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Moggic

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  1. Moggic

    Circo inter - Fanno ridere dal 1908

    L'ha presa bene
  2. Anche in Olanda sanno la Veritá adesso
  3. Moggic

    Xbox One VS PS4 VS PC: Dilemma esistenziale 3.0

    Beh credo che il Full Digital sia inevitabile, ma dubito che Sony e Microsoft staranno li a Soffiare nelle Cannucce, e se vogliono farci entrare in Stadia (Ma chi cavolo ha scelto sto nome ) dovranno Creare Esclusive AAAA perché i multi li hanno tutti poi bisigna vedere il Supporto dalle Third Parties, per ora Solo Ubisoft e pare Bethesda ma gli altri cosa faranno? Sony dal suo ha Fior di Esclusive con milioni di fan.. sarebbe un salto nel vuoto passare a Stadia Bisogna attendere piú Info e Risposte da Google
  4. Moggic

    Playstation 4

  5. Moggic

    Xbox One VS PS4 VS PC: Dilemma esistenziale 3.0

    GOOGLE STADIA: RISCHI, DUBBI E GRANDI POTENZIALITÀ Google Stadia propone al pubblico una visione di futuro senza vincoli hardware e all'insegna dell'accessibilità, che porta con sé dubbi e promesse... INFORMAZIONI GIOCO 27 179 di Alessandro Bruni 22 Marzo 2019 Due giorni fa Google ha presentato al pubblico Stadia, la sua visione per il futuro del medium videoludico che, come sospettato, non ha nulla a che fare con macchine da gioco ad alte prestazioni o improbabili console war. L'idea è quella di "liberare" il gaming dai vincoli dell'hardware, accelerando la transizione verso una totale digitalizzazione che coinvolge non solo i videogiochi ma anche l'accesso agli stessi. Un salto in avanti tanto ricco di potenziale quanto spaventoso: due aspetti quasi sempre presenti quando si assiste a una brusca accelerazione verso l'avvenire. È quindi ragionevole che l'annuncio abbia suscitato nel pubblico reazioni diverse e spesso agli antipodi, tra scettici, entusiasti, critici e possibilisti. Un motivo in più per farci una bella chiacchierata su quelli che sono i rischi e le promesse di Stadia. Sì, rimane comunque una delle scelte di nome più infelici della storia recente. Dubbi e prospettive Partiamo da un presupposto essenziale per tutte le considerazioni a seguire: tutto quello che ci è stato mostrato nel corso del keynote ci Google rientra, al momento, nell'ambito della speculazione avveniristica. Una costatazione che non vuole in alcun modo togliere valore alla visione del colosso di Mountain View, ma è chiaro che per offrire concretezza alle aspirazioni di Stadia è necessario superare alcuni passaggi essenziali, snodati su un percorso che deve superare la prova del grande pubblico, fornendo sicurezze in termini di accessibilità al servizio, stabilità prestazionale, commerciabilità e supporto delle terze parti. Dubbi non da poco, specialmente se si considera che quello del "cloud gaming" non è esattamente un territorio vergine, mai esplorato finora. Servizi come il defunto OnLive (successivamente inglobato da Sony assieme a Gaikai per costruire la base tecnologica di PlayStation Now) avevano tentato di proporre piattaforme di gioco completamente in remoto, andandosi però a scontrare con alcuni limiti tecnici apparentemente invalicabili, tra cui input lag e fluttuazioni prestazionali di vario genere. Problemi che la tecnologia "magica" dei data center di Google promette di ridurre al minimo, di rendere quasi impercettibili, a patto di avere una connessione in grado di sostenere i requisiti di Stadia (connessioni da almeno 25 Mbs). Va da sé che per verificare l'effettiva validità di queste premesse sarà necessario attendere il lancio ufficiale del servizio (previsto per quest'anno), ma c'è un elemento che rende questa prospettiva molto più credibile: la diffusione massiccia e la disposizione strategica dei succitati data center pone Stadia, in termini di affidabilità, a distanze siderali rispetto ai suoi predecessori. La chiave di volta sono chiaramente le ingenti risorse a disposizione del gigante statunitense, che ha progettato il proprio network a partire da macchine concepite e realizzate per questo specifico proposito, nel quale confluiscono diverse tecnologie all'avanguardia. Basti pensare al coinvolgimento di Google DeepMind, esperti di machine learning e reti neurali artificiali, nonché creatori di AlphaStar, l'IA che ha sconfitto i migliori giocatori al mondo di StarCraft II. Pur volendo dare piena fiducia alle caratteristiche tecniche del servizio, resta da vedere come Stadia si presenterà al mercato, sia dal punto di vista dei costi, sia per quel che riguarda la libreria dei titoli supportati. Ci mancano informazioni essenziali come il modello di business adottato (abbonamento onnicomprensivo, titoli acquistabili separatamente o una formula ibrida), e ragguagli sulla partecipazione di publisher e sviluppatori, sebbene la partnership con Bethesda e Ubisoftfaccia ben sperare. A prescindere dalla solidità operativa di Stadia, insomma, bisogna capire se gli utenti avranno motivi a sufficienza per assecondare questo "salto nel vuoto", anche se è già chiaro come il progetto apra uno spiraglio piuttosto stimolante sul futuro del medium, liberandolo - almeno concettualmente - da molte delle sue attuali limitazioni. Futuro digitale e paure fisiche Dando un'occhiata ai cambiamenti del mercato negli ultimi anni, appare chiaro che il medium si sta ormai incamminando, in maniera lenta ma inesorabile, verso una totale digitalizzazione dei contenuti di gioco. Non è un passaggio destinato a concretizzarsi nell'immediato, e probabilmente la totale transizione richiederà ancora molto tempo, ma si tratta di una strada ormai tracciata, anche perché i costi di distribuzione hanno un peso molto rilevante nel bilancio di un'industria che, con l'aumento degli investimenti richiesti dallo sviluppo, ha ora bisogno di rinnovare il proprio modello produttivo. Questo discorso non riguarda necessariamente il settore dell'hardware da gioco, sebbene sia chiaro come le attuali tempistiche dell'avvicendamento generazionale finiscano col limitare le possibilità degli sviluppatori, a maggior ragione se si tiene conto della necessità di conciliare prestazioni e prezzo al dettaglio. Da questo punto di vista, l'idea di affiancare sistemi di "cloud computing" alle macchine in locale rappresenta sicuramente una soluzione sostenibile, ed è probabilmente in questa direzione che si muoveranno tutti i colossi dell'intrattenimento da salotto. In quest'ottica Stadia non rappresenta - almeno nell'immediato - una vera e propria minaccia per il concetto tradizionale di console, ma una soluzione più complementare che alternativa. Non a caso una delle colonne portanti della comunicazione di Google è stata l'accessibilità del servizio, teoricamente fruibile su qualsiasi apparecchio dotato di schermo e accesso alla rete. Stadia punta quindi a estendere il proprio appeal oltre i confini della "core community" videoludica, con un'inclusività che facilita l'accesso al medium anche per i giocatori occasionali. Ora come ora non possiamo parlare di morte dell'hardware o dell'acquisto fisico ma, di nuovo, l'orizzonte tecnologico ci dice che prima o poi dovremmo farci i conti. D'altronde è evidente che il conflitto tra i diversi attori del mercato videoludico si sta spostando sempre più rapidamente sul fronte dei servizi all'utente, e la natura di "non console" di Stadia pone la creatura di Google in questo specifico ambito. Le resistenze di una fetta consistente del pubblico, abituata al concetto tradizionale di "possesso", sono ragionevoli e giustificate, perché il servizio richiede uno sforzo fiduciario praticamente totale, legato alla rinuncia al controllo diretto sui propri acquisti, intesi come beni tangibili. Di contro, però, la prospettiva di poter giocare praticamente ovunque e su qualsiasi device risulta incredibilmente appetibile, così la possibilità di poter interagire con gli altri utenti in modi totalmente nuovi, arrivando perfino a banalizzare il concetto stesso di cross-play e cross-platform. Se al momento rimane comunque difficile quantificare l'impatto di Stadia sull'intera gaming industry, l'approccio di Google al "problema" dell'hardware ci offre spiragli su un futuro nel quale lo sviluppo videoludico non dovrà più tener conto delle caratteristiche proprie delle diverse macchine da gioco, ma potrà muoversi agilmente oltre i limiti della componentistica asservita alla potenza di calcolo. Sviluppo senza limiti Con un hardware aggiornato autonomamente in remoto, a ritmi presumibilmente accelerati rispetto a quelli cui siamo abituati da acquirenti, Stadia promette di lasciare gli sviluppatori liberi di modellare la propria visione creativa con una libertà sostanzialmente inedita, senza dover fare i conti con limiti tecnici inamovibili. Un'emancipazione che permetterebbe ai team di lavorare sulle frontiere "più calde" dell'avvenire videoludico, ovvero intelligenza artificiale, gestione della fisica e reattività del mondo di gioco, senza dover necessariamente cercare compromessi prestazionali. Se, come anticipato, il supporto del cloud computing su PS5 e Xbox Scarlett sembra quasi scontato, è improbabile che le compagnie decidano di "dividere" la propria utenza proponendo esperienze radicalmente differenti a seconda del contributo offerto dal cloud. D'altronde c'è chi preferisce possedere una console anche per il fatto di non dover necessariamente giocare in rete. È dunque più plausibile che la potenza aggiuntiva venga utilizzata per migliorare le prestazioni generali di un prodotto, piuttosto che per alterarne le dinamiche ludiche. In questo senso, lo spostamento di tutte le operazioni di calcolo nei data center di Google eliminerebbe il problema alla radice, permettendo a tutti gli utenti di accedere - rete permettendo - a un prodotto senza vincoli tecnici. Per quanto intrigante, però, il tallone d'Achille di questo ragionamento è connaturato proprio nelle dinamiche base del mercato multipiattaforma, visto che publisher e studi non possono permettersi di penalizzare in alcun modo gli utenti delle piattaforme fisiche, senza considerare i costi legati all'eventuale - e inverosimile - sviluppo di un'ipotetica versione "potenziata" solo per Stadia. Ed è su queste note che si fa veramente interessante l'annuncio di Stadia Games and Entertainment, il team first party guidato da Jade Raymond che si occuperà di sviluppare titoli a misura di cloud, probabilmente esclusive pensate per amplificare l'attrattiva del servizio. Non sappiamo esattamente cosa stia bollendo nel pentolone creativo di Google, ma sappiamo che, prima dell'abbandono di EA Motive, la Raymond aveva espresso grande interesse nella creazione di mondi di gioco realmente "reattivi" e dotati di narrazione dinamica, ovvero capaci di adattarsi e assecondare in pieno le scelte e le azioni degli utenti. Elementi che, ora come ora, ci sembrano dannatamente in linea con le premesse tecnologiche di Stadia. Nel caso specifico, però, il concetto stesso di esclusiva perde parte del suo significato, visto che una delle prerogative di base del servizio è la diffusione orizzontale, che potrebbe perfino coinvolgere le altre piattaforme di gioco. Più Stadia per tutti (?) Qualora, oltre a coinvolgere nel progetto le terze parti multipiattaforma, Google riuscisse a proporre al pubblico produzioni realmente uniche, possibili solo con il supporto dei suoi data center, gli altri colossi del gaming potrebbero considerare svantaggiosa la totale estromissione di Stadia dalle proprie console. Tale esclusione non garantirebbe infatti alcun vantaggio dal punto di vista economico e, in assenza di dinamiche realmente concorrenziali, negare la possibilità di accedere al servizio da Xbox One o Switch (e rispettivi eredi) diventerebbe una limitazione totalmente arbitraria. Sony, con il suo PlayStation Now, è effettivamente in una posizione un po' diversa rispetto alle altre compagnie del settore, con l'aggravante di una tendenza ormai storica a "isolare" il proprio ecosistema di gioco, quindi è quella che potrebbe mostrare le maggiori resistenze. Dal canto suo, Mountain View punta chiaramente a raggiungere la massima diffusione possibile, ed escludere il pubblico delle piattaforme succitate non avrebbe alcun senso. Bisogna inoltre considerare che una prova gratuita di Stadia, presumibilmente nei piani di Google, potrebbe perfino intaccare le resistenze dei più accaniti difensori del formato fisico. In fondo la prospettiva di un accesso immediato al gioco, senza patch da scaricare e con la possibilità di continuare in remoto anche fuori dai confini di casa, ha una sua indiscutibile attrattiva, cui si aggiunge il non doversi più preoccupare di console mid gen o di perdere i propri titoli/progressi per un'eventuale passaggio alla "barricata avversaria". D'altronde la natura incorporea di Stadia, la sua indipendenza da uno specifico punto di accesso hardware e da periferiche dedicate, rappresenta la migliore approssimazione di "console unica" mai affacciatasi sul mercato, il tutto senza neanche rientrare nella definizione. La realtà dei fatti è che sappiamo molto poco su come, nella pratica, si presenterà al pubblico "il futuro del gaming" secondo Google, ma è già chiaro, palpabile, il potenziale delle idee messe in campo dagli uomini di Mountain View. La presentazione alla GDC, tra le altre cose, ha aperto uno spiraglio su quello che probabilmente sarà l'avvenire "digital only" del medium videoludico, e in largo anticipo sui tempi previsti. Un salto in avanti che può senza dubbio far paura ma, dal punto di vista dell'utenza, siamo di fronte a una classica "scommessa pascaliana", ovvero un falso azzardo con il quale in realtà non rischiamo nulla. Quello che possiamo fare è aspettare, con la mente aperta, il concretizzarsi di un progetto che potrebbe, qualora le promesse venissero rispettate in toto, rivoluzionare il mondo del gaming per come lo conosciamo.
  6. Moggic

    Xbox One VS PS4 VS PC: Dilemma esistenziale 3.0

    L'idea é accattivante ma credo che tutto sto can can dipenda dal fatto che si parli di Google, l'avesse presentata Huawei non ci sarebbe tutto questo interesse, che poi Google non ha sempre fatto Centro, ricordo ad esempio i Google Glass che dovevano essere il futuro tecnologico in mobilitá e abbiamo visto com'é andata Non resta che aspettare l'E3 per saperne di piú
  7. Moggic

    Xbox One VS PS4 VS PC: Dilemma esistenziale 3.0

    Beh bisogna vedere SE prende piede sta cosa Nvidia con Shield ci aveva provato, ma non mi pare che giochiamo tutti su Shield Poi quei 25 mb per il 1080p 60 fps ci potrebbero stare ma i 30 mb/s per il 4K 60 (sempre che ci arrivi a 60 ) sono pura Propaganda, impossibile siano Reali minimo una 50 mb/s servirá....a meno che non sia il 4K tipo Sky....ovvero Ultra Compresso, ma allora si perde parecchio Poi bisogna vedere Latenze,Input Lag e Bitrate, oltre al costo.....mi sembrano un pó troppe incognite per ora, poi beh io sarei pronto essendo fresco fresco di Upgrade a 100 Mb/s della Fibra
  8. Moggic

    Elder Scrolls VI

    The Elder Scrolls 6, una disputa legale potrebbe aver svelato l'ambientazione38 Una disputa legale potrebbe aver svelato quale sarà l'ambientazione di The Elder Scrolls 6, nonché il probabile sottotitolo del gioco. NOTIZIA di Simone Tagliaferri — 21/03/2019 Una disputa legale tra Zenimax Media, che controlla Bethesda Softworks, e il sito bookbreeze.com potrebbe aver svelato l'ambientazione, nonché il sottotitolo, di The Elder Scrolls 6. Zenimax sarebbe alla ricerca di un accordo per l'utilizzo della parola Redfall, usata per una serie di romanzi pubblicati da bookbreeze.com. Se ricordate, Bethesda aveva registrato il marchio Redfall a fine 2018, alimentando le speculazioni in merito. Ora arriva una conferma dell'interesse verso la parola, che conterrebbe l'indicazione della regione dove di potrebbe svolgere The Elder Scrolls 6: Hammerfell, la patria dei Redguard. A quanto pare prima di arrivare alle vie legali, Zenimax starebbe tentando di accordarsi con bookbreeze.com. Purtroppo i termini della trattativa non sono noti. Per il resto The Elder Scrolls 6 rimane un mistero. L'unica certezza è che prima di vederlo giocheremo a Starfield, la nuova proprietà intellettuale di Bethesda, anch'essa misteriosissima. Insomma, è tanta la curiosità per la conferenza dell'E3 2019 del publisher, che deve recuperare un po' dopo il caos Fallout 76. The Elder Scrolls VI – Il teaser di annuncio Altri Video Days Gone - I bonus prenotazioni Days Gone - Trailer del matrimonio di Deacon e Sarah Fate/EXTELLA LINK - Il trailer di lancio Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 - Trailer di annuncio Tom Clancy's The Division 2 - Trailer con le citazioni della stampa internazionale Mortal Kombat 11 – Trailer di Noob Saibot Call of Duty: Black Ops 4 Zombi - Trailer dell'episodio Male Antico Unreal Engine 4.0 - Rebirth raggiunge il fotorealismo
  9. Moggic

    Playstation 4

    Sony Annuncia State Of Play Dal sito ufficiale PlayStation: State of Play vi fornirà tutti gli aggiornamenti e le novità dal mondo PlayStation. Il nostro primo episodio presenterà i software in uscita per sistema PS4 e PlayStation VR, con nuovi trailer, nuovi annunci e nuovi filmati di gioco. Sony ha in programma altri episodi di State of Play per il 2019, con novità e aggiornamenti sul mondo PlayStation State of Play potrà essere seguito su Twitch, YouTube, Twitter e Facebook https://blog.us.play...-debuts-monday/ https://www.twitch.tv/playstation https://www.youtube.com/playstation
  10. Che il fatto non é mai accaduto confermato dallo stesso Paparesta Ma ormai per i non Juventini é un dato in cassaforte che Moggi chiuse Paparesta a chiave nello Spogliatoio
  11. La mia era solo una Precisazione, ho capito benissimo il tuo post Ma sai c'é ancora gente che crede al Gol di Turone a Paparesta chiuso ancora negli spogliatoi del Granillo e alla Rube che paga gli arbitri Per cui ho messo i puntini sulle i
  12. La Leggerissima Differenza é che c'é la sentenza che riconosce che l'Acciao é a norma, al contrario del caso Tor Di Valle dove hanno arrestato mezzo Campidoglio e l'altro mezzo é indagato Juve Stadium, nessun rischio" La procura chiede l'archiviazione 0 A due anni dall'apertura dell'inchiesta che aveva ipotizzato il pericolo teorico di crollo colposo per alcune forniture d'acciaio ritenute non a norma, la magistratura ora ha richiesto che non si proceda nei confronti dei tre indagati, l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune e due ingegneri
  13. Stadio della Roma, Grancio: “Annullare procedimento è un atto dovuto alla città” Da Alessandro Tagliaboschi - venerdì 22/03/2019 - 13:49 8 STADIO ROMA GRANCIO – “Apprendo dalla stampa di oggi che la Sindaca Raggi avrebbe avviato ‘ulteriori verifiche’ sullo stadio della Roma. Ancora? Siamo di fronte a due indagini che hanno condotto in carcere o alla soglia del rinvio a giudizio funzionari ed amministratori che ricoprivano, a vario titolo, incarichi di assoluto rilievo nel procedimento amministrativo pervenuto all’approvazione del progetto in Conferenza dei Servizi. E’ possibile che l’attuale Amministrazione capitolina intenda ancora minimizzare i pesanti interrogativi che le indagini hanno fatto emergere sui condizionamenti che Parnasi potrebbe aver esercitato per forzare a suo esclusivo vantaggio le scelte maturate? Ci spiega la Sindaca come mai le precedenti verifiche non hanno fatto emergere, ad esempio, il contrasto con il Piano di Assetto Idrogeologico, che è un piano sovraordinato, o la congruità del valore del contributo straordinario alle opere di urbanizzazione offerto dal proponente Parnasi? Oggi c’è solo un atto che può restituire dignità all’Assemblea capitolina: votare la delibera, da me proposta, che annulla la dichiarazione di interesse pubblico per lo stadio a Tor di Valle e apre un nuovo percorso che consenta di individuare rapidamente una localizzazione adeguata dell’impianto, nell’interesse comune della Roma e della città”. Cosi’ in un comunicato Cristina Grancio, esponente di dem ed attualmente capogruppo del Misto in Campidoglio, dopo essere stata espulsa da M5S per il netto dissenso da lei espresso sulle scelte che hanno condotto all’approvazione del nuovo stadio di Tor di Valle.
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