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Askeladd

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  1. Sì ma per fare un confronto bisogna tenere conto di tutte le analogie non solo di quelle che fanno comodo. Su Allegri cera pessimismo perchè non si sapeva quanto potesse pesare Conte nei risultati di quella squadra, ma pur con tutte le perplessità sul suo conto era comunque un allenatore che aveva già allenato il Milan, aveva vinto un campionato e dopo lo smantellamento del 2012 aveva comunque permesso al Milan di fare un campionato dignitoso con un terzo posto, questi sono fatti, e quella era pur sempre una squadra che arrivava da 3 campionati consecutivi, che non aveva venduto nessun titolare importante e che aveva aggiunto Morata ed Evra, le prospettive dell'Inter nel prossimo mercato non sembrano esattamente le stesse, ed effettivamente Inzaghi deve ancora dimostrare di poter far bene fuori da quel contesto, a risultati simili nell'era di Lotito ci sono arrivati anche altri allenatori come Delio Rossi, Petkovic o Pioli, non è che Inzaghi abbia fatto cose mai viste prima, non ha vinto la Coppa Italia con il Benevento, per intenderci, ma con una squadra che bene o male ogni 3-4 anni ne vince una, con questo non voglio dare per scontato che sia un asino, ma non è neppure abbastanza per poter pensare con certezza che sia all'altezza della situazione, a oggi non possiamo neppure essere certi che sia meglio di Spalletti. Senza contare che appunto, si ritrova a dover difendere uno scudetto con una squadra con qualche certezza in meno rispetto al recente passato e con una tifoseria pretenziosa. L'unica cosa in comune con il 2014 è solo l'addio di Conte, per il resto le circostanze e il contesto sono completamente differenti.
  2. Erano altri tempi, non c'erano le pay tv e un esclusione dalle coppe era un danno più per il prestigio che economico. Oggi non squalificherebbero nessuno, di certo non tutto il calcio inglese e forse neppure il Liverpool, probabilmente, al massimo gli verrebbe imposto di giocare per qualche anno a porte chiuse con trasferte vietate ai tifosi. Comunque si può anche smettere di usare una logica da anni 80-90 per giudicare le dinamiche del calcio moderno, oggi Galliani si guarderebbe bene dal fare la pagliacciata di Marsiglia.
  3. Mi risulta che quel format sia stato accantonato e, parole di Perez, ne stiano studiando uno nuovo, e per ora nessuno di noi può sapere se sarà meritocratico o quanto lo sarà, io non ho tutte le certezze che hai tu, ma ho la sensazione che la UEFA non accetta a prescindere la nascita di un alternativa ad essa sia meritocratica che non, e se avesse davvero tutte le ragioni dalla sua parte, non servirebbe alzare i toni, basterebbe andare per vie legali, di solito chi usa minacce e prepotenza sono quelli che sanno di non essere del tutto dalla parte della legge. Detto questo, ma riguarda altri post, la storia che il movimento bulgaro può crescere per risalire nel ranking è un concetto molto più teorico che realistico. Negli ultimi anni il Belgio ha tirato su una nazionale sulla carta molto competitiva che potrebbe anche vincere Europei e Mondiali, ma nello stesso arco di tempo non abbiamo visto nessun club belga avere in Europa risultati degni di nota, perchè? Perchè con il sistema attuale chi non appartiene ai primi 4-5 campionati non ha la possibilità di trattenere anche solo per qualche anno i giocatori di maggior talento, la nazionale belga è formata per gran parte da gente che ha lasciato il paese quando aveva 20 anni, alcuni forse erano perfino minorenni, e se non hai la forza economica di trattenere neppure un 16enne di talento come puoi pensare di crescere nel ranking? Oggi una squadra come l'Ajax degli anni 70 o anche solo la Stella Rossa degli anni 90 non potrebbe mai esserci, perchè verrebbe smontata sul nascere, il Crujiff o Savicevic della situazione al Barcellona o Milan di turno ci sarebbe finito a 18 anni non a 26, e lo stesso vale anche per tutti gli altri. Anche all'epoca c'erano squadre più ricche delle altre, ma il divario era meno ampio, gli stranieri per squadra erano meno e la differenza la faceva sopratutto la cultura calcistica del paese e anche il piccolo club se pescava un paio di giocatori di talento, se ne aveva la volontà, aveva la possibilità di trattenerli abbastanza a lungo da costruirci attorno una squadra che potesse lottare se non addirittura vincere un trofeo. Le squadre dei primi 4 campionati, ad eccezione forse della Germania, sono piene di stranieri, perfino nelle giovanili, anche esempi considerati virtuosi come l'Atalanta, e intendiamoci che sono d'accordo che sia così, ma questo significa solo che la loro supremazia deriva più dalla forza economica alle spalle che da quello che produce il movimento. Quindi è facile parlare di campionati aperti e meritocrazia se poi non tutti hanno gli stessi mezzi economici alle spalle, mezzi economici che con la meritocrazia sportiva c'entrano molto poco, senza lo sceicco il PSG non sarebbe mai andato oltre il livello del Lione, perchè con tutta la bravura nello scouting e nell'amministrare che puoi avere, il campionato francese non permette ad un club di crescere oltre quel livello.
  4. Con tutte queste certezze avrei piacere che fosse un tribunale a decidere la legittimità della Superlega e non le minacce di un ente concorrente.
  5. Propongo per Danilo la condanna ai lavori forzati per la costruzione dei mondiali dello sport popolare in Qatar. Non può permettersi di giudicare i metodi di chi difende i sogni.
  6. Qualcuno dica a Danilo che dal 20/4/2021 minacciare rientra nell'etica dello sport. Bambini di tutto il mondo, se siete i padroni del pallone, è lecito costringere chiunque a giocare solo con voi e alle vostre regole (magari facendovi anche pagare) e minacciate chiunque abbia voglia andare a giocare da un altra parte, è così che si difende l'etica dello sport.
  7. Ma per quello basta seguire l'esempio di Halaand, indossare la maglietta "human right" e qualche hashtag su instagram, se rifiuta di giocare le qualificazioni e lo squalificano, il suo pappone Raiola come farebbe a lucrare con lui?
  8. Scusa ma guarda che gli umori del web possono essere spesso fuorvianti, non rappresentano la realtà delle cose, e chi si lamenta e sempre più rumoroso. Quando il Franchise di Star Wars è passato alla Disney, se andavi nelle comunity dei fan trovavi gente sdegnata, gli stessi che hanno criticato l'uscita di ogni singolo film della nuova trilogia, con il risultato che i film sono sempre andati bene e il franchise continua ad essere una gallina dalle uova d'oro, e di esempi se ne possono fare. Le lagne del web sono spesso una minoranza rumorosa, sono solo un fenomeno che si può strumentalizzare a seconda della comodità e delle circostanze. Per quanto ne possiamo sapere questa SuperLega poteva essere criticatissima ma allo stesso tempo seguitissima, e non sarebbe neppure stato il primo caso del genere.
  9. Pensa a quelli che non riescono a giocare la Champions League anche vincendo il proprio campionato perchè bisogna permettere ai ricchi di avere un accesso diretto anche arrivando quarti. Purtroppo non tutti sono ariani eletti da dio che per volontà divina hanno la possibilità di giocare nello stesso campionato di Juventus, Inter e Milan e poter giocare in CL con un quarto posto grazie al loro soldi e al loro bacino di utenza.
  10. Il calcio del popolo è così bello vero e pieno di valori che trovo più appassionante seguire gli sviluppi di questa storia a metà tra Game of Thrones e un Gangster Movie.
  11. A salvare il Bordeaux ci penserà il nuove eroe nazional-popolare dello sport, quello vero, quello dei valori. Non posso pensare che possa permettere che i tifosi del Bordeaux debbano smettere di sognare.
  12. In effetti il fatto che un West Ham che da anni vivacchia e azzecca una stagione da quarto posto merita di giocare la Champions League più di una squadra che vince ogni anno il suo campionato in serbia o romania è davvero l'essenza della meritocrazia e dei principi dello sport. Viva il calcio dei Davide contro Golia, anche se alcuni Davide in base a principi sportivi e democratici come la lega di appartenenza, meritano più di altri. No perchè sono rimasti che i soldi non contano che l'essenza del calcio è la meritocrazia, il calcio dei ricchi fa schifo, quindi non capisco proprio perchè la quarta classificata del campionato inglese meriti più privilegi di chi vince il campionato in altri paesi, mi sfugge la meritocrazia e i valori del vero sport in questo. Me lo farò spiegare da Guardiola, perchè chi perde è giusto che debba subire conseguenze e infatti ogni volta che una sua squadra ha subito un eliminazione ha rimborsato di tasca propria il club per i mancati introiti, o mi sbaglio?
  13. Come non quotarti, la Stella Rossa è un club storico, che ha vinto in Europa e nonostante negli ultimi 20 anni abbia vinto decisamente più trofei dell'Atalanta, hanno giocato lo stesso numero di CL, eppure in questi anni la Stella Rossa a differenza della squadra delle favole ha vinto diversi titoli nazionali, nello sport equo e solidale della UEFA non avrebbe più diritti di una squadra che non solo non vince mai un titolo ma non fa neppure mai nessun investimento? Nel nome CHAMPIONS della competizione non dovrebbe avere più titoli di parteciparvi direttamente la Stella Rossa invece che l'Atalanta? Perchè la Stella Rossa deve farsi turni su turni preliminari e l'Atalanta no? I tifosi di Belgrado meritano di sognare meno di quelli di Bergamo? Quindi puoi essere il Davide che batte Golia solo se appartieni alla federazione giusta, altrimenti rimani quello che guarda i Davide contro Golia. Lo dico per chi ci vuole insegnare cosa e cosa non è sport e cosa è il merito della competizione, l'Atalanta non ha fatto NULLA per contribuire alle 4 squadre delle Serie A con accesso diretto alla CL ma si ritrova a parteciparci anche grazie agli sforzi di chi viene dipinto come l'Impero del male nemico del calcio del popolo, però nessuno dei moralisti di sta ceppa mi spiega perchè sarebbe sport che l'Atalanta che sicuramente vince meno trofei di club con più storia e tradizione come Stella Rossa e Steaua Bucarest riceve però dalle istituzioni più soldi e privilegi con l'unico merito rispetto a loro di avere sede legale nel paese giusto. Riguardo De Zerbi do per scontato che lui si accontenta di 1500 euro al mese e il resto del suo ingaggio lo devolve alle famiglie degli operai che finalmente potranno permettersi di far diventare il figlio chirurgo.
  14. Io capisco i discorsi di AA sui giovani che si allontanano, ma quello è un discorso futuro, il presente, perlomeno in Europa sono persone adulte, in gran parte nostalgici e conservatori, e per loro andava venduta come qualcosa che suonasse come un ritorno alle origini, poi magari nella sostanza non sarebbe stato così, ma bisognava impostare una narrazione di questo tipo, tanto se la gente si è bevuta la storia della UEFA salvatrice del calcio del popolo e dei sogni dei bambini, può credere a tutto con la giusta comunicazione. Poi sicuramente è stato ingenuo e presuntuoso nel non aver preparato nessuna copertura politica (o magari ci ha provato e qualcuno si è poi defilato, con 6 squadre che prima firmano e dopo 2 giorni escono è lecito pensare che non siano stati gli unici a fare questo gioco). Comunque pazienza, per fortuna non si vive solo di calcio, e mi spiace per chi lo fa, io non sono mai stato un pessimista, menagramo, ma la sensazione che ho è che questo fosse un ultimo tentativo disperato di provare a restare nel calcio che conta. Il calcio italiano credo sia destinato a livellarsi tipo quello francese ma senza il PSG, e senza uno sceicco qatariota i grandi club possono al massimo aspirare ad essere come il Borussia Dortmund. Quello che mi spinge ad allontanarmi è l'ipocrisia di una narrazione senza senso, il calcio di elite, il calcio dei ricchi, a cui non puoi accedere se non sei stato fondato da qualche gentiluomo inglese dell'800 nel regno unito esiste già ed è la premier league, quelli che oggi passano per i salvatori del calcio dei poveri. Mi chiedo che senso abbia parlare di competizioni europee con club che sono avantaggiati da una lega che permette loro di fatturare il triplo rispetto alle altre di pari blasone. Però ha vinto la narrazione che dobbiamo essere competitivi imitando l'Atalanta, per poi sorbirci i tifosi che piangono perchè noi abbiamo Zapata e loro Halaand, con i giornalisti che fanno finta di vivere ancora nel calcio degli anni 90, e va bene così, ma non fa per me, già sopporto a fatica la retorica qualunquista del 99% dei discorsi a tema calcistico in TV, figuriamoci se reggo la morale sul bambino dei campetti che sogna da uno che a 15anni scappava da Barcellona verso Manchester per smiliardare.
  15. Io non ho mai schifato lo showbusiness nello sport, fa parte del gioco nel momento in cui vuoi fare del professionismo. Quello che mi fa schifo di questa storia, motivo per cui sul serio probabilmente smettero di seguire con interesse, è la vomitevole retorica romantica di un idea di calcio che non esiste più da decenni se non nelle teste di nostalgici dissociati con la realtà. Una frase fatta che non significa assolutamente nulla come "il calcio è dei tifosi" da parte di uno come Piquè che a 15 anni sfancula il suo club per prendere soldi in Inghilterra. Io posso accettare e anche ritenere giusto che un professionista dello sport possa guadagnare grosse cifre se ingaggiato da un club che fattura centinaia di milioni di euro, ma la retorica populista da quattro soldi anche da parte loro no. In un mondo dove il libero mercato è accettabile se un calciatore può retrocedere con la sua squadra e la stagione dopo andare a giocare in CL, ma non è accettabile se un club decide di cambiare Lega per guadagnare di più. Però i calciatori che (lo ripeto giustamente non fanno niente di illegale) possono inseguire i propri interessi fregandosene dei sentimenti dei tifosi che vengono a farmi la morale sul calcio romantico no, non è accettabile, se il tifoso nostalgico di Gigi Riva al Cagliari e le bandiere di un tempo può farmi anche tenerezza con certi discorsi, il calciatore che per primo mette i soldi davanti allo sport no, mi fa schifo. Per fortuna che ho anche altri interessi. E finisco che se davvero i ragazzini hanno interessi diversi dal calcio, fanno soltanto bene.
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