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  1. Dopo due pali, KoloMuani si augura di esultare questa estate: a prescindere dalla salvezza degli Spurs, in Premier non resterà. E sotto la Tour Eiffel sono stati chiari con il suo entourage: il tempo dei prestiti è finito, i campioni d’Europa a luglio vogliono firmare il divorzio definitivo. L’idea del ds parigino Luis Campos, scopritore di David ai tempi del Lilla, è quella di scambiare la punta canadese con quella della nazionale di Deschamps. Il puzzle è ancora tutto da costruire a livello economico, però intanto qualcosa comincia a muoversi. Kolo Muani cerca stabilità e vorrebbe trovarla alla Juventus, dove si è sentito amato e anche Spalletti ha un debole per l’attaccante dai tempi del Napoli e in estate lo vuole riunire a Vlahovic.
  2. Kostic rilanciato da Spalletti e autore di tre preziosi gol, non gioca titolare da fine novembre e, negli ultimi quattro mesi, ha giocato al massimo mezz’ora contro il Napoli. Miretti non gioca titolare dal ko con il Como e, nell’ultimo mese, si è dovuto accontentare di una mezz’ora, mentre Cabal è scomparso dai radar dopo la sciagurata espulsione contro il Galatasaray nell’andata dei playoff di Champions che ha compromesso l’avventura europea. Adzic partito solo una volta titolare in 30 partite della sua gestione. E poi c’è Zhegrova, che non ha ancora segnato un gol ed è partito soltanto una volta dal primo minuto in stagione. Le alternative funzionano poco ma per la Champions Spalletti avrebbe bisogno dell'apporto di tutti.
  3. Jonathan David con il Canada sfiderà Islanda e Tunisia mentre il Belgio di Lois Openda, già qualificato, volerà negli Stati Uniti per affrontare i padroni di casa ad Atlanta e il Messico a Chicago. Finiti ai margini del progetto Juve e in fondo alle gerarchie, i due attaccanti cercheranno di ritrovare il sorriso e di sfruttare l’opportunità per dimostrarsi degni di un top club: entrambi già sanno che verosimilmente a giugno finiranno sul mercato.
  4. Le indiscrezioni raccolte sabato a Torino riferiscono di un appuntamento tra la Juve, Dusan e i suoi rappresentanti, in testa il papà Milos, tra mercoledì e giovedì. Il centravanti serbo, appena rientrato dopo oltre tre mesi di stop e non convocato dalla propria nazionale, approfitterà di queste due settimane di lavoro per intensificare la preparazione. C’è disponibilità a prolungare su basi economiche diverse rispetto al contratto in scadenza a giugno.
  5. Lo scenario peggior per il finale di stagione è che la Juve dovesse terminare la stagione così, ovvero senza Champions League. Cambia il mondo sul pedigree dei colpi: dura convincere Goretzka e Bernardo Silva, certe pedine diventerebbero irraggiungibili. Ma Spalletti non accetterebbe di perdere nessun big: da Bremer a Cambiaso, passando per Kalulu e Thuram, dando ovviamente per scontata la permanenza di Yildiz e McKennie. Senza 4° posto il mercato avrebbe un tono minore: Lucio, più realista del re, ne è conscio. L’hanno già avvisato e lui dal canto suo auspicherebbe, a quel punto, un rafforzamento sul solco del suo Napoli tricolore: un paio di veterani e altri giovani per completare la rosa.
  6. Tre indizi fanno una prova, la Juventus ha un problema dal dischetto. Il rigore fallito da Manuel Locatelli contro il Sassuolo è il terzo errore stagionale dei bianconeri. Prima del capitano hanno sbagliato Jonathan David e Kenan Yildiz. Quello del turco si è rivelato ininfluente per il risultato, mentre gli altri due sono costati 4 punti alla squadra di Spalletti
  7. Per la Juve ieri seduta leggera e poi tutti liberi: ai pochi giocatori non convocati dalle varie nazionali Spalletti ha concesso quattro giorni di riposo. La ripresa alla Continassa è fissata per venerdì. Il tecnico sfrutterà la sosta per migliorare la condizione di Vlahovic e Milik, rientrati contro il Sassuolo, niente nazionale anche per Thuram. Tanti, invece, i bianconeri impegnati per il mondo: non solo i tre azzurri (Gatti, Cambiasso e Locatelli), ma anche Bremer (Brasile), Kalulu (Francia), McKennie (Usa), Koopmeiners (Olanda), Conceicao (Portogallo), Kostic (Serbia), Yildiz (Turchia), David (Canada), Openda (Belgio), Adzic (Montenegro). Dopo la pausa, Spalletti ritroverà in gruppo anche Holm: un giocatore in più in vista della fase finale della corsa Champions, che riprenderà a Pasquetta (6 aprile) contro il Genoa all’Allianz Stadium.
  8. Spalletti ritrova il suo numero 9, lo ha rigenerato, ne ha sentito la mancanza, ha chiesto invano un’alternativa ed ora spinge per averlo come riferimento offensivo di domani per ambire ai massimi traguardi. L’ambizione dell’entourage del calciatore è invece, prevedibilmente orientata a commissioni elevate. Sembra questo l’ultimo nodo da sciogliere per far accadere quanto sembrava irrealizzabile anche pochissimo tempo fa. Ciò che accade già è che Dusan si alzi poco dopo la mezz’ora per cominciare il riscaldamento e ricevere l’applauso dei tifosi, ricambiato. Il momento più atteso, quello dell’ingresso in campo, arriva al minuto 79, per l’assalto finale: gli applausi diventano un’ovazione.
  9. Zero i minuti concessi Openda (terza volta consecutiva), in compagnia rimasto con David a bordo campo. Non a caso entrambi sono rimasti a confabulare qualcosa durante il loro prolungato riscaldamento, quasi increduli nel ritrovarsi esclusi e nemmeno presi in considerazione in un’occasione che lascia inevitabilmente un segno forte: nel caso in cui qualcuno avesse ancora dubbi: Openda e David (ma anche Zhegrova...) sono stati bocciati da Spalletti, insieme a loro pure le strategie di mercato che all’epoca già erano state accettate più che condivise da Igor Tudor. Ma queste scelte, anche più di altre, sembrano rappresentare una chiara dichiarazione d’intenti da parte di Spalletti nei confronti del club: per tornare a vincere non bisogna commettere più gli errori del passato, soprattutto sul mercato. Guardando magari più il campo che il computer.
  10. https://www.vecchiasignora.com/topic/381138-ts-gds-juventus-sassuolo-non-è-a-rischio-rinvio-casi-di-pertosse-isolati-da-martedi-e-numero-basso-di-defezioni/
  11. Martedì, alla ripresa degli allenamenti, sono scattate le misure di prevenzione e tra i giocatori coinvolti ci sono alcuni titolari, anche se i nomi sono rigorosamente top secret. Ecco, che il rinvio di una partita di A non è che sia una decisione discrezionale, segue invece criteri rigidi: dev’esserci un numero minimo di calciatori disponibili e il focolaio dovrebbe essere numeroso e in crescita non potendo garantire sicurezza sanitaria. Non è questo il caso, e non c’è stato bisogno nemmeno del parere dell’Asl.
  12. Quella di Rudiger è una pista che a Torino stanno provando ad esplorare, al netto delle sirene saudite che riecheggiano da mesi. La sensazione è che Toni sia ancora in grado di dire la sua ai massimi livelli europei e al giocatore potrebbe essere offerto un biennale. Il primo a fare il tifo per rivederlo in Italia e soprattutto in bianconero sarebbe il suo papà calcistico Spalletti.
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