Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Dalia91

Utenti
  • Numero contenuti

    4.730
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Dalia91

  1. A me sembra chiaro che Tudor sta cercando soluzioni alternative attraverso però un impiego dei giocatori non sempre lineare né coerente con le loro caratteristiche. In linea teorica, schierare due mezzali come Koopmeiners e Thuram senza un mediano di ruolo dovrebbe aumentare la densità atletica in mezzo al campo, favorendo aggressività e inserimenti senza palla. Nella pratica, però, sia in Serie A che in Champions League questa scelta produce più vulnerabilità che benefici: le linee di passaggio centrali restano scoperte, la squadra fatica a schermare la zona di rifinitura avversaria e l’equilibrio difensivo si compromette. In fase di costruzione bassa, inoltre, l’assenza di un playmaker naturale riduce la qualità del primo possesso: Bremer e Gatti sono spesso costretti a verticalizzazioni forzate o a giocate improvvisate, con conseguente perdita di fluidità e prevedibilità nella manovra.
  2. 🤔La heatmap è un dato affidabile se usato come misura spaziale dei tocchi, ma diventa fuorviante se ci si spinge a dedurre ruoli, comportamenti tattici o interazioni senza ulteriori dati. In termini metodologici, è un dato quantitativo di posizione e frequenza, da integrare con dati qualitativi o dinamici per produrre insight tattici accurati. Aggiungerei anche che con la sola Heatmap non si può dimostrare che Cambiaso abbia “portato uomini” nella zona di Yildiz. Per affermarlo, servirebbe incrociare: Tracking dei giocatori avversari, analisi della pressione, sequenze video della partita ecc. D' altra parte se Cambiaso si è mosso in quella zona in momenti diversi da Yildiz, la mappa non lo rileva, fuorviando le conclusioni. Io credo che se si accetta il suo limite e la si interpreta correttamente, la heatmap diventa un dato valido e utile, ancorché totalmente parziale se posto alla base di analisi che ambiscono a dettagliare aspetti che evidentemente non le competono. 🙏
  3. 😉Caro Zizou.. Per capire davvero se un giocatore ha giocato “esterno” o “tagliato dentro” o “centro”, serve tanta roba in più. heatmap basata sulla posizione (tracking data) per vedere dove si muove anche senza palla. Mappa dei passaggi ricevuti / mappe di ricezione: dove riceve palla, non solo dove la tocca. Mappe temporali o segmentate: vedere heatmap per fasi del gioco (primo tempo, secondo tempo, quando la squadra attacca vs quando difende). Analisi video: vedere direttamente i movimenti, i cambi di zona, gli attacchi, i tagli dentro al campo. Dati avanzati: la qualità delle azioni (cross, passaggi progressivi, dribbling) e tante altre cosine che fanno la differenza tra realtà e percezione.🫣
  4. Idea molto suggestiva e assolutamente fattibile, per me. Ma non adesso. Evito di entrare nel merito dei pro e dei contro, perchè sussiste un vero e proprio Everest tra l' idea (che ribadisco essere affascinante) e la sua attuazione; il tempo. Per costruire un "sistema" di questo tipo, che sia rodato, fluido e armonico occorrono allenamenti ed esercitazioni mirate. Non meno di 2 mesi di lavoro. Però i calciatori coinvolti dovrebbero essere sempre disponibili. Occorrerebbero dei test di verifica e correzioni senza l' assillo del risultato. I calciatori dovrebbero poter lavorarci con relativa calma. Noi oggi siamo già ai processi. Si gioca ogni 3 giorni. Conceicao tende a fermarsi spesso, Zhegrova sta riprendendo da poco, occorre recuperare energie e il risultato è già troppo importante per mettersi a lavorare su una cosa che richiederebbe tantissimi automatismi. E quelli non s' improvvisano. Spesso nemmeno li si trova. La tua idea è bellissima, fattibile tatticamente, ma totalmente surreale se contestualizzata al momento.
  5. Manco io. Sono altre le partite in cui provarlo titolare. Tudor ha valutato, ha scelto e ha avuto torto.
  6. Beh in effetti battere 14 calci d’angolo e non creare mai reale pericolosità, significa che ci sono più cause strutturali e non è solo “sfortuna”. Mettiamo dentro cross poco tesi o leggibili per il portiere o la difesa. Scelte addirittura monotone. Manchiamo certamente di giocatori dominanti di testa (o comunque male distribuiti dentro l’area). Attaccanti o difensori centrali che non attaccano con i tempi giusti. Ma attenzione, deficitari anche nell' oganizzazione delle soluzioni. Pochi schemi variati: corto, seconda palla, blocchi, tagli incrociati. Se batti sempre “palla dentro e speriamo”, diventa semplice difendere anche con 14 corner. Alcune squadre lavorano benissimo sulle palle inattive difensive, con marcature a zona miste a uomo e grande aggressività sulla seconda papalla, e se l’avversario domina le respinte, anche 14 corner finiscono per non produrre nulla. Non trovo la giusta mentalità e attenzione sui corner. Spesso le palle inattive per noi diventano “abitudine” la squadra batte tanti angoli ma senza cura maniacale della giocata. E lì si vede la differenza tra chi le prepara e chi le lascia al caso.
  7. Dissento, ma spiego: Dal fermo immagine dell' azione incriminata e dalla heatmap di Adzic, il calciatore era schierato da trequartista nel 3-4-2-1. In quel ruolo è assolutamente normale che venga dentro al campo a farsi vedere tra le linee, specialmente nella zona che occupa (mezzo spazio, poco sotto la linea della punta). Quindi il movimento è coerente con il compito assegnato da Tudor. Non è un errore di posizionamento in sé. Il problema non è “essersi fatto vedere lì”, ma come ha gestito il pallone. Adzic tende a ricevere senza convinzione e senza usare il corpo per protezione, e questo lo rende vulnerabile alla pressione. Un trequartista che riceve spalle alla porta in quella zona deve avere la capacità di proteggere e giocare semplice con uno scarico di prima o una rapida apertura. Il tuo: “non doveva nemmeno trovarsi lì” è una lettura fuorviante. Quella posizione fa parte del suo raggio d’azione naturale nel sistema. Dire che non doveva starci equivale a dire che Tudor gli ha dato un ruolo sbagliato — ma non è così: la zona è corretta, l’errore è stato di esecuzione. Adzic era dove doveva essere, ma ha fatto male ciò che doveva fare. Assolutamente d'accordo sul fatto che l' errore di Adzic dovesse essere assorbito dalla difesa e invece, seppur schierata ordinatamente si è fatta fregare facilmente.
  8. C' è da dire che in Serbia (come in tanti settori giovanili dell’Est) l’accento è spesso posto sulla tecnica individuale, molto meno sulla gestione fisica del duello. Questo potrebbe spiegare il perché Adzic sembri meno pronto spalle alla porta.🤔 Però per me il coraggio c’entra parecchio: puoi avere tutti i limiti tecnici del mondo, ma se ricevi palla con decisione e provi a proteggerla, trasmetti un’altra sensazione e spesso strappi mezzo secondo che ti salva. Qui Adzic sembra ancora “timido”, più che “male educato”. Oggi non sa usare il corpo per proteggere palla, fatica, lo si vede ma è pur vero che il fisico non è ancora formato del tutto, ha certamente margine per imparare a usare appoggi, braccia, postura. Ci sono tanti esempi di giocatori che a 18 anni sembravano fragili, poi con lavoro specifico hanno imparato a reggere i duelli, ecco perchè non è detto che questo difetto sia permanente. Concordo sul fatto che la perdita banale sia grave, ma è un ragazzo appena entrato nel calcio dei grandi e deve prendere confidenza coi tempi e con le letture: se accelera troppo la giocata o si muove con leggerezza, non è per mancanza di qualità ma per inesperienza. L’errore oggi sembra “difetto di fabbrica”, ma potrebbe essere una tappa naturale di adattamento. Starà a Tudor valutare se ci possiamo permettere certe "mancanze" e in quali partite. Ieri, io, non lo avrei fatto partire titolare nemmeno sotto tortura.
  9. ✌️Hai introdotto un aspetto d' importanza enorme: la “propriocezione tattica” e l’abitudine a muoversi sempre, che come ricordavi, Sarri sintetizza con quel famoso “non c’è nessun motivo perché un giocatore sia fermo”. Qui io ci trovo delle sfumature importanti: non sempre il movimento continuo è la scelta migliore. Nel calcio di posizione moderno, a volte il “restare fermo” equivale a mantenere l’occupazione dello spazio: se ti muovi quando non serve, rischi di sovrapporre linee di passaggio, rompere l’equilibrio e intasare la zona palla. Guardiola, ad esempio, parla di “pazienza posizionale”: il compagno deve muoversi solo se il suo movimento genera un vantaggio concreto (superiorità, smarcamento, liberazione di uno spazio). Quindi è vero che l’apatia è un difetto, ma anche il moto perpetuo può diventare caos se non finalizzato. Io quando guardo la Juventus non vedo solo mancati movimenti, ma anche movimenti inutili, sbagliati, con timing alterato e in spazi poco funzionali alla giocata successiva. Chiaro è che balzi agli occhi del tifoso molto di più un calciatore che viene visto quasi fermo. Hai citato Pavel, atleta pazzesco e calciatore intelligentissimo, ma la sua più grande forza era rappresentata dalla capacità di NON SPEGNERSI mai, più che il non stare mai fermo.
  10. 🤔Devo dissentire, ma ci sta. Mi spiego: Io non credo abbia abdicato a tutto ciò che lo contraddistingueva, anche se è chiaro che il Tudor di oggi non è il copia-incolla di quello visto a Verona o Marsiglia. Ma parlare di “abdicazione” totale secondo me è eccessivo: più che rinuncia, è un adattamento forzato. Uomo su uomo a tutto campo? Senza gamba e senza centrali aggressivi ( abbiamo solo Bremer che sa farlo) non lo puoi sostenere: se provasse a farlo con questa rosa, verrebbe aperto a metà dopo 15’. Catene laterali? È vero che funzionano meno, ma lì il problema è qualitativo: sulle fasce non ha interpreti capaci di dare continuità (né spinta, né precisione), e il meccanismo cede. Non è che non ci siano principi, è che li ha ridotti/semplificati per non portare la squadra al suicidio. Piuttosto Tudor sta cercando (con poco successo) di far dialogare il reparto offensivo usando gli “ibridi” che ha, e il risultato è quello che vediamo: poca coralità. L' altezza media della squadra è molto più bassa e lo confermo, ma questo non è tradimento delle idee, è calcolo: non puoi alzarti 25 metri se non hai pressing coordinato e recuperatori di campo rapidi. In caso contrario ti ritrovi sempre in transizione difensiva con campo aperto dietro. Qui è più un discorso di fragilità strutturale che di scelte filosofiche. Le idee oggi sono solo caos: quinti dentro, esterni isolati male, palla al fantasista. Questa è una lettura condivisibile sul piano degli effetti, ma non sugli intenti. I quinti che entrano dentro non sono “caotici” in teoria: Tudor prova ad utilizzarli come raccordo per sovraccaricare il mezzo spazio, solo che i tempi d’ingresso sono sbagliati e gli automatismi non girano. L’isolamento degli esterni non funziona perché mancano sia le corse preventive sia la qualità dell’1 vs 1. Non è una rinuncia al principio, è la sua cattiva esecuzione. Lo “schema palla al fantasista” è conseguenza della sterilità collettiva: quando il piano A non gira, si ricorre inevitabilmente al talento individuale. Ripeto, per me Tudor non sta facendo “tutt’altro”. Sta provando a filtrare i suoi principi dentro un contesto che non li regge. Ne risulta un ibrido mal riuscito, che sembra rinuncia ma in realtà è sopravvivenza. Non lo assolvo, s' intende, perchè è evidente che questi compromessi non stiano dando frutti e urgono decisioni rapide e di maggior impatto sullo sviluppo delle varie fasi del gioco. Tu dici:" Tudor sta facendo altro, ma non gli riesce" io dico che Tudor non ha cambiato pelle a monte, è la mancanza di compatibilità tra principi e rosa che lo costringe a scelte (evidentemente sbagliate) che lo allontanano dalla sua idea. Quando Sarri arrivò alla Juventus accadde una cosa simile perchè la Juve di Sarri era una trasposizione imperfetta del suo calcio, e non perché lui avesse abbandonato i principi, ma perché li ha dovuti diluire dentro una rosa poco compatibile. Un po’ lo stesso cortocircuito che oggi vedi in Tudor con la Juve, solo con contesti e personalità diverse, capaci in quel caso di andare a vincere lo stesso, ma di fatto a Torino del Sarrismo si vide quasi nulla.
  11. La società ha fatto l’errore di puntare su un allenatore con poca esperienza ad altissimi livelli e con un approccio dogmatico, senza dargli una rosa coerente col suo calcio. Il risultato è un cortocircuito inevitabile: lui non cambia, i giocatori non si adattano, e la squadra produce confusione invece che certezze. In altre parole io credo che: non è tanto Tudor ad aver “deluso”, ma chi lo ha scelto sapendo (o dovendo sapere) quali erano i suoi limiti strutturali. Ormai sono anni che la nostra società non becca una scelta giusta.
  12. Assolutamente. È in colpevole ritardo sul lavoro che ha accettato di sviluppare e all' orizzonte non s' intravedono margini di miglioramento, soprattutto perchè sembra stia insistendo su compromessi errati. 🫣
  13. Beh sicuramente Motta cercava di spingere concetti “oltre la rosa”, Tudor invece si limita a riproporre i suoi principi base, ma evidentemente senza i giocatori giusti sembrano idee “vuote”. Non credo che Tudor sia senza idee. Le ha, sono chiare e riconoscibili a chi lo segue da anni. Ma oggi non trovano esecuzione in campo, e questo dà la sensazione di un calcio improvvisato. Penso si tratti di un problema di inadeguatezza tra principi e interpreti, e finché non si risolve questo mismatch, l’impressione sarà sempre quella di una squadra senza direzione.
  14. È andata come previsto😔 Al momento la sensazione è che non funzioni praticamente nulla: le idee restano sulla carta, ma la traduzione in campo è confusa e contraddittoria. Squadra che , partita dopo partita, invece di accumulare certezze, sembra trovare solo nuovi dubbi.
  15. Dalia91

    Juventus - Atalanta 1-1, commenti post partita

    Non funziona nulla. Le idee di Tudor non sembrano trovare concretezza nel gioco proposto nè tantomeno nelle scelte. Non si percepiscono miglioramenti e nemmeno direzioni all' orizzonte verso cui andare. Credo che scivoleremo verso posizioni anonime di classifica per poi assistere all' ennesimo ribaltone. Confermare Igor presentava dei rischi enormi; li han voluti correre. Si arrangiassero.
  16. Ora bisognerà capire se Igor riuscirà a porre rimedio ai suoi stessi errori, ma temo si possa arrivare negli ultimi 20 minuti per poi vederlo buttare dentro calciatori offensivi a random. 7 giorni pieni di lavoro per un primo tempo totalmente privo di qualsivoglia miglioramento, sia dal punto di vista delle scelte che dell' interpretazione.
  17. Capisco i ragionamenti di Tudor e le scelte fatte, ma temo che resteranno intenzioni teoriche e che dovrà modificare la squadra in corso d' opera. Bah
  18. Dalia91

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Atalanta

    Formazione che non mi aspettavo proprio. Lui li vede in settimana e tocca fidarci. Speriamo bene
  19. 🤣Eh no, dovresti motivare questo schieramento e addentrarti nelle dinamiche tecnico tattiche implicate, provando a risolvere con proposte coerenti e fattibili le possibili problematiche che, già a guardarla così, appaiono molteplici. Non fare il furbo Zizou🤩
  20. Ho ascoltato con attenzione l’intero contenuto e ho trovato particolarmente interessanti alcuni spunti relativi alle possibili soluzioni da adottare per affrontare le criticità strutturali che caratterizzano la Juventus di Tudor. Le riflessioni toccano nodi centrali del modello di gioco bianconero: l’uso dei quinti in relazione alle catene laterali e alla creazione di superiorità posizionali, la gestione degli spazi centrali nelle due fasi, il bilanciamento tra solidità difensiva e sviluppo offensivo, le rotazioni necessarie per aumentare fluidità ed evitare prevedibilità nella manovra. Il limite principale risiede nell’assenza di interpreti naturali per il ruolo di quinto. Come sottolineato da Luca, ciò riduce l’impatto offensivo sulle corsie, mentre Tudor, fedele ai propri principi, prova a mantenere il sistema di riferimento ricorrendo a compromessi: a sinistra utilizza un profilo più associativo come Cambiaso, che si accentra per formare densità in mediana; a destra affida il ruolo a un giocatore più lineare come Kalulu, garantendo equilibrio ma limitando l’ampiezza. Questa asimmetria, pur pensata per bilanciare la squadra, finisce di fatto per castrare lo sviluppo offensivo: manca la giocata di ampiezza pura (1vs1 esterno o cross dal fondo) e, se mezzala o braccetto non accompagnano, si perde ulteriore profondità laterale. Ne deriva la percezione che la proposta offensiva dipenda quasi esclusivamente dalla qualità dei tre davanti. Il cambio di modulo potrebbe rappresentare un’alternativa, ma solo se in questi mesi fosse stato portato avanti un lavoro parallelo di adattamento. Le dichiarazioni di Tudor, invece, confermano che si sta investendo unicamente sul consolidamento dell’attuale sistema.😌
  21. "COME FREGO JURIC"🤪 3-4-2-1 Di Gregorio Kalulu-Bremer- Kelly J.Mario- Loca- Thuram-Cabal Zhegrova-Yildiz David Perché questo 3-4-2-1 può far male all’Atalanta di Juric? 1. LINEE CORTE E USCITE PULITE Con Di Gregorio in porta e la difesa a tre (Kalulu–Bremer–Kelly), abbiamo sicurezza in costruzione: Bremer comanda, Kelly garantisce piede sinistro naturale per l’uscita dal basso, Kalulu offre velocità per gestire eventuali accelerazioni degli attaccanti Bergamaschi. Questo è vitale per superare la pressione feroce a uomo che Juric applica. 2. CENTROCAMPO COMPLETO Locatelli dà ordine e primo passaggio sicuro. Thuram aggiunge progressione palla al piede, la chiave per rompere le marcature individuali. Joao Mario e Cabal sulle fasce garantiscono ampiezza e dinamismo: il primo con qualità tecnica e letture offensive, il secondo con gamba e aggressività nei duelli. Questa combinazione copre bene sia la costruzione che la transizione. 3. DOPPIA MINACCIA TRA LE LINEE Zhegrova e Yildiz, per me sono i profili perfetti per punire la difesa a uomo: imprevedibili, capaci di muoversi dentro-fuori e di costringere i difensori ad uscire dalla loro zona, aprendo spazi centrali e laterali. 4. ATTACCO DELLA PROFONDITÀ Jonathan David è l’arma letale contro la difesa alta di Juric: attacca lo spazio, si muove lateralmente per aprire varchi e ha freddezza in area. Ogni pallone rubato o verticalizzazione rapida può diventare un’occasione da gol. In pratica, questa formazione è costruita per accettare il duello fisico ma allo stesso tempo punire con qualità e velocità gli spazi che Juric lascia quando la sua Atalanta si sbilancia. PIANO GARA. FASE DI POSSESSO Uscita 3+2: Kalulu–Bremer–Kelly in prima linea, con Locatelli che si abbassa accanto a Bremer per dare un’uscita sicura. Ampiezza dei quinti: Joao Mario e Cabal larghi fin da subito per allungare la pressione uomo su uomo e costringere gli esterni atalantini a difendere basso. Progressione: appena si rompe la prima pressione, Thuram deve portare palla centralmente per attrarre un uomo e liberare i corridoi su Zhegrova e Yildiz. Verticalità immediata: David va cercato subito in profondità, perché l’Atalanta lascia sempre metri alle spalle della linea difensiva. FASE DI NON POSSESSO Difesa a 5: i quinti (Joao Mario e Cabal) si abbassano creando un 5-4-1 compatto. Bremer sulla punta: marcatura stretta e anticipi aggressivi, con Kelly e Kalulu pronti alle coperture laterali sugli esterni che si buttano dentro. Centrocampo corto: Locatelli e Thuram devono schermare le linee di passaggio interne, obbligando l’Atalanta a giocare esterno dove la pressione può essere più gestibile. Densità centrale: l’obiettivo è non concedere ricezioni facili tra le linee. FASE DI TRANSIZIONE TRANSIZIONE POSITIVA: recuperata palla, primo sguardo su Locatelli o Thuram e verticalizzazione rapida su David. In alternativa, apertura immediata su Zhegrova, che può puntare l’uomo in campo aperto TRANSIZIONE NEGATIVA: contropressing immediato dei tre centrali + Thuram sul portatore, mentre Locatelli rimane a copertura bassa davanti alla difesa. Questo piano partita, per me, permette di: Resistere alla pressione di Juric con uscite pulite e quinti larghi. Sfruttare gli spazi alle spalle con David e gli inserimenti dei trequartisti. Neutralizzare i punti forti dell’Atalanta (intensità, gioco verticale centrale) con densità in mezzo e marcature mirate. byDALIA😍
  22. Perfetto. Il 3-4-2-1 di per sé non è né un limite né una garanzia: il valore lo fanno i principi di gioco che ci metti dentro, e lì hai citato esempi chiarissimi.🫡 Juric al Verona, Tudor al Marsiglia, Gasperini con la sua Atalanta, fino ad arrivare a De Zerbi: tutti hanno preso la stessa struttura e l’hanno resa viva con dettagli tattici concreti. Concordo quindi sul fatto che il modulo deve essere solo la base da cui partire. A renderlo realmente efficace servono: Compattezza nelle distanze: le linee non devono mai “spaccarsi”, soprattutto in costruzione bassa, altrimenti si resta isolati contro il pressing. Movimenti senza palla: i due trequartisti devono muoversi in diagonale, venire incontro, aprire corridoi. Se restano statici, la squadra si schiaccia. Sovrapposizioni interne ed esterne: il quinto deve avere sempre due opzioni, l’appoggio esterno e il taglio interno, altrimenti diventa prevedibile. Triangolazioni di catena: difensore-quinto-mezzala devono dialogare per risalire il campo, esattamente come facevano le migliori squadre di Juric e Gasperini. Riconquista immediata: se non c’è la pressione coordinata dopo la perdita, il 3-4-2-1 diventa vulnerabile sugli esterni. In sostanza: sì, il 3-4-2-1 è una base solida e moderna, ma se resta “piatto” è un guscio vuoto. Se invece ci metti dentro quei principi, distanze, movimenti, catene laterali e intensità, allora diventa un sistema vivo, capace di moltiplicare le qualità dei singoli e di reggere a livelli alti.👍
  23. Si, in effetti quando gioca Cambiaso terzino nel 3-4-2-1, in fase di costruzione dal basso la squadra assume funzionalmente una forma simile a un centrocampo a 3: Cambiaso si alza sulla fascia, uno dei centrali si abbassa tra i difensori e i due mediani si adattano, creando triangoli di supporto. Tuttavia, non è un vero centrocampo di costruzione a 3: i ruoli restano dinamici e variabili, la compattezza e le linee di passaggio tipiche di un 4-3-3 non ci sono, e in transizione la squadra torna rapidamente alla struttura originale. In pratica, è una trasformazione situazionale in possesso. Credo che l' amico intendesse chiedere se Tudor abbia mai provato, anche solo in allenamento, una vera mediana a 3.🤔
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.