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  1. Al 25’ Meret esce a valanga su Ronaldo lanciato verso la porta. Il portoghese vola a terra per evitare lo scontro con il portiere del Napoli, non c’è un’immagine che chiarisca se il contatto ci sia stato (con la scarpa sembrerebbe toccare il malleolo di Ronaldo), ma Rocchi punisce comunque il movimento di Meret che alza il piede destro per fermare l’avversario dopo che questo ha spostato il pallone. Corretta la decisione di estrarre il rosso, come quella di non riguardare l’episodio con una review, non trattandosi nel caso di un errore chiaro ed evidente. Nella ripresa, al 3’ Pjanic, già ammonito, intercetta intenzionalmente il pallone con il braccio: gesto istintivo, ma meritevole della seconda ammonizione. Al 36’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fabian Ruiz calcia al volo e la palla sbatte sul braccio destro di Alex Sandro. La distanza è ravvicinata ma il braccio troppo largo: oppone ostacolo ad un tiro che sarebbe passato, da punire anche in base alle ultime indicazioni dell’Ifab. Bene fa il Var Irrati a suggerire la review e la conseguente correzione. La Gazzetta dello Sport Una partita ricchissima di episodi. L’internazionale di Firenze, Gianluca Rocchi, al netto delle tante decisioni cruciali che ha preso (e anche bene), s’è perso solo il secondo giallo per Koulibaly (su Dybala), posto che sul primo ha adottato lo stesso metro usato per il rosso a Meret (parola chiave: “negligente”) per chiara occasione da gol. Giusta la seconda ammonizione data a Pjanic (quelli bravi la chiamano SPA, Stop Promising Attack), giusto (dopo review) il rigore dato al Napoli. Tre gesti che fanno capire la sua serata: ferma il gioco al minuto 13 (l’assistente Tonolini si mette davanti al pallone già piazzato per l’angolo) per l’omaggio ad Astori, dà una carezza sia a Meret che a Pjanic dopo i rossi. NEGLIGENTE. Ronaldo lanciato da un errato passaggio di Malcuit, sposta il pallone, Meret esce dall’area, con lo scarpino destro struscia appena il tacco sinistro di CR7. Contatto quasi nullo, ma l’uscita del portiere del Napoli può essere considerata “negligente”, considerando che è fuori dall’area di rigore (ed il portiere perde le sue “garanzie” che gli derivano dal ruolo) ma soprattutto visto che il regolamento, alla voce “calcio di punizione diretto” indica anche «Sgambettare o tentare di sgambettare». Questo spiega anche il mutismo del VAR (Irrati, non uno qualsiasi) SECONDO OK. Corretta la lettura sul secondo giallo dato a Pjanic: il giocatore della Juve blocca, andando in quella direzione con il braccio sinistro non larghissimo (ma l’intenzione è quella di colpire il pallone), un filtrante di Allan in verticale. RIGORE DA VAR. Di difficile da vedere in campo (c’è il corpo del giocatore bianconero a nascondere il contatto), fa bene Irrati a richiamare Rocchi all’OFR (On Field Review). Il tiro di Fabian Ruiz struscia il petto di Alex Sandro (diverso se ci avesse proprio sbattuto sopra)e finisce sul braccio destro che è largo e per le nuove interpretazioni punibile. RISCHIO. Dicevamo dell’errore commesso da Rocchi: a 4’ dalla fine, ammonisce Koulibaly per un’entrata in scivolata su Emre Can (non lo tocca, ma ha usato lo stesso metro di Meret), pochi minuti dopo commette un fallo duro su Dybala, ne nasce un parapiglia, ma il secondo giallo non esce. Fonte: Il Corriere dello Sport
  2. Al 3’ Djuricic ruba palla a Rugani e si presenta a tu per tu con Szczesny, molto bravo a deviare il pallone in anticipo sull’esterno del Sassuolo, che poi rovina a terra. Impossibile stabilire chi travolga l’altro, fa bene Mazzoleni a lasciar correre. Decisione confermata dopo il ricorso alla review. Nella ripresa, al 7’ viene annullato per fuorigioco un gol di Cristiano Ronaldo, che aveva messo in rete imbeccato da Bernardeschi. La chiamata dell’assistente è corretta. Al 24’ Sensi devia col braccio un cross di Bernardeschi, ma il braccio è attaccato al corpo, giusto lasciar proseguire La Gazzetta dello Sport Solita partita di Mazzoleni, incapace di decidere (guardate cosa fa sull’episodio Szczesny-Djuricic), che dovrebbe invece essere - decidere - il verbo arbitrale. SENZA SE E MA Ci sono due momenti temporalmente parlando dell’uscita di Szczesny su Djuricic: 1) colpisce col il ginocchio sinistro il piede destro di Djuricic che ha spostato il pallone (suo ancora il possesso); 2) solo dopo il n.1 tocca il pallone (possesso per la Juve). Era rigore, con pochi dubbi, Mazzoleni non decide, aspetta che Maresca al VAR lo chiami alla OFR. Proprio qui doveva cogliere i due momenti (potevano sembrare contemporanei live). POCHI DUBBI Ok annullare il gol di Ronaldo: oltre Magnani e Lirola sul passaggio di Bernardeschi. Bourabia tocca da distanza ravvicinata, Rugani col fianco (e braccia attaccate al corpo): mai rigore (ma neanche il pensiero). Cross di Bernardeschi, davanti Sensi ha il gomito sinistro vicino al corpo, il fatto che non sia proprio attaccato attaccato ha fatto nascere qualche dubbio. Corriere dello Sport
  3. IACOPONI-CACERES: NON È RIGORE, OK VAR Al 21’ il Parma chiede un rigore, ma sbaglia: contrasto aereo tra Gagliolo e Mandzukic, il croato devia il pallone di testa, non con il braccio. Il silent check del Var (Chiffi) conferma la scelta di Giacomelli. Al 28’, giallo esagerato a Scozzarella che respinge il tiro di Spinazzola con il braccio. Al 45’ Giacomelli assegna un rigore alla Juve per una trattenuta di Iacoponi su Caceres che non c’è: Chiffi gli suggerisce di andare al monitor,e umilmente l’arbitro torna sui suoi passi. Nella ripresa, al 14’ ancora Iacoponi protagonista: intercetta il tocco di Bernardeschi con il petto, non con il braccio. Qui Giacomelli sceglie subito bene La Gazzetta dello Sport Riuscire a sbagliare quello che c’è da sbagliare è un’arte. A Giacomelli, fra l’altro, riesce benissimo. Regala un rigore alla Juve (si vedeva live che era stato Caceres a tirare l’avversario), gliene nega uno abbastanza clamoroso (tutta colpa del... palo), dà sempre l’impressione di fischiare dove spira il vento. RIGORI SÌ E NO Cross in area del Parma, Caceres trattiene Iacoponi per il braccio sinistro, poi va a terra. Senza VAR sarebbe stato un errore clamoroso (e Giacomelli sostiene pure la sua tesi con protervia con i difensori del Parma). Lo salva Chiffi al VAR, review che dura un secondo. Non interviene invece sul calcio di Gagliolo su Khedira, netto: il bianconero colpisce il palo e questo fa sì che il pallone possa tornare nella sua disponibilità senza quell’intervento. Mai penalty il tocco di petto (braccia al corpo) di Icoponi. DISCIPLINARE Va bene a Barillà: l’intervento su Khedira è brutto, piede a martello, per fortuna (di tutti) basso. Inventato il giallo a Scozzarella: pallone sul fianco, non era neanche punizione. Il Corriere dello Sport
  4. DUBBI SUL MANI DI WALLACE RIGORE OK: LULIC TRATTIENE ● Al 36’ controllo scomposto nella sua area di Wallace, che in scivolata intercetta il pallone prima con la gamba e poi con il braccio molto largo. Un gesto che in gergo si definisce «negligente». Guida valuta la chiara involontarietà ma non l’eventuale colposità: resta più di qualche dubbio (del resto per episodi simili in più di un’occasione si è ricorso alla review). Nella ripresa, al 4’ scintille per una manata di Lucas Leiva a Matuidi, che reagisce: Guida fa bene ad ammonire entrambi. Al 30’ pareggio della Juventus: azione sulla sinistra di Bernardeschi che mette la palla in area per il tiro di Dybala respinto da Strakosha proprio sui piedi di Cancelo. Nell’occasione qualche dubbio su una posizione di fuorigioco di Ronaldo, che comunque non interferisce. Al 42’ non sfugge a Guida la trattenuta di Lulic su Cancelo prima ancora che arrivi in area il tiro cross di Bernardeschi (in posizione regolare). Giusto assegnare il rigore, poteva starci anche l’ammonizione di Lulic. La Gazzetta dello Sport CdS: Trattenuta più contatto sulla gamba: è rigore Partita più che buona per Guida, aiutato dall’assistente Carbone (perché se pensiamo ad un suggerimento VAR fuori protocollo nell’attesa fra il fallo e il fischio....) nell’episodio che ha deciso la partita. RIGORE Partiamo dalla fine, allora: prima ancora che Bernardeschi tiri (o suggerisca dentro), Lulic aggancia il braccio destro di Cancelo e lo trattiene. C’è, anche un contatto basso, con la gamba sinistra del giocatore della Lazio che tocca il destro dell’avversario, che finisce per autosgambettarsi. Guida non fischia subito, passano dieci lunghissimi secondi, poi l’arbitro indica il dischetto e non va a rivedere le immagini, il che induce a pensare che sia stato l’assistente numero uno, Carbone, a segnalarglielo. NO RIGORE Doppio episodio nel primo tempo: piccole proteste per un sospetto tocco di braccio destro di Bastos (ma sembra controlli prima colpetto, comunque fuori area) e subito dopo di Wallace (ma in scivolata sta allontanando il pallone e si calcia sul braccio che è a terra dopo la caduta). DISCIPLINARE Equilibrato da un punto di vista disciplinare: 7 gialli, 4 doppi, buon vantaggio su quello a Milinkovic. Il Corriere dello Sport
  5. CR7 REGOLARE CAN SU CONTI: UN’ENTRATA MOLTO DUBBIA, PERCHÉ BANTI NON LA RIVEDE? Al 33’ del primo tempo, frettoloso (e dubbio) lo sbandieramento su Cutrone lanciato in porta sulla sinistra, Alex Sandro al centro del campo sembra tenerlo in linea: il primo assistente Preti avrebbe dovuto aspettare la fine dell’azione per avere l’opzione Var. Al 44’, brutto intervento di Pjanic a gambe unite su Calhanoglu, solo giallo. Stessa cosa per Castillejo nel recupero, vittima Matuidi. Nella ripresa, al 9’ Ronaldo invoca un calcio di rigore per un fallo di mani di Zapata che smorza un suo cross, ma il braccio è quasi aderente al corpo. Al 16’, è buono il gol del vantaggio di Ronaldo, in linea con Rodriguez. Al 23’ invece viene (giustamente) annullato per fuorigioco il raddoppio di Dybala. Espulso al 27’ Kessie per un pestone a Emre Can: giallo trasformato in rosso da Guida alla Var. Pochi secondi prima, Banti non estrae il giallo per un intervento duro di Matuidi su Calabria. Al 41’, l’entrata in scivolata di Emre Can su Conti in area bianconera è molto sospetta: il tedesco sembra non toccare la palla e Banti lascia correre. Sarebbe stato opportuno almeno andare al monitor. La Gazzetta dello Sport Avrebbe meritato un congedo diverso, alla... Banti. Perché l’errore più grave (a parte Emre Can-Conti, decisivo sul risultato) è stato quello di non essere stato Luca Banti, il nostro arbitro più inglese: 28 falli (di solito ne fischia una quindicina), 7 ammoniti (un’enormità per lui, anche rapportati alla partita) e un espulso (al VAR). Chissà cosa dirà Rizzoli, visto in versione Lawrence d’Arabia con tanto di turbante (?) stile vacanza saudita. RIGORE Ci stava il rigore quasi allo scadere per un’entrata (precedente alla leggera tirata di maglia a parti invertite) di Emre Can su Conti: il giocatore bianconero è molto imprudente, non tocca mai il pallone, braccio destro sulle spalle dell’avversario. La colpa, Banti, la divida pure con il VAR Guida: il fatto che sia una valutazione dell’arbitro centrale, non lo esime dall’intervenire. Fra l’altro, poteva invitarlo a rivedere le immagini. Anche per una questione di... furbizia. NO RIGORE Tocco di Ronaldo, pallone sul braccio sinistro di Zapata: non è rigore (lo si faccia vedere per fissare i punti fermi), il braccio è parallelo al tronco, è in posizione congrua con l’azione. Corretto il rosso a Kessie: l’intervento è col piede a martello (anche se non affonda), pallone già molto lontano, qui Banti avrebbe dovuto vederlo da solo. Per fortuna che c’è il VAR. Corriere dello Sport
  6. Pomeriggio complicato anche per l’internazionale (ancora per pochi giorni: perderà i gradi dal prossimo primo gennaio per raggiunti limiti d’età e a fine stagione sarà dismesso) Banti: fischi errati, provvedimenti disciplinari presi senza senso (il giallo a Mandzukic, ad esempio), altri dimenticati. SUGGERITO Bruttissima la dinamica del rosso a Bentancur. Partiamo da qui: Bentancur (già ammonito) entra con un pestone sul collo del piede di Castagne, non c’è dubbio che sia un intervento falloso (ed infatti Banti fischia subito) e che sia da cartellino giallo. L’arbitro di Livorno, però, esita un attimo, anche due, e questo crea la reazione da parte dei giocatori dell’Atalanta, che lo accerchiano (ma non dovevano essere ammoniti quelli che si lasciavano andare a simili reazioni, Rizzoli?). Banti esita ancora e con questo dubbio la frittata è fatta: chi ha suggerito il giallo all’arbitro? L’assistente Ranghetti? O - con una procedura vietata - il Var Calvarese? Nell’occasione, graziato anche Allegri: in panchina fa di tutto, sotto lo sguardo di Aureliano che più che richiamarlo non fa. Altri tecnici, per molto meno, sono stati allontanati... OK ANNULLARE Giusto annullare la rete di Bonucci, nettamente oltre i difensori dell’Atalanta al momento della spizzata di testa di Alex Sandro. NO RIGORE Cade in area Djimsiti, ma il contatto è con il suo compagno Mancini, pressato da vicino da Chiellini. C’è, nell’azione, anche un gomito di Bonucci: involontario. Fonte: Corriere dello Sport
  7. Cristiano Ronaldo per 45 minuti ha guardato Atalanta­-Juventus dalla panchina e per una volta è stato un banale sostituto, come gli attaccanti di riserva che entrano nel secondo tempo per cambiare le partite: non gli succedeva dall’11 maggio 2013, da Espanyol-Real Madrid 1­1, trentacinque minuti più recupero al posto di Kakà. Un mese prima, contro il Levante, aveva segnato l’ultimo gol della carriera dalla panchina. Questa volta invece Cristiano ha cominciato a scaldarsi solo all’intervallo, correndo a pochi metri da Filippo Tortu, arrivato a Bergamo per vedere lui e la sua Juve. Poi è successo tutto in fretta. Cristiano ha capito di dover entrare, Perin gli ha passato la 7 e Allegri ha dato due indicazioni rapide. Dalla tv si legge il labiale e si intuisce un concetto semplice: giochi centravanti, con Dybala a destra e Mandzukic a sinistra. Un bambino a quel punto ha alzato un cartello: «Ronaldo você me dá a sua camisa por favor». «Ronaldo, dammi la tua maglia per favore». Per il momento più originale del Santo Stefano italiano di Cristiano Ronaldo, si resta qui, al cartello. Per la frase più significativa invece chiedere a Giorgio Chiellini: «Quest’anno ci sono state tre partite in cui siamo stati in difficoltà – ha detto –. Juve­-Napoli, Empoli­-Juve e Atalanta­-Juve. Non è un caso che, nel momento di difficoltà, per tre volte Cristiano abbia fatto Cristiano. Si può essere decisivi anche in 20 minuti». Ronaldo ci è riuscito con un gol e un potenziale assist.Da centravanti ha cercato più volte la profondità e sul calcio d’angolo del 2­2 si è mosso con l’istinto del centravanti: misteriosamente, c’era solo lui davanti a Berisha. Più tardi è scappato a destra e ha messo in mezzo un cross su cui Djimsiti in qualche modo ha anticipato Mandzukic. Non è stato il 3­2 solo per centimetri. PRIMO DI TESTA I numeri, succede, dicono bugie. Questa volta sembrano suggerire un impatto leggero di Cristiano: in 25 minuti, non più di 5 passaggi. Il calcio però è sport di emozioni, non di cifre, e dallo stadio si è percepito che il suo ingresso ha dato energia alla squadra. Poi ha negato legami tra la sua assenza e il rischio di sconfitta: «Sono discorsi un po’ da bar». Sono invece ragionamenti da analista quelli sul modo di marcare Cristiano, che ieri ha segnato il primo gol di testa in A: incredibile, considerate le abitudini del 7 bianco. Il pubblico dell’Atleti Azzurri ha visto tutto, ha reagito male – Bergamo voleva vincere, poche storie –, poi si è rassegnato e rasserenato. Molti sono usciti contenti. Il meglio, del resto, lo stadio lo aveva dato all’inizio con una scritta: «CR7 is for boys. CR77 is for men». «CR7 è per i ragazzi, CR77 è per gli uomini». Il 77, per storico soprannome, è Cristian Raimondi, ex terzino dell’Atalanta entrato nello staff di Gasp. Nella vita ha un solo gol in Serie A, però segnato di testa, da angolo, sotto la curva. Cristiano lo ha copiato. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. All’8’ Alex Sandro calcia a botta sicura su Olsen in sospetta posizione di fuorigioco. Nella ripresa, al 3’ è bravo l’assistente a segnalare il fuorigioco di Ronaldo lanciato in verticale. Al 6’ Nzonzi commette fallo su Dybala, Massa concede il vantaggio, gli juventini reclamano il secondo giallo per il francese. Un minuto dopo non viene sanzionata una spinta pericolosa di Kluivert su De Sciglio. Al 18’ lancio al limite dell’area per Ronaldo che tocca con il braccio ma perché spinto da Manolas: il portoghese protesta. Al 25’ sull’angolo da sinistra di Pjanic, alzato di testa da Fazio, Bonucci spinge Olsen e permette a Chiellini di segnare: rete annullata per carica sul portiere. Al 47’ annullato con l’intervento del Var anche il gol di Douglas Costa perché l’azione si è avviata dopo un fallo di Matuidi su Zaniolo: qui ci sono pochi dubbi, decisione giusta. La Gazzetta dello Sport Non vorremmo essere nei panni di Rizzoli: perché è chiaro che sta puntando (o sta cercando di puntare) su Massa (dovrebbe essere l’arbitro dei Mondiali in Qatar), che s’è dimostrato non adeguato alle grandi partite. Soglia altissima del fallo ma mal applicata, graziato Nzonzi, annullati due gol alla Juve, decisioni che si possono condividere, sul secondo episodio però l’uso del protocollo è davvero al limite. Due reti annullate da Massa: la prima per un fallo di Chiellini (c’è anche Bonucci, ma non c’entra) su Olsen in uscita. Diciamo che il fatto che il portiere non si può neanche sfiorare nella propria area ha salvato lo svedese. Il contatto con la spalla di Chiellini è minimo. E’ il Var (Giacomelli, basta la parola) che richiama Massa all’Ofr per un fallo di Matuidi su Zaniolo, con Zaniolo che fa due passi e lancia in avanti, pallone intercettato da De Sciglio e via alla nuova fase d’attacco. RISCHIO Rischia molto Nzonzi: già ammonito, ferma Dybala al limite dell’area, Massa dà un vantaggio che non esiste e salva il francese. Rischia anche Manolas: l’intervento su Ronaldo, nettamente fuori area (per questo il Var non interviene), è sì spalla contro spalla ma piuttosto robusto. Braccia al corpo, invece, di Mandzukic sul cross di Santon: è in area, è involontario. Il Corriere dello Sport
  9. Un punto ancora e poi lo scudetto d’inverno sarà aritmeticamente della Juve. Non poteva essere altrimenti con il ritmo che stanno tenendo i bianconeri. Contro la Roma, sabato sera a Torino, Allegri potrà prendersi il primo vero pezzo di scudetto. Sarebbe nulla più del giusto coronamento di un anno straordinario. Mancano un paio di settimane al brindisi di arrivo del 2019 e i conti parlano chiaro. La Juve ha già tutti dietro, nessuno riesce ad andare così forte, non solo in Italia. E il muro dei 100 punti è alla portata: ne servono 6 sui 9 ancora disponibili. Oggi, durante il sorteggio di Champions, la Juve e gli juventini dovrebbero dare uno sguardo a quanto accaduto nell’anno che si sta chiudendo. Sarebbe un buon modo per affrontare l’Europa a viso ancor più aperto, senza timori di questo o quell’avversario. Il perché è racchiuso nella classifica di punti ottenuti nei vari campionati. Il 2018, infatti, ribadisce: la Juve è avanti a tutti, nessuno corre quanto lei. Con 94 punti Allegri e i suoi hanno messo in fila Psg, Manchester City, Barcellona, Totttenham, Napoli, Liverpool, Real e Atletico. Ci fermiamo qui non a caso: dietro ci sono già Atletico Madrid e Liverpool, i due avversari più temibili dell’urna di oggi a Nyon . La partenza dell’attuale campionato è probabilmente l’esempio migliore, con 46 punti su 48 messi in tasca e una vittoria sfuggita solo perché quel pallone contro il Genoa era stato considerato fuori da Benatia mentre invece da lì arrivò il gol del pareggio. Per il resto, però, solo vittoLa vittoria sul Torino ha allungato le tante serie positive dei bianconeri rie. In casa e in trasferta. L’altro dato spaventoso riguarda proprio i viaggi della Juve: gli manca solo la partita sul campo dell’Atalanta, se ne esce indenne l’anno sarà immacolato anche per quel che riguarda le trasferte. Con la vittoria di sabato, nel derby che il calendario ha piazzato in casa del Torino, la Juve peraltro ha già eguagliato la sua migliore striscia di vittorie esterne: 8 di fila. Fonte: Il Corriere dello Sport
  10. Gara corretta, che rischia di accendersi solo a metà del secondo tempo, ma rientra subito nei binari. Al 4’ Chiellini contrasta regolarmente Icardi nel cuore dell’area. Al 6’ giusto giallo a Pjanic per l’entrata su Joao Mario. Al 16’ Matuidi in ritardo su Gagliardini, poteva starci l’ammonizione. Al 23’ manata di Cristiano Ronaldo a Skriniar: intervento involontario ma il difensore è costretto a medicarsi il naso sanguinante. Nella ripresa, in tre minuti, dal 9’ al 12’, vengono ammoniti Bentancur per un’entrata pericolosa su Gagliardini, Perisic per un fallo su Dybala, Brozovic per un intervento ancora sul numero dieci argentino. Gialli che Irrati spende per stemperare una tensione crescente. Nel recupero l’arbitro di Pistoia macchia un po’ la sua prestazione risparmiando il giallo a Mandzukic che stende Skriniar e allo slovacco che un minuto dopo dà un colpetto col gomito al croato. La Gazzetta dello Sport Contrasti ferrei, braccia al cielo e urla su ogni palla contesa. Irrati in fin dei conti non ha torto a resistere inizialmente alla tentazione di estrarre il giallo su tutto ciò che si muove. Lo fa subito per un fallo tattico di Pjanic su Joao Mario, e va bene. Risparmia invece Brozovic su Dybala, Icardi che schiaffeggia Pjanic con il piede, Cristiano che schiaffeggia Skriniar con la mano e Bentancur che falcia Icardi. Ecco, in quest’ultimo caso probabilmente la prudenza lo consiglia male. Se ne rende conto e improvvisamente cambia marcia. Anche perché i giocatori nel secondo tempo mollano il rastrello e prendono la vanga. In due minuti finiscono sulla lavagna Bentancur (a proposito: era diffidato, salterà il derby), Perisic e Brozovic, tutti senza potersi lamentare di alcunché. Il gioco si fa duro, la Juventus comincia a giocare e Cancelo è in posizione valida quando schizza sul lancio di Matuidi a ricevere il pallone che poi deporrà in area per Mandzukic. Due punizioni dal limite dell’area, una pericolosa per la posizione, calciata per l’Inter da Perisic e deviata in barriera da Matuidi (che l’aveva causata impedendo a Borja Valero di provare il destro); l’altra pericolosa giusto perché la tira Cristiano, e in questo caso il portoghese bastona la barriera. C’erano entrambe. Irrati è paziente, puntuale, chiaro nelle indicazioni. Un buon padre di famiglia. Lo aiuta il destino che sposta tutti gli eventuali episodi controversi nelle zone anonime del campo. Soprattutto si aiuta da solo, mantenendo la calma dei competenti. Il Corriere dello Sport
  11. Orsato non tradisce, fa una signora partita e ripaga la fiducia di Nicola Rizzoli, che ha individuato una sfida storicamente insidiosa (bravo, scelta coraggiosa) per il grande ritorno dell’arbitro di Schio con i bianconeri. Unica sbavatura: la mancata ammonizione di Ronaldo al 16’ per il fallo tattico su Simeone (il giallo al portoghese arriverà solo dopo il 3-0 e per un motivo assai opinabile). Giuste tutte le altre letture degli episodi più controversi (sono stati tantissimi). Al 25’ fa bene a non concedere il rigore alla Juventus per il mani di Biraghi sul cross di De Sciglio: la palla tocca prima la schiena, poi il braccio del terzino viola in scivolata. Come prevedono il protocollo e le recenti indicazioni di Rizzoli, Orsato consulta il Var Massa. Al 28’ Ronaldo a contatto con Pezzella: il difensore allarga il braccio per ostacolare il portoghese, che però si lascia cadere a terra troppo platealmente. Orsato legge bene e non concede il rigore né punisce la simulazione. Al 44’ Dybala chiuso nella morsa Edimilson-Milenkovic: giusto punire il primo fallo (dello svizzero), appena fuori dall’area di rigore. Arrivano punizione e ammonizione. Orsato è concentrato: al 46’ Gerson in contropiede si allunga il pallone e si lascia cadere, ma non inganna il direttore di gara che fa proseguire. Nella ripresa, al 19’ Milenkovic butta giù Cancelo al limite dell’area: basta il giallo. Al 24’ raddoppio bianconero: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, girata di Chiellini su cui prova ad avventarsi Ronaldo, senza toccare il pallone. Orsato convalida, Massa conferma la regolarità della posizione del portoghese. Al 33’ il direttore di gara concede un rigore alla Juventus per un mani di Edimilson sul cross di Mandzukic: il pallone sfiora prima il ginocchio del centrocampista viola, ma il braccio è troppo largo. Penalty da concedere secondo le prossime imminenti indicazioni dell’Ifab: dovremo farci l’abitudine. Ronaldo segna e spara il pallone in cielo: Orsato lo ammonisce, forse più perché non lo ha fatto un’ora e mezzo prima. La Gazzetta dello Sport Coraggioso, Rizzoli, nel riproporre Orsato con la Juventus proprio a Firenze, dopo il famigerato Inter-Juve dell’anno scorso. Il disagio da parte dell’arbitro era evidente. Un errore grave (Milenkovic era da rosso, nessuno se n’è accorto?), un dubbio (sul rigore) e un cartellino non fatto a Ronaldo, Orsato è rimasto in linea di galleggiamento. DA ROSSO Sullo 0-1, Milenkovic entra su Cancelo al limite dell’area viola: senza quel fallo, l’esterno della Juve sarebbe stato davanti a Lafont in completa solitudine, Milenkovic doveva essere espulso per aver interrotto una chiara occasione da gol.REBUS Il 3-0 per la Juve arriva su rigore, concesso da Orsato per un braccio di Edimilson sul cross di Mandzukic: i dubbi nascono dalla distanza fra i due (abbastanza vicini) e la congruità del gesto (il viola allarga la gamba destra e accompagna il gesto con l’identico movimento del braccio). Non c’è alcun tocco sul ginocchio (rotazione del pallone sempre uguale), il braccio è vicino alla soglia limite (4.40, se pensate alle lancette dell’orologio). RETE OK Ok il gol di Chiellini: è in gioco (c’è Milenkovic) sul colpo di testa di Cuadrado, poi Ronaldo (che va sul tiro/cross dunque interferisce con azione e avversari) è dietro la linea del pallone sul tocco del difensore. NO RIGORE Non è rigore la carambola sedere-schiena-braccio (che è quello d’appoggio, dunque è in terra da prima) di Biraghi sul cross di De Sciglio. Fonte: Corriere dello Sport
  12. Al 34’ Benatia interviene su Bakayoko: per Mazzoleni merita l’ammonizione. Cinque minuti dopo, nell’area juventina lo stesso Benatia intercetta con il braccio sinistro un pallone toccato da Higuain. L’arbitro lascia correre, poi il Var Fabbri lo invita a rivedere l’episodio al monitor. Il tocco di Benatia è certamente incongruo, quanto basta per decretare il rigore (che Higuain sbaglia). È meno chiaro se sia intenzionale (Benatia muove il braccio verso il pallone oèil pallone che sbatte contro il braccio?) e se interrompa una promettente azione d’attacco o un semplice anticipo (Higuain avrebbe mantenuto il controllo della palla?). La nostra sensazione è che trattandosi comunque di una «promettente azione d’attacco» il braccio di Benatia avrebbe potuto meritare il giallo (quindi l’espulsione dello juventino). Al 34’ della ripresa, Chiellini trattiene Romagnoli in area e poi cade a terra: poteva starci il rigore, ma Mazzoleni fischia fallo in attacco. Infine, la cacciata di Higuain: fallo «imprudente» su Benatia, che può meritare l’ammonizione, poi perde la testa e Mazzoleni non vuole o non può far finta di non sentire: rosso diretto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Bentancur super, e Cuadrado chiude la gara L’uruguaiano imbecca Dybala per l'1-0, riconquista palloni e fa valere la sua stazza. Benatia attento e puntuale. SZCZESNY 6 Gran riflesso in avvio su Pavoletti. Il gol di Joao Pedro, però, gli rovina la serata. CANCELO 6 Avvia l'azione del vantaggio juventino e quan- do avanza è sempre devastante. Da rivedere in marcatura, come in occasione del pari del Cagliari: è troppo morbido nell'opporsi a Joao Pedro. BONUCCI 6.5 Guida la Juve con la solita pulizia, nelle chiusure è preciso. Il rischio principale lo corre in avvio quando Pavoletti anticipa tutti nell'area piccola. BENATIA 7 Strepitoso nei duelli aerei e nei corpo a corpo: è attento e puntuale su Pavoletti, soprattutto nel finale dove evita la beffa prima del 3-1 di Cuadrado. DE SCIGLIO 6.5 Parte con un gran recupero di 50 metri per stoppare una ripartenza del Cagliari. Sempre affidabile, anche a sinistra. BENTANCUR 7.5 Imbecca Dybala per l'1-0, riconquista un sacco di palloni e quando avanza per vie centrali sfruttando la stazza obbliga gli avversari a usare le maniere forti. Quantità e qualità. E' in un momento di grande fiducia, ma la sensazione è che abbia ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto quando si inserisce in area. PJANIC 6.5 Detta i tempi con qualità, prezioso anche in fase di intercetto. Allegri, in ottica Champions, gli risparmia gli ultimi venti minuti a causa di un affaticamento. Alex Sandro (25' st) 6 Si piazza a sinistra, ma davanti a De Sciglio: meglio quando spinge. MATUIDI 6.5 Lotta, attacca l'area quando gli attaccanti gli creano lo spazio per inserirsi e in fase di non possesso è sempre preziosissimo. Barzagli (38' st) ng Aggiunge centimetri e attenzione nel finale. DOUGLAS COSTA 7 Serpentine, finte, giocate da accademia: la condizione cresce e i peccati del passato sono superati. Ma soprattutto, nel momento più complicato (dopo il pareggio del Cagliari), mette lo zampino sul 2-1 con il cross che poi Bradaric trasforma in autogol. Esce per un affaticamento: da valutare per la Champions. Cuadrado (1' st) 7 Allunga la Juve e chiude la partita depositando in rete l'assist al bacio di Cristiano Ronaldo. DYBALA 7.5 Sblocca la partita dopo 42" (secondo gol più veloce nella storia della Juve) e raccorda bene il gioco. Scambia in continuazione la posizione con Ronaldo non dando riferimenti ai difensori del Cagliari. CRISTIANO RONALDO 7.5 Accelerazioni e colpi di tacco che accendono lo Stadium, un palo, tante botte (vedi fallo di Pavoletti), una punizione murata dalla barriera del Cagliari e l'assist finale per Cuadrado dopo una ripartenza strepitosa. Sempre determinante, anche quando non segna. I numeri di CR7 fanno paura: 13 giocate decisive in 11 giornate di campionato. ALL. ALLEGRI 7 Parte con il 4-3-3 e Douglas Costa ad accompagnare Dybala e Cristiano Ronaldo, poi con l'entrata di Cuadrado passa al 4-4-2. Se la Juve è entrata subito in partita, è sicuramente merito dei suoi messaggi motivazionali lanciati alla vigilia. Per una partita senza subire reti e per un gol su palla inattiva dovrà attendere ancora. Tuttosport Szczesny 6,5 Cancelo 5 Bonucci 5,5 Benatia 6,5 De Sciglio 6 Bentancur 6,5 Pjanic 5,5 Matuidi 5,5 Douglas Costa 6 Dybala 7 (il migliore) Ronaldo 6,5 Cuadrado 6,5 Alex Sandro 6 Barzagli s.v Allegri 6,5 La Gazzetta dello Sport La Stampa Libero Il Corriere della Sera Il Giornale La Repubblica
  14. CHIELLINI Il capitano è il comandante della coppia, oltre che un… vero laureato: Università di Torino, non Harvard, ma il 110 e lode resta. Martedì con il suo corpo spigoloso si è arrampicato sulla statua di Lukaku e l’ha abbattuta, come in un racconto sulla tenacia: era largo la metà, ma forte il doppio. Gli statistici hanno fatto sapere che la serata per Chiellini è stata simbolica: ha vinto la partita numero 306 con la Juventus, diventando il terzo juventino con più vittorie nella storia. Sono tantissime e contengono 34 successi in Champions, molti arrivati con Barzagli e Bonucci al fianco. Old Trafford è uno dei pezzi pregiati in una collezione che contiene serate da tre punti in stadi nobili: Mestalla (Valencia), Bernabeu (Real Madrid), Wembley (Tottenham), Louis II (Monaco), Dragao (Porto), Sanchez Pizjuan (Siviglia), Etihad (City), Signal-IdunaPark (Borussia Dortmund). Il fatto che per arrivare al terzo posto abbia superato Scirea aggiunge un po’ di fascino, un po’ perché Chiellini nell’immaginario collettivo è molto diverso - grintoso, non elegante - e un po’ perché ci è riuscito anche grazie ai consigli del responsabile della match analysis della Juve, che di nome fa Riccardo e di cognome Scirea: è figlio di Gaetano. BONUCCI Durante la breve parentesi al Milan, la Champions è stata la competizione che gli è mancata di più. Bonucci assomiglia a quei supereroi che sanno sempre come sorprenderti: quando un attaccante pensa di averlo fregato, Leo tira fuori dalla manica la mossa a sorpresa. Le critiche lo fortificano e il livello della prestazione è direttamente proporzionale all’importanza della partita: assieme all’adrenalina aumentano l’attenzione, la concentrazione e la cattiveria. Difficilmente sbaglia un match da copertina: Bonucci aveva fatto bene a Valencia, ha segnato contro il Napoli (facendosi così perdonare per l’errore sul gol di Mertens) e assieme all’amico Giorgio ha alzato il muro a Old Trafford per difendere la gemma di Dybala. Tra lui e Chiellini c’è più che un’intesa profonda, Mourinho probabilmente la definirebbe empatia: uno sa leggere in anticipo i movimenti dell’altro, per capirsi basta uno sguardo. Leo inoltre non è nuovo a complimenti: prima di quello di Mourinho c’era stato l’outing di Guardiola. Pep lo ha definito «eccezionale» e ha fatto di tutto (senza successo) per portarlo al City. Il figliol prodigo invece è tornato a casa, anche per vivere serate come quella di Manchester e vincere la Coppa già sfiorata due volte: «Vogliamo arrivare in finale», ha raccontato nel dopo gara al sito Uefa. Ad Harvard si punta sempre all’eccellenza. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. Szczesny 6 (Per il calcio, pochino: parata facile su colpo di testa di Pogba, tuffo a bloccare un tiro di Martial nel finale. Per altre attività, il flipper: l’unico reale pericolo è un tiro da fuori di Pogba che sbatte sul palo che poi gli rimpalla addosso. In qualche modo) Cancelo 6,5 Bonucci 7,5 (Bonucci da collezione: difensore XL dentro l’area. Gran chiusura su Martial, tanta presenza, spunto cancellato a Rashford. E nel finale fa quasi gol di destro) Chiellini 7,5 Alex Sandro 6,5 Bentancur 6,5 Pjanic 7 Matuidi 7,5 (L’ubiquità su 105 metri. E’ uno e centomila: sradica, copre, per come pressa toglie la voglia di vivere. L’ultimo duello, vinto con l’amico Pogba, è un simbolo) Cuadrado 6,5 Ronaldo 7,5 Dybala 7 (Un vintage Del Piero: il numero 10 fa vincere la Juve a Old Trafford. Prende la gomma e cancella i dubbi sul rendimento nelle partite importanti.) Bernardeschi 6 Douglas Costa s.v Barzagli s.v Allegri 7,5 La Gazzetta dello Sport La Stampa Il Corriere della Sera La Repubblica Il Giornale Libero
  16. Di seguito le uscite di VecchiaSignora.com su giornali e siti web di news sportivi e non. NB: Topic aggiornato quotidianamente
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