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jouvans

#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ LA COMPLICATA ANALISI DI UNA DEBACLE E IL NOSTRO "PECCATO ORIGINALE" (vedi post in rilievo)

Post in rilievo

1 hour ago, ZizouZidane said:

Si suppone che qualunque allenatore professionista, a prescindere dalla categoria, ne capisca più del sottoscritto, che nella vita fa tutt’altro.

Io mi chiedo come sia possibile che certe cose fossero ovvie per un profano e non per un addetto ai lavori. 
 

Io sono convinto che Tudor, per esempio, sia molto più competente del sottoscritto. 

Tu sopravvaluti i "professionisti".

 

Sai quanta gente laureata c'è a questo mondo che ancora non sa dove va messa l'acca?

 

Oppure quanti "ingegneri" fanno progetti che non stanno in piedi?

 

Poi, è chiaro che un Tudor qualsiasi ne saprà molto più di noi, semplici tifosi, ma non è detto che sia in grado di capire certe cose e porvi rimedio.

 

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4 ore fa, ZizouZidane ha scritto:

Maestro, una domanda che mi attanaglia da qualche mese.

Alcuni di noi è tempo immemore che esprimono la necessità di vedere attuati  molti dei concetti grazie ai quali siamo ritornati a giocare a calcio. Invochiamo ormai da anni le cose che ci sta facendo vedere, finalmente, Spalletti.

Com'è possibile che un profano si accorga di quello che serve mentre addetti ai lavori, in precedenza, hanno spesso fatto il contrario (e il parco giocatori è il medesimo)?

Non è una domanda polemica o a trabocchetto. Mi interessa davvero capire come sia possibile. 

Mi riferisco a cose banali (Kalulu terzino, la riaggressione immediata, il baricentro alto, le giuste distanze tra i reparti, l'occupazione degli spazi), già sviscerate e proposte come critiche da altri e da me a quello cui stavamo assistendo. 

Perchè ci sono diversi livelli di capacità di lettura di didattica, di metodi di lavoro e di creatività.

Capacità di lettura per capire più o meno  in profondità competenza teorica , studio,  ricerca.

Didattica per spiegare e insegnare per trasmettere idee concetti , mentalità, in conferenza stampa nelle riunioni tecniche , e durante gli esercizi e le partitelle in allenamento e durante le partite.

Metodi di lavoro che sono la programmazione tecnica  del lavoro , delle priorità, dei tempi delle esercitazioni che vai a fare in allenamento.

E creatività che significa adattamento, stare al passo coi tempi e aggiornarsi e non lasciare che gli aggiornamenti siano lettera morta ma occasione di sviluppo,  quindi adeguarsi all avversario ,al momento ,  alle nuove tendenze , sviluppare linee e tattiche tue da idee che ti vengono, anche comunicare in maniera nuova e creativa ( Sbam!) essere aperti e duttili e disposti a cambiare. Perchè se fai sempre quello in stagione e nella carriera diventi leggibile e stantio. 

 E tramite tutte queste cose si traduce il teorico puro nello sviluppo pratico. E avere studiato a Coverciano prendendo il patentino, avere giocato a calcio a buoni alti livelli, avere anche esperienza basta fino ad un certo punto, c'è il fattore talento e c'è il fattore capacità nel senso puro di intelligenza.

Ci sono falegnami e falegnami, c'è quello che fa tavoli e mensole  semplici e robusti di ottima fattura ma oltre non sa ne può andare e dipende al massimo dal materiale che trova o che ha, e magari anche più di qualche volta pasticcia , poi c'è quello che è un intagliatore e uno scultore in legno della Val Gardena che produce arredi e statue per chiese e  volendo sa fare anche tavoli e mensole,intarsioe che è un mostro di precisione e competenza  ma fa altro più complesso. E' lavoro. Va da sè che il primo è un buon artigiano, il secondo è un artista, ed essere la seconda cosa è molto più difficile. E il calcio se lo si vuole approfondire non è affatto semplice.

 

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Il 03/02/2026 Alle 00:19, Il Demone ha scritto:

Mi dici per favore cosa ha fatto di importante nella partita di ieri? Perchè io non ricordo, ne azioni da gol, ne grandi impostazioni, ne grandi salvataggi, io non ricordo nulla di lui. 

Però ricordo un paio di partite fa un cambio di campo  strepitoso in diagonale con un laser pass da laterale basso di sx a Conceicao nella profondità  sul corner dal lato opposto che ha tagliato in diagonale  tutto il campo ( e credo che  @jouvans non sia affatto passato inosservato). Perchè Cambiaso il talento ce l'ha, anche troppo per il ruolo che ricopre , talento di cui si fida anche troppo in certi frangenti ed è uno a cui stare pratico  e fare la cosa base in certi momenti sembra troppo poco. Cambiaso vuole a tutti i costi giocare bene anche quando difende e dovrebbe spazzare o fare il passaggio di tre metri. E' fatto così il semplice il nudo e crudo non gli viene spontaneo . E quando esagera sono i momenti in cui lo vorresti ammazzare . Di buono c'è che è uno che non si è mai arreso di fronte alla sfida di andare oltre il limite prendendosi anche dei rischi perchè se ci riesce a giocare come vuole lui con costanza e senza errori ne esce un giocatorone. Deve trovare equilibrio mentale fra la sua indole naturale e una saggezza che si acquisisce con l'esperienza. E lavorare sulla concentrazione nel momento.

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Il 03/02/2026 Alle 18:34, jouvans ha scritto:


In questo contesto, concordo ahimè con davom sul fatto che in questo "giochino perfetto" chi ancora invece non si è adeguato a certi dai e vai, a certi meccanismi e a certe scelte che lo spallettismo comporta, sia proprio Chico. Lui gioca ancora come quando, in epoca tudoriana, lo schema era "palla a lui o a Kenan e vediamo se ne saltano 4 alla volta". ma adeso non è più così. Adesso movimenti di squadra così ben fatti e così lesivi per l'avversario, comportano che tu non debba sempre dribblare, che tu debba alzare la testa, ecc.. e invece Chico in questo non si è (ancora) evoluto. Al punto che Spalletti per 2 o 3 partite, dal primo minuto ci aveva messo Miretti lì, ma a sua volta Miretti non ha quelle caratteristiche (vuoi per limiti ma vuoi anche perchè non può certo stare aperto come un'ala). Dunque il discorso di come, in questo "orologio svizzero" creato da Spalletti, manchi un esterno destro che stia davvero "sul pezzo spallettiano", può certamente essere un problema. Ma è uno dei pochi in una ossatura che, lo stiamo vedendo tutti, di base funziona molto bene

Peraltro Chico ancorchè non ancora associativo per quello che è il mantra della squadra rimane una pigna in * per qualsiasi avversario, fastidioso di quelli che se ti distrai un attimo ti punisce infilandosi, un po' come Politano per dire...non per nulla ne prende parecchie di botte e bottarelle. Certo se riuscisse a imparare anche il resto ad associarsi a vedere lo spazio ,  anche lì ne esce un gran giocatore. 

Che poi anche a proposito di Cambiaso e  di quegli studenti di Spalletti che sono un po' duri di comprendonio su certe cose e fanno fatica ad applicarsi e a togliersi certe non funzionali abitudini mentali in primis, il credere che possano evolvere passa per un lavoro di potenziamento mentale che è sul confine della mansioni e delle competenze di un allenatore e scivola in competenze più tecniche da psicologo e da "motivatore". Agire  sull' attenzione di Cambiaso o sul cambio di attitudine mentale di Chico ( in modo che perda quella paura di snaturarsi e involvere se diventa più associativo e meno funambolo uscendo dalla  comfort zone) implica un lavoro sul puro mentale molto specializzato ( associato certo agli allenamenti ed alla didattica del mister ) e disponibilità dei due in questione a mettersi in gioco su un percorso mentale di questo tipo. Che va detto professionisti bravi potrebbero anche fargli compiere in tempi non troppo lunghi. Ma non escludo che se la lettura del problema è precisa anche Spalletti possa riuscire.

P.S. Si vedeva che nella vendemmia dei gol a Chico gli scocciava proprio di non avere segnato a Parma, ne aveva smania ed ha ragione assolutamente questa motivazione è il motore, poi per arrivarci dovrebbe non incaponirsi forzando sulla sua comfort zone e imparando altro  e tutto viene ...

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9 ore fa, ZizouZidane ha scritto:

Com'è possibile che un profano si accorga di quello che serve mentre addetti ai lavori, in precedenza, hanno spesso fatto il contrario (e il parco giocatori è il medesimo)?

7 ore fa, saturnz70 ha scritto:

perchè anche tra gli allenatori esistono le categorie.

6 ore fa, saturnz70 ha scritto:

Tu sopravvaluti i "professionisti".

 

Sai quanta gente laureata c'è a questo mondo che ancora non sa dove va messa l'acca?

NEL CALCIO CI SONO LE CATEGORIE (CIT.) - VEDIAMOLE ASSIEME PARLANDO DI ALLENATORI

 

Parto da questi tre spunti che ho citato qui sopra, per dare la risposta che mi viene chiesta e per dire che sì, esistono le categorie (ma non solo di "bravura o competenza" ma anche "filosofiche"). Io qui conterò, banalmente e sinteticamente, 5 categorie (anche se sarebbero molte di più e anche se generalizzare è sempre sbagliato, ma tant'è..).. dunque:

 

CATEGORIA 1 - QUELLI SCARSAMENTE COMPETENTI
Esiste la categoria di quelli che avranno anche il patentino, ma che effettivamente sbagliano anche a mettere l'acca (cit saturnz70), perchè sono di basso o bassissimo livello. Ad esempio Ferrara o Tacchinardi che infatti han durato ben poco in panchina e ora fanno tutt'altro...

CATEGORIA 2 - BRAVINI MA LIMITATI
Sono quelli anche "bravi", ma che sanno fare solo ed esclusivamente una cosa e un solo tipo di calcio e che, come gli si inceppa quella cosa, vanno in crash totale, come ad esempio Del Neri o Tudor. Se Del Neri non ha un 4-4-2 sacchiano ad hoc a disposzione o se Tudor non ha un costruttore nei 3 dietro, due mediani "bestia" e due tir come quinti, ecco che diventano due mister monotematici, che adattano la gente allo schema e non viceversa (orrore) e che fanno solo danni. Mentre, se messi nelle condizioni ideali, hanno dimostrato nella loro storia di poter proporrre anche un buon calcio. Ma solo quel calcio e solo quello sanno fare.

 

CATEGORIA 3 - I MESTIERANTI

sono allenatori che paiono quasi piccoli artigiani. Non hanno la pretesa di innovare il calcio, di portare "alcuna genialata o clamorosa riconoscibilità" nel loro gioco e si adattano per schemi, uomini e atteggiamento a quel che hanno a disposizione. Non è una categoria negativa, anzi. E' semplicemente gente che fa il meglio con quel che ha, senza mega concetti o mega pretese e arrangiandosi con quel di cui dispongono. Non gli cambia filosoficamente stare bassi o stare alti, stare a 3 o stare a 4, ecc.. loro sono pragmatici, spesso costretti ad arrangiarsi poichè non in grandissime squadre, ma un modo per far quadrare le cose lo trovano sempre e (spesso) anche bene. Fra questi l'esponente DOC è certamente Ranieri e, di lì a scendere più verso il basso, penso al mister attuale dell'Udinese o al sempreverde Davide Nicola, ecc..

CATEGORIA 4 - I TOP SCHIERATI PERO' SUL "LATO OSCURO DELLA FORZA" (cit. Guerre Stellari .ghgh

Sono allenatori capacissimi e potenzialmente (o effettivamente!) da top clubs. Saprebbero tranquillamente fare e proporre cose anche più evolute ma per scelta filosofica, pigrizia, calcolo o altro, hanno deciso di "prendere la via facile". L'esempio tipico è Allegri che è/sarebbe capacissimo di proporre un certo calcio (guardatevi Manchester-Juventus 0-1 dell'ottobre 2018.. e ditemi se la sua non sembra la miglior Juve del miglior Spalletti e per di più con anche i campioni in squadra.. per non parlare del 3-0 al Barcellona..) ma poi scelgono di essere più conservativi, per una sorta di cinismo calcistico o di loro tornaconto strategico. Fra questi appunto Allegri, ma in parte anche lo stesso Antonio Conte

 

CATEGORIA 5 - I COSIDDETTI GIOCHISTI

sono allenatori che credono che grazie al gioco, a determinate meccaniche tattiche e ad un atteggiamento più offensivo, si possano raggiungere maggiori risultati ed eventualmente anche esaltare il singolo o quanto meno "tamponare col gioco" i limiti dei singoli meno dotati. Tendono a dare una forte e visibile impronta di squadra e di atteggiamento all'11 che va in campo. Il contro è che sono scelte rischiose e che non sempre vengono seguite dal gruppo o dai risultati (Thiago Motta o De Zerbi ad esempio), ma che, quando invece funzionano, ci fanno amare questo sport (Spalletti, Guardiola, Luis Enrique).

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8 minuti fa, jouvans ha scritto:

Parto da questi tre spunti per dare la risposta che mi viene chiesta e sì, esistono le categoria (ma non solo di "bravura o competenza" ma anche "filosofiche").
Io qui conterò, banalmente e sinteticamente, 5 categorie (anche se sarebbero molte di più e anche se generalizzare è sempre sbagliato, ma tant'è..).. dunque:

 

CATEGORIA 1 - QUELLI SCARSAMENTE COMPETENTI
Esiste la categoria di quelli che avranno anche il patentino, ma che effettivamente sbagliano anche a mettere l'acca (cit saturnz70) perchè sono di basso o bassissimo livello. Ad esempio Ferrara o Tacchinardi che infatti han durato ben poco in panchina e ora fanno tutt'altro...

CATEGORIA 2 - BRAVINI MA LIMITATI
Sono quelli anche "bravi", ma che sanno fare solo ed esclusivamente una cosa e un solo tipo di calcio e che, come gli si inceppa quella cosa, vanno in crash totale, come ad esempio Del Neri o Tudor. Se Del Neri non ha un 4-4-2 sacchiano ad hoc a disposzione o se Tudor non ha un costruttore nei 3 dietro, due mediani "bestia" e due tir come quinti, ecco che diventano due mister monotematici, che adattano la gente alla schema e non viceversa (orrore) e che fanno solo danni. Mentre se, messi nelle condizioni ideali, hanno dimostrato nella loro storia di poter proporrre anche un buon calcio. Ma solo quel calcio e solo quello sanno fare.

 

CATEGORIA 3 - I MESTIERANTI

sono allenatori che paiono quasi piccoli artigiani. Non hanno la pretesa di innovare il calcio, di portare "alcuna genialata o clamorosa riconoscibilità" nel loro calcio e si adattano per schemi, uomini e atteggiamento a quel che hanno a disposizione. Non è una categoria, negativa, anzi. E' semplicemente gente che fa il meglio con quel che ha, senza mega concetti e arrangiandosi con quel di cui dispongono. Non gli cambia filosoficamente stare bassi o stare alti, stare a 3 o stare a 4, ecc.. loro sono pragmatici, spesso costretti ad arrangiarsi non in grandissime squadre, ma un modo per arrangiarsi lo trovano sempre e (spesso)anche bene. Fra questi l'esponente DOC è certamente Ranieri e, di lì a scendere più veros il basso, penso al mister attuale dell'Udinese o al sempreverde Davide Nicola, ecc..

CATEGORIA 4 - I TOP SCHIERATI PERO' SUL "LATO OSCURO DELLA FORZA" (cit. Guerre Stellari .ghgh

Sono allenatori capacissimi e potenzialemente (o effettivamente!) da top clubs. Saprebbero tranquillamente fare e proporre cose anche più evolute ma per scelta filosofica, pigrizia, calcolo o altro, hanno deciso di "prendere la via facile". L'esempio tipico è Allegri che è/sarebbe capacissimo di proporre un certo calcio (guardatevi Manchester-Juventus 0-1 dell'ottobre 2018.. e ditemi se non sembra la miglior Juve del miglior Spalletti e per di più con anche i campioni in squadra..) ma poi scelgono di essere più conservativi per una sorta di cinismo calcistico o di presunto tornaconto strategico. Fra questi appunto Allegri, ma in parte anche lo stesso Antonio Conte

 

CATEGORIA 5 - I COSIDDETTI GIOCHISTI

sono alleantori che credono che grazie al gioco, a determinate meccaniche tattiche e ad un atteggiamento più offensivo, si possano raggiungere maggiori risultati ed eventualmente anche esaltare il singolo o quanto meno "tamponare col gioco" i limiti dei singoli meno dotati. Tendono a dare una forte e visibile impronta di squadra e di atteggiamento all'11 che va in campo. Il contro è che sono scelte rischiose e che non sempre vengono seguite dal gruppo o dai risultati (Thiago Motta o De Zerbi ad esempio), ma che quando funzionano ci fanno amare questo sport (Spalletti, Guardiola, Luis Enrique).

Quelli della categoria 5 forse ce lo fanno amare questo sport forse perchè sono loro innamorati di questo sport come il primo giorno.

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1 ora fa, SpaceOddity ha scritto:

Però ricordo un paio di partite fa un cambio di campo  strepitoso in diagonale con un laser pass da laterale basso di sx a Conceicao nella profondità  sul corner dal lato opposto che ha tagliato in diagonale  tutto il campo ( e credo che  @jouvans non sia affatto passato inosservato). Perchè Cambiaso il talento ce l'ha, anche troppo per il ruolo che ricopre , talento di cui si fida anche troppo in certi frangenti ed è uno a cui stare pratico  e fare la cosa base in certi momenti sembra troppo poco. Cambiaso vuole a tutti i costi giocare bene anche quando difende e dovrebbe spazzare o fare il passaggio di tre metri. E' fatto così il semplice il nudo e crudo non gli viene spontaneo . E quando esagera sono i momenti in cui lo vorresti ammazzare . Di buono c'è che è uno che non si è mai arreso di fronte alla sfida di andare oltre il limite prendendosi anche dei rischi perchè se ci riesce a giocare come vuole lui con costanza e senza errori ne esce un giocatorone. Deve trovare equilibrio mentale fra la sua indole naturale e una saggezza che si acquisisce con l'esperienza. E lavorare sulla concentrazione nel momento.

Che Cambiaso sia tutt'altro che scarso, soprattutto tecnicamente, qua non lo si è mai discusso e spero non sia questo l'oggetto del contendere.
I problemi che, sia io che tanti analyst e talent/opinionisti evidenziano ormai con costanza, sono invece altri, più legati alla disciplina tattica, alla conitnuità nei 90 minuti e a certi blackot recidivanti che a certi livelli finiscono poi per pesare.

Sul fatto che dicevi riguardo il fatto che gli allenatori delle categoria 5 amano il calcio, è vero. Lo dice spesso anche Spalletti che lui vuole che i ragazzi si divertano, che la gente che va allo stadio si diverta, ecc.. ma alla fine, come proprio lo stesso Spalletti ha detto recentemente in una conferenza stampa: "non è che il giochista non sia interessato al risultato, eh? E' che il giochista pensa che facendo quello che fa otterrà proprio quei risultati che si era prefissato".
E' per questo che nell'apposito post sulle categorie dei vari mister ho messo subito, a partire dall'incipit, il fatto che, ancor prima di parlare delle diverse "categorie", va segnalato anche il concetto delle diverse "filosofie". Ma alla fine il risultato lo vogliono tutti. Perfino quelli della categoria 1, se solo ne fossero capaci...

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4 minuti fa, jouvans ha scritto:

Che Cambiaso sia tutt'altro che scarso, soprattutto tecnicamente, qua non lo si è mai discusso e spero non sia questo l'oggetto del contendere.
I problemi che, sia io che tanti analyst e talent/opinionisti evidenziano ormai con costanza, sono invece altri, più legati alla disciplina tattica, alla conitnuità nei 90 minuti e a certi blackot recidivanti che a certi livelli finiscono poi per pesare.

Sul fatto che dicevi riguardo il fatto che gli allenatori delle categoria 5 amano il calcio, è vero. Lo dice spesso anche Spalletti che lui vuole che i ragazzi si divertano, che la gente che va allo stadio si diverta, ecc.. ma alla fine, come proprio lo stesso Spalletti ha detto recentemente in una conferenza stampa: "non è che il giochista non sia interessato al risultato, eh? E' che il giochista pensa che facendo quello che fa otterrà proprio quei risultati che si era prefissato".
E' per questo che nell'apposito post sulle categorie dei vari mister ho messo subito, a partire dall'incipit, il fatto che, ancor prima di parlare delle diverse "categorie", va segnalato anche il concetto delle diverse "filosofie". Ma alla fine il risultato lo vogliono tutti. Perfino quelli della categoria 1, se solo ne fossero capaci...

Eh infatti le carenze di Cambiaso sono prettamente mentali secondo me, e non è che non ci si può lavorare come si crede spesso ma va fatto con un lavoro molto specifico.

In merito agli allenatori che amano il calcio peraltro mi sovviene la risposta di Spalletti in conferenza stampa quando gli chiedono se è stanco dopo questi tre mesi , e la risposta è quella di un innamorato assoluto del suo lavoro e dell' oggetto del suo lavoro. 

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32 minuti fa, jouvans ha scritto:

CATEGORIA 5 - I COSIDDETTI GIOCHISTI

sono alleantori che credono che grazie al gioco, a determinate meccaniche tattiche e ad un atteggiamento più offensivo, si possano raggiungere maggiori risultati ed eventualmente anche esaltare il singolo o quanto meno "tamponare col gioco" i limiti dei singoli meno dotati. Tendono a dare una forte e visibile impronta di squadra e di atteggiamento all'11 che va in campo. Il contro è che sono scelte rischiose e che non sempre vengono seguite dal gruppo o dai risultati (Thiago Motta o De Zerbi ad esempio), ma che, quando invece funzionano, ci fanno amare questo sport (Spalletti, Guardiola, Luis Enrique).

A qualche utente, leggendo questa parte (ma anche la 4), sarà venuto un travaso di bile. Perché dicono di non leggere questo topic ("il punto più basso di VS"), ma lo leggono, eccome se lo leggono .sisi

 

 

Anyway, io sono "punto 5" tutta la vita! .ballerina

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Noto che il mio mettere qui da qualche giorno una serie di "contenuti a bomba, seri e molto tattici", ha però svilito quel restante 35% di goliardia che fa comuqnue parte di questo spazio.
Dunque rimedio subito sefzsefzsefz 
 

 

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11 minuti fa, onetime ha scritto:

A qualche utente, leggendo questa parte (ma anche la 4), sarà venuto un travaso di bile. Perché dicono di non leggere questo topic ("il punto più basso di VS"), ma lo leggono, eccome se lo leggono .sisi

 

 

Anyway, io sono "punto 5" tutta la vita! .ballerina

Ma io nel punto 4 mica ho offeso nessuno... 😊
Ho solo detto che ci sono allenatori (e Conte e Max erano solo due esempi riconoscibili che ho citato) che sono certamente top (non proprio un'offesa, eh? 😉) e che sono capaci di fare anche altro (pensiamo al primo Conte da noi o, appunto, alla Juve mostrata da Allegri nel 3-0 al Barcellona o in quella gara a Manchester che ho citato).
Allenatori top dunque e capaci anche di far vedere cose gradevoli e quasi "da giochisti" ma che poi, "per scelta filosofica o di pragmatismo", hanno scelto di fare altro e di volgere le loro indubbie potenzialità verso altri intendimenti calcistici.
Sono scelte, non critiche. L'unico riferimento (per altro ironico) che può essere visto "storto" è quel "lato oscuro dela forza" ma era, appunto, un po' scherzoso e un po' per far capire che ci sono anche mister che noi mettiamo in "altra categoria" ma che, se solo volessero, hanno anche dimostrato di saper fare altro e che poi, per una ragione o per l'altra, non lo fanno (o non lo fanno più), avendo scelto altri percorsi che potremmo definire "più pragmatici" (il lato oscuro della forza appunto) e nei quali magari si sentono più sicuri.

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19 minuti fa, jouvans ha scritto:

Noto che il mio mettere qui da qualche giorno una serie di "contenuti a bomba, seri e molto tattici", ha però svilito quel restante 35% di goliardia che fa comuqnue parte di questo spazio.
Dunque rimedio subito sefzsefzsefz 
 

 

Geniale 

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19 minuti fa, jouvans ha scritto:

Ma io nel punto 4 mica ho offeso nessuno... 😊
Ho solo detto che ci sono allenatori (e Conte e Max erano solo due esempi riconoscibili che ho citato) che sono certamente top (non proprio un'offesa, eh? 😉) e che sono capaci di fare anche altro (pensiamo al primo Conte da noi o, appunto, alla Juve mostrata da Allegri nel 3-0 al Barcellona o in quella gara a Manchester che ho citato).
Allenatori top dunque e capaci anche di far vedere cose gradevoli e quasi "da giochisti" ma che poi, "per scelta filosofica o di pragmatismo", hanno scelto di fare altro e di volgere le loro indubbie potenzialità verso altri intendimenti calcistici.
Sono scelte, non critiche. L'unico riferimento (per altro ironico) che può essere visto "storto" è quel "lato oscuro dela forza" ma era, appunto, un po' scherzoso e un po' per far capire che ci sono anche mister che noi mettiamo in "altra categoria" ma che, se solo volessero, hanno anche dimostrato di saper fare altro e che poi, per una ragione o per l'altra, non lo fanno (o non lo fanno più), avendo scelto altri percorsi che potremmo definire "più pragmatici" (il lato oscuro della forza appunto) e nei quali magari si sentono più sicuri.

Ma figurati tu non hai offeso nessuno, e non lo fai mai, le offese stanno solo negli occhi di chi legge.

Hai scritto solo la verità (riferimenti a Star Wars a parte, quella è una licenza poetica :siciao:)

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41 minuti fa, jouvans ha scritto:

Noto che il mio mettere qui da qualche giorno una serie di "contenuti a bomba, seri e molto tattici", ha però svilito quel restante 35% di goliardia che fa comuqnue parte di questo spazio.
Dunque rimedio subito
sefzsefzsefz 
 

 

Chiedo venia, di solito nel mio piccolo cerco di dare una mano in tal senso, ma sono stato molto occupato in questi giorni .sisi

 

F6tWGj_WYAArQBe.jpg

 

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5 hours ago, saturnz70 said:

Domanda seria o battuta?

 

Se è una domanda seria, rispondo che Allegri appartiene alla vecchia categoria degli allenatori "pragmatici", "italianisti", prudenti fino all'eccesso.

Quelli del calcio semplice, del "primo non prenderle", del "ti aspetto, riparto, e ti frego".

Di vecchia concezione, non adotta particolari strategie, moduli, o rotazioni in campo.

 

Allegri è comunque un ottimo allenatore, nel suo genere, ma ottiene buoni/ottimi risultati, a seconda dei giocatori che ha a disposizione. Se gli dai in mano una buona/ottima rosa, è in grado di vincere tornei e trofei.

 

Per il suo tipo di calcio può valorizzare qualche tipo di calciatore, adatto a ciò che chiede lui. Di certo non stravolge una squadra, nè ha questa pretesa.

...o capacità

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2 hours ago, jouvans said:

Ma io nel punto 4 mica ho offeso nessuno... 😊
Ho solo detto che ci sono allenatori (e Conte e Max erano solo due esempi riconoscibili che ho citato) che sono certamente top (non proprio un'offesa, eh? 😉) e che sono capaci di fare anche altro (pensiamo al primo Conte da noi o, appunto, alla Juve mostrata da Allegri nel 3-0 al Barcellona o in quella gara a Manchester che ho citato).
Allenatori top dunque e capaci anche di far vedere cose gradevoli e quasi "da giochisti" ma che poi, "per scelta filosofica o di pragmatismo", hanno scelto di fare altro e di volgere le loro indubbie potenzialità verso altri intendimenti calcistici.
Sono scelte, non critiche. L'unico riferimento (per altro ironico) che può essere visto "storto" è quel "lato oscuro dela forza" ma era, appunto, un po' scherzoso e un po' per far capire che ci sono anche mister che noi mettiamo in "altra categoria" ma che, se solo volessero, hanno anche dimostrato di saper fare altro e che poi, per una ragione o per l'altra, non lo fanno (o non lo fanno più), avendo scelto altri percorsi che potremmo definire "più pragmatici" (il lato oscuro della forza appunto) e nei quali magari si sentono più sicuri.

Pensa tu che avrei eletto la categoria 5 ma proprio quel riferimento al lato oscuro della forza invece mi fa propendere quasi per la categoria 4...(Darth Vader: il cattivo inarrivabile).

 

E poi c'è lui, la crasi tra 4 e 5: Marcello Lippi.

 

 

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18 ore fa, Lohengrin ha scritto:

Pensa tu che avrei eletto la categoria 5 ma proprio quel riferimento al lato oscuro della forza invece mi fa propendere quasi per la categoria 4...(Darth Vader: il cattivo inarrivabile).

 

E poi c'è lui, la crasi tra 4 e 5: Marcello Lippi.

 

 

E poi c'è anche lo sfigato che tiene in piedi quella baracca del cafe.. che è la crasi fra 3 e 5 .ghgh 

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20 ore fa, AlexLeStrange ha scritto:

Personalmente faccio il mio all in sulla categoria 5 giochisti. Volete sapere quando ho cambiato idea sul calcio? Quando ho visto il Milan di Sacchi

Ma in effetti, al di là dei gusti personali, Sacchi ha avuto un impatto anche maggiore di se stesso (scusa il paradosso).. nel senso che alla fine lui ha funzionato solo in una squadra, solo con un determinato sistema di gioco, per un tempo anche relativamente breve e per di più con dei super campioni.
Ma ha lasciato un'impronta maggiore di quanto lui stesso sia durato al top, grazie al fatto di aver portato (o meglio... riportato..) in Italia concetti come pressing, zona classica, elastico difensivo, 4-4-2 puro in linea e mentalità offensiva.

Tutte cose non da poco, non tutte necessariamente giuste e/o condivisibili e, come detto, durate anche relativamente poco finchè c'è stato lui, ma che hanno lasciato una impronta, soprattutto culturale, e creato una vera e propria schiera di emulatori (del Neri, il primissimo Zaccheroni, ancor di più il primissimo Ancelotti che fu anche suo vice, ecc,) oltre al fatto che a un certo punto tutti giocavano 4-4-2 manco lo avesse ordinato il dottore.

Le cose per cui io ho amato Sacchi e che tuttora valgono per me (e nel calcio moderno) sono 3: il superamento del singolo, la mentalità offensiva, l'importanza del pressing.

  • Grazie 1

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25 minuti fa, jouvans ha scritto:

... Le cose per cui io ho amato di Sacchi e che tuttora valgono per me e nel calcio moderno sono 3: il superamento del singolo, la mentalità offensiva, l'importanza del pressing.

Posso chiederti pregi e difetti di Lippi dal tuo punto di vista?

Faceva seguire a fasi di campionato e gironi di qualificazione in Champion terrificanti (non da giochista) fasi finali di rara intensità e volontà di dominare, aiutato sicuramente da un grandissimo carisma.

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Salve a tutti, mi unisco alla discussione, per aggiungere un ulteriore spunto di riflessione sul tema. Credo che un fattore determinante per giudicare un allenatore,  al di là delle filosofie calcistiche, di categoria 4 o 5 che si voglia, sia solo uno: il carisma... proprio come Lippi. 

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2 ore fa, QuandoC'eraCuccureddu ha scritto:

Posso chiederti pregi e difetti di Lippi dal tuo punto di vista?

Faceva seguire a fasi di campionato e gironi di qualificazione in Champion terrificanti (non da giochista) fasi finali di rara intensità e volontà di dominare, aiutato sicuramente da un grandissimo carisma.

Io su Lippi non sono obiettivo perchè quando ho iniziato il primissimo corso per la licenza D (che all'epoca manco si chiamava così), ed era il 1998, lui era "l'allenatore" e io portavo nel cuore Champions, intercontinentale, il ritorno allo scudetto dopo i 9 anni del post Platini, ecc..
In quel periodo avevo solo 23 anni (età minima per iscriversi al corso da allenatore primario), dunque ero giovane.. per cui se Lippi mi avesse detto che mangiare la pupu faceva bene alla salute, probabilmente lo avrei fatto sefz 
Ragion per cui non sono molto obiettivo quando parlo di lui.. certo.. ora son passati 27 anni abbondanti, ho allenato tanto nel frattempo e mi è venuta pure la panza, per cui adesso posso parlarne con maggior distacco e con maggiore cognizione di causa, ma un debole c'è sempre..

Detto questo, per me Lippi ha avuto dei meriti oggettivi che nessuno può disconoscergli e che vengono dai risultati (una champions, una supercoppa europea, una intercontinentale, 5 scudetti, una coppa Italia, il mondiale del 2006 più altre due finali di Champions e una finale di Uefa).
Poi ha dei meriti tattici e di leadership. Ora, ad esempio, per noi Viali è (giustamente!!!) un idolo assoluto, ma in pochi ricordano cosa fece lui per far tornare Vialli il vero Vialli dopo il periodo oscuro vissuto da lui col Trap e dove tutti davano Gianluca per finito. Invece con Lippi diede il meglio di sè, entrando definitivamente nella storia (non è un caso secondo me). O di come, pur con una ossatura per l'85% nata sulle basi della Juve non vincente precedente lui, un po' alla Conte, ne fece subito una squadra da titolo.
Inoltre è vero che lui nei suoi 2 cicli da noi fece risultato con dei campionissimi che si alternarono in quegli anni (Thuram, Buffon, del Piero, Vialli, Deschamps, Davids, Zidane, ecc..) ma ottenne quei risultati anche facendo rendere al meglio dei comprimari (Torricelli, Di Livio, Pessotto, ecc..).
Sul piano tattico, portava in campo un'aggressività e un rischio continuo per la verticalizzazione, non si trincerava quasi mai all'indietro (vedi mia firma) e sapeva giocare con più moduli. Ha fatto indifferentemente grandi cose in 3-4-3, 4-3-3, 4-3-1-2 e perfino col 4-4-2, così come gli riuscivano delle intuizioni sorprendenti tipo quella di Zambrotta terzino o del ruolo di Nedved nella stagione 2001-2002. Zidane ha raccontato in diverse interviste che quando lui all'inizio stentava, Lippi lo prendeva da parte e gli diceva: "no no, io ti rimetto titolare.. frega niente delle critiche, dei rumors e dei 5 in pagella sui giornali.. tu con me giochi e giocherai sempre, fino a che non farai vedere a tutti quanto sei forte".

In più era un caratteriale, ma non un sergente di ferro (tant'è che lo spogliatoio o gli voleva bene o ci faceva direttamente a cazzotti, perchè lui era uno della truppa) e mai un integralista tatticamente. Lui faceva quel che deve fare un allenatore secondo me: giocare sempre per vincere, aggiornandosi, fregandosene se si deve cambiare modulo o calciatori (un anno gli vendevano Vieri.. un altro gli vendevano Zidane.. ecc..), adattandosi e, pur cambiando uomini e sistemi di gioco, rispettava (contrariamente a tanti suoi illustri colleghi) la regola d'oro degli allenatori: "io ho una mia idea di calcio, che non vuol dire per forza 4-4-2 o 3-4-3, ma che vuol dire aggredire, stare nell'altra metacampo e vincere. Poi, in base a chi ho in rosa, vedo come e chi mettere e in che schieramento, ma senza mai tradire questa mia idea".
Non a caso è famoso quel video di Ferguson dover Sir Alex dice: "guardatela la Juve di Lippi e non per la tecnica o la tattica, quelle le abbiamo anche noi.. ma per come affrontano le partite, con quello spirito lì da vincenti"

Poi ovviamente ci sono i difetti.. solo due finali secche vinte in carriera ed entrambe solo ai rigori.. i gironi di Champions passati per il rotto della cuffia nonostane uno squadrone.. le finali perse magari con genialate come quella di Montero terzino sinistro e il carattere bello arrogantello. Inoltre, come dimostrato all'inperd, per le sue spigolosità, esigenze, ecc.. aveva bisogno di una società forte alle spalle per rendere davvero.
Ma alla fine, se io sono qua a parlare di tattica, lo devo a lui e quindi gli voglio e gli vorrò sempre bene (anche per tutto quelllo che ci ha fatto vincere) e sarà sempre la mia stella polare del: "facciamo coi moduli e coi calciatori che abbiamo, ma sempre per aggredire e cercare di vincere"

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52 minuti fa, uomo vitruviano ha scritto:

Salve a tutti, mi unisco alla discussione, per aggiungere un ulteriore spunto di riflessione sul tema. Credo che un fattore determinante per giudicare un allenatore,  al di là delle filosofie calcistiche, di categoria 4 o 5 che si voglia, sia solo uno: il carisma... proprio come Lippi. 

Ti do il benvenuto nel cafe e anzi approfitto di questo tuo intervento per tornare proprio sul discorso delle 5 categorie.
Perchè è chiaro che di getto tutti (o quasi ) "voterremo" per la categoria 5. Io stesso, come accennavo, mi arrabatto fra la 3 e la 5 (nel mio piccolo, s'intende..), ma alla fine, tolta la categoria uno che è quella di chi probabilmente su una panchina neanche dovrebbe starci (e infatti spesso finisce a fare altro..), tutte le altre categorie hanno pari dignità o quasi.. se io ho un roster come quello del Marsiglia di 2 o 3 anni fa.. anche un Tudor della categoria 2 va benissimo, anzi.. se invece devo arrangiare una stagione storta come stava capitando a Roma lo scorso anno, cosa di meglio (e i fatti lo hanno confermato) di un ottimo artigiano (categoria 3) come Ranieri (che è il top di quella fascia di allenatori) per raddrizzare la stagione o, se devo salvarmi, sempre in quella categoria, l'affidabilissimo Davide Nicola..
Così come, in categoria 4, c'è chi ha vinto delle Champions (Mourinho) e lo stesso Allegri, nella stagione che cominciò malissimo (quella 2015-2016) raddrizzò la baracca partendo proprio da dietro. Il problema è che poi in carriera è via via sempre più declinato su quella strada e solo su quella strada, dimenticando anche il piano B o il piano C, che pure a Sassuolo, Cagliari o nei primi di anni Juve si erano invece visti anche con bellissimi risultati.

infine, sì.. la categoria 5.. certo, quella più bella a vedersi e tutto sommato anche più vincente negli ultimi anni (Luis Enrique, Koop, Guardiola, ecc..), ma è una categoria "delicata".. perchè non ha la via di mezzo e, se funziona, se la squadra ti segue, ecc.. allora fai grandi cose.. ma basta anche solo un ingranaggio incastrato per rischiare il tracollo, perchè è un calcio dispendioso, di sistema, non per tutti, fatto di costante "presenza" sia fisica che mentale, ecc..

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Piccolo edit/integrazione al post precedente che ho scritto in risposta a @QuandoC'eraCuccureddu e cioè:

ho descritto tutto quel che Lippi è valso per me e quel che è il suo modo di porsi come allenatore e di valorizzare giocatori dati sul viale del tramonto o gregari, oltre che di sfruttare appieno, lui sì, i campioni che aveva, oltre all'aggressività, la mentalità vincente e la duttilità tattica, ecc..

Ma in realtà, sul piano del "gioco vero e proprio" e a livello di tesine e di contrbuti, io ho sempre avuto come riferimento "di scuola" Jupp Heynckes.
Per dire: quando faccio tattica al sabato coi ragazzi dico cose più alla Heynckes che alla Lippi. Perchè per me Lippi è il modo di fare l'allenatore a 360 gradi, mentre Heynckes è per me il modo poi di giocare a calcio vero e proprio sul rettangolo verde.

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3 minuti fa, jouvans ha scritto:

Piccolo edit/integrazione al post precedente che ho scritto in risposta a @QuandoC'eraCuccureddu e cioè:

ho descritto tutto quel che Lippi è valso per me e quel che è il suo modo di porsi come allenatore e di valorizzare giocatori dati sul viale del tramonto o gregari, oltre che di sfruttare, lui sì, appieno i campioni, oltre al'aggressività, la mentalità vincente e la duttilità tattica, ecc..

Ma in realtà, sul piano del "gioco vero e proprio" e a livello di tesine e di contrbuti, io ho sempre avuto come riferimento "di scuola" Jupp Heynckes
Per dire: quando faccio tattica al sabato coi ragazzi dico cose più alla Heynckes che alla Lippi. Perchè per me Lippi è il modo di fare l'allenatore a 360 gradi, mentre Heynckes è per me il modo poi di giocare a calcio vero e proprio sul rettangolo verde.

Io di Heynckes ho solo il ricordo del Bayern-schiacciasassi del 2012-2013, uno squadrone assurdo. Per il resto devo farmici un po' una cultura perché, per esempio, ho pochissimi ricordi del suo Real (ai tempi ero piccolissimo)..

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