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Montero non fa prigionieri

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Tutti i contenuti di Montero non fa prigionieri

  1. Montero non fa prigionieri

    Palloni rossi

    Non ero nato. Però mi ricordo questo:
  2. Montero non fa prigionieri

    Qualificazione Champions: calendari a confronto

    Diciamo anche che i 4 punti presi contro il Borussia e il Bodo potevano essere 0: contro i tedeschi abbiamo fatto 2 gol nel recupero e i norvegesi potevano fare il gol del 3-2 qualche secondo prima di noi.
  3. Montero non fa prigionieri

    (Video) Auguri a Gonzalo Higuain

    Eh, magari l'avessimo ceduto al Milan...Purtroppo fece mezza stagione in prestito lì e mezza al Chelsea, poi ci tornò indietro. Doveva durare di più, già al secondo anno entrò in crisi un paio di volte.
  4. Montero non fa prigionieri

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Pafos

    Almeno questa, almeno questa...
  5. La partita in chiaro la fanno il mercoledì su TV8, domani c'è Real-City. Il martedì su Cielo danno la replica di una partita delle 18.45.
  6. Salah non convocato dopo le dichiarazioni contro Slot.
  7. Montero non fa prigionieri

    Il Miami di Messi vince la MLS 2025

    Beh, metti che vince un altro mondiale...
  8. Montero non fa prigionieri

    I numeri impietosi dal 2006 ad oggi per la trasferta a Napoli

    Dal post Calciopoli la trasferta a Napoli è diventata la partita più complessa per noi. A parte gli ultimi anni, sulla carta siamo stati quasi sempre superiori eppure abbiamo raccolto solamente 3 vittorie: 3-1 nel 2015, 1-0 al primo anno di Higuain e 2-1 nel 2019. Per loro ovviamente è la partita dell'anno, ma lo è anche per altre nostre rivali contro le quali abbiamo statistiche migliori. A San Siro contro l'Inter ce la siamo quasi sempre giocata alla pari anche quando eravamo inferiori sulla carta, forse proprio per questo i nostri sentivano maggiormente la partita e riuscivano a dare qualcosa in più. Contro il Napoli invece no, abbiamo vinto solo nei nostri anni migliori e abbiamo pure sudato. Posto le statistiche in trasferta nei campi più ostici: - NAPOLI - Sconfitte 13 Pareggi 6 Vittorie 3 - INTER - Sconfitte 9 Pareggi 7 Vittorie 8 - MILAN - Sconfitte 5 Pareggi 6 Vittorie 10 - ROMA - Sconfitte 7 Pareggi 7 Vittorie 6 - FIORENTINA - Sconfitte 4 Pareggi 9 Vittorie 9 - LAZIO - Sconfitte 6 Pareggi 4 Vittorie 13
  9. Montero non fa prigionieri

    I numeri impietosi dal 2006 ad oggi per la trasferta a Napoli

    Stiamo facendo godere persone educatissime come questo signore... (dal minuto 13)
  10. In campionato poi abbiamo la trasferta a Bologna e la Roma in casa.
  11. Facciamo anche 4-5. Sulla prima parte però non sono/voglio essere così pessimista.
  12. Montero non fa prigionieri

    Napoli - Juventus 2-1, commenti post partita

    Pensate che ci aspettano le partite contro Bologna e Roma prima di Natale...
  13. Montero non fa prigionieri

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Napoli- Juventus

    Speriamo di non farcela sotto...
  14. Lo penso anch'io. E pure il Gasp penso che rivorrebbe Muriel, Zapata, ilicic, Gomez ().
  15. Ma questa rosa della Roma è meglio o peggio dell'Atalanta di Gasperini (nelle sue migliori annate)?
  16. Montero non fa prigionieri

    Il topic della Formula1 2025

    Voglio il remake di Suzuka 90.
  17. Montero non fa prigionieri

    I numeri impietosi dal 2006 ad oggi per la trasferta a Napoli

    A Torino ci hanno dato due rigori nella semifinale di Coppa Italia del 2017. E ricordo le polemiche perché Reina aveva toccato il pallone...
  18. Montero non fa prigionieri

    Calcio Estero • Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue1, Eredivisie

    Io però non credo nel Chelsea di Maresca, solo il City può battere l'Arsenal.
  19. Montero non fa prigionieri

    Il topic della Formula1 2025

    Carlo Vanzini, telecronista della Formula 1: «Ho un tumore, a gennaio mi opero. Ne parlo perché sui social fanno domande ai miei figli. Mia sorella è morta per la stessa malattia» Il giornalista di Sky ha tre figli: «Sono loro che mi hanno chiesto di parlarne. Ho scoperto il tumore con un controllo casuale» La terra gli ha tremato sotto i piedi il 18 giugno. Era un mercoledì. Mentre veniva giù tutto, una sola domanda lo preoccupava davvero: vedrò crescere i miei figli? Quel giorno Carlo Vanzini, 54 anni, il Caressa della Formula 1, telecronista e responsabile del team Sky per i Gran Premi, ha scoperto di avere un tumore al pancreas. Avrebbe voluto sentirsi più preparato: della stessa malattia era mancata sua sorella Claudia, cinque anni prima. Lei se ne era accorta troppo tardi. Carlo no. Ed è uno dei motivi per i quali dice di essere un «malato fortunato». Gli altri sono la famiglia e il lavoro che ama. Ha già fatto dieci sedute di chemioterapia, ne manca una e a fine gennaio potrà operarsi. È questa lucina in fondo al tunnel che gli ha ridato coraggio. In mezzo, ha trovato un tempo nuovo. A riempirlo, ci sono la forza invincibile della moglie Cristina Fantoni (collega di La7), l’energia del primogenito Luca, 22 anni, gli abbracci del secondogenito Giacomo, 17, e la piccola Anita, undicenne, espressione luminosa del miracolo di amore che unisce un padre e una figlia. Carlo, quando si è accorto di non stare bene? «In realtà non me ne sono accorto. Il mio collega di Sky Davide Camicioli aveva pubblicato un post dal centro Formula Medicine di Viareggio, con il dottor Riccardo Ceccarelli. Io quest’anno pensavo di saltare il solito check up, ma quando l’ho visto l’ho chiamato per dirgli che se mi avesse avvisato sarei andato con lui. In sottofondo, sento il medico suggerirgli di presentarmi il mercoledì successivo». Quel giorno com’è andata? «Per prima cosa faccio una ecografia addominale. Lorenzo, l’ecografista, mi dice subito: dobbiamo parlare, c’è una lesione; si può prendere, ma devi correre. Chiamo subito mia moglie Cristina, che nonostante lo choc si attiva per prenotare una Tac e una visita con il chirurgo, a Verona». Perché Verona? «Perché mia sorella è morta al San Raffaele, per la stessa malattia. Psicologicamente, preferivo farmi vedere altrove. Il chirurgo mi ha fatto un disegnino su un foglio e mi ha parlato dell’operazione, dopo la chemio. Sapere di potermi operare mi ha fatto intravedere un po’ di luce». E dove ha scelto di curarsi? «La chemio potevo farla ovunque, e il San Raffaele è davvero a due minuti da casa. Martina, l’amica che mi ha fissato l’appuntamento, mi ha dato del deficiente perché avrei dovuto chiamarla subito. Così ho visto il professor Stefano Crippa, mi ha fatto lo stesso disegnino del collega di Verona e lì mi sono tranquillizzato: la strada era giusta». Quando lo avete detto ai vostri figli? «Alla fine di luglio, dopo una vacanza. Cristina, ancora una volta, è stata bravissima: è la colonna portante della famiglia, è una donna fortissima. Ha cominciato lei: “Papà si deve curare”. Ma io ho chiesto di comportarsi come sempre, di farmi arrabbiare, perché non avevo bisogno di infermieri». Con i suoi genitori quando ne ha parlato? «Ho aspettato settembre, volevo che trascorressero una bella estate. Mi ha addolorato vedere mia madre appassire come un fiore, mentre mi ascoltava, ma si è subito ripresa e ci siamo focalizzati sull’intervento: se si può fare, il tumore si può togliere». Com’è cambiato il suo rapporto con il corpo? Lei è stato un atleta delle Fiamme Oro, ha vinto una storica Coppa Italia nello sci alpino. «Sono anche maestro e allenatore federale di sci. In quegli anni mi sentivo indistruttibile. Ora ho imparato ad ascoltarmi, a sentire la stanchezza, le dita delle mani e dei piedi diverse dopo la chemio, le gambe che fanno giacomo giacomo. Però continuo a giocare a calcetto una volta alla settimana con gli amici di sempre: vabbè, ora sto in porta... Luca mi ha trascinato a giocare a tennis e a padel. Mi viene subito il fiatone, ma almeno ci provo. Esco con l’ebike. Un giovane pilota di Formula 1 e il medico che mi ha in cura mi hanno detto che è una questione di testa e io ce la sto mettendo tutta». Ha paura? «L’ho avuta quando l’oncologo mi ha parlato della radioterapia e ho temuto che l’operazione saltasse. Quella notte Cristina era a Roma per lavoro e nel lettone con me c’era Anita, che si era intrufolata. Lei è uno spettacolo, mi dà forza già solo guardarla. Da poco siamo andati insieme al concerto di Alfa ed è stato un momento bello, solo nostro». Si è chiesto perché a lei? «No. Mi toglierebbe solo energie. E a me servono per guarire». Alle sue spalle c’è un bell’albero di Natale. È stato diverso, quest’anno, farlo? «L’ho voluto comprare nuovo, bianco. Mentre con i ragazzi sistemavo le palline e i fili non ho pensato che potesse essere l’ultimo, ma certo avevo uno spirito diverso. È come se ora il mio tempo fosse più intenso, non mi va di farlo scivolare via». Perché ha deciso di parlarne adesso? «Perché qualcuno comincia a fare domande. Giorni fa sono entrato in tendenza su X, per il mio aspetto: sono gonfio per il cortisone, sono pelato, ho perso la barba... Alcuni conoscenti hanno creduto senza battere ciglio alla mia storia di un cambio di look. Altri hanno scritto sui social ai miei figli: è stato Luca a chiedermi di dirlo». È entrato nel mondo della Formula 1 nel 1998, con Rtl 102,5. Ha conosciuto tutti. «Compreso Senna, lui però quando ero poliziotto e facevo servizio d’ordine: venne a farsi una foto con noi e scherzando ci chiese se volevamo arrestarlo. Di Schumacher ho visto quanto tenesse al team. Sono stato molto amico, con il pudore che si deve a questa parola, di Jules Bianchi, che si è addormentato in Giappone per non svegliarsi più». I suoi colleghi cosa le hanno detto? «Il mio team l’ho avvisato durante il viaggio per il Gp in Olanda. Mi sono tolto il cappellino e gliel’ho detto di botto. Sono stati tutti fantastici». La fede l’aiuta? «Non credo in modo convenzionale, non vado in chiesa. Ci sono entrato per accendere qualche candela per mia sorella. Ma quando sono in montagna e scendo a valle dopo che se ne sono andati tutti, mi metto a parlare con Dio». È ottimista? «Sì, come lo canta Vecchioni, che pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire». FONTE: Corriere.it
  20. Bello ignorante questo mondiale, mi immagino già le lamentele qui sul forum durante le partite dei gironi. Spagna-Capo Verde 10-0...
  21. Mondiale 2026, i gironi Gruppo A: Messico, Corea del Sud, Sudafrica, Playoff Europa D (Danimarca/N. Macedonia/Rep. Ceca/Irlanda) Gruppo B: Canada, Svizzera, Qatar, Playoff Europa A (Italia/N. Irlanda/Galles/Bosnia) Gruppo C: Brasile, Marocco, Scozia, Haiti Gruppo D: Usa, Australia, Paraguay, Playoff Europa C (Turchia/Romania/Slovacchia/Kosovo) Gruppo E: Germania, Ecuador, Costa d'Avorio, Curaçao Gruppo F: Olanda, Giappone, Tunisia, Playoff Europa B (Ucraina/Svezia/Polonia/Albania) Gruppo G: Belgio, Iran, Egitto, Nuova Zelanda Gruppo H: Spagna, Uruguay, Arabia Saudita, Capo Verde Gruppo I: Francia, Senegal, Norvegia, Playoff Fifa 2 (Bolivia/Suriname/Iraq) Gruppo J: Argentina, Austria, Algeria, Giordania Gruppo K:Portogallo, Colombia, Uzbekistan, Playoff Fifa 1 (Nuova Caledonia/Giamaica/Congo) Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Panama, Ghana
  22. Però non va paragonato con David, il canadese ha alle spalle quasi 100 gol in Ligue 1, ha preso un contratto da top player ed è venuto qui come la stella del mercato della Juve. Pio Esposito, come ho scritto sopra, in teoria era la quarta punta, in estate ha soffiato il posto a suo fratello che è tornato in provincia. Per ora va anche bene così.
  23. Al Golden Boy ha preso il premio come miglior giovane italiano. Al Gran Galà ha preso il premio "Il Campo Giusto" Coldiretti, una roba che non conta niente, più legata agli sponsor. Consegnato il primo premio “Il Campo Giusto” a Francesco Pio Esposito Gian Carlo Caselli, presidente della Fondazione Osservatorio Agromafie, ed Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, hanno consegnato ieri sera a Milano, nel corso del “Gran Galà del Calcio” organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori, il primo premio “Il Campo Giusto”. Il riconoscimento è stato attribuito al calciatore Francesco Pio Esposito, premiato per essersi distinto non solo per il talento sportivo, ma anche per l’esempio di correttezza, rispetto e solidarietà che incarna dentro e fuori dal campo. La premiazione ha segnato il debutto del progetto “Il Campo Giusto” promosso dalla Fondazione Osservatorio Agromafie e da Coldiretti in collaborazione con l’Associazione italiana calciatori (AIC), nato per rilanciare il tema del rispetto delle regole attraverso il dialogo tra due realtà che rappresentano eccellenze italiane riconosciute in tutto il mondo: il calcio e il cibo. Due universi che condividono un elemento simbolico, il campo, inteso come luogo di incontro, educazione, crescita e comunità. L’iniziativa, sottolineano Coldiretti e la Fondazione, vuole affermare un messaggio forte: la legalità è un valore che deve attraversare ogni dimensione della società, dallo sport al lavoro nei campi, dalla produzione agroalimentare alla vita quotidiana. Riguardo al paragone con Balotelli, il secondo aveva più potenziale e attorno a lui c'era molto più hype (anche per questioni extra-campo). Poi su Pio Esposito ci sono sfottò e una certa antipatia, mentre nei confronti di Balotelli c'era proprio odio, anche da parte dei suoi avversari. Comunque la sua media gol non è male, ricordiamoci che doveva fare la quarta punta. Fossi un tifoso dell'Inter mi riterrei soddisfatto di questa prima parte di stagione, ha retto l'impatto anche con la Champions e la Nazionale pur commettendo 2-3 errori grossolani. Non stiamo parlando di Gabigol..
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