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Leonardo.

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  1. adesso aspettiamo la panchina d'oro per Ganz
  2. non mi sovrastimerei troppo. Più che altro parlerei sempre a titolo personale.
  3. sicuro che sia stata Aluko a sollevare il polverone? Nell'articolo parla di tante cose. Per quanto riguarda il resto Leo, se ti posso chiamare per nome (ammesso poi sia il tuo nome), possiamo parlarne fino alla notte dei tempi senza venirne a capo. Personalmente non comprendo quale sia la tua definizione di razzismo o come tu lo intenda. E non comprendo esattamente dove, secondo te, finisca la "diffidenza verso il diverso" e inizi la discriminazione. Mi rendo conto che sono concetti enormi, dove dentro ci può stare di tutto. Ma un forum sulla JW sicuramente non è il luogo adatto dove poter argomentare. Ti saluto. si, sei in buona compagnia
  4. no, non ho interpretato quello che voleva dire, ho semplicemente tradotto quello che ha scritto. Ripeto: se avesse detto "Torino fa schifo come città, non posso fare shopping come vorrei, non mi offre niente, Milano o Londra sono10 volte meglio", allora commenteremmo quello. Ma non lo ha detto. E lo evidenziavo. guarda, sull'esperienza personale vissuta da una persona, nera, nè io nè te, possiamo commentare. Sull'esperienza personale vissuta da una persona, nera, che si è sentita oggettivamente discriminata, non possiamo. E nemmeno, in quanto bianchi, possiamo comprenderlo. Bisogna solo metterci un punto, riflettere e cercare di far meglio.
  5. For a while after I arrived I was discovering the city and discovering Italy. I would travel to other cities on my days off and grasp whatever opportunities I could find. I am very curious, I like to go to events, galleries, shops, and there is not as much variety as I would like in Turin. Rimane una sua opinione. Gira l'Italia e le altre città perchè Torino non le offre quello che le piacerebbe. Ha offeso Torino?
  6. penso questo Paolo: ad Aluko il Guardian, conoscendo le sue intenzioni, avrà chiesto di scrivere un pezzo su quella che è stata la sua esperienza italiana. Nello specifico, non dice che a Torino non ci sono abbastanza negozi o musei per le sue esigenze, ma dice che appena arrivata, per un pò, è andata alla scoperta della città e poi alla scoperta dell'Italia e di altre città. E lo ha fatto (girare in altre città), nel suo tempo libero, perchè è molto curiosa e perchè a Torino non ha trovato tutta la varietà che le sarebbe piaciuta. Rimane una sua opinione. Che le vogliamo dire? parlando di campo, non penso sia ventuta a svernare. A fine carriera assolutamente si. Tra l'altro, nell'ultimo anno al Chelsea, tra campionato e Champions, il campo l'ha visto quasi mai. L'anno scorso ha trovato svariate difficoltà, di forma fisica e tattiche. Giocare alta a dx, ad inizio stagione, non l'ha aiutata. Molto meglio quando è stata spostata al centro. Quest'anno, ritornando a giocare alta a dx., la stessa cosa. E' la prima a saperlo e nell'articolo lo ammette con sincerità. Detto ciò, personalmente, giacatrice che per vari motivi, nella sua esperienza italiana, non mi ha mai imperssionato. E su questo sono sulla tua stessa lunghezza d'onda.
  7. http://www.senatoripd.it/bilancio/nannicini-emendamento-manovra-professionismo-donne/ "Esso prevede un robusto incentivo per le società che "stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo", con un’estensione della legge n. 91 del 1981 sul professionismo anche alle donne. Nel caso specifico, le società potranno arrivare ad un accordo con le atlete attraverso un contratto di lavoro sportivo, in modo da prevedere il versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali e assistenziali, entro il limite massimo di 8mila euro su base annua (che corrisponde a un ingaggio lordo di 30mila). Stando a quanto previsto, lo stanziamento citato prevede 4 milioni per il 2020 e 8 milioni per le restanti due stagioni".
  8. e sempre per continuare la discussione, Giannantonio ci fa sapere che: Giornalisti ed esperti di calcio di 90 paesi in tutto il mondo hanno votato per il premio di miglior portiere donna dell’anno “IFFHS Award - The World’s Best Woman Goalkeeper 2019” In Top 10 troviamo anche Laura Giuliani, numero 1 della Juventus e della nazionale che a suon di parate e prestazioni sempre più convincenti in bianconero e in azzurro si è classificata precisamente al nono posto. A vincere è stata l’olandese Sari Van Veenendaal davanti a Sarah Bouhaddi e alla campionessa del mondo Alyssa Naeher. Ecco la classifica completa delle prime 10 Ranking - Name - Country - Club - Points 1 Sari VAN VEENENDAAL - Netherlands - FC Arsenal/Atlético Madrid - 185 2 Sarah BOUHADDI - France - Olympique Lyonnais - 92 3 Alyssa NAEHER - USA - RS Chicago - 82 4 Hedvig LINDAHL - Sweden - FC Chelsea/VFL Wolfsburg - 52 5 Christiane ENDLER - Chile - Paris SG - 42 6 Sandra PANOS - Spain - FC Barcelona - 23 7 Almuth SCHULT - Germany - VFL Wolfsburg -22 8 BARBARA Brazil Kindermann 21 9 Laura GIULIANI - Italy - FC Juventus - 20 10 Karen BARDSLEY - England - FC Manchester City -18 Giannantonio Romaniello ( TUTTO CALCIO FEMMINILE )
  9. certo Roberta, è tanto anche che ne discutiamo. I temi sono quelli. Ora, mettiamo da parte per un momento le promesse che Gravina ha fatto nel post mondiale. Sono lì, ognuno può trarre le proprie conclusioni. Ma il punto vero, e ne discutevamo già quest'estate, è secondo me, proprio quello. Il diritto delle atlete a rivendicare uno status che oggi latita. Si parta da qui. Altra urgenza poi: rivedere i paletti economici. Dare alle società la possibilità di iniziare ad essere competitive sul mercato. Il tutto prima dell'approdo al professionismo, se mai ci sarà. Poi, lo chiamassero come vogliono, professionismo, semi professionismo, un quarto di professionismo, dilettantismo pro, non mi interessa. Si crei un sistema, chiaramente sostenibile, che possa permettere alle società di mantenere in organico le proprie atlete top, senza il timore di poterle perdere in qualsiasi momento dell'anno. Proprio perchè dilettanti. Tutto cio per quanto mi riguarda. (28/11/2019) "Non è più concepibile che non ci siano sport di squadra professioniste al femminile in Italia. L’emendamento a prima firma del Sen. Nannicini vuole creare il giusto compromesso tra le tutele delle atlete e la sostenibilità del sistema, per velocizzare il passaggio al professionismo". Questo l'intervento del Vicepresidente dell'AIC Umberto Calcagno, presente ieri in Senato dove è stato presentato l'emendamento del Senatore del partito democratico Tommaso Nannicini per la decontribuzione totale per tre anni alle societá delle Federazioni che decideranno l'accesso al professionismo per le atlete. Come riporta l'Associazione Italiana Calciatori, alla conferenza stampa dove sono stati spiegati i motivi e le ragioni dell'intervento normativo, sono intervenute e hanno dato il loro sostegno in video alcune delle più note calciatrici italiane. Da Sara Gama capitana della nazionale italiana a Marta Carissimi, Barbara Bonansea, Martina Rosucci, Chiara Marchitelli, Alia Guagni, Alice Parisi, Valentina Cernoia, Benedetta Glionna, Manuela Giugliano, Regina Baresi, Daniela Sabatino. Per tutte le calciatrici è arrivato il momento che, anche in Italia, si acceda al professionismo per le atlete garantendo a tutte diritti e tutele così come per i colleghi uomini. Una giornata importante quella di ieri per il calcio femminile italiano. Il senatore Tommaso Nannicini e la senatrice Susy Matrisciano hanno presentato infatti l’emendamento alla Legge di Bilancio 2020 per agevolare società e federazioni per il passaggio al professionismo delle donne sportive. Hanno partecipato presso la Sala Isma del Senato della Repubblica, anche Umberto Calcagno (Vicepresidente Associazione Italiana Calciatori) ed Elisa Bartoli, capitana della AS Roma femminile. Insieme a loro era presente anche Katia Serra (responsabile settore femminile AIC), con la quale noi di Tutto Calcio Femminile abbiamo avuto il piacere di parlare. Alla Serra abbiamo chiesto che valore dà a questo significativo evento. Queste le sue parole: "Il valore della giornata di ieri è storico, è la prima volta che viene presentato un emendamento con tali caratteristiche nella legge di bilancio. E’ stato pensato con tecnicismi basati su conteggi reali, finalizzato alla sostenibilità, incentrato sulla tutela dell’intero sistema sportivo femminile. L’auspicio è che venga approvato (lo scopriremo a fine 2019), che sia recepito dalla FIGC come un'opportunità da sostenere per continuare nel processo di crescita del calcio femminile, che sia cavalcato per costruire le tipiche tutele del mondo lavorativo indispensabili per alimentare il vertice. C’è la consapevolezza che siamo solo all’inizio del percorso, e la determinazione di tutte le calciatrici a vederlo concretizzato, per dare alle bambine la possibilità di scegliere di giocare a calcio come mestiere. I tempi sono maturi per affrontare la tematica con responsabilità e lungimiranza". Redazione TCF ecco, appunto...
  10. Leonardo.

    Il dopo Aluko per la Juventus Women

    dì la verità: vuoi scatenare una guerra di religione...
  11. certo Roberta, è tanto anche che ne discutiamo. I temi sono quelli. Ora, mettiamo da parte per un momento le promesse che Gravina ha fatto nel post mondiale. Sono lì, ognuno può trarre le proprie conclusioni. Ma il punto vero, e ne discutevamo già quest'estate, è secondo me, proprio quello. Il diritto delle atlete a rivendicare uno status che oggi latita. Si parta da qui. Altra urgenza poi: rivedere i paletti economici. Dare alle società la possibilità di iniziare ad essere competitive sul mercato. Il tutto prima dell'approdo al professionismo, se mai ci sarà. Poi, lo chiamassero come vogliono, professionismo, semi professionismo, un quarto di professionismo, dilettantismo pro, non mi interessa. Si crei un sistema, chiaramente sostenibile, che possa permettere alle società di mantenere in organico le proprie atlete top, senza il timore di poterle perdere in qualsiasi momento dell'anno. Proprio perchè dilettanti. Tutto cio per quanto mi riguarda.
  12. Scusa ma la reazione mi parte in automatico  non volevo osare tanto...
  13. speriamo proprio di no. Nel dopo mondiale ci sono state promesse da parte di Gravina.
  14. più dei 30mila annui che, in quanto dilettante, puoi concedere. Guarda Groenen.
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