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Black&White1977

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  1. Non si è fatta attendere la risposta piccata di Felipe Melo: fonte Gazzetta dello Sport Felipe Melo, replica a Chiellini: "Questo difensore fa il fenomeno, ma rosica e se la fa sempre addosso" Il brasiliano, compagno dell’azzurro alla Juve, non ci sta: “A livello internazionale non ha vinto nulla. Forse non gli vanno giù gli ‘schiaffi’ di Istanbul e quella Confederations Cup” Il più classico dei botta-risposta. E nemmeno banale, considerando i toni. Certamente civili, ma comunque duri. Attraverso il nuovo libro “Io, Giorgio”, Chiellini non ha risparmiato delle vere e proprie bordate nei confronti di Balotelli e Felipe Melo. E sul centrocampista verdeoro, ex compagno alla Juventus e oggi al Palmeiras, ha spiegato: “È anche peggio, con lui si rischiava sempre la rissa. Lo dissi anche ai dirigenti: è una mela marcia”. La risposta del brasiliano - via Gazzetta.it - non si è fatta attendere: “Prima di tutto, sarebbe interessante conoscere gli episodi ai quali si riferisce. In ogni caso, per me non c’è nessun problema nel rispondere a ‘questo difensore’...”. Gli “schiaffi” di Istanbul Melo prosegue: “Quando ero a Torino, non ho mai mancato di rispetto a nessuno: ai compagni, ai dirigenti, alla Juventus in generale. A questo punto, però, per lui non ne ho per nulla. E mai ne avrò. Dice che Balotelli sia da prendere a schiaffi e che io sia il peggio del peggio e che si rischiava sempre la rissa per colpa mia? Beh, lui se la faceva sempre addosso... E poi, scusate: troppo facile parlare male degli altri con un libro. Forse ‘questo difensore’ è ancora arrabbiato con me perché, quando sono andato al Galatasaray, abbiamo dato loro degli ‘schiaffi’ eliminandoli dalla Champions League”. Quella Confederations Cup “Oppure perché poi l’Inter ha vinto tutto. E io sono interista. Lui è così: fa sempre il fenomeno... E mi viene in mente un’altra cosa: battemmo l’Italia 3-0 nella Confederations Cup 2009, vinta poi dal Brasile. Ecco, forse rosica pure per questo. Inoltre, a livello internazionale, non ha vinto proprio niente. Chiudo così: dicendo certe cose ha dimostrato di essere poco professionale. Questa è mancanza di rispetto. Mi fermo qui e non aggiungo altro, certe cose devono restare negli spogliatoi”.
  2. Articolo preso dal sito Calciomercato.com Autore anonimo Topic editato e sfondone corretto. 🙂
  3. Giorgio Chiellini si racconta. Il difensore e capitano della Juventus ha concesso una lunga intervista a La Repubblica, durante la quale ha presentato la sua autobiografia, in uscita nei prossimi giorni. Tanti i temi toccati: aneddoti legati alla sua carriera, tra cui avversari più e meno amati, poi anche del futuro fuori dal campo. Sulla sua autobiografia che uscirà martedì, con ricavato destinato agli Insuperabili, la "sua" squadra di disabili, di cui dice: è umiliante trattarli da diversi o pensarli moralmente migliori. "Se gli si mostra pietà si irrigidiscono, invece hanno la forza di scherzare su loro stessi. E sono capaci di farti domande cattivissime, perché non hanno tabù". VOGLIA DI RICOMINCIARE - “Devo confessarlo: a casa con le mie tre donne, mia moglie e le due bambine, sono stato benissimo. E quando la Juve mi ha richiamato alla Continassa mi è piombata la tristezza addosso. Però mi è bastato uscire con la macchina allo svincolo di Venaria perché mi si riaccendesse subito qualcosa. È stato bello ricominciare”. RIPRENDERA’ IL CAMPIONATO? - “Non ne ho idea. Questa pandemia ci sta insegnando a vivere il presente, ad adattarci a cambiamenti quotidiani, a ragionare su un futuro di due mesi al massimo. Avevamo comunque bisogno di ripartire, non è semplice e l’ho notato in compagni più giovani di me. Se penso a tre mesi senza tifosi mi passa la voglia. Ci vorrà una forza mentale sovrumana e difatti mi chiedo: ma perché lo devo fare? Ma anche: e perché no? È il nostro lavoro e dobbiamo adattarci, come anche a tutto il resto”. SU ALLEGRI - Chiellini parla dei tabù che ci sono nei bar di Livorno: "Allegri ne è il classico frequentatore. Lui entra e gli dicono: non capisci ’na [email protected], ma perché fai gioca’ il Chiellini, fa proprio ca’are . A Livorno c’è un’irriverenza naturale di cui a Torino non c’è traccia”. SU BALOTELLI E FELIPE MELO - “Mi hanno deluso veramente. Confermo quanto scritto in ‘Io, Giorgio’. Balotelli è una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. In Confederations Cup contro il Brasile, nel 2013, non ci diede una mano in niente, roba da prenderlo a schiaffi. Per qualcuno era tra i primi cinque al mondo, io non ho mai pensato neppure che potesse essere tra i primi dieci o venti. Uno anche peggiore era Felipe Melo: il peggio del peggio. Non sopporto gli irrispettosi, quelli che vogliono essere sempre il contrario degli altri. Con lui si rischiava sempre la rissa. Lo dissi anche ai dirigenti: è una mela marcia". Chiellini assicura che non ci sono strascichi nel rapporto con Balotelli: "Non ho rancore né mi interessa averne, se mi toccherà condividere qualcosa con loro lo farò. Non sono il miglior amico di tutti, però loro sono gli unici due ad essere andati oltre un limite accettabile. Per come sono fatto, il problema non è se giochi bene, male o se qualche volta fai serata, ma se manchi di rispetto e non hai dentro niente. Una volta va bene, se è ricorrente no”. SUL MODO DI STARE IN CAMPO - Chiellini racconta il suo modo di stare in campo: “A inizio carriera ero un cavallo pazzo, le mie partite erano tutto un correre e un battagliare, un duello a tutto campo basato sulla mia prepotenza fisica. Solo dopo sono diventate una sfida lucida con l’attaccante. Posso essere str*nz*, sì, ma cattivo no, anche se mi è capitato di fare del male. Su Bergessio, nel 2013, feci un intervento sconsiderato e mi dispiacque tanto, gli chiesi scusa mille volte anche se non potevo ridargli il pezzo che gli avevo rotto. Lui stette fuori tre mesi e al ritorno scatenò una caccia all’uomo contro di me, finché a furia di gomitate si fece espellere. In ogni caso, anche in trance adrenalinica non mi mai è passato per la testa: ‘Adesso entro e gli faccio male”. Nei 90 minuti non ci sono amici. Mi ricordo una volta contro Pazzini, uno con cui sono cresciuto assieme: portava la maschera protettiva sul viso e gli ho dato fastidio apposta per tutta la partita, toccandogliela. Lui mi mandava a quel paese ma sapeva meglio di me che sarebbe andata così, difatti poi alla fine ci siamo parlati come se nulla fosse. Nessuno mi ha fatto perdere le staffe? Quando ero giovane ero io che volevo innervosirmi, cercavo di continuo lo scontro. Sono una persona razionale, ma quando ho iniziato a giocare con gli adulti ha cominciato a venire fuori da dentro, come qualcuno che prima non c'era e che fuori dal campo non esiste. Nell'età giovanile non riuscivo a domare questa parte di me. Ma poi ho saputo cambiare. In Serie A sono stato espulso due volte soltanto? Sono stato bravo a controllarmi. L'unico rosso diretto l'ho preso per un fallo di reazione su Morfeo: lui mi ha dato un calcio, io ho sbroccato, fuori tutti e due. Nel sottopassaggio poi ci siamo guardati e ci siamo detti: ma siamo proprio due scemi. Non sono uno di quelli a cui si tappa la vena e ci ricascano". SULL’INTER - Nel libro Chiellini dice chiaramente ‘Odio l’Inter’: “Penso che la gente capirà cosa intendo dire, che non verrò interpretato male. Io odio sportivamente l’Inter come Michael Jordan odia i Pistons, non posso non odiarla, ma il 99,9 per cento delle volte che ho incontrato fuori dal campo persone con cui mi sono scannato in partita, ci siamo fatti due risate. Difatti il messaggio che mi ha fatto più piacere, quando mi sono rotto il ginocchio, è stato quello di Javier Zanetti. L’odio sportivo è quello che ci spinge a superare l’avversario: se gli si dà il giusto significato, è una componente essenziale dello sport”. SU HIGUAIN - Chiellini parla poi di compagni di squadra odiati quando erano avversari: “Higuain, ma conoscendolo mi ha sorpreso: i 9 sono egoisti, fanno un mestiere a parte, però lui ha un lato generoso, giocherellone. È un ragazzo impegnativo perché devi coccolarlo, stimolarlo. Ha bisogno di affetto per alimentare le potenzialità incredibili che ha. Tornerà? Lo aspettiamo”. SUL FUTURO DOPO IL CALCIO - Chiellini spiega i programmi per quando appenderà gli scarpini al chiodo: “Ho una visione di come dovrà evolversi il calcio, non so se tra cinque o dieci anni, ma non ancora le competenze per svilupparla. Mi vedo dietro una scrivania, non come ds o talent scout ma con un ruolo gestionale. Vorrei occuparmi di politica sportiva, se non fosse che è una parola che mi spaventa e che quello è un campo minato. Nel libro dico che mi piacerebbe lavorare all’Eca, ma era solo per dare un’idea: di sicuro, mi piacerebbe contribuire a riformare del calcio”. COLLEGHI CON INCLINAZIONI POLITICHE - “Khedira è intelligente e riflessivo come pochi, scommetto che diventerà una persona importante in Germania. Poi ho conosciuto Kompany, che ha personalità e cultura e intanto per cominciare sta facendo l’allenatore-giocatore all’Anderlecht. Un altro che mi sembra intelligente è Fabregas, me ne sono reso conto dopo aver letto una sua riflessione su Conte e Sarri”. SUL TAGLIO DEGLI STIPENDI - “Ho fatto solo da tramite. La volontà era di trovare una soluzione che aiutasse il club in un momento di difficoltà e desse un esempio alla nazione, perché non è vero che noi calciatori viviamo fuori dal mondo. Non è stato facile mettere d’accordo 25 persone, ma è stato un gesto di grande maturità da parte nostra”. IL RITO PRIMA DI OGNI PARTITA - Il capitano della Juve svela infine un rito che non manca mai prima di ogni partita: “Una lunga doccia. È il mio rito per gestire lo stress emotivo. L’ultimo momento per stare solo con me stesso e ascoltare il mio corpo. Ne ho necessità”. calciomercato.com
  4. Black&White1977

    5 Maggio

  5. L' allenatore della Juventus Maurizio Sarri presenta la sfida casalinga contro il Brescia nella conferenza stampa della vigilia. Tuttojuve.com riprende integralmente e in tempo reale le sue dichiarazioni: Lei ha detto che una delle problematiche della Juventus a livello mentale può essere quella di essere abituata da anni a vincere con largo vantaggio. Quali stimoli si aspetta adesso visto che il campionato ricomincia da zero? "A livello di stimoli penso possa essere motivo di ulteriori motivazioni. Era palese fin dall'inizio che questo sarebbe stato un campionato diverso, quindi dobbiamo trovare stimoli da questa situazione. Penso sia stimolante essere lì a giocarsi il campionato e probabilmente essere lì a giocarsi il campionato fino alla fine. Quindi potrebbe essere motivo di grandi motivazioni". Quanto può dire e quanto è importante Lazio-Inter di domani? "Non lo so, non sarà determinante. Partita importante, ma non determinante. Ma noi in questo momento dobbiamo pensare alla nostra partita. Dobbiamo pensare a fare il maggior numero di punti possibili e stop, senza stare troppo a guardare i risultati delle altre squadre. Partita importante ma il percorso è ancora lungo, quindi partita non determinante". Lei ha usato spesso il termine passività come causa dei gol subiti dalla Juventus. Come si risolve questo problema? "Il problema della passività si risolve con un più elevato livello di aggressività, perchè non esiste un sistema difensivo che può funzionare se non c'è dentro attenzione, abnegazione e aggressività, quindi bisogna partire da questo. A noi ci succede in maniera strana, nel senso che non siamo così... con continuità, abbiamo dei momenti all'interno della partita, quindi è chiari che in certi momenti bisogna alzare il livello di intensità difensiva e il livello di aggressività". Come procede il recupero di Bernardeschi? "Bernardeschi ancora non è con il gruppo, le notizie sono che potrebbe rientrare in gruppo la prossima settimana". Si parla poco dei giocatori nell'analizzare il momento della squadra. Credi che abbiano un po' di peso, che siano un po' appesantiti da pressione, responsabilità e dal momento negativo.Mi riferisco alla prestazione di San Siro. "Ma io sulla prestazione di San Siro non sono completamente d'accordo, noi a San Siro abbiamo fatto bene per 70 metri di campo, siamo un po' mancati nella parte finale del campo perchè abbiamo abbandonato i nostro attaccanti a loro stessi. Però rivedendo anche la partita ho visto che abbiamo avuto 5-6 uscite da dietro di grande livello, quindi rispetto alla partita precedente abbiamo fatto sicuramente dei notevoli passi in avanti, poi c'è rimasto questo problema dell'abbandono dei nostri attaccanti un po' a loro stessi. Quindi abbiamo accompagnato poco pur uscendo bene dalla loro pressione iniziale. Poi il momento negativo è un momento negativo, finisce con la partita di Verona. Abbiamo finito la partita facendo una brutta prestazione, quello purtroppo non dovrebbe mai succedere, ma succe un po' a tutti. E chiaramente noi essendo la Juventus quando ci succede è tutto molto amplificato, ma questi giocatori dovrebbero essere nelle condizioni di saperlo e quindi dovrebbero essere nelle condizioni di reggere bene questo tipo di pressione". Contro il Milan abbiamo rivisto Cuadrado avanti e Ramsey a centrocampo. E' stato per le caratteristiche del Milan, per gli infortuni o perchè il trequartista non la convince e quindi Cuadrado tornerà a giocare davanti in pianta stabile? "Non è che il trequartista non mi convince, quella era una situazione anche contingente perchè Theo Hernardez poteva diventare una spina nel fianco se non avevamo ampiezza nella fase difensiva, quindi abbiamo scelto la soluzione che tra l'altro ci consentiva di far giocare Ramsey nel ruolo che lui alla fine predilige. Era un motivo contingente e per mettere Ramsey nelle condizione di esprimersi al meglio". Klopp ha detto che la Juventus è la favorita della Champions e non capisce come non abbia 10 punti di vantaggio con la rosa che ha. Che cosa risponde? "Che mi stai riportando parzialmente la risposta di Klopp. Jurgen ha detto anche che il calcio italiano non lo segue, quindi quello è il motivo. per cui non si rende conto per cui noi non abbiamo 10 punti dii vantaggio. Comunque non mi sembra male neanche la rosa del Liverpool sinceramente. Jurgen è una delle persone più simpatiche che abbia mai conosciuto, qui si sta togliendo di dosso i panni della favorita". Il Brescia che squadra è? "La sensazione visiva è che sia una squadra che ha sempre cercato di giocare pur essendo sempre stata invischiata nelle zone più basse della classifica è una squadra che in questo momento è in questa zona di classifica per effetto dei risultati casalinghi, perchè ha fatto molto meglio in trasferta che non in casa. Quindi è una squadra non semplicissima da affrontare soprattutto quando loro giocano in trasferta. Non è una partita semplice, ma in questa fase del campionato penso che partite semplici a priori non esistano. Il girone di ritorno è sempre più complicato del girone d'andata, questa è uan fase in cui tutte le squadre sono sul pezzo, poi magari nelle ultiem 4-5 partiteci sono situazioni di classifica diverse e quindi qualche squadra può mollare, anche se negli ultimi anni vedo che questo succede sempre meno rispetto a quello che succedeva nel campionato italiano precedentemente". Una stastistica di Opta dice che il primo tiro dentro l'area a San Siro lo avete fatto dopo 59 minuti. "Questo anche loro, perchè loro hanno tirato spesso in porta, ma sempre dalla distanza". Si parla sempre di una Juve che non riesce a inserire i propri attaccanti dentro l'area. Poi le chiedo se è scaramantico, visto che le conferenze di vigilia cominciano sempre in ritardo anche di 3 minuti. "No, è che Gabriella arriva un po' tardi e perciò... (riferito scherzosamente all'addetta stampa Gabriella Ravizzotti, ndr). Non è assolutamente scaramentico, il giorno prima della partita, noi abbiamo tempi abbastanza compressi, ristretti: riunione con lo staff, preparazione dell'allenamento, scambiare due parole con Gabriella, quindi questo a volte ci porta a questi piccoli ritardi di cui ci scusiamo, però sono giorni abbastanza compressi. Poi nella partita di Milano l'analisi è stata fatta subito, li abbiamo abbandonati, siamostati molto più bravi ad uscire da dietro, però poi a 70 metri tutto finiva e i nostri attaccanti erano un po' abbandonati al loro destino, abbiamo accompagnato poco con il resto della squadra questo sviluppo che sembrava nascere con buoni presupposti". La posizione di Dybala a San Siro era voluta? O arretrava perchè non arrivava il pallone? "Dybala è arretrato anche troppo, ma alla fine rivedendo la partita ha fatto bene ad arretrare perchè era principalmente lui quello che ci consentiva molto bene di uscire dalla nostra metà campo: appena riceveva palla riusciva a liberarsi della prima pressione e ci consentiva di venire fuori bene. Poi chiaramente questo atteggiamento ha fatto mancare un po' di supporto a Cristiano negli ultimi 20-25 metri di campo". Una domanda sulla squalifica del City dalle Coppe europee. Da allenatore rimarrebbe in una squadra pur non potendo giocare la Champions o l'Europa League? "Io sì, l'anno scorso sono andato al Chelsea e non era in Champions. L'ho fatto volentieri, venendo via da una squadra che invece era in Champions. Non la ritengo una discriminante assoluta, poi vediamo cosa succederà al City perchè ora stiamo parlando del primo grado di giudizio. Ce ne saranno altri, quindi non penso che quella venuta fuori sia la sentenza definitiva. Quindi aspettiamo, però poi ci sono delle situazioni in cui un allenatore penso possa andare anche oltre certe cose" Pjanic ha bisgono di riposo o lo vedremo al suo posto? "In questo momento non lo so. Abbiamo giocato giovedì notte e non so le condizioni dei giocatori. Ieri c'erano molti giocatori stanchi, anche i dati clinici parlavano di qualche situaizone di affaticamente, quindi è una situazione tutta da valutare. Io sono in disaccordo su quello che è stato detto su Pjanic nell'ultima partita, l'ho detto anche a fine partita, perchè secondoi me ha fatto una prestazione in crescita rispetto alle partite precedenti. Quindi vediamo come sta il ragazzo oggi e poi valutiamo. E' chiaro che domani dobbiamo cercare di mettere dentro i giocatori meno stanchi". Domani può continuare Buffon o tocca a Szczesny? "Anche questo è da valutare. E' una valutazione da fare. Ma noi sapevamo che Gigi sta bene, ha già fatto 11 partite e le ha fatte tutti su buoni livelli, non salta mai un allenamento è in buona condizione, in buona salute, quindi quella dell'alternanza del portiere, non mi sembra un nostro problema in questo momento". Parlava di affaticamento a livello di stanchezza o di affaticamento muscolare di qualcuno? "No, ieri i dati che ci forniscono le indicazioni sullo stato dell'affaticamento dei giocatori era abbastanza elevato. Poi è chiaro che abbiamo giocato alle 20:45, abbiamo fatto allenamento alle 11 di mattina, quindi i dati sono più elevati per il fatto che se giochiamo alle 3 e li facciamo alle 11, ci sono più ore di recupero e vengono dati migliori. E' tutto da rivalutare oggi penso".
  6. Giorgino lo lascerei a condurre il TG1 e punterei su Tonali e Luis Alberto, magari in uno scambio con Bernardeschi più soldi. Lo spagnolo sta facendo una stagione stratosferica ed è tra i migliori assistmen a livello europeo. E' un giocatore completo che contrasta, rifinisce e conclude con classe e notevole visione di gioco. Potrebbe fare il trequartista nel 4-3-1-2 di Sarri o anche la mezzala. Purtroppo temo sia più facile prendere Pogba dal Manchester United che strappare un giocatore alla Lazio. Conoscendo Lotito sarebbe capace di chiederci 120 milioni o uno scambio alla pari con CR7, con ingaggio del portoghese pagato interamente da noi...
  7. Hai presente Douglas Costa nelle sue giornate migliori, quando spacca le difese con strappi e accelerazioni pazzesche o ubriaca gli avversari con finte e controfinte che ti fanno strabuzzare gli occhi? Ecco, Boga è esattamente così, un altro pianeta proprio rispetto a Chiesa e Orsolini.
  8. Stando a quello che ho letto il Chelsea avrebbe un diritto di recompra su Boga per 15 milioni, il che implicherebbe un'accettazione del giocatore a rientrare in Inghilterra, non scontatissima, specie se si trattasse di scegliere tra Juve e Chelsea. Vediamo dai, i londinesi hanno il coltello dalla parte del manico ma il giocatore, che fin qui ha fatto il pacco postale tra diversi campionati e nazioni (Inghilterra, Francia, Spagna, Italia), potrebbe voler prendere un'altra strada e far saltare i vincoli contrattuali. Io ci spero perché mi sono innamorato del giocatore, calcisticamente parlando, come già successo con Demiral ai tempi del Sassuolo.
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