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juvena

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  1. hai ragione, solitamente concordiamo. Ma è bello avere anche idee diverse e discuterne senza dover portare avanti guerre di religione! Ad ogni modo, per me, non era questione di modulo perché per quanto ultimamente abbia tolto un difensore, i principi del suo gioco rimangono gli stessi: gli esterni o i terzini sul fondo, le mezze punte tra le linee, una mezzala che riempia l'area e l'altra di governo magari insieme al regista, la ricerca della manovra già dalle retrovie e così via. D'altronde Zironelli è un tecnico molto apprezzato per la categoria tanto da destare l'intesse di squadre di livello superiore. Inoltre, leggendo la tesi di Pierluigi Petritola, si evince chiaramente l'esigenza dei dirigenti bianconeri di dare sin da subito una identità precisa alla Juventus U23: il rischio sarebbe stato, altrimenti, lasciar percepire l'esperienza come un ulteriore step della piramide giovanile e non come calcio vero. Ciò detto, se non per impostare una partita - e non un campionato - di possesso, nemmeno a me piace giocare con tre centrali perché tendenzialmente perdi un uomo tra le linee, cosa che, invece, ricercherei.
  2. Sì, hanno giocato a quattro ed è così da un po' di tempo ormai, ad eccezione della gara di una settimana fa contro il Pontedera: in quell'occasione siam tornati ai tre difensori centrali ma avevamo solo due mediani disponibili. Comunque, per me, non è mai stata questione di moduli.
  3. Toure e Muratore sembra abbiano il compito di schermare la difesa mentre Nicolussi Caviglia è a supporto di Bunino, insieme con Zanimacchia e Mavididi che stanno agendo larghi sulle fasce.
  4. Aleña è l'esempio tipico di come funziona una seconda squadra: aggregato alla prima già dall'anno scorso giocando in Copa del Rey e in Segunda Division; a 17\18 anni giocava in Youth League e in Segunda B. Quando saremo a regime anche la nostra seconda squadra ospiterà i primavera.
  5. Esattamente. In u23 servirebbe come il pane e in prima squadra siam sempre corti. Emmanuello tarda a raggiungere la condizione e Fernandes ne avrà ancora per un po’. Non parlo di consegnargli i galloni da titolare ma di inserirlo nelle rotazioni della seconda squadra. P.S.: capisco che la primavera di Baldini sia sempre presentata con un 4-3-3 ma Fagioli ha determinate caratteristiche e quelle gli si chiede di porre in essere in primavera, in u23 ed eventualmente in prima squadra; non è che con Baldini faccia l’ala: il fondo se lo guadagnano Bandeira ed Anzolin.
  6. Magari con l’acquisto di Sene qualche esterno farà spazio e partirà oppure Fagioli sarà aggregato alle squadre “superiori” in pianta stabile? Speriamo bene.
  7. Devo dire che concordo con te: Tripaldelli ha sempre avuto un impatto maggiore dei primi due ma anche di Rogerio che, però, gioca comunque titolare in A. Beruatto ha dalla sua la duttilità e l'intelligenza tattica; Zappa, invece, da ex trequartista, lo spunto. Ad ogni modo, possono piacere o meno ma son sempre asset della società e laddove non riesca a costruire un giocatore buono per la prima squadra, un'azienda ha l'obbligo di costruire un giocatore buono per il bilancio. Dopodiché, vedremo.
  8. Indipendentemente da opinioni e valutazioni, gli esterni destri sarebbero Di Pardo e Morelli con Zanimacchia provato in un paio di occasioni; Masciangelo - credo - andrebbe a sostituire uno tra Beruatto e Zappa.
  9. Finalmente l'esordio di Lucas Rosa!
  10. Io non la trovo così insensata come soluzione: per quanto "sicuramente usurato", Caceres conosce bene il contesto e non pagherebbe l'ambientamento al campionato o al peso della maglia. E, d'altronde, pare quest'anno non aver sofferto di grossi infortuni. Romagna continua il suo percorso per come pensato e stabilito. Questo a gennaio. A luglio, invece, spero in un reparto con le conferme di Chiellini, Bonucci e Rugani, completato da un giocatore di esperienza e sicuro affidamento e dal rientro di Romagna. Purtroppo, il nostro Filippo è ancora un po' lontano dalle 100 partite nel professionismo ed è plausibile pensare ad un rientro ancora posticipato all'anno successivo.
  11. Correggere per correggere... l'esempio portato è simpatico ma certamente non calzante: la C non è la cover band della A e Tavano non scimmiotta Ronaldo. La serie C è calcio vero, reale e vivente. Riconoscerlo è questione attinente alla persona. La domanda che poni, invece, è davvero interessante. E' quesito che dovrebbe sollecitare la dirigenza competente: ovviamente, io non ho la soluzione. Ma è chiaro che la problematica sia di sistema; una visione miope, limitata alla individuale Serie, non porterà soluzioni definitive: (immagino che già partire dal nome debba avere anche solo una relativa importanza: Football League One, Segunda B, Championnat National; tutti nomi che non lasciano trasparire la sussistenza di due categorie superiori. Noi ci allineiamo, piuttosto, alla 3. Liga tedesca. Dopodiché, quando la nostra C è stata rinominata Lega Pro, non ha comunque avuto risalto.) Mi ripeto: il numero di società professionistiche va sicuramente ridotto, è imprescindibile. Ciò detto, saremmo a metà strada: una società di C che all'anno deve 10 e ricava 5, per quanto storica o virtuosa, è solo questione di tempo, diverrà inadempiente. Sono estremamente convinto che la riforma debba essere di sistema per definire l'organigramma, a livello contenutistico, e il regime giuridico, a livello strutturale. (Quest'anno la serie D presenta grandi piazze come Bari, Modena, Cesena, Avellino, Modena oltre a Messina, Latina e potrei dimenticarne altre. Alcune anche con proprietà solide alle spalle. Il campionato comunque non ha risalto perché strutturalmente non è una priorità del sistema: se il prodotto serie A fatica ad affermarsi, è chiaro che il prodotto serie D venga trascurato. Quest'anno è una bella serie D, l'anno prossimo?)
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