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Comunicato VS: "Petrucci corresponsabile del calcio malato.Avanti con i ricorsi"

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Due fantasmi si aggirano per l'Italia pallonara: "l'incompetenza" e il "doping legale". Il primo non fa paura, anzi ormai fa quasi sorridere: nella ramificatissima organizzazione della cosiddetta giustizia sportiva, a quanto sembra, non esiste un solo organo competente a pronunciarsi su alcunché, e in particolare sulle decisioni del professor Guido Rossi, personaggio senz'altro autorevole ma non fino al punto (almeno così credevamo) da essere sottratto a qualsiasi valutazione. Eravamo fermi all'infallibilità del Papa, ci aggiorneremo.

Più preoccupante è però l'altro fantasma, agitato dalla massima carica dello sport nazionale, Gianni Petrucci. Secondo Petrucci "il calcio di vertice è malato di doping legale(...) Sulle pagine dei giornali si parla solo di aspetti legali".

Gianni Petrucci occupa posizioni di vertice nell'organizzazione sportiva dal 1977 (a proposito di "rinnovamenti"...), è presidente del CONI dal 1999, al quarto mandato. Sorprende che si accorga solo ora del prepotente ingresso nel calcio dei tribunali. Dov'era Petrucci quando si aprivano fascicoli sul gol fantasma di Juve-Empoli del 1998? O quando si aprivano inchieste sul doping (solo a Torino), sui falsi in bilancio (solo a Torino), sul mobbing (solo a Torino)?

E non c'era Petrucci quando nel 2006 si è instaurato il meccanismo per cui le classifiche finali non le decide il campo ma dei "giudici"?

Nel 2011, dopo che il tifoso juventino medio ha dovuto laurearsi in giurisprudenza per seguire i risultati della sua squadra, e proprio quando la dirigenza della Juventus FC si è accorta (meglio tardi che mai) che i conti di "Calciopoli" non tornano, e ha deciso di tutelare i suoi interessi in tutte le sedi possibili, nel rigoroso rispetto delle procedure, il presidente del CONI scopre improvvisamente la deriva legalitaria del calcio italiano.

La cosa farebbe sorridere, se non fosse indecente e non avesse uno sgradevole tono di minaccia.

La sortita di Petrucci arriva dopo una settimana in cui molti hanno detto che i tifosi sarebbero "stanchi" di ricorsi, carte bollate, tribunali. Vogliamo rassicurare chi si preoccupa per noi: non siamo stanchi affatto. Certo che ci interessa anche il calcio giocato, specialmente dopo che i soliti furbacchioni si sono fatti il riposino alle nostre spalle speculando sulle alluvioni altrui: ma vogliamo anche sapere se nell'intero sistema giudiziario italiano ed europeo ci sarà mai qualcuno disposto non diciamo a darci per forza ragione, ma quantomeno ad ascoltarci, a valutare, a capire.

L'unica cosa di cui siamo stanchi è l'ingiustizia esibita con arroganza e sprezzo del ridicolo, per cui i ricorsi vanno depositati non quando lo dicono le leggi ma quando non si urtano le suscettibilità di quelli su cui la "giustizia" è sempre distratta o in ritardo. Oppure i ricorsi possono essere esperiti solo contro la Juventus.

Appoggiamo quindi, convintamente, la Juventus FC e il presidente Agnelli nelle sue iniziative giudiziarie, e gli chiediamo, come ha promesso, di andare fino in fondo. Può darsi che, oltre alla giustizia per la sua squadra, ottenga anche un ricambio effettivo di una classe dirigente che sopravvive a se stessa da quarant'anni.

In tal caso, almeno per questo, tutti dovrebbero dire grazie alla Juventus.

 

lo staff di vecchiasignora.com

 

 

 

COMPLETAMENTE D'ACCORDO CON QUESTO COMUNICATO.

OROGLIOSO DI ANDREA AGNELLI DEGNO EREDE DELL'AVVOCATO E DEL PADRE UMBERTO!

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