Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Third stone from the sun

Buon compleanno Moreno Torricelli

Post in rilievo

... tratto da " Cultural Classic " del 30/06/2025 ... da .giornale leggere senza " se " .. e .. senza " ma " alcuno : ne vale veramente la pena .. .ehm

 

Moreno Torricelli: 'Ho lasciato il calcio dopo la morte di mia moglie. ' Una bellissima storia

giu 30, 2025  

 Moreno Torricelli, che fine ha fatto: la falegnameria, il soprannome simpatico di Geppetto per la sua passione per il legno, la Lancia Thema e il dramma della moglie

torricelli.juve.monaco.19981.1440x864.jpg
 

Ex terzino di Juventus e Nazionale, con la maglia bianconera ha vinto la Champions League del 1996 e la successiva Intercontinentale, ma anche tre scudetti

WCGAZ1_0IVETH5M.jpg
 

 

"HO SMESSO CON IL CALCIO DOPO LA MORTE DI MIA MOGLIE. SONO TORNATO A FARE IL FALEGNAME" – L’EX TERZINO DELLA JUVE MORENO TORRICELLI, DETTO “GEPPETTO”, RIPERCORRE IL DRAMMA DELLA MOGLIE BARBARA, MORTA A 40 ANNI: “AVEVA IL 2% DI POSSIBILITÀ DI GUARIRE DALLA LEUCEMIA. I MEDICI FURONO CHIARI, MA LE DISSI LA VERITÀ SOLO 10 GIORNI PRIMA CHE SE NE ANDASSE. NON VOLEVO CHE LEI E I NOSTRI FIGLI PERDESSERO LE SPERANZE" - "IL CALCIO? MI MANCA GIOCARLO, QUELLO IN TV MENO. TUTTI I GIORNI UNA PARTITA, E' DIVENTATO NAUSEANTE..." 
a.jpg
 
 
Moreno Torricelli é nato a Erba (CO) il 23 gennaio 1970. La sua storia è bellissima; è quasi una fiaba di Cenerentola ambientata nel mondo del calcio. Torricelli lavora come magazziniere in una fabbrica di mobili della Brianza ma, grazie a un’amichevole disputata dalla Juventus nel luglio del 1992 contro la squadra nella quale milita per hobby, la Caratese (Campionato Nazionale Dilettanti), la sua vita cambia.
«Dai quindici ai ventidue anni ho lavorato fino alle sei del pomeriggio. Fare il falegname non mi dispiaceva, così come essere un calciatore solo per divertimento e qualche spicciolo. Avevo già allora una volontà di ferro. Ero uno di quelli che appena finito il turno preparava la borsa e volava al campo sportivo per l’allenamento. Fino a tardi, almeno tre volte a settimana. Sacrifici che oggi ricordo con grande piacere. Sarebbe stato bello farli anche se non fossi arrivato in Serie A. In origine ero un libero. Staccato, si diceva quando la marcatura era solo a uomo. Ho giocato così nei primi anni a Oggiono. Poi nel 1990 andai a Carate Brianza, dove arrivò un allenatore, Antonelli, che portò idee nuove. Il Sacchi dei campionati minori. Ci fece giocare in linea e mi spostò a giocare sulla fascia. Mi ha inventato come terzino, sono stato bravo ad adattarmi».
Giovanni Trapattoni, impressionato dalla carica agonistica e dalla grinta del giocatore, lo convoca in prova nel ritiro precampionato bianconero e convince la Juventus ad acquistarlo per pochi milioni di lire: «All’improvviso è spuntata la Juventus e fino all’ultimo non ci ho creduto. Mi seguivano due società; avrei potuto andare alla Pro Vercelli, ho fatto un provino per il Verona, infine sembravo destinato al Lecce. Poi è arrivata la grande occasione, due amichevoli con la Juventus che aveva bisogno di prestiti per le gare di Vicenza e Ancona. La favola è cominciata lì. Con la Juventus, mica una squadra qualsiasi».
Non fatica molto a diventare titolare fisso della squadra che in quella stagione si aggiudica la Coppa Uefa, battendo in finale i tedeschi del Borussia Dortmund: «Probabilmente non ho avuto nemmeno il tempo di rendermene conto che giocavo con la Juventus, mi sono subito sentito a mio agio. Ora mi sembra tutto normale, grazie all’aiuto dei miei compagni che, sin dal primo giorno, si sono comportati con me come se fossi uno di loro».

Dal Trap si passa a Lippi, ma la musica non cambia; Moreno è sempre titolare fisso della squadra bianconera. Le due stagioni migliori per Torricelli sono la 1994-95 e la 1995-96. Conquista lo scudetto, la Coppa Italia, la Champions League, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa europea e la Supercoppa Italiana, disputando partite memorabili per intensità e grinta. Da incorniciare è la finale contro l’Ajax, nella quale sfiora il goal dopo una corsa di cinquanta metri verso la porta avversaria e viene eletto miglior giocatore in campo.
Naturalmente, arriva anche la convocazione in Nazionale con la quale disputa dieci partite, partecipando al Campionato Europeo inglese: «La stagione del primo scudetto è stata unica, memorabile; siamo partiti senza i favori del pronostico poi, strada facendo, arrivano le vittorie.  Nell’estate del 1998, dopo 230 partite e tre goal in maglia bianconera, chiede e ottiene di essere ceduto alla Fiorentina, dove ad allenare la squadra c’è proprio Giovanni Trapattoni, l’uomo che lo aveva scoperto sei anni prima. Moreno lo ringrazia con un’ottima stagione che termina con la conquista da parte della squadra viola del terzo posto in campionato e con l’accesso ai preliminari di Champions League.
Disputerà ancora tre stagioni con i viola, fino all’estate del 2002, anno del fallimento economico della società. Nel gennaio 2003 si trasferisce in Spagna, nell’Español, dove disputa due stagioni. Torna in Italia nel novembre 2004 giocando nelle file dell’Arezzo, nel campionato di Serie B dove chiude la sua carriera.
N.B. - .ehm
Vi consiglio vivamente di venire a pag. 2 per leggere quanto   riportato nel dettagliato resoconto di cui sopra ed inerente le vicissitudini, sia positive .. che .. ahimè .. tristi, che hanno contrassegnato la vita di Moreno Torricelli -  
Appello che rivolgo anche a ..  @Scirea68  @Platini70  @Karma Cop    @Minerva X   @zoff70  @Roger   @Furia Ceca1985
 Buona notte .. e .. Grazie .. .salveStefano !
        
 
 
 
  
 
 
  
 
  • Mi Piace 3
  • Grazie 9

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Fratelli Bianconeri, vi invito tutti .. ma proprio tutti .. a leggere il dettagliato resoconto di " Cultural Classic " 

inerente le " vicissitudini " di MORENO TORRICELLI - PAGINA - 2 - // - PRIMO POST IN ALTO - 

NE VALE VERAMENTE LA PENA - GRAZIE -  .salveStefano !

  • Mi Piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
5 ore fa, 29 MAGGIO 1985 ha scritto:

... tratto da " Cultural Classic " del 30/06/2025 ... da .giornale leggere senza " se " .. e .. senza " ma " alcuno : ne vale veramente la pena .. .ehm

 

Moreno Torricelli: 'Ho lasciato il calcio dopo la morte di mia moglie. ' Una bellissima storia

giu 30, 2025  

 Moreno Torricelli, che fine ha fatto: la falegnameria, il soprannome simpatico di Geppetto per la sua passione per il legno, la Lancia Thema e il dramma della moglie

torricelli.juve.monaco.19981.1440x864.jpg
 

Ex terzino di Juventus e Nazionale, con la maglia bianconera ha vinto la Champions League del 1996 e la successiva Intercontinentale, ma anche tre scudetti

WCGAZ1_0IVETH5M.jpg
 

 

"HO SMESSO CON IL CALCIO DOPO LA MORTE DI MIA MOGLIE. SONO TORNATO A FARE IL FALEGNAME" – L’EX TERZINO DELLA JUVE MORENO TORRICELLI, DETTO “GEPPETTO”, RIPERCORRE IL DRAMMA DELLA MOGLIE BARBARA, MORTA A 40 ANNI: “AVEVA IL 2% DI POSSIBILITÀ DI GUARIRE DALLA LEUCEMIA. I MEDICI FURONO CHIARI, MA LE DISSI LA VERITÀ SOLO 10 GIORNI PRIMA CHE SE NE ANDASSE. NON VOLEVO CHE LEI E I NOSTRI FIGLI PERDESSERO LE SPERANZE" - "IL CALCIO? MI MANCA GIOCARLO, QUELLO IN TV MENO. TUTTI I GIORNI UNA PARTITA, E' DIVENTATO NAUSEANTE..." 
a.jpg
 
 
Moreno Torricelli é nato a Erba (CO) il 23 gennaio 1970. La sua storia è bellissima; è quasi una fiaba di Cenerentola ambientata nel mondo del calcio. Torricelli lavora come magazziniere in una fabbrica di mobili della Brianza ma, grazie a un’amichevole disputata dalla Juventus nel luglio del 1992 contro la squadra nella quale milita per hobby, la Caratese (Campionato Nazionale Dilettanti), la sua vita cambia.
«Dai quindici ai ventidue anni ho lavorato fino alle sei del pomeriggio. Fare il falegname non mi dispiaceva, così come essere un calciatore solo per divertimento e qualche spicciolo. Avevo già allora una volontà di ferro. Ero uno di quelli che appena finito il turno preparava la borsa e volava al campo sportivo per l’allenamento. Fino a tardi, almeno tre volte a settimana. Sacrifici che oggi ricordo con grande piacere. Sarebbe stato bello farli anche se non fossi arrivato in Serie A. In origine ero un libero. Staccato, si diceva quando la marcatura era solo a uomo. Ho giocato così nei primi anni a Oggiono. Poi nel 1990 andai a Carate Brianza, dove arrivò un allenatore, Antonelli, che portò idee nuove. Il Sacchi dei campionati minori. Ci fece giocare in linea e mi spostò a giocare sulla fascia. Mi ha inventato come terzino, sono stato bravo ad adattarmi».
Giovanni Trapattoni, impressionato dalla carica agonistica e dalla grinta del giocatore, lo convoca in prova nel ritiro precampionato bianconero e convince la Juventus ad acquistarlo per pochi milioni di lire: «All’improvviso è spuntata la Juventus e fino all’ultimo non ci ho creduto. Mi seguivano due società; avrei potuto andare alla Pro Vercelli, ho fatto un provino per il Verona, infine sembravo destinato al Lecce. Poi è arrivata la grande occasione, due amichevoli con la Juventus che aveva bisogno di prestiti per le gare di Vicenza e Ancona. La favola è cominciata lì. Con la Juventus, mica una squadra qualsiasi».
Non fatica molto a diventare titolare fisso della squadra che in quella stagione si aggiudica la Coppa Uefa, battendo in finale i tedeschi del Borussia Dortmund: «Probabilmente non ho avuto nemmeno il tempo di rendermene conto che giocavo con la Juventus, mi sono subito sentito a mio agio. Ora mi sembra tutto normale, grazie all’aiuto dei miei compagni che, sin dal primo giorno, si sono comportati con me come se fossi uno di loro».

Dal Trap si passa a Lippi, ma la musica non cambia; Moreno è sempre titolare fisso della squadra bianconera. Le due stagioni migliori per Torricelli sono la 1994-95 e la 1995-96. Conquista lo scudetto, la Coppa Italia, la Champions League, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa europea e la Supercoppa Italiana, disputando partite memorabili per intensità e grinta. Da incorniciare è la finale contro l’Ajax, nella quale sfiora il goal dopo una corsa di cinquanta metri verso la porta avversaria e viene eletto miglior giocatore in campo.
Naturalmente, arriva anche la convocazione in Nazionale con la quale disputa dieci partite, partecipando al Campionato Europeo inglese: «La stagione del primo scudetto è stata unica, memorabile; siamo partiti senza i favori del pronostico poi, strada facendo, arrivano le vittorie.  Nell’estate del 1998, dopo 230 partite e tre goal in maglia bianconera, chiede e ottiene di essere ceduto alla Fiorentina, dove ad allenare la squadra c’è proprio Giovanni Trapattoni, l’uomo che lo aveva scoperto sei anni prima. Moreno lo ringrazia con un’ottima stagione che termina con la conquista da parte della squadra viola del terzo posto in campionato e con l’accesso ai preliminari di Champions League.
Disputerà ancora tre stagioni con i viola, fino all’estate del 2002, anno del fallimento economico della società. Nel gennaio 2003 si trasferisce in Spagna, nell’Español, dove disputa due stagioni. Torna in Italia nel novembre 2004 giocando nelle file dell’Arezzo, nel campionato di Serie B dove chiude la sua carriera.
N.B. - .ehm
Vi consiglio vivamente di venire a pag. 2 per leggere quanto   riportato nel dettagliato resoconto di cui sopra ed inerente le vicissitudini, sia positive .. che .. ahimè .. tristi, che hanno contrassegnato la vita di Moreno Torricelli -  
Appello che rivolgo anche a ..  @Scirea68  @Platini70  @Karma Cop    @Minerva X   @zoff70  @Roger   @Furia Ceca1985
 Buona notte .. e .. Grazie .. .salveStefano !
        
 
 
 
  
 
 
  
 

Buonasera Stefano.. anzi.. buonanotte... non badare all'ora ma sono appena tornato da lavoro e avevo davvero piacere di risponderti.

Solo una piccola premessa: sono qui da qualche anno - nulla in confronto a molti utenti del forum - ma ho imparato a conoscerti leggendo i tuoi dettagliati post e posso dire con certezza che ti stimo enormemente sia come tifoso - mai banale e sempre moderato - che soprattutto come persona. Se mi permetti ti considero un TOTEM del forum, o un oratore di una tribù indiana, pronto a raccogliere e tramandare il sapere juventino a chi non ha potuto vivere certe meravigliose emozioni con un linguaggio a dir poco UNICO. Ogni volta che mi citi o che metti un "mi piace" ad un mio commento, ecco per me vale molto sono sincero. Per cui ti ringrazio per la considerazione di cui mi fai dono.

In risposta al tuo bellissimo commento, sì la storia di Moreno la conosco. Sono così legato a quella squadra e a quei giocatori che li tratto come se fossero parenti. Ho avuto la fortuna di vivere una delle Juventus più belle e vincenti in un periodo della mia vita altrettanto felice, pensare a loro non diventa solo una questione di campo, ma accende ricordi che mi fanno venire tanti brividi e tanta nostalgia. Quello che gli è successo ed il modo in cui ha reagito non fa altro che accrescere il suo mito di ragazzo semplice diventato leggenda. Un esempio che tutti i bimbi o ragazzi che, anche se non baciati dal dono di madre natura possono farcela, grazie alla dedizione, al sacrificio e all'impegno. E soprattutto il valore che il calcio è tanto, ma non è tutto e che le cose nella vita possono cambiare, anche in peggio. Ma come disse il nostro amato e mai dimenticato Gianluca, " "La vita è fatta per il 10% da quel che ci succede e per il 90% da come lo affrontiamo".

E' sempre importante ricordare questi giocatori e queste squadre. Non per un morboso amore per il passato dal quale sembra che non ci si voglia mai staccare impedendoci di guardare avanti e progredire, ma per avere coscienza e identificazione nella nostra storia. Più leggiamo i tuoi commenti e più diventiamo juventini (perchè non lo si è mai abbastanza!).

Postilla finale: lunedì sera ho avuto la fortuna di assistere al teatro Regio di Torino alla festa (perchè lui avrebbe voluto questo) dedicata a Gianluca Vialli. In sala c'erano tanti juventini, qualche doriano ed anche un tifoso della Cremonese. Il calcio è questo, sarebbe bello che non fosse la perdita ma la passione ad unire ed io cerco di metterne tanta perchè la devo trasmettere al meglio che posso ai ragazzini. E dopo la foto che ho strappato all'immenso Fabrizio Ravanelli - lui si è già dimenticato di me, ma per me è stata una cosa che a 18 anni, guardandolo segnare a Roma quel 22 Maggio, non avrei mai immaginato potesse accadere. Non sono più di primo pelo ma l'emozione è stata immensa, ancora adesso ci ripenso e sorrido incredulo, grazie Fabrizio! - ne ho ancora di più.

 

Scusa per la lunghezza del commento, di solito sono più conciso.

A questo punto sì, buonanotte per davvero!

 

Federico

  • Mi Piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In leggero ritardo... Auguri Campione, per me sei stato l'MVP della Finalissima di Roma '96... Un semplice, ma sentitissimo, GRAZIE per i tanti momenti di gioia che ci hai regalato .salve

 

  • Mi Piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, 29 MAGGIO 1985 ha scritto:

... tratto da " Cultural Classic " del 30/06/2025 ... da .giornale leggere senza " se " .. e .. senza " ma " alcuno : ne vale veramente la pena .. .ehm

 

Moreno Torricelli: 'Ho lasciato il calcio dopo la morte di mia moglie. ' Una bellissima storia

giu 30, 2025  

 Moreno Torricelli, che fine ha fatto: la falegnameria, il soprannome simpatico di Geppetto per la sua passione per il legno, la Lancia Thema e il dramma della moglie

torricelli.juve.monaco.19981.1440x864.jpg
 

Ex terzino di Juventus e Nazionale, con la maglia bianconera ha vinto la Champions League del 1996 e la successiva Intercontinentale, ma anche tre scudetti

WCGAZ1_0IVETH5M.jpg
 

 

"HO SMESSO CON IL CALCIO DOPO LA MORTE DI MIA MOGLIE. SONO TORNATO A FARE IL FALEGNAME" – L’EX TERZINO DELLA JUVE MORENO TORRICELLI, DETTO “GEPPETTO”, RIPERCORRE IL DRAMMA DELLA MOGLIE BARBARA, MORTA A 40 ANNI: “AVEVA IL 2% DI POSSIBILITÀ DI GUARIRE DALLA LEUCEMIA. I MEDICI FURONO CHIARI, MA LE DISSI LA VERITÀ SOLO 10 GIORNI PRIMA CHE SE NE ANDASSE. NON VOLEVO CHE LEI E I NOSTRI FIGLI PERDESSERO LE SPERANZE" - "IL CALCIO? MI MANCA GIOCARLO, QUELLO IN TV MENO. TUTTI I GIORNI UNA PARTITA, E' DIVENTATO NAUSEANTE..." 
a.jpg
 
 
Moreno Torricelli é nato a Erba (CO) il 23 gennaio 1970. La sua storia è bellissima; è quasi una fiaba di Cenerentola ambientata nel mondo del calcio. Torricelli lavora come magazziniere in una fabbrica di mobili della Brianza ma, grazie a un’amichevole disputata dalla Juventus nel luglio del 1992 contro la squadra nella quale milita per hobby, la Caratese (Campionato Nazionale Dilettanti), la sua vita cambia.
«Dai quindici ai ventidue anni ho lavorato fino alle sei del pomeriggio. Fare il falegname non mi dispiaceva, così come essere un calciatore solo per divertimento e qualche spicciolo. Avevo già allora una volontà di ferro. Ero uno di quelli che appena finito il turno preparava la borsa e volava al campo sportivo per l’allenamento. Fino a tardi, almeno tre volte a settimana. Sacrifici che oggi ricordo con grande piacere. Sarebbe stato bello farli anche se non fossi arrivato in Serie A. In origine ero un libero. Staccato, si diceva quando la marcatura era solo a uomo. Ho giocato così nei primi anni a Oggiono. Poi nel 1990 andai a Carate Brianza, dove arrivò un allenatore, Antonelli, che portò idee nuove. Il Sacchi dei campionati minori. Ci fece giocare in linea e mi spostò a giocare sulla fascia. Mi ha inventato come terzino, sono stato bravo ad adattarmi».
Giovanni Trapattoni, impressionato dalla carica agonistica e dalla grinta del giocatore, lo convoca in prova nel ritiro precampionato bianconero e convince la Juventus ad acquistarlo per pochi milioni di lire: «All’improvviso è spuntata la Juventus e fino all’ultimo non ci ho creduto. Mi seguivano due società; avrei potuto andare alla Pro Vercelli, ho fatto un provino per il Verona, infine sembravo destinato al Lecce. Poi è arrivata la grande occasione, due amichevoli con la Juventus che aveva bisogno di prestiti per le gare di Vicenza e Ancona. La favola è cominciata lì. Con la Juventus, mica una squadra qualsiasi».
Non fatica molto a diventare titolare fisso della squadra che in quella stagione si aggiudica la Coppa Uefa, battendo in finale i tedeschi del Borussia Dortmund: «Probabilmente non ho avuto nemmeno il tempo di rendermene conto che giocavo con la Juventus, mi sono subito sentito a mio agio. Ora mi sembra tutto normale, grazie all’aiuto dei miei compagni che, sin dal primo giorno, si sono comportati con me come se fossi uno di loro».

Dal Trap si passa a Lippi, ma la musica non cambia; Moreno è sempre titolare fisso della squadra bianconera. Le due stagioni migliori per Torricelli sono la 1994-95 e la 1995-96. Conquista lo scudetto, la Coppa Italia, la Champions League, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa europea e la Supercoppa Italiana, disputando partite memorabili per intensità e grinta. Da incorniciare è la finale contro l’Ajax, nella quale sfiora il goal dopo una corsa di cinquanta metri verso la porta avversaria e viene eletto miglior giocatore in campo.
Naturalmente, arriva anche la convocazione in Nazionale con la quale disputa dieci partite, partecipando al Campionato Europeo inglese: «La stagione del primo scudetto è stata unica, memorabile; siamo partiti senza i favori del pronostico poi, strada facendo, arrivano le vittorie.  Nell’estate del 1998, dopo 230 partite e tre goal in maglia bianconera, chiede e ottiene di essere ceduto alla Fiorentina, dove ad allenare la squadra c’è proprio Giovanni Trapattoni, l’uomo che lo aveva scoperto sei anni prima. Moreno lo ringrazia con un’ottima stagione che termina con la conquista da parte della squadra viola del terzo posto in campionato e con l’accesso ai preliminari di Champions League.
Disputerà ancora tre stagioni con i viola, fino all’estate del 2002, anno del fallimento economico della società. Nel gennaio 2003 si trasferisce in Spagna, nell’Español, dove disputa due stagioni. Torna in Italia nel novembre 2004 giocando nelle file dell’Arezzo, nel campionato di Serie B dove chiude la sua carriera.
N.B. - .ehm
Vi consiglio vivamente di venire a pag. 2 per leggere quanto   riportato nel dettagliato resoconto di cui sopra ed inerente le vicissitudini, sia positive .. che .. ahimè .. tristi, che hanno contrassegnato la vita di Moreno Torricelli -  
Appello che rivolgo anche a ..  @Scirea68  @Platini70  @Karma Cop    @Minerva X   @zoff70  @Roger   @Furia Ceca1985
 Buona notte .. e .. Grazie .. .salveStefano !
        
 
 
 
  
 
 
  
 

Grazie amico come sempre per le bellissime storie che ci racconti,trasudano Juventinita' da tutti i pori.

  • Grazie 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
7 ore fa, Il Finnico ha scritto:

Buonasera Stefano.. anzi.. buonanotte... non badare all'ora ma sono appena tornato da lavoro e avevo davvero piacere di risponderti.

Solo una piccola premessa: sono qui da qualche anno - nulla in confronto a molti utenti del forum - ma ho imparato a conoscerti leggendo i tuoi dettagliati post e posso dire con certezza che ti stimo enormemente sia come tifoso - mai banale e sempre moderato - che soprattutto come persona. Se mi permetti ti considero un TOTEM del forum, o un oratore di una tribù indiana, pronto a raccogliere e tramandare il sapere juventino a chi non ha potuto vivere certe meravigliose emozioni con un linguaggio a dir poco UNICO. Ogni volta che mi citi o che metti un "mi piace" ad un mio commento, ecco per me vale molto sono sincero. Per cui ti ringrazio per la considerazione di cui mi fai dono.

In risposta al tuo bellissimo commento, sì la storia di Moreno la conosco. Sono così legato a quella squadra e a quei giocatori che li tratto come se fossero parenti. Ho avuto la fortuna di vivere una delle Juventus più belle e vincenti in un periodo della mia vita altrettanto felice, pensare a loro non diventa solo una questione di campo, ma accende ricordi che mi fanno venire tanti brividi e tanta nostalgia. Quello che gli è successo ed il modo in cui ha reagito non fa altro che accrescere il suo mito di ragazzo semplice diventato leggenda. Un esempio che tutti i bimbi o ragazzi che, anche se non baciati dal dono di madre natura possono farcela, grazie alla dedizione, al sacrificio e all'impegno. E soprattutto il valore che il calcio è tanto, ma non è tutto e che le cose nella vita possono cambiare, anche in peggio. Ma come disse il nostro amato e mai dimenticato Gianluca, " "La vita è fatta per il 10% da quel che ci succede e per il 90% da come lo affrontiamo".

E' sempre importante ricordare questi giocatori e queste squadre. Non per un morboso amore per il passato dal quale sembra che non ci si voglia mai staccare impedendoci di guardare avanti e progredire, ma per avere coscienza e identificazione nella nostra storia. Più leggiamo i tuoi commenti e più diventiamo juventini (perchè non lo si è mai abbastanza!).

Postilla finale: lunedì sera ho avuto la fortuna di assistere al teatro Regio di Torino alla festa (perchè lui avrebbe voluto questo) dedicata a Gianluca Vialli. In sala c'erano tanti juventini, qualche doriano ed anche un tifoso della Cremonese. Il calcio è questo, sarebbe bello che non fosse la perdita ma la passione ad unire ed io cerco di metterne tanta perchè la devo trasmettere al meglio che posso ai ragazzini. E dopo la foto che ho strappato all'immenso Fabrizio Ravanelli - lui si è già dimenticato di me, ma per me è stata una cosa che a 18 anni, guardandolo segnare a Roma quel 22 Maggio, non avrei mai immaginato potesse accadere. Non sono più di primo pelo ma l'emozione è stata immensa, ancora adesso ci ripenso e sorrido incredulo, grazie Fabrizio! - ne ho ancora di più.

 

Scusa per la lunghezza del commento, di solito sono più conciso.

A questo punto sì, buonanotte per davvero!

 

Federico

Caro Federico, buongiorno. 

 

.scrittore scrivi  :  " ... sono appena tornato dal lavoro e avevo davvero piacere risponderti ... "  e sono le ore  - 3,55 - orario in cui, a seconda della stagione ( ammesso e non concesso che si possa ancora " ragionar di stagioni " ) assai labile è il confine tra il cupo e fosco della notte e l'albeggiante chiarore del " levar del sole " ( anche se, lo .paceebene confesso, dalle mie parti, da ieri sera, " Giove Pluvio " la fa da padrone assoluto ed incontrastato ) .. e .. tu .. nonostante tutto .. cosa fai ? 

 

Incredibile ma vero, prima di affidare le tue membra a " Morfeo ", trovi il tempo e la forza di oltremodo onorarmi attribuendomi presunte e raffinate doti di  " narratore juventino " che ( e lo scrivo e lo confermo senza millantare " falsa modestia " ) non ho mai avuto e mai avrò nel mio datato ed obsoleto " DNA " . 

 

Ciò detto e premesso, conscio dei miei enormi limiti, non riesco, assolutamente non riesco a formulare " pensieri e parole " che possano rendere appieno il senso di " profonda gratitudine " che, in maniera compiuta, avverto verso la tua persona : Grazie .. Grazie .. ed ancora .. Grazie ! 

 

Auguro a te, ed a coloro che ti stanno a cuore, un sereno e prospero proseguimento di giornata, cordiali e sinceri saluti,  .salveStefano !

 

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Furia Ceca1985 ha scritto:

Grazie amico come sempre per le bellissime storie che ci racconti,trasudano Juventinita' da tutti i pori.

Caro fratello bianconero, ti prego, non invertiamo i " metaforici addendi "

qui se c'è qualcuno che avverte " l'obbligo ed il piacere " di Ringraziare qualcuno, costui, sono proprio io

nei tuoi confronti - sei stato molto gentile ... veramente " troppo gentile " ... conscio peraltro del fatto che

" non merito " .. assolutamente  .. " non merito " .. tanta squisita considerazione. 

 

Buon proseguimento di giornata, .salveStefano ! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Tanti auguri Moreno !!

Una delle più belle storie del calcio, dalla Caratese al debutto con la Juventus in coppa Uefa, con tanto di rete all'esordio.

La sua più bella partita credo sia stata la finale con l'Ajax, quella sera in campo era ovunque, sembrava che ce ne fossero due, senza di lui probabilmente avremmo perso pure quella !!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

tratto da " Mediaset Infinity " - " Verissimo " - del 03/01/2026 -  .ehm 

 

Moreno Torricelli, 55 anni, ricorda a Verissimo la moglie Barbara, scomparsa nel 2010 a causa di una leucemia. Dal loro matrimonio sono nati tre figli: Alessio, Arianna e Aurora. Oggi l'ex calciatore della Juventus è anche nonno del piccolo Noa.

"Con Barbara siamo cresciuti insieme, ci siamo conosciuti a 15 anni, lei lavorava con mia cugina - racconta Moreno Torricelli - Ci siamo sposati a 23 anni, dopo il mio primo anno in serie A. Poi sono arrivati tre figli".

L'ex sportivo continua: "Quando ho finito la carriera di giocatore Barbara si è ammalata, sono stati 9 mesi di calvario. Era il periodo di Natale, Barbara non stava bene, aveva sempre qualche linea di febbre. Siamo partiti per qualche giorno di vacanza in montagna e quando siamo rientrati è andata al pronto soccorso. Da lì la diagnosi di leucemia ed è stata subito ricoverata. Fin dall'inizio il dottore ci ha detto che si trattava di una delle forme peggiori. In quel momento ho deciso di non dirlo né ai familiari di Barbara né ai nostri figli per non far perdere loro la speranza".

A proposito di Alessio, Arianna e Aurora, Moreno Torricelli aggiunge: "I figli sono ciò che Barbara mi ha lasciato e che mi ha dato la forza di andare avanti. È stato difficile perché la famiglia è donna. Ai miei figli è capitata la cosa peggiore che potesse capitare loro, però insieme ce l'abbiamo fatta".

Oggi Moreno Torricelli ha ritrovato l'amore al fianco della nuova compagna Lucia: "Lucia è una ragazza splendida, ci ha accettati tutti e 4 per quello che siamo. Mi ha dato quella voglia di tornare a condividere la vita dopo la tragedia di mia moglie. Lucia mi ha fatto ribattere il cuore. Mi ha dato la voglia di continuare a pensare al domani".  

 

P.S - MORENO TORRICELLI IN COMPAGNIA DELLE SUE 2 FIGLIE - ARIANNA & AURORA - E DEL FIGLIO - ALESSIO -  

( trattasi del suo compleanno di 2 anni orsono )  ... .ehm

 

Moreno Torricelli compie 53 anni: la falegnameria, il soprannome Geppetto,  il dramma della moglie e la nuova vita in Val d'Aosta - Corriere.it

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi Subito

Sei già registrato? Accedi da qui.

Accedi Adesso

×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.