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Alex_71

“Lo sport tradito: quando la farsa prende il posto dei valori”

Post in rilievo

Anni di studio.
Pagine su pagine consumate a parlare di lealtà, rispetto, giustizia sportiva.
Concetti analizzati, sviscerati, quasi venerati come pilastri intoccabili di un sistema che dovrebbe educare prima ancora che competere.

E poi c’è il campo.
C’è la realtà.

Una realtà che smentisce i libri, umilia i principi e ridicolizza i valori che proviamo — ostinatamente — a trasmettere.

Perché oggi, troppo spesso, non vince il merito.
Non vince il sacrificio.
Non vince il talento.

Vince la simulazione.
Vince l’inganno.
Vince la farsa.

Vince chi cade senza essere sfiorato.
Vince chi urla più forte per condizionare arbitri e opinione pubblica.
Vince chi conosce le regole… solo per aggirarle meglio.
E soprattutto vince chi sa che, in fondo, non pagherà mai davvero.

La sanzione arriva — quando arriva — ma è debole, tardiva, quasi simbolica.
Un buffetto morale in un sistema che avrebbe bisogno di scosse violente.

E così, mentre nelle aule si predica educazione sportiva, sui campi assistiamo allo spettacolo opposto:
“campioni” senza onore, idoli di cartapesta, esempi vuoti.

Atleti celebrati per la vittoria, mai giudicati per il modo in cui l’hanno ottenuta.
Pseudo-uomini incapaci di incarnare i valori che dovrebbero rappresentare.

E allora la domanda diventa inevitabile. Scomoda. Quasi brutale:

Cosa dovremmo insegnare alle nuove leve?

Che la sconfitta fortifica?
Che il gruppo unisce?
Che la lealtà è alla base dello sport?
Che la simulazione va punita?
Che il doping va condannato?

Belle frasi. Perfette nei manuali.
Lineari, pulite, rassicuranti.

Peccato restino lì: carta stampata.
Teoria sterile.

Perché nella pratica quotidiana tutto viene tollerato, giustificato, persino celebrato.
La furbizia diventa intelligenza tattica.
L’inganno diventa mestiere.
La slealtà diventa “malizia agonistica”.

Un capovolgimento culturale pericolosissimo.

Oggi tanti pseudo-tifosi gioiscono.
Esultano. Difendono l’indifendibile con un fervore quasi religioso.

A loro vanno i miei più sinceri auguri.

Perché la loro esultanza certifica solo una cosa:
che di sportività, di lealtà, di cultura sportiva… è rimasto ben poco.

Si festeggia la vittoria, ma si ignora il prezzo morale pagato per ottenerla.
Si alza un trofeo, ma si abbassa l’asticella dei valori.

E quando i valori muoiono, non esistono vincitori.

Perde lo sport, svuotato della sua funzione educativa.
Perdono i giovani, privati di modelli autentici.
Perde la scuola, che predica ciò che il sistema smentisce.
Perdiamo tutti.

Perché senza lealtà lo sport non è competizione.
È solo rappresentazione.

Una recita ben pagata.
Una farsa applaudita.
Un tradimento continuo chiamato — ipocritamente — spettacolo.

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Al signor Chivu che ha detto che in quelle situazioni le mani vanno lasciate a casa...

 

 

...io direi che la dignità almeno quella va portata in campo, dignità che la sua squadra non rappresenta minimamente

 

Milano città forte a livello di potere, sappiamo che gira tutto intorno a questo....

 

 

😁La ruota girerà 

 

 

 

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Adesso, nichi druzya ha scritto:

Al signor Chivu che ha detto che in quelle situazioni le mani vanno lasciate a casa...

 

 

...io direi che la dignità almeno quella va portata in campo, dignità che la sua squadra non rappresenta minimamente

 

Milano città forte a livello di potere, sappiamo che gira tutto intorno a questo....

 

 

😁La ruota girerà 

 

 

 

chivu_01_672-458_resize.jpg.c3a086ac0d21c72cdd619dca7fd2ab95.jpgquello schifoso minus habens antisportivo di mani se ne intende 

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image.png.7d5cd119733806477309dff1597b23e4.png  

 

LA SFRENATA GIOIA DI UN INFAME CHE GODE PUR SAPENDO DI AVER STUPRATO QUELLI CHE SONO I " PRINCIPI' " DI LEALTA' E SPORTIVITA' .. SIA SUL TERRENO DI GIOCO .. CHE .. AL DI FUORI DI ESSO : VERGOGNATI .. AMMESSO E NON CONCESSO CHE COSTUI .. ABBIA LA PIU' PALLIDA IDEA .. DI COSA SIA .. LA .. VERGOGNA !

 

P.S. - Grazie e complimenti a  @Alex_71  - condivido e sottoscrivo .. tutto .. ma .. proprio tutto ciò che ha mirabilmente scritto ..

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Questo è il calcio. Suggerisco a tutti di guardarsi le olimpiadi di Milano Cortina per capire cosa significa veramente la parola Sport

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Questi hanno sempre rovinato il calcio, la storia parla per loro, e purtroppo nonostante ogni tanto ci sia un po’ di indignazione generale continueranno a farlo per molto tempo.

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Lo spirito Olimpico proprio.

No, il calcio come sport e' morto. Tra simulazioni, tempi di gioco effettivo mai introdotto, VAR che richiede un protocollo piu' complesso di qualsiasi trattamento medico esistente, e' una farsa totale.

FIdatevi di uno che ha lasciato l'italia 10 anni fa e segue altri sport. Guardate altrove perche' nel calcio non c'e' piu' niente da guardare.

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L’immagine più avvilente è l’esultanza di quel pezzente di bastoni. Gli auguro ogni bene sportivo e nella vita. Niente malattie ovviamente. Solo dispiaceri grossi. 

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Se il sistema calcio vuole tornare ad avere un minimo di credibilità, e quando dico minimo voglio intendere passare da -100 a -90, perché questi sono i valori che raggiunge la credibilità in questo momento, allora dovrebbero squalificare Bastoni per un minimo di 5 giornate, e togliere la squalifica a Kalulu.

Non venite a dirmi che i regolamenti non lo prevedono e robe del genere. Si tratta di cercare di risollevare un movimento che in questo momento raggiunge il minimo storico. Se vogliono, possono.

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Questo non è solo un problema sportivo, anzi. L'aspetto sportivo è solo la punta dell'iceberg. 

Questo è un problema sociale. Una società che premia il furbo, a danni dell'onesto e del lavoratore.

È un problema storico di questo paese. 

Poi, sportivamente parlando, il movemento calcistico italiano è ormai odiato da tutti, emarginato, giustamente.

Con queste figure, sempre peggio andrà.

Se fai crescere le nuove generazioni con questi esempi, allenandoli a simulare e a imbrogliare, senza pudore.

I risultati si vedono, in nazionale, è sempre peggio andrà, con un augurio personale di continuare con le figuraccie degli ultimi anni.

In questo paese non si fà più calcio, si fà solo teatro.

Vergogna!

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