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*38allori*

Il topic dedicato al Rap

Post in rilievo

Io ho sempre ascoltato rap italiano underground anche se ultimamente non sono molto aggiornato. Comunque per curiosità negli ultimi mesi ho deciso di ascoltare in maniera approfondita Caparezza che avevo solo passato velocemente anni fa... Beh è veramente assurdo, flow da paura e testi mai banali, molto ricercati e con giochi di parole sempre azzeccati. L'ultimo disco é fantastico e piscia in testa a moltissimi rappers. Poi ovvio un po' commerciale resta sempre però adesso lo ritengo uno dei migliori se non il migliore in Italia.

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Io ho sempre ascoltato rap italiano underground anche se ultimamente non sono molto aggiornato. Comunque per curiosità negli ultimi mesi ho deciso di ascoltare in maniera approfondita Caparezza che avevo solo passato velocemente anni fa... Beh è veramente assurdo, flow da paura e testi mai banali, molto ricercati e con giochi di parole sempre azzeccati. L'ultimo disco é fantastico e piscia in testa a moltissimi rappers. Poi ovvio un po' commerciale resta sempre però adesso lo ritengo uno dei migliori se non il migliore in Italia.

 

il suo giocare sempre su diversi piani lo rende incredibile

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Io ho sempre ascoltato rap italiano underground anche se ultimamente non sono molto aggiornato. Comunque per curiosità negli ultimi mesi ho deciso di ascoltare in maniera approfondita Caparezza che avevo solo passato velocemente anni fa... Beh è veramente assurdo, flow da paura e testi mai banali, molto ricercati e con giochi di parole sempre azzeccati. L'ultimo disco é fantastico e piscia in testa a moltissimi rappers. Poi ovvio un po' commerciale resta sempre però adesso lo ritengo uno dei migliori se non il migliore in Italia.

 

Però non ha niente di underground :) Flow da paura e giochi di parole spettacolari , su una base commerciale non rendono l'idea di "rap" , non so se mi spiego . Io sono campano , i miei artisti preferiti non sto neanche qui a dirli perchè nessuno li conosce ; è questo per me il concetto che si sposa alla perfezione con la parola rap ; più si è lontani da soldi , featuring con grandi artisti e da basi commerciali e più è underground e quindi rap allo stato puro . La scuola preferita ( quella che ritengo superiore alle altre ) è quella romana ; ad oggi ci sono grandi artisti che spaccano , tutti sulla scia dei grandi maestri : i Colle der fomento .

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Oggi è morto Price, sicuramente non lo conoscerà nessuno qui ma mi sembra giusto ricordarlo.

Il nome mi diceva qualcosa, ora ho capito: era nell'ultimo album degli Onyx.

 

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Pensate che l’hip-hop italiano sia solo superficialità ed edonismo con milioni di views su YouTube? Ripensateci. Ecco per voi una lista di 10 rapper di cui forse non avete sentito parlare, ma da cui è lecito aspettarsi un grosso apporto in termini di contenuti e stile per l’anno che verrà. In rigoroso ordine alfabetico (non è una classifica) e limitandomi ai primi che sono venuti in mente, quindi con l’ovvia implicazione che ci sono moltissimi altri meritevoli non inclusi.

 

1. Chiky Realeza: il predestinato. Questo cileno è un talento assoluto dello street blues, l’unica cosa che gli manca è un album ufficiale. Praticamente ve lo segnalo solo per potervi dire “ve l’avevo detto”.

 

2. Dank: la certezza. Attivo da quasi vent’anni, è un’icona dell’underground emiliano. Si è fatto le ossa sui palchi delle battle di freestyle di tutta Italia (memorabile la sfida contro un giovanissimo Fedez nel 2007), concentrato sul trasmettere i valori originali della cultura piuttosto che sul successo economico. Non ho dubbi che sarà così anche nell’anno nuovo.

 

3. Debbit: il presente. Sound e attitudine totalmente diverse per questo ragazzo della nuova scuola romana, che funziona alla grande sui beat più attuali, mischiando sano cazzeggio a liriche interessanti e originali. Il 2016, finalmente, dovrebbe portare l’album della consacrazione.

 

4. Jangy Leeon e Truman Simbio: gli anormali. Direttamente dall’hinterland milanese, un progetto in cui si parla (anche) di disturbi psichiatrici, gli stessi che hanno tenuto Simbio lontano dai palchi per parecchi anni. Un argomento importante e delicato, vissuto in prima persona e raccontato con sincerità e immediatezza. Nel nuovo anno mi aspetto stessa attitudine e nuove rime.

 

5. Mastino: l’insegnante. Sulla scena già dagli anni ‘90, ultimamente sta affiancando le proprie uscite discografiche all’attività in favore dei ragazzi più giovani delle periferie e delle scuole milanesi, in cui sperimenta la relazione tra rap e poesia. Mente del progetto Street Arts Academy, da seguire con molta attenzione nei prossimi mesi.

 

6. Nill: la guerriera. Rapper umbra in trasferta a Bologna, Nill ha praticamente raggiunto l’obiettivo di crowdfunding per il suo disco d’esordio. Il suo stile è un mix irresistibile di punchline affinate nelle jam sotterranee, sincerità ed autoironia.

 

7. O’Zì: il jazzista. Se Napoli è, secondo molti (me compreso), la città italiana in cui il rap ha raggiunto il miglior livello, è merito di gente come O’Zì, che non suona il sax di Coltrane, ma sa dare al flusso delle sue sillabe una musicalità originalissima. Contenuti che spaziano tra riferimenti sociali ed echi cyberpunk, ed ecco che l’ascolto diventa obbligato.

 

8. Picciotto: la strada. Nei quartieri popolari di Palermo, Picciotto è un punto di riferimento per i bambini delle realtà più povere e disagiate, a cui insegna ad esprimersi in rima usando le parole come arma di riscatto sia personale che sociale. Mi risulta che l’hip-hop sia nato esattamente in questo modo.

 

9. Signor K: l’idea. Da Bergamo all’Aquila, un intellettuale rivoluzionario che nei testi dice cose molto complesse in modo estremamente semplice. Gentrificazione, lotte sociali e passione per un album che è un programma già dal titolo: “Saremo Tutto”.

 

10. Soulcè: la poesia. Si parla di un attore professionista, quindi è chiaro che sa stare sul palco e interpretare i testi come si deve. Ma la dote principale di questo ragazzo di Ragusa è la sua scrittura, ispirata dai liricisti afroamericani come dai poeti francesi. Non perdetevelo.

 

Prima menzione speciale – William Pascal: il futuro. Non è facile farsi strada nella scena underground romana, e se questo ragazzo si è fatto notare non è solo per la cresta. Il 2016 ci dirà se il ventunenne Pascal rimane un fenomeno locale o se, come credo, è pronto per la sfida dei palchi di tutta Italia.

 

Seconda menzione speciale – Omarito: la scommessa. Giovanissimo “black calabrian”, è arrivato da poco all’esordio con Teranga, dove parla di immigrazione e integrazione in maniera personale ed intelligente. Ancora un po’ acerbo, se non si perde per strada potrebbe darci grandi soddisfazioni.

 

 

ilfattoquotidiano

 

impressione, commenti, quanti ne conoscete?

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Nessuno :d è tanto che non ascolto un lavoro italiano

Tu?

 

chicky realeza non mi piace particolarmente, normale. Dank di pezzi non ne ho sentiti lo ricordo solo in freestyle, Debbit è particolare sicuramente, gl'altri li ascolterò..

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Debbit lo conosco poco è un tipo particolare che si può rivelare interessante ma anche antipatico.

Nill non mi pare tutto sto talento. Gli altri non mi conosco, di solito non mi fido di queste classifiche.

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piccolo OT (ma manco tanto) voi lo avete visto "Straight Outta Compton"? Io l'ho appena visto, che ne pensate?

Non l'ho visto, com'è?

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Non l'ho visto, com'è?

 

bello bello, a volte può sembrare che ha qualche luogo comune di troppo, ma trattasi di storia vera e i fatti che sono accaduti sono assolutamente reali, poi la scelta degli attori è stata ottima, quasi tutti semi-sconosciuti ma con una somiglianza ai personaggi reali d'alto livello, vedilo ;)

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