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  1. Al 25’ Meret esce a valanga su Ronaldo lanciato verso la porta. Il portoghese vola a terra per evitare lo scontro con il portiere del Napoli, non c’è un’immagine che chiarisca se il contatto ci sia stato (con la scarpa sembrerebbe toccare il malleolo di Ronaldo), ma Rocchi punisce comunque il movimento di Meret che alza il piede destro per fermare l’avversario dopo che questo ha spostato il pallone. Corretta la decisione di estrarre il rosso, come quella di non riguardare l’episodio con una review, non trattandosi nel caso di un errore chiaro ed evidente. Nella ripresa, al 3’ Pjanic, già ammonito, intercetta intenzionalmente il pallone con il braccio: gesto istintivo, ma meritevole della seconda ammonizione. Al 36’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fabian Ruiz calcia al volo e la palla sbatte sul braccio destro di Alex Sandro. La distanza è ravvicinata ma il braccio troppo largo: oppone ostacolo ad un tiro che sarebbe passato, da punire anche in base alle ultime indicazioni dell’Ifab. Bene fa il Var Irrati a suggerire la review e la conseguente correzione. La Gazzetta dello Sport Una partita ricchissima di episodi. L’internazionale di Firenze, Gianluca Rocchi, al netto delle tante decisioni cruciali che ha preso (e anche bene), s’è perso solo il secondo giallo per Koulibaly (su Dybala), posto che sul primo ha adottato lo stesso metro usato per il rosso a Meret (parola chiave: “negligente”) per chiara occasione da gol. Giusta la seconda ammonizione data a Pjanic (quelli bravi la chiamano SPA, Stop Promising Attack), giusto (dopo review) il rigore dato al Napoli. Tre gesti che fanno capire la sua serata: ferma il gioco al minuto 13 (l’assistente Tonolini si mette davanti al pallone già piazzato per l’angolo) per l’omaggio ad Astori, dà una carezza sia a Meret che a Pjanic dopo i rossi. NEGLIGENTE. Ronaldo lanciato da un errato passaggio di Malcuit, sposta il pallone, Meret esce dall’area, con lo scarpino destro struscia appena il tacco sinistro di CR7. Contatto quasi nullo, ma l’uscita del portiere del Napoli può essere considerata “negligente”, considerando che è fuori dall’area di rigore (ed il portiere perde le sue “garanzie” che gli derivano dal ruolo) ma soprattutto visto che il regolamento, alla voce “calcio di punizione diretto” indica anche «Sgambettare o tentare di sgambettare». Questo spiega anche il mutismo del VAR (Irrati, non uno qualsiasi) SECONDO OK. Corretta la lettura sul secondo giallo dato a Pjanic: il giocatore della Juve blocca, andando in quella direzione con il braccio sinistro non larghissimo (ma l’intenzione è quella di colpire il pallone), un filtrante di Allan in verticale. RIGORE DA VAR. Di difficile da vedere in campo (c’è il corpo del giocatore bianconero a nascondere il contatto), fa bene Irrati a richiamare Rocchi all’OFR (On Field Review). Il tiro di Fabian Ruiz struscia il petto di Alex Sandro (diverso se ci avesse proprio sbattuto sopra)e finisce sul braccio destro che è largo e per le nuove interpretazioni punibile. RISCHIO. Dicevamo dell’errore commesso da Rocchi: a 4’ dalla fine, ammonisce Koulibaly per un’entrata in scivolata su Emre Can (non lo tocca, ma ha usato lo stesso metro di Meret), pochi minuti dopo commette un fallo duro su Dybala, ne nasce un parapiglia, ma il secondo giallo non esce. Fonte: Il Corriere dello Sport
  2. MANCANO DUE AMMONIZIONI CANCELO RISCHIA, MA È GIALLO A metà del primo tempo Emre Can non tira indietro la mano: tocco ingenuo, inevitabile il giallo. Giusta anche l’ammonizione di Salomon, che fa l’errore capitale di metterla sul fisico con Mandzukic: il croato riesce a scappargli via e la strattonata si traduce in sanzione. Mandzu riceve parecchi falli sparsi: durante un contrasto aereo, Goldaniga allarga il braccio e meriterebbe l’ammonizione. Stesso metro di giudizio sul braccio di Chiellini troppo vicino Ciano: in entrambi i casi Giua sbaglia a non intervenire. Nel secondo tempo Capuano è ammonito perché «stecca» da dietro Mandzu. Lo stesso croato, invece, sfiora il cartellino quando scivola un po’ troppo su Viviani: protesta molto, ma il contatto c’è. Neanche il tempo di entrare e Pjanic subisce una sbracciata sulla testa di Cassata: altro giallo ok. Chi rischia qualcosa di più è, invece, un ingenuo Cancelo: si vendica di un gomito sospetto di Paganini, colpendolo in corsa subito dopo. Niente rosso: Giua estrae solo il giallo. La Gazzetta dello Sport
  3. Al 3’ Djuricic ruba palla a Rugani e si presenta a tu per tu con Szczesny, molto bravo a deviare il pallone in anticipo sull’esterno del Sassuolo, che poi rovina a terra. Impossibile stabilire chi travolga l’altro, fa bene Mazzoleni a lasciar correre. Decisione confermata dopo il ricorso alla review. Nella ripresa, al 7’ viene annullato per fuorigioco un gol di Cristiano Ronaldo, che aveva messo in rete imbeccato da Bernardeschi. La chiamata dell’assistente è corretta. Al 24’ Sensi devia col braccio un cross di Bernardeschi, ma il braccio è attaccato al corpo, giusto lasciar proseguire La Gazzetta dello Sport Solita partita di Mazzoleni, incapace di decidere (guardate cosa fa sull’episodio Szczesny-Djuricic), che dovrebbe invece essere - decidere - il verbo arbitrale. SENZA SE E MA Ci sono due momenti temporalmente parlando dell’uscita di Szczesny su Djuricic: 1) colpisce col il ginocchio sinistro il piede destro di Djuricic che ha spostato il pallone (suo ancora il possesso); 2) solo dopo il n.1 tocca il pallone (possesso per la Juve). Era rigore, con pochi dubbi, Mazzoleni non decide, aspetta che Maresca al VAR lo chiami alla OFR. Proprio qui doveva cogliere i due momenti (potevano sembrare contemporanei live). POCHI DUBBI Ok annullare il gol di Ronaldo: oltre Magnani e Lirola sul passaggio di Bernardeschi. Bourabia tocca da distanza ravvicinata, Rugani col fianco (e braccia attaccate al corpo): mai rigore (ma neanche il pensiero). Cross di Bernardeschi, davanti Sensi ha il gomito sinistro vicino al corpo, il fatto che non sia proprio attaccato attaccato ha fatto nascere qualche dubbio. Corriere dello Sport
  4. IACOPONI-CACERES: NON È RIGORE, OK VAR Al 21’ il Parma chiede un rigore, ma sbaglia: contrasto aereo tra Gagliolo e Mandzukic, il croato devia il pallone di testa, non con il braccio. Il silent check del Var (Chiffi) conferma la scelta di Giacomelli. Al 28’, giallo esagerato a Scozzarella che respinge il tiro di Spinazzola con il braccio. Al 45’ Giacomelli assegna un rigore alla Juve per una trattenuta di Iacoponi su Caceres che non c’è: Chiffi gli suggerisce di andare al monitor,e umilmente l’arbitro torna sui suoi passi. Nella ripresa, al 14’ ancora Iacoponi protagonista: intercetta il tocco di Bernardeschi con il petto, non con il braccio. Qui Giacomelli sceglie subito bene La Gazzetta dello Sport Riuscire a sbagliare quello che c’è da sbagliare è un’arte. A Giacomelli, fra l’altro, riesce benissimo. Regala un rigore alla Juve (si vedeva live che era stato Caceres a tirare l’avversario), gliene nega uno abbastanza clamoroso (tutta colpa del... palo), dà sempre l’impressione di fischiare dove spira il vento. RIGORI SÌ E NO Cross in area del Parma, Caceres trattiene Iacoponi per il braccio sinistro, poi va a terra. Senza VAR sarebbe stato un errore clamoroso (e Giacomelli sostiene pure la sua tesi con protervia con i difensori del Parma). Lo salva Chiffi al VAR, review che dura un secondo. Non interviene invece sul calcio di Gagliolo su Khedira, netto: il bianconero colpisce il palo e questo fa sì che il pallone possa tornare nella sua disponibilità senza quell’intervento. Mai penalty il tocco di petto (braccia al corpo) di Icoponi. DISCIPLINARE Va bene a Barillà: l’intervento su Khedira è brutto, piede a martello, per fortuna (di tutti) basso. Inventato il giallo a Scozzarella: pallone sul fianco, non era neanche punizione. Il Corriere dello Sport
  5. DUBBI SUL MANI DI WALLACE RIGORE OK: LULIC TRATTIENE ● Al 36’ controllo scomposto nella sua area di Wallace, che in scivolata intercetta il pallone prima con la gamba e poi con il braccio molto largo. Un gesto che in gergo si definisce «negligente». Guida valuta la chiara involontarietà ma non l’eventuale colposità: resta più di qualche dubbio (del resto per episodi simili in più di un’occasione si è ricorso alla review). Nella ripresa, al 4’ scintille per una manata di Lucas Leiva a Matuidi, che reagisce: Guida fa bene ad ammonire entrambi. Al 30’ pareggio della Juventus: azione sulla sinistra di Bernardeschi che mette la palla in area per il tiro di Dybala respinto da Strakosha proprio sui piedi di Cancelo. Nell’occasione qualche dubbio su una posizione di fuorigioco di Ronaldo, che comunque non interferisce. Al 42’ non sfugge a Guida la trattenuta di Lulic su Cancelo prima ancora che arrivi in area il tiro cross di Bernardeschi (in posizione regolare). Giusto assegnare il rigore, poteva starci anche l’ammonizione di Lulic. La Gazzetta dello Sport CdS: Trattenuta più contatto sulla gamba: è rigore Partita più che buona per Guida, aiutato dall’assistente Carbone (perché se pensiamo ad un suggerimento VAR fuori protocollo nell’attesa fra il fallo e il fischio....) nell’episodio che ha deciso la partita. RIGORE Partiamo dalla fine, allora: prima ancora che Bernardeschi tiri (o suggerisca dentro), Lulic aggancia il braccio destro di Cancelo e lo trattiene. C’è, anche un contatto basso, con la gamba sinistra del giocatore della Lazio che tocca il destro dell’avversario, che finisce per autosgambettarsi. Guida non fischia subito, passano dieci lunghissimi secondi, poi l’arbitro indica il dischetto e non va a rivedere le immagini, il che induce a pensare che sia stato l’assistente numero uno, Carbone, a segnalarglielo. NO RIGORE Doppio episodio nel primo tempo: piccole proteste per un sospetto tocco di braccio destro di Bastos (ma sembra controlli prima colpetto, comunque fuori area) e subito dopo di Wallace (ma in scivolata sta allontanando il pallone e si calcia sul braccio che è a terra dopo la caduta). DISCIPLINARE Equilibrato da un punto di vista disciplinare: 7 gialli, 4 doppi, buon vantaggio su quello a Milinkovic. Il Corriere dello Sport
  6. Una voce fuori dal coro quella di Alessandro Renica. L'ex giocatore del Napoli, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, va controcorrente: "Juve aiutata in Supercoppa? Dico la verità: basta parlare delle stesse cose. Da 40 anni sento sempre gli stessi discorsi, tanto che alcune volte si parla di favori per la Juve così da creare alibi per le mancate vittorie. Non mi interessano più queste cose. Il Napoli può vincere l'Europa League". tuttojuve Renica > Bruscolotti
  7. La finale di Supercoppa tra Juventus e Milan ha visto protagoniste le solite polemiche strumentali e fittizie, nuovamente costruite sul "sentimento" anti-juventino e con la volontà di creare alibi ad un società in evidente declino. Facciamo chiarezza innanzitutto sulla bontà dell'arbitraggio di Luca Banti, fischietto messo alla forca per episodi tutt'altro che poco chiari. Andiamo con ordine, e iniziamo dai falli in area: 1 - Banti non ritiene da calcio di rigore un tocco con il braccio di Zapata all'interno dell'area del Milan. Il cross di Ronaldo è, però, intercettato dal difensore colombiano in modo molto sospetto. Il braccio, infatti, è tutt'altro che aderente al corpo. Contravvenendo alle indicazioni di Rizzoli, Guida al VAR non "consiglia" a Banti una review... sbagliando. Con l'interpretazione fornita in tutto il campionato di Serie A 18/19 questo contatto era punibile con il calcio di rigore. Due errori, dunque. Mancata review e mancato rigore. Per un’ulteriore “chiarezza”, che è quella che ci preme, possiamo aggiungere che un episodio di cui si è parlato pochissimo, e che al contrario è molto importante, è stato giudicato come meritevole della massima sanzione, quindi del rigore, sia dall'ex designatore Paolo Casarin che dall’ex arbitro Luca Marelli, dal cui blog alleghiamo anche l’immagine abbastanza esplicativa su dove fosse il braccio di Zapata al momento del cross e dove al momento del tocco con la mano. 2 - Banti e la Rai non ravvedono (ma questa non è una novità, no?!) un contatto tra il giovane Paquetà e Cristiano Ronaldo all'interno dell'area di rigore del Milan. Latitano le immagini e le discussioni su questo episodio (forse perchè contro la Juventus?!) eppure il contatto e la negligenza del tocco sembrano piuttosto palesi. Episodio che lascia solo un dubbio. Fosse successo nell'area di rigore opposta...davvero non avremmo avuto neppure un replay? Davvero l'allenatore o il capitano avversario avrebbero glissato? Parliamo di un episodio lampante e di un secondo calcio di rigore negato... In questo caso, per esempio, Marelli non ha potuto esprimersi ulteriormente avendo solo un’immagine a disposizione. Noi cerchiamo di andare oltre e aggiungiamo ulteriori elementi di supporto. Un primo video rallentato e zoommato…  … ed un ulteriore video zoommato con vari reverse. Ingranditelo e guardatelo tutto, perché è abbastanza esplicativo di come Paquetà entri direttamente sia sulla gamba di appoggio di CR7 (la destra) che quella che sta caricando il tiro (la sinistra): QUINDI IN QUESTO MOMENTO SIAMO A DUE RIGORI NEGATI ALLA JUVE (O "MERITEVOLI" QUANTOMENO DI RECRIMINAZIONI) E NESSUNO AL MILAN. 3 - A pochi minuti dal termine, Conti reclama un calcio di rigore per il contatto con Emre Can. Su questo episodio vanno chiariti due aspetti. Il primo è che solo l'arbitro può decidere di iniziare una review, gli altri arbitri a supporto (arbitro VAR compreso) possono solo consigliargliela. Il secondo, ancora più importante, è che la review non avviene in caso di "possibile errore" e in questo episodio di certezze ce ne sono ben poche. Emre Can probabilmente tocca Conti, il quale però sta tentando una giocata volante e in particolare di colpire in acrobazia il pallone. Riesce a compiere la propria giocata regolarmente con il piede destro ed è forse proprio in quel momento che Emre Can lo tocca sul piede sinistro (già in aria). Considerata la dinamica appena descritta questo non sembra essere calcio di rigore. A questo si aggiunge che lo stesso Conti trattiene vistosamente la maglia di Can per mantenere l'equilibrio al fine di completare il colpo di tacco. Banti, poco distante, e anzi in posizione perfetta, attribuisce la medesima lettura all'episodio. Tutt'altro che oggettivo, tutt'altro che rivedibile al VAR. Già questo basterebbe per affievolire le tante voci che circolano riguardo un utilizzo del VAR pro Juventus. Da quest'altra gif a maggiore qualità sembra proprio che Can non tocchi il piede di Conti (cosa ingannevole dal primo replay invece). Facendo click sulla gif col tasto destro è anche possibile rallentare l'azione Va detto che in questo caso i pareri sono stati discordanti. Nel post-partita di RaiSport abbiamo visto come per tutti i presenti in studio non si trattasse di calcio di rigore; secondo Luca Marelli lo era, mentre per Paolo Casarin rimane "dubbio", e in tal senso si esprime su Corriere della Sera:"situazione dubbia sulla quale Banti si assume la piena responsabilità. Bastava un controllo al monitor, con probabile conferma della sua decisione, per chiudere meglio la gara". [Per inciso, siccome si è discusso molto anche dei voti a Banti, Casarin gli dà 5,5 per avere, in sintesi, maggiormente danneggiato la Juve, negandole un rigore per fallo di mano di Zapata, avendo bisogno del var per il rosso a Kessie, che in un primo momento era giallo, e per non essere andato a vedere il var sull'ultimo episodio su Conti, giudicandolo però "dubbio" e probabilmente confermato come "nullo" in caso di review]. ALTRI EPISODI 4 - Banti, richiamato da Guida e quindi al VAR, estrae il rosso nei confronti Kessié per un grave fallo di gioco. L'intervento del calciatore del Milan è assolutamente ingiustificabile. Vano ogni tentativo di assimilarlo al fallo imprudente di Matuidi ai danni di Calabria. Ci sono vari elementi che lo differenziano. La vigoria con il quale il gesto è compiuto, la gamba di Emre Can con il ginocchio completamente disteso e, non ultimo, l'altezza della gamba di Kessie. L'intervento è pericolosissimo e il calciatore tedesco può ritenersi fortunato per aver terminato la gara. Inevitabile la "on field review" e sacrosanta l'espulsione. Per completezza: nessuna moviola (a parte quelle di qualche noto personaggio a noi particolarmente affezionato) accomuna l’episodio di Kessie a quello di Matuidi, che era invece meritevole di giallo. Volendo essere pignoli avrebbe meritato prima il giallo anche Castillejo nel 1°t per questo fallo su Alex Sandro, ma verrà ammonito invece solo al quarto fallo, al 45°  5 - Un errore, di forma probabilmente più che di sostanza, grave di Banti avviene nel primo tempo ed è figlio di una chiamata frettolosa del proprio assistente. Frazione di gioco in cui l'assistente Preti confonde qualsiasi nuova istruzione finendo per fermare azioni da lasciar correre e viceversa... Ne è un esempio l'episodio che fa riferimento ad una chiamata di fuorigioco su Cutrone lanciato a rete. In realtà con l'attuale protocollo, e l'attuale applicazione, lasciare la bandierina giù è buona cosa. Specialmente se può scaturirne qualcosa di importante e non è così netta. Banti ha pertanto "sbagliato" a fischiare. E’ pur vero che non è insolito vedere gli assistenti alzare la bandierina quando l’azione è ancora lontana dalla porta, senza farla completare (anche perché non è detto che l’azione possa avere termine a breve, nel caso in cui un difendente recuperi sull’attaccante). Detto ciò possiamo vedere come l’elaborazione grafica fatta in base alle linee del campo ci dice che Cutrone, seppur di poco (e l’immagine della prospettiva è penalizzante), fosse in fuorigioco. (img web) EDIT: Al netto di tutto ciò, ci preme far notare come ancora una volta sia il trattamento mediatico a risultare stucchevole e insopportabile. Un arbitraggio sufficiente, o comunque, se sotto la soglia della sufficienza, perlopiù per episodi a svantaggio della Juventus, viene strumentalizzato per giustificare una pochezza tecnica e progettuale quanto meno imbarazzante. In aggiunta a ciò, sarebbe auspicabile che il primo quotidiano sportivo nazionale evitasse di affidare le proprie moviole ad un tifoso dichiarato di una delle due squadre in questione, perchè continuando così diventano molto più "comprensibili" anche a noi certi giudizi unilaterali sull'operato dell'arbitro... Ad ogni modo... La Juventus dal canto suo ha vinto con la gemma del proprio campione. Quel Ronaldo "vecchio e spento" , di 33 anni. Lui dalla sua ha già deciso la prima partita decisiva della stagione e si... cari anti-juventini... nonostante quel "quasi fuorigioco"... il gol è regolare: A cura di: - Robert Langdon - Leevancleef - Dale_Cooper
  8. CR7 REGOLARE CAN SU CONTI: UN’ENTRATA MOLTO DUBBIA, PERCHÉ BANTI NON LA RIVEDE? Al 33’ del primo tempo, frettoloso (e dubbio) lo sbandieramento su Cutrone lanciato in porta sulla sinistra, Alex Sandro al centro del campo sembra tenerlo in linea: il primo assistente Preti avrebbe dovuto aspettare la fine dell’azione per avere l’opzione Var. Al 44’, brutto intervento di Pjanic a gambe unite su Calhanoglu, solo giallo. Stessa cosa per Castillejo nel recupero, vittima Matuidi. Nella ripresa, al 9’ Ronaldo invoca un calcio di rigore per un fallo di mani di Zapata che smorza un suo cross, ma il braccio è quasi aderente al corpo. Al 16’, è buono il gol del vantaggio di Ronaldo, in linea con Rodriguez. Al 23’ invece viene (giustamente) annullato per fuorigioco il raddoppio di Dybala. Espulso al 27’ Kessie per un pestone a Emre Can: giallo trasformato in rosso da Guida alla Var. Pochi secondi prima, Banti non estrae il giallo per un intervento duro di Matuidi su Calabria. Al 41’, l’entrata in scivolata di Emre Can su Conti in area bianconera è molto sospetta: il tedesco sembra non toccare la palla e Banti lascia correre. Sarebbe stato opportuno almeno andare al monitor. La Gazzetta dello Sport Avrebbe meritato un congedo diverso, alla... Banti. Perché l’errore più grave (a parte Emre Can-Conti, decisivo sul risultato) è stato quello di non essere stato Luca Banti, il nostro arbitro più inglese: 28 falli (di solito ne fischia una quindicina), 7 ammoniti (un’enormità per lui, anche rapportati alla partita) e un espulso (al VAR). Chissà cosa dirà Rizzoli, visto in versione Lawrence d’Arabia con tanto di turbante (?) stile vacanza saudita. RIGORE Ci stava il rigore quasi allo scadere per un’entrata (precedente alla leggera tirata di maglia a parti invertite) di Emre Can su Conti: il giocatore bianconero è molto imprudente, non tocca mai il pallone, braccio destro sulle spalle dell’avversario. La colpa, Banti, la divida pure con il VAR Guida: il fatto che sia una valutazione dell’arbitro centrale, non lo esime dall’intervenire. Fra l’altro, poteva invitarlo a rivedere le immagini. Anche per una questione di... furbizia. NO RIGORE Tocco di Ronaldo, pallone sul braccio sinistro di Zapata: non è rigore (lo si faccia vedere per fissare i punti fermi), il braccio è parallelo al tronco, è in posizione congrua con l’azione. Corretto il rosso a Kessie: l’intervento è col piede a martello (anche se non affonda), pallone già molto lontano, qui Banti avrebbe dovuto vederlo da solo. Per fortuna che c’è il VAR. Corriere dello Sport
  9. Pomeriggio complicato anche per l’internazionale (ancora per pochi giorni: perderà i gradi dal prossimo primo gennaio per raggiunti limiti d’età e a fine stagione sarà dismesso) Banti: fischi errati, provvedimenti disciplinari presi senza senso (il giallo a Mandzukic, ad esempio), altri dimenticati. SUGGERITO Bruttissima la dinamica del rosso a Bentancur. Partiamo da qui: Bentancur (già ammonito) entra con un pestone sul collo del piede di Castagne, non c’è dubbio che sia un intervento falloso (ed infatti Banti fischia subito) e che sia da cartellino giallo. L’arbitro di Livorno, però, esita un attimo, anche due, e questo crea la reazione da parte dei giocatori dell’Atalanta, che lo accerchiano (ma non dovevano essere ammoniti quelli che si lasciavano andare a simili reazioni, Rizzoli?). Banti esita ancora e con questo dubbio la frittata è fatta: chi ha suggerito il giallo all’arbitro? L’assistente Ranghetti? O - con una procedura vietata - il Var Calvarese? Nell’occasione, graziato anche Allegri: in panchina fa di tutto, sotto lo sguardo di Aureliano che più che richiamarlo non fa. Altri tecnici, per molto meno, sono stati allontanati... OK ANNULLARE Giusto annullare la rete di Bonucci, nettamente oltre i difensori dell’Atalanta al momento della spizzata di testa di Alex Sandro. NO RIGORE Cade in area Djimsiti, ma il contatto è con il suo compagno Mancini, pressato da vicino da Chiellini. C’è, nell’azione, anche un gomito di Bonucci: involontario. Fonte: Corriere dello Sport
  10. All’8’ Alex Sandro calcia a botta sicura su Olsen in sospetta posizione di fuorigioco. Nella ripresa, al 3’ è bravo l’assistente a segnalare il fuorigioco di Ronaldo lanciato in verticale. Al 6’ Nzonzi commette fallo su Dybala, Massa concede il vantaggio, gli juventini reclamano il secondo giallo per il francese. Un minuto dopo non viene sanzionata una spinta pericolosa di Kluivert su De Sciglio. Al 18’ lancio al limite dell’area per Ronaldo che tocca con il braccio ma perché spinto da Manolas: il portoghese protesta. Al 25’ sull’angolo da sinistra di Pjanic, alzato di testa da Fazio, Bonucci spinge Olsen e permette a Chiellini di segnare: rete annullata per carica sul portiere. Al 47’ annullato con l’intervento del Var anche il gol di Douglas Costa perché l’azione si è avviata dopo un fallo di Matuidi su Zaniolo: qui ci sono pochi dubbi, decisione giusta. La Gazzetta dello Sport Non vorremmo essere nei panni di Rizzoli: perché è chiaro che sta puntando (o sta cercando di puntare) su Massa (dovrebbe essere l’arbitro dei Mondiali in Qatar), che s’è dimostrato non adeguato alle grandi partite. Soglia altissima del fallo ma mal applicata, graziato Nzonzi, annullati due gol alla Juve, decisioni che si possono condividere, sul secondo episodio però l’uso del protocollo è davvero al limite. Due reti annullate da Massa: la prima per un fallo di Chiellini (c’è anche Bonucci, ma non c’entra) su Olsen in uscita. Diciamo che il fatto che il portiere non si può neanche sfiorare nella propria area ha salvato lo svedese. Il contatto con la spalla di Chiellini è minimo. E’ il Var (Giacomelli, basta la parola) che richiama Massa all’Ofr per un fallo di Matuidi su Zaniolo, con Zaniolo che fa due passi e lancia in avanti, pallone intercettato da De Sciglio e via alla nuova fase d’attacco. RISCHIO Rischia molto Nzonzi: già ammonito, ferma Dybala al limite dell’area, Massa dà un vantaggio che non esiste e salva il francese. Rischia anche Manolas: l’intervento su Ronaldo, nettamente fuori area (per questo il Var non interviene), è sì spalla contro spalla ma piuttosto robusto. Braccia al corpo, invece, di Mandzukic sul cross di Santon: è in area, è involontario. Il Corriere dello Sport
  11. Al 6’ Camara interviene in modo duro su Ronaldo: poteva starci l’ammonizione, come tre minuti più tardi, quando Aebischer entra in ritardo su Mandzukic. Il tedesco Stieler preferisce anche in questo caso non sanzionare. Al 28’ Alex Sandro, entrato al posto dell’infortunato Cuadrado, è subito protagonista in negativo: inciampa sul pallone e nel tentativo di proteggerlo finisce per agganciare e atterrare Moumi: intervento ingenuo ma da calcio di rigore. Nella ripresa, al 17’ la prima ammonizione della gara per Camara che atterra Douglas Costa, bloccandone una ripartenza. Al 37’ cross in area per Ronaldo che va giù, a contatto con Lauper. La spinta sembra esserci, il portoghese protesta a lungo, probabilmente a ragione. Al 48’ gran botta dalla distanza di Dybala che mette a segno la rete del 2-2, ma Cristiano Ronaldo è proprio sulla traiettoria del pallone (e prova anche a colpirlo con la testa): giusto non convalidare per il fuorigioco influente del campione portoghese. La Gazzetta dello Sport Maluccio il tedesco Stieler, professione avvocato, alla terza in una fase a gruppi della Champions, First dell’Uefa evidentemente provato in una gara che conta poco per future promozioni. Ecco, magari ripassiamo un’altra volta.... Fischia sempre con un pizzico di ritardo,è sempre alla ricerca di qualche suggerimento: se arriva, nasce il rigore per lo Young Boys (ci sta), quando non arriva son dolori (su Ronaldo, penalty netto). RIGORI Ci può stare quello concesso: Alex Sandro finisce per franare su Ngamaleu e lo colpisce con la gamba di richiamo (la destra) in un corpo a corpo in cui è difficile stabilire chi inizi per primo. Manca però un penalty alla Juve: Ronaldo viene spinto da dietro e trattenuto per un braccio da Benito mentre sta saltando per colpire di testa. GOL OK In Italia, col VAR, il gol di Dybala sarebbe stato convalidato (e forse non solo in Italia): la linea di visione del portiere è aperta, vede partire il tiro, Ronaldo è un pelo in off side, fa per colpire ma non sfiora il pallone. Corriere dello Sport
  12. Gara corretta, che rischia di accendersi solo a metà del secondo tempo, ma rientra subito nei binari. Al 4’ Chiellini contrasta regolarmente Icardi nel cuore dell’area. Al 6’ giusto giallo a Pjanic per l’entrata su Joao Mario. Al 16’ Matuidi in ritardo su Gagliardini, poteva starci l’ammonizione. Al 23’ manata di Cristiano Ronaldo a Skriniar: intervento involontario ma il difensore è costretto a medicarsi il naso sanguinante. Nella ripresa, in tre minuti, dal 9’ al 12’, vengono ammoniti Bentancur per un’entrata pericolosa su Gagliardini, Perisic per un fallo su Dybala, Brozovic per un intervento ancora sul numero dieci argentino. Gialli che Irrati spende per stemperare una tensione crescente. Nel recupero l’arbitro di Pistoia macchia un po’ la sua prestazione risparmiando il giallo a Mandzukic che stende Skriniar e allo slovacco che un minuto dopo dà un colpetto col gomito al croato. La Gazzetta dello Sport Contrasti ferrei, braccia al cielo e urla su ogni palla contesa. Irrati in fin dei conti non ha torto a resistere inizialmente alla tentazione di estrarre il giallo su tutto ciò che si muove. Lo fa subito per un fallo tattico di Pjanic su Joao Mario, e va bene. Risparmia invece Brozovic su Dybala, Icardi che schiaffeggia Pjanic con il piede, Cristiano che schiaffeggia Skriniar con la mano e Bentancur che falcia Icardi. Ecco, in quest’ultimo caso probabilmente la prudenza lo consiglia male. Se ne rende conto e improvvisamente cambia marcia. Anche perché i giocatori nel secondo tempo mollano il rastrello e prendono la vanga. In due minuti finiscono sulla lavagna Bentancur (a proposito: era diffidato, salterà il derby), Perisic e Brozovic, tutti senza potersi lamentare di alcunché. Il gioco si fa duro, la Juventus comincia a giocare e Cancelo è in posizione valida quando schizza sul lancio di Matuidi a ricevere il pallone che poi deporrà in area per Mandzukic. Due punizioni dal limite dell’area, una pericolosa per la posizione, calciata per l’Inter da Perisic e deviata in barriera da Matuidi (che l’aveva causata impedendo a Borja Valero di provare il destro); l’altra pericolosa giusto perché la tira Cristiano, e in questo caso il portoghese bastona la barriera. C’erano entrambe. Irrati è paziente, puntuale, chiaro nelle indicazioni. Un buon padre di famiglia. Lo aiuta il destino che sposta tutti gli eventuali episodi controversi nelle zone anonime del campo. Soprattutto si aiuta da solo, mantenendo la calma dei competenti. Il Corriere dello Sport
  13. Orsato non tradisce, fa una signora partita e ripaga la fiducia di Nicola Rizzoli, che ha individuato una sfida storicamente insidiosa (bravo, scelta coraggiosa) per il grande ritorno dell’arbitro di Schio con i bianconeri. Unica sbavatura: la mancata ammonizione di Ronaldo al 16’ per il fallo tattico su Simeone (il giallo al portoghese arriverà solo dopo il 3-0 e per un motivo assai opinabile). Giuste tutte le altre letture degli episodi più controversi (sono stati tantissimi). Al 25’ fa bene a non concedere il rigore alla Juventus per il mani di Biraghi sul cross di De Sciglio: la palla tocca prima la schiena, poi il braccio del terzino viola in scivolata. Come prevedono il protocollo e le recenti indicazioni di Rizzoli, Orsato consulta il Var Massa. Al 28’ Ronaldo a contatto con Pezzella: il difensore allarga il braccio per ostacolare il portoghese, che però si lascia cadere a terra troppo platealmente. Orsato legge bene e non concede il rigore né punisce la simulazione. Al 44’ Dybala chiuso nella morsa Edimilson-Milenkovic: giusto punire il primo fallo (dello svizzero), appena fuori dall’area di rigore. Arrivano punizione e ammonizione. Orsato è concentrato: al 46’ Gerson in contropiede si allunga il pallone e si lascia cadere, ma non inganna il direttore di gara che fa proseguire. Nella ripresa, al 19’ Milenkovic butta giù Cancelo al limite dell’area: basta il giallo. Al 24’ raddoppio bianconero: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, girata di Chiellini su cui prova ad avventarsi Ronaldo, senza toccare il pallone. Orsato convalida, Massa conferma la regolarità della posizione del portoghese. Al 33’ il direttore di gara concede un rigore alla Juventus per un mani di Edimilson sul cross di Mandzukic: il pallone sfiora prima il ginocchio del centrocampista viola, ma il braccio è troppo largo. Penalty da concedere secondo le prossime imminenti indicazioni dell’Ifab: dovremo farci l’abitudine. Ronaldo segna e spara il pallone in cielo: Orsato lo ammonisce, forse più perché non lo ha fatto un’ora e mezzo prima. La Gazzetta dello Sport Coraggioso, Rizzoli, nel riproporre Orsato con la Juventus proprio a Firenze, dopo il famigerato Inter-Juve dell’anno scorso. Il disagio da parte dell’arbitro era evidente. Un errore grave (Milenkovic era da rosso, nessuno se n’è accorto?), un dubbio (sul rigore) e un cartellino non fatto a Ronaldo, Orsato è rimasto in linea di galleggiamento. DA ROSSO Sullo 0-1, Milenkovic entra su Cancelo al limite dell’area viola: senza quel fallo, l’esterno della Juve sarebbe stato davanti a Lafont in completa solitudine, Milenkovic doveva essere espulso per aver interrotto una chiara occasione da gol.REBUS Il 3-0 per la Juve arriva su rigore, concesso da Orsato per un braccio di Edimilson sul cross di Mandzukic: i dubbi nascono dalla distanza fra i due (abbastanza vicini) e la congruità del gesto (il viola allarga la gamba destra e accompagna il gesto con l’identico movimento del braccio). Non c’è alcun tocco sul ginocchio (rotazione del pallone sempre uguale), il braccio è vicino alla soglia limite (4.40, se pensate alle lancette dell’orologio). RETE OK Ok il gol di Chiellini: è in gioco (c’è Milenkovic) sul colpo di testa di Cuadrado, poi Ronaldo (che va sul tiro/cross dunque interferisce con azione e avversari) è dietro la linea del pallone sul tocco del difensore. NO RIGORE Non è rigore la carambola sedere-schiena-braccio (che è quello d’appoggio, dunque è in terra da prima) di Biraghi sul cross di De Sciglio. Fonte: Corriere dello Sport
  14. BENE COLLUM SU PJANIC E BONUCCI NIENTE RIGORI Partita veloce e anche spigolosa. L’arbitro scozzese Collum riesce bene a tenerla, distribuendo parecchi cartellini gialli, tutti motivati a partire da quello a Bentancur. Nel primo tempo ci sono stati due episodi in area Valencia. Nel primo, Pjanic cade in area dopo un contrasto con Kondogbia. In effetti c’è un contatto, ma non così chiaro per un rigore e poi l’ex interista era anche in anticipo sul pallone. Nel secondo, Bonucci va giù dopo un corpo a corpo con Coquelin. C’è una leggerissima spinta del francese, non così «pressante» da motivare un calcio di rigore. Anche qui fa bene Collum a non intervenire. Nel secondo tempo, chiaro il fallo di mano, anzi braccio, con cui Dhiakaby segna. Gol senza alcun dubbio da annullare e giallo al difensore del Valencia. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. AUTOGOL FELIPE: CORRETTO FAR RIPETERE LA RIMESSA Al 9’ Gomis rimette corto dal fondo per Felipe, che tocca il pallone proprio mentre varca la linea dell’area di rigore. Sugli sviluppi dell’azione la Juventus recupera palla e segna la rete del vantaggio grazie ad un cross di Douglas Costa che Felipe mette nella propria porta, ma a quel punto l’arbitro La Penna ha già interrotto il gioco. Cosa ha sanzionato? Il direttore di gara ha ritenuto irregolare la rimessa del portiere della Spal, probabilmente perché il pallone non era completamente uscito dall’area quando lo ha intercettato Felipe (mentre non è chiaro se Mandzukic fosse dentro o fuori dall’area al momento del rinvio). Comunque, come prevede il regolamento, si riprende con una nuova rimessa dal fondo. Al 24’ Cuadrado simula al limite dell’area, manca il giallo. Al 29’ 1-0 juventino: regolare la partenza di Cristiano Ronaldo sul cross dalla destra. La Gazzetta dello Sport Ancora una buona partita per Federico La Penna: non difficilissima, ma è stato accettato da tutti, ha sempre tenuto alta la concentrazione, ha usato anche il brutto muso quando serviva (giallo a Bentancur). Corretto fermare il gioco sull’autogol di Gomis, il gol di Ronaldo è buono. IN AREA Veniamo al caso da scuola: Gomis rimette il pallone in gioco dal fondo e qui accadono due cose, con la prima che diventa - temporalmente - determinante sulla seconda: a) Mandzukic è all’interno dell’area e diventa punibile quando corre verso Felipe; b) Felipe tocca il pallone quando lo stesso ancora pizzica per un pelo la linea (ci vorrebbe la GLT), dunque non è ancora uscito completamente. Corretto fermare tutto (magari farlo prima...). Dal prossimo anno tutto questo cambierà, la regola verrà modificata, il pallone si potrà toccare (e lo potrà fare anche l’attaccante) quando è dentro l’area. Corriere dello Sport
  16. Al 34’ Benatia interviene su Bakayoko: per Mazzoleni merita l’ammonizione. Cinque minuti dopo, nell’area juventina lo stesso Benatia intercetta con il braccio sinistro un pallone toccato da Higuain. L’arbitro lascia correre, poi il Var Fabbri lo invita a rivedere l’episodio al monitor. Il tocco di Benatia è certamente incongruo, quanto basta per decretare il rigore (che Higuain sbaglia). È meno chiaro se sia intenzionale (Benatia muove il braccio verso il pallone oèil pallone che sbatte contro il braccio?) e se interrompa una promettente azione d’attacco o un semplice anticipo (Higuain avrebbe mantenuto il controllo della palla?). La nostra sensazione è che trattandosi comunque di una «promettente azione d’attacco» il braccio di Benatia avrebbe potuto meritare il giallo (quindi l’espulsione dello juventino). Al 34’ della ripresa, Chiellini trattiene Romagnoli in area e poi cade a terra: poteva starci il rigore, ma Mazzoleni fischia fallo in attacco. Infine, la cacciata di Higuain: fallo «imprudente» su Benatia, che può meritare l’ammonizione, poi perde la testa e Mazzoleni non vuole o non può far finta di non sentire: rosso diretto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. GOL REGOLARI E ALLA JUVE MANCA PURE UN RIGORE Al 5’ Dybala scatta in posizione regolare e raccoglie il lancio di Bonucci per l’1-0 della Juventus. Al 24’ ammonito Bertone per un intervento a gamba tesa su Mandzukic: giusto. Al 34’ Von Ballmoss respinge un tiro di Matuidi sui piedi di Dybala tenuto in gioco da Von Bergen: 2-0. Al 4’ della ripresa ancora Von Bergen che stavolta stende Dybala: l’arbitro Karasev non interviene ma è rigore clamoroso. Regolare anche il 3-0 bianconero: sul passaggio a Cuadrado Dybala non è in fuorigioco attivo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  18. Almeno tre episodi da chiarire, anche se nessuno eclatante. Non incidono sull’andamento della gara, ma lasciano qualche perplessità. Al 3’ lancio di Bonucci, Matuidi controlla, entra in area di rigore e viene sbilanciato da Calabresi: l’arbitro lascia proseguire, il Var non interviene non trattandosi di un episodio «chiaro ed evidente». Ma l’intervento del difensore del Bologna sembra effettivamente al limite. Al 3’ del secondo tempo, c’è un mani di Dzemaili nell’area del Bologna: il tocco è piuttosto evidente, ma Mariani lo considera del tutto fortuito, perciò non interviene. Ed evidentemente il Var Guida dalla cabina di regia è dello stesso avviso. A dieci minuti dal novantesimo,a risultato ormai acquisito, anche l’intervento di Benatia su Okwonkwo nell’area di rigore della Juventus sembra piuttosto ruvido: una spintarella del difensore marocchino c’è, l’arbitro non fischia, qualche dubbio resta. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  19. Il clou della partita nel finale della ripresa, anche per l’arbitro Giacomelli. Al 33’ sugli sviluppi di una punizione di Pjanic ci prova Emre Can, ma il suo tentativo sbatte su Molinaro. Il braccio del difensore del Frosinone è effettivamente largo, ma il pallone sembra toccare la spalla. Emre Can protesta, ma Giacomelli lascia correre e non si capisce se nel frattempo si sia consultato con la Var. Comunque decisione giusta. Al 36’ Ronaldo, servito da un tiro smorzato di Pjanic, segna la rete dell’1-0. L’assistente Mondin non alza la bandierina, l’arbitro congela la decisione in attesa di delucidazioni dalla Var room, presidiata dal collega Mariani. Le immagini, ormai infallibili sui fuorigioco, dimostrano che nel momento in cui il pallone parte dal piede di Pjanic, CR7 è tenuto in gioco da Salamon. Questione di millimetri, ma il gol è buono. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  20. Pronti via e la Juventus è in vantaggio: regolare il contrasto tra Mandzukic e Iacoponi, che pasticcia. Dall'altra parte Gagliolo interviene con l'anca su Pjanic: timide proteste, Doveri assicura di aver visto. Al 9' puliti e tempestivi gli interventi di Alex Sandro e Cuadrado per anticipare Di Gaudio nell'area piccola. Al 13' Pjanic con il piede a martello su Di Gaudio, giusta l'ammonizione. Al 40' bravo l'arbitro a cogliere la simulazione di Bernardeschi, con relativa ammonizione. Nella ripresa, da segnalare il brutto intervento nel finale di Cuadrado su Ceravolo: meritava il rosso. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  21. Partita senza episodi da Var. Al 13’ Chiellini aggancia il piede di Immobile, l’arbitro Irrati non se ne accorge: sarebbe stata punizione da buona posizione. Al 19’, al termine del primo assalto della Juventus, Ronaldo pizzica con le dita della mano sinistra il pallone lanciato dal tiro-cross di Bernardeschi: a norma di regolamento ci starebbe il giallo, ma impossibile vederlo a velocità normale. Al 30’, sul tiro da fuori di Pjanic che porta in vantaggio la Juve, Ronaldo è oltre la linea e proprio sulla traiettoria del pallone, ma non sembra coprire la visuale al portiere Strakosha. Alla fine del primo tempo Alex Sandro blocca una discesa di Marusic, sotto gli occhi dell’assistente Peretti, che non segnala: Irrati interviene comunque. Nella ripresa, al 22’ fischia un fallo molto dubbio a Milinkovic, che protesta. Giallo severo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  22. Più ombre che luci nella direzione di Fabrizio Pasqua, che comunque arbitra con la giusta personalità una partita che si complica con l'andare dei minuti. I bianconeri lamentano due interventi da rigore della difesa del Chievo nel primo tempo al 9' Cacciatore sgambetta da dietro Cancelo che viene sbilanciato e caccia a lato da un'ottima posizione. Ma il contatto non è considerato evidente, perciò basta un "silent check" perchè il Var Mazzoleni suggerisce a Pasqua di non tornare sui suoi passi. Decisione che lascia perpessi. Al 36', poco prima che il Chievo pareggi, ancora Cacciatore cintura Cuadrado in area di rigore. Pasqua lascia proseguire senza tentennamenti, ritendendo il contatto veniale. Decisione più comprensibile della precedente, anche se resta qualche dubbio. Nel primo tempo manca anche un giallo a Dybala che colpisce intenzionalmente con il braccio. Nella ripresa, da cartellino arancione l'entrata di Radovanovic su Ronaldo: Pasqua lo ammonisce. Al 9' Giaccherini anticipa Cancelo che lo atterra: rigore solare. Al 17' Bernardeschi e Hetemaj si beccano, lo juventino appoggia la mano sul mento del finlandese, che esagera nel totolarsi a terra. Pasqua si limita a redarguirli. Al 42', l'episodio più controverso dellla partita; Mandzukic segna il gol del 3-2 (la palla oltrepassa nettamente la linea), ma nello sviluppo di un'azione viziata da un precedente tocco con il braccio di Ronaldo, Pasqua decide saggiamente di rivedere le immagini e fischiare la punizione al Chievo. Poi il 3-2 di Bernardeschi: quello buono. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  23. Fonte: calciomercato.com Non si può certo dire che sia la Bibbia nè che sia una testata favorevole alla Juve, ma in ogni caso questa classifica non viene mai citata da nessuno. Chissà perchè. Notare come il Napoli, insieme al Chievo, sia l'unica squadra a non avere subito errori contro.
  24. Orsato disastroso, prestazione assolutamente non all’altezza di un match di così alto profilo. Condiziona la partita con il rosso a Vecino, sbagliato, e con il secondo giallo non mostrato per due volte a Pjanic. Partiamo dai cartellini. Al 15’ pt Vecino insegue un pallone sul quale si fionda anche Mandzukic che lo anticipa in tackle: il contatto c’è, i tacchetti lasciano segni profondi, ma nella dinamica dell’azione Vecino non fa in tempo a tirare via il piede. C’è imprudenza ma non una vigoria sproporzionata: Orsato dà il giallo, poi va al video e mostra il rosso, sconfessandosi. Non utilizza lo stesso metro nell’ammonire Barzagli (45’ pt) che entra tardi sul piede di Icardi. Dopo l’errore su Vecino continua a infilarne altri. Grazia due volte Pjanic dal secondo giallo: al 28’ pt non fischia il pestone a Rafinha, al 12’ st non lo sanziona dopo un’entrata dura su Rafinha (giallo però a D’Ambrosio per proteste). Mancano altri gialli: al 35’ pt non viene proprio fischiata l’entrata di Alex Sandro ruvida e con gomito alto su Cancelo (proiettato verso l’area); al 38’ pt stessa sorte per l’evidente ostruzione di Cuadrado su Perisic; al 47’ st non viene fischiata. a spallata di Skriniar a Higuain, una entrata che andava certamente punita con il giallo se non con il rosso. Sul gol di Douglas Costa (1-0) il guardalinee Manganelli appare interdetto, il Var aiuta: sul cross di Cuadrado, Douglas Costa è in gioco; sarebbe finito in offside se Matuidi avesse spizzato la palla, ma non è così. Sbaglia però Manganelli a non alzare subito la bandierina sul gol di Matuidi poi annullato: è nettamente in fuorigioco al momento del cross e a centro area non c’è nessuna giocata di Skriniar (da rivedere il contatto con Higuain, come un intervento di Barzagli su Icardi nella ripresa). Il Corriere dello Sport Tanti gli errori, anche nei piccoli episodi: la spia della serata no. Certo, non è stato aiutato dal Var Valeri che anzi forse ha contribuito a far diventare il match un Mortirolo. Detto che il primo gol della Juve è regolare (Matuidi non tocca il pallone, Costa non è in offside), arriviamo al rosso per Vecino al 18’: entrata da arancione su Mandzukic, con tacchetti piantatisullo stinco del bianconero a terra dopo una scivolata. Orsato vede ed estrae il giallo: ci sta, perché è un episodio al limite. Valeri lo valuta come «chiaro errore» e invita il collega alla review. Una scelta, quella di Valeri, parecchio discutibile. Fatto sta che Orsato cambia il cartellino in rosso dopo aver passato pochi secondi al monitor, probabilmente avendo rivisto una sola immagine. L’espulsione pare eccessiva, il giallo non era un chiaro errore. Da qui in avanti Orsato rincorre la gara, sbagliando diverse valutazioni. La più grave: manca il 2° giallo per Pjanic quando nella ripresa frana in modo scomposto e imprudente su Rafinha (colpito al petto e al viso col gomito). Male anche l’assistente Manganelli: alla fine del primo tempo si perde il netto offside di Matuidi che segna il 2­0. Gol convalidato e poi cancellato dalla Var. Poco prima: tackle molto duro di Barzagli su Icardi (tacchetti alti sul polpaccio), anche questo da arancione e punito col giallo. Condivisibile (meno ripensando a Vecino). Sempre nel primo tempo manca una punizione all’Inter per il netto fallo di Sandro su Cancelo vicino al limite dell’area. Da punire anche l’ostruzione di Cuadrado su Perisic, giusto non intervenire per il contatto tra Pjanic e Rafinha. Nel recupero: Skriniar dritto su Higuain, manca la punizione dal limite per la Juve e minimo il giallo al difensore. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  25. Nel complesso non può raggiungere la sufficienza il pomeriggio beneventano dell’arbitro Pasqua, protagonista soprattutto quando il primo tempo è al tramonto. Prima annulla un gol confuso di Mandzukic per fallo di mano: decisione ok, ma il tocco figlio della caduta è involontario e, quindi, il giallo per il croato è esagerato.E poi allo scadere, quando Djimsiti sgambetta Pjanic nell’area campana, inizialmente non concede il penalty. «Salvato» dalla Var, è costretto a tornare sui suoi passi. Sul secondo rigore bianconero, nella ripresa, è assai più pronto: Higuain cade dopo un leggero contatto con Viola e, anche se l’argentino accentua parecchio, la decisione pare corretta. Anche il Benevento recrimina un paio di volte: ad esempio, quando Iemmello cade dopo un contatto con Szczesny che, però, prende la palla. Qualche dubbio in più, invece, su un corpo a corpo tra Benatia e Diabaté, mentre il punteggio era 2-2: molta confusione, trattenute reciproche e niente Var. La Gazzetta dello Sport Un passo indietro per Pasqua rispetto alle ultime, positive partite. Il contatto Djimsiti-Pjanic è rigore anche senza VAR, il cartellino giallo che manca qui lo dà poi a Mandzukic che invece non lo meritava. RIGORE SÌ Partiamo allora dal rigore su Higuain, che ha spaccato di nuovo la partita. Viola tocca prima lo stinco, poi pesta il piede dell’argentino, che di suo accentua (che bisogno c’è?) la caduta, traendo in inganno molti. Fra l’altro, il difensore giallorosso è l’unico che non protesta, resosi conto subito di quello che ha combinato. Pasqua aveva assegnato anche un altro rigore alla Juve, in questo caso ha avuto bisogno del VAR ed è sembrato strano: il contatto falloso però di Djimsiti su Pjanic è netto anche in diretta, la sua sicurezza nel negare sulle prime il fallo ha stupito. Fra l’altro, manca il cartellino giallo (non rosso perché comunque l’intervento è “genuino”, posto che fosse realmente occasione da gol). Giusto annullare la rete di Mandzukic: Sagna tocca il pallone (l’intervento può considerarsi non falloso ma di gioco), il bianconero in caduta ferma il pallone col braccio destro. Un movimento, però, colposo e non doloso, per questo il giallo è esagerato. Non c’è fallo di Szczesny su Iemmello: il portiere è in uscita, para, poi il contatto è inevitabile ma consono con l’intervento. Il Corriere dello Sport
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