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Juventus_addicted

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    ex juventino milanese

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  1. Dunque, stiamo parlando della prima in classifica con 8 punti di vantaggio (e una partita in più), non di una squadra in lotta per la Champions o in zona retrocessione perseguitata dal destino. Eppure bastano due o tre episodi arbitrali discutibili, roba che nel calcio capita praticamente ogni weekend a tutti, ma a loro più raramente, ed ecco comparire subito il racconto del clima ostile, delle pressioni mediatiche e del silenzio stampa strategico. Tra l’altro sono esattamente quegli episodi che chi tifa Juventus vede da anni con una certa regolarità, di solito accompagnati dal classico commento: “piangere meno e giocare di più” o "voi non potete parlare, ladri". La cosa più divertente è proprio questa strana elasticità narrativa: quando succede agli altri sono alibi, o sono decisioni giuste anche se palesemente errate, quando succede a te diventano segnali di un sistema influenzato dal clima mediatico. Ed ecco quindi la nuova teoria meteorologica del campionato: il famoso vento mediatico. Una corrente misteriosa che pare attivarsi solo quando qualche decisione non va nella direzione desiderata. Poi arriva il silenzio stampa deciso da Beppone Marotta, presentato quasi come una mossa da raffinata diplomazia calcistica. Più che altro sembra vittimismo preventivo ben organizzato: nel dubbio si prepara la narrativa, così qualsiasi episodio futuro trova già la spiegazione pronta. La parte davvero curiosa è questa: dominare il campionato e allo stesso tempo sentirsi accerchiati. È quasi un paradosso psicologico sportivo: sei davanti a tutti, con margine, ma hai comunque bisogno di raccontarti che il sistema ti rema contro. Noi nel frattempo restiamo qui, ad aspettare questo famoso vento. Per ora, a dire il vero, sembra più una leggera brezza polemica che altro. Meglio ancora, una scoreggia a tinte nerazzurre
  2. Juventus_addicted

    Noi lo abbiamo visto, ed era pure valido

    Il messaggio che deve passare è sempre lo stesso: la squadra danneggiata sarebbe l’Inter. E se, come è probabile, dovessero vincere il campionato, partirà la solita narrazione del trionfo del “bene” sul “male”. Da qui alla fine della stagione si parlerà solo dei presunti errori arbitrali contro di loro, dimenticando comodamente quelli ricevuti a favore e rimuovendo del tutto quelli subiti dalle loro avversarie. L’episodio di Chico ieri sera a Udine, per fortuna, non ha avuto conseguenze. Ma conoscendo il clima mediatico, anche se le avesse avute difficilmente se ne sarebbe parlato per giorni come accade quando certe situazioni riguardano altre squadre. Quello che sorprende è che il mainstream pensi ancora di poter controllare la narrazione come una volta. Oggi le informazioni girano ovunque e chi vuole capire può farlo senza troppi filtri. Il problema è che molti vedono benissimo, ma finché non vengono toccati direttamente preferiscono non esporsi. E così la Juve resta la solita foglia di fico del sistema: all’occorrenza diventa il male assoluto su cui scaricare colpe, frustrazioni e problemi strutturali. Quando invece la realtà è molto meno romantica e molto più banale: un sistema pieno di mediocrità diffuse, tra arbitri, dirigenti, giocatori e media, che finisce per danneggiare tutto il movimento.
  3. Una scelta coraggiosa, quella di Cole. Altro che Premier League: qui il vero pressing è al chiosco quando chiedi crudo, squacquerone e rucola. La vedo dura, anzi molliccia
  4. A questo punto apriamo proprio il festival del pentimento, no? Premio alla carriera ai ladri d’appartamento che restituiscono il televisore quando li beccano. Medaglia al merito al tizio che ti tampona e poi scende a dirti “scusa, non ti avevo visto”. Onorificenza regionale a chi salta la fila alle poste ma poi dice “eh lo so, ho fatto il furbo”. E già che ci siamo, premiamo pure i pentiti di mafia per spirito autocritico, così chiudiamo il cerchio del ridicolo. Qui non siamo oltre il grottesco: siamo proprio alla barzelletta istituzionale. La cosa più incredibile non è neanche la candidatura in sé, ma il fatto che qualche politico si sia seduto a un tavolo, abbia pensato questa roba, e abbia pure detto “sì sì, ottima idea”. Dev’essere stata una riunione memorabile: mancava solo il clown con la trombetta. Se la logica è questa, propongo ufficialmente per l’anno prossimo il premio alla miglior sceneggiatura comica involontaria della politica lombarda. I candidati ce li abbiamo già pronti. Ricordiamoci i nomi quando andiamo a votare. Per quelli che ancora ci vanno
  5. caro amico, immagino la scena: due ore di massaggi defatiganti e una camminata in pendenza sul tapis roulant per recuperare una forma fisica che da sette mesi è più introvabile del Molise. Che fatica, non lo invidio. A 'sto punto meglio se andava a farsi un giro in centro con i compagni: magari non imparava a buttarla dentro da 3 metri a porta vuota, ma almeno migliorava il senso dell'orientamento in città....
  6. Manco fosse andato alla catena di montaggio nel giorno di Natale...
  7. Juventus_addicted

    L' AIC difende il simulatore Bastoni

    Caro Stefano, il punto, secondo me, è proprio questo: è praticamente impossibile ragionare con chi parte già da una conclusione scolpita nella pietra. Quando la predisposizione mentale è quella del “a prescindere”, ogni episodio diventa soltanto materiale utile per rafforzare una convinzione che esiste già prima ancora dei fatti. Per decenni la Juve ha avuto una superiorità tale, societaria, organizzativa e sportiva, che in pieno stile sabaudo ha sempre tirato dritto senza stare a replicare a ogni accusa, a ogni sospetto, a ogni veleno. Si vinceva sul campo e si lasciava parlare gli altri. Il problema è che, a furia di lasciar correre tutto, nel tempo si è sedimentata una narrazione popolare che oggi è diventata quasi una verità rivelata: “la Juve ruba”. Punto. Fine del dibattito. Quando una convinzione collettiva diventa così radicata, non contano più il regolamento, gli episodi o la logica. Conta solo il riflesso condizionato. È per questo che episodi identici vengono giudicati in modo completamente diverso a seconda della maglia. Prendi anche la vicenda di bastoni, rigorosamente in minuscolo come minuscolo si è dimostrato il personaggio. Un gesto oggettivamente squallido, da meritare il nostro disprezzo, che lui stesso ha ammesso (solo parzialmente, però). Un comportamento che, tra l’altro, stride parecchio con quella presunta tradizione di grande signorilità e sportività che tanti interisti amano attribuire alla propria storia, almeno quelli più obiettivi (figuriamoci gli altri…quelli più idioti hanno goduto). Eppure, secondo il presidente dell’AIC, tutto questo finisce per essere ricondotto al fatto che si tratta di un giocatore importante della squadra capolista. Quasi che questo trasformi automaticamente la vicenda in una polemica eccessiva, in un accanimento mediatico. Proviamo solo a immaginare cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse capitata a parti invertite. Avremmo avuto settimane, mesi e probabilmente anni (come qualcuno più sopra mi ha corretto) di processi televisivi, editoriali indignati e solenni lezioni di moralità calcistica. E infatti negli ultimi vent’anni lo abbiamo visto chiaramente: la cosiddetta giustizia sportiva non è stata impermeabile al clima generale, al sentimento popolare, al bisogno quasi catartico di punire il cattivo della storia. In quel contesto difendere serenamente il proprio onore diventa complicato, perché prima ancora dei fatti devi scalfire un pregiudizio radicato. Per questo, personalmente, ho smesso anche di provarci. Discutere con chi è disposto a confrontarsi ha senso. Ma con chi è ormai accecato dall’odio o da decenni di narrativa antijuventina è tempo perso. Non stanno cercando di capire, stanno solo cercando conferme alle loro stupidaggini. E contro una convinzione popolare costruita in decenni, purtroppo, la logica da sola serve a poco. Buona domenica anche a te e famiglia.
  8. Juventus_addicted

    Openda fa di tutto per la Juventus: prova anche il cupping

    farsi infilare un candelotto di dinamite nel * mi pare più una pratica da Wile E. Cojote che da calciatore di serie A
  9. Juventus_addicted

    L' AIC difende il simulatore Bastoni

    Quindi fatemi capire: perchè questo riferimento all'importanza del calciatore ed alla posizione in classifica? secondo il ragionamento di Calcagno, se sei un "top player" (e già qua mi viene da vomitare) e sei primo in classifica, scatta in automatico l'immunità diplomatica? Le parole di costui sono vergognose: in pratica la correttezza non si misura più sul regolamento, ma sul pedigree e sulla maglia che indossi. Se l'avesse fatto l'ultima riserva del Pisa o del Verona lo avrebbero già radiato, ma se lo fa il pilastro della capolista è solo una polemica che passerà. Se l'episodio di Kalulu fosse successo a maglie invertite, ne avrebbero parlato per mesi. Ma siccome c'è di mezzo l'Inter, l'integrità della carriera (che vedono solo loro) diventa lo scudo per coprire tutto. Intoccabili, come sempre
  10. Ciao ragazzi, che emozione vedere questa foto! È un pezzo di storia incredibile, pensare che da quei ragazzi sia nato tutto il nostro mito. Capisco perfettamente quello che dite: in effetti sembrano tutti dei "vecchietti" e hanno la pelle più scura del normale, ma non è perché all'epoca fossero tutti più logori (anche se la vita era più dura, certo). È soprattutto un "trucchetto" della chimica di quei tempi, accentuata per altro dall'evidente modifica fatta con programmi di miglioramento. In pratica, le macchine fotografiche di allora usavano pellicole che non "vedevano il rosso". Poiché la nostra pelle è piena di sfumature rossastre e arancioni, la pellicola le interpretava come nero o grigio scuro. Il risultato? I volti sembrano abbronzati o sporchi, e ogni minima ruga o segno della pelle viene accentuato tantissimo, invecchiandoli di molti anni in un colpo solo. Non sono un fotografo, ma questa spiegazione mi fu data da un professionista quando trovai delle vecchissime foto dei nonni dei miei suoceri. Lì per lì mi vennero in mente le foto del film "the others", e la paura di aver risvegliato qualche fantasma che gironzolasse per casa fu tanta, ma a quanto pare la spiegazione è molto più semplice.
  11. Al momento, me ne vengono in mente almeno 5, ma solo perché non ho ancora collegato tutti i neuroni mattutini. La domanda è: ma chi è che se lo piglierebbe? A quali cifre, poi? Comunque, sarei per concedergli un'altra opportunità. Meglio lui della pippa canadese e del pippone belga.
  12. Bravo, bene, bis. Hai ragione su tutto. Vaneggiamenti alla Capezzone puoi tranquillamente infilarteli nel *. Se vuoi parlare con me, usa un tono adatto. Altrimenti ti rispondo da cafone.
  13. Ciao precisetti, è un pò che non ti trovavo... Guarda che il mio era sarcasmo proprio per dire che "una rondine non fa primavera". Dopo sei mesi di nulla cosmico e zero segnali di continuità, vorrei evitare che i fenomeni in società pensino minimamente che questo possa reggere il peso della maglia juventina o, peggio, che sia un elemento su cui costruire il futuro. Anche noi tifosi dovremmo evitare di farci abbindolare da una mezza prestazione buona. Incisivo? Ma quando mai? Io di Zhegrova, finora, ricordo solo il gol che si è divorato contro il Galatasaray: un errore che, a conti fatti, poteva valere il passaggio del turno (di certo non l'unico, anche altri hanno le loro responsabilità). Lì non è questione di "essere poco concreti", è che se porti la maglia della Juve certi palloni li devi buttare dentro, punto. Quella sera mi ha fatto tirare un bestemmione medievale che ancora si sente echeggiare tra le mura del mio condominio. E onestamente, 14 milioni e rotti per uno che non ha nemmeno mezz'ora di autonomia nelle gambe non mi sembrano pochi, mi sembrano un investimento su cui, al momento, c'è ben poco da stare allegri.
  14. Una partita buona dopo 6 mesi di nulla. Rinnoviamo a 10 milioni, mi raccomando
  15. Guarda, il punto è semplice: io non sto chiedendo il tribunale sportivo permanente né l’algoritmo al posto dell’arbitro. Sto dicendo che dove l’oggettività è possibile, andrebbe applicata fino in fondo. Tutto qui. Se introduci tecnologia e protocolli, ma poi l’innesco resta “quando si ritiene”, il rischio è che la discrezionalità non venga ridotta, ma solo spostata. Sul VAR non chiedo di rivedere ogni rimessa dal primo minuto. Dico solo che il sistema evolve sempre dopo che il problema esplode. È successo prima, succederà ancora. E una cosa permettimela, senza polemica: è curioso chiedere massima oggettività nel giudicare il sistema arbitrale, ma poi gestire il confronto in modo un po’… selettivo. Se parliamo di coerenza e uniformità, vale anche nelle dinamiche del forum (poi l'autore della sorpresina retroattiva che ho trovato, magari non sei tu) Detto questo, il mio punto resta lo stesso: meno zone grigie procedurali, più criteri chiari dove si può. Non è estremismo, è semplicemente cercare di rendere il gioco un po’ meno interpretabile fuori dal campo. Buon pomeriggio, senza fini provocatori
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