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  1. 16 aprile 2019 Barbara Ganz Donne a Nordest, Storie a Nordest L’ASD Permac Vittorio Veneto – una delle squadre di calcio femminile di più lunga tradizione: ha giocato anche in serie A nel 2015 – ha annunciato di non essere in grado di disputare la partita di ritorno della semifinale di Coppa Italia Serie C Riozzese-Permac, in programma per mercoledì 17 aprile 2019. “Gli impegni lavorativi di diverse (troppe) ragazze non ci consentono di affrontare la trasferta in terra lombarda. Ricordiamo che già per i quarti di finale la nostra società è stata costretta ad una trasferta massacrante a Genova un mercoledì lavorativo – partenza alle 5 di mattino, con rientro alle 3 di notte -, anche in quell’occasione con numerose assenze”, spiega la società in un comunicato. La maggior parte delle giocatrici ha intorno ai 26 anni: fresche di studi universitari, molte ragazze hanno appena trovato un lavoro, e chiedere continui permessi diventa impossibile. Altre ancora sono ancora studentesse. Si era cercato, tramite un gentlemen’s agreement pre-sorteggio, di evitare questo disguido in diversi modi, con lo spostamento dell’andata dal sabato alla domenica e della partita di mercoledì al sabato pre-pasquale. “Dopo il sorteggio, con l’andata di nostra competenza, abbiamo provveduto subito al cambio giornata, facendo anticipare il maschile al sabato per aver libero il campo alla domenica, e rispettare l’impegno preso. Per il ritorno, purtroppo, non c’è stata la stessa disponibilità da parte della squadra avversaria a spostare la partita”, fa sapere la società. “Ci rammarica moltissimo di dover prendere la decisione di non prendere parte all’incontro. Una sconfitta per lo sport in generale e soprattutto per il movimento e la crescita del calcio femminile. Non si può costringere ragazze che studiano e lavorano ad impegni infrasettimanali di tale importanza. È stato deprimente, commovente e molto, molto doloroso, guardare negli occhi in lacrime le ragazze costrette a dare forfait. Sentendosi quasi colpevoli, con la loro assenza, di aver infranto il sogno delle compagne di giocarsi un traguardo storico, sudato e combattuto tutto l’anno…o tutta la vita!”. Una situazione che potrebbe portare a un cambiamento: “Speriamo almeno che questo sacrificio posso essere utile in futuro ad una maggiore attenzione, considerazione e soprattutto rispetto per questo meraviglioso mondo chiamato Calcio Femminile ed alle sue splendide, appassionate protagoniste”. La Permac – che porta nel nome lo sponsor, una azienda di resine per pavimenti – è una squadra con molte storie da raccontare. A cominciare da quella – d’amore – fra il fondatore, Franco Fattorel, detto “il Baffo” e la moglie, grande appassionata di calcio. Per lei, nel 1982, è nata la squadra, che debuttò in aprile con un immancabile “scapole contro ammogliate”. In ottobre dello stesso anno l’esordio nel campionato di serie D, per poi arrivare alle C per meriti sportivi. Oggi il team delle rossoblù è portato avanti dalla signora Patrizia, pensionata e un passato da portiere, e dai suoi figli. E proprio uno di loro, Sergio, in qualità di allenatore, ha portato le tose alla vittoria “La differenza tra il calcio maschile e il calcio femminile è notevole – ha raccontato in una intervista -. Nel calcio femminile esistono ancora dei sentimenti importanti…passione, sacrificio e senso di appartenenza. Questi sono i valori che fanno la differenza”. barbaraganz.blog.ilsole24ore.com
  2. Sabato senza diretta Rai Sport e crollo degli ascolti con gli streaming. E' questa la promozione tanto decantata? Il dimissionario presidente della FIGC, in passato, ha più volte dichiarato che il calcio femminile dispone di 500.000 € ogni anno per la propria promozione. Importo che sembra non sia mai stato utilizzato soprattutto per la mancanza di sintonia tra le parti che dovevano e dovrebbero avere a cuore le sorti del femminile. Nemmeno la istituzione della famosa "Commissione federale per lo sviluppo del calcio femminile" e il relativo "Comitato esecutivo" con autorità a intervenire, deliberare e sviluppare le strategie per lo sviluppo del movimento femminile è riuscito a utilizzare tale somma che viene così sprecata ogni anno e rimane nelle casse della FIGC (a meno che non sia stata annullata). Inoltre, sembra che, per questa stagione, il name sponsor " I dolci sapori" abbia versato nelle casse della LND-DCF la somma di altri 500.000 € (fonte Repubblica.it http://www.repubblic...nde_-174842720/). Tutto questo, mentre dal Dipartimento fioccano risposte negative (per mancanza di soldi) alle richieste presentate dalla nostra testata e da altri siti che si occupano di promuovere il calcio femminile e che, giustamente, chiedono un minimo di supporto per realizzare le iniziative. In questo inizio stagione la LND ha puntato molto sullo streaming e, nonostante esso sia di ottima qualità, gli ascolti registrati non hanno mai superato le 3.000 persone (Nazionale). Contro i 90.000 ascolti registrati da Auditel in occasione della partita Juventus - Fiorentina (500.000 contatti). Se poi prendiamo l'ultimo streaming Fimauto-Tavagnacco gli ascolti non hanno mai sfiorato le 200 persone. Questi dati ci mostrano quanto la TV e Rai Sport siano più influenti nella promozione del nostro calcio in confronto dello streaming che diventa un costo supportato (inutilmente) solo per pochi. Non sarebbe meglio annullare lo streaming e fare solo dirette Rai Sport? Scarso risulta essere il seguito degli streaming realizzati dalle società, spesso disturbato dalle connessioni italiane (altro che superveloci) di bassa qualità che allontanano anche gli sportivi più fedeli. Non nascondiamoci dietro ad un dito: lo streaming non è seguito! Brescia - Res Roma non ha toccato le 100 persone ma almeno la qualità è buona; Ravenna - Juventus, superava le 250 ma la qualità della connessione ha bloccato la trasmissione; Fiorentina - Mozzanica non è iniziata, tra la delusione di tutti. Va detto che di solito violachannel.it trasmette delle ottime dirette. Sono arrivato alla convinzione che il calcio femminile interessi di più a chi non lo conosce che non al movimento stesso ma è importante realizzarlo. Il mio consiglio, disinteressato, è di fare gli streaming sulla piattaforma mycujoo.tv, utilizzata dal Brescia e dalla nostra redazione in occasione del Corso per addetti stampa. Basta una telecamera, un hardware e una chiavetta 4g per fare dirette da sballo con la possibilità di creare facilmente gli highlights in diretta. Tale piattaforma è completamente gratuita. Che fine ha fatto il tesoretto che potrebbe servire a promuovere il calcio femminile in TV? Questa domanda la porgo al nuovo consiglio del Dipartimento e alla stimata Coordinatrice Sonia Pessotto sperando che faccia chiarezza su questa vicenda. Il tesoretto è annualmente a disposizione? Se sì, come è stato impiegato finora? Oppure non è mai stato utilizzato? La peggiore delle ipotesi: non è stato rinnovato? Se così fosse, spero di no, la FIGC, dopo aver passato la palla alle società professionistiche, se ne sta lavando le mani? Abbiamo visto che dati certi alla mano che il calcio femminile in TV è un successo e, nonostante non sia per niente pubblicizzato sta riscuotendo gli ascolti della Serie B maschile... Perchè non puntare su questi dati per coinvolgere nuovi sponsor e tifosi? Walter Pettinati calciodonne.it
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