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croket

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  1. croket

    Il Topic degli Stadi

    05/2014, 07:06Roma, la prima pietra del nuovo stadio tra nove mesiArriva in Comune il progetto. L’obiettivo è iniziare i lavori a primavera del 2015 Una «dolce» attesa di nove mesi per posare la prima pietra. Un paio d’anni abbondanti necessari a rivoluzionare un quartiere. L’apertura, nell’ipotesi a metà tra ottimismo e realismo, nella stagione 2017/18. È partito ieri intorno a mezzogiorno il conto alla rovescia per il nuovo stadio della Roma, quando due collaboratori del costruttore Parnasi hanno depositato lo studio di fattibilità dell’impianto presso gli uffici del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune in via del Turismo all’Eur. Dopo la presentazione al Campidoglio del 26 marzo, ecco il primo passo ufficiale di un progetto che adesso dovrà superare un lungo (ma non troppo) percorso burocratico. I tempi li detta la legge di stabilità. La prima approvazione del progetto preliminare spetta al Comune entro 90 giorni, quindi ne servono altri 180 per la seconda fase in cui sarà la Regione a convocare la conferenza di servizi (necessaria una variante al Piano Regolatore) e concedere il via libera al piano «cantierabile» definitivo. Un totale di nove mesi che dovrebbero consentire alla Roma, salvo intoppi, di iniziare i lavori a primavera del 2015. E se tutto, ma proprio tutto, dovesse filare liscio, il debutto nella squadra nella nuova casa di Tor di Valle si può fissare alla stagione 2017/18, un anno dopo la previsione di partenza. Intanto da oggi si fa sul serio. Con la regia dell’assessore Caudo e del suo dipartimento, verrà subito convocato il primo tavolo tecnico a cui parteciperanno le altre componenti amministrative: il dipartimento Mobilità e Trasporti, quello dello Sviluppo Economico e delle Attività Produttive, la «squadra» dell’assessore Pancalli addetta allo Sport e Qualità della Vita e l’Avvocatura comunale. Soggetti tecnici e non politici che dovranno dichiarare il «pubblico interesse dell’opera» entro fine agosto. Il lungo dossier presentato ieri è già il frutto di un lavoro e di una trattativa iniziata da tempo fra la Roma, Parnasi e il Comune. Non si tratta solo di costruire un avveniristico stadio da 52mila posti (espandibile a 60mila), ma tutto ciò che sorgerà attorno. Dalla cittadella giallorossa per gli allenamenti, all’area commerciale con i ristoranti a tema, un mega store della Nike e 245 punti vendita totali, dai 7000 parcheggi al distretto «business» con gli uffici per finire al massiccio intervento previsto sulle infrastrutture e i trasporti. Il sindaco Marino ha chiesto e ottenuto che la Roma si facesse carico della costruzione di uno svincolo del Raccordo, di un ponte sul Tevere e del prolungamento della metro B dalla stazione Magliana fino all’impianto sfruttando un sedime già esistente su cui posare i nuovi 3 km di binari. Nelle carte consegnate ieri c’è anche il piano finanziario per la sostenibilità di un progetto da 1 miliardo di euro interamente a carico dei privati. Al momento il committente è la Eurnova Srl di Parnasi, che insieme all’As Roma Svp Llc degli americani (abbreviata TopCo) parteciperà alla holding deputata all’operazione-stadio. È già salito a bordo il fondo americano Starwood Capital con un investimento da 40 milioni di euro e l’advisor Goldman Sachs, che ha aperto una linea di credito a garanzia, sta reclutando gli altri partner. «Il dado è tratto» scrive su Twitter Mark Pannes, il braccio destro di Pallotta, con tanto di foto della copertina del dossier e citazione latina scritta a penna «Audentes fortuna iuvat» (la fortuna aiuta gli audaci). «Ora faremo la nostra parte con rigore, nell'interesse della città» scrive invece Marino. A Roma è tornato anche l’architetto Dan Meis, impegnato a rifinire gli ultimi dettagli compresa la Curva Sud. «C’è stato qualche ritardo nella consegna - sottolinea Caudo a Trs - che doveva avvenire ad aprile». Problemi inevitabili, ma stavolta la Roma fa sul serio. Alessandro Austini "il tempo" Sembra che stiano facendo sul serio, peccato però che non si sappia come la a.s. roma ripaghera' lo stadio.
  2. Da "milanworld" Più che di "furti" si può parlare di campionati indirizzati da chiari e lampanti errori arbitrali. E nella storia della Juve ce ne sono molti.. quelli scippati a Roma e Fiorentina anni addietro, quel campionato del rigore di Iuliano-Ronaldo dove ne son successe di tutti i colori non solo in quella partita, i campionati taroccati dalle telefonate di Moggi con gli arbitri amici che aiutavano nei momenti di difficoltà e soprattutto frenavano le avversarie, per arrivare al campionato di 2 anni fa di cui non voglio nemmeno tornare a parlare. Diciamo che in parecchie occasioni, con arbitri più "attenti" per non dire più onesti", la Juve non avrebbe vinto alcuni titoli di cui si vanta. Ai gobbi probabilmente non importa, basta vincere, come si vince non è importante, si può vincere anche imbrogliando, è nella loro storia. Io sono fiero dei nostri 18 scudetti, 7 Champions e tutti gli altri trofei. E sono ancora più fiero del fatto che ognuno di questi trofei è stato meritatissimo e non è stato macchiato nemmeno dal sospetto di aver ricevuto un aiuto. Nessuno scudetto del Milan è stato vinto con errori arbitrali a favore per tutto l'anno. Nessuna Champions è stata vinta con rigori inventati o altre ladrate. Anzi, noi siamo quelli che vincono gli scudetti senza rigori a favore per 2 anni e che vincono le finali di Champions 4-0 con mezza difesa squalificata. Noi siamo quelli che perdono a tavolino uno scudetto strameritato per una monetina e che nelle sfide scudetto si vedono annullati gol regolarissimi oppure si ritrovano arbitri come quel Bertini del 2004-2005 con le sue mille telefonate con Moggi. I gobbi non potranno mai capire la differenza, loro che per mezzo scudetto in più venderebbero le loro madri pur di avere un rigore regalato o di vedere annullato un gol regolare agli avversari. Ah già, ma la mafia del campionato italiano siamo noi, noi che vinciamo più Champions che scudetti. L'affaire meani in un altro paese li avrebbe fatti giocare con la giacomense, se noi siamo ladri loro sono il peggio del peggio!!!! Molto spesso, la nostra rivalità la rivolgiamo verso gli intertristi, per via di farsopoli,, non dovremmo dimenticare però che il male, il marcio, il malaffare provienne soprattutto dalla sponda rossonera, perché una squadra con un proprietario, che detiene un potere economico(legittimo) e politico, con un evidente conflitto di interessi accentuato a dismisura dal possesso di un apparato mediatico, in grado di condizionare gli orientamenti delle masse, non è minimamamente tollerabile in un paese che dovrebbe assicurare a chi compete nello sport, oppure in altri contesti, di rivaleggiare in modo paritario.
  3. croket

    Il Topic degli Stadi

    Roma: non solo stadio nuovo, nasce un polo con Disney, Apple e NikeL'area di Tor di Valle dove sorgerà lo stadio della Roma Nelle idee della proprietà americana il nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle sarà parte di un complesso di intrattenimento con il coinvolgimento di grandi brand. Per il nome della struttura asta milionaria di MATTEO PINCI EmailStampa APPROFONDIMENTI Roma, confermata la chiusura delle curve. E Totti si ferma per la SampRoma, tutti a rapporto da Garcia: "Ora voltiamo di nuovo pagina"Roma, notte allo stadio: l'odissea di 500 tifosiNapoli-Roma 3-0, impresa degli azzurri: è finale con la FiorentinaTAGserie A, as roma, stadio as romaROMA - La Roma che non dimentica il passato inaugurando una mostra sulla propria storia lunga 87 anni, guarda soprattutto al futuro. Non è un mistero: il piano di sviluppo aziendale previsto dalla gestione Pallotta non può prescindere dalla realizzazione di uno stadio di proprietà. Ma non solo: perché lo stadio sarà, nelle idee del gruppo statunitense che controlla il club, parte di un complesso commerciale e d'intrattenimento che punta a coinvolgere al proprio interno i più importanti marchi su scala globale. I partner Nike e Disney (che ingloba la Espn), ma contatti sono stati avviati anche con il colosso informatico Apple. Per assicurarsi un numero di visitatori straordinario anche nei giorni in cui l'impianto sarà inutilizzato. E, di conseguenza, incassi da record. "Ci sono stati incontri con gli uffici di Roma Capitale su aspetti fondamentali come le infrastrutture": così il sindaco Marino riapre la partita con il club per la realizzazione di uno stadio sull'area dell'ippodromo di Tor di Valle, nelle adiacenze dell'autostrada Roma-Fiumicino. "Ma il 9 dicembre - frena il primo cittadino della capitale - nell'incontro in Campidoglio abbiamo visto soltanto un rendering. Aspetti come la cubatura, i servizi e la viabilità non sono disponibili". La Giunta ha chiesto alla gestione americana di onorare tutti i costi infrastrutturali per aumentare i collegamenti tra la città e l'area di Tor di Valle, comprese un'uscita apposita sul raccordo e una stazione ferroviaria.In cambio gli uomini di Pallotta avrebbero chiesto più metri cubi - circa 30 mila - su cui si discute attualmente. Perché nonostante i costi esorbitanti, l'establishment romanista è convinto di poterli sostenere, riuscendo anche a generare utili. Come? Realizzando attorno all'impianto una serie di strutture commerciali e d'intrattenimento affidate ai più noti brand mondiali. Un polo da 200 mila visitatori al mese: accanto allo stadio, infatti, l'idea su cui gli americani sono al lavoro ("Per rendere il progetto cantierabile", spiega Marino), prevede una serie di attrazioni firmate dai partner del club: Nike e Disney - Espn. Per farsi un'idea, si possono immaginare megastore del brand sportivo o ristoranti a tema simili a quelli che compaiono all'interno di Eurodisney: quelli romani, però, cavalcherebbero ovviamente tematiche sportive. Della partita, però, non faranno parte solo Nike e Disney: perché i manager statunitensi hanno già avuto contatti anche con altri marchi. Come Apple, ad esempio. Per sondare la disponibilità a realizzare in quei metri cubi anche un Apple Center, verosimilmente il più grande d'Italia. Discorso avanzato, ma con il colosso informatico si era sondata anche la possibilità di un coinvolgimento nel "naming" dello stadio, discorso però fermo e di difficilissima percorribilità. Ovviamente, lo spazio esterno, in cui dovrebbero sorgere anche i nuovi campi di allenamento, la sede sociale, un mini impianto per le giovanili e un campus scolastico, sarà aperto ad altri grandi brand interessati. Facile allora immaginare che se dovesse andare in porto l'operazione Alitalia, anche Etihad possa diventare un interlocutore privilegiato, considerato l'interesse del gruppo orientato a sviluppare lo scalo di Fiumicino - tra l'altro vicinissimo a Tor di Valle - per farne uno dei principali hub in Occidente. La partita è aperta. La caccia al marchio, anche. (14 febbraio 2014)©RIPRODUZIO
  4. croket

    Il Topic degli Stadi

    Il Cda del Manchester City ha concesso l'ok all'ampliamento dell'Etihad che, con i suoi sessantamila spettatori, diventerà così il secondo stadio d'Inghilterra. Il calcio inglese domina in Europa anche, se non soprattutto, grazie ad un'avveduta politica di marketing e stadi di proprietà. In tal senso non fa ovviamente eccezione il Manchester City, club in mano agli sceicchi, e ormai da anni protagonista in sede di mercato così come sul campo. Il Cda del City infatti, in data odierna, ha deliberato il piano di espansione dell'Etihad. Lo stadio dunque passerà dagli attuali 47.500 spettatori agli oltre 60.000, diventando in questo modo il secondo impianto di tutta la Premier League, dietro all'Old Trafford. Ennesimo salto nel futuro dunque per i Citizens. Il tutto mentre il calcio italiano resta fermo ad ammirare lo 'Stadium' della Juventus, in attesa che si completino i lavori per l'impianto dell'Udinese e veda finalmente la luce il progetto del nuovo stadio del Milan. Per i rossoneri infatti la strada sembra tracciata, l'addio a 'San Siro' è qualcosa di più che una semplice ipotesi. A quanto pare gli sceicchi al thani, non scherzano affatto, dal momento che hanno costruito di fianco allo stadio anche una cittadella dello sport dal valore di 200mln, che ospita tra l'altro anche il settore giovanile.
  5. croket

    Il Topic degli Stadi

    E' davvero impressionante, vedere che in america ci siano stadi e palazzetti dedicati completamente ai tornei universitari,che sono avanti anni luce anche sotto l'aspetto tecnologico,rispetto alle vetuste strutture sportive di punta del nostro paese. Sono di un altro pianeta,non c'e' proprio niente da fare.
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