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Fogueres

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  • Titolo utente
    Juventus
  • Compleanno 26/07/1978

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  • Squadra
    Juventus
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    Uomo
  • Provenienza
    Umbria Liguria

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  1. "Qui sto benissimo così come tutta la mia famiglia. Un privilegio allenarsi con Ronaldo, si è creata una grande amicizia. Terzino? Gioco ovunque Allegri voglia. Obiettivi? C’è tanta concorrenza ma col lavoro possiamo vincere tutto". —-> basta questo, grande Cuadrado
  2. Scusami ma cosa c’entra mercoledì, partita della fase a gironi, con Real Madrid ( Quarti CL) e Bayern Monaco ( Ottavi CL)? Lo scorso anno il Real Madrid è stato “maltrattato” nei gironi dal Tottenham. Contro il Bayern la sconfitta venne determinata da un erroraccio ( mi pare Evra) che portò al 2-2 e poi dalla panchina lunga tedesca ( Coman subentrato fu tra i migliori). Con il Real Madrid invece fu diversa. Si stava praticamente creando una leggenda metropolitana sullo 0-3 al 60’ è anche normale che non pretendi di dominare 90’ a Madrid. Anche lì la solita irruenza di Benatia porto’ a quello scandaloso finale. Come si può dare la colpa di tutto ad Allegri?
  3. 1) Allegri qualche errore lo fa ma nel complesso mi sembra faccia più cose giuste. 2)Su questo punto concordo. Dobbiamo entrare in modalità killer instinct 3) Spero si prendano misure. Soprattutto non si regalano situazioni di palle inattiva a una squadra come il Manchester United che sa solo sfruttare quelle. 4) Quest’anno in nostro tasso tecnico è elevato. Speriamo che Douglas Costa torni in forma. Detto questo il fatto che interisti, milanisti, napoletani ci sfottano per una sconfitta non me ne può fregare di meno. A me interessa che si vinca la Champions. Quest’anno la Juventus , volendo andare stretti potrà avere sfottò se non raggiunge minimo la semifinale. Ma dobbiamo vincerla! Per il resto è dialettica amplificata dai social network.
  4. La coperta è corta a centrocampo ma è anche vero che per la prima volta Allegri ha molti giocatori esterni che sono riadattabili al centrocampo tipo Bernardeschi, Cuadrado ( adattabile anche al ruolo dì terzino destro). C’è poi Cancelo, utilizzabile in tutti i ruoli della fascia/e. Lo stesso Alex Sandro può giocare più avanzato. Non dimentichiamo che devono rientrare Emre Can e Spinazzola. Personalmente non so se tenere uno Sturaro o un Marchisio scontento sarebbe stato produttivo. Ok la panchina lunga ma neanche esagerare. In tutto questo gioca un ruolo importante la fortuna: ora prevedere la questione Emre Can era impossibile... Gli “occhi della tigre” se ci sono usciranno fuori da questa sconfitta maturata dopo 80 minuti di dominio . Se non ci fossero vorrà dire che è tutto sbagliato ma il disfattismo adesso mi sembra inutile. Allegri e’ un grande allenatore: migliorerà anche lui dopo questa sconfitta. Altra cosa:Basta mettere dentro Barzagli in CL.
  5. Perché qualcuno ha pensato il contrario? Qualcuno pensava di fare un percorso Champions con tutte standing ovation per CR7 e i bambini in fila per gli autografi? La CL sarà dura e servirà avere più gente integra possibile per fare turnover e/o sbloccare partite
  6. Secondo me l’unico vero errore di allenatore e squadra è stato quello di sentirsi troppo sicuri per manifesta superiorità. Questo è l’unico problema che può avere questa Juventus che , parliamoci chiaramente, è una macchina da guerra. Questo benedetto cambio a mettere dentro Barzagli per confermare che si tirano i remi in barca sguarnendo la fascia destra è stata la ciliegina sulla torta. Ogni tanto serve una scossa: sconfitte così o mettono a nudo fragilità oppure ti fanno crescere.
  7. Cosa ci dice la prima sconfitta stagionale della Juventus I bianconeri hanno dominato per 85 minuti ma hanno perso la partita. A quattro minuti dalla fine di Juventus-Manchester United i bianconeri erano qualificati agli ottavi di finale e avevano ottenuto il primo posto del proprio girone di Champions League, dopo appena quattro partite giocate. Al termine della partita la squadra di Allegri deve invece ancora conquistare la qualificazione e serviranno probabilmente ancora due vittorie per assicurarsi il primato nel gruppo H. Per questo la Juventus deve solo rimproverare sé stessa e i suoi errori. Le differenze con la gara dell’andata Rispetto alla gara d’andata Mourinho ha cambiato molto. Ha abbandonato il 4-2-3-1 e ha schierato un 4-3-3 con Matic mediano, Herrera e Pogba mezzali e Sanchez centravanti con Lingrad e Martial ai lati. Allegri invece non ha rischiato Cancelo e Matuidi, non in perfette condizioni fisiche, sostituendoli con De Sciglio e Khedira. Le intenzioni di Mourinho erano chiare. Il centrocampo a 3 avrebbe dovuto schermare meglio le ricezioni negli half-spaces e proteggere con più efficacia la zona ai fianchi di Matic, individuata da Allegri nella partita d’andata come quella più vulnerabile. Nonostante la renitenza ad uscire in pressione e a spezzare la linea mediana, i centrocampisti dello United non sono riusciti a coprire le linee di passaggio filtranti dei bianconeri e, al contempo, a sabotare il palleggio preparatorio degli avversari. Più avanti, senza Lukaku, disinnescato a Manchester dalle marcature preventive di Bonucci e Chiellini, Mourinho ha puntato sull’agilità di Sanchez per attirare fuori posizione i centrali bianconeri nelle ripartenze immaginate dall’allenatore portoghese. I cambi di formazione nella Juventus hanno cambiato la natura del lato destro della squadra, in virtù delle diverse caratteristiche di De Sciglio e Khedira rispetto a quelle di Cancelo e Bentancur, spostato a sinistra al posto di Matuidi. Nella gara d’andata l’accumulo di giocatori sulla fascia destra aveva creato il lato forte del palleggio bianconero, creando le premesse per attaccare l’ampiezza sul lato debole o per aggredire la profondità. In particolare, l’abbassamento di Bentancur al fianco destro di Bonucci e la contemporanea occupazione dell’ampiezza da parte di Cancelo, ha costituito la base del dominio del possesso bianconero. Le minori qualità di palleggio di De Sciglio, e la tendenza di Khedira ad inserirsi sulla linea offensiva invece di sostenere la circolazione del pallone a sostegno, hanno riequilibrato la manovra juventina rendendo meno insistita la ricerca della superiorità tecnica e posizionale sul lato destro del campo. La pass-map della Juventus mostra che bianconeri hanno sovraccaricato meno la fascia destra. Basti vedere l’analoga mappa nella gara d’andata all’Old Trafford. Nonostante i cambiamenti della fascia destra, la Juventus ha giocato all’incirca con gli stessi principi della partita d’andata, con solo qualche aggiustamento. Ancora una volta, in assenza di un centravanti di ruolo, i tre attaccanti si sono mossi con estrema libertà per il campo. Se Cuadrado ha preferito la fascia destra, muovendosi poi in maniera reattiva verso il centro del campo a compensare le tracce verso la sua zona dei compagni di reparto, Dybala e Ronaldo hanno svariato su una grande porzione di campo. L’argentino si è mosso principalmente sull’asse verticale, mentre CR7 si è spostato soprattutto in orizzontale su tutto il fronte offensivo. Spesso erano le mezzali ad occupare il centro dell’attacco, Bentancur e Khedira. L’azione più pericolosa della Juventus nel primo tempo è emblematica della strategia del primo tempo. Ronaldo attacca la profondità sulla destra, Cuadrado rimane in copertura di De Sciglio, Dybala si muove a sostegno. Ad attaccare l’area sono, venendo da dietro, le mezzali Bentancur e Khedira, che colpisce il palo. In fase di non possesso palla la Juventus ha scelto di giocare sulle debolezze degli avversari. Schierato con un tridente leggero e veloce e con un baricentro basso (50.1 m), lo United voleva essere pericoloso tramite le ripartenze. La squadra di Allegri però ha negato gli spazi utili alla velocità degli avversari, rinunciando al pressing offensivo e limitando le occasioni in cui provava a recuperare alto il pallone al gegenpressing, effettuato dopo avere abbassato nell’ultimo terzo di campo gli avversari. La Juventus riusciva invece a compattarsi in uno stretto 4-4-2 che teneva la squadra corta (solo 31 metri la lunghezza media dei bianconeri) rendendo inoffensiva l’elementare manovra offensiva della squadra di Mourinho. Il dominio bianconero Nonostante un possesso meno insistito che all’andata (55% di per la Juve con l’88% di precisione dei passaggi) e a dispetto della più folta copertura del centrocampo dello United, la Juventus ha dominato ancora la partita, gestendone i ritmi e raggiungendo con facilità l’ultimo terzo di campo. Con la cerniera centrale costituita da Herrera, Matic e Pogba, la squadra di Mourinho ha provato ad intasare gli spazi davanti a De Gea, ma le distanze tra gli uomini e i reparti erano sempre troppo lunghe e, in generale, la squadra ha tenuto un atteggiamento troppo passivo. Difficile così difendere un attacco qualitativo come quello della Juventus. I Red Devils erano 8 metri (39.2 m) più lunghi sul campo rispetto ai bianconeri. La dimostrazione della difficoltà a tenere strette le linee. Anche a difesa schierata gli uomini di Mourinho concedevano troppo tempo e spazio a giocatori dalla tecnica e dalle idee chiare come quelli bianconeri. La manovra offensiva bianconera è persino migliorata dopo l’ingresso di Matuidi e lo spostamento di Bentancur sul centro destra. In posizione di mezzala sinistra l’uruguaiano si era disimpegnato offensivamente dividendosi, con eguale efficacia, nel triplo compito di supportare Pjanic nella costruzione dell’azione, fornire ampiezza nella fascia sinistra e di attaccare gli spazi profondi svuotati da Dybala e Ronaldo. Tornato a gestire il possesso nella zona di destra, e liberato dalla necessità di equilibrare la squadra in ampiezza , Bentancur ha regalato ulteriore qualità al palleggio della Juventus, compensando i movimenti di Pjanic e liberando il bosniaco anche in zone più avanzate di campo. Nel periodo tra l’ingresso in campo di Matuidi e quello di Barzagli, che ha variato profondamente l’assetto tattico della squadra, la Juventus ha aumentato la propria percentuale di possesso palla al 60%, la precisione dei passaggi al 63%, trovando il vantaggio con la prodezza balistica di Cristiano Ronaldo, splendidamente assistito da Bonucci. In quel periodo la Juventus ha confezionato 7 tiri, generando quasi la metà dei 2.5 xG creati nell’intera partita. Dei 23 tiri della Juventus, ben 8 sono stati di Cristiano Ronaldo. Dybala e Pjanic hanno calciato quattro volte verso la porta di De Gea: l’argentino ha colpito la traversa mentre 3 dei 4 tiri del bosniaco sono stati scoccati dopo lo spostamento di Bentancur a destra, a testimonianza dell’importanza tattica dell’uruguaiano nel permettere al numero 5 bianconero di giocare anche in zone più avanzate di campo. Il dominio bianconero si è esteso anche alla fase di non possesso palla e alla gestione delle transizioni difensive. Lo stretto 4-4-2 con cui la squadra di Allegri si è protetta dagli attacchi dello United era più che sufficiente per contenere la fase offensiva dei Reds. Contro la difesa schierata dei bianconeri, le uniche opzioni ricercate dagli uomini di Mourinho erano le iniziative individuali degli esterni sulle fasce, specie con Martial su quella sinistra, e l’attacco dell’ampiezza sulla fascia destra con Young. In questo modo lo United provava ad approfittare dell’ampia porzione di campo assegnata da Allegri a Bentancur in fase difensiva. Troppo poco però per disordinare la struttura difensiva juventina. Il 4-4-2 difensivo della Juventus. Considerando la scarsa pericolosità della squadra (meno di 0.5 xG generati prima del gol di Mata), a dieci minuti dalla fine Mourinho ha inserito Fellaini e Mata, sperando nelle doti aeree del belga e nella qualità del piede sinistro dello spagnolo. Allegri allora ha risposto passando alla difesa a 3, con Barzagli al posto di De Sciglio. Le sostituzioni hanno però premiato l’allenatore portoghese: Mata ha segnato il gol del pareggio e Fellaini ha fornito un importante contributo nel tenere bassa la Juventus. Dall’altro lato del campo è stato invece proprio un errore di Barzagli a regalare ai Reds la punizione dalla trequarti che ha portato all’autorete in mischia di Alex Sandro. Una rete che ha sancito una vittoria francamente insperata per il Manchester United. Gli errori della Juventus La Juventus ha perso una partita dominata per almeno 85 minuti. Com’è possibile? Secondo Allegri i problemi sono stati la poca efficacia sotto porta e le punizioni concesse agli avversari nel finale di partita. La Juventus in effetti ha segnato meno di quanto avrebbe potuto: un solo a gol a fronte dei 2.5 xG generati. Ma è un dato in linea con la tendenza che vede i bianconeri segnare meno delle attese statistiche. La squadra di Allegri continua a produrre tanto in termini offensivi (2.3 xG a partita in Serie A, circa 2 xG per match in Champions League) grazie, non solo a un aumento del volume di tiro (la Juventus è seconda solo al Manchester City nei maggiori campionati europei per tiri per gara), ma anche a un aumento della qualità delle occasioni. Nella scorsa stagione di Serie A i bianconeri hanno avuto una media di 0.09 xG per tiro, che quest’anno si è innalzata a 0.11 xG/tiro in campionato e a 0.13 xG/tiro in Champions League. La Juve tira quindi di più della scorsa stagione e i tiri che prende hanno mediamente più probabilità di essere segnati. È quindi probabile che, mantenendo questa qualità offensiva, il numero di gol tenda comunque ad aumentare. Tuttavia, nonostante la qualità delle conclusioni prese sia abbastanza alta, la Juve ha margini di miglioramento nella fase di rifinitura, la cui qualità viene misurata dal valore degli xG solo parzialmente, nelle occasioni che si concludono con un tiro. Migliori scelte in rifinitura potrebbero consentire sia di aumentare ulteriormente la qualità delle conclusioni che di aumentare il numero di tiri. Nella partita di ieri, ad esempio, la Juventus, dopo avere preparato ottimamente l’azione in ampiezza, ha sempre scelto di giocare il pallone sul giocatore a rimorchio, non cercando mai un cross tra difesa e portiere per una conclusione a pochi passi dalla porta avversaria. A volte per un problema di scelte del rifinitore, altre dei movimenti sbagliati in area di rigore. Ad esempio, più che la big-chance sbagliata per un errore esclusivamente tecnico al minuto 73, a Cuadrado può essere imputata la scelta fatta un minuto prima, quando, invece di servire Dybala davanti la porta, ha aspettato il rimorchio di Pjanic, regalandogli una conclusione a più bassa percentuale di realizzazione di quella potenzialmente a disposizione dell’argentino. Le punizioni concesse da Matuidi e Barzagli nel finale di partita sono errori di lettura. Come affermato dallo stesso Allegri, la Juventus non avrebbe mai dovuto concedere calci piazzati in zona pericolosa, la migliore arma a disposizione degli avversari, e per questo avere più pazienza nell’affrontare gli avversari senza affondare il tackle alla ricerca della conquista del pallone. La sconfitta non è una tragedia: la Juventus continua ad avere grandi possibilità di arrivare al primo posto del girone. I bianconeri però devono capire quali aspetti devono ancora migliorare. La prestazione è stata positiva e ha confermato lo spessore e la qualità della Juventus di questa stagione, una squadra capace di giocare un calcio brillante ed efficace, basato sul dominio del possesso. La strada tattica è segnata, ad Allegri il compito di consolidarla e di limare i dettagli che, specie in Europa, rappresentano un aspetto chiave per arrivare ad alzare i trofei. Ultimouomo.com
  8. Cosa significa avere un compa- gno di squadra come Cristiano? «Inconsciamente ti porta a pensare “ok, basta che non prendiamo gol dietro che poi ci pensa quello che ha vinto 4 Champions negli ultimi 5 anni e ha fatto più di 100 gol nella competizione”. Ma non è solo questo: quando vedi uno che nel calcio ha vinto quello che ha vinto lui allenarsi in quel modo e avere un approccio alla professione come il suo, sei portato a chiedere sempre di più a te stesso. “Se lo fa il più forte al mondo insieme a Mes­si, perché non lo devo fare io?” E queste sono dinamiche im­ portanti all’interno di un gruppo in cui militano giocatori che possono già essere considerati leggendari».
  9. Fogueres

    Un’analisi del rendimento offensivo dei bianconeri

    Secondo le statistiche di questo articolo la concretizzazione dovrebbe migliorare. Indubbiamente nella Juventus è un evento nuovo CR7 con le sue modalità di gioco e conclusioni da ogni posizione. Fra l’altro impressionante il tiro, fuori dalla norma. Sicuramente Higuain ,in quanto attaccante classico , rappresentava un punto di riferimento certo anche per le difese avversarie. Oggi c’e una sorta di rotazione davanti e soprattutto hai i terzini che sono entrambi ali.
  10. Fogueres

    Un’analisi del rendimento offensivo dei bianconeri

    Secondo me questa è la parte più interessante : La Juventus da un anno all’altro ha cambiato il modo con cui cerca di arrivare alla rete. Sono aumentati in proporzione sia i tiri provenienti da cross, sia quelli scaturiti da azione personale. In questo momento la Juventus non riesce a rompere il blocco che gli avversari pongono al centro del campo – da una stagione all’altra i dribbling riusciti sono crollati da 13,7 a partita a 8,6 – e provano ad aggirarlo crossando palloni in mezzo all’area o lasciandosi tentare da soluzioni individuali, come ad esempio il tiro dalla distanza. In definitiva, la Juventus non ha un vero e proprio problema nella sua fase offensiva, ma ci sono alcuni punti di miglioramento. Ad esempio non abbiamo ancora visto il miglior Douglas Costa, che è stato il secondo miglior giocatore dello scorso campionato per dribbling riusciti dopo Felipe Anderson, e il secondo migliore anche per assist alle spalle di un altro laziale, Luis Alberto. I bianconeri dovrebbero ritrovare a breve Mario Mandzukic, che non sarà la prima punta ideale per abbassare le difese e creare spazi tra le linee per i trequartisti, ma quanto meno aumenta decisamente la fisicità in area di rigore. Insomma, nonostante 9 vittorie in 10 partite di campionato, la Juventus pare ancora lontana dal massimo del proprio potenziale.
  11. Fogueres

    Un’analisi del rendimento offensivo dei bianconeri

    Dall’articolo secondo me si evince come questa Juventus abbia ancora un grande potenziale da esprimere visto che CR7 è qui da 3 mesi. Metterei complementare “ involontario “ l’articolo di oggi della Gazzetta sui ruoli intercambiabili e esce una squadra sicuramente difficile da arginare. Ci sono poi giocatori come Douglas Costa che devono entrare in forma. Altri come Emre Can e Spinazzola da vedere. Una rosa di altissimo livello.
  12. Solida analisi lucida e confermata da numeri e statistiche, abbastanza pulita da simpatie/antipatie Il link di Ultimo Uomo https://www.ultimouomo.com/la-juventus-sta-segnando-meno-di-quanto-potrebbe/ La Juventus sta segnando meno di quanto potrebbe Massimiliano Allegri ha predicato spesso, a volte persino infastidito, che: «il calcio è semplice», soprattutto quando il suo interlocutore ha fatto riferimento a risvolti tattici ritenuti barocchi dall’allenatore toscano o ha citato evidenze statistiche per analizzare il gioco della sua squadra. Nella conferenza stampa che ha preceduto Empoli – Juventus, Allegri ha dato l’impressione di aver fatto ricorso alle statistiche avanzate per descrivere il momento che l’attacco della sua squadra sta vivendo. Forse ricorderemo lo scorso weekend come il momento nel quale Allegri ha scoperto un’improvvisa passione per i numeri, perché nel post-partita ha anche detto: «L’Empoli è una squadra che, numeri alla mano, è imprecisa sotto porta ma crea occasioni». Allegri è un allenatore estremamente attento ad ogni elemento che caratterizza il calcio di oggi, e sicuramente il suo interesse non è recente né improvviso. Ha solo voluto dare un accento più forte su altre componenti, come l’integrazione delle qualità dei campioni a disposizione, disciplina nella quale è maestro. Tornando alle dichiarazioni di venerdì e all’attacco della Juventus, a una domanda su come i compagni stavano assistendo Cristiano Ronaldo, Allegri ha risposto: «Non è solo la palla su Cristiano, è la palla in generale. Nell’ultimo passaggio bisogna essere più lucidi e più precisi per chiudere l’azione e chiudere le partite. Perché rispetto a quello che la squadra produce facciamo pochi gol». Quanto segna la Juve? I gol fatti (a sinistra) e i gol attesi (a destra) nel confronto tra le ultime tre stagioni. L’ultima parte della frase di Allegri può essere velocemente verificata mediante gli Expected Goals. La Juventus finora ha in effetti segnato meno gol delle attese statistiche: con il volume e la qualità delle conclusioni effettuate, i bianconeri avrebbero dovuto segnare seguendo una media di 2,31 gol a partita, che è superiore ai 2 gol a partita realmente segnati fin qui. Per la qualità dei giocatori che ha, ci si aspetta che la Juventus batta regolarmente il riferimento, l’asticella piazzata dalla statistica. Cosa che nelle due precedenti stagioni i bianconeri sono stati in grado di fare, la scorsa stagione in maniera addirittura clamorosa. Questo tipo di statistiche, che si dicono predittive, segnalano appunto una tendenza di là a realizzarsi. Probabilmente quello che sta vivendo la Juventus è un momento transitorio, che finirà quando i bianconeri riusciranno a concretizzare le proprie occasioni, persino creando meno di quanto fanno oggi (in parole povere: gli xG si abbasseranno di un po’ e i gol al contrario si alzeranno, come accade tutti gli anni a quasi tutte le squadre). Il confronto tra le stagioni per i gol, i tiri nello specchio e i tiri fuori dallo specchio o ribattuti. Esplodendo i numeri in dettaglio, diventa evidente quanto sia peggiorata la percentuale realizzativa della Juventus, ora al 9%, che è solo la nona tra le squadre del campionato. I bianconeri hanno aumentato di molto il volume delle conclusioni, passato da 14,4 a 20,8 a partita, arrivando al tiro più spesso da tutte le zone del campo. L’aumento dei volumi di tiri, ed eventualmente il peggioramento della precisione, non è quindi dovuto solo ai tiri dalla distanza, difficili da convertire. Un effetto Ronaldo, sul volume delle conclusioni, esiste: il portoghese viaggia con una media che sfiora gli 8 tiri a partita (di gran lunga il primo in Europa, precede Dzeko, Piatek e Aguero). Lo scorso anno Higuain ha tirato con una media che a fine campionato era di quasi 3 tiri a partita. Con Ronaldo, Bernardeschi è l’altro juventino che ha aumentato le conclusioni verso la porta, le ha quasi raddoppiate da un anno all’altro, e insieme stanno compensando il calo di Paulo Dybala, che è crollato nei volumi e nella percentuale realizzativa rispetto allo scorso anno. Dybala segnò 19 reti, il 16,7% delle conclusioni verso la porta escludendo i rigori; quest’anno delle 19 conclusioni tentate una sola è andata a segno (5,6%). Come arriva al tiro? Il confronto stagionale per, da sinistra, passaggi riusciti nella trequarti avversaria, tocchi palla nella area avversaria e passaggi chiave. Cosa intende invece Allegri quando chiede ai suoi di essere più precisi nell’ultimo passaggio? In realtà la Juventus è migliorata in quasi tutte le statistiche offensive, soprattutto quelle quantitative. Rispetto allo scorso anno sono aumentati sia i passaggi riusciti nella trequarti avversaria (+32%), sia i tocchi palla nell’area avversaria, vero tallone d’Achille della scorsa stagione (+60%). Sono cresciuti anche i passaggi chiave, i passaggi che portano un compagno al tiro (+50%). Allegri però fa uno specifico riferimento alla qualità della rifinitura, ed è un aspetto cruciale. Pur con un’occupazione maggiore della metà campo avversaria – ha il più alto possesso palla e il baricentro medio più alto della Serie A – la Juventus in questo momento sta producendo la stessa quantità di grosse occasioni da gol (le cosiddette “big chances”, dato Opta via Sky Sport) dello scorso anno, in media 2,6 a partita. Il tipo di azione che ha portato uno juventino al tiro nelle ultime due stagioni a confronto. La Juventus da un anno all’altro ha cambiato il modo con cui cerca di arrivare alla rete. Sono aumentati in proporzione sia i tiri provenienti da cross, sia quelli scaturiti da azione personale. In questo momento la Juventus non riesce a rompere il blocco che gli avversari pongono al centro del campo – da una stagione all’altra i dribbling riusciti sono crollati da 13,7 a partita a 8,6 – e provano ad aggirarlo crossando palloni in mezzo all’area o lasciandosi tentare da soluzioni individuali, come ad esempio il tiro dalla distanza. In definitiva, la Juventus non ha un vero e proprio problema nella sua fase offensiva, ma ci sono alcuni punti di miglioramento. Ad esempio non abbiamo ancora visto il miglior Douglas Costa, che è stato il secondo miglior giocatore dello scorso campionato per dribbling riusciti dopo Felipe Anderson, e il secondo migliore anche per assist alle spalle di un altro laziale, Luis Alberto. I bianconeri dovrebbero ritrovare a breve Mario Mandzukic, che non sarà la prima punta ideale per abbassare le difese e creare spazi tra le linee per i trequartisti, ma quanto meno aumenta decisamente la fisicità in area di rigore. Insomma, nonostante 9 vittorie in 10 partite di campionato, la Juventus pare ancora lontana dal massimo del proprio potenziale.
  13. Bellissima analisi quella di Grazie per il contributo
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