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Fogueres

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217 Buona

Su Fogueres

  • Titolo utente
    Juventus
  • Compleanno 26/07/1978

Informazioni

  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Uomo
  • Provenienza
    Umbria Liguria

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  1. Sicuramente c’è un discorso economico ma la stima di Allegri verso Mandzukic e viceversa mi sembra un dato di fatto.
  2. Vabbè dai mi sono sbagliato 02 e 03. Chiaro comunque...
  3. Pensavo la stessa cosa. La testa deve stare solo alla Champions League
  4. Andiamo su un discorso razionale. La partita di andata sarà il 20/02 a Madrid. Il 17/02 avremo il Frosinone allo Juventus Stadium. Il 24/02 ci sarà il Bologna fuori casa. Il 03/03 avremo il Napoli a Napoli. Il 10/03Juventus- Udinese. Il 12/03 ritorno di Champions League a Torino. Anche l’Atletico non avrà un calendario difficile a parte il derby con il Real Madrid il 10/02 e la settimana prima il Betis (oggi nelle zone alte della classifica).
  5. Peggior sorteggio a parte il Liverpool però secondo me non è lo stesso Atletico di qualche anno fa. C’è un grande Griezmann ma nel complesso non dimentichiamo che lo scorso anno sono stati eliminati dalla Roma e quest’anno sono arrivati secondi. Forse il sorteggio è peggio per loro che per noi. Comunque squadra ostica da affrontare.
  6. Juventus Night, che festa con la Nba e i bianconeri portano fortuna ai Nets Da Torino hanno portato le coppe dello scudetto e della Coppa Italia e le sagome di CR7, Chiellini e Dybala. La sala 40-40 Club del Barclays Center non è gremita come speravano i Brooklyn Nets, padroni del palazzo, ma qui è un pomeriggio feriale. Gli juventini newyorkesi si sono radunati per questa occasione speciale: 121 dollari per seguire Juve-Inter e, un paio d’ore dopo, per assistere al match fra i Nets e i Toronto Raptors, la squadra con il miglior record Nba. David Trezeguet, ambasciatore bianconero, sorride soddisfatto prima dell’inizio: “La società ha un legame importante con gli Usa e New York. E poi con i Nets abbiamo in comune i colori e l’impianto nuovo. È la prima volta che facciamo un’operazione del genere con una franchigia Nba: spero ci sarà un seguito”. REAZIONIMani nei capelli dei tifosi al palo di Gagliardini. E grida eccitate quando Bentancur batte a rete a colpo sicuro. Poi poco dopo l’arrivo in sala di Pepito Rossi, ci sono i cori per il gol di Mandzukic come fosse l’Allianz Stadium. Fra i vip c’è Paulie Malignaggi, ex campione del mondo di superleggeri e welter con il direttore pugilistico del Barclays, Anthony Catanzaro. Paulie, siciliano cresciuto a Brooklyn, dice: “Mio nonno Umberto è malato di Juve. Anch’io, ma da quando sono stato a Milanello ad allenarmi, sono diventato pure un po’ rossonero”. Non lo sentono, altrimenti la roccaforte juventina avrebbe fischiato. “Ma è una festa”, dice Trezeguet. E il risultato finale del match è solo un bel dettaglio di questa intelligente operazione di marketing. LA SORPRESA — La vera “Juventus Night”, però, va in scena circa tre ore dopo sul parquet del Barclays. A Trezeguet fanno consegnare il pallone del match. Poi, al primo time-out dopo la palla a due, entrano in campo le cheerleaders dei Brooklyn Nets fasciate in maglia Juve con un doppio zero sulla schiena. Musica sparata, mentre le ragazze a passo di danza lanciano in tribuna magliette bianconere. Intanto, sui tabelloni giganti sospesi sotto il centro del campo scorrono i video di gol ed esultanze di protagonisti del presente e di un recente passato: Ibrahimovic, Pirlo, Buffon, Trezeguet, Cuadrado e naturalmente Cristiano Ronaldo. Partono anche gli Olé Olé dagli speaker. La notte bianconera nel cuore della Nba è un piacevole strascico della festa andata in scena a Torino. Perché, a sorpresa, vincono anche i Nets, addirittura contro la capolista Toronto Raptors.
  7. Il premio è chiaramente politico. Pensare che non lo abbia vinto Del Piero ( quello che giocò delle Champions League spettacolari fine anni 90) è assurdo. Ora riguardo Cristiano Ronaldo il segnale è che non essendo più al Real si cambia rotta. La questione Modric è una *. Grande campione, ottimo Mondiale ma la Champions League è stata vinta soprattutto grazie a CR7 ( con tutto il rispetto per il croato, Marcelo ecc). Negli ultimi 10 anni poi a parte l’Europeo del Portogallo non mi risultano coppe nazionali decisive. Comunque speriamo che sia uno stimolo per CR7 a vincere il prossimo.
  8. Fogueres

    Meglio un Cuadrado adattato che uno Sturaro di ruolo

    Mi trovi d’accordo e vedo la stessa chiave di lettura. Di Sturaro ricordo una sola partita veramente notevole: l’esordio in CL contro il Real Madrid. C’ha campato di rendita anni. I giocatori tecnici, a patto che siano disponibili a sporcarsi le mani, sono fondamentali. Cuadrado poi è eccezionale: dove lo metti sta. Che sia ala, mezzala, terzino. Ricordo le imbarazzanti partite di Rincon e Lemina contro il Barcellona. Soprattutto Rincon completamente paralizzato in mezzo a tutta gente che sa giocare a calcio. Appena poi si rimette Emre Can con lui , Matuidi, Pjanic, Bentancur e Khedira siamo messi bene. Se si vuole aggiungere 1 giocatore che sia un giocatore che vale altrimenti meglio nulla. PS Piuttosto Sturaro lo cacciano dallo Sporting?
  9. https://www.ultimouomo.com/perche-cristiano-ronaldo-deve-vincere-il-pallone-doro/ Perché Cristiano Ronaldo deve vincere il Pallone d’Oro Le ragioni per cui il Pallone d’Oro dovrebbe andare all’attaccante della Juventus. Illustrazione di Emma Verdet Condividi: 656 Il 20 novembre l’Equipe ha pubblicato un’indiscrezione secondo cui il podio del Pallone d’Oro sarebbe stato composto da Kylian Mbappé, Raphael Varane e Luka Modric. Qualche ora dopo Cristiano Ronaldo ha postato su Instagram una foto di lui in penombra che si allena, con l’enigmatica didascalia dell’emoticon che esprime perplessità. Se Hazard ha pubblicamente ammesso di non meritare il Pallone d’Oro, Modric che se non lo vince «non succede nulla» e Griezmann richiama le vittorie di Francia e Atletico Madrid per rivendicare la sua candidatura, Cristiano Ronaldo non ha bisogno di dire nulla: il duro lavoro dovrebbe parlare per lui. È l’unico tra i candidati a partire con questo obiettivo fin dall’inizio, l’unico – cioè – che vuole davvero vincere il Pallone d’Oro e che ogni giorno lavora duramente per piegare la realtà a suo favore ed essere il miglior calciatore dell’anno. E che anche quest’anno ci è riuscito. Prendendo in considerazione gli ultimi 11 mesi – un periodo poco indicativo per quanto riguarda la stagione calcistica, ma che per qualche motivo premia il Pallone d’Oro – Ronaldo ha segnato 27 gol in 22 partite con il Real Madrid, 6 in 7 con il Portogallo e 10 in 17 con la nuova maglia della Juventus, quella a cui “si doveva abituare”. Fanno 43 gol in 46 partite, uno score che anche quest’anno solo Lionel Messi è stato in grado di sostenere e che li porterà in questi ultimi giorni del 2018 a battagliare per il titolo di giocatore più prolifico dell’anno solare. Se poi dovessimo considerare anche il dicembre dello scorso anno, Ronaldo ha segnato anche 2 gol nelle 2 sfide del Mondiale per Club, tra cui quello decisivo in finale. Fermandoci ai gol dovremmo quindi ancora una volta tirare una moneta per scegliere chi premiare tra i due, salomonici vincitori degli ultimi dieci Palloni d’Oro. Ma sarebbe una logica fallace. I gol, poi, sono davvero così importanti? Non è meglio l’influenza di Griezmann, l’esuberanza di Mbappé o l’eleganza di Modric? Non è meglio cioè prendere i singoli talenti di questi giocatori e applicarli ai successi delle loro squadre per valutare chi è stato il più decisivo? Giustissimo. Allora usiamo questo metodo anche per Cristiano Ronaldo. Partiamo da quel 3 aprile allo Juventus Stadium: il portoghese si è inerpicato nel cielo di Torino per realizzare forse il gol più iconico della sua carriera. Un momento che tutti abbiamo impresso nella memoria e che ricorderemo ogni volta che parleremo di lui, uno dei giocatori più forti di sempre. Basterebbe questo gol per rendere Ronaldo un candidato oggettivamente credibile alla vittoria del Pallone d’Oro, un gol la cui forza figurativa è così profonda da averlo reso molto di più di un semplice gol “bello” (tantoché non ha vinto neanche il Puskás Award, il premio dedicato al miglior gol dell’anno). Ma non c’è solo questo: la rovesciata con cui ha fermato il tempo di una partita, costretto gli avversari a guardarlo costernati ed i tifosi ad applaudirlo ammirati, si inserisce in un periodo di oltre due mesi – i più importanti della stagione calcistica – in cui Ronaldo ha indirizzato la Champions League verso Madrid con 6 gol, segnati tutti in momenti decisivi. Nell’andata degli ottavi, contro il Paris Saint Germain, quando l’inerzia della sfida sembrava a favore dei francesi padroni di casa, lui ha prima segnato il pareggio su rigore e poi nei minuti finali ha portato avanti il Real con un gol di ginocchio, trovandosi sulla traiettoria del pallone per pura forza di volontà. Si è poi ripetuto nel ritorno, con un grande gol di testa (saltando, ancora una volta, come salta solo lui: sopra gli avversari). Nei quarti, prima della rovesciata, ha segnato dopo tre minuti anticipando con l’esterno del piede destro Chiellini e Barzagli e imprimendo al pallone una forza che nessun altro essere umano avrebbe potuto imprimere con quella parte del piede. Nella sfida di ritorno ha realizzato il rigore che ha affossato definitivamente la Juventus, impeccabile dopo minuti di trambusto. Nello stesso periodo di tempo, ha segnato 18 gol in 9 partite di Liga. Cristiano Ronaldo ha monopolizzato i mesi di febbraio e marzo del calcio europeo, trascinando un Real Madrid in un periodo di forma non eccezionale verso un finale di stagione glorioso grazie al suo talento speciale: la capacità di fare gol. C’è stato un altro giocatore che con il proprio talento ha dominato un periodo così lungo del 2018? E che, al dominio, ha aggiunto un singolo momento di calcio così iconico da renderlo storico? Se due mesi eccezionali con il Real Madrid non vi bastano, perché poi c’è stato il Mondiale ed è quello che decide il Pallone d’Oro, Cristiano Ronaldo ha anche realizzato la singola prestazione più incredibile tra quelle viste in Russia. Nella partita d’esordio contro la Spagna ha dimostrato di essere ancora il giocatore più forte del mondo, quando le condizioni lo permettono. Lo ha dimostrato non solo segnando tre gol, ma dominando tecnicamente una partita in cui i suoi compagni hanno fatto davvero poco per aiutarlo. In quella partita Ronaldo si è guadagnato il rigore, che poi ha trasformato, ha segnato il secondo gol con un tiro da fuori, per chiudere la sua tripletta con un calcio di punizione chirurgico (da lui guadagnato) quando mancavano appena due minuti al termine. Mentre Francia, Croazia, Belgio e Inghilterra mettevano in mostra il valore del collettivo, i giornali portoghesi parlavano di “Ronaldo ed altri 10”. Insomma non possiamo fare una colpa a Ronaldo se non esegue 100 passaggi a partita o se non sacrifica la propria individualità per permettere ai compagni di esprimersi al meglio, perché è lui ad esprimersi meglio dei compagni. Non possiamo neanche punirlo perché da oltre dieci anni continua a fare la stessa cosa e a farla meglio di tutti. Nel 2018 Ronaldo ha segnato un gol eccezionale in una partita importante, vinto la Champions League, segnato una tripletta al Mondiale ed è diventato il trasferimento di mercato più incredibile di sempre. Ad ottobre un’inchiesta dello Spiegel lo ha accusato di aver stuprato una donna nove anni prima, una notizia che ci costringe a chiederci quale sarà il futuro di Ronaldo e se è giusto premiare un calciatore con un’accusa del genere a proprio carico, accettandone il rischio. Non avendo una risposta a questa domanda possiamo solo ammettere che, magari non lo sarà nel 2019, ma ancora una volta Cristiano Ronaldo è stato il miglior giocatore dell’anno che sta finendo. Lo è stato perché è stato allo stesso tempo decisivo e memorabile come nessun altro. Dopotutto quando tra vent’anni ricorderemo il calcio del 2018, parleremo della capacità di Modric di decidere i ritmi di una partita o della rovesciata di Cristiano Ronaldo? Tags : cristiano ronaldopallone d'oro Marco D'Ottavi è nato a Roma, dove vive e lavora. Ha una laurea umanistica (presa a Roma) ed è cofondatore del progetto Bookskywalker. Ha collaborato con Dude e Crampi Sportivi.
  10. It is as if an Italian TV channel wants to explain the NBA basketball.
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