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  1. Raiola è stato loquace assai sui suoi assistiti, ieri a Napoli, dove è stato premiato come manager nell’evento Football Leader. Interrogato su Gigio Donnarumma e su Mario Balotelli, non si è tirato indietro. Arrivato al nodo Paul Pogba, però, l’agente non ha aperto bocca, limitandosi a spalancare le braccia. Perché, se Pogba-Juventus deve essere, allora è decisamente meglio viaggiare a fari spenti e lascia re ad altri il palcoscenico. Come allo stesso francese, per esempio, che una settimana fa aveva squarciato il velo sul suo rapporto con Mourinho al MU: «Giocatore e allenatore non devono essere per forza i migliori amici. Mi ha messo in panchina, io ho risposto dando il massimo sul campo. Comunque è stato importante per la mia crescita dal punto di vista della leadership. Sarò del Manchester United anche la prossima stagione? Il contratto dice così, ma non si può mai essere sicuri di nulla». E in queste parole sta provando a inserirsi la Juventus, per impostare un’operazione che, ancora un paio di mesi fa, sarebbe apparsa folle. Pogba ha un contratto fino al 2021 con un ingaggio di oltre 13 milioni di euro lordi, che possono salire a 20 con i diritti di immagine. Senza dimenticare che lo United, nel 2016, ha speso 105 milioni di euro per averlo dalla Juventus: 72 per il cartellino e 33 per le sontuose commissioni di Raiola. Cifre importanti anche per un club che sta bene come quello bianconero. E su questo si innesta la strategia della Juventus, che ha nell’agente il primo possibile alleato. E il fatto che Pogba, non ha mai dimenticato gli anni in bianconero. L’operazione è complicata, per l’impatto economico appena accennato, ma avrebbe risvolti mediatici e tecnici non indifferenti: mediatici, per la portata mondiale del giocatore, e tecnici, per quello che potrebbe dare alla Juve soprattutto nell’ottica dell’ennesimo attacco alla Champions League. Un ultimo aspetto da non sottovalutare è rappresentato dai buoni rapporti che intercorrono tra i due club. Quelli tra Juventus e Manchester United sono cordiali e corretti. In virtù di questo si può studiare per rendere Pogba qualcosa in più di una semplice ipotesi di lavoro. Fonte: Tuttosport
  2. Due stagioni dopo, con 93 partite e 15 gol in più nel curriculum, Pogba può nuovamente cambiare aria. Perché la seconda annata è stata ben più sconfortante della prima, perché le voci relative a una presunta volontà di raggiungere Parigi e il Paris Saint-Germain sono state smentite dal diretto interessato e perché Paul è il primo a sapere che pur essendo «contrattualmente legato al Manchester United, non si può mai essere sicuri di nulla. Con Mourinho ho avuto problemi, mi ha messo in panchina e io ho sempre dato il massimo quando ho giocato». A Torino bollano l’eventuale operazione come «fantamercato», in realtà negli uffici della Continassa non si pensa che l’affare sia impossibile. Servirebbe una bella mano da parte del giocatore, chiamato a ridursi considerevolmente lo stipendio fino ai livelli dei top attualmente nella rosa di Massimiliano Allegri. Se Gonzalo Higuain è il più pagato - 7,5 milioni più bonus - Paul dovrà attestarsi ad altezze simili: ingaggio, dunque, straspalmato. In questo senso sarà prezioso il lavoro di Mino Raiola ai fianchi della dirigenza dei Red Devils.Peraltro in questo momento i rapporti tra i vertici juventini e il procuratore sono molto caldi: a parte il francese, Raiola sta facendo da intermediario perché il 18enne difensore centrale Matthijs de Ligt lasci l’Ajax e si trasferisca a Torino. Altro elemento a favore di un Pogba bis all’ombra della Mole: la Juve che il transalpino lasciò due anni fa era già forte, però questa Juve è cresciuta ancor più dal punto di vista della consapevolezza europea.A Torino, sponda bianconera, Pogba sarebbe un titolare indiscusso, a differenza di Manchester dove Mou non ha mai legato con il transalpino. Fonte: Tuttosport
  3. Mino Raiola è al lavoro. E in certi casi è l’unica cosa che conta, perché per portare o, meglio, riportare Paul Pogba alla Juventus ci vuole una magia di mercato che solo un prestigiatore come l’agente campano può inventarsi. Un trucco con il quale convincere il Manchester United a cedere il giocatore con una formula creativa, tipo un prestito biennale con riscatto al termine di questo periodo. E un altro trucco per riuscire a far rientrare l’attuale livello retributivo di Pogba (che dallo United prende, al netto degli sponsor, circa 9 milioni di euro a stagione) entro i limiti della Juventus che sono inferiori di paio di milioni. Sulla carta una missione impossibile, ma Raiola qualche volta è riuscito a emulare Tom Cruise, nonostante una leggera differenza nel look. Nei giorni scorsi è stato a Torino, in visita nella nuova sede bianconera della Continassa. Una chiacchierata generale sulle strategie di mercato del club con un passaggio dedicato proprio a Pogba e alla sua situazione con lo United. Perché se c’è qualcosa alla quale aggrapare le speranze di rivedere il francese con la maglia della Juventus, che lo ha consacrato nel grande calcio internazionale, sono le parole dello stesso Pogba a Canal Plus in un’intervista di qualche giorno fa. «Se sarò un giocatore del Manchester United nella prossima stagione? Contrattualmente la risposta è sì ma non si può mai essere sicuri di nulla. Diversa la situazione di Milinkovic Savic che ha un ingaggio di un milione e mezzo, che la Juventus potrebbe certamente triplicare. Il problema, semmai, sarebbe il prezzo del cartellino che sarà possibile oggetto di un’asta con base 80/90 milioni. Ma i bianconeri potrebbero anche pensare a un colpo alla Higuain (oltretutto il centrocampista è giovane ed è un investimento). A quel punto, però, si scontrerebbero contro il fatto che Claudio Lotito non ha esattamente un buon rapporto con Agnelli e Marotta e viceversa. Per combinare un’operazione del genere servirebbe un disgelo sullo stile USA-Corea del Nord. Di fronte a certe cifre, però, la temperatura sale. Fonte: Tuttosport
  4. E' opportuno vendere Pogba di fronte ad un'offerta da 120 milioni di euro? Dite la VoStra rispondendo al nostro sondaggio
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