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ERNESTOANTONI1973

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    UTENTE BALENGO

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    Juventus
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  1. Intervista, tra l'altro, godibilissima e piena di spunti di conversazione (per chi li vuole cogliere). Per chi invece si aspetta stiamo trattando X-Y-Z...meglio si rivolga ad altri lidi...
  2. ERNESTOANTONI1973

    Grazie Federico

    La chitarra per cosa sta? Tipo, datti alla musica?
  3. ERNESTOANTONI1973

    Grazie Alvaro

    Con un costo del cartellino ed un contratto da panchinaro, ci può stare nella Juventus.
  4. Le interpretazioni delle parole del presidente sui kpi parlano di offerta da 12 milioni complessivi, almeno.
  5. Purtroppo, è il mondo ad essere cambiato. E con esso, il mondo del calcio. Abbiamo tutti dentro il romanticismo del calcio di Boniperti, ma oggi se alle vittorie non unisci una adeguata crescita dei ricavi, hai un modello non sostenibile nel tempo. La sfida è vincere, crescere nei ricavi e, allo stesso tempo, non perdere la propria identità. Cosa che la Juventus sta riuscendo a fare perché è l'unica società che mi viene in mente ad essere proprietà della stessa famiglia della stessa città da un Secolo. L'identità sta lì.
  6. Ok, dalla tua acida ed esagerata risposta ad un messaggio alquanto sereno ed educato, deduco che le tue non siano opinioni basate su analisi di fatti oggettivi, ma semplice ginnastica delle dita.
  7. Buongiorno Arrivabene, dove sta andando la nuova Juventus? «Non c’è una nuova Juventus, c’è la Juventus che come obiettivo ha la continuità a mantenere una squadra ad altissimi livelli e mirare ad altissimi traguardi. Non starò a ripetere la famosa frase di Boniperti sul fatto che “vincere è l’unica cosa che conta”, ma l’obiettivo è sempre quello. Stiamo progettando una Juventus che parta dal calcio, perché rimane il nostro cuore pulsante, ma che si allarghi in altre dimensioni. Io credo che il marchio Juventus abbia enormi potenzialità e che possiamo andare oltre i confini italiani, facendoci scoprire altre aree di business da sfruttare. Ovviamente tutto parte da una squadra vincente o competitiva ad alti livelli, senza di quella fai molta fatica. Ma abbiamo la fortuna di partire da un posizionamento in Italia e in Europa che ci consente di andare oltre il concetto di club di calcio e diventare una global company». (…) Come siete messi con Pogba? «Gli stiamo parlando e le cose si stanno evolvendo molto, molto bene». Ecco, com’è nata l’operazione? «Esiste quella riunione di cui ho parlato. In quella riunione sono stati portati determinati nomi, alcuni dei quali arrivano come quello di Vlahovic. Apri una porta, lanci un nome, tutti ti guardano come se fossi matto e poi, piano piano, la macchina si avvia e costruisci l’operazione. Così è nato Pogba. Da una domanda: “Ma perché non prendiamo Pogba?”. Attenzione, l’idea non basta: l’idea è solo una provocazione, poi bisogna metterla in pratica. Devi sempre capire se quella provocazione ha i numeri per la messa a terra, la sostenibilità di cui si parlava prima. Se i numeri “quagliano”, devi portare l’operazione in Consiglio d’amministrazione e non puoi presentarti senza numeri che abbiano una logica, se parliamo di giocatori importanti, naturalmente». (…) E con Dybala come è andata? «Hanno influito anche questi discorsi. C’era stato un accordo, poi c’è stato l’aumento di capitale, ci siamo tutti presi una pausa, di cui i procuratori erano informati e d’accordo, per effettuare valutazioni all’interno del Consiglio di amministrazione. Ci siamo rincontrati e abbiamo detto che i termini erano cambiati, perché volevamo muoverci in maniera diversa. Per cui da un contratto quadriennale a certe cifre, che vorrei evitare di citare per evitare ulteriori polemiche, siamo passati a un’altra strategia. Anche perché tutti sanno chi è arrivato a gennaio, no? Ma questo non ha compromesso i rapporti, non c’è stata nessuna guerra fra noi e Dybala. Dopo la decisione ci siamo sempre salutati cordialmente al centro sportivo. Diciamo che c’è stata una decisione senza se e senza ma su questa vicenda e l’abbiamo messa in atto. Mi auguro che Dybala trovi la squadra e le soddisfazioni che merita. Dal nostro punto di vista le cose hanno un inizio e una fine. Ribadisco: la Juventus è sopra tutto. Ci sono giocatori che hanno lasciato un’impronta profonda, ma il marchio Juventus è sempre più importante». (…) Parliamo di De Ligt: tutti hanno un prezzo o ci sono gli incedibili? «Torniamo a parlare di giocatori che seguono i consigli dei procuratori o dei colleghi invece che della società. Oggi è impossibile trattenere un giocatore che se ne vuole andare. Ma è sempre una questione di numeri, non è che se uno vuole andare via gli rispondi: prego, accomodati. È difficile trattenere un giocatore, però dal tavolo della trattativa bisogna alzarsi tutti e tre soddisfatti. E vale sempre l’articolo quinto: chi ha i soldi ha vinto».
  8. Mi piacerebbe capire quali sarebbero gli elementi oggettivi per cui ti parrebbe l'esatto contrario, dato che lo stesso AD dice "Il silenzio mediatico è una scelta societaria". In soldoni, lui dice che i giornali non sanno un'emerita favaa, ma tu e altri riempite pagine del forum dicendo che il mercato vi pare improvvisato, Ripeto, su quali basi oggettive?
  9. Scusa, ma la tua interpretazione non è corretta. "Operazione nata anche per sfruttare il lato commerciale oltre che quello tecnico." Diche che lo abbiamo preso per motivi tecnici cui si sommano anche motivi commerciali. Mi sembra abbastanza diverso.
  10. Le foto fotoshoppate.... Grande giocatore comunque. La cattiveria con cui attaccava l'area di rigore era impagabile. Ora, la usa per attaccare le costine sulla griglia...
  11. Chi critica Higuain giocatore, non lo ha mai visto dal vivo. Certo, poco professionale e senza testa, però le qualità fisiche e tecniche che aveva ne potevano fare uno dei più forti centravanti di tutti i tempi.
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