Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Anastasi 9

Utenti
  • Numero contenuti

    167
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Anastasi 9

  1. Anastasi 9

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    Zhegrova è fortunato che in questo momento non ce l’ho a tiro
  2. Anastasi 9

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    Hai ragione
  3. Anastasi 9

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    I supplementari non ci volevano. Conoscendo il nostro karma verremo sbattuti fuori avendo bruciato una montagna di energie. E domenica c’è una partita fondamentale. Maledizione!
  4. Anastasi 9

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    Sto piangendo. Comunque vada a finire. Grazie!!!
  5. Anastasi 9

    [Live] Juventus - Galatasaray 3-1

    A ceferino auguro tanta belle cose, le stesse che auguro a gravina e marotta. È da troppo tempo che ormai è una questione politica non più sportiva. Le responsabilità della proprietà sono pesanti. Sono stanco. Stasera i ragazzi sono eroici
  6. Insomma se stasera ci riuscisse il miracolo sarebbero 5 volte su 50; cioè il 10 per cento, che sono le probabilità che abbiamo
  7. Marotta 1 salmone + Chivu 1 salmone + La Russa 1 salmone + Sala 1 salmone + Gravina 1 salmone = Bastoni....5 salmoni!! 😃😃😃😃😃
  8. Marotta 1 salmone + Chivu 1 salmone + La Russa 1 salmone + Sala 1 salmone + Gravina 1 salmone = Bastoni....5 salmoni!! 😃😃😃😃😃
  9. 🤣“Beppe…lo voglio rivedere…” 🤣
  10. A quello che hai scritto aggiungerei qualche considerazione. Su Openda si capisce anche perché Spalletti non lo faccia giocare. L’idea di sabato, cmq, era abbastanza chiara, cioè attaccare la linea alta del Como con lanci immediati alle spalle dei centrali. Il problema è che i tempi di lancio e la qualità tecnica sono stati pessimi: palloni troppo lunghi o fuori misura che spesso finivano sul fondo. Su Di Gregorio c’è poco da dire: sbaglia su entrambi i gol. Sul secondo l’uscita/non uscita è proprio da scuola calcio. Capisco il momento psicologico complicato, ma a certi livelli quegli errori proprio no, e lui li sta replicando ad ogni partita. L’errore di Koop rientra nella catena di errori che porta al primo gol, ma quello che preoccupa è che va in confusione, ripiega alla cieca, perde visione periferica e si fa saltare da Vojvoda affrontandolo con una postura sbagliata. Se giochi in quella zona di campo devi leggere prima la situazione, non rincorrerla. Gatti purtroppo non può fare il lavoro di Kalulu: per questo Spalletti ha messo McKennie a destra, cercando più copertura e corsa. Però così ha depotenziato l’americano fino all’ingresso di Conceicao, quando finalmente si è rialzato un po’ il baricentro e si è visto qualcosa di più dinamico. Miretti ha fatto una partita confusionaria, ha girovagato senza riferimenti, spesso occupando spazi già coperti e mancando quelli che servivano. Più che un problema tecnico, sembra di letture e disciplina tattica. E poi c’è un aspetto che ormai sta diventando cronico, cioè siamo diventati bravissimi a farci gol da soli. Direi che ci sono tutti gli ingredienti per la frittata. Su Spalletti siamo d’accordo. Qui il problema è più profondo: identità fragile, poca solidità mentale e troppi giocatori fuori ruolo. Finché non sistemi queste cose, il nome in panchina conta fino a un certo punto.
  11. Anastasi 9

    Juve - Galatasaray: credete nella rimonta?

    Che cosa mi hai ricordato! Bisogna dire che quell'entrata fu cattivella (fa un po' il paio con un'altra...quella di Tardelli su Rivera al 1' secondo di gioco di uno Juve-Milan, ma quello era un centrocampo - c'era pure Furino - di malviventi 🤣). Cmq, gli ultimi dodici minuti di quella partita furono una sofferenza interminabile. Senza contare che la domenica successiva andammo a vincere lo scudetto dei 51 punti a Marassi contro la Samp. Eh...ricordi indelebili!
  12. Anastasi 9

    Juve - Galatasaray: credete nella rimonta?

    Un saluto a te, @gnatmm 👋 Intanto preciso, con affetto: non appartengo a “un paio” di generazioni fa… diciamo una e tre quarti 😄 Detto questo, stavolta mi tocca fare il realista: anch’io, purtroppo, non credo nella rimonta. Sarò smentito e felice di esserlo, ma non ricordo una Juve capace di recuperare tre gol di scarto in Europa partendo da un passivo del genere. Se qualcuno ha in mente precedenti simili, mi illumini, ma a memoria non me ne vengono. Una cosa però è vera: nelle Juve di Furino, Tardelli, Benetti e compagnia cantante, dopo una serata come quella di Istanbul le “legnate” (metaforiche e non troppo) nello spogliatoio sarebbero volate basse. Non tanto per il risultato in sé, ma per l’idea di non aver sputato sangue fino all’ultimo secondo. Poi il calcio è strano, e quel 22% lo capisco: è più fede che calcolo. Ma stavolta, almeno per me, la fede fa un po’ più fatica del solito
  13. Guarda, sono totalmente d’accordo con te sul fatto che a un certo punto la tattica diventi quasi un esercizio accademico. Sul pressing hai detto tutto: se non hai le preventive, se non accorci con i tempi giusti, se 3-4 partono a caso e gli altri restano piantati, non è pressing organizzato, è un invito al torello. E infatti il Como usciva pulito senza neanche fare cose trascendentali. Non hanno fatto la partita della vita: sono stati ordinati, compatti, lucidi. Gli è bastato quello. E qui torniamo al punto di partenza: testa e postura prima ancora che modulo. Prendi il primo gol: Koop non ha proprio le movenze del difensore. Prima corre senza mai guardare cosa succede alle sue spalle, poi si gira in modo goffo e si fa bullizzare da Vojvoda. Non è una questione di schema, è lettura, è mestiere. E quella roba lì non la improvvisi. Lo stesso atteggiamento lo avevamo visto anche con altri allenatori, purtroppo. Tu citavi giustamente Spalletti nel post partita quando ha parlato di “pressioni individuali”. A me aveva colpito già la conferenza di venerdì: sembrava uno che i presagi li avesse già sentiti. Poi possiamo stare qui a parlare di 3-5-2 che agevola Fabregas, di ampiezze, di catene laterali… ma se il tuo disimpegno finisce con un assist di testa di Di Gregorio agli avversari e questi prendono la traversa, ti cascano le braccia. Lì non è più sistema di gioco: è concentrazione, è pulizia tecnica, è responsabilità individuale. Ed è questo che fa più rabbia: perché nei “giorni buoni” avevi mascherato tutto con organizzazione e aggressività. Ma se salta quella, viene fuori la natura della squadra. E allora sì, diventa difficile trovare una chiave che non sia semplicemente: abbiamo giocato scollegati, molli e confusi. Il Como ha fatto il suo. Noi no.
  14. Anastasi 9

    Stavolta è diverso

    Ho iniziato a leggere pronto a indignarmi, ho finito per applaudirti. La definizione di “progetto artistico contemporaneo” applicata alla Juventus è probabilmente l’unico modo elegante per metabolizzare l’eliminazione sistematica da tutto ciò che prevede un trofeo. Altro che stagione deludente: è installazione concettuale. Performance site-specific. Sofferenza partecipata. Il minimalismo competitivo è un colpo di genio. Mentre gli altri accumulano partite, noi accumuliamo introspezione. Loro corrono dietro alle coppe, noi inseguiamo l’essenza. Sottrarre per elevarsi. Perdere per trascendere. La “terza fascia zen” poi è illuminazione pura: equilibrio cosmico tra ambizione e rassegnazione. Non abbastanza forti da illuderci, non abbastanza deboli da ribellarci. Una specie di nirvana bianconero. E su “Istanbul” hai ragione: noi non viviamo le notti europee, le produciamo. Siamo industria culturale dell’epica altrui. Non c'è dubbio sul fatto che la componente più feroce, esigente e competitiva del club oggi sieda sugli spalti e scriva nei forum. Noi in modalità assedio medievale, loro in gestione ZTL. Forse è questo il vero paradosso: la squadra gioca per non perdere troppo, i tifosi tifano per non perdere l’identità. Se è arte contemporanea, almeno è arte interattiva: ci fa arrabbiare, discutere, scrivere papiri. E in fondo, finché ci indigniamo, significa che l'asticella non l'abbiamo ancora abbassata. Ora però, dopo la fase concettuale, io tornerei volentieri a un po’ di sano realismo competitivo. Perché l’introspezione sarà pure nobile… ma alzare una coppa resta la forma più efficace di equilibrio interiore
  15. Conte proprio no, e i motivi sono più di uno. Al di là delle capacità (che non si discutono), è un profilo che porta sempre con sé tensioni, richieste molto pesanti e una gestione che nel medio periodo spesso lascia delle scorie. Non è il momento di infilarsi in un altro progetto “totalizzante” che rischia di esplodere dopo due stagioni. Io, sinceramente, non cercherei un nuovo allenatore. Da qualche parte bisogna pure appoggiarsi per rimanere in piedi, e Spalletti secondo me è la persona giusta. Ha un’enorme esperienza ma allo stesso tempo è “giovane” nelle idee, nel modo di proporre calcio, nell’interpretazione delle partite. Non è uno che si spaventa davanti alle sfide importanti e accettare la Juventus lo è stato, eccome, anche se aveva i suoi motivi personali. In più è già da qualche mese dentro l’ambiente: conosce la squadra, le dinamiche, i limiti e i margini di crescita (diciamo così...). Può indirizzare il futuro mercato meglio di chiunque altro in questo momento. Poi, però, non fatemi parlare dei dirigenti… sennò non finisco più.
  16. Ho una certa età e ne ho viste. Penalizzazioni, finali perse, stagioni storte… con la Juve ho ingoiato di tutto. Ma questo scempio è qualcosa di diverso. Non fa male la sconfitta, fa male il vuoto: zero anima, zero orgoglio, zero reazione. Una squadra che non si arrabbia, non lotta, non sente il peso della maglia. Ed è difficile, in questo contesto, persino parlare di tattica. Quando il livello tecnico e soprattutto caratteriale è questo, i moduli contano poco. Non si sono ammutinati, anzi, con Spalletti in certe partite si è anche overperformato, ma alla lunga la natura della squadra viene fuori, prepotente. E lascia esterrefatti.
  17. Anastasi 9

    [Highlights] Juventus - Como: 0 - 2 (2025/2026)

    Ho una certa età e ne ho viste. Penalizzazioni, finali perse, stagioni storte… con la Juventus ho ingoiato di tutto. Ma questo scempio è qualcosa di diverso. Non fa male la sconfitta, fa male il vuoto: zero anima, zero orgoglio, zero reazione. Una squadra che non si arrabbia, non lotta, non sente il peso della maglia. Perdere si può. Sparire così no. Grazie, Paolo.
  18. Normalizzare l’assurdo significa dire che il bianco è grigio. Significa trasformare un errore palese in un esercizio di potere affermando così che la colpa è di chi subisce il torto. Più cercano di rendere "tecnico" ciò che è palesemente ingiusto, più si s.puttanano. La parte più velenosa non è l’episodio in sé. È la narrativa tossica e la propaganda con cui viene strombazzata (il sindaco di milano… il presidente del senato…il servilismo dei giornalai…) Come se fosse normale cambiare criteri, metri di giudizio. L’esercizio del potere, appunto
  19. Ti ringrazio per l’accoglienza e per le parole generose. Mi fa molto piacere sapere che stile e contenuti sono in sintonia con lo spirito del cafe. Quanto alla minaccia di arruolamento coatto: prendo atto dei poteri dei mod (🤠) e cercherò di timbrare il cartellino con una certa regolarità. Al di là delle battute, l’invito mi fa piacere. Se posso dare un contributo alla qualità della discussione, lo farò con continuità. Senza farmi pregare troppo 🤗
  20. Senz’altro. La guida tecnica della squadra secondo me deve essere confermata a Spalletti a prescindere dal piazzamento in champions (che sia quarto o quinto posto). La sua carriera e quello che si è visto in questi mesi parlano chiaro: c’è un’idea di gioco, c’è lavoro, c’è una direzione. Sulla squadra mi esprimo poco: le lacune e le carenze le conosciamo tutti. Però proprio per questo va strutturata in base alle esigenze dell’allenatore. Se scegli una guida tecnica, devi metterla nelle condizioni di lavorare con profili funzionali alla sua idea di calcio, non adattare sempre tutto all’ultimo momento. Quello che mi preoccupa di più è il reparto dirigenziale: sono troppi anni che, al di là dei continui avvicendamenti, non si vede una struttura realmente all’altezza della storia del club. È lì che servirebbe stabilità e visione. Chiaro, il quarto posto garantirebbe più risorse e più margine di manovra. Ma un mercato efficace si può fare in tanti modi, non solo spendendo cifre enormi: Barzagli e Pirlo sono lì a dimostrarlo. Servono competenza, idee chiare e coerenza con il progetto tecnico
  21. Grazie per il benvenuto 🤗. Volevo solo aggiungere che il punto più amaro è che questa squadra, per come è stata costruita, non sa fare bene nulla. Non ha qualità per imporre il gioco, non ha la struttura per fare un catenaccio moderno, non ha l’intensità per pressare alto con continuità, non ha solidità caratteriale per vivere solo di sofferenza e ripartenze. E quando non hai un’identità chiara , finisci per non fare bene nulla. Proprio per questo io voglio che Spalletti rimanga. Perché, al netto dei limiti della rosa, è uno dei pochi che può provare a costruire un’identità moderna, a dare un senso tecnico a quello che facciamo in campo. Tornare indietro, oggi, sarebbe solo un’illusione nostalgica
  22. È vero: i tempi di Lippi sembrano lontanissimi. Ma tra i tifosi juventini, in realtà, non sono mai davvero passati quelli di Trapattoni,che già allora veniva accusato di proporre un calcio alla Rocco. E, per molti aspetti, Allegri rappresenta la versione contemporanea di quell’idea. Il punto però è che quel modello di calcio oggi è vecchio. Non “impopolare”: vecchio. Il catenaccio o, se vogliamo dirla in modo più moderno, il “pullman davanti alla porta” , appartiene a un’altra epoca storica del gioco. È nato in un contesto tattico, atletico e regolamentare completamente diverso da quello attuale. Oggi il calcio è intensità, occupazione degli spazi, costruzione dal basso, pressing organizzato, transizioni veloci. Limitarsi a difendere bassi e buttare palloni in avanti non è pragmatismo: è rinunciare a stare dentro il calcio contemporaneo. Può funzionare? Forse, ma solo in condizioni molto particolari: se hai una squadra fisicamente dominante, emotivamente solida, feroce nei duelli e impeccabile nelle marcature. Ma se possiedi davvero un gruppo con queste caratteristiche, allora sarebbe quasi uno spreco confinarlo al “tutti dietro e speriamo”. Un’identità moderna dovrebbe valorizzare quelle qualità, non usarle come giustificazione per abbassarsi e basta. Il tema non è scegliere tra “giochismo” e “risultato”. Il tema è che oggi, senza un’idea strutturata di gioco, anche il cosiddetto realismo diventa solo improvvisazione mascherata da esperienza. E alla lunga non paga piu
  23. "...è laterale....fuorigioco di rientro..." . E poi dicono che il campionato italiano non è divertente 🤡
  24. i-nutile n-egare t-anto e-skrementi r-imanete
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.