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Osservatore Torinese

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    Torino

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  1. Osservatore Torinese

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    La partita contro l’Atletico è stata una di quelle in cui ha girato tutto alla perfezione: squadra compatta, intensità alta e prestazione collettiva enorme. Bernardeschi ha fatto una gara da 9 e mezzo — assist al bacio e rigore procurato, praticamente due gol su tre nascono da lui. Abbiamo creato tantissimo e persino Chiellini aveva segnato a inizio partita. Era tutto apparecchiato per vincerla. Questa, però, è ancora più bella ed emozionante. Dopo aver perso 5-2 all’andata quasi nessuno ci credeva, e in più non abbiamo neanche lontanamente i giocatori che avevamo nel 2019. Non c’è paragone: per difficoltà, cuore e significato, questa vale almeno tre o quattro volte quella contro l’Atletico.
  2. Osservatore Torinese

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    Se andiamo ai supplementari rischiamo di scoppiare, proprio come a Monaco nel 2016: non abbiamo più energie. In più siamo anche in inferiorità numerica e loro hanno buttato dentro Icardi, che contro di noi è sempre una bestia nera… mannaggia. Spero davvero in un gol negli ultimi minuti, perché altrimenti ai supplementari si mette malissimo.
  3. Osservatore Torinese

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    Goooooooooooollllll
  4. Negli anni, da quando è arrivato Allegri fino a quando Marotta se n’è andato dalla Juventus, siamo sempre usciti a testa alta, lottando con sudore e determinazione contro qualsiasi big europea di quel periodo. Ad esempio, nella prima stagione siamo arrivati subito in finale, a un passo dal triplete, e solo un Barcellona inarrestabile ci ha fermato. L’anno successivo siamo stati eliminati dal Bayern Monaco, una grandissima squadra europea; eravamo avanti 0-2 in trasferta e a 40 minuti dalla fine sembravamo praticamente qualificati, ma un’incomprensione tra Pogba e Patrice Evra ha permesso al Bayern di segnare il 2-2, e nei supplementari sono stati loro a vincere. Nel 2017 siamo di nuovo arrivati in finale, e lì un Real Madrid stellare ci ha fermato; nel 2018 siamo usciti ancora contro un top team, sempre il Real, e anche lì abbiamo ribaltato il 3-0 subito all’andata con un 3-0 storico al ritorno al Bernabéu, e solo un rigore all’ultimo minuto, molto polemico e dubbio, ci ha negato l’impresa. Quindi, da quando è arrivato Allegri fino alla partenza di Marotta, siamo sempre usciti a testa altissima contro i più grandi club europei. La figuraccia che ha fatto oggi l’Inter non l’abbiamo mai fatta noi. Chissa se i giornali parleranno di fallimento anche per loro.
  5. Dite che il campionato lo vincono sicuro? Sarebbe bello vederli impegnati su due fronti e poi perdere tutto come l'anno scorso
  6. Osservatore Torinese

    [Live] Galatasaray - Juventus 5-2

    Ma solo in Nations contro la Germania gli escono i tiri da fuori all'incrocio? Con noi una gemma del genere mai?
  7. Osservatore Torinese

    Inter - Juventus 3-2, commenti post partita

    Non era per niente impossibile il goal del 3-2. In diretta pareva angolatissima, vista dal replay passa a 50 cm da di Gregorio. Ma prova a buttarti per lo meno!
  8. Osservatore Torinese

    [Live] Inter - Juventus 3-2

    Comunque la palla è passata a 50 cm da di Gregorio... Posso capire avesse preso il palo..
  9. Osservatore Torinese

    [Live] Inter - Juventus 3-2

    Però locatelli almeno provaci a saltare..
  10. Kolo Muani quest’anno non sta rendendo per niente. 15 partite in Premier League: 0 gol, 0 assist. Un po’ meglio in Champions (2 gol + 2 assist), ma ben lontano dalle aspettative. Il PSG lo valutava 70+ milioni, oggi i siti più autorevoli (Transfermarkt ) parlano di circa 25M. A quella cifra sarebbe super prendibile. Resta il problema PSG: dopo il caso Juve, i rapporti non sono dei migliori, quindi trattare non sarà semplice. Ma a questo punto Openda?
  11. Le parole di Bremer sul sognare di vincere un trofeo fanno inevitabilmente riflettere. È sorprendente rendersi conto che con la nostra maglia abbia conquistato un solo titolo: una Coppa Italia, vinta circa 600 giorni fa. Il quadro diventa ancora più amaro se si pensa che il penultimo trofeo ufficiale della Juventus risale al 19 maggio 2021. Per un club come la Juve, dati del genere sono difficili persino da concepire.
  12. Capisco il discorso sulla tempistica e sugli obiettivi di allora, ma secondo me c’è un punto di fondo che va chiarito: Haaland non era il nome obbligatorio, era solo un esempio di attaccante di prospettiva che poi è esploso. Il senso del ragionamento non era “bisognava prendere per forza Haaland”, ma evitare un’operazione come Ronaldo e puntare su un profilo più giovane, sostenibile e rivendibile. Nella stessa estate 2018, per esempio, l’Inter ha preso Lautaro Martínez a 25 milioni, oppure c’era un Lukaku di 25 anni, già pronto ma ancora nel pieno della carriera. Giocatori che non ti bloccavano il mercato, non ti distruggevano le casse societarie e non ti costringevano a sacrificare il resto della squadra. Questo è il punto, non il nome in sé. Che la Juve di allora si sia auto-convinta di essere una squadra a cui bastava aggiungere Ronaldo per vincere la Champions, secondo me, è stata una valutazione completamente errata. Solo i fanboy potevano pensare che Ronaldo vincesse la Champions da solo. Non a caso il Real Madrid, dopo di lui, ne ha vinte altre due, mentre lui non si è più avvicinato a vincerne una. Il Real dominava grazie a un centrocampo mostruoso, non solo grazie a Ronaldo. La Juve ha fatto le sue migliori Champions quando aveva centrocampi straordinari: – 2015: Pirlo, Marchisio, Vidal, Pogba – 2017: collettivo fortissimo, top in ogni reparto Con Ronaldo, invece, abbiamo indebolito tutto il resto. E, soprattutto, quell’operazione ha contribuito a far scappare Marotta alla concorrenza, cosa che poi abbiamo pagato carissima. Detto questo, è chiaro che fare discorsi con i “se” e con i “ma” serve fino a un certo punto: tra vicende societarie, curva, equilibri interni, non sapremo mai come sarebbe andata. Ma il concetto resta: non serviva Ronaldo, serviva un progetto più lucido, con un attaccante di prospettiva e una squadra equilibrata. E questo, secondo me, è stato il vero errore. Abbiamo smesso di fare ciò che ci aveva portato a dominare per anni — 7 scudetti consecutivi, 4 Coppe Italia di fila e due finali di Champions in quattro stagioni — per inseguire l’illusione della “voce grossa” sul mercato, fatta di grandi nomi e operazioni spropositate: l’arrivo di Ronaldo, l’acquisto di De Ligt a cifre fuori mercato e altri investimenti di quel tipo. Il risultato è stato la fine di un ciclo che sembrava non dovesse mai interrompersi: scudetti, Coppe Italia e soprattutto la nostra competitività europea. Da lì in poi siamo usciti in maniera miserabile contro squadre di secondo piano come Ajax, Porto e Lione, cosa che prima di Ronaldo non era mai successa. Prima, se uscivamo, lo facevamo contro top team, giocandocela sempre fino all’ultimo secondo, oppure arrivando direttamente in finale. Ricordo ancora la sfida col Bayern: eravamo praticamente qualificati e solo un gol all’ultimo minuto, nato da un errore tra Pogba ed Evra, ci condannò all’eliminazione. Stesso discorso con il Real nel 2018 a Madrid: rimonta clamorosa, loro in evidente difficoltà, e passano il turno solo grazie a un rigore molto dubbio all’ultimo minuto. Quella Juve usciva sì, ma con il ferro tra i denti, lottando fino alla fine e sempre contro avversari di altissimo livello.
  13. Ho citato Haaland perché rappresenta uno dei primi esempi recenti di giocatore di enorme prospettiva e straordinario finalizzatore che poi è effettivamente esploso negli anni, e che in quel periodo era oggettivamente acquistabile. Siamo tutti consapevoli che la Juventus, storicamente, non ha mai potuto permettersi l’acquisto di big già affermati nel pieno della loro carriera, e questo vale anche per quel periodo. Non a caso Cristiano Ronaldo lo abbiamo preso a 100 milioni quando aveva già dato il meglio della sua carriera. Il nome di Haaland era quindi ipotetico, ma concreto: quando giocava al Salisburgo era tranquillamente prendibile, fermo restando che serviva uno scouting eccezionale per individuarlo e puntarci con decisione. Detto questo, la storia della Juve ci dice che siamo sempre stati bravi a scoprire talenti e a farli esplodere in casa. Anche Trezeguet, per esempio, quando arrivò aveva già dimostrato tanto, ma non era ancora un campione affermato. In generale, la Juventus ha raramente costruito la propria grandezza comprando campioni già fatti. I casi più evidenti sono Buffon, Thuram, Cannavaro e, appunto, Cristiano Ronaldo. Per il resto, la nostra identità è sempre stata quella di prendere giocatori in rampa di lancio o addirittura sconosciuti, come Pogba, e trasformarli in fuoriclasse. Il punto è proprio questo: se invece di investire su un Ronaldo ormai a fine picco si fosse puntato su un profilo di prospettiva come Haaland, probabilmente la storia recente della Juve sarebbe stata completamente diversa. Anche perché in quel periodo il divario con l’Inter era enorme: erano praticamente allo sbando. L’operazione Ronaldo, invece, ha contribuito a far scappare Marotta all’Inter e da lì è iniziata la nostra decadenza tecnica, societaria ed economica, che ci ha portato a lottare per la Champions, mentre l’Inter è tornata a dominare in Italia e a competere stabilmente in Europa, pur con le note figuracce in finale di Champions. Per fortuna aggiungerei.
  14. Se avessimo puntato su un giocatore di prospettiva come Haaland, invece che su Cristiano — per far rendere il quale era necessario costruire l’intera squadra attorno a lui — forse avremmo completato la serie di 10 scudetti consecutivi e, magari, avremmo anche incassato molto da una sua eventuale cessione, continuando quel ciclo dominante in Italia che storicamente abbiamo avuto dopo ogni nostra grande vendita (come nel post-Pogba 2016). Purtroppo con i se e con i ma non fai la storia.
  15. Capisco il ragionamento, ma continuo a non vedere il senso. Anche ammettendo che non fosse il rigorista designato, una volta che ti presenti sul dischetto in una finale, all’ultimo minuto, non esiste al mondo che tu vada lì per sbagliare apposta. Non ci guadagni nulla, anzi: ti giochi carriera, immagine e storia. Sul discorso dei “piani alti” siamo nel campo delle ipotesi. Nella storia del calcio abbiamo visto di tutto: Mondiali vinti con gol irregolari come quello dell’Inghilterra, Champions decise da fuorigioco evidenti, scandali ben più grossi di questo… e alla fine non è mai successo nulla di irreparabile. Dopo qualche tempo si dimentica tutto. Quindi non sarebbe successo assolutamente niente se Diaz avesse segnato quel rigore. Resta poi la contraddizione più grande: perché Diaz avrebbe protestato più di tutti per far assegnare il rigore, essendo lui quello che subisce il fallo, se l’idea era quella di non segnare? Non ha alcuna logica. E anche il modo in cui lo tira è chiarissimo: se devi sbagliare apposta, la spari in curva o fai un tiro moscio. Non provi un cucchiaio, che è il gesto più arrogante e umiliante possibile per un portiere. Quello è un tentativo di chiuderla con stile, non di “obbedire” a qualcuno. La spiegazione più semplice resta la più credibile: ha provato a umiliare Mendy, gli è andata male e basta. Succede nel calcio, anche ai grandi. Anche perché, dopo il torneo che ha fatto, se avesse segnato sarebbe entrato nella storia in Marocco come il dominatore assoluto della competizione. Pensare che uno rinunci volontariamente a una gloria del genere è molto più illogico di un rigore sbagliato.🤔🤔
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