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Il parere dell'A.G. della Corte UE dà ragione, su un punto importante, ad Andrea Agnelli: i giudici nazionali devono poter annullare le sanzioni illegittime della G.S.

Post in rilievo

8 ore fa, luke75 ha scritto:

Eh , stessa cosa che mi chiedevo anch'io , tanti quà parlano di caso chiuso da John John , ma io non ne sarei tanto sicuro , anzi , penso che gli azionisti nel caso potrebbero fare pressione.

Sono molto curioso di vedere come andrà a finire… io sono convinto che qualcosa succederà… troppe sono state e sono le ingiustizie contro la Juve … non si tratta solo di farsopoli e plusvalenze…

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Il 21/12/2025 Alle 10:14, headstones ha scritto:

Sono molto curioso di vedere come andrà a finire… io sono convinto che qualcosa succederà… troppe sono state e sono le ingiustizie contro la Juve … non si tratta solo di farsopoli e plusvalenze…

.quotone

 

E già il fatto che le cause contro la legge 280 del 2003 sono tre (due, ossia quella di AA e Arrivabene + Giraudo, presso la CGUE e uno presso, quella di Moggi e Giraudo, che coinvolge anche la legge 280) fa capire il fallimento totale di quella legge che ha portato il calcio italiano alla rovina

 

 

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Quoto

Dupont, l'avvocato di Giraudo: «L'Avvocato UE può fare saltare la giustizia sportiva italiana»

 

L'avvocato Dupont, legale di Giraudo, è convinto che le conclusioni dell'Avvocato della Corte UE possano portare ad un ribaltone nella struttura della giustizia sportiva italiana in relazione ai casi di Agnelli e Arrivabene.

 

Jean-Louis Dupont, avvocato che guida lo studio Dupont-Hisse, diventato celebre per la sentenza Bosman e per aver affiancato la Superlega di fronte all’Unione europea, è anche il legale di Antonio Giraudo nella battaglia legale fra l’ex dirigente della Juventus, radiato dopo Calciopoli, e lo Stato italiano che nello specifico riguarda la legge 280 del 19 agosto del 2003 sulle disposizioni urgenti della giustizia sportiva.

 

L'avvocato belga, nel corso di un'intervista a Il Giornale, i cui passaggi chiave sono stati riportati da Calcio&Finanza, ha commentato la posizione di Dean Spiellman, l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea che lo scorso 18 dicembre si è espresso sui casi di Agnelli e Arrivabene, concludendo che i giudici ordinari nazionali devono poter annullare le sanzioni sportive. Secondo Dupont, questo passaggio può portare ad una vera e propria rivoluzione della Giustizia Sportiva italiana.

 

SALTA LA GIUSTIZIA SPORTIVA ITALIANA?

 

Come riferisce Calcio&Finanza, il 18 dicembre, l’avvocato generale della Corte di giustizia UE Dean Spielmann, ha affrontato due nodi cruciali in merito alle sanzioni inflitte ad Andrea Agnelli e a Maurizio Arrivabene, ex presidente ed ex amministratore delegato della Juventus, condannati con un’inibizione di due anni da qualsiasi attività professionale nel calcio italiano per il loro coinvolgimento nel caso plusvalenze risalente all'inizio del 2023.

 

Ecco i due temi principali su cui l’avvocato si è espresso, dopo il ricorso di Agnelli e Arrivabene al TAR del Lazio: la compatibilità di queste sanzioni con il diritto dell’Unione europea e i limiti dell’autonomia della giustizia sportiva. Secondo Spielmann, le norme europee sulla libera circolazione delle persone non impediscono l’applicazione di provvedimenti come un divieto biennale di operare nel calcio, a condizione che tali misure siano giustificate dalla tutela dell’integrità delle competizioni e fondate su criteri chiari, oggettivi, non discriminatori e proporzionati.

 

Il punto più delicato riguarda però il ruolo dei giudici statali. Il TAR del Lazio, investito del ricorso degli ex dirigenti bianconeri, ha segnalato che l’ordinamento italiano non gli consente di annullare o sospendere le sanzioni disciplinari sportive, ma soltanto di riconoscere un eventuale risarcimento economico. Un limite che, secondo l’avvocato generale, viola totalmente il diritto europeo . In attesa della sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue, le conclusioni dell’avvocato Spielmann possono essere il grimaldello giuridico per uno scardinamento della giustizia sportiva come la conosciamo oggi.

 

IL CASO GIRAUDO 

"Le conclusioni di Spielmann non sono vincolanti ma preannunciano la posizione della corte di giustizia europea (CGUE) – ha dichiarato l’avvocato Dupont a Il Giornale –. Infatti si afferma che quella legge (legge 280 n.d.r) che impedisce ai tribunali dello Stato di annullare le sanzioni disciplinari che sono state emesse dalla giustizia sportiva, viola il diritto fondamentale rivolto a una tutela giurisdizionale che è garantito dal diritto dell’Unione Europea.

Da vent’anni Giraudo chiede a tutti i tribunali italiani di sottoporre questioni pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Ue ma i tribunali hanno sistematicamente rifiutato di sottoporre tali questioni, hanno puntualmente messo il coperchio sulla pentola. Giraudo chiede danni allo Stato, la sua è diventata un’azione legale proprio nei confronti di chi ha violato, con quella legge citata, le regole europee. L’avvocato Spielmann solleva parecchi e seri dubbi sul fatto che gli organi disciplinari di FIGC e CONI possano essere considerati giurisdizioni in relazione al diritto europeo, è messa in discussione la loro imparzialità. Giraudo è stato giudicato e squalificato a vita in soli pochi giorni ma da vent’anni non gli è permesso di essere ascoltato da un giudice indipendente e imparziale così che l’Avvocatura invita la giustizia italiana a verificare la composizione degli organi disciplinari affinché non possano esserci dubbi sulla loro neutralità rispetto agli interessi in gioco".

 

GIRAUDO CONTRO LO STATO

"È un errore relativo alla legge 280. Si allarga a tutti i tesserati delle federazioni sportive, alla tutela dei loro diritti non in contrasto con quelli europei, come invece è accaduto. Proprio per questo il giudizio dell’avvocato della Corte Ue può cambiare il paradigma della giustizia sportiva italiana:

 

"L’Avvocatura generale sostiene che il principio di “tutela giurisdizionale effettiva”, sancito dall’articolo 19 del Trattato sull’Unione Europea (TUE) e dall’articolo 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, impone che i giudici nazionali debbano avere il potere non solo di concedere un risarcimento, ma anche di annullare le sanzioni illegittime e di concedere misure provvisorie, come la sospensione delle sanzioni stesse. Questo non è stato fatto nella vicenda Giraudo. Se non c’è tutela del diritto tutto il resto non conta".

 

LA RADIAZIONE

"Si tratta di un mostro giuridico. Incide su diritti e libertà garantiti dai Trattati europei".

 

In analisi ci sono altre istanze simili, come quelle di Andrea Agnelli che ha utilizzato, per la propria azione legale, il dossier dei ricorsi presentati proprio da Giraudo: "Il suo è un ricorso amministrativo nei confronti degli organi disciplinari sportivi. Il caso di Antonio Giraudo, dopo i vani tentativi di essere ascoltato dai tribunali ordinari, va oltre e si indirizza allo Stato, alla violazione dei diritti che si ritrova in quella famosa legge dell’agosto del 2003".

 

 

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