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  1. Il giocatore verrà certamente multato come detto anche da Allegri domenica pomeriggio nel dopo partita, ma non c’è l’intenzione di calcare la mano su un ragazzo che ha certamente ceduto ai nervi sul momento ma che non ha precedenti di questo genere ed è considerato da tutti «un bravo ragazzo che ha fatto un errore».La Juve punirà Douglas Costa, ma non ci sarà nessuna stangata per il brasiliano oltre a quella che si attende oggi dal giudice sportivo. La Juventus, che ha condannato il gesto del brasiliano, attende il verdetto del giudice sportivo che arriverà oggi, avvalendosi anche della prova tv e non solamente del referto compilato da Chiffi dopo la partita. La squalifica di Douglas dovrebbe partire dalla base di tre giornate, stop che gli precluderebbe la sfida contro il Napoli all’Allianz Stadium (in programma proprio tra tre turni a Torino) oltre alle partite di Frosinone e in casa contro il Bologna, ma potrebbe anche salire fino a 4 turni. La sanzione da parte della società dovrebbe limitarsi a una multa, che arriverà dopo il verdetto del giudice. Non c’è la volontà di punire oltre il brasiliano, che potrebbe essere molto utile già domani sera a Valencia nella prima partita di Champions Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. Stasera, se non si fosse capito, giocano i comandanti. La Champions della Juventus per la prima volta in epoca moderna non è un’avventura o un’esplorazione ambiziosa del continente: è una campagna di conquista. Per questo servono i giocatori di garanzia: in Europa, se prendi gol e vai sott’acqua, rischi di essere trasportato dalla corrente. E poi Valencia inganna. La gente durante la partita fa un gran rumore e lo stadio simpatico, negli anni buoni, ridimensionava regolarmente il Barcellona, il Manchester United, la Lazio poi campione d’Italia e l’Arsenal di un Wenger quasi giovane. Non per caso Allegri, parlando di formazione, ha cominciato dai due generali della difesa: «I due che giocano di sicuro sono Bonucci e Chiellini». Assieme a loro i simboli di questa vigilia sono Cristiano Ronaldo, Sami Khedira e Mario Mandzukic, i tre che hanno già vinto la Champions. GdS Tuttosport Il Corriere dello Sport La Gazzetta dello Sport
  3. Anche se non piacerà ai suoi molti (e ingiustificati) haters, Khedira è sempre più una colonna della Juventus. Dopo il rinnovo di contratto fino al 2021 con ricco aumento dell’ingaggio, ieri il centrocampista tedesco ha ottenuto anche la fascia da capitano. È dunque lui, secondo il suo grande estimatore Allegri, il più titolato per indossare i gradi in assenza di Giorgio Chiellini. Il tutto con buona pace di Dybala (capitano a Villar Perosa) e soprattutto di Bonucci, sceso nelle gerarchie nonostante la lunga militanza in bianconero, chissà se per quella scappatella in rossonero che non è andata giù a molti. Khedira ha ripagato la fiducia con una partita più di governo che di lotta, più di interpretazione che di azione, facendosi sempre trovare al posto giusto. Alla fine, anziché autocelebrarsi, ha speso un tweet per Ronaldo: «Quattro partite, dodici punti. Congratulazioni per i tuoi primi due gol alla Juve, Cristiano». Pasta del (vice)capitano. Tornando a Leonardo Bonucci, se i fischi di qualche settimana fa sono ormai un ricordo lontano continuano invece i suoi errori. Tutti in fotocopia. Allegri, che ieri si è detto rammaricato per i 4 gol subiti in altrettante giornate, avrà sicuramente notato che ben 3 di questi sono nati da passaggi a vuoto di Bonucci su cross provenienti dalla sua destra. È successo con Stepinski (Chievo), Gervinho (Parma) e infine ieri Babacar (Sassuolo). Perseverare mercoledì sera a Valencia è una preoccupazione sarebbe diabolico. (Tim.O.) Fonte: Corriere di Torino
  4. Una brutta botta, ma niente di più. Paulo Dybala non preoccupa: dovrebbe farcela per il debutto in Champions nonostante la contusione al piede sinistro rimediata domenica col Sassuolo. Ieri l’argentino ha fatto scarico e terapie ma stava già meglio e la Juventus conta di averlo a disposizione per domani, anche se non è detto che parta titolare (Allegri davanti ha grande abbondanza). In mattinata sono previsti esami per Mattia De Sciglio, che domenica si è fermato durante il riscaldamento per un problema a un flessore: al suo posto col Sassuolo ha giocato Cancelo. Se l’esito sarà soddisfacente, De Sciglio partirà con il resto della squadra per Valencia. Sicuramente out Barzagli (trauma distrattivo), che lavorerà per rientrare tra Bologna e Napoli. Fonte: La Gazzetta dello Sport Dubbio Dybala. L’argentino rischia di doversi sedere in panchina nel primo match di Champions, domani sera in casa del Valencia. I 90’ in campo contro il Sassuolo pesano, dopo lo scarso utilizzo degli ultimi tempi. Ma il numero 10 è anche alle prese con una contusione al piede sinistro figlia di un pestone. Fuori uso Barzagli, oggi accertamenti per De Sciglio, bloccato da un risentimento muscolare accusato nel prepartita. Tra i titolari si rivedranno Chiellini, Cuadrado, Pjanic e uno tra Bernardeschi e Douglas Costa, in un attacco completato dagli insostituibili Mandzukic e Ronaldo. Il Corriere di Torino
  5. Notte di Champions League. Luci ed emozioni che s’accendono. Primi passi d’un cammino affascinante che si concluderà il primo giugno a Madrid. È la Coppa più ricca e prestigiosa, format nuovo e tradizioni antiche, con quattro italiane al via dopo nove edizioni e la Juventus tra le grandi favorite. I bianconeri debutteranno domani a Valencia, Inter e Napoli la precederanno stasera, eppure catturano le attenzioni maggiori, inevitabile dopo l’acquisto di Ronaldo.Il portoghese ha sollevato cinque volte la coppa - una con il Manchester United, quattro con il Real Madrid - e segnato 121 gol in 157 partite: lecito immaginare equilibri spostati, gerarchie inedite, distanze ridotte. «Pianificheremo, uno dopo l’altro, gli ultimi passi per diventare i numeri uno» promette il presidente Andrea Agnelli al Financial Times che analizza l’effetto CR7 sul piano commerciale, e la scalata passa anche dalla Champions, sogno che diventa obiettivo. Non sarà semplice perché le classiche rivali sono a loro volta fortissime e perché la Champions è perfida per struttura - dopo i gironi, vive di eliminazioni e così ogni episodio può lasciar tracce -, ma certo la Juve parte alla pari, orgogliosa d’una nuova dimensione, cosciente d’esser cresciuta in esperienza e qualità sulla base, solidissima, delle due finali disputate in quattro anni. La Juve nel palmarès due coppe le ha, ma l’ultima risale al 1996, epoca Lippi, e le sette finali perse trasformano la competizione in sortilegio. È per questo che Massimiliano Allegri s’affretta a chiarire che la squadra dovrà accostarsi «senza assilli né ossessioni». Tutto pronto, fra divertimento e vertigini, sarà per questo che Luciano Spalletti paragona la manifestazione a un Luna Park: la sua Inter taglierà il nastro, anticipando stasera a San Siro con il Tottenham, il Napoli poco più tardi scenderà in campo al Marakanà con la rinata Stella Rossa, domani Juve e Roma in Spagna, rispettivamente a Valencia e Madrid, chiuderanno un turno che offre Liverpool-Psg come partita più bella. Jurgen Klopp, finalista l’anno scorso, alla vigilia elogia Neymar, uno dei grandi simboli del club francese e della Champions: il brasiliano, come Messi, vuole riscattare un Mondiale triste, CR7, re di Champions, è pronto a raccogliere la sfida. Fonte: La Stampa
  6. Il pensiero di Pavel Nedved su Emre Can nell’estate di CR7: «Lo volevano tutti, l’abbiamo preso noi», sintetizza al meglio quanto per la Juventus sia stato importante l’arrivo di Emre Can, strappato alla concorrenza a costo zero, ingaggio e commissioni a parte. In età non avanzata (classe ‘94), versatile e con margini di crescita: il tedesco è uno di quei giocatori che raramente trovi nella top 10 delle giocate più spettacolari del weekend, ma che fa la fortuna di chi lo allena. I suoi punti di forza sono la capacità di recuperare palloni e la solidità in fase difensiva. La scivolata è uno dei marchi di fabbrica. Molto forte sia nei duelli aerei che nei contrasti, non ha ovviamente un grande cambio di passo e sul breve non è rapidissimo. Quando si mette in moto, ha invece un’ottima progressione e un’evidente facilità di corsa. I primi giorni da juventino non sono stati semplici per lui, perché l’ex Liverpool ha patito molto i carichi di lavoro. Alla Juventus la forza recita un ruolo di primo piano nei programmi atletici e Emre non era abituato a questo tipo di preparazione. Ciò nonostante il suo impatto è stato subito brillante nei 10’ giocati al Bentegodi contro il Chievo. Grande aggressività nella pressione, notevole presenza agonistica in un contesto non semplice e una gestione della palla magari non geniale ma sempre attenta e proficua. Allegri lo vede indifferentemente nel centrocampo a due o in quello a tre, dove può ricoprire sia il ruolo di vice Pjanic davanti alla difesa che quello di mezzala di inserimento alla Khedira. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. In Italia Ronaldo sembra stia vivendo una solitudine tecnica: è come se la Juventus non avesse ancora capito come innescarlo. Parma-Juve è stata un passo indietro rispetto alla partita con la Lazio e alla "prima" col Chievo. Cristiano ha calciato in porta più di tutti in ciascuna delle tre giornate, ma sabato è stato davvero pericoloso solo con un colpo di testa nel primo tempo. "Dobbiamo servirlo di più" ha detto Allegri. Insiste su questo concetto perchè la versione juventina del portoghese non ha ancora dimostrato il marchio di fabbrica del Ronaldo 3.0, il tiro di prima intenzione del dall'area. Guardando i gol segnati da Ronaldo nell'ultima Liga, salta all'occhio la migliore capacità delle nostre difese di coprire gli spazi e le linee di passaggio. Ronaldo però a Madrid riceveva spesso palla dentro l'area, servito con un passaggio palla a terra o con un cross. Dieci degli ultimi undici gol "spagnoli", sono arrivati così: in area, a un tocco. L'undicesimo è stato un rigore. Nei 270' giocati da Cristiano in A,invece, abbiamo visto poche situazioni simili, forse solo il tiro di destro a Verona su passaggio di Cuadrado. E anche i dati sulle conclusioni in porta confermano: in ben 8 occasioni su 23 CR7 ha calciato da fuori area. Il problema quindi non è nel numero delle conclusioni, ma nella qualità e nell'efficacia delle stesse. La soluzione, forse, nelle due settimane, con Cristiano che ha rinunciato al Portogallo per restare a Torino Allegri studierà gli equilibri della Juve e magari i pensieri su Dybala torneranno d'attualità. Altri numeri disul tavolo: i gol mese per mese di Ronaldo. Cristiano è decisivo in primavera, quando le Champions prendono un aereo per Madrid, ma non ha mai segnato come a settembre. In carriera, nelle partite di campionato e coppa col Real 57 gol, oltre uno ogni partita: miglior mese in assoluto. Fonte: La Gazzetta dello Sport Cristiano Ronaldo, ecco il piano per ritrovare brillantezza e gol Domani il portoghese riparte da test fisici e programma personalizzato. Sfrutterà la sosta per smaltire i carichi e presentarsi al top in Champions TORINO - Cristiano Ronaldo con qualche miracolo in meno di Sorrentino e Strakosha e con un pizzico di fortuna in più (vedi il colpo di testa di Parma) sarebbe potuto arrivare alla sosta con un bottino personale di almeno 3-4 reti. La buona sorte non ha assistito il cinque volte pallone d’oro e così, dopo il primo miniciclo, CR7 è l’assente di lusso nella classifica marcatori della serie A. Lo “zero” alla voce gol fatti non rispecchia le prestazioni del 33enne portoghese confermando un principio tanto caro a giocatori e allenatori: non tutti i numeri sono delle fotografie fedeli della realtà. Più che i gol, che sarebbero potuti comunque arrivare in queste tre giornate, a Ronaldo manca quel pizzico di brillantezza atletica in più fondamentale per un fuoriclasse che alla tecnica sopraffina abbina una velocità e una esplosività sopra la norma. Nessun allarme o fuoriprogramma: è normale di questi tempi non essere al massimo a livello fisico. Sarebbe un problema il contrario visto che l’obiettivo di CR7 e della Juventus è viaggiare a pieni giri in primavera quando si decidono campionato e Coppe. Tuttosport.com
  8. Il Sassuolo piace perché gioca un bel calcio, con un allenatore in grande ascesa e giovani talenti di cui sentiremo parlare. De Zerbi ne ha tanti in qualche modo legati alla Juve: dal Berardi inseguito in passato al Matri centravanti di una Juve meno straripante ma vincente anche coi suoi gol, a Locateli che due anni fa a San Siro diede un dispiacere ad Allegri. E poi ci sono tre ragazzi molto promettenti che sperano di far parte della Juve del futuro. Lirola: Il primo gol in A, segnato al Genoa prima della sosta, è un segnale per lasciarsi alle spalle il calo dell’anno scorso. Due anni fa si era fatto notare dopo che la Juve lo aveva ceduto in prestito biennale. Laterale destro veloce, con un grande motore e discreta tecnica, deve migliorare la fase difensiva. Fu Javier Ribalta, ex capo osservatore della Juve, a portarlo a Torino nel 2015. A gennaio la società di Squinzi lo ha acquistato a titolo definitivo, ma se il 21enne dovesse esplodere, il viaggio al contrario non sarebbe utopia. «Come nelle favole» canta Vasco Rossi. Termine abusato nello sport, ma non nel caso di Giangiacomo Magnani, difensore centrale classe 1995. La scorsa estate era senza squadra dopo una stagione al Lumezzane, poi è stato il Siracusa a credere in lui, ripagato da un filotto di prestazioni che con la serie C c’entravano poco. Dopo sei mesi lo prende il Perugia e nell’ultima sessione di trattative la Juve, che lo cede al Sassuolo mantenendo la recompra. Rogerio, segni particolari: terzino sinistro di qualità. Gli osservatori della Juve lo scoprono nel 2016 al Mondiale Under 17. Dopo un campionato in Primavera, il brasiliano va in prestito al Sassuolo. Nella seconda parte inizia a giocare con più continuità e quest’anno De Zerbi lo ha sempre schierato dal 1’. Ha corsa e tecnica da brasiliano: una grande prova oggi allo Stadium potrebbe avvicinarlo alla Juve. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Estratto intervista de La Stampa a Fabio Capello. Martedì inizia la Champions: con Ronaldo la Juve può essere considerata la favorita? «Con lui il Real cominciava sempre da 1-0. Finora in bianconero non è successo, ma se a breve come mi aspetto tornerà quello degli ultimi anni può fare la differenza. Del resto, è stato preso per questo». Dunque Allegri parte in pole? «No ma lo metto tra le prime quattro, con Real Madrid, Barcellona e Manchester City» Ronaldo è il migliore di tutti i tempi? «No. Grande giocatore, grande goleador, ma a livello tecnico il genio è Messi». In Italia c’è già chi discute CR7. «Imbarazzante». Si rivede un po’ in Allegri che è discusso per via del gioco ritenuto poco spettacolare? «Anche qui mi viene da ridere. Allegri fa fare alla sua squadra quello che deve: vincere. Certa gente pensa che sia facile? Quattro scudetti e quattro Coppe Italia, due finali di Champions... Credo che in questi anni i tifosi che si sono divertiti di più siano quelli della Juve» Lei ha visto crescere Andrea Agnelli come persona e come dirigente: siete ancora in contatto? «Siamo ottimi amici, in questi anni ha dimostrato grandi qualità e non soltanto in Italia, non dimentichiamo quello che sta facendo con l’Eca». L’ha mai rimproverata per essersene andato nel 2006 dopo i due anni alla Juve? «Mai. Ma all’epoca non era al vertice del club».
  10. Paulo Dybala si presenterà a Torino con una bella cera. Perché nella pancia del MetLife Stadium del New Jersey ha un ottimo umore. Oggettivamente, l’avventura negli Usa con la Selecciòn non dovrebbe avergli alzato troppo il morale, ma probabilmente gli ha trasmesso nuovi stimoli. Contro il Guatemala non ha giocato, perché si è aggregato al gruppo soltanto il giorno prima. 68 i gol di Dybala alla Juventus: 142 le presenze. Così invece in A: 100 presenze e 52 reti Dybala, come giudica la sua 14esima presenza in Nazionale, dopo l’ultima breve apparizione con la Croazia al Mondiale? «Sono venuto qui con tanta voglia di lavorare: con tecnici nuovi che trasmettono positività e lanciano bei messaggi. Siamo un gruppo molto bello, giovane e ambizioso. E per questo è un ambiente competitivo». Al punto che è andato in panchina anche contro la Colombia. Dica la verità, si aspettava di partire da titolare. No, lo sapevo prima: l’allenatore mi aveva parlato. Io sono arrivato tardi. Loro hanno lavorato bene durante tutta la settimana e il c.t. ha preso una decisione che io rispetto. È in campo che devo dimostrare di meritarmi il posto». «Sicuramente voglio tornare a giocare. Arriverò oggi e voglio farmi trovare pronto per domenica. E mercoledì c’è la Champions League contro il Valencia: è una competizione che mi dà tante motivazioni» «Ammetto, non ho iniziato come l’anno passato o anche nel 2016. Una cosa è certa: voglio arrivare a Torino per lavorare con profitto e recuperare il mio posto nella Juve». E con Ronaldo come va? «Benissimo. Dobbiamo solo continuare ad allenarci: abbiamo davanti tutta la stagione». Che cosa ha pensato quando ha saputo che sarebbe arrivato CR7? «Mi son detto che dopo avere la fortuna di giocare con Messi in Nazionale, ora ho la possibilità di essere assieme a Ronaldo nella Juve. Bellissimo» Fonte: La Gazzetta dello Sport
  11. Ancora veleno, ancora volgarità contro Leonardo Bonucci. Un hater ha augurato su Instagram la morte ai suoi due figli. Immediata la risposta di Leo: «Un giorno vivremo in un mondo migliore, per ora quello da cui spero di tenere lontano i miei figli è quello di questa gente, della violenza fatta di gesti, parole e pensieri». In passato erano già comparsi messaggi in cui si irrideva la malattia di uno dei bimbi. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  12. SAMI E MAX. Il professore: ad Allegri sono bastate poche occhiate durante gli allenamenti per ribattezzarlo così. Sami è l’emanazione del tecnico in campo. «Anche quando non si vede, lui c’è», ripete sempre Max. E ieri Khedira ha ricambiato le carezze: «Sono felice di avere un grande allenatore, una delle persone più intelligenti che abbia mai incontrato nel calcio, uno dei migliori tecnici in circolazione. È in gamba, molto intelligente, preparato dal punto di vista tattico e sa come comunicare con i giocatori». C’è stato un momento, alla fine della scorsa stagione, in cui Khedira non era più convinto di restare. Con l’arrivo di Emre Can temeva di diventare una seconda scelta, perciò aveva cominciato a valutare altre offerte. In quel momento Allegri si è speso parecchio, sottolineando il suo peso in campo e nello spogliatoio, così la società ha fatto il resto promettendogli il rinnovo. Sami è stato di parola, rifiutando a fine agosto le avances del Psg, e la Juve lo ha premiato con un sostanzioso adeguamento (da 4 a 6 milioni netti a stagione). Le tre gare di fila giocate in questo inizio di stagione (con un gol) dimostrano quanto il tecnico lo consideri imprescindibile, un «equilibratore» in mezzo. Tra l’altro, Khedira alla Juventus è uscito anche dal lungo tunnel degli infortuni. Dopo anni tormentati, a Torino è tornato a giocare con continuità. Questo perché con gli anni ha imparato a gestirsi, ma soprattutto grazie al grande lavoro di prevenzione che segue minuziosamente, studiato apposta per lui dallo staff medico bianconero. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Scaduti i tre giorni di riposo, stamane la Juve riprende a lavorare alla Continassa, dove entro giovedì il gruppo ritroverà tutti i nazionali. Tra i primi a rientrare c’è Rodrigo Bentancur, il cui paradosso prosegue: ai margini del suo club ma titolare inamovibile nell’Uruguay, che sabato ha brillantemente superato (4-1) il Messico in un’amichevole a Houston. Il suo timer nelle prime tre giornate di campionato segna appena 8 minuti (recupero compreso), collezionati nel finale di Juve-Lazio. Pochino per una delle stelle bianconere più brillanti del Mondiale in Russia. La partenza di Bentancur è stata a rilento, nonostante dopo l’addio di Marchisio ci siano appena cinque centrocampisti di ruolo. Ma la musica cambierà presto, perché dietro l’angolo c’è il primo tour de force stagionale: 7 partite in 20 giorni a cominciare dalla strana sfida al vertice di domenica all’Allianz Stadium contro il Sassuolo. Con il calendario più intasato di corso Grosseto all’ora di punta, ci sarà spazio anche per il «volante» uruguayano. A maggior ragione in una Juve che, abbandonatooquasi il 4-2- 3-1 della scorsa stagione, punta forte sul centrocampo a tre per dare maggiore copertura alla difesa. Bentancur si candida per dare il cambio in regia a Pjanic – magari già domenica, visto il leggero acciacco accusato dal bosniaco in Nazionale – o all’occorrenza per agire da mezz’ala di qualità. Allegri e la Juve non hanno alcun dubbio sulle sue potenzialità. Fonte: Il Corriere di Torino
  14. Incrocio pericoloso tra la Juventus e Paul Pogba. In Inghilterra vedono il calciatore sempre più lontano dal Manchester United e la Juventus, giustamente, ci sta pensando e valutando se vale o meno fare questa ulteriore pazzia, magari a gennaio, quando i trasferimenti saranno possibili ed il calciatore anche eventualmente utilizzabile in Champions League. NON UTOPIA - il trasferimento legato a Cristiano Ronaldo ha dimostrato che tutto è possibile, basta avere delle idee ben chiare, un programma in testa e le coperture economiche, ma soprattutto il consenso del calciatore. Ronaldo voleva venire a Torino, Pogba vorrebbe cambiare aria e la Juventus, insieme ad altre destinazioni, come Barcellona sono considerate molto gradite. Non crediamo che la Juventus voglia arrivare a Pogba senza sacrifici, almeno ottanta milioni di cartellino e sette di ingaggio non sono possibili senza un sacrificio. Un attaccante, potrebbe essere il nome giusto, ma perdere una pedina per un'altra è il grande dubbio. Insomma, difficile che si faccia un investimento senza la copertura, un incrocio pericoloso da valutare, proprio come quello che ci sarà in Champions. Le risposte le avremo nelle prossime settimane, anche in base a quello che succederà agli attaccanti, con alcuni che stanno ricevendo grosse offerte dall'estero. tuttojuve Luca Bianchin, giornalista e La Gazzetta dello Sport, ha parlato del mercato della Juve a Gazzetta TV: "Pogba-Juve? Qualche voce è arrivata anche a noi. Io credo che la Juve abbia parlato con Pogba e Raiola, ma per gennaio la vedo difficile, mentre in estate tutto può succedere, seppure sia ancora presto per prevedere qualcosa. Terrei d'occhio invece Rabiot per gennaio, perché piace e ha una situazione particolare. Sappiamo però che Veronique parla col Psg due volte l'anno e una soluzione alla fine la trova sempre. Potrebbe, quindi, anche rimanere là".
  15. Magari non è spettacolare come Mbappé, ma a volte se Mbappé segna è merito di Matuidi. Come domenica, quando il francesino ha sbloccato la partita con l’Olanda con l’assist del bianconero. Una bella festa iniziata anche con il suo assist, nonostante il ruolo atipico. Estratto intervista della GdS a Matuidi. «L’assist in fondo fa parte del mio mestiere. Magari ala sinistra non è il mio posto ideale, ma so adattarmi. Sono pronto a dare tutto perla squadra. Se poi arriva anche il gol grazie al mio contributo, è ancora più piacevole» Anche Allegri le chiede di giocare diversamente? «Alla Juventus le posizioni rimangono più o meno le stesse, ma abbiamo il dovere di migliorarci sempre. Allegri di certo non è cambiato e sappiamo che con lui dobbiamo lavorare semSoprattutto in Champions dove la Juve fai conti con Pogba. «Il nostro è un gruppo difficile. Non solo per il Manchester United, ma anche per il Valencia. Però saranno belle partite. Siamo pronti. Abbiamo lavorato duro in allenamento proprio per giocarci tutte le nostre carte sia in campionato che in Champions. Abbiamo una squadra molto forte, con molti giocatori che potranno esprimersi durante la stagione. Con Paul comunque ci abbiamo scherzato su, ci siamo dati appuntamento in campo». Che cosa porta Ronaldo alla Juve? «Ronaldo ha qualcosa di diverso. Stiamo parlando di uno che ha vinto cinque Palloni d’oro. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Nonostante le apparenti smentite del terzino più forte del mondo, il futuro di Marcelo potrebbe essere a Torino accanto al suo grande amico Cristiano Ronaldo. La prima pagina di Tuttosport di oggi: "Juve, da Marcelo a Rogerio". Il quotidiano scrive: "La fascia sinistra dei bianconeri sembra un'esclusiva dei brasiliani: oggi Alex Sandro, domani potrebbe toccare all'esterno del Real. E per il futuro c'è il terzino in prestito al Sassuolo, di cui la Juventus è proprietaria del cartellino".
  17. (m.iar.) La Juve ha chiuso in perdita il bilancio 2017-18, dopo tre esercizi di fila in utile. Lo si evince dalla semestrale di Exor, controllante del club bianconero, diffusa ieri. In base ai dati della capogruppo, il secondo semestre della scorsa stagione per la Juventus è stato negativo per 62,2 milioni: facendo la somma algebrica con il +43,3 milioni del primo semestre viene fuori un risultato netto 2017-18 in rosso per 18,9 milioni. Non si tratta ancora di un dato ufficiale, sono possibili degli scostamenti ma non sostanziali: l’approvazione dei conti avverrà con il cda del 13 settembre. Il peggioramento di bilancio è dovuto all’aumento degli stipendi e alla riduzione di premi Uefa e plusvalenze rispetto al 2016- 17, caratterizzato dalla finale Champions League e dalla cessione di Pogba. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  18. Ronaldomania è poco per descrivere il fenomeno che ha visto scomparire dagli store bianconeri la scorta di magliette che dovevano bastare per un anno. In poco più di tre settimane, da quando c'è stato l'annuncio che Ronaldo era diventato un giocatore della Juve e la maglia bianconera numero 7 è diventata oggetto di culto. E' praticamente impossibile da trovare, a meno rinunciare alla "authentic home" (prezzo 140 euro, la versione più vicina a quella indossata dai giocatori) e di acquistare la "home" (prezzo 90 euro in un tessuto differente), della quale restano comunque pochi pezzi. L'effetto Ronaldo è un tornado, che ha spazzato via l'ordine che la Juventus aveva stabilito con il produttore Adidas affinchè le scorte bastassero per un anno, più o meno 55 mila magliette. Poca lungimiranza degli addetti bianconeri? No, perchè quando l'ordine è stato comunicato all'azienda tedesca,, esattamente un anno fa come da protocollo, i responsabili commerciali non potevano immaginare che CR7 avrebbe firmato per la Juventus.Quindi hanno aumentato il numero di magliette prevedendo la crescita della vendita,ma in linea con l'incremento degli anni passati. Insomma,erano erano abbastanza sicuri che non sarebbero bastate per far fronte all'assalto degli appassionati di Cristiano Ronaldo e dei tifosi della Juventus esaltati dall'acquisto, ma forse neppure loro si aspettavano un successo così clamoroso da bruciare in meno di un mese le scorte che dovevano durarne dodici. Con un calcolo così si può può approssimare che le maglie complessive possa aver sfiorato i 6,5 milioni e mezzo. E in proiezione si può calcolare che il ricavato lordo della sola vendita delle magliette potrebbe toccare una cifra tra i 55 e i 65 milioni di euro. Fonte: Tuttosport
  19. Ronaldo, lavoratore e abitudinario, ieri ha scritto sui Social le due parole più care: «Duro lavoro». Le ha accompagnate con la solita foto di sudore alla Continassa. Poi il pensiero è volato oltre il Mediterraneo, verso l’amato Portogallo che ieri ha sostenuto a distanza contro la Croazia: «Sono sempre con voi. Abbiamo degli obiettivi davanti a noi. Andiamo, famiglia». In fondo, hanno più o meno lo stesso tenore i messaggi del Real. Per tutti ha parlato Lopetegui, il tecnico che non ha mai allenato il portoghese e che è più diplomatico di tanti suoi giocatori: «Quando ho firmato, Cristiano aveva già detto di voler partire: quella strada era già stata presa, ma proveremo a migliorarci anche senza di lui. Non dubiterei mai delle qualità dei miei giocatori», ha detto alla tv «Lance» « Il Pallone d'Oro lo vincerà Luka Modric perché è lui il miglior giocatore del mondo». In un’intervista a Radio Marca anche Dani Ceballos, mediano in cerca di spazio nel nuovo Madrid, è tornato su quanto accaduto in quest’estate turbolenta. Ha punzecchiato l’ex compagno molto più del suo allenatore: «Non ho capito il suo addio e neanche quello di Zidane. Non era il momento di dire quello che Ronaldo ha detto dopo la finale di Champions League, perché era un momento di gioia. Ma non possiamo rimproverargli nulla, ha dato tutto per il Real e il Real deve essergli molto grato». Come lui, in tanti si interrogano adesso sull’eredità del portoghese, su quanto manchi nel nascente Madrid di Lopetegui. È il tema del momento e Isco dal ritiro della nazionale spagnola ha dato la sua risposta articolata: «Cristiano è un giocatore straordinario,ti assicura 40-50 gol a stagione. Se vinceremo, diranno che ci è mancato, se non lo faremo diranno che non possiamo farne a meno. Per adesso stiamo giocando molto bene, giocatori che nella scorsa stagione non facevano tanti gol, adesso ne stanno segnando tanti, adesso ne stiamo facendo a meno». In conclusione, però, almeno una carezza per il compagno andato via dalla Spagna sbattendo la porta: «A Cristiano auguro comunque il meglio con la Juve» Fonte: La Gazzetta dello Sport
  20. Il buono, il «brutto», il cattivo. Ovvero, la BBC: bel trio, ma qui sono racchiusi tutti nella stessa persona, Giorgio Chiellini, nuovo capitano della Juventus e da stasera, contro la Polonia a Bologna, anche capitano della Nazionale. Un punto d’arrivo e di (ri)partenza per Chiello, che in azzurro è a 4 presenze da quota 100 e torna dopo la notte da tregenda di San Siro contro la Svezia, quando il mondiale dell’Italia finì impacchettato negli scatoloni delle cianfrusaglie da buttare. E anche il futuro in Nazionale di Giorgione fu messo in discussione dal diretto interessato. Che dieci mesi dopo torna al suo posto, con una fascia e una responsabilità in più. «Avrò la fascia da capitano e sarà un onore. Per ora è così, ma attualmente sono fuori giocatori come De Rossi, che potrebbe rivelarsi importante in futuro. E poi Gigione è ancora in attività.... Anche a me non piace darmi delle scadenze, vivo alla giornata – spiega lo juventino - . Le 100 presenze sono un pensiero che faccio, ma posso finire anche a 96 o 97 ed essere orgoglioso del mio percorso, quello che sarà lo vedremo. La Nazionale non è una cosa che si può rifiutare o lasciare. Spero di essere utile il più a lungo possibile ma non sarò mai un problema per questo gruppo o questo allenatore. Spero di lasciare qualcosa in eredità, finché ci sarò darò tutto con grande gioia o grande entusiasmo». Il fatto che al suo fianco ci sia ancora Leonardo Bonucci, probabilmente può aiutare Chiellini a guardare più avanti, fino all’Europeo. E proprio il fatto che Leo sia tornato alla Juve è fondamentale anche in chiave azzurra. «Sono contento prima di tutto come amico del suo ritorno alla Juve – racconta Chiello - perché con lui ho condiviso tanti anni insieme ed è normale che giocarci tutti i giorni fa piacere. Con Leonardo da tanti anni viviamo in simbiosi, nel club e nellaNazionale, speriamo che sia così finché non smetto io…» Fonte: Il Corriere di Torino
  21. La nuova top­-ten è sempre più in bianconero: alle spalle del portoghese resiste il solo Higuain (il re spodestato) che con la buonuscita ha ottenuto uno stipendio da 9,5 milioni netti dal Milan. Seguono le altre star juventine: Dybala con 7 milioni, poi Pjanic che ha appena firmato il rinnovo a 6,5 insieme a Douglas Costa e Gigio Donnarumma (altro intruso milanista) con 6 milioni. Invece Bonucci per tornare a Torino si è quasi dimezzato lo stipendio: era a 10 con i bonus, è sceso a 5,5. Bisogna tornare indietro davvero di tanti anni per trovare spese così ingenti. Ma allora l’Inter di Moratti dovette vendere Ibrahimovic mentre il Milan di Berlusconi rinunciò a Kakà e via via a tutte le altre stelle. Era il tramonto del calcio dei mecenati. Stavolta la Juve si è concessa il lusso del penta Pallone d’Oro a ragion veduta. In questa corsa all’oro anche i tecnici hanno la loro parte (al netto percepiscono 35,9 milioni di euro, 71,8 a livello fiscale per le società). Così il più pagato (ovvio) è Max Allegri (7,5), seguito come un’ombra da Ancelotti (6,5), non tanto più dietro Spalletti (4,5). La nostra indagine mette nel conto le spese dei club anche per gli allenatori, fattore determinante per la concorrenza. Proprio De Laurentiis, infatti, ha razionalizzato le uscite per i calciatori, preferendo investire di più, in percentuale, sul successore di Sarri. È significativo che le spese per i cartellini dei calciatori vadano di pari passo con il record per i loro ingaggi. Se la Juve tocca quota 219, le milanesi sono in aumento: Milan a 140 e Inter a 116. Ma anche la Roma arriva a 100 e il Napoli a 94. Il trend verso l’alto è generalizzato. Attenzione alle trattative in corso per alcuni dei top player del campionato. La Juventus è al lavoro con Alex Sandro, Cuadrado e Rugani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  22. Giornata di trattative e di ipotesi che si allineano sul tavolo, senza trovare la combinazione risolutiva. E così dopo che l’amministratore delgato del Chelsea Marina Granovskaia ha detto a Fabio Paratici che è, sì, interessata a comprare un difensore, nella fattispecie Mattia Caldara, ma resta freddina su Gonzalo Higuain, perché senza la cessione di Morata non può farsi carico di un altro centravanti particolarmente ingombrante per il bilancio. Risultato: Higuain, a questo punto, si presenterà regolarmente alla Continassa lunedì pomeriggio per un incrocio decisamente curioso con Cristiano Ronaldo al suo primo giorno di allenamenti in bianconero e, tecnicamente, l’uomo che lo sta spingendo fuori della Juventus. Il nodo è proprio il Pipita, perché la sua destinazione finale condizionerà anche quella dei difensori che orbitano intorno alle sue trattative. Perché se il Chelsea lo dovesse acquistare, la Juventus chiuderebbe con i Blues anche la trattativa per la cessione di Caldara, per il quale Paratici ieri ha registrato un’interessante offerta da 40/45 milioni di euro. A quel punto il Milan sarebbe preso in contropiede, perché non potrebbe più prendere Caldara e si troverebbe in una posizione di debolezza nella trattativa Bonucci, con la Juventus che detterebbe legge e potrebbe prendere il centrale a condizioni più favorevoli. Se, viceversa, il Chelsea si sottraesse definitivamente all’ipotesi di prendere Higuain, il Milan tornerebbe sotto proponendo alla Juventus un’offerta circolata ieri pomeriggio: prestito biennale di Higuain a 15 milioni e scambio alla pari fra Caldara e Bonucci. Offerta che non vede la Juventus particolarmente entusiasta. Intanto vorrebbe ottenere dalla cessione di Higuain una cifra che permetta di non segnare minusvalenze, ma soprattutto calcola 20 milioni di differenza fra Caldara e Bonucci. Infine, a complicare il passaggio di Higuain al Milan sembra esserci anche il nodo dell’ingaggio, perché i rossoneri si sono visti rispondere picche dall’entourage del giocatore alla richiesta di una decurtazione. La volontà di Higuain potrebbe imprimere una svolta nell’affare e al momento non è stata ancora del tutto spiegata. Fonte: Tuttosport A Nizza la svolta della trattativa: adesso lo scambio diventa Gonzalo per Bonucci e 30 milioni (niente prestito) A Nizza e dintorni la giornata è stata “calda” e caratterizzata da importanti novità sul difensore bergamasco che il Milan vuole come contropartita nell’affare Bonucci e sul quale i Blues hanno chiesto informazioni in maniera decisa nel corso di un incontro tra Marina Granovskaia e il ds Paratici. La Lady di ferro del Chelsea ha giudicato eccessive le pretese di Marotta e Paratici per Rugani e ha deciso di non dare il via libera al bonifico da 55 milioni che avrebbe sbloccato l’affare. Se si tratta di una mossa tattica lo vedremo presto, ma l’affondo dei Blues è stato di quelli importanti visto che a Nizza è stato avvistato anche Giuseppe Riso, agente di Caldara. Una presenza che non è passata inosservata e che certo non può essere casuale. Oggi le parti si vedranno di nuovo perché Paratici resterà a Nizza. La trattativa non è chiusa, ma pare ben avviata. La Juventus è partita da una valutazione di 50 milioni, ma è disposta a limare qualcosa anche perché il Chelsea per Caldara ha iniziato con una proposta da 40 milioni, bonus compresi. La sensazione è che a metà strada, intorno a quota 45 milioni, possa arrivare la fumata bianca. Trovare un accordo sull’ingaggio del giocatore non è un problema. La notizia dell’interessamento del Chelsea per Caldara è stata riferita quasi in tempo reale a Leonardo che ha posto come condizione per il ritorno di Bonucci in bianconero l’approdo del centrale ex Atalanta a Milanello: la Granovskaia ha concentrato la sua attenzione su Caldara e non ha approfondito l’argomento Higuain. Non perché il Pipita non interessi a Sarri (tutt’altro…), ma perché la dirigenza londinese prima di mettersi in casa un altro centravanti deve cedere qualcuno. Sembra una specie di via libera ai rossoneri che però in questo momento non hanno le disponibilità economiche per affondare sull’argentino. Fonte: Il Corriere dello Sport L’ ultimo ostacolo da superare, come è successo spesso alla Juventus degli ultimi anni, è Maurizio Sarri. L’ex allenatore del Napoli, ha idea di rinnovare la sua difesa e alla dirigenza blues ha avanzato una richiesta particolareggiata: gradirebbe avere in rosa Caldara. Solo che l’ex atalantino è uno dei mattoni su cui Juventus e Milan stanno edificando un maxi affare: se esce lui, crolla tutto il muro. E l’intenzione, dopo aver tanto costruito nei giorni scorsi, è ovviamente quella di non farlo cadere. Allo stesso tempo però è legittimo ascoltare le richieste, specie se particolarmente consistenti: quella inglese per il difensore deve esserlo se ha fatto spostare Paratici da Torino fino a Nizza, l’incontro tra le due dirigenze metteva in palio il cartellino di Caldara. L'ex atalantino è la chiave che per i rossoneri può definitivamente aprire allo scambio con Bonucci. I due condividono ruolo e valutazione, che per entrambi si aggira sui quaranta milioni di euro. Oltre alle questioni economiche vanno inoltre tenute presenti quelle di cuore: Leo desidera tornare bianconero, Mattia accetterebbe volentieri un ruolo da protagonista rossonero. Nei colloqui di venerdì e dei giorni precedenti le parole spese andavano in questa direzione e difficilmente verrà invertita la rotta: il Chelsea può essere stata una deviazione credibile ma alla fine tutto dovrebbe svolgersi lungo la Milano-Torino. Gli ingaggi dei difensori viaggiano a velocità molto diverse ma anche in questo caso si troverà una soluzione buona pertutti: sarà Bonucci a diminuire le proprie pretese e ad allinearsi alla corrente bianconera. L’intesa tra Caldara e il Milan potrà essere facilmente raggiunta dando seguito agli incontri già avvenuti tra il d.t. rossonero Leonardo e l’agente Giuseppe Riso, pure lui presente in Costa Azzurra per valutare l’offerta in arrivo da Londra non chiama invece Higuain. Resta scorrevole la corsia per il Pipita a Milano. La Juventus vorrebbe che Gonzalo facesse compagnia nel tragitto a Caldara e anche Leonardo lo vorrebbe come compagno di viaggio nella nuova esperienza rossonera. Si lavora per far tornare i conti. Fonte: La Gazzetta dello Sport Quale futuro per il Pipita? Il più grande interrogativo del mercato riguarda proprio l’uomo che, nell’era ante Cristiano Ronaldo, per ultimo aveva sconvolto gli equilibri della serie A, passando dal Napoli alla Juve, due estati fa, per 90 milioni. Con Gonzalo, i bianconeri hanno continuato a dominare in Italia e sfiorato la consacrazione europea. In due stagioni, il bomber argentino ha lasciato il segno: 55 gol in 105 partite e la firma indelebile sul settimo scudetto consecutivo, con il colpo di testa del ribaltone sull’Inter. E bisogna riavvolgere il nastro proprio alla sera del 28 aprile scorso per trovare l’ultima istantanea con Higuain sorridente. La festa tricolore e la doppietta con la Coppa Italia, infatti, sono state presto annacquate. Poi il dissidio con Allegri, che lo ha lasciato in panchina proprio in occasione della finale di coppa con il Milan. Quindi l’avvento, incredibile e imprevedibile, di CR7, che di colpo lo ha tra sformato in un esubero per l’attacco bianconero. Così le voci che lo volevano nella lista dei sacrificabili nel caso fosse arrivata una grande offerta sono diventate reali, consistenti, evidenti. In sintesi, non c’è più spazio per il Pipita nella Juve. E qui inizia un’altra serie di problemi. L’interesse del Paris Saint Germain è sfumato in fretta, ancora prima che Cristiano prendesse la via di Torino. Adesso il duello è tra Milan e Chelsea. I rossoneri, al momento, sono largamente favoriti perché i Blues non sono, almeno per ora, intenzionati ad affondare il colpo. La conferma si è avuta ieri dall’incontro, avvenuto a Nizza, Paratici, e Marina Granovskaia, Al centro della discussione, infatti, ci sarebbe stato soltanto Caldara, altro oggetto del desiderio del neo direttore tecnico milanista Leonardo, che vorrebbe inserirlo nell’affare Bonucci. L’offerta dei Blues per il giovane difensore bianconero sarebbe di oltre 40 milioni, ammontare che potrebbe davvero far vacillare la Juve. Che non ritiene corretto uno scambio alla pari con Bonucci, come vorrebbe il Milan, e che, nel caso dicesse sì al Chelsea, potrebbe tenere Rugani. Caldara, quindi, non Higuain. Il Chelsea, almeno per ora, non sembra intenzionato a investire sul Pipita. Resta il Milan, quindi per Higuain, ma l’incastro non è semplice. Perché la Juve intende inserire Higuain nell’affare Bonucci-Caldara, La strada dovrebbe essere quella di un prestito oneroso a 15-18 milioni, più il diritto di riscatto. L’idea è del Milan, la Juve la sta valutando. Fonte: Il Corriere della Sera Più che una trattativa, sembra una partita a poker. Bluff, rinvii, depistaggi, rilanci e assi nella manica stanno animando la maxi operazione che coinvolge Juve, Milan e Chelsea dentro e intorno i destini di Higuain, Bonucci, Caldara e Rugani. Sono giorni sempre più intensi per dirigenti, giocatori e procuratori a caccia di un’intesa che possa fare tutti felici. E tanto ruota attorno a Gonzalo Higuain, l’oggetto del desiderio di Blues e rossoneri dopo che la Juve ha deciso di venderlo per fare spazio - in campo e nelle casse - a Cristiano Ronaldo. Ieri il Paratici, è sbarcato in Costa Azzurra per incontrare in gran segreto (e in un luogo riservato) Marina Granovskaia. Il club inglese era impegnato a Nizza per l’amichevole con l’Inter e l’appuntamento è servito per ragionare sui giocatori juventini finiti nel mirino del Chelsea. C’era anche Abramovich, ma il magnate russo avrebbe incontrato solo il nuovo allenatore Sarri. I londinesi puntano uno tra Rugani e Caldara, che il Milan vuole fortemente per cedere Bonucci ai campioni d’Italia, per rinforzare la propria difesa, mentre hanno frenato molto sull’ipotesi di ingaggiare Higuain. Per tre motivi: hanno ancora in organico Morata, non vogliono spendere 60 milioni per un giocatore di 30 anni e tutti gli sforzi economici ora vanno nella direzione di ingaggiare Milinkovic-Savic. Il Chelsea, infatti, avrebbe rotto gli indugi per il centrocampista serbo della Lazio, ma il quadro è in evoluzione e la Juve aspetta di capire che cosa accadrà. Non solo con il Chelsea, visto che i contatti proseguono senza sosta, ma anche con lo stesso Higuain. Il Pipita torna oggi dalle vacanze e domani inizierà ad allenarsi a Torino, insieme a CR7, Dybala, Douglas Costa, Cuadrado e Bentancur. Con il centravanti argentino viaggerà anche il fratello Nicolas, che gli fa da procuratore. C’è da trovare una via d’uscita con la Juve e ragionare sul futuro. Higuain vorrebbe andare in Premier, dopo aver giocato nella Liga e in Serie A, mentre non è molto convinto dell’ipotesi di finire al Milan in prestito (come da proposta rossonera). Per questo chiede una buonuscita alla Juve, mentre al nuovo club - qualunque esso sia - è pronto a chiedere uno stipendio da 8 milioni di euro netti a stagione, visto che con la Juve ha un accordo fino al 2021 con oltre 22 milioni da incassare. Cifre imponenti che fanno riflettere il Milan. Bonucci-Caldara, si tratta. Fonte: La Stampa Topic in aggiornamento...
  23. Medhi Benatia è scatenato. Il difensore marocchino della Juventus è intervenuto con alcuni messaggi via Instagram, diretti ai tifosi della Juventus e ai sostenitori della Nazionale marocchina. Il centrale si è scagliato contro i giornali e ha voluto spiegato il motivo per cui non sta giocando. Ecco le sue parole, nella traduzione de ilBianconero.com: "Ciao a tutti, spero che stiate bene. Intervengo giusto per smentire ancora una volta un articolo che è stato fatto, come al solito, da Lions de l'Atlas (una testata giornalistica marocchina). Sono pazzi. Semplicemente voglio dire che grazie a Dio non sono infortunato, sto molto molto bene. C'e un certificato medico che è stato inviato dal mio club alla Nazionale. Non è assolutamente vero, l'infortunio di cui parlano è tutto frutto di invenzione, come al solito. Chi non deve giocare in nazionale deve farsi constatare l'infortunio dal medico della nazionale, ma, grazie a Dio non è il mio caso, perchè non sono infortunato. Quindi, all'Atlas, smettetela di parlare a vanvera".JUVE - "Per quanto concerne il mio stato di forma, che è ciò che interessa effettivamente, non ho ancora iniziato a giocare dall'inizio della stagione perchè non sono ancora nella mia miglior condizione fisica quindi necessariamente devo lavorare a livello fisico. E' tutto ciò che posso dirvi riguardo al mio stato di salute, ma grazie a Dio non sono infortunato e non c'è un certificato medico che è stato inviato, quindi non inventate cose per favore". Fonte: Il Bianconero.com
  24. E Il giovane Bernardeschi cresce. Nella Juventus e in Nazionale, sempre più al centro della scena. Sereno, motivato, convinto. Disposto persino a cambiare ruolo. Allegri lo prova da interno, una soluzione che potrebbe adottare anche Mancini visto che in Nazionale l’emergenza a centrocampo rischia di mandare in crisi l’Italia. Federico è pronto. A tutto. Soprattutto al salto di qualità. «Lavoro ogni giorno per dimostrare di essere da Juve: non mi ha fatto bene, ma benissimo. Mai mi sono pentito della scelta». Bernardeschi: "Cosa ho capito nella sua esperienza in bianconero? Che la testa conta più delle qualità tecniche. Giocare un minuto vale come farlo per novanta. Devi sempre farti trovare pronto. Il bene comune conta più dell’interesse personale. Un ragazzo pensa che nel momento in cui arriva in una grande il più è fatto. Non è così. È l’inizio di un percorso. Entri in un’altra dimensione e devi essere pronto alla concorrenza. E non solo. Quando hai raggiunto la consapevolezza di quelli che sono i tuoi punti di forza, devi imparare ad allenarli. La Juve è uno dei 5 migliori club d’Europa e se ogni giorno non dai il meglio sei rovinato. Prepararsi a vincere è più importante che farlo. Ronaldo? È un ragazzo eccezionale, ha portato molto alla Juve e lo farà ancora di più con il passare del tempo. È un fenomeno e un professionista esemplare. Un acquisto che non fa bene solo a noi, ma alla serie A, ai tifosi italiani, a tutto il movimento. Non ci sono cose negative. Ronaldo è un tesoro e ogni giorno cerco di rubargli qualcosa senza snaturarmi. È a secco da tre partite? È normale incontrare delle difficoltà quando cambi paese e campionato. Lo è anche se ti chiami Ronaldo. Tra un po’ ci chiederemo quando smetterà di segnare". Fonte: Il Corriere di Torino
  25. Conferme dall'Inghilterra: prosegue il malumore del centrocampista francese che a gennaio vorrebbe giocare insieme a Cristiano Ronaldo TORINO – “Voglio lasciare il Manchester United”. L’indiscrezione lanciata dal Sunday Express riguarda Paul Pogba: il centrocampista francese è ormai da tempo ai ferri corti con i Red Devils e con il suo allenatore, José Mourinho. La rottura sembra essere definitiva e per il tabloid britannico l’ipotesi più concreta, come anticipato da Tuttosport nei giorni scorsi, è il ritorno in bianconero già nella finestra di gennaio per giocare accanto a Cristiano Ronaldo. Le nuove regole Uefa consentono ai calciatori di scendere in campo in Champions con due maglie differenti nel corso dello stesso anno. Ecco perché la trattativa appare più che fattibile. In Inghilterra vanno già oltre e pensano già al possibile successore di Pogba: in cima alla lista dei desideri dei dirigenti del Manchester United ci sarebbe Milinkovic-Savic della Lazio, anche lui seguito dalla Juventus. Tuttosport.com
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