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    Juventus

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  1. La Juve aspetta di conoscere il proprio futuro, intanto sonda alternative a Bernardo Silva: rispunta Fabian nei discorsi per Kolo Muani che si vedranno in un incontro già fissato a fine della stagione. Fabian, in scadenza 2027, piacerebbe eccome a Spalletti, gli potrebbe dare in particolare l’opportunità di variare le soluzioni a centrocampo, quindi di prendere con un altro piglio il posto di Koopmeiners. Il giocatore del Psg non è l'unica occasione: Kovacic, vecchio pallino bianconero e in uscita dal Manchester City, ha 32 anni e nell’ultima stagione ha avuto più bassi che alti, però in Italia potrebbe dire ancora la sua, fare ugualmente la differenza. Bene, il croato attende proposte, se mai dovessero arrivare: al momento ha registrato l’interesse e nulla di più.
  2. Uno scambio di vedute post Juve-Fiorentina, in cui ad un certo punto Spalletti ha ceduto la parola a Comolli, presente alla Continassa. Da quel momento è andata in scena una reprimenda accompagnata da una punzecchiatura ai giocatori, alcuni di questi evidentemente seccati dopo aver ascoltato questa frase: «Inutile sprecare tante parole: se i risultati sono questi , non ho altro da dirvi». La squadra fatica a inquadrare Comolli come uomo di campo, per questo le parole non attecchiscono nel gruppo e se con Luciano i rapporti sono inesistenti, anche parte della rosa l’ha scaricato.
  3. La Juventus del prossimo anno avrà un punto fermo: Yildiz, tutto il resto è in bilico da chi non pesa tantissimo a bilancio e potrebbe quindi regalare una buona plusvalenza come Thuram (piace in Premier) e Cambiaso (piace al Como), ai difensori Kalulu e Bremer (maggior indizziato a partire ) fino a Francisco Conceição che piace a Liverpool e Manchester United.
  4. Martedì si terrà l'atteso vertice in casa Juve che vedrà protagonisti Elkann, Spalletti ma anche Chiellini che per il proprietario della Juve è il garante perfetto tra società e gruppo squadra e inoltre John ha convocato anche il presidente Ferrero. Una riunione con la classifica finale sul tavolo e con la posizione di Comolli sempre in più in bilico.
  5. Alla Continassa si preparano a salutare Thiago Motta, esonerato nel 2025 ma sotto contratto fino al 2027, aveva una clausola di uscita questo giugno: sarà quindi versata una penale e, dopo Tudor, la Juventus chiuderà un altro capitolo del recente passato.
  6. Il crollo con la Fiorentina inaugura riflessioni del tecnico sul progetto: inesistenti i rapporti con l’ad, complici le tante diversità di vedute sui temi di campo e non solo. Luciano va avanti solo se le deleghe del francese sull’area tecnica verranno ridotte inoltre per il futuro, gradirebbe un uomo in più a seguire le dinamiche tra campo e mercato e non gradisce Modesto perché troppo legato a Comolli. Una figura affine a questo ruolo, che circola nell’ambiente bianconero da giorni, è quella di Matteo Tognozzi: attuale ds del Rio Ave, lavora nella galassia Marinakis (proprietario anche di Nottingham Forest e Olympiacos) che però, da qualche giorno, è finito in cima alla lista di gradimento della Roma per sostituire Massara.
  7. Se il sogno Bernardo Silva è destinato a sfumare, per il portoghese gli introiti della massima competizione europea erano conditio sine qua non, avanzano le alternative. La prima: Brahim Diaz, oggi al Real Madrid, contratto in scadenza nel 2027, il cui destino in Spagna dipende sostanzialmente da José Mourinho, ormai prossimo allenatore designato della casa blanca. Se Mou lo riterrà cedibile, un’operazione con la Juve si può pure fare.
  8. Locatelli e Vlahovic pagheranno di tasca loro la lite in campo avuta durante Juventus-Fiorentina. La Juventus e Spalletti di comune accordo hanno deciso di multare i due protagonisti di un diverbio acceso diventato a fine partita virale sui social, un segnale di richiamo anche in vista dell'ultima partita di campionato dove i giocatori sono chiamati a ritrovare unità in vista del derby.
  9. 27 presenze, appena 4 da titolare, ma 4 sono anche le reti messe a segno per Federico Gatti: più di Openda e le stesse di Conceiçao. Con il Torino dovrebbe ritrovare una maglia da titolare visto che con Spalletti il feeling non è mai decollato e la partenza a giugno diventa ogni giorno più probabile.
  10. Bremer non ci sarà nel derby della Mole per squalifica e ora la concentrazione del brasiliano è tutta sul mondiale dove si appresta ad un ruolo da protagonista che potrebbe ulteriormente accendere su di lui i fari della Premier con Manchester United e Liverpool interessati da tempo. Nessuna frizione in particolare con la Juve, anzi a Torino si trova bene ma a 29 anni e con una Juve prossima all'ennesima rivoluzione il difensore vorrebbe provare a strappare un contratto e un finale di carriera diverso.
  11. Vs News

    Torino-Juventus, domenica 24 maggio ore 20:45

    La Lega Serie A ha annunciato date e orari della 38ª giornata di campionato, che vedrà impegnata la squadra bianconera nell'ultimo match della stagione: la sfida sarà in trasferta contro il Torino. 38ª giornata | Torino-Juventus -> domenica 24 maggio, ore 20:45
  12. Il pensiero generale alla Continassa è che per tutta la stagione, dal punto di vista arbitrale, è stata applicata indirettamente la legge di Murphy. Qualcosa poteva andare storto? Allora la certezza è che sarebbe andata esattamente così. Da ieri, nel dossier interno (e mentale), è stata aggiunta pure la gara con la Fiorentina, troppo brutta per essere derubricata a torto, e però pure impossibile da mettere in un angolo. Si attendono risposte sul gol annullato a McKennie, autore di una spinta. Di sicuro, resta l’atteggiamento della squadra tutta, di una Juve contestata a più riprese dai suoi stessi tifosi. Molti hanno atteso il gruppo bianconero al di là dell’uscita dallo Stadium: gli inviti, poco carini, a tirare fuori gli attributi almeno per il derby, ma soprattutto in vista della prossima stagione.
  13. La probabile mancata qualificazione in Champions cambia i piani bianconeri per scelte proprie e altrui. Un esempio in questo ultimo caso è Bernando Silva, non che il centrocampista fosse con un piede già a Torino ma senza Champions le possibilità si riducono se non si chiudono. Discorso diverso per Allison che può arrivare a prescindere, attratto comunque da un ultimo ballo in una big. Della rosa attuale poi potrebbero diventare più difficili i colloqui con Vlahovic mentre Bremer può diventare il primo e forse non l'ultimo dei sacrificabili.
  14. È uno Spalletti moralmente distrutto quello che lascia ieri l'Allianz nonostante abbia provato a mantenere un certo contegno nelle interviste post gara. E ora? Il tecnico ha detto che vuole parlare con Elkann (ieri assente poiché fuori Italia). Il motivo? Chiedere il rinnovo della fiducia e in gioco i programmi per una stagione quasi sicuramente senza Champions. Il tecnico nella sua storia non ha mai lasciato il timone di una squadra ma ora è il momento di parlare con chi crede in lui.
  15. Comolli rischia più di tutti: è sua la firma sul mercato peggiore degli ultimi 15 anni, la rivoluzione degli algoritmi è fallita, il rapporto con Spalletti non è mai sbocciato e le parole del tecnico, "parlerò con Elkann", indicano la frattura netta. Oggi un altro aumento di capitale appare inevitabile e Elkann aveva chiesto proprio di evitare questo: un altro malus per la gestione del francese.
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