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Juventus_addicted

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    ex juventino milanese

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    Juventus
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    Milano
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    JUVE, Springsteen, viaggi, buon cibo, grande cinema

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  1. Ma "fa specie" a chi? A noi tifosi, e a qualche testata giornalistica in cerca di lettori juventini. Della società non c'è traccia, "acqua passata" oppure "c'è di peggio". Contenti loro... Non fatevi il sangue amaro
  2. Oggi punta il dito contro i vertici della società, lamentandosi della gestione e della presenza dei francesi (facendo chiaramente riferimento all’era Comolli/Elkann). Bene, bravo, tutto bellissimo, peccato che la memoria gli giochi brutti scherzi. Dovrebbe ricordarsi bene di quel giugno 2006, quando accettò di sedersi nel "CdA della restaurazione" insieme a Sant'Albano, Cobolli Gigli e proprio a Jean-Claude Blanc, un francese che oggi sembra tanto dargli fastidio. Mentre la Juventus veniva smembrata e spedita in Serie B con una difesa praticamente inesistente nelle sedi giudiziarie, lui era lì, messo in vetrina come "garante" della nuova etica. Invece di criticare oggi da fuori, perché non ci racconta cosa si dicevano tra loro in quegli uffici in quel periodo? Qual era il piano di quegli italiani "di fiducia" mentre noi tifosi vedevamo svanire scudetti e campioni? Detto da uno, il sottoscritto, che Comolli e Elkann li prenderebbe a randellate sulle ginocchia...
  3. No, non mi sono “fermato al video”, stai sereno. Ho seguito trasmissioni intere, letto articoli, ascoltato interviste, guardato format ovunque possibile. Ed è proprio per questo che la perplessità è totale. Dopo giorni di hype da “crollano le certezze del mondo filo-interista”, il grande annuncio è fuffa confezionata bene, aria fritta e concetti che girano da mesi, se non anni. Se questo per te è un annuncio clamoroso, il problema non è che io mi sia fermato al video, ma che tu ti sia fermato al contenuto. Per me è solo l’ennesimo tentativo di acchiappare like facendo scena. E a proposito del tizio nudo: magari non solo lui, ma qui qualcuno di argomenti si è spogliato parecchio. Buona giornata.
  4. Fatemi capire: giorni di attesa, curiosità coltivata con cura, aspettative vagamente sensate… e oggi il risultato è un tizio nudo, con trapani in sottofondo e bambini urlanti, che solennemente enuncia cose che ci ripetiamo da mesi, se non da anni. Il tutto presentato come rivelazione. Mah. Sono oltre la perplessità. Continuerò a sperare nella distruzione delle blatte, ma a questo punto rivaluto seriamente Pompilio e Chirico.
  5. Juventus_addicted

    Tifo e incapacità di essere razionali

    Però, complimenti a lui. Il Rocco Siffredi dei calciatori
  6. Juventus_addicted

    Tonali alla Juve, la prossima stagione!

    Ah beh, se lo dice l’amicone di Newcastle, allora possiamo già prenotare la maglia con scritto TONALI 2026 e stappare lo spumante. Mio cugino, nel frattempo, ha visto la cometa avvicinarsi alla Terra e mi ha confermato che sì: fine dell’umanità certa, fonti attendibilissime (il telescopio del bar ed il boccale di birra). “He’s gone off the boil lately” diventa quindi prova regina del trasferimento, altro che clausole e bilanci. Un mio vicino ha starnutito tre volte di fila: spread in salita e Guardiola in panca entro giugno Il bar sotto casa ha finito i cornetti: indizio fortissimo, qualcosa di grosso sta per succedere. Insomma, ragazzi, più segnali di così solo i cerchi nel grano. Ora manca solo l’annuncio ufficiale…
  7. Juventus_addicted

    Moretto: "L'Inter ha chiesto informazioni per McKennie a zero"

    Ma basta con questo peracottaro. Moretto, non McKennie...
  8. Che dispiacere, davvero. Se ne va un altro volto di quel 90° minuto che per noi non era solo una trasmissione, ma un rito della domenica pomeriggio, poco prima di cena. Ricordo che già allora, da spettatore curioso e Juvedipendente (nel senso di droga, non di stipendio...), mi chiedevo come mai i collegamenti da Torino durassero sempre pochissimo: trenta secondi, un minuto scarso… mentre altri inviati storici sembravano avere il tempo infinito. Luigi Necco da Napoli poteva raccontare mezzo romanzo, Gianni Vasino non finiva più, Ferruccio Gard sembrava avere sempre qualcosa in più da aggiungere, e poi Tonino Carino da Ascoli, con quel suo stile unico, fuori dal tempo, o Giorgio Bubba, che quando partiva non lo fermavi più. Da Torino invece via rapidi, asciutti, quasi di corsa. Misteri di palinsesto che allora facevano sorridere. Eppure, nonostante tutto, quel calcio, e soprattutto quel contorno televisivo, lo preferivo di gran lunga. Poche immagini, poche parole, poche urla, niente sovraesposizione. Dovevi immaginare, aspettare, ascoltare. E sperare che i 45 minuti di partita che trasmettevano subito dopo, fossero proprio quelli della Juventus. Oggi siamo in overdose continua: partite ovunque, dibattiti infiniti, polemiche h24. Allora bastavano una sigla, la voce di Valenti, e quei volti lì. Castellotti era parte di quel mondo. E con lui se ne va un altro pezzetto di un calcio che forse non tornerà, ma che resta il più caro nella memoria
  9. Cattivoni questi datori di lavoro. Io uguale: convocato per MasterChef, assaggio superato… poi mi chiedono se so cucinare e io rispondo “pasta in bianco”. Fine progetto Chi l'avrebbe mai detto
  10. Personalmente, non mi sorprende affatto ciò che l'autore del topic definisce come “due pesi e due misure” quando si parla degli interisti. Però, credo che sarebbe più utile supportare la discussione con esempi concreti. Non che non sia d'accordo: da sempre (anche prima di Calciopoli, la massima espressione di ciò che è stata la dimostrazione di chi davvero detiene il potere), li considero il simbolo del male. E quando non vincono, è perché sono talmente ridicoli da riuscire a sabotarsi da soli. Quello che trovo intollerabile, oggi come sempre, è il diverso trattamento mediatico riservato agli avvenimenti che li vedono protagonisti: una disparità evidente che noi juventini conosciamo fin troppo bene , ma che puntualmente viene liquidata come vittimismo. Del resto, si sa: quando succede a loro è sempre un caso, una svista o una narrazione da edulcorare; quando succede a noi, diventa immediatamente uno scandalo epocale. Coincidenze, ovviamente.O forse no...
  11. Juventus_addicted

    VIDEO Il primo giorno di Jeremie Boga alla Juventus

    Negli ultimi anni ho spesso accolto i nuovi arrivati con distacco, ma stavolta è diverso: magari sbaglio, ma Boga mi trasmette sensazioni positive. Non so spiegare il perché, ma sento che può darci tanto. Con la speranza che si ambienti in fretta e ritrovi al più presto la miglior condizione fisica, siamo pronti a stargli vicino e a sostenerlo in ogni momento. Qui alla Juve conta una cosa sola: lottare, sudare e dare tutto per questa maglia. Forza Jérémie, dimostra il tuo valore e portaci dove meritiamo di stare. Fino alla Fine… Forza Juventus!
  12. Juventus_addicted

    UFFICIALE | Boga è un nuovo giocatore della Juventus: i dettagli

    Su, dai. Un po' di entusiasmo. W la boga
  13. Immagino lo speaker allo stadio: "E per la Juventus ha segnato, il numero 99 Obo.. Oboa... Oboavw..ma come * si pronunciaaa?!"
  14. Ormai sembra quasi tutto studiato: una tattica, un metodo scientifico per testare il limite massimo di sopportazione della tifoseria juventina. Siamo lì, appesi, ad aspettare un sussulto, una scintilla, una luce in fondo al tunnel, sapendo però benissimo che, nel migliore dei casi, restiamo esattamente come siamo, e nel peggiore rischiamo pure di vederci arrivare (o meglio, di sentirci arrivare) un cetriolo bello deciso. Personalmente non ho grandi aspettative. Però mi resta una speranza finale, quasi romantica: che alla porta, all’ultimo secondo, non entri l’ennesima toppa tra i giocatori, ma finalmente un vero Agnelli. O comunque una grande figura dirigenziale. Uno che sappia davvero cos’è la Juve, cosa rappresenta, come si governa. Perché i soldi, inutile girarci intorno, ci sono, ma li buttano nel *. Il problema vero, quindi, è un altro: non quella Juve che manca, ma quella che sta sopra. Non l’ennesimo rattoppo in campo, ma la mozzarella senza sale di Elkann, che continua a galleggiare mentre tutto il resto affonda.
  15. Leggere questo interessante topic, purtroppo, non lascia presagire un futuro roseo. Osservando la classifica a pagina 1, si nota come il Parco dei Principi e Stamford Bridge siano due esempi perfetti per capire dove siamo finiti. Stadi non enormi, capienze paragonabili o poco superiori all’Allianz, eppure PSG e Chelsea viaggiano su ricavi complessivi che la Juventus oggi si sogna. Non perché vendano molti più biglietti di noi, ma perché dietro ci sono ricavi televisivi fuori scala, contratti commerciali globali e un listino prezzi che puoi permetterti solo se sei stabilmente competitivo e pieno di stelle. La Juve attuale, diciamolo senza girarci intorno, non è una squadra di campioni e non ha né il potere mediatico né l’appeal internazionale per spingere quei numeri. In questo senso Andrea Agnelli probabilmente aveva letto l’andazzo prima degli altri. La Super League nasceva proprio dalla consapevolezza che il gap con Premier e club “di sistema” come il PSG non sarebbe stato colmabile restando dentro i confini attuali. Che poi il progetto fosse sbagliato nei modi è un altro discorso, ma l’analisi di fondo secondo me era corretta. Ora il rischio concreto è dover andare a rimorchio, triste dirlo, delle milanesi. Milan e Inter, per storia recente e per collocazione “politica” nel calcio europeo, sembrano quelle meglio posizionate per trainare il sistema italiano nei prossimi anni. Se sbaglio correggetemi, ma oggi sono loro quelle che possono permettersi più continuità in Champions (le blatte già adesso), più visibilità e quindi più ricavi. Noi rischiamo di vivere di cicli, sperando ogni tanto di azzeccare l’annata giusta, vincere, attirare un paio di top player e rimetterci in carreggiata, salvo poi dover ricominciare da capo. Il tutto aggravato da un sistema italiano che è strutturalmente penalizzante. La squadra con più tifosi, più seguito e più pressione mediatica non prende più soldi televisivi dei competitors, anzi spesso prende uguale o meno. Questo livella verso il basso e rende quasi impossibile creare un vero vantaggio competitivo interno da reinvestire. La mia previsione, poco romantica ma realistica, è che senza una riforma seria dei diritti tv o un ritorno stabile della Juve ai vertici politici, continueremo a galleggiare tra buone stagioni e ridimensionamenti, mentre chi oggi riesce a stare fisso nel giro che conta continuerà ad allungare. E il gap, una volta aperto, non si chiude più per caso. Vado ad affogare la depressione in un buon Chianti. Buona serata a tutti
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