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Dario il grande

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  1. Si fa riferimento al concetto globale e continuativo, non ha una gara giocata in altro modo per possibili altre esigenze. La Roma pur avendo delle lacune specie nella retroguardia, appena cacciato il furbo Dinosauro mangia soldi che aveva in panca, ha iniziato ad esprimersi meglio, adottando pur nei suoi limiti, un sistema di gioco dinamico e ben distante dalla staticità precedente; difatti è prontamente risalita in classifica.
  2. Serve un allenatore in grado di comprendere che il calcio è cambiato rispetto ad una decina d'anni fa, oggi non basta più il possedere un giocatore d'attacco o meglio una punta in grado di inventarsi le reti di propria iniziativa (i Baggio, i Del Piero, I Tevez, i Ronaldo; non esistono più); di questa tipologia a livello internazionale ne sono rimasti solamente un paio (Mbappe e Vinicius J.). Oggi il calcio è fatto di dinamismo assoluto espresso da tutto il collettivo di squadra, manovra rapida a tutto campo e per tutto l'arco di una gara; pertanto o ci si adegua a questo concetto, oppure si guarderanno gli altri dominare e vincere, cavolo da noi era arrivato a farlo il solo Conte, altrove quì in Italia, i vari Gasperini, poi Spalletti, dopo ci è arrivato pure Inzaghi e ultimamente l'ha capito pure De Rossi e mai possibile che solamente da noi si perseveri a seguire un sistema che non funziona più nel calcio attuale.
  3. Non troppo tempo fa avevo letto da qualche parte (non leggo quotidiani sportivi) che il valore patrimoniale della società Inter è di circa 600 milioni.
  4. Quindi il trucco consiste nel fare debiti continui con finanziarie estere, sempre disponibili a garantire tanto poi i soldi rientrano per altre vie (altrimenti non si spiega). A questo punto facciano tutti così, specie le società più piccole, sempre con il timore di sparire dal mondo del calcio o comunque di fallire. Vorrei conoscere che ne pensano Gravina e Ceferin e i loro intimi protetti (o debbo pensare male di loro, quindi che siano parte integrata di quel sistema).
  5. Rodriguez a parametro zero potrebbe essere una soluzione interessante. Il giovane Samardzic lo ho visto giocare alcune volte, a livello tecnico è piuttosto bravo e nel Udinese è decisamente sprecato dal momento che la squadra dialoga esclusivamente sulla fisicità e non sulla tecnica; dovesse partire Rabiot, il ragazzo Serbo sarebbe il suo logico sostituto e a livello prettamente tecnico non lo farebbe rimpiangere. Pare molto valido pure Sudakov, pure lui tecnico, rapido e piuttosto offensivo; gli altri non li ho mai visti giocare.
  6. A quanto pare basta portare il debito al di fuori della società e va tutto bene, anzi si può fare ciò che si vuole e rimanere impuniti, anzi controllare le altre società e penalizzare specie quella in grado di essere fortemente concorrenziale.
  7. Il TAR del Lazio equivale alla combriccola FIGC, UEFA, AIA e compagnia. Chi gestisce e controlla i servizi telefonici, può fare ciò che vuole e manipolare qualsiasi intercettazione a proprio uso e consumo; giungendo facilmente all'arma del ricatto e del favore a proprio torna conto.
  8. La maglia della Juve la voglio nella sua livrea storica, ossia bianconera a strisce verticali di eguale misura e non sciocche bordurine multicolorate. Per le gare in trasferta, per esigenze si similarita', si adotti un completo bianco, oppure nero ed eventualmente il giallo per per eventualita' di carattere televisivo
  9. Nel preciso momento che specie dalla Premier, ma pure dalla Liga, previo pressante suggerimento delle grandi banche d'affari internazionali, concorderanno che la Superlega è necessaria alla salvaguardia dei grandi interessi finanziari collegati al calcio professionistico d'alto livello; i tre Pifferai spariranno dalla scena zitti e buoni con il codino tra le gambe e ho la sensazione che non manchi molto ache tale evento si realizzi.
  10. Moratti insieme ad altri suoi sostenitori e personaggi di alto rilievo presenti nel mondo Inter (ma non solo dal momento che ha avuto notevoli alleati pure dall'altra sponda Milanese) è stato l'ideatore dell'intero raggiro nei nostri confronti. Ci sono stati evidenti presenze di corruzione sia nei confronti di elementi interni al mondo calcistico ma ancora di più a quelli esterni ad esso, intercettazioni fuori legge portate a termine da strutture private in sinergia con quelle pubbliche il tutto ammesso e permesso per ragioni di quiete politica; dal momento che il tutto poi è avvenuto a senso unico, mentre ad esserne direttamente coinvolte sono state le maggiori società del calcio Italiano, ma guarda caso eccetto una; quella che aveva pianificato il tutto, usando a proprio comodo pure la faccia, forse ingenua, di qualche suo primo, al tempo, noto rappresentante. Moggi ha ragione.
  11. Probabilmente fanno bene, tanto è chiaro che pur evidenziando delle ragioni a nostro pro, poi alla fine non restituirebbero il mal tolto e nemmeno andrebbero ad approfondire in merito a quella che rimane una autentica associazione a delinquere Milanese e i loro emissari distribuiti tra pubblico e privato, con qualche legame nelle alte sfere. Noi avevamo vinto sul campo e non grazie a carte false e prove inventate per raggiungere il loro scopo.
  12. L'attuale calendario è stato stilato in maniera di agevolare l'inter, ossia fare in modo che riescano a racimolare facilmente più punti possibili prima degli incontri di Champions League, quindi di sostenerli pure nella corsa allo scudetto. Arrivare alle partite di Champions con un ampio margine di vantaggio, permettere poi di rimanere più rilassanti e di stancarsi meno. La FIGC è filo interista da sempre e dal 2006 in poi hanno completa libertà di azione, ora più che mai dopo i nostri nove anni al vertice del campionato, intendono vendicarsi e i fatti concreti accaduti recentemente lo stanno a testimoniare.
  13. Il calcio estivo offre sempre indicazioni contradditorie, specie alle prime uscite e per motivi già noti, tipo muscolatura imballata, carenza di ritmo partita, ricerca di amalgama specie con i nuovi elementi,ecc. Pertanto ci sarà da pazientare ancora un poco auspicando che qualche ulteriore necessario innesto arrivi in tempi brevissimi.
  14. Bravo il nostro carissimo Allegri, lui ha visto un Alex Sandro tornato ai suoi livelli, io in verita' ho visto un giocatore che arranca per il campo e spesso combina delle mega frittate. Poi ho visto una squadra di grande blasone schierata con un 4-5-1 da provinciale in estrema lotta per la salvezza; infine ho visto giocatori quasi sempre in ritardo in apertura o in chiusura delle diagonali, nessuna idea, nessuna fantasia calcistica eccetto l'assist di petto all'ultimo secondo compiuto da un giocatore ida 6 milioni di stipendio netto a stagione.
  15. Ogni cosa nella vita richiede una sua tempistica di apprendimento e questo vale pure per il calcio, ma se alla Juve attuale qualcuno ha deciso di giocare alle scommesse tra amici, poi non si venga a piagnucolare se le cose non stanno andando per il verso giusto e peggio: si persevera a non voler vedere e rimediare con drastica prontezza.
  16. Mi sarebbe piaciuta una maglia bianco cerchiata con una doppia fascia nera e un grande scudetto tricolore posto centralmente, calzoncini neri e calzettoni bianchi.
  17. Sarri ha ragione, mezza squadra non segue le sue indicazioni, non corrono, sbagliano gli appoggi più semplici, nessuno cerca la profondità; questo significa che di base non tutti sono quei mega professionisti che ci siamo illusi di avere; erano abituati al poggia piano che tanto si vince comunque, mentre la realtà dimostra che non appena trovano una squadra che corre e tiene elevato il ritmo, vanno in grave difficoltà.
  18. Allegri è l'allenatore plurivincitore della attuale Juve. Sto Adani non so chi sia, anche perché calcisticamente sconosciuto.
  19. La società fa benissimo a prolungare i tempi di recupero di Douglas Costa, giocatore che se completamente integro può essere la chiave per raggiungere il grande obbiettivo finale; quindi troppo prezioso per rischiare possibili ricadute.
  20. Una curiosità: Come mai dagli oltre 7700 contatti e dal grado di capitano sono stato retrocesso a  soli 994 con il grado di Primavera? :)

  21. A Szczesny va dato il grande merito di avere scelto benissimo il tempo dell'uscita, comunque senza togliere alcun merito a questo portiere che già ritengo un grande del prossimo imminente futuro della Juve; il tanto discusso Schick, ha commesso un errore madornale visto che era libero di provare sia il colpo sotto che il dribbling sul portiere; tra l'altro in quel frangente non c'era la pressione del difensore su di lui.
  22. Indubbiamente è un giocatore di qualità, tecnica e classe non gli difettano, è ancora giovane, pertanto con margini di ulteriore maturazione e miglioramento, possiede tuti gli ingredienti per diventare un grande e senza inutili paragoni, ogni grande del calcio ha sempre brillato di luce propria; la 10 gliela darei quale pegno di fiducia e sprone a dare sempre il meglio. Non pretendiamo fin da subito mari e monti, perché giocare nella Juve non è semplice come farlo in una provinciale, ci vuole del tempo per capire i meccanismi di una grande; ma ho la sensazione che non ci deluderà.
  23. Per l'ennesima volta ripeto. Una squadra di calcio, specie se di alto livello, deve saper giocare con più moduli, cioè essendo in grado di modificarli anche più volte a partita in corso di seguito a diverse disposizioni tattiche, motivate da sopraggiunte esigenze proprie o da varianti tattiche derivanti dal modo di giocare degli avversari. Un modulo base o di partenza, viene scelto in base alle caratteristiche tecniche, fisiche ma anche caratteriali degli elementi a disposizione nella rosa di prima squadra, ed essendo tutti professionisti di qualità questi devono sapersi adattare ai dettami tecnici pretesi dall'allenatore. La Juve attualmente pratica un modulo di base reso visibile unicamente dai giornalisti, poiché il 4-2-3-1 è tale solo teoricamente, mentre in pratica stiamo giocando da un bel pezzo con un più contenuto 4-4-1-1.
  24. La scelta del modulo fondamentalmente dipende da due cose. 1) la mentalità psico-caratteriale e conseguentemente tecnico-tattica dell'allenatore. 2) le caratteristiche tecnico-tattiche e agonistiche dei giocatori a disposizione. Di base un calciatore professionista deve saper interpretare qualsiasi modulo e assimilarlo all'istante, nel preciso momento che il tecnico ne impone una variante.
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