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Trovato 29 risultati

  1. Visto che mancano solo pochi giorni alla partita di Champions League Monaco - Juventus, apro il topic ormai storico qui su VS: A cosa sareste disposti a rinunciare, o cosa sareste disposti a fare pur di approdare alla finale a Cardiff? Visto che i precedenti ci hanno portato bene, manteniamo la tradizione ora la posta in gioco è davvero alta.
  2. http://www.dailymotion.com/video/x5lnjdq http://www.dailymotion.com/video/x5lnjvb http://www.dailymotion.com/video/x5lnm4j
  3. VIDEO Pre Monaco. Allegri "Finale ancora da conquistare". Chiellini "Difesa super? Alchimia ed empatia. Siamo in ottime condizioni fisiche e mentali" TuttoJuve.com
  4. con mio colpevole ritardo,riecco il topic son curiosa,voglio sapere
  5. Ci risiamo: l’urna di Nyon ha cantato ancora una volta. Un’ultima volta. Juventus, Real Madrid, Atletico Madrid e Monaco: questi i nomi contenuti all’interno delle 4 palline manovrate dall’ex Juve Ian James Rush, gli accoppiamenti sono probabilmente quelli più sperati. La Juventus infatti si troverà a dover affrontare il Monaco di Jardim, sulla carta un gradino sotto Real ed Atletico; sulla carta, avanti in un’ipotetica graduatoria di gradimento. La ridondanza della locuzione «sulla carta» non è affatto un mero esercizio stilistico, ma un modo concreto di esplicitare le difficoltà cui vanno incontro gli eroi del Camp Nou capitanati da Max Allegri. Andiamo a vedere nel dettaglio. Come gioca il Monaco? Il progetto Les enfants terribles avviato dal club monegasco è di quelli nobili e coraggiosi: rispetto al Monaco che due anni or sono affrontò la Juventus ai quarti di finale sono cambiati 7 titolari, rimpiazzati da numerosissimi under-23. Si tratta di Lemar (21), Bakayoko (22), Mendy (22), Sidibé (24), Tourè (20) e (il fiore all’occhiello) Kylian Mbappé (18). Il tecnico Jardim è riuscito a combinare la loro freschezza con l’esperienza dei veterani Falcao e Glik creando un mix esplosivo capace di primeggiare in Ligue 1, di guadagnare la semifinale di Champions League e di superare il bottino di 100 reti stagionali. L’assetto base scelto dal tecnico portoghese è il 442 Subasic Sidibé Jemerson Glik Mendy B.Silva Bakayoko Fabinho Lemar Falcao Mbappé Come potrebbero suggerire le caratteristiche dei giocatori in campo, il Monaco è una squadra estremamente verticale, che preferisce concedere il possesso all’avversario e giocare di transizione. Del resto Mbappè, Lemar, Mendy e Toure sono elementi chiave che grazie alla loro esuberanza fisica possono risalire il campo da soli. Non è un caso che la squadra monegasca faccia largo uso di lanci lunghi mirati a mettere la palla alle spalle della difesa avversaria, laddove la velocità delle frecce d’attacco e il tempismo aereo del Tigre possono fare la differenza. E non è un caso (x2) che molto spesso Subasic si riveli uno dei giocatori ad aver effettuato più lanci lunghi. Dal posizionamento del corpo e dal controllo indirizzato in avanti, Glik ha già deciso di lanciare palla Nulla da aggiungere. Queste caratteristiche intrinseche si amplificano sensibilmente quando l’avversario è per natura portato a giocare a difesa aperta. Esempi? Borussia Dortmund e Manchester City. I tedeschi, alla pari del City di Guardiola, sono stati gli avversari ideali per esaltare i concetti di gioco del Monaco. Un Monaco che manifesta tutta la sua preparazione tattica già nel primo non possesso: sull'impostazione bassa dell’avversario i 4 centrocampisti francesi non sono perfettamente in linea ma assumono posizioni ibride giocando in avanti rispetto ai due mediani e più interni rispetto ai terzini. Il motivo è di quelli evidenti: fare densità in mezzo al campo invita i difensori o il regista a giocare una palla esterna: a quel punto gli scorrimenti e la limitatezza delle soluzioni del portatore di palla rendono facile la chiusura dell’azione. Ovviamente all'interno di un contesto di questo tipo risulta fondamentale il lavoro delle due punte, che sono chiamate a pressare continuamente uno dei due centrali e a schermare la ricezione del regista/metodista. Perdere questa prima linea di pressing consentirebbe all'avversario di giostrare palla in zona centrale trovandosi poi in superiorità numerica e con fasce scoperte fronte alla porta. Si accennava precedentemente a come il Monaco sia una squadra paurosamente verticale. La fase di possesso dei monegaschi contro squadre che giocano a difesa aperta è materialmente ridotta all’osso: il possesso posizionale è praticamente inesistente, il fraseggio non è pervenuto. Ciò a cui si affida il Monaco sono i lanci lunghi a saltare il centrocampo e le transizioni palla al piede di elementi come Mendy, Lemar e Mbappé che in progressione dimostrano che scuderie come Williams e McLaren possono prendere spunto per risalire la classifica costruttori. Con soli due passaggi il Monaco a partire dalla difesa ha creato una chiara occasione da gol Contro squadre che tendono a giocare con baricentri bassissimi, o che in certi frangenti della partita concedono il possesso palla, gli uomini di Jardim provano ad adattarsi a situazioni cui solitamente sono poco abituati operando un possesso palla per certi versi scolastico, mirato prevalentemente a manovre di aggiramento che consistono nel portare la palla in fascia, a partire da uno sviluppo pressoché centrale, per poi provare il traversone a cercare le punte. L’obiettivo numero 1, manco a dirlo, è la creazione di situazioni di 1vs1 o addirittura 2vs1, dove la tecnica e la velocità dei suoi esterni possono fare malissimo. Come si affronta il Monaco? Per far fronte al disturbo alla prima impostazione operato dai due attaccanti di Jardim, Manchester City e Borussia Dortmund, dopo 15 minuti di difficoltà, si adoperano praticando la salida lavolpiana. Nella squadra di Guardiola sono alternativamente Yaya Touré e Fernandinho ad abbassarsi sulla linea dei difensori; presso i gialloneri invece sono Weigl e Sahin ad alternarsi il compito. In virtù dello svantaggio da recuperare, il Manchester City nel secondo tempo ha risposto innestando la difesa a 3 che ha sortito effetti del tutto analoghi a quelli della salida lavolpiana praticata nel primo tempo. La linea difensiva del Monaco è tutt’altro che granitica. Le doti fisiche di Glik, Jefferson, Raggi, Mendy e Sidibé rendono coriacei i corpo a corpo, ma è nella lettura degli spazi che la retroguardia monegasca pecca. Le distanze dagli avversari in fascia talvolta sono eccessive e le ali hanno il tempo di controllare agevolmente la sfera, mentre gli inserimenti all’interno dell’area vengono letti con una frazione di secondo di ritardo che, per quanto infima, nel calcio moderno può essere mortale. Ma è quando viene attaccata frontalmente che l’intera difesa va in difficoltà: nessuno degli interpreti riesce a leggere in maniera corretta le distanze con il dirimpettaio né i tempi di uscita, per cui le situazioni si sviluppano in falli o uscite fuori tempo che aprono le porte dell’area di rigore. Solo l'errore di De Bruyne nella misura del passaggio salva il Monaco da morte quasi certa Tutti i difensori guardano la palla dimenticando l'esistenza di 20 metri vuoti alle loro spalle In definitiva, il Monaco è una squadra dalle brillanti doti tecniche ed atletiche ma che, per renderle operative, necessita di stare sul pezzo per 95 minuti a partita. Un momento di black-out, alla luce della fragilità strutturale dell'assetto difensivo francese, può rivelarsi fatale.
  6. http://www.dailymotion.com/video/x5kr2qr http://www.dailymotion.com/video/x5kr32l Anche in inglese https://twitter.com/ViasatFotball/status/859876353948168192
  7. VIDEO Barzagli post Monaco: «Ottimo risultato per il ritorno. Mbappè impressionante. Higuain in Champions più al servizio della squadra»
  8. VIDEO Buffon post Monaco: «Era il tipo di gara che dovevamo per uscire vincitori. Felice di dare il mio contributo»
  9. VIDEO Allegri pre Genoa: «Unico dubbio Cuadrado, Marchisio farà un grande finale di stagione. Meglio Real del Monaco? No, ma dobbiamo stare attenti» TuttoJuve.com
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