Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Sergione

Utenti
  • Numero contenuti

    1.900
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni con più "mi piace"

    3

Tutti i contenuti di Sergione

  1. Con l'esordio contro l'Albania, Andrea Cambiaso ha realizzato un sogno o almeno la prima parte dello stesso. L'esterno in una sola stagione ha conquistato il posto da titolare alla Juventus e, grazie alle buone prestazioni e alla capacità di giocare in più ruoli, ha ricevuto la fiducia del ct Spalletti per rappresentare l'Italia a Euro 2024. "Se tre anni fa mi avessero detto che sarei stato qui, non ci avrei mai creduto. Sicuramente è stata una bella scalata, frutto di tanto lavoro". Una convocazione agognata, ma mai del tutto certa fino alla chiamata di Spalletti: "Ho sempre sperato, non c'è stato giorno in cui però ci ho creduto davvero. Facevo finta di niente - ha commentato ai canali Uefa l'esterno azzurro -. Ho coltivato la speranza alla Juventus, è stata una grande emozione entrare nei 26 e sono molto felice". L'esordio è stato vincente nel 2-1 contro l'Albania: "L'unico rammarico è non averla chiusa prima, ma c'è stata una grande reazione considerando atmosfera e gol subito dopo pochi secondi. Abbiamo dimostrato di essere una grandissima squadra". Ora la Spagna: "Sarà una bellissima partita contro una delle nazionali favorite per la vittoria, ma noi dobbiamo difendere il titolo. Da squadra ce la giocheremo". Spalletti ha detto di apprezzare Cambiaso per il modo di lavorare e per la versatilità: "Cerco di adattarmi in tutti i ruoli. Il mister mi ha chiesto di tenere la posizione e il palleggio in un momento delicato del match" Sportmediaset
  2. L'ex allenatore, intervistato dal direttore di 'Tuttosport' Guido Vaciago in occasione del Festival Serie A a Parma, ha fatto la sua scelta. Lippi ha infatti confessato di preferire il trionfo del 1996 a Roma sulla panchina della Juventus, rispetto a quello ottenuto dieci anni dopo a Berlino con la Nazionale: "Se è stata più bella la vittoria a Roma del '96 o Berlino 2006? È stata più bella la prima, perché l'altra è avvenuta 10 anni dopo, 10 anni di grandi successi, in cui abbiamo vinto 5 scudetti, 4 finali di Champions League e tutto quello che c'era da vincere lo avevamo vinto, perciò c'era la consapevolezza di aver raggiunto livelli di squadra molto importante. Poi arriva la Nazionale, diventi campione del mondo, che è fantastico, però viene dopo 10 anni di grandi successi, perciò penso sia stata più importante la prima", ha spiegato L'allenatore viareggino ha poi rivelato cosa si provi nel guidare una squadra come la Juventus: "La maglia della Juve è pesante sì, però, contemporaneamente alla pesantezza della maglia e delle responsabilità c'è anche la soddisfazione che hai a rappresentare una delle società più importanti del mondo. Quando succede questo e riesci a fare subito buoni risultati allora è molto bello" Goal
  3. Nel corso di un'intervista a TalkSport, Alessandro Del Piero ha parlato del suo rapporto con la Juventus di cui è stato leader, capitano e leggenda assoluta tra gli anni '90 e la prima decade dei 2000 Una vita in bianconero, senza alcun pentimento... "Non ho nessun tipo di rimpianto nella mia carriera. Non mi pento delle scelte che ho fatto, compresa la retrocessione in Serie B con la Juventus. È stata una scelta difficile certo, ma sono comunque felice di averla fatta perché la ritenevo giusta. Non cercavo più soldi o altre cose, mi hanno dato già un bel po' di soldi a Torino dove sono diventato capitano e rimasto per 19 anni. Con quella maglia ho attraverso tutto, dal paradiso all'inferno e sono felice di questo. È stata una storia ed un viaggio unico". La Premier League per Alex è stata più di una suggestione... "Ovviamente mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di giocare in Premier League perché ogni volta che venivo qui c'era un'atmosfera fantastica in ogni stadio. C'erano state delle possibilità con Newcastle e Manchester United, ma alla fine non è successo perché ero capitano della Juve e per me era tutto. Sono stato tifoso della Juve fin dall'inizio, da quando ero un ragazzino".
  4. Chiellini ha rilasciato un'intervista a Sky Sport toccando diversi argomenti: dal suo ricordo più bello in carriera fino alle sensazioni sull’arrivo di Thiago Motta come nuovo allenatore della Juventus, passando per una suggestione riguardante il suo futuro: Qual è l’immagine più bella della tua carriera? "Ne scelgo due: la prima è la vittoria dell’Europeo e alzare la coppa a Wembley. Se devo però scegliere una foto nella quale mi rivedo, invece, penso a quella nel match contro il Real Madrid quando avevo una fascia in testa ed esulto verso il finale della partita con i due giocatori dei blancos alle spalle". Parlando di Real: stasera si gioca la finale di Champions, come la vedi? "Onestamente il pronostico è uno solo. Non ci dovrebbe essere troppa partita, ma il calcio non è così scontato. Può succedere sempre di tutto: al 99% dovrebbe vincere il Real, mentre l’1% è quello in cui deve sperare il Borussia. È da anni che non c’è una finale così squilibrata, ma penso che sarà una bella partita perché si respira sempre una grande atmosfera". Quando vedremo un’italiana alzare la Champions? "Non ci vorrà tanto. L’Inter quest’anno è stata sfortunata: meritava di vincere contro l’Atletico. Ci vuole un po’ di fortuna. Non partiamo in prima fila ma la speranza è che un’italiana possa trionfare presto in Champions League". Come vedi l’Italia di Spalletti? "E’ un’Italia giovane. Siamo in un ciclo che sta cambiando e lo vediamo dall’età media e dai giocatori convocati. Però c’è Spalletti che è nel momento top della sua carriera. Ha qualcosa di speciale e l’amore per la nazionale. La speranza è che riesca a creare qualcosa di eccezionale. Sono curioso ed eccitato di vederli, farò il tifo per loro". Le favorite sono altre? "Non siamo in prima fascia. Penso che Francia, Portogallo e Inghilterra siano le migliori della altre. La Spagna ha una storia importante e la Germania gioca in casa. Queste sono le principali favorite. Mi piace mettere l’Italia un gradino sotto, ma non mi dà fastidio. So che dagli ottavi in poi è una squadra che nessuno vuole affrontare". Una delle scene su di te è l’intervento su Saka durante la finale. Come ti rimane nella memoria quell’intervento? "In realtà è stato un errore stupido: ho letto male la situazione, ma c’è stata la capacità di reazione all’errore. In quel momento era la cosa più giusta da fare, non la più bella, ma sono uno che ha sempre badato all’efficacia e non all’eleganza e allo stile". L’altro aspetto, invece, è legato alla parola Kirikocho che dicevi duranti i rigori...come è nata? "È nato da Bentancur e da Dybala. Su ogni punizione e rigore degli avversari lo dicevano per portar male agli altri. Mi è rimasta e ogni tanto lo dicevo anche io: durante i rigori si è visto ma non è stato quello a farci vincere. Direi che lo è stato più Donnarumma. Bisognerebbe urlare ‘Gigio’ che penso funzionerebbe ancora meglio". Chi può essere il nuovo Chiellini? "Penso sia sbagliato cercare di affibbiare paragoni. Io ho giocato con Cannavaro ma non ero il nuovo Cannavaro, non mi sono mai paragonato a lui. Ora ci suono nuovi ragazzi che stanno crescendo: Bastoni ha più esperienza e fare quell’Europeo gli è servito senza dubbio. È cresciuto anche Barella a livello internazionale, anche Jorginho. Poi abbiamo il miglior portiere del mondo, ovvero Donnarumma, che è un grande valore azzurro". Bonucci ha dato l’addio al calcio. Vuoi mandargli un messaggio? "È stato l’ultimo a mollare. Ora abbiamo smesso tutti. Gli sono stato vicino per tanti anni, quello che dovevo dirgli già l’ho fatto. È stato un onore condividere con lui tanto". Magari la BBC, anche con Buffon, può lavorare insieme un giorno? "Sarebbe bellissimo. Magari Bonucci allenatore, Barzagli assistente, Chiellini direttore e Buffon presidente. Ma sono quei sogni che non si possono realizzare". Cosa c’è in programma del tuo futuro? "Tornerò dopo l’estate a Torino. Per adesso non ho altri programmi. Ho iniziato a lavorare a Los Angeles: mi piace e mi sto trovando molto bene. Sto imparando tutta la parte manageriale e aziendale". Conte al Napoli come lo vedi? "Bene. Penso che farà bene. Dovrà cambiare qualcosa: è un’accoppiata bella ed esplosiva con tutta Napoli". Invece Thiago Motta alla Juventus? "Da giocatore era già un allenatore in campo. Si vedeva che sarebbe diventato un allenatore. Quest’anno ha fatto qualcosa di straordinario. Ha tutto per far bene. Spero che si troverà bene in bianconero, ma sono fiducioso". Come analizzi la stagione della Juventus? "La Juve di quest’anno ha fatto il massimo. Neanche Guardiola poteva fare meglio". Un messaggio per i ragazzi dell’Europeo? "Godetevela. Mai come questa volta potete giocare senza pressione. Ci vediamo su Sky a commentare gli Europei".
  5. Sergione

    Ufficiale: Daniele Rugani rinnova fino al 2026

    Ancora insieme! Daniele Rugani e la Juventus saranno insieme per altri due anni. È ufficiale, infatti, il suo rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2026 Juventus.com
  6. Secondo quanto riporta la Bild, il difensore 35enne non dovrebbe rinnovare infatti il contratto in scadenza il 30 giugno col Borussia Dortmund e sulle sue tracce si sarebbero subito messi sia Milan, sia la Juve. Classe '88, Hummels è uno dei migliori interpreti del ruolo degli ultimi anni e da parametro zero rappresenta una grande occasione di mercato per chi è a caccia di un leader difensivo da aggiungere in rosa soprattutto per la Champions.
  7. Dusan Vlahovic è a Montecarlo per seguire il Gran Premio e ha parlato ai microfoni di Sky Sport: "Volante Leclerc? Mi hanno spiegato cose belle sul volante, ma non ho capito tanto. È un onore poter star qua, e un'opportunità tifare la Ferrari. La F1 è uno sport complicato ma con tanta adrenalina. Speriamo di portare bene. Leclerc l’ho incontrato e visto tranquillo. Non riesco a capire come faccia a esserlo ma l’ho visto bene. Tifiamo tutti per lui qui a casa sua. Per me è importante. Sono contento per il premio di miglior attaccante, voglio ringraziare la Serie A e, non so se abbia votato anche la gente, ma grazie. È un grandissimo piacere. Il prossimo anno dovrò fare ancora meglio e so cosa si aspetta la gente da me. Sulla squadra… a inizio anno avevamo degli obiettivi e li abbiamo raggiunti. L’obiettivo è fare meglio il prossimo anno e prenderci quello che ci spetta. Faremo bene. Abbiamo centrato gli obiettivi stagionali, ma la Juventus vuole sempre di più per puntare in alto”
  8. Thiago Motta è prossimo ormai a liberarsi dal Bologna e firmare con la Juventus un contratto triennale da 5 milioni a stagione. Per questo motivo, Cristiano Giuntoli è già al lavoro per costruire la squadra migliore possibile per il nuovo allenatore. Giuntoli sta già lavorando sul mercato per la nuova Juventus di Thiago Motta e sono tre i primi nomi: Di Gregorio, Koopmeiners e Calafiori. Sul difensore del Bologna, Il Basilea ha conservato il 40% sulla futura rivendita. Per questo motivo, il club rossoblù ha alzato le richieste economiche sul giocatore, per il quale c'è anche l'interesse di club esteri (in particolare il Bayern Monaco). Una stagione da assoluto protagonista per il classe 2002 autore di 5 assist e 2 reti (entrambe proprio contro la Juventus) in 30 presenze in questa Serie A Di Marzio
  9. Sono ore caldissime in casa Juventus dopo l'esonero di Massimiliano Allegri. Per queste ultime giornate di campionato, la squadra sarà affidata a Paolo Montero, allenatore dell'Under 19 bianconera. La dirigenza però è al lavoro per il futuro e il prossimo allenatore della Juve potrebbe essere Thiago Motta che lunedì sfiderà la Vecchia Signora da avversario, sulla panchina del Bologna. Quella in casa contro la Juventus e l'ultima di campionato col Genoa saranno, molto probabilmente, le ultime partite di Thiago Motta da allenatore del Bologna. Ad aspettarlo per la prossima stagione c'è la Juventus, con cui al momento non c'è nulla di firmato. C'è un'intesa per un progetto a base triennale da formalizzare. I bianconeri, infatti, hanno trovato in lui il prescelto per guidare la squadra per la prossima stagione e per iniziare un nuovo ciclo. Thiago Motta ha vissuto col Bologna due stagioni importanti. Ora le ultime due partite, poi, molto probabilmente, una nuova avventura a Torino. Sky Sport La domanda è diretta e chiara: Motta, nella sua testa ha già deciso cosa farà l’anno prossimo? “Non ho deciso nulla, non ho firmato niente con nessuno: la settimana prossima vedrò Saputo e quando chiacchiereremo arriveremo a una decisione insieme. La decisione arriverà e la comunicheremo. Ho massimo rispetto per il club, il presidente, i giocatori e i tifosi. Sarà una decisione che verrà presa assieme e presto saprete. Se pensare alla Juve potrebbe essere equivoco? Allora dico che pensiamo alla prossima partita… E’ una squadra forte, che ha appena vinto meritatamente la Coppa Italia e verrà con Montero che conosco personalmente, persona fantastica della quale ho grande stima, abbiamo fatto il corso da allenatore insieme. Allegri? Da momenti così ci si passa, è successo anche a me, a lui va un grande in bocca al lupo" GdS
  10. Federico Gatti potrebbe lasciare la Juventus a fine stagione: come riportato da "Calciomercato.com", il difensore centrale classe 1998 non sarebbe incedibile per il club bianconero, e potrebbe partire qualora dovesse arrivare una buona offerta. Gatti, inoltre, non sarebbe un profilo adatto al gioco di Thiago Motta, possibile nuovo allenatore della Juve: in caso di approdo in panchina del tecnico italo-brasiliano, attualmente sulla panchina del Bologna, l'ex Frosinone verrebbe messo quasi certamente sul mercato
  11. Per 82 minuti la Roma accarezza il sogno di ribaltare il ko dell'andata (2-0) nella semifinale di Europa League contro il Bayer Leverkusen, poi l'autorete di Mancini riporta a galla i campioni di Germania che al 97' trovano anche il pareggio con Stanisic e allungano l'imbattibilità stagionale a 49 partite. Eppure i giallorossi erano riusciti a ristabilire l'equilibrio grazie ai due calci di rigore trasformati da Leandro Paredes, freddissimo dal dischetto. Il centrocampista argentino dopo la gara ha parlato anche del suo rendimento in questa stagione dopo l'annata opaca in bianconero: "Sono arrivato alla Juve in un momento in cui non stavo bene, ero reduce dall'operazione al pube e avevo tantissimo dolore. È andata così e mi dispiace perché volevo fare meglio. Ora sono concentrato sul presente e spero di continuare così ad aiutare la squadra". Tuttosport
  12. Giorgio Chiellini ha parlato ai microfoni di Sky. Tuttojuve riprende le sue parole: Gara troppo in discesa stasera? "Le partite diventano facili anche grazie a noi, abbiamo fatto una buona partita, siamo partiti bene, ci siamo un po' troppo adagiati nel primo tempo, abbiamo rallentato un po' troppo il ritmo e - tra virgolette - gestito troppo la partita quando invece bisognava accelerare, cosa che invece abbiamo fatto nel secondo tempo, dove abbiamo spinto, abbiamo fatto gol, abbiamo continuato ad attaccare avendo un buon equilibrio. Non ci deve illudere perchè poi il gap di livello è alto, ma sicuramente è una partita che ci dà un tassellino di fiducia dopo la vittoria contro lo Spezia. Sarebbe importante finire con una grande prestazione domenica a Roma, che sarà una partita sicuramente di livello molto più alto". Sei un giocatore fondamentale, anche se in un allungo ti ho visto correre controllato, prudente. "Rientravo oggi, soprattutto negli ultimi 20 minuti la fatica si faceva un po' sentire (sorride, ndr). Sto pagando ancora un po'un anno di inattività e sto togliendo un po' di rugggine. E' importante per me avere continuità di allenamento più di tutto, perchè ad una certa età poi si fa fatica a recuperare da botte o da problemini muscolari, quindi sono contento, mi sono allenato bene nell'ultima settimana, ringrazio i compagni che avevano bisogno di me domenicaa Cesena contro lo Spezia, ma non mi sentivo ancora pronto. Spero di riuscire a dare il mio contributo il più possibile in campo che è lì che serve" Quel passaggio all'indietro era per la stanchezza? "Sul 4-0 abbiamo staccato un po' tutti, non dovrebbe succedere, non l'avevo visto ovviamente, pensavo di averne solo uno, per fortuna mi ha salvato Szczesny. Ogni tanto lo aiuto io, stavolta sono in debito, spero la prossima volta di salvargli un gol già fatto"
  13. Andrea Pirlo e Juan Cuadrado stanno parlando in conferenza stampa. TuttoJuve sta seguendo l'evento in diretta: Inizia a parlare Juan Cuadrado. La partita con il Barcellona vi ha tolto delle sicurezze? Qua dovete ritrovare delle certezze? "Si sicuramente la partita contro il Barcellona ci ha dato come uno schiaffo. Veniamo qua con quella voglia e fiducia di aver vinto l'ultima partita e penso che domani sarà una gara da far vedere quello che siamo noi". Su Budapest? "La prima impressione è di una città bellissima poi venire qua e vedere lo stadio. È uno stadio molto bello e sicuramente con il pubblico sarà una cosa diversa. Veniamo qui con la voglia di fare un buon risultato e speriamo vada tutto bene". Cosa ti è piaciuto di più della gara con lo Spezia? Domani cosa vorresti vedere di positivo che hai visto domenica? "Penso che siamo stati una squadra molto corta e compatta in alcune occasioni e penso che la cosa che dobbiamo fare domani è dimostrare la stessa voglia e determinazione e giocare la palla perché abbiamo i giocatori per esprimere un bellissimo gioco ed è quello che proviamo ogni allenamento e ogni partita e cercare di proporre il calcio che vuole il mister. Penso che piano piano ci riusciremo". Termina la conferenza stampa di Cuadrado. Inizia a parlare Andrea Pirlo. Su Budapest? "È una bellissima città e ci sono stato altre volte per giocare e quindi la ricordo sempre con piacere, ma siamo venuti qua per giocare a calcio e per vincere la partita, quindi l'importante per noi è vedere lo stadio, il campo e concentrarsi su quello che sarà domani sera". La partita con il Barcellona ha cambiato le vostre convinzioni? "Ma no ci ha fatto capire che bisogna migliorare e per giocare certi tipi di partite bisogna avere più determinazione e più organizzazione, però sapevamo che incontravamo una grande squadra e forse incontrarla così presto ci ha fatto anche bene. Da questa partita abbiamo lavorato e lavoreremo per migliorare, perché ci servirà in futuro per cercare di fare una miglior partita quando andremo da loro". È necessario per questa squadra giocare con un giocatore più aggressivo rispetto ad un esterno? "Ma il modulo era lo stesso sono cambiati gli interpreti. Mckennie ha svolto lo stesso ruolo che aveva fatto Ramsey e Kulusevski in altre partite. A Cesena mi sembrava la soluzione migliore per allungarli soprattutto dalla parte di Cuadrado e avere un appoggio sempre costante quando aveva la palla lui per attaccare lo spazio. Domani magari ci sarà spazio per qualcun'altro ma la nostra idea di calcio non cambierà". Sul Ferencvaros? "Abbiamo studiato questa squadra che gioca bene a calcio con personalità e abbiamo visto le partite anche che ha giocato in Champions e non meritava quel passivo a Barcellona e ha fatto una buona partita anche contro la Dynamo Kiev quindi è una squadra da temere perché ha buone trame di gioco. Giocatori veloci e aggressivi quindi dobbiamo rispettarli perché tutte le partite in Champions sono difficili e i tre punti contro il Ferencvaros contano come quelli contro il Barcellona". Giocare con il pubblico condiziona in qualche modo? "Ci condiziona in meglio perché il pubblico ti da una sensazione di sentire più le difficoltà e il rischio in zona difensiva. Quando sentì la gente pronta ad incitare la squadra avversaria può alzare l'attenzione e soprattutto nella fase difensiva e risvegliare qualche giocatore che sta pensando ad altro, quindi è un fattore positivo per tutti noi e per la gente".
  14. L'esterno di casa Juventus, Federico Chiesa, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole: "Mi sono messo a disposizione del mister, ho fatto quello che mi ha chiesto. Di stare largo e quando avevo il pallone di puntare l'uomo. L'esordio in Champions è stato fantastico, poi abbiamo vinto e la serata non poteva essere migliore". Ti trovi meglio a destra o sinistra? "Io mi trovo bene dove mi mette il mister. Oggi il mister ha scelto questa formazione e io mi sono fatto trovare pronto all'appuntamento". Juve giovane senza Ronaldo? "Siamo un gruppo giovane e stiamo bene insieme. La Juve però scende sempre in campo per vincere e oggi lo abbiamo dimostrato". Chiesa, Morata e Kulusevski è un trio per il futuro? "Abbiamo giocato come ha voluto il mister sia a Crotone che qua. Cambi di gioco e palla sugli esterni a puntare. Siamo stati bravi sia a Crotone che stasera ad inizio secondo tempo ad aprire una partita che portata avanti avrebbe creato qualche problema". Critiche? Questa sera volevamo vincere e i tre punti in Champions per partire bene. Quello di stasera era un campo difficile, abbiamo ricevuto delle critiche ma è normale: la Juventus deve vincere ogni volta che scende in campo". Tuttojuve
  15. Quella bianconera è la squadra dell'anno per la settima volta consecutiva. Inoltre cinque giocatori nella Top 11 e Allegri premiato come miglior tecnico La Juventus domina il Gran Galà del Calcio AIC 2018: per la settima volta consecutiva quella bianconera è la squadra dell'anno. Quello ritirato dal Vicepresidente Pavel Nedved non è il solo riconoscimento alla Juve arrivato questa sera al Megawatt Court di Milano, dove si è tenuta l'ottava edizione del premio dell'Associazione Italiana Calciatori. La giuria, composta da allenatori, arbitri, giornalisti, c.t. ed ex c.t della Nazionale e dai giocatori di Serie A ha infatti inserito cinque bianconeri nella Top 11 dello scorso campionato: Cancelo, l'anno passato con l'Inter, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic e Dybala. Inoltre Massimiliano Allegri è stato eletto miglior tecnico e per lui si tratta del quarto riconoscimento, dopo quelli del 2011, quando allenava il Milan, del 2015 e del 2016. Parterre de rois di prim'ordine quello del Galà di questa sera: la Juventus era rappresentata oltre che da Pavel Nedved e dai premiati, anche dal Chief Football Officer Fabio Paratici. Erano anche presenti il Presidente della FIGC Gravina e quelli delle Leghe Miccichè, Balata e Ghirelli, il Presidente dell'AIC Damiano Tommasi, quello degli arbitri Nicchi, il c.t della Nazionale maggiore Mancini, quello dell'Under 21 Di Biagio, quello della Nazionale femminile Bertolini e tanti grandi ex campioni. Tra questi anche Andrea Pirlo che, insieme a Francesco Totti, ha ricevuto il premio alla carriera. Per i premiati la serata è stata l'occasione non solo di esprimere la soddisfazione per i riconoscimenti, ma anche per fare il punto sulla stagione. Ecco le loro parole: PAVEL NEDVED «È un motivo di orgoglio essere al Gran Galà del calcio e tutti i componenti della Juve devono essere fieri di quanto fatto nella scorsa stagione. La prima parte di quella attuale è positiva, perché stiamo registrando record su record, fanno piacere ma non sono importanti, ciò che conta è arriva ad alzare i trofei a fine anno. Juve-Inter già decisiva? Non può esserlo alla 15° giornata n, però è un appuntamento importante e ci teniamo a essere pronti. Il campionato non sarebbe comunque chiuso, perché è ancora molto lungo». GIORGIO CHIELLINI «Abbiamo fatto bene in questi anni e questa sera si festeggia la stagione passata. Abbiamo raggiunto il settimo scudetto di fila e la quarta Coppa Italia consecutiva, e ce lo godiamo, ma siamo concentrati sul presente e sul mese che verrà. Sarà un dicembre intenso, l'abbiamo iniziato nel modo giusto, ma ci sono ancora tante partite e le valutazioni si faranno alla fine del girone di andata. Ora ci aspetta l'Inter, sarà una gara difficile, uno scontro diretto e dovremo essere attenti, perché hanno grandissimi giocatori». ALEX SANDRO «Sono contentissimo di essere qui questa sera e ringrazio i miei compagni e la mia famiglia. In questa stagione stiamo andando bene, ma dobbiamo continuare così, essere umili e migliorare, perché ciò che conta è come si finisce. Questo mese ci vedrà impegnati in tante partite difficili, abbiamo vinto contro la Fiorentina e dovremo fare altrettanto nelle prossime gare. Ora ci aspetta l'Inter, una squadra forte, contro cui servirà una grande gara. Da quando sono arrivato in Italia credo che il campionato sia migliorato e quest'anno è più competitivo, basta guardare il Napoli, l'Inter, il Milan...». MIRALEM PJANIC «È stata un grande annata, con lo scudetto e la Coppa Italia. Sono molto felice di essere qui per la terza volta e ringrazio i compagni, la società e lo staff tecnico. Questo premio va diviso con loro. Quello che conta però è il futuro. Stiamo facendo molto bene e venerdì arriva una bella squadra, ben allenata, che fa parte delle pretendenti allo scudetto. Dobbiamo vincere per allontanarla ancora, non sarà facile, ma vogliamo dare una soddisfazione ai nostri tifosi». PAULO DYBALA «Quello passato è stato un grande anno, anche se ci sarebbe piaciuto arrivare più lontano in Champions e lo avremmo meritato, quindi è giusto essere premiati oggi. Complimenti a tutti. La mia posizione quest'anno? Cerco di muovermi, occupare gli spazi e aiutare la squadra. Si è creato un gran feeling con Ronaldo, sappiamo come si muove: noi cerchiamo di metterci a sua disposizione e lui fa altrettanto». Juventus.com
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.