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bonve

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  • Titolo utente
    Titolare
  • Compleanno 15/04/1973

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  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Uomo
  • Provenienza
    Verona

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  1. abbiamo barzagli e chiellini in difesa, gente vecchia e logora, poi c'è benatia. sono arrivati alcuni giovani, ma rugani per me non va venduto, proprio per necessità.
  2. la vedo molto difficile, l'unica volta che ho visto spendere certe cifre alla juve è stata con higuain, ma a quei tempi si è venduto pogba per una cifra record, ci stava. oggi non ci sono le condizioni, a meno che non facciano un miracolo e comprino il calciatore per una cifra abbordabile.
  3. dal mio punto di vista, queste sono situazioni normali e non c'è da stupirsi. il calcio professionistico è questo e non vedo come potrebbe essere altrimenti. c'è competizione, ci sono stipendi altissimi, in un contesto simile, se non rendi, devi accettare di essere messo nel dimenticatoio e non considerato; da un momento all'altro. va capita ed accettata la cosa. le bandiere nel calcio c'erano tanti anni fa, quando non c'erano interessi e soldi come oggi, era tutto più "sport" e meno "affari" e "competizione". guardiamo a cristiano ronaldo, sono anni che combatte per rimanere al top, con la cattiveria di un giovincello.... non ha un filo di grasso, si allena come un pazzo, da tutto, sempre.
  4. sto leggendo di tutto in questi giorno. ma una cosa è certa, la juve rafforzerà squadre italiane solo se gli conviene. su questo fronte mi fido di marotta.
  5. non sono mica fessi come noi li in Giordania a quanto pare.
  6. questo può essere, se così. IMO vanno risolti perchè si è visto all'inizio cosa può fare se motivato.
  7. diciamo che icardi non si lamenterebbe del gioco di allegri, arrivando dall'inter. non si sbraccerebbe come fa higuain.
  8. ho il leggero sospetto che Allegri non si trovi bene con gli argentini... a partire dal * di tevez, passando per higuain che si sbraccia la davanti per far venir su i compagni ed arrivando a dybala costretto a giocare a centrocampo.
  9. si si il sistema marcio. contro chi ci hai fatto perdere la qualificazione ? contro l'argentina di maradona ?
  10. bonve

    Ipotesi Icardi alla Juve: cosa ne pensate?

    eccoli qua che ralzano la cresta. ci vuole un'altra bella rasata a zero
  11. vorrei fosse così. ma in realtà se guardi un po su internet negli articoli 2002 ti rendi conto che: il ritiro d’Israele sulle linee del 1967 in cambio del riconoscimento da parte dei paesi arabi e della normalizzazione delle loro relazioni con Israele: All’inizio le reazioni israeliane furono quasi entusiaste. Il Presidente dello Stato, Moshè Katzav, ex Ministro del Likud, ha detto alla radio:» «Ci sarebbe la normalizzazione tra il mondo arabo ed Israele; questo e` certamente un passo drammatico, importante, che merita considerazione ed un pensiero serio». Ma un’analisi più pacata rende molto più scettici. Le ragioni dello scetticismo israeliano La proposta saudita era volutamente schematica, priva di dettagli tecnici e questo la rendeva accettabile a molti. Poi è venuto un discorso di rara violenza verbale contro Israele nella riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, alla fine di febbraio, da parte del rappresentante saudita il quale ha omesso di esporvi la proposta di pace. Intanto i sauditi hanno avuto il tempo di spiegare che i due elementi del loro progetto non potevano essere simultanei: quindi Israele dovrebbe prima ritirarsi da tutti i territori occupati dopo il 1967, e poi sperare nella magnanimita` dei paesi arabi per ottenere ciò che è naturale per qualsiasi stato membro delle Nazioni Unite: il riconoscimento degli altri paesi. La proposta saudita aveva fatto sognare agli israeliani di poter uscire dall’isolamento diplomatico e di inserirsi quale membro di pieno diritto nella comunità mediorientale. Ma questo sogno è ancora lontano da una realizzazione concreta. I sauditi, se vogliono davvero far avanzare la pace, sia pure per ragioni egoistiche e per preservare il loro regime, debbono capire che queste idee possono progredire solo col dialogo e non col diktat che essi vorrebbero imporre.
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