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Trovato 3 risultati

  1. ZizouZidane

    Vincere è l'unica cosa che conta

    Finché, alla Juventus, non si capirà che, se si vuol tornare a vincere, è necessario del tempo per programmare in maniera seria, consentire al tecnico di turno di costruire un impianto tecnico e tattico efficace nel medio termine e far crescere i giovani, continueremo a collezionare magre figure. Nell'ambiente bianconero si è creato un clima tossico, esasperato ed esasperante, che pensa solo ad attaccare tutto e tutti, a distruggere, a stilare liste di proscrizione. Il forum ne è lo specchio più nitido. Stiamo mettendo in discussione il sesto tecnico in sei anni. E stiamo chiedendo a gran voce l'ennesima rivoluzione tecnica quando anche un profano si renderebbe conto del fatto che uno dei motivi per cui ci ritroviamo in questa situazione è la mancanza di continuità del progetto. Questa urgenza di vittorie, dettata dallo storico motto titolo del topic, sta solo allungando il nostro periodo di astinenza. E non ve ne rendete conto. Klopp, al suo primo anno a Liverpool, arrivò ottavo. E vinse la Premier dopo anni, portando la sua squadra a essere una delle più forti al mondo. Fosse successo a Torino, ne avremmo chiesto le dimissioni dopo sei mesi. Io ve lo dico con affetto: se vogliamo ricominciare ad alzare trofei, dobbiamo necessariamente modificare mentalità e cultura. L'alternativa è continuare a lottare per il quarto posto, con un tecnico che porti a casa la pagnotta, senza costruire nulla. Ma nelle grandi squadre non funziona così. Prima lo capiremo, meglio sarà per noi. Nota a margine di tenore tattico: in molti, nelle ultime ore, stanno sbeffeggiando il "calcio moderno", che, a loro dire, non porta risultati. "Moderno", in Italiano, indica tutto ciò che appartiene al tempo presente, che è in linea con le tendenze, la mentalità e il gusto attuale, che è funzionale e al passo con i tempi. Stiamo parlando, dunque, di un trend largamente condiviso. E, se è condiviso, ci saranno dei motivi. Quello che alcuni di voi chiamano, in tono discriminatorio, "calcio moderno", è la normalità. Il resto è un'eccezione, e non il contrario. Oggi, l'unico calcio che porta dei risultati è proprio quello "moderno". E basta affacciarsi fuori dai cancelli della Continassa per rendersene conto. Risultati sia tecnici che economici. Perché, ad esempio, non solo il Psg è in finale di Champions (e, dunque, compie il suo dovere sportivo) ma le sue partite vengono viste in tutto il mondo da milioni di persone. E ciò vuol dire tanti soldi in entrata da investire. Però, se davvero dobbiamo ancora discutere di questo e del fatto che prima di tutto bisogna non prenderle e curare la fase difensiva e amenità di tal fatta, allora mi arrendo in anticipo. Poi, però, non chiediamoci perché l'ultima squadra della Premier guadagna, in diritti televisivi, 50 milioni più della prima in A. In molti, qua dentro, vorrebbero continuare a giocare con le racchette di legno in un mondo che usa quelle di grafite. E, se le usa, ci sono delle ragioni.
  2. ZizouZidane

    Il progetto

    Il Psg ha speso 40 milioni per Vitinha, noi per Locatelli. Il Psg ha speso 60 milioni per Neves, noi per Koopmeiners. Il Psg ha speso 50 milioni per Doue, noi una quarantina per Nico. I top team, quelli arrivati ai vertici dei più importanti campionati europei hanno affidato le panchine ai seguenti tecnici: City: Guardiola Arsenal - Arteta Liverpool - Slot Bayern - Kompany Bayer - Ten Hag Psg - Luis Enrique Marsiglia - De Zerbi Real - Alonso Barca - Flick E noi stiamo qua a litigare per Conte, Allegri, Inzaghi, Pioli e Mancini. E sapete perché? Perché non abbiamo coraggio, non crediamo nei giovani e scegliamo sistematicamente gente meno talentuosa ma preferibile purché abbia esperienza. E questo modus operandi, in Italia, è adottato in tutti i campi. Il calcio è l'ultimo dei problemi. Finché non ci renderemo conto che vanno radicalmente modificate mentalità e cultura a tutti i livelli, saremo destinati a rimanere fanalino di coda. Io, per la mia squadra del cuore, vorrei un allenatore coraggioso, convinto delle sue idee, ambizioso, che dia alla squadra un'identità tattica moderna, propositiva, arrembante, emozionante. Vorrei dei giovani che divertano e si divertano, che lancino il cuore oltre l'ostacolo, che, soprattutto, abbiano voglia di segnare un gol più dell'avversario e non di subirne uno in meno. Vorrei non vedere l'ora di guardare una partita ed entusiasmarmi. E' in questo modo che, oggi, si ottengono i risultati. La retorica secondo cui vincere è l'unica cosa che conta, secondo cui bisogna vincere subito e non si possono aspettare i progetti e i ragazzini, oggi, è semplicemente vecchia. E non porta a nulla. In Italia siamo stati capaci di denigrare una parola meravigliosa come PROGETTO. Dal latino: pro (avanti) jacere (gettare): ciò che viene gettato davanti. Non abbiamo visione. Siamo privi di prospettiva. Siamo già morti e non lo sappiamo. Però abbiamo bisogno di gente d'esperienza, che porti l'1-0 a casa e ci faccia stare con i piedi per terra, come mi è stato consigliato oggi. Mi rendo perfettamente conto di essere una mosca bianca (insieme a un altro paio, qua dentro), e quello che dico conta nulla, ma il resto, perdonatemi, è una tristezza infinita. Nota a margine: queste le parole con cui Luis Enrique, che, in molti, attualmente, considerano il miglior tecnico al mondo, si congedò dalla Roma: "Come allenatore ho cercato di far capire il mio gioco alla squadra, è giusto giudicare un tecnico per i risultati, ma sicuramente il prossimo anno avrei continuato a lavorare nello stesso modo. Continuo a credere in questo modo di fare calcio. Non mi va, però, di iniziare la stagione sapendo che, alla minima difficoltà, sarei stato un punto di rottura e ci sarebbero state molte critiche." Fatevi un paio di domande.
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