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William Nemo

Riflessione sui paradossi del calcio

Post in rilievo

La fortuna la si crea. Il fato lo si sceglie. 

In una gara secca posso giustificare, in parte, questo pensiero. In una stagione intera no.

Se ci si affida al caso succede che per caso si vincono partite con autogol e pali, e per caso si perdono partite con un rigore o errori(orrori) arbitrali. La questione del lavoro, dell'idea di gioco e organizzazione è appunto la direzione opposta. Se sai cosa fai e sai come farlo alla lunga centrerai il tuo obiettivo, seppur con qualche imprevisto lungo il cammino. Se invece sei in balia del caso non aspettarti costanza, oggi va bene domani va male. 

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13 ore fa, bonve ha scritto:

ma non lo vedi quanto la frase in neretto sia un controsenso e fuorviante ?

se conta solo vincere, non trovi che sia automatico di conseguenza agire per cercare di sfruttare ed ottimizzare tutto il possibile per ottenere la vittoria ?

invece di puntare tutto solo ed esclusivamente sulla speranza della giocata del singolo ?

conta solo vincere.. appunto.. e per farlo mi conviene lavorare a 360 gradi, con la tattica, con la strategia, con il gioco, con le giocate dei singoli, con TUTTO ! e quindi bisogna studiare, aggiornarsi, cercare di proporre un calcio magari anche difficile, ma che ti aumenta le probabilità di vittoria..

quindi ditemi voi se la filosofia calcistica di allegri possa essere presa ad esempio per dire "conta solo vincere".

come se gli altri allenatori quando lavorano di strategia avessero nella testa cose diverse dal "lavoro per dare la maggiore probabilità di vittoria" con la rosa a disposizione.

io veramente faccio fatica a scrivere l'equazione "conta solo vincere" e quindi "è il calcio di allegri quello giusto"

ma tanti qui la utilizzano continuamente specie quando la juve di allegri vince faticando e di corto muso.

poi quando si perde la si mette da parte e partono le accuse ai calciatori ecc. ecc.

 

 

 

Quello che secondo me è sbagliato è attribuire quello che noi attualmente esprimiamo in campo ad una filosofia di gioco di Allegri

Allegri non è tutto questo , il problema sta nel fatto che non sia riuscito in alcun modo a presentare il suo calcio

Questo si che lo si puo dire tranquillamente , ma sono almeno quattro anni che sta squadra subisce sempre la partita e non si capisce cosa sia

Nella partita di Domenica ,pur condita da una miriade di errori e dalle solite paure, si è visto qualcosa uno straccio di determinazione

Ma non basta e se sabato andiamo a Cagliari e facciamo la solita partita avulsa siamo nuovamente punto e a capo

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21 minuti fa, AresTest ha scritto:

Il PSG di inizio anno non era una squadra , quella che è arrivata agli ottavi con il Real lo era e lo si è visto in campo per 150 su 180 è stata la migliore fra le 2 e nettamente, quella che tu chiami papera è un fallo di Benzema grosso come una casa , poi vero che si sono cagati in mano e li il caso non centra piu nulla , bravi quelli del Real ad approfittarne

Purtroppo noi siamo nella condizione del PSG di quegli ultimi 30 minuti di partita , e non possiamo giocarci il passaggio del turno sugli episodi contro squadre di questo livello 

Non so se sia dovuto all'allenatore che sto pensando non sia adatto a grandi panchine, ma i parigini si sono dimostrati "tolti quelli davanti dietro poco e nulla", tanto che, di nuovo non so per allenatore o perché non essendo così solidi non possono altrimenti, il loro gioco era per 3/4 contropiede (1/4 palleggio eccezionale ma che senza la solidità necessaria si squaglia), Messi che toccava pochissimi palloni in partita, una cosa inaccettabile. Ad ogni modo le sfide si contano in 180 minuti più recupero e supplementari nel caso (90 nelle partite normali), tutto il tempo necessario per dimostrare i relativi valori in campo, il Real ne è uscito nettamente più forte. 

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1 ora fa, Cipio ha scritto:

Il PSG si vedeva nel corso della stagione che non sarebbe andato lontano, la papera di Donnarumma va inserita in un contesto di squadra sfilacciata e poco solida (quale squadra ha due portieri titolari?), viceversa il Real è sempre il Real con un Benzema versione goat. Poteva andare lontano solo per speranze che tutti i problemi che si vedevano sarebbero scomparsi col tempo, un po' come noi negli ultimi anni compreso questo, se ritieni il calcio un fatto casuale allora hai speranze, se ti attieni alla realtà e non lo consideri come il gioco delle trottole allora no, noi come i parigini avremmo dovuto metterci il cuore in pace e rassegnarci da prima, in questo e gli ultimi anni. Anch'io di esempi te ne posso citare tanti, anche perché come detto è semplicemente l'inverso di quello che potresti dire e non per gioco di parole (non è la papera di Donnarumma, è forte e bravo il Real), l'esempio che mi piace in special modo è il Liverpool campione d'Europa e poi di tutto (gli manca credo le "coppette" nazionali) nell'edizione 18/19, quella Champions se la sono conquistata assolutamente con merito partita dopo partita, e tutto grazie a un lavoro incessante negli anni volto a migliorarsi; oppure il Bayern 19/20 dove dopo il flop della stessa edizione (notare come nessuno dica "abbiamo raggiunto il primo obiettivo che è il campionato", ma ritengono la Champions l'esame più importante di tutti) la dirigenza ha rivoltato e riassestato la squadra, tagliandola dei pezzi superflui e confermando i forti, oppure il Chelsea di Tuchel! 
Taglio corto con una domanda: se è tutto casuale, che mi serve lavorare per migliorare e rinforzarmi, corregge i miei errori? Tanto vale non farlo. Questo il rischio grave che si incorre a pensarla così (oltre a discutere praticamente tutto lo sport che assistiamo), ed è praticamente la storia moderna della Juve raccontata dai tifosi attraverso la maledizione europea o il fatto che appunto sia una lotteria. Credenza collettiva questa troppo radicata e ramificata e da rimuovere secondo me con un approfondito clean up.

Nota: si parla di Champions solo perché è l'esempio massimo del calcio, ma il discorso ovviamente vale anche - come visto - per il campionato e in generale nelle sue altre competizioni.

condivido, la difficoltà nel vincere la champions, non sta nella casualità degli episodi che ti capitano in partita, perché hai a disposizione male che vada 90 minuti più recupero di tempo per risolvere le situazioni, spesso hai andata e ritorno.

la difficoltà intrinseca della champions è che in quella competizione tutto tende alla perfezione e quindi per superare l'avversario i margini di crescita e di qualità di calcio a cui puoi ambire si assottigliano. Questo è il punto... non il fato, la maledizione la lotteria e tutte queste menate senza senso.

E la juve è sempre stata in difficoltà in champions e lo sarà sempre, indipendentemente dal momento storico e dalla forza della rosa a disposizione, perché ha sempre sottovalutato altre componenti che entrano in gioco per progredire e diventare più forti, importantissime e totalmente ignorate.. 

componenti che altre squadre invece coltivano e curano in maniera maniacale, alte squadre che magari non hanno la forza poi di vincere la competizione, ma che quando incontri ti mettono sotto se a tua volta non lavori su certe cose...

ecco perché la juve nel corso degli anni ha sempre fatto una fatica tremenda in champions, perché o si trovava di fronte squadre con rose oggettivamente più forti o si trovava contro squadre con rose comparabili o addirittura inferiori ma che utilizzavano altre armi in maniera molto efficace (vedi ajax).

E' dura arrivare fino in fondo in queste condizioni.. ogni partita è di una precarietà assoluta, e poi vengono fuori i discorsi fatalisti, la maledizione ecc. ecc.

Ed in quello che dico entra in gioco anche la componente atletica.. tanto per intenderci.. TUTTO deve essere l'eccellenza...

in champions devi avere giocatori che sono in grado di giocarti una partita intera a certi ritmi, con un calo minimo nei secondi tempi e nei recuperi, quindi gli allenamenti devono essere di un livello qualitativo elevatissimo, ed i giocatori scelti devono avere delle performance atletiche oltre che tecniche.. le performance atletiche della juve o per via della preparazione o per via del materiale umano a disposizione sono sempre state ridicole in champions se paragonate all'avversario.

ripeto nella champions TUTTO è portato alla perfezione.

 

 

 

 

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30 minuti fa, bonve ha scritto:

condivido, la difficoltà nel vincere la champions, non sta nella casualità degli episodi che ti capitano in partita, perché hai a disposizione male che vada 90 minuti più recupero di tempo per risolvere le situazioni, spesso hai andata e ritorno.

la difficoltà intrinseca della champions è che in quella competizione tutto tende alla perfezione e quindi per superare l'avversario i margini di crescita e di qualità di calcio a cui puoi ambire si assottigliano. Questo è il punto... non il fato, la maledizione la lotteria e tutte queste menate senza senso.

E la juve è sempre stata in difficoltà in champions e lo sarà sempre, indipendentemente dal momento storico e dalla forza della rosa a disposizione, perché ha sempre sottovalutato altre componenti che entrano in gioco per progredire e diventare più forti, importantissime e totalmente ignorate.. 

componenti che altre squadre invece coltivano e curano in maniera maniacale, alte squadre che magari non hanno la forza poi di vincere la competizione, ma che quando incontri ti mettono sotto se a tua volta non lavori su certe cose...

ecco perché la juve nel corso degli anni ha sempre fatto una fatica tremenda in champions, perché o si trovava di fronte squadre con rose oggettivamente più forti o si trovava contro squadre con rose comparabili o addirittura inferiori ma che utilizzavano altre armi in maniera molto efficace (vedi ajax).

E' dura arrivare fino in fondo in queste condizioni.. ogni partita è di una precarietà assoluta, e poi vengono fuori i discorsi fatalisti, la maledizione ecc. ecc.

Ed in quello che dico entra in gioco anche la componente atletica.. tanto per intenderci.. TUTTO deve essere l'eccellenza...

in champions devi avere giocatori che sono in grado di giocarti una partita intera a certi ritmi, con un calo minimo nei secondi tempi e nei recuperi, quindi gli allenamenti devono essere di un livello qualitativo elevatissimo, ed i giocatori scelti devono avere delle performance atletiche oltre che tecniche.. le performance atletiche della juve o per via della preparazione o per via del materiale umano a disposizione sono sempre state ridicole in champions se paragonate all'avversario.

ripeto nella champions TUTTO è portato alla perfezione.

La maledizione viene fuori perché si è stati abituati così. La squadra non si è mai migliorata perseguendo una strada unica ma è sempre avanzata a balzi irregolari e frammentandosi di volta in volta (per ragioni da ricercare nella proprietà e suo modus operandi, volenti o nolenti). 
Io la vedo così: se perdi non meritavi di vincere. Se ti è sempre mancata la capacità per fare l'ultimo salto è colpa tua e delle tue mancanze invece che di tutto il resto (soprattutto se arrivi talmente tante volte a un passo dal traguardo). Perciò se togli il campo e le sue sentenze non resta altro che la maledizione, e così per anni fino a che diventa più dura di una credenza religiosa. La maledizione è quello a cui vira la gente inconsciamemte senza rendersi conto dei motivi reali dietro a ciò (il record di finali ci fa tirare un sospiro di sollievo ma è un po' il contentino per non mettersi a pensare alle cause reali e lavorare anche dibattendo per risolverle).

 

Altra cosa è l'affermazione "abbiamo perso solo perché si sono incontrate squadre più forti, anche della storia".

1) la Champions come tutto il calcio in generale dimostra che non vince solo il più forte ma il più bravo, e che anche una squadra più debole può battere una più forte (altrimenti non si spiegano appunto Ajax, Lione, Porto, tutte che valgono 1/10 o più della Juve, così come quelle che vediamo andarci avanti in campionato).

2) c'è una contraddizione: o è l'episodio che ti ha girato a sfavore (e quindi potevi vincerla) oppure è l'affermazione sopra ossia che hai incontrato squadroni contro cui non potevi nulla. Se c'è contraddizione di fondo allora qualcosa non è corretto.

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Il calcio è uno degli sport più impredittivi proprio per le sue caratteristiche: punteggio basso, campo di gioco grande, numero di giocatori elevato e pochi "reset" (di fatto solo i calci di inizio tempi e ripresa gioco dopo un gol) comportano un'altissima incidenza dell'evento episodico ai fini della determinazione del risultato finale. 

 

Basta una differenza di un paio di gradi angolari in un tiro scoccato da 25 metri per determinare l'esito tra palla nell'angolino e palla fuori di poco.

 

Nel basket la squadra più forte vince nel 95% dei casi perchè il gioco concede circa 70 possessi per squadra (che è un numero elevatissimo): nel lungo periodo, statisticamente, la squadra più forte convertirà più possessi in punti.

 

Nel tennis il giocatore più forte, a meno di crolli psichici, nel lungo periodo sarà quello che troverà più soluzioni vincenti ed il giocatore più debole non potrà evitarlo in alcun modo.

 

Nel rugby doti fisiche preponderanti non lasciano alcuna chance alla squadra soccombente.

 

Praticamente, quasi tutti gli sport ti concedono, de facto, un numero molto elevato di "tentativi" per offendere l'avversario.

 

Nel calcio questo non avviene.    

Le regole concedono il libero posizionamento degli undici sul terreno di gioco cosicchè, intasando tutti gli spazi col famoso autobus davanti la porta, è statisticamente possibile che, una partita su quattro/cinque, la squadra nettamente più forte non riesca ad avvicinarsi moltissime volte alla porta avversaria e segnare un punto. 

Le betting companies questo lo sanno bene, ed infatti bancano l'1 di Real Madrid-Pincopallese ad 1.20, perchè se scommetti su 5 partite del genere statisticamente una "macchia" esce e ci vai in pari. 

 

Ma, in fin dei conti, non è proprio questa componente di "casualità" a farci amare così irrazionalmente il giuoco del calcio?

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