita con il giallo se non con il rosso. Sul gol di Douglas Costa (1-0) il guardalinee Manganelli appare interdetto, il Var aiuta: sul cross di Cuadrado, Douglas Costa è in gioco; sarebbe finito in offside se Matuidi avesse spizzato la palla, ma non è così. Sbaglia però Manganelli a non alzare subito la bandierina sul gol di Matuidi poi annullato: è nettamente in fuorigioco al momento del cross e a centro area non c’è nessuna giocata di Skriniar (da rivedere il contatto con Higuain, come un intervento di Barzagli su Icardi nella ripresa). Il Corriere dello Sport Tanti gli errori, anche nei piccoli episodi: la spia della serata no. Certo, non è stato aiutato dal Var Valeri che anzi forse ha contribuito a far diventare il match un Mortirolo. Detto che il primo gol della Juve è regolare (Matuidi non tocca il pallone, Costa non è in offside), arriviamo al rosso per Vecino al 18’: entrata da arancione su Mandzukic, con tacchetti piantatisullo stinco del bianconero a terra dopo una scivolata. Orsato vede ed estrae il giallo: ci sta, perché è un episodio al limite. Valeri lo valuta come «chiaro errore» e invita il collega alla review. Una scelta, quella di Valeri, parecchio discutibile. Fatto sta che Orsato cambia il cartellino in rosso dopo aver passato pochi secondi al monitor, probabilmente avendo rivisto una sola immagine. L’espulsione pare eccessiva, il giallo non era un chiaro errore. Da qui in avanti Orsato rincorre la gara, sbagliando diverse valutazioni. La più grave: manca il 2° giallo per Pjanic quando nella ripresa frana in modo scomposto e imprudente su Rafinha (colpito al petto e al viso col gomito). Male anche l’assistente Manganelli: alla fine del primo tempo si perde il netto offside di Matuidi che segna il 2­0. Gol convalidato e poi cancellato dalla Var. Poco prima: tackle molto duro di Barzagli su Icardi (tacchetti alti sul polpaccio), anche questo da arancione e punito col giallo. Condivisibile (meno ripensando a Vecino). Sempre nel primo tempo manca una punizione all’Inter per il netto fallo di Sandro su Cancelo vicino al limite dell’area. Da punire anche l’ostruzione di Cuadrado su Perisic, giusto non intervenire per il contatto tra Pjanic e Rafinha. Nel recupero: Skriniar dritto su Higuain, manca la punizione dal limite per la Juve e minimo il giallo al difensore. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  14. Nel complesso non può raggiungere la sufficienza il pomeriggio beneventano dell’arbitro Pasqua, protagonista soprattutto quando il primo tempo è al tramonto. Prima annulla un gol confuso di Mandzukic per fallo di mano: decisione ok, ma il tocco figlio della caduta è involontario e, quindi, il giallo per il croato è esagerato.E poi allo scadere, quando Djimsiti sgambetta Pjanic nell’area campana, inizialmente non concede il penalty. «Salvato» dalla Var, è costretto a tornare sui suoi passi. Sul secondo rigore bianconero, nella ripresa, è assai più pronto: Higuain cade dopo un leggero contatto con Viola e, anche se l’argentino accentua parecchio, la decisione pare corretta. Anche il Benevento recrimina un paio di volte: ad esempio, quando Iemmello cade dopo un contatto con Szczesny che, però, prende la palla. Qualche dubbio in più, invece, su un corpo a corpo tra Benatia e Diabaté, mentre il punteggio era 2-2: molta confusione, trattenute reciproche e niente Var. La Gazzetta dello Sport Un passo indietro per Pasqua rispetto alle ultime, positive partite. Il contatto Djimsiti-Pjanic è rigore anche senza VAR, il cartellino giallo che manca qui lo dà poi a Mandzukic che invece non lo meritava. RIGORE SÌ Partiamo allora dal rigore su Higuain, che ha spaccato di nuovo la partita. Viola tocca prima lo stinco, poi pesta il piede dell’argentino, che di suo accentua (che bisogno c’è?) la caduta, traendo in inganno molti. Fra l’altro, il difensore giallorosso è l’unico che non protesta, resosi conto subito di quello che ha combinato. Pasqua aveva assegnato anche un altro rigore alla Juve, in questo caso ha avuto bisogno del VAR ed è sembrato strano: il contatto falloso però di Djimsiti su Pjanic è netto anche in diretta, la sua sicurezza nel negare sulle prime il fallo ha stupito. Fra l’altro, manca il cartellino giallo (non rosso perché comunque l’intervento è “genuino”, posto che fosse realmente occasione da gol). Giusto annullare la rete di Mandzukic: Sagna tocca il pallone (l’intervento può considerarsi non falloso ma di gioco), il bianconero in caduta ferma il pallone col braccio destro. Un movimento, però, colposo e non doloso, per questo il giallo è esagerato. Non c’è fallo di Szczesny su Iemmello: il portiere è in uscita, para, poi il contatto è inevitabile ma consono con l’intervento. Il Corriere dello Sport
  15. Sufficiente la direzione di Massa: coerente nelle scelte, anche quando decide di lasciar giocare su contrasti (specie nel primo tempo) al limite. Poche le sbavature, l’unica discussione si può fare sul colore del cartellino dato nel finale a Everton: il giocatore della Spal (entrato in campo da pochi minuti) si rende autore di un’entrata kamikaze su Barzagli, in netto ritardo e con le gambe quasi a tenaglia. Gli va bene perché l’arbitro concede un giusto vantaggio (la Juve aveva una buona azione d’attacco) eagioco fermo mostra il giallo al brasiliano, ma il rosso sarebbe stato più corretto. Per il resto, ok le ammonizioni per Kurtic, Schiattarella, Douglas Costa, Costa e Pjanic (solite proteste). Manca un giallo per Matuidi. La Gazzetta dello Sport Una Spal aggressiva contende subito ogni metro alla Juve. Schiattarella (3’) rischia, colpendo al volto Dybala, non visto da Massa. L’azione fallosa si ripete (21’). In questo caso l’arbitro rischia e reguardisce verbalmente a lungo Schiattarella. Il primo giallo del match lo rimedia (giustamente) Kurtic (in diffida, salterà la trasferta a Marassi col Genoa) per un brutto fallo a gamba tesa su Asamoah (arancione). A inizio ripresa manca un giallo a Matuidi per un paio di falli a metà campo. di Guido Gomirato. Poi, al 15’, arriva il giallo inevitabile a Schiattarella per un nuovo fallo su Dybala. Seguito da quello a Costa (20’) che mette giù Douglas Costa in accelerazione. Quattro minuti e la scena si ribalta: ammonito il brasiliano della Juve per un fallo analogo su Grassi. Fase calda del match: Mazza ammonisce (33’) Pjanic per proteste, dopo aver fischiato un fallo (che c’è) ad Alex Sandro. Finale rovente: giallo giusto anche a Everton Luiz per un colpo a Barzagli. Netto il fallo di Simic su Dybala in pieno recupero che genera l’ultima punizione del match. Il Corriere dello Sport
  16. Mariani tiene sotto controllo la gara e quando sale la temperatura usa i cartellini come tachipirina. Corretti i due mostrati a Mancini (falli su Higuain e Chiellini) in un batter di ciglia dopo la mezz’ora della ripresa. Ok pure il giallo per Benatia e De Roon impegnati in una lotta libera, mentre Matuidi segna il 2-0, in area atalantina. Ha la peggio la maglia bianconera, distrutta. C’è il tocco col braccio di Ilicic con l’arbitro che ferma la ripartenza. Nessuna ombra, infine, sull’1-0: Mancini perde palla senza subire fallo. La Gazzetta dello Sport Sembra una partita banale da dirigere. In realtà Mariani deve prendere alcune decisioni delicate e sembra azzeccarle. Higuain anticipa Mancini e poi corre a fare festa all’assist di Douglas Costa. L’atalantino protesta ma il fallo non si vede. Come non si vede, a parti invertite, irregolarità del medesimo Mancini su Dybala alla prima palla che rotola nell’area dei nerazzurri. Lecito discutere, invece, sull’occasione sottratta a Ilicic al 63’: Matuidi verticalizza a casaccio, lo sloveno alza il braccio per proteggersi, il pallone gli picchia sul gomito, in verità parecchio largo, e si ferma lì, lui parte in campo aperto e l’arbitro fischia il fallo. Mariani non ammonirebbe nessuno, ma gli strappano i cartellini di tasca. Specialmente Mancini (due in due minuti: trattenuta su Higuain, bastonata a Chiellini), Benatia e De Roon (che prima se le danno e poi se le promettono quando segna Matuidi). Benatia ci resta senza maglia e senza prossima partita: era diffidato. Il Corriere dello Sport
  17. Pesa sulla valutazione del polacco Marciniak la mancata concessione di un rigore alla Juve al 17’, sullo 0-0: Douglas Costa entra in area, Vertonghen lo aggancia in maniera evidente da dietro, ma inspiegabilmente l’arbitro non fischia un rigore solare (vedi foto). La rabbia è doppia 11’ dopo: belga ammonito per un intervento in ritardo su Dybala. Ha meno motivi per protestare il Tottenham su due episodi controversi. Un mani in area da terra di Chiellini: intervento «imprudente», ad alto indice di rischio, ma che pare involontario. E, sugli sviluppi di un corner, una trattenuta di Benatia su Vertonghen: il difensore del Tottenham riesce comunque a saltareecolpisce senza cercare il rigore. Tutto regolare sui due gol della Juve: all’alba dell’1-1 Lichtsteiner scatta sul filo del fuorigioco, ma in posizione regolare, come Dybala, servito da Higuain, per andare a segnare il 2-1. Invece è in fuorigioco (non segnalato) Kane quando colpisce di testa per il possibile 2-2: palo, poi pallone sulla linea spazzato da Barzagli. Il bianconero nel primo tempo aveva rischiato grosso, calpestando Son dopo un contrasto. Giusti i gialli per Dembélé (su Dybala), Alex Sandro (su Trippier da dietro), Pjanic, Benatia (entrambi diffidati) e Chiellini, tutti scomposti su Dele Alli, che poi merita l’ammonizione per un’entrata a gamba tesa su Khedira. Il tedesco viene invece perdonato quando trattiene platealmente per la maglia Dembélé. Fonte: La Gazzetta dello Sport Il Corriere della Sera
  18. In una sfida tesa e piuttosto fisica, il grosso delle polemiche si concentra su due episodi da rigore: a inizio partita Dybala si incunea e viene tamponato da dietro da Lucas Leiva. La caduta è un po’ accentuata e, anche se l’intervento è al limite, è giusta la decisione di Banti. Nel secondo tempo è Leiva ad essere tamponato da Benatia, con una gamba alta e un po’ scomposta. Mancano certezze assolute e, quindi, i presupposti del «chiaro errore» per l’intervento del Var, ma ci sono più dubbi rispetto al primo episodio: il rigore pare esserci. È giusto, invece, il fischio che rende inutile l’autogol di Lukaku al 29’ p.t.: sul calcio d’angolo, Rugani trattiene Radu. Qua e là abbondano gli interventi duri e sono giusti i gialli (a Luis Alberto, Luiz Felipe, Lulic, Lichtsteiner e Alex Sandro), ma ce ne starebbe pure qualcun altro: uno a Pjanic che travolge Immobile a palla lontana, uno a Lukaku per fallo di mano, uno a Parolo duro su Benatia in uscita. Fonte: La Gazzetta dello Sport Banti: prestazione insufficiente, con due errori piuttosto evidenti nella valutazione dei falli da rigore. All’appello manca anche qualche cartellino giallo, metro un po’ discutibile. Manca un rigore per parte. Al 6’ pt Dybala riceve palla in area, controlla e la protegge con il corpo mentre Lucas Leiva, partendo da lontano, arriva di gran carriera, non riesce a frenare, gli va addosso e lo butta giù. Banti ha un’ottima visuale, decide lui e il Var non interviene. Al 18’ st Benatia interviene su Lucas Leiva alzando la gamba sinistra: anche qui fallo evidente, ancora più del primo, c’era anche questo rigore. Al 27’ pt Lukaku su calcio d’angolo sbaglia porta ma non si può parlare di autogol annullato, visto che Banti aveva nettamente fischiato prima interrompendo l’azione. In questo caso prende la decisione corretta, visto che Rugani trattiene platealmente Radu (lo prende per un braccio) commettendo così fallo in attacco. Fonte: Il Corriere dello Sport
  19. Quella di Orsato non è stata di certo una prestazione brillante: da lui ci si aspetta sempre il meglio. In avvio decide per il solo fallo dopo l’intervento di Ansaldi su Pjanic: entrata da arancione, ci voleva almeno il giallo. La scelta costringe l’arbitro ad alzare l’asticella sui cartellini. Ok il gol della Juve passato all’esame Var per il duello tra Bernardeschi (autore dell’assist per Sandro, in posizione regolare) e Ansaldi: il bianconero poggia una mano sull’avversario che però va giù con troppa facilità. Nella ripresa Chiellini irruento e scomposto su Belotti: nello slancio rifila una manata al volto del granata. Orsato non fischia neppure fallo: ci stava il giallo per il difensore che però ha gli occhi rivolti sul pallone, il colpo non sembra voluto. La pensa così il Var Irrati che non interviene (non può farlo su cose simili). Nonostante questo, possibile la richiesta di prova tv della Procura federale. Manca, infine, un giallo a Costa. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  20. TORINO – JUVENTUS h.12.30 AE: ORSATO Daniele (Schio) AA1: DI FIORE Riccardo (Aosta) AA2: TEGONI Alberto (Milano) IV: BANTI Luca (Livorno) VAR: IRRATI Massimiliano (Pistoia) AVAR: VUOTO Gianluca (Livorno) Giornata opaca per il Direttore di gara. I granata fino al vantaggio di Sandro la buttano sull’intimidatorio, e trovano appoggio nel metro di giudizio di eccessivamente permissivo dal punto di vista tecnico e troppo clemente da quello disciplinare. Il concetto di fluidità di gioco viene portato avanti sino all’esasperazione, in maniera poco opportuna: giusto esimersi dal sanzionare contrasti ruvidi e prese di posizione particolarmente fisiche, ma parecchi fischi non arrivano, generando più di qualche mugugno in campo e fuori. Gestione disciplinare così così: strano come un’arbitro della caratura di Orsato non ravveda imprudenza in un contrasto che tende al grave fallo di gioco, e come il suo autore Ansaldi possa finire la partita senza essere ammonito nonostante i falli ripetuti. La giornata no del veneto si sintetizza nella sua passività alle proteste di Pjanic: è un atteggiamento rivedibile, tanto più se arriva da un arbitro che ha costruito l’intera carriera sull’autorevolezza. Se, nella sfida contro il Napoli, il modo in cui si è fatto rispettare da Higuain era da registrare e far vedere al corso arbitri, la gestione odierna è da dimenticare al più presto.
  21. Fiorentina – Juventus 0-2, arbitro Guida (...) Riavvolgiamo il “nastro” e torniamo al minuto 18 del primo tempo. Su una azione insistita della Fiorentina sulla fascia destra, Simeone contrasta Alex Sandro. Quest’ultimo perde il possesso del pallone che arriva sul piede di Benassi il quale crossa verso il centro trovando l’opposizione di Chiellini. Iniziamo proprio dalla fine: il tocco di braccio di Chiellini è punibile? Questi due fermo immagine ci dicono pochino, sebbene già si intuisca quanto avvenuto.La terza immagine toglie ogni dubbio: Il braccio sinistro di Chiellini, inizialmente lungo il fianco, è piuttosto largo e, soprattutto, molto alto. Aumento del volume corporeo, posizione innaturale, pallone che finisce direttamente sul braccio e successivamente sul petto. Bravo, molto bravo Guida a fischiare immediatamente. E mi preme sottolineare un aspetto. Questo sarebbe un tocco di mano punibile anche se il pallone avesse colpito prima il petto e poi il braccio. Chiariamo questo punto del regolamento: non è automatica la depenalizzazione di un fallo di mano se il pallone colpisce prima un’altra parte del corpo. In questo caso, se il pallone fosse finito prima sul petto e poi sul braccio di Chiellini, l’arbitro avrebbe dovuto punire ugualmente il tocco perché la posizione risulta innaturale, un ostacolo irregolare. Questo piccolo inciso per evidenziare ancora una volta quanto sia complesso il giudizio in merito alla fattispecie generica dei tocchi/falli di mano. Dopo un lungo VAR check, Guida revoca il calcio di rigore per far riprendere il gioco con un calcio di punizione indiretto, conseguenza di un fuorigioco che, inizialmente, era sfuggito praticamente a chiunque: Fuorigioco che appare netto: (immagine Sky) Il problema, però, non è tanto la posizione di Benassi (chiaramente oltre il penultimo difendente) ma quanto accade precedentemente. Un altro passetto indietro, dunque. Simeone contrasta Alex Sandro, passando il pallone in avanti. Immediatamente dopo il giocatore della Juventus tocca il pallone con il piede sinistro. La domanda a cui dobbiamo rispondere è la seguente: questo tocco di Alex Sandro deve essere interpretato come “giocata” oppure come semplice “deviazione”? Chiariamo: è un episodio terribilmente complicato, in pochissimi secondi accade di tutto. Perché non abbiamo ancora evidenziato tutte le criticità di questa azione: Simeone commette fallo su Alex Sandro? Così come affermai, dopo il famoso episodio Khedira / Acquah nel derby di Coppa (qui un approfondimento della gara) che l’azione fosse irregolare per fallo negligente del centrocampista della Juventus, allo stesso modo ritengo irregolare il contrasto di Simeone ai danni di Alex Sandro: Dinamiche leggermente differenti ma stesso concetto di base: toccare il pallone non significa contrasto regolare. Khedira nel derby e Simeone ieri sera hanno strappato il possesso del pallone all’avversario commettendo infrazioni che potevano essere punite. Torniamo al fuorigioco. La decisione è corretta. Per comprendere pienamente questo concetto, dobbiamo rifarci alle interpretazioni ufficiali dell’AIA e della UEFA. L’AIA, nel corso delle stagioni, ha sempre prodotto un gran numero di slides esplicative, per chiarire volta per volta fattispecie complesse. In merito ai concetti di “giocata” e “deviazione”, dobbiamo far riferimento a questi schemi: Come potete notare, la “giocata” non dipende solo dalla volontà di toccare il pallone ma anche da altri presupposti. Quel che a noi interessa è un punto nella prima slide: c’è un chiaro movimento del calciatore verso il pallone? La risposta, a mio parere, è NO. Alex Sandro tocca sicuramente il pallone, non per un movimento cercato volontariamente ma come conseguenza del contrasto subito da Simeone. Ulteriori basi per valutare come corretta la scelta finale ci vengono fornite dalla “linee guida” UEFA: Da tali linee guida possiamo evidenziare che: – Alla voce “time” leggiamo che il tocco deve essere giudicato come deviazione (che non sana, dunque, una posizione di fuorigioco) nel caso in cui “(il giocatore) abbia avuto una reazione istintiva ed abbia giocato (il pallone) con scarsa qualità”; – Deve considerarsi come una “giocata deliberata” (volontaria) se il giocatore è in equilibrio e pronto ad intervenire sul pallone (aspetto che non ritroviamo in alcun modo nella fattispecie che stiamo approfondendo). Insomma, tutti gli elementi oggettivi portano a giudicare l’episodio come una semplice deviazione, priva dei connotati minimi per classificarla come una “giocata”, come tale utile a rimettere in gioco il calciatore in fuorigioco. Detto ciò, c’è un problema non da poco nella decisione assunta. La scelta è corretta ma la procedura è sbagliata. Perché? Come abbiamo già visto più volte, sono due le modalità di intervento del VAR: – “on field review” nel caso in cui si tratti di una valutazione dell’arbitro, al quale deve essere riservata la scelta finale; – non necessità di “on field review” nel caso in cui si tratti di semplice rilevazione di fuorigioco geografico. Sebbene la scelta finale sia stata per una posizione di fuorigioco (soluzione che condivido), in realtà Guida avrebbe dovuto effettuare una “on field review” poiché si tratta di una valutazione sulla qualità dell’intervento di Alex Sandro: i VAR non avevano il potere di giudicare ma solo di segnalare la necessità di rivedere l’azione, devolvendo al solo Guida la scelta finale. Al contrario, non chiamando l’arbitro al monitor, di fatto i VAR hanno avocato a sé il giudizio di merito sul tocco di Alex Sandro, assumendo una decisione che poteva prendere solo Guida. Piccolo inciso finale. Il regolamento è già complicato di suo, ritengo questo episodio uno dei più complessi che abbia mai visto. In casi come questo non importa quanto tempo si perda: che il gioco si fermi per 30 secondi o per 3 minuti e mezzo (come ieri sera) è aspetto marginale, la fretta porta spesso ad errori, come abbiamo visto tra la 21esima e la 22esima giornata. Bene così, le decisioni si assumono prendendo il tempo necessario e pazienza se il gioco rimane fermo: l’importante è arrivare alla decisione corretta. (...) lucamarelli.it EDIT: Per completezza, aggiungiamo a compendio della prima spiegazione un'ulteriore aggiunta di Luca Marelli nell'analisi degli episodi della domenica, durante la quale ritorna su Fiorentina-Juventus per smentire alcune bufale regolamentari Giornata con qualche spunto interessante e che risente ancora delle polemiche per la gara di Firenze, sulla quale mi soffermo brevemente, soprattutto per tagliare sul nascere le radici di un paio di colossali bufale regolamentari. Quali sono, dunque, queste assurdità, nate e cresciute sui social? Secondo talune fantasie, il tocco di Alex Sandro andrebbe ritenuto tale da sanare il fuorigioco di Benassi poiché: 1 – Alex Sandro ha toccato il pallone due volte; 2 – Il tocco deve essere considerato quale giocata poiché l’intenzione di Simeone non era quella di passare il pallone a Benassi ma di controllarlo e/o passarlo a qualcun altro. Sono onesto (come sempre): mi par quasi di essere offensivo nello spiegare il motivo per cui queste asserzioni siano totalmente campate per aria. Ma è altrettanto vero che queste tesi sono state sottoposte alla mia attenzione e, pertanto, mi sentirei poco rispettoso per chi legge se evitassi di rispondere. 1 – Che Alex Sandro tocchi il pallone una, due, sette, ventiquattro o centosessantaquattro volte non conta assolutamente nulla. Quel che conta, ai fini della decisione, è quel che ho evidenziato nell’approfondimento pubblicato sabato scorso e che trovate a questo link, in particolare sulla base del seguente schema: Secondo questo schema (che, ricordo, rappresenta la linea guida della UEFA) siamo di fronte ad una deviazione nel caso in cui il calciatore effettui un istintivo tentativo di giocare (per esempio cadendo), non abbia sufficiente tempo per giocare il pallone (per esempio perché il pallone viene calciato da dieci centimetri) oppure non si trovi in posizione di equilibrio (per esempio perché sbilanciato dall’avversario diretto). In nessun passaggio delle linee guida possiamo notare il benché minimo riferimento al numero dei tocchi e per un motivo ben preciso: non è un elemento di valutazione. 2 – Che Simeone, nel suo contrasto con Alex Sandro, non volesse indirizzare il pallone verso il giocatore in fuorigioco non ci interessa per niente, manca solo che l’arbitro sia tenuto a leggere nel pensiero di un calciatore. Se proprio vogliamo approfondire il tema, non ci resta che basarci sulla regola 11 (pagina 83), dedicata al fuorigioco e secondo la quale la posizione irregolare deve essere valutata secondo tali parametri: Ovviamente non viene minimamente citata l’intenzione del calciatore: quel che importa è la direzione del pallone, null’altro. Come sempre rispetto le opinioni di chiunque ma tendo a non essere particolarmente paziente nei confronti di chi tenta di impormi spiegazioni alternative inventando regolamenti e direttive. lucamarelli.it EDIT: ARRIVA LA CONFERMA ANCHE DA PARTE DELL'AIA: NON E' RIGORE. Estratto dal sito della gds:
  22. L'episodio più decisivo della partita è forse il rigore tolto alla Fiorentina. Succede tutto dopo 18’: cross di Benassi e tocco con il gomito di Chiellini. Guida lo punisce con il penalty e fa bene: il difensore aspetta il cross con le braccia dietro la schiena, poi al momento del tiro le allarga in modo sospetto, aumentando il volume del corpo. Veretout piazza il pallone sul dischetto e aspetta. L’attesa durerà oltre 3’. Come mai? Il Var Fabbri dopo aver passato in rassegna le immagini per confermare il «mani» si dedica a rivedere l’intera azione d’attacco e scopre un fuorigioco di Benassi. Tutto chiaro? Non proprio perché la dinamica necessita un altro approfondimento: Simeone attacca Alex Sandro al limite (forse oltre) del fallo, con la punta sposta il pallone che va verso l’interno e carambola sul piede di Alex Sandro in caduta per poi finire a Benassi. E’ una giocata quella del bianconero? No, perché è del tutto casuale con un pallone arrivato in modo inaspettato. E poco importa che senza l’ultima deviazione la palla non sarebbe mai finita a Benassi: per la valutazione del fuorigioco conta l’ultimo tocco viola, anche se non era un passaggio. Rebus risolto dal Var e qui arriviamo all’unico punto debole di tutta la filiera: sarebbe stato meglio se la responsabilità di questa valutazione (giusta) fosse ricaduta sulle spalle di Guida che avrebbe dovuto quindi rivedere l’azione, togliendo lui il rigore. Per il resto, buona direzione. E’ okay il 2-0 di Higuain, manca però un giallo a Pjanic. Fonte: La Gazzetta dello Sport Pallone sul dischetto per quasi 4’ (record), prima del cambio di decisione da parte di Guida, che si fida dei Var Fabbri e Di Fiore. E fa male, molto male Al 17’pt Benassi crossa da destra. Chiellini dentro l’area si oppone con un braccio-gomito sinistro (che si allarga al momento del cross): Guida non ha dubbi. Rigore. Iniziano le proteste della Juve, con Veretout pronto a battere. Passano i minuti, Guida fa il segno del check dei Var ma non va a controllare e dopo 4’ cancella il penalty assegna un calcio di punizione per la Juve. Motivo? Fuorigioco di Benassi, secondo l’analisi di Fabbri e Di Fiore. In realtà la palla all’ex Torino la fa arrivare Alex Sandro, pressato da Simeone. Forse c’è un fallo dell’attaccante sul difensore ma nessuno sanziona quella azione. Una serie di errori gravi. I gol della Juve senza macchia. Giusta la punizione per fallo di Badelj su Bernardeschi e regolare la posizione di Higuain sul contropiede del 2-0. Fonte: Il Corriere dello Sport
  23. Valeri dirige «all’inglese» una sfida spigolosa. In questa ottica va inquadrata l’azione che porta al vantaggio della Juve, con Mandzukic in tackle su De Roon: contrasto ruvido, ma il bianconero colpisce netto il pallone mentre l’atalantino dà la sensazione di accentuare il contatto, lasciandosi cadere. L’arbitro fa continuare (coerente col metro attuato nei 90’, una riprovaèil non fischio sul duello Toloi-Higuain appena fuori l’area bergamasca) e Higuain insacca una volta superato Masiello. Gol ok e la Var conferma. Sempre nel primo tempo c’è il rigore per l’Atalanta: mani di Benatia. Dato da Valeri dopo aver visto il replay alla Var: punito il braccio largo del difensore, uno dei parametri usati nel rebus volontario/involontario. Certo, Benatia è sorpreso dal buco di Cornelius e si poteva optare per il non fischio, ma sui tocchi simili è decisiva l’interpretazione (soggettiva). E quindi la scelta di Valeri ci sta. Per il resto, entrata da arancione di Masiello su Bernardeschi: ammonito. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  24. Fino al 32’ era stata una partita tranquilla: poi l’ammonizione a Higuain che chiede il giallo per Dainelli, e le due a Bastien che danno una prima svolta alla partita. Definire ingenuo il belga è riduttivo: il primo giallo arriva per un intervento irruento su Asamoah, il secondo è un’inutile trattenuta ancora sul ghanese (anche lui ammonito in precedenza per aver saltato con il gomito sulla nuca di Cacciatore) sotto gli occhi di Maresca. Che nella ripresa espelle anche lo stesso Cacciatore: il difensore, dopo un colpo di testa nell’area juventina bloccato da Szczesny, resta a terra e, visto l’ingresso dei medici gialloblù (che non arriveranno comunque a soccorrerlo), sarebbe tenuto a uscire dal campo e rientrare solo dopo l’ok dell’arbitro. Correndo fuori dopo essere stato invitato a uscire, Cacciatore mima il gesto delle manette (ripetuto due volte), che nel 2010 costò tre giornate di squalifica a Mourinho: il guardalinee Giallatini lo segnala a Maresca. Che si limita ad applicare il regolamento, punendo con il cartellino rosso il gesto offensivo e plateale di Cacciatore. Le manette di Mou... ...e quelle di Cacciatore. Fonte: La Gazzetta dello Sport Il recupero azzerato Ma la differenza reti In condizioni normali, tra l’espulsione di Cacciatore, i cambi e le perdite di tempo, il recupero giusto nella ripresa di Chievo-Juve sarebbe stato di 5’ o 6’. Maresca, invece, ha fischiato la fine al 90’ esatto, nonostante avesse inizialmente indicato 5’ di recupero ai suoi collaboratori. Cosa è successo? Probabilmente Maresca ha comunicato con il quarto uomo Chiffi pochi istanti prima del gol di Higuain che all’88’ ha chiuso la partita. A quel punto, visto il vantaggio di due gol e di due uomini della Juve, Maresca ha cambiato idea (Chiffi non ha alzato il tabellone luminoso) senza aver interpellato Allegri («Non so che dire, l’arbitro ha fischiato e sono andato via») e Maran («Non mi sono reso conto di niente, ero arrabbiato per altre cose»). A prescindere da come sia maturata, la decisione di Maresca resta discutibile: la differenza reti, infatti, è la seconda discriminante in caso di arrivoapari punti dopo lo scontro diretto. Semplificando, se Juve e Napoli chiudessero a pari punti e se allo Stadium Sarri vincesse 1-0, lo scudetto sarebbe assegnato in base alla differenza reti (al momento +37 Juve, +32 Napoli). Magari a gennaio non ci si pensa, ma giocando per 5’ in 11 contro9si può provare a migliorare la differenza reti. La Gazzetta dello Sport
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