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  1. Vedrete che da stasera un sacco di giornalisiti e ben pensanti si schiereranno a favore del VAR in champions . L'eliminazione della Roma con degli errori clamorosi dell'arbitro ( come per il Bayern) aprirà la richiesta forte con tutti i giornali schierati a gridare allo scandalo. Quando fu Agnelli a chiederlo, fu accolta in modo molto tiepido compreso i giornali e giornalisti, in pratica in modo nemmeno tanto velato, godevano ed era giusto che la juve subisse torti arbitrali in una sorta di compensazione con il campionato. Questa cosa mi fa imbelvire , ma sono pronto a scommettere che domani tutta l'opinione pubblica si schiererà a sostenere che la VAR è necessaria anche in Champions. hanno scritto che con il VAR la finale sarebbe stata Roma Bayern......... Vorrei vibratamente e con fermezza correggere , forse la finale champions sarebbe stata.......... Juve-Roma !! FAFFJ
  2. Madrid si allontana...

    Buongiorno a tutti, apro questo topic per un motivo molto semplice. Da sempre ritengo che un calciatore, nonostante guadagni una cifra che molti di noi non guadagneranno nella propria vita intera, abbia comunque in piccola parte una psicologia da tifoso. Ho sempre pensato che un calciatore possa in qualche modo provare le emozioni che proviamo noi tifosi e ragioni un pò come noi. In quest'ottica allora in questo topic mi voglio un attimo immedesimare io nel calciatore e creare in qualche modo una sinergia di pensiero, ragionando come lui. Partita contro la Spal. Arriviamo in giro di una settimana dalla partita con la lazio che ci porta a -1 dal napoli (sconfitto con la Roma) con una partita in meno, dalla rimonta di wembley, dal sorpasso sul napoli vincendo 2-0 con udinese e dall'allungo a +4 con la vittoria sull'atalanta. Si gioca a Ferrara in anticipo: se vinciamo andiamo addirittura a +7 in attesa del napoli, c'è la sosta e soprattutto alla ripresa ci sono Milan e Real. A me tifoso dopo questo periodo intenso e pieno di emozioni, e avendo alla base 6 anni di vittorie, della partita con la la Spal non frega nulla, tant'è che esco con gli amici vado al pub dove vedo solo gli ultimi 15 minuti ma avrei comunque potuta non vederla. Risultato sul campo: 0-0 partita orribile guarda caso. Allora non esiste questa distanza tra quello che proviamo noi tifosi ed i calciatori, sembra. Arriviamo quindi ad oggi. Come tifoso vivo una delle imprese più belle della nostra storia calcistica, a madrid. Trasformiamoci in giocatori (esiste sinergia quindi) La partita subito dopo contro la sampdoria non vedo l'ora che si giochi perchè bisogna sfogare sul campo la rabbia di madrid: primo tempo ragionato e poi secondo tempo all'attacco per approfittare pure del napoli e allungare a +6 che mi sembra scudetto assicurato (dopo 6 anni di trionfi, mi sembra un margine rassicurante). Nel frattempo si continua a parlare di Madrid, ma Madrid si allontana e più passano i giorni e più mi accorgo che ormai non giocherò le semifinali e anche quest'anno il mio sogno più grande lo vedrò realizzare da qualcun'altro. Ah nel frattempo dovrei giocare a Crotone: passo in vantaggio, il napoli sta perdendo, sto a +9 con lo scontro diretto in casa, insomma ho vinto di nuovo. Si tutto bello, ma... ma madrid è sempre più lontana e le semifinali non mi riguardano e la rabbia post madrid sta scemando e che palle giocare sta partita a crotone. Cavolo il crotone pareggia e il napoli vince, da +9 a +4 in 6 minuti. Vabbè ho lo scontro diretto in casa: posso vincere andare a +7 ed ipotecare lo scudetto. Bello tutto bello, ma da lunedì gioco ogni 7 giorni!!! la champions la vincerà qualcun'altro, e non io. Che noia, come posso giocare motivato a 1000? Che palle queste ultime partite da giocare senza giocare la champions, non sono motivato. Non sarà facile vincere questo campionato, davvero
  3. Bruce Grobbelaar, la Roma e... la Juventus

    Ragazzi, riporto questa intervista al mitico Bruce Grobbelaar che ci riguarda da molto vicino. Leggetela, ne vale la pena. ________________________________ La Roma ha pescato il Liverpool nel sorteggio delle semifinali in Champions League. Sarà la rivincita della finale del 1984, persa in finale ai rigori dai giallorossi all'Olimpico. Il protagonista fu Bruce Grobbelaar, che ipnotizzò Bruno Conti e Ciccio Graziani con la "danza dello spaghetto". L'ex portiere dei Reds ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica: "Anche stavolta vincerà il Liverpool e poi anche la finale. Sono passato alla storia come un clown? Ma sono ancora qui che rido. Non so come mi saltò in mente quel balletto, improvvisai. Mi sentivo le gambe come due spaghetti flosci, anche la rete sembrava uno spaghetto e così la mangiai. I fotografi erano impazziti, io strizzavo l'occhio e scuotevo la testa. Così Bruno Conti sbagliò, forse per colpa mia. Mi misi a ballare come negli anni Sessanta, le mani sulle ginocchia, sapete, quando poi si incrociano. Dovevo tenere i piedi sulla linea di porta, non avevo molta scelta e funzionò. Si capiva che erano nervosi. Ricordo che Conti saltellava e Graziani prese il pallone dicendo qualcosa all'arbitro, poi si fece il segno della croce prima di calciare. Io ormai ci avevo preso gusto e ridevo: tirò alto. Non ho fatto neanche una parata in quei rigori, ma ho fatto qualcosa di meglio e di più difficile: ho paralizzato la Roma. E comunque giocammo molto bene, eravamo la migliore squadra d'Europa. Voi ricordate solo il balletto, però quel Liverpool era formidabile: Souness, Kennedy, Ian Rush". "Un anno dopo, l'Heysel. Pensai di smettere col calcio, non lo feci solo per l'aiuto della mia famiglia. Ma la strage fu provocata dai fascisti di Londra, non dai nostri tifosi, sono sicuro di questo. Come sono sicuro che non si doveva giocare, ma che la Juve vinse meritatamente una gara vera e festeggiò come doveva". "Real Madrid-Juventus? Il portiere ha sempre ragione e Buffon più di tutti. Nessuno come lui, ma io amavo Zoff". "Roma-Barcellona? Non ho visto la partita d'andata, però che noia il Barcellona. Sono contento che qualcuno l'abbia eliminato: il calcio è velocità, corsa, cross e tiri, non palleggio infinito, anche se ormai gli spagnoli hanno un po' cambiato il loro modo di giocare. Il calcio è quello del mio vecchio Liverpool e anche del Liverpool di oggi. Uno spettacolo. Il calcio è una faccenda inglese, mica per niente l'hanno inventato loro". "Salah? Bisogna essere matti per vendere un giocatore del genere, oppure aver bisogno di molti soldi". "Mi piace ancora il calcio, soprattutto quello dei ragazzi. Fino a gennaio ho allenato i portieri dell'Ottawa Fury, in Canada, poi ho smesso. Ma il football rimane assai migliore di tutto quello che lo circonda, e di certa gente. Mi accusarono di partite truccate e i giudici mi hanno portato via tutto, ma alla fine nessuno ha saputo dimostrare la mia colpevolezza per il semplice fatto che ero innocente. Non sono ricco, ma va bene così. Ha fatto anche il concorrente di un reality per cuochi, non mi sono mai vergognato di niente in vita mia. Quando ero in guerra dicevo ai compagni che un giorno avrei giocato in Europa e loro mi rispondevano sì, sogna pure che magari stasera una granata ti stacca la testa. Ho combattuto la guerra civile in Rhodesia, come si chiamava allora, a 18 anni ho ucciso il mio primo nemico, ho rischiato la paralisi per colpa della poliomielite: quando vivi e superi tutto questo, o diventi matto oppure hai solo voglia di ridere. E poi parliamo di calcio, ragazzi. Una magnifica fesseria". cm.com
  4. Roma-Barça e Madrid-Juve si presentano come missioni impossibili, però se non riusciremo a fare miracoli abbiamo almeno il dovere di provareaprenderci qualche soddisfazione. Poi bisognerà lavorare in profondità per ripartire, perché l’eventuale euforia per uno o due ribaltoni oggi impensabili non dovrà distrarci e farci dimenticare ciò che emerge impietosamente dai numeri che accompagnano queste due pagine. Il confronto tra Spagna e Italia è impietoso, per qualità del campionato, livello delle nazionali, vittorie dei club, interesse generato, soldi incassati, campioni scritturati. Eravamo molto avanti, siamo molto indietro.Gli spagnoli quando vogliono disprezzarci calcisticamente ci danno dei «resultadistas», termine che curiosamente è iniziato a circolare nella nostra lingua solo in tempi molto recenti. Non si tratta solo di Messi e Ronaldo, di Xavi e Iniesta che arrivano tutti insieme. Attorno c’è molto di più. Vivendo in Spagna da italiani la prima cosa che salta all’occhio è l’attenzione per la palla, per il gioco, lo sport, lo spettacolo, la qualità. «Da noi a 12 anni i ragazzini sono obbligati a pensare alla tattica», diceva ieri a«Radio anch’io Sport» Fabio Capello, criticando l’approccio al calcio dell’Italia attuale. In Spagna tutti (o quasi) vogliono giocare bene e provano a farlo. La cosa eleva il livello medio del prodotto, dei suoi protagonisti e genera successo. In giro per il mondo, e considerando solo le prime divisioni, ci sono oltre 300 calciatori spagnoli, dalla Premier League al Vietnam. Li prendono per la qualità, a vario livello. Nei grandi campionati europei gli spagnoli sono quasi due terzi più dei nostri, la Liga manderà al Mondiale un terzo in più di protagonisti e le liste degli ultimi Palloni d’Oro ritwittano la stessa foto: tanta Liga e poca Serie A. Perché se non hai i soldi e trascuri il vivaio difficilmente potrai ritrovarti con dei campioni. Hanno le seconde squadre e non Primavera piene di stranieri, e nessun timore di puntare sui giovani. Fonte La Gazzetta dello Sport
  5. In Europa ci manca il "fino alla fine"

    Oggi come tutti i gobbi sono deluso e amareggiato, in testa rivedo quella maledetta (e meravigliosa) rovesciata in continuazione, ma a differenza di tanti altri non voglio focalizzarmi sui singoli, su Allegri, ecc. Quello di cui voglio parlare è un problema di mentalità, un limite che secondo me tra Cardiff e ieri sera si è palesato in modo clamoroso, ovvero quello di arrendersi troppo presto. In Italia siamo quelli del "fino alla fine", quelli che non si molla mai, che si lotta per 95 minuti, ecc. In Europa, dove gli avversari sono di un altro livello, la sensazione è che la resa arrivi troppo presto. A Cardiff sei sul 3-1 e mancano trenta minuti, non tre, trenta, ma di fatto smetti di giocare, hai alzato bandiera bianca a mezz'ora dal termine come se fosse impossibile in una partita fare 2 goal in 30 minuti! Ieri becchi il 2-0, hai ancora 25 minuti più 90 del Bernabeu, con un goal di fatto riapri tutto e te la vai a giocare lì. E invece no, la solita resa totale. Non riesco a capire se il problema sta nel carattere di alcuni elementi della rosa, nella mentalità dell'allenatore o nella poca abitudine a trovarsi in certe situazioni, perché bene o male in Italia di squadre che ti mettono sotto di 2 goal ormai non ne trovi. Cosa ne pensate?
  6. A pochi giorni dalla partita di Champions League Juventus-Real Madrid, ripropongo il topic ormai storico qui su VS: A cosa sareste disposti a rinunciare, o cosa sareste disposti a fare pur di approdare alla semifinale? La posta in ballo questa volta è davvero importantissima e pesante.... perciò, non risparmiatevi e tirate fuori tutta la vostra fantasia!
  7. Chi è andato via dalla Juventus per club, in apparenza, più vincenti, non ha trovato ciò che cercava. Certo, c’è addio e addio. Vidal ha dato tantissimo nei quattro anni bianconeri, 35 gol in campionato e 11 nelle coppe internazionali, confermandosi uno dei centrocampisti più prolifici. Al Bayern ha continuato a vincere la Bundesliga e le Coppe di Germania ma, dopo la finale di Berlino, sul tetto d’Europa non è più arrivato. Tevez, arrivato a Torino sul viale del tramonto e rigeneratosi a suon di reti, aveva voglia di tornare a casa, al suo Boca Junior che ha riportato al successo. Atto di fede? Niente affatto, sedotto dai soldi dello Shangai è volato in Cina, tranne poi accorgersi che quello non è calcio vero e riprendere un altro aereo per Buenos Aires. Malinconica fine carriera. A Pogba qualcosa della milionaria plusvalenza non ha funzionato. L’Europeo non l’ha lanciato nel gotha assoluto del pallone, nella prima stagione allo United non ha brillato, pur contribuendo con un suo gol alla vittoria in Europa League. Quest’anno ancora peggio, Mourinho lo ha messo in disparte e lui vuole andarsene. Manchester eliminato agli ottavi di Champions. Dani Alves ha più lingua che classe, ogni giorno se ne inventa una e non sempre ci sta dentro. Ha detto di aver scelto il Psg per vincere la Champions. Eliminato agli ottavi. Vincerà la Ligue per mancanza di competitor, poi chiuderà con i francesi. Tutti ricordano il famoso discorso del ristorante da 100 euro. Antonio Conte, il condottiero dei primi tre scudetti, dopo il clamoroso voltafaccia di Vinovo e dopo un biennio in Nazionale, ha scelto la Premier e i miliardi di Abramovic. Primo anno a razzo con una vittoria nel suo stile. Ma il tecnico di Lecce ha confermato ancora una volta tutti i suoi limiti, più di un torneo alla volta non lo regge. Nel 2018 il ruolino è disastroso, staccato in campionato ed eliminato agli ottavi di Champions. Almeno non ha fatto molti chilometri Leonardo Bonucci, autoproclamatosi capitano e leader di un Milan senza identità che però si sta riprendendo e proverà a giocarsi la Coppa Italia. Difficile approdi alla Champions e, intanto, eliminato agli ottavi di Europa League. Quelli che hanno voluto la Juve a tutti i costi – parlo ad esempio di Higuain, Pjanic e Bernardeschi - hanno fatto la scelta giusta. Avanti, fino alla fine. Luca Beatrice Fonte: Tuttosport
  8. Al sorteggio di Nyon c’era un convitato di pietra. Il suo nome è Pierluigi Colina. E’ stato, dicono, il miglior arbitro del mondo, Non è mai diventato il miglior designatore né d’Italia, né d’Europa, né del mondo. Siamo sempre in attesa di sapere che cosa pensi il Fischietto Supremo dell’indecente rigore contro il Milan, partorito all’Emirates Stadium dal combinato disposto del cascatore Welbeck, del sonnolento arbitro di porta Johansson e accordato dall’impresentabile Eriksson, uno che assieme al partner dovrebbe essere fermato per un anno poiché, insieme, hanno combinato più danni della grandine. Nel frattempo, pensando a Juve-Real, Barcellona-Roma, Lazio Salisburgo; all’acclarata influenza delle spagnole nella stanza dei bottoni; al Var che nelle coppe non c’è; alla mediocrità dei troppi arbitri in circolazione, c’è un messaggio forte e chiaro per Collina. Stavolta, niente scherzi. Sono anni che, in Europa, le squadre italiane subiscono torti spesso letali per il loro cammino nelle competizione Uefa. Non reclamano privilegi. Non chiedono trattamenti di favore. Semplicemente, desidererebbero giocare sempre in undici contro undici. Coraggio, Collina: nei quarti scelga i migliori, in attesa che gli inutili arbitri di porta vengano spazzati via dalla tecnologia. Fa pure rima. La Juve con il Tottenham, la Lazio a Kiev, il Milan a Londra, hanno già dato. E’ ora di piantarla. Fonte: Il Corriere dello Sport
  9. E alla fine arriva marzo

    Diceva così, Massimiliano Allegri ad inizio stagione. L'ironia e le battutine fatte sono state varie e numerose, tutte incentrate intorno al mito della "Juve di Marzo". Ora che ci siamo finalmente giunti abbiamo una Juve che viene da 22 risultati utili consecutivi, di cui 3 pareggi. In campionato sono 11 vittorie consecutive, considerando la Coppa Italia si arriva a 15 con un solo gol subito, quello dell'ex Caceres. Tante storie in queste numerose partite, dai vari infortuni e rispettivi rientri di Dybala, Matuidi, Higuain e i non ancora rientrati Bernardeschi e Cuadrado, passando per gli ottimi periodi di forma di Chico Bernardeschi, l'inarrestabile Douglas Costa, Gonzalo, Dybala e l'immortale Chiellini. Alla fine dei conti siamo primi in campionato con una partita da recuperare e una media punti degna delle migliori d'Europa ai quarti di Champions, dopo una complicata sfida con il Tottenham in finale di Coppa Italia Alla luce di tutto questo, come giudicate ora l'operato di Max Allegri e soprattutto della rosa?
  10. Buongiorno a tutti! Torno a scrivere qualcosa sul forum dopo un pò di tempo. E come al solito lo faccio analiticamente, numeri alla mano. Prima della sfida di Londra, contro il Tottenham, i nostri avversari, considerando le sole partite interne di Premier League e Campionato avevano il seguente score: 18 partite casalinghe tra Premier League e Champions. 13 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta. Solo in un'occasione il Tottenham non ha segnato in casa in questa stagione. In 9 occasioni casalinghe su 18 non ha subito gol, 7 volte ha subito 1 gol, 3 volte ha subito 2 gol. In Champions nelle partite casalinghe, vige la "regola del 3". Il Tottenham ha sempre segnato 3 gol contro il Borussia Dortmund, 3 gol contro il Real Madrid, 3 gol contro l'Apoel Nicosia. Unica sconfitta in casa della stagione risale al 20 agosto contro il Chelsea. Nelle ultime 12 partite casalinghe: 9 vittorie, 3 pareggi. 7 di queste partite senza subir gol. In casa del Tottenham solo due squadre hanno segnato 2 gol in casa loro, prima di noi: il Chelsea (che vinse 1-2), e il Southempton (subissato da 5 gol però)... Spero sia interessante, grande merito ai nostri ragazzi e al mister A cura di: Fabio Franco
  11. La decisione di Mediaset di trasmettere questa sera in chiaro, su Canale 5, Tottenham-Juventus è dettata dalla rilevanza della sfida, dall’esito incerto proprio per il risultato dell’andata (2-2), e quindi dall’ampio seguito che il ritorno degli ottavi di Champions League avrà sui telespettatori. Contrariamente alla politica di Fininvest, di voler cioè seguire il club bianconero esclusivamente su Mediaset Premium, almeno fino a semifinali e finali di Champions, che l’Uefa impone di mandare in onda in chiaro, l’azienda ha fatto un’eccezione per dare un servizio ai tifosi di calcio, e non solo a quelli juventini, visto che si tratta di una partita di interesse nazionale e per fare il pieno di ascolti. L’aspettativa è di avere 5-6 milioni di telespettatori con uno share che potrebbe avvicinarsi al 30%, più del doppio rispetto a uno show o a un film in prima serata. Nonostante i costi più alti gli spot pubblicitari legati alla Champions sono assai ambiti e vengono richiesti dai clienti più importanti: essendo pochi, c’è una corsa ad accaparraseli con qualche difficoltà per ottenerli perché la domanda è superiore all’offerta. Ma sono settoriali perché si rivolgono a un pubblico prevalentemente maschile e trasversale a livello di età, dai bambini agli ultra settantenni. Aspettiamoci, dunque, per stasera spot di automobili, di bevande ma non di creme o di prodotti femminili. Tornando al legame tra audience e pubblicità, l’aumento degli ascolti non solo fa vivere di rendita la rete per le settimane successive ma al momento di vendere la pubblicità si possono chiedere più soldi per il singolo spot. Del resto, è sempre il mercato a fare il prezzo e una partita di Champions vale oro. Fonte: Tuttosport
  12. Ancora protagonista il Var in una delle più rocambolesche giornate di FA Cup. E il fatto che la serata potesse essere decisa dall’assistente video si era capito quasi subito. Passati appena 6’ il Tottenham si vede annullare un gol per un fallo in attacco di Llorente. I padroni di casa però vogliono chiudere in fretta la pratica e gli sforzi vengono premiati poco prima della mezz’ora con una rete di Son. Ma in FA Cup la sorpresa è sempre in agguato. E allora ecco che succede di tutto. Il Tottenham si conquista un rigore, sempre concesso grazie all’assistente video. Ma il Var dà e il Var toglie, e allora ecco che proprio il penalty viene poi annullato per colpa sempre del coreano, reo di essersi fermato nella rincorsa prima del tiro. Cartellino giallo e nessuna possibilità di ritentare. Una doccia gelata per il Tottenham che riesce pure a incassare il pareggio degli ospiti, che colpiscono anche una traversa prima dell’intervallo. La differenza è però netta e nella ripresa gli Spurs dilagano. Tripletta di Llorente, che non vuol far pesare l’assenza di Kane, e seconda rete di Son. Nel finale c’è pure il tempo per il gol di Walker-Peters, entrato per Moura, protagonista di un’ottima prova con due assist decisivi. Gli Spurs mandano un segnale alle avversarie, specie alla Juve in vista del ritorno di Champions, proprio a Wembley. Fonte: Tuttosport
  13. L' impegno in FA Cup contro il Rochdale di stasera sembra essere una passeggiata per il Tottenham. Del resto, mentre gli Spurs lottano per un posto in Champions League, i più modesti avversari sono ancora insabbiati all’ultimo posto della League One, terza serie del calcio inglese. E come se non bastasse, il Tottenham non perde un replay di Coppa da più di 10 anni, da quando fu eliminato dal Chelsea nel 2007 (poi diventato campione). Ma Mauricio Pochettino non vuole cedere alla tentazione di sottovalutare l’avversario, e allora il tecnico del club di Londra predica attenzione, specialmente per i problemi di formazione in vista dell’impegno. Si, perché in difesa il club sta vivendo una vera e propria emergenza. Il tecnico argentino ha dovuto fare a meno di Jan Vertonghen e Toby Alderweireld contro il Crystal Palace, ed è improbabile che decida di rischili per la coppa con il ritorno di Champions ad una sola settimana di distanza. L’infortunio di Vertonghen è quello che preoccupa di più e lo staff medico del Tottenham sta lavorando duramente per riuscire a recuperarlo in tempo per la sfida con la Juventus: «L’ultimo esame era positivo - ha commentato a riguardo Pochettino - sicuramente non sarà disponibile per il Rochdale, ma speriamo di recuperarlo entro la fine della settimana». La difesa però non sarà l’unico reparto che subirà dei cambi durante la sfida di Coppa. In attacco infatti è quasi sicura la presenza dal primo minuti di Fernando Llorente, mentre verrà tenuto a riposo Harry Kane. Fonte: Tuttosport
  14. Basta un gol nel finale di Kane al Tottenham per superare il Crystal Palace nel lunch match della domenica di Premier: tre punti fondamentali per la corsa alla Champions, agganciando il quarto posto. E’ il 15° risultato utile consecutivo in tutte le competizioni, era dal 1999 che il Tottenham non aveva una serie simile (16). Pochettino si affida al tridente composto da Eriksen, Alli e Lamela dietro Kane. In panchina Lucas Moura, dato per titolare alla vigilia, e Son. Una logica di turnover, viste le quattro partite fondamentali nei prossimi 10 giorni, ma con il Palace non è stato semplice: «L’obiettivo erano i tre punti - così Pochettino -, non ci siamo mai arresi ed è stata una buona prestazione. Qui non era facile». Quasi perfetto Hennessey, con interventi decisivi quasi fino al 90’, quando Kane, dopo aver sbagliato tanto, ha indovinato la capocciata decisiva. Per lui è il gol numero 150 in carriera in tutte le competizioni, il 134° con gli Spurs. E in questa stagione le sue reti sono pesate tantissimo. La punta del Tottenham è infatti il giocatore che ha portato più punti alla sua squadra grazie alle reti segnate, ben 24. Fonte: Tuttosport
  15. I due gol segnati in questa Champions League sono stati pesanti, quelle reti infilate contro l’Olympiacos e a Lisbona contro lo Sporting hanno di fatto regalato più morale, certezze e chance a questa Juventus arrivata seconda nel Gruppo D dietro al Barcellona. Pochi ma buoni insomma, e in fondo è il Bignami di Champions del nuovo sistema-Higuain, nel senso «che sono pronto anche a segnare meno gol degli anni scorsi ma più pesanti» ha detto il Pipita dopo lo sblocco in campionato contro il Chievo il 27 gennaio scorso. Il primo sigillo, quello ai greci, Higuain lo mise dentro alla seconda giornata di Champions—quindi dopo la legnata del Camp Nou, 0-3 — e soprattutto alzandosi dalla sua seconda panchina di fila: gara che non si sblocca e la frantuma lui (assieme a Mandzukic) nove minuti dopo aver messo piede in campo. Resurrezione. Il secondo gol, al do Dragao, permise alla Juventus di mantenere lo Sporting a «meno-3» in classifica con lo scontro diretto a favore e a due giornate dalla fine del Girone. Reti toste, ciò che la Juve adesso gli chiede in un Ottavo elettrico, Kane davanti e la necessità di mostrare al popolo-Juve, al Tottenham e allo stesso rampantissimo Uragano che l’età ha un peso, l’esperienza conta e la Juve (possibilmente) di più. Il momento di Pipita fa pensare a un magic-moment: ha appena tagliato il traguardo dei 50 gol in maglia juventina in una stagione e un po’. Botti. Rispetto a Kane, Higuain ha una media un po' più bassa in Champions (0,27 a 1). È proprio e pure per questo che Pipita deve darsi un vestito europeo, «spaccare» la Champions: una edizione fa, Golzalo trascinò la Juve a Cardiff piazzando una doppietta squassante al Monaco. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  16. Matuidi, che ha un problema muscolare agli adduttori e proverà a bruciare le tappe in modo da essere convocabile almeno per la sfida di Wembley, a marzo. Per il match di andata dello Stadium (e pure per quello di ritorno) sarà assente anche il lungodegente Juan Cuadrado (l’altro è Benedikt Höwedes che però non è più in lista Uefa). Allegri punta al pieno recupero dei fantasisti Douglas Costa e Paulo Dybala, determinanti nel piano partita del tecnico livornese, anche se le condizioni fisiche dovessero imporre un utilizzo solo a partita in corso. Douglas Costa, ieri parzialmente in gruppo, potrebbe anche farcela per venerdì: la Juventus sfiderà la Fiorentina in campionato. Ma Allegri non vuole correre troppi rischi e gestirà con attenzione il brasiliano, pensando al Tottenham. Corsa contro il tempo per avere anche Dybala: l’obiettivo è quantomeno quello di convocare l’argentino.Numeri alla mano, valutando la generale condizione di forma e di fiducia, Gonzalo Higuain è in questa fase il giocatore più determinante della Juventus. E non solo per la recente tripletta al Sassuolo. E’ uno dei centravanti più forti e la sfida diretta con Kane rappresenta uno dei principali motivi di interesse di questo scontro negli ottavi di Champions L’assenza di Dybala e l’inserimento nel tridente di giocatori avvezzi all’assist (come Douglas Costa e Bernardeschi) ha consentito al Pipita di ritrovare il feeling con il gol e di essere decisivo. Anche i centrocampisti meritano una citazione: ora come ora Miralem Pjanic e Sami Khedira, chi in impostazione e chi con gli inserimenti, stanno cambiando ritmo alla Juventus. Bernardeschi ha dato imprevedibilità all’attacco bianconero e potrebbe rivelarsi la sorpresa del duello con il Tottenham. E’ alle prime esperienze in Champions League in carriera e nel girone ha raccolto poco spazio: 4 presenze per un totale di 46 minuti, sempre partendo dalla panchina. Eppure è riuscito a realizzare un gol e a rendere produttivi gli spezzoni che ha avuto a disposizione. Ora è in fiducia e in crescita: soprattutto a partita in corso e a squadra più lunghe, l’ex viola può risultare letale con la sua capacità di sfornare assist per gli altri attaccanti. E’ un’arma in più che Allegri non esiterà ad utilizzare. Fonte: Tuttosport
  17. E pensare che allo... Scansuolo hanno creduto in tanti, dall’antijuventino incallito a chi vanta di avere altri interessi rispetto alle sorti del campionato italiano, però vuoi mettere che vinca finalmente una squadra alternativa alla Juventus dopo sei anni di dominio incontrastato? E se per ipotesi assurda fosse vera la “teoria” delle squadre che si aprono dinanzi all’avanzata dei campioni d’Italia, vorrebbe dire che i Mosè vestiti di bianco e nero non avrebbero fatto distinzioni tra figli e figliastri: negli ultimi sei anni, visti i numeri, si sono scansati tutti. Si sono spostati per far passare il nemico di una vita nonostante dichiarazioni bellicose e previsioni intrepide su quel pezzo di stoffa che adorna la casacca degli juventini dal 2012 a oggi, un tricolore dopo l’altro. I numeri rappresentano la garanzia più fedele di un monologo che in Europa vale la medaglia d’argento: già, soltanto il Barcellona è stato capace di infilare più punti di Gigi Buffon e compagni, 611 contro 601 dal 2011 a oggi. Il resto è noia, o «chiacchiere da bar», direbbe Max. Allegri è il prosecutore di un’epopea inaugurata da quel «Fate schifo» che frastornò Bardonecchia e il cui copyright ha un nome e un cognome: Antonio Conte. Il rodotto finale è una Juventus da fare invidia. La classifica dei punti conquistati a partire dalla prima gara ufficiale allo Stadium recita: Barcellona 611 (tre Liga in archivio), Juventus 601 (sei scudetti consecutivi), Paris Saint-Germain 587 (quattro Ligue 1), Real Madrid 586 (due campionati), Bayern Monaco 556 (cinque Bundesliga in fila). Bianconeri sul podio: ci sta, perché la concorrenza in Italia ti rosicchia punti nonostante i 102 di Conte, da record. Il 7-0 contro il Sassuolo alla 251ª partita della serie è la certificazione definita del panta gruelismo bianconero: quel mix tra leggerezza di spirito e fame ancestrale che contraddistingue la Juve da sempre. Fonte: Tuttosport
  18. Il gol di Wanyama candidato a essere uno dei più belli della stagione, il 2­2 al 95’ di Kane che si fa perdonare il rigore precedente parato da Karius, ma, soprattutto, una dimostrazione di carattere che in trasferta, con le grandi, era sempre stata la grande lacuna del Tottenham. Dietro al romanzesco pareggio dell’Anfield, ci sono molte cose che ci ricordano perché la Premier sia il campionato più seguito al mondo, ma c’è anche un piccolo messaggio per la Juve, a otto giorni dalla sfida di Champions: gli Spurs stanno acquistando una personalità sconosciuta.I ragazzi di Pochettino stanno diventando uomini. La gara di Liverpool ha due volti: primo tempo nel segno della banda di Klopp, ripresa con il Tottenham padrone del campo. Dall’80’ in poi,succede tutto e il contrario di tutto: tre gol, un rigore fallito, un guardalinee – Eddie Smart – che sale sul palcoscenico e diventa determinante quando, al 95’, vede un fallo al centro dell’area sfuggito all’occhio stanco di Moss. Smart segnala all’arbitro il calcione rifilato da Van Dijk a Lamela. Il contatto c’è. E stavolta Kane non sbaglia: 2­2 e tutti a casa. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  19. «Il City è la mia preferita ed è più forte dello United Il Real in crisi? No, anzi Questa Juve è da finale Ma ora sarà più dura per tutti: occhio al Psg Nazionale?Ci si può pensare ma punto a guidare un club» La Juve ha fatto due finali nelle ultime tre edizioni. Va inserita fra le candidate anche in questa stagione, o no? «La finale è il suo obiettivo, ma l’ho detto prima, quest’anno è più difficile arrivare a Kiev. La lotta è più ampia». La Juve è al primo posto di tutte le difese d’Europa negli ultimi due mesi e mezzo. «E’ la sua forza. Solida e continua, questa è la Juve, una squadra che difficilmente sbaglia una partita e ancora più difficilmente sbaglia un periodo. Anche quando sul campo incontra dei problemi trova sempre il risultato, proprio come sta accadendo adesso e questo perché ha un’assoluta solidità difensiva. Però col Tottenham non è mica semplice». A proposito del Tottenham, si può dire che Kane in questa stagione è finora il miglior attaccante d’Europa? «Fra i migliori, insieme ai soliti Messi, Suarez, Ronaldo, Lewandowski, Neymar, Cavani e ci metterei anche Mbappé. Fonte: Il Corriere dello Sport