Il pesce puzza sempre dalla testa.
Il tifo non lo possono estirpare, ma la passione sì.
È esattamente quello che è successo a me: tiferò sempre la Juve, sempre. È il primo amore e lo sarà sempre. Ma questa società, questo signore che siede sulla nostra panchina, mi hanno tolto la passione di vedere la mia Juve e regalarmi un’ora e mezzo di distrazione dagli affanni della vita. Non ho un motivo che sia uno per vedere la partita, men che meno spendere soldi per andare in trasferta a Torino o per il merchandising.
Ci vuole talento, TALENTO. Ci vogliono i giocatori che accendano la fantasia, che eseguano un dribbling, una parabola disegnata. Magari anche sconosciuti e che vengano accolti con scetticismo, ma che diano al tifoso quel quid in più che accenda la passione. Il calcio è questo, è emozionarsi per una giocata tecnica, non per una cavalcata che porta a nulla. Siamo sempre stati stracarichi di talento, sempre.
Senza giocatori di fantasia, la passione non si nutre e piano piano muore.
Ecco, Allegri ha un demerito enorme (il primo tra gli altri): preferire i cavalloni ai giocatori talentuosi, considerare i più talentuosi semplicemente degli spacca partita da inserire alla bisogna.
Tre attaccanti (di cui i due più talentuosi della rosa) insieme solo dal minuto 77.
In casa
Contro la Salernitana retrocessa.
Ecco, solo questo dovrebbe essere motivo di allontanamento immediato.
Ridate la Juve agli juventini, a chi ama questa gloriosa società, a chi muore per annate come questa, a chi guarda in faccia i calciatori e chiede loro “non vi siete stancati di fare figure di mer*a”?