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  1. Intanto che il resto della squadra ha riposato, Bernardeschi si è portato avanti, nella speranza di accelerare il rientro. L’ex viola ieri ha iniziato il lavoro di riabilitazione al ginocchio sinistro e ha riempito i social di ottimismo, postando anche una foto in cui cammina. Per lui non saranno necessari altri esami oggi, potrebbe succedere semmai verso la fine della settimana, per capire se c’è stata un’evoluzione positiva dell’infortunio. La prima diagnosi, fatta a caldo dopo il derby, parlava di trauma distorsivo con interessamento capsulo/legamentoso al ginocchio sinistro. La speranza è che non ci sia un serio coinvolgimento dei legamenti e che il giocatore se la possa cavare con due settimane di stop (nella peggiore delle ipotesi starà fermo un mese). Al momento le sensazioni sono buone ma bisognerà attendere i prossimi giorni per saperne di più. C’è cauto ottimismo anche per Gonzalo Higuain, che ha preso una brutta botta in un punto molto sensibile, la caviglia sinistra. Molto dipenderà dalla soglia del dolore dell’argentino, finché avrà male non potrà giocare. Oggi (giorno in cui la squadra tornerà ad allenarsi) verrà valutato dallo staff medico, i precedenti però insegnano che il Pipita non si fa mettere k.o. facilmente: a Napoli giocò a sorpresa pochi giorni dopo l’operazione alla mano sinistra. L’obiettivo è saltare al massimo la doppia sfida con l’Atalanta e rimettersi in pista per la Lazio, antipasto del ritorno degli ottavi di Champions League a Wembley (7 marzo). Però occhio alle sorprese.. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. A Torino non lasceranno nulla di intentato per arrivare al giocatore della Roma che, per le sue doti da tuttocampista, può essere utilizzato un po’ dappertutto da un allenatore maestro di trasformismo quale è Allegri. Al momento non c’è trattativa, come però non c’è neppure un appuntamento tra la Roma e Alessandro Lucci, procuratore del ragazzo, per prolungare un contratto pericolosamente in scadenza nel giugno del 2019. Un problema per la Roma e un incubo per i suoi tifosi che già un’estate fa hanno assistito alle partenze di Rudiger, Paredes, Mario Rui e soprattutto Salah per rientrare nei vincoli imposti dalla Uefa in tema di fair play finanziario (un’estate prima, tra gli altri, era invece toccato a Pjanic e Ljajic). Inevitabile, in assenza di rinnovo, che tra i possibili sacrificati ci possa essere proprio Florenzi, considerato che sull’azzurro aleggiano pure Chelsea e Atletico Madrid. E che le leggi del mercato impongono di dover lasciar partire proprio chi ha richieste ritenute non rifiutabili. A proposito del Chelsea e di Antonio Conte – conviene ricordare un piccolo retroscena: nell’ultimo anno alla Juventus, l’allenatore aveva indicato proprio Florenzi quale rinforzo ideale per il 3-5-2. Marotta che, oltre all’assist fornito dai problemi della Roma col Fair Play Uefa, può sfruttare un altro formidabile alleato: i tanti juventini che sono compagni di Florenzi in Nazionale e che spingono per avere l’amico a Torino. Fonte: Tuttosport
  3. Al derby timbrato da Alex Sandro (secondo gol del brasiliano al Toro in questa stagione) la Juventus è arrivata senza un numero indecifrato di big, ma i sostituti scelti da Allegri conoscevano bene il copione e non hanno sbagliato neppure una battuta. Senza Matuidi, in mezzo Sturaro ha fatto il suo come mezzala di copertura, contrastando e pressando senza pause, fino al lancio della casacca ai tifosi bianconeri a fine partita. Con Benatia in panchina (acciaccato e stanco: non saltava un’intera gara da Juventus­-Torino di Coppa Italia del 3 gennaio) Daniele Rugani ha preso in consegna Belotti impedendogli ogni smarcamento pericoloso; con Alex Sandro promosso esterno offensivo (colpa della febbre di Mandzukic), Asamoah si è rimesso a correre e a fare il controllore sulla corsia di sinistra. Quando i big mancano, i gregari escono dalle quinte e recitano da primi attori. Pochi orpelli e tanta consistenza, ciò che serviva in un pomeriggio più da sciabola che da fioretto. Insieme i tre hanno giocato 35 gare da titolare, 4 in più di que le di Higuain. «Contava poco la tattica, solo chi andava di più e chi aveva più spirito», è la sintesi di Sturaro, una carriera da mediano con più critiche che presenze in questa stagione. Uno che non alza il tasso tecnico ma si esalta in mezzo alle battaglie, dando il meglio di sé. Allegri gli ha chiesto di metterci fisicità e carattere, lui ha risposo «Signor sì». Dal Toro al Toro: Rugani è tornato titolare più di un mese dopo (ultima il 3 gennaio). Senso della posizione e lettura delle situazioni: l’Oscar va al movimento difensivo con cui ha gestito l’uno contro due (Obi e Belotti) sull’infido contropiede del primo tempo. Asamoah è stato il fedele Sancho Panza di Alex Sandro in versione attaccante. Per il derby può bastare, poi l’Europa è un’altra cosa: a Londra serviranno gli Higuaines ben più dei peones, ma intanto la Juventus grazie ai gregari può continuare a inseguire il Napoli e il settimo scudetto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Di Alessandro Florenzi s’è scritto, di Lorenzo Pellegrini e di quella clausola da 29-30 milioni da pagare per strapparlo alla Roma la Juventus è a conoscenza, di Stefan de Vrij («A fine stagione le nostre strade si divideranno», ha detto il ds della Lazio Igli Tare) che andrà via a parametro zero si è parlato, anche se per ora la pista entusiasma più Barcellona e Inter. Piuttosto, al momento il tracciato da battere con insistenza rimane quello legato ad Emre Can. Alla Continassa attendono che la stagione del Liverpool trovi una svolta definitiva. Sia per la Juve, sia per Bayern e Manchester City, con il Real alla finestra. Perché Florenzi piace parecchio ai bianconeri? E’ italiano, è duttile e sarebbe utilissimo nella Juventus che a destra si ritroverà probabilmente con il solo Mattia De Sciglio a scorrazzare sul lato destro, con Stephan Lichtsteiner sull’uscio da svincolato e con la necessità di ingaggiare un elemento esperto, di personalità, capace di agire sia da terzino che da assaltatore della fascia, “alla Cuadrado”. Altro motivo tale da ispirare ottimismo? L’agente del giallorosso è Alessandro Lucci che ha un buonissimo rapporto con gli uomini mercato juventini: lo testimoniano i 42 milioni di ottimi motivi che l’estate scorsa hanno certificato il trasferimento di Leonardo Bonucci al Milan. Nel frattempo i bianconeri assistono con ottimismo all’evoluzione della situazione legata a Matteo Darmian. Fonte: Tuttosport
  5. Alla voce “infortuni”. Due sono i giocatori sotto esame, Higuain e Bernardeschi. Domani é prevista la ripresa a Vinovo: solo allora sarà possibile capire l’evoluzione del problema a oltre 48 ore dal danno subito dalle due articolazioni. Una valutazione da fare, soprattutto, con il supporto degli esami strumentali. Higuain, innanzitutto. Ha riportato un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra in uno scontro con Sirigu che lo aveva costretto ad alzare bandiera bianca dopo appena un quarto d’ora. Fin dal primo momento era filtrato un cauto ottimismo, atteggiamento che dovrebbe essere mantenuto alla ripresa. Tendenzialmente, niente Atalanta domenica in campionato, con possibilità di tornare in campo mercoledì in Coppa Italia, sempre contro i nerazzurri. Bernardeschi, poi. Per lui il discorso è più delicato, trattandosi del ginocchio (quello sinistro): è rimasto gonfio dopo il trauma “con interessamento capsulo-legamentoso”. Proprio per le condizioni dell’articolazione, gli esami sono stati rinviati a oggi. Si va da uno stop di due settimane a uno di un mese, anche se si proverà a recuperarlo in vista della gara di ritorno in Champions League con il Tottenham. Fonte: Tuttosport
  6. E tornato il vero Dybala, la “Joya”, il gioiello: prezioso e imprescindibile per una Juventus competitiva su tutti i fronti. Ora un tridente da bilanciare: Un divertimento a cui Allegri aveva iniziato a dedicarsi a fine anno, dopo che la Juventus contro Inter e Roma aveva mostrato grande solidità con il 4-3-3 e la Joya in panchina. Il 30 gennaio a Verona il tecnico schierò l’argentino attaccante di destra, abbandonando però l’esperimento già prima dell’intervallo, spostando Mandzukic a destra e allargando Matuidi a sinistra in un 4-4-2 con Dybala accanto a Higuain (posizione in cui l’argentino tornò a brillare, firmando una doppietta nel finale). Una retromarcia motivata dai pericoli creati dal Verona sulla fascia destra bianconera, dove la Joya non riusciva a coprire come un Cuadrado, un Douglas Costa o un Bernardeschi. «Faticavamo a raddoppiare bene da quella parte - spiegò Allegri - e Khedira doveva allargarsi troppo». Lavoro non nelle sue corde. Ecco perché, per inserire Dybala nel 4-3-3, il tecnico bianconero dovrebbe probabilmente scegliere una mezzala destra dal dinamismo fuori dal comune, in grado di sdoppiarsi tra la fascia e il centro. La scorsa stagione e di quel 4-2-3-1 che Allegri si inventò per far coesistere Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain, c’è anche un’altra soluzione per sfruttare al meglio il ritorno di Dybala. Quale? Quella che Allegri potrebbe sfoderare sorprendendo tutti come un anno fa: l’Allegrata può saltar fuori dal cilindro in ogni momento Fonte: Tuttosport
  7. Szczesny 6 De Sciglio 6,5 (Altra prova di spessore: stoppa Ansaldi e poi un intraprendente Niang nella ripresa. Magari nel primo tempo avrebbe potuto spingere un po'di più) Rugani 7 Chiellini 7 Asamoah 7 Khedira 6 Pjanic 7 (Marcato a uomo da Baselli, poi pressato da Rincon, nessuno gli strappa la bacchetta da direttore d'orchestra. E recupera più palloni di tutti: sette) Sturaro 7 Douglas Costa 6 Alex Sandro 7 (A parte il gol, pesantequanto facile, rispolvera il mix di tecnica e dinamismo dei tempi migliori. Tempi bui, invece, per chi lo incrocia) Higuain s.v Bernardeschi 7 Dybala 6 Lichtsteiner s.v Allegri 7 Tuttosport Szczesny 6 De Sciglio Rugani 6,5 Chiellini 6 Asamoah 6,5 Khedira 6 Pjanic 6 Sturaro 6 Douglas Costa 5,5 (Non convince, anche se la posizione di finto «9» non l’aiuta. Toglietegli tutto ma non la fascia. In mezzo sbaglia degli appoggi semplici) Alex Sandro 7 Higuain s.v Bernardeschi 7,5 (Gioie e rimpianti. Il girone d’andata è servito per farsi gli anticorpi, adesso è da Juve. Elegante, concreto, sempre decisivo quando entra. Era il suo momento, l’infortunio non ci voleva) Dybala 6 (per Douglas Costa, da centravanti, e tre volte al tiro. Più concreto, solo tradito dalla comprensibile voglia di strafare) Lichtsteiner s.v Allegri 6,5 (Lungimirante quando inserisce Bernardeschi per Higuain, spostando Douglas in mezzo. Mossa vincente. Vede bene Alex Sandro attaccante e Sturaro «martello». Certo, gli infortuni sono una bella tassa) La Gazzetta dello Sport Il Corriere della Sera La Repubblica La Stampa Il Giornale Libero
  8. Il viavai dei giocatori della Juventus dall’infermeria sembra ormai una processione. Questa volta tocca a Bernardeschi e a Higuain: detta come va detta, il primo rischia un mese di stop e il secondo salterà certamente Juventus-Atalanta di domenica prossima (25 febbraio), proverà ad esserci per il replay di Coppa Italia (il 28) ma più probabilmente per Lazio-Juve del 3 marzo, partitona scalda-motori per il match che non dovrebbe mancare, Tottenham-Juve (7 marzo). L’allarme più pulsante, in sostanza, è quello di Bernardeschi: ennesima gara piena di buonissime cose, entra al posto di Higuain, si mette a destra e macina spunti, rientri e progressioni. Fino alla sterzata-assist per il gol di Alex Sandro, altra perla in un campionato che lo ha visto incidere in maniera profonda e continuativa. Come in ogni trauma di questa entità, il responso vero lo si ha solitamente 24 ore dopo, quindi oggi se tutto va bene o domani se l’eventuale rigonfiamento si ridurrà: il ginocchio deve stare a riposo per poi essere sottoposto ad esami strumentali che indicheranno la serietà del problema. La casistica racconta che si va dalle tre settimane a un mese fino a quanto... sono stati sollecitati i legamenti. Un quiz, la durata vera, ma certamente per il ritorno contro il Tottenham Fede non ci sarà. Higuain è stato anticipato da Sirigu ed è caduto appoggiando male la caviglia. Come detto, il «9» della Juve salterà sicuramente la gara di domenica. Poi si vedrà. Da domani, almeno, Allegri potrà contare nuovamente su Mandzukic e Matuidi. «Fede e Gonzalo faranno gli esami, però sono colpi e credo non sia niente di grave»: lo dice Max, e magari avrà ragione lui. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Quella di Orsato non è stata di certo una prestazione brillante: da lui ci si aspetta sempre il meglio. In avvio decide per il solo fallo dopo l’intervento di Ansaldi su Pjanic: entrata da arancione, ci voleva almeno il giallo. La scelta costringe l’arbitro ad alzare l’asticella sui cartellini. Ok il gol della Juve passato all’esame Var per il duello tra Bernardeschi (autore dell’assist per Sandro, in posizione regolare) e Ansaldi: il bianconero poggia una mano sull’avversario che però va giù con troppa facilità. Nella ripresa Chiellini irruento e scomposto su Belotti: nello slancio rifila una manata al volto del granata. Orsato non fischia neppure fallo: ci stava il giallo per il difensore che però ha gli occhi rivolti sul pallone, il colpo non sembra voluto. La pensa così il Var Irrati che non interviene (non può farlo su cose simili). Nonostante questo, possibile la richiesta di prova tv della Procura federale. Manca, infine, un giallo a Costa. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  10. Mister 100 contro Mister 90. Milioni. Poi c’è chi ha la clausola (valida solo per l’estero) e chi l’aveva (nel Napoli), ma è certo che – dopo il passaggio dell’Uragano Kane – Torino vivrà il pranzo più intenso degli ultimi tempi. Andrea Belotti e Gonzalo Higuain contro Szczesny e Sirigu, momenti personali diversi ma che raccontano di due resurrezioni dopo momentacci insistiti (per il granata) e un periodo di secchezza delle fauci (del famelico Pipita) ormai dimenticato. Comandano loro, là davanti. Banale forse, ma sostanzialmente è così. Entrambi hanno avuto a che fare col divano. Belotti per i due infortuni al ginocchio destro che lo hanno fermato e limitato; Pipita perché ha preso di mira i criticonzi da sedia o da sofà dopo la sua gara – roboante nella doppietta, stordente negli altri due gol falliti – contro il Tottenham. Oggi sono uno di fronte all’altro e l’impressione è che non siano proprio tipi da relax. Hanno già battagliato Gallo e Pipita, e come no: per esempio in due derby in cui Andrea ha segnato due gol, inutili entrambi (viste le sconfitte), ma sempre davanti al proprio pubblico, nel quartiere granata del Grande Torino. E Gonzalo? Mica ha scherzato in questi derby: tre gol totali e uno pesantissimo, quello dello scorso anno, Juventus Stadium, 6 maggio, il Torino che conduce la gara, tutti con addosso l’idea che il fortino venga violato dopo una vita e invece arriva lui, subentrante al minuto 34ein gol al novantesimo per un 1­1 che lascia intatta l’incolumità dello stadio juventino. Ora Andrea Belotti cerca la rete numero 50 in serie A e Gonzalo Higuain ha appena raggiunto il tetto dei 20 gol stagionali: numeri tondi, considerando poi che in tutta la loro vita granata e juventina Belotti e Higuain hanno una percentuale realizzativa diversa: il simbolo del Torino attuale ha giocato da titolare 81 partite, segnato 43 gol e quindi la percentuale realizzativa tocca il 21%; il centravanti bianconero ha disputato 54 gare dal 1’, infilato 38 volte la rete e la sua percentuale da gol dice 24%. Non male anche le cifre dei falli subiti: 3,2 di media per Belotti e 1,1 per Higuain. Oggi Belotti ha una forma fisica ritrovata assieme allo slancio, quello di un tempo: gli infortuni sono nel cassetto. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Estratto intervista de La Stampa a Medhi Benatia: E' il miglior momento della sua carriera? «Ho ritrovato la piena forma fisica e posso esprimere le mie qualità. Negli ultimi anni non ero stato sempre bene, ma a Udine e Roma avevo vissuto periodi così». Nessun trauma dopo l’addio di Bonucci... «Ma secondo voi i dirigenti lasciavano partire uno così bravo se immaginavano una Juventus in difficoltà? È servito un po’ di tempo, poi abbiamo trovato equilibrio e solidità». Le capita di pensare, oggi che è al top, alle delusioni e alle bocciature giovanili? «Ci penso ogni giorno, e lo facevo anche nei momenti bui: al Bayern, quand’ero infortunato, voltandomi indietro trovavo la forza di non mollare. Per me si sono chiuse tante porte, sono sempre dovuto passare dalle finestre». Corsa scudetto: il Napoli vola... «Sarà difficile fino alla fine, ma sono convinto che abbiamo la possibilità di vincere. Per la gente sembra tutto scontato: non è così, ma in fondo è bello che vincere sia la normalità. Il Napoli gioca il calcio più bello, ma noi siamo più forti e più solidi. Lo abbiamo dimostrato al San Paolo». Il pareggio con il Tottenham ha deluso... «Avremmo potuto fare di più, lo sappiamo, ma siamo certi di poter vincere a Wembley». Quanto la infastidiscono le polemiche attorno alla Juve? «Non le ascolto. Dopo sei anni di nostri successi, in tanti sperano si imponga un’altra squadra. Anche del Lione vittorioso per sette stagioni in Francia ne dicevano tante: la realtà era che le altre erano un passo dietro, come succede oggi in Italia». Domani il derby... «Sarà difficile. Il Torino ha qualità, è stato rigenerato dal cambio di panchina e farà la partita della vita. Giochiamo a mezzogiorno: non mi piace». Di Antonio Barillà Fonte: La Stampa
  12. Che cos’è cambiato con Mazzarri? «È più puntiglioso di Mihajlovic. E c’è feedback: ci ascolta di più, noi calciatori non siamo qui solo per ricevere indicazioni».Sa che il Toro ha vinto un solo derby degli ultimi 25? «Motivo in più per fare qualcosa di grande». Higuain ha segnato otto gol nella ultime cinque partite. «È in gran forma, è scaltro e ha un tiro super. Ma la Juve non è solo lui». Un altro nome? «Pjanic. È lui che orienta il gioco». E sui piazzati è tremendo. Come tutta la Juve. «Non dovremo concederle occasioni. Ma servirà fare attenzione a un sacco di cose: è squadra completa, rodata, matura. Mentre il Napoli è più seducente». Domenica c’è il terzo derby stagionale e i primi due sono andati male. Potete sperare? «Sì, perché ci conosciamo meglio e siamo più agguerriti. E poi giochiamo in casa e dobbiamo far valere la spinta del nostro grande pubblico» Fonte: La Stampa
  13. All’allenamento di ieri a Vinovo ha ancora preso parte Dybala. La Joya, ferma dall’Epifania, vorrebbe giocare il derby: Allegri lo riporterebbe in panchina, nel caso il ritorno dell’argentino da titolare slitterebbe al doppio confronto con l’Atalanta. L’infermeria si sta svuotando: Cuadrado (pubalgia con intervento in allegato), Barzagli (polpaccio destro) e Matuidi (lesione ai flessori, ma lunedì torna in gruppo) hanno lavorato a parte. E mentre Höwedes (lesione al retto femorale) fa passi avanti, alle prove tattiche hanno partecipato anche Khedira (flessori) e Mandzukic (botta all’anca opposta rispetto a quella maltrattata a Firenze). Lichtsteiner (coscia) non preoccupa. Fonte: Tuttosport
  14. Claudio Marchisio è cresciuto con il bianconero addosso e dentro casa, perché i suoi genitori sono tifosi della Juve (la vera ultrà è mamma Anna), però la moglie Roberta e il suocero Saverio, ex giocatore della Primavera del Torino, vestono granata. Banale e riduttivo definire il derby una partita non normale. Ha fatto doppietta nel primo giocato dalla Juventus allo Stadium (che finì 3­0) e ha messo la firma anche all’Olimpico Grande Torino, ormai quasi 5 anni fa: 28 aprile 2013, prima Vidal, poi il Principino. Nell’ultimo derby, quello di Coppa Italia, è partito titolare nel centrocampo a tre (con Matuidi e Pjanic) ma dopo neanche un’ora si è fatto male. È rientrato un mese dopo col Sassuolo, per sostituire l’affaticato Khedira, e ha assistito Higuain per la rete del 6­0. Si è ripreso il posto con la Fiorentina ma non col Tottenham, quando Allegri ha ritirato fuori dalla naftalina il 4­2­3­1. Il bilancio stagionale finora è gramo: solo 6 partite da titolare, mai in Champions e mai contro una big in campionato. La sfida col Toro è l’occasione per rimettersi in gioco, con la saggezza accumulata in 10 derby con la Signora (con 10 vittorie) spalmati in 10 stagioni), ma anche con la sfrontatezza di quando era ancora un ragazzino. «Ho nostalgia delle finali che giocavamo da bambini contro i granata, magari a mezzogiorno in pieno giugno — ha raccontato in un’intervista — perché dopo c’era la grigliata e si andava tutti a mangiare: i genitori discutevano tra loro e noi ricominciavamo a giocare mescolandoci a quelli del Toro». Non siamo a giugno, però domani s’inizierà a mezzogiorno e mezzo e forse Marchisio ripenserà a quel gol in rovesciata che lo mandò in estasi più di vent’anni fa. Meglio rispolverare la famosa videocassetta della rete preferita, può diventare fonte d’ispirazione. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. Il soldato Khedira non si tira mai indietro, ma ogni tanto il fisico gli chiede il conto. Sami è uscito acciaccato col Tottenham esattamente come era accaduto col Sassuolo in campionato: affaticamento ai flessori, niente di serio, visto che ieri ha lavorato regolarmente con il resto della squadra, ma la spia resta comunque accesa. Il tedesco è reduce da un periodo molto intenso e forse avrebbe bisogno di un turno di riposo. Ma Allegri, che fa sempre fatica a privarsi del ragionatore del centrocampo, difficilmente lo farà domenica nel derby, quando dovrà già sostituire Matuidi. Però un aiuto in mezzo potrebbe essere utile anche a Khedira, che in Coppa si è mosso con andamento lento ma alla Juve dà una bella mano anche in fase realizzativa (6 gol): il tecnico potrebbe tornare a tre a centrocampo. La stanchezza ci può stare, considerando che Sami era alla settima consecutiva da titolareeper trovare la sua ultima gara tutta da panchinaro bisogna spingersi fino al 20 dicembre 2017 (Coppa Italia col Genoa). In campionato non salta un match dal 26 novembre (Crotone) e finora ha giocato poco meno del 2016- 17 (nonostante il mese e mezzo di stop per infortunio a fine estate, siamo a 25 presenze contro 28), quando chiuse con 46 gare. Allegri valuterà se è il caso di chiedergli gli straordinari, con la prospettiva di una settimana per recuperare prima del prossimo match. Ieri lavoro di gruppo anche per Mandzukic: il dolore all’anca dopo la botta presa con gli inglesi non è sparito, lui è un guerriero ma resta sotto osservazione. Ancora personalizzato per Stephan Lichtsteiner (risentimento alla coscia) e Andrea Barzagli (problema al polpaccio): per tutti e due resta difficile un impiego domenica. Ritorno in gruppo pure per Howedes. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Dybala ieri a Vinovo è apparso sorridente, motivato e consapevole che tutti lo attendono, ma con pretese elevatissime. Agli amici ha confidato che domenica spera di giocare almeno un po’, perché il derby è sempre una partita diversa, il party a cui tutti vogliono essere invitati. Se c’è un momento in cui la Juventus ha più che mai bisogno di entusiasmo ed energie fresche è esattamente questo, con davanti tre settimane intense in cui la Juve si giocherà tanto in tutte le competizioni. Perciò Dybala vuole essere una spremuta di vitamine per i suoi compagni. Per questo ha lavorato tanto (senza neppure un giorno di pausa dopo l’infortunio del 6 gennaio) e bene, come dimostrano i test atletici fatti prima di dichiararlo abile per le sessioni di gruppo, che sono andati benissimo. Un professionista non lascia niente al caso. Dybala sa che a certi livelli i dettagli fanno la differenza, così ha approfittato del pit stop forzato per rimettersi in forma in generale. Dopo il secondo infortunio muscolare importante (anche l’anno scorso si era fermato per una lesione, ma più grave, al flessore della coscia destra: 8 partite saltate) Paulo ha deciso che era arrivato il momento di lavorare anche sull’alimentazione ed è tornato da Giuliano Poser, da cui era già stato tempo fa, il medico che ha risolto i problemi muscolari e di vomito di Leo Messi. Lo specialista di Sacile si concentra sulla postura e sulla dieta attraverso la kinesiologia applicata, ovvero come ricavare la massima energia da ogni singolo muscolo e lavorare così sulla prevenzione degli infortuni. L’obiettivo di Dybala è diventare una macchina perfetta. Il derby potrà essere l’occasione per rivederlo in campo per uno spezzone di partita. Allegri ha sempre detto di non voler correre alcun rischio, ma le sensazioni di tutti sono positive. Derby in cui Madama potrebbe cambiare di nuovo abito, perché il 4-2- 3-1 indossato per la Coppa faceva troppe pieghe: la felice intuizione del tecnico dello scorso inverno è difficilmente supportabile se non hai tutti i giocatori al top della forma e disposti al massimo sacrificio. Le varianti con Dybala: si può passare al 4-3-2-1 Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. Estratto intervista di Tuttosport a Marcello Lippi: "Allegri e i giocatori sanno perfettamente quello che ha funzionato e quello che non è andato bene. Parliamo di un allenatore e di una squadra che da anni stanno ottenendo risultati importanti in Italia e a livello internazionale. Sensazioni per la gara di ritorno? Non la sbaglieranno a Wembley. E non c’è soltanto la vittoria. Si può passare anche con un 2-2 nei 90’ e un gol nei tempi supplementari. Ci sono delle anologie con i nostri quarti del 2003. A Torino pareggiammo 1-1 contro il Barcellona. E poi siamo andati al Camp Nou a giocarci la qualificazione. Siamo passati in vantaggio con Nedved, abbiamo subito il pareggio di Xavi e siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Davids. Partita infinita: ai supplementari cross di Birindelli e gol di Zalayeta. In quella Champions abbiamo distrutto le spagnole. Prima del Barcellona avevamo battuto il Deportivo la Coruna e in semifinale eliminammo il Real Madrid. Il bruciore della rimonta subita allo Stadium può essere d’aiuto per Wembley? Rosicare un po’, aiuterà. Ma l’importante è restare ottimisti e mantenere alta l’autostima. E poi, in vista della gara di Londra, magari Allegri recupererà anche un paio di giocatori assenti l’altra sera. Criticare Gigi è assurdo. Ha fatto un mezzo passo perché probabilmente s’aspettava un tiro a sorpassare la barriera. Se non lo avesse fatto e Eriksen avesse tirato in quel modo adesso tutti lo criticherebbero per quello. Il pareggio in Champions può avere dei contraccolpi sulla corsa scudetto? Parliamo della Juventus, di campioni esperti e navigati. Sono abituati a girare pagina in fretta". Fonte: Tuttosport
  18. Il derby di domenica in casa del Torino rischia di perdere altri due protagonisti bianconeri, Sami Khedira e Mario Mandzukic, usciti malconci martedì sera dalla lotta italo-inglese contro il Tottenham. Il tedesco, già reduce da un fastidio alla coscia, è apparso affaticato, il croato ha subito un’altra botta, stavolta all’anca destra. Soltanto nei prossimi giorni i medici valuteranno le loro condizioni e la loro disponibilità per la stracittadina. Sicuramente, tra i due, Khedira sembra quello messo meglio: è vero che l’ex Real Madrid non è in condizioni fisiche ottimali, e lo si è visto anche dall’opaca prestazione in Champions, ma i quattro giorni che lo separano dalla prossima sfida possono essere sufficienti per recuperare le energie. Mandzukic invece continua a subire botte: è vero che è un guerriero e oltre alla tecnica la butta sulla fisicità, ma a Firenze ha preso un colpo all’anca sinistra, ha stretto i denti e anche se non era al meglio, è sceso in campo contro il Tottenham. Peccato che pure l’altra sera abbia subito un’altra contusione, stavolta all’anca destra: ieri mattina ha svolto la consueta seduta di scarico, senza essere sottoposto a esami strumentali, ma soltanto oggi verrà rivisitato dai medici. E quindi si capirà se è pronto per il derby o è costretto - suo malgrado perché, si sa, SuperMario non è uno che alza bandiera bianca ma va in campo pure incerottato - a dare forfait. Certo che in casa Juventus l’infermeria rischia di essere sovraffollata in un momento clou della stagione,con il derby alle porte, la doppia sfida con l’Atalanta tra campionato e semifinale di ritorno di Coppa Italia, la trasferta a Roma contro la Lazio e il ritorno dell’ottavo di Champions a Londra. Oltre a Khedira e Mandzukic in dubbio, è difficile che Andrea Barzagli, alle prese con risentimento al polpaccio destro con tanto di edema al muscolo soleo, possa recuperare, come Stephan Lichtsteiner che si è fermato alla vigilia della Champions per un risentimento muscolare alla coscia sinistra. I controlli a cui lo svizzero si è sottoposto hanno escluso lesioni, ma permane il fastidio muscolare che potrebbe pregiudicarne l’utilizzo anche contro il Torino. Paulo Dybala si è aggregato ieri al gruppo e Höwedes ha ripreso ad allenarsi a Vinovo. Ha svolto una seduta personalizzata però il ritorno in campo del difensore tedesco e previsto per marzo. Fonte: Tuttosport