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«Il mio ruolo in Juventus nasce con l’obiettivo di combinare la parte sportiva e quella istituzionale». Così Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juventus, ha aperto il suo intervento durante il Football Business Forum organizzato da SDA Bocconi. «Sto proseguendo il lavoro iniziato da Francesco Calvo, che mi ha introdotto in questo ambiente lo scorso anno. A livello aziendale sto affiancando Federico Comolli nella gestione del club, cercando di unire la mia esperienza da calciatore a una nuova prospettiva dirigenziale». L’ex capitano bianconero ha chiarito di non essersi mai visto come un allenatore: «Ho sempre sentito più naturale il passaggio a un ruolo gestionale, strategico, anche se credo che la leadership resti la stessa. Quando iniziava una stagione, guardavo ai miei compagni come a 25 aziende diverse: ognuna con i propri obiettivi, i propri interessi. Il compito del leader è far capire che senza unità d’intenti nessuno vince, né la squadra né le singole persone. Ma anche noi, da giocatori, avevamo i nostri “capi”: l’allenatore, la società, la proprietà. È una catena di responsabilità che non si spezza mai». Sul piano più ampio, Chiellini ha affrontato il tema del gap tra Serie A e Premier League, e della crescente concorrenza rappresentata dalla Champions League stessa. «Oggi la Champions è diventata una competitor diretta dei campionati nazionali. Il calcio è sempre più globalizzato, e questo si rifletterà ancora di più nei diritti TV a partire dal 2027. Non credo che la Serie A possa colmare completamente il divario con la Premier League, ma deve assolutamente migliorare per sopravvivere. L’interesse internazionale verso la Serie A sta calando, e serve una strategia diversa: dobbiamo riportare in Italia i migliori giocatori, perché sono loro che attraggono gli spettatori». Chiellini ha poi criticato la mancanza di coesione tra i club italiani: «Oggi non c’è un tavolo comune che lavori per la crescita collettiva. Ognuno pensa a sé, e così si perde di vista l’obiettivo comune. Non vogliamo diventare una lega che forma i talenti e poi li vede partire all’estero». Sul piano degli investimenti, l’ex difensore ha lanciato un monito: «Investire nel calcio è un rischio enorme se manca una visione d’insieme. I club italiani, in confronto, costano poco, ma incontrano difficoltà strutturali enormi. L’esempio di Pallotta a Roma parla chiaro: arrivò con un progetto per costruire lo stadio, ma dopo più di dieci anni siamo ancora fermi. A Milano finalmente c’è un segnale positivo, ma servono istituzioni che aiutino e non ostacolino chi vuole investire. Non possiamo permetterci di perdere queste opportunità per colpa della burocrazia». Chiellini ha poi spiegato i due obiettivi principali della Juventus: sostenibilità economica e risultati sportivi. «Purtroppo veniamo da bilanci negativi, specialmente negli anni del Covid e in quelli successivi, con la mancata qualificazione in Champions che ha pesato molto. L’obiettivo è arrivare al breakeven entro il 2026-27, puntando su sostenibilità e risultati. Siamo stati pionieri nel progetto delle seconde squadre e ora ne stiamo raccogliendo i frutti, come con Yildiz. È vero, abbiamo dovuto sacrificare alcuni talenti per ragioni di bilancio, ma questo rientra in una strategia più ampia: creare un sistema sostenibile». Sul fronte UEFA, Chiellini ha confermato la linea della società: «Eravamo consapevoli della procedura sul Fair Play Finanziario. Riceveremo una multa e un nuovo settlement agreement, ma non ci sarà alcun obbligo di operazioni straordinarie. Continueremo sul percorso di sostenibilità iniziato anni fa, e soprattutto abbiamo centrato l’obiettivo di tornare in Champions». Lo sguardo si è poi spostato sullo stadio e sulle nuove opportunità di ricavi extra sportivi: «All’Allianz Stadium lanceremo diversi eventi: abbiamo iniziato con il rugby e in estate ospiteremo i primi concerti. L’obiettivo è portare nello stadio un numero di eventi molto più alto rispetto alle sole partite. Vogliamo capire davvero cosa desiderano i tifosi e costruire un’offerta che li coinvolga di più». Chiellini ha sottolineato come l’ampliamento della fan base sia cruciale per la sostenibilità futura: «Aumentare la base dei tifosi significa accrescere l’attrattività per gli sponsor. Stiamo lavorando per rendere l’esperienza allo stadio più completa e interattiva, ma dobbiamo migliorare la raccolta e l’analisi dei dati sui nostri tifosi». Infine, un confronto con il modello americano: «Negli Stati Uniti il livello si sta alzando, ma il salary cap aiuta a mantenere la competitività. Il movimento non sta esplodendo perché non può attrarre troppe stelle, ma funziona: hanno una media di 20-25 mila spettatori, riescono a offrire un prodotto coerente con il loro livello. Per loro lo sport è intrattenimento, un’esperienza paragonabile al teatro o al cinema. E noi dovremmo imparare qualcosa da quella mentalità» Fonte: Calcio&Finanza
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Scanavino e Giuntoli un anno dopo. Bilanci e prospettive. Quali sono i prossimi obiettivi? Le situazioni su Arthur, Vlahovic, Danilo, Next Gen, nuovo stadio e bilancio
jurgen kohler ha aggiunto una discussione in Juventus forum
Bilancio di fine mercato? Tutti hanno sottolineato il lavoro encomiabile di GIUNTOLI e del suo staff, evidentemente diretto dal sapiente lavoro sui conti fatto da Maurizio Scanavino. A differenza dell'altro Maurizio, Scanavino parla poco, un paio di interviste in tutto, ma quanta autorità nella direzione della società! Insieme lui e Giuntoli hanno decurtato il monte stipendi in modo significativo dopo che per anni la Juventus era stata la società italiana a spendere di più (e a vincere di meno). Sono anni che auspico questa inversione di rotta all'insegna della sostenibilità e della competitività! Non è con gli stipendi più alti che si vincono gli scudetti, è quasi il contrario! Perché un monte ingaggi troppo alto blocca inevitabilmente le risorse per il mercato: se della cosiddetta "potenza di fuoco" l'80% è occupato dagli stipendi, resta solo un 20% di risorse per intervenire sul mercato. Se invece gli stipendi occupano un 60%, ecco che le risorse per intervenire sul mercato e potenziare la squadra con il mercato estivo quasi raddoppiano! Per rendere possibile un simile taglio dei costi, i dirigenti bianconeri hanno dovuto anche piegarsi a qualche compromesso (Barrenechea e Soulé forse potevano servire per avere seconde linee di alto profilo, Hasa e Nonge sono stati forse bocciati prematuramente). Un lavoro simile alla Juventus è stato fatto solo da Marotta e Paratici nei loro primi due anni di permanenza quando hanno cambiato il 90% dei giocatori vincendo poi lo scudetto al termine della seconda stagione. Beneaugurante. Capitolo ARTHUR: è stato un acquisto sciagurato, lo sappiamo. Io e pochissimi altri lo dicemmo esattamente nel momento in cui fu fatta l'operazione, salutata dai più con un'ovazione, soprattutto per l'iper-valutazione di un giocatore che sembrava finito come Pjanic, e perciò odiatissimo qui dentro. Purtroppo molti non si rendevano conto che, mentre la plusvalenza di Pjanic aggiustava il bilancio corrente, la valutazione monstre per Arthur avrebbe pesato per anni e anni sui successivi bilanci, rendendo tra l'altro il giocatore incedibile in caso di fallimento (tutti i nuovi acquisti possono fallire). Cosa che puntualmente si è verificata. Alcuni speravano che potesse diventare un punto fermo della Juventus. Certo, se fosse stato il nuovo Pirlo, forse l'operazione poteva essere in qualche modo sostenibile, se non altro perché non si doveva spendere altre risorse per un titolarissimo. Ma la realtà è stata l'esatto contrario: il centrocampo della Juventus senza Pjanic, Khedira e Matuidi è stato per anni mediocre o addirittura disastroso (nonostante il tanto osannato Rabiot che ha inanellato una serie di stagioni pessime prima di diventare un giocatore dal rendimento continuo) e Arthur è quasi subito diventato semplicemente un "costo a bilancio" più che un giocatore di calcio. Ogni anno, per quattro lunghi anni, Arthur ha causato una riduzione sensibile della potenza di fuoco che poteva essere investita in ben altro modo, vista anche la scarsa qualità del centrocampo juventino. Poi magari sentiamo il tifoso ingenuo "maledire" il Bentancur di turno, o Locatelli e Miretti, tutti giocatori che hanno una sostenibilità eccellente e che possono essere facilmente piazzati, ma che ci vuoi fare... le veroniche di Arthur seguite da un passaggio banale meritano 21 milioni annui di potenza di fuoco... E zero risorse sul mercato. Capitolo VLAHOVIC. Qui sono stati fatti errori macroscopici da quei geni del calcio che sono stati Arrivabene e Cherubini, su questo non ci sono dubbi. Dopo aver sostituito Cristiano Ronaldo con Kean si sono intimoriti e hanno aperto il portafoglio accettando qualsiasi richiesta fatta dalla controparte. Tuttavia la Juventus al momento non si può permettere una prima punta giovane e competitiva migliore di Vlahovic. Poco ma sicuro. Perciò l'idea di trattenerlo e di trovare una quadra sul costo annuo del giocatore per me è una soluzione percorribile. Se Vlahovic ingrana è un calciatore da 25-30 gol a stagione. Non è Haland, ma certamente con lui non vai in Europa a far ridere gli avversari, specie se il giocatore sarà assistito da ali di un certo livello (in futuro oltre al Yildiz servirà un altro profilo di questo tipo, per il presente vanno bene anche Nico e Weah). Se con il prolungamento del contratto di Vlahovic si riesce ad abbassare lo stipendio al di sotto dei 10 milioni (Lautaro ne prende 9 ed è il calciatore più pagato in Italia dopo Dusan) e contemporaneamente ridurre l'ammortamento con un rinnovo contrattuale fino al 2029, si può passare dai 42 milioni attuali di costo annuo a "soli" 25 milioni. Sempre tantissimo, ma è quasi la metà. Bisogna trovare una soluzione ed avere così il punto fermo in attacco per molti anni. Capitolo DANILO e senatori. Il brasiliano è l'ultimo dei senatori, l'ultimo rimasto. È ancora un titolare nel Brasile, ma la Juventus deve guardare al futuro, a un futuro senza di lui. Sicuramente nel corso della stagione Danilo darà una grossa mano, la champions richiede molta esperienza, e lui ha tanto da insegnare ai giovani. Ma immagino che per coerenza con questo progetto Giuntoli farà andare a scadenza il giocatore nel 2025. Dopo di lui i nuovi senatori chi sono? Dando per "morto" Pogba, è Locatelli il giocatore con più presenze in rosa (135) con un contratto fino al 2028 e un ruolo centrale nel progetto tattico di Thiago Motta. Stesse presenza per McKennie (135), ma situazione ben diversa, lui ha recentemente firmato prolungamento ponte fino al 2026 che lascia immaginare una cessione vicina, anche se il suo ruolo di precario storico può diventare ormai una serie Netflix da 20 puntate. Quarta posizione per Vlahovic (107), di lui abbiamo già detto, e quinta per Bremer (86), rinnovo fino al 2029, ruolo centrale nel progetto e secondo stipendio più alto in rosa. Mi auguro che il giocatore possa veramente chiudere la carriera alla Juventus perché di difensori così in giro ce ne sono pochissimi. Insomma il quinto dei senatori ha meno di 100 presenze. È infatti una Juventus nuova, fresca, che suscita grande curiosità e grandi speranze per il futuro. Capitolo Next Gen. Qui comprendiamo il genio inarrivabile di Andrea Agnelli, lui ha voluto fortemente questo progetto e oggi la Juventus può rinascere e rientrare nei paletti del Fair Play Finanziario grazie alla Next Gen. A chi non sopporta il concetto di FPF vorrei ricordare che tutti i grandi club come il Real Madrid e il Barcellona hanno sempre vinto grazie alle loro cantere, che oltre a fornire titolari e campioni come Carvajal, Raul, Casillas, Messi, Xavi, Busquets, Iniesta, Pique, ecc. hanno consentito di avere molte più risorse per intervenire sul mercato grazie al fatto che un buon 30% della prima squadra erano giocatori formati in casa. Credo che ora alla Juventus bisogna chiedersi se oltre a fornire giocatori preziosi per le seconde linee ci saranno finalmente dei titolarissimi provenienti dalla Next Gen. Yildiz è il primo nome, poi Savona e Mbangula. Ma prima di loro molti altri promettevano molto bene (Kastanos, Toure, Nicolussi Caviglia, Zanimacchia, Fagioli, Kean, Frabotta, Dragusin, Miretti, Ranocchia, Felix Correia, Barbieri, Soulé, Aké, Iling Junior, Barrenechea, Huijsen, Nonge, Hasa) eppure non hanno sfondato in prima squadra. Mi auguro che Fagioli, Miretti (quando tornerà), Savona, Yildiz e Mbangula possano diventare i Carvajal o i Busquets della Juventus, per dare un senso al progetto Next Gen che non sia solo economico ma anche tecnico. È fondamentale per la coesione del gruppo avere dei big formati in casa! Non solo Pinsoglio, ma anche Del Piero insomma... In futuro serve dare una casa, un nuovo STADIO, per la Next Gen e le Women. Ora non è probabilmente il momento per ovvi motivi di bilancio, ma la prossima stagione? Lo facciamo? Grazie a nuovi sponsor e pubblico di casa sono progetti che si possono autofinanziare. Il biglietto giornaliero per due gare lo trovo un'idea geniale per chi fa tanti chilometri per vedere la Juventus. E se lo spettacolo si avvicina a quello dell'Allianz le prospettive di sviluppare anche il campionato femminile e la serie C ci sono tutte. Bilancio e FPF. La semestrale ci darà l'esatta dimensione del grande lavoro effettuato quest'estate. Se il passivo è contenuto, la prossima estate si potrà certamente prendere un big alla Sancho. In questa stagione la Juventus dovrà far passare il bilancio al vaglio dell'UEFA e i rapporti in passato non sono stati dei migliori. Non si può sbagliare, il bilancio deve assomigliare il più possibile al pareggio, dopo la tempesta [Covid+CR7+esclusione dalla CL] che ha generato passivi per -239 milioni (2021-22), -123 milioni (2022-23) e un passivo attuale stimato intorno ai -180 milioni o poco più (2023-24), vedremo a breve. Nel triennio 2021-24 le passività totali sono state di quasi 550 milioni. Senza soffermarsi su colpe e responsabilità (o non responsabilità causa calamità imprevedibili), è ora tempo di risanare i conti e la semestrale ci darà l'esatta portata del lavoro di Giuntoli, Scanavino e staff. Prospettive future. Immagino per il futuro un mercato completamente diverso rispetto a quello appena chiuso. Una rivoluzione era opportuna e necessaria, più per il bilancio che per un problema tecnico. Il bilancio sta migliorando tantissimo, grazie a un incremento vertiginoso degli introiti e a una contemporanea e importante riduzione dei costi. Ora la rosa ha un'età media bassissima (l'anno medio di nascita dei giocatori è il 1999) e l'anno prossimo altri over 30 come Danilo e Milik probabilmente saluteranno, i prossimi mercati saranno estremamente più semplici, probabilmente caratterizzati da uno-due grandi obiettivi per sessione (es. Koopmeiners) per i quali si è disposti a spendere tanto, e altri giovani di talento. In questo modo si potrà dare prospettive di crescita alla rosa e non buttare soldi dalla finestra. Sempre di più la Juventus dovrà costruirsi il 90% della rosa in casa e fare un colpo alla Vlahovic o Koopmeiners per alzare il livello soprattutto nelle competizioni internazionali, ma non più di uno a stagione. In questo modo si può tornare grandi con mercati coerenti anno su anno ed avere i conti a posto (le due cose vanno necessariamente insieme, perché se non hai soldi oggi non puoi nemmeno spendere).- 86 risposte
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