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  1. L’impiego di Sturaro, prima a sinistra e dopo otto minuti a destra, sul binario di Lichsteiner, è una retaggio di un calcio che fu e nel quale crede chi non ha idee fresche, innovative. Tenere in panchina i due “esterni” come Cuadrado e Bernardeschi, poi utilizzati, per schierare il fantasma di Marchisio e quell’indisponente lezioso di Dybala (ottantacinque minuti di nulla!) sono state la conferma di una lettura tattica datata e non attuale. Ancora: Benatia, sulla rovesciata decisiva chiude gli occhi e si ripara la faccia forse temendo che Simi sia un parente di Crozza. Rugani non si assume una responsabilità che è una, passaggio a chi gli sta più vicino, esitazioni, mi ricorda Legrottaglie ma a fine corsa. Ora, direte voi, una catastrofe. Beh, la Juventus sta facendo di tutto per andarle incontro. Allegri ha detto che avrebbe firmato per un +4 alla vigilia della sfida diretta con il Napoli. Ripensi e riguardi il percorso della sua squadra e ammetta di avere sbagliato non soltanto alcune scelte. La superprestazione di Madrid ha mascherato altre partite deludenti come quella di Crotone e comunque risolte dai colpi di qualche artista. La Juventus in testa mi ricorda il mondiale di ciclismo su strada, edizione 1972, Gap: Bitossi, Bitossi, Bitossi… BASSO!! Il Napoli si merita ampiamente questa rimonta e l’eventuale scudetto, lo merita per la caparbietà e la qualità del gioco. La Juventus ha ancora la possibilità non di smentire la critica ma se stessa. Soluzione unica: battere il Napoli. E sembra già un’impresa. Comunque, al posto dei dirigenti juventini, incomincerei le consultazioni esplorative per un nuovo governo. Fonte: Tuttosport
  2. Marotta è sempre attento alle parole e se l’altra sera ha lasciato aperta una seppur minima fessura non è un caso. «Pogba e Morata alla Juve? Non credo ai cavalli di ritorno, però ci sono delle eccezioni. Qui hanno lasciato un ottimo ricordo, ma le valutazioni che hanno raggiunto fanno sì che rappresentino un miraggio. In noi però la fantasia è tanta. Lavoriamo su più fronti, anche su quelli che sono miraggi». Pogba nell’estate 2016 è ritornato per 110 milioni di euro a Old Trafford, da dove quattro anni prima la Juventus lo aveva prelevato a parametro zero. Tanto Marotta e Paratici quanto Raiola conoscono alla perfezione le cifre (13 milioni netti d’ingaggio, che diventano 20 con i diritti d’immagine) e se da un paio di settimane hanno iniziato a ragionare su un eventuale ritorno significa che un Pogba bis non sia impraticabile a prescindere. Il calciomercato è il regno in cui a volte anche l’impossibile diventa possibile. Soprattutto se di mezzo c’è Raiola. Esempio? Zlatan Ibrahimovic nell’estate 2009 si trasferisce dall’Inter al Barcellona per quasi 70 milioni di euro (46 milioni più Eto’o). Nell’agosto successivo succede quello che a molti sembrava un miraggio, Ibra si trasferisce al Milan in prestito con diritto di riscatto fissato a 24 milioni. La formula del prestito (annuale o biennale) sembra l’unica strada percorribile, dal momento che il giocatore dopo due anni è a bilancio del Manchester United per 63 milioni. Sarebbe un’operazione simile a quella condotta per Douglas Costa con il Bayern (subito 6 milioni e riscatto a 40) con cifre più alte. L’ostacolo principale, però, è l’ingaggio del Polpo, più che doppio rispetto a quello di Higuain, il più pagato nella Juventus (7,5 milioni più premi). In questo caso servirebbe grande disponibilità da parte del giocatore. La decisione spetterebbe a Pogba e chi lo conosce bene garantisce sulla sua voglia di rimettersi in gioco e ritornare a splendere come nel periodo juventino. Fonte: Tuttosport
  3. In Calabria si è vista la copia meno brillante di Paulo Dybala, ma se la Juve contro il Crotone non è andata oltre il pareggio non è soltanto per l’argentino. Più che gli attacchi subiti sui social, a cui Paulo da ragazzo intelligente quale è darà il giusto peso, al numero 10 bianconero rosica da matti aver gettato due punti preziosissimi al vento. I giocatori sono i primi a “pesare” le proprie prestazioni al termine della partita e sicuramente Dybala era consapevole di non aver inciso quanto avrebbe voluto. Crotone è già nel dimenticatoio, da ieri tutti i pensieri sono rivolti al big match di domenica contro il Napoli. Dybala sa benissimo che mettere la firma sulla “finale scudetto” non solo farebbe dimenticare la gara dello Scida a tutti, ma molto probabilmente avvicinerebbe la Juventus al settimo scudetto consecutivo. Un traguardo al quale Paulo, numeri alla mano, finora ha dato un contributo importante. Non sarà stato sempre continuo, tra acciacchi e infortuni, ma grazie ai suoi 21 gol a inizio stagione ha mascherato i problemi di rodaggio dei bianconeri e a marzo ha fatto cambiare marcia ai campioni d’Italia. Un gol da tre punti all’ultimo secondo contro la Lazio, una doppietta nel 2-0 all’Udinese, la rete sblocca gara contro il Milan e la tripletta a disinnescare la trappola Benevento. Una magia contro il Napoli lo renderebbe l’uomo scudetto. Dybala lo sa benissimo e in questi giorni farà di tutto per arrivare al top alla sfida contro Mertens e compagni. Fonte: Tuttosport
  4. Con Stephan Lichtsteiner e Kwadwo Asamoah a fine contratto (il ghanese è tentato dall'Inter) il solo rientro di Leonardo Spinazzola non può bastare. Se Mattia De Sciglio è considerato inamovibile, all'ex milanista potrebbe aggiungersi un altro terzino cresciuto nel vivaio rossonero. Si tratta di Matteo Darmian, in uscita dal Manchester United. La pista è calda e nei giorni scorsi lo stesso giocatore ha strizzato l'occhio ai bianconeri. «Fa piacere l'interesse di una grande club come la Juventus». Sull'ex granata c'è anche il Valencia, ma il richiamo dell'Italia e del bianconero sembra a prova di concorrenza. «Non è ancora fatta», ha chiarito Marotta nel pregara di Crotone. I contatti, però, continuano e secondo i ben informati l'ex Toro è il grande favorito. I motivi sono diversi, a partire dalla sua duttilità. Il terzino dell'Italia, proprio come De Sciglio e Spinazzola, è un jolly. Il fatto che tutti e tre possano essere impiegati su entrambe le corsie aiuta non poco nell'eventuale ricerca di un ulteriore innesto.Già, perché tra le ipotesi c'è anche il sacrificio di Alex Sandro, che continua a essere nel mirino di Manchester United e Psg. La partenza del brasiliano non è certa, ma nel caso i bianconeri punteranno su una occasione di alto livello. I nomi in lista sono diversi. Si va dal connazionale Filipe Luis, che ha il contratto in scadenza nel 2019 con l'Atletico Madrid, all'ex romanista Lucas Digne che al Barcellona è chiuso da Jordi Alba. Se Gayà del Valencia è segnalato in ribasso, il suo connazionale Juan Bernat (contratto in scadenza nel 2019 col Bayern) è un nome che potrebbe decollare. Fonte: Tuttosport
  5. Tutti sanno come Higuain sia sotto diffida, basta un cartellino giallo nei prossimi 90’ e tanti saluti al big-match di domenica sera contro il Napoli. Spesso, in situazioni del genere, gli allenatori preferiscono evitare incidenti di percorso, ma quello della Juventus non appartiene a tale categoria: «Diffida o non diffida, non me ne frega niente. Se Gonzalo sta bene, gioca. La partita da vincere è quella di Crotone, per stare a +6». E poi ancor meglio, se tra cinque giorni, si batterà il Napoli: partita sempre particolare per Higuain, l’ex più atteso. In questa stagione l’argentino è stato messo in ombra a livello realizzativo dal connazionale Dybala: 15 gol per il Pipita e 21 per la Joya. E non va a segno dal 14 marzo, nel 2-0 contro l’Atalanta. Da quel giorno, sette partite tra campionato, Champions e Nazionale senza segnare, Higuain si è però fatto sentire, per altri motivi. Per gli assist, per esempio: sei in questa stagione. Per la semplice presenza, poi. Prendete l’ultima trasferta, quella di Benevento. Una partita diventata improvvisamente complicata, dopo il 2-2 dei padroni di casa. Allegri, come sua abitudine, la decide con i cambi. Il primo è Douglas Costa, che fisserà il 4-2 juventino con uno splendido tiro a giro dal limite. Prima, però, c’era stato il rigore per la tripletta di Dybala, rigore provocato da Higuain, undici minuti dopo essere entrato in campo. Il passaggio dai titolari inamovibili di Maurizio Sarri al Napoli al saggio bilancino di Allegri alla Juventus è stato accettato senza discutere. In bianconero le occasioni per scendere in campo e lottare per un obiettivo sono sempre diversificate, il turnover aiuta parecchio. E restare in panchina per 90’ contro la Sampdoria non diventa un problema, tutt’altro, quando ci sono ancora uno scudetto da conquistare e una finale di Coppa Italia da affrontare. Impegni in cui Higuain dovrà essere decisivo, come richiesto da Allegri. Uno spot per la Juventus e uno spot per se stesso. Fonte: Tuttosport
  6. Molto lontano dalle 25 presenze che avrebbero reso obbligatorio il suo riscatto dallo Schalke 04, Benedikt Howedes potrebbe comunque continuare la sua avventura nella Juventus. Il tedesco ha conquistato tutti a cominciare da Allegri, che dopo la partita con la Sampdoria non ha mancato di sottolineare il suo spessore internazionale, ma gli infortuni che gli hanno permesso di giocare appena due partite alimentano ovvi dubbi sulla sua affidabilità. Troppi dubbi per pagare i 13 milioni fissati la scorsa estate, considerando anche che in difesa arriverà Caldara. Davanti a uno sconto molto importante o meglio ancora un rinnovo del prestito, però, la Juventus potrebbe tenere Howedes, prezioso anche per la capacità di giocare su entrambe le fasce. Fonte: Tuttosport
  7. Can: ultimatum scaduto Nessuna risposta dal tedesco dopo 10 giorni. La Juve inizia a muoversi sul piano B Una decina di giorni, quelli indicati il 7 aprile da Beppe Marotta come il tempo necessario a chiudere, bene o male, il tormentone Emre Can, non sono esattamente 10 giorni, quelli trascorsi da quell’ultimatum. Dopo averlo atteso per mesi, la Juventus adesso intensificherà il lavoro sugli altri centrocampisti che ha messo nel mirino. Due su tutti, quelli in testa alla lista dei giocatori che hanno già esperienza internazionale (l’altra lista è quella dei giovani, da Pellegrini a Cristante passando per Barella): Aaron Ramsey e Adrien Rabiot. Giocatori diversi da Emre Can (entrambi più tecnici) e anche tra loro (Ramsey è più offensivo), ma questo non deve sorprendere: il primo requisito a cui Allegri e la Juventus guardano è il valore assoluto dei giocatori, che deve essere il più alto possibile. Fonte: Tuttosport Per l'attacco, Martial e Morata: sono loro i nomi caldi del mercato bianconero in attacco. Giovani, 22 anni il francese e 25 lo spagnolo, capaci di giocare da punta esterna e centravanti e reduci da una stagione non esaltante, soprattutto Martial .Proprio quest’ultimo fattore è quello che rende il francese, come vi raccontiamo da tempo, l’obiettivo primario: Mourinho non crede in lui e considerato anche il contratto in scadenza tra un anno è destinato a lasciare il Manchester United a cifre abbordabili. La Juventus al momento è in vantaggio, ma vista la situazione contrattuale sarà decisiva la volontà del giocatore. Volontà che rappresenterebbe una formalità nel caso di Morata: lo spagnolo la Juventus non l’avrebbe neppure lasciata se il Real Madrid non avesse avuto il diritto di recompra e a Torino tornerebbe più che volentieri. Il contratto lui però ce l’ha fino al 2022 e quindi a essere decisiva sarà la volontà del Chelsea. Fonte: Tuttosport
  8. Gli ultimi intrecci di mercato in casa Juve si concludono sempre alla stessa maniera, nel duello serrato con il Bayern Monaco. E oltre alla telenovela Emre Can, ormai vicina all’ultima puntata, l’altro scontro è su Anthony Martial, il francese dello United che a fine 2015 sembrava destinato a dominare il Continente. L’esplosione attesa non c’è stata, ma a 22 anni è pur sempre concesso un piccolo rallentamento. In ogni caso, adesso Mourinho sembra preferirgli altro, in primis Alexis Sanchez strappato all’Arsenal a gennaio: per questo l’attaccante ex Monaco uscirà dalla parte rossa di Manchestereinteressa tantissimo alla Signora. Ancora giovane, con un talento da innaffiare, rappresenta i profilo perfetto per la svolta verde. Anzi, sarebbe l’ideale per raccogliere l’eredità di Mario Mandzukic, non così sicuro di tenersi il bianconero addosso. L’interesse è noto nell’entourage di Martial e i contatti hanno avuto una accelerata recente, ma c’è di mezzo un alto muro: nonostanteitentativi dei bianconeri, oggi il Bayern sembra avanti. Ha tessuto la tela con anticipo e ha qualche freccia in più oltre alla nota disponibilità economica: offrirebbe al francese una suggestione, sarebbe lui l’erede designato per prendersi le fasce di attacco. Sia quella di proprietà di Robben,sia l’altra intestata a Ribery: Martial è duttile, recita su diversi spartiti e per questo piace da parecchio ai dirigenti bianconeri. Il francese, già vicino alla Juve quando prometteva bene da ragazzino al Lione, ha un contratto che scade nel 2019. Servirà un assegno robusto: dai 50 in su. In Inghilterra guadagna all’incirca 5 milioni a stagione e la cifra non spaventa i bianconeri. Spaventa di più il pressing bavarese, che arriva negli stessi giorni di quello attorno a Emre Can. Il turco, promesso sposo della Signora, sta facendo le ultime valutazioni. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  9. Douglas Costa, nel giro di appena otto mesi, ha silenziato quel mondo malmostoso fatto di critiche precotte, voci contro a prescindere, giudizi dettati dalla fretta e dall’ignoranza dei suoi modi di impartire lezioni di calcio sul campo. Com’è che dicevano? «E’ un anarchico, gioca per fatti suoi. E poi se l’ha scartato il Bayern Monaco...». Eccolo qui, il punto nodale: i bavaresi, dopo una prima tranche da sei milioni incassati l’estate scorsa per il prestito dell’esterno, ne riceveranno altri 40 - peraltro pagabili dalla Juventus in due esercizi - perché non ci sono dubbi sul fatto che il cartellino di Douglas sarà presto di totale proprietà juventina. “Balla” anche un milione di bonus a beneficio dei tedeschi: bonifico già pronto, anche in quel caso, per i numeri sciorinati da un vero e proprio fuoriclasse a prezzo di saldo, giustamente premiato con un contratto da big (6 milioni d’ingaggio più uno di premi). Un top player attorno al quale ruoterà anche la Juve del prossimo futuro. Altro che un sovversivo. Del resto, un “tizio” che si permette di infilare - nel giro di una settimana - un gol da urlo come quello di Benevento, il partitone di Madrid in Champions e i tre-assist-tre vincenti contro la Sampdoria (il primo dei quali pure a freddo dopo 81 secondi) può combinare qualsiasi cosa d’ora in poi. E con, nell’aria, la sensazione sempre più somigliante a una certezza per cui affidando le chiavi bianconere a questo giocoliere di soli 27 anni tutto potrà accadere, a partire dalla prossima Champions. Douglas è lo spaccapartite più decisivo della serie A, con un difettuccio da correggere. L’acrobata verdeoro segna ancora poco rispetto al “mazzo” che si fa: 58 squilli in 357 partite, dal Gremio allo Shakhtar passando per Bayern e Juve. Servirebbero maggiore freddezza e un pizzico di... lato B. Fonte: Tuttosport
  10. Le direttrici seguite dall’ad bianconero e dal ds Paratici sono limpidissime: rinnovare il parco terzini per l’addio di Lichtsteiner e Asamoah (e magari con l’arrivo di un centrale in più qualora Rugani fosse intrigato dalle avance forestiere sul proprio conto), aspettare una risposta da Emre Can per il centrocampo (anche se il tedesco non sarà l’unico innesto nel reparto: occhi sempre aperti su Pellegrini), ringiovanire oppure puntare su un over 30 low cost per l’attacco nel caso Mandzukic saluti la compagnia. Nello specifico, entrando nel capitolo degli scontenti perché poco utilizzati: giusto per non smentirsi, anche ieri Mourinho ha tenuto Martial in panca e per il versatile attaccante dello United (entrato nell’ultima mezz’ora - al posto di Pogba - per assistere al tonfo casalingo dei Red Devils contro il West Bromwich) il futuro a Manchester è sempre più nebuloso. E Darmian? Manco a dirlo, neppure in panchina e il terzino scalpita pur di tornare prima possibile in Italia. L’ex Torino, pur essendo più che adatto a giostrare su entrambe le corsie, sarebbe in partenzal’alter ego di De Sciglio lungo il binario destro, mentre a sinistra il solo Spinazzola (fermo restando che Alex Sandro resta assolutamente in pole fra i giocatori cedibili) non può bastare. E allora ecco che la pista Filipe Luis, a maggio ragione dopo i recenti contatti diretti di Madrid, può riscaldarsi: certo, non è un calciatore di primo pelo, ma il 32enne terzino sinistro brasiliano in scadenza di contratto nel 2019 con l’Atletico Madrid rappresenta il classico profilo “alla Marotta”. Esperto di ordalie europee, non appena il perone fratturato gli darà tregua, il sudamericano tornerà presto sulla ribalta e i buoni uffici di Marotta e Paratici “rischiano” di fare la differenza. Capitolo Emre Can: quella al via oggi può essere la settimana determinante perché il nazionale tedesco in uscita gratis dal Liverpool comunichi la sua decisione facendo capire se nel suo caso prevarranno le ragioni del cuore oppure del portafogli. Fonte: Tuttosport
  11. Cresce l'attesa per la partita di mercoledì tra Crotone e Juventus. Sono rimasti pochissimi tagliandi di Tribuna centrale, per il resto lo stadio “Ezio Scida” sarà gremito in ogni ordine di posto per la totalità della capienza, ovvero 16.108 posti. Crotone che ieri è rimasto a riposo dopo la sconfitta nell’anticipo di sabato a Marassi contro il Genoa. Partita nella quale gli uomini di Zenga hanno disputato un primo tempo al di sotto le aspettative ed una ripresa nella quale avrebbero meritato almeno il pareggio. E proprio da quel secondo tempo l’allenatore dei calabresi vuole ripartire per affrontare i Campioni d’Italia della Juventus. Nel Crotone rientrerà Capuano al centro della difesa dopo il turno di squalifica. Così come dal primo minuto dovrebbe giocare Barberis in cabina di regia a centrocampo con Stoian e il gioiellino di proprietà della Juventus, Rolando Mandragora, ai lati. In attacco potrebbe cambiare qualcosa perché Zenga farà di tutto per recuperare l’infortunato Nalini che a questo punto potrebbe formare il tridente con Ricci e Simy. Da oggi Zenga vuole tutti concentrati sulla Juventus, per questo la squadra si ritroverà a pranzo nella struttura sportiva di Steccato di Cutro, a 30 chilometri da Crotone, dove resterà fino alla gara di mercoledì sera. Fonte: Tuttosport
  12. Buffon 7 (Effetto Madrid: lo Stadium lo acclama e lo elegge leader del partito Juve. Lui risponde con interventi importanti su Quagliarella e Zapata ) Howedes 6,5 Rugani 6 Chiellini 6 Asamaoh 6 Khedira 7 (Maestro del calcio di posizione, nel senso che quasi sempre lo trovi al posto giusto nel momento giusto. Giocatore gps, orienta la squadra) Pjanic 6 Matuidi 6 Cuadrado 6,5 Dybala 5,5 Mandzukic 7 Douglas Costa 8 (L’uomo della svolta è l’ala di una volta, tutta dribbling, accelerazioni e cross. Il perfetto interprete dell’antico detto «passa all’ala«.Regala tre assist e in alcune occasioni sfiora il gol (che avrebbe meritato). Allegri è bravo a non ingarbugliarne troppo i pensieri, lo lascia libero il giusto.) Bentancur 6 Sturaro s.v Allegri 7 La Gazzetta dello Sport Buffon 6,5 Howedes 7,5 (Il retropassaggio che mette Zapata davanti a Buffon sul 3-0 nei minuti di recupero non macchia la sua grande prova. Impeccabile in difesa, per senso dell’anticipo e forza fisica, spinge poco ma quando lo fa segna il 2-0, per giunta dopo aver pure partecipato all’azione) Rugani 6,5 Chiellini 5,5 Asamaoh 6 Khedira 7,5 (Conferma di essere nel miglior momento della stagione: sempre al posto giusto, contrasta e imposta con efficacia e intelligenza. E si regala l’ottavo gol in campionato) Pjanic 6 Matuidi 7 Cuadrado 6,5 Dybala 6 Mandzukic 7 Douglas Costa 8,5 (Trasforma nell’assist per Mandzukic la prima palla che tocca e poi si ripete con Höwedes. Nel frattempo avrebbe potuto segnare di persona, non avesse alzato troppo dopo una fuga in velocità, ma si consola con la tripletta di assist, mandando in gol Khedira dopo essersi bevuto 50 metri di campo e due difensori) Bentancur 6 Sturaro s.v Allegri 7 Tuttosport Il Corriere della Sera La Repubblica La Stampa Libero Il Giornale
  13. Allegri individua in Gonzalo Higuain l’uomo risolutivo per il finale di stagione: un Pipita in grande spolvero può trascinare la Juventus nella leggenda. «A Benevento è stato decisivo quando è entrato - ha sottolineato ieri Allegri -. Da qui alla fine deve essere l’uomo determinante per portarci a vincere lo scudetto». Più che un auspicio, un obbligo, consapevole dei numeri che il Pipita è in grado di sfoderare. Visto il buon stato di forma e dal momento che risulta indispensabile anche quando non segna, il Pipita è chiamato ad essere il grande protagonista, a cominciare da oggi contro la Sampdoria, che ha affrontato 8 volte da quando gioca in Italia, “bucandola” sei volte (dati Opta). Responsabilizzandolo, Allegri lo ha ulteriormente motivato. Se l’anno scorso, nelle ultime sette gare di campionato il Pipita ha segnato “appena” 3 reti (191 minuti la media gol) nelle stagioni precedenti, quando però indossava la casacca azzurra, il suo contributo è stato superiore. E visto che non va in gol dal 14 marzo, c’è da mettere in conto anche la fame del Pipita, che nel derby fraterno con Paulo Dybala per il titolo di capocannoniere bianconero adesso è distanziato di tre reti e vuole a tutti i costi recuperare. L’unico neo è quella diffida che pende sulla sua testa: tra Sampdoria e Crotone non deve incorrere nel cartellino giallo per evitare di saltare proprio la “sua” sfida, il confronto diretto col Napoli, che ha quasi sempre castigato. mostrato in campo.Premesso che la Juventus si è presa meritatamente il vantaggio e che il Napoli sta facendo una stagione pazzesca, per sperare la squadra di Maurizio Sarri non deve mollare la presa, obbligata a vincere anche il 22 aprile a Torino nello scontro diretto. Ma lo sforzo potrebbe non bastare perché lo scudetto, in questo momento, possono perderlo soltanto i bianconeri: ad Allegri servono 18 punti, vale a dire sei vittorie e una sconfitta, per arrivare primo. Fonte: Tuttosport
  14. Sul futuro di Super Mario non ci sono ancora certezze e proprio per questo i campioni d’Italia sono obbligati a ragionare su opzioni diverse in vista della stagione 2018-19. Se resterà a Torino - ovviamente al netto di offerte irrinunciabili per gli altri compagni di reparto - l’unico volto “nuovo” nel reparto avanzato potrebbe essere Marko Pjaca, di rientro dal prestito allo Schalke 04. Il mercato, ora come ora, non si può prevedere e proprio per questo la Juventus sta lavorando su diverse varianti. Per l’eventuale dopo Mandzukic si valutano dei “giovani top” e dei centravanti esperti disposti ad accettare i ruolo di “vice Higuain”. Determinanti saranno i vari incastri delle trattative e soprattutto le opportunità di alto livello in uscita dai top club.Già, la Juventus tiene le antenne dritte sui cosidetti “scontenti” delle big europee e non a caso da un po’ di tempo si sono intensificati i contatti per Anthony Martial, 22enne attaccante del Manchester United. Il francese, già vicino alla Juventus quando era un ragazzino delle giovanili del Lione, ha il contratto che scade nel 2019. Di rinnovo (ci sarebbe una opzione per il 2020) non se ne parla e il motivo è abbastanza chiaro. Martial, con l’arrivo di Alexis Sanchez, è retrocesso nelle gerarchie di José Mourinho. L’entourage dell’ex Monaco e Lione la pensa diversamente e ha cominciato a pianificare una “strategia d’uscita” per l’estate. La Juventus non è l’unica opzione (occhio al Psg), però di sicuro è una di quelle che intriga maggiormente Martial. Il ritorno di Alvaro Morata al momento è più un’idea. L’ex bianconero tornerebbe di corsa alla Juventus, ma il problema sarebbero i costi. Allo studio c’è anche un altro scenario, meno costoso: puntare su un attaccante esperto con meno pretese sia a livello di impiego (essere l’alternativa di Higuain significa dover digerire molta panchina) e sia a livello economico. Se non un parametro zero vero e proprio (Balotelli lo sarebbe, ma non rientra nei piani di Marotta) qualcosa in saldo. Fonte: Tuttosport
  15. «Ho bene in mente la sfida dello scorso anno a Torino, la mia prima allo Stadium: rimasi impressionato, oltre che dalla bellezza dell’impianto, anche dallo show con le luci e la musica: non avevo mai visto prima una cosa simile in uno stadio di calcio. Contro i bianconeri sarà dura, visto che sono sempre la miglior squadra d’Italia. Non posso scordare i primi venticinque minuti in cui ci aggredirono in un modo incredibil. Juventus interessata a me? L’ho letto. L’interessamento di squadre forti fa piacere, significa che sto giocando bene, ma io adesso penso solo alla Sampdoria. Ora non ho in programma di lasciare Genova."Clausola rescissoria di 26 milioni ? E’ un’altra cosa che ho letto, ma di cose contrattuali si occupa mio padre, io penso a giocare, a inseguire l’Europa e ad affrontare una sfida bellissima come quella che ci aspetta con la Juventus». Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Non si placa il dibattito, specie in Italia dove l’eliminazione della Juve a Madrid ha portato un po’ tutti a commentare la questione Var. Lo ha fatto anche Luciano Spalletti: «Sulla tecnologia mi sembra di averlo detto in tutte le salse: secondo me sarà una cosa che verrà usata a livello mondiale perché è giusto. Bravo a chi ha avuto il coraggio di proporlo». Si godono i complimenti Fifa e Figc. A proposito: Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Federcalcio, ha dichiarato: «Il rigore in Real-Juve? Non vogliamo entrare in questi ambiti. L’auspicio, come ha detto Malagò, è quello di vedere la Var in Europa: è una possibilità tecnologica a servizio degli arbitri che quest’anno ha dato dei positivi riscontri nel campionato italiano. Chi non usa parafrasi è Aurelio De Laurentiis, il presidente del Napoli ha spiegato: «Mi sono battuto per la Var in Italia e non capisco perché la tecnologia non possa diventare un modello purealivello internazionale e come, certi poteri forti, possano rinviare la sua introduzione. Il signor Collina mi ha buttato fuori dall’Europa League due anni fa. Pure Agnelli lo ha attaccato? Non lo sapevo». De Laurentiis ha aggiunto: «Gli arbitri non dovrebbero far capo alla Figc, ma alla Lega perché dobbiamo poter dire la nostra, metterci intorno ad un tavolo e discutere: ci troviamo di fronte a situazioni che sono al limite della legalità. Andiamo avanti con la Var: va migliorata, ha bisogno di rodaggio e naturalmente va estesa». Plauso alla tecnologia pure da Walter Mazzarri, tecnico del Torino: «Strumento molto utile, spero sia usato in tutte le competizioni del mondo. È da migliorare, ma necessario. Ben venga la sua introduzione». Chiusura con Sami Khedira, centrocampista della Juve: «Il rigore? Per me all’ultimo minuto devi essere sicuro al 100% che sia fallo. Avrò rivisto le immagini 20 volte e guardando l’arbitro non era sicuro: ha deciso per un penalty che non era così chiaro. La Var? A inizio stagione non n’ero entusiasta: interrompeva il gioco troppe volte, ma ora sta migliorando e può aiutare il calcio a essere più giusto». Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. Da domani al 22 aprile la Juventus dovrà superare tre prove per avvicinarsi al settimo scudetto, quello della leggenda: battere la Sampdoria, l’ultima ad averla sconfitta in campionato (da lì è iniziata una serie di 15 vittorie di fila e 18 risultati utili, con 4 gol subiti), scollinare l’ostacolo Crotone (squadra che lotta per non retrocedere e la storia recente dei bianconeri, vedi Spal, insegna che in queste trasferte si soffre e si possono perdere punti) e poi dare il colpo di grazia al Napoli nello scontro diretto in casa. «È nei momenti difficili che si vede la grandezza di una squadra — è il diktat di Sami Khedira a Sky e Mediaset —. Nei primi due giorni si può essere feriti, ma dal terzo si deve guardare avanti e ritrovare la concentrazione, perché la stagione non è finita. Possiamo fare qualcosa di speciale, perché mai nessuno ha vinto 7 scudetti e 4 Coppe Italia di fila. Ora ci aspetta la Samp, contro cui è arrivata l’ultima sconfitta in campionato, e speriamo sia stata anche l’ultima della stagione». L’obiettivo è conquistare 9 punti in 3 partite, per riuscirci servirà il contributo di tutti, ma in particolare dai 4 cavalieri dell’attacco della Signora: da Mandzukic a Dybala, da Higuain a Douglas Costa, tutti hanno un motivo e uno stimolo personale per voler graffiare all’apice della stagione. Quando vede il bianco Real, Mario Mandzukic torna in modalità centravanti: dalla rovesciata di Cardiff alla doppietta del Bernabeu, dove il croato si è scrollato di dosso la cupezza dell’ultimo periodo ed è tornato gladiatore. Paulo Dybala di sicuro non soffre d’astinenza in campionato: 8 gol nelle ultime 8 e tripletta a Benevento. Il numero 10 ha saltato Madrid per squalifica ed è rimasto a Vinovo a lavorare, insieme a Höwedes e Bentancur.Da oggetto misterioso a innesto prezioso: se qualcuno aveva ancora dei dubbi sull’utilità di Douglas Costa, l’ultima gara di Champions, probabilmente la sua miglior prestazione in bianconero, li ha spazzati via tutti. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  18. In casa Juve oltre agli acquisti si pensa anche le cessioni. Ebbene, ora potrebbe essere il turno di Alex Sandro: acquistato nel 2015 per 26 milioni di euro e in estate potenzialmente vendibile per una cifra superiore al doppio. In passato sono state rifiutate offerte tempo ma il tempo dei “no grazie” potrebbe essere arrivato al termine.Meno propensa a un addio, invece, la Juventus, lo è su Dybala: soltanto nel caso in cui il giocatore si impuntasse e/o qualche big (tendenzialmente Psg o Real Madrid) mettesse sul piatto oltre 150 milioni di euro, allora l’ad Beppe Marotta sarebbe disposto a sedersi ad un tavolo di trattative. Attenzione, infine, alla situazione di Rugani: società e staff tecnico punta no su di lui per il futuro, ma occhio a colpi di scena qualora bussasse qualche club della Premier. Scontato l’addio di Stephan Lichtsteiner: gli scade il contratto e non sarà rinnovato. Prossimo allo svincolo pure Asamoah: c’è anche l’Inter, in lizza, ma la Juventus valuta se si possa strappare un rinnovo a cifre ragionevoli onde evitare di smontare quasi in toto le corsie. Rinnovi pronti e solo da annunciare per Chiellini e Barzagli, mentre Buffon - si sa - è prossimo al ritiro. Infine le questioni Marchisio, Khedira e Mandzukic: tentati da Stati Uniti e Cina, anche se la sfida al Bernabeu ha cementato ulteriormente il gruppo. Fonte: Tuttosport