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Juventus_addicted

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    ex juventino milanese

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    JUVE, Springsteen, viaggi, buon cibo, grande cinema

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  1. Vedo che hai già corretto il tiro, meno male. Infatti avevo scritto 'DI quelle parti', non 'DA quelle parti'... sottigliezze che cambiano il mondo. Un po' come disquisire se un tizio piuttosto famoso venisse da Nazareth solo perché poi ci ha vissuto, dimenticando che era nato a Betlemme! Al di là della lezione di grammatica e geografia, l'importante è che Jérémie, da marsigliese a marsigliese, riesca a portarci un decimo dei trofei e delle magie dell'immenso Zizou. Dove devo firmare?
  2. Ma quanto ci vuole per vedere Zhegrova in condizione? È alla Juve da settembre e ancora non ha più di mezz'ora nelle gambe, forse anche meno. Ieri la Brignone ha vinto l'oro a meno di un anno dal brutto infortunio, passando sempre per il J Medical. Due sport diversi, d'accordo, ma qualche domanda sulla ripresa del kosovaro viene spontaneo farsela... Boga, invece, che a Nizza non giocava a causa probabilmente di un infortunio "diplomatico", mi pare decisamente più "sul pezzo"
  3. Ragazzi, su Jeremie continuo ad avere una fiducia niente male. Sarà che viene da Marsiglia, e l'ultima volta che abbiamo preso uno di quelle parti non è andata esattamente malissimo... (Zizou mon amour). Rispetto a Zhegrova, uno a caso, che dopo due scatti ha già bisogno della bombola d'ossigeno, questo sembra avere un altro motore. Forza Jeremie, facci sognare e... sempre W LA BOGA!
  4. Hai ragione, forse avrei dovuto esprimermi meglio, dicendo che è meglio non affezionarsi a nessuno in assoluto, visto che nel calcio tutto può cambiare in un attimo. Però, riflettendoci, credo che la differenza stia nel fatto che i dirigenti, anche se possono andarsene, hanno una visione di lungo termine e sono in grado di costruire qualcosa che resista nel tempo, mentre i giocatori, pur essendo talentuosi, sono sempre soggetti a decisioni personali, infortuni, o evoluzioni del loro percorso. Tra le grandi capacità di un Moggi o persino di un Marotta, che sanno creare squadre vincenti, e quelle di molti (forse tutti) dei giocatori che negli ultimi 5 anni hanno vestito la maglia bianconera, preferisco sempre i primi. Perché alla fine sono i dirigenti che creano le condizioni per il successo, mentre i giocatori vanno e vengono.
  5. Ho visto andarsene Vialli e Ravanelli, Zizou, Vieri, ho visto scappare campioni durante la Grande Farsa, in tempi più recenti ci hanno salutato Tévez, Vidal, CR7. Se la storia mi ha insegnato qualcosa, è di non affezionarsi troppo ai giocatori, ma piuttosto a grandi dirigenti che sappiano fare mercato. Nel caso, quindi, tanti auguri a Kalulu
  6. Dunque, dopo mesi di “discussioni nell’interesse del calcio europeo”, che già detta cosi fa sorridere, UEFA, EFC e Real Madrid trovano un accordo “per il benessere del calcio”. Traduzione dal diplomatico: tutti per il bene comune… soprattutto di chi conta davvero, loro. Il Real dirà addio alla causa da 4,5 miliardi contro la UEFA e “rientrerà nel calcio europeo”. Come se fosse mai uscito davvero dal tavolo che conta... Ridicoli. Semplicemente si alza, fa un po’ di rumore, ottiene qualche concessione e poi torna a sedersi con un piatto più pieno di prima. Una vera e propria resa, la Waterloo in salsa madrilena... ma per piacere! E noi dovremmo credere che sia una resa? Adesso bisognerà capire quali concessioni verranno garantite dalla UEFA. Eh già, perché quando il club più potente del mondo tratta, difficilmente torna a casa a mani vuote. Magari qualche riformina qua, un peso politico là, una formula che casualmente premia chi fattura di più e ha più appeal globale. Tutto ovviamente nel nome del “merito sportivo”. "Sostenibilità a lungo" termine: certo, me li vedo proprio a Madrid parlare di "breakeven" come invece ha fatto il nostro prode guerriero Chiellini. E noi juventini? Noi che abbiamo fatto da apripista, che abbiamo pagato sanzioni, esclusioni e processi mediatici? Rischiamo di guardare la spartizione del bottino dalla finestra. Con la differenza che mentre a Madrid probabilmente stappano champagne, a Torino ci tocca sperare di non restare fuori dalla festa. Ancora una volta, sembra che chi ha più potere riesca a trasformare uno scontro in un affare. E noi, come al solito, a fare i romantici del progetto… ma senza invito al tavolo dei grandi.
  7. Ma "fa specie" a chi? A noi tifosi, e a qualche testata giornalistica in cerca di lettori juventini. Della società non c'è traccia, "acqua passata" oppure "c'è di peggio". Contenti loro... Non fatevi il sangue amaro
  8. Oggi punta il dito contro i vertici della società, lamentandosi della gestione e della presenza dei francesi (facendo chiaramente riferimento all’era Comolli/Elkann). Bene, bravo, tutto bellissimo, peccato che la memoria gli giochi brutti scherzi. Dovrebbe ricordarsi bene di quel giugno 2006, quando accettò di sedersi nel "CdA della restaurazione" insieme a Sant'Albano, Cobolli Gigli e proprio a Jean-Claude Blanc, un francese che oggi sembra tanto dargli fastidio. Mentre la Juventus veniva smembrata e spedita in Serie B con una difesa praticamente inesistente nelle sedi giudiziarie, lui era lì, messo in vetrina come "garante" della nuova etica. Invece di criticare oggi da fuori, perché non ci racconta cosa si dicevano tra loro in quegli uffici in quel periodo? Qual era il piano di quegli italiani "di fiducia" mentre noi tifosi vedevamo svanire scudetti e campioni? Detto da uno, il sottoscritto, che Comolli e Elkann li prenderebbe a randellate sulle ginocchia...
  9. No, non mi sono “fermato al video”, stai sereno. Ho seguito trasmissioni intere, letto articoli, ascoltato interviste, guardato format ovunque possibile. Ed è proprio per questo che la perplessità è totale. Dopo giorni di hype da “crollano le certezze del mondo filo-interista”, il grande annuncio è fuffa confezionata bene, aria fritta e concetti che girano da mesi, se non anni. Se questo per te è un annuncio clamoroso, il problema non è che io mi sia fermato al video, ma che tu ti sia fermato al contenuto. Per me è solo l’ennesimo tentativo di acchiappare like facendo scena. E a proposito del tizio nudo: magari non solo lui, ma qui qualcuno di argomenti si è spogliato parecchio. Buona giornata.
  10. Fatemi capire: giorni di attesa, curiosità coltivata con cura, aspettative vagamente sensate… e oggi il risultato è un tizio nudo, con trapani in sottofondo e bambini urlanti, che solennemente enuncia cose che ci ripetiamo da mesi, se non da anni. Il tutto presentato come rivelazione. Mah. Sono oltre la perplessità. Continuerò a sperare nella distruzione delle blatte, ma a questo punto rivaluto seriamente Pompilio e Chirico.
  11. Juventus_addicted

    Tifo e incapacità di essere razionali

    Però, complimenti a lui. Il Rocco Siffredi dei calciatori
  12. Juventus_addicted

    Tonali alla Juve, la prossima stagione!

    Ah beh, se lo dice l’amicone di Newcastle, allora possiamo già prenotare la maglia con scritto TONALI 2026 e stappare lo spumante. Mio cugino, nel frattempo, ha visto la cometa avvicinarsi alla Terra e mi ha confermato che sì: fine dell’umanità certa, fonti attendibilissime (il telescopio del bar ed il boccale di birra). “He’s gone off the boil lately” diventa quindi prova regina del trasferimento, altro che clausole e bilanci. Un mio vicino ha starnutito tre volte di fila: spread in salita e Guardiola in panca entro giugno Il bar sotto casa ha finito i cornetti: indizio fortissimo, qualcosa di grosso sta per succedere. Insomma, ragazzi, più segnali di così solo i cerchi nel grano. Ora manca solo l’annuncio ufficiale…
  13. Juventus_addicted

    Moretto: "L'Inter ha chiesto informazioni per McKennie a zero"

    Ma basta con questo peracottaro. Moretto, non McKennie...
  14. Che dispiacere, davvero. Se ne va un altro volto di quel 90° minuto che per noi non era solo una trasmissione, ma un rito della domenica pomeriggio, poco prima di cena. Ricordo che già allora, da spettatore curioso e Juvedipendente (nel senso di droga, non di stipendio...), mi chiedevo come mai i collegamenti da Torino durassero sempre pochissimo: trenta secondi, un minuto scarso… mentre altri inviati storici sembravano avere il tempo infinito. Luigi Necco da Napoli poteva raccontare mezzo romanzo, Gianni Vasino non finiva più, Ferruccio Gard sembrava avere sempre qualcosa in più da aggiungere, e poi Tonino Carino da Ascoli, con quel suo stile unico, fuori dal tempo, o Giorgio Bubba, che quando partiva non lo fermavi più. Da Torino invece via rapidi, asciutti, quasi di corsa. Misteri di palinsesto che allora facevano sorridere. Eppure, nonostante tutto, quel calcio, e soprattutto quel contorno televisivo, lo preferivo di gran lunga. Poche immagini, poche parole, poche urla, niente sovraesposizione. Dovevi immaginare, aspettare, ascoltare. E sperare che i 45 minuti di partita che trasmettevano subito dopo, fossero proprio quelli della Juventus. Oggi siamo in overdose continua: partite ovunque, dibattiti infiniti, polemiche h24. Allora bastavano una sigla, la voce di Valenti, e quei volti lì. Castellotti era parte di quel mondo. E con lui se ne va un altro pezzetto di un calcio che forse non tornerà, ma che resta il più caro nella memoria
  15. Cattivoni questi datori di lavoro. Io uguale: convocato per MasterChef, assaggio superato… poi mi chiedono se so cucinare e io rispondo “pasta in bianco”. Fine progetto Chi l'avrebbe mai detto
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