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Juventus_addicted

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  1. ULTIM'ORA: Mandano la Juve in Serie D! Beccati Elkann, Gatti, Cambiaso e i bilanci falsi: siamo colpevoli di TUTTO! Fratelli bianconeri, mettetevi comodi e fate un bel respiro profondo. Sì, lo so, dal titolo (una mia provocazione ) vi è preso un colpo e avete già iniziato a tirare giù i santi dal calendario. Tranquilli, posate i forconi ed evitate i porchoni: la Juve non rischia niente. O meglio, rischia le solite cose, ma il punto è un altro. Facciamo un piccolo riassunto delle "poveri anime innocenti" dei nostri rivali preferiti, ovvero quelli che ci fanno più schifo, quelli con le strisce nerazzurre: Il caso Rocchi: Intercettazioni e fango sugli arbitri "graditi" all'Inter. Il caso Bastoni: Una vicenda personale pesantissima con un'indagine per prostituzione minorile. Il caso Dimarco: beccato a promettere anelli preziosi d'oro ai capi ultras della curva legati alla malavita. I bilanci: Le inchieste di Report che spiegano come l'Inter si sia iscritta ai campionati degli ultimi anni pur essendo tecnicamente fallita, per non parlare della svendita dello stadio di San Siro. Ora, ragazzi, facciamo il gioco di fantasia di cui sopra. Chiudete gli occhi. Immaginate se al posto della parola "Inter" ci fosse stata scritta la parola "JUVENTUS". E immaginate se tutte quelle cose le avessero fatte davvero i nostri dirigenti o Gatti e Cambiaso (due a caso), come ho provocatoriamente scritto nel titolo. Cosa sarebbe successo? Lo sappiamo tutti: A reti unificate: Bruno Vespa, i talk show di politica, i programmi di cucina e persino il Papa in vacanza a Castel Gandolfo avrebbero parlato solo di noi. Saremmo stati la "Nuova Calciopoli" prima ancora di fare colazione. La Morale del Paese: Avrebbero chiesto l'esilio immediato dei nostri giocatori dalla Nazionale, la radiazione della società e la requisizione della Continassa per farci un parco giochi per bambini bisognosi. Il doppio pesismo: Se lo fanno gli altri, "eh va beh, sono i singoli che sbagliano, la società è estranea, poveri ragazzi". Se lo fa uno con la maglia della Juve anche solo per sbaglio (tipo dimenticare di mettere il bagnoschiuma nel borsone), scatta l'associazione a delinquere finalizzata alla distruzione del calcio italiano. Quindi, la domanda che ci facciamo tutti nel divano di casa, incazzati neri, è: ma nel caso la sfangassero anche questa volta, varrebbe ancora la pena seguire questo circo? Ha senso guardare uno spettacolo che sembra già scritto per non farci tornare a vincere, additandoci per altro come male assoluto, mentre sugli altri si chiudono non uno, ma tutti e due gli occhi? La risposta, almeno per me, è semplice: se questo calcio ci piace sempre meno, l'unica cosa che possiamo fare è smettere di alimentare economicamente un sistema che non ci rappresenta. Meno abbonamenti, meno soldi al carrozzone, più partite viste al bar o con gli amici, perché il calcio è comunque uno sport che ci ha quasi sempre appassionato. Ma una cosa non cambierà mai: essere juventini. Perché i risultati vanno e vengono, le polemiche pure. La passione, invece, resta. E se un giorno la Juve tornerà a vincere, voglio esserci senza aver mai cambiato bandiera. Fino alla fine
  2. me l'immagino come è andata: Giovanni si svegliò di soprassalto nella sua amata poltrona presidenziale in finta pelle. Era seduto lì da tempo immemore, ormai sagomata perfettamente sulle sue nobili terga. "Bisogna cambiare mentalità!" urlò improvvisamente a quel vecchio sconosciuto che lo guardava dallo specchio di fronte. "Ci vuole coraggio! Schieriamo i sedicenni! Spazio assoluto ai giovani!" Poi guardò l'orologio d'oro, prezioso regalo per il suo sessantesimo anno di mandato. Si sistemò il colletto della giacca d'ordinanza e bevve un sorso di brodino tiepido. "Segretaria!" chiamò a gran voce, usando il vecchio citofono a manovella dell'ufficio. "Mi prepari subito il bando per il rinnovo della mia carica fino al 2100! Dobbiamo svecchiare questo sistema sclerotizzato, serve aria fresca e novità!" La segretaria, che aveva appena compiuto centododici anni, annuì con vigore. Giovanni prese una penna d'oca per scrivere la formazione italiana del futuro. In quel momento entrò un sedicenne prodigio: "Presidente, sono pronto a giocare come Yamal!". Giovanni lo guardò scandalizzato: "Giocare a sedici anni? Ma sei pazzo? Il campo rovina i giovani!". Con un gesto magnanimo, gli tese un blocco per gli appunti: "Ti nomino stagista del Comitato per lo Svecchiamento. Fai trent'anni di gavetta burocratica, poi potrai sederti qui a lamentarti di chi non fa giocare i ragazzi". Soddisfatto per l'audace riforma, si rimboccò le coperte e si addormentò felice. Praticamente il calcio italiano è quell'ambiente fantastico in cui un dirigente di lungo corso ti spiega che a sedici anni sei troppo giovane per scendere in campo, ma a settanta sei ancora perfetto per occupare la poltrona.
  3. Beh, certo. Chi rimane? Poi vado io a fare l'attaccante
  4. Scusate, ma quando esattamente la società avrebbe "scaricato tutto il fallimento stagionale sul portiere"? A me sembra inverosimile questa dichiarazione. Pubblicamente la Juventus non ha mai attribuito il fallimento della stagione a Di Gregorio. Se vera, sarebbe una valutazione dell'agenzia, non un fatto oggettivo. In definitiva: se la storia è autentica, è una dichiarazione molto forte e fuori dagli schemi; contiene alcuni dati statistici reali, ma anche interpretazioni e accuse che riflettono il punto di vista dei procuratori; non è il tipo di comunicazione che normalmente aiuta i rapporti tra un club e l'entourage di un calciatore. Da curioso, mi interessa vedere come reagirà la Juventus: spesso in questi casi i club scelgono di non rispondere pubblicamente e gestiscono tutto dietro le quinte.
  5. Ragazzi, ma stiamo scherzando? È palese che si tratti dell’ennesima, diabolica macchinazione ordita da noi brutti e cattivi gobbi! Cioè, ormai abbiamo i superpoteri: hackeriamo le chat del 2020 e inventiamo i PR pur di gettare fango sui campioni dell'onestà e del sentimento popolare. Perché loro sono notoriamente onesti, puri, immacolati; Bastoni senz'altro all'epoca non si era mai fatto nemmeno una pugnetta! il fustino di Dixan del calcio italiano non si tocca! E poi, parliamoci chiaro: ma avete visto che bel faccino che ha il ragazzo? Uno così, con quel fascino irresistibile, semmai dovrebbe essere lui a farsi pagare dalle donne per la sua sola presenza, altro che "barbone" che non vuole cacciare i soldi! Battute a parte, la cosa che fa davvero riflettere è la solita, imbarazzante differenza di trattamento mediatico. Provate solo a immaginare se al posto di un interista ci fosse stato un giocatore della Juventus, uno qualunque. A quest'ora i talk show avrebbero aperto le edizioni straordinarie, ci sarebbero stati speciali H24, plastici di Vespa con la scena di un bordello in prima serata e richieste di retrocessione preventiva in Serie C per "danno d'immagine al Paese". Invece, guardate come si muovono felpati: il solito stile due pesi e due misure che ormai non ci stupisce neanche più. Ma va' a dà via el cü
  6. Però tutto questo livore, amici ... Quando è arrivato eravamo (quasi) tutti contenti, no? Purtroppo non è andata come ci si augurava, ma in un matrimonio fallito di solito le colpe vanno suddivise. Addio Dusan, vai dove * ti pare, e noi speriamo di beccare qualcuno di migliore. Nel frattempo abbiamo ancora quegli altri 2 pipponi che non fanno gol nemmeno a porta vuota
  7. Ormai ci siamo: ogni estate giuro che non mi faccio più fregare dai "dossier sul tavolo", dai "fili del discorso mai interrotti" e dalle "riflessioni aperte". Poi leggo '"Spalletti a Torino" e mi ritrovo già a immaginare lo scudetto. Evidentemente il vero acquisto della Juve sono io, che ogni luglio ricompro la speranza a parametro zero. P.S. Se la fonte scrive "Luciano Spalleti", "Gigi Bufon" e "mai interroto", forse prima di farmi partire l'ansia da calciomercato dovrebbe almeno fare un colpo... al correttore ortografico
  8. Juventus_addicted

    Ufficiale: Malagò presidente Figc

    Ma sì, festeggiamo il nuovo che avanza! Un applauso al poliedrico Malagò, l'uomo dalle mille facce e dalle zero competenze sul campo. Uno che passa dal canottaggio alle Olimpiadi invernali, l’importante è non mollare mai l’osso della politica sportiva. Finita un’era di successi strepitosi con Gravina, eccone subito un altro pronto a traghettarci verso il prossimo Mondiale da guardare sul divano. Avanti il prossimo!
  9. Juventus_addicted

    David come Messi, Batistuta e Pablito Rossi

    Bellissimo. Pure io l'altro giorno in tangenziale con la mia Bianchina scassata andavo alla stessa velocità di tre tizi con Ferrari, Porsche e Lamborghini. Ma è stato un caso, eravamo tutti bloccati in coda. Vabbè che fa caldo, ma un po' di sano realismo, perdio.... .
  10. Quel "vinculo" suona proprio come con l'apostrofo
  11. Juventus_addicted

    Coraggio, Teun!!!

    Entro breve avremo 2 pagine di "coraggio mister x". Mi piace
  12. Juventus_addicted

    (TS) "Juventus: Modesto ai saluti, Tognozzi verso il ritorno"

    Beh, ha proprio dato un contributo pari o addirittura inferiore al proprio cognome.
  13. Juventus_addicted

    Data fissata della sentenza in CGUE: 16 luglio 2026

    Mi piacerebbe, darei 10 anni di vita per ribaltare quella ignobile farsa. Non sono un avvocato, però mi sento di poter dire che non succederà. L'ostacolo principale è la scelta della Juventus stessa. Come ho scritto ieri, la società ha ufficialmente rinunciato al ricorso presso il Consiglio di Stato. Con quell'atto formale, il club ha accettato la pietra tombale sulla richiesta di risarcimento fatta dopo il 2006. Per quello che so io, una rinuncia formale agli atti del giudizio è definitiva. Dal punto di vista del diritto, non si può riaprire una causa chiusa per propria volontà, nemmeno se le leggi di quel Paese cambiano in un secondo momento. Inoltre, le decisioni dei giudici del Lussemburgo non hanno un effetto retroattivo automatico sulle vecchie sanzioni delle squadre. Nessun automatismo: Se la legge italiana verrà giudicata contraria al diritto europeo, la modifica varrà per i processi futuri o per quelli ancora aperti (come quelli di Andrea Agnelli e Arrivabene). I casi passati restano chiusi: Le sentenze sportive che hanno tolto gli scudetti o inflitto la penalizzazione del 2023 sono ormai "passate in giudicato" per l'ordinamento italiano. Il club ha firmato un patteggiamento per la manovra stipendi e ha accettato la sanzione UEFA rimanendo fuori dalle coppe. La sentenza della CGUE non si occuperà di stabilire se la Juventus fosse colpevole o innocente nel 2006 o nel 2023. Si occuperà solo di stabilire quali diritti ha un cittadino per difendersi davanti a un giudice dello Stato. L'unico modo per riavere gli scudetti, e non sono nemmeno sicuro, sarebbe la confessione da parte di quei lestofanti di avere orchestrato una delle più grandi macchinazioni della storia di questo Paese.
  14. Juventus_addicted

    Data fissata della sentenza in CGUE: 16 luglio 2026

    Scusate, leggo un po' di confusione. Dal profondo della mia "non competenza" vorrei comunque provare a fare un riassunto. Se qualcuno volesse correggermi, tanto meglio: è sempre un piacere trovare persone con padronanza dell'argomento e che possano spiegare. Prima di tutto, un dato di fatto: per la Juventus non cambierà niente. Nel novembre 2023, infatti, i nostri eroi ritirarono il ricorso al Consiglio di Stato con cui si chiedevano oltre 400 milioni di euro per i danni di Calciopoli. Quella rinuncia ci è stata spiegata come una scelta strategica e definitiva della nuova dirigenza (guidata da Cip e Ciop Ferrero e Scanavino) per fare "pace" con le istituzioni del calcio dopo la tempesta del caso plusvalenze. Una sorta di ricatto, ho sempre pensato: se non volete danni peggiori per il caso plusvalenze (leggasi penalizzazione monstre o addirittura retrocessione, come qualcuno paventava), ritirate il vecchio ricorso e ve la caverete con un anno fuori dalle coppe. Chi dovrebbe trarne beneficio sono Agnelli, Arrivabene e, lo spero con tutto il cuore, Giraudo. Fino a oggi, in Italia, la giustizia del calcio ha avuto un potere assoluto. Se la federazione ti squalificava o ti radiava, tu potevi andare dai giudici dello Stato solo per chiedere un risarcimento in soldi, ma quei giudici non potevano cancellare la punizione sportiva. Agnelli e Arrivabene hanno allora fatto una mossa intelligente. Hanno detto ai giudici: "Com'è possibile che in Europa un cittadino abbia diritto a un processo vero, mentre nel calcio italiano questo diritto viene negato?". I giudici del TAR del Lazio hanno ritenuto il dubbio sensato e hanno passato la palla alla Corte di Giustizia Europea. La mia previsione è che il 16 luglio la CGUE darà ragione ad Agnelli e Arrivabene, bocciando la legge italiana sulla giustizia sportiva. Si, certo, lo sappiamo: In Italia il tentativo di difendere lo status quo e di aggirare le novità scomode è una costante storica. Tuttavia, in questo caso specifico, i giudici italiani si troveranno davanti a un ostacolo quasi insormontabile: il primato del diritto dell'Unione Europea La Corte affermerà un principio molto semplice. Lo sport non è un mondo a parte. Se una federazione sportiva infligge una sanzione grave, il cittadino deve avere il diritto di chiedere a un giudice dello Stato di annullare quella punizione. La legge italiana che oggi lo impedisce, verrà dichiarata contraria alle regole dell'Unione Europea. Il caso tornerà davanti al TAR del Lazio. Forti del verdetto europeo, i magistrati non si limiteranno più a valutare un risarcimento in denaro. Entreranno nel merito delle squalifiche subite dai due ex dirigenti per il caso plusvalenze e, con molta probabilità, le cancelleranno, restituendo loro la possibilità di lavorare subito nel calcio. Sempre che lo vogliano fare. Perché dovrebbe servire anche a Giraudo? Giraudo ha un altro ricorso separato a Strasburgo. Lì accusa l'Italia di avergli negato un giusto processo nel 2006, facendogli un processo lampo senza dargli il tempo di difendersi. I giudici europei hanno già ritenuto il ricorso serio e la sentenza finale dovrebbe arrivare a breve. In Italia, invece, Il TAR del Lazio aveva dichiarato un "difetto di giurisdizione" sul ricorso presentato a suo tempo contro la radiazione per Calciopoli. Tuttavia, i suoi legali hanno presentato un nuovo ricorso al Tribunale Civile di Roma, forti della svolta europea ottenuta proprio da Agnelli e Arrivabene. In caso di sentenza favorevole, Giraudo userà questa decisione come un "grimaldello": il giudice di Roma potrà usare questo precedente per cancellare la sua radiazione in tempi brevi. La curiosità è su chi pagherà un'eventuale richiesta danni. Se l'Europa confermerà che i processi sportivi italiani (compresi quelli lampo del 2006) calpestarono i diritti dell'uomo, i protagonisti potranno chiedere danni economici giganteschi per le carriere distrutte. Chi paga? Parliamo di cifre milionarie. La federazione calcio non ha questi soldi nei suoi bilanci e rischierebbe il fallimento. Per questo motivo, le richieste di risarcimento colpirebbero direttamente lo Stato Italiano. Sarà lo Stato a dover pagare con i soldi pubblici, perché sono state le sue leggi sbagliate a permettere questo sistema ingiusto. Lo stesso Stato dovrà intervenire con un decreto, Governo e Parlamento non potranno permettersi di lasciare un vuoto normativo. Senza regole chiare, ogni singola domenica di campionato rischierebbe di essere bloccata dai ricorsi dei normali tribunali civili. In breve: non vinceremo lo scudetto in tribunale, ma i nostri ex dirigenti stanno per dimostrare all'Europa intera che i processi subiti furono una porcheria. Buonanotte a tutti
  15. Juventus_addicted

    Ginevra Elkann potrebbe diventare Presidente della Juventus

    "Ehi, chi è rimasto in famiglia che non ha ancora fatto danni?" "Ginevra". "Ok, mettiamo lei. Terrà alta la linea dello stile della nostra famiglia e della Juve. Male che vada l'anno prossimo ci giochiamo la carta Lapo". "Capo, Lapo no... è già impegnatissimo con un altro tipo di linee e non sono quelle del fuorigioco semiautomatico." "Hai ragione. Allora teniamoci Ginevra." Ragazzi, non so voi, ma un altro paio d'anni di pressapochismo e improvvisazione come questi e vado a Torino a prenderli a scudisciate
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